Mia suocera è una porca | Racconto incesti di Melody21

Mai avrei immaginato… Eppure, mia suocera Cristina, 50 anni e un fisico allenato con un seno non indifferente (almeno una quarta) è un sedere pieno, si era concessa a me. Ma partiamo dallinizio… Io sono Maurizio, 30 anni, gestisco un negozio di elettronica e sono sposato da due anni con Lara, una 28enne piena di energie che insegna zumba nella palestra vicino Casa. Suo padre morì quando lei aveva solo 5 anni in un incidente dauto, e Cristina non si era più risposata. Quel giorno venne in negozio, aveva problemi con il cellulare, una stupidaggine che sistemai subito… Aveva un abitino blu, forse un po corto e con uno scollo un pò troppo profondo per la sua età, una zeppa molto alta e i capelli legati in una coda ordinata. ho finito Cristina, dovrebbe funzionare ora

Matilda | Racconto etero di Bastino9

Matilda, una donna non ancora quarantenne vissuta sempre in uno stato di perfetta ed assillante insoddisfazione eppure non avrebbe mai dovuto avere motivi per cui lamentarsi. É cresciuta in una modesta famiglia operaia dove non era mancato mai il necessario e spesse volte c’era stato più del necessario.

Mia suocera è una porca | Racconto incesti di Melody21

Mai avrei immaginato… Eppure, mia suocera Cristina, 50 anni e un fisico allenato con un seno non indifferente (almeno una quarta) è un sedere pieno, si era concessa a me. Ma partiamo dallinizio… Io sono Maurizio, 30 anni, gestisco un negozio di elettronica e sono sposato da due anni con Lara, una 28enne piena di energie che insegna zumba nella palestra vicino Casa. Suo padre morì quando lei aveva solo 5 anni in un incidente dauto, e Cristina non si era più risposata. Quel giorno venne in negozio, aveva problemi con il cellulare, una stupidaggine che sistemai subito… Aveva un abitino blu, forse un po corto e con uno scollo un pò troppo profondo per la sua età, una zeppa molto alta e i capelli legati in una coda ordinata. ho finito Cristina, dovrebbe funzionare ora

Mia suocera è una porca | Racconto incesti di Melody21

Mai avrei immaginato… Eppure, mia suocera Cristina, 50 anni e un fisico allenato con un seno non indifferente (almeno una quarta) è un sedere pieno, si era concessa a me. Ma partiamo dallinizio… Io sono Maurizio, 30 anni, gestisco un negozio di elettronica e sono sposato da due anni con Lara, una 28enne piena di energie che insegna zumba nella palestra vicino Casa. Suo padre morì quando lei aveva solo 5 anni in un incidente dauto, e Cristina non si era più risposata. Quel giorno venne in negozio, aveva problemi con il cellulare, una stupidaggine che sistemai subito… Aveva un abitino blu, forse un po corto e con uno scollo un pò troppo profondo per la sua età, una zeppa molto alta e i capelli legati in una coda ordinata. ho finito Cristina, dovrebbe funzionare ora

Mia suocera è una porca | Racconto incesti di Melody21

Mai avrei immaginato… Eppure, mia suocera Cristina, 50 anni e un fisico allenato con un seno non indifferente (almeno una quarta) è un sedere pieno, si era concessa a me. Ma partiamo dallinizio… Io sono Maurizio, 30 anni, gestisco un negozio di elettronica e sono sposato da due anni con Lara, una 28enne piena di energie che insegna zumba nella palestra vicino Casa. Suo padre morì quando lei aveva solo 5 anni in un incidente dauto, e Cristina non si era più risposata. Quel giorno venne in negozio, aveva problemi con il cellulare, una stupidaggine che sistemai subito… Aveva un abitino blu, forse un po corto e con uno scollo un pò troppo profondo per la sua età, una zeppa molto alta e i capelli legati in una coda ordinata. ho finito Cristina, dovrebbe funzionare ora

