Adele | Racconto incesti di Simone27

La sto osservando, da dietro, un culo che parla, ha 38 anni, alta 170 cm, un seno tra la seconda e la terza, in casa non bada molto a come si veste, non le importa se si mette in mostra, a volte penso che lo faccia di proposito, ora si gira e mi sorride con i suoi splendidi occhi verdi e quella bocca carnosa. Ha i capelli legati a coda alta, ma una ciocca ribelle le cade sul viso e lei lallontana con uno sbuffo.

La più bella scopata | Racconto incesti di Ivan10

Fino da bambino somigliavo più a mia madre, timida e riservata, che a mio padre, esuberante e socievole. Mentre lui stava con le sue compagnie oppure preferiva quella di mia sorella, di qualche anno più grande di me e molto simile a lui, io preferivo stare con mia madre, alla quale mi stringevo e sulle cui ginocchia stavo ad ogni ora del giorno. Poi arrivò la pubertà e letà degli amori, e su quel versante mia sorella somigliava fin troppo a mio padre. Non ricordo di averla mai vista più di una volta con lo stesso fidanzato, ma ricordo che già al primo appuntamento, quando io fingevo di dormire, lei finiva per farsi sbattere sul suo letto e farsi strofinare fino al culmine. Questa sua attività notturna cominciò a solleticare il mio immaginario. Non tanto con lei, con cui nn andavo daccordo e che nn mi piaceva sebbene fosse molto bella ed ambita da tutti i maschi, quanto nei confronti di mia mamma, vera grande figura positiva della mia vita. Un giorno mentre le stavo abbracciato sbirciavo le sue bellissime gambe da sotto le braccia, così mi assalì il desiderio di toccarle per sentirne la consistenza. Feci cadere casualmente la mano su quella bella coscia, e lì la lasciai, ferma immobile. Da parte di lei nn ci fu nessuna reazione, ma continuava a occuparsi dei fatti suoi. Io allora dopo qualche minuto feci scorrere la mano verso il bacino. Ancora nulla. Sarà che da un ragazzino di 12 anni nn ci si aspetta tanto ardore, ma fu che la mia mano arrivò dritta alla sua zona pubica, e una volta identificata la patatina si fermò. Mia madre a quel punto tolse il mio arto, ma sempre senza dire nulla nè commentare. Io la rimisi e lei la tolse nuovamente. Alla fine, quando il gioco diventò stucchevole, mi chiese se volevo davvero toccare. Con lo sguardo più innocente possibile le dissi di sì, anche se di innocenza ce nera poca. fai quello che ti piacerebbe mi disse allora guardandomi coi suoi dolci occhi. Incredulo tuffai nuovamente le mani tra le sue cosce e in poco tempo stavo strofinandole la figa attraverso calze e slip. Ehi! Piano sbottò sorridendo. Se nn fossi stato tanto piccolo di certo nn mi avrebbe lasciato fare. Da quel giorno però, il mio palpeggiamento diventò una abitudine, e anzi un rito, a cui mia madre nemmeno faceva più caso, convinta si trattasse di atteggiamento infantile, come volere la mammella o il biberon da succhiare. Fu con larrivo dellEstate, che senza la barriera dei collant la mia mano si introdusse sotto gli slip, sempre col beneplacito di mia madre, che continuava a considerarlo un gioco di bimbo. Magari da nn contraddire troppo, per nn renderlo infelice. Non capivo se le piaceva e in quale modo, ma io dovevo solo fare attenzione a nn farle male con le dita, poi tutto il resto mi era concesso. Non sapevo bene fin dove mi ero spinto, ma potevo solo verificare una volta solo se il dito odorava di pipì o di pupù, se era quindi stato in culo o in fica. Poi crebbi, e tutto questo nn mi bastava più. Cominciavo