Figa maltrattata | Racconto sadomaso di Schiavetta

Quella tra venerdì 12 e sabato 13 marzo forse non può essere inserita tra le notti indimenticabili ma a mio modo di vedere, visto che il ricordo è fresco, vale la pena di essere raccontata. Allora, come capita tutti i venerdì che preludono a un week-end passato a casa dai miei Padroni, attorno alle 18 e 30 mi sono trovata a parcheggiare la mia auto nello spazioso seminterrato della Loro villetta. Salita in casa e messami in ginocchio al cospetto di Donna Maura, ho subito ricevuto ordini dalla stessa:Spogliati in fretta, esci nuda perchè il Padrone ha bisogno e tieni presente che questa sera abbiamo ospiti. Ragion per cui prepara una cena adeguata alloccasione. Forza, sbrigati!. Entrata nello sgabuzzino e toltami tutto, sono uscita e mi sono imbattuta in Padron Fabio. Prontamente in ginocchio, mi sono presa un calcio in un fianco e, a quattro zampe, ho seguito il Padrone in bagno. Lì, in ginocchio, ho ricevuto in bocca il suo cazzo che è esploso in una bella pisciata. Poi mi sono dovuta stendere a pancia in su, il Pdrone sè accovacciato, ho aperto la bocca e Lui sè messo a cagare. Finita levacuazione e mangiata, da parte mia, la sua merda (abbondante) gli ho pulito il culo con la lingua. Lui, con la carta igienica, ha controllato che il lavoro fosse stato fatto bene, mi ha fatto mangiare la carta e poi ha chiamato Donna Maura. La Padrona è arrivata qualche minuto dopo mentre io lho aspettata a terra supina, si è tolta le mutandine e mi ha pisciato in bocca. Come prevedevo era mestruata, e in questi casi la devo slinguare fino a farle raggiungere un orgasmo clitorideo. Lei sostiene, con buona ragione, che in quei giorni la penetrazione provoca bruciori, e quale migliore modo per godere, possedendo una schiava, di farsi fare un bel lavoro di bocca sul clitoride? Infatti, dopo la pisciata:E adesso fammi venire, lurida bastarda! E io lì a slinguare intensamente fino a sentirla gemere. Poi, con unabile ripassatina, mi sono sentita addirittura un complimento, cosa rara, della Padrona:Sei una merda, ma con la lingua te la cavi. Dopodichè mi sono alzata, ho indossato il vestitino dordinanza arancione di lanetta, mi sono data una sciacquata al viso e, col sapore del mestruo della Padrona in bocca, sapore che aveva superato quello della merda del Padrone, mi sono recata in cucina per preparare la cena. Aperto il frigorifero e il freezer (dove abbondano surgelati di ogni tipo), visto quello che cera, ho deciso per dei tagliolini al radicchio, filetto di branzino, patate al forno e, come dolce, un tortino al cioccolato che è la passione dei miei Padroni. Alle 20 sono arrivati gli Ospiti (i Signori Melissa e Luigi) i quali, invitati dalla Padrona, si sono serviti di me per pisciare. E lì ho scoperto che anche la Signora Melissa era mestruata, ma con Lei non ho dovuto fare il servizio reso a Donna Maura. Servita la cena e ottenuta lapprovazione degli Ospiti, i Signori si sono messi in poltrona dove ho servito Loro il caffè. Mentre io in cucina rigovernavo, Loro sono rimasti là a chiacchierare, quindi, dopo un bel po,Donna Maura mi ha chiamato e mi ha detto:Adesso fai godere i signori. Mentre le Signore osservavano, io mi sono tolta il vestitino e sono rimasta nuda. A me sè avvicinato il Signor Luigi che, dopo avermi succhiato le tette e accarezzato la passera, sè abbassato i pantaloni e me lha messo in bocca. Io glielho succhiato e poi, una volta duro, lui mi ha infilato il cazzo in figa e ha iniziato a cavalcare. A un certo punto sè messo a bagnarmi con la saliva il buco del culo, vi ha infilato due dita (eravamo in piedi, alla pecorina) poi, estratto luccello dalla figa, lha infilato nel mio culo. Ci ha dato dentro un po, quindi lha tolto, me lo ha messo in bocca e lì mi ha sborrato. A quel punto sono stata mandata nel bagno di servizio a farmi un bidet (con lacqua rigorosamente fredda) e poi sono tornata nella sala per soddisfare le voglie di Padron Fabio. Sempre alla pecorina in piedi, il Padrone mi ha infilato, ma probabilmente perchè molto eccitato, in pochi colpi mi ha riempito la figa. Altro bidet freddo, poi mi sono rivestita e sono andata in cucina a finire di sistemare le stoviglie. Al momento del commiato, al quale ho assistito in ginocchio, Donna Maura ha chiesto al Signor Luigi:Allora, che ne pensi di questa troia? E Lui:Niente male, un po freddina ma può andare. Andati via gli Ospiti, Donna Maura mi ha chiamato nel piccolo dungeon e mi ha urlato:Un po freddina… Ci hai fatto fare una figura di merda, maledetta puttana! E Padron Fabio:Adesso inevitabilmente dobbiamo punirti. Puniamo la tua patonza, che non ha saputo dispensare il godimento che avrebbe dovuto. Così mi hanno fatto sdraiare, nuda, sul lettino ginecologico, mi hanno fatto alzare le gambe e me le hanno fatte mettere nelle apposite forchette, mi hanno immobilizzato con una cinghia allaltezza della vita e hanno cominciato a frustarmi la figa. Donna Maura con un flogger, Padron Fabio con un gatto. La fustigazione è durata parecchio, tanto che io non sono riuscita a trattenere qualche urlo. Poi Donna Maura ha preso un ago e con quello mi ha punto le piccole labbra. Punture brevi ma molto dolorose perchè continue e in numero elevato. Infine Donna Maura ha completato lopera dandomi qualche unghiata al buchetto della pipì. Poi ancora qualche frustata e alla fine Donna Maura, rivolgendosi a Padron Fabio Gli ha detto:Penso che possa bastare. Abbiamo fatto un bel lavoro. Speriamo che questa bastarda abbia capito che deve essere più calda quando chiava con esseri superiori come noi e i nostri ospiti. Padron Fabio, da parte sua:Si, però qualche calcio ci starebbe bene Se è per questo – ha detto la Padrona – anche qualche colpo di canna. Così, fattami scendere dal lettino, mi hanno messa a quattro zampe, e mentre il Padrone mi ha rifilato una decina di pedatoni nel culo, Donna Maura mi ha colpito le chiappe con una canna dura. Poi, sempre nuda, nello sgabuzzino a dormire a terra con solo una coperta sopra. Al mattino, alzatami presto e con la figa in fiamme, quando ho fatto la pipì ho accusato un forte bruciore. Bruciore che è scomparso solo verso mercoledì.

