Da signora matura insospettabile a troia sottomessa – capitolo 13 | Racconto dominazione di Signora

Adesso stavo bene con me stessa, il piacere provato lunedì ritrovando Mario e le sue perversioni, mi aveva ripagato della frustrazione delle tre settimane di vacanza con mio marito, con quelle rarissime sembianze di patetiche chiavate ultraveloci. Il giovedì, come al solito, anche per salvar le apparenze, andai nel solito locale dove mi incontravo col nostro esculivo club di signore altolocate, ma quel giorno non mi pesò, ero ben rilassata e pensavo già a lunedì seguente, ed a le altre velate promesse fatte da Mario, perciò i pettegolezzi insulsi, le chiacchere senza capo ne coda, i lamenti sui mariti poco virili, mi scivolarono sopra come niente fosse, solo in un secondo tempo notai Miriam, quella che si vantava di aver lamante giovane, lunica che parlava apertamente di infedeltà coniugale, scandalizzando, almeno apparentemente, alcune delle più bacchettone del gruppo, ma che non si sarebbero perse le confidenze per tutto loro del mondo, dicevo, notai che lei era, contrariamente al solito, taciturna, incupita, un pò isolata, ma, essendo anche lultima arrivata nel nostro circolo, la maggior parte di noi si conosceva da appena sposate, alcune anche prima, lei invece una signora di origine marchigiana, sposata con un grosso dirigente di una socetà affermatissima, era stata sino a pochi anni fà in giro per il mondo con suo marito, nelle vari sedi che lui era chiamato a dirigere, poi sei anni fà, ebbe lavanzamento alla direzione centrale con incarico di primaria importanza si stabilirono a Milano, la moglie di un politico amico del marito di Miriam, la portò nel nostro circolo per introdurla in socetà, poi questa dovette seguire il marito a Roma, quindi Miriam rimase con noi, ma sempre con un accoglienza marginale, forse anche per questo che si dilettava a cercar di scioccare tutte con i suoi resoconti dele avventure col suo giovane stallone, però non quel giorno.

