Slave di mia suocera | Racconto dominazione di Marcello Luigi

Sono sposato e con mia suocera sono sempre andato daccordo a parte qualche rara volta che si litigava. Ma successivamente chiedevo scusa anche se avevo ragione perché io di indole sono un sottomesso ed ero attratto da lei per il suo carattere dominante. Lo frequentata più spesso quando dopo appena 5 anni è rimasta vedova. Allinizio , lei era una donna di altri tempi, non ha mai cercato altri uomini per sesso perché era rimasta fedele al marito. Anche se io non condividevo la sua scelta perché se rimani vedova non è colpa della moglie ma solo del destino . Ho cercato dapprima di fargli capire la mia sottomissione in modo leggero eseguendo sempre i suoi ordini. Ma non è bastato . Io dormivo spesso da lei con la scusa di fargli compagnia e aiutarla. Stavamo in stanze vicine e spesso destate dormiva solo con la camicia da notte leggera e senza mutande. Questo comportava che io frequentemente mi masturbavo vedendogli i peli della fica. Ma un giorno per sfortuna mi trovo che mi ero appisolato ed ero nudo con uccello in mano seduto . Per ben tre anni non mi fece più frequentare casa sua. Ma per fortuna poi mi perdono e ripresi a dormire da lei. Con il passare degli anni incomincio a essere sempre più viziosa per mia fortuna. Infatti incomincio a chiedermi di aiutarla a fare la doccia. Ma allinizio solo per insaponargli le spalle mentre lei era girata. Si faceva massaggiare le spalle e passare olio su tutta la parte posteriore. Poi riuscii a convincerla di massaggiare anche la parte anteriore. Mentre eseguivo il massaggio stavo frequentemente in erezione e lei se ne accorse ma non mi rimprovero. Quando dormivo nel mio letto mi coprivo solo da un lenzuolo , anche inverno perché la casa era sempre riscaldata, e sotto stavo nudo e spesso in erezione . Mia suocera per passare dalla sua stanza alla cucina doveva passare per forza davanti la mia stanza che io lasciavo sempre aperta con la scusa che non sentivo se chiamava. Poi lei ripassando spesso alcune volte entrava per vedere se ero sveglio. Ma io facevo finta di dormire ma cercavo di scoprirmi in parte per fargli vedere che ero nudo e in erezione. Finalmente un bellissimo giorno quando la stavo accompagnando al bagno per aiutarla nel fare la doccia , lei mi ordino di spogliarmi con la scusa di non bagnarmi i vestiti. Appena ricevuto la sua richiesta non persi tempo e mi spoglia finalmente nudo davanti lei è in stato di erezione. Poi mi misi a leccargli i piedi dichiarandomi suo schiavo disponibile a ogni suo ordine e ringraziandola di avertmi ordinato di spogliarmi. Da allora ogni volta che passavo a casa sua , mi lasciava accanto alla porta di casa un cesto dove riporre i mie vestiti e indossavo solo un collare e un guinzaglio e la raggiungevo a quattro zampe salutandola leccandogli i piedi. Quando dovevo rimanere a dormire da lei destate stavo nudo accanto al suo letto come tappetino in attesa di essere usato da lei. Dinverno invece mi permetteva di dormire Sul letto ma dalla parte dei suoi piedi in modo che mi preoccupavo di scaldarglieli. Durante il giorno , sempre stando nudo con collare e guinzaglio , mi mettevo a quattro zampe e lei seduta sulla sedia a rotelle e appoggiando i piedi sulla mia schiena si faceva scorrazzare per tutta casa dandomi la direzione semplicemente con il piede toccandomi la quancia dove voleva girare. Il terrazzo era coperto da piante e stava allultimo piano. Era impossibile che si potesse vedere allinterno. Infatti alcune volte mi teneva sul terrazzo tenuto alla catena dove aveva precedentemente tenuto il cane. Spesso era destate ma alcune volte anche dinverno quando era meno freddo tanto mi aveva fatto comprare quelle cucce per grossi cani. Quando mangiava , dopo essere stata servita , mi faceva stare sotto al tavolo e mi dava o i suoi avanzi nella ciotola del cane oppure mi lanciava qualche boccone sotto il tavolo . La sera quando vedeva la TV mi posizionavo come tappetino per farla stare più comoda . Mia moglie si può dire che era gelosa perché con la madre litigava spesso ma vedeva che io andavo spesso da lei specialmente dopo che sono diventato lo schiavo di mia suocera , ma ovviamente non lo sapeva la figlia . Mi confesso mia suocera che la figlia spesso si faceva sculacciare dal padre perché era attratta da lui e si gettava spesso ai suoi piedi invocandolo di punirla e lo faceva spesso quando era sola con lui. Questo atteggiamento della figlia era causato dalla gelosia nei confronti della madre . Invece mia moglie mi diceva che allepoca lei aveva una quinta di seno è una volta provo a toccarglielo il padre perché era da solo e la moglie era fuori diverso tempo per lavoro. Quello che mi sarebbe piaciuto realizzare che anche mia moglie fosse stata sottomessa dalla madre. Sarebbe stato bellissimo che entrambi servivamo mia suocera e lei ci teneva al guinzaglio e stabiliva quando io potevo montare la figlia.

