In ferie a pecorina | Racconto gay di cristoforo

Ero in ferie con mia moglie insieme ad un altra famiglia. La situazione era tranquilla,quando un pomeriggio mentre stavamo guardando un Gran Premio lamico Furio ,senza dire nulla di particolare, disse :- Lo sai Patrizio, mi piacerebbe fare sesso con te? Pur avendo capito bene, gli chiesi di ripetere e lui , con tranquillità assoluta, rispose con la stessa domanda!! Si! Ho detto , che mi piacerebbe scoparti!!! Ma perchè dici una cosa come questa ? Semplice, quando ti vedo in spiaggia o in giro per il paese, mi ecciti!!! Hai un bel culo e mi pacerebbe incularti!!! Stai scherzando? No! No! non scherzo, e ridendo si alzò e se ne andò. La cosa finì, ma nella mia testa mi rimase in mente il pensiero di Furio.

A mio padre e mia sorella piace andare in cantina a prendere il vino | Racconto incesti di geronimo12

Un saluto a tutti i lettori di erotici racconti. Vi scrivo una storia di molti anni fa che suscita in me ricordi ed eccitazione. Allepoca avevo 25 anni, vivevo in famiglia composta da mio padre 58enne,mamma 54enne e mia sorella 22enne. In quel periodo stavo notando strane effusioni e complicità fra mio padre e mia sorella. Pensavo a cose strane per via degli ormoni, dicevo fra me e me, che la mia mente stava diventando malata, a causa che mi ero lasciato con la fidanzata e non stavo più scopando. Passarono dei mesi dai miei pensieri perversi su loro due, finché notai che spesso mio padre e mia sorella andavano in cantina per mille cose da prelevare. Un tarlo mi tormentava la testa, la curiosità mi spingeva ad andare a vedere come mai andavano così spesso in cantina verso il pomeriggio inoltrato. Dovevo studiare come stare in cantina senza farmi vedere. Una mattina feci un sopralluogo su dove nascondermi senza farmi vedere, notai che sopra la cassapanca dove si mettevano i vini cera un vecchio finestrone, presi la scala e con forza cercai di aprirlo. Dopo un po aprendolo vidi che lo spazio per starci era soddisfacente ma era pieno di polvere e ragnatele. Mi diedi da fare, quella mattina feci pulizia sopra quel finestrone. Il giorno dopo non aspettavo altro che nascondermi lì prima che venissero loro due… Passate le 17:00 con una scusa dissi che uscivo un attimo, invece scesi in cantina e con la scala salì sul finestrone entrando nello spazio vuoto e chiudendolo in modo che mio padre e mia sorella non potessero vedermi… Aspettai un oretta e pensai che forse quel pomeriggio non sarebbero venuti, quando un rumore di passi che si avvicinavano alla cantina mi fece battere forte il cuore.. Quello che vi descrivo sono le parole che si dissero e ehm…quello che fecero… Papà : dai tesoro facciamo presto oggi che fra mezzora devo aiutare la mamma a tagliare il pollo Figlia: papi uffa volevo stare un po di più con te Papà: si lo so ti amo tanto ma ora fammi vedere le zizzone daiii…