Sedotto da mia suocera | Racconto incesti di Marco Sala

Eravamo alla fine di giugno e mia moglie era entrata in clinica per dare alla luce il nostro secondogenito. Come per il figlio precedente aveva deciso di passare l’ultimo periodo della gravidanza da sua madre, anche se abitava piuttosto distante da casa nostra. Ed è proprio lì che mi recai quando mi hanno annunciarono che stava per nascere nostra figlia. Ancora stanco dal lungo viaggio, appena sceso dalla macchina, mi sono precipitai in clinica per vedere per a prima volta mamma e figlia. Li trovai entrambi in perfetta forma e in ottima salute quindi, sereno e felice , raggiunsi la casa di mia suocera che si era offerta di ospitarmi. Mia suocera abitava a due passi dalla clinica, se la camera di mia moglie fosse stata nell’ala opposta dell’ospedale, avrei potuto vederla dalla finestra di casa. In questa clinica erano nati tutti i nipoti di mia suocera, infatti mia moglie aveva delle sorelle e tutte avevano partorito in questa struttura. Mia suocera allora aveva poco meno di sessant’anni, da otto era vedova e viveva da circa tre anni tutta sola nel suo appartamento. Si, è vero, a volte si riempiva per le solite riunioni di famiglia durante le feste comandate, ma per la maggior parte del tempo ci viveva sola. Era quindi una donna single che mi aspettava quella sera a casa. Non credete che mi abbia preso un fuoco erotico al pensiero di passare qualche giorno tutto solo con lei, anzi era il contrario. Se devo essere sincero la cosa non mi andava molto a genio, a causa di dissapori di vecchia data, lei comunque, quella sera, si mostrò molto cortese e ospitale anche se molto fredda nei miei confronti. Mia suocera era una donna non molto alta e fisicamente minuta, sempre molto contenuta con un portamento altero, acquisito in anni di lavoro come quadro aziendale in una ditta molto importante, comportamento che le aveva sempre permesso di ottenere rispetto ed obbedienza dalle persone ai suoi ordini, ma era altresì docile e accondiscendente con chi poteva favorire la sua carriera. I suoi capelli erano brizzolati ma li nascondeva molto bene con delle meches bionde che mettevano in evidenza i suoi ricci permanentati acconciati in modo da far corona al viso. Trucco leggero ma sempre presente, raramente l’ho vista struccata, soprattutto non le mancava mai il rossetto. Una donna sempre perfetta, tailleur dei migliori stilisti, scarpe e borsa sempre abbinate, insomma un’eleganza fredda che metteva un po’ distanza tra di noi, infatti io ero sempre in jeans e snickers. Quella sera cenammo insieme da soli, parlammo della nascita di mia figlia, della famiglia che si allargava, mi raccontò tutta la saga della sua famiglia, insomma mi fece una testa così per tutta la sera, quindi, io che avevo sulle spalle già seicento chilometri di strada le chiesi i permesso di andare a letto e quale camera mi avrebbe riservato. Appena toccato il letto mi addormentai e dormii con un ghiro fino a mattina. Ovviamente il giorno seguente lo passai alla clinica con mia moglie, ricevemmo un sacco di visite e quando ritornai a casa di mia suocera alla sera, ero ancora più stanco del giorno prima. Salendo le scale lentamente, pensavo solo di riposarmi immaginandomi già alla settimana di fuoco che ci avrebbe aspettato quando mia moglie sarebbe tornata dalla clinica. Suonai alla porta e attesi che mia suocera mi venisse ad aprire. Ella mia aprì, entrai, lei chiuse la porta dietro di me, quindi mi girai per salutarla. Fu li che lei mi mise le braccia a collo e senza che io potessi dire niente mi baciò sulla bocca. Non si trattava di un bacio casto ma di un vero e proprio bacio sensuale. Non potevo divincolarmi, lei mi teneva stretto, sentivo il suo pube ed il suo ventre schiacciati contro il mio, insomma una vera e propria aggressione sessuale. Non ebbi neanche il tempo di pensare cosa dire, lei strinse la presa ancora di più tenendomi prigioniero tra le sue braccia. Che avrei dovuto fare? Liberarmi violentemente dal suo abbraccio? E dopo? Non mi andava di fare gesti violenti, anche se ero impressionato dall’ aggressività di mia suocera. Se avessi fatto qualcosa di sbagliato me ne sarei pentito per il resto dei miei giorni. Allora la lascia fare stringendola anche io tra le braccia. Ricambiai il suo bacio, le nostre bocche si aprirono tanto e le nostre lingue si attorcigliarono come in un vero bacio tra amanti. Ciò però, mi permise di sentire il suo alito carico di alcool. Forse aveva bevuto per darsi il coraggio di osare, non sapendo come avrei reagito. Eravamo con la bocca incollata l’uno all’altra, il suo pube spingeva forte contro il mio cazzo tanto che lo sentivo già crescere nei pantaloni. Dopo più di tre mesi di seghe e pompini per potermi soddisfare, risposi “presente” all’attacco a sorpresa di mia suocera, di cui fui vittima. Senza lasciare la presa, anzi abbracciandomi sempre più appassionatamente, mi accompagnò verso la sua camera. Quella vecchia zoccola di mia suocera non mi voleva lasciare, non mollava la presa. Non so come, ma ci trovammo distesi sul letto con lei sopra di me. Lei continuava a limonarmi, avevo la faccia ricoperta della sua saliva e mi immaginavo i segni del suo rossetto sul mio viso. L’assalto continuava, le sua mani cercavano di spogliare il mio corpo, senza che potessi accorgermene, mi aveva tolto la cintura e a sua mano si era infilata nei miei slip. Provavo una sensazione strana nel sentire le sue mani infilate nelle mie parti intime. Come uno che sta annegando afferra una corda di salvataggio, lei stava afferrando il mio cazzo già duro. Sentivo che afferrava il mio pisello in modo febbrile e convulso, forse frustrata dal fatto che non lo faceva ormai da tempo. Avevo deciso di lasciarla fare, ormai era troppo tardi per protestare, anche perché mi accorgevo che il mio corpo reagiva in modo positivo alle sue vogliose carezze. Nel frattempo continuava a spogliarmi furiosamente, mi levò i pantaloni, la camicia, gi slip le calze e mi ritrovai nudo tra e sue braccia. Non so perché, ma in quel momento mi misi a pensare a mio suocero. Era una persona molto umile e sottomessa, non poteva essere diversamente con la moglie che si trovava. Era esattamente l’opposto di lei. Mio suocero era basso , grassoccio e rosso in volto, un perfetto cornuto, insomma la vittima designata. Quando erano insieme, ciò accadeva molto raramente, lei lo sovrastava con la sua figura slanciata, non arrivava al 1,70 cm ma aveva tacchi sempre altissimi, ed il portamento altero. Mio suocero era scomparso tre anni prima in un incidente stradale, ovvero era stato investito da una macchina una sera mentre tornava a casa. Questa scomparsa, oltre al dolore che ha procurato alla famiglia e alle sue figlie in particolare, ho sollevato alcune domande. Si sussurrava che, per la dinamica, non potesse essere un incidente ma un suicidio. Forse era stanco di sottostare alla sua moglie-padrona? Ormai lui non è più qui per confermarlo. Ritornai alla realtà, quando sentii l’esclamazione di mia suocera alla vista del mio cazzo. La natura mi ha dotato di un arnese di proporzioni superiori alla media, a volte persino scomodo da usare, spesso causo dolori alle mie partner. In men che non si dica mia suocera era ormai sopra il mio corpo tutto nudo ed aveva i mio cazzo in bocca. Me lo succhiava con molta avidità, disteso com’ero, abbassando gli occhi dal soffitto, potevo vedere la sua testa di riccioli biondi che si alzava e si abbassava sul mio cazzo sempre più duro. Mi spompinava con molta maestria, si vedeva che era abituata a questo tipo di “lavoro”, le sue labbra avvolgevano delicatamente la mia cappella con massaggio sublime che mi rilassò e scaricò la mia tensione. Mi accorsi che lei era ancora vestita in uno dei suoi eleganti tailleur appena stropicciato dai nostri giochi. La sua gonna era salita un poco lungo e sue cosce sottili mostrando i bordo del suo reggicalze. Sapevo che lo indossava, l’avevo visto ad asciugare in bagno, nonostante l’avvento dei più comodi collant, lei era rimasta fedele a questo sexy indumento.