Io, mia moglie e il nostro amico | Racconto bisex di Servo Tullio

All ultimo momento Donatella ha litigato con Alberto e quindi siamo andati in vacanza, io, mia moglie Anna e Alberto. La storia inizia quando prenotiamo la spa. Per le norme Covid si entrava in nucleo familiare alla volta, così avevamo dichiarato di essere un unico nucleo ed avevamo a disposizione la sauna, il bagno turco e larea relax tutto per noi 3, per unora. Arrivammo nellarea riservata, venendo direttamente dalla piscina, con il costume e laccappatoio. Alberto di spalle stava sistemando laccappatoio ed io ed Anna notammo la sua schiena atletica e possente così Anna con disinvoltura disse: che bella schiena che hai!. In quel momento lui si sfilò il costume mostrandoci due glutei scultorei. Anna deglutì, io rimasi a bocca aperta. Eravamo evidentemente entrambi attratti da lui. Alberto si girò dicendo sono contento che ti piaccia. Gli addominali li avevamo già notati, ma il pisellone ci comparve allimprovviso. Non gli staccavamo gli occhi dallattrezzo. E che addominali! Dissi io imbarazzato. Bè ma voi che aspettate a spogliarvi? Aiutami mi disse Anna riferendosi al reggiseno. Io andai dietro di lei mentre mi stava venendo duro. Le slacciai il pezzo sopra del costume stavo spogliando mia moglie sotto gli occhi di Alberto. Era imbarazzante e terribilmente eccitante. Per prendere tempo, iniziai ad abbassare anche le mutandine ad Anna, per non dover abbassare le mie e dover giustificare leccitazione. Anna si girò verso di me ed io le calai il pezzo sotto del costume trovandomi il suo sesso davanti agli occhi e mostrando il suo culetto sodo al nostro amico. Lui, come lo vide, disse anche tu hai una gran bella schiena! Lei si girò verso di lui, mettendomi quasi in faccia il suo bel culo, ringraziandolo. Io alzandomi sbirciai ancora il batacchio di Alberto e perdendo tempo nel mettere via il costume di Anna lì invitai ad entrare in sauna intanto che io finissi. Non è molto sano invitare la propria moglie figa ad entrare nuda insieme ad un adone completamente nudo da soli in una sauna. Ma io non volevo mostrare la mia eccitazione e quella mi sembrò il miglior stratagemma. Mi abbassai il costume voltandogli le spalle e girando solo la testa verso di loro vidi Alberto dare uno schiaffetto su una chiappa di Anna come per farla sbrigare. Lei ridacchiò. Che puttana! Finalmente si chiusero dentro. Avrei voluto vedere Anna succhiare quel bel cazzone. Il mio si era fatto ancora più duro. Ma io stesso lo avrei succhiato avidamente se avessi potuto. Immaginarli là dentro mi eccitava ancora di più. Misi via anche il mio costume e intanto fremevo nell’immaginare quale scena mi si sarebbe parata davanti al mio arrivo. Era chiaro che si desiderassero a vicenda. Mi immaginavo mia moglie a pecora prendere quella bella Verga nel ano. E quel fetente di Alberto sculacciarla ridendo. Oppure abbracciati baciarsi e fare lamore quasi teneramente. Questi pensieri che non dovrebbero sfiorare la mente di un marito innamorato mi facevano eccitare di più, per cui mi infilai sotto la doccia gelata finché il pene non tornò alla posizione di riposo e poi mi misi lasciugamano intorno alla vita e mi avvicinai alla porta trasparente della sauna. Mi stavo già eccitando e sbirciando dentro lì vidi. Lui era sdraiato supino sul primo gradino di legno e lei era sul secondo gradino perpendicolare ed apriva e chiudeva le gambe mostrandogli ad intervalli la fica aperta. Che zoccola! Entrai. Lui si girò un momento