Manuelito, studente spagnolo – 1 parte | Racconto bisex di grillino

Ogni tanto mi faccio un giro in qualche chat erotica gay, per adescare qualche giovane frocetto interessante. Qualche settimana fa ho conosciuto Manuel, un giovane studente universitario spagnolo che frequenta un master qui all’università di Genova. Ci scriviamo e subito passiamo alle solite porcate, foto intime di cazzi dritti e culi aperti con le dita…chiarisco che non sono frocio come lui, ma un etero-curioso-bisex. Lui accetta ovviamente di continuare, dicendo che ha un debole per i “mature” ma vedendo il mio fisico atletico e asciutto si dilunga in mille complimenti, soprattutto per il mio grosso e bel cazzo. Ha 26 anni, sportivo, fisico incredibilmente scolpito e asciutto, capelli e occhi neri, completamente depilato, un pisello da urlo…lunghissimo, grosso, una cappella fantastica per forma e turgore! Vive in un appartamento condiviso con un giovane tedesco e una ragazza belga, e chattiamo la mattina o la notte, mentre mia moglie dorme. Mi eccita da morire, stiamo le ore a parlare di vari argomenti, ma poi finisce sempre sul sesso, sino ad arrivare a vederci in webcam e masturbarci in diretta…sborriamo entrambi all’unisono, litri e litri di sperma, con dita in culo e lingue di fuori a simulare pompini! Durante il giorno non faccio altro che pensare a lui, mi masturbo in bagno in ufficio, tornando a casa prendo mia moglie e la sodomizzo sul tavolo della cucina, pensando di incularmi Manuel…

La mia prima volta bisex | Racconto bisex di Carlo63

Ci fu un lungo periodo della mia vita lavorativa, in cui dovetti affrontare il disagio del pendolarismo. Venni infatti per un periodo di circa 4 anni costretto a lavorar fuori napoli e per raggiungere la località di lavoro, dovevo alzarmi molto presto la mattina per andare alla stazione centrale e prendere il treno che di lì mi avrebbe portato nella città che mi attendeva. Ben presto mi resi conto che dietro quelle facce stanche come me di lavoratori pendolari, si nascondevano in realtà, tanti uomini sposati che non potendosi attardare intimamente con le mogli durante la notte, cercavano forme alternative di sesso con uomini nella stessa condizione, che non li avrebbero messo a disagio ma che al contrario, li avrebbero accontentati e fattisi accontentare. Non mi spiegavo infatti perché soliti gruppi di tre o quattro persone che appena si davano il buongiorno, si chiudevano nello scompartimento “a buio” (tra l’altro era ancora notte nell’ora della partenza specie d’inverno) addirittura con l’ausilio di uno di quei chiavistelli esagonali in dotazione al personale di viaggio, con la scusa di farlo per evitare furti nello scompartimento durante il viaggio relativamente lungo. In realtà essi si chiudevano dentro profittando del tempo necessario che ci voleva per la prima fermata, circa un’ora, per scopare o fare porcate tra di loro. Quando capii le cose, mi ci tuffai a capofitto anche io e di quel periodo ricordo due cose molto bene: la stanchezza e le incredibili sborrate fatte e ricevute. Si perché in quegli scompartimenti, si era tutti passivi ed attivi. Piaceva solo godere ed il godimento lo poteva dare lo scambio vicendevole di cazzo, di palpate, leccate, bocchini e qualche volta di inculate, ma soprattutto, sborrate a fiumi ed io, come già accennato, sono stato sempre molto notevole nelle eiaculazioni. Fu così che in poco tempo capii il meccanismo della cosa. Mi stupiva il fatto, ma solo fino ad un certo punto, che i piccoli gruppi erano costituiti da lavoratori di ogni genere: dagli operai, impiegati, studenti e credo anche qualche funzionario. Tra questi vi era uno che mal celava la sua tendenza omosessuale, era un uomo di mezza età, negli atteggiamenti effemminato, senza lasciarlo trasparire da abiti eccentrici ma solo dalla camminatura, dalla quantità di profumo che metteva, dagli sguardi ammiccanti che con discrezione lanciava. Di solito io arrivavo molto presto in stazione tant’è che restavo a volte nello scompartimento anche una mezz’ora prima che si riempisse completamente.

