Serata imprevista 15 | Racconto incesti di Vinni

Ci risistemiamo ed io le apro la porta dello studio per farla uscire, tutti ci guardano, lei mi saluta amabilmente e si incammina verso l’uscita, come si allontana, lo sguardo di tutti i componenti dello studio si riversa su di me, deve essere fin troppo chiaro quello che è successo nella mia stanza, perfino il mio socio è uscito e mi guarda sornione, i ragazzi dandosi di gomito, le segretarie con sguardo di disapprovazione, e Estella poi, mi guarda proprio con aria schifata, indietreggio a lunghi passi all’indietro verso il mio ufficio, come una mummia che rientra nel sarcofago, cerco di richiudere la porta ma la mano del mio socio blocca la porta ed entra ridendo come un matto, la figlia Estella ne approfitta per intrufolarsi in stanza dietro di lui.
-Ti sei dato proprio da fare eh Franco, mi dice sorridendo mentre mi aiuta a raccogliere da terra tutto quello che è caduto, e continua:”ora voglio sapere tutti i particolari, qui dentro sembra Nagasaki, chi era quella cavallona?”
-Dai Stefano c’è tua figlia, cerco di giustificarmi io
-E’ vero Estella, levati dalle balle che qui parlano i grandi adesso. Dice Stefano alla figlia
-Beh avremmo il diritto anche noi di sapere quello che è successo non credi? Gli risponde impertinente Estella guardando me.
-Ma niente, niente, non è successo niente, per cortesia torniamo tutti a lavorare, anzi si è fatta ora di pranzo, quindi pausa e ci rivediamo oggi, grazie a tutti le trasmissioni sono terminate.
-Terminate un cazzo! Mi replica il mio amico, era ora che su questo studio succedesse qualcosa di divertente
-E deve vedere quello che è successo sabato!!! dice un mio dipendente da sotto l’uscio della porta dove si sono in pratica affollati tutti
-Lo guardo con la furia di Zeus che sta lanciare un fulmine, lui vorrebbe non aver aperto bocca, e diventa tutto rosso, gli chiedo come faccia a sapere di sabato.
Lui è l’addetto ai server, mi dice che il sistema di allarme è stato disattivato sabato sera, e poi non è stato reinserito, quando lunedì ha avviato i computer il sistema di allarme gliel’ha segnalata questa cosa, quindi lui è andato a controllare i video di sicurezza, e dalle telecamere che abbiamo fuori lo studio e nei corridoi, si vedeva io che entravo con una ragazza, facevo il giro dello studio attaccato a suo “di dietro” e mi chiudevo nello studio, e che poi, lei nuda correva verso il bagno dei dipendenti…
-Cazzo faccio io!! L’allarme, avevo scordato di reinserirlo, esclamo mentre maledico i NERD smanettoni dei computer.
Cazzo!! fa il mio socio ridendo come un matto, peccato non avere anche le telecamere negli studi, altrimenti ora ci vedevamo un porno, complimenti Franco, continua così!
Tutti ridono, Estella mi guarda con odio estremo, io mi sento in dovere di rimettere tutti al loro posto e dico:”finiamola con le cazzate e torniamo ad essere lo studio serio e austero di sempre, per cortesia, quello che combiniamo nella nostra vita privata non deve interessare a nessuno, ricordate che ho famiglia, quindi vi prego di tenere la bocca chiusa e di essere solidali con il vostro capo, buon pranzo e ci vediamo dopo, anzi tu, è meglio che cancelli quel video, o ti trovi un altro lavoro, dico rigorosamente incazzato al mio collaboratore.
Torno a casa molto nervoso, effettivamente quello che è successo sullo studio non doveva succedere, essere imprudenti porta a questo, se lo viene a sapere mia moglie si incazza come una bestia, lei sullo studio è la moglie del capo, se qualcuno facesse anche solo una battutina sarebbero cazzi amari, mentre raggiungo la cucina penso a come porre rimedio anche a questo, solo quando mi siedo a tavola da solo mi accorgo che in casa non c’è nessuno, con tutto quello che successo sullo studio non ho guardato il telefono, trovo un messaggio di mia moglie che mi dice che Dario è andato in palestra, farà super allenamento prima di partire, mentre lei e Sara sono andate a fare spese per riempire la valigia di vestiti nuovi per la Francia, e si sono portate anche Rayla con loro, nel forno c’è un piatto di pasta e lenticchie, se voglio per secondo posso aprire degli insaccati.
