Orgia in villa | Racconto orge di Tenebrous74

Carla e Peter vengono invitati da una coppia di amici a cena a casa loro, Carla una bella donna, carnagione scura, un viso stupendo e un fisico da urlo, Peter un uomo di 46 anni, fisico asciutto… i due giunti a casa della coppia vengono accolti dalla proprietaria, una bella donna, mora, occhi scuri, un fisico mozzafiato… Carla e Peter si accomodano in salotto, si sente suonare il campanello, è arrivata un’altra coppia, ospiti dei padroni di casa… le tre coppie si ritrovano a chiacchierare in salotto… la cena è pronta e la proprietaria della casa invita tutti ad accomodarsi a tavola… la cena prosegue tra chiacchiere e risate… si è giunti quasi alla fine della cena… la coppia proprietaria della casa, invita i suoi ospiti in salotto per bere uno spumante… ogni coppia è seduta su un divanetto… presi dall’atmosfera romantica e dalle luci soffuse, la coppia ospite inizia a baciarsi… lei una bionda con un seno prosperoso che si intravede dalla profonda scollatura, lui un uomo brizzolato sui 50 anni… mentre si baciano lui le mette le mani tra le gambe di lei… l’atmosfera si fa sempre più rovente… la scena ispira anche i padroni di casa, che anche loro sono presi dalla passione e dalle infusioni… entrambe le coppie sono avvinghiate è ormai semi nude… Carla e eccitata e prende la mano di Peter per infilarla tra le sue gambe… le due coppie difronte ormai sono quasi nude e le due donne sono addosso ai propri uomini e hanno già il cozzo nella fica… Peter afferra Carla e la fa salire sul suo cazzo, mentre difronte ha le due coppie che stanno scopando… anche Carla si volta per guardare gli altri 4 scopare, e mentre guarda fa su e giù sul cazzo dì Peter… Carla si mette difronte e pone le spalle a Peter continuando a cavalcarlo… le due coppie sono sempre più vicine tra di loro… il vicino di casa, lascia la fica della moglie e in piedi vicino all’altra coppia, tenendo il cazzo in mano lo porge all’amica che lo prende in mano e poi lo porta in bocca, mentre il marito continua a scoparla da dietro… Carla è sempre più eccitata e con più forza e velocità cavalca Peter fino a venire…, siamo ormai in un orgia dove le 3 coppie godono e le urla di piacere sovrastano il silenzio della casa….

Lamica di mamma | Racconto trans di Pkpkpoo

Buongiorno a tutti sono Paolo, ho 24 anni e due anni fa i miei si sono separati, da allora vivo con mia madre e in questi ultimi due anni ne son passati di uomini da casa, tutte esperienze più o meno mordi e fuggi anche se da un paio di settimane c’è una donna, si […]

Babbo Natale e lAngioletto Monello | Racconto gay di Calidamanus

Avete mai sentito parlare del Coro dei piccoli di san Carlo? Penso di no, perché si tratta di un irrilevante coretto di un paesino di montagna, perso lontano in una zona montuosa della provincia italiana a nord-est. Certo, come immaginate i villici ci tengono molto, perché è una delle occasioni grazie alle quali i loro pargoletti escono di casa e non rompono le scatole. E poi, la bellezza dei saggi: quando mamme, nonne e zie rimirano i loro mocciosi mentre intonano soavi melodie, lacrime di orgoglio e commozione non mancano mai di scorrere copiose.

Pensando a quanto sia zoccola mia madre | Racconto incesti di Sansalvador

Oggi la campanella della scuola è suonata alle 11,00, due ore prima del solito. È stato indetto uno sciopero sindacale, per cui le lezioni sono state interrotte prima. In realtà la notizia già era nota, ma io non ho detto nulla ai miei genitori perché volevo starmene un po’ con la mia ragazza e se mia madre avesse saputo dell’orario ridotto, mi avrebbe obbligato a rientrare subito a casa. Purtroppo Luisa, la mia ragazza, oggi non è venuta. Mi ha scritto un sms spiegandomi che ha dei dolori forti per via delle mestruazioni, dunque ha preferito starsene a letto. La capisco, ma io sono arrapato come un toro. Ieri ho passato tutto il pomeriggio a masturbarmi, fantasticando sulle posizioni in cui me la sarei scopata. Peccato… Mi avvio all’auto (sono maggiorenne e già patentato), e prendo la strada del ritorno. Non ha senso starmene in giro da solo. Arrivo sotto casa e mi accorgo che c’è l’auto di mio zio Filippo. Strano, so che lavora con mio padre e dovrebbe essere con lui a Busto Arsizio. Salgo le scale ed infilo le chiavi nella toppa, facendo meno rumore possibile. Già dall’ingresso sento dei gemiti. Faccio molto piano e raggiungo la camera da letto. Oddio… mia madre si sta scopando zio Filippo! Sono confuso, ed anche un po’ arrabbiato. Non capisco perché mia madre stia tradendo mio padre. Insomma, zio Filippo non è proprio un bell’uomo; ha un pancione enorme, un bosco di peli su tutto il corpo e… mi blocco. D’un tratto capisco il motivo. Zio Filippo ha un cazzo enorme. Mia madre lo sta spompinando con cura. Lei è appecorinata sul letto, mi dà le spalle e non può vedermi. Ma io sto vedendo lei. Sento il cazzo gonfiarsi come una zampogna, la figa ed il culo della mia mammina mi stanno facendo ribollire il sangue. Mi tasto il pacco e non riesco a fermarmi. Tiro fuori l’uccello e comincio a segarmi. All’improvviso lei si gira e mi vede; mi blocco all’istante ma lei non si ferma. Sale a smorzacandela sull’attrezzo di mio zio e mi guarda. Saltella come una coniglietta, le tette ballano seguendo il suo ritmo. A questo punto non vedo il motivo per cui debba fermarmi. Continuo a masturbarmi e stavolta mi siedo e mi metto comodo. Vedo mia madre approvare, annuisce, almeno così mi sembra tra un saltello e l’altro. Geme e si contorce, mio zio grugnisce e la tiene per i fianchi, assecondando i suoi movimenti. Il mio cazzo sta per esplodere e credo che anche quello dello zio sia sulla buona strada. Mia madre urla, scuote la testa. Sembra un’ossessa. Tiene la schiena inarcata, credo per sentire fino in fondo il fallo di zio Filippo. Esplodo, la mia cappella inizia a vomitare fiotti decisi ed abbondanti di liquido caldo e denso. Anche loro due sono in dirittura d’arrivo. Mia madre scende dal cazzo con un ultimo, poderoso slancio e subito lo prende in bocca. Dio, è davvero enorme quell’uccello! La sborra che ne esce è tanta, troppa! Lei non riesce a tenerla tutta in bocca, ne vedo colarne un bel po’. Ora anche mio zio mi ha visto, ma a differenza di mia madre lui resta di sasso. Si copre all’istante con il lenzuolo, rovinando la festa a quella porcona di mia madre, che ancora è intenta a leccargli e baciargli la cappella.