Non ci speravo piu | Racconto trio di trombotutto

Mi presento sono il lui du una coppia 50enne Mia moglie ancora bella e sexy premetto Che a letto siamo,molto trasgressivi in particolare io Lei ci mette tempo per carburare ma poi diventa una tigre affamata.abitiamo in piccola comunita in provincia di caserta,precisamente a parete,paese natio di lei mentre io sono di Napoli.Navigando su internet ho letto molte storie trasgressive,di coppie in verita molte Volte ho chiesto a Mia moglie Che mi piacerebbe provare un rapporto a tre ,magari io e un altro insieme,Lei ha sempre risposto picche dicendo ,anche io vorrei provare questa emozione ma non ho Il coraggio pensa se qualcuno ci vede Che figura.nonostante parlato e riparlato per molto ,niente ho abbandonato questa idea.poi e successo quello Che mai mi sarei aspettato ,nel mese di luglio dello scorso anno come sempre andiamo in spiaggia quando il lavoro lo permette(siamo due professionisti)quasi sempre il martedi. e venerdi..localita ischitella ..approfittando Che i nostri figli stanno fuori per studio e tornano il sabato.un giorno visto Che la spiaggia era quasi deserta Mia moglie mi dice..amore mi piacerebbe stare in tooples. Mica ti da fastidio?rimango perplesso e rispondo..magari..a me fa molto piacere vedere le tue ancora belle tette ma ho paura Che mi possa eccitare…cosi quardato in Giro Mia moglie so tolse il pezzo du sopra e so spalmola crema…la Cosa fini li tornati a Casa parlammo del piu e del meno e Lei mi disse Che era stata bene.ritornammo al Mare qualche giorno dopo ormai la Cosa era diventata normale anche perche non era la sola a stare in tooples .Mentre stavamo sdraiati so avvicino un ragazzo mulatto chiedendoci una sigaretta,con Mio stupore vidi Mia moglie alzarsi con le tette al vento e offrire la sigaretta al ragazzo continuando a andare al Mare incontrammo e parlammo molte Volte con lui …a Mia moglie piaceva.Un giorno mentre andavo al bar il ragazzo mi chiese….e sua moglie? Io non so perche..ho risposto..no e una Amica.tornati a casa meanche il tempo du fare la doccia,mi avventai su Mia moglie e la chiavai come non succedeva da tempo…restammo a letto per due ore quando Mia moglie mentre mi succhiava il cazzo mi dice…ti piacerebbe chiavarmi insieme a Samuel il ragazzo della spiaggia? la Mia risposta fu una sborrata megagalattica Che mia moglie ingoioalla grande.Dopo aber discusso Mia moglie mi dice facciamolo ma deve essere sicuro al cento per cento.Per organizzare tutti bosognava parlare con il ragazzo, il giorno dopo mi recai in spiaggia da solo ho spiegato tutto e ci siamo accordati Che ci saremmo visti in albergo lui sarebbe andato prima e noi un ora piu tardi.Non voglio raccontarvi come era agitata la Mia mogliettina mentre si vestiva era talmente sexy Che avrebbe risuscitato i morti.Sistematoci in camera ho chiamato samuel erimasto sbalordito a iniziato a bacoare Mia moglie come un matto mentre io mi accostai alla sua figa giabagnata fradicia Labbiamo chiavata in tutti i Modi e mentre samuel linculava io sborravo nella figa Lei ja chiesto di sborrarle in faccia e in bocca cosie stato terminato la chiavata ci siamo salutati durante la strada du ritorno Mia moglie mi ha fatto un pompino super. Dicendomi grazie amore mi hai fatto sentire ancora una bonazza..quando lo rifacciamo?

Mega pompino | Racconto gay di luciano

Oggi avevo una voglia matta di cazzo. Non avendo trovato nessuno dei miei conoscenti disponibile, vado in internet e trovo un post dove un giovane dice di avere un bel cazzone pieno ed aspetta una bocca calda. Subito lo contatto e dopo mezzora sono a casa sua. Mi riceve in accappatoio e subito mi dice che non vede lora di sborrarmi in gola. Apre laccappatoio e vedo un cazzo barzotto notevole, due coglioni grossi ed una cappella come una grande susina matura. In un batter docchio sono in ginocchio di fronte a lui ed inizio a leccarlo dappettutto. Lui geme forte ed io mi sento slabbrare la bocca e la gola dal suo cazzo che continua a crescere finché quasi non riesco a tenerlo dentro di me. Lo assaporo e lo succhio con destrezza, godendo nellavere in bocca cotanto cazzone, me lo godo allinfinito, finché lo sento tremare tutto, poi mi scarica una colata lavica in gola che bevo golosamente. Ci calmiamo un po e poi subito un altro pompino, più lungo e più goduto, ma alla fine mi bevo la seconda dose di sborro bollente della giornata e finalmente siamo appagati. Ci accordiamo per ulteriori incontri e così da oggi quando avrò le mie voglie di cazzo, le soddisferò al massimo.