Le torture di Carmen | Racconto sadomaso di Amoledonne

Giulio è lidiota di cui ero amante da due anni facendo la bella vita… che grandissimo stronzo! Ha provato a fare il grande colpo tentando di ammazzare Francisco de Oliveira e i suoi uomini con un blitz alla Michael Corleone! Giulio è il classico bullo che crede, a torto, di essere un dio: naturalmente il colpo, mal organizzato e peggio effettuato, è fallito! Ora lidiota e i suoi uomini superstiti sono scappati chi sa dove, e hanno lasciato me nella merda più completa! Francisco è il re del gioco dazzardo e della prostituzione in tutta la regione, non lo conosco di persona ma mi han detto che è un uomo di grande intelligenza, e di incredibile crudeltà se viene toccato nei suoi interessi! dopo sole due ore dal fallito attentato i suoi uomini mi hanno prelevata dallalbergo dove lo stronzo mi manteneva, e mi hanno portata in un covo di Francisco. Sono stata chiusa in una camera con letto, specchio, tavolino, water e doccia. Mi hanno portato da mangiare: per ora non vengo maltrattata: è evidente che obbediscono agli ordini di Francisco, ma ciò non mi evita di essere terrorizzata! io sono considerata da tutti semplicemente una pedina, ma de Oliveira potrebbe pensare che io abbia informazioni importanti, mentre non sapevo un cazzo della decisione di Giulio di attaccarlo! Sono per tutti soloCarmen, lamante dello stronzo, e per mia fortuna sono una strafica: spero che questo mi salvi la vita: ho 25 anni, ho fatto la puttana da 19 a 21 anni, poi sono riuscita a entrare nel giro delle escort di un certo livello fin quando il coglione mi ha presa con sè!, mi so avvalere del mio corpo e della mia principale caratteristica: sono unincredibile troia e nel fare sesso, a pagamento o gratis, godo come una cagna in calore, se il maschio (o la femmina!) con cui scopo, mi sanno sollecitare con qualche porcata! mentre aspetto, terrorizzata, che succeda qualcosa, mi guardo allo specchio per darmi fiducia: si vede subito che sono una femmina da letto! sono alta 1,75, ho seni che scoppiano nella camicetta, vita sottile, culo sodo, cosce e gambe lunghe e ben proporzionate, ma è il mio viso a far arrapare di più gli uomini: ho capelli nerissimi, lunghi fino alla vita, occhi verdi pronti a scurirsi se mi eccito, bocca semiaperta come se aspettasse… visite, labbra lucide per il continuo passare della lingua che le lecca e rientra lentamente tra i denti! Mi sento tutelata da quello che vedo, mi rilasso un po’, mi accendo una sigaretta, mi stendo sul letto e attendo gli eventi! Sono addormentata da due o tre ore quando sento il rumore di una chiave nella toppa: la porta si apre, entrano due tipi con facce poco raccomandabili, senza parlare mi incappucciano, mi prendono le braccia e mi portano fuori dalla stanza, mi fanno entrare in una macchina o forse un furgone. Dopo un quarto dora di percorso mi portano fuori dallautomezzo e mi fanno entrare in un ascensore: la salita è lunga, credo di essere al trentesimo piano o anche più su: mi tolgono il cappuccio, mi guardo intorno: siamo in un salottino e oltre i due tipi cè una bella donna, sexy e con vestito aderente che evidenzia le sue forme, mi guarda e dice: spogliati! sussulto e rispondo: coosa? ma sei matta? ride, poi mi guarda con durezza: ti ho detto spogliati… nuda.. adesso!! guardo i due tipi: il loro sguardo mi fa capire: devo obbedire subito! Tento di tenere addosso le mutandine, ma la tipa grida: tutta nuda, stronza! Il mio terrore aumenta! se questa puttana mi tratta così, chissà che altro mi aspetta! Obbedisco, e vengo condotta ad una porta. La puttana bussa, si sente una voce: avanti, e vengo spinta dentro. Guardo e vedo, seduto su un divano, Francisco de Oliveira! non lo conoscevo di persona ma ho visto molte sue foto. E un belluomo, alto, muscoloso, con aria da dominatore, e sguardo molto crudele! gli siede accanto una femmina favolosa: bionda, con seni esplosivi, corpo da sballo e viso da troia! mi guardano come si guarda uno scarafaggio, poi Francisco parla: ti stai chiedendo perchè ti ho fatto denudare? prima che io apra bocca continua: è semplice, forse non lo sai, ma in quasi tutte le guerre o le lotte di potere le prigioniere vengono interrogate dopo essere state denudate. Il sistema è usato anche sugli uomini, ma con le donne risponde meglio perche vi fa sentire umiliate e senza difesa, vi fa capire di essere nelle mani di chi può sottomettervi a qualunque depravazione di sesso: dalla violenza carnale, alla tortura! avete solo la speranza di salvarvi rispondendo la verità ad ogni domanda che vi viene

