Sega di gruppo per la mia ex prima parte | Racconto masturbazione di Andrew

Mi sono lasciato da quasi un anno perché la storia con Carla era diventata insostenibile. Ci eravamo messi insieme a 19 anni penso soprattutto perché non volevo stare solo anche se non mi piaceva molto. La mia ex non è la classica ficona anzi ha un viso abbastanza brutto da vedere anche se fisicamente è ben proporzionata, come spesso mi dicevanoi miei amici che la consideravano brutta; ma soprattutto era dotata di un carattere veramente difficile da sopportare, un misto fra bambina viziata e ragazza che non è mai uscita da casa. Non viviamo nel solito paese e penso questo sia stato il motivo per il quale sono riuscito a stare con lei per due anni senza esplodere. Ovviamente non tutto era negativo sennò sarei stato un masochista: in compenso di questi suoi difetti Carla è una ragazza che per amore si concede totalmente risultando in qualche modo succube del fidanzato. Durante la nostra storia devo dire che si è modificata molto soprattutto sotto laspetto sessuale. Sarà stata la sua paura di perdermi o la sua incapacità a dire di no alle mie richieste, fatto sta che finiva sempre per esaudire le mie voglie sessuali e le mie richieste in questo ambito. Sinceramente sotto questo punto di vista potrei dire che mi manca ad oggi nonostante i suoi difetti, ma ovviamente avendola lasciata io per mettermi con un altra ragazza non ho più contatti diretti con lei. Sto bene con la mia nuova ragazza che è molto più bella della mia ex ma ha un approccio sessuale molto tradizionale e non si sogna minimamente di fare tutte le cose che le chiedo. Un mesetto fa circa, durante una serata passata a casa al mio computer è capitato che mi imbattessi nelle vecchie foto fatte con Carla, ma soprattutto alle foto e ai video spinti che avevo fatto con lei; infatti una delle cose che mi ha sempre dato piacere del fare sesso con lei è che speso mi ha consentito di filmare parte delle nostre prestazioni, oltre ad avermi mandato nel tempo una gran quantità di foto intime quando le chiedevo di farmi eccitare a distanza. Non ho mai cancellato niente e quindi mi ritrovai a vedere con voglia alcuni video porno fatti con lei. In particolare mi facevano morire quelli dove mi faceva pompini o dove la scopavo stando io sopra. La sera non ho resistito e un po per nostalgia mi sono masturbato sopra i vecchi video e le vecchie foto intime. Passarono un paio di giorni quando un giorno mi trovavo a studiare per un esame alluniversità assieme ad un mio compagno di corso; nel pomeriggio dopo aver studiato intensamente decidemmo di prenderci una pausa. Stavamo già studiando al computer quindi nellattesa di riprendere a studiare, non so bene perché, gli feci vedere uno dei video che avevo fatto con Carla, senza ovviamente dirgli che fossi io il protagonista. Marco lo guardò forse pensando che fosse uno dei classici video che si scaricano da internet, ma vidi che era abbastanza preso.