a scoprire il sesso con le amiche, e francamente avrei voluto avere altrettanto da mia madre, vero figone del mio immaginario sin da piccolo. Ormai la desideravo e dedicavo tutto il mio tempo a pensare come averla, senza provocare traumi nè drammi. Solo gigantesche seghe spiandola in ogni dove. Non fosse stato per la poca attenzione che mio padre le degnava, per dedicarsi ai suoi amori prezzolati, nn sarebbe mai successo quel che successe una sera, quando sorella e padre erano fuori, in una delle troppe volte che la lasciavano sola, anche per la notte intera. Mentre stava seduta sul suo letto, rivolta verso la testata e verso labat jour a leggere, mi avvicinai e la abbracciai da dietro. Mi fece un dolce sorriso e mi carezzò le mani. Io allora le insinuai sotto la sua camicetta, e lei sempre sorridendo mi guardò con sguardo interrogativo, ma lasciò fare. O sei ingenua, o nn credi possa farlo, oppure sei come tua figlia pensai. La mia mano andò oltre, e raggiunse i sodi e perfetti seni, accarezzandoli come fa un amante e nn un figlio. Lei si levò dalla lettura e trattenne per un secondo il respiro con lo sguardo perso nel vuoto, io mi fermai e lei reclinò nuovamente il capo sul libro. Io sempre afferrando il suo seno, tentai il tutto per tutto portando laltra mano ai glutei, cominciando a carezzarli esplicitamente con intenzione. Mia madre pose la sua mano sulla mia, sempre continuando nel suo silenzio, e allora io trasferii la mano dal seno allinterno delle cosce, spingendola giù sino al suo sesso. Fu una esplosione, lei si voltò di scatto, mi fissò nello sguardo e mi diede un bacio in bocca. Io ricambiai con maggior foga e lei allora si lasciò andare. La baciai intensamente a bocca aperta, lei corrispose. Le mie mani viaggiavano velocemente sul suo corpo fino a spogliarla. Lei fece lo stesso con me. Senza capire come sucesse, ci ritrovammo entrambi nudi e stesi sul letto, ed io ero fiero di mostrare a mia madre la grande mazza di cui mi aveva fornito, felice di fargliela provare. fammi tua ebbe solo la presenza di dirmi. Ed aprì quelle splendide cosce per accogliermi. Io strofinai sul suo sesso il mio attrezzo già grosso e turgido, e la sentii bagnarsi. La fissavo nei suoi begli occhi, e lei fissava me mentre facevo andare il mio cazzo lentamente ma senza soste dentro di lei. Ansimava sotto i miei colpi e dava sbuffi di piacere sincronizzati col mio movimento pelvico. Mi dava infinito piacere saperla mia e mi faceva impazzire che le piacesse. Lo avessi fatto prima!! Passammo tanto tempo in quella maniera, io godendo di lei e del suo corpo, lei stringendomi e abbracciandomi, baciandomi ed incoraggiandomi a spingere di più. Sentivo il mio grosso pene esattamente dentro di lei, e sentivo il suo corpo rispondere. Dovevo fare solo attenzione a nn venirle dentro, sebbene lei mi cingesse con le gambe intorno al corpo. Quando fu il momento, la girai dolcemente sulla schiena, le infilai due dita nel culo e ci introdussi il mio pene, la penetrai ripetutamente e freneticamente per qualche minuto e poi lo estrassi, anche causandole una piccola fitta, che manifestò con un leggero gemito, e le sborrai sulla schiena, a completare quello straordiario amplesso. Finito di venire ci lasciammo andare uno a fianco allaltra, mi strinsi al suo bellissimo corpo, lei strinse me e mi carezzò con un sentimento misto fra materno e di amante. Avevamo cominciato una meravigliosa storia damore e si sesso che nn sarebbe finita tanto presto.

