La sua troia | Racconto tradimenti di La signora porcona

Ormai ero diventata la sua troia ,non passava un giorno che non mi scopasse.Ero così presa, ogni giorno dovevo fare gli straordinari .almeno così dicevo a mio marito .Con quel cazzone che si ritrovava ormai il mio culo era diventato larghissimo, infatti quando scopavo con mio marito evitavo di mettermi a pecorina onde evitare che lui potesse accorgersi di com era sfondato. Comunque capitò che lui, il mio amante, dovette partire per un corso,partì il venerdì ,restai per ben tre giorni senza essere montata anche se mio marito il sabato come ogni sabato mi mi scopa ma non in modo forte come fa lui ,ma solo poche spinte e subito viene.Mio marito non è pesante come lui anzi è un fissato del fitness ha corpo snello non ha peli e quando mi scopa non si appoggia addosso sento solo appena appena il suo pisello, che è molto più piccolo del preside che al contrario è pieno di peli è un grassone e un pisellone che solo a guardarlo mi fa bagnare. Il lunedì infatti mi arriva un messaggio alle 7del mattino fortunatamente mio marito non li legge ,dicendomi che gli ero mancata che non vedeva l ora di fottermi,feci la doccia e poi misi delle mutandine di pizzo nero,il reggiseno non lo metto per comodità delle calze nere molto sottili e un vestitino che mi faceva apparire ancora piu zoccola ,con gli stivali con un po di tacchi.Volevo vederlo ancora più eccitato del solito ,ero già un lago pensavo già a come vi avrebbe trattata ,sapevo che l astinenza lo rendeva ancora più animale e questo mi faceva morire.Finito di prepararmi mi recati a lavoro cinque ore non passavano mai ,la fica che mi bolle e il pensiero di essere scopata perbene, per più di due ore, mi faceva impazzire, non riuscivo a concentrarmi.Appena suonata la campanella presi la borsa e scullettando andai in presidenza. .Bussai ,era impegnato,dopo un po uscì una mia collega, mi sorrise un un certo modo ,come se voleva dirmi buona scopata .Entrai, lui già si era tolto La cravatta e sbottonato la camicia ,gli dissi buon giorno signor preside: lui buongiorno signora porcona ,in questi due giorni non ho fatto altro che pensarti ,ho immaginato il tuo culo ,ho pensato al tuo seno sembra quello di una ragazzina, vieni prendilo in bocca ,sedendosi dietro la scrivania ,caccia fuori il suo pisellone. mi abbasso e prendo in bocca il cazzo duro come un ramo ,supplicandolo di scoparmi.lui mi risponde devi meritartelo. da brava porca che sono lo presi tutto in bocca,lo leccavo in un modo incredibile, leccavo le palle che erano diventate così grosse e dure ,forse perché erano un po di giorni che non venivano usate .Lo sentivo tra le mie mani e la bocca sempre più grande ,tanto da non riuscire a metterlo tutto in bocca,lo strusciavo sulle mie labbra e le guancia rosse dall eccitazione ,mentre continuavo così per un bel po, si alza mi prende per i capelli e mi fa gattonare, vieni troia gatto ma fino al divanetto . Obbedisco arrivo al divanetto mi prende e i fa alzare ,mi bacia e mi stringe forte ,mi mette la lingua in bocca, le mani sul sedere ,mi spoglia quasi come se volesse strapparmi i vestiti,mi sbatte sul divanetto e con mio piacere me lo mette nella fica inizia a fottere come un Toro ,forte il divano fa un certo rumore secondo me si sente anche fuori ,anche lui e molto rumoroso soprattutto con gli insulti e io non sono da meno ma chi sene importa ne avevo proprio bisogno di una bella scopata.Continua così per circa 20minuti fino a quando lo sento venire, ma non posso fare niente con più di cento chili addosso dove vuoi che vada.Mi sono goduta la sborrata con un orgasmo strepitoso forse ho anche urlato .Lui è restato dentro di me è addosso a me fino a quando non le venuto moscio ,io lo baciato il petto la bocca, lo leccavo come una cagnetta tanto ero felice per come mi aveva fatto godere, in segno di ringraziamento quando lui si è alzato da dosso lo preso in bocca e gli lo pulito leccandogli anche il buchetto .lui mi a preso mi ha baciata mi ha detto di vestirmi che era tardi doveva ancora lavorare e che di la cerano delle persone che aspettavo lui per chiudere . Mi vesto lo bacio di nuovo mentre sto per andare, mi dice che ha un regalo per me, che mi darà domani .