Il corriere SDA | Racconto bisex di grillino

Con Fausto (nome di fantasia) ci siamo conosciuti in una chat erotica bisex. Dopo il classico botta-risposta su informazioni personali, entriamo subito in intimità, poche parole sulla nostra condizione di sposati vogliosi di nuove avventure e brividi, il racconto delle nostre esperienze bisessuali, al limite dell’omosessualità, e il rituale scambio di foto dei rispettivi cazzi. Fausto va oltre, mi manda un video mentre è in doccia, e si penetra il culo con la spazzola per lavare la schiena. Mi guardo il video a casa, da solo, con mia moglie a fare la spesa, mi metto comodo sul divano, senza pantaloni e mutande, pronto alla masturbazione. Un manico bello lungo, rotondo, con un ingrossamento sull’impugnatura; sembra proprio il dildo perfetto! Capisco che il cellulare è sul lavello, puntato sulla cabina doccia, l’acqua tiepida scorre sul suo bel corpo di 43enne, sportivo ma non troppo, si masturba un cazzo favoloso in direzione del telefono, il pisello gli cresce in mano con una durezza impressionante, è bello grosso, si scappella bene avvicinandosi al cellulare…mi fa vedere bene la sua cappella, splendida! Rientra in doccia, si sega in modo meraviglioso, gambe piegate, il cazzo bello dritto in aria, la mano che scorre su e giù, sento lui che gode e ansima…non gli vedo il volto, poco male. Poi si mette la mano dietro il culo, capisco che sta cercando il buco, e che poi si infila un dito nell’ano…mi eccito spaventosamente, la mia mano impugna saldamente il mio cazzo, bello duro e parte la pippa! Avvio la web-cam per registrarmi anch’io, così restituirò il favore a Fausto.

Sesso nella Metropolitana | Racconto bisex di Mimi

PUTTANA! TROIA! BACASCIA!!!! Cornuto mi feci, e proprio con David dovevi scopare.. il mio migliore amico eeh.. troia? Ero fuori di me in quella notte fonda nella stazione della metropolitana, ero alterato, offeso di tanta puttanaggine della mia ragazza. Non so cosa mi prese in quel momento, ma gli diedi una decina di ceffoni, insultandola urlandola contro di lei. La vedo piangere disperatamente, mi guarda impaurita e in quel attimo viene il treno, era la sua salvezza e la vedo sparisce dentro al vagone, fuggendo lontana da me.

Voglio fare il Pornoattore Gay! | Racconto gay di ZenXXX

È venerdì mattina, mi sono svegliato presto, faccio colazione e sono pronto e carico per allenarmi nella sala pesi di casa mia. Oggi sono euforico, perché so già come trascorrerò questo fine settimana. Finito l’allenamento faccio una doccia veloce e mi preparo per uscire. Mi guardo allo specchio mentre mi vesto: non sto più nella pelle, non penso ad altro che a Titan e al modo in cui ci divertiremo insieme! Ma per capire meglio di chi sto parlando è il caso di fare un passo indietro. Mi chiamo Matteo, sono un ragazzo alto 1,83 m, capelli castani corti e mossi, occhi verdi, con qualche tatuaggio e piercing. Mi definisco un tipo piuttosto socievole e amichevole, amo allenarmi(che sia in casa o in palestra) e sono dichiaratamente gay! Ho 24 anni e lavoro come commesso in un negozio di abbigliamento sportivo/ streetwear nella mia città natale. Non mi lamento di ciò che faccio, ma la verità è che come tutti anche io ho delle aspirazioni. Il mio sogno è particolare e anche un po’ insolito: desidero diventare un Pornoattore Gay! Sono sempre stato affascinato dall’industria pornografica gay e lavorare per qualche casa di produzione, anche non troppo importante, è un’idea che mi ha sempre affascinato. Un po’ per noia e un po’ per curiosità, ho aperto un profilo Onlyfans diversi mesi prima e mi sono divertito a pubblicare diversi contenuti hot, tra cui foto piccanti e video di sesso(anche se nessuno dei miei conoscenti ha mai scoperto nulla)! In quel periodo, trovo l’account di un bell’uomo di 40 anni(anche se ne dimostra 30)di nome Everro. E’ muscoloso, carnagione abbronzata, moro, occhi azzurri, alto circa 1,87 m, carismatico e con diversi hobby, tra cui la palestra, la cucina e la moda! Il suo profilo mi ha colpito fin da subito: le sue foto sono davvero sexy, fatte apposta per ammirare il suo corpo! I suoi video, però, sono tutt’altro che espliciti: in alcuni filma degli angoli di casa, adibiti a piccoli set cinematografici, con tanto di didascalia “WORK IN PROGRESS”; in altri riprende degli uomini che, sempre a casa sua, ridono e si scambiano qualche bacio, mentre lui non si fa mai riprendere! Così, spinto dalla curiosità e da una lieve eccitazione, mi decido a scrivergli:

Vacanze hard in Sardegna – 5 | Racconto etero di marynella

In questa vacanza in Sardegna, mio marito era al massimo della prestanza fisica, mi scopava tutti i santi giorni, più volte al giorno salvo quando non scopava con altra gente, in particolare con lo skipper. Devo dire che dopo una settimana che usciva in barca con il ragazzo, e immaginando che si inculassero ogni volta, stavo diventando un pò gelosa.

Una trans-sorpresa! | Racconto trans di marynella

In questi giorni, parlando di esperienze con transessuali con degli amici, mi è tornato alla mente un episodio che mi è capitato. Non amo frequentare trans, ovviamente non per motivi di genere ma per altri principi che ora non spiego. Ma trovo queste esperienze molto eccitanti sessualmente, soprattutto se vissute con un uomo accanto.