Schiava dei suoceri – 2 | Racconto sadomaso di HarDom

La mattina dopo i Padroni si prepararono per uscire. Presero la ciotola grande nella quale entrambi pisciarono. Ci versarono anche 1 litro di acqua e, prima di partire, la lasciarono alla nuora incatenata fuori dalla porta. Non le diedero nulla da mangiare anche se già sapevano che sarebbero rientrati nel pomeriggio.

Jessica ed Helen tra torture e sesso | Racconto sadomaso di Amoledonne

Grido: maledizione, Helen! Ci hai fatto scoprire per la tua dannata voglia di sesso! ci stavamo infiltrando nella loro organizzazione, potevamo scoprire i nomi dei loro capi, e tu, per fare la femmina sexy con quel George, che conoscevi da pochi giorni, gli dici, a letto, di essere un agente dei servizi segreti, depositaria di files riservati! Helen mi guarda terrorizzata! siamo nude, legate a due croci a X nella camera di tortura dei delinquenti!! Helen mi sussurra con voce tremante: hai ragione, Jessica, sono stata una stronza incosciente, ma …. e ora? che succederà? La guardo, lavora con me da alcuni mesi: ha 24 anni, è una gran troia, molto sexy: corpo spettacoloso, tette dure, capezzoli grossi,culo sodo e alto, capelli neri e lunghi, occhi azzurri, bocca da porca che fa subito pensare ai pompini, e fica allargata dalle scopate… credo sia stata promossa al rango di agente scopando con tutti i nostri superiori.. Helen ripete tremando: e ora che succederà? Cerco di riprendere il mio self control e le dò una previsione edulcorata per non terrorizzarla ancora di più: ora vorranno sapere molte