La mia dolce ragazza scopata da un vecchio bastardo | Racconto tradimenti di Identita cancellata

Questa purtroppo e una cosa realmente accaduta, che ancora oggi non riesco a dimenticare.Erika la mi ragazza aveva da poco terminato il liceo e per lestate si era trovata un lavoro come badante. Ogni pomeriggio per 4 ore assisteva un anziano signore di 70anni. Erika al tempo ne aveva 19 quindi 51 di meno. Erika era una delle ragazze piu belle del liceo con un culetto tondo a mandolino che lei metteva in risalto portando jeans sempre attillati oh minigonne da togliere il fiato. Non cera uomo che quando la incrociava non si girasse a guardarla. Il suo viso poi era dolcissimo alla pari del suo carattere. ….Io le volevo un bene pazzesco e diventai presto gelosissimo. Un pomeriggio che avevo libero andai a trovarla sul posto di lavoro cioe a casa del vecchio il quale a prima impressione mi parve placido e innocuo. Con il passare del tempo xo Erika mi raccontava che il tizio stava iniziando a prendere troppa confidenza con lei, dandogli piu volte anche delle pacche sul culo. Diventai subito furioso quando me lo racconto. …Dissi a Erika che doveva subito licensiarsi altrimenti sarei andato li e non so cosa avrei fatto. Erika mi disse di stare calmo che se sarebbe successo di nuovo si sarebbe licenziata. ….Cosi passo una settimana e Erika mi disse che il vecchio non aveva piu allungato le mani e adesso era tutto apposto. Con il passare dei giorni pero vedevo che Erika era strana, parlava poco non mi rispondeva al telefono, e insospettito un pomeriggio decisi  di andare a controllare di persona se cera qualcosa che Erika mi teneva nascosto.  Senza farmi vedere iniziai a spiare dalla finestra esterna dellabitazione. …. Lo scempio che mi si presento davanti difficilmente la dimentichero….  Erika la mia dolce ragazza se ne stava con il cazzo in bocca di quel vecchio… Quel maledetto vecchio le stava scopando la bocca. Si vedeva chiaramente che Erika era costretta e non stava facendo un pompino di sua volonta. Il bastardo vecchio doveva averla ricattata in qualche modo per esser riuscito a farle aprire la bocca.  Erika  e una ragazza dolce dolce, e molto romantica e  il sesso orale neanche con me lo aveva mai fatto, ne tantomeno quello anale. Stavo per prendere una sedia dal giardino per rompere la finestra, ma non feci in tempo perche subito dopo sentii la mia ragazza che stava dicendo al vecchio… No no la prego no.Quel vecchio depravato voleva sborrargli in bocca. Voleva che Erika la mia ragazza che mai prima dora aveva assaporato lo sperma ne tantomeno fatto mai un pompino, gli avesse ingoiato lo sperma.  Mentre stavo per rompere la finestra una vecchia isterica si mise ad urlare…  al ladro! al ladro! e fui costretto a scappar via.  Attesi impazientemente le 19. 30 ora in cui di solito Erika usciva poi corsi da lei. La vidi arrivare gli andai in contro di corsa e lei con le lacrime agli occhi mi racconto tutto.  Mentre stava per raccontarmi tutto si blocco allimprovviso. Aveva dei conati di vomito, e poco dopo infatti vimito.  Capi cosi che il vecchio l aveva costretta ad ingoiare. Erika singhiozzando me lo confermo, dicendomi.. Mi a fatto bere , mi a fatto bere tutto il suo sperma, mi a costretta a ingoiare quel verme, …mi fa schifo, mi fa schifo, lo odio lo odio.  Dissi a Erika di calmarsi e raccontarmi con calma tutto.  Lei mi disse. Non posso, non posso dirtelo. Poi scoppio nuovamente in lacrime. La presi per i bracci la guardai  negli occhi e gli dissi.. Devi dirmelo Erika! di qualsiasi cosa si tratti, devi dirmelo. Lei abbasso lo sguardo e mi disse… Ti ho tradito, ti ho tradito mi dispiace ma non volevo e stata solo una volta.. Ho fatto sesso con () un mio compagno del liceo. ….Quello stronzo ha fimato tutto di nascosto e poi dopo una settimana mi ha inviato il video sul cellulare. Mentre mi ero assentata il vecchio ha frugato dentro la mia borsetta e ha copiato il video. Leggendo i messaggi sul cell. ha scoperto che nessuno sapeva di quella cosa e mi a ricattata. E venuto da me un giorno dicendomi che se non soddisfavo tutte le sue perversioni lo avrebbe prima fatto vedere a te e poi lavrebbe messo su internet. Mi dispiace, mi dispiace, poi mi abbraccio forte e continuo a raccontarmi quello che aveva subito. …. E un mese  , e un mese che mi fa fare cose oscene. …..Guarda, guarda, questo video! Inspirandosi a () il mio compagno del liceo, anche lui ha filmato tutto e poi quando non