Tra i messaggi c’è ne anche uno di Gino che mi chiede quando ci vediamo, l’ha inviato da poco, quindi è segno che Ivana gli ha detto che è passata da me, chissà se gli ha detto che me la sono scopata ed ho fatto una grande figura di merda con tutto lo studio, guardo il piatto di pasta nel forno, magari riscaldato sarà anche buono, ma ho tutt’altro per la testa, e di certo non ho voglia di mangiare i salumi in busta del supermercato, decido di scendere sgranchirmi le idee, magari mi fermo a mangiare un tramezzino nel gran bar che ci porta la colazione, è una pessima idea, quando arrivo intravedo tutti i collaboratori ed i praticanti di studio, decido di andare più avanti alla trattoria dove ho mangiato domenica con mia moglie, anche questa è una cattiva pensata, dentro ci trovo il mio amico Stefano con la moglie Gloria e la figlia Estella che seduti al tavolo mi fanno segno di avvicinarmi, vorrei scappare anche da lì, ma il mio amico sta già facendo mettere un coperto in più, mi dice che la moglie è scesa in città per fare acquisti per la Francia, sorrido e rispondo che mi sono ritrovato a casa da solo con un piatto da riscaldare proprio perché mia moglie ha avuto la stessa idea…
-O magari perché ha deciso di cacciarlo di casa perché si porta la donne in ufficio, dice Estella con un tono ed una cattiveria che mai avrei pensato che avesse…
Il padre la richiama, ricordandole che la segretezza è la prima dote di un collaboratore che lavora su di uno studio di professionisti.
Sono decisamente incazzato con la ragazza, ma Gloria mi poggia la mano sulla mia e mi dice:”eh si ti ricordavo un po’ galletto, ti ricordi a Rio, quando ci siamo conosciuti? Oddio sono passati venticinque anni, voi due eravate in vacanza lì, appena dopo aver preso il diploma”
Effettivamente è così io me Stefano andammo in vacanza in Brasile per festeggiare i diplomi presi col massimo dei voti, incontrammo Gloria e le sue amiche alla spiaggia di Ipanema, sorrido un po’ per i ricordi che riaffiorano un po’ perché penso che mia figlia aveva ragione, effettivamente io e Stefano venimmo abbordati dal gruppo di queste splendide brasiliane, non che fossero prostitute, ma alla fine a turno ce le scopammo tutte, tornammo anche l’anno dopo e quello dopo ancora, fino a quando Stefano mi disse che si era innamorato di Gloria e la voleva come sua fidanzata e, al ritorno in Italia la portò con noi, la sua famiglia si incazzò moltissimo, per la sua decisione di sposare una brasiliana, lui scappò anche di casa e dovetti ospitarli per qualche giorno nella casa al mare dei miei genitori, senza farmene accorgere ovviamente, poi visto che comunque i voti all’università di Stefano erano ottimi, tanto che il suo professore di diritto lo prese come assistente e gli fece fare una ottima pratica sul suo studio, alla fine i genitori cedettero ed il resto è storia, non abbiamo mai parlato dell’argomento io e Stefano, non so se gli è mai andato giù che io mi sia scopato la moglie diverse volte, anzi in due occasioni facemmo anche un’orgia a cinque, io, lui, lei e altre due sue amiche, ci manca solo che si incazzi proprio oggi, davanti alla figlia, dopo venticinque anni di distanza e dopo quello che è successo allo studio.
Mentre penso tutto ciò, Gloria continua a parlare rivolgendosi alla figlia:”e tu tesoro faresti bene a tenere la bocca chiusa, lo sai che quando una donna sparla delle conquiste di un uomo è perché ne è gelosa!!!
Bang!!! Colpita e affondata, la pelle creola della ragazza non riesce a nasconderne il rossore, la signorina abbassa immediatamente la testa coprendosi con i capelli lo sguardo che fino a poco fa teneva imperioso su di me.
Il mio amico sorride carezzandole le spalle, è un classico, l’allieva che si innamora del maestro
-Stefano non mettere in imbarazzo la bambina, dice la moglie, poi rivolta me, questa vacanza ci farà sicuramente bene, allenterà un po’ la tensione a tutti.
