Alla scoperta del sesso fra fratello e sorella | Racconto incesti di renatino

La storia che racconto è vera, autobiografica e risale ad oltre 60 anni fa…vivevamo in una piccola città di provincia, il padre, impiegato, la madre, impiegata pure lei nello stesso ufficio, io e mia sorellina, separati da poco più di due anni di età…venne la guerra e mio padre se ne andò in quanto richiamato, mia madre continuò a lavorare per mantenerci affidandoci ad una cameriera noiosa e tiranna..la mattina andavamo a scuola, il pomeriggio a casa con la belva, che passava tutto il suo tempo a leggere un giornale allora di moda.e a controllarci….poi arrivò il fronte, mio padre rimase al sud dell’italia noi a nord, le scuole chiusero, la donna ci lasciò, per un po’ stemmo da soli, io, il più grandicello cucinavo, poi si aspettava il ritorno della mamma…la nostra intimità era diventata totale, ci capivamo a colpo d’occhio…e crescevamo assieme..passò il fronte, mio padre rientrò incolume, riprese la vita ante guerra, noi a scuola a piedi, qualunque fosse il tempo, mio padre e mia madre in bicicletta in due uffici separati..alla sera ci riunivamo, noi continuavamo a mangiare assieme all’uscita della scuola, ecco perché ho imparato a cucinare, la sera mia madre metteva a posto la casa e mio padre passava tante sere a contare e a riparare le banconote di allora, la am.lire…si ascoltava la radio, andava di gran moda la bisarca e botta e risposta di gigli….venne l’estate, in casa, nella nostra villetta era venuta una famiglia di sfollati, lui calzolaio, lei donna di casa, due figli quasi coetanei nostri e anche loro maschio e femmina…ma i rapporti fra le due famiglie non erano idilliaci per cui si continuava a vivere due vite separate solo noi ragazzi quando rimanevamo soli cercavamo di fraternizzare, io e mia sorella, continuavamo a stare assieme, ed il gran caldo ci faceva stare sempre più nudi, nudità che non ci imbarazzava più di tanto…un giorno trovammo abbandonato un giornale di fotoromanzi, grand hotel, lo prendemmo e ci rifugiammo in camera nostra a guardarlo…rimanemmo sorpresi dalle foto del bacio, e dalla gioia che il bacio sembrava dare ai due attori…decidemmo di provarci anche noi…lo strofinare delle labbra era si piacevole ma non ci entusiasmava poi troppo,avremmo smesso se per sbaglio lei non avesse aperto la bocca.io la segui..le punte delle nostre lingue si toccarono trasmettendoci come una piacevolissima scossa elettrica…ne rimanemmo piacevolmente colpiti, decidemmo di approfondire..imparammo così a baciarci..e lo trovammo fantastico..inconsciamente però non volevamo parlarne con nessuno…avevamo oscuri timori…un pomeriggio che faceva più caldo del solito, dopo esserci sbaciucchiati un po’, piacevolmente eccitati, ci togliemmo la mutandine e scoprimmo la nostra differenza..subito allungammo le mani a toccarci…per pura curiosità,.il mio cazzetto prese ad irrigidirsi, la sua topina era come un po’ aperta e sembrava umida…io proposi di baciarci anche sui nostri sessi, mia sorella accettò senza discutere e si chinò a prendermi in bocca il mio cazzetto, mentre io a prezzo di grandi contorcimenti giunsi a baciarle la topina..subito tirai fuori la lingua..e la spinsi dentro…mi piaceva da impazzire, da quel momento tutte le occasioni erano buone per succhiarci vicendevolmente..io poi impazzivo per leccarle la topina..e a mia sorellina la cosa piaceva da matti…tanto che mi veniva a cercare in continuazione..poi scoprimmo tanti altri giochi…io la mettevo a pancina sotto con il culetto alto, la leccavo dappertutto, poi le salivo sopra e mentre con le mani cercavo i suoi seni in fase di sviluppo, le strisciavo la punta del cazzo sulla figa e sul culetto..lei dopo un po’ voleva però cambiare gioco, il suo preferito era sedersi sulla mia bocca e strusciarmi la fighetta sul viso fino ad avere i primi orgasmi..per non farmi protestare si chinava sul mio corpo e mi sbaciucchiava il cazzo e mi accarezzava le palle fino al mio orgasmo..allora leccava tutto con grande attenzione..eravamo tanto prese da questi giochi che cercavamo di stare sempre da soli, la sera cercavamo i andare a letto presto perché lei pretendeva che la leccassi altrimenti non avrebbe dormito…i miei non si accorgevano di niente,…un pomeriggio, mentre stavamo studiando un gioco nuovo, quello di strusciare la cappelle dura del mio cazzo fra le sue grandi labbra ben aperte..fummo chiamati dai due che vivevano sotto il nostro tetto, ci dissero che erano rimasti soli anche loro e che avrebbero voluto giocare con noi….giocammo a rimpiattino..io mi portai dietro la ragazzina, un anno più di mia sorella e appena nascosti presi a toccarla fra le gambe….lei cercava di liberarsi ma senza far rumore per non farsi scoprire, però quando riuscii a metterle due dita dentro la fighetta, cessò ogni difesa e prese ad incoraggiarmi dicendo però di andare a dagio..di usare delicatezza..io tirai fuori il mio cazzo ormai duro e glielo misi in mano..lei ridendo mi disse che ero peggio di suo fratello..io le chiesi se anche loro facessero fra loro quel tipo di gioco e scoprii che erano più abili di noi..fra loro non si baciavano in bocca ma si inculavano regolarmente..io le insegnai a baciare..le piacque molto e lei si mise a pecorina e mi insegnò ad incularla..non fu una vera penetrazione, o lo fu solo parziale. Ma mi piacque da morire e mi ripromisi di provare con mia sorella…..a questo punto ci domandammo com’era che