ci sono mi dice che si sega sopra. E un porco e un porco mi ripeteva in lacrime. Mercoledi scorso mi a anche inserito il tubo del lavandino nel culo. E un depravato, e un vecchio pervertito. …Visionai il video dallinizio e rimasi sconvolto.Erano entrambi completamente nudi, Erika era a pecorina sul letto, e il vecchio dietro di lei pronto a penetrarla in figa. …Inseri piano la cappella e la penetro iniziando a sbatterla avanti e indietro mentre ogni tanto gli tastava le tette. …Stavo per spaccare il cellulare per terra dalla rabbia. Ma andai avanti proseguendo a vedere. Il vecchio continuava a chiavarla in figa insultandola, dandogli della puttana dicendogli che il suo ragazzo e un cornuto, insultando anche me quindi.  Poco dopo vidi dall espressione che quel verme che stava venendo, difatti notai  delle smorfie di godimento sul suo volto e poco dopo sborro senza precauzioni dentro la figa della mia ragazza. …Quello a cui dovetti assistere dopo fu ancora peggio. …Non era un normale rapporto, ma un vero e proprio documentario sul sesso anale.  …Il vecchio bastardo all inizio gli slinguazzo il buchino ancora vergine con la sua schifosa lingua, subito dopo gli inseri prima uno e poi due dita dentro facendo avanti e indietro in modo perverso. …Fatto questo si diverti a inserirgli di tutto nel culo…palline cinesi,vibratori, manici di scopa, racchette da tennis, mazze da baseball e perfino tubazioni metallicche. Ora era li pronto a penetrargli anche il culo con il suo schifosissimo cazzo. …La penetro e inizio a incularla come se avesse 40anni.  Era un vecchiaccio di merda ma mi stava inculando la ragazza con la forza e la depravazione di un giovane.. Pompava Erika nel culo con grande forza poi ogni tanto voltava lo sguardo verso la telecamera sorridendo, come se sapesse che io un giorno avessi guardato il video. …Inculava la mia ragazza a piu non posso.  Fui preso dallo sconforto generale quando sentii Erika che stava iniziando a godere.  Mi rivolsi verso di Erika allora  e gli dissi…Ma che hai fatto Erika, hai goduto? hai goduto mentre quel vecchio ti inculava?….come hai potuto farlo! ….Erika mi rispose ..Scusami, non volevo farlo, ma non ci riuscivo, non ci riuscivo…..Volevo contenermi ma il vecchio aveva un cazzo enorme e senza rendermene conto allimprovviso iniziai a gemere. Quando il vecchio mi senti gemere si eccitto tantissimo e mi ordino di godere ad alta voce altrimenti ti avrebbe mandato il video con lui che mi stava inculando….  Ma hai goduto? hai goduto realmente? Abbasso di nuovo la testa e vergognosamente mi disse Si.  ……Stavo diventando pazzo, provavo una gelosia e una rabbia indescrivibile. ….Controllai anche gli altri video e le scene erano sempre piu perverse. Erika veniva inculata in tutte le posizioni. …Vedevo il suo dolcissimo viso mordersi le labbra e poi quel pezzo di merda dietro che la inculava. ….Vedevo il sederino tondo e morbido di Erika e dietro quello spregevole del vecchio il triplo piu grosso. Ogni video poi finiva con il vecchio che gli sborrava nel culo. …Cerano dei video poi dedicati solo ai pompini, dove il vecchio porco le appoggiava la cappella nella lingua e poi glielo conficcava in bocca senza alcun riguardo. …Alla fine ogni volta gli sborrava copiosamente nella lingua, riempiendogliela completamente, tante che tutta neanche ci stava, e gli colava di fuori sbrodolandogli sul mento fino ad arrivargli alle tette. Erika schifata con la bocca piena di sborra del vecchio stava tentando di sputare via tutto, ma il veccho nuovamente gli ricordo che doveva ingoiare altrimenti il video con lei inculata avrebbe spopolato su internet. …Erika cosi ogni
volta disgustata fino allinverosimile, prendeva un lungo sospiro con il naso e poi deglutiva tutto il putrescente sperma del vecchio.  …Io incazzatissimo iniziai ad incamminarmi verso casa del vecchio. ….Erika mi prese mi bacio, e mi disse…Fermo, non fare nulla, non ne vale la pena mi sono appena licenziata.. Ma il video Erika? Quel bastardo ha la copia del video! ….Lascia stare ti prego mi disse..Guarda lo ha gia postato su tutti i siti porno e inutile ormai.  …La strinsi forte a me, ce ne tornammo a casa andammo in camera da letto e dimenticammo tutto pensando solo a noi. Il video spopolo su internet per 3 giorni poi, riuscimmo ha farlo bloccare.Ancora oggi  qualche stupido ragazzo quando vede la mia ragazza in giro la saluta dicendogli… Hey, ciao Erika  quasi non ti riconoscevo senza il cazzo in bocca.