verso di me e riprese il racconto intanto che mi andava a sistemare nellangolo alto non lontano da Anna, da una posizione in cui potessi vedere Alberto ed in particolare il suo batacchio in tutta la sua bellezza. “quella sfrontata “ diceva Alberto “vedendo sua cugina che me lo leccava, venne a leccarmelo dall’altro lato. Ti giuro! Davanti al marito, nudo e silenzioso! Una leccava di qua, lungo tutta lasta e fino alla cappella, laltra da quest’alta parte” così dicendo di passava il dito lungo il cazzo ad indicare dove lo stessero levando le due del racconto. Anna lo guardava estasiata con la bava alla bocca. Ed io mi emozionai a mia volta. Avrei voluto essere quel marito fortunato del racconto, ma avrei anche voluto partecipare alla leccata del suo pisellone. “poi” continuò Alberto” afferrai la cinese per i fianchi e gli appoggiai la cappella sul buco del culo ci sputai sopra e, non so come mi venne di chiedere al marito di leccarle il culo, per poterla sfondare senza troppi problemi. Lui obedì in silenzio. Laltra tipa me lo venne a ciucciare come se non ne potesse fare a meno, tipo in astinenza”. Rise. Anna muoveva le gambe sempre più veloci. Le stringeva e si sporgeva in avanti. Non riusciva a trattenersi. Voleva toccarsi, si torceva e si mise un dito in bocca. Io anche mi stavo eccitando dal racconto e dal vederla così. Ma la mia mente era completamente impastata. Alberto a sua volta alzava il bacino mimando le spinte nel culo della cinese ed imitando i mugolii di lei. Intanto ci mostrava il suo cazzo liscio ormai completamente eretto, con fierezza. E noi non gli saltammo addosso all’istante solo perché il calore ci imponeva di stare il più fermi possibile. Anna però non sopportava il caldo e si alzò in tutto il suo splendore, mentre Albero senza pudore ormai si lisciava il pisello turgido. Lei fece finta di scivolare e, guarda caso andò a tenersi proprio al pisello del mio amico e rise e chiese scusa, ma senza togliere la mano dal suo appiglio. Lui rispose :” non ti preoccupare, tieniti pure quanto vuoi” e mia moglie continuava a tenerlo dicendogli:” ti avrò fatto malissimo, scusami” e detto questo di abbassò con la testa su quel coso e lo sfiorò con le labbra” un bacetto e passa il dolore” lui disse” non è niente, non ti preoccupare” mi guardò per capire l’effetto che aveva su di me. Lei però doveva proprio uscire e per fare questo dovette lasciare la sua presa e lo fece con grande rammarico. Alberto quando lei si alzò le diede una sonora sculacciata e disse” ecco, adesso siamo pari” e la guardò uscire massaggiandosi il fallo. Quella sculacciata proprio non me l’aspettavo e devo dire che mi lasciò un certo sconcerto. Ma piacevole. E lui disse”ahah quando ci vuole, ci vuole. Le donne quando se lo meritano, vanno trattate con la forza. Non te la prendi vero, se sculaccio tua moglie quando se lo merita?” . Cosa potevo rispondere? Che mi eccitava vederlo sculacciare Anna? No di certo. Dissi che io non lo avevo fatto mai, ma che effettivamente se funzionava andava fatto. Non volevo contraddirlo e soprattutto non volevo inibirlo e senza accorgermene mi ero messo in un vicolo buio. “adesso ti faccio vedere come si tratta una donna ed uscì, sempre menandosi la nerchia turgida. Io ammirai il suo culo e lo seguii. Anna si stava rilassando sdraiata su un lettino. Quando vide Alberto gli chiese ancora scusa” devo averti fatto proprio male.se avessi dato una botta così a Tullio starebbe ancora piangendo, vero Tullio?” “ macché, non mi hai