Bagno con mamma | Racconto incesti di fallodoro

storia realmente accaduta e niente di inventato. Avevo 9 anni quando frequentavo il corso di karatè finita la scuola. Mamma mi veniva a prendere in palestra con le sue amiche, donna molto bruttina devo ammetterlo ma abbastanza simpatica da avere molti amici! separata da mio padre che abita in germania non ricordo che mamma abbia mai avuto storie con altri uomini , la vedevo solo con amiche oppure se ne stava in casa da sola a guardare la tv tutta la sera bevendo vino seduta sul divano! era una bevitrice e intenditrice di vino visto che il padre (mio nonno) possedeva un vigneto sul veronese e produceva vino proprio! Quella sera ricordo il film Armageddon in tv, mamma distesa sul divano con il bicchiere , io che gironzolavo per la casa con i miei giochi( macchinine varie e robot di tutti i tipi) quando passai davanti al divano e notài che mia mamma aveva una mano dentro alle mutandine che si muoveva freneticamente. Rimasi fermo davanti a lei facendogli una domanda, e lei mi rispose continuando a toccarsi la figa come se niente fosse, forse aveva bevuto troppo , forse aveva una voglia esasperata di cazzo, sò solo che non riuscivo a togliere gli occhi da quell immagine! Mia madre se ne accorse subito che la mia attenzione era caduta sulla sua mano, e mi chiese cosa avevo da guardare; io risposi con aria molto innocente: perche ti tocchi la patatina devi fare la pipì?. lei rispose subito di no, con un aria molto calma e nel frattempo continuava a toccarsi! credo di essere diventato rosso dalla vergogna ma non sapevo che altro dire, Ripresi i miei giochi e continuài a giocare mettendo sempre locchio di nascosto su mia madre coricata sul divano che se la toccava sempre con piu foga! quasi non avevo il coraggio di guardare perche si era quasi tirata giu le mutande e gli si vedeva la leggera peluria che le ricopriva la figa. Devo ammetterlo mi era venuto duro a quella visione di mamma che si masturbava in mia presenza , quando ad un certo punto mi chiamò e mi disse;vieni a a vedere il film con me che è molto divertente. Io accettai nonostante il cuore che andasse a mille, non avevo bene lidea di cose fosse il sesso ma potevo capire la situazione. Seduto semicoricato nel divano con mia madre sempre mezza nuda mi disse ; ma devi ancora farti il bagno non vedi che è tardi? io risposi che non avevo voglia ma lei insistette: non avevo scelta! entrai nella vasca, e mia mamma con la scusa di fare pipì entrò con me in bagno! era ubriaca, ricordo lalito che sapeva di vino e il suo modo di camminare molto barcollante. Entrò in vasca con me, io avevo il cuore in gola, ma avevo il cazzo duro per leccitazione, mi chiese di lavargli la schiena, poi mi disse di fare un gioco! ci laviamo a vicenda cosi ci laviamo meglio! io subito obbedì agli ordini si alzò in piedi, avevo praticamente la sua figa davanti alla faccia, cominciài a passare la spugna sulle cosce e sulle ginocchia; lei mi portò la mano direttamente nella vagina e mi chiese di lavarla per bene perchè era sudata! io comincièi a sfregarla lentamente mentre mie madre comincio ad emettere strani gemiti, dopo un pò di movimenti, mi disse che toccava a lei, ma che non aveva bisogno della spugna per lavarmi! mi alzài in piedi, cominciò a buttarmi dallacqua sul cazzo e menarlo avanti e indietro, poi senza dire niente si avvicinò con la bocca e cominciò a leccarlo, io ero completamente paralizzato, non sapevo cosa dire e cosa fare fare, rimasi fermo a guardare! mi prese il mini cazzo tutto in bocca e cominciò un pompino da donna super vogliosa di cazzo. notài che mentre me lo succhiava , si stava continuando a sditalinare con laltra mano in mezzo alla schiuma! durò per pochi minuti poi si alzo di scatto e mi disse di uscire e rivestirmi, perchè si era fatto tardi! forse leffetto dellalcol stava svanendo e si stava rendendo conto della situazione, oppure per il semplice fatto che era venuta toccandosi la fregna, non sò, ma in un batterdOcchio ero in pigiama! mia madre era talmente vogliosa di cazzo che ha compiuto un atto di pura pedofilia verso il figlio di 9 anni, da allora non successe più niente, ancora viviamo in casa insieme ma siamo del tutto indifferenti riguardo al sesso! forse crede che non ricordi nulla dell accaduto oppure ….non sò ditemi voi cosa devo pensare!

Il campo dei fichi…e delle fiche | Racconto voyeur di Mg Mitragliatrice

Sin dalla più tenera età mi mostravo curiosa. Adoravo chiedermi il perché delle cose, osservare e conoscere tutto ciò che mi circondava; spesso, se occorreva, anche spiare. Dal buco della serratura del bagno guardavo di nascosto mamma che si alzava la gonna, si abbassava le mutandine pronta per pisciare. Era pelosa laggiù tra le cosce. Mi piaceva guardare il suo modo di pulirsi: si alzava leggermente divaricando le gambe e lasciava sgocciolare la fica per qualche istante per poi asciugarsi con la carta igienica. Una volta, mentre faceva il bidè, probabilmente s’è infilata due dita nella passera insaponata. L’ho capito dall’eccitazione che vedevo nei suoi occhi e dai movimenti tremolanti delle sue cosce.