Il desiderio di mio marito divedermi con un altro | Racconto trio di Giusytroia

Ciao a tutti. A solo pensarci mi viene da ridere, ma spero che la mia storia vera vi piaccia. mi viene da ridere perché ho cominciato a frequentare questo sito con la speranza di trovare un racconto in cui una moglie si sia trovata nella mia stessa situazione e il modo in cui si sia comportata. Ne ho trovati tanti. Io sono Giusy, una bella 50enne siciliana di Trapani. Mi descriverò durante il racconto. Gianni, mio marito, ha 53 anni ed è sicuramente un belluomo attraente, dal fisico atletico e affascinante. Siamo entrambi funzionari pubblici. Lho fatto, accontentando mio marito e anche me stessa, solo un mese fa, nel nostro rifugio in collina, con un bel 40enne e in 3 ci siamo sollazzati tutta la notte. Il mio problema non era quello di farmi scopare da un altro e capirete il perché, il mio problema era farlo con mio marito presente. Capirete il perché in quanto sono una donna che non so nemmeno io come definirmi: troia forse è poco. Una santerellina non lo sono mai stata nemmeno da ragazzina in quanto sono stata sempre attratta dallaltro sesso, ritrovandomi, già a 14 anni, alta come sono ora e con tutti i miei attributi femminili: leggermente in carne, con le tette acerbe ma già ben formate e quasi della grossezza definitiva; un bel culo e un gran paio di cosce, stuzzicando, già a quella età, le fantasie di ragazzi più grandi di me, la mia curiosità verso laltro sesso e le mie fantasie quando mi masturbavo. Come definire una donna come me che a 14 anni inizia a maneggiare il cazzo di un ragazzo di 26 anni, fidanzato, che abitava nello stesso palazzo e, lavorando nei pressi della mia scuola, spesso la mattina mi dava un passaggio? con Carlo, così si chiamava, iniziò la mia vita sessuale con i primi veri baci, le mie prime seghe, i miei primi pompini e i miei primi orgasmi masturbata e leccata da un maschio. Durò 2 anni. Come definire una donna che a 17 anni si fa fidanzata ufficiale e subito si ritrova sverginata di fica e con la bocca piena di sborra? Pino, più grande di me di 9 anni, figlio di amici di famiglia, che non mi piaceva e di cui non ero innamorata. Come definire una donna che, pur essendo fidanzata da pochi mesi, si fa sfondare per la prima volta il culo da un compagno di scuola durante uno sciopero con occupazione dellistituto? Renato, di una classe avanti e di diploma, che, durante il resto dellanno scolastico, mi scopò per una quindicina di volte. Come definire una donna che a 19 anni, non appena diplomata, facendo la babysitter per pagarsi la scuola guida e ritrovandosi a farla al figlio di Carlo, che nel frattempo si era sposato, si è fatta trombare 4 volte nellarco di 2 mesi? Come definire una donna che a 23 anni, durante una festa a casa di amici, incontra un ragazzo e per entrambi è un colpo di fulmine parlandosi solo con gli sguardi? Era Gianni, il mio futuro marito. Già quando ci incontrammo di nascosto la prima volta fu subito passione e sesso. Eravamo innamorati, lasciai Pino dopo 6 anni di fidanzamento, lottando pure contro la mia famiglia e iniziai la mia avventura infinita con Gianni. Io che non so come definirmi e lui libidinoso quanto mai. Ad un certo punto mi ritrovai incinta e ci sposammo. Io avevo 25 anni e lui 28. Durante la gravidanza ricevetti la lettera di assunzione a seguito di un concorso che avevo sostenuto da poco diplomata. Presi servizi per una settimana e poi andai in maternità. Quando ripresi servizio, pur non essendo nella mia forma migliore dal punto di vista fisico, notavo di essere interessante agli occhi di alcuni colleghi. col passare dei mesi ancora di più in quanto ritornai come prima e anzi meglio di prima perché più snella e più sexy. Me ne rendevo conto io e se ne rendevano conto colleghi ai quali sentivo bisbigliare apprezzamenti nei miei confronti. Fra laltro larma della provocazione e di farmi sentire desiderata mi si era raffinata essendo castana con lo sguardo accattivante e i miei attributi femminili, mai oscenamente, sempre in evidenza grazie anche al mio modo di vestire semplice ed elegante nello stesso tempo. Insomma, i complimenti non mancavano come, per esempio, quello di essere la più bona dellufficio. Come definire una donna che a sentirsi dire da un collega, che si spingeva oltre, che le mie tette erano da succhiare, che le mie cosce lo facevano impazzire, che il mio culo era da sfondare, chela mia bocca sembrava fatta apposta per fare pompini e che leggeva nei miei occhi che non vedevo lora di succhiarglielo, si ritrovava con la fica un lago? Come definire una moglie che quando un giorno costui la prese, tentò di baciarla e lei, anziché prenderlo a schiaffi come normale che fosse per una moglie con la testa sulle spalle, rispose al suo bacio accalorata e vogliosa? Come definire una moglie che qualche giorno dopo uscendo prima dallufficio per agitazione sindacale si fece raggiungere a casa? Franco, così si chiamava, aveva proprio ragione: non vedevo lora di succhiarglielo e avevo proprio bisogno di essere scopata selvaggiamente. Gli diedi tutti i miei buchi là, sul letto dove facevo lamore e dormivo con mio marito. Lo facemmo ancora per 3 volte nel giro di 2 mesi. Era di Palermo e poi fu trasferito. Avevo 27 anni, un figlio e, solo dopo 2 anni di matrimonio, un marito inconsapevolmente cornuto. Avevo 31 anni e Gianni 34 quando facemmo un mutuo e comprammo casa. Inoltre prendemmo labitudine di trascorrere, con nostro figlio che aveva già 5 anni, la domenica in un paesino in collina ad una oretta da Trapani. Stavamo bene ma avevo notato in lui un calo di desiderio sessuale nei miei confronti. Avevo capito, anche da certi suoi atteggiamenti, che aveva unamante. Ovviamente non era nelle condizioni di potermi lamentare o di dirgli qualcosa. Come definire una moglie che si sentì stuzzicata, eccitandosi come una cagna, dallidea di fa godere del piaceri che una donna sposata e con tanta esperienza potesse dare ad un ragazzo di 23 anni? Lo feci con Lillo, da poco collega, che aveva labitudine di sbirciare fra le mie cosce. Trovai il momento, sorprendendolo, di farlo venire nella mia bocca. Dopo prese coraggio e per 2 anni ci incontrammo, quando era possibile, in una vecchia casa disabitata della sua famiglia. Fu distaccato presso un altro ufficio e tutto finì. Come definire una moglie che mentre si faceva fottere da un ragazzo, ora di 24 anni, iniziò una relazione che sarebbe durata la bellezza di 14 anni? Io avevo 32 anni, Piero, così si chiamava, 45. Era il mio capo reparto e trascorrevamo molto tempo insieme, chiusi nella sua stanza, per motivi di programmazione e di lavoro. Mi fece capire che sapeva di me e Franco, il collega trasferito a Palermo, e mi presentò il cazzo davanti alla bocca; lo spompinai e mi sborrò in bocca. Le prime scopate in ufficio, per 6 volte fu possibile a casa sua e una volta a casa mia. per3 volte mi portò in un paesino vicino facendosi prestare una casetta da un amico; poi, per tanti anni, prese un monolocale in affitto fuori mano rispetto alle nostri abitazioni e allufficio. Come definire una moglie che a 37 anni, mentre aveva una relazione già da 5 anni, si fa sedurre da un 55enne? Un lunedì mattina mi trovavo nellagenzia di disbrigo pratiche del signor Antonio. Era stato lui, allora in una segreteria politica, ad interessarsi perché, dopo aver superato il concorso, venissi assegnata allufficio di Trapani. Avevamo rapporti per motivi di lavoro e sempre mi ricordava quello che aveva fatto per me. Il lunedì mattina aveva labitudine di non ricevere pubblico e quasi ogni lunedì, per un anno mi faci fottere dal suo cazzo che di uguali non ne avevo mai visti: lungo, grosso e con una cappella che sembrava una pesca. Dopo un anno, nonostante fosse il cazzo che più mi soddisfaceva, dissi basta. Una cosa mi rimase impressa nella mente di quel periodo, un tour de force sessuale: Il lunedì mattina mi scopò lui, nel pomeriggio Piero e la sera mio marito. Avevo 41 anni e Gianni 44 quando incominciai a notare un suo interesse nuovo nei miei confronti. Quello che accadde una mattina fu determinante per gli anni che seguirono e fino ad oggi. Lui era pronto per accompagnare nostro figlio
a scuola e poi andare in ufficio. Prima di uscire entrò in camera mentre mi stavo vestendo. Ero in reggiseno, slip e autoreggenti. mi guardò perplesso in quanto solitamente usavo i collant. Prima che dicesse qualcosa io, a disagio, come per giustificarmi, dissi che ormai in primavera incominciava a fare caldo e i collant mi davano fastidio. Notai una strana luce nei suoi occhi. Si avvicinò, sorrise, mise la mano fra le mie cosce e disse: così ti si può toccare meglio. Rimasi ammutolita. Aveva proprio ragione: era Piero che mi voleva così per potermi toccare meglio in ufficio quando era possibile. Stavo per uscire ma entrò lui. Pensai che mi volesse fare una cazziata e invece mi prese per le braccia e cercò la mia bocca. Che foga! Mi eccitai pure io. Disse che voleva scoparmi subito ed io gli ricordai che dovevamo andare in ufficio. Invece prendemmo un giorno di congedo e scopammo tutta la mattinata. Un altro fattore determinante fu lacquisto di una piccola costruzione al paesino: sotto un magazzino e al piano superiore un bilocale con cucinino e bagno. Diventò il nostro rifugio e ogni fine settimana eravamo lì da soli in quando nostro figlio aveva ormai i suoi amici e si appoggiava dai miei. Sembravamo due amanti mai sazi di fare sesso. Io? Sempre più consapevole di quella che fossi veramente. Tutte le mie esperienze mi avevano trasformata in una femmina che, a seconda delle situazioni, sapeva assumere gli atteggiamenti giusti: sapevo essere timida e ingenua, sfacciata e provocante e pure una femmina maliziosa, provocatrice e disponibile ad ogni complicità. Una sera, nel nostro rifugio, lui giocava con le mie chiappe divaricandole, richiudendole e dandomi qualche leccatina sullano. Mi disse che si rendeva conto del perché, con questo bel culo che mi ritrovavo, tutti mi volessero inculare, magari così alla pecorina. Che ne sapeva? Se lo immaginava come io di lui? Maliziosamente e tra un fare scherzoso e il semiserio gli feci capire di si e proprio alla pecorina. Infatti mi avevano inculata tutti così. Solo lui mi inculava pure di fianco. Quella sera mi volle a cavallo, seduta completamente sul cazzo e mi sfondò completamente. Così lo faceva con unaltra. Insomma, arrivammo al punto che ritenevamo assodato il fatto che lui fosse stato con altre ed io con altri. Avevo 45 anni quando mandai Piero a quel paese. Lui aveva 58 anni e mi disse che voleva dividersi dalla moglie. Mi resi conto che non era più il caso. Qualche anno dopo, io avevo 49 anni e Gianni 52, ammirandomi nuda mi diceva che ero ancora un bel pezzo di fica e, sorridendo, che mi potevo fare guardare e scopare senza fare brutte figure. Poi, senza mezzi termini, che aveva il forte desiderio di volermi scopare insieme ad un altro. Nel bel mezzo di tumultuosi amplessi gli dicevo che mi sarebbe piaciuto e mi diceva che avremmo potuto invitare qualcuno al nostro rifugio. Non so cosa avesse fatto, ma un martedì sera, poco più di un mese fa, fummo invitati a trascorrere il fine settimana in un agriturismo e lui disse che eravamo impegnati. Gli chiesi il motivo e rispose: come perché, ma se sabato abbiamo limpegno di farti scopare insieme a me? Restai allibita. Gianni, sul serio dici? Chiesi veramente sorpresa. Scusa, ma se fino a ieri sera hai detto di si! Disse. Dopo 5 secondi di silenzio dissi: ma sicuro sei di non essere geloso? E con chi? Non ti mortificheresti nei confronti di questo qua a farti scopare la moglie da un altro? Rispose che a questo non ci dovevo pensare. 5 secondi di silenzio e mi chiese: ma a te stuzzica lidea? Ti piace farlo? Lo vuoi fare? 5 secondi di silenzio e sussurrai: però non facciamo che poi me lo rinfacci! Il sabato mattina eravamo lì. Prendemmo qualcosa al market e poi, non essendo una bella giornata, a casa. Fabrizio, il nostro ospite, sarebbe venuto alle 10,00 di sera. Dopo cena, mentre mi preparavo, gli dissi: ti rendi conto di cosa mi stai facendo fare? Sorrideva. Reggiseno e slip in merletto nero, autoreggenti neri, gonna nera attillata e con lo spacchetto posteriore, camicetta azzurra e scarpe con tacco 10 cm che usavo solo in rare occasioni. Mi disse che ero sexy. Avevamo scelto insieme. Man mano che si avvicinava lora ero sempre più timorosa. Squillò il suo cellulare; non erano ancora le 10,00- Era lui. Gianni chiese dove fosse di preciso e uscì per andargli incontro. Ripiegai il piumone del letto e passai 10 minuti a passeggiare, continuando a guardarmi allo specchio, cercando di assumere latteggiamento giusto. Quando sentii fermare lauto mi sentii svenire. Quando lo vidi entrare insieme a Gianni mi ritrovai di fronte un uomo dal fisico atletico, bruno e attraente. si presentò dicendomi ciao e dandomi la mano. ro emozionatissima. notai che non aveva il nostro accendo e non aveva la fede. Era di un paese della provincia di Agrigento. Si tolsero i giacconi e si accomodarono sul divano. Dissi che preparavo il caffè e loro optarono per un prosecco. Di tutto si parlava tranne che del motivo per cui Fabrizio fosse lì con noi. Però i suoi sguardi, per niente furtivi, su tutto il corpo, mi facevano sentire a disagio ma svegliavano la mia libidine. Aggiungiamo quel mezzo bicchiere di prosecco, che per me è già tanto, e capirete perché quando mio marito prese ad accarezzarmi una coscia facendo risalire la gonna, emozionata ma sorridente dissi: Che fai, Gianni. Fatti guardare, Fabrizio non vede lora. Disse. Fabrizio, fissandomi mi disse che ero bona ed eccitante. Presto, ansimando, mi ritrovai con le loro mani fra le cosce, su in alto sulla mia carne viva. Facevano fatica perché la gonna attillata non andava oltre. Fabrizio fissava me e poi le cosce. Io cercavo, anche se a disagio, di essere accattivante. Il piacere e la libidine si impossessarono di me preannunciandomi una serata fuori da ogni regola. Gianni lasciò campo libero a Fabrizio e sentii le sue mani calde sugli slip armai inzuppati. Me lo disse. Al mio posto rispose Gianni dicendo che la porcona che ero aveva voglia di farsi fottere. Mi mortificai. oi venne dietro di me palpandomi le tette, baciandomi sul collo e stuzzicandomi lorecchio. Incominciai a gemere per il piacere e mio marito, sempre da tergo, mi sbottonò la camicetta, me la sfilò e quando mi sganciò il reggiseno quasi mi vergognai. Mio marito chiese a Fabrizio che gliene sembrasse delle tette della 50enne che ero e lui rispose che magari fossero così tutte le 50enni. Me ne palparono una ciascuno stringendomi i capezzoli. Sospirai forte dicendo più volte: siiii: Sentii Gianni che tirava giù la zip della gonna e quindi la stessa scendere lentamente, ad opera di entrambi, insieme agli slip. Mi ritrovai nuda con indosso solo gli autoreggenti. Fabrizio prese a leccarmi la fica da seduto e mio marito, messo in ginocchio, il ciulo. Si, che bello! dicevo impazzendo per il piacere che mi davano le loro lingue. Godetti di un orgasmo irresistibile e le mie gambe mi sorreggevano a stento. Fabrizio si alzò e mi diede in bocca la sua lingua fatta dei miei umori. La succhiai avidamente e poi intrecciai la mia alla sua in un bacio lungo e libidinoso. Lo sapevo bene che ora toccava a me. Infatti mi fece sedere sul bordo del divano e avevo il suo pacco allaltezza del viso. mio marito sedette al mio fianco dicendomi di fare vedere a Fabrizio di quanto fossi troia. mi vergognai un attimo ma portai le mani sulla patta tastandolo e fissando, alternativamente, il pacco, lui e mio marito come per avere il suo consenso. Gli slacciai la cintura, abbassai la zip e lui se li fece scivolare fino alle ginocchia. l suo grosso pacco, consistente in uno slip blu, era più evidente e più stuzzicante. Ne avevo vissuti tanti e con tanti cazzi momenti così ma, nonostante la mia abitudine, la situazione in cui mi trovavo rendeva tutto più intrigante. Solo per qualche secondo glielo palpai, poi tirai giù gli slip e mi si presentò davanti agli occhi un affare che, ancora semiduro, era impressionante. Il cazzo più lungo con cui avevo avuto a che fare era quello del 55enne Antonio, ma questo, oltre ad avere la stessa grossezza, era ancora più lungo. Non ho il senso della misura, ma penso non meno di 25 cm. Notai la meraviglia
anche nellespressione di mio marito. Lo impugnai con ambedue le mani segandolo lentamente, palpandole le palle e, libidinosa come mi sentivo, guardavo ancora entrambi con atteggiamento ora di timidezza ora di peccatrice lussuriosa. Ci giocai sulla cappella con la lingua e poi lo leccai per tutta la lunghezza. Sembrava che non arrivassi mai giù e quando arrivai gli leccai pure le palle. Nel frattempo, mentre facevo questo, lui si era liberato del maglione e della camicia; mio marito giocava col suo cazzo. Fabrizio si avvicinò fra le mie gambe e me lo mise fra le tette; lo strinsi come in una morsa ed era così lungo che, tenendo la testa china, lo imboccai facendogli, in contemporanea, una spagnola e un pompino. Mi resi conto che sarebbe stata una maratona sessuale diversa e più piccante a tutte le scopate, marito compreso, che mi ero fatte in vita mia. Gianni suggerì di andare a letto mentre anche lui si spogliava. Che scena quella in cui, saliti sul letto, io supina, Fabrizio prese a sfilarmi lautoreggente sinistro e Gianni quello destro, lentamente e accarezzandomi. poi Fabrizio venne su e quando mi sentii il suo cazzone dentro mi venne di svenire: era come se mi avesse sverginato per la seconda volta. Succhi, slinguate finché ebbi lorgasmo e rotolandoci, senza che me lo sfilasse dalla fica, mi ritrovai a cavalcarlo e mio marito, in piedi sul letto, me lo mise in bocca. Io gridavo per il continuo piacere, Gianni che diceva a Fabrizio: ti piace la troia di mia, moglie? Fabrizio che mi chiedeva se mi stavo sollazzando col suo cazzo. Il gioco durò quasi unora, poi Gianni mi sborrò in bocca e Fabrizio fra le tette. Avevo preparato tutto: fazzolettini e avevo portato persino i pannolini del corredo che usavo sempre con mio marito e avevo usato a casa mia con Franco e Piero. Avevo la fica in fiamme e sentivo il bisogno di una rinfrescata. Scesi dal letto e andando in bagno sentii ridere Fabrizio. Cosa cè? Perché ridi? Chiesi. Hai un culo favoloso, rimbalza come un pallone, sbrigati che ci giochiamo. Giocammo a più non posso alternandosi nei miei due buchi e nella mia bocca. Il cazzone di Fabrizio mi sconquassò il culo che, sebbene ben collaudato, non aveva mai ospitato un cazzone come il suo. Che vi devo dire di quando mi fecero provare due cazzi insieme scambiandosi più volte i buchi Era la prima volta. Mio marito venne ancora una volta nel mio culo; Fabrizio altre due volte, nella fica e in bocca. Erano già le 3,00 del mattino, ci coprimmo col piumone e ci addormentammo. Erano le 6,00 quando mi sveglia sentendo qualcosa di grosso, duro e caldo fra le chiappe: era il cazzone di Fabrizio. Alzai la coscia e me lo mise nella fica. Mio marito si svegliò sentendomi godere. Feci sborrare Fabrizio nella mia bocca e poi si preparò per andare via. Prima di uscire ci baciammo slinguandoci in presenza di mio marito. Trascorremmo tutta la domenica nel nostro rifugio e notammo, lui la mia soddisfazione ed io il fatto che non era geloso e che anzi gli piaceva vedermi sfondare da Fabrizio. Non ero nemmeno curiosa di come lavesse conosciuto. Coccolandoci mi chiese se mi fosse piaciuto il suo cazzo e se ne avessi gustato uno simile prima. Gli accennai del cazzo di Antonio. Mi chiese se mi sarebbe piaciuto rifarlo. Mi è piaciuto Fabrizio, con lui? Dissi. Mi piacerebbe farti provare un bel cazzone nero. Disse ridendo. Sorrisi pure io. Che schifo! Scemo!