Studentessa troia | Racconto etero di Anonimo

La vita da lavoratore pendolare è sicuramente stressante e faticosa, ma a volte ti riserva sorprese gradite e inattese. Era una mattina come tutte le altre alla stazione del mio paese. La solita atmosfera stanca e silenziosa nel buio e nella nebbia del primo mattino. Aspettavo il treno sulla banchina accanto al binario, avvolto nel giubbotto pesante e nella sciarpa con in mano la borsa coi documenti per l’ufficio. Quando la voce all’altoparlante mi disse che il treno era in arrivo, mi svegliai dal mio stato di trance e mi accorsi della gente che si era sistemata come me in attesa. Avvertii poi un tocco leggero sulla spalla destra. Mi voltai e la vidi. Alessia, 20 anni, mi sorrideva da sotto i riccioli castani della sua folta capigliatura. Andavamo a scuola insieme, una volta eravamo molto legati, ma era da parecchio tempo che non la vedevo. -Ehi!- esclamai con voce roca per il sonno. -Ciao!- mi salutò lei. Abbracciandoci e baciandoci sulla guancia per salutarci sentii il suo buonissimo profumo sul collo e constatai che il suo fisico era migliorato molto negli ultimi mesi. Il sorriso bianco tra le labbra rosa e sottili spuntava sopra la sciarpa scura e il giaccone nero e lungo che la copriva fino alle ginocchia, con i pantaloni neri e le scarpe da ginnastica di marca. Il viso in carne era quello di sempre, con la sua pelle chiara e delicata, gli occhietti scuri e vispi, le guance leggermente arrossate per il freddo e il nasino alla francese sotto le sopracciglia leggere e rifinite. -Come va?- mi chiese permettendomi di staccare gli occhi dai suoi. -Abbastanza bene… lavoro a parte…- dissi con voce quasi coperta dalla frenata del treno che era sopraggiunto. -Immagino…- mi disse con la sua voce alta e dolce salendo sulla scaletta e entrando nella carrozza a destra. La seguii e mi sedetti in uno dei due posti vicino al finestrino. Lei si sistemò davanti a me e incrociò le gambe con un movimento veloce e fluido. -Sapevo che stavi nel collegio delle suore per non fare la pendolare fino alla laurea- dissi incrociando le mani sul grembo. Era sempre stata una ragazza molto posata. Non beveva, non fumava, era fidanzata con un ragazzo tranquillo quanto lei da almeno due anni. Quando avevo saputo della sua sistemazione al collegio delle sorelle mi era sembrata quella più adatta al suo carattere riservato e mite. Tempo prima frequentavo il suo ragazzo e una volta mi aveva detto, tra una birretta e l’altra, che a letto sapeva trasformarsi completamente, diventando una vera belva che difficilmente lui riusciva a saziare. A vederla però, mi sembrava impossibile che una persona potesse cambiare così tanto da una situazione ad un’altra. -Infatti…- disse lei –ci sto tornando perché oggi ho lezione. Ieri sera sono andata da Massimo a cena e ho passato la notte da lui…- Massimo era il suo ragazzo e il sorrisino malizioso che le apparve sulle labbra quando disse quelle parole mi lasciarono perplesso. Per un momento non la riconobbi. -Tutto bene con lui?- le chiesi curioso. -Sì, insomma… abbastanza, direi… Lui è molto dolce.- mi sembrava imbarazzata. Forse le cose non andavano poi così bene, pensai. Si aprì il giaccone pesante e scoprì una maglia bianca non molto larga che evidenziava le forme del suo seno non eccessivo, ma non certo da buttare. Gettai un’occhiata e poi scesi con gli occhi lungo il corpo osservando anche quanto le gambe, oltre al ventre, fossero notevolmente dimagrite rispetto al nostro ultimo incontro. –Ti vedo molto bene- le dissi con gentilezza toccandole la punta della scarpa che teneva sollevata. -Grazie! – disse con un sorriso splendente –anche tu stai molto bene.- sottolineò indicandomi con le dita affusolate e delicate della mano che poi appoggiò sulla coscia cominciando ad accarezzarsi i pantaloni di tessuto. -Com’è vivere con delle suore?