Ho scopato mia figlia in treno | Racconto incesti di Nikita

Mi chiamo Lorenzo e ho 40 anni, questa storia che sto per raccontarvi, risale a due anni fa. Io sono un uomo sposato felicemente, con una moglie bellissima e dolcissima. Io e mia figlia Carla partimmo per Como dove vivono dei miei cugini. Sul treno tutto era tranquillo, poca gente;mia figlia aveva 18 anni era Bellissima. Mangiammo e bevemmo allegramente, lei andò in bagno, io forse per lalcool bevuto, andai verso il bagno femminile, entrai, mia figlia mi guardó sorpresa, io chiusi la porta del bagno,1a presi…lei mi disse: Papà che vuoi fare? Io nulla tesoro mio, ti voglio! Mi avvicinai, la baciai sulle labbra, le sollevai il vestito, con le mani toccai le sue cosce, le aprì e abbassai le sue bianche e candide mutandine. Lei si agitava un po, intatta le mie mani toccavano il suo prelibato fiore…lei mi disse: Papà perché? Io le risposi, perché ti amo tanto, piccola mia. Poi mi abbassai i pantaloni, levai i boxer, allargai dolcemente le sue cosce, lei mi guardava senza dire niente, sembrava non capire, ma neanche io capivo cosa stavo facendo, sentivo solo la voglia di fare lamore con lei. Entrai nel suo meraviglioso frutto proibito, lei dopo un po di graffi sul mio volto e sul mio petto, si lasciò andare. La penetravo con dolcezza, era bellissima, le sue cosce morbide e lisce erano intorno alla mia vita, io non riuscivo a capire nulla, io volevo solo lei. Papà sono felice… Io le dissi: Tesoro mio, non doveva succedere, tutto questo! Carla mia, Amore mio, perdonami per questo. Intanto entravo in lei. Finalmente era mia, lei venne tante volte, io stavo per venirle dentro e le dissi: Amore mio , ti amo vengo e lei, si papà mio sono tua…e versai in lei il mio nettare. Poi ci vestimmo, uscimmo dal bagno senza farci vedere e tornammo a l nostro posto.