Mistress Lucrezia e lady Teresa | Racconto sadomaso di NikkioNikla

Mistress Lucrezia una bellissima Padrona mora con i capelli ricci era appunto la padrona di piggie uno schiavo in castità forzata. Quel giorno piggie era intento tutto nudo a leccare i piedi della sua Padrona mentre arrivò Teresa una bella donna dai capelli corti biondi e molto formosa che appena vide quella scena rise. Si sedette accanto alla Padrona Lucrezia e mentre le due conversavano piggie le leccava i piedi ancora nelle scarpe. Alzati esclamò Teresa, piggie subito si alzò e Teresa gli sputo in faccia. Piggie leccò tutto avidamente per poi essere spinto dalle mani affusolate di Teresa verso i piedi della Padrona Lucrezia lecca bene disse la Padrona Lucrezia, le due risero. Teresa teneva piggie per il guinzaglio che era attaccato alla sua cintura di castità mentre Padrona ucrezia andò a prendere i plug anale da inserire nel culetto di piggie Da quanto tempo questo porcellino non sborra? chiese Teresa a Lucrezia Da circa un mese non ha un orgasmo ma lo mungo regolarmente ogni giorno via anale rispose Lucrezia, Teresa rise e rivolgendosi a piggie disse Povero maialino che non può sborrare piggie mugugnò Che cè disse Teresa mentre lo spingeva verso i suoi piedi Hai sete? chiese allo schiavo, piggie annuì allora Teresa prese il biberon vuoto che cera sul tavolo lo aprì si scansò le mutandine e vi fece pipi ma prima di darlo a piggie ci spitò dentro due volte Ecco ora puoi bere il mio nettare rise Teresa mentre Lucrezia lubrificava il plug anale. Piggie bevve dal biberon la piscia di Teresa mista ai suoi sputi Teresa teneva il biberon con la sua mano affusolata e piggie beveva intanto Padrona Lucrezia era intenta ad infilare il plug anale a pigge che mugugnò un pò per il dolore Shhh disse Lucrezia So che ti piace ricchioncello concluse. Il plug anale era dentro il culo di piggie ed il biberon si svuotò molto velocemente Bravo esclamò Teresa Ora continua a leccarmi le piante dei piedi ch sono sudate fa molto caldo oggi si sfilò le scarpe e pose il piede nudo slla faccia di piggie che leccò avidamente mentre Lucrezia andò a chiamare Loredana la sua schiava transessuale. Piggie quel giorno avrebbe dovuto fare un pompino e bere la sborra della transessuale in quanto era il giorno del mese che la schiava avrebbe dovuto godere. A piggie non pieceva succhiare cazzi ma la Padrona aveva un trucco ci sputava sopra sapendo che piggie era schiavo della sua salva e che lo avrebbe leccato sicuramente. Teresa disse Basta leccare i miei piedi conservati la lingua per succhiare i cazzi perchè a te piace tanto succhiare i cazzi vero schiavo? tenendo il volto di piggie con una mano piggie annuì suo malgrado. Lucrezia arrivò con Loredana al guinzaglio, la transessuale aveva già il cazzo duro Lucrezia sputò sul cazzo più volte e poi tenendono con la mano lo pose verso piggie il quale iniziò a leccare la saliva della sua Dea colante dal pene per poi prnderlo in bocca. Loredana prese piggie per la testa e lgliela muoveva su e giù per il suo cazzo ormai turgido e duro mentre Lucrezia andò a gustarsi lo spettacolo insieme a Teresa sul divano. Piggie succhiava aveidamenteed ebbe una piccola erezione che la Padrona non fece a meno di notare ma la cintura di castità impediva al pene dello schiavo di alzarsi. La transessuale sborrò copiosamente nella bocca di piggie il quale bevve tutto e poi leccò per bene il cazzo semi moscio della schiava per pulirlo. Bravo il mio ricchione esclamò Lucrezia mentre Teresa rideva Domani continuò Potrai scopare con una schiava di Mistress Serena la mia amica andremo alla spiaggia nudisti e darai spettacolo concluse T vieni teresa? chiese allaltra Padrona Si certo mi metto in topless così eccito di più questo porco conclluse la biondina. Padrona Lucrezia prese il ciuccio di piggie e glielo forzò in bocca Ora mettiti in ginocchio e non dare fastidio disse allo schiavo io e Teresa usciamo a fare shopping al sexy shop ti devo comprare qualcosa da mettere domani in spiaggia non vorrai mica andare nudo concluse. Le due uscirono mentre piggie rimase solo con Lordana. La schiava si avvicinò a piggie gli tolse il ciuccio dalla bocca e disse Ora bevi la mia saliva brtta puttanella piggie aprì a bocca e Loredana fece colare un rivolo di saliva tra le fauici dello schiavo che ingoiò avidament, poi gli mise il ciuccio in bocca ed a andò via. Piggie stette in gniocchio aspettando il ritorno della Padrona e della sua amica per diverse ore quando finalmente la porta si aprì. Guarda piggie disse Lucrezia Ho comprato un nuovo strapon e voglio subito provarlo mettiti in ginocchio e solleva il sedere piggie fece come gli era stato ordinato Lucrezia estrasse il plug dal culo dello schiavo ed indossò la cintura fece pressione sullano di piggie che mugugnò Zitto troia disse lucrezia spignendo più dentro possibile il cazzo finto. Iniziò a scopare piggie su e giù per più di venti minuti il piccolo cazzetto racchiuso nella cintura di castità perse un oò di liquido seminale e piggie dovette leccarlo appena finito Lucrezia fece succhiare lo strapon a piggie che leccò per pulirlo. Era quasi sera e la Padrona andò a dormire lasciando piggie nudo in casa con solo la cintura di castità.