- chiesi per fare conversazione e evitare di soffermarmi troppo sul collo che aveva appena liberato dalla sciarpa. La situazione cominciava a preoccuparmi perché sentivo crescermi qualcosa tra le gambe e temevo che potesse accorgersene. Per evitare, le accavallai anch’io. -Non è male come si potrebbe sembrare…- disse a voce bassa avvicinandosi un po’ a me. –l’unica cosa è che non lasciano portare uomini nelle stanze e… mi capisci, no? Ogni tanto devo tornare a casa… o esplodo…- Non aveva mai fatto prima con me discorsi simili… mi sentii davvero eccitato a pensarla nuda in un letto. Prima ci avevo fatto caso poco. I suoi capelli ricci raccolti si schiacciarono contro il sedile quando lei si riallontanò abbanonandosi sui braccioli e allargando un po’ le gambe. Lo sguardo mi cadde sul cavallo dei pantaloni che, stretti al punto giusto, avvolgevano il suo pube piatto come il ventre. Deglutii. Fu il calore al viso crescente a farmi parlare. –Beh.. per Natale so cosa regalarti…- dissi pensando ai vibratori che si vedono ogni tanto nelle vetrine dei sexy shop. Lei si riavvicinò e appoggiò una mano sul mio orecchio sussurrandomi –Di vibratori ne ho già due… ma non è la stessa cosa… non mi danno le stesse sensazioni, sai com’è…- Rimasi di sasso, aveva capito la mia allusione… e non solo… -Ah…- aggiunse – ho anche una compagna di stanza abbastanza carina e ogni tanto ci scambiamo qualche favore… ma le manca la materia prima per fare del vero sesso. Mi spiego?- chiese sempre sottovoce indicando verso il mio cavallo dei jeans. -Sì, sì…- deglutii- ti spieghi molto bene…- Tornò ad appoggiarsi allo schienale e a posare le mani delicate sulle cosce tese. Prese dalla borsa una biro e un foglietto e ci scrisse sopra qualcosa. Me lo diede facendo attenzione a prolungare il più possibile il contatto tra la mia mano e la sua, facendomi con le unghie il solletico ai polpastrelli. Vidi che c’era scritto un indirizzo. -Cos’è?- le chiesi. -E’ l’indirizzo del mio colleggio…- disse lei sorridendo da furbetta. -E cosa dovrei farmene?- chiesi io allibito. -Puoi venire a trovarmi più tardi, che ne dici?- mi sembrò di vedere il suo sguardo ammiccare ma pensai di essermelo immaginato. -Non hai detto che non possono entrare i maschi?- -Sì… l’ho detto… – sibilò con voce estremamente sensuale tirando fuori un pezzetto di lingua rossa e facendolo roteare sulla carne morbida delle labbra. Ormai non avevo dubbi su cosa volesse da me… Annuii e mi avvicinai a lei. –E come faccio a entrare?- Lei sorrise ancora. –Dalla porta… Alle cinque hanno la messa e tutte sono nella cappella…- si fermò un attimo pensando alla sua ultima parola –e i corridoi sono liberi. Devi solo fare attenzione alle guardie all’ingresso, ma basta dire che stai andando a messa. Ho visto altre ragazze fare così con i loro fidanzati…- Mi venne da chiederle perché non lo facesse anche lei col suo fidanzato invece che con me ma mi guardai bene dal farlo… un’occasione simile non potevo perderla. Il treno si fermò alla mia stazione. Mi alzai e le strinsi la mano con delicatezza baciandola sulla guancia. –A dopo- le dissi. Lei sorrise e mi guardò a lungo con aria affamata. E io sapevo di cosa. Si passò la mano veloce lungo il corpo toccandosi tra le gambe avendo cura di non essere vista da altri che da me. Mi voltai e scesi dal treno. La giornata era stata lunga e faticosa ma animata dalla dolce attesa del dopo. All’uscita dall’edificio dove lavoravo avevo salutato rapido i colleghi e avevo preso il primo treno. Arrivato alla stazione successiva avevo preso il pullman, chiesto informazioni e alla fine avevo trovato il posto indicatomi. Ero entrato con la scusa della funzione religiosa e adesso giravo bramoso per i corridoi del collegio. Qualche ragazza che mi vedeva passare sorrideva e commentava piano con le compagne l’ovvio motivo della mia visita. Sentii due che si chiedevano di chi fossi e come fossi a letto. Arrivai alla stanza indicatomi, la numero 25, e bussai. Da dentro rispose una voce che mi disse di entrare. Aprii la porta e mi trovai in una stanza spoglia, con due letti sistemati alle pareti opposte, due scrivanie, due comodini, due armadi e una porta che, presumibilmente dav
a sul bagno. Ad accoglierm
i non fu chi mi aspettavo. Avevo pensato di entrare, prenderla per la vita con un braccio, infilarle la lingua in bocca e sbatterla contro il muro dandole quello che voleva… Ma davanti a me si era presentata una ragazza bionda, bassa e carina che mi aveva sorriso e mi aveva fatto accomodare. -Ale arriva subito- mi disse con voce un po’ da oca –tu sei il suo amico vero?- Annuii. -Ok… tranquillo, adesso vi lascio soli… Li hai i preservativi?- mi chiese senza imbarazzo e aprendo il cassetto del suo comodino pieno di profilattici da utilizzare. -Sì, grazie… ho i miei.- Lei fece spallucce, richiuse il cassetto a chiave e mi camminò davanti sculettando nei jeans. Si girò verso di me masticando la gomma e si piegò in avanti protendendo verso di me quel gran bel culetto sodo. –Vuoi toccare?