Le due sorelle | Racconto incesti di Francy88

Mi chiamo Francesca e la storia che vi sto per raccontare è successa realmente.Io e mia sorella Maria abbiamo sempre avuto un legame particolare fin da piccole. Forse è dato dal fatto che ci togliamo solo due anni, io ne ho 22 e lei 20 equindi si può dire che siamo cresciute insieme, ma forse anche perchè siamo lopposto sia a livello caratteriale che fisico, e come si sa gli opposti si attraggono. Infatti lei ha un carattere molto aggressivo, sempre in movimento, un peperoncino insomma,alta, pelle scura, capelli neri, ochhi neri, fisico scolpito da anni di nuoto, un seno piccolino ma sodo e un culo mozzafiato. Io sono praticamente lopposto: sempre calma, pigra, diciamo ke preferisco stare sdraiata su un divano a vedereun film, alta (abbiamo preso da nostro padre, un uomo di 50 anni alto con un fisicaccio da paura,anche lui sportivo da una vita), magra, bionda occhi azzurri e pelle chiara e una sesta coppa C di seno. Comunque a parte questo i nostri caratteri diciamo che non si somiglino molto. E quindi ovviamente dopo le svariate liti per svariati motivi dopo ci vogliamo più bene di prima. Adesso da quando siamo grandi non litighiamo più come prima, anzi siamo diventate più complici e amiche. Anche se Maria da quando si è fidanzata e convive (da un annetto circa) è più distante. Io praticamente dopo un anno mi sono lasciata e quindi lappoggio emotivo di una sorella non mi dispiacerebbe. Comunque da quando entrambe abbiamo cominciato ad avere le prime esperienza, i primi rapporti con i nostri rispettivi ragazzi,ci siamo sempre confrontate, magari non entrando troppo in particolari, diciamo che ci fermavamo a raccontarci qualche posizione e poi finiva con una grossa risata. Una sera sono andata a trovarla a casa, il suo ragazzo lavorava e faceva il turno di notte, quindi io decisi di andare da lei vedere un film e poi tornarmene a casa. Giusto il tempo per rilassarsi un attimo senza pensare a quello che stavo attraversando, essere lasciati è una cosa bruttissima, sopratutto quando non si capisce il motivo. Arrivai a casa sua in anticipo di una decina di minuti, suonai ma non rispose nessuno; risuonai ma ancora niente, allora decisi di chiamarla. Ma anche in questo caso niente. Stavo iniziando a preoccuparmi,chiamai mio padre chiedendogli se avesse sentito Maria e che ero sotto casa sua ma che nessuno mi apriva;mio padre non era mai stato favorevole al fatto che Maria andasse a convivere, ma essendo una bravissima persona, decise alla fine di regalargliela lui stesso la casa, con il patto che avrebbe comunque tenuto i doppioni delle chiavi,quindi papà quasi ogni giorno passa da casa sua controllando se è tutto apposto. Comunque quella sera dopo aver terminato la chiamata con mio padre finalmente sentii la voce di Maria al videocitofono: che vuoi???sali ero sotto la doccia, non potevo mica uscire e aprire la porta in un battibaleno…!!! ancora icredula pensai questo è il ringraziamento per la mia preoccupazione! . Decisi di evitare ulteriori discussioni perche sarebbe finita con un megalitigio, io che me ne vado e addio film e popcorn, quindi salìì le scale e la trovai davanti al portoncino, avvolta da un accappatoio tutta bagnata. Mi fece accomodare nel suo spazioso divano e dopo essersi asciugata e vestita si accovaccio accanto a me. Fece partire il film, romantico ovviamente, e dopo qualche istante mise in pausa. Mi guardò e mi disse: Francy io ti devo parlare…ho litigato con Marco e penso che questa sera non torni nemmeno..Ora capisco quel nervosismo al videocitofono, avevo captato qualcosa…Mi raccontò che lui era rientrato tardi come al solito e che lei essendo una supergelosa le aveva fatto la solita scenata di gelosia, quindi esausto se ne era andato dicendole che questa sera lavrebbe fatta rimanere sola per pensare e capire che questi atteggiamenti non avrebbero portato a nulla di buona tra di loro. Scoppiò in lacrime e mi abbraccio così forte che caddi allindietro stendendomi nel suo divano. Maria ancora in lacrime si distese accanto a me e dopo qualche minuto smise di piangere. Le dissi frasi rasserenanti e cominciai ad accarezzarle il viso e le braccia. Ad un certo punto lei si sollevò il busto mi guardò con gli occhiancora umidi e mi diede un bacio sulle labbra. Rimasi stupita da ciò che era appena successo e senz arendermene conto dopo un secondo me ne diede un altro, questa volta aprì le sue carnose labbra e con la sua lingua accarezzò le mie. Non capìì il motivo ma so soltanto che in quellistante il mio corpo divento un sussulto di emozioni e di piacere. Non avevo mai e dico mai provato attrazione per una donna ma quella volta stupì pure me. Mi ritrovai la sua lngua in bocca e quasi involontariamente corrisposi a quel saffico bacio. Rimasimo così per qualche minuto poi cominciò ad accarezzarmi i seni, mi abbassò il top e ne usci uno strinse tra le sue dita il mio capezzolo, quasi a farmi male e dopo cominciò a leccarlo. Anche se presa dalla situazione continuavo a non capire cosa fosse successo, cosa era scattato in noi, e forse leggendo sul mio volto un senso di smarriemnto mi disse: Francy sorellina mia ho tanto bisogno di stare bene e di non pensare a niente, solo tu che sei mia sorella puoi capire di cosa ho bisogno. In quel momento capìì che mia sorella stava provando le stesse mie sensazioni, anche io ero stata lasciata e anche io avevo bisogno di stare bene. La guardai e le feci un sorriso, lei capì che sarai stata capace e felice di farla stare bene allora prese la mia mano e mi disse: fatti guidare da me, non ti preoccupare, accompagnò la mia mano fino al suo ventre dove lei stessa si stava abbassando i pantaloncini e di conseguenza gli slip, riuscìì ad intravedere parte del suo clitoride, come se stesse brillando, allungai il mio braccio e con la punta delle dita iniziai a toccarla. Sentivo e vedevo la sua vagina completamente depilata aperta e bagnata,allora cercai di infilarle un dito, la sentivo ansimare dal paicere, la sua vagina pulsava ed emanava un odore particolare, di sesso. La feci sdraiare sul divano, le allargai le gambe e cominciai a leccargli quella dolcissima fica, alternando con qualche piccola penetrazione delle mie dita, lei ansimava sentivo il suo respiro farsi sempre più pesante fino a quando mentre avevo la lingua dentro quel dolcissimo buchetto la sentìì venire…A quel punto lei fece lo stesso con me,mi spogliò completamente,mi tolse il perizoma mi aprì le gambe e con molta passione mi lecco la vegina anchessa completamente depilata, ero bagnatissima e mi piaceva sempre di più lidea che stavo scopando con mia sorella. A quel punto dopo avere aspettato che anche io raggiungessi lorgasmo mi disse: brava sorelliina hai visto che ci si sente meglio…ma ancora non abbiamo finito! A quel punto si mise seduta sopra la mia vagina e cominciò a strofinarsi; il suo clitoride si toccava con il mio provocandoci unimmenso piacere,sentivo che eravamo bagnatissime, ci stringevamo i seni, ce li baciavamo…tutto era bellissimo, in quella posizione venimmo un sacco di volte. Dopo due ore di intenso piacere restammo sfinite e nude nel divano, continuando a toccarci e sfiorarci. Eravamo ancora in questa posizione quando davanti hai nostri occhi vediamo nostro padre che per la preoccupazione era venuto a controllare. Ci trovò completamente nude nel divano, Maria aveva ancora le sue dita dentro la mia vagina; Mio padre rimase come scioccato e noi per la vergogna cercavamo di ritrovare i nostri vestiti per coprire le nostre nudità. Io non riuscivo ad alzare nemmeno lo sguardo, ricordo che continuavo a cercare a terra non so nemmeno io cosa,ad un certo punto sento mia sorella Maria scoppiare in una risata. Alzai lo sguardo e vidi mia sorella che fissava mio padre lo guardai pure io e mi accorsi che si era ammutolito e che tra le gambe qualcosa si era svegliato. Il suo pene sembrava esplodere dentro le sue mutande.Lui cerco di giustificarsi dicendo: Scusate non vi volevo spiare, mii ero solo preoccupato, scusate scusate…a questo punto vidi mia sorella Maria alzarsi e ancora tutta nuda abbracciare mio padre e gli disse: papi nondevi
scusarti, guarda che se vuoi puoi divertirti pure tu con noi, vedo che ne avresti voglia.E con molta naturalezza allungo il braccio e iniziò ad accarezzare il pene di mio padre. Io non riuscivo a credere alle mie orecchie, mio padre immobile e senza parole. Mi ricordo solo che disse: na che stai facendo?.Ma quando Maria gli sbottonò i jeans e prese in meno il suo enorme pene, non capìì più nulla,sul suo volto si vedeva solo il piacere. Cominciò a menare quel cazzo duro e pieno di passione, Maria mi chimò invitandomi ad inginocchiarmi. Io lo feci e mi ritrovai il cazzo di mio padre in faccia. Maria lo prese e me infilò in bocca, quindi cominciai a sponpinarlo per bene e nel frattempo la mia sorellina riprese ad infilarmi le sue dita nella vagina ormai superbagnata ed eccitata. Limbarazzo era ormai svanito. Mio padre ad un certo punto mi fermò e mi disse :Franci tesoro mio vacci piano vuoi che ti venga in bocca??? Allora mi fece alzare e mi riaccompagnò sul divano dove fece mettere sia me che mia sorella a pecorina sul divano edopo averci leccato la fica per bene ad entrambe ci disse: scusate bimbe mie ma non posso più fermarmi! e ci penetrò una alla volta prima a Maria e dopo a me, alternandoci colpi intensi e decisi. Sentivo che ci apriva facendo entrare tutto quel cazzo dentro di noi, io e Maria ansimavamo senza più fermarci e poco dopo sentii dentro di me tutto lo sboro di mio padre, ma per non fare differenze mentre stava ancora venendo uscì ed entrò dentro Maria dandole quel poco di smerma che rimaneva in lui…