Stratagemma per scopare mia madre | Racconto incesti di Fede223

Fin dall età dei primi impulsi sessuali ho cominciato a spiare mia madre. Quando faceva il bagno, mi attaccavo al buco della serratura e l eccitazione mi durava tutto il giorno. Ogni occasione era buona per cercare di vederle le intimita, a tavola lasciavo cadere il tovagliolo per guardarla in mezzo alle gambe . E questo è durato almeno un paio d anni. Lei non si è mai accorta o perlomeno ha finto molto bene. Mio padre lavorava all estero e rientrava solo al sabato ed io alla sera la vedevo prepararsi per andare a letto . Metteva quelle camicie da notte belle comode e toglieva mutandine e reggiseno ed io quando usciva dal bagno intravedevo quel seno favoloso , una IV. Poi un giorno L ho sentita parlare con mia zia e le diceva che siccome faceva un po fatica a dormire il medico le aveva prescritto delle gocce ma lei preferiva per ora non prenderle per vedere se riusciva a combattere questa piccola insonnia in modo naturale. Io allora sono andato a leggere il bugiardino di questo medicinale e ho visto che consigliavano al massimo 20 gocce prima di andare a dormire. Ora la mia idea era come fargliele prendere a sua insaputa e qui è scattato il piano. Mia madre era golosa di mon chery ed io ho aperto una piccola confezione ed in uno ho iniettato con una siringa 30 gocce di medicinale e entrando in casa ho finto di aprire la confezione e vedendola alla TV gliene ho offerto uno, sapendo che non avrebbe rinunciato. Sicuramente il liquore ha coperto il gusto , io tremavo dalla paura ma come ho visto che L ha mangiato senza nessun commento, mi è esplosa L eccitazione. Dopo una decina di minuti mi ha detto che era più stanca del solito e sarebbe andata a letto, quindi va in bagno e dopo pochi minuti si corica a letto . Io intanto che aspettavo che si addormentasse sono corso in bagno ad annusare le sue mutandine, avevo il cazzo che mi esplodeva, esco e dalla sala curavo L abatjour, perché prima di addormentarsi leggeva sempre un libro, pochissimi interminabili minuti e la luce si spegne.io decisi di aspettare una decina di minut,i minuti più lunghi della mia vita.poi spenta la TV, lasciando accesa solo la luce dell anticamera entrò nella sua stanza . Provo a chiamarla a bassa voce, avevo già pronta la scusa se si fosse svegliata, le avrei chiesto dove aveva messo il termometro che pensavo di avere un po di febbre. Ma non ha risposto, allora ho provato ad alzare un po la voce ma niente non rispondeva. Quindi ho provato ad appoggiarle due dita sulla guancia , niente neanche una mossa anzi ha cominciato a russare leggermente, allora ho cominciato a palparle il seno , nessuna reazione le ho aperto la camicia da notte e avevo davanti queste poppe meravigliose e ho cominciato asucchiarle i capezzoli, prima delicatamente poi con più decisione , ero in paradiso ma anche terrorizzato che