Padrona Valentina episodio IX: Di ritorno dalla discoteca | Racconto dominazione di sclavo

Anche quella sera, lo schiavo era stato sbattuto per la notte nello sgabuzzino. Quella sera la Padrona era andata in discoteca con alcune amiche, perciò, dopo essersi fatta bella per la serata, aveva rinchiuso lo schiavo nello sgabuzzino per la notte ed era quindi uscita. Erano ormai le cinque di mattina quando la Padrona fece ritorno a casa dopo una lunga serata passata allinsegna del divertimento con le amiche, ma tuttavia, per quanto fosse piuttosto stanca, non voleva porre già fine a quella serata. Fu così che, appena giunta a casa, andò subito ad aprire la porta dello sgabuzzino e, con un paio di calci al ventre, svegliò lo schiavo. Decisamente stanco, lo schiavo, che aveva dormito circa cinque ore, appena sveglio vide la Padrona con addosso un vestito azzurro piuttosto corto ed ai piedi un paio di scarpe con la zeppa, e vicino a Lei una sua amica dalla carnagione olivastra ed i capelli neri ricci, che indossava un vestito color crema anchesso piuttosto corto ed ai piedi un paio di sandali neri col tacco a spillo. Lo schiavo, intimorito dalla scena, subito si gettò ai piedi della Padrona, baciandoli, dicendole Buongiorno Padrona adorata… Ma che buongiorno! replicò ridendo Valentina Sono appena tornata da una lunga serata in discoteca! Sono le cinque di mattina! Dai piuttosto il benvenuto alla mia amica Eva! lo schiavo, allora, piuttosto rintontito, baciò i piedi anche ad Eva. Proprio come mi avevi raccontato Vale! Un vero e proprio schiavo! Non avevo mai avuto uno schiavo ai miei piedi! disse Eva, e Valentina replicò Già Eva, ma ora hai loccasione di rimediare! Uno schiavetto tutto per noi!. Lo schiavo, ancora un po rintontito dal brusco risveglio, iniziò a preoccuparsi un po, perchè se lo avevano svegliato in quel modo dopo una serata in discoteca, era chiaro che si sarebbero volute divertire con lui, e perciò inizio a temere su cosa gli avrebbero potuto fare. Schiavo, seguici! disse Valentina, e lo schiavo seguì le due Padrone che si andarono a sedere in salotto, sul divano, e lo fecero mettere a quattro zampe di fronte a loro. Ci vollero pochi secondi perchè le zeppe di Valentina iniziassero a premere sulla schiena del sottomesso ed i tacchi a spillo di Eva iniziassero ed infilarsi in essa. Il dolore per lo schiavo si faceva sentire, ma altro non poteva fare che sopportarlo in silenzio, mentre le Padrone lo ignoravano e chiacchieravano allegramente su come fosse andata la loro serata in discoteca a ballare e divertirsi. Passarono alcuni minuti che con un calcio Valentina allontanò lo schiavo e gli ordinò di inginocchiarsi di fronte a loro. Forza schiavo, toglici le scarpe! Abbiamo ballato tutta la sera ed è arrivato il momento di metterci comode! disse Valentina, e lo schiavo eseguì, togliendo prima le zeppe della Padrona e poi i sandali di Eva. Ah! Finalmente! Era proprio lora di toglierci le scarpe! Mamma mia, ho i piedi davvero sudati! Schiavo, annusaceli subito! E dì a chi di noi due puzzano di più! Ahahahah! disse ridendo Valentina, seguita a ruota da Eva. Lo schiavo allora portò il suo naso alle dita dei piedi di Valentina ed annusò intensamente, prima un piede, poi laltro, e quindi quando gli fu ordinato fece lo stesso con Eva. Allora, quali puzzano di più?!? disse Valentina, e lo schiavo rispose I Suoi, Padrona adorata… alchè, entrambe le Padrone, iniziarono a ridere intensamente. E allora forza, annusali per bene! disse Valentina allo schiavo, prendendolo per i capelli e portando il suo viso ai suoi piedi, costringendo così ad annusarli meglio. Terminata loperazione, lo schiavo dovette iniziare a leccare i piedi delle Padrone: leccò perciò con attenzione i piedi di Valentina, succhiando bene le dita e passando la dita negli spazi tra di esse, proseguì leccando la pianta, leccando tutto il sudore e passando quindi al tallone, per poi ripetere loperazione con laltro piede. Lo stesso poi fece con i piedi di Eva, che rideva molto soddisfatta