Senza mutandine sotto la gonna | Racconto prime esperienze di sara0

Questo fatto è successo veramente! Nulla è inventato. Mi chiamo Sara, ho 24 anni e studio a Milano alluniverità statale. La settimana scorsa decisi di mettere la gonna lunga di stoffa, colore bianco, però senza i miei tanga sotto, decisi di non mettere neanche il reggiseno, e scelsi una maglietta di colore nero. Di seno porto una quarta. Tutti sulla metro che mi guardano il culo sperando di riuscire a intravedere qualcosa..mi piacciono sia le ragazze sia i ragazzi che stanno a guardarmi il culo. Comunque arrivata in università seguo la lezione, mi sposto nellaltra aula ed infine verso le 14.30 vado in aula studio a studiare 1 po qualcosa!rnDopo unoretta si era seduto al tavolo vicino a me, un bel tipo cn una sua amica.. la sua amica aveva dei senoni, che mi sarebbe piaciuto toccare! lei però aveva il reggiseno! Tornando a me.. quel tipo mi piaceva troppo.. così ho allargato le gambe e tirato su bene bene la gonna, così si vedevano tutte le mie gambe lisce e bianche, quel tipo le guardò subito e gli ho visto che il suo cazzo si stava indurendo con velocità.. poi io decisi di andare in bagno..intanto lui era rimasto lì al tavolo a studiare con la sua amica.. rnIn bagno visto che nn vi era nessuno mi sono bagnata 1 po la maglietta facendo così vedere che nn avevo il reggiseno e si vedevano bene i miei capezzoli.. tornata al mio posto.. feci la stessa cosa di prima.. tirata su la gonna x far vedere le mie gambe lisce.. lui mi guardo prima di tutto le gambe come prima e poi mi guardo le tette..vide che ero senza..intanto il suo cazzo vedevo dai suoi pantaloni che era durissimo.. così lo accontentai e allargai le gambe verso di lui.. quel tipo vide subito la mia patatina (che si stava bagnando x i miei umori)..gli ho fatto il segno di avvicinarsi a me..e lui si avvicinò e gli ho lasciato toccare la mia patatina bagnata..io gli toccai il suo cazzo duro..rnPoi lui mi disse lo sai sei veramente bella, andiamo in bagno, ti insegno bene anatomia.. io a quel punto..ero imbarazzata però lo accontentai.. Siamo andati nel bagno dei disabili che è bello grande..ecco lui si tirò giù i suoi pantaloni e vidi il suo cazzo durissimo..che me lho mettè nella mia patatina e poi mi disse sei una troia, ora te lo ficco nel culo.. quando me lo infilò nel culo..godevo da matti..rnPoi dp quel giorno non lo vidi più.. però devo dire che qusta mia prima esperienza di non mettere le mutandine mi è piaciuta ed è anche la prima volta che lo feci in università!rnUn salutornsara