Una mamma da trombare | Racconto incesti di Gabriel 83

Mi chiamo Luca, ho 18 anni sono allultimo anno di liceo, vi voglio raccontare quello che mi accadde una sera con mia madre. Premetto che non ero mai stato attratto da lei, non avevo mai avuto pensieri impuri verso di lei, nulla che potesse presupporre quello che accadde. Dopo aver cenato con lei, a proposito lei si chiama Daniela a 41 anni, allora vi stavo raccontando, bevemmo del vino, lei dopo un po di bicchieri iniziò a essere ubriaca, forse perché non bevendo frequentemente si ubriacava facilmente. Io capí che doveva andare a letto, le dissi: Andiamo devi andare a dormire lei no..voglio bere… Io la presi con forza in braccio e la portai in camera , la depositai sul letto e stavo x andarmene, quando lei nel suo delirio disse: Non andare via, stai con me, non mi lasciare sola..io ero eccitato da lei, volevo solo fare sesso con lei..mi avvicinai, mi sedetti vicino a lei, allungai la mia mano per toccare le sue cosce quando la taccai, il mio corpo ebbe come una scossa elettrica, io non ce la feci più, listinto animale che e in tutti noi prese il sopravvento. Le alza la gonna, strappai le sue mutandine, mi tolsi tutto rapidamente, volevo solo fare lamore con lei, anche se non era naturale sbattersi la propria madre.. Mi sdraiai sul suo corpo, con le mani allargai dolcemente le sue cosce posizionai il mio pene allentrata della sua accogliente figa ed entrai in lei.lei sospirava mentre la penetravo , nel delirio diceva frasi senza senso, ma allo stesso tempo mi abbracciava, il mio pene la trombava con una voglia assurda, io non pensavo più a niente, volevo solo che quella scopata non finisse mai.la baciai in bocca con la lingua, il suo sapore mi mandava in estasi, quelle labbra morbide, la sua lingua che si toccava con la mia, le sue cosce morbide io le accarezzavo dolcemente. Il mio pene entrava e usciva dalla sua pancia, lei venne tantissime volte, io gli dissi:mamma ti amo. Poi la feci alzare di appoggiò a letto, io le aprì il culo strofinai il pene al suo buchino ed entrai nel suo culo, la penetrai tante volte schizzai tutto il seme dentro di lei, poi la girai, le aprì le cosce ed entrai nella sua figona, lei godeva e veniva sempre di più..io la presi dalle cosce e scopavo la sua figona sempre di più..la baciai in bocca e versai il mio seme nel suo pancino..

La Ragazza di Campagna diventa schiava | Racconto dominazione di Koss

A diciotto anni Rosa era ancora una ragazzona grassa e timida, lei stessa si riteneva una cicciona abbastanza brutta. Da piccola aveva perso un anno a causa di una brutta malattia, ma ora a scuola andava molto bene, ad ottobre avrebbe frequentato la quinta al liceo scientifico. Il sesso per Rosa era invece una cosa sporca, che naturalmente non la riguardava. A diciotto anni di sesso non sapeva assolutamente niente e neanche voleva saperne, i pochi ragazzi che poteva incontrare, viveva in campagna, la deridevano perché era enormemente grassa e brutta. La chiamavano balena e foca, ma e se ne rese conto dopo, molti erano attratti dalle sue grosse tette. Al contrario, lei quel seno imponente proprio non lo poteva soffrire, lo vedeva enorme e brutto al pari delle sue immense cosce e dello smisurato deretano, in più quelle gigantesche tette avevano laggravante di esserle anche di peso. Era una ragazza di campagna, orfana dalla nascita ed adottata da una coppia di contadini, che non avevano figli, e che erano fattori e guardiani della tenuta di campagna di una ricchissima famiglia di Palermo. Nonostante i problemi con il suo corpo e una timidezza eccessiva, anche per una campagnola, Rosa era una ragazza sana, vivace ed intelligente. Vivendo in campagna conduceva una vita appartata, ogni mattina inforcava la bicicletta e percorreva, con qualsiasi tempo, i suoi otto chilometri, ed andava a scuola, lì si svolgeva tutta la sua vita sociale. Poi ritornava a casa, aiutava i suoi genitori e svolgeva i compiti. Andava a dormire molto presto.

Pompino con ingoio ad un giovane sconosciuto | Racconto tradimenti di Raf90

Pomeriggio. Passeggiavo tranquilla. Ero immersa nella natura, odori di primavera, arietta fresca, serenità. In una piazzola, unauto grigio chiaro parcheggiata. Passando accanto alla macchina, notai allinterno un uomo intento a guardare il suo telefonino. Immediatamente notai che lui alzava lo sguardo e mi guardava con insistenza. Ressi lo sguardo, non esitai un attimo, ma tirai dritto per la mia strada. Ero tranquilla, non eccitata, non ancora…