- mi disse quasi indifferente. Io rimasi interdetto. -Non morde, dai… accomodati…- Io appoggiai la mia mano sul suo fondoschiena accarezzandolo appena e lei mi afferrò l’altra mano mettendosela sull’altro gluteo e invintandomi a palpare con vigore. Non mi feci pregare e constatai che era davvero un gran bel culo. Lei si raddrizzò e si girò mettendomi repentinamente una mano sul pacco e tastando la consistenza e la lunghezza del mio pene eretto. –Mmm…- fece lei facendo l’occhiolino –Alessia ha scelto bene… Fate solo attenzione a non fare rumore… una volta mi hanno sorpresa perché mi è scappato un urlo quando sono venuta e i miei hanno dovuto pagare un patrimonio per farmi rimanere qui, ok?- Annuii e la guardai uscire pensando a che troia senza limite poteva essere quella ragazza e da chi Alessia potesse aver preso certi modi di dire e di fare… Non che la cosa mi dispiacesse, comunque. Rimasi cinque minuti seduto sul letto di Alessia aspettandola. Poi la porta si aprì e lei entrò vestita come al mattino, solo senza cappotto. Sorrise vedendomi e chiuse a chiave la porta. –Ho conosciuto la tua amica….- dissi io sorridendo. -Oh no…- disse preoccupata –non l’avrete fatto, vero?- -Sei gelosa?- -No.. però lei gli uomini se li spreme tutti… io ti voglio in forma per me…- disse abbracciandomi delicatamente e facendomi sdraiare sulle lenzuola mentre mi sfiorava le labbra con le sue. -Tranquilla… non abbiamo fatto nulla… sono tutto tuo…- dissi baciandola, finalmente. Lei si sdraiò su di me togliendosi le scarpe mentre continuavamo a limonare. Le mie mani la indagarono soffermandosi sulle rotondità di seno e culo, rotondo e sodo, passando per i fianchi e infilandosi occasionalmente sotto la maglia per accarezzare la pelle nuda della schiena e del ventre e sfiorando i primi peli del pube. Dopo qualche minuto lei si staccò e si mise a cavalcioni sul mio bacino, sfilandosi la maglia e restando in maglietta. Io mi tolsi il maglione e la camicia restando a petto nudo. Anche lei si sfilò la maglietta bianca e rimase col reggiseno nero a separarmi dai suoi capezzoli rigidi in evidenza. Le sue tette erano piccole, una prima, al massimo una seconda, ma erano così sode che veniva voglia di morderle. Lei indugiava con lingua e denti e labbra sui miei capezzoli, leccandomi i muscoli addominali fino all’ombelico scendendo con le mani fino alla cintura. Me la slacciò e iniziò ad abbassare la zip trovando i miei boxer blu pieni di eccitazione. Mi tolse i pantaloni lasciandomi in mutande. Io le appoggiai allora le mani sul culo e le abbassai di colpo i pantaloni fino alle ginocchia, scoprendo anche le mutandine piccole e nere che contenevano il suo frutto proibito. Le gambe depilate alla perfezione si avvolsero intorno alla mia schiena mentre io le palpavo e massaggiavo con le mani leccandole con la lingua il collo e il petto fino alla riga tra i seni chiari. Le tolsi il reggiseno e iniziai a succhiare come se dovessi essere allattato. Lei si lasciò scappare un piccolo lamento quando le morsi il capezzolo ma si trattenne, sussurrandomi ansimando di non fare rumore o ci avrebbero scoperti. Io annuii e la feci coricare sul suo letto, scorrendo con la lingua bagnata fino al suo ombelico. Spostai le mutandine e glie le sfilai con un brivido. La figa era pelosa ma curata. Tutti i peli non erano più lunghi di un paio di centimetri e già erano bagnati della sua eccitazione. Iniziai a lavorare di lingua gustandomi il suo sapore e entrando con la lingua dentro di lei. Lei godeva vistosamente con contrazioni muscolari incontrollate, ma era silenziosa stringendo i denti e sforzandosi di non lasciarsi andare a urla di piacere. Dopo un poì mi tolsi dalla sua vagina e fu lei con gli occhi lucidi per la goduta a mettermi sdraiato sotto di lei e a sfilarmi i boxer liberando i miei 18 centimetri di cazzo duro come il marmo. Mi aspettavo un bel pompino con le sue labbra delicate e invece si sistemò sulla cappella con la sua vagina bagnata e iniziò velocemente ad andare su e giù sulla mia asta. Non mi feci pregare e le appoggiai le mani sui seni mentre lei saltava facendo cigolare la rete del letto su e giù sulla mia asta. Con la testa rivolta verso il soffitto e i capelli al vento che andavano su e giù sudava tantissimo e le mie mani non sapevano più dove toccare tra il suo culo florido e i seni sodi, la schiena liscia e sudata e il ventre teso per l’eccitazione. Godevo davvero tanto, ma riuscivo a non fare rumore, mentre lei per evitare di urlare si mise in bocca un legnetto rotondo che strinse con i denti, lasciando uscire solo un debole e continuo –Mmmmmmmmh…… mmmmmmmmh… aaaaaa…….. mmmmmmmmmmmh…… mmmmmmmmh….