La prima sega al cinema con Serena | Racconto prime esperienze di Chase90

Ormai é un rito. La sera, prima di addormentarmi, ripenso alla giornata appena passata. A quello che ho fatto. Le persone che ho incontrato. A quello che dovró fare il giorno dopo, sul lavoro, a casa. Ieri sera invece, ripensavo alle mie esperienze sessuali passate, recenti e non. Forse reduce da due racconti scritti poco tempo fa, ho cominciato a scavare più a fondo. Cercando di ricordare le meglio seghe che mi hanno e mi sono fatto. Giá, perché non sempre le migliori masturbazioni sono quelle che ti fanno le ragazze, a volte leccitazione di una certa situazione é di pari livello ad una sega di qualche stronzetta! Di cosa parlo? Un esempio: avete mai provato a masturbarvi, completamente nudi, al mare e riprendervi con un cellulare? Non parlo di una semplice sega da due, tre o quattro sborrate cremose e fiacche, di quelle dove il cazzo nemmeno ti viene duro e dritto, di quelle dove avete semplicemente il pisello fuori dal costume e sborra solo perché martoriato. No, io parlo di venire come un fiume in piena dopo esservi toccati per un bel pó, di venire tre, quattro, cinque, sei, sette….. dieci volte come una fontana. Ma non voglio parlarvi di questo con il presente racconto, magari lo faró unaltra volta, volevo solo puntualizzare che da soli si possono fare delle grandi seghe se si ha esperienza, si si é dei professionisti della masturbazione, che basta un pó di immaginazione e voglia di sperimentare. In fondo a tutti piace dedicare un pó di tempo a sé stessi, al proprio pisello o alla propria fica, lontano dagli occhi di tutti, anche dalla propria donna o moglie, magari la sera sotto le coperte o rientrati da lavoro sotto la doccia. Nessuno lo vuole ammettere, ma masturbarsi é naturale, lo facciamo tutti, non solo per un nostro piacere, ma anche per conoscere meglio quella cosa o quel coso che abbiamo in mezzo alle gambe. Comunque qui voglio continuare la trilogia iniziata con il racconto da me scritto Le mie prime masturbazioni e seguito poi da Il regalo di Natale di mia cugina Samantha. Vi racconteró una delle prime volte che mi fecero una sega al cinema, anzi, credo che fu anche la prima volta che feci Pissing con una ragazza. Ma andiamo per ordine. Chiariamo subito, non si trattó di uno di quei cinema porno (a proposito, ma esistono ancora nonostante la facile reperibilitá di materiale per adulti che si ha oggi?) che tanto andavano di moda una quindicina di anni fa, ma di un normale cinema che trasmetteva film per tutti. Era unestate di molti, parecchi anni or sono. Invitai una ragazza conosciuta da poco tramite amici in comune, a vedere un film. A quel tempo si usava cosí: due o tre uscite, invito al cinema, qualche bacio e si poteva dire di stare insieme. Il piano era quello, mettermi con Lei, Serena, ancora ricordo il suo nome e quello che venne dopo andava oltre ogni mia immaginazione di ragazzo pronto a tutto pur di farsi masturbare o scopare da una ragazza. Quel pomeriggio ci vedemmo davanti al cinema piú grande della nostra cittá, uno dei primi che potremmo definire un multisala di oggi. Quattro sale per quattro film. Io arrivai vestito comodo, tipica maglietta a maniche corte e pantaloncini corti senza mutande, mi piaceva sentire il mio pisello libero. Lei uguale, pantaloncino corto e canottierina colorata sportiva. Scegliemmo un Film da ridere, comprammo il biglietto, unaranciata, qualche pop-corn, entrammo nel cinema e ci sedemmo un pó appartati dal resto delle persone, che comunque non superavano la decina, in fondo era estate. Il film inizió. Dopo un principio di interesse per la pellicola, pensai ad un approcio, come muovermi. Il cuore batteva allimpazzata, ma pensai OK, mi butto. Dopo pochi minuti dallinizio della pellicola, iniziai a baciarla, non era la prima volta. Dopo qualche minuto mi feci piú audace, allungai delicatamente e dolcemente una mano sulle sue cosce. Lei fece un lieve sobbalzo indietro, ma non tolse la mia mano. Iniziai a toccarle linterno coscia, partendo dal ginocchio fino ad arrivare alla zona fica, senza toccargliela e poi tornando indietro. Il mio pisello dopo pochi secondi iniziava ad irrigidirsi. Continuai a massagiargli le gambe, le cosce, a toccarle ovunque e lei inizió a divaricarle un pó di piú e mentre la toccavo continuavo a baciarla. Prima sul collo, poi sulla guancia ed infine sulla bocca, facendomi strada con la lingua al suo interno. Intanto il mio cazzo era cresciuto, si era gonfiato per bene, il sangue gonfiava le vene che sembravano esplodere. Continuai a toccarla in mezzo alle gambe ed intanto salivo con le mani nel suo posto piú intimo. Volevo sentire la sua fica. La mia mano si insinuó nei suoi pantaloncini e poi nelle sue mutandine (lei si, che le portava) arrivando finalmente a toccargliela. Era liscia, calda, soffice come le sue gambe. Sentii qualcosa di morbido, due grosse cunette tipo duna ed uno spacco al centro. Continuavo a massaggiare linterno di quel taglio con il dito medio e durante una scena del film che illuminó il suo viso, le vidi nel volto una strana smorfia. Forse le piaceva quello che stavo facendo. Continuai la mia esplorazione e preso da un momento di euforia e coraggio, infilai il dito dentro quelle cunette soffici. Sentii