Dopo questi discorsi non me l a sento proprio di tornare a studio, lo dico al mio collega che mi dice di non preoccuparmi, parlerà lui con i clienti del pomeriggio, e tutto il mio lavoro se lo accollerà la sua bambina, dice ad Estella scrollandola per un braccio, così dimostrerà di avere buone doti di collaboratrice oltre ad avere la lingua biforcuta.
Mi allontano, prendo il cellulare e telefono a Gino, mi risponde subito, come se stesse aspettando la mia chiamata, gli dico di vederci tra un’ora circa, prima passo dal cliente che vuole sbarazzarsi della Peugeot, non è una piccola utilitaria, come grandezza è simile alla Golf di mio figlio, il libretto dice che ha quattro anni, e, da circa sei mesi è ferma nel box, è impolverata ed ha le ruote a terra, inoltre qualche rigatura sulla fiancata ce l’ha, insomma è da risistemare, contratto sul prezzo, il mio cliente dice che il famoso giornale d’auto ha una valutazione di circa seimila euro, lo guardo malissimo, e mi dice che pur di sbarazzarsene è disposto a scendere a tremila, alla fine chiudo per duemila e chiamo il mio meccanico che, per domani l’andrà a ritirare e la porterà nella sua officina per tutti i controlli.
Raggiungo poi Gino, sotto casa sua, entra in macchina senza nemmeno salutare e mi dice che è incazzato con me, Ivana le ha confessato il tradimento e lui ci è rimasto molto male, gli dico che Ivana è passata a trovarmi stamattina, e mi ha già raccontato tutto, quindi è inutile che recita la parte con me
-No signor Franco, quale parte, io sono davvero incazzato con lei, si è scopato la mia ragazza assieme a Dario e non mi ha detto nulla, credevo che dopo esserci spompinati a vicenda potevamo anche essere sinceri e dirci tutto
-Vedi Luigi, tu sei ancora giovane, e certe cose le capirai strada facendo, quando si tratta di cose così delicate, la verità non va mai detta tutta insieme, ma va detta al momento giusto, ti ho confessato che mi piaci molto e ti voglio assieme a me nelle peggiori porcate, quindi avresti saputo tutto al momento opportuno, non stare qui a farti il sangue amaro che non ti ho tradito, anzi, guarda qui, e gli mostro la foto del libretto della sua futura macchina, vedi? Gli dico, già te l’ho comprata, domani andrà in officina per essere tirata a lucido.
-Davvero? Grazie …. E quando sarà pronta?
-Beh, questo dipende da te, gli dico
-Vuole che le faccia un pompino signor Franco? mi dice sospirando.
-Cazzo dici Gino ahhahaah, dipende da te, nel senso che, ora dovrai prendere la patente, e quindi impegnati che non so quanto tempo ci metterai, anzi, vedi di essere diligente che, per far guidare la moto a mio figlio dovremo arrivare in Francia. Non so se Ivana ti ha detto che dopodomani dovremo partire.
-Si mi ha aggiornato, e comunque grazie per la macchina mi dice allungandomi la mano sul pacco
Siamo sotto al palazzo dove abitavo prima, davanti alla guardiola del padre, mi conoscono tutti e dopo quello che è capitato in ufficio vorrei evitare altre figure di merda, quindi metto in moto e mi allontano, Gino mi guida verso quello che gli sembra un posto adatto, raggiungo uno spiazziate vicino ad una pineta, attorno a noi si muovono strane figure, è una zona di prostituzione e guardoni, devo dire che sono molto a disagio, mi sembro un vecchio ricchione, di quelli che in auto si caricano su i ragazzi, in verità vorrei allontanarmi ma Gino scende dall’auto e mi tira verso un albero, in pratica mi assale, mi sbatte contro il fusto ed inizia a infilarmi la lingua in bocca, porta le sue mani a slacciarmi i pantaloni, non mi aspettavo di essere io quello sedotto, inizia a segarmi, poi si inginocchia e mi prende in bocca il cazzo, cerca di darsi da fare per dimostrarmi che è bravo, ovviamente è un disastro, lo tiro su e gli dico:”Gino non devi né comportarti come una puttana né dimostrarmi che sei un pervertito consumato, andiamoci piano, questo posto mi fa davvero schifo e non sono a mio agio, dai andiamo via”
– Grazie signor Franco, anche io ero in imbarazzo, ma mi sembrava giusto sdebitarmi ecco tutto, ho scelto questo posto perché ho visto su internet, ma fa schifo pure a me.
