Scopata in chiesa | Racconto etero di Raggiodisole

Durante gli ultimi tre mesi di scuola prendevo cazzi alla grande. Mattina prima della lezione passavo da Giovanni non facevo in tempo ad entrare nella stanza che lui mi prendeva mi stringeva facendomi sentire il suo cazzo duro. Le sue mani scivolavano sul mio corpo. Portavo sempre delle minigonne sotto un perizoma. Il reggiseno non sapevo neanche a cosa serviva. Le mani di Giovanni mi stringevano il seno, mi succhiava. La mia figa bagna pulsava di desiderio. Tante volte la nostra voglia era cosi forte che restavamo in piedi lui con la sua forza mi appoggiava al muro e mi penetrava con colpi secchi Io venivo in continuazione. Altre volte lo trovavo seduto alla cattedra mi avvicinavo togliendo il perizoma,tiravo giù la cerniera tiravo fuori il suo cazzo duro. Mi mettevo sopra e molto lentamente gli entravo prima solo in punta poi piano entravo tutta e poi gli davo dei colpi secchi. Questa posizione mi mandava in estasi potevo sentire tutti i suoi 20 cm di lunghezza.

Il prete che mi confessa | Racconto etero di Claudia Clemente

Mi chiamo Claudia e sono di piccola età, per tutti quelli che non avessero letto il mio primo racconto, voglio sottolineare che scriverò solo di esperienze realmente accadute, provate sulla mia pelle,questa è la terza. Sono castano- bionda, di statura media con occhi marroni, ho un bel fisico, tette ancora non troppo sviluppate (porto la seconda-che si avvicina alla terza) forse per via delle mia età e un bel culo per il quale ricevo spesso molti complimenti dai miei compagni di classe. Da sempre i miei genitori mi hanno mandato in una scuola di preti, ove vigono regole ferree come indossare sempre la divisa e mantenere un comportamento contenuto e rispettoso (faccio il secondo liceo). Ogni giovedì la mia classe si reca nella piccola chiesa della scuola per fare le confessioni. Generalmente vengo sempre confessata dallo stesso prete, frere Giorgio, un uomo anziano ,grosso, sovrappeso, e con i capelli grigio chiari che formano una sorta di corona intorno alla nuca. A metà anno circa mi venne in mente unidea perversa,folle e trasgressiva cominciai così a fantasticare di essere scopata dal vecchio prete che ogni giovedì mi confessava. Avevo un buon rapporto con il frere, infatti oltre che a farmi confessare in chiesa ci scambiavo spesso due chiacchiere durante lintervallo e alluscita di scuola lo salutavo con un bacio sulla guancia. Un giorno decisi di fare la mia prima mossa, durante lintervallo mi recai dal vecchio prete e mi inventai una scusa per entrare nella sua stanza. ( i frere della mia scuola dormono in delle stanze ubicate allultimo piano della struttura scolastica) Infatti finsi di avere bisogno di aiuto con i compiti di latino e frere Giorgio mi diede appuntamento nella sua stanza al termine delle lezioni. Soddisfatta lo salutai con un bacio sulla guancia e un abbraccio mentre strusciavo la mia passerina al suo pene. Notai immediatamente una gobba nella tunica,in quellistante compresi che il vecchio non avrebbe resistito alle mie tentazioni feci finta di niente e tornai classe. Finite le lezioni, prima di dirigermi verso la stanza del prete andai in bagno, mi sbottonai il secondo bottone della camicia bianca per mostrare leggermente le mie tette, mi tirai sui la gonna grigia per rendere più visibili le gambe e mi tolsi le mutandine. Dopodiche mi diressi verso la stanza del vecchio. La cosa più scioccante è che non ebbi alcuna esitazione ne paura, ero solo estremamente arrapata e non vedevo lora di farmi scopare da un vecchio svendendo e umiliando il mio giovane corpo. Quando bussai immediatamente frere Giorgio aprì la porta e mi fece accomodare su una sedia scricchiolante, la sua era una piccola stanza con le pareti rovinate verde pistacchio,un letto ad una piazza, uno tappeto beige impregnato di polvere, un tavolino rotondo al centro della stanza, un angolo con qualche fornello che fungeva da cucina e un piccolo frigo color panna usurato con la maniglia ossidata. Prima di iniziare i compiti frere Giorgio mi offrì un tè caldo, ovviamente accettai. Mentre lacqua bolliva il vecchio prete mi domandò come fosse andata la mia giornata, mentre rispondevo accavallai le gambe in modo avvenente e mi sfilai lentamente le ballerine verde petrolio che indossavo con la scusa di non voler sporcare rimanendo così scalza. Notai che la gobba sotto la tunica era tornata e ciò mi faceva sentire più vicina al mio perverso obiettivo. Quando il tè fu pronto il prete pose le due tazze sul tavolino e si sedette, cominciammo i compiti di latino in attesa di farle freddare. Quando mi accorsi che il tè era bollente mi venne unidea