nessuno cercava nessuno, lei ridendo mi disse che sicuramente il fratello faceva quello che facevamo noi..allora io proposi di farlo tutti e quattro assieme..uscimmo a cercare mia sorella e suo fratello..li trovammo nascosti dietro un letto con la mia sorellina che usava l’amichetto nel modo da lei preferito.. ridemmo fra noi io rinnovai l’invito a farlo assieme..lui accettò. Ia mia sorellina non aveva certo bisogno di incoraggiamenti..era sempre arrapata..io chiesi a loro di farci vedere come glielo infilava nel culetto e noi gli avremmo fatto vedere come io strusciavo il mio cazzo nella fighetta di mia sorella..cominciammo noi due..io la misi sotto, le salii sopra e sempre baciandola e strizzandole i piccoli seni dai capezzolini già molto pronunciati presi a far strisciare il mio cazzo fra le sue grandi labbra…fino che raggiungemmo l’orgasmo tutti e due..allora lui prese la sorellina che volle prima essere baciata, piacevolissima novità per loro, poi le unse con l’olio d’oliva il culetto e ci sprofondò dentro di colpo..la pompò fino a quando non venne…a questo punto ci scambiammo le sorelle, lui prese ad ungerele il culetto e poi la sfondò deciso..e riprese a pompare..io non dovetti far molto il culetto della nuova amichetta era già aperto…fu la mia prima inculata, anche se non le sborrai dentro perché prima volle provare il sistema usato da me e mia sorella..la girai e le misi il cazzo duro fra le grandi labbra, presi ad agitarmi e lei venne con grande facilità…e venni anch’io su di lei..le chiesi perché non provasse a farselo infilare, visto che le piaceva tanto…ma mi disse che la madre l’aveva messa in guardia, che farlo davanti era il modo sicuro per fare figli..io le dissi che potevamo provare poco poco..lei fu subito d’accordo, .allora glielo infilai in bocca e la feci succhiare, non sapeva farci assolutamente, ma le piacque e lo disse al fratello che dopo aver inculato mia sorella aveva ripreso a leccarle la topina e gli disse anche che da allora in poi lo avrebbero fatto sempre anche fra loro…….lui annuì perché non poteva staccare la bocca dalla fighetta visto che mia sorellina gli teneva la testa schiacciata a due mani..io stesi la amichetta sul letto, le salii sopra e glielo appoggiai dentro la figa..presi a spingere e il mio fratellinò entrò bene, fin quasi a sverginarla..non arrivai a tanto ma lei stringendomi e baciandomi mi confessò che era la cosa più bella mai provata.. arrivammo all’orgasmo assieme…dovemmo separarci per paura dell’arrivo dei genitori, ma ci promettemmo di rifarlo ogni volta che fosse possibile..il pomeriggio seguente io e la mia sorellina eravamo di nuovo soli..decidemmo
di provare tutto quello che avevamo scoperto, cominciammo con il baciarci a fondo mentre io le accarezzavo i seni e i capezzoli, lei strusciava la sua topina sempre calda ed aperta contro il mio cazzo diritto, poi la accontentai, mi sdraiai sulla schiena e lei con precisione mi calò la sua fighetta già fradicia sulla bocca, le mie mani avevano due mete diverse,una massaggiava ed apriva il buchino del culetto, l’altra manteneva il contatto con le sue tettine, lei invece si leccava e succhiava il mio cazzo mentre le sue mani lavoravano i miei coglioni..la mia lingua ormai molto esperta la portò rapidamente all’orgasmo..allora si decise, scese da sopra, mi si sdraiò a fianco, io la montai e presi ad insinuarmi fra le sue grandi labbra..presto cominciò ad incitarmi..a spingere..a muovermi..io facevo del mio meglio, di fatto si trattava di una scopata un po’ superficiale…pur non giungendo ancora a sverginarla godemmo moltissimo tutte due e di sua iniziativa mi offrì il culetto..ci mettemmo un po’ di pomata nivea, presi ad incularla con lei sdraiata sul pancino e il culetto rialzato e spinto verso di me..le sprofondai dentro e finalmente potei sborrare…farlo fra noi era bellissimo..ci soddisfaceva completamente, ma con gli altri due era ancor più divertente..ricordo che delle sere di fine estate giocavamo a fingere di passeggiare..appena incontravamo le ragazzine partivano pizzicotti e palpate, toccamenti, bacetti rubati, le bimbe fingevano di essere scandalizzate e scappavano girando intorno alla casa…va da se che dopo poco la sceneggiata ricominciava…questo ci serviva a tenere sempre svegli i nostri sensi per sfogarci appena rimasti soli nei pomeriggi, pomeriggi durante i quali ognuno di noi aveva due amanti..stando attenti a non venire dentro le fighette ormai scopavamo veramente..ma ognuno di noi rimaneva le sue preferenze,..ad esempio alla mia sorellina la cosa che la faceva più impazzire era essere leccata nella figa..a me piaceva tanto scopare e leccare la fighette…e la mia partner preferita era l’amichetta che aveva come prima idea quella di essere scopata nella figa..,il mio amichetto invece adorava incularle..poi la famiglia di sfollati trovò una nuova casa e ci lasciammo..ancora adesso no capisco come mai, pur vivendo in una piccola città ci fossimo completamente persi di vista..pensate che né io né mia sorella abbiamo mai più incontrato gli altri due…ma anche il rapporto fra noi cessò quando mia madre si mise in pensione per seguire i figli e la casa…in casa era diventato impossibile amarsi, né a me né a mia sorella venne mai in mente di vederci fuori dalle mura di casa…era iniziata come scoperta del sesso e finì tranquillamente…ambedue andammo a cercare occasioni ed incontri separatamente e senza portarci dietro nessun rimpianto….