potesse svegliarsi. Ho spostato un po il lenzuolo e la camicia era già alzata da se ,avevo davanti a me quella meravigliosa figa pelosa.La accarezzai delicatamente poi cominciai con la lingua un sapore forte ma L leccai come un ossesso. . Ormai sempre più senza controllo le allargai le grandi labbra e succhiai tutti suoi umori. Passavo da una parte all altra del letto nella penombra, davanti le leccavo i capezzoli e palpavo quelle tette meravigliose, dietro le allargavo le chiappe belle sode per poter slinguare bene il suo buchino.Poi mi sono avvicinato alla sua bocca prima con la mia lingua e sono entrato fino a sentire la sua poi le ho infilato il cazzo, facendo entrare tutta la cappella. Volevo venirle in bocca ma il più grande desiderio era di penetrarla. Dovetti sdraiarmi sul letto dietro di lei, premetti sul materasso per riuscire a infilare un braccio sotto di lei fino ad arrivare a palparle il seno . Ora con L altra mano mi insalivai un dito e piano piano glielo infilai nel culo. A questo punto la mano che palpava il seno è scesa fino ad afferrarle un fianco e sfilato il dito dal suo buchino ho afferrato un fianco anche con L altra, mi sono avvicinato con L asta durissima alla sua figa e tirandola verso di me L ho fatta scivolare dentro. Stavo scopando mia madre , ad ogni colpo mi sembrava di esplodere. Avrei voluto svegliarla per farla godere anche lei ma avevo il terrore della sua reazione ed allora dopo un paio di minuti sono uscito da lei e le sono venuto sul culo . Forse il fremito di quell orgasmo meraviglioso deve averla scossa un po’ troppo perché ha cambiato posizione e si è messa a pancia in su . Io sono rimasto fermissimo ma non potevo togliermi perché avevo il braccio sotto la sua schiena, lo sfilai molto delicatamente è salito a cavalcioni sopra di lei le versai in bocca le ultime gocce di sperma. Scesi piano dal lei cambio ancora posizione e si girò verso di me. Per un attimo rimasi di ghiaccio poi sentì quel delicato russare e andai nella mia stanza, tempo di realizzare il sogno che avevo vissuto che udì le chiavi nel portone di sotto, stava rientrando mio fratello.

Nonna chioccia | Racconto incesti di pirata

Sabato ore otto di mattina- io e mio padre dopo due ore di viaggio stavamo finalmente per raggiungere i nonni nella loro casa di campagna tra le colline della toscana, dove saremmo rimasti sino a domenica sera. Erano già due mesi che aspettavo di andare a pescare con la mia nuova canna ricevuta in regalo […]

Pizza per un cornuto 2 | Racconto voyeur di cristoforo

Essere diventato cornuto è felice? Io, per esempio, non lo sono! Ho gradito trovare mia moglie mentre veniva trombata dal marocchino della pizzeria sul mio letto? No! No! Allora ti poni il problema..Sei pentito? Non sono pentito!! O meglio ….sarei pentito ….se mia moglie , Gilda, fosse anche lei, in qualche modo , pentita..!!! Ma non è così!!!