folle ma estremamente efficace, infatti mentre ripetevamo le varie declinazioni rovesciai appositamente la tazza di tè bollente sulla mia camicia facendo cadere per terra allo stesso tempo la penna con cui stavo scrivendo. Il tè era bollente quindi rimanendo con la camicia mi sarei scottata…. usufruendo di questa scusa mi tolsi la camicia fingendomi mortificata. Rimasi così con addosso nientaltro che un reggiseno nero, riuscivo a capire che il vecchio era sia imbarazzato che eccitato. Mi scusai con il frere che si finse indifferente, dissi che avrei rimesso la camicia appena il calore del tè sarebbe evaporato. Dopodiché mi alzai e mi chinai con la scusa di dover raccogliere la penna, mostrando così il mio culetto e la mia fichetta scoperti. Quando mi risedetti il prete era scioccato e cominciava a sudare a stento riusciva a parlare…. non mancava molto e avrebbe ceduto alla tentazione. Mentre il prete parlava non riusciva a togliermi gli occhi di dosso e io mi arrapavo sempre di più, così, come ultima provocazione cominciai a strusciare il piede sotto il tavolo prima sotto la sua tunica fino ad arrivare al suo pene. A quel punto il prete si zittì e rimase immobile mentre li mio piede si strusciava sul suo cazzo arrapato… il vecchio sudava come un maiale. Allora andai sotto il tavolo alzai la tunica al , gli abbassai i mutandoni, tirai fuori il suo grosso cazzo pulsante come il cuore di un atleta al termine di una gara, cominciai così a masturbarlo, iniziai il contatto orale leccandogli la cappella per poi spompinarlo per bene suchiandogli tutto il pene e leccandogli le palle. Frere Giorgio si lasciò andare, mentre gli succhiavo il cazzo facevo avanti e indietro con sempre più foga. Quando il vecchio venne mi sborrò in bocca e fui costretta a bere il suo sperma,non che la cosa non mi piacesse, dopo che ripresi fiato, il vecchio si tolse rapidamente la tunica si mise in ginocchio nel tappeto beige, mi tolse la gonna grigia rimanendo così entrambi nudi,mi fece sdraiare per terra, divaricò le mie cosce e penetrò la mi fichetta come un trapano penetra in un foro. Cominciò così a fottermi in modo scoordinato ma violento, le nostre lingue e le nostre labbra si incontrarono più volte e mentre venivo scopata selvaggiamente la sua pancia grassa era un peso quasi piacevole sul mio corpo e non potevo fare a meno di gemere dal piacere come una cagna in calore. Ricordo ancora che mentre il prete grasso mi fotteva mi disse: ti piace essere posseduta come una puttanella vero? …. io continuai a gemere dal piacere ma il vecchio mi ordinò i fare silenzio per non insospettire gli altri frere che risiedevano nelle stanze accanto. A metà scopata circa il vecchio porco afferrò una delle mie gambe che penzolavano in aria attorno alla sua vita mentre mi fotteva e cominciò a succhiare le dita dei miei piedi una ad una. Cominciò a succhiarmi il pollice del piede per arrivare fino al mignolo e ricominciare mentre sforzava la sua anca indebolita per fottermi e sentivo tutto il suo cazzo dentro di me. Ricordo perfino che durante la scopata il mio sguardo era rivolto al soffitto verde pistacchio rovinato della stanza, ricordo la polvere che veniva mossa dai colpi di bacino dati dal prete per fottermi che salivano fino al mio naso, ricordo il dolce sapore di sperma rimasto nella mia bocca, ricordo il sudore, il lardo del vecchio che non scopava da tempo immemore ricordo la sensazione di umiliazione e piacere afrodisiaco che allo stesso tempo provai. Quando entrambi venimmo, ricevetti lo sperma del vecchio nel mio ventre e i nostri umori si unirono, con le mie unghie colorate da uno smalto blu mi aggrappai con forza ai folti peli bianchi che il prete aveva sulla schiena. Dopo qualche secondo il vecchio sfilò il suo pene dalla mia fichetta e una buona quantità di liquido vaginale e sperma colarono nel tappeto beige, frere Giorgio cominciò a leccarmi la fica e la sua lingua portò via la piccola quantità di liquido rimasto sulla mia vagina, venni così per la seconda volta. Mi sentivo una vera cagna, rimasi qualche secondo a terra e mi rialzai credendo che fosse tutto finito, ma il porco ancora insoddisfatto mi afferrò con violenza dalla caviglia, mi fece sdraiare per terra a pancia sotto e infilò il suo cazzo nel mio culetto sodo, non che la cosa non mi piacesse, con tutto il suo corpo lardoso e flaccido si mise sopra di me e cominciò a incularmi e mentre ciò avveniva insinuò la sua lingua nelle mia labbra più volte. Stavolta mi sborrò nel culo e quan