09 – Come fui iniziato al sesso da mia madre e mia sorella (Parte 1) | Racconto incesti di Ivofosco

Il mio nome è Stefano e la storia che voglio raccontarvi è quella delle mie prime esperienze sessuali. Sono il fratello gemello di Lavinia. Nostra madre rimase incinta a diciotto anni e, invece di abortire, decise di tenerci con se. Sicuramente fu una scelta coraggiosa per quei tempi, noi non possiamo che ringraziarla per averci messo al mondo. Mio padre è notaio, figlio e nipote di una stirpe di notai. Siamo il frutto di una notte di sesso fatta con mia madre a Lavinio, località vicino a Anzio. Accadde a una festa in cui lalcool fu il protagonista assoluto e dove mia madre, in un colpo solo, perse la verginità e rimase incinta. Allepoca la gravidanza non fu presa bene né da parte della famiglia di lui, né da parte del nonno materno che non riusciva a sopportare il fatto che la sua adorata figlia avesse fatto sesso prima del matrimonio. Mia madre proveniva da una famiglia borghese ma non agiata. Il nonno era maestro elementare e mia nonna professoressa di matematica. La famiglia di mio padre se la passava decisamente meglio dal punto di vista economico. Il nonno dirigeva uno studio notarile tra i più famosi della capitale e aveva sposato una nobildonna proprietaria terriera che avrebbe potuto vivere di rendita fino alla fine dei suoi giorni.