- Sentivo il mio cazzo sempre più veloce che entrava e usciva dal suo corpo e contemporaneamente il suo piacere che cresceva, i suoi muscoli che perdevano il controllo. Tremava tutta come se fosse indiavolata… Poi all’improvviso rallentò il ritmo e spinse sempre più forte facendomi penetrare sempre di più. A un certo punto fece l’ultimo salto e rimase ferma con il mio pene dentro di lei. Sentii come un fiume caldo inondarmi l’asta del cazza fino a bagnarmi i coglioni e il pube. Era venuta. Sentivo il suo respiro affannoso e i mugugni sempre più deboli dalla bocca serrata. Lei era venuta, io no. E volevo venire, feci per prenderla per i fianchi e farla ricominciare ma lei si tolse da me lasciandomi col cazzo in tiro e sul punto di venire. -Dove vai?- le chiesi con voce straniata. Lei con gli occhi bagnati dalle lacrime del piacere e un sorriso spiritato sul viso mi disse con voce bassa e calda. –Non avevo mai raggiunto l’orgasmo prima… grazie di cuore…- e mi diede un bacio leggero sulla fronte, avviandosi lentamente verso il bagno tutta nuda e bagnata. Io mi alzai e la presi per un braccio. –E io?- le chiesi prendendola per le spalle con forza. Fece spallucce e mi indicò la mano -Finisci da solo…- Io mi rifiutai di crederci, ma poi la presi per i capelli e la rimisi sul letto. Stavolta mi misi io sopra di lei e ricominciai a leccarla per farla riscaldare un po’. Quando fu d’accordo e vogliosa di ricominciare, mi misi tra le sue gambe e mi feci largo nella vagina larga di Alessia. Prima piano poi sempre più forte ricominciai a entrare in lei. Anche lei godeva, la porca, con tutta se stessa… quasi come prima. Ma mi bruciava ancora il trattamento di prima e pensai di farle provare qualcosa di nuovo e ancora più lussurioso. Le misi il bastoncino di prima in bocca e lei annuì godendo. Poi smisi di penetrarla e la girai con la schiena all’insù. Lei capì e si mise a pecorina. Mi alzai sul letto e le scopai la figa da dietro portando a me con le mani il suo corpo e aiutandola a fare avanti e indietro. Tolsi poi ancora il mio cazzo dalla sua vagina ormai devastata e mi preparai a entrarle nell’ano. Lei si tolse il bastoncino dalla bocca e mi fermò. -Lì sono vergine…- disse con un filo di voce che aveva il suono di una che non capiva più per la goduria quello che succedeva. Sembrava drogata dal piacere. -Tranquilla… prima ti apro e poi faccio piano…- le dissi baciandola sulle labbra e accarezzandola. Lei annuì e si lasciò infilare la lingua tra le chiappette chiare e delicate. Dopo un po’ cominciai con un dito, poi con due
. Poi quando fu abbastanza ap
erto, provai ad appoggiarci la mia cappella gonfia e rossa. -Spingilo dentro!- mi disse dopo essersi infilata da sola tre dita nel retto. Non me lo feci ripetere più volte e entrai una prima volta lentamente. Lei gemette. Uscii e rientrai ancora. E ancora. E ancora. Continuando ad aumentare lunghezza della penetrazione e velocità. Fu lei a chiedermi di scoparla con come nella figa. Non aspettavo altro. La feci venire di nuovo dalla vagina ma questa volta non se ne andò. Dopo esserselo preso abbastanza anche da dietro, si mise di nuovo con la schiena sul letto e mi invitò a venirle nella figa, dicendomi di aver preso le pillole. Io la scopai di nuovo ma questa volta molto più profondamente. Quando ero sul punto di venire anche io, però, tolsi il cazzo dalla sua vagina e lo misi davanti al suo viso. lei si sedette sul letto e capì. Lo prese con la mano destra mentre con la sinistra si massaggiava il pube. Io la aiutai e con la mano destra la aiutai con la pompa e con la sinistra con il ditalino. Quando lo prese in bocca e iniziò a succhiare sentii un fiume caldo percorrermi il corpo. La presi per i capelli e la tirai a me, mettendoglielo tutto dentro la bocca e esplodendo in un’eruzione di sperma senza precedenti. Misi tanta energia che anche la mia mano e la sua entrarono nella patata impregnata di succhi e sperma e la fecero venire per l’ennesima volta. Io continuavo a spruzzare sperma e dopo averle riempito la bocca e averla vista deglutire, le schizzai sul viso gli ultimi getti di sborra calda. Mi abbandonai stravolto sul letto sudicio di sudore, sperma e succhi vaginali accanto a lei. Ci limonammo per un po’ e poi andammo insieme sotto la doccia dove, ci leccammo ancora un quarto d’ora ripromettendoci di rifare insieme quel fantastico pomeriggio!