do sfilò il suo cazzo si sdraio con tutto il suo peso a terra. Si era fatto tardi, il sole stava calando e dovevo tornare dai miei genitori, così mi rivestii velocemente e tornai a casa. Il giorno dopo durante lintervallo mi avvicinai a frere Giorgio che appena mi vide mi domandò se avessi altri problemi con i compiti di latino, dopo che dissi di si, il vecchio mi diede appuntamento nella sua stanza al termine delle lezioni. Mentre lo abbracciai per salutarlo infilò la sua mano sotto la mia gonna, spostò mutandine e infilò un dito nella mia fichetta. Ci appartammo dietro un albero e le dita da una divennero due… cominciò così a massaggiarmi il clitoride,mi chiese se lesperienza del giorno precedente mi fosse piaciuta e risposi di si e che ero ansiosa di ripeterla, quando terminò il ditalino, un gran quantità di liquido vaginale colò sulla mia coscia, il prete si chinò e con la lingua la tolse velocemente. Infine tornai velocemente in classe in attesa che le lezioni terminassero. Circa tre giorni dopo il prete mi diede appuntamento nel ripostiglio della scuola dove vengono tenuti gli attrezzi di cui usufruiscono le signore delle pulizie al termine della giornata. Appena entrai nello sgabuzzino mi sorpresi trovando assieme a frere Giorgio, frere Luigi , unaltro prete che non conoscevo bene, lo vedevo raramente poiché si occupava solo del giardino della scuola, a differnza di frere Giorgio era magrissimo con il viso scavato ed un fisico rachitico. In realtà fui sorpresa positivamente, farmi fottere da ben due vecchi decrepiti mi sarebbe stato ancor più perverso e frizzante. Frere Giorgio aveva parlato del nostro incontro col suo compare e questultimo non ne si scandalizzò, anzi aveva intenzione di provarla sulla sua pelle. Così frere Giorgio chiuse la porta a chiave, poi mi tolse la camicia ed il reggiseno, dopodiché frere Luigi si tolse la tunica mi afferrò la testa e la spinse verso il suo membro facendomi inginocchiare. Già cominciavo ad eccitarmi…. senza pensarci due volte abbassai le mutande al vecchio e cominciai a leccargli la cappella e i testicoli, a quel punto il vecchio pervertito cominciò a fare avanti e indietro con il cazzo mentre mi spingeva tutta la testa verso di lui, sentivo il cazzo in gola… mi stava letteralmente scopando la bocca. Con laltra mano afferrai il membro di frere Giorgio masturbandolo. Entrambi i vecchi mi vennero in faccia, ma frere Luigi perse una quantità di sperma immensa, mai me lo sarei aspettata, avevo la faccia impregnata di sperma… avevo anche gli occhi ricoperti, la vista era appannata e tutto il trucco che mi colava. I due non mi diedero il tempo di pulirmi, frere Luigi si distese per terra a pancia in su, frere Giorgio mi fece sdraiare su di questultimo, e poi mi sfilò la gonna e il tanga rosa che portavo e si mise in ginocchio sopra di me… formavamo una sorta sandwich, io ero il pezzo di carne in mezzo alle due fette di pane. A quel punto fui penetrata doppiamente, il cazzo di frere Luigi nella mia fichetta, quello di frere Giorgio nel mio culetto. Era la prima volta che subivo una doppia penetrazione, inizialmente faceva estremamente male, poi comincia a godere come una cagna, mentre mi fottevano con forza frere Luigi mi teneva per i fianchi e mi faceva un succhiotto sul collo e frere Giorgio mi teneva piedi. Cercavo di non urlare dal dolore e dal piacere ma era impossibile non emettere gemiti , così frere Luigi mi tappava la bocca con la mano… allora cominciai a succhiare le dita di questultimo per tenermi occupata riuscendo a non urlare. Mentre mi scopavano sentivo il loro fiato, il loro sudore su di me, sentivo i due membri pulsanti nel mio ventre… mi sentivo una puledra in calore mi piaceva lidea di svendere il mio corpo. Ero bagnata, ebbi vari orgasmi, anche frere Luigi venne, i nostri liquidi si unirono, mentre frere Giorgio mi stava ancora inculando…. pochi istanti dopo anche questultimo venne, sfilò il suo uccello dal mio culetto sodo e mi sborrò sulla schiena. I due vecchi si alzarono, anche io mi alzai, avevo ancora il viso impregnato di sperma e parte di questultimo era colato sul mio seno. Dopodiché i due mi dissero di usare la carta igienica presento nello sgabuzzino per pulirmi, (ricordo anche che frere Luigi mi diede una pacca sul culo prima di andarsene) e se ne andarono. Mi tolsi lo sperma dal volto, mi rivestii, andai in bagno per pulirmi definitivamente, presi la pillola e tornai in classe. Da quel giorno continuai ad avere rapporti con i due preti e quando mi incontrano ancora oggi non possono fare a meno di toccarmi furtivamente, di solito strusciano il loro membro su di me, mettono le mani sotto la gonna ponendo le dita sul clitoride, mi accarezzano le gambe,mi danno pacche sul culetto e quando nessuno guarda me lo strizzano pure… ancora oggi ci diamo appuntamenti e soddisfo ogni loro desiderio