Tiziana e lidraulico – 1 | Racconto etero di Eliseo91

Tiziana non aveva mai provato lebrezza di farsi fottere il buco del culo dallidraulico. Capitò per caso, un martedì pomeriggio di fine autunno di un paIO danni fa. Il marito era fuori per lavoro, la casa era libera. Tiziana ne avrebbe approfittato per fare qualche pulizia in casa, per coltivare qualche hobby e per guardarsi la televisione in santa pace.

Stratagemma per scopare mia madre | Racconto incesti di Fede223

Fin dall età dei primi impulsi sessuali ho cominciato a spiare mia madre. Quando faceva il bagno, mi attaccavo al buco della serratura e l eccitazione mi durava tutto il giorno. Ogni occasione era buona per cercare di vederle le intimita, a tavola lasciavo cadere il tovagliolo per guardarla in mezzo alle gambe . E questo è durato almeno un paio d anni. Lei non si è mai accorta o perlomeno ha finto molto bene. Mio padre lavorava all estero e rientrava solo al sabato ed io alla sera la vedevo prepararsi per andare a letto . Metteva quelle camicie da notte belle comode e toglieva mutandine e reggiseno ed io quando usciva dal bagno intravedevo quel seno favoloso , una IV. Poi un giorno L ho sentita parlare con mia zia e le diceva che siccome faceva un po fatica a dormire il medico le aveva prescritto delle gocce ma lei preferiva per ora non prenderle per vedere se riusciva a combattere questa piccola insonnia in modo naturale. Io allora sono andato a leggere il bugiardino di questo medicinale e ho visto che consigliavano al massimo 20 gocce prima di andare a dormire. Ora la mia idea era come fargliele prendere a sua insaputa e qui è scattato il piano. Mia madre era golosa di mon chery ed io ho aperto una piccola confezione ed in uno ho iniettato con una siringa 30 gocce di medicinale e entrando in casa ho finto di aprire la confezione e vedendola alla TV gliene ho offerto uno, sapendo che non avrebbe rinunciato. Sicuramente il liquore ha coperto il gusto , io tremavo dalla paura ma come ho visto che L ha mangiato senza nessun commento, mi è esplosa L eccitazione. Dopo una decina di minuti mi ha detto che era più stanca del solito e sarebbe andata a letto, quindi va in bagno e dopo pochi minuti si corica a letto . Io intanto che aspettavo che si addormentasse sono corso in bagno ad annusare le sue mutandine, avevo il cazzo che mi esplodeva, esco e dalla sala curavo L abatjour, perché prima di addormentarsi leggeva sempre un libro, pochissimi interminabili minuti e la luce si spegne.io decisi di aspettare una decina di minut,i minuti più lunghi della mia vita.poi spenta la TV, lasciando accesa solo la luce dell anticamera entrò nella sua stanza . Provo a chiamarla a bassa voce, avevo già pronta la scusa se si fosse svegliata, le avrei chiesto dove aveva messo il termometro che pensavo di avere un po di febbre. Ma non ha risposto, allora ho provato ad alzare un po la voce ma niente non rispondeva. Quindi ho provato ad appoggiarle due dita sulla guancia , niente neanche una mossa anzi ha cominciato a russare leggermente, allora ho cominciato a palparle il seno , nessuna reazione le ho aperto la camicia da notte e avevo davanti queste poppe meravigliose e ho cominciato asucchiarle i capezzoli, prima delicatamente poi con più decisione , ero in paradiso ma anche terrorizzato che potesse svegliarsi. Ho spostato un po il lenzuolo e la camicia era già alzata da se ,avevo davanti a me quella meravigliosa figa pelosa.La accarezzai delicatamente poi cominciai con la lingua un sapore forte ma L leccai come un ossesso. . Ormai sempre più senza controllo le allargai le grandi labbra e succhiai tutti suoi umori. Passavo da una parte all altra del letto nella penombra, davanti le leccavo i capezzoli e palpavo quelle tette meravigliose, dietro le allargavo le chiappe belle sode per poter slinguare bene il suo buchino.Poi mi sono avvicinato alla sua bocca prima con la mia lingua e sono entrato fino a sentire la sua poi le ho infilato il cazzo, facendo entrare tutta la cappella. Volevo venirle in bocca ma il più grande desiderio era di penetrarla. Dovetti sdraiarmi sul letto dietro di lei, premetti sul materasso per riuscire a infilare un braccio sotto di lei fino ad arrivare a palparle il seno . Ora con L altra mano mi insalivai un dito e piano piano glielo infilai nel culo. A questo punto la mano che palpava il seno è scesa fino ad afferrarle un fianco e sfilato il dito dal suo buchino ho afferrato un fianco anche con L altra, mi sono avvicinato con L asta durissima alla sua figa e tirandola verso di me L ho fatta scivolare dentro. Stavo scopando mia madre , ad ogni colpo mi sembrava di esplodere. Avrei voluto svegliarla per farla godere anche lei ma avevo il terrore della sua reazione ed allora dopo un paio di minuti sono uscito da lei e le sono venuto sul culo . Forse il fremito di quell orgasmo meraviglioso deve averla scossa un po’ troppo perché ha cambiato posizione e si è messa a pancia in su . Io sono rimasto fermissimo ma non potevo togliermi perché avevo il braccio sotto la sua schiena, lo sfilai molto delicatamente è salito a cavalcioni sopra di lei le versai in bocca le ultime gocce di sperma. Scesi piano dal lei cambio ancora posizione e si girò verso di me. Per un attimo rimasi di ghiaccio poi sentì quel delicato russare e andai nella mia stanza, tempo di realizzare il sogno che avevo vissuto che udì le chiavi nel portone di sotto, stava rientrando mio fratello.