che entrava senza resistenza, affondai tutto il dito dentro, sembrava ci fosse un buco, una cavitá, cosi non mi fermai e quando fu completamente al suo interno, iniziai a muoverlo in senso orario. Serena fece un gemito, sentivo le sue labbra intime pulsare ed inumidirsi. Intanto il mio pisello era diventato duro come un diamante, si era talmente ingrossato che usci la cappella fuori da un lato del pantaloncino con tanto di gocce di sborra. Continuai a masturbarla fino a quando non fece un quasi urlo e tiró fuori la mia mano completamente bagnata. Dopo qualche secondo nel quale cercó di riprendersi, anche lei reclamava la sua parte di esploratrice. Allungó locchio, che ormai si era abituato al buio, in mezzo alle mie gambe. E lo vide. Vide la cappella del mio pisello uscire dai pantaloni, grossa come non mai. Allora afferró un lato del pantaloncino tirandolo completamente su fino allinguine scoprendo completamente il mio cazzo. Per fortuna i braccioli delle poltrone ci facevano da scudo e le altre poche persone, non potevano vedere con chiarezza quello che stavamo facendo. Intanto la mia mano destra, ancora umida del suo sesso, si faceva strada sotto la sua canottiera dietro le sue spalle. Lentamente mi avvicinavo al suo seno destro, fino a toccarlo completamente. Era turgido e ben formato. Probabilmente portava una seconda, che a quel tempo mi sembrava una quarta abbondante. Con il pollice inizai a giocare con il suo capezzolo, mentre lei continuava a giocare con il mio cazzo. Lo prese in mano come si fá con una torcia luminosa e con lindice ed il pollice fece muovere a destra e sinistra le pelle che ricopriva la cappella. Sentivo il mio pisello pulsare, sentivo il sangue confluire sempre di piú, le palle ormai erano gonfie, ma lei non smetteva. Allimprovviso, con un movimento deciso, afferró completamente il mio cazzo e tiró indietro la pelle con la mano sbattendola sulle mie palle. Fece uscire la mia cappella completamente, insieme ad altre gocce di sperma. Inizió a muovere la mano a stantuffo, su e giú, su e giú, una volta, due volte, tre….. ma ormai ero carico, pieno di sborra da tirare fuori, che gli bastarono questi pochi movimenti per farmi venire. Feci un primo grande schizzo che scavalcó la poltrona di fronte a noi, seguito da un secondo. Per fortuna non cera nessuno davanti a noi, sai che figura. Gli schizzi continuarono ancora, ma con la mia mano sinistra toccai delicatamente la sua per direzionare il mio cazzo in basso. Continuai a sborrare, ma questa volta sullo schienale della potrona davanti a me dove lo sperma finí per colare poi a terra. Avevo fatto davvero un lago di sborra, sai che lavoro per quelli delle pulizie. Serena molló il mio pisello e si pulí le mani sulle poltrone. Poi mi disse Andiamo via Chase, abbiamo sporcato ovunque, se ci scoprono… Decisi di seguire il suo consiglio, ma anche io dovevo pulirmi prima il pisello come lei fece co
n le mani. Cosí la bloccai un secondo, aspettando che il mio cazzo perdesse lerezione. Che vuoi fare Chase?. Pulirmi. Se me lo rimetto dentro, continuerebbero ad uscire gocce di sborra macchiandomi i pantaloni. Poi come ci torno a casa? Risposi. E come pensi di fare?. Ora lo vedrai!. Mentre parlavamo il mio pisello si afflosció di lato, aspettai qualche minuto e cercai di pisciare. Con quello avrei pulito la stessa cavitá che mi fece godere. Dopo qualche minuto arrivó lo stimolo, mi feci un pó avanti alla poltrona sulla quale ero seduto, feci penzolare il mio pisello, presi il bicchiere ormai vuoto daranciata ed iniziai a pisciarci dentro lentamente. A metá bicchiere ebbi la forza di fermarmi. Dovevo pisciare giusto quel tanto per togliere i residui di sborra. Serena rimase stupita, non capiva a cosa servisse quel gesto, ma sembrava che il tutto la eccitasse. Allimprovviso si tiró giú pantaloncini e mutandine fino allaltezza del ginocchio senza sfilarseli, ora ero io che iniziavo ad eccitarmi di nuovo. Non capivo cosa volesse fare, ma ora riuscivo anche ad intravedere la sua fica e questo mi bastava. Sentivo che il mio cazzo, nonostante pochi minuti prima fece unabbondante sborrata, iniziava a tornare duro. Ad un certo punto peró tutto mi fu chiaro: voleva imitarmi. Avevo intuito infatti che volendo copiarmi e non potendo dare una direzione al getto di piscio, lavrebbe fatta sulla poltrona. Lei infatti non poteva spostarsi in avanti per poi accucciarsi e pisciare, qualcuno lavrebbe notata nonostante il buio. Serena, aspetta! gli dissi, ed un pó perché volevo ancora toccarle quella fica cosí liscia, un pó perché avevo paura che schizzi di piscio arrivassero ovunque, gli misi una mano in mezzo alle gambe tipo conchiglia per bloccarla. Voglio farlo anchio mi rispose. Allora presi il bicchiere e lo misi sotto la sua poltrona. Poi gli dissi di mettere le braccia sui braccioli delle poltrone, sollevare la sua fica ed il suo bel culetto, in modo tale che si alzasse il sedile della poltrona a molla. Lo fece. Ora il bicchiere era sotto la sua fica. Serena inizio a pisciarci dentro, ma il rumore che fece il liquido cadendo nel bicchiere era troppo forte, sembrava di riempire un secchio dacqua. Smise subito e si rimise a sedere. Strofinó la sua fica sulla poltrona per asciugarsi e si tiró nuovamente su i pantaloni.