fatto nulla” “allora perché mi hai sculacciata?” “per farti capire chi comanda, giusto Tullio?” “ credo che adesso stiate pari” risposi io in confusione, anche se in realtà volevo che Alberto continuasse ad esercitare il suo potere sculacciando mia moglie. Al che lei mi venne vicino e caricando il braccio disse” ecco, è così che l’ho colpito, e così dicendo mi scaricò uno schiaffone sul cazzo dritto e poi un altro ed un altro. “Aia, oddio che dolore” gridai. E lei ridendo disse ad Alberto: “visto?” poi di nuovo a me “adesso girati che ti voglio fare sentire quello che ha fatto lui a me, così mi dici se siamo pari” io, senza fare una piega, sotto gli occhi divertiti di Alberto mi girai e appoggiai le mani alla parete, offrendo le terga a mia moglie e così presi diverse sculacciate. A ognuna mi inarcavo di più e ognuna era più forte. Mi facevano risuonare le chiappe e ballare il cazzo eretto. Bellissime, ma troppo poche.

Umiliato | Racconto dominazione di Giuseppe82

Mi chiamo Giuseppe e sono sposato da tre anni con mia moglie Giusy, abbiamo rispettivamente 27 e 25 anni, io ho sempre chiesto a mia moglie, durante i nostri rapporti, di essere umiliato e trattato da bambino chiedendole spesso di tradirmi con un altro e di mostrarsi nuda ad altri, cosa che lei aveva sempre rifiutato fino a quando:

Avevamo a cena la sua migliore amica, Lella, con il marito Roberto e durante la cena il discorso cadde sul sesso e dellimportanza di questo nella vita di coppia.
Lella, presa forse anche un po dalleccitazione, cominciò ad elogiare Roberto descrivendo nei particolari la sua focosità e quanto lappagava sessualmente; di canto Giusy, con mio grande stupore, racconto nei particolari le mie richieste, affermando che spesso per eccitarmi era costretta a farmi indossare mutandine e altri capi femminili e che in ogni modo le mie prestazioni non lappagavano minimamente anche forse dovuto al fatto che il mio pene era di dimensioni molto ridotte.
Giusy aggiunse che non sapeva più come comportarsi chiedendo a Lella un consiglio.
Io mi sentivo molto umiliato dalla situazione, ma allo stesso momento mi eccitavo vedendo mia moglie umiliarmi pubblicamente.
Lella disse di aver già sentito e letto situazioni del genere e a suo parere, poiché ero proprio io a chiederlo, Giusy doveva mettere in atto quello da me richiesto per vedere se effettivamente erano solo mie fantasie o se invece il realizzarsi di queste faceva nascere una complicità e uneccitazione che appagava la coppia.
Giusy, approvo il suo discorso, ma aggiunse che non sarebbe stato facile mettere il tutto in pratica.
Dopo alcuni giorni partimmo, per il fine settimana, in montagna con Lella e Roberto, arrivati in albergo sistemammo il tutto e ci dirigemmo verso le piste.
La sera loro rientrarono prima in camera mentre noi ci soffermammo un altro po sulle piste.
Appena rientrati io mi feci la doccia e mi vestì mentre Giusy sistemò la camera, dopo un po ci vennero a trovare i nostri amici che ci sollecitarono poiché a poco la cena era pronta, Giusy si accorse del ritardo e comincio a spogliarsi mentre Lella e Roberto ci dissero che ci avrebbero aspettato fuori, ma Giusy linvito a rimanere seduti che tanto lei ci avrebbe messo un attimo e visto il loro assenso continuò a denudarsi rimanendo completamente nuda davanti a loro.
Lella, fece dei complimenti al corpo di mia moglie sostenendo che ero proprio stupido a non saper apprezzare le sue doti, chiedendo conferma a Roberto che ne sottolineò la bellezza.