La vecchia porca di campagna 3 | Racconto etero di Naturelle1980

Puntualmente il 28 alle 14:00 io e Zaccaria bussammo alla porta della signora Rosa, la quale ci apri col sorriso tra le labbra, > ci disse, noi entrammo e ci sedemmo al solito tavolo, oltre a noi tre c’era anche Marco, la vecchia ci preparò il caffè e poi disse >, rimanemmo così soli con Marco. Gli spiegammo ciò che oggi volevamo fare e lui ci chiese se sua madre era d’accordo, ovviamente rispondemmo, quasi trasali, non si capiva se sorrideva o si era impaurito, sta di fatto che quando la madre rientro, Marco si sedette in modo da vere tutto, io dissi che potevamo iniziare a divertirci.

Piedini in nylon | Racconto feticismo di Paolo71

Mi chiamo Paolo fin da bambino sono stato attratto dai piedi delle donne. Non facevo altro che gironzolare intorno ai piedi delle mie cugine piu grandi e sfacciatamente gli chiedevo mi fai piede e pisello. Con le cugine lato paterno non ce lho mai spuntata,tutte santarelline.Ma con 2 cugine lato materno andavo sempre sul sicuro. Si chiamava Patrizia e Annamaria.

Il primo scambio | Racconto scambio di coppia di Mrfriday

Questa è la storia della nostra prima esperienza. Era un po che ne parlavamo anche se la vergogna aveva sempre preso il sopravvento sul desiderio. Mi è capitato di stuzzicare Sara mentre scopavamo, chiedendole se le avesse fatto piacere provare anche con altri. Lei aveva sempre divagato, anche se si capiva che la cosa la poteva stuzzicare. Un giorno, parlando di potenziali scambi di coppia, aveva detto che al massimo sarebbe stata disposta a dare una lingua in bocca allaltro, ma capivo che si trattava di un modo per comunicarmi una certa apertura al discorso. Forse l’avevo convinta! Sapevo che parlando in ufficio con Giulia, sua collega, ma anche amica e confidente, la cosa aveva stuzzicato entrambe. Fatto sta che un giorno, sapendo che sarebbero venuti a trovarci la casa di campagna, mi aveva fatto capire che sia a lei che al sua amica sarebbe piaciuto poter sperimentare qualcosa di nuovo e trasgressivo. Fatto sta che dopo questa bella cena estiva, condita come al solito da abbondante vino, nella mente delle due donne è scattato un fare complice. Giulia ha chiesto di andare in bagno, ma non mi è sfuggito locchiolino rivolto a Sara . Dalla porta sentivamo lacqua scrosciare… Non abbiamo fatto a prenderci conto di quanto stava per succedere che la porta del bagno si è aperta ed Giulia si è presentata con un completino intimo che lasciava spazio allimmaginazione, a questo punto Sara, scherzando sul fatto che avrebbe dovuto mettersi in pari con l’ouftfit, le ando incontro. In men che non si dica la situazione prese una piega incredibile: la prima immagine che mi viene in mente se ricordo quei momenti è di loro due abbracciate, che iniziano a darsi la lingua in bocca. Giulia toglie la maglietta a Sara e le slaccia i bottoni dei jeans. La cosa incredibile è vedere quanto sia eccitante guardare la differenza dei loro fisici: Giulia piccolina, con un seno appena accennato che traspare dal micro intimo che indossa. Non mi sfugge anche il lato B, perfettamente incastonato da un perizoma nero. Ma la sorpresa è anche vedere Sara perfettamente a suo agio. Giunonica, lesatto contrario del fisico dellamica, indossa un reggiseno nero, ma soprattutto delle mutandine che mettono in evidenza il suo sedere più grande ma perfettamente modellato. Una cosa incredibile vederle baciarsi e osservare le tettone di Sara stringersi tetto della sua amica che in un impeto di foga, toccando gliele, gliele fa uscire dalle coppe del reggiseno, cominciando a baciare bene e leccandole i capezzoli. Io e Luca, quasi Istintivamente, ci scopriamo con le mani nelle parti basse. è inevitabile L’eccitazione che ci provoca questimmagine, fino a quando le due si staccano dal loro bacio. Giulia si avvicina al suo fidanzato, iniziando al limonare e togliendogli ben presto i pantaloni. Io e Sara ci guardiamo divertiti mentre lei mi prende la mano spostandomi sul divano e sedendosi a cavalcioni su di me che nel frattempo sono rimasto in boxer in attesa di farmi sfilare la maglia da mia moglie. Ci baciamo divertiti ed eccitati. Sara mi invita girarmi a guardare gli altri, che nel frattempo si sono messi comodi sul divano, o meglio Luca è seduto sul divano, perché è Giulia è in ginocchio con il cazzo del suo uomo in bocca. Non resisto a questa immagine, metto Sara comoda ed sdraiata, e mentre le sfilo le mutandine scendo baciandole la