Sega sulla cugina. | Racconto voyeur di luke1717

Era una calda estate e con mia cugina, Sara, più grande di me di qualche anno e molto bona andavamo spesso insieme al mare. Lei gran culo, tettine non enormi ma belle, mora, era nei miei desideri più nascosti e non solo nei miei. Un mio amico, Marco la desiderava e anziché darmi fastidio mi faceva piacere. Lei spesso vestiva provocante con le sue forme in mostra, un giorno si abbassò involontariamente e le vidi un tanga che mi fece subito indurire il cazzo. Raccontai tutto a Marco che non si esponeva direttamente sapendo che era mia cugina ma vedevo la sua patta crescere sempre più. Un giorno eravamo entrambi eccitati e parlavamo di Sara e del suo culo e lui mi faceva domande se me la scoperei e gli dissi ovviamente di sì. Data leccitazione lo chiesi anche a lui e mi disse di sì confessandomi che parecchie seghe erano per lei e gli dissi bravo. Un giorno andammo al mare con lei e un gruppo di amici e amiche e lui subito a dirmi guarda tua cugina che culo. Io eccitato avrei voluto già segarmi, ma era presto. Dopo pranzo decidemmo tutti di cambiare spiaggia e andare nella parte più riservata, mentre la maggior parte erano andati a mangiare rimanemmo io Marco e Sara. A quel punto io e Marco decidemmo di andare a far pipi dietro gli scogli mentre Sara continuava ad abbronzarsi. Stavamo facendo pipi quando vidi Sara levarsi il costume di sopra e subito lo dissi a Marco che era duro. Per evitare di essere beccati andammo dietro uno scoglio in silenzio in modo da poter vedere le tettine di mia cugina e alla vista iniziammo a segarci. Quanto è bona disse Marco che stava per venire e io aggiunsi Che darei per riempirla sulle tette e sul viso. A sentire queste parole Marco venne copiosamente e io a ruota. Fu la prima di una lunga serie di seghe insieme su mia cugina

La mia prima sega per mano di un amico | Racconto masturbazione di cockam

Tutto accadde in un pomeriggio d’state di qualche anno fa. Mia moglie era al mare con i suoi genitori, ed io quel sabato pomeriggio mi ritrovai da solo a casa. Ricordo che iniziai a navigare in internet alla ricerca di curiosità, quando mi imbattei nel sito del Circolo Delle Seghe (CDS). Attirato da qualche bella foto di nudo maschile (premetto che sono etero), cominciai ad esplorare meglio il sito ed infine mi decisi a fare l’iscrizione.

Una sega in Vespa | Racconto masturbazione di Torquato

Prima d entrare nel racconto…voglio dirvi….che tutto quello che sarà scritto….sarà assolutamente tutto vero… Durante le ferie estive .Una trentina di anni fa.. conobbi ,da tutti i punti di vista …una bella persona… Lui …aveva intorno ai 35 anni ..io molto più giovane ne avevo 19… Stavamo nello stesso palazzo ..e quindi fu facile incontrarci. Tutti i giorni ..dopo il pranzo andavamo al bar…Discutevamo del più e del meno ..spesso la musica…altre volto il calcio…senza disquisire..il sesso… Parlava bene e lo trovavo molto intelligente….Tutti i giorni che passavano lo consideravo sempre più eccitante. Capelli biondi ..lunghi…occhi neri….viso da attore ( chi sa? forse lo era..) camice spesso blu altri azzurre …sempre pantaloni bianchi e scarpe Timberland…diciamo era un fico….

Sega su mia suocera, che mai avrei immaginato | Racconto masturbazione di Enryy.80

Ciao a tutti mi chiamo Enrico e questo racconto è vero, non è frutto della mia fantasia. Sono fidanzato da 3 Anni con Laura, ma in famiglia da pochi mesi. Laura è una bellissima ragazza molto formosa una bella 4 di seno e un culo da non perdersi. Ma come si dice in alcuni casi la madre è meglio della figli. Stefania mia suocera 45 anni è una donna bellissima 5 di seno, labbra grosse e carnose adatte per fare pompino e un culo bellissimo anche se ormai a la sua eta. Ogni volta che la vedo o penso a lei mi viene duro e lo devo scaricare per forza, andando in bagno o scaricando su Laura la mia erezione. Penso che quando scarico con Laura ci senta perché più delle volte sono a casa loro nella stanza di Laura e non mi controllo, però mai niente ha detto lei neanche una battutina. Cmq ora è arrivata lestate e sia madre e figlia vanno a mare insieme lasciando molto volte me da solo a casa solo, essendo che mio suocero lavora tutta la giornata. Cmq un giorno decido di mettere una piccola telecamera Bluetooth di quelle cinesi in bagno nascondendo attentamente su una mensola dentro una scatola di scarpe facendo un piccolo buco. A questo punto dovevo solo aspettare che andasse a cambiarsi per mettersi il costume e lasciarmi solo. Dopo una 40 di minuti che era coricato nel letto a dormire viene Laura a dirmi che loro stavano andando via, appena uscite vado a recuperare la telecamera per passare il video dalla micro SD al Cell. E quello che vedo mi fa arrapare come un animale, mia suocera che si spoglia per mettersi il costume, si vedono le sue enormi tette, bellissime, il suo culo e la figa stupenda non rasata del tutto ma con un piccolo triangolino di pelo, dovevo segarmi per forza su quel video, nella foga di segarmi prendo le mutandine che si era tolta e le metto sulla testa, non lo avevo mai fatto e poi il suo reggiseno gigante e lo metto sul cazzo, però nel cellulare si vedeva troppo piccolo, non risalta a bene le sue enormi tette e deciso di collegare il cellula al pc in soggiorno che era collegato alla tv, una volta fatto tutto messo il video in ripetizione continua mi metto in ginocchio e incomincio a segarmi forte col suo reggiseno e odorando e leccando le sue mutande non ci metto molto a venire nel reggiseno. Una volta venuto ero contentissimo felicissimo ora non mi restava che pulire, ma alla vista delle sue enormi tette ancora in tv e del reggiseno pieno di spera e il mio pene di nuovo in erezione non so cosa mi prese ma feci la cosa più pazza della mia vita, presi le sue mutande e me le misi facendo un piccolo nodo perché erano grandi il cuscino nella sostanza dove lei dormiva e il reggiseno fatto di spera e incominciai strusciavo il mio pene il erezione sul suo cuscino dentro le sue mutande ed ecco la cosa più pazza della mia vita come un pervertito guardavo ancora il video leccando il reggiseno fatto di spera pensando che fossero le sue enormi tette fatte del mio sperma. Era la cosa più strana della mia vita ma mi piaceva ne stavo andando pazzo, tanto pazzo che venni con un animale. Mi dovetti riposare per mezzora e poi ripulire tutto. Ditemi cosa ne pensate.

