Serena la tettona parte 2 | Racconto etero di GiovaOrt

Mi precipitai al computer e feci partire subito il video. Una parte di me si vergognava nell’essere così voglioso di vedere Serena scopare un altro, ma era più forte di me.
Appena partito il video, riconobbi lo stile delle camere dell’albergo: era stato filmato mentre eravamo ancora in vacanza.
Jacopo aveva appena finito di sistemare la telecamera quando qualcuno bussò alla porta.
-“Vieni dentro”
Serena entrò nella camera del ragazzo, vestita in maniera casual con un paio di jeans e una maglietta bianca che lasciava scoperto l’ombelico e che metteva in risalto il seno.
Il bastardo aveva un’espressione di pura estasi, e come dargli torto? Era stupenda.
-“Cosa vuoi?” Chiese la ragazza, facendo palesemente finta di essere a disagio.
-“Senza che fai la santarellina, sai benissimo perché ti ho chiamata, e se sei venuta è perché anche tu vuoi che quello che è successo ieri si ripeta”
Colpita e affondata.
Serena non poteva e non voleva controbattere; era verissimo, voleva lui, voleva sentirsi dominata come il giorno prima, voleva quel cazzone enorme che le aveva fatto perdere la testa.
Jacopo si sedette su una sedia
-“Vieni, iniziamo con un bel pompino e spagnola. Voglio innaffiarti quelle mammellone.”
Serena non aspettava altro. Senza dire niente si avvicinò al rivoltante ragazzo e si inginocchiò.
-“Voglio che sia tu a togliermi i pantaloni e le mutande, troia”
La ragazza ubbidì, fremendo dall’eccitazione. Finalmente avrebbe avuto di nuovo quel cazzone tutto per sé! Dopo aver abbassato i pantaloni, cominciò a baciare e leccare la forma del membro che già era ben visibile da sopra le mutande. Jacopo non trattenne dei versi di goduria: la tettona ci sapeva decisamente fare. Una volta fatte sparire le mutande, Serena si buttò sul cazzone del porco, succhiandolo voracemente. Fu un pompino breve ma intenso, la ragazza, completamente disinibita, non si preoccupava neanche di sbrodolarsi bava e umori di lui, cosa che con me le dava parecchio fastidio. Nonostante la voglia pazzesca di farle bere tutta la sborra, Jacopo la fermò. Era il momento della specialità assoluta della mia ragazza, la spagnola! Serena fece per togliersi la maglietta ma lui aveva altro in mente
-“Ferma! Questa maglietta mi piace. Ti mette in risalto queste pere e ti rende ancora più arrapante”
-“Grazie, porco” disse Serena sorridendo
-“Quindi adesso voglio una spagnola mentre tieni indosso questa” concluse lui.
La tettona non se lo fece ripetere: infilo l’enorme cazzo sotto la maglietta e lo avvolse in una calda morsa tra le sue montagne di carne.
Il porco si godette una spagnola incredibile, la mia ragazza era selvaggiamente intenzionata a farlo godere il più possibile, lo guardava con occhi pieni di voglia di essere riempita del suo seme. Il cazzone di Jacopo era talmente enorme da risultare evidente nonostante fosse coperto sia dalle tettone sia dalla maglietta della mia ragazza.
Mai Serena mi aveva permesso di godermi una spagnola “vestita”, lamentandosi che poi avrei rovinato le sue magliette, ma eccola lì, con un coglione che fino a qualche ora prima la disgustava, a pregare che la sua maglietta venga inondata di sborra. Il porco stava per venire, rantolava e sussultava, mentre la mia ragazza aumentò il ritmo ulteriormente, leccando anche la punta del cazzone del porco che sporgeva da sopra la maglietta.
-“DIO MIO, VENGO TROIA!”