Fratello e sorella soli a casa (Lockdown story) | Racconto incesti di Veronica Mahler

Le giornate durante il lockdown erano tutte uguali, I genitori di Simona e Umberto lavoravano entrambi in un supermercato, il padre come direttore la madre come cassiera, pertanto erano autorizzati a recarsi a lavoro. Mentre Simona, diciottenne, e il fratello Umberto di un anno più grande erano studenti. Passavano gran parte della giornata a guardare Netflix, a volte facevano videochiamate con gli amici o cazzeggiavano sui social. A Simona mancava tanto il sesso con il suo ragazzo, mentre Umberto era ancora vergine e, chiuso in camera, passava molto tempo a farsi le seghe sui siti porno.

Il marito di mia sorella | Racconto gay di pappafico

roberto oltre ad essere il marito di mia sorella gemma,e’ anche un bel fusto di maschio.muratore e fisico scolpito dalla palestra e dal suo duro lavoro,a 40 anni,due figli e sembrerebbe la classica famiglia del ” molino bianco” ,ma non sempre e’ cosi’! spesso mia sorella mi racconta che i soldi non bastano mai,e con […]

Trasgressioni fratello e sorella | Racconto incesti di Aloberto

tanti anni fa scoprimmo il sesso tra fratello e sorella,quella volta ci sembrò una favola di peccato,ma ci piaceva,approfittavamo di ogni momento assieme da soli per poter fare qualcosa.Poi il tempo ci divise,io via per militare,lei si sposò con uno molto più grande,quasi venti anni di differenza.Pochi mesi fa in una delle mie visite a casa,oramai non più tanto frequenti,eravamo nella sua casa di villeggiatura al mare,ero in camera che mi cambiavo mi accorsi di essere osservato,girandomi vidi mia sorella che mi fissava,fu un attimo ed io le dissi se ricordava quello che facevamo da ragazzi lei rispose che ogni tanto ci pensava ma che oramai erano passati tanti anni,allora io le feci una carezza e mi chinai a darle un bacio sulla guancia che però andò sulle labbra,una scintilla…cominciai ad accarezzarla sulla schiena e sul seno scendendo rapidamente sulla sua figa,lei non si era tirata indietro,cominciò a toccare il mio cazzo diventato duro come il marmo,si chinò ed iniziò a farmi un pompino da favola,io continuavo a farle un ditalino ma ben presto ci trovammo sul letto a sessantanove,riassoporavo mia sorella dopo tanto,venimmo tutti e due contemporaneamente.ma non bastava,dovevo entrare dentro di lei e fu lei che prendendolo lo indirizzò,prima dolcemente ma poi con un impeto travolgente,dentro e fuori su e giù,sembravamo quelli di una volta,ma stavolta ci fu lepilogo,mia sorella si girò con la schiena in su e mi disse che voleva darmi il suo culo,non lo aveva mai dato a nessuno,cominciai a leccarle il buco e piano piano introdussi un dito poi due e poi poggiai la punta del mio cazzo e piano piano mi feci strada fino a metà e poi un colpo solo tutto dentro,ci sembrò interminabile ma godemmo enormemente ambedue felici e soddisfatti,guardandoci negli occhi ci ripromettemmo di rifarlo alla prima occasione utile….il suono del citofono ci ha interrotto,alla prossima