La mia prima sega per mano di un amico | Racconto masturbazione di cockam

Tutto accadde in un pomeriggio d’state di qualche anno fa. Mia moglie era al mare con i suoi genitori, ed io quel sabato pomeriggio mi ritrovai da solo a casa. Ricordo che iniziai a navigare in internet alla ricerca di curiosità, quando mi imbattei nel sito del Circolo Delle Seghe (CDS). Attirato da qualche bella foto di nudo maschile (premetto che sono etero), cominciai ad esplorare meglio il sito ed infine mi decisi a fare l’iscrizione.

Sega su mia suocera, che mai avrei immaginato | Racconto masturbazione di Enryy.80

Ciao a tutti mi chiamo Enrico e questo racconto è vero, non è frutto della mia fantasia. Sono fidanzato da 3 Anni con Laura, ma in famiglia da pochi mesi. Laura è una bellissima ragazza molto formosa una bella 4 di seno e un culo da non perdersi. Ma come si dice in alcuni casi la madre è meglio della figli. Stefania mia suocera 45 anni è una donna bellissima 5 di seno, labbra grosse e carnose adatte per fare pompino e un culo bellissimo anche se ormai a la sua eta. Ogni volta che la vedo o penso a lei mi viene duro e lo devo scaricare per forza, andando in bagno o scaricando su Laura la mia erezione. Penso che quando scarico con Laura ci senta perché più delle volte sono a casa loro nella stanza di Laura e non mi controllo, però mai niente ha detto lei neanche una battutina. Cmq ora è arrivata lestate e sia madre e figlia vanno a mare insieme lasciando molto volte me da solo a casa solo, essendo che mio suocero lavora tutta la giornata. Cmq un giorno decido di mettere una piccola telecamera Bluetooth di quelle cinesi in bagno nascondendo attentamente su una mensola dentro una scatola di scarpe facendo un piccolo buco. A questo punto dovevo solo aspettare che andasse a cambiarsi per mettersi il costume e lasciarmi solo. Dopo una 40 di minuti che era coricato nel letto a dormire viene Laura a dirmi che loro stavano andando via, appena uscite vado a recuperare la telecamera per passare il video dalla micro SD al Cell. E quello che vedo mi fa arrapare come un animale, mia suocera che si spoglia per mettersi il costume, si vedono le sue enormi tette, bellissime, il suo culo e la figa stupenda non rasata del tutto ma con un piccolo triangolino di pelo, dovevo segarmi per forza su quel video, nella foga di segarmi prendo le mutandine che si era tolta e le metto sulla testa, non lo avevo mai fatto e poi il suo reggiseno gigante e lo metto sul cazzo, però nel cellulare si vedeva troppo piccolo, non risalta a bene le sue enormi tette e deciso di collegare il cellula al pc in soggiorno che era collegato alla tv, una volta fatto tutto messo il video in ripetizione continua mi metto in ginocchio e incomincio a segarmi forte col suo reggiseno e odorando e leccando le sue mutande non ci metto molto a venire nel reggiseno. Una volta venuto ero contentissimo felicissimo ora non mi restava che pulire, ma alla vista delle sue enormi tette ancora in tv e del reggiseno pieno di spera e il mio pene di nuovo in erezione non so cosa mi prese ma feci la cosa più pazza della mia vita, presi le sue mutande e me le misi facendo un piccolo nodo perché erano grandi il cuscino nella sostanza dove lei dormiva e il reggiseno fatto di spera e incominciai strusciavo il mio pene il erezione sul suo cuscino dentro le sue mutande ed ecco la cosa più pazza della mia vita come un pervertito guardavo ancora il video leccando il reggiseno fatto di spera pensando che fossero le sue enormi tette fatte del mio sperma. Era la cosa più strana della mia vita ma mi piaceva ne stavo andando pazzo, tanto pazzo che venni con un animale. Mi dovetti riposare per mezzora e poi ripulire tutto. Ditemi cosa ne pensate.