Voglio fare il Pornoattore Gay! | Racconto gay di ZenXXX

È venerdì mattina, mi sono svegliato presto, faccio colazione e sono pronto e carico per allenarmi nella sala pesi di casa mia. Oggi sono euforico, perché so già come trascorrerò questo fine settimana. Finito l’allenamento faccio una doccia veloce e mi preparo per uscire. Mi guardo allo specchio mentre mi vesto: non sto più nella pelle, non penso ad altro che a Titan e al modo in cui ci divertiremo insieme! Ma per capire meglio di chi sto parlando è il caso di fare un passo indietro. Mi chiamo Matteo, sono un ragazzo alto 1,83 m, capelli castani corti e mossi, occhi verdi, con qualche tatuaggio e piercing. Mi definisco un tipo piuttosto socievole e amichevole, amo allenarmi(che sia in casa o in palestra) e sono dichiaratamente gay! Ho 24 anni e lavoro come commesso in un negozio di abbigliamento sportivo/ streetwear nella mia città natale. Non mi lamento di ciò che faccio, ma la verità è che come tutti anche io ho delle aspirazioni. Il mio sogno è particolare e anche un po’ insolito: desidero diventare un Pornoattore Gay! Sono sempre stato affascinato dall’industria pornografica gay e lavorare per qualche casa di produzione, anche non troppo importante, è un’idea che mi ha sempre affascinato. Un po’ per noia e un po’ per curiosità, ho aperto un profilo Onlyfans diversi mesi prima e mi sono divertito a pubblicare diversi contenuti hot, tra cui foto piccanti e video di sesso(anche se nessuno dei miei conoscenti ha mai scoperto nulla)! In quel periodo, trovo l’account di un bell’uomo di 40 anni(anche se ne dimostra 30)di nome Everro. E’ muscoloso, carnagione abbronzata, moro, occhi azzurri, alto circa 1,87 m, carismatico e con diversi hobby, tra cui la palestra, la cucina e la moda! Il suo profilo mi ha colpito fin da subito: le sue foto sono davvero sexy, fatte apposta per ammirare il suo corpo! I suoi video, però, sono tutt’altro che espliciti: in alcuni filma degli angoli di casa, adibiti a piccoli set cinematografici, con tanto di didascalia “WORK IN PROGRESS”; in altri riprende degli uomini che, sempre a casa sua, ridono e si scambiano qualche bacio, mentre lui non si fa mai riprendere! Così, spinto dalla curiosità e da una lieve eccitazione, mi decido a scrivergli:

Una trans-sorpresa! | Racconto trans di marynella

In questi giorni, parlando di esperienze con transessuali con degli amici, mi è tornato alla mente un episodio che mi è capitato. Non amo frequentare trans, ovviamente non per motivi di genere ma per altri principi che ora non spiego. Ma trovo queste esperienze molto eccitanti sessualmente, soprattutto se vissute con un uomo accanto.