Succhiava così bene che non potei più resistere, mentre godevo glielo lasciai in bocca. A lei piacque molto, sentivo la sua emozione mentre io stavo venendo, fremeva mentre riceveva in bocca in mio sperma e le sue mani erano completamente strette al mio cazzo. Continuò a succhiarmi il cazzo senza neanche perderne una goccia fino a quando, l’ultimo schizzo no le fece capire che ormai il mio latte era tutto suo, lo deglutì, quindi con la lingua mi ripulì bene tutta la cappella. Mia suocera mi aveva appena fatto il miglior pompino della mia vita. Io ero nudo sul letto, lei ai miei piedi ancora vestita con i mio cazzo ancora rigido tra le mani. Con aria sorridente e trionfante mi disse: “Ti è piaciuto? O no?” Domanda retorica la sua. Si vedeva che mi era piaciuto, domanda fatta solo per rimarcare a sua vittoria e far notare la mia debolezza e la mia sconfitta. Ero alla sua mercé, lei assaporando il suo trionfo mi guardò negli occhi e mi disse: “ Ovviamente rimarrà tra di noi questa cosa.” Io non risposi, ma una rabbia cresceva dentro di me, ero in collera con me stesso per essermi fatto intrappolare da lei in questo modo. Mi sentivo ridicolo, ero nudo davanti ad una matura signora che mi guardava con aria trionfalistica. Non riuscivo a sopportare questa situazione, allora mi alzai, la ributtai sul letto ed iniziai a spogliarla furiosamente. Le tolsi la giacca, si aveva tenuto la giacca, poi la gonna e a camicetta facendo volare tutti i suoi abiti per la stanza. Mi fermai ad ammirare il mio lavoro. Lei era di fronte a me con coordinato nero composto da reggiseno, reggicalze e slip , poi calze di seta nere che le adornavano e sue lunghe gambe. Era veramente sexy, ma viste le circostanze e l’arroganza della signora non volli vacillare. Le tolsi il reggiseno ma rimasi deluso, era un push-up che le faceva più seno di quello che aveva, era quasi piatta solo i capezzoli si ergevano dritti e vogliosi. A me piacciono i seni abbondanti, mi piace avere le mani piene quando tocco le tette, accarezzarle, palparle e alla fine metterci il cazzo in mezzo e farmi una bella “spagnola”, vedere mia suocera quasi piatta non mi aveva comunque abbassato a libido. Passato lo choc, delicatamente le presi i capezzoli tra le dita e comincia a titillarli, di colpo la sentii andare su di giri, mia suocera aveva i capezzoli ipersensibili, capii che la battaglia ora si stava girando a mio favore. Non persi tempo e con e dita e con la bocca iniziai a giocarci fino quasi a farle male. Lei prese a rotolarsi sul letto per il piacere, il suo letto, troppo grande per una donna sola. Lei miagolava e grugniva con gli occhi chiusi, si contorceva e saltava sul letto mentre le strizzavo e giocavo con i suoi capezzoli. Io la guadavo un po’ spaventato ed un po’ divertito dalle inconsuete reazioni cha aveva mia suocera quanto le sollecitavo i capezzoli. Fu una sorta di rivincita verso la signora altezzosa e riservata vista prima. Dopo cinque minuti di questo trattamento, con voce roca, ma con tono imperativo mi sussurrò: “Adesso scopami! Mi hai eccitata, ti voglio!” Senza aspettarsi da me una risposta, si sdraiò sul letto aprì le cosce e sposto di lato o slip che ancora indossava mostrandomi la sua fica umida e pelosa ma ben curata. Mi sdraia sopra di lei, lei guidò il mio cazzo attraverso le mutandine fino in prossimità della sua fessura. Non dovetti fare altro che dare un piccolo colpo di reni per entrare nella sua fica fradicia ed abbondantemente lubrificata. Dopo il pompino mi era rimasto il cazzo ancora duro, e lo svestirla brutalmente lo trovai un atto carico di erotismo tanto che fremevo ancora di desiderio. Lei accolse il mio cazzo nel profondo del suo ventre chiudendo delicatamente le sue gambe sopra di me, subito mi sentii come avvolto in un’aurea di dolcezza che contrastava con l’aspetto esteriore della donna fatto di durezza e spigolosità. Mia suocera sapeva come godere e far godere gli uomini, la sentivo mugolare fare e fusa sotto di me, io stavo provando un piacere intenso, e suppongo anche lei. In quel momento stavo pensando che dovevo essere il primo uomo che violava la sua fica dopo molti anni in cui era stata trascurata, mi sentivo come se la stessi sverginando un’altra volta. Sentivo i suoi muscoli contrarsi attorno al mio cazzo, apprezzando ciò che per molto tempo le era mancato. Suppongo che per una donna del suo tipo e della sua età, e per giunta anche vedova, di occasioni non credo gliene siano presentate molte in questi anni. Aveva gli occhi chiusi, con la mano si toccava la fica ed il ventre riscaldato dal mio cazzo. Stavamo assaporando il momento ognuno in modo diverso. Io quasi non dovevo fare niente, lasciavo fare tutto a lei, sentivo i muscoli vaginale di Enrica, Enrica è il nome di mia suocera, stringere il mio cazzo. Quando inizia con i mio primo colpo di reni sentii un lamento, mi fermai e la guardai in faccia, lei aprì gi occhi e mi disse “Vai!” Ripresi lentamente guardandola in viso mentre il mio cazzo iniziava il suo dentro e fuori. Lei si mise a gemere sommessamente, sembravano gemiti di dolore, ma a mano a mano che il mio cazzo la scopava questi gemiti divennero sempre più sensuali. Incoraggiato da ciò cominciai a spingere sempre più forte e con ritmo sostenuto, così che i suoi lamenti crebbero sia in volume che in sensualità. Il mio cazzo ormai scivolava nella sua fica sempre più umida e lubrificata per tutta la sua lunghezza riempiendola completamente. Scopai mia suocera senza risparmiarmi, spingendo il mio cazzo fino in fondo, la sentivo tremare quando affondavo i mie colpi fino a toccarle l’utero. Lei stava mugolando di piacere sotto di me, accompagnando il suo desiderio di essere presa finalmente da un uomo. Comincia a scoparla a ritmo sempre più sostenuto facendole aumentare il piacere che potevo misurare con l’aumentare dei suoi gemiti, fino a quando si trasformarono in un isterico: “Vai, vai, vai!” scandito al ritmo dei movimenti del mio cazzo nel suo ventre. In quel momento non avevo certo bisogno di incoraggiamenti, ero eccitato dal suo viso, dai suoi occhi chiusi, dalla sua bocca vogliosa, dal suo corpo che fremeva sotto i miei colpi. Sentivo che era vicina all’orgasmo, avevo accelerato il ritmo spingendo più forte con veemenza, senza preoccuparmi se avessi potuto farle del male, lei vibrava di piacere ad ogni colpo. Le sue grida mi eccitavano, non avevo mai avuto a che fare con donne che esprimessero il loro piacere così apertamente e rumorosamente. Mia moglie è molto pudica durante l’atto sessuale, resta molto sulle sue, non si lascia molto andare, sua madre invece si esprime in mugoli e grida che denunciano apertamente il suo piacere e desiderio tanto che ti spingono a scoparla ancora con più voglia. Ero arrivato al punto che anche io stavo per godere, non riuscivo più a trattenermi. Esplosi in un potente orgasmo riversando nella sua vagina tutto il mio liquido caldo. Sentendosi inondata dalla mia sborra , mia suocera godette a sua volta accompagnando l’orgasmo da grugniti animaleschi, inarcando la schiena in modo da rendere ancora più forte il contatto dei nostri sessi. Esausti per la tensione dei nostri muscoli, ci abbandonammo l’uno sull’altra incapaci di qualsiasi altro gesto. Non so quanto tempo siamo rimasti così, fu lei la prima a rompere il silenzio sussurrandomi all’orecchio: “E’ stato molto bello!” Alzai la testa e la guardai negli occhi, muovendomi mi resi conto che il mio cazzo era ancora vagamente duro e ancora infilato nella sua fica. La guardai, lei mi sorrise con una certa benevolenza, la durezza e la sicumera erano spariti dalla sua faccia, aveva p