La mia prima sega per mano di un amico | Racconto masturbazione di cockam

Tutto accadde in un pomeriggio d’state di qualche anno fa. Mia moglie era al mare con i suoi genitori, ed io quel sabato pomeriggio mi ritrovai da solo a casa. Ricordo che iniziai a navigare in internet alla ricerca di curiosità, quando mi imbattei nel sito del Circolo Delle Seghe (CDS). Attirato da qualche bella foto di nudo maschile (premetto che sono etero), cominciai ad esplorare meglio il sito ed infine mi decisi a fare l’iscrizione.

Sega su mia zia | Racconto masturbazione di Enryy

Ciao a tutti questo racconto è successo davvero. Una notte mi è toccato dormire da mia zia una 50enne ben mantenuta diciamo, piacente. A me sinceramente fanno impazzire tanto le sue tette. Tanto che una sera dopo essermi fumato una canna nel balcone di casa sua mi è venuta voglia di spararmi una sega su di lei. La cosa andò così era tardi verso 1 di notte arrivato a casa sua perché dovevo dormire la mi sistemati nella camera degli ospiti, e mi rulli una canna, finito mi misi nel balcone a fumare pensando che lei dormisse. Ma invece no, vera sveglia e venne da me in vestaglia, io nascosti subito la canna, ma lei mi aveva già sgamato, mi disse di uscirà, e a mia sorpresa, la accese e si mise a fumare. Siamo stati li a fumare per circa 10 minuti e per tutto il tempo parlammo del più e del meno. Arrivati a un certo punto muovendosi la vestaglia mostrava la spacca delle sue grosse tette una 5. Finito tutto se ne andò io ero sballato cotto e anche eccitato per le sue grosse tette, tanto che presi il Cell e andai in bagno, presi una sua foto e appoggia il cel sul ripiano dello specchio, e incominciai a segarmi di brutto,ad un certo punto vedo dallo specchio la porta che è un po aperta. Era mia zia che mi aveva sentito però apposta di fermarmi e ricoprirmi , presi il cell lo misi per terra e incominciai a gridare che tette grosse avesse e che fosse una troia, fin a quando non sborrai sul cell per terra e Fini qua. Non sono una mente in grammatica quindi non giudicati.

Sega di gruppo per la mia ex prima parte | Racconto masturbazione di Andrew

Mi sono lasciato da quasi un anno perché la storia con Carla era diventata insostenibile. Ci eravamo messi insieme a 19 anni penso soprattutto perché non volevo stare solo anche se non mi piaceva molto. La mia ex non è la classica ficona anzi ha un viso abbastanza brutto da vedere anche se fisicamente è ben proporzionata, come spesso mi dicevanoi miei amici che la consideravano brutta; ma soprattutto era dotata di un carattere veramente difficile da sopportare, un misto fra bambina viziata e ragazza che non è mai uscita da casa. Non viviamo nel solito paese e penso questo sia stato il motivo per il quale sono riuscito a stare con lei per due anni senza esplodere. Ovviamente non tutto era negativo sennò sarei stato un masochista: in compenso di questi suoi difetti Carla è una ragazza che per amore si concede totalmente risultando in qualche modo succube del fidanzato. Durante la nostra storia devo dire che si è modificata molto soprattutto sotto laspetto sessuale. Sarà stata la sua paura di perdermi o la sua incapacità a dire di no alle mie richieste, fatto sta che finiva sempre per esaudire le mie voglie sessuali e le mie richieste in questo ambito. Sinceramente sotto questo punto di vista potrei dire che mi manca ad oggi nonostante i suoi difetti, ma ovviamente avendola lasciata io per mettermi con un altra ragazza non ho più contatti diretti con lei. Sto bene con la mia nuova ragazza che è molto più bella della mia ex ma ha un approccio sessuale molto tradizionale e non si sogna minimamente di fare tutte le cose che le chiedo. Un mesetto fa circa, durante una serata passata a casa al mio computer è capitato che mi imbattessi nelle vecchie foto fatte con Carla, ma soprattutto alle foto e ai video spinti che avevo fatto con lei; infatti una delle cose che mi ha sempre dato piacere del fare sesso con lei è che speso mi ha consentito di filmare parte delle nostre prestazioni, oltre ad avermi mandato nel tempo una gran quantità di foto intime quando le chiedevo di farmi eccitare a distanza. Non ho mai cancellato niente e quindi mi ritrovai a vedere con voglia alcuni video porno fatti con lei. In particolare mi facevano morire quelli dove mi faceva pompini o dove la scopavo stando io sopra. La sera non ho resistito e un po per nostalgia mi sono masturbato sopra i vecchi video e le vecchie foto intime. Passarono un paio di giorni quando un giorno mi trovavo a studiare per un esame alluniversità assieme ad un mio compagno di corso; nel pomeriggio dopo aver studiato intensamente decidemmo di prenderci una pausa. Stavamo già studiando al computer quindi nellattesa di riprendere a studiare, non so bene perché, gli feci vedere uno dei video che avevo fatto con Carla, senza ovviamente dirgli che fossi io il protagonista. Marco lo guardò forse pensando che fosse uno dei classici video che si scaricano da internet, ma vidi che era abbastanza preso.