Le enormi tette di mia cugina Pt.1 | Racconto incesti di SkinnyWZ

Era da qualche anno che non passavo un intero mese nella casa al mare di famiglia, complici lo studio e il lavoro, ma finalmente mi stavo godendo un po’ di meritato svago. Finalmente le ferie dei miei parenti finirono, costringendoli a tornare in città e lasciandomi tutta la casa completamente libera per le settimane a venire. Mi svegliai la mattina seguente, dopo una serata impegnativa, con un paio di chiamate perse da mia cugina maggiore, con la quale avevo condiviso in passato eccellenti esperienze sessuali, ma che non vedevo da diverso tempo. La richiamai e dopo averle chiesto come mai mi avesse chiamato, rispose: “Io e il mio ragazzo vorremmo venire al mare da voi e se ci potessi ospitare sarebbe fantastico!” Io accettai volentieri e quando arrivarono nel primo pomeriggio, ignorando totalmente il suo fidanzato, il mio guardo cadde inevitabilmente sul suo fisico: alta 1 metro e 70 quasi, magra ma non troppo, capelli lunghi e biondi e occhi azzurri, anche se ciò che catturò la mia attenzione fu il suo spropositato paio di tette, una ottava più che abbondante, contenuto a stento da una camicetta, i cui bottoni sembravano sul punto di cedere. Ignorai l’enorme erezione che quella vista mi aveva causato e li invitai ad entrare. Dopo aver loro mostrato la camera in cui avrebbero dormito, mi incamminai verso la spiaggia, feci un bagno e poco dopo mi addormentai sotto il sole. Mi risvegliai sentendo le loro voci avvicinarsi e la vista di quell’enorme seno, che sembrava ancora più grosso stretto in un costume intero di almeno 2 taglie troppo piccolo, causò una seconda immediata erezione al mio pene, lungo poco più di 22 cm, facendolo sporgere di almeno tre quarti dai minuscoli slip che avevo appositamente indossato per l’occasione, conscio delle mie dimensioni. Osservai con un sorrisetto l’espressione sconvolta e lussuriosa di mia cugina e lo sguardo invidioso del suo ridicolo fidanzato e cercando di nascondere con poco successo il mio membro, che penzolava fuori dal costume fino a quasi metà coscia li salutai di fretta e tornai a casa. Dopo una cena rapida e un po’ imbarazzata io uscii, per poi tornare verso le 3 di notte leggermente ubriaco e parecchio arrapato. Cercando di non fare rumore attraversai la sala, entrai in camera mia e cominciai a svestirmi, quando sentii la voce di mia cugina alle mie spalle che disse: “Sei proprio uno scemo, ti avrei scopato comunque, anche senza una pagliacciata come quella di oggi pomeriggio” mi girai e leI riprese: “Così magrino e con quell’arnese esagerato in mezzo alle gambe, non era davvero necessario mettersi un costume che chiaramente non ti sta per fare colpo.” Aveva solo le mutandine addosso e le sue gigantesche tette scendevano fino a metà ventre, grandi e pesanti; le sorrisi e risposi: “Senti chi parla, so che deve essere difficile trovare bikini della tua taglia, ma lo stesso discorso lo si può applicare anche a te.” Lei assentì e mi si avvicinò, spingendomi indietro e costringendomi a sedere sul bordo del letto e con espressione vogliosa mi sfilò i pantaloncini e dopo un’altra lunga occhiata sconcertata cominciò a massaggiarmi il cazzo con entrambe le mani, lasciandone comunque scoperto un terzo. “Visto che ti piace indossare costumi troppo piccoli, indossa le mie mutandine e vediamo come ti stanno!” disse e ridacchiando se le sfilò per poi provare a mettermele. Ovviamente risultavano ridicole e i suoi tentativi di far stare il mio cazzone eretto all’interno di quel minuscolo pezzo di tessuto furono vani, ma tutto questo sembrava averla eccitata non poco. Mi alzai in piedi di fronte a lei e mentre osservava il mio enorme uccello ergersi, con quegli slip capaci di coprirne a malapena le palle, davanti al suo viso shoccato, le sollevai le tette e cominciai a scopargliele con forza e a ritmo sostenuto, mentre lei a ogni colpo cercava di farsi entrare in bocca quanto più della mia grossa cappella le fosse concesso.