erso la sua arroganza prendendo una dose massiccia di cazzo. “Scommetto che non pensavi di scoparti tua suocera così presto?” Mi stuzzicò. Non sapevo cosa rispondere, era stata una cosa così improvvisa, inattesa. “Vero, ammetto che non pensavo proprio di farlo con te.” Dissi sorridendo stupidamente, era l’unica risposta che potevo dargli. “Io invece è un po’ che ci penso, prima ancora che morisse mio marito.” Mannaggia, io non so mai cosa rispondere ad una donna che mi dichiara la sua attrazione. “Mi sei piaciuto subito, fin dalla prima volta che ti ho visto con Mara.” Mara è mia moglie. “ Ho pensato che Mara fosse fortunata ad averti, ma se un giorno mi si fosse presentata l’occasione non avrei esitato a provarci.” A queste parole ebbi proprio l’impressione di essere vittima di un’imboscata, di essere caduto nella rete. “Sai, ho detto a Mara, “tuo marito mi piace”, ovviamente lei non mi ha creduto e soprattutto non avrebbe pensato che io potessi fare sesso con te. Ovviamente non gliel’ho mai detto, altrimenti cosa avrebbe pensato di sua mamma?” Quindi si mise a ridere, io la guardavo un po’ stralunato, non capivo cosa mi fosse successo. Mia suocera aveva ritrovato il suo sorriso ironico, io invece mi sentivo un po’ sciocco in quella posizione, ancora sopra di lei con il pisello dentro ancora pronto a cavalcarla. Lei mi guardava mentre aveva ripreso a massaggiarmi il cazzo con i suoi muscoli vaginali. Lo forza della gioventù ha fatto il resto, eccomi di nuovo rigido mentre sto penetrando di nuovo la fica dei mia suocera. Questa mia nuova situazione mi fa paura, come posso eccitarmi per questa donna matura, senza contare che è la mamma di mia moglie? Non ho la risposta, ma posso empiricamente costatare che i mio cazzo è duro. Dopo essere rimasti per molti minuti l’uno sull’altra mia suocera mi disse: “Ora cambiamo posizione.” Mi spostai di lato per dargli modo di muoversi e si mise a quattro zampe. “Scopami così, alla pecorina, voglio sentire meglio il tuo cazzo, si, l’ho sentito bene, ma ora voglio che mi scopi in questo modo, mi piace.” Così dicendo mi mostrò il suo culo allargando le cosce. Le calze scivolarono sulle sue gambe ed il reggicalze si tese per a posizione che aveva preso. La visione non era tra le più eccitanti, ma quando hai 27 anni ed un cazzo che funziona ci si eccita anche per molto meno. Le sue chiappe erano piccole ma di una rotondità e pienezza che mai mi sarei aspettato, cosa che mi eccitò ulteriormente. Le tolsi gli slip, in modo da avere il panorama completo del suo culo, afferrai le chiappe e gliele aprii. Il culo di mia suocera mi apparve in tutto il suo splendore, finalmente un bel culo per una donna della sua età. In effetti molta parte del suo sex-appeal stava nel suo culo. Per ovvi motivi non l’avevo mai vista così. Devo dire che mi piacevano un sacco quelle chiappette piccole ma rotonde. Il suo sfintere rosa ben evidente posizionato sopra la sua fica, sembrava mi facesse l’occhiolino. Appoggiai la cappella tra e labbra della sua fica, spinsi ed entrai senza difficoltà. Il mio cazzo entrò tutto finché il mio pube non toccò le sue chiappe, lei esclamò un “Oohh” di sorpresa, offrendo ancora di più la sua fica inarcando la schiena. Lentamente cominciai a scopare la sua fica ancora piena della mia sborra di prima. Il movimento la faceva colare lungo le cosce fino a fermarsi lungo il bordo delle calze. Mentre la pompavo vedevo la sua fica sbrodolare il mio sperma e pensavo a chi l’aveva inondata e riempita di sborra prima di me. Vedere come zampillava la mia sborra dalle sue chiappe mi stimolava a spingerglielo ancora più in fondo. Questa volta la stavo scopando con ancor più vigore, insensibile ai suoi mugolii e gridolini, in questa posizione la potevo penetrare più profondamente, ogni tanto qualche colpo un po’ più forte la faceva gridare da male, un piccolo delizioso male. Mi eccitavo a sentirla urlare di dolore, era il mo modo di ringraziarla ed ero anche vagamente felice di darle un po’ di sofferenza. Di fronte a noi c’era un armadio con delle grandi ante a specchi, tanto da poterci vedere mentre stavamo scopando. Lo spettacolo era delizioso, potevo vedere il culo di mia suocera mentre la scopavo e allo stesso tempo la tensione sul suo volto quando, spingendo più a fondo e, toccando l’utero, le facevo male. Stringeva le labbra e chiudeva gli occhi ad ogni colpo che le assestavo. Le persiane della camera erano aperte, attraverso le tende potevo vedere le luci della clinica, le camere delle pazienti ed anche la sala travaglio illuminata da luci al neon bluastre. Ero sorpreso dalla simmetria di quella situazione. In quel momento probabilmente c’era una donna che apriva le proprie gambe per consegnare al mondo una vita, e qui una che apriva le gambe per farsi mettere il seme. Essendo in menopausa, mia suocera non rischiava nulla, ma nella mia testa la situazione era quasi comica. Lei gemeva sempre più forte, dalla sua bocca usciva un lamento continuo, modulato dai colpi che le davo, segno che la cosa la gratificava. Lo spettacolo nello specchio mi faceva girare la testa dall’eccitazione. Io la pompavo sempre più forte e sempre più violentemente, il mio cazzo entrava ed usciva dalla sua fica pelosa, e per la terza volta nella serata il mio orgasmo fece vibrare il corpo di mia suocera, inondandola senza ritegno del mio sperma. La sborra colava giù per le sue cosce fino alle sue calze che si inumidivano del mio seme. Anche lei ebbe un orgasmo intenso, si irrigidì di colpo emettendo un grido animalesco cadenzato dalle sue contrazioni, quindi si rilassò e si sdraiò sul letto. Io rimasi fermo con il mio cazzo dentro di lei. Come prima rimanemmo l’uno dentro l’altra per diverso tempo senza dire niente. La sentivo affaticata per la lunga scopata che fin’ora si era concessa. A poco a poco il suo respiro divenne regolare. Lentamente uscii da lei, e mi sdraia al suo fianco. Lei dormiva stanca per la fatica e per l’alcool che aveva dovuto ingurgitare per avere il coraggio di offrirsi al suo genero. La guardai, Enrica non era più una ragazza ed in quel momento accusava la fatica. Il suo trucco non era più quello perfetto di qualche ora prima, il mio sperma le scendeva lungo le cosce fino alle calze. Dormiva profondamente ma con un’espressione che lasciava intravedere un senso di soddisfazione e compiacimento. Uscii silenziosamente e raggiunsi la mia camera, anche io avevo bisogno di riposo.