Che trio con mia sorella e suo marito | Racconto incesti di Linatrio

Che vergogna! Che terrore! Quando un giorno, di circa un mese fa, Antonio, il marito di mia sorella, ci sorprese a letto a lesbicare. Che scenate e quante parolacce: lesbicone, pervertite, troie. Il tutto mentre cercavamo di coprire le nostre nudità. Specialmente io naturalmente. Mi minacciò che avrebbe raccontato tutto a mio marito e a mia sorella che lavrebbe buttata fuori di casa. Pur non essendo lesbiche lo facevamo da ragazze per provare certe sensazioni. Poi, col tempo, finì tutto. Anzi lavevamo quasi dimenticato fino ad un mese fa quando, senza sapere come e perchè, ci ritrovammo abbracciate e a palparci. Venne tutto distinto. Quando mio cognato ci sorprese era la seconda volta che lo rifacevamo. Io mi chiamo Lina, sono una donna di 45 anni e sono insegnante; Mia sorella si chiama Rosa di anni ne ha 42 ed è impiegata; Antonio, suo marito nonchè mio cognato, di anni ne ha 44 ed è impiegato anche lui. Abitiamo tutti nello stesso palazzotto di tre piani costruito dai miei genitori i quali, nel giro di due anni sono deceduti entrambi. Che scandalo al paese, in provincia di Catania, se fosse successo quello che minacciava mio cognato! E Mio marito? Un buon uomo di 54 anni? Il giorno dopo lo pregammo con le buone e vergognandoci pure. Sembrava convinto. Poi disse che lo dovevamo fare in sua presenza e che dovevamo scopare con lui. Nemmeno per sogno. Scordatelo! Che porco sei? Gridai. E mia sorella: Brutto maiale! Ma che sei pazzo? Intanto mia sorella aveva linferno a casa e lui minacciava me che lavrebbe detto a mio marito. Rosa era convinta. Io che dovevo fare? Non contava niente il fatto che Antonio fosse un gran belluomo e mio marito mi lasciasse ormai a secco per settimane intere. Fra laltro, devo dire, tra me e mio cognato non correva buon sangue. Non è che avessi qualcosa del mio corpo da nascondere: sono una bella donna sensuale e vogliosa, anche se riesco a reprimere le mie voglie. Anche mia sorella è molto sensuale e so che il sesso tra lei e Antonio va a meraviglia. A volte li sento. Il pomeriggio stabilito, quando di certo mio marito sarebbe rientrato a tarda sera, Rosa, mortificata, scese da me e mi chiese se fossi pronta. Era in vestaglia e sotto solo le mutandine. Mi veniva da piangere e mi baciò in bocca. Anchio mi sistemai come lei, mutandine e vestaglia. Salimmo su. Lui era in soggiorno seduto in divano, ci disse di stare davanti a lui e di baciarci. Vergognandoci in cominciammo a slinguarci. Era eccitante per noi e anche per lui, tanto che prese a palparsi il cazzo da sopra la tuta. Quindi intrufolò la mano sinistra fra le mie cosce e qualla destra fra le cosce di Rosa. Ci diceva che eravamo due lesbiche troie bone ed io e Rosa, ormai accaldate ci lasciammo andare. Lui ci slacciò le vestaglie le quali si aprirono e incominciammo a leccarci le tette. si alzò, ci sfilò le vestaglie, prese a palparci il culo e avvicinò la sua bocca alla mia. Mi vergognavo, ma la sua lingua subito fu dentro la mia bocca e ci baciammo mentre guardavo la faccia di mia sorella. La sua lingua mi fece impazzire, anche perchè con mio marito non ci baciavamo quasi più. Disse ancora che eravamo due troie e che lo stavamo facendo eccitare. Guardate voi stesse ci invitò. Rosa lo fece subito palpandoglielo da sopra la tuta. Io mi vergognavo. Forse perchè cera mia sorella? Lui stesso prese la mia mano e la portò sul suo cazzo. Che sensazione! Mi sentii arrossire e glielo tastai per un bel pò mentre alternavo lo sguardo tra la mia mano e gli occhi di mia sorella. Baciò Rosa, a modo loro, e poi disse di andare in camera. Li, a letto, ci sfilò le mutandine, giocò per un poco con le nostre fiche facendoci gemere di piacere e poi ci disse di fare da noi. Ci sdraiammo e iniziammo per come eravamo abituate. Ci slinguavamo una sullaltra e poi prima io a leccare le sue tette e poi lei le mie. Latamosfera era surreale, lambiente caldo, anche perchè lui