Il desiderio di mio marito divedermi con un altro | Racconto trio di Giusytroia

Ciao a tutti. A solo pensarci mi viene da ridere, ma spero che la mia storia vera vi piaccia. mi viene da ridere perché ho cominciato a frequentare questo sito con la speranza di trovare un racconto in cui una moglie si sia trovata nella mia stessa situazione e il modo in cui si sia comportata. Ne ho trovati tanti. Io sono Giusy, una bella 50enne siciliana di Trapani. Mi descriverò durante il racconto. Gianni, mio marito, ha 53 anni ed è sicuramente un belluomo attraente, dal fisico atletico e affascinante. Siamo entrambi funzionari pubblici. Lho fatto, accontentando mio marito e anche me stessa, solo un mese fa, nel nostro rifugio in collina, con un bel 40enne e in 3 ci siamo sollazzati tutta la notte. Il mio problema non era quello di farmi scopare da un altro e capirete il perché, il mio problema era farlo con mio marito presente. Capirete il perché in quanto sono una donna che non so nemmeno io come definirmi: troia forse è poco. Una santerellina non lo sono mai stata nemmeno da ragazzina in quanto sono stata sempre attratta dallaltro sesso, ritrovandomi, già a 14 anni, alta come sono ora e con tutti i miei attributi femminili: leggermente in carne, con le tette acerbe ma già ben formate e quasi della grossezza definitiva; un bel culo e un gran paio di cosce, stuzzicando, già a quella età, le fantasie di ragazzi più grandi di me, la mia curiosità verso laltro sesso e le mie fantasie quando mi masturbavo. Come definire una donna come me che a 14 anni inizia a maneggiare il cazzo di un ragazzo di 26 anni, fidanzato, che abitava nello stesso palazzo e, lavorando nei pressi della mia scuola, spesso la mattina mi dava un passaggio? con Carlo, così si chiamava, iniziò la mia vita sessuale con i primi veri baci, le mie prime seghe, i miei primi pompini e i miei primi orgasmi masturbata e leccata da un maschio. Durò 2 anni. Come definire una donna che a 17 anni si fa fidanzata ufficiale e subito si ritrova sverginata di fica e con la bocca piena di sborra? Pino, più grande di me di 9 anni, figlio di amici di famiglia, che non mi piaceva e di cui non ero innamorata. Come definire una donna che, pur essendo fidanzata da pochi mesi, si fa sfondare per la prima volta il culo da un compagno di scuola durante uno sciopero con occupazione dellistituto? Renato, di una classe avanti e di diploma, che, durante il resto dellanno scolastico, mi scopò per una quindicina di volte. Come definire una donna che a 19 anni, non appena diplomata, facendo la babysitter per pagarsi la scuola guida e ritrovandosi a farla al figlio di Carlo, che nel frattempo si era sposato, si è fatta trombare 4 volte nellarco di 2 mesi? Come definire una donna che a 23 anni, durante una festa a casa di amici, incontra un ragazzo e per entrambi è un colpo di fulmine parlandosi solo con gli sguardi? Era Gianni, il mio futuro marito. Già quando ci incontrammo di nascosto la prima volta fu subito passione e sesso. Eravamo innamorati, lasciai Pino dopo 6 anni di fidanzamento, lottando pure contro la mia famiglia e iniziai la mia avventura infinita con Gianni. Io che non so come definirmi e lui libidinoso quanto mai. Ad un certo punto mi ritrovai incinta e ci sposammo. Io avevo 25 anni e lui 28. Durante la gravidanza ricevetti la lettera di assunzione a seguito di un concorso che avevo sostenuto da poco diplomata. Presi servizi per una settimana e poi andai in maternità. Quando ripresi servizio, pur non essendo nella mia forma migliore dal punto di vista fisico, notavo di essere interessante agli occhi di alcuni colleghi. col passare dei mesi ancora di più in quanto ritornai come prima e anzi meglio di prima perché più snella e più sexy. Me ne rendevo conto io e se ne rendevano conto colleghi ai quali sentivo bisbigliare apprezzamenti nei miei confronti. Fra laltro larma della provocazione e di farmi sentire desiderata mi si era raffinata essendo castana con lo sguardo accattivante e i miei attributi femminili, mai oscenamente, sempre in evidenza grazie anche al mio modo di vestire semplice ed elegante nello stesso tempo. Insomma, i complimenti non mancavano come, per esempio, quello di essere la più bona dellufficio. Come definire una donna che a sentirsi dire da un collega, che si spingeva oltre, che le mie tette erano da succhiare, che le mie cosce lo facevano impazzire, che il mio culo era da sfondare, chela mia bocca sembrava fatta apposta per fare pompini e che leggeva nei miei occhi che non vedevo lora di succhiarglielo, si ritrovava con la fica un lago? Come definire una moglie che quando un giorno costui la prese, tentò di baciarla e lei, anziché prenderlo a schiaffi come normale che fosse per una moglie con la testa sulle spalle, rispose al suo bacio accalorata e vogliosa? Come definire una moglie che qualche giorno dopo uscendo prima dallufficio per agitazione sindacale si fece raggiungere a casa? Franco, così si chiamava, aveva proprio ragione: non vedevo lora di succhiarglielo e avevo proprio bisogno di essere scopata selvaggiamente. Gli diedi tutti i miei buchi là, sul letto dove facevo lamore e dormivo con mio marito. Lo facemmo ancora per 3 volte nel giro di 2 mesi. Era di Palermo e poi fu trasferito. Avevo 27 anni, un figlio e, solo dopo 2 anni di matrimonio, un marito inconsapevolmente cornuto. Avevo 31 anni e Gianni 34 quando facemmo un mutuo e comprammo casa. Inoltre prendemmo labitudine di trascorrere, con nostro figlio che aveva già 5 anni, la domenica in un paesino in collina ad una oretta da Trapani. Stavamo bene ma avevo notato in lui un calo di desiderio sessuale nei miei confronti. Avevo capito, anche da certi suoi atteggiamenti, che aveva unamante. Ovviamente non era nelle condizioni di potermi lamentare o di dirgli qualcosa. Come definire una moglie che si sentì stuzzicata, eccitandosi come una cagna, dallidea di fa godere del piaceri che una donna sposata e con tanta esperienza potesse dare ad un ragazzo di 23 anni? Lo feci con Lillo, da poco collega, che aveva labitudine di sbirciare fra le mie cosce. Trovai il momento, sorprendendolo, di farlo venire nella mia bocca. Dopo prese coraggio e per 2 anni ci incontrammo, quando era possibile, in una vecchia casa disabitata della sua famiglia. Fu distaccato presso un altro ufficio e tutto finì. Come definire una moglie che mentre si faceva fottere da un ragazzo, ora di 24 anni, iniziò una relazione che sarebbe durata la bellezza di 14 anni? Io avevo 32 anni, Piero, così si chiamava, 45. Era il mio capo reparto e trascorrevamo molto tempo insieme, chiusi nella sua stanza, per motivi di programmazione e di lavoro. Mi fece capire che sapeva di me e Franco, il collega trasferito a Palermo, e mi presentò il cazzo davanti alla bocca; lo spompinai e mi sborrò in bocca. Le prime scopate in ufficio, per 6 volte fu possibile a casa sua e una volta a casa mia. per3 volte mi portò in un paesino vicino facendosi prestare una casetta da un amico; poi, per tanti anni, prese un monolocale in affitto fuori mano rispetto alle nostri abitazioni e allufficio. Come definire una moglie che a 37 anni, mentre aveva una relazione già da 5 anni, si fa sedurre da un 55enne? Un lunedì mattina mi trovavo nellagenzia di disbrigo pratiche del signor Antonio. Era stato lui, allora in una segreteria politica, ad interessarsi perché, dopo aver superato il concorso, venissi assegnata allufficio di Trapani. Avevamo rapporti per motivi di lavoro e sempre mi ricordava quello che aveva fatto per me. Il lunedì mattina aveva labitudine di non ricevere pubblico e quasi ogni lunedì, per un anno mi faci fottere dal suo cazzo che di uguali non ne avevo mai visti: lungo, grosso e con una cappella che sembrava una pesca. Dopo un anno, nonostante fosse il cazzo che più mi soddisfaceva, dissi basta. Una cosa mi rimase impressa nella mente di quel periodo, un tour de force sessuale: Il lunedì mattina mi scopò lui, nel pomeriggio Piero e la sera mio marito. Avevo 41 anni e Gianni 44 quando incominciai a notare un suo interesse nuovo nei miei confronti. Quello che accadde una mattina fu determinante per gli anni che seguirono e fino ad oggi. Lui era pronto per accompagnare nostro figlio
a scuola e poi andare in ufficio. Prima di uscire entrò in camera mentre mi stavo vestendo. Ero in reggiseno, slip e autoreggenti. mi guardò perplesso in quanto solitamente usavo i collant. Prima che dicesse qualcosa io, a disagio, come per giustificarmi, dissi che ormai in primavera incominciava a fare caldo e i collant mi davano fastidio. Notai una strana luce nei suoi occhi. Si avvicinò, sorrise, mise la mano fra le mie cosce e disse: così ti si può toccare meglio. Rimasi ammutolita. Aveva proprio ragione: era Piero che mi voleva così per potermi toccare meglio in ufficio quando era possibile. Stavo per uscire ma entrò lui. Pensai che mi volesse fare una cazziata e invece mi prese per le braccia e cercò la mia bocca. Che foga! Mi eccitai pure io. Disse che voleva scoparmi subito ed io gli ricordai che dovevamo andare in ufficio. Invece prendemmo un giorno di congedo e scopammo tutta la mattinata. Un altro fattore determinante fu lacquisto di una piccola costruzione al paesino: sotto un magazzino e al piano superiore un bilocale con cucinino e bagno. Diventò il nostro rifugio e ogni fine settimana eravamo lì da soli in quando nostro figlio aveva ormai i suoi amici e si appoggiava dai miei. Sembravamo due amanti mai sazi di fare sesso. Io? Sempre più consapevole di quella che fossi veramente. Tutte le mie esperienze mi avevano trasformata in una femmina che, a seconda delle situazioni, sapeva assumere gli atteggiamenti giusti: sapevo essere timida e ingenua, sfacciata e provocante e pure una femmina maliziosa, provocatrice e disponibile ad ogni complicità. Una sera, nel nostro rifugio, lui giocava con le mie chiappe divaricandole, richiudendole e dandomi qualche leccatina sullano. Mi disse che si rendeva conto del perché, con questo bel culo che mi ritrovavo, tutti mi volessero inculare, magari così alla pecorina. Che ne sapeva? Se lo immaginava come io di lui? Maliziosamente e tra un fare scherzoso e il semiserio gli feci capire di si e proprio alla pecorina. Infatti mi avevano inculata tutti così. Solo lui mi inculava pure di fianco. Quella sera mi volle a cavallo, seduta completamente sul cazzo e mi sfondò completamente. Così lo faceva con unaltra. Insomma, arrivammo al punto che ritenevamo assodato il fatto che lui fosse stato con altre ed io con altri. Avevo 45 anni quando mandai Piero a quel paese. Lui aveva 58 anni e mi disse che voleva dividersi dalla moglie. Mi resi conto che non era più il caso. Qualche anno dopo, io avevo 49 anni e Gianni 52, ammirandomi nuda mi diceva che ero ancora un bel pezzo di fica e, sorridendo, che mi potevo fare guardare e scopare senza fare brutte figure. Poi, senza mezzi termini, che aveva il forte desiderio di volermi scopare insieme ad un altro. Nel bel mezzo di tumultuosi amplessi gli dicevo che mi sarebbe piaciuto e mi diceva che avremmo potuto invitare qualcuno al nostro rifugio. Non so cosa avesse fatto, ma un martedì sera, poco più di un mese fa, fummo invitati a trascorrere il fine settimana in un agriturismo e lui disse che eravamo impegnati. Gli chiesi il motivo e rispose: come perché, ma se sabato abbiamo limpegno di farti scopare insieme a me? Restai allibita. Gianni, sul serio dici? Chiesi veramente sorpresa. Scusa, ma se fino a ieri sera hai detto di si! Disse. Dopo 5 secondi di silenzio dissi: ma sicuro sei di non essere geloso? E con chi? Non ti mortificheresti nei confronti di questo qua a farti scopare la moglie da un altro? Rispose che a questo non ci dovevo pensare. 5 secondi di silenzio e mi chiese: ma a te stuzzica lidea? Ti piace farlo? Lo vuoi fare? 5 secondi di silenzio e sussurrai: però non facciamo che poi me lo rinfacci! Il sabato mattina eravamo lì. Prendemmo qualcosa al market e poi, non essendo una bella giornata, a casa. Fabrizio, il nostro ospite, sarebbe venuto alle 10,00 di sera. Dopo cena, mentre mi preparavo, gli dissi: ti rendi conto di cosa mi stai facendo fare? Sorrideva. Reggiseno e slip in merletto nero, autoreggenti neri, gonna nera attillata e con lo spacchetto posteriore, camicetta azzurra e scarpe con tacco 10 cm che usavo solo in rare occasioni. Mi disse che ero sexy. Avevamo scelto insieme. Man mano che si avvicinava lora ero sempre più timorosa. Squillò il suo cellulare; non erano ancora le 10,00- Era lui. Gianni chiese dove fosse di preciso e uscì per andargli incontro. Ripiegai il piumone del letto e passai 10 minuti a passeggiare, continuando a guardarmi allo specchio, cercando di assumere latteggiamento giusto. Quando sentii fermare lauto mi sentii svenire. Quando lo vidi entrare insieme a Gianni mi ritrovai di fronte un uomo dal fisico atletico, bruno e attraente. si presentò dicendomi ciao e dandomi la mano. ro emozionatissima. notai che non aveva il nostro accendo e non aveva la fede. Era di un paese della provincia di Agrigento. Si tolsero i giacconi e si accomodarono sul divano. Dissi che preparavo il caffè e loro optarono per un prosecco. Di tutto si parlava tranne che del motivo per cui Fabrizio fosse lì con noi. Però i suoi sguardi, per niente furtivi, su tutto il corpo, mi facevano sentire a disagio ma svegliavano la mia libidine. Aggiungiamo quel mezzo bicchiere di prosecco, che per me è già tanto, e capirete perché quando mio marito prese ad accarezzarmi una coscia facendo risalire la gonna, emozionata ma sorridente dissi: Che fai, Gianni. Fatti guardare, Fabrizio non vede lora. Disse. Fabrizio, fissandomi mi disse che ero bona ed eccitante. Presto, ansimando, mi ritrovai con le loro mani fra le cosce, su in alto sulla mia carne viva. Facevano fatica perché la gonna attillata non andava oltre. Fabrizio fissava me e poi le cosce. Io cercavo, anche se a disagio, di essere accattivante. Il piacere e la libidine si impossessarono di me preannunciandomi una serata fuori da ogni regola. Gianni lasciò campo libero a Fabrizio e sentii le sue mani calde sugli slip armai inzuppati. Me lo disse. Al mio posto rispose Gianni dicendo che la porcona che ero aveva voglia di farsi fottere. Mi mortificai. oi venne dietro di me palpandomi le tette, baciandomi sul collo e stuzzicandomi lorecchio. Incominciai a gemere per il piacere e mio marito, sempre da tergo, mi sbottonò la camicetta, me la sfilò e quando mi sganciò il reggiseno quasi mi vergognai. Mio marito chiese a Fabrizio che gliene sembrasse delle tette della 50enne che ero e lui rispose che magari fossero così tutte le 50enni. Me ne palparono una ciascuno stringendomi i capezzoli. Sospirai forte dicendo più volte: siiii: Sentii Gianni che tirava giù la zip della gonna e quindi la stessa scendere lentamente, ad opera di entrambi, insieme agli slip. Mi ritrovai nuda con indosso solo gli autoreggenti. Fabrizio prese a leccarmi la fica da seduto e mio marito, messo in ginocchio, il ciulo. Si, che bello! dicevo impazzendo per il piacere che mi davano le loro lingue. Godetti di un orgasmo irresistibile e le mie gambe mi sorreggevano a stento. Fabrizio si alzò e mi diede in bocca la sua lingua fatta dei miei umori. La succhiai avidamente e poi intrecciai la mia alla sua in un bacio lungo e libidinoso. Lo sapevo bene che ora toccava a me. Infatti mi fece sedere sul bordo del divano e avevo il suo pacco allaltezza del viso. mio marito sedette al mio fianco dicendomi di fare vedere a Fabrizio di quanto fossi troia. mi vergognai un attimo ma portai le mani sulla patta tastandolo e fissando, alternativamente, il pacco, lui e mio marito come per avere il suo consenso. Gli slacciai la cintura, abbassai la zip e lui se li fece scivolare fino alle ginocchia. l suo grosso pacco, consistente in uno slip blu, era più evidente e più stuzzicante. Ne avevo vissuti tanti e con tanti cazzi momenti così ma, nonostante la mia abitudine, la situazione in cui mi trovavo rendeva tutto più intrigante. Solo per qualche secondo glielo palpai, poi tirai giù gli slip e mi si presentò davanti agli occhi un affare che, ancora semiduro, era impressionante. Il cazzo più lungo con cui avevo avuto a che fare era quello del 55enne Antonio, ma questo, oltre ad avere la stessa grossezza, era ancora più lungo. Non ho il senso della misura, ma penso non meno di 25 cm. Notai la meraviglia
anche nellespressione di mio marito. Lo impugnai con ambedue le mani segandolo lentamente, palpandole le palle e, libidinosa come mi sentivo, guardavo ancora entrambi con atteggiamento ora di timidezza ora di peccatrice lussuriosa. Ci giocai sulla cappella con la lingua e poi lo leccai per tutta la lunghezza. Sembrava che non arrivassi mai giù e quando arrivai gli leccai pure le palle. Nel frattempo, mentre facevo questo, lui si era liberato del maglione e della camicia; mio marito giocava col suo cazzo. Fabrizio si avvicinò fra le mie gambe e me lo mise fra le tette; lo strinsi come in una morsa ed era così lungo che, tenendo la testa china, lo imboccai facendogli, in contemporanea, una spagnola e un pompino. Mi resi conto che sarebbe stata una maratona sessuale diversa e più piccante a tutte le scopate, marito compreso, che mi ero fatte in vita mia. Gianni suggerì di andare a letto mentre anche lui si spogliava. Che scena quella in cui, saliti sul letto, io supina, Fabrizio prese a sfilarmi lautoreggente sinistro e Gianni quello destro, lentamente e accarezzandomi. poi Fabrizio venne su e quando mi sentii il suo cazzone dentro mi venne di svenire: era come se mi avesse sverginato per la seconda volta. Succhi, slinguate finché ebbi lorgasmo e rotolandoci, senza che me lo sfilasse dalla fica, mi ritrovai a cavalcarlo e mio marito, in piedi sul letto, me lo mise in bocca. Io gridavo per il continuo piacere, Gianni che diceva a Fabrizio: ti piace la troia di mia, moglie? Fabrizio che mi chiedeva se mi stavo sollazzando col suo cazzo. Il gioco durò quasi unora, poi Gianni mi sborrò in bocca e Fabrizio fra le tette. Avevo preparato tutto: fazzolettini e avevo portato persino i pannolini del corredo che usavo sempre con mio marito e avevo usato a casa mia con Franco e Piero. Avevo la fica in fiamme e sentivo il bisogno di una rinfrescata. Scesi dal letto e andando in bagno sentii ridere Fabrizio. Cosa cè? Perché ridi? Chiesi. Hai un culo favoloso, rimbalza come un pallone, sbrigati che ci giochiamo. Giocammo a più non posso alternandosi nei miei due buchi e nella mia bocca. Il cazzone di Fabrizio mi sconquassò il culo che, sebbene ben collaudato, non aveva mai ospitato un cazzone come il suo. Che vi devo dire di quando mi fecero provare due cazzi insieme scambiandosi più volte i buchi Era la prima volta. Mio marito venne ancora una volta nel mio culo; Fabrizio altre due volte, nella fica e in bocca. Erano già le 3,00 del mattino, ci coprimmo col piumone e ci addormentammo. Erano le 6,00 quando mi sveglia sentendo qualcosa di grosso, duro e caldo fra le chiappe: era il cazzone di Fabrizio. Alzai la coscia e me lo mise nella fica. Mio marito si svegliò sentendomi godere. Feci sborrare Fabrizio nella mia bocca e poi si preparò per andare via. Prima di uscire ci baciammo slinguandoci in presenza di mio marito. Trascorremmo tutta la domenica nel nostro rifugio e notammo, lui la mia soddisfazione ed io il fatto che non era geloso e che anzi gli piaceva vedermi sfondare da Fabrizio. Non ero nemmeno curiosa di come lavesse conosciuto. Coccolandoci mi chiese se mi fosse piaciuto il suo cazzo e se ne avessi gustato uno simile prima. Gli accennai del cazzo di Antonio. Mi chiese se mi sarebbe piaciuto rifarlo. Mi è piaciuto Fabrizio, con lui? Dissi. Mi piacerebbe farti provare un bel cazzone nero. Disse ridendo. Sorrisi pure io. Che schifo! Scemo!