pancia ancora più giù , per annusare lodore della sua fica. Mentre la sto leccando noto che i ragazzi si avvicinano a noi. In piedi con in mano il cazzo, Luca, lo porta pericolosamente vicino alla bocca di Sara e mi chiede il permesso di farlo assaggiare a mia moglie. Non faccio a tempo a rispondere che vedo laura con in bocca la cappella di Luca. il suo cazzo non è particolarmente lungo, ma grosso e nervoso. Mi fermo confuso è eccitato a vedere la saliva di Sara luccicare sullasta di Luca. Giulia, come me rimasta a guardare estasiata, rompe gli indugi e fa lo stesso cercandomelo. Commenta il mio commenta il mio pene, più lungo ma anche un po più stretto di quello del suo lui, dicendo a Laura che è bello alla loro età ogni tanto lasciarsi andare a delle trasgressioni. Ogni donna ogni tanto fa trasgressioni. Ogni donna ogni tanto ha bisogno di provare un cazzo nuovo, dice affondando il mio nella sua bocca. Quel momento iniziamo a non capire più niente. È una raccolta è un susseguirsi di immagini, di odori, di sapori, di sensazioni. Vedo, con il sederino di Giulia sulla faccia, mentre facciamo 69, il culo di Sara,, salita a cavalcioni di Luca. “Non cè problema di preservativo, perché entrambe le ragazze hanno la spirale”: appena il tempo di pensarlo che vedo la sua mano prendere il cazzo di Luca e piantarselo dentro, cominciando a cavalcarlo. Giulia si sposta e continua a spompinarmi, con il sesso completamente fradicio. A differenza di Sara,, sempre ben rasata anche se mai completamente, Giulia ha sulla passerina Un piccolo triangolino di peli. È eccitante sentire mia moglie farsi scopare da un altro, mentre io faccio lo stesso con la sua lei. Adesso siamo quattro sullo stesso divano, entrambe a cavalcioni sul loro compagno sbagliato. Loro lingue si cercano fuori dalla bocca vengono martellate allunisono dai nostri cazzi. Sentirle godere e gemere di piacere e fantastico ed eccitante. Mi sfilo da Giulia e Luca fa lo stesso. Entrambi cerchiamo la nostra compagna. Perché, dopo tutta questa trasgressione è il momento di gustarci le nostre rispettive lei. La cosa che noto subito in Sara,, baciandola, e il sapore della sua bocca. Un misto tra gli umori di Giulia e l’odore di cazzo, mischiati a quello a me familiare della sua fica. È appoggiata alla sponda del divano e Luca, dopo averglielo inumidito con la lingua prende Giulia nel buco del culo. So che a Sara non piace gola quindi la invito a salire a cavalcioni su di me per farsi scopare. Mi porge le sue tettone e le leccandole i capezzoli a mordere la sento urlare di piacere. “Mi piace il tuo cazzo, mi è piaciuto il cazzo di Luca, mi piacciono tutti i cazzi. Le ragazze sono fuori controllo le loro urla di piacere si spandono nellaria tanto anche noi non ce la facciamo più. Luca si sfila da Sara , la gira e un copioso getto di sperma le bagna la pancia fino ai seni. E anche il mio momento, mi tolgo e invito Sara riprendere il mio cazzo in bocca per finire. Giulia si avvicina con il benestare del suo uomo e mentre la mia lei mi sega la sua amica stuzzica la cappella con la lingua fino a che la mia esplosione la travolge; limmagine finale è la somma di una trasgressione forse irripetibile, anche se spero di no la mia sborra abbondante passa dalla lingua di Giulia a quella di Sara, che concludono questa esperienza indimenticabile baciandosi sporche del mio sapore.

Giochi Scat da padrona | Racconto dominazione di Medea

Mi avete contattata in molti per chiedermi altre storie, racconti, confessioni. Altri solo per confrontarci e condividere. Ribadisco qui che amo parlare e essere eccitata dalle vostre pulsioni, ma non sono in cerca di partner sessuali, di quelli sono capace di trovarne senza dover scorrere nulla e di scegliere ciò che desidero direttamente dal vivo. Detto questo vi racconto di quando ho fatto subire al mio schiavo inconsapevole un clistere.

Scopata sul treno notturno | Racconto etero di Malia

Sono su un treno notturno e sto viaggiando verso Berlino. Per risparmiare ho deciso di viaggiare in una cuccetta da 4 persone anche se sono sola. Un uomo sale alla mia stessa stazione e scopro che è il mio compagno di viaggio: è un ragazzo, che avrà pressa poco la mia età ed originario del Senegal. Parliamo un po’ e poi si fa tardi, ormai il treno è silenzioso. Sono io a fare la troia e dico: “un luogo comune dice che i neri hanno il cazzo grande, mi sento in imbarazzo a chiedertelo, ma è vero?”.

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