Vacanze hard in Sardegna – 5 | Racconto etero di marynella

In questa vacanza in Sardegna, mio marito era al massimo della prestanza fisica, mi scopava tutti i santi giorni, più volte al giorno salvo quando non scopava con altra gente, in particolare con lo skipper. Devo dire che dopo una settimana che usciva in barca con il ragazzo, e immaginando che si inculassero ogni volta, stavo diventando un pò gelosa.
Una mattina mi ero rotta un pò le palle di questa storia…appena ho visto Omar, uno dei tre magrebini dello staff, me lo sono portato dentro una cabina sulla spiaggia e me lo sono scopato per bene.
Il poverino non parlava neanche bene l’italiano, ma sapeva già che tipo di donna ero, perchè Karim lo aveva avvisato della nostra scopata. Comunque, con la scusa di farmi riparare una sedia di legno in cabina, lui mi ha seguito come un cagnolino, ma appena entrati dentro gli ho messo sul tavolo 50€, e in totale silenzio mi sono inginocchiata di fronte a lui, gli ho tirato giù i bermuda e gli ho visto tra le cosce un cazzo impressionante!!! Da moscio era lungo da far paura…l’ho preso in mano, era bello pesante, caldo, l’ho cominciato a masturbare lentamente, molto lentamente, facendo uscire la cappella poco alla volta…era bella rossa, umida, lucida…l’ho segato bene bene, mi è diventato duro tra le dita, ed è una cosa meravigliosa vedere crescere il cazzo nelle nostre mani!! E’ diventato una bella bestia di carne negroide, il top per una signora milanese della buona società come me, profumata e con il Rolex anche in spiaggia, masturbare un tunisino dentro una cabina dello stabilimento in Sardegna…Il negro godeva come un porco, sussurrava parole in arabo, certamente parolacce e insulti, e mi immaginavo frasi del tipo “segami bene, troia bianca, scappellami tutto ricca puttana, che tra poco ti rompo il culo…troia, vedrai come ti sfonda la fica il negro africano…” e mi eccitava molto questa idea…
Comunque, quando è stato durissimo da non poterlo più maneggiare bene, me lo sono infilato in bocca, fino a che ho potuto, soffocandomi da sola…tossivo e vomitavo saliva sul quel bel cazzone…lo sporco immigrato mugolava come un maiale…gli piaceva la bocca di questa matura troia milanese…io ero eccitata come una vacca, in effetti…quel pisello era proprio duro, buono e caldo. L’aria nella cabina era veramente pesante, un caldo soffocante ci opprimeva, ma mi eccitava anche insieme alla penombra, al sole che filtrava dalle assi di legno, l’aria umida di sesso…la mia piccola bocca scorreva su quel cazzone scuro enorme, duro come l’ebano, le mie piccole manine dalle unghie laccate di arancione tenue scorrevano velocemente entrambe a masturbare quella proboscide…lo tiravo fuori, prendevo fiato e me lo rimettevo in bocca, fino in gola…ogni tanto con una mano scendevo sino ai grossi coglioni pelosi del negroide e glieli massaggiavo bene bene, erano gonfi come meloni e pensavo alla quantità di sborra che avevano dentro…poi mi infilavo la manina nel costume, e trovavo la passerina in una lago di umori, mi masturbavo freneticamente, provocandomi dei micro orgasmi che mi davano dei brividi incredibili. Volevo il cazzo dentro!!
Mi immaginavo anche cosa c’era fuori dalla cabina, una spiaggia con persone di altissimo livello sociale, di un villaggio d’élite, per soli ricchi occidentali, raffinati, quasi tutti razzisti del nord…e io dentro la cabina a farmi scopare da un lurido negro immigrato dello staff che fa il giardiniere!! Quante signore, sposate, annoiate, zoccole nell’anima avrebbero voluto essere al mio posto…
Mi alzai, mi tirai via il bel pareo di seta di Versace, il costume sopra e sotto, rimanendo completamente nuda, in balia del tunisino che mi guardava con gli occhi spalancati…mi sono messa a pecorina sul piccolo tavolinetto di resina bianca, il mio piccolo culetto ben esposto verso il giovane e arrapato porco immigrato, che si avventato come un lupo affamato su di me!