Mia suocera è una porca | Racconto incesti di Melody21

Mai avrei immaginato… Eppure, mia suocera Cristina, 50 anni e un fisico allenato con un seno non indifferente (almeno una quarta) è un sedere pieno, si era concessa a me. Ma partiamo dallinizio… Io sono Maurizio, 30 anni, gestisco un negozio di elettronica e sono sposato da due anni con Lara, una 28enne piena di energie che insegna zumba nella palestra vicino Casa. Suo padre morì quando lei aveva solo 5 anni in un incidente dauto, e Cristina non si era più risposata. Quel giorno venne in negozio, aveva problemi con il cellulare, una stupidaggine che sistemai subito… Aveva un abitino blu, forse un po corto e con uno scollo un pò troppo profondo per la sua età, una zeppa molto alta e i capelli legati in una coda ordinata. ho finito Cristina, dovrebbe funzionare ora

Angelina, suocera santa ma… | Racconto incesti di Amarcord 71

Angelina Angelina, 66 anni, malinconica annoiata, sempre con quel sguardo serio ma dolce, da sei anni sei vedova, vivi da sola, e passi le giornate tutte uguali senza mai un exploit che ti dia una botta di vita, non avresti mai pensato che potesse succedere, non avresti mai creduto che potesse succedere proprio a te una cosa del genere, a 66anni, e poi, il tuo fisico, con quel culone e la pancia prominente e due tettone ormai quasi cadenti, le rughe sul tuo viso che di giorno in giorno aumentano facendoti ricordare che il tempo ti sta consumando, ti senti vecchi, una donna che ormai non ha più nulla di seducente, ti vesti quasi esclusivamente con tute ginniche fucsia viola o rosa, perchè i vestiti neri da donna anziana non ti sono mai piaciuti li hai sempre odiati, porti ancora un intimo che non siano le solite mutande bianche a volte con un po di pizzo, ma per chi lo porti, non hai un uomo da sedure, e comunque ne sei in grado, non ti passa nemmeno per la testa largomento del sesso, hai avuto un uomo classico, ti ha scopato si, ma mai nulla di fantasioso, sai benissimo che ci sono migliaiai di modi per godere e dentro di te nascondi i tuoi segreti inconfessabili, quelle notti che dormivi sola perchè lui era al lavoro, le tue mani, pudiche che toccavano la tua passera pelosa, li nel letto matrimoniale, al buoio perchè ti vergognavi, in silenzio per non svegliare i tuoi figli, le tue dita dentro di te e tu godevi del peccato della masturbazione…poi gli anni sono passati, tu sei invecchiata e non oseresti mai a commettere cose del genere, sei vecchia da rottamare, non sei più attraente, a parte quel pomeriggio di un anno fa, non avresti mai creduto possibile una cosa del genere, non avresti mai pensato che io, tuo genero, ti trovavo attraente, riuscivo a vedere che sotto tutto quel pessimismo che ti eri nascosta cera ancora tanto da dare e da ricevere, non avresti mai creduto che in un solo pomeriggio sei passata da santa a puttana e il bello è….che non ne puoi più fare a meno.

Le impellenti e gradevoli esigenge di mio genero | Racconto incesti di Mariasuocera