Scambio di coppia | Racconto scambio di coppia di cornelio

Sono Marco 50 anni sposato da 22 anni con Alessia 41 anni, lei una bella donna dai capelli corti neri, una III di seno, alta mt 1,67, taglia 46 una bella donna come tante altre e desiderabile per le sue forme perfette. Dopo 22 anni di normale rapporto la monotonia dello stesso rapporto ti porta a desiderare qualcosa di trasgressivo. E da un paio di anni, che penso a che effetto mi farebbe nel vedere mia moglie con un altro uomo. Qualche anno fa durante uno dei nostri normali rapporti sessuali, le chiesi Lei non rispose, facendo finta di non sentire, ma notai in lei un aumento del desiderio. Dopo pochi giorni ancora rifeci la stessa domanda nello stesso momento, stavolta mi rispose, Ma perché mi chiedi queste cose, tranquillo che non succederà. Dopo qualche mese la sera a letto inserì nel lettore un cd porno trama uno scambio di coppia, lei incuriosita si gustò più della meta del film poi il desiderio era troppo forte e ci siamo ritrovati a 69 divinamente per poi scopare con lei calda come poche volte l’avevo vista. Dopo qualche giorno la sera mi chiese se avevo uno di quei cd, io pronto ne inserì uno dello stesso genere, durante la riproduzione di una orgia, le chiesi sussurrando nell’orecchio vorresti essere li al posto di quella ragazza con due cazzi tutti per tè, a quella domanda mi rispose, I° se lo volevi tu! e II° se uno dei due eri tu! Io risposi non è possibile! Perche? Ribatte lei; perché io sarei occupato a dedicarmi la donna dell’uomo che starebbe con te. Ma, non lo so, ci devo pensare! . Passarono diversi giorni ancora, puntuale la sera ormai abitualmente prima di scopare ci vedevamo un film porno, durante la visione io per scherzo le dissi sai ho contattato una giovane coppia per vederci un film porno assieme a loro! Che ne pensi? Lei mi guardò fisso negli occhi rimase pochi secondi senza dire una parola e poi mi chiese, come sono? Una coppia normale come noi, le risposi, e lei ancora si ma come sono fisicamente? Io, sorpresa!!! Se te lo dico che sorpresa sarà? A questo punto mi collegai in un sito di scambisti, (facendo molta attenzione alle truffe) contattai una coppia fissai un appuntamento, andai a casa sua e li conobbi, (Carlo lui 42 anni e Anita lei 37 con una 4 di seno e 44 di taglia) dopo aver spiegato le problematiche per la nostra prima volta, si misero a disposizione per un contatto con i giusti e dovuti modi, lei mi chiese nell’incontro di lasciarli soli pochi minuti (considerando che loro erano esperti nel campo di scambisti). Tre giorni dopo pronti per l’incontro Alessia si vesti con una minigonna verde attillata che lasciava intravedere tutte le forme, e camicetta a fantasia, tacco a spillo altissimo intimo in pizzo nero. Arrivati fuori casa della coppia per l’incontro, mi chiese Io risposi All’incontro sulla porta apri lei, vestita per l’occasione con mini gonna rossa e camicetta bianca senza reggiseno sotto che faceva intravedere un meraviglioso seno. Carlo arrivò subito e dopo le presentazioni mi invitò a guardare la sua nuova auto nel garage, lasciando cosi Alessia con Anita, venti minuti dopo Anita ci chiamo per il caffè, entrando si presentarono entrambe senza camicia con il seno di fuori, esclamando, sorpresa!! Alessia nel viso era arrossata, ci sedemmo nel divano a consumare il caffè, subito dopo Carlo accese la tv con un video fatto da loro ed un’altra coppia, man mano che scorrevano le scene del video Carlo tocco il seno di mia moglie apprezzandone la consistenza, Alessia, ancor di più si infuocò nel viso sembrando un tacchino. Lei allungò la mano per toccarmi, io le portai la sua mano nel mio pene, che lo trovò duro come il marmo, appena lo tirò fuori Anita la anticipò iniziandomi un meraviglioso pompino, Alessia stava per impazzire dall’eccitazione essendo toccata da un uomo che non ero io, e dalla visione che una donna si stava spompinando il suo uomo, si girò verso Carlo, lo trovò con il cazzo in mano che se lo menava, Carlo gli prese la mano portandola nel suo pene, inizio a toccarglielo facendolo diventare ancora più duro. Di fatto eravamo due coppie scoppiate in tutti i sensi fisici e mentali. A causa del divano poco comodo, Anita mi prese per mano e mi condusse attraverso le scale al piano di sopra in una camera da letto matrimoniale, io le chiesi , stai tranquillo si divertiranno anche loro e continuò il suo lavoro interrotto. Il mio pensiero era vedere mia moglie cosa stava facendo in quel momento, pochi minuti dopo la sentii mugolare di piacere, non resistette e sfilando il cazzo dalla bocca di Anita, mi affacciai dalle scale, vidi Alessia tutta nuda sopra di lui che si gustavano un bel 69. Anita si avvicino a mè dicendomi e cosi lei continuò quel pompino interrotto a letto, che libidine per quel che vedevo, fu così che pochi secondi dopo, la inondai di sperma tra bocca e faccia. L’eccitazione era tanta, ed incontrollabile e guardando mia moglie che da li a poco si fece schizzare in bocca tutto quel nettare che Carlo riusciva a tirare dai coglioni, pochi minuti dopo chiedeva a Carlo di penetrarle la fica, il mio cazzo per la gioia di Anita non si ridimensiono per niente rimase duro come il marmo. Mi sedette nel terzultimo gradino lei sopra di me si infilò quel marmo fino a sentirlo toccare il fondo dell’utero, iniziando un su e giù incarnando la schiena dal piacere che le provocavo. Non credevo ai miei occhi, stavo vedendo la scena di un film porno, ma stavolta l’attrice principale era lei, mia moglie. Si scambiarono diverse posizioni, non riconoscevo più mia moglie da donna tutta casa e chiesa, al farsi sbattere da un altro uomo e sentirla gemere come una cagna in calore. Anita stanca di quella posizione scomoda si inginocchiò a pecorina chiedendomi di sfondarle il culo, non me lo fece ripetere due volte (con Alessia non lo avevo mai fatto) dopo averlo lubrificato con la saliva, lo puntai nel buco del culo che affondò come un caldo ferro dentro il burro, lei emise qualche mugolo di dolore misto al piacere, fu solo in quel momento che Alessia sentendo Anita mugolare, alzò gli occhi e si accorse di noi sopra le scale che li guardavamo. Eravamo tutti e quattro a guardarci ed eccitarci ancora di più, risultato che pochi minuti dopo sia io che Carlo esplodemmo per la seconda volta io nel buco del culo ad Anita e lui nel seno di Alessia (naturalmente il tutto e stato concepito con la dovuta protezione con dei preservativi). Quel giorno tutto l’incontro durò circa 2 ore ma da allora tante e tante altre ore di puro ed immenso piacere abbiamo avuto con loro ed altre coppie. Vi ringrazio per la lettura e se mi votate bene …… alla prossima con