Gli dico che non ho nessuna intenzione di trattarlo come un marchettaro, e che, l’avevo chiamato per capire cosa Ivana gli avesse detto, e se era tutto ok tra di noi, mica per farmi fare una pompa in un parco di periferia. Ridiamo tutti e due di gusto, dopotutto ho apprezzato la sua intraprendenza, gli dico che domani sarò in giro con Ivana e Karina per negozi, e che se vuole potrà unirsi a noi dopotutto la sua ragazza mi ha detto che gli serviva un abito nuovo, mi risponde che domani proprio non può venire con noi perché fa la giornata intera come commesso, quindi il vestito dovremo comprarlo la settimana prossima, quando sarò tornato dalla costa azzurra. Arriviamo sotto casa mia, parcheggio l’auto e lo porto di sopra, in casa ci sono mia moglie e mia figlia, Dario è uscito con Lucia e starà fuori tutta la notte, ci accomodiamo a tavola parlando del più e del meno, mia moglie e mia figlia sono molto amabili con lui, assieme ricordiamo i vecchi tempi di quando abitavamo nella vecchia casa, sono passati circa sei anni ed io ne ho fatta di strada, con fare da vecchio marpione durante la cena gli verso il bicchiere col vino sui pantaloni, mia figlia e mia moglie ridono, ed entrambe si danno da fare per asciugargli la macchia sul pacco, Daniela mi prende in giro dicendo che questi espedienti da filmino erotico anni settanta sono sorpassati, come le mani tra le gambe di mia figlia nel ristorante del centro commerciale, anche Sara si lamenta, dicendo che non c’era bisogno di sporcargli il pantalone se volevo che lei gli toccasse il cazzo, in effetti ho combinato un gran casino, e Gino alla fine è costretto a sfilarsi i pantaloni, quella che si dà più da fare è mia moglie che tampona con decisone la macchia anche sulle mutande, io dico che anche quelle sono da togliere, in pratica lo spogliamo in tre mentre lui guarda divertito la scena, tira fuori un bel pisello, quasi in tiro, mia moglie continua ad asciugarlo e ride, dicendo che somiglia molto al mio e continua:”Gino, sei molto cresciuto da quella volta che vi beccai a spiare la vicina con i piselli in mano a te e Dario, ma dimmi, ho saputo che questo porcello di mio marito ha approfittato di te in macchina”
-Si signora, è stato un vortice, non ci ho capito nulla quella sera, ed alla fine mi sono ritrovato con lui che mi succhiava l’uccello”
-Incredibile dice mia moglie chissà come ha fatto.
-Ho fatto così cara, dico io mentre rompendo gli indugi di quella scenetta, mi calo a prendergli il cazzo in gola, lo succhio per bene sotto gli occhi sgranati di mia moglie che mai mi aveva visto fare il servizio ad un uomo, il ragazzo ansima, mia figlia ride, mentre con le mani va a massaggiargli le palle, ma Gino non ha occhi che per mia moglie, si mette in piedi e la abbraccia con passione, gli sussurra:”signora lei non immagina da quanto tempo….” Non riesce a terminare la frase che mia moglie gli sta già frullando la lingua in bocca, io e mia figlia ai suoi piedi gli facciamo un doppio pompino, a fatica ci trasciniamo sul famoso divano del salone, faccio posizionare Gino di schiena, mia moglie inizia a cavalcare il cazzo e mia figlia gli si siede sul suo volto a farsi leccare la fichetta, mi organizzo in modo da avere il culo del piccolo stallone davanti, ed infilo la testa tra le sue chiappe leccando il suo buchetto segreto, ci infilo dentro un ditino, il ragazzo geme, ha un orgasmo pressoché istantaneo nella fica di mia moglie, che gli si accascia addosso.
Mia figlia lo prende in giro, dicendogli che non è durato neanche cinque minuti, lui chiede scusa, ma portarsi a letto mia moglie era una sua fantasia erotica fin da ragazzino.