Ha infilato di botto, senza pietà e delicatezza alcuna il suo bestione di cazzo nella mia piccola ma ghiotta passerina, sfondandola completamente…mi sono sentita investita da un camion in corsa, le viscere sconvolte…quel cazzo durissimo, enorme, mi ha squassato!! Non ho più respirato per pochi secondi, urlando dentro di me le pene dell’inferno…e poi il maiale ha iniziato a scoparmi come un pazzo, entrando e uscendo, entrando e uscendo…sembrava impazzito…chissà da quanto tempo non chiavava una donna…. il negro poveretto!! Io a malapena resistevo aggrappata al piccolo tavolinetto, che tremava instabile, ogni tanto sbattevo la testa contro la parete di legno di fronte a me, tanta era la violenza della scopata…Omar mi teneva stretta per i fianchi, quasi avesse paura che scappassi o svanissi nel nulla…il suo miraggio da clandestino immigrato…chiavarsi una ricca signora italiana, perfettamente truccata, depilata, profumata. Neanche nelle sue seghe più sfrenate nelle loro puzzolenti camerate lo avrebbe immaginato….
Comunque il giovane era bravo, mi sfondava la passerina come un treno, sentivo la cappella sbattere contro il fondo della vagina, dilaniarmi, gemevo come una vacca in calore, soffocando le urla nella pancia, tra le braccia appoggiate sul tavolo, in preda a uno stupro etnico volontario!!! Ogni tanto mi giravo per guardarlo…era bellissimo, con i suoi lineamenti africani ma non troppo, la bocca carnosa, i denti bianchissimi, il fisico asciutto e tonico come tutti i nordafricani…e il cazzo stupendo che vedevo a metà entrare e uscire, i coglioni che sentivo sbattere sulle mie chiappette…che meraviglia di scopata! Lui rideva felice, con gli occhi impazziti di piacere, mi chiavava senza mai venire da un casino di tempo, alla faccia degli italiani!!
A un certo punto mi sono sfilata da lui, mi sono inginocchiata, come una schiava bianca e sottomessa, e gliel’ho ciucciato tutto…ho spompinato a lungo quella meraviglia di pisello, poi mi sono rialzata e mi sono fatta richiavare.
Ho avuto, credo, 4-5 orgasmi ripetuti…ormai avevo perso il controllo di me stessa…ero un bagno di umori…mi masturbavo la clitoride per compensare il piacere e il dolore della scopata da dietro…e aumentavo l’intensità degli orgasmi.
Alla fine anche il maiale musulmano cominciò a grugnire, i colpi erano sempre più frequenti, a fondo, intensi, le sue mani mi strinsero forte le tette da farmi malissimo…ma godevo, stavo godendo insieme al giovane tunisino cazzo…come con mio marito…mi sono girata e ho urlato “Omar…Omar…ti prego non mi sborrare dentro…non mi sborarre dentro, esci, esci fuori cristo di dioooo….esci negro di merda!!!” il ragazzo mi guardò sbalordito, quasi dispiaciuto e continuava a scoparmi, ma sentivo che tremava tutto, avevo il terrore che mi eiaculasse nella fica!! Allora mi sfila io, lui rimase di sasso col cazzo dritto, gocciolante di filamenti di sperma già…mi inginocchiai lo ingoiai subito masturbandolo come una pazza nella mia bocca e subito una esplosione di sperma mi devastò il viso…una pioggia di schizzate di caldo seme africano mi riempì la bocca, la faccia, i capelli…fu spaventosamente bello!!! Era carico come un mulo di sborra….il poverino! Continuai a segarlo e spompinarlo a lungo, sino all’ultima goccia…era buonissimo, speziato, denso…lui era al settimo cielo, aveva uno sguardo bellissimo, soddisfatto….e il cazzo rimase ancora bello duro!!