La sega della mamma | Racconto incesti di XxXxX

Era il periodo estivo,come tutti gli anni andavo in vacanza con i miei genitori in una nota localita balneare in provincia di Napoli di cui preferisco non fare il nome.La mia famiglia era composta da mio padre, 41 anni alto un po di pancia e sempre allegro, mia madre, 39 anni, 1,60 cm di altezza, un po in carne e abbstanza stressata dalla frenetica vita quotidiana che si vive in citta, ed io 18 anni poco piu alto di mia madre, fisico asciutto. Le giornate trascorrevano beate e spensierate lontani dai banchi di scuola. Durante il giorno ero impegnato nelle mie attivita quotidiane, dalla mattina mi recavo in spiaggia e trascorrevo gran parte della giornata con i miei amici a cazzeggiare tutto il tempo, e cercando di fare amicizia con tutte le ragazze della nostra età che frequentavano la spiaggia. A 16 anni gli ormoni di noi maschietti vanno a mille e cercavamo in tutti i modi di combinare qualcosa con le ragazze che conoscevamo, ma essendo io di indole molto riservata trovavo sempre difficolta, a differenza di qualche mio amico. Cosi tutte le notti nel mio letto mi ammazzavo di seghe cercando dallo smatphon i piu strani porno che il web possa offrire. Una notte nel buoi della mia stanza con le cuffiette nelle orecchi stavo guardando un porno di una gran troia bionda con due zizze esagerate che si faceva chiavare da un cavallo. Steso sul letto con solo le mutande cominciai ad accarezzarmi il cazzo che gia stava quasi del tutto eretto, quando dal buio del corridoi si affaccia mia mamma,che avendo visto la stanza illuminata dalla luce del mio telefono venne a controllare come mai stessi ancora sveglio alle 3 di notte. In un attimo la vidi ai piedi del letto che diceva qualcosa, cosi colto da un senso di vergogna e timore mi tolsi in fretta le cuffiette e abbassai subito il telefono mentre quella troia del porno continuava a farsi stantuffare dallenorme cazzone dellanimale.

Prima volta in tre(mmf) | Racconto trio di Txm

Ho iniziato molto giovane ad avere le più disparate fantasie in materia sessuale;un mondo per me affascinante date le sue molteplici sfaccettature. Da sempre fruitore di siti vm18, di racconti erotici, ho cosi approfondito le mie curiosità. A 19 anni (ora sono 34)mi sono fidanzato con E., una ragazza che non passava inosservata date le […]

Il gioco più antico del mondo, il dottore e lammalata 2. | Racconto incesti di mimmo51