Al motel in tre | Racconto trio di Klimt

Questo è il nostro secondo racconto e anche questo fa parte di una realtà vissuta, cioè vero. Mia moglie, Serena, 48 anni, io, Francesco, 52. Una coppia con prole ormai di una certa età e perciò a volte difficile fare convivere desideri e giochi particolari senza destare sospetti. Perciò noi, a volte, si sceglie di prendere una camera in un motel per fare l’amore senza patemi e in tutta sicurezza. Con Serena si era già giocato con guardoni che l’ammiravano mentre apriva le gambe di fronte a loro, sempre comunque una persona d non gruppi per sicurezza nostra. Uno, in una serata particolarmente calda, era riuscito addirittura a leccarle la figa mentre io la abbracciavo da dietro. Lei ha sbottato due volte in cinque minuti sulla sua bocca. Purtroppo l’emozione gli gioco un brutto scherzo e gli rinasce il membro floscio. Lui disse, scusandosi, che era emozionato. Ma veniamo a noi. La storia inizio’ un pomeriggio di ottobre, un giovedì, quando insieme, avendo del tempo a disposizione, decidemmo di andare al solito motel che usavamo. Un noto motel di Cusago. Mentre Serena sbrigava le ultime cose con la prole inventando scuse su dove noi si stesse andando io ne approfittai per fare una telefonata. Dovete sapere che in precedenza avevo contattato un singolo che a mio parere poteva essere gradito a mia moglie in un eventuale gioco a tre. Un gioco che noi non avevamo mai praticato ma in privato fantasticato molto. Finalmente partiamo con la scusa di andare sll’Ikea di Corsico ma appena prima deviamo e ci dirigiamo al motel. Fatto il check andiamo in camera. Serena va al bagno per una rinfrescata pregandomi di scusarla. Mentre e’ in bagno ne approfitto per inviare un messaggio al singolo dove gli comunicavo il numero di camera e lo pregavo di attendere almeno 15 minuti per darmi il tempo di abituare mia moglie all’idea. Serena torna e ci abbracciamo. Ci baciamo e ci coccoliamo in attesa di ciò che sappiamo bene sarebbe accaduto in seguito e che desideravamo. Fare l’amore. Mentre bacio Serena d le accarezzò le gambe comincio a ventilarle l’ipotesi di un terzo tra noi. Lei mi guarda e mi dice “non se ne parla, non oggi e non ora”. Resto deluso e un po’ preoccupato perché pur avendo avvertito Paolo, il singolo, che poteva essere anche un viaggio a vuoto, speravo in qualcosa di meglio. A togliere le castagne dal fuoco per noi sentiamo bussare alla porta. Mia moglie mi guarda e mi chiede chi può essere. Al che gli dico che ho preso contatto con un singolo e che ora costui sta bussando alla porta. “Sei pazzo” mi dice Serena “e cosa dovremmo fare con lui?”. “Non so, vediamo come evolve la situazione. Tu comincia a guardarlo e a parlarci e se non ti va stringimi la mano tre volte e io gli dirò che non si gioca e lo farò uscire. Altrimenti vedremo con calma cosa accadrà!”. Detto ciò mi alzo ed apro la porta. Lui, Paolo, entra ed è come in foto. Si presenta a me ed a Serena che era rimasta sul letto e gli porge la mano da sdraiata. Dimenticavo, doveva essere una cosa tra noi e tu non ti eri particolarmente preparata e quindi indossavi una semplice camicetta bianca su una gonna nera e scarpe con tacco. Come intimo, scoprirò dopo, un reggiseno e uno string in microfibra color carne. Mentre parlavamo ho notato come lo guardavi e ho capito che stavi valutando il da farsi. La cosa, proprio perché inaspettata, stava cominciando ad eccitarti. Ti alzi, vieni da me e mi abbracci. Mi spingi contro la parete e mi baci. Sento i tuoi fianchi ruotare sul mio ventre. “Vuoi farmelo venire duro?” Ti sussurro all’orecchio. “Si!! Voglio che mi desideri come mai mi hai desiderato”. Intanto Paolo era dietro mia moglie e la teneva per i fianchi non senza avere appoggiato il suo ventre contro le natiche di Serena. Lei era in mezzo a noi. La sentivo respirare, io la respiravo, la baciavo. Sentivo che si spingeva contro me forse anche spinta dal singolo. Ad un certo punto Serena si stacca da me e mi chiede di uscire dalla camera. “Come?” dico io. “Esci e lasciaci soli” mi disse perentoria Serena. Non potei fare altro che uscire non prima di averla guardata negli occhi. “Volevi che giocassi con un altro? Ebbene lo farò ma tu non guarderai. Immagina se credi e non toccarti!”. Mi disse queste parole sulla soglia della porta appena prima di chiuderla dietro di se e di sorridermi beffarda. Fortunatamente il motel era dotato di parcheggio fronte ogni camera e che la privacy era assicurata da una tenda che chiudeva su tre lati l’auto. Io era seduto fuori, sul gradino d’accesso alla camera. I minuti passavano, decine di minuti. Cercavo di sentire qualcosa origliando alla porta ma nulla trapelava. La tapparella era stata abbassata e quindi anche da quella parte mi era stata interdetta ogni possibilità di visione. Quand’ecco che la porta si apre. Sei tu. Non indossi la camicetta. “Va tutto bene” mi chiedi.. “Si, amore, tutto a posto e tu?”. “Bene, allora aspetta qui” mi rispondesti. La porta si richiuse. Ed io ero ancora lì a contare i minuti che non passavano mai. Chissà cosa stavi facendo e cosa lui ti stava facendo. Ero quasi rassegnato quando la porta nuovamente si apre. Ora non hai più il reggiseno. Hai ancora la gonna e le scarpe ma sei nuda dalla cintola in su. “Dio come sei bella” ti dico. Mi prendi la mano e mi fai entrare. Paolo è in piedi ed è vestito con solo lo slip e la maglietta. Mi abbracci e ci baciamo come solo noi sappiamo fare, quasi divorandoci le lingue. Lui è dietro di te e le sue mani stringono il tuo seno. Mi stacco un po’ e lo vedo torturarti i capezzoli. Ti giro verso di lui ed ora sono io che torturo il tuo seno. Lui ti bacia sul collo. Ti sento sospirare. “Ti piace, amore mio? Vuoi che continuo?”. Per tutta risposta ti prendo la mano e la porto sul cazzo di Paolo che era duro e che usciva dallo slip. Vedo la tua mano prenderlo e stringerlo e scoprirgli il glande. Ti giri ma non lo lasci e mi dici “dai, esci!”. Non mi resta altro da fare che uscire con te che chiudi la porta fissandomi. Il tempo mi tortura l’anima, non passa mai! Dopo una attesa che mi era parsa infinita la porta si riapre. Ti guardo. Ora sei nuda! Indossi solo lo string. Mi chiedo di entrare e vedo lui nudo disteso sul letto con il cazzo duro in bella vista. “Amore” ti chiedo “glielo hai preso in bocca?” “Certo!!!” ni rispondi “guarda!”. Ti inginocchi sul letto alla sua sinistra e dopo averglielo preso in mano glielo prendi in bocca. Tutto!!! Io ti vengo alle spalle e ti sfilo lo string per poi raggiungere con la bocca la figa ed il buco del culo che comincio a leccare gustandomi il loro sapore, il tuo sapore. Ma ancora una volta tu mi fermi e senza alzarti e senza lasciare il cazzo duro di Paolo mi inviti nuovamente ad uscire. Mi sento male ma non reagisco. Mi alzo ed esco. Sono io a chiudere la porta dietro di me. Ancora una volta cerco di rubare rumori dalla porta. Nulla. E ancora una volta sono a contare il tempo che sembra una eternità. La porta di apre. Appari tu sulla soglia. Nuda, stupenda, i capezzoli duri, i piedi nudi indicano che avete giocato sul letto. Impazzisco all’idea che lui ora ti possa guardare da dietro mentre sei nuda, completamente nuda! Chissà se è conscio del regalo che oggi ha avuto. Mentre penso ciò sento te che mi dici “Ora mi faccio chiavare! È quello che vuoi, no? Poi ti racconto”. Nuovamente la porta mi separa dalla donna che amo è ancora una volta sono in compagnia del tempo che sembra fermarsi. Ora l’attesa sembra più lunga quando la porta improvvisamente si apre e ne esce Paolo perfettamente vestito che mi saluta frettolosamente e se ne va. Forse temeva qualcosa? Non so. Entro e ti vedo nuda, sul letto. Le gambe divaricate mi permettono di ammirare la tua figa. Noto le labbra leggermente aperte. I miei occhi cercano tracce del sesso che avete consumato e vedo un preservativo usato sul comodino e un piccolo asciugamano. Il preservativo era vuoto e dunque non aveva goduto dentro di te ma forse tra le tue mani o forse nella tua bocca. Ti chiedo “ti ha chiavata?”. “Si, ha voluto che mi
mettessi a pecora e me lo ha messo dentro da dietro. Ma non mi ha chiavata bene. Ha detto che era troppo eccitato e che non riusciva a trattenersi così l’ho fatto godere diversamente. “Come, amore, come lo hai fatto godere?”. “Vieni qui” mi hai detto “non te lo dirò ma ora baciami”. Ti ho baciata e sono sceso a leccarti la figa per cogliere il sapore del preservativo e poi ti ho baciato le mani che tu hai prontamente retratto forse perché erano state sporcate dalla sua sborra. “Ora godimi dentro tu, amore, sborrami nella figa tutto quello che hai nei coglioni e fammi godere. Ti amo!”. Non seppi mai cosa realmente accadde quel pomeriggio ma ancora oggi se ripenso ad allora mi eccito.