Il confessionale | Racconto tradimenti di viktor

La vita di provincia si sa, può risultare noiosa. Soprattutto se si hanno diciotto anni e si è molto curiosi. Mi ero appena diplomato, e a settembre sarei andato finalmente a studiare allUniversità, a Bologna. Sarei andato ad abitare da solo, avrei avuto la possibilità di uscire quando e con chi volevo. Conoscere il mondo, e soprattutto un sacco di belle fighe fresche. Non vedevo lora.

Incesti perversi 3 | Racconto incesti di family_sex

La notizia della gravidanza di Aurora, non fu presa negativamente da mia madre come mi aspettavo, al contrario si mostrò sinceramente felice. Il suo punto di vista era più o meno questo “al di là del rapporto che stiamo vivendo, è giusto che ti faccia la tua vita, e Aurora, se pur insoddisfacente dal punto di vista sessuale, ha tutte le caratteristiche per diventare una buona moglie e senza dubbio fedele, visto che il cazzo non è in cima ai suoi pensieri. E poi tra noi cambierà poco, il tuo matrimonio non vuol dire che non potremo più scopare”. Il suo ragionamento non faceva una piega, così iniziarono i preparativi per il matrimonio. Io non ancora avevo un lavoro, se bene avessi da poco conseguito la laurea, ma questo non rappresentava un problema, visto che mio padre ci aveva lasciato una soddisfacente situazione economica ed anche mia madre aveva ereditato alcuni appartamenti e locali che avevamo in affitto. C’era solo un problema che si poneva: prima che si liberasse un appartamento di nostra proprietà sarebbero passati diversi mesi e nel frattempo io e Aurora avremmo abitato con mia madre. La casa era sufficientemente grande, ma ritagliarsi lo spazio per fare sesso con mamma sarebbe stato più complicato. Ma mia madre mi rassicurò anche in questo, avremmo certamente trovato il modo di soddisfare i nostri istinti insani. Nel frattempo continuavamo a scopare liberamente, e la mattina stessa del matrimonio facemmo sesso. Lei era ancora in vestaglia prima di prepararsi, le arrivai alle spalle e le feci sentire il cazzo duro sulle grosse chiappe, mentre la baciavo sul collo e le mungevo le enormi tette. La misi a novanta gradi sul tavolo, scostai da un lato il ridotto perizoma e senza troppi complimenti glielo schiaffai nel buco del culo. La sodomizzavo con forza facendo scorrere tre dita dentro la fica e lei godeva come una vacca incitandomi con frasi oscene

Marika W. Hostess di terra. Aeroporto di Linate, sequestro di persona. | Racconto etero di Tibet

Premessa: Io uso ER anche come archivio dei miei racconti e mi sono accorto che manca un racconto scritto molto tempo fa e facente parte di una serie dedicata a una donna immaginata, talmente libera nel sesso da essere aliena al nostro modo di vivere e allora la ripropongo ora… i due racconti che precedono questo li trovate su Er (se vi interessa), basta cercare Marika…