Io sono Maria, una donna di 55 anni di bella presenza. Certamente non posso dire di essere una ragazzina o una 40enne rampante ma, altrettanto certamente, posso dire che faccio ancora la mia bella figura. Tutto sommato sono ancora attraente essendo snella e con un bel corpo. Prima del fattaccio, che sarà oggetto del mio racconto, non avevo mai tradito mio marito, anche se, da una decina di anni, il sesso tra noi è proprio al lumicino. Non mi sono mancate nemmeno le occasioni, ma il nostro, insomma, è un paesino di appena 1000 abitanti. Nella mia stessa situazione era ed è una mia intima amica; anche i nostri mariti sono amici, amici di quelli che si spartiscono il sonno. Capirete quindi la confidenza tra di noi e le confidenze che ci siamo sempre fatte. E fu così che 3 anni fa, messe da parte dai nostri rispettivi mariti ma vogliose, ci siamo messe a lesbicare tra noi. E stata e continua ad essere unesperienza fantastica. Non sono quindi una santa senza peccati ma tutto avrei potuto immaginare tranne quello che è accaduto recentemente. Mia figlia, 26 anni, è stata assunta da un ente. Prima di essere immessa in servizio, fortunatamente nella stessa città capoluogo di provincia, a pochi km dal paesino dove vivo io, dove vive lei con Beppe, suo marito, e la bambina di appena 5 mesi, avrebbe dovuto frequentare un corso di formazione previsto e organizzato dallo stesso ente nella sede regionale distante poco meno di 150 km. Una follia viaggiare giornalmente per cui, avendo fra laltro tutto spesato, sarebbe rientrata venerdì pomeriggio e sarebbe ripartita domenica pomeriggio. Quindi ho dovuto trasferirmi a casa loro per accudire la nipotina che, fortunatamente, aveva iniziato lo svezzamento. Mio marito sarebbe venuto di tanto in tanto, soprattutto la mattina e per il pranzo. Con mio genero non ho avuto mai problemi: bel ragazzo 29enne, educato, rispettoso e con il quale vado perfettamente daccordo. La prima settimana tutto normale. Io dormivo nella stanzetta naturalmente con la culletta della nipotina accanto. Il mercoledì della seconda settimana, dopo pranzo, dopo che mio marito era andato via e la bambina dormiva, ero seduta in poltrona a seguire la tv. Improvvisamente vedo arrivare velocemente, nella mia direzione, mio genero tenendosi con la mano sinistra lelastico della tuta e la mano destra dentro, sul cazzo. Che ha? mi sono chiesta. Mi dice di scusarlo ma che non resiste più. Quindi mi raggiunge e tira fuori un cazzo che, ancora mezzo moscio, è più grosso di quello di mio marito. Resto sbalordita sia del cazzo che del suo comportamento. Mi chiama suocera, come quando scherziamo e quando mi sfotte e dice che non ci può fare niente e che non ce la fa più e siccome Loredana, mia figlia nonché sua moglie, non cè a chi deve rivolgersi? Chi la deve sostituire? Gli dico di coprirsi subito e che non si deve neanche permettere di pensare una porcheria del genere. Cerco di spingerlo indietro e di alzarmi ma tenendomi dalla nuca mi tiene ferma e mi sbatte quel coso sulle guance e sul muso. Sono fuori di me ma quel coso ha un buon odore e sentirmelo sbattere sul muso non mi è indifferente. Intanto è già duro e non appena cerco di parlare mi ritrovo la cappella in bocca. Non mi trovavo in una situazione del genere, con un cazzo in bocca, non so più da quanti anni. Con mio marito non lo faccio più, né con nessun altro. Mi diletto con la fica e il clitoride della mia amica ma ritrovarmi con un bel cazzone in bocca è tutta unaltra cosa. Che sensazioni! Dimentico pure che si tratta del cazzo del marito di mia figlia, di mio genero che, per letà che ha, potrebbe essere pure lui mio figlio. Non so cosa mi succede ma prendo a giocare con quella cappella calda, grossa e gustosa. Lui geme e va più dentro nella mia bocca. Porto su le mani, con la destra lo prendo e con la sinistra vado sulle sue palle gonfie; quindi prendo a spompinarlo. Che bello! Avevo dimenticato cosa si provasse con un cazzo in bocca. Geme, mi dice che sono brava, che gli piace e prende a muoversi come se mi scopasse nella passera. Mio marito nella mia bocca non laveva mai fatto. Mi scopa sempre più velocemente fino a quando capisco che sta per venire. Non me lo tira fuori e il suo sperma mi fa quasi affogare. Però! Che gusto! Avevo dimenticato il gusto dello sperma. Prende il fazzoletto dalla tasca, me lo tira fuori e si pulisce. Anchio cerco qualcosa per pulirmi e corro in bagno. Quando esco io, entra lui. Siamo entrambi mortificati e non ci guardiamo nemmeno. Sento che sta facendo la doccia. Dopo mi chiede per la cena ed esce per comprare qualcosa. Penso a quello che è successo e non ho nemmeno il coraggio di guardarmi allo specchio. Figuratevi quando telefona mia figlia: è come se mi vedesse o come se capisse dalla mia voce, tanto che mi chiede il perché del mio balbettio. Non me ne ero accorta. Meno male che qualche minuto dopo si sveglia la mia adorata nipotina e mi distraggo. Quando rincasa mi elenca quello che ha comprato e si mette a giocare con sua figlia. Io faccio la doccia e, come le altre sere, con i riscaldamenti sto leggera: pigiama e vestaglietta. Mentre do la poppata alla bimba lui si cambia: sotto tuta e maglietta. La bimba si addormenta e preparo. Ceniamo mentre seguiamo il tg. Muti; non parla nessuno. Certi momenti mi sembra pentito; io mi vergogno di stare seduta al suo fianco. Dopo cena io riordino e seguo un film. Lui si trasferisce per seguire, sullaltra tv, la campagna referendaria sulla riforma costituzionale. Alle 11,00, dopo la poppata alla bimba, gli auguro la buonanotte e gli dico che vado a letto. Dopo una decina di minuti va a letto pure lui. Le camere da letto sono vicine, in fondo al corridoio proprio di fronte e, come le altre sere, lasciamo le porte aperte per ogni evenienza. La luce del suo comodino però resta accesa ed ad un tratto, come quando mi sfotte o scherza, chiama: Suocera? Cosa cè? Mi dispiace Acqua passata. Non ci pensare più Si, va bene. Però mi dispiace per te perché non hai goduto Non ho bisogno. Non ho le tue esigenze urgenti. Sono nervosa e visto che siamo in argomento voglio dirgliene di santa ragione. Quindi mi alzo e mi fermo proprio davanti alla porta appoggiandomi con la spalla sul battente e incrociando le braccia. Evidentemente questo mio comportamento è interpretato in modo completamente opposto alle mie reali intenzioni. Mi pento di essermi alzata. Infatti si scopre, tira giù pigiama e slip e mostra il suo cazzo mezzo moscio. Gli dico che si era già permesso una volta e che non si deve permettere più. Per tutta risposta lo impugna e prende a segarsi lentamente. Solo lì impalata a guardare e deglutendo. Non so nemmeno come richiamarlo che lui mi ripete che è dispiaciuto per me perché non avevo goduto. Non mi è indifferente quella scena e non so cosa mi prende. Mi dice che mia figlia in questi casi prima se lo mette fra le tette e poi in bocca. Sto per dirgli che è un porco e invece gli dico che le mie tette non sono grosse e sode come quelle di mia figlia. Non so che espressione ha il mio viso, ma se traspare tutta le mia voglia non sto facendo proprio una bella figura. Altro che riprenderlo! Il suo cazzo è duro e lo lascia libero. Svetta dritto. Non è meno di 22-23 cm e il mio sguardo è fisso lì. Mi dice di fargliele vedere ed è sicuro che sono bone come quelle di mia figlia. Mi sento una stupida e senza rendermene conto lo raggiungo, mi fa spazio spostandosi e mi seggo sul bordo del letto. Me ne ero resa conto in bocca ma adesso, ammirandolo con tutta tranquillità, mi rendo conto che è veramente grosso. Lo impugno e lo sego piano; subito la sua mano destra è sulla mia tetta sinistra. Sono in pigiama e non ho reggiseno; il mio capezzolo è subito turgido e me lo stuzzica stringendolo fra il pollice e lindice. Purtroppo gemo e va a sfilarmi il sopra pigiama. Non mi rendo nemmeno conto: lascio per un attimo il cazzo e sono io stessa a sfilarmelo del tutto. Sono con le tette al vento davanti s mio genero il quale, palpandole, suscitando la mia libidine, mi dice che sono stupende. Intanto riprendo a segarlo dicendogli come possono piacergli le mie tet
te abituato con quelle di mia figlia. Mi toglie la mano dal cazzo e mi dice che se continuo così lo faccio venire presto. Si alza, si libera di tutto quello che indossa restando nudo, allarga le gambe quasi a cavallo sulle mie cosce e me lo pianta fra le tette. Lo tengo stretto, si muove lentamente e me lo fa sbattere sul mento. Da lì a prenderlo in bocca e spompinarlo non ci vuole niente. Mi sento ringiovanire; mi dice di come sono brava e geme; il sangue mi bolle dentro e penso a quanto sia fortunata mia figlia ad avere un cazzo così sempre a disposizione. Me lo sfila dalla bocca, mi fa alzare e si siede lui. Prende a leccarmi le tette e a mordermi i capezzoli. Va giù lentamente con la lingua abbassandomi pure il sotto del pigiama e le mutandine. Si sofferma sul ventre, poi fra la peluria e, palpandomi il culo, ancora giù. Per istinto allargo le cosce e sento la sua lingua fra le cosce e la lambirmi il clitoride. Impazzisco e sussurro un lungo siiii. Si alza pure lui; mi stuzzica il clitoride con la mano; io impugno il suo cazzo e sento la sua lingua fra le labbra; laccolgo nella mia bocca vogliosa succhiandola e intrecciando la mia. Presa dalla lussuria e dalla voglia di gustarmi il suo cazzo dimentico pure che si tratta di mio genero, il marito di mia figlia. Me lo fa ricordare lui quando, sdraiandosi supino, mi porta su a cavalcarlo. Sono su; mi strofino la fica sulle sue palle e sul suo cazzone ansimando e poi, io stessa, mi sollevo sulle ginocchia, me lo punto, vado giù e me lo sento penetrare. Mi dice: Ora capisco perché mia moglie è così troia, assomiglia a sua mamma! Lo guardo; mi sento completamente infilzata e sento piaceri e sensazioni che avevo dimenticato. Grido perché è troppo bello. Lo cavalco muovendomi su e giù e avanti e indietro mentre lui mi tortura le tette. Subito ho un orgasmo godendo come avevo dimenticato che si potesse godere. Mi butto giù e le nostre lingue si intrecciano in un turbinio di passione, di libidine e di lussuria. Quel porco che è mi incita dicendomi pure che ho le cosce bone e una fica che ci potrebbe entrare un tir. Non finisco di godere; mi rialzo e mi gusto il suo cazzone roteando il bacino. il suo cazzone tutto dentro di me, non so come potesse entrare tutto, è come una barra di ferro incandescente che scava e allarga sempre più le pareti della mia vagina. Orgasmi su orgasmi e più ne ho più aumento il ritmo del mio bacino che roteando faccio arrivare quel porco benedetto di mio genero a non resistere più. Suocera troiaaaa grida. Mi sento inondare la vagina da un fiume bollente di sborra che mi fa prolungare ancora di qualche minuto il mio già infinito orgasmo. Senza nemmeno sfilarmi il cazzo, ancora duro, dalla fica, mi fa rotolare e lui insieme a me, ritrovandomi supina con le ginocchia su e lui che prende a pomparmi furiosamente. Le nostre bocche e le nostre lingue non hanno un attimo di tregua. Ho solo lopportunità, labbra contro labbra, di dirgli: Così mi sfondi tutta. Mi puoi fare maleeeee La troia che sei! Stai godendo come una cagna. Vero troia? Ti piace fare la troia col marito di tua figlia? Siiiii grido allargando ancora le cosce, sentendo il suo cazzone fin dentro lo stomaco e le sue palle che sbattono violentemente, prepotentemente e rumorosamente sul mio culo. E qualcosa di irreale: se non fosse per il piacere e il grande godimento penserei che si trattasse di un sogno. Ancor di più quando passa le braccia sotto le mie cosce portandole su e sollevandomi pure il bacino. Sono ripiegata su me stessa ad angolo strettamente acuto con i piedi ai lati delle nostre teste e lui a sconquassarmi a più non posso. A parte il fatto che proprio così mio marito non mi aveva mai scopata, sono meravigliata della mia condizione fisica ed atletica. Più mi sente gridare di piacere e più mi sconquassa con colpi che non avevo mai incassato in vita mia. Dopo il mio ennesimo orgasmo mi sfila il cazzo dalla fica e, tenendomi sempre nella stessa posizione, dicendomi anzi di tenermi io le gambe, scende giù e prende a leccarmi. Mi dice che ho la fica tutta aperta. Gogo e sono curiosa. Sollevo la testa nel tentativo di guardare. Riesco a vedere la sua linguaccia che gioca sul mio clitoride, che mi va dentro e poi viceversa. Mi fa impazzire. Ancora di più quando prende a leccarmi pure il culo facendomi sentire la punta della lingua che cerca di forzare lano. Mi piace. Che ci posso fare? Penso dicendo a me stessa: te lo immagini se mi vuole sfondare il culo? Non è che sarebbe la prima volta e che il mio culo fosse vergine, ma saranno una decina di anni che mio marito non lo usa più. Mentre ne sento la voglia penso pure come potrebbe il suo cazzone entrarci visto le dimensioni e la lunga inattività del mio ano. Sicuramente, penso, sarebbe terrificante. Non lo è. E come se leggesse nella mia mente la mia voglia e i miei pensieri. Si mette in ginocchio accovacciato sulle gambe e il mio bacino leggermente sulle sue cosce. Me lo sbatte sulla fica e poi giù a stuzzicarmi lano. Gli dico, mentendo, di no perché non lho mai fatto, di non scherzare con le cose serie e che non mi va. Mi dice che il mio culo è bello appetitoso e che mi vuole fare vedere come incula quella troia di mia figlia. Forza. Allinizio pensavo peggio, ma non appena pian piano va dentro mi sento lacerare tutta e gli intimo di uscire. Puttana che sono! Subito diventa bello e lui, nel frattempo mi dice tante di quelle parolacce. Prende pure a torturarmi la fica con le mani. Appena mi sente ansimare prende a fare avanti e indietro facendomi sentire il suo cazzone nel più profondo delle mie viscere. Gli dico di si, che mi piace. Godo e lui mi sborra dentro. Sento lintestino in fiamme e perdo la ragione. Lo tiro su di me ed è con tutto il suo peso dentro il mio culo con me, praticamente, piegata in due. Poi ci addormentiamo. E cosi per tutta la durata del corso di mia figlia. Quando lei torna, il venerdì pomeriggio, io vado a casa mia. Non vedo lora che arrivi la domenica pomeriggio, quando lei riparte ed io torno a fare la nonnina con la bambina e la troia con mio genero.