La storia tra me e mia sorella di un amore profondo che provavo per lei, lei che mi ha donato per amore il suo corpo, per qualche anno due o tre, eravamo nei giochi moglie e marito, era pronta nei nostri giochi presentandosi senza mutandine, io la rimproveravo, se mamma ti vede ti farà tante domamde, mi rincuorava che le avrebbe detto che si era bagnata pisciando. Poi aspettavamo con lorecchio teso nella nostra stanza di sentire un clic, se chiudevano la porta a chiave della camera da letto, allora lei veniva ad accucciarsi nel mio letto e potevamo stare di più insieme fare i nostri giochi perché loro si preparavano a scopare alla grande,. Ina volta li abbiamo spiati, mamma piaceva indossare del vestiario osé come di una mutanda strana era lunga fino a mezza coscia con merletti è un reggiseno che tenevano ile due mammelle alzate a mo di balconcino. Certo strano vestiario indossato per iuna che si apprestava a svopate, era coprerta invece di scoprirsi, poi lo capimmo quando allargando oscenamente le cosce si vedevano due spacchi una allaltezza del culo e laltro della giga, srrapante bero, e poi quel reggiseno teneva le mammelle belle unite perché si facevano meravigliose spagnole. La sorellina non aveva seno quindi spagnole non poteva farmele,però aggiungeva quando saremo grandi recupereremo il tempo perduto, spero che mi vengano grandi così ti farò insieme una bella spagnole, un pompino e quando vieni anche un bel ingoio. Aveva fatto programmi per il futuro.mentte i miei trombavano, io mi apprestavo a scopare mia sorella, per lei era un gioco menarmelo per far uscire, la chiamava cremina, La fighetta me la fatta toccare, baciare, leccare, Petrarca col le dita, addirittura tre, indice, il medio e lanulare messi a cuneo e lo roteavo senza spingere molto per sfregare le grandi labbra e il clitoride piccolo ma molto sensibile. Quando si metteva col culo attaccato al mio cazzo voleva prenderlo dentro, la troietts veniva già pronta, in bagno si era spalmata con della crema, mani viso , dentro lano e si era allargato il buchetto con il manico di una spazzola che poteva essere lungo una quindicina di centimetri, proprio per farmelo introdurre più facilmente. Quando la penetravo era lei che si muoveva facendolo entrare tutto dentro, insomma lei impalata nel mio letto da una parte, e i miei che trombavano dallaltra. Un giorno di qualche anno dopo, avvenne da parte di mia sorella di non fare più niente, chiedevo cosa gli succedeva e ogni qualvolta tentavo un approccio veniva respinto a muso duro, poi capii le erano giunte le mestruazioni e il sangue che usciva dalla figa le faceva schifo perché la imbrattava tutta. Uscì anche dalla stanza lasciandola a lei, io mi accomodai in salone sul divano letto, passarono altri anni ogni uno si era fatta una propria vita, Lei incontro un ragazzo che poi sarebbe diventato suo marito, io mi trasferii in Piemonte assunto da Poste Italiane , il giorno della mia partenza certo cera tanta commozione, avevo salutato mio padre che cominciava a non stare molto bene, mia madre la baciai abbracciandola e cercavo di rassicurarla che sarei sceso spesso, e mia sorella che mi abbraccio stringendosi a me il suo seno sul mio petto e si innarco un po allindietro attaccando il suo pube sul mio cazzo movimento non fu più opportuno provoco una impennata del mio membro che trovo facile strada tra le labbra della ormai figona, si avvicinò al mio orecchio dicendomi non ho le mutande te ne sei accorto? Non me laveva mai data me la fece provare come per dirmi, io te la do ma devi venire spesso, la baciai ancora una volta e uscì da quella casa che mi aveva visto crescere ed amare la persona più importante della mia vita mia sorella. Passo ancora qualche anno e mia sorella aveva deciso di sposarsi con il suo ragazzo che conosceva da qualche anno. Io scesi per Il matrimonio arrivato a casa mi accolse mamma papà che mi accompagnarono nella stanza dove dormivo con mia sorella, lo decise lei anche perché il giorno dopo si sposava, la tradizione vuole che i futuri coniugi non dovevano vedersi il giorno prima, quindi eravamo noi e i parenti nostri per una bicchierata d augurio. Se ne andarono tardi verso mezzanotte, eravamo stanchissimi e non vedevamo lora di andare a letto. I miei si ritirarono nella loro stanza socchiudendo la porta, così anche noi, mia sorella non riusciva a prendere sonno, quando mi disse posso venire nel tuo letto perché non riesco a dormire, le dissi si, lei saltellando andò verso la porta la chiuse a chiave e poi venne ad accucciarsi ponendo il sedere contro il mio cazzo, Gli chiesi, ma che fai sei senza mutande, lei mi disse stanotte sarà tutta nostra, e si calo i pantaloni mettendo il sedere a mio servizio, gli dissi ma il culo me lo avevi già concesso, lei mi disse ti dio la mia figa, e io ancor più stupito ma sei stata vergine fino adesso perché era tuo marito a sverginarti , aggiunse invece doveva essere luomo che ho amato di più cioè tu amore mio. Ma non ho il preservativo ti posso mettere in cinta, e lei disse sarebbe bello un nostro figlio. Prese un grande asciugamano lo mise sul letto per non sporcarlo di sangue, prese il mio cazzo menandolo come per farmi una sega si fermò e mi disse ma e enorme quanto è diventato povere donne le sfregni tutte,

Pompino con ingoio ad un giovane sconosciuto | Racconto tradimenti di Raf90

Pomeriggio. Passeggiavo tranquilla. Ero immersa nella natura, odori di primavera, arietta fresca, serenità. In una piazzola, unauto grigio chiaro parcheggiata. Passando accanto alla macchina, notai allinterno un uomo intento a guardare il suo telefonino. Immediatamente notai che lui alzava lo sguardo e mi guardava con insistenza. Ressi lo sguardo, non esitai un attimo, ma tirai dritto per la mia strada. Ero tranquilla, non eccitata, non ancora…