Giusy si diresse in bagno e lasciando la porta aperta si sedette sul water a fare pipì e nella posizione in cui si trovava sia Lella sia Roberto la potevano tranquillamente vedere fare i suoi bisogni.
Dopo si lavò e ritornò nuda in camera cominciandosi a vestire e chiedendomi se la cosa mi eccitava.
Visto il mio assenso mi porse un perizoma femminile chiedendomi di indossarlo e visto il momentaneo rifiuto mi diede un ceffone dicendomi che ero solo un frocio e che dovevo indossarlo, così mi tolsi i pantaloni e le mutande, sentendo nel frattempo le risa di Lella che confermava a Giusy che il mio pene era veramente piccolo, e indossai il perizoma scatenando le risa e i commenti dei presenti.
Dopo essersi esibito davanti Lella ed a Roberto, ci siamo diretti al ristorante, ma in me aumentava la vergogna di indossare quel perizoma sapendo che loro nerano informati.
Durante la cena, Giusy si scusò con Lella e Roberto per il suo atteggiamento e per quello che erano stati costretti ad assistere, ma Lella la interruppe dicendo: 
Anzi vi dobbiamo ringraziare per quello che è successo in questi ultimi giorni, primo perché così la nostra amicizia si è rafforzata avendo meno segreti da mantenere e accettando che nellamicizia si condivida anche la sfera sessuale, senza nascondersi in ipocrisie o doversi celare dietro a false idee; secondo perché abbiamo parlato spesso tra noi di quello che è successo e ti devo confidare che siamo molto eccitati, e durante il nostro rapporto sessuale abbiamo parlato di voi. Lunica cosa che ci spiace è se Giuseppe sia umiliato a dover condividere le sue fantasie con noi.
A questo punto trovai il coraggio aggiungendo che effettivamente mi umiliavo a subire il tutto anche davanti la loro presenza ma, in realtà, era proprio quello che volevo senza dovermi nascondere fingendo di non avere fantasie sessuali e che adesso mi sentivo più libero e vedevo in loro veramente dei veri amici.
Continuammo così la cena parlando di tutto quello che ci piaceva e di come volevamo si realizzasse.
Mi alzai scusandomi perché dovevo andare in bagno, ma Giusy intervenne dicendo: 
Mi raccomando vai nei bagni delle donne perché adesso è questo che sei, una femminuccia, e fai la pipì da seduto proprio come una donna, diedi conferma a Giusy di aver capito e andai in bagno, appena dentro trovai una forte eccitazione ad entrare nelle toilette femminili, entrai e mi chiusi dietro la porta accorgendomi che questa era sprovvista della chiave o daltra chiusura, ma assalito ancor più dalleccitazione mi tirai giù pantaloni e perizoma e mi sedetti per urinare.
In quel momento, mi sentivo invaso dalleccitazione per quello che stavo facendo e per quello che mi stava accadendo neglultimi giorni, e mentre ero li seduto ad urinare mi accorsi della porta che si apriva non facendo neanche in tempo ad avvertire che era occupato vedendomi Lella davanti i miei occhi che scoppio a ridere aggiungendo:
Giusy mi ha chiesto di controllare come stava procedendo e devo affermare che non sei niente male seduto a mutande calate mentre fai pipì come una donna e mi raccomando di pulirti dopo!
Così davanti a lei finì di urinare, mi asciugai in modo molto grottesco e mi rivesti ritornando in sala con lei.
Appena seduti, Giusy chiese a Lella comera andata e lei rispose che ero seduto proprio come una donna, ma non avevo neanche avvertito, visto che la porta non era chiusa a chiave, che il bagno era occupato, quando lei ha aperto per entrare.
Giusy non mi chiese spiegazioni, ma come se niente fosse finimmo la cena e dopo facemmo una passeggiata.
Appena rientrati in albergo vicino le nostre camere, i nostri amici ci salutarono dandoci la buonanotte, ma Giusy gli annunciò che aveva intenzione di sculacciarmi per il mio comportamento e, se loro volevamo, erano invitati ad assistere alla sculacciata per aumentare la vergogna.

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