Il pollaio e sesso proibito | Racconto dominazione di Tenebrous74

Una volta a settimana Tiziana va a prendere le uova fresche dal vicino, che ha un pollaio… ogni volta che Tiziana si presenta a casa del vicino, lei non fa altro che stuzzicare Paolo con battute e atteggiamenti un po’ ose, ma Paolo sorride, sempre un po’ distaccato… è evidente che Paolo piace a Tiziana, ma la differenza di età frena un po’ Paolo, lui ha 50 anni, mentre lei ne ha esattamente poco meno della metà 23 anni…. Tiziana è attratta da quell’uomo, e più volte ha fantasticato di essere posseduta da lui… avvolte sotto la doccia lo immagina con lei, mentre lui la bacia e l’accarezza… Lei lo vuole a tutti i costi… una mattina si presenta da lui per ritirare le uova, lui è solo in casa, lei suona al citofono e lui la fa entrare…

Dominazione Gay | Racconto dominazione di max80

Non era la prima volta che incontravo quell’ uomo per fare sesso, ma quel giorno …. Quel giorno arrivai a casa sua mi fece entrare, mi offri da bere e parlammo un po’ come i due incontri precedenti, solo che lui era più nervoso, dopo un quarto d’ora mi disse che voleva fare qualcosa di nuovo e anche in un altro posto, io gli chiesi di cosa si trattasse e lui mi rispose che voleva provare con me del Bondage, a me l’idea era sempre piaciuta e lo trovavo molto eccitante pur non avendolo mai provato così accettai. Mi fece spogliare tenendo solo la maglietta e gli slip bianchi, mi mise benda, manette,morso e cavigliere poi mi disse che saremmo andati in cantina. Arrivati a destinazione mi divaricò le gambe e le fissò a qualche cosa per farmele restare aperte poi mi prese le braccia e le legò sopra la testa e tirò fino a farmi rimanere ben teso e quasi in punta di piedi, poi mi sussurrò all’orecchio che ero pronto per vedere la mia sorpresa così mi tolse la benda, davanti a me c’erano tre uomini seduti su di un vecchio divano e di fronte a loro un tavolino, io mi guardai attorno impaurito guardai sopra di me e vidi che ero legato con una grossa catena al soffitto guardai l’uomo e feci di no con la testa per implorarlo di smettere li il gioco mi vennero le lacrime perché non potevo parlare per via del morso, lui mi guardò mi asciugò le lacrime e mi disse di risparmiarle e che più tardi avrei pianto per qualcosa. Poi mi spiegò le regole gli uomini non potevano toccarmi doveva solo stare seduti fare una proposta su cosa farmi e fare un’offerta in denaro poi lui avrebbe deciso se mi avrebbe fatto quello che avevano proposto, poi mi disse che lui ora era il mio padrone e che non importava quello che io volevo o no ma quello che contava era il suo volere. Poi avvicinò un cassa di legno piena di accessori e attrezzi da li prese un coltello di quelli da caccia molto affilato e dalla parte opposta la dentatura, mi fece scorrere la lama sulla faccia poi giù sulla maglietta fino agli slip, li si fermo e inizio a spingerlo un po’ sulle palle per farmelo sentire poi prese gli slip e mi fece dei taglietti davanti e dietro e così anche sulla maglietta, uno di loro disse, si inizia a vedere le sue parti inviolate perché no n ce le fai vedere? Offro 20 euro e li butto sul tavolo, il padrone mi prese la maglia e me la strappo di dosso , ecco disse se volete vedere il resto voglio di più, un altro uomo buttò altri 30 euro, il padrone si avvicinò e mi strappo gli slip di dosso poi prese un attrezzo tipo una piastra per i capelli ma con la punta in vetro e lo collegò alla presa elettrica, si giro verso i tre uomini e disse questo è gratis, mi avvicino la punta di vetro ad un capezzolo e sentii una scossa e saltai dal dolore, lui iniziò a fare così per tutto il corpo anche sull’ano e sui testicoli e cazzo, io mi dimenavo e cercavo di urlare ma era inutile perché le grida erano soffocate dal morso, poi prese il frustino e disse per questo quanto mi date? Uno offri 50 il padrone mi guardo negli occhi e mi disse secondo te vale la pena per 50 euro mi giro attorno e mi andò alle spalle non lo vedevo più, passò qualche minuto poi sentii il sibilo del frustino e un gran dolore sul sedere continuò così per alcuni minuti il dolore era forte ma non potevo fare niente, dopo di che mi infilò nell’ano una specie di ovulo di metallo con un cavo, mi mise un anello sul pene e due elettrodi adesivi sui testicoli collego tutto ad una centralina e la pose sul tavolo davanti ai tre uomini, dicendo che avrebbero potuto giocare con me, il primo mise 50 euro ma il padrone rifiutò dicendo che forse non avevano capito bene, vi spiego ci sono tre controlli sulla centralina uno per l’ano uno per i testicoli e uno per il cazzo, voi dovete liberare gli impulsi e indovinare quello che avete azionato dal mugolio e dai pianti di quella vacca li! Subito tirarono fuori 100 euro a testa e così il padrone si fece da parte e accese l’attrezzo, subito iniziai a sentire pulsare nel mio buco quelle piccole scariche mi davano piacere non erano costanti quindi non erano prevedibili, sentii pian piano l’intensità aumentare fino ad essere doloroso così iniziai a dimenarmi e a urlare il padrone chiese al’uomo che cosa mi stesse stimolando l’uomo rispose i testicoli!? No passa la centralina, così spense e la passò all’uomo di fianco, quindi la azionò era la volta dei testicoli era una strana sensazione più intensa e molto meno piacevole di prima infatti iniziai a piangere l’uomo disse: testicoli! Il mio padrone rispose si bravo dopo hai un giro gratis! Passò la centralina all’ultimo uomo che già eccitato dallo spettacolo