-Lo abbiamo visto ahahahah gli fa eco Sara.
Mia moglie gli si accuccia vicino come una mamma consolatrice, io che sono invece arrapato come un animale e sto solo iniziando a scaldarmi, ne approfitto per succhiare umori e sperma dal suo cazzo e condividerli con la mia bambina, poi vado a raccogliere la scatola dei desideri, e tirato fuori l’unguento inizio a massaggiarlo, anche mia figlia e mia moglie partecipano all’operazione, lo oliamo tutto, soprattutto mi concentro sul suo culo, quando lo faccio posizionare di schiena e gli alzo un po’ il bacino è chiaro dove voglio andare a parare.
-Signor franco la prego no, a parte che non l’ho mai fatto, ma poi mi vergogno moltissimo, ovviamente non l’ascolto e faccio posizionare mia moglie a cosce larghe davanti a lui in modo da fargli leccare la figa, procedo con lentezza assoluta per farlo abituare alla scabrosa situazione, un gay esperto direbbe che Gino ha una “boy pussy”, cioè un culo talmente bello e liscio da essere meglio di una fica, in effetti è delizioso e la sua rosellina reagisce perfettamente ai miei stimoli, verso una bella quantità di olio e spalmo con maniacale cura, prima mi faccio fare un gran bocchino da mia figlia, e poi gli appunto la cappella sul culo, sono talmente bravo che entro con passione e delizia facendolo sospirare, è la sua prima penetrazione e sta già godendo, questi unguenti sono miracolosi penso tra me e me, infatti vado che è una meraviglia quando Gino si contrare un po’, sono in pratica già dentro fino alle palle, non voglio traumatizzarlo però, e mi muovo lentamente, carezzandogli la perfetta schiena e massaggiandogli le palle, anche mia figlia mi dà una mano con il massaggio rilassandogli le spalle, è un sollazzo scoparsi il culo di questo universitario, penso mentre me lo fotto con piacere, ancora una volta ci ho visto giusto, Gino è fatto apposta per godere e far godere, ho intenzione di usarlo spesso nei miei giochi e ovviamente infilargli in culo tutto quello che avrò a portata di mano, anche la mano stessa ahahhaah.
Sono davvero ingrifato e quando mia moglie mugola per il suo orgasmo tirando i capelli del nostro partner, io gli sborro in culo fino all’ultima goccia di sperma, cerco di far godere mia figlia con la lingua, ma lei si rifiuta, mi fa l’occhiolino e mi dice che aspetterà che Gino sarà in tiro perché se lo vuole scopare anche lei:” dopotutto se mia mamma era una sua fantasia da ragazzino, lui è per me, la mia fantasia da ragazzina” ci confessa nostra figlia.
-Bene dico io, allora cominciagli a leccare lo sperma che gli cola dal culo, tiro Luigi via da mia moglie, e lo piego a testa in giù sulla seduta del divano, girandogli le ginocchia fin quasi alle orecchie, la stessa posizione in cui misi mio figlio sabato mattina, cominciamo a leccargli tra le chiappe io e mia figlia, mentre lui è divertito ed imbarazzato, quando si ricompone ha di nuovo il pisello barzotto, anche io ho voglia di fare il bis nel suo culo, e mia moglie sicuramente non si è accontentata della mezza scopata di prima, ma mia figlia è categorica, stasera Gino è di sua proprietà, e se lo porta in camera avvertendoci di non disturbarli, lui mi dice che domani è impegnato e dovrebbe tornare a casa, ma gli è andata male, mia figlia ormai l’ha imprigionato, gli dico che in mattinata, lo accompagno io, mi preparo per la notte ma prima di coricarmi apro leggermente la porta della stanza di Sara, Gino è dietro di lei che la monta a pecorina, mi saluta con lo sguardo, mentre mia figlia, che si sta godendo la scopata, mi fa cenno con la mano di andare via.
La mattina seguente è comica, mi sveglio con il letto che ondeggia, Gino e mia moglie si stanno dando da fare sul serio, mia figlia è dovuta andare a scuola e mia moglie ne ha approfittato, Rayla va a svegliare Dario e lo porta in camera mia per farsi scopare culo e figa come ieri mattina, Dario quando vede Gino strabuzza gli occhi:
-Cazzo ci fai nella figa di mia madre?

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