Mia suocera è una porca | Racconto incesti di Melody21

Mai avrei immaginato… Eppure, mia suocera Cristina, 50 anni e un fisico allenato con un seno non indifferente (almeno una quarta) è un sedere pieno, si era concessa a me. Ma partiamo dallinizio… Io sono Maurizio, 30 anni, gestisco un negozio di elettronica e sono sposato da due anni con Lara, una 28enne piena di energie che insegna zumba nella palestra vicino Casa. Suo padre morì quando lei aveva solo 5 anni in un incidente dauto, e Cristina non si era più risposata. Quel giorno venne in negozio, aveva problemi con il cellulare, una stupidaggine che sistemai subito… Aveva un abitino blu, forse un po corto e con uno scollo un pò troppo profondo per la sua età, una zeppa molto alta e i capelli legati in una coda ordinata. ho finito Cristina, dovrebbe funzionare ora

Un ospite molto gradito. | Racconto tradimenti di pennabianca.

Mi chiamo Paolo, ho ventinove anni, sono alto uno e settanta cinque, fisico snello occhi, e capelli scuri. Mi reputo una persona normale, lavoro come impiegato in una banca, sita a pochi minuti di strada da casa mia. Sono sposato da sette anni con Claudia, che ha la mia stessa età. Lei è una bella donna. Alta uno e settanta, con un fisico snello e armonioso. Tette sode, una quarta bella abbondante, un culo semplicemente perfetto. I capelli sono lunghi, ricci dorati, le labbra carnose, e invitati, due occhi verdi, da far girare la testa. Lavora come impiegata in una agenzia di assicurazioni. Anche lei come me, deve fare è pochissima strada, per andare al lavoro. La mattina usciamo insieme, e quando siamo giunti davanti al mio luogo di lavoro, lei deve solo attraversare la strada. A pranzo troviamo più conveniente, andare sempre insieme ad una tavola calda, posta nella via dietro il suo ufficio. Lei con le sue tre colleghe, io con i miei, ci troviamo, spesso a mangiare, scherzare con loro, che a detta di tutti, sono quattro belle femmine. Non sono geloso dei commenti anche allusivi, a volte pesanti, che sento nei loro confronti, in particolare su di lei. Ha volte ci ripenso, mi eccito, al pensiero che la desiderano in molti, ma poi alla fine, resta il fatto che io me la scopo. Il nostro appartamento, lo ha ereditato lei, dai suoi genitori. È situato al quarto piano di un grande palazzo, nella zona alta della città vecchia. È costituito da due camere matrimoniali, con ognuna annesso il bagno, una cameretta, una ampia cucina, un salone. In pratica è un rettangolo di duecento metri quadri, di cui quaranta, è costituito da un ampio terrazzo, da cui si accede, sia dal salone, che dalle grandi finestre delle camere matrimoniali, posti ai lati. Quando ho conosciuto Claudia, vi abitava solo con sua madre, il padre era deceduto quattro anni prima. Maria mia suocera, lavorava in conservatorio, che è a due minuti da casa nostra. Avendo delle camere in più, le affittava ai professori che venivano ad insegnare musica da fuori sede. Gli ultimi due anni della sua vita, le affittava, esclusivamente a due professoresse molto simpatiche, la professoressa Velia, e la professoressa Cecilia. Lo scorso anno sono andate, prima una, e poi l’altra, in pensione. Noi non eravamo più interessati ad affittare ancora le camere, in quanto non ne avevamo un reale bisogno. Quando se ne andata la signora Cecilia, prima di lasciare la camera, ci ha fatto una particolare richiesta.