Un maniaco sessuale dominante 5. | Racconto sadomaso di Gibbo

Dopo averla inculata, prendo lattrezzo che scarica corrente sul corpo e vado ad infilarlo nel culo alla schiava nera, spingendo dentro il più possibile e do la scarica che la fa urlare e sobbalzare; allora, visto come si alzava il suo culo, prendo uno spillone e lo appoggio ad una natica e riavvio una scarica elettrica nel suo culo, così lei va ad infilarsi sullo spillone tenuto fermo da me e urla ancora di più. Prendo poi una candela, laccendo e lascio colare la cera sulle gambe e sul culo della gnocca color cioccolato poi la giro e uso sempre la candela sui seni e, inizio a scoparmela e, vedendo i suoi seni ballare, prendo gli spilli piccoli e ne infilzo uno in un seno, poi tocca allaltro e lei urla dal gran dolore. Mentre la sto scopando, vedo con la coda dellocchio, la biondina che si sta masturbando sditalizzando la sua figa. Incuriosito, slego la nera e la rinchiudo in cella, poi faccio uscire la biondina che al solo vederla mi eccita moltissimo, la fisso sul tavolo e le domando come mai godeva nel sentire urlare la sua collega e lei mi dice che fondamentalmente è sadica e gode nel sentire soffrire. Decido di metterla alla prova e, dopo averla scopata ed inculata, la slego e, dopo che ho messo sul tavolo la cicciona, ordino alla biondina di frustarla a sangue e lei non ci pensa due volte e passa subito a colpirla violentemente e vedo che ha sul viso unespressione di piacere al sentire le urla della sua vittima. Le dico di infilarle sulle natiche gli spilloni e lei procede lentamente, uno per uno, alcuni poi linfila e dopo li sfila per rinfilarli di nuovo, aumentando così il dolore. La osservo compiaciuto e mi diverto molto, poi le passo un cazzo di plastica, grosso da far paura e lei lo indossa per poi infilarlo in figa alla cicciona. Dopo fatta urlare molto, la slego e lei la penetra in culo con quellaffare. La biondina mi osserva aspettando di sapere se mi è piaciuto il suo lavoro e le dico che da quel momento lei sarà la mia aiutante nei giochi con le altre schiave ma le faccio presente che potrà ogni tanto venire con me di sopra e giocare insieme nella vasca che ho visto le è piaciuta molto ma la avviso che se da sopra tentasse di scappare, fuori casa cè Dog, un cane addestratissimo che la ucciderebbe a morsi. Decido di portarla subito di sopra e, dalla finestra della cucina le faccio vedere Dog che dorme nella sua casetta. Poi andiamo nella vasca e lì la scopo baciandola in bocca e poi passiamo sul letto dove giochiamo a lungo e quasi penso di lasciarla sopra con me ma, vedendo come sa essere anche crudele, sadica, chi mi nega che mentre dormo lei mi lega per poi farmi fare una brutta fine? Allora la riconduco di sotto e la chiudo in cella. Il giorno dopo vado a fare un giro in macchina con Dog e vedo un ragazzino intento a riparare una ruota della sua bici. Mi fermo per osservarlo bene e noto il suo viso più da donna che uomo ed ha il comportamento da Gay. più lo guardo più gli devo fare il culo. Mi offro di accompagnarlo a casa mia dove ripareremo la ruota. Lui accetta e carichiamo la bici sul tetto dellauto ed andiamo a casa mia dove, appena arrivati, lo invito ad entrare in casa per bere una birra fresca che in piena estate va benissimo. Lui sta bevendo tranquillo ed io che nella birra avevo sciolto una compressa di sedativo, vedo il ragazzo chiudere gli occhi ed allora lo porto di sotto e lo lego al tavolo togliendo i pantaloni e la maglietta. Invece di attendere il suo risveglio, le faccio un clistere per lavare il culetto e quando comincia a vuotare la pancia, lo lavo con lo schizzo del tubo e lui si sveglia allibito per come si trova. finita la pulizia, gli ungo lano col gel e lo sodomizzo facendolo urlare a lungo e, mentre lo inculo, gli trafiggo le natiche con gli spilloni. Dopo che ho goduto, faccio uscire dalla cella la biondina e dico a lui se se la vuole scopare e mi dice subito sì. La biondina subito si sdraia sul tavolo a cosce aperte e gli masturba il cazzetto che si alza subito e gli dico di scoparsela. Lui la penetra e mentre è preso dal su e giù, lo inculo nuovamente e lui urla disperatamente ma io godo e gode anche la biondina che dopo mi propone di prendere il fallo gigante ed incularlo lei. Accetto la sua proposta e la lascio fare tenendo lui fermo e gustandomi linculata. Poi penso di farmi fare un bocchino da lui e la biondina lo minaccia col attrezzo che rilascia scariche elettriche se volesse mordermi il cazzo. Così lui ingoia il mio cazzo e lo ciuccia fino alla sborrata. Poi rinchiudo la biondina in cella e, dopo liniezione letale al ragazzino, lo porto fuori per immergerlo nella calce viva che lo disintegra subito. Torno giù e mi scopo la negrotta che cerca di sedurmi ma me la inculo e le infilo gli aghi lentamente nelle natiche, sulle cosce, sui seni e vedo una gran quantità di sangue scorrere sul tavolo. Mi rendo conto poi che sta perdendo troppo sangue e allora, dopo averla sodomizzata più volte …la preparo per il bagno di calce con una puntura ed un viaggio in giardino. Così ho un altro posto nel mio particolare albergo e, preso Dog e messo in auto, andiamo a fare un giro dispezione dalle puttane e lì non ne trovo una di mio interesse. Allora vado a fare il pieno ad un distributore e domando al benzinaio se ci sono altre prostitute. Mi parla di una zona a me sconosciuta e vado subito a vederla e lì trovo una vasta scelta. Faccio salire una un po attempata e le faccio la solita proposta che lei accetta senza pensarci sopra ma le dico che ho i soldi in casa e lei prima prenderà quanto stabilito, poi si concederà. Giunti a casa le do subito la somma e ci spogliamo in camera. Lei chiede di lavarsi in bagno ed io intanto preparo la siringa che nascondo sotto il cuscino. Quando lei torna, labbraccio e bacio al collo ed ai seni e con laltra mano le pratico la puntura che non sente nemmeno e cade subito nel sonno. La scopo più volte, poi linculo e, non sentendomi più attratto da lei con la carne cadente che smorzava il desiderio. non la porto nel sotterraneo ma la sistemo con liniezione letale e luso della calce.