Il compagno | Racconto gay di Mitana

La giornata si presentava calda gia` dal mattino e la voglia di andare a scuola comincio` a venir meno. Quando Lucio mi ricordo` la versione di latino e mi parlo` si u vecchio castello diroccato che valeva la pena di visitare lasciai in custodia presso una cartoleria la cartella e gli feci compagnia. Raggiungemmo il castello non prima di aver comperato le sigarette ed un paio di focacce che consumammo seduti sull`erba ancora umida di rugiada. Piu` il sole si alzava piu` eravamo felici o almeno cosi` ci pareva. Deridevamo i compagni rimasti a scervellarsi in classe sul Campanini e Carboni alla ricerca delle frasi adatte alla traduzione di una lingua morta. Piu` che la versione di latino consideravamo le nostre compagne colle loro tettine sode ed i culi arrotondati che curve colle cosce strette sul foglio a righe intente a tradurre le frasi di Cicerone o di Cesare. Immaginavamo la Colucci colle sue labbra da pompinara che spiava il foglio della Fasanella o La Parziale che mostrava le cosce a Timoteo per farsi tradurre una frase o Marano chre sculettava mentre chiedeva qualcosa al professore. Lasciammo per ultima Valentina perche` era la piu` bella della classe o quanto meno la piu` sexy colle sue cosce lunghe le tette gonfie ed un visino da madonna dei casini. Era la Musa ispiratrice delle nostre seghe quotidiane e Lucio mostro` con fierezza la patta gonfia pensando a lei. Anche io ero eccitato ma lui di piu` almeno a vedere il gonfiore. Massaggio` a lungo la patta mentre nervoso fumava l`ennesima sigaretta ed un paio di volte i nostri sguardi si ncrociarono e ne fui turbato. Lucio era piu` grande di me di un anno ed aveva conosciuto piu` di una fidanzata mentre io ero ancora ingenuo e vergine. Quando fisso` i suoi occhi nei miei vi lessi il desiderio e ne rimasi turbato perche` mi ero reso conto che anche io avevo voglia di godere. Desideravo ardentemente una femmina ma potevo contare solo sulla mia mano destra o quella dei cuginetti che piu` di una volta mi avevano dato soddisfazione facendo zampillare il mio sperma cremoso. Il cazzo di Lucio spingeva con forza contro i pantaloni e disegnava la sua forma perfetta. Era evidente la capocchia rotonda e lui la evidenziava strizzandola. – Se fosse qui Valentina, sai cosa le farei? Le tapperei la bocca con un cazzo duro e le succhierei i capezzoli duri. Ma hai visto che bocca? e che labbra? Cosa pagherei per un pompino. Io ridevo teso pensando che se fosse piu` esplicito gli sarei potuto venire incontro. Lui continuava a fissare i miei occhi coi suoi acquosi mentre massaggiava la patta sempre piu` gonfia. – Facciamo una lotta? – Cosa? – Una lotta, per scaricare la voglia che ho addosso. Non fini` di parlare che mi salto` addosso e mi rovescio` all`indietro. Cercava di immobilizzarmi colle spalle a terra mentre inginocchiato mi tratteneva tra le cosce. Aveva una strana luce negli occhi che mi affascinava. Lo sentivo amico benche` facesse di tutto per battermi. Riusci` a stendermi sull`erba e scivolo` coll`inguine fino a sentire pulsare il cazzo sempre duro a poca distanza dal mio viso. – Perche` non sei Valentina? Se al posto tuo ci fosse lei sai cosa le farei? Lo sai, eh? Avanzo` ancora un po` ed il gonfiore mi sfioro` le labbra. Mi sentivo strano , non ero a disagio perche` sentivo in lui il maschio bisognoso di godere della sua donna e la sua donna ero io. Ero fiero di piacergli di interessarlo e per un attimo desiderai essere provvisto di vagina. Mi era successo gia` altre volte di dispiacermi di essere uomo. Anche mia madre ripeteva spesso che avrebbe preferito una femminuccia al mio posto. Quando Lucio mi lascio` libere le mani per aprire la patta e tirare fuori un cazzo duro come un pezzo di legno colla capocchia viola lo afferrai e lo portai alla bocca per succhiarlo. – Ah Valentina, succhia, succhia troia bastarda di una puttana. Sentii la cappella in gola e le palle dure contro il mento. – Succhia troia, la mia troia. Mi mancava il fiato ma trattenni il grosso cazzo in fondo alla gola e lo sputai solo quando mi annaffio` col seme denso e bollente. Ingoiai il suo liquido cremoso e sbattei le labbra facendo i palloncini collo sperma che raccolsi dall`asta turgida. – Ti piace, eh, lo so che ti piace. Hai la faccia del pompinaro. Non gli risposi ma in segno di sfida ripresi in bocca il cazzo sempre eretto e lo succhiai fino a sentirlo gonfiare al massimo. Lucio riprese a sbuffare mentre mi chiavava quasi la mia bocca fosse una vagina fino a che non si irrigidi` mentre mi annaffiava ancora una volta la gola con uno schizzo di sperma bollente. Questa volta lo trattenni in bocca e ci giocai facendo apparire la massa cremosa sulle labbra per risucchiarla quindi appariva ancora e la risucchiavo per varie volte. Lui si lascio` cadere al suolo col cazzo che svettava verso il sole ormai alto nel cielo e luccicava la capocchia sporca di sborra. – Lo sapevo che eri una troia,. me ne ero accorto. Hai la faccia del pompinaro. Mi girai sul fianco e gli presi il cazzo in mano e lo scapocchiai mentre colla punta della lingua raccoglievo le ultime gocce che lo lordavano. – Hai un bel cazzo, mi piace. E` ben disegnato e ben proporzionato. In cuor mio maledissi la mancanza della vagina e raccolsi in bocca il cazzo quasi volessi strozzarmi con esso. Lucio mi prese la testa e mi costrinse a risalirlo fino a che le bocche non si unirono in un bacio passionale. Gli succhiai la saliva e lo pregai di sputarmi in bocca. Quella fu la prima volta e mi eccitai al punto che mi sborrai addosso senza toccarmi. In seguito ho amato succhiare la saliva e godo quando mi sputano in bocca. Non so ma mi piace da morire al punto che posso godere senza toccarmi solo nel sentire e bere lo sputo piu` che il piscio. Stanchi fumammo una sigaretta andando col pensiero a Valentina il cui ricordo aveva favorito e propiziato il nostro rapporto. Facemmo un giro tra i ruderi inseguendo le lucertole tra i muschi. Alfine Lucio seduto su un muro di tufo mi chiese di inginocchiarmi tra le cosce e darmi da fare per farlo godere ancora una volta prima di rientarre nelle nostre case. Obbedii con piacere. Il cazzo era molle e faticai non poco per farlo inturgidire. Alla fine mi riempi` la bocca e mentre sbuffava come un treno in salita mi tappo` la bocca mentre mi annaffiava ancora una volta la gola. Beata gioventu`, quando l`intero Universo e` raccolto nella patta dei pantaloni e dove il centro del Mondo e` un cazzo eretto. Abbandonai il cazzo solo quando molle mi scivolo` di bocca e dopo averlo ben ripulito colla lingua lo vidi sparire nella braghetta.

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