Piedi stanchi | Racconto dominazione di Anonimo X

Sono stanca…. Disse, sprofondando sul divano. Quelle due parole, proferite come ogni sera in maniera svogliata e arrogante, erano il messaggio in codice che conoscevo bene. Sapevo cosa dovevo fare. Mi inginocchiai velocemente ai suoi piedi. Le sfilai delicatamente le decolleté nere tacco 10 che indossava al lavoro e cominciai a massaggiare quelle morbide estremità così curate da quotidiane pedicure. Dai suoi mugolii capii che apprezzava il trattamento…Ora basta schiavetto, altrimenti ti ecciti troppo…. In effetti non era difficile interpretare le mie emozioni, considerando che da settimane ero costretto a girare completamente nudo per casa. Prendi il telecomando e mettiti a 4 zampe schiavetto! Ho bisogno di stendere le gambe. Ubbidii e mi trovai con la faccia a pochi centimetri dal pavimento e le sue gambe appoggiate sulla schiena. In quel mentre pensai come era potuto accadere che mi trovassi nudo in quella posizione. Il nostro rapporto era iniziato normalmente, alla pari. Certo fin dal principio apprezzai il suo atteggiamento deciso e la sua completa autonomia da donna in carriera. Poi cominciò la convivenza e non ci mise molto a conoscere la mia indole feticista e la mia adorazione per i suoi piedi e la sottomissione. Dal principio furono piccoli ordini dati con ironia. Poi ben presto se ne approfitto e la situazione degenerò irrimediabilmente. Era diventata la mia padrona ed io il suo schiavo. Prendi il mio cellulare e mettiti a zerbino!. Chiamò la sua amica e mentre parlava allargò le gambe schiacciandomi per terra. Ciao Sandra! Non sai cosa mi è successo oggi…ho conosciuto un ragazzo nuovo in palestra! È un bel tipo…alto, moro, muscoloso…mi ha invitata stasera a cena! Il mio body stretto ha fatto centro!…. Mentre si vantava delle sue prodezze, dondolava il piede destro sulla mia faccia e io lo leccavo e succhiavo con estrema cura e solerzia non tralasciando nessun particolare di quella pianta così setosa. Con il sinistro, invece, premeva luccello con forza, strofinandolo e accarezzando le palle, ormai gonfie, con il suo alluce smaltato di rosso. Aveva appena terminato la conversazione. Resto per un attimo in silenzio, osservando compiaciuta il suo operato. Proseguì il suo lavoro. Stai per godere, non è vero schiavetto? Povero…sono settimane che non ti faccio venire!. In effetti sentivo il mio cazzo esplodere e le palle erano gonfie dopo giorni e giorni di astinenza forzata. Sì sto per godere mia padrona risposi. Quasi quasi ti faccio sborrare… Disse continuando a giocare con i piedi. Anzi…no! si alzò in piedi di scatto. Vieni schiavetto, accompagnami in bagno. È tardi devo prepararmi. Afferrò il guinzaglio che portavo al collo e mi trascinò strattonandomi. La seguii camminando carponi e da quella altezza potevo solo ammirare il suo sculettare ostentato. Si mise sotto la doccia e io accucciato fuori ad ammirarla. La vidi cospargersi il sapone su quel corpo tonico modellato dalla palestra e da continui massaggi. Indugiava sui seni enormi e sulla fica depilata con cura. Lo faceva apposta. Le piaceva provocarmi. Uscì e si infilò laccappatoio, utilizzando ben presto la mia schiena come sgabello dove appoggiarsi per spalmare comodamente la crema. Poi si mise davanti lo specchio facendo scivolare a terra lasciugamano. Leccami il culo schiavetto! Voglio rilassarmi un po prima di uscire. In effetti, oltre ad essere il suo leccapiedi, ero anche il suo leccaculo. Mai ordine mi fu più grato! Sprofondai la mia faccia tra quei glutei sodi. Cominciai a leccare avidamente il suo buco profumato. Poi scivolai in basso, indugiando sulla fica liscia e utilizzando la lingua come un piccolo dildo. Si sollevò sulle punte, piantò le mani sul lavandino e inarcò la schiena per offrirmi meglio il suo sesso. La mia faccia era stata inghiottita da tanta meraviglia. Cominciò ad ansimare di piacere. Il mio cazzo, intanto, si librava vigoroso in aria, ma non potevo toccarlo. Era la regola! Un attimo prima di godere, mi afferrò per il guinzaglio e tirò il collo con forza per costringermi a succhiare più forte! Un fremito le attraverso il corpo. Ah! Ora va meglio!. Disse con noncuranza, come se avesse adempiuto ad un fatto meccanico e io fossi soltanto un giocattolo del piacere a portata di mano. Non muoverti schiavetto. Vado a vestirmi. Mi lasciò lì con il pene in erezione. Tornò dopo poco. Era fasciata in un tubino nero strettissimo che lasciava pochi dubbi sulle sue reali intenzioni. Vieni a salutarmi schiavetto! Il rituale si ripeté come ogni sera. Mi offri il suo piede avvolto in uno splendido sandalo aperto tacco 12. Lo baciai e leccai dolcemente e lentamente in ogni parte. Con laltro piede, mi piantò il tacco sulla nuca costringendomi in quella posizione di totale sottomissione. Fammi un in bocca al lupo schiavetto. Magari il ragazzino riesco a scoparmelo già stasera!. Disse umiliandomi. In bocca al lupo mia padrona e buon divertimento. Resterò qui ad aspettarla…..