Marito Devoto 2 | Racconto dominazione di Servo Tullio

Mentre ero lì che mi masturbavo davanti a mia moglie Bea e alle sue amiche Anna e Marcella, nudo e in ginocchio, nel salone di casa nostra, mentre a turno mi sculacciavano con un mestolo, proprio quando stavo per eiaculare odorando e adorando le scarpe di Marcella, mia moglie mi fermò, mi ordinò di non eiaculare, con un tono così determinato che fui costretto a stringermi la base del cazzo e a pensare a cose tuttaltro che erotiche per riuscire ad ubbidire. Emisi un gemito di dolore e le loro risate mi umiliarono e mi eccitarono. Sono diventato in un istante lo zimbello di tutte e tre. Era una situazione che mi eccitava e mi umiliava. Volevo sparire e volevo che non finisse mai. Anna chiese se la potevamo smettere, che non era venuta per vedere un mezzo impotente farsi le seghe. Era divertente un po ma voleva chiacchierare con le amiche. Quindi Bea si scusò per essersi fatta prendere la mano, mentre Marcella disse che però certi comportamenti devono essere puniti e pretese che io rimanessi nudo a loro disposizione mentre continuavano i loro discorsi. Mi stesi ai loro piedi e da lì potevo leccare quelli di Marcella mentre mia moglie e Anna mi usavano come poggia piedi. Inoltre ad ogni loro desiderio io dovevo scattare allimpiedi, scusandomi e chiedendo perdono per dover interrompere la leccata e la mia mansione di appoggio. Anche se tornavo il prima possibile con quello che mi avevano ordinato, venivo punito con qualche sonora sculacciata col solito mestolo per essermi allontanato. Quando Marcella dovette andare in bagno chiese a Bea se poteva portarmi, perché voleva che continuassi a leccarle i piedi anche mentre pisciava. Bea non voleva perdersi la scena e tutte e due ci seguirono in bagno. Marcella si fece abbassare le mutandine da me, mentre mia moglie se la divertiva. Tutte loro se la sghignazzavano. Quando mi trovai la patata profumata di Marcella davanti agli occhi deglutii. Come è innocuo e sottomesso disse con stupore compiaciuto Anna. Marcella si sedette sul water ed io abbassai la testa sui suoi piedi. Sentivo lo scroscio della sua urina nel water e i commenti compiaciuti di mia moglie e di Anna. Quando terminò, Marcella mi mise della carta igienica in bocca per farsi pulire la fica ed io lo feci con gran gusto, anzi speravo che me la facesse leccare, ma questo era molto più umiliante. Poi sputai la carta nel gabinetto mentre qualcuna tirò lacqua mandandomi degli schizzi in faccia. Avevo ancora le palle doloranti ed un filo di sperma che mi fuoriusciva per via del blocco improvviso delleiaculazione. Mi pulii a mia volta. Loro però dovevano uscire, Anna disse che sarebbe stato divertente portarmi al guinzaglio, ma essendo impraticabile, mi lasciarono a casa, ma mi ordinarono di rimanere a quattro zampe tutto il tempo, vietandomi di toccarmi. Mentre stavano uscendo, mia moglie, che si era messa una minigonna da urlo mi guardò dallalto in basso e mi disse di fare buona guardia, come se fossi un cagnolino, poi mi ordinò di baciarle la punta delle scarpe ed io fui contento di farlo. Quando la porta si chiuse io non sapevo cosa fare. Rimasi fermo a lungo a carponi guardando la porta. Fino a poche ore prima Bea era semplicemente mia moglie, ora era la mia padrona e questo mi eccitava. Ubbidirle mi eccitava, essere schernito e umiliato anche. Non avevo dubbi che quello fosse il mio posto. Che dovessi essere il servo devoto pronto ad esaudire ogni suo desiderio, a subire ogni umiliazione e che le amiche avessero diritto di umiliarmi anche loro. Forse avrei potuto reagire, ribellarmi. Ma mi piaceva di più essere mortificato. Le ginocchia mi facevano male a stare sempre in quella posizione. Ma probabilmente la mia padrona mi avrebbe imposto questa nuova posizione per molto tempo ancora. Dovevo farci labitudine. Così rimasi fermo a lungo, un po camminavo sempre a quattro zampe per la sala, ed era un tempo eterno. Chissà i miei amici, le mie ex ragazze i miei dipendenti! Chissà cosa avrebbero pensato vedendomi attendere nudo e carponi mia moglie e le sue amiche. Chissà quanto mi avrebbero preso in giro. Pensai che sarebbe stato eccitante se mi avessero lasciato una ciotola con dellacqua come ulteriore umiliazione, allora decisi di andare a leccare lacqua dal gabinetto. Mi stavo auto umiliando. Mi squillò il telefono. Era Carlo. Non risposi. Non mi era stato vietato, ma nemmeno concesso. Quando finalmente sentii i passi per le scale e le loro voci allegre , corsi alla porta, con la lingua di fuori, pronto a leccare quello che mi sarebbe stato consentito.