Ilenia fa una sega nel parco, mentre la mamma guarda | Racconto esibizionismo di Ovidio86

Maurizia, donna divorziata di cinquantanni, rifletteva su sua figlia Ilenia che quella sera aveva appuntamento con un ragazzo più grande di lei. Ilenia ha 18 anni e, nel mezzo delle vacanze scolastiche estive, aveva fatto amicizia con Saoul, un ragazzo tunisino di 25 anni del suo quartiere. Maurizia vedeva Ilenia ancora nel suo candore di giovane figlia, anche se quel giorno emerse il retropensiero di ciò che poteva avvenire con quel ragazzo, che lei non conosveva. Ilenia spese molto tempo per truccarsi, rafforzando i dubbi della madre. Ilenia é una graziosa ragazza bionda, con un corpo esile e che, soprattutto a Maurizia, appariva ancora acerbo. Ilenia uscì e Maurizia mise per un po da parte I suoi pensieri. Era quasi mezzanotte quando però  Maurizia sentí entrare dalle finestre aperte per il caldo estivo la voce di Ilenia. Pensò che stesse tornando a casa. Poi udì anche una voce maschile. Doveva essere Saoul. Allora si affacciò ad una finestra, perché era curiosa di vedere laspetto del ragazzo che stava uscendo con sua figlia. Ma quello che vide la trafisse di imbarazzo e sconforto. Ilenia, la sua bambina, era seduta al fianco di Saoul su una panchina del parco sottostante ed era intenta ad abbassagli i pantaloni. Il parco era poco frequentato a quellora, ma chiunque passando li avrebbe potuti vedere. In più la panchina era illuminata da un lampione, così che anche Maurizia, dalla finestra del primo piano poteva vedere con esattezza cosa succedeva. Restò a guardare in rigoroso silenzio per non farsi scoprire. Saoul era un ragazzone meticcio, alto, muscoloso e belloccio. Ma quello che sconvolse ancora di più Maurizia fu la vista dei suoi genitali. Abbassò i pantaloni fino al ginocchio, incurante dei possibili sguardi indiscreti. Il suo pube era completamente depilato, il che esaltava ulteriormente le possenti dimensioni del pene, che ancora moscio stava adagiato sulla panchina, sopra a due gonfi testicoli. Era circonciso, con un gigantesco glande. Maurizia si chiedeva come la sua minuta figliola potesse gestire un arnese del genere. E mentre la confusione nella testa di Maurizia era ancora tanta, fu percorsa da un fremito. Anche lei avrebbe voluto avere quel pene. Vide sua figlia prenderlo in mano in maniera goffa, complice la difficoltà nel maneggiare un membro così grosso e la sua evidente inesperienza, che rasserenò un poco Maurizia. Forse Ilenia non aveva avuto altri ragazzi. Lerezione fu scenografica e lasciò a bocca aperta Maurizia. Il pene di Saoul era lungo, largo, corpulento, scolpito in ogni suo dettaglio e non finiva mai di crescere. La punta arrivava ben oltre il suo ombelico e la circonferenza era talmente ampia che le mani di Ilenia non arrivavano a circondarlo tutto. Saoul sollevò la t-shirt mostrando un addominale definito. Ormai era chiaro lintento di Ilenia : gli stava facendo una sega. Quella tenera brezza serale destate ricondusse il ricordo di Maurizia ad un Agosto di tanti anni prima. Era la sua adolescenza. Una vacanza al mare con i genitori. Quel ragazzo più grande di lei conosciuto sulla spiaggia. Luscita serale e la prima volta che prese tra le mani un pene. I suoi movimenti maldestri e afinalistici, con quel ragazzo che sembrava indifferente e il pene che si afflosciava sempre di più tra le sue mani inesperte. La delusione e una calda notte insonne a pensare di essere stata incapace ad eccitare quel ragazzo più maturo. E il giorno dopo il coraggio che trovò nel domandare alle amiche, vicine di ombrellone, se loro avevano già masturbato un maschio. Una ragazza sembrava conoscere bene largomento. Le prese la mano e con pazienza le insegnò il movimento, simulandolo su un calippo acquistato appositamente al bar della spiaggia, e le spiegò alcune astuzie. Le disse soprattutto di avere fiducia, di insistere nel movimento, accelerando il ritmo fino alleiaculazione. La sera rivide il ragazzo sulla spiaggia, si eccitava ancora a pensare al suo stupore nellaccorgersi che qualcosa era cambiato. Quella mano non era più timida, si muoveva decisa a un ritmo continuo e travolgente. Maurizia sorrideva ripensando alla soddisfazione nel