Jacopo urlò a squarciagola mentre il suo membro cominciò a spruzzare sborra e a riempire le tettone di Serena. Dal canto suo, la ragazza continuò a segare con le tette quel cazzone così enorme, godendo per la sua puzza incredibile che aveva imparato ad amare. Quando si fermarono, Jacopo sfilo il cazzo dalle tette di lei.
-“Fammi vedere”
Serena, felice, si tolse la maglietta zuppa di sborra per mostrare al suo amante due enormi mammellone completamente ricoperte del suo seme. Jacopo riacquistò istantaneamente l’erezione e la ragazza già pregustava la scopata, ma le sorprese non erano finite.
-“Cristo troia, sei stata assurda. Le tue tettone sono patrimonio dell’umanità. Ora, prima di continuare, vai di là e lavatele.”
Confusa, la ragazza obbedì e si chiuse in bagno per insaponarsi le mammellone, non prima di averle leccate per bene per bere quanta più sborra possibile.
Rientrò in camera e rimase immobile. Davanti a lei c’erano, completamente nudi, altri due dei nostri amici del gruppo: Victor, un ragazzo mulatto di origine Sudamericane, e Marco.
La ragazza diventò rossissima e cercò di coprirsi ma Jacopo la fermò
-“Tranquilla. Ho raccontato tutto ieri notte. Sai, anche loro da sempre si ammazzano di seghe per te e le tue tettone, quindi ho pensato di far loro un piccolo favore.”
-“Ma… ma… tu… voi…” Balbettò Serena
-“Basta, zoccola” Jacopo alzò la voce “La questione è semplice: o adesso fai un servizietto a tutti noi, oppure quel coglione del tuo cornutello saprà tutto.”
-“No… Ti prego…”
-“E allora smettila di fare la finta tonta, sei una troia e si vede, stai fissando il cazzone di Victor da quando è arrivato!”
Ancora una volta Jacopo aveva detto la verità: il membro di Victor (non grande quanto quello di Jacopo ma comunque enorme) aveva attirato la sua attenzione sin dal primo istante.
Serena si lasciò completamente andare e abbassò le braccia regalando ai due fortunati una vista che prima avevano solo sognato.
-“Mamma mia…” boccheggiò Victor, quelle tettone erano state al centro delle sue notti insonni per anni.
Marco invece fu più diretto:
-“Allora? Vuoi i nostri cazzi o no?”
La mia ragazza adorava essere trattata così, quindi decise di premiare il ragazzo, lasciandosi il meglio (Victor) per ultimo.
-“Certo che li voglio. Dimmi, Marcolino, cosa posso fare per te?”
-“Fammi un pompino, troietta”
Serena si avventò sul cazzo di Marco, mentre Jacopo e Victor iniziarono a palparle le tettone.
-“Cristo se è brava! Dio santo!”
Il ragazzo venne quasi subito in bocca alla mia ragazza, che ovviamente ingoiò tutto e ripulì per bene il suo membro.
Victor, ormai completamente in preda all’eccitazione, la spinse sul letto e le infilò il cazzone tra le tette, per una spagnola che aveva sognato innumerevoli volte.
Mentre il ragazzo scopava le tettone di Serena, Marco, completamente rinvigorito, cominciò a leccarle la figa, provocando dei gridolini che fecero arrapare di più tutti.
Victor venne copiosamente tre le mammelle della ragazza, che bevve tutto e prese a leccare quel cazzone mulatto
Victor si sedette su una sedia per riprendersi mentre Marco iniziò a scoparla.
La sbatteva violentemente, insultandola e affondando la faccia tra le sue enormi tette coperte dalla sborra dell’amico, incurante dell’odore le leccava e mordeva, mentre la mia ragazza muggiva e urlava e chiedeva di essere scopata di forte.
Andarono avanti per una decina di minuti, dopodiché Marco arrivò al limite e le venne in bocca, prima di andarsene perché aveva un appuntamento con la sua ragazza.
Rimasti soli, Victor e Jacopo si guardarono e saltarono entrambi sulla troia.