di prima accese alla massima intensità era un dolore terribile potendo mi sarei piegato su me stesso ma non potevo quindi urlavo e mi muovevo come per far staccare l’anello ma era inutile, l’uomo esclamò l’ano! No sbagliato! Ripassa la centralina all’unico che ha indovinato, l’uomo prese la centralina e vedendo che io stavo soffrendo abbassò un po’ l’intensità ma accese anche le altre due ma ad un’intensità dolorosa ma accettabile infatti mi dimenavo ma di piacere sentire gli impulsi nel mio buco sembrava che qualcuno mi stesse scopando così raggiunsi l’orgasmo e sborrai, l’uomo compiaciuto mi guardò e mi disse vedi che ti inizia a piacere puttana! Il mio padrone mi tolse tutti gli elettrodi vari, mi slegò dal soffitto e mi giro con il mio culo verso gli ospiti, guardate che bel culo chissà di cosa è capace questo culo!? Mise sul tavolo tre oggetti: una mela, una bottiglia di birra e un fallo nero gigante, il primo disse 80 euro per la mela! Il padrone mi fece mettere davanti un tavolo e mi piegò in avanti prese della crema e la mise sul mio buco mi infilò prima un dito,poi due, poi tre e poi spalmò la mela di crema me la appoggiò e disse accetto! E spinse dentro tutta la mela in un colpo solo era molto doloroso mi sentivo la mela che entrava sempre di più, mi sentivo pieno, il padrone chiamò l’uomo vicino e gli fece guardare la mela nel mio buco tanto era aperto, poi con un dito la face ruotare un paio di volte dentro di me, poi aspettò qualche minuto e disse all’altro uomo vedi adesso si sta chiudendo è il momento giusto, allora l’uomo mi disse spingi troia! Spingi! Devi partorire la mela! Iniziai a spingere ma faceva malissimo ormai l’ano si era inghiottito la mela e si era adattato, spingevo ma non ce la facevo sentivo il buco aprirsi ma non abbastanza provai due tre volte poi detti una spinta e sentii un gran male e aprirsi una voragine ma la mela era finalmente uscì il padrone la prese e me la mise davanti agli occhi era parecchio insanguinata e il rosso del sangue risaltava ancor di più sul verde lucido della buccia. Poi presi dal’eccitazione i due uomini buttarono 200 euro a testa per il maxi fallo aveva una lunghezza di trenta centimetri e dieci di diametro, il padrone prese un tavolino da the alto circa 50 cm e largo 60 cm e me lo posizionò sotto di me appoggiò il fallo sul tavolino mi fece entrare appena la punta del fallo e disse vediamo quanto ci metti a ficcartelo tutto dentro, io realizzai solo dopo che avendo ancora la barra di stanziatrice alle caviglie e che il tavolino non mi permetteva di chiudere le gambe quindi non avrei mai potuto alzarmi in piedi e sfilarmi il fallo ma solo scendere e prenderlo tutto, infatti qualche minuto dopo le gambe,anche e ginocchia mi iniziarono a fare male e a tremare per quella posizione scomoda, iniziai pian piano a scendere e più scendevo e più mi sentivo entrare quell’enorme fallo squarciare era davvero grosso, ormai le mie ginocchia erano sfinite io cercavo di controllare la penetrazione visto che non potevo fare nient’altro ma mentre scendevo lentamente le ginocchia cedettero e con un dolore immenso lo presi quasi tutto tranne gli ultimi dieci centimetri perché fortunatamente gli interno coscia si appoggiarono sui bordi del tavolino e mi fermarono, io cercavo di urlare ma si udiva solo delle urla soffocate, mi dimenavo e piangevo dal dolore provocato da q
uel fallo gigante, poi un uomo mise sul tavolo 70 euro e si avvicinò a me dicendo scommetto che entra anche il resto del fallo a questa puttana, si sedette sul tavolino e gurdando mentre piangere e facevo di no con la testa per supplicarlo di non farlo lui mi abbraccio mi mise le mani sulle spalle e con un forte colpo mi spinse giù facendo entrare tutto, io mi stavo sempre di più dimenando mentre lui continuava ad essere abbracciato e a spingere e guardandomi in faccia mi disse: mi sto eccitando da morire d quanto ti dimeni e piangi, ma mi ecciterei molto di più a sentire le tue urla senza morso. Ok! Ora concludiamo disse il padrone, mi aiuto ad alzarmi e a fare uscire il fallo, guardai il tavolino e vidi caderci sopra delle gocce di sangue che uscivano dal mio culo, il padrone disse ho già guadagnato 950 euro con altri 50 tolgo il morso a questa troia e lo potete fistare quanto volete i tre non se lo fecero ripetere, mi tolsero il morso e iniziarono ad infilarmi tutta la mano nel culo io urlavo ma più urlavo e più spingevano, dopo una decina di minuti il dolore era diminuito e mi assalì una sensazione di piacere tanto è che iniziai a muovermi avanti indietro scopandomi da solo con un loro braccio, poi uno di loro disse guardate sto frocio come gode vediamo se gli piace anche con un’altra mano dentro, e pian piano fece entrare anche l’altra e iniziò a fottermi così, sembra strano ma non sentivo più dolore ma piacere, mi scoparono con le mani tutti e tre poi si pulirono le mani dal sangue sulla mia faccia e se ne andarono, il padrone mi aiutò ad alzarmi perché ero sfinito. Mi diede un’assorbente da donne e disse, ti servirà avrai delle perdite di sangue nelle prossime ore ma non ti preoccupare, poi mi dette 600 euro dei 1000 guadagnati dicendo che me li ero meritati mi rivestii e me ne andai. La sera ripensavo a quello che mi avevano fatto ma stranamente ricordare mi eccitava e iniziai a praticarmi il self-fisting fino a farmi venire, l’indomani chiamai il mio padrone per ringraziarlo e lui mi rispose che stava aspettando la mia telefonata e che quando volevo ero il benvenuto……….