Il prete che mi confessa | Racconto etero di Claudia Clemente

Mi chiamo Claudia e sono di piccola età, per tutti quelli che non avessero letto il mio primo racconto, voglio sottolineare che scriverò solo di esperienze realmente accadute, provate sulla mia pelle,questa è la terza. Sono castano- bionda, di statura media con occhi marroni, ho un bel fisico, tette ancora non troppo sviluppate (porto la seconda-che si avvicina alla terza) forse per via delle mia età e un bel culo per il quale ricevo spesso molti complimenti dai miei compagni di classe. Da sempre i miei genitori mi hanno mandato in una scuola di preti, ove vigono regole ferree come indossare sempre la divisa e mantenere un comportamento contenuto e rispettoso (faccio il secondo liceo). Ogni giovedì la mia classe si reca nella piccola chiesa della scuola per fare le confessioni. Generalmente vengo sempre confessata dallo stesso prete, frere Giorgio, un uomo anziano ,grosso, sovrappeso, e con i capelli grigio chiari che formano una sorta di corona intorno alla nuca. A metà anno circa mi venne in mente unidea perversa,folle e trasgressiva cominciai così a fantasticare di essere scopata dal vecchio prete che ogni giovedì mi confessava. Avevo un buon rapporto con il frere, infatti oltre che a farmi confessare in chiesa ci scambiavo spesso due chiacchiere durante lintervallo e alluscita di scuola lo salutavo con un bacio sulla guancia. Un giorno decisi di fare la mia prima mossa, durante lintervallo mi recai dal vecchio prete e mi inventai una scusa per entrare nella sua stanza. ( i frere della mia scuola dormono in delle stanze ubicate allultimo piano della struttura scolastica) Infatti finsi di avere bisogno di aiuto con i compiti di latino e frere Giorgio mi diede appuntamento nella sua stanza al termine delle lezioni. Soddisfatta lo salutai con un bacio sulla guancia e un abbraccio mentre strusciavo la mia passerina al suo pene. Notai immediatamente una gobba nella tunica,in quellistante compresi che il vecchio non avrebbe resistito alle mie tentazioni feci finta di niente e tornai classe. Finite le lezioni, prima di dirigermi verso la stanza del prete andai in bagno, mi sbottonai il secondo bottone della camicia bianca per mostrare leggermente le mie tette, mi tirai sui la gonna grigia per rendere più visibili le gambe e mi tolsi le mutandine. Dopodiche mi diressi verso la stanza del vecchio. La cosa più scioccante è che non ebbi alcuna esitazione ne paura, ero solo estremamente arrapata e non vedevo lora di farmi scopare da un vecchio svendendo e umiliando il mio giovane corpo. Quando bussai immediatamente frere Giorgio aprì la porta e mi fece accomodare su una sedia scricchiolante, la sua era una piccola stanza con le pareti rovinate verde pistacchio,un letto ad una piazza, uno tappeto beige impregnato di polvere, un tavolino rotondo al centro della stanza, un angolo con qualche fornello che fungeva da cucina e un piccolo frigo color panna usurato con la maniglia ossidata. Prima di iniziare i compiti frere Giorgio mi offrì un tè caldo, ovviamente accettai. Mentre lacqua bolliva il vecchio prete mi domandò come fosse andata la mia giornata, mentre rispondevo accavallai le gambe in modo avvenente e mi sfilai lentamente le ballerine verde petrolio che indossavo con la scusa di non voler sporcare rimanendo così scalza. Notai che la gobba sotto la tunica era tornata e ciò mi faceva sentire più vicina al mio perverso obiettivo. Quando il tè fu pronto il prete pose le due tazze sul tavolino e si sedette, cominciammo i compiti di latino in attesa di farle freddare. Quando mi accorsi che il tè era bollente mi venne unidea folle ma estremamente efficace, infatti mentre ripetevamo le varie declinazioni rovesciai appositamente la tazza di tè bollente sulla mia camicia facendo cadere per terra allo stesso tempo la penna con cui stavo scrivendo. Il tè era bollente quindi rimanendo con la camicia mi sarei scottata…. usufruendo di questa scusa mi tolsi la camicia fingendomi mortificata. Rimasi così con addosso nientaltro che un reggiseno nero, riuscivo a capire che il vecchio era sia imbarazzato che eccitato. Mi scusai con il frere che si finse indifferente, dissi che avrei rimesso la camicia appena il calore del tè sarebbe evaporato. Dopodiché mi alzai e mi chinai con la scusa di dover raccogliere la penna, mostrando così il mio culetto e la mia fichetta scoperti. Quando mi risedetti il prete era scioccato e cominciava a sudare a stento riusciva a parlare…. non mancava molto e avrebbe ceduto alla tentazione. Mentre il prete parlava non riusciva a togliermi gli occhi di dosso e io mi arrapavo sempre di più, così, come ultima provocazione cominciai a strusciare il piede sotto il tavolo prima sotto la sua tunica fino ad