Donne diverse reazioni diverse al dolore anale | Racconto sadomaso di ABELE

Questo racconto è una carrellata di inculate con donne diverse: dalla ragazzina appena maggiorenne, a varie tipologie di donne e diverse situazioni. Comincio con il report di quando mi inculai Paola la prima volta e poi la seconda volta a casa sua al mare. Premesso che ventenne la mia fantasia erotica era verificare quanto dolore potesse sentire una donna sodomizzata da un arnese niente male, come il mio, che era diciamo fuori misura (22 x 5)(che fosse fuori misura lo scoprii da minorenne, che con un gruppo di amici ci inculammo il figlio di una signora procace. Finché toccò ai miei amici, se lo fece fare lamentandosi un pochino e basta. Io rimasi per ultimo proprio per chiudere in bellezza. Ebbene appena gli affondai dentro il mio arnese, urlò a squarciagola e si mise a piangere. Non riuscii a completare lopera, perché si divincolò. Ricordo che eccitato dalla cosa e rimasto solo col mio amico più confidente, ancora su di giri, gli chiesi di incularmi, per la curiosità di sapere cosa si provava. Devo dire che ho visto le stelle e lho fatto smettere immediatamente, che mi veniva da piangere. Questa esperienza mi ha messo addosso una libidine immensa, ogni volta che mi chiedevo, per esempio la notte a letto, cosa potesse provare una donna, tipo una donna piccolina come mia madre, nel prenderlo in culo o la signora della merceria vicino a casa mia, che mi faceva impazzire seduta fuori dal negozio a gambe accavallate sulla panchina oppure la mia professoressa di matematica, molto arrapante, ancora più esile di mia madre, la quale in classe una mattina ci aveva raccontato di essere reduce dal dentista dove aveva estratto un dente e di aver urlato come una pazza. Ovviamente io feci la trasposizione della situazione nella quale veniva sodomizzata e fantasticai la scena e gli urli. Fantasticare questa cosa me lo faceva diventare duro e a letto dovevo masturbarmi, per poter dormire. Veniamo alla prima occasione che ebbi di metterlo dietro ad una mia coetanea. Diciannovenne ebbi il battesimo del cazzo con una signora 50 enne, cartomante-puttana, alla quale andai a confidare che non avevo ancora avuto esperienze sessuali, con la scusa del giro di carte, che però non si fece penetrare e mi fece un cosiddetto rigatone. Con i denti mi portò in pochi su e giù ad eiaculare e se lo ingollò tutto. Mi costò 50 euro; spesi molto bene. Veniamo a quando ebbi la prima occasione di farmi una mia coetanea, conosciuta giorni prima. Tentai di inculare Paola a casa mia, con mia madre che era in casa. La misi a pancia in sotto sul mio letto e glielo infilai. Le entrò liscio liscio in culo, ma si mise a piangere come una ragazzina, reagendo per impedirmi di stantuffarla e di infilarglielo su tutto, come avrei voluto. Si giustificò che non le sembrava il caso di farlo con mia madre nellaltra stanza, che sentiva i suoi lamenti. Pertanto uscimmo in campagna. La distesi sullerba, in un punto nascosto e me la inculai fino in fondo. Le entrò come niente fosse e non fece un lamento sebbene dessi dei colpi di reni per infilarglielo a più non posso, per farla strillare. Questo mi deluse non poco. Giorni dopo mi invitò al mare a casa sua. A letto volevo scoparla, ma lei mi disse che per paura di restare incinta lo faceva solo col culo. Laspettativa non era che urlasse e infatti, dopo essersi impomatata il retto di vasellina, si mise giù alla pecorina e le è entrato come niente fosse, che aveva lo sfintere dilatatissimo. Dandoci dentro a colpi di reni, lo stesso non fece un gemito e per farla strillare dovetti stringerle un capezzolo. Fantasticando che fosse la professoressa di matematica ho eiaculato a getti ripetuti.