Pasticceria campana | Racconto etero di passepartout

L’onore in alcuni paesi del sud Italia vale ancora molto più del culo. Giovanna questo lo sapeva, per questo quando il suo primo ragazzo, intorno ai diciotto anni le chiese qualcosa in più di baci umidi e seghe lei pensò di concedergli l’anello bruno; salvaguardando l’onore suo e della sua famiglia, che aveva un’avviata attività commerciale e non poteva rischiare di passare di bocca.

Le femmine sono tutte troie e puttane | Racconto scambio di coppia di Filippoacquario

Sono Filippo, un uomo di 50 anni, sposato da 22 e con due figli. Vivo, con mia moglie. in una cittadina della Sicilia. I miei figli sono fuori per motivi di studio. Non lo dico tanto per dire, lo dico dallalto della mia esperienza di 50enne e vi posso dire che le donne sono tutte: è solo questione di tempo, di prezzo e di simpatia. Intanto vi dico che nel mio ufficio su 12 colleghe me ne sono fatte ben 4; 2 nel passato e 2 attualmente sono mie amanti: una 35enne e laltra, più recente, solo da pochi mesi, 41enne. La situazione e lintrigo che mi hanno fatto diventare un porco sono state le scopate con la zia di mia moglie, sorella di mio suocero, quando, ancora 24enne, era fidanzato. Tutto iniziò una mattina di settembre quando la incontrai con due sacchetti di spesa. Mi offrii di accompagnarla e mi invitò a casa per una bibita fresca. Si lamentava del fatto che marito e figlio, come ogni anno, non potevano mancare allapertura della caccia ed era da sola. Tra lusinghe incominciò a toccarmi. Ero molto imbarazzato. Poi me lo tirò fuori e, facendo una smorfia di meraviglia, disse che sua nipote era molto fortunata. Mi portò a letto. Immaginate voi, per me, abituato con la mia fidanzata, nonché sua nipote, alla masturbazione reciproca e al massimo qualche leccatina o qualche spagnola, cosa volesse dire ritrovarsi con una bella 50enne formosa e porca che ti offre tutta la sua esperienza di donna vissuta e ti mette a disposizione tutto il suo corpo: tette, fica, culo e bocca dove sborrare. Non dovevo diventare un porco? Anche perché non finì tutto lì: ci incontrammo ancora e la storie continuò per 3 anni, fino a quando mi sposai. Oggi è 70enne e quando mi è possibile scherzando le dico: Zi, ti ricordi che bei tempi? Lei sorride dandomi una manata sul braccio come per dirmi: . Non sa che mi sono scopato pure sua nuora, la moglie del figlio che quel giorno era caccia. A parte la parentela è amica di mia moglie e sono coetanee. Un pomeriggio di un paio di anni fa venne da noi pensando che Maria Grazia, mia moglie, fosse a casa. Invece no e sarebbe rientrata più tardi. Premesso che, eccetto le cosce, non è una grande bellezza e non mi è nemmeno tanto simpatica, in quelloccasione, da soli a casa mia, i suoi atteggiamenti e quella antipatia, me la fecero apparire attraente e sensuale. Sprofondata sulla poltrona le sue cosce erano in bella mostra ed io, in piedi davanti a lei, le chiesi se gradisse qualcosa. Rispose di no e si rialzò dicendo che, visto che mia moglie non cera, andava via. Alzandosi ci ritrovammo vicinissimi. Non so cosa mi prese e lafferrai per i fianchi. Che fai? Sei impazzito? Come ti permetti? disse non appena tentai di baciarla appoggiando le mie labbra alle sue. Nel tentativo di scostarsi ricadde seduta. Mi chinai, le scostai la gonna e le accarezzai le cosce. Come ti permetti? Smettila! Con chi credi di avere a che fare? Ma capii subito che si trattava di una falsa resistenza. Infatti riuscii ad aprirle le cosce e a leccargliele. Anche se lei cercava, anzi faceva la finta, di scostarmi la testa, riuscii ad arrivare in fondo, sulle sue mutandine bianche e da lì la sua resistenza, o falsa resistenza, cessò. Mi diede tutto, anche quello che non