Il desiderio di mio marito divedermi con un altro | Racconto trio di Giusytroia

Ciao a tutti. A solo pensarci mi viene da ridere, ma spero che la mia storia vera vi piaccia. mi viene da ridere perché ho cominciato a frequentare questo sito con la speranza di trovare un racconto in cui una moglie si sia trovata nella mia stessa situazione e il modo in cui si sia comportata. Ne ho trovati tanti. Io sono Giusy, una bella 50enne siciliana di Trapani. Mi descriverò durante il racconto. Gianni, mio marito, ha 53 anni ed è sicuramente un belluomo attraente, dal fisico atletico e affascinante. Siamo entrambi funzionari pubblici. Lho fatto, accontentando mio marito e anche me stessa, solo un mese fa, nel nostro rifugio in collina, con un bel 40enne e in 3 ci siamo sollazzati tutta la notte. Il mio problema non era quello di farmi scopare da un altro e capirete il perché, il mio problema era farlo con mio marito presente. Capirete il perché in quanto sono una donna che non so nemmeno io come definirmi: troia forse è poco. Una santerellina non lo sono mai stata nemmeno da ragazzina in quanto sono stata sempre attratta dallaltro sesso, ritrovandomi, già a 14 anni, alta come sono ora e con tutti i miei attributi femminili: leggermente in carne, con le tette acerbe ma già ben formate e quasi della grossezza definitiva; un bel culo e un gran paio di cosce, stuzzicando, già a quella età, le fantasie di ragazzi più grandi di me, la mia curiosità verso laltro sesso e le mie fantasie quando mi masturbavo. Come definire una donna come me che a 14 anni inizia a maneggiare il cazzo di un ragazzo di 26 anni, fidanzato, che abitava nello stesso palazzo e, lavorando nei pressi della mia scuola, spesso la mattina mi dava un passaggio? con Carlo, così si chiamava, iniziò la mia vita sessuale con i primi veri baci, le mie prime seghe, i miei primi pompini e i miei primi orgasmi masturbata e leccata da un maschio. Durò 2 anni. Come definire una donna che a 17 anni si fa fidanzata ufficiale e subito si ritrova sverginata di fica e con la bocca piena di sborra? Pino, più grande di me di 9 anni, figlio di amici di famiglia, che non mi piaceva e di cui non ero innamorata. Come definire una donna che, pur essendo fidanzata da pochi mesi, si fa sfondare per la prima volta il culo da un compagno di scuola durante uno sciopero con occupazione dellistituto? Renato, di una classe avanti e di diploma, che, durante il resto dellanno scolastico, mi scopò per una quindicina di volte. Come definire una donna che a 19 anni, non appena diplomata, facendo la babysitter per pagarsi la scuola guida e ritrovandosi a farla al figlio di Carlo, che nel frattempo si era sposato, si è fatta trombare 4 volte nellarco di 2 mesi? Come definire una donna che a 23 anni, durante una festa a casa di amici, incontra un ragazzo e per entrambi è un colpo di fulmine parlandosi solo con gli sguardi? Era Gianni, il mio futuro marito. Già quando ci incontrammo di nascosto la prima volta fu subito passione e sesso. Eravamo innamorati, lasciai Pino dopo 6 anni di fidanzamento, lottando pure contro la mia famiglia e iniziai la mia avventura infinita con Gianni. Io che non so come definirmi e lui libidinoso quanto mai. Ad un certo punto mi ritrovai incinta e ci sposammo. Io avevo 25 anni e lui 28. Durante la gravidanza ricevetti la lettera di assunzione a seguito di un concorso che avevo sostenuto da poco diplomata. Presi servizi per una settimana e poi andai in maternità. Quando ripresi servizio, pur non essendo nella mia forma migliore dal punto di vista fisico, notavo di essere interessante agli occhi di alcuni colleghi. col passare dei mesi ancora di più in quanto ritornai come prima e anzi meglio di prima perché più snella e più sexy. Me ne rendevo conto io e se ne rendevano conto colleghi ai quali sentivo bisbigliare apprezzamenti nei miei confronti. Fra laltro larma della provocazione e di farmi sentire desiderata mi si era raffinata essendo castana con lo sguardo accattivante e i miei attributi femminili, mai oscenamente, sempre in evidenza grazie anche al mio modo di vestire semplice ed elegante nello stesso tempo. Insomma, i complimenti non mancavano come, per esempio, quello di essere la più bona dellufficio. Come definire una donna che a sentirsi dire da un collega, che si spingeva oltre, che le mie tette erano da succhiare, che le mie cosce lo facevano impazzire, che il mio culo era da sfondare, chela mia bocca sembrava fatta apposta per fare pompini e che leggeva nei miei occhi che non vedevo lora di succhiarglielo, si ritrovava con la fica un lago? Come definire una moglie che quando un giorno costui la prese, tentò di baciarla e lei, anziché prenderlo a schiaffi come normale che fosse per una moglie con la testa sulle spalle, rispose al suo bacio accalorata e vogliosa? Come definire una moglie che qualche giorno dopo uscendo prima dallufficio per agitazione sindacale si fece raggiungere a casa? Franco, così si chiamava, aveva proprio ragione: non vedevo lora di succhiarglielo e avevo proprio bisogno di essere scopata selvaggiamente. Gli diedi tutti i miei buchi là, sul letto dove facevo lamore e dormivo con mio marito. Lo facemmo ancora per 3 volte nel giro di 2 mesi. Era di Palermo e poi fu trasferito. Avevo 27 anni, un figlio e, solo dopo 2 anni di matrimonio, un marito inconsapevolmente cornuto. Avevo 31 anni e Gianni 34 quando facemmo un mutuo e comprammo casa. Inoltre prendemmo labitudine di trascorrere, con nostro figlio che aveva già 5 anni, la domenica in un paesino in collina ad una oretta da Trapani. Stavamo bene ma avevo notato in lui un calo di desiderio sessuale nei miei confronti. Avevo capito, anche da certi suoi atteggiamenti, che aveva unamante. Ovviamente non era nelle condizioni di potermi lamentare o di dirgli qualcosa. Come definire una moglie che si sentì stuzzicata, eccitandosi come una cagna, dallidea di fa godere del piaceri che una donna sposata e con tanta esperienza potesse dare ad un ragazzo di 23 anni? Lo feci con Lillo, da poco collega, che aveva labitudine di sbirciare fra le mie cosce. Trovai il momento, sorprendendolo, di farlo venire nella mia bocca. Dopo prese coraggio e per 2 anni ci incontrammo, quando era possibile, in una vecchia casa disabitata della sua famiglia. Fu distaccato presso un altro ufficio e tutto finì. Come definire una moglie che mentre si faceva fottere da un ragazzo, ora di 24 anni, iniziò una relazione che sarebbe durata la bellezza di 14 anni? Io avevo 32 anni, Piero, così si chiamava, 45. Era il mio capo reparto e trascorrevamo molto tempo insieme, chiusi nella sua stanza, per motivi di programmazione e di lavoro. Mi fece capire che sapeva di me e Franco, il collega trasferito a Palermo, e mi presentò il cazzo davanti alla bocca; lo spompinai e mi sborrò in bocca. Le prime scopate in ufficio, per 6 volte fu possibile a casa sua e una volta a casa mia. per3 volte mi portò in un paesino vicino facendosi prestare una casetta da un amico; poi, per tanti anni, prese un monolocale in affitto fuori mano rispetto alle nostri abitazioni e allufficio. Come definire una moglie che a 37 anni, mentre aveva una relazione già da 5 anni, si fa sedurre da un 55enne? Un lunedì mattina mi trovavo nellagenzia di disbrigo pratiche del signor Antonio. Era stato lui, allora in una segreteria politica, ad interessarsi perché, dopo aver superato il concorso, venissi assegnata allufficio di Trapani. Avevamo rapporti per motivi di lavoro e sempre mi ricordava quello che aveva fatto per me. Il lunedì mattina aveva labitudine di non ricevere pubblico e quasi ogni lunedì, per un anno mi faci fottere dal suo cazzo che di uguali non ne avevo mai visti: lungo, grosso e con una cappella che sembrava una pesca. Dopo un anno, nonostante fosse il cazzo che più mi soddisfaceva, dissi basta. Una cosa mi rimase impressa nella mente di quel periodo, un tour de force sessuale: Il lunedì mattina mi scopò lui, nel pomeriggio Piero e la sera mio marito. Avevo 41 anni e Gianni 44 quando incominciai a notare un suo interesse nuovo nei miei confronti. Quello che accadde una mattina fu determinante per gli anni che seguirono e fino ad oggi. Lui era pronto per accompagnare nostro figlio
a scuola e poi andare in ufficio. Prima di uscire entrò in camera mentre mi stavo vestendo. Ero in reggiseno, slip e autoreggenti. mi guardò perplesso in quanto solitamente usavo i collant. Prima che dicesse qualcosa io, a disagio, come per giustificarmi, dissi che ormai in primavera incominciava a fare caldo e i collant mi davano fastidio. Notai una strana luce nei suoi occhi. Si avvicinò, sorrise, mise la mano fra le mie cosce e disse: così ti si può toccare meglio. Rimasi ammutolita. Aveva proprio ragione: era Piero che mi voleva così per potermi toccare meglio in ufficio quando era possibile. Stavo per uscire ma entrò lui. Pensai che mi volesse fare una cazziata e invece mi prese per le braccia e cercò la mia bocca. Che foga! Mi eccitai pure io. Disse che voleva scoparmi subito ed io gli ricordai che dovevamo andare in ufficio. Invece prendemmo un giorno di congedo e scopammo tutta la mattinata. Un altro fattore determinante fu lacquisto di una piccola costruzione al paesino: sotto un magazzino e al piano superiore un bilocale con cucinino e bagno. Diventò il nostro rifugio e ogni fine settimana eravamo lì da soli in quando nostro figlio aveva ormai i suoi amici e si appoggiava dai miei. Sembravamo due amanti mai sazi di fare sesso. Io? Sempre più consapevole di quella che fossi veramente. Tutte le mie esperienze mi avevano trasformata in una femmina che, a seconda delle situazioni, sapeva assumere gli atteggiamenti giusti: sapevo essere timida e ingenua, sfacciata e provocante e pure una femmina maliziosa, provocatrice e disponibile ad ogni complicità. Una sera, nel nostro rifugio, lui giocava con le mie chiappe divaricandole, richiudendole