arrivare al suo pene. A quel punto il prete si zittì e rimase immobile mentre li mio piede si strusciava sul suo cazzo arrapato… il vecchio sudava come un maiale. Allora andai sotto il tavolo alzai la tunica al , gli abbassai i mutandoni, tirai fuori il suo grosso cazzo pulsante come il cuore di un atleta al termine di una gara, cominciai così a masturbarlo, iniziai il contatto orale leccandogli la cappella per poi spompinarlo per bene suchiandogli tutto il pene e leccandogli le palle. Frere Giorgio si lasciò andare, mentre gli succhiavo il cazzo facevo avanti e indietro con sempre più foga. Quando il vecchio venne mi sborrò in bocca e fui costretta a bere il suo sperma,non che la cosa non mi piacesse, dopo che ripresi fiato, il vecchio si tolse rapidamente la tunica si mise in ginocchio nel tappeto beige, mi tolse la gonna grigia rimanendo così entrambi nudi,mi fece sdraiare per terra, divaricò le mie cosce e penetrò la mi fichetta come un trapano penetra in un foro. Cominciò così a fottermi in modo scoordinato ma violento, le nostre lingue e le nostre labbra si incontrarono più volte e mentre venivo scopata selvaggiamente la sua pancia grassa era un peso quasi piacevole sul mio corpo e non potevo fare a meno di gemere dal piacere come una cagna in calore. Ricordo ancora che mentre il prete grasso mi fotteva mi disse: ti piace essere posseduta come una puttanella vero? …. io continuai a gemere dal piacere ma il vecchio mi ordinò i fare silenzio per non insospettire gli altri frere che risiedevano nelle stanze accanto. A metà scopata circa il vecchio porco afferrò una delle mie gambe che penzolavano in aria attorno alla sua vita mentre mi fotteva e cominciò a succhiare le dita dei miei piedi una ad una. Cominciò a succhiarmi il pollice del piede per arrivare fino al mignolo e ricominciare mentre sforzava la sua anca indebolita per fottermi e sentivo tutto il suo cazzo dentro di me. Ricordo perfino che durante la scopata il mio sguardo era rivolto al soffitto verde pistacchio rovinato della stanza, ricordo la polvere che veniva mossa dai colpi di bacino dati dal prete per fottermi che salivano fino al mio naso, ricordo il dolce sapore di sperma rimasto nella mia bocca, ricordo il sudore, il lardo del vecchio che non scopava da tempo immemore ricordo la sensazione di umiliazione e piacere afrodisiaco che allo stesso tempo provai. Quando entrambi venimmo, ricevetti lo sperma del vecchio nel mio ventre e i nostri umori si unirono, con le mie unghie colorate da uno smalto blu mi aggrappai con forza ai folti peli bianchi che il prete aveva sulla schiena. Dopo qualche secondo il vecchio sfilò il suo pene dalla mia fichetta e una buona quantità di liquido vaginale e sperma colarono nel tappeto beige, frere Giorgio cominciò a leccarmi la fica e la sua lingua portò via la piccola quantità di liquido rimasto sulla mia vagina, venni così per la seconda volta. Mi sentivo una vera cagna, rimasi qualche secondo a terra e mi rialzai credendo che fosse tutto finito, ma il porco ancora insoddisfatto mi afferrò con violenza dalla caviglia, mi fece sdraiare per terra a pancia sotto e infilò il suo cazzo nel mio culetto sodo, non che la cosa non mi piacesse, con tutto il suo corpo lardoso e flaccido si mise sopra di me e cominciò a incularmi e mentre ciò avveniva insinuò la sua lingua nelle mia labbra più volte. Stavolta mi sborrò nel culo e quan
do sfilò il suo cazzo si sdraio con tutto il suo peso a terra. Si era fatto tardi, il sole stava calando e dovevo tornare dai miei genitori, così mi rivestii velocemente e tornai a casa. Il giorno dopo durante lintervallo mi avvicinai a frere Giorgio che appena mi vide mi domandò se avessi altri problemi con i compiti di latino, dopo che dissi di si, il vecchio mi diede appuntamento nella sua stanza al termine delle lezioni. Mentre lo abbracciai per salutarlo infilò la sua mano sotto la mia gonna, spostò mutandine e infilò un dito nella mia fichetta. Ci appartammo dietro un albero e le dita da una divennero due… cominciò così a massaggiarmi il clitoride,mi chiese se lesperienza del giorno precedente mi fosse piaciuta e risposi di si e che ero ansiosa di ripeterla, quando terminò il ditalino, un gran quantità di liquido vaginale colò sulla mia coscia, il prete si chinò e con la lingua la tolse velocemente. Infine tornai velocemente in classe in attesa che le lezioni terminassero. Circa tre giorni dopo il prete mi diede appuntamento nel ripostiglio della scuola dove vengono tenuti gli attrezzi di cui usufruiscono le signore delle pulizie al termine della giornata. Appena entrai nello sgabuzzino mi sorpresi trovando assieme a frere Giorgio, frere Luigi , unaltro prete che non conoscevo bene, lo vedevo raramente poiché si occupava solo del giardino