Le grosse cosce di mia zia | Racconto prime esperienze di Solletico Sadomaso

Vi voglio raccontare una storia successa a me personalmente quando avevo circa 7-8 anni, forse ci sarà qualcuno che troverà un po difficile credere a questa storia perché quando si è così piccoli di solito non si pensa a certe cose, almeno questo è quanto si crede, ma a volte nella vita, e spesso nellinfanzia, capitano certe esperienze che ti rimangono nella mente e ti fanno nascere certi desideri, che quando non vengono più soddisfatti te li porti dentro sino alletà adulta, e possono far provare certe sensazioni anche a chi è molto piccolo, come è successo a me alletà di 7-8 anni mentre mi trovavo al mare con una mia zia…

Tamara e la punizione. Capitolo diciannovesimo. | Racconto sadomaso di emiliosex

Qualche sera prima avevamo davvero esagerato. Avevo condotto mia moglie Tamara in unarea di sosta dove 12 camionisti lavevano scopata per bene. Inaspettatamente lavevano scambiata per una prostituta ed io stando al gioco, avevo fatto la parte del protettore, facendola pagare per le sue prestazioni. Ogni volta che ripensavo a quella situazione mi eccitavo, ma allo stesso momento sentivo la voglia di scaricare la tensione che avevo accumulato. Qualche giorno prima era arrivata la frusta acquistata per corrispondenza. Una da allenamento di cavalli, come quelle che si vedono nei circhi, con una corda lunga oltre un metro. A cena le parlai e le preannuncia che quella notte dovevamo “giocare”, facendole intravedere il nuovo giocattolo. Ormai era abituata alle pratiche di sottomissione, a lei piaceva molto, specialmente quando aveva esagerato in atteggiamenti da troia. Penso che anche per lei, subire il dolore, rappresentasse una valvola di sfogo. Si era fatta scopare in mezzo ai TIR da tedeschi, italiani e perfino da due uomini di colore. Aveva preso cazzi per tre ore di fila, in tutti i posti e si era intascata anche i 520 euro. Entrammo nella stanza da letto e le chiesi di denudarsi. Obbedì, togliendosi tutto«Non mi piaci così , indossa le autoreggenti a rete» comandai. Aprì il cassetto del comodino e da una confezione nuova, uscirono delle calze che indossò subito. «Appoggiati al muro» e lei subito obbedì. Tacco 12, calze a rete autoreggenti nere, pelle bianca, capelli biondi. Era ferma che attendeva il primo colpo, impaziente. Pensava che cominciassi piano. Mi pongo alla sua sinistra “FSHHH” un colpo di frusta violentissimo sulle sue natiche. Lei “AAAHHH” e si sposta .«Ferma cagna, al tuo posto». “FSHHH” altro colpo violentissimo sempre sulle natiche, lei alza un ginocchio per il forte dolore. Non le do il tempo, “FSHHH” terzo colpo sulle natiche , “AAAHHHH”. Qualche secondo, miro alle spalle, “FSHHH” , lei grida di dolore, in continuazione a raffica uno dopo laltro, “FSHH , FSHH, FSHH, FSHH, FSHH” , si butta a terra per il forte dolore, ma non mi fa segno di fermarmi, la colpisco senza pietà nelle natiche mentre striscia a terra “FSHH, FSHH, FSHH, FSHH, FSHH” .«Girati troia» esclamo, lei obbedisce divento pazzo e la colpisco ovunque nelle gambe “FSHH, FSHH,” nella pancia “FSHH, FSHH,” nei seni “FSHH” nelle braccia “FSHH” nei fianchi “FSHH” avevo il sangue agli occhi, ma ad una certo punto noto che mi fa segno di fermarmi. Obbedisco, ma era tardi, era piena di lividi, nelle spalle da uno trasbordava sangue. Dolorante si rialzò,«colpiscimi, ma non con la frusta, con la tua cinghia» mi disse. Lei era abituata alla mia cinghia, la presi la feci distendere sul letto e la sottoposi a dieci cinghiate potentissime sulle sue natiche. Mi fece segno di fermarmi, le erano spuntate le lacrime ma era sazia. Qualche minuto e per il forte dolore mi chiese di cospargerle una crema. Una sorta di emolliente antidolorifico che usavamo dopo il trattamento. Già si sentiva meglio, approfitto per massaggiarle il culetto. Estraggo il lubrificante siliconico, il “fistan”. Prima un dito, poi due, tre, quattro, spingo il pollice allinterno, il culetto e ben allargato, spingo, spingo ancora. Carico “fistan” a non finire, è inondata da quella sorta di grasso scivolosissimo, ormai la mano entra tutta, la metto a pecorina e tocco il suo interno, sono dentro