e dandomi qualche leccatina sullano. Mi disse che si rendeva conto del perché, con questo bel culo che mi ritrovavo, tutti mi volessero inculare, magari così alla pecorina. Che ne sapeva? Se lo immaginava come io di lui? Maliziosamente e tra un fare scherzoso e il semiserio gli feci capire di si e proprio alla pecorina. Infatti mi avevano inculata tutti così. Solo lui mi inculava pure di fianco. Quella sera mi volle a cavallo, seduta completamente sul cazzo e mi sfondò completamente. Così lo faceva con unaltra. Insomma, arrivammo al punto che ritenevamo assodato il fatto che lui fosse stato con altre ed io con altri. Avevo 45 anni quando mandai Piero a quel paese. Lui aveva 58 anni e mi disse che voleva dividersi dalla moglie. Mi resi conto che non era più il caso. Qualche anno dopo, io avevo 49 anni e Gianni 52, ammirandomi nuda mi diceva che ero ancora un bel pezzo di fica e, sorridendo, che mi potevo fare guardare e scopare senza fare brutte figure. Poi, senza mezzi termini, che aveva il forte desiderio di volermi scopare insieme ad un altro. Nel bel mezzo di tumultuosi amplessi gli dicevo che mi sarebbe piaciuto e mi diceva che avremmo potuto invitare qualcuno al nostro rifugio. Non so cosa avesse fatto, ma un martedì sera, poco più di un mese fa, fummo invitati a trascorrere il fine settimana in un agriturismo e lui disse che eravamo impegnati. Gli chiesi il motivo e rispose: come perché, ma se sabato abbiamo limpegno di farti scopare insieme a me? Restai allibita. Gianni, sul serio dici? Chiesi veramente sorpresa. Scusa, ma se fino a ieri sera hai detto di si! Disse. Dopo 5 secondi di silenzio dissi: ma sicuro sei di non essere geloso? E con chi? Non ti mortificheresti nei confronti di questo qua a farti scopare la moglie da un altro? Rispose che a questo non ci dovevo pensare. 5 secondi di silenzio e mi chiese: ma a te stuzzica lidea? Ti piace farlo? Lo vuoi fare? 5 secondi di silenzio e sussurrai: però non facciamo che poi me lo rinfacci! Il sabato mattina eravamo lì. Prendemmo qualcosa al market e poi, non essendo una bella giornata, a casa. Fabrizio, il nostro ospite, sarebbe venuto alle 10,00 di sera. Dopo cena, mentre mi preparavo, gli dissi: ti rendi conto di cosa mi stai facendo fare? Sorrideva. Reggiseno e slip in merletto nero, autoreggenti neri, gonna nera attillata e con lo spacchetto posteriore, camicetta azzurra e scarpe con tacco 10 cm che usavo solo in rare occasioni. Mi disse che ero sexy. Avevamo scelto insieme. Man mano che si avvicinava lora ero sempre più timorosa. Squillò il suo cellulare; non erano ancora le 10,00- Era lui. Gianni chiese dove fosse di preciso e uscì per andargli incontro. Ripiegai il piumone del letto e passai 10 minuti a passeggiare, continuando a guardarmi allo specchio, cercando di assumere latteggiamento giusto. Quando sentii fermare lauto mi sentii svenire. Quando lo vidi entrare insieme a Gianni mi ritrovai di fronte un uomo dal fisico atletico, bruno e attraente. si presentò dicendomi ciao e dandomi la mano. ro emozionatissima. notai che non aveva il nostro accendo e non aveva la fede. Era di un paese della provincia di Agrigento. Si tolsero i giacconi e si accomodarono sul divano. Dissi che preparavo il caffè e loro optarono per un prosecco. Di tutto si parlava tranne che del motivo per cui Fabrizio fosse lì con noi. Però i suoi sguardi, per niente furtivi, su tutto il corpo, mi facevano sentire a disagio ma svegliavano la mia libidine. Aggiungiamo quel mezzo bicchiere di prosecco, che per me è già tanto, e capirete perché quando mio marito prese ad accarezzarmi una coscia facendo risalire la gonna, emozionata ma sorridente dissi: Che fai, Gianni. Fatti guardare, Fabrizio non vede lora. Disse. Fabrizio, fissandomi mi disse che ero bona ed eccitante. Presto, ansimando, mi ritrovai con le loro mani fra le cosce, su in alto sulla mia carne viva. Facevano fatica perché la gonna attillata non andava oltre. Fabrizio fissava me e poi le cosce. Io cercavo, anche se a disagio, di essere accattivante. Il piacere e la libidine si impossessarono di me preannunciandomi una serata fuori da ogni regola. Gianni lasciò campo libero a Fabrizio e sentii le sue mani calde sugli slip armai inzuppati. Me lo disse. Al mio posto rispose Gianni dicendo che la porcona che ero aveva voglia di farsi fottere. Mi mortificai. oi venne dietro di me palpandomi le tette, baciandomi sul collo e stuzzicandomi lorecchio. Incominciai a gemere per il piacere e mio marito, sempre da tergo, mi sbottonò la camicetta, me la sfilò e quando mi sganciò il reggiseno quasi mi vergognai. Mio marito chiese a Fabrizio che gliene sembrasse delle tette della 50enne che ero e lui rispose che magari fossero così tutte le 50enni. Me ne palparono una ciascuno stringendomi i capezzoli. Sospirai forte dicendo più volte: siiii: Sentii Gianni che tirava giù la zip della gonna e quindi la stessa scendere lentamente, ad opera di entrambi, insieme agli slip. Mi ritrovai nuda con indosso solo gli autoreggenti. Fabrizio prese a leccarmi la fica da seduto e mio marito, messo in ginocchio, il ciulo. Si, che bello! dicevo impazzendo per il piacere che mi davano le loro lingue. Godetti di un orgasmo irresistibile e le mie gambe mi sorreggevano a stento. Fabrizio si alzò e mi diede in bocca la sua lingua fatta dei miei umori. La succhiai avidamente e poi intrecciai la mia alla sua in un bacio lungo e libidinoso. Lo sapevo bene che ora toccava a me. Infatti mi fece sedere sul bordo del divano e avevo il suo pacco allaltezza del viso. mio marito sedette al mio fianco dicendomi di fare vedere a Fabrizio di quanto fossi troia. mi vergognai un attimo ma portai le mani sulla patta tastandolo e fissando, alternativamente, il pacco, lui e mio marito come per avere il suo consenso. Gli slacciai la cintura, abbassai la zip e lui se li fece scivolare fino alle ginocchia. l suo grosso pacco, consistente in uno slip blu, era più evidente e più stuzzicante. Ne avevo vissuti tanti e con tanti cazzi momenti così ma, nonostante la mia abitudine, la situazione in cui mi trovavo rendeva tutto più intrigante. Solo per qualche secondo glielo palpai, poi tirai giù gli slip e mi si presentò davanti agli occhi un affare che, ancora semiduro, era impressionante. Il cazzo più lungo con cui avevo avuto a che fare era quello del 55enne Antonio, ma questo, oltre ad avere la stessa grossezza, era ancora più lungo. Non ho il senso della misura, ma penso non meno di 25 cm. Notai la meraviglia
anche nellespressione di mio marito. Lo impugnai con ambedue le mani segandolo lentamente, palpandole le palle e, libidinosa come mi sentivo, guardavo ancora entrambi con atteggiamento ora di timidezza ora di peccatrice lussuriosa. Ci giocai sulla cappella con la lingua e poi lo leccai per tutta la lunghezza. Sembrava che non arrivassi mai giù e quando arrivai gli leccai pure le palle. Nel frattempo, mentre facevo questo, lui si era liberato del maglione e della camicia; mio marito giocava col suo cazzo. Fabrizio si avvicinò fra le mie gambe e me lo mise fra le tette; lo strinsi come in una morsa ed era così lungo che, tenendo la testa china, lo imboccai facendogli, in contemporanea, una spagnola e un pompino. Mi resi conto che sarebbe stata una maratona sessuale diversa e più piccante a tutte le scopate, marito compreso, che mi ero fatte in vita mia. Gianni suggerì di andare a letto mentre anche lui si spogliava. Che scena quella in cui, saliti sul letto, io supina, Fabrizio prese a sfilarmi lautoreggente sinistro e Gianni quello destro, lentamente e accarezzandomi. poi Fabrizio venne su e quando mi sentii il suo cazzone dentro mi venne di svenire: era come se mi avesse sverginato per la seconda volta. Succhi, slinguate finché ebbi lorgasmo e rotolandoci, senza che me lo sfilasse dalla fica, mi ritrovai a cavalcarlo e mio marito, in piedi sul letto, me lo mise in bocca. Io gridavo per il continuo piacere, Gianni che diceva a Fabrizio: ti piace la troia di mia, moglie? Fabrizio che mi chiedeva se mi stavo sollazzando col suo cazzo. Il gioco durò quasi unora, poi Gianni mi sborrò in bocca e Fabrizio fra le tette. Avevo preparato tutto: fazzolettini e avevo portato persino i pannolini del corredo che usavo sempre con mio marito e avevo usato a casa mia con Franco e Piero. Avevo la fica in fiamme e sentivo il bisogno di una rinfrescata. Scesi dal letto e andando in bagno sentii ridere Fabrizio. Cosa cè? Perché ridi? Chiesi. Hai un culo favoloso, rimbalza come un pallone, sbrigati che ci giochiamo. Giocammo a più non posso alternandosi nei miei due buchi e nella mia bocca. Il cazzone di Fabrizio mi sconquassò il culo che, sebbene ben collaudato, non aveva mai ospitato un cazzone come il suo. Che vi devo dire di quando mi fecero provare due cazzi insieme scambiandosi più volte i buchi Era la prima volta. Mio marito venne ancora una volta nel mio culo; Fabrizio altre due volte, nella fica e in bocca. Erano già le 3,00 del mattino, ci coprimmo col piumone e ci addormentammo. Erano le 6,00 quando mi sveglia sentendo qualcosa di grosso, duro e caldo fra le chiappe: era il cazzone di Fabrizio. Alzai la coscia e me lo mise nella fica. Mio marito si svegliò sentendomi godere. Feci sborrare Fabrizio nella mia bocca e poi si preparò per andare via. Prima di uscire ci baciammo slinguandoci in presenza di mio marito. Trascorremmo tutta la domenica nel nostro rifugio e notammo, lui la mia soddisfazione ed io il fatto che non era geloso e che anzi gli piaceva vedermi sfondare da Fabrizio. Non ero nemmeno curiosa di come lavesse conosciuto. Coccolandoci mi chiese se mi fosse piaciuto il suo cazzo e se ne avessi gustato uno simile prima. Gli accennai del cazzo di Antonio. Mi chiese se mi sarebbe piaciuto rifarlo. Mi è piaciuto Fabrizio, con lui? Dissi. Mi piacerebbe farti provare un bel cazzone nero. Disse ridendo. Sorrisi pure io. Che schifo! Scemo!