Incesto richiesto | Racconto incesti di Tara

Oggi, a quarant’anni, posso ritenermi una donna abbastanza agiata. Vivo in una grande villa, con mansarda abitabile, dove vive mia figlia di diciannove anni, con il suo impareggiabile cane Boxer. A vent’anni, quando sposai mio marito, ci indebitammo fino alla gola per acquistare la villa, pertanto, quando lui fuggi con una sudamericana, tre anni fa, io e Giada restammo completamente al verde, impossibilitate a pagare il mutuo. Lei studiava ed io, visto che mio marito guadagnava molto bene, non avevo mai pensato di cercarmi lavoro. Disperata, mi ero rivolta al datore di lavoro di mio marito chiedendo di assumermi al posto suo, nell’ufficio, come segretaria, telefonista o qualsiasi cosa intendesse farmi fare di lavoro. ” Tuo marito era un eccellente tecnico informatico ”, mi disse, dandomi subito del tu. “ Lo sapresti sostituire degnamente? ”, mi domandò a bruciapelo. “ No ”, risposi io, “ ma posso fare molte altre cose …”, affermai, senza specificare. “ Non ne dubito affatto, ma in questo momento ci serve soltanto un tecnico capace ”, proseguì lui, congedandomi subito dopo, non senza chiedermi di lasciargli il numero del telefono. Tornai a casa affranta e disperata, e con l’intenzione di andare a fare la prostituta, se non avessi trovato un lavoro che mi permettesse di non perdere la casa. D’altronde, ero ancora abbastanza piacente, in confronto a certe che avevo visto battere il marciapiede. Normalmente, attiravo ancora parecchi sguardi ingordi e anche commenti, soprattutto da dei ragazzi giovani. L’unico problema, sarebbe stato quello di acquistare i preservativi. Io mi sarei vergognata a morte ad andare in farmacia a richiederli, o nei supermercati, dove li avevo notati appesi accanto alle casse. Per fortuna, appena giunta a casa, ricevetti la telefonata dell’ex Boss di mio marito che: “ Domani mattina, ti aspetto qui da me alle dieci, vestita in modo molto provocante, senz’essere volgare, poiché devo ricevere rappresentanti di aziende assai importanti. Mi devi fare da segretaria personale ”, terminò, ricordandomi la puntualità e l’abbigliamento. Consigliata da Giada, alla quale avevo detto della strana richiesta, indossai un tubino celeste a mezza coscia, stretto da sembrare una seconda pelle, ed una t-shirt, in seta bianca, senza il reggiseno fintanto che i miei capezzoli, piuttosto pronunciati naturalmente, puntassero sulla stoffa in modo sensuale. E appena un corto giubbino leggero a coprire l’audacia del mio busto, mentre mi spostavo col Bus di linea per raggiungere l’ufficio. Quando il boss mi vide, apprezzò molto il mio abbigliamento ma subito mi fece levare il giubbino. “ Così sei davvero molto affascinante . A proposito, ricordati di accavallare le gambe, lentamente, ogni tanto, quando ti accorgi che i miei ospiti diventano troppo attenti al programma che io gli esporrò. Sarebbe ideale se togliessi le mutandine, per distrarli davvero in modo perfetto. Le hai indosso? ”, mi chiese con naturalezza. “ Si, è evidente …! ”, esclamai io, sott’intendendo che una signora in genere non esce di casa, se non le mette, normalmente. “ E allora toglile …! ”, m’impose, continuando ad osservarmi in modo curioso. Incerta sul cosa fare, rimasi lì alcuni momenti a pensare se fosse logico che mi chiedesse tale azione proprio di fronte a lui. “ E’ un ordine, ragazza, che non voglio ripetere, se vuoi mantenere il posto di lavoro ”, suggerì con tono di comando. In un attimo mi passò per la mente la banca, l’ufficiale giudiziario e la forza pubblica addetta allo sgombro per eseguire il pignoramento, e un momento dopo, ero senza il mio triangolino. L’avevo tolto girandomi di spalle e sollevando appena la gonna sul davanti, in modo che lui non vedesse nulla. “ Non capisco proprio perché nascondi la merce che pagò profumatamente, cinquemila euro al mese, affinché tu la metta in mostra, al servizio dell’azienda. Il tuo è un lavoro, mia cara, anche se non in linea con le richieste sindacali. Ma se non lo vuoi fare, basta dirlo. Troverò certo decine di donne disposte a sostituirti ”, concluse, sott’intendendo il, “prendere o lasciare …! ”. La decisione istantanea fu di prendere, pertanto, quando mi disse di mostrare prima di tutto a lui la merce, tolsi la gonna, la t-shirt e rimasi nuda di fronte a lui, che non ancora soddisfatto, mi fece segno di mostrare anche il sedere. “ Vedi che non è poi così difficile …? Oggi ti sei già guadagnata il primo stipendio anticipato, sei contenta? ”, disse, appoggiando sul ripiano della sua scrivania in vetro, la mazzetta di denaro promessa. Un tuffo al cuore quasi mi fece svenire nel vedere tutto quel ben di Dio a portata di mano, o meglio, di borsetta, dove li riposi con gioia immensa.

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