Comunque, nonostante mi avesse posseduta come una vacca e fatto godere allo spasmo, io era ancora eccita…lo volevo ancora, il maiale islamico! Allora mi sono messa semiseduta sul tavolinetto, l’ho tirato verso di me per la maglietta rossa con la scritta STAFF, e prendendolo per i capelli l’ho spinto giù in ginocchio…il ragazzo si è accosciato davanti a me, come un agnellino, ho allargato un pò le cosce, le mie belle e lisce cosce abbronzate, ho aperto la micetta con l’altra mano, ordinandogli perentoria “adesso leccami la fica porco musulmano, dai leccamela e fammi godere, bastardo immigrato del cazzo…sei uno dei nostri schiavi qualsiasi…dai leccala!!” e Omar si tuffò in mezzo alle gambe senza forse capire un cazzo di come l’avessi insultato, nella mia fregna completamente aperta e bagnata, cominciando a lapparla come un cane assetato! La sua bocca dalle labbra carnose e morbide la succhiava come una fonte, la lingua impazzita roteava sulle piccole e grandi labbra, regalandomi subito un piacere immenso! Non sapeva leccarla per nulla, era come un cane rabbioso e affamato, imbranato (gli arabi non leccano volentieri la fica…) ma era eccitantissimo proprio per la sua inesperienza e fame di sesso, il porco!! Lo spingevo con la testa dentro di me, lui frullava la lingua come un mulinello, ero un bagno di umori, stavo impazzendo…mi mordeva la passera, ci sputava dentro (non so perchè…ahahaha) e la baciava…a quel punto ho avuto un orgasmo furioso, travolgente, l’ho preso a schiaffi in testa con violenza…ne volevo ancora e l’ho fatto leccare ancora, sempre in ginocchio tra le cosce, me lo guardavo dall’alto come una troia colonialista, autoritaria, con il suo moro schiavo! Lui però nel frattempo si masturbava furiosamente, e il cazzo gli tornò duro come il marmo subito! Ebbi un altro orgasmo incredibile, stavo cadendo dal tavolo, le gambe mi cedevano…volevo che tutta la sua testa e la bocca mi entrassero nella fica!!!
Sfinita dalla sua lingua, lo alzai, ed io mi misi per terra a quattro zampe, come una gattina in calore e gli urlai “dai negro del cazzo, ora sfondami il culo…dai che lo voglio in culo…sfondami porco tunisino di merda, sfondami o ti faccio licenziare!!” forse la parola licenziare l’aveva capita, si mise subito dietro il mio culo, in ginocchio, e puntò l’enorme cappella sull’ano e la spinse senza nemmeno lubrificarla…senza pietà, senza esitazione…il dolore mi lacerò il culo, per fortuna ero un po’ lubrificata dagli umori vaginali, sennò mi avrebbe squartato l’ano!! Sentii il suo cazzo farsi strada tra le carni, possente, duro, impietoso…il suo bacino lo spinse a fondo, tutto o quasi, le viscere stavano esplodendo, lo sfintere era dilaniato…mi aveva rotto il culo come gli avevo ordinato!!!