per la situazione e per come lo schiavo si stava umiliando ai suoi piedi. Mi sento veramente una Principessa così! E appagantissimo avere uno schiavo! Ti sto invidiando, sai Vale? disse Eva, ed a queste parole le due Padrone risero insieme allegramente. Terminata la risata, le Padrone ordinarono allo schiavo di leccare le loro ascelle, dato che anchesse erano molto sudate, e lo schiavo lo fece. A quel punto lo schiavo fu allontanato e le Padrone presero il sacchetto che conteneva la colazione che avevano acquistato, ovvero dei cornetti che iniziarono a mangiare di fronte allo schiavo. Eva mentre mangiava si divertiva a fare molte domande a Valentina sullo schiavo: la situazione la incuriosiva non poco, e dominare lo schiavo si stava rivelando per lei appagante e divertente. Intanto lo schiavo era inerme di fronte a loro: un tempo sarebbe andato in discoteca e cavrebbe provato con due ragazze così belle come Valentina ed Eva, ed oggi era lì di fronte a loro, in un loro momento di assoluta intimità, ma solo come schiavo leccapiedi, per di più svegliato da loro al rientro allalba. Ormai sempre di più stava raggiungendo un livello di piena sottomissione nei confronti di Valentina. Schiavo! Abbiamo pensato anche a te, lo sai?!? disse Valentina, interrompendo i pensieri dello schiavo, e quindi tirò fuori dal sacchetto una bomba alla crema !Questa è per te schiavetto! Ed a queste parole la gettò a terra ed iniziò a calpestarla, facendo uscire tutta la crema che si attaccò ai piedi della Padrona. Anche Eva volle calpestare quella bomba alla crema, ed anche i suoi piedi in breve si cosparsero di crema e pezzi vari della bomba. Avanti schiavo, lecca tutta questa crema dai nostri piedi! disse Valentina, e lo schiavo iniziò dunque a leccare la bomba dai piedi delle due Padrone. La scena, molto umiliante per lo schiavo, risultò molto divertente per le Padrone, in particolare per Eva, che non riusciva a smettere di ridere mentre lo schiavo le leccava tutta la crema dai piedi. Quando le Padrone furono soddisfatte, si accorsero che i loro piedi erano ancora molto appiccicosi, perciò ordinarono allo schiavo di prendere una bacinella piena dacqua e del sapone e portarla al loro cospetto. Lurida pezza da piedi, adesso lavaci i piedi! disse Valentina Proprio come gli schiavi Romani con le Matrone! aggiunse Eva. Lo schiavo dunque, iniziò a cospergere di sapone i piedi di Eva e quindi a sciacquarli, fino a farli tornare puliti, poi fece lo stesso con Valentina. Iniziò quindi ad asciugare i piedi delle Padrone con un asciugamano. Con delicatezza schiavo, sennò ci rovini i piedi! lo redarguì Valentina. Bene schiavo, hai fatto il tuo dovere! Ora puoi darci la buonanotte e tornartene nel tuo sgabuzzino! disse Valentina, e lo schiavo quindi baciò i piedi alle sue Padrone e fu chiuso nuovamente nello sgabuzzino.

Il ritorno di Giulia, la schiava | Racconto dominazione di tom aniel

Quel giorno Giulia non era potuta venire a pulire la nostra casa. Quella troietta arrogante si era beccata l’influenza dopo che la mia dolce fidanzata Sonja l’aveva costretta a farle da cavallina in lungo ed in largo per la mia grande tenuta di campagna. Naturalmente, come tutte le cavalle che si rispettino, Giulia aveva trottato nuda. Oh, informazione aggiuntiva: siamo a gennaio e ci sono otto gradi al sole. Quella zoccoletta è ritornata nella stalla già con la febbre. E’ crollata sul pagliericcio subito dopo che la sua affascinante amazzone era discesa dalla sua groppa di bestia indegna. Sonja, dolcissima e affettuosa come sempre, se ne è fregata ampiamente delle condizioni della schiava. Con tranquillità si è fatta leccare gli stivali da equitazione e le ha pisciato in bocca, poi se ne è andata. Più tardi sono sopraggiunto io, mi sono fatto leccare le palle e le ho ordinato un bel servizietto orale (ricordate? La scema obbedisce a qualunque mio ordine perché spera che un giorno le farò fare la modella…povera stupida sognatrice!)

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