Esperienze perverse: Camilla e il fidanzatino nel trio bisex | Racconto bisex di Fabiompex81

Nei due giorni che passano prima del ritorno di Camilla, Matteo ha altri rapporti con Fabio che gli insegna anche a ingoiare la sborra, oltre a scoparlo in culo diverse volte. Una volta tornata Camilla, da sola perché la mamma è rimasta in città per le cure dell’anziana madre, le cose sembrerebbero tornate sui binari della normalità ma non è così. Fabio, intanto, prepara il suo piano per farsi contemporaneamente i due fidanzatini. In Internet ha la fortuna di trovare un filmato in cui l’attrice somigliante a Camilla, è coinvolta in un trio bisex con un ragazzo della sua età e un maturo che nel gioco ha un ruolo dominante. Sembra fatto apposta per la situazione che Fabio vuole creare.

Due Pastori Arabi | Racconto gay di cristoforo

Non ci fu niente da fare…Camminavo in montagna lungo una strada piena di sassi mi trovai davanti ad un capannone pieno di animali gestiti da arabi…Quando mi avvicinai alla struttura…abbastanza buona…esce da una porta due arabi giovani e vestiti di bianco e con delle ciabatte di buon livello. Era il duemila e ancora non cerano i negativi rapporti con gli immigrati. Mi salutarono ed anzi, mi chiesero di venir a a bere un buon tè!! Non sapevo cosa fare ma accettai.. Mentre mi avvicinavo mi accorgevo della loro bellezza fisica. Sono troppo belli per essere arabi.. Mi dettero la meno e mi fece mettere a sedere su delle belle pietre bianche quadrate. Forse erano costruite. Mentre parlavamo del più e del meno ..si sente bollire lacqua e misero dei fiori particolari…insieme al tè. Il tè era buonissimo e per tre volte mi versai il bicchiere. Quando mi alzai per andarmene , uno dei pastori appoggiò la sua mano nella mia vita …e con la mano destra mi invitò ad entrare nel capannone. Lo feci …entrai e trovai un tappeto bello e molto grande ..mi fecero appoggiare ad un grande sofà ..e senza firmarsi , mi spogliarono con tranquillità. Quanto durarono le loro scopate? Non lo sapevo! Lo seppi quando arrivai a casa e trovano sul tavolo la pasta , ormai fredda! Quattro ore di sesso. Poi me ne andai a letto piano piano mi veniva in mente cosa era successo. Mi ricordavo la loro bellezza fisica, i loro grossi cazzi, limmenso liquido albaminoso che mi schizzava da tutte le parti del mio corpo, i loro sperma nella mia bocca e mentre ricordavo ….mi feci un sega!!! e me ne feci un altra per addormentarmi… Poi nel sogno mi vedevo seduto sul cazzo di uno di loro, mentre laltro tentava di infilzare due cazzi nel mio culo….Mi svegliai…accesi la luce , andai davanti allo specchio e mi feci la terza sega. Domani ci saranno ancora quei pastori?

Una penetrazione bestiale – seconda parte | Racconto zoofilia di Lucia cavallina

La monotonia settimanale mi prese e il sabato dopo, causa impegni di lavoro, non fu possibile raggiungere i nostri amici in campagna così io e Dado la sera optammo per una pizza in casa e un film in TV. La domenica mattina il telefono squillò presto, Dado rispose, parlò per una decina di minuti e tornò a letto sorridente, mi abbracciò cincendomi da tergo e mi disse che Marco aveva trovato il modo per legare le zampe del cavallo e che, quindi, se avessi dato il mio assenso, il sabato successivo avrei avuto la mia seconda chance.

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