ce ne diceva di tutti i colori. Quando mi girai verso di lui, era nudo e giocarellava col suo cazzo. E che cazzo! Ad un certo punto io e Rosa, presi dalla voglia, ce ne fregammo della sua presenza e ci cimentammo in un 69. Lei sotto ed io sopra. Ci leccavamo a più non posso la fica e, mentre ansimavamo dimenandoci, lui venne a guardare come ognuna di noi leccava la fica dellaltra. Rosa venne subito gridando di piacere e facendo su e giù col bacino. Lui allora venne da me e me lo mise in bocca. Che grosso? Forse perchè erano 4 o 5 mesi che mio marito non me lo metteva in bocca? No, era veramente grosso. Che piacere succhiarlo mentre la lingua di Rosa mi portava allorgasmo facendomi dimenare tutta. Ce lo fece leccare insieme; poi in bocca ad una mentre laltra gli leccava le palle. Che spettacolo le sue palle! Senza neanche un pelo e grosse. Si sistemò supino e mi invitò a cavalcarlo. Non persi tempo. Avevo una voglia di sentirmi scassare la fica che non avete nemmeno lidea. Mi dispiaceva per mia sorella la quale, però, tanto per non stare in ozio, si accovacciò sul viso di suo marito e se la fece leccare così. In quella camera da letto non si capiva più niente. Rosa che diceva: Si, sii Antò continua così che mi piaceeee. Io che mi sentivo sviscerare tutta non ricordando più da quanto tempo non provavo un piacere simile. Mi trattenevo dal gridare pur gemendo e sospirando, fino a quando Rosa, rivolta verso di me, gridò: Si Antò, il culo, leccami il culo. Lina, ti piace il cazzo di mio maritoooo? Ahaaaa! Siiiii! Mi piaceeem mi piaceeee. Godoooo. Che belloooooo, che belloooooooo. Poi Rosa mi sostituì in groppa ed io curiosa mi sistemai in modo che potessi vedere il cazzo di Antonio che entrava ed usciva dalla sua fica. Era come per immaginare quel cazzo dentro la mia fica pochi minuti prima. Gli palpai le palle fino a quando Rosa non arrivò gridando di piacere. Antonio disse che voleva guardarci di nuovo. Ci baciammo e poi ancora un 69. Questa volta io sotto e lei sopra. Che impressione quando vidi il cazzo di Antonio fra le chiappe di Rosa e lei che gli diceva: Si Antò lo voglio nel culo, si inculami. Mi godetti lo spettacolo in prima fila e, pian piano che il cazzo entrava nel culo di mia sorella, io gli leccavo e mordicchiavo le palle. Il cazzo era tutto dentro e lei godeva. La voglia di prenderlo nel culo venne pure a me. Non ricordavo più da quanti anni mio marito non mi inculava. Non ci fu bisogno che glielo chiedessi. Infatti mi disse: E tu che credi che non mi dai il culo? Mamma mia che bello! Solo un pò di fastidio allinizio, ma poi, piani piano che mi stantuffava, incominciai a godere come una troia fino a quando non ebbi un orgasmo che mi sconquassò completamente. Poi se lo menò sborrandoci sul viso. Rosa era abituata, io non lavevo mai fatto. Lo facemmo ancora due volte. Me la spassavo, ma immaginavo pure lo stato danimo di mia sorella che era costretta a dividere il marito con me. Sicuramente la cosa positiva era che Rosa ed io non avevamo più il problema che di nasconderci. Lo facevamo a casa sua. Anche il rapporto tra me e mio cognato non poteva essare come prima. Si instaurò un rapporto di complicità e ogni tanto lui mi faceva locchialino ed io una smorfietta con la bocca. Proprio questa domenica sera era influenzato e lindomani, ieri, non sarebbe in ufficio. Io il lunedì ho il mio giorno libero. Rosa è in Ufficio. Mio marito a lavoro. Verso le 9,30 lo chiamo al cellulare: Che fai? Come ti senti? Per caso hai bisogno di qualcosa? Gi dissi in tono stuzzicante. Noi abbiamo la chiave del lo ro appartamento, loro del nostro. Io sto uscendo proprio in questo momento dalla doccia. Si ho bisogno. Entra con la tua chiave disse col mio stesso tono. Lo trovai ancora nudo in bagno. Feci finta di meravigliarmi ma appena mi chiese un pompino lo accontentai immediatamente. Poi andammo a letto. Che spasso avere il suo cazzo tutto a mia disposizione!

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