Il desiderio di mio marito divedermi con un altro | Racconto trio di Giusytroia

Ciao a tutti. A solo pensarci mi viene da ridere, ma spero che la mia storia vera vi piaccia. mi viene da ridere perché ho cominciato a frequentare questo sito con la speranza di trovare un racconto in cui una moglie si sia trovata nella mia stessa situazione e il modo in cui si sia comportata. Ne ho trovati tanti. Io sono Giusy, una bella 50enne siciliana di Trapani. Mi descriverò durante il racconto. Gianni, mio marito, ha 53 anni ed è sicuramente un belluomo attraente, dal fisico atletico e affascinante. Siamo entrambi funzionari pubblici. Lho fatto, accontentando mio marito e anche me stessa, solo un mese fa, nel nostro rifugio in collina, con un bel 40enne e in 3 ci siamo sollazzati tutta la notte. Il mio problema non era quello di farmi scopare da un altro e capirete il perché, il mio problema era farlo con mio marito presente. Capirete il perché in quanto sono una donna che non so nemmeno io come definirmi: troia forse è poco. Una santerellina non lo sono mai stata nemmeno da ragazzina in quanto sono stata sempre attratta dallaltro sesso, ritrovandomi, già a 14 anni, alta come sono ora e con tutti i miei attributi femminili: leggermente in carne, con le tette acerbe ma già ben formate e quasi della grossezza definitiva; un bel culo e un gran paio di cosce, stuzzicando, già a quella età, le fantasie di ragazzi più grandi di me, la mia curiosità verso laltro sesso e le mie fantasie quando mi masturbavo. Come definire una donna come me che a 14 anni inizia a maneggiare il cazzo di un ragazzo di 26 anni, fidanzato, che abitava nello stesso palazzo e, lavorando nei pressi della mia scuola, spesso la mattina mi dava un passaggio? con Carlo, così si chiamava, iniziò la mia vita sessuale con i primi veri baci, le mie prime seghe, i miei primi pompini e i miei primi orgasmi masturbata e leccata da un maschio. Durò 2 anni. Come definire una donna che a 17 anni si fa fidanzata ufficiale e subito si ritrova sverginata di fica e con la bocca piena di sborra? Pino, più grande di me di 9 anni, figlio di amici di famiglia, che non mi piaceva e di cui non ero innamorata. Come definire una donna che, pur essendo fidanzata da pochi mesi, si fa sfondare per la prima volta il culo da un compagno di scuola durante uno sciopero con occupazione dellistituto? Renato, di una classe avanti e di diploma, che, durante il resto dellanno scolastico, mi scopò per una quindicina di volte. Come definire una donna che a 19 anni, non appena diplomata, facendo la babysitter per pagarsi la scuola guida e ritrovandosi a farla al figlio di Carlo, che nel frattempo si era sposato, si è fatta trombare 4 volte nellarco di 2 mesi? Come definire una donna che a 23 anni, durante una festa a casa di amici, incontra un ragazzo e per entrambi è un colpo di fulmine parlandosi solo con gli sguardi? Era Gianni, il mio futuro marito. Già quando ci incontrammo di nascosto la prima volta fu subito passione e sesso. Eravamo innamorati, lasciai Pino dopo 6 anni di fidanzamento, lottando pure contro la mia famiglia e iniziai la mia avventura infinita con Gianni. Io che non so come definirmi e lui libidinoso quanto mai. Ad un certo punto mi ritrovai incinta e ci sposammo. Io avevo 25 anni e lui 28. Durante la gravidanza ricevetti la lettera di assunzione a seguito di un concorso che avevo sostenuto da poco diplomata. Presi servizi per una settimana e poi andai in maternità. Quando ripresi servizio, pur non essendo nella mia forma migliore dal punto di vista fisico, notavo di essere interessante agli occhi di alcuni colleghi. col passare dei mesi ancora di più in quanto ritornai come prima e anzi meglio di prima perché più snella e più sexy. Me ne rendevo conto io e se ne rendevano conto colleghi ai quali sentivo bisbigliare apprezzamenti nei miei confronti. Fra laltro larma della provocazione e di farmi sentire desiderata mi si era raffinata essendo castana con lo sguardo accattivante e i miei attributi femminili, mai oscenamente, sempre in evidenza grazie anche al mio modo di vestire semplice ed elegante nello stesso tempo. Insomma, i complimenti non mancavano come, per esempio, quello di essere la più bona dellufficio. Come definire una donna che a sentirsi dire da un collega, che si spingeva oltre, che le mie tette erano da succhiare, che le mie cosce lo facevano impazzire, che il mio culo era da sfondare, chela mia bocca sembrava fatta apposta per fare pompini e che leggeva nei miei occhi che non vedevo lora di succhiarglielo, si ritrovava con la fica un lago? Come definire una moglie che quando un giorno costui la prese, tentò di baciarla e lei, anziché prenderlo a schiaffi come normale che fosse per una moglie con la testa sulle spalle, rispose al suo bacio accalorata e vogliosa? Come definire una moglie che qualche giorno dopo uscendo prima dallufficio per agitazione sindacale si fece raggiungere a casa? Franco, così si chiamava, aveva proprio ragione: non vedevo lora di succhiarglielo e avevo proprio bisogno di essere scopata selvaggiamente. Gli diedi tutti i miei buchi là, sul letto dove facevo lamore e dormivo con mio marito. Lo facemmo ancora per 3 volte nel giro di 2 mesi. Era di Palermo e poi fu trasferito. Avevo 27 anni, un figlio e, solo dopo 2 anni di matrimonio, un marito inconsapevolmente cornuto. Avevo 31 anni e Gianni 34 quando facemmo un mutuo e comprammo casa. Inoltre prendemmo labitudine di trascorrere, con nostro figlio che aveva già 5 anni, la domenica in un paesino in collina ad una oretta da Trapani. Stavamo bene ma avevo notato in lui un calo di desiderio sessuale nei miei confronti. Avevo capito, anche da certi suoi atteggiamenti, che aveva unamante. Ovviamente non era nelle condizioni di potermi lamentare o di dirgli qualcosa. Come definire una moglie che si sentì stuzzicata, eccitandosi come una cagna, dallidea di fa godere del piaceri che una donna sposata e con tanta esperienza potesse dare ad un ragazzo di 23 anni? Lo feci con Lillo, da poco collega, che aveva labitudine di sbirciare fra le mie cosce. Trovai il momento, sorprendendolo, di farlo venire nella mia bocca. Dopo prese coraggio e per 2 anni ci incontrammo, quando era possibile, in una vecchia casa disabitata della sua famiglia. Fu distaccato presso un altro ufficio e tutto finì. Come definire una moglie che mentre si faceva fottere da un ragazzo, ora di 24 anni, iniziò una relazione che sarebbe durata la bellezza di 14 anni? Io avevo 32 anni, Piero, così si chiamava, 45. Era il mio capo reparto e trascorrevamo molto tempo insieme, chiusi nella sua stanza, per motivi di programmazione e di lavoro. Mi fece capire che sapeva di me e Franco, il collega trasferito a Palermo, e mi presentò il cazzo davanti alla bocca; lo spompinai e mi sborrò in bocca. Le prime scopate in ufficio, per 6 volte fu possibile a casa sua e una volta a casa mia. per3 volte mi portò in un paesino vicino facendosi prestare una casetta da un amico; poi, per tanti anni, prese un monolocale in affitto fuori mano rispetto alle nostri abitazioni e allufficio. Come definire una moglie che a 37 anni, mentre aveva una relazione già da 5 anni, si fa sedurre da un 55enne? Un lunedì mattina mi trovavo nellagenzia di disbrigo pratiche del signor Antonio. Era stato lui, allora in una segreteria politica, ad interessarsi perché, dopo aver superato il concorso, venissi assegnata allufficio di Trapani. Avevamo rapporti per motivi di lavoro e sempre mi ricordava quello che aveva fatto per me. Il lunedì mattina aveva labitudine di non ricevere pubblico e quasi ogni lunedì, per un anno mi faci fottere dal suo cazzo che di uguali non ne avevo mai visti: lungo, grosso e con una cappella che sembrava una pesca. Dopo un anno, nonostante fosse il cazzo che più mi soddisfaceva, dissi basta. Una cosa mi rimase impressa nella mente di quel periodo, un tour de force sessuale: Il lunedì mattina mi scopò lui, nel pomeriggio Piero e la sera mio marito. Avevo 41 anni e Gianni 44 quando incominciai a notare un suo interesse nuovo nei miei confronti. Quello che accadde una mattina fu determinante per gli anni che seguirono e fino ad oggi. Lui era pronto per accompagnare nostro figlio
a scuola e poi andare in ufficio. Prima di uscire entrò in camera mentre mi stavo vestendo. Ero in reggiseno, slip e autoreggenti. mi guardò perplesso in quanto solitamente usavo i collant. Prima che dicesse qualcosa io, a disagio, come per giustificarmi, dissi che ormai in primavera incominciava a fare caldo e i collant mi davano fastidio. Notai una strana luce nei suoi occhi. Si avvicinò, sorrise, mise la mano fra le mie cosce e disse: così ti si può toccare meglio. Rimasi ammutolita. Aveva proprio ragione: era Piero che mi voleva così per potermi toccare meglio in ufficio quando era possibile. Stavo per uscire ma entrò lui. Pensai che mi volesse fare una cazziata e invece mi prese per le braccia e cercò la mia bocca. Che foga! Mi eccitai pure io. Disse che voleva scoparmi subito ed io gli ricordai che dovevamo andare in ufficio. Invece prendemmo un giorno di congedo e scopammo tutta la mattinata. Un altro fattore determinante fu lacquisto di una piccola costruzione al paesino: sotto un magazzino e al piano superiore un bilocale con cucinino e bagno. Diventò il nostro rifugio e ogni fine settimana eravamo lì da soli in quando nostro figlio aveva ormai i suoi amici e si appoggiava dai miei. Sembravamo due amanti mai sazi di fare sesso. Io? Sempre più consapevole di quella che fossi veramente. Tutte le mie esperienze mi avevano trasformata in una femmina che, a seconda delle situazioni, sapeva assumere gli atteggiamenti giusti: sapevo essere timida e ingenua, sfacciata e provocante e pure una femmina maliziosa, provocatrice e disponibile ad ogni complicità. Una sera, nel nostro rifugio, lui giocava con le mie chiappe divaricandole, richiudendole