della scuola, a differnza di frere Giorgio era magrissimo con il viso scavato ed un fisico rachitico. In realtà fui sorpresa positivamente, farmi fottere da ben due vecchi decrepiti mi sarebbe stato ancor più perverso e frizzante. Frere Giorgio aveva parlato del nostro incontro col suo compare e questultimo non ne si scandalizzò, anzi aveva intenzione di provarla sulla sua pelle. Così frere Giorgio chiuse la porta a chiave, poi mi tolse la camicia ed il reggiseno, dopodiché frere Luigi si tolse la tunica mi afferrò la testa e la spinse verso il suo membro facendomi inginocchiare. Già cominciavo ad eccitarmi…. senza pensarci due volte abbassai le mutande al vecchio e cominciai a leccargli la cappella e i testicoli, a quel punto il vecchio pervertito cominciò a fare avanti e indietro con il cazzo mentre mi spingeva tutta la testa verso di lui, sentivo il cazzo in gola… mi stava letteralmente scopando la bocca. Con laltra mano afferrai il membro di frere Giorgio masturbandolo. Entrambi i vecchi mi vennero in faccia, ma frere Luigi perse una quantità di sperma immensa, mai me lo sarei aspettata, avevo la faccia impregnata di sperma… avevo anche gli occhi ricoperti, la vista era appannata e tutto il trucco che mi colava. I due non mi diedero il tempo di pulirmi, frere Luigi si distese per terra a pancia in su, frere Giorgio mi fece sdraiare su di questultimo, e poi mi sfilò la gonna e il tanga rosa che portavo e si mise in ginocchio sopra di me… formavamo una sorta sandwich, io ero il pezzo di carne in mezzo alle due fette di pane. A quel punto fui penetrata doppiamente, il cazzo di frere Luigi nella mia fichetta, quello di frere Giorgio nel mio culetto. Era la prima volta che subivo una doppia penetrazione, inizialmente faceva estremamente male, poi comincia a godere come una cagna, mentre mi fottevano con forza frere Luigi mi teneva per i fianchi e mi faceva un succhiotto sul collo e frere Giorgio mi teneva piedi. Cercavo di non urlare dal dolore e dal piacere ma era impossibile non emettere gemiti , così frere Luigi mi tappava la bocca con la mano… allora cominciai a succhiare le dita di questultimo per tenermi occupata riuscendo a non urlare. Mentre mi scopavano sentivo il loro fiato, il loro sudore su di me, sentivo i due membri pulsanti nel mio ventre… mi sentivo una puledra in calore mi piaceva lidea di svendere il mio corpo. Ero bagnata, ebbi vari orgasmi, anche frere Luigi venne, i nostri liquidi si unirono, mentre frere Giorgio mi stava ancora inculando…. pochi istanti dopo anche questultimo venne, sfilò il suo uccello dal mio culetto sodo e mi sborrò sulla schiena. I due vecchi si alzarono, anche io mi alzai, avevo ancora il viso impregnato di sperma e parte di questultimo era colato sul mio seno. Dopodiché i due mi dissero di usare la carta igienica presento nello sgabuzzino per pulirmi, (ricordo anche che frere Luigi mi diede una pacca sul culo prima di andarsene) e se ne andarono. Mi tolsi lo sperma dal volto, mi rivestii, andai in bagno per pulirmi definitivamente, presi la pillola e tornai in classe. Da quel giorno continuai ad avere rapporti con i due preti e quando mi incontrano ancora oggi non possono fare a meno di toccarmi furtivamente, di solito strusciano il loro membro su di me, mettono le mani sotto la gonna ponendo le dita sul clitoride, mi accarezzano le gambe,mi danno pacche sul culetto e quando nessuno guarda me lo strizzano pure… ancora oggi ci diamo appuntamenti e soddisfo ogni loro desiderio

I sogni della vedova | Racconto incesti di messerfrank

Jen era una cinquantenne vedova di colore, abitava in Virginia in una modesta casa ereditata dal marito. Ai tempi del racconto l’uomo, che era un bianco di medio reddito, era morto da 2 anni, stroncato da un infarto. Jen aveva un figlio di 20 anni dal precedente matrimonio con un uomo di colore da cui aveva divorziato perché violento.

Il miracolo di Carla (al contrario) | Racconto incesti di mario il culo

Il miracolo di Carla per quel giorno che mi ha chiamato in camera da letto, durante il giorno, infatti non era mai successo e si e fatta sbattere due o tre volte di sequito e sono riuscito a metterglioìelo in culo e quindi per alcuni giorni, non più però in culo, si e fatta scopare e mi ha fatto pompini con ingoio poi più nulla, è ritornata la Carla di sempre: Qualche volta apriva le gambe per farsi chiavare normalmente, più pompini ed le altre cose che si fa normalmente quando si chiava, poi è successo il fattaccio, mia suocera si è rotta il femore, quindi è stata in ospedale per parecchio tempo ed infine quando e tornata e venuta ad abitare da noi, quindi nessuna scopata extra ma solo la solita apertura di gambe per farmi sborrare in figa.

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