fino al braccio. Lei cerca il godimento in una morsa di piacere e dolore. Stringo la mano a pugno e spingo nel suo ano senza pietà. La ritraggo e scopro la sua puzza, la sua merda appiccicata, senza farmi problema la sfondo nuovamente, con laltra mano provo a penetrarle la figa, ma entrano solo le dita. Carico “fistan” a non finire ed adesso entro, la troia è a pecorina e ha due mani infilate nei due buchi fino al braccio. La scasso senza pietà. In quel momento ero davvero soddisfatto per il trattamento che le facevo e che ritenevo meritasse. Adesso è di fianco e le mani continuano a penetrarla. Mi avvicino con il cazzo e la penetro. Adesso siamo a tre: una mano ed un cazzo nel culo, laltra mano in figa. Purtroppo solo dopo poche spinte vengo, ma continuo fino a che il cazzo si distende. Estraggo le mani, una e puzzolente, lei ha uno stimolo e scappa in bagno… io vado nellaltro a pulirmi, a togliermi quel puzzo… Riesco a ritornare in camera prima di lei, pensai di usare lo strapon. Lo imbrago ai fianchi, un mostro lungo trenta centimetri diametro 7. Una cosa che qualunque donna o uomo si trovasse ad assaggiarla, camminerebbe come uno storpio per 7 giorni. Prendo anche laltro dildo quello di 25 centimetri diametro 5 e lo appoggio sul letto. Lei rientra in camera,«ancora?» domanda.«Io sono stanca, ora basta» continua.«Stai zitta». La faccio mettere a pecorina e le scasso la figa, con il pezzo da 30. A poco a poco ne inserisco, almeno, tre quarti, con quella ventina di centimetri dentro, belli abbondanti, spingo come un forsennato e la sento gridare di dolore. Afferro laltro pene di plastica, e senza lubrificarle il culo, provo a penetrarlo. Ormai ha perso la lubrificazione, il dildo stenta ad entrare. Lo bagno appena con la saliva e spingo senza pietà. Non scivola, ma spingo lo stesso. Lei è tutta un dolore, soffre come una cagna ed io continuo fino a schiaffarle tutti i venti centimetri dentro al culo. Con laltro dildo che uso come strapon, le penetro la figa, ma adesso non posso andare oltre i 10-15 centimetri, perché quellarnese nel culo le procura dolori atroci. Vado avanti ed indietro in una doppia penetrazione dolorosissima per lei, adesso non gode più, però vive con desiderio, quella esperienza di dolore, Stacco il dildo dai miei fianchi e lo lascio piantato in figa . Laltro è nel culo, li spingo, entrambi, con le mani per sfondarla totalmente, sono allinterno, belli conficcati, afferro la frusta e la colpisco nuovamente come una cagna, per una ventina di volte. Lei muore di dolore, si toglie i dildo rovina a terra, continuo a colpirla ovunque, senza alcuna pietà, fino a portarla allo sfinimento. Ora mi sentivo meglio, mi ero sfogato, a causa della sua troiaggine, aveva avuto la meritata punizione. Il tempo di riporre quegli attrezzi e mi metto a letto, lei resta, dolorante, a terra. Il mattino seguente al risveglio lei era nuda, accanto a me, piena di lividi in tutto il corpo. La svegliai e mi alzai per preparare la colazione. Mi raggiunse in cucina ed era piena di dolori, camminava a stenti.«Mi fa male tutto, ho dolore in mezzo alle gambe, ho dolori nel sedere» mi disse.«Non è niente, ora ti riposi un paio di giorni e passa tutto» risposi. In realtà si riprese dopo una settimana, cominciavano a scomparire i segni della frusta, si riprendeva bene. Per alcuni mesi evitai di praticare esperienza sadomaso, anche se a chiederlo era lei. Non volevo più rischiare di perdere la testa, perché, purtroppo, quando iniziavo non mi fermavo più e poteva diventare pericoloso. Tuttavia praticammo sesso soddisfacente per entrambi, spesso, con lausilio dei nostri cari strapon, che non perdevo occasione di conficcare dentro di lei, per allargarla come si deve….. altre volte la concedei a sconosciuti, incontrati in giro, durante i nostri weekend. Ormai si era abituata e si faceva scopare ovunque, nei parcheggi, nei boschi, nei servizi pubblici, dentro i centri commerciali, anche sotto ad un albero in città. In piedi, a pecorina, sbattuta in un muro, in auto, nel divano, si scopò decine di uomini, di ogni razza. Una vera troia….. ma avevo bisogno di spingerla oltre…….

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