e dandomi qualche leccatina sullano. Mi disse che si rendeva conto del perché, con questo bel culo che mi ritrovavo, tutti mi volessero inculare, magari così alla pecorina. Che ne sapeva? Se lo immaginava come io di lui? Maliziosamente e tra un fare scherzoso e il semiserio gli feci capire di si e proprio alla pecorina. Infatti mi avevano inculata tutti così. Solo lui mi inculava pure di fianco. Quella sera mi volle a cavallo, seduta completamente sul cazzo e mi sfondò completamente. Così lo faceva con unaltra. Insomma, arrivammo al punto che ritenevamo assodato il fatto che lui fosse stato con altre ed io con altri. Avevo 45 anni quando mandai Piero a quel paese. Lui aveva 58 anni e mi disse che voleva dividersi dalla moglie. Mi resi conto che non era più il caso. Qualche anno dopo, io avevo 49 anni e Gianni 52, ammirandomi nuda mi diceva che ero ancora un bel pezzo di fica e, sorridendo, che mi potevo fare guardare e scopare senza fare brutte figure. Poi, senza mezzi termini, che aveva il forte desiderio di volermi scopare insieme ad un altro. Nel bel mezzo di tumultuosi amplessi gli dicevo che mi sarebbe piaciuto e mi diceva che avremmo potuto invitare qualcuno al nostro rifugio. Non so cosa avesse fatto, ma un martedì sera, poco più di un mese fa, fummo invitati a trascorrere il fine settimana in un agriturismo e lui disse che eravamo impegnati. Gli chiesi il motivo e rispose: come perché, ma se sabato abbiamo limpegno di farti scopare insieme a me? Restai allibita. Gianni, sul serio dici? Chiesi veramente sorpresa. Scusa, ma se fino a ieri sera hai detto di si! Disse. Dopo 5 secondi di silenzio dissi: ma sicuro sei di non essere geloso? E con chi? Non ti mortificheresti nei confronti di questo qua a farti scopare la moglie da un altro? Rispose che a questo non ci dovevo pensare. 5 secondi di silenzio e mi chiese: ma a te stuzzica lidea? Ti piace farlo? Lo vuoi fare? 5 secondi di silenzio e sussurrai: però non facciamo che poi me lo rinfacci! Il sabato mattina eravamo lì. Prendemmo qualcosa al market e poi, non essendo una bella giornata, a casa. Fabrizio, il nostro ospite, sarebbe venuto alle 10,00 di sera. Dopo cena, mentre mi preparavo, gli dissi: ti rendi conto di cosa mi stai facendo fare? Sorrideva. Reggiseno e slip in merletto nero, autoreggenti neri, gonna nera attillata e con lo spacchetto posteriore, camicetta azzurra e scarpe con tacco 10 cm che usavo solo in rare occasioni. Mi disse che ero sexy. Avevamo scelto insieme. Man mano che si avvicinava lora ero sempre più timorosa. Squillò il suo cellulare; non erano ancora le 10,00- Era lui. Gianni chiese dove fosse di preciso e uscì per andargli incontro. Ripiegai il piumone del letto e passai 10 minuti a passeggiare, continuando a guardarmi allo specchio, cercando di assumere latteggiamento giusto. Quando sentii fermare lauto mi sentii svenire. Quando lo vidi entrare insieme a Gianni mi ritrovai di fronte un uomo dal fisico atletico, bruno e attraente. si presentò dicendomi ciao e dandomi la mano. ro emozionatissima. notai che non aveva il nostro accendo e non aveva la fede. Era di un paese della provincia di Agrigento. Si tolsero i giacconi e si accomodarono sul divano. Dissi che preparavo il caffè e loro optarono per un prosecco. Di tutto si parlava tranne che del motivo per cui Fabrizio fosse lì con noi. Però i suoi sguardi, per niente furtivi, su tutto il corpo, mi facevano sentire a disagio ma svegliavano la mia libidine. Aggiungiamo quel mezzo bicchiere di prosecco, che per me è già tanto, e capirete perché quando mio marito prese ad accarezzarmi una coscia facendo risalire la gonna, emozionata ma sorridente dissi: Che fai, Gianni. Fatti guardare, Fabrizio non vede lora. Disse. Fabrizio, fissandomi mi disse che ero bona ed eccitante. Presto, ansimando, mi ritrovai con le loro mani fra le cosce, su in alto sulla mia carne viva. Facevano fatica perché la gonna attillata non andava oltre. Fabrizio fissava me e poi le cosce. Io cercavo, anche se a disagio, di essere accattivante. Il piacere e la libidine si impossessarono di me preannunciandomi una serata fuori da ogni regola. Gianni lasciò campo libero a Fabrizio e sentii le sue mani calde sugli slip armai inzuppati. Me lo disse. Al mio posto rispose Gianni dicendo che la porcona che ero aveva voglia di farsi fottere. Mi mortificai. oi venne dietro di me palpandomi le tette, baciandomi sul collo e stuzzicandomi lorecchio. Incominciai a gemere per il piacere e mio marito, sempre da tergo, mi sbottonò la camicetta, me la sfilò e quando mi sganciò il reggiseno quasi mi vergognai. Mio marito chiese a Fabrizio che gliene sembrasse delle tette della 50enne che ero e lui rispose che magari fossero così tutte le 50enni. Me ne palparono una ciascuno stringendomi i capezzoli. Sospirai forte dicendo più volte: siiii: Sentii Gianni che tirava giù la zip della gonna e quindi la stessa scendere lentamente, ad opera di entrambi, insieme agli slip. Mi ritrovai nuda con indosso solo gli autoreggenti. Fabrizio prese a leccarmi la fica da seduto e mio marito, messo in ginocchio, il ciulo. Si, che bello! dicevo impazzendo per il piacere che mi davano le loro lingue. Godetti di un orgasmo irresistibile e le mie gambe mi sorreggevano a stento. Fabrizio si alzò e mi diede in bocca la sua lingua fatta dei miei umori. La succhiai avidamente e poi intrecciai la mia alla sua in un bacio lungo e libidinoso. Lo sapevo bene che ora toccava a me. Infatti mi fece sedere sul bordo del divano e avevo il suo pacco allaltezza del viso. mio marito sedette al mio fianco dicendomi di fare vedere a Fabrizio di quanto fossi troia. mi vergognai un attimo ma portai le mani sulla patta tastandolo e fissando, alternativamente, il pacco, lui e mio marito come per avere il suo consenso. Gli slacciai la cintura, abbassai la zip e lui se li fece scivolare fino alle ginocchia. l suo grosso pacco, consistente in uno slip blu, era più evidente e più stuzzicante. Ne avevo vissuti tanti e con tanti cazzi momenti così ma, nonostante la mia abitudine, la situazione in cui mi trovavo rendeva tutto più intrigante. Solo per qualche secondo glielo palpai, poi tirai giù gli slip e mi si presentò davanti agli occhi un affare che, ancora semiduro, era impressionante. Il cazzo più lungo con cui avevo avuto a che fare era quello del 55enne Antonio, ma questo, oltre ad avere la stessa grossezza, era ancora più lungo. Non ho il senso della misura, ma penso non meno di 25 cm. Notai la meraviglia
anche nellespressione di mio marito. Lo impugnai con ambedue le mani segandolo lentamente, palpandole le palle e, libidinosa come mi sentivo, guardavo ancora entrambi con atteggiamento ora di timidezza ora di peccatrice lussuriosa. Ci giocai sulla cappella con la lingua e poi lo leccai per tutta la lunghezza. Sembrava che non arrivassi mai giù e quando arrivai gli leccai pure le palle. Nel frattempo, mentre facevo questo, lui si era liberato del maglione e della camicia; mio marito giocava col suo cazzo. Fabrizio si avvicinò fra le mie gambe e me lo mise fra le tette; lo strinsi come in una morsa ed era così lungo che, tenendo la testa china, lo imboccai facendogli, in contemporanea, una spagnola e un pompino. Mi resi conto che sarebbe stata una maratona sessuale diversa e più piccante a tutte le scopate, marito compreso, che mi ero fatte in vita mia. Gianni suggerì di andare a letto mentre anche lui si spogliava. Che scena quella in cui, saliti sul letto, io supina, Fabrizio prese a sfilarmi lautoreggente sinistro e Gianni quello destro, lentamente e accarezzandomi. poi Fabrizio venne su e quando mi sentii il suo cazzone dentro mi venne di svenire: era come se mi avesse sverginato per la seconda volta. Succhi, slinguate finché ebbi lorgasmo e rotolandoci, senza che me lo sfilasse dalla fica, mi ritrovai a cavalcarlo e mio marito, in piedi sul letto, me lo mise in bocca. Io gridavo per il continuo piacere, Gianni che diceva a Fabrizio: ti piace la troia di mia, moglie? Fabrizio che mi chiedeva se mi stavo sollazzando col suo cazzo. Il gioco durò quasi unora, poi Gianni mi sborrò in bocca e Fabrizio fra le tette. Avevo preparato tutto: fazzolettini e avevo portato persino i pannolini del corredo che usavo sempre con mio marito e avevo usato a casa mia con Franco e Piero. Avevo la fica in fiamme e sentivo il bisogno di una rinfrescata. Scesi dal letto e andando in bagno sentii ridere Fabrizio. Cosa cè? Perché ridi? Chiesi. Hai un culo favoloso, rimbalza come un pallone, sbrigati che ci giochiamo. Giocammo a più non posso alternandosi nei miei due buchi e nella mia bocca. Il cazzone di Fabrizio mi sconquassò il culo che, sebbene ben collaudato, non aveva mai ospitato un cazzone come il suo. Che vi devo dire di quando mi fecero provare due cazzi insieme scambiandosi più volte i buchi Era la prima volta. Mio marito venne ancora una volta nel mio culo; Fabrizio altre due volte, nella fica e in bocca. Erano già le 3,00 del mattino, ci coprimmo col piumone e ci addormentammo. Erano le 6,00 quando mi sveglia sentendo qualcosa di grosso, duro e caldo fra le chiappe: era il cazzone di Fabrizio. Alzai la coscia e me lo mise nella fica. Mio marito si svegliò sentendomi godere. Feci sborrare Fabrizio nella mia bocca e poi si preparò per andare via. Prima di uscire ci baciammo slinguandoci in presenza di mio marito. Trascorremmo tutta la domenica nel nostro rifugio e notammo, lui la mia soddisfazione ed io il fatto che non era geloso e che anzi gli piaceva vedermi sfondare da Fabrizio. Non ero nemmeno curiosa di come lavesse conosciuto. Coccolandoci mi chiese se mi fosse piaciuto il suo cazzo e se ne avessi gustato uno simile prima. Gli accennai del cazzo di Antonio. Mi chiese se mi sarebbe piaciuto rifarlo. Mi è piaciuto Fabrizio, con lui? Dissi. Mi piacerebbe farti provare un bel cazzone nero. Disse ridendo. Sorrisi pure io. Che schifo! Scemo!