Lei, felicissima, accolse il cazzone di Jacopo nella sua calda figa ma per Victor aveva in serbo altro
-“Scopami, Ja, così…
Victor, visto che ti sei segato così tante volte per me, voglio premiarti… Scopami in culo…”
Il cazzo di Victor sembrò diventare ancora più grande a queste parole mentre lubrificava con la saliva il buchetto della mia donna e ci infilava il suo enorme membro.
Serena non mi aveva mai concesso il culo in tre anni di frequentazione, ma ora era impegnata nell’avere un cazzo nel culo e uno nella figa contemporaneamente!
I tre si muovevano all’unisono, in maniera animale, ansimando, urlando, la troia muggiva mentre sentiva due cazzoni enormi dentro si sé, le sue tettone strizzate, il suo culo preso a schiaffi…
Jacopo infilò la lingua nella bocca di Serena e cominciò un bacio appassionato, da amanti, mentre la scopava selvaggiamente e Victor la inculava e da dietro le strizzava le tettone fino a farle male.
Lo spettacolo continuò per un’ora intera, si fermarono solo per scambiarsi di posizione, Victor e Serena si baciavano mentre Jacopo, al suo limite, venne copiosamente nel culo della mia ragazza e si staccò.
Victor, anche lui in procinto di sborrare, cercò di sfilare il membro, ma Serena lo strinse a sé
-“VIENIMI DENTRO, VIENIMI DENTRO, RIEMPIMI”
-“Ma… Sei sicura?”
-“ZITTO CRISTO JACOPO MI HA RIEMPITO IL CULO, VOGLIO ESSERE RIEMPITA ANCHE IN FIGA” nonostante non prendesse la pillola e ovviamente nessuno aveva usato il preservativo, la troiaggine della mia ragazza la spinse a chiedere dentro di sé la sua sborra.
Victor, ovviamente, non se lo fece ripetere e, urlando, venne inondando la figa di Serena.
Rimasero attaccati per una decina di minuti, baciandosi e toccandosi, poi Victor si alzò lasciando la troia stesa ed ansimante. Jacopo si avvicinò e la guardò: la ragazza era in estasi, mai era venuta così tante volte e così intensamente. Il porco sorrise e le morse una tettona prima di alzarsi e spegnere la telecamera.
Quella mattina fu incredibile.
Venni una decina di volte, guardando e riguardando il video.
Ormai non avevo più freni, volevo vederla scopata, non avevo più vergogna.
In soli due giorni la mia ragazza si era scopata tre dei miei amici.
E quindi, forse…
Sicuramente la mia ragazza aveva continuato a scopare con Jacopo, ma chissà se avevano più coinvolto gli altri due? Perché non avrebbero dovuto?
In quel momento, fui assalito da un dubbio.
Perché fermarsi lì? Cosa mi garantiva che in quelle settimane non si fosse scopata l’intero gruppo? Probabilmente era così, tutti i miei amici si erano passati la mia ragazza come fosse uno spinello. Ero arrabbiato? No.
Il cazzo mi era tornato durissimo.
Nei giorni successivi non ricevetti alcuna chiavetta, anche se successe una cosa strana. Di punto in bianco, Serena cominciò a rifiutare che le toccassi il seno. In qualsiasi modo, in qualsiasi occasione. Potevo guardarlo, ma non toccare. Anche mentre facevamo l’amore, non potevo poggiare le mani su quel ben di Dio. La cosa mi distruggeva, le spagnolette erano la cosa che preferivo, così come morderle e strizzarle mentre scopavamo, ma non ci fu verso. Sospettai fosse un ordine di Jacopo, ormai il bastardo la usava come voleva, forse voleva quelle mammellone solo per lui, o semplicemente voleva farmi soffrire.
Dopo altre due settimane, ero a casa da solo a riguardare i video incriminati e a masturbarmi, quando suonarono al citofono. Rimasi sconvolto quando dallo schermo vidi che era Jacopo.
Continua

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