La nerchia del musulmano mi stava sfondando il culo ad ogni colpo sempre più in profondità, lo sentivo benissimo entrare e uscire in tutta la sua splendida lunghezza e possenza. Era una scopata bellissima…ma qualcosa mi turbava…fissavo la parete di legno di fronte a me a occhi aperti, sentivo il cazzo nel culo che mi distruggeva e mi faceva godere ma pensavo a mio marito che proprio in quell’attimo poteva avere anche lui l’enorme pisello del giovane skipper italiano dentro il suo culone maschio, a gattoni sul ponte della barca e godere, urlare, in mezzo al mare…e magari scambiarsi i ruoli, incularsi il giovane sotto coperta, nella graziosa cabina di prua, guardando il mare dall’oblò, romanticamente, e sborrargli nel culo subito dopo…
Queste immagini di tuo marito che scopa con un altro uomo su una splendida barca, che si abbracciano, si sbocchinano i cazzi, scopano, da soli indisturbati in balia delle onde, mi faceva ingelosire come poche volte nella mia vita!! Ho sempre accettato i tradimenti omosessuali o bisex di Carlo (con uomini, intendo…), ma mai come in questa vacanza mi sono sentita “cornuta”!! Chissà, forse mi piaceva anche a me lo skipper..
Per tornare alla realtà, mi sono girata verso il porco tunisino, che nel frattempo mi stava inculando di buona lena, con il viso quasi assente, dall’impegno e dal godimento, tutto sudato, con la bava alla bocca letteralmente…allora gli strillai “dai spingi il cazzo più dentro, stronzo immigrato…sfondami il culo fino in fondo…dai porco, scopa, scopa…sborrami dentro adesso, ora puoi sborrarmi dentro…allagami il culo…daiiiii!!!” e il giovane aumentò le botte, entrava e usciva come un treno, avevo il buco del culo completamente aperto, anestetizzato per il dolore…mi tenevo forte al tavolino in attesa del gran finale, il giovane islamico era al limite, lo vedevo completamente stravolto, eravamo entrambi sudati fradici per il calore e l’umidità dei nostri corpi nella cabina, mi sentivo sfatta e travolta dagli orgasmi (quelli anali sono “peggiori” per intensità degli altri…), rimasi con la testa girata a guardare il moro che mi stava per eiaculare dentro lo sfintere…lo fissai negli occhi con aria di sfida…civiltà occidentale contro barbarie africana…Omar lanciò un gemito animalesco, gutturale, mi diede dei colpi di cazzo allucinanti, poi si fermò e tremò come una foglia: mi aveva sborrato in culo!!! Sentii distintamente le vampate delle varie schizzate di sperma, era magnifico…!!
Continuò a scoparmi per qualche minuto, interminabile, lacerante, poi uscì dal mio corpo ormai distrutto…si gettò in terrà, il cazzo gocciolante e penzoloni, ancora mezzo duro…era bellissimo, gli occhi stravolti, il viso rilassato, il corpo definito e sodo come tutti gli immigrati magrebini morti di fame…mi rivestii col costume, mi misi il prezioso pareo in vita, presi la borsa Gucci e lo salutai con un piccolo gesto della mano, lasciandogli i 50 euro sul tavolo e uscii dalla cabina. Andai in spiaggia a rilassarmi, prendere un gelato con le amiche e passai così la mattinata. Ogni tanto sentivo un rivolo di sperma uscire dall’ano e colarmi sul costume…ed ebbi un brivido d’eccitazione.
Mio marito rientrò dopo pranzo, felice come un ragazzino…rilassato, gli occhi luminosi, con una strana parlantina colpevole.
Lo guardai veramente gelosa e incazzata. Andammo in camera, al fresco dell’aria condizionata, provai a scoparmelo, iniziando con uno splendido pompino,e constatai che il suo cazzo stentava a alzarsi completamente, segno che aveva certamente fatto sesso! Provai un senso di rabbia e frustrazione (UOMINI….mai non farlo drizzare a una donna che prova a spompinarti!!).
Iniziammo a fare l’amore con il cazzo mezzo duro, mi fece godere da impazzire comunque mio marito, e mi fece anche il culo, andando a infilare il suo pisello nello sperma del tunisino ancora fresco…fu eccitante, provai un sottile senso di vendetta. Ovviamente dopo ci scaricò anche il suo…l’incontro di due culture, nel mio sfintere!!!
E la vacanza andò avanti…
Per pareri e domande potete scrivermi: [email protected]

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