vedere per la prima volta quel liquido lattescente schizzare fuori dal pene. Dopo quella lontana estate prese labitudine di masturbare i ragazzi, adorava scrutare i loro sguardi vinti dal piacere, percepire le pulsazioni del pene tra le sue mani, ricevere il caldo nettare come ricompensa del lavoro. La chiamavano lamanuense. E ora, a pochi metri da lei, sua figlia stava compiendo lo stesso gesto, con la stessa indecisione che anche lei aveva vissuto. Ilenia cambiava spesso mano e ruotava il polso della mano che riposava. Maurizia sapeva che quando la sega si prolunga la mano diventa indolenzita e formicolante. Ilenia era mancina e il movimento con la mano sinistra appariva più deciso ed efficace scrutando lespressione del volto di Saoul. Ma il movimento di Ilenia era discontinuo, la presa troppo bassa, il pugno poco stretto. I polsi sempre più appesantiti come se fossero di acciaio. Ilenia pensava a come quel banale movimento potesse essere semplice e complicato nello stesso tempo. Ma dopo mezzora di litanico cambio di arto, Ilenia afferrò lasta di Saoul con tutte e due le mani, in uno scatto misto di sconforto e rabbia. Iniziò a scorrerla brutalmente. Il pene di Saoul era talmente lungo che anche impilando le due mani una sopra allaltra Ilenia riusciva a ricoprirlo per meno di metà. Ma ora il movimento era molto più efficace, riuscendo a stimolare il glande nelle sue escursioni alte. Ciò provocò un sussulto a Saoul, che fu colto dallocchio curioso ed esperto di Maurizia, la quale provò un brivido di eccitazione nel comprendere lo sbocciare del piacere del ragazzo. Il pudore e il dispiacere che aveva provato nel rendersi conto che sua figlia non era più una ragazzina innocente stavano ormai scivolando via e con il pensiero iniziò ad incitare le mani di sua figlia. Cera anche lei dentro a quelle mani che frenetiche percorrevano limmensa quantità di carne del pene di Saoul. Quasi si sentiva orgogliosa ad osservare come, dopo un faticoso preambolo, la sua figliola stava sottomettendo quel ragazzo al piacere. Maurizia aveva il fiato sospeso. Non staccava lo sguardo dalla scena. Ilaria aveva preso fiducia. Le mani scorrevano più leggere e sollevate, il movimento era fluido, continuo e in accelerazione lineare. Ogni colpo era più rapido del precedente e più lento del successivo. Anche gli interrogativi sulla qualità della presa e la tecnica del gesto erano ormai svaniti nella mente di Ilenia. La velocità delle mani sfuocava limmagine. Ormai le mani di Ilenia erano come una locomotiva che marciava a spedita andatura su un unico binario. Maurizia fissava il corpo sempre più teso di Saoul inarcato allindietro, la bocca semiaperta, il respiro corto e profondo, lo sguardo inebetito, tipico di tutti gli uomini prossimi allorgasmo. Uno sguardo così simile nel piacere e nella sofferenza. Saoul lasciò sfuggire soffocati gemiti che aumentavano ad ogni espirazione, facendo sorridere allunisono Maurizia e Ilenia. Madre e figlia. Fino a che un getto potente di sperma uscì dal colossale pene di Saoul e fluttuò nellaria per poi ricadere, seguito da altri schizzi che zampillarono come in una fontana. Le mani di Ilenia, che avevano raggiunto al momento delleiaculazione una velocità supersonica, rallentarono bruscamente senza fermarsi del tutto, come una giostra che sta terminando il suo giro. Erano ora ricoperte dal bianco perlato dello sperma che sotto la luce della luna e del lampione appariva ancora più opalescente, tanto che anche Maurizia riusciva a coglierne il colore e aveva quasi la sensazione di percepirne la consistenza. Il vento accarezzava i genitali umidi di Saoul e i ricordi giovanili di Maurizia, fondendoli di unica gioia, fatta di sogno e di carne. Forse nel silenzio della notte qualcunaltro aveva scrutato la scena nascosto nella penombra del parco o appostato come Maurizia a una finestra. Quando Ilenia tornò a casa la mamma la guardò con occhi diversi. Come é andata la serata? le chiese. Bene, abbiamo fatto una passegg
iata nel parco rispose Ilenia. E intanto si massaggiava le mani, affaticate e produttive come quelle degli amanuensi, in una tradizione che si tramanda di madre in figlia.

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