Confessioni di una moglie devota(lamante di mio suocero) | Racconto tradimenti di Maramogliedevota

Ero sposata da circa 10 anni,avevo sempre tradito mio marito con uomini molto più grandi di me(magari prossimamente racconto qualcosa),sono la mia passione,da sempre sono attratta da possenti ultra sessantenni,fin da adolescente i miei pensieri sono stati per loro.Nei primi anni di fidanzamento e poi di matrimonio non ho mai pensato a lui da quel punto di vista,troppo giovane per i miei gusti,ma con lo scorrere del tempo la prospettiva era cambiata…era cambiato il mio comportamento,ora ero molto più premurosa con lui,andavamo più spesso a pranzo da loro e loro da noi,non vedevo lora.Le mie scollature erano più generose le mie cosce più scoperte,non perdevo occasione di sedermi davanti a lui e mostrargli le mie cosce,i pizzi delle mie autoreggenti,i miei seni nel porgergli il caffè…inutile dire il vecchio apprezzava…avevo persino iniziato ad annusare le sue mutande usate,quando andavo in bagno da loro,le prendevo dal cesto dei panni da lavare e assaporavo lodore del suo uccello e me le strofinavo sulla mia patatina grondante e vogliosa di lui.Di più non potevo osare,aspettavo cenni da lui che oltre agli sguardi desiderosi non arrivavano.Allimprovviso come un fulmine a ciel sereno mia suocera se ne andò,con molto rammarico ma fu una occasione per me.Mi proposi di farlo venire a vivere da noi,non abbiamo figli e io non lavoro,ma niente,allora mi proposi che sarei andata tre volte alla settimana a sistemargli casa fare il bucato ecc…nei giorni in cui lo trovavo in casa ero sempre più nuda e sempre più in mostra,ero sempre a pecorina a fare qualcosa a sbattergli il culo in faccia,mi guardava lo sapevo,il suo cazzo era duro si vedeva dai pantaloni…quando non cera,ed è successo solo i primi tempi perché poi il porco non si muoveva più di casa quando cero io,mi masturbavo selvaggiamente odorando tutto ciò che sapeva di lui.Ormai era nellaria dovesse succedere,presi la palla al balzo o meglio le palle al balzo ahah quando dovevo pulire sopra gli armadi…gli dissi andandomenevenerdì devo pulire sopra gli armadi Franco ti ci trovo in casa?mi dovresti tenere lo scaleoe lui mmm certo che sarò qui,sai Mara che rimanga fra noi devo confessarti che averti per casa,guardarti mentre fai le pulizie con questi vestitini non mi fraintendere ma è un bel vedere …Francoesclamai iofigurati non ti preoccuparechiusi la porta dietro di me,il cuore mi scoppiava e la mia fica pulsava e sbavava.È venerdì vado da lui,è giugno fa caldo,indosso un vestitino nero che ovviamente è giro passera,entro gli do il buongiorno,lui sorride e mi squadra,gli faccio beh volevi vedere bene no?e sculettando vado in cucina,gli passo accanto lo sento sussurraremmmm Mara..faccio il caffè per tutti e due lui si siede e accende una sigaretta,gliela sfilo di bocca toccandogli le labbra con lindice e con il culo ritto ed ondeggiante vado in terrazza a fumarla appoggiandomi al muro sempre con il culo in bellavista da lui…rientro,vado un attimo in bagno,porta lo scaleo in camera tua iniziamo da lì,lui sta al gioco,in bagno mi tolgo il perizoma e vado in camera…lui mi aspetta accanto allo scaleo in posizione,vado per salire lui mi cinge da dietro e si avventa sul mio collo,sento il suo cazzo duro mi ci sdruscio un pò ansimando,poi lo scrolloFranco sono qui per pulire,sera detto guardaree salgo….allargo le cosce,mi sporgo sullarmadio,mi alzo il vestitovedi bene così?…oh Mara che bella ficacon le mani mi allarga il culo,non possiamo Franco che fai?fintamente dico io,sale e comincia a leccarmi sapientemente la fica e il buco del culo,quella barbetta incolta che mi ci sdruscia mi fa morire…quello che vuoi anche te troia…godo,mi sento sporca dentro,troia nellanima,faccio sesso con mio suocero,maturo,possente,panciuto,peloso…mi tira giù dallo scaleo,mi prende in collo,fra quelle braccia e mani forti e callose,lo abbraccio lo bacio avidamente,le lingue si intrecciano,la sua saliva mi pervade la bocca mi piace….lo mordicchio sulle labbra lo lecco fino alle guance,lui fa lo stesso con me…leccami tutta Franco tutta,dalla testa ai piedi…mi lancia sul letto mi spoglio tutta,lui fa uguale e subito è sopra di me,la sua mole quasi mi soffoca,mi avvinghio a lui,continuiamo a leccarci il viso,sento il suo cazzo duro che preme sulla mia passera..poi come gli avevo chiesto mi lecca tutta,scende sui seni la pancia la fica e giù ancora morde linterno delle mie cosce arriva ai piedini li odora li lecca…mi tiro su,lui è in ginocchio gli prendo il cazzo in manovoglio succhiartelo…si sdraia e comincio,con una mano lo sego con laltra gli tocco le palle,guardandolo negli occhi comincio a succhiarloti piace la tua nuorettina troiami prende per le guancesi troia succhialo…continuo a succhiarlo passo lungo lasta lecco anche i coglioni,poi continuando a tenerlo in mano comincio a salire,mordo lecco e odoro la sua panciona pelosa,il petto,il collo la vuoi la fica Franco?sono anni che ti voglio dare la fica,prendila,prendimi..mi impalo su di lui,mi afferra per il collo con una mano con laltra mi schiaffeggia due,tre volte poi mi afferra i capelli e mi spinge verso la sua verga…ogni spinta,potente,un gemito così così cosìcaccio un urlo e lorgasmo più intenso che abbia mai provato mi intontisce…mi fermo su di lui,mi stringe forte a sezitta troia ci sentonomi afferra ancora per i capelli mi rigira…ora è di nuovo sopra a me le mie cosce lo fasciano,comincia a spingere con forzascopami così Franco scopami mi trapana con una veemenza incredibile…riempimi di sborra ti pregolo incito io,unaltro orgasmo mio e poi viene inondandomi le viscere di calda sborra…sono sotto di lui,lo stringo,sto quasi soffocando ma voglio rimanga così,lo sento ammosciarsi dentro me,sono appagata,due orgasmi il primo da svenimento e la sua sborra che mi cola lungo le chiappe…come ti fa sentire troia una cosa del genere,mi ha scopata due anni,tre volte a settimana in ogni angolo di quella casa,ero la sua troia,mi usava a piacimento,gli ho dato il culo,ho ingoiato la sua sborra….non dico di averlo amato,ma in quel periodo mi sentivo e sono stata totalmente sua….

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