Mia zia é una zoccola | Racconto feticismo di mirko b.

Mia zia, una signora milf di 53 anni, fisico snello e tonico, abbronzata, un sedere bello sodo con un 38 di piedi. Divorziata da 13 anni, con una voglia irrefrenabile di cazzo, vive da sola nella casa di fianco alla mia, e si da alla pazza gioia con dei ragazzoni amici suoi. In particolare uno, che io definisco il suo scopamico.

Nonne porche 7 | Racconto incesti di Key7

Mi sto facendo la mia scopata pomeridiana con nonna. Lei a pecorina sul divano, io dietro infoiato come un toro pompo a tutta forza nel suo culo mentre con due dita le smulinano la patata bagnata. Zia Olga è andata a farsi fare i capelli dalla parrucchiera quindi siamo soli soletti e la nonna probabilmente […]

A mia moglie piacciono lunghi e larghi | Racconto tradimenti di Enrico

Ciao, sono Enrico 36 anni e sposato con Letizia, più giovane di me di 3 anni. Siamo una coppia sposata ed il sesso lo abbiamo vissuto in maniera classica, anche se non ci siamo mai fatti mancare niente e lei non mi ha mai negato niente (culetto splendido incluso). Poi con il tempo e successo quello che capita penso a molte coppie ed i rapporti diventano meno frequenti, in maniera a volte quasi passiva e forse neanche con grossa soddisfazione per entrambi.

Il padre del mio ragazzo | Racconto tradimenti di Tety1689

Salve, sono teresa ed ho 19 anni, sono mora, occhi verdi, culetto sodo e una 4a abbondante di tette che stanno su che è una meraviglia. la scorsa estate, quando avevo 18 anni andai al mare col mio ragazzo e suo padre. Entrammo nel bungalow e ci sistemammo. Il mio ragazzo va al bar e io rimango a casa con suo padre, che nel frattempo é andato a farsi una doccia. Aveva lasciato la porta socchiusa e incuriosita buttai un occhio. Quello che vidi era lui che si stava asciugando i capelli e un cazzo mozzafiato, una cappella enorme e delle palle grandissime, mi ha fatto eccitare… insomma doveva essere mio! La notte si va a dormire e dormendo col mio ragazzo non facevo altro che pensare a quel cazzone stupendo di suo padre. mi masturbai sotto le coperte pensando a quella grossa e rosea cappella che tanto avrei voluto mi sfondasse. Si fa giorno e io e il mio ragazzo andammo al mare. Pranziamo e lui conosce dei ragazzi, che non fanno altro che guardare le mie tette. Lui gelosissimo mi dice di tornare al bungalow. Tornai ed ero sola li, cosi cominciai a farmi una doccia per prepararmi poi per dopo. Arriva il padre e viene in bagno, dove mi trova nella doccia nuda. Fa per andarsene ma lo prendo e lo faccio entrare con me. Lui incredulo se ne sta in un angolo, ma i suoi occhi cadono sulle mie tette e sul culo, cosi vedo già che il cazzone comincia ad indurirsi. Io felicissima lo prendo in mano e lo sego, solo che lui vuole scansarmi dicendomi che non si può fare e se ne andò. rimasi sotto la doccia altri 5 minuti a pensare che anche se per poco ho avuto il suo cazzone fra le mani. si fa ora di cena e il mio ragazzo dice che se ne va con gli altri. appena se ne va vado in camera del padre e chiudo a chiave. Ero in canottiera scollatissima e perizoma e mi fiondai sul letto a cavalcioni su di lui. Apre gli occhi e mi trova li, con le tette sulla faccia e la mia mano sul suo pacco che lentamente si sta gonfiando. Mi dice perché fai questo? Ed io perché voglio il tuo cazzone. Non se lo fa ripetere due volte e mi toglie la canottiera e reggiseno. le mie tette sode davanti alla sua faccia mentre io sopra di lui che lo sego di nuovo. Si alza e gli abbasso le mutande, il suo cazzone viene fuori e finalmente é tutto mio! Prendo e lo lecco, lo prendo tutto in bocca fino in gola riempiendomela completamente. ad un tratto me lo sfila dalla bocca e me lo mette fra le tette e gli faccio una spagnola da togliere il fiato. Lui dopo poco mi sborra sulle tette inondandomele si stupendo seme, quando ancora eccitato mi fa sdraiare e comincia a leccarmi la fica in modo superbo. Quella lingua che leccava dappertutto era magnifica. Poi quando fu bella che bagnata lo mise dentro e comincio a sbattermi sul letto con lo sperma che mi bagnava le tette. Io godevo pienamente ed ebbi un immensità di orgasmi. Mi chiamava porcona, troietta, tettona e pompinara e ogni volta che me lo dicevo mi bagnavo sempre più. poi mi prese a pecorina e leccandomi il mio culetto me lo mise dentro. Ero piena del suo cazzo e la cosa mi mandava in estasi. Dopo io volevo stare sopra, cosi lo presi e lo sbattei sul letto, mi posizionai sopra di lui e gli feci un altro bel pompino. Lo prendevo e me lo sbattevo sulle labbra e sulla lingua. in quel momento mi sentivo veramente una troia, e mi piaceva! Finalmente avevo trovato chi mi sapeva saziare sessualmente. Cosi mi misi sopra di lui e me lo cavalcai a dovere. Mi palpava le tette dicendomi quanto sei tettona! Scopami bella maiala mia e io in preda alla goduria piu totale ohh siiii cazzone mio!! Voglio che mi scopi tutta! Sborrami in figa!! Siii ero diventata una vera maiala ed ero in preda agli orgasmi, cosi lui mi sborro nella figa e io ancora arrapata continuai a muovermi sul suo cazzo. Dopo un po mi staccai e mi appoggiai al suo petto addormentandoci cosi. Inutile dire che di notte io andai da lui e ci ridammo dentro e tuttora mi fa sua scopandomi in ogni buco. Il mio ragazzo non lo sa, anche se purtroppo a volte mi concedo a lui che non è paragonabile con suo padre.

Mamma in calore figlio maiale / 4 . Le amiche di mia madre sono mie amiche | Racconto incesti di Nealviam

Se avete avuto la pazienza di leggere i racconti precedenti di certo saprete che mia madre, (Carla) si era finalmente sbloccata sessualmente e facevamo di tutto. Ormai lei era diventata la mia amante. E faceva tutto per me. Era una vera maiala. Aveva perfino accettato di fare sesso a tre con un mio amico: era stato molto eccitante guardarla mentre si faceva inculare da Peppe, mentre urlava dal piacere. Le piaceva portarmi con lei in ambienti dove non mi conoscevano, per potermi esibire come il suo toy boy. Così quella sera ci trovammo a casa di Gianna, una sua amica e cliente (mamma è commercialista) ricca titolare di diversi negozi di scarpe in centro. GIanna dava una

Mi sono scopata il ragazzo di mia figlia | Racconto incesti di Pattytits

Mi chiamo Patrizia; ho 48 anni, sono divorziata; ho una figlia di 22 anni che abita con me e un compagno che non vive con me. Sono bionda, alta un metro e sessanta, gli occhi azzurri; penso di essere una donna piacente; sono un po’ tettona, porto una quarta, e il mio fondoschiena è ancora ragionevolmente sodo. Vivo in una città di mare del nord Italia in un appartamento al piano terreno di un piccolo condominio. Lavoro come infermiera.

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