aveva mai dato a suo marito: il culo. Fino ad oggi non vi è stata una seconda volta. La sorella, di 7 anni più giovane, è collega mia. La mia seconda amante attuale. la 41enne. Qualche mese fa, allinizio dellestate, entrò nelle mia stanza per dirmi se fosse stato possibile, farla venire nel reparto di cui sono responsabile in quanto aveva dei problemi dove si trovava. Le dissi che avrei dovuto parlarne col direttore. Lei mi pregò dicendomi che mi sarebbe stata grata. Poi io le dissi: Proverò…….Ma tu che mi dai?. Capì perfettamente. Arrossì. Si alzò, si diresse alla finestra e si soffermò a guardare fuori. E una gran bella donna di 41 anni; decisamente più bella e attraente della sorella. Ammirai il suo culo fasciato da un paio di jeans attillatissimi. Poi si girò di scatto e tutta rossa e imbarazzata disse: Se ci riesci e mi fai questo favore poi si vede No poi si vede, me lo dici ora, altrimenti niente. Sospirò forte e mi guardò come per dirmi che ero una carogna. Parlai col direttore, lo convinsi e nel giro di una settimana fu trasferita al mio reparto. Fu di parola e due giorni dopo me la scopai a casa sua. Più troia della sorella maggiore. un altro culo sverginato e quando le sborrai in bocca mi disse: Me lo hai fatto costare troppo questo cambio di reparto. Insistetti per rivederci ancora e disse di no. Insistetti lindomani in ufficio e disse: Dopo si vede Dopo quando? Quando rientro dalle ferie. Quando rientrò dalle ferie ero in ferie io. Quando rientra glielo ricordai. Non insistere! Se è possibile. Fu possibile 3 giorni dopo; ancora dopo e ancora dopo. Non posso non parlarvi di Cettina. E una ragazza di 22 anni che ho scopato esattamente il 3 ottobre, qualche settimana dopo il suo ritorno dal viaggio di nozze. Fa la cassiera al market del centro commerciale poco distante da casa mia e che io frequento regolarmente quasi tutti i giorni. Di lei mi ha colpito subito la sua faccia libidinosa; oltre al suo corpo acerbo, agile e ben proporzionato. Aveva capito benissimo che per pagare aspettavo che non ci fosse nessuno nella sua postazione. Si creò una certa confidenza che giorno dopo giorno diventava sempre più intrigante. Aveva capito che la guardavo, lammiravo e mi interessava. A quanto pare pure io, nonostante potessi essere suo padre, non le ero indifferente. Si sposò i primi giorni di settembre e quando riprese a lavorare in quei pochi minuti che mi soffermavo alla cassa, si parlava del matrimonio e di come si era divertita in crociera. Anche il 3 ottobre quando uscendo dallufficio passai dal market. Mia moglie sarebbe dovuta andare dalla mamma influenzata ed io avrei dovuto arrangiarmi per il pranzo. Essendo ormai convinti, lei che me la volevo scopare ed io che lei ci poteva pure stare, storcendosi la bocca e arrossendo ancora di più, disse: Che le sembra che non lo so che a voi maturi piacciono le ragazze giovani? Ed io, senza perdere tempo: Che ti sembra che io non lo so che a voi ragazzine piacciono gli uomini Maturi?. Mi guardò e, ancora tutta più rossa e imbarazzata, chinò la testa sulla spalla sinistra e sussurrò: Però col preservativo!. on credevo alle mie orecchie. Certo, ci mancherebbe risposi sorpreso. Al che prese una scatola di preservativi dallespositore e li aggiunse al conto della spesa. Era il giorno giusto: mia moglie non cera e lei aveva 2 ora di pausa. Mi seguì con la sua auto fino a casa. Quando entrammo la presi per le chiappe e la strinsi cercando di baciarla. Mi vergogno disse. Ma la vergogna andò a farsi benedire quando le ficcai la lingua in bocca e cominciai a palparla tutta. Ci baciavamo furiosamente mentre la spogliavo. Subito le leccai la fica facendola godere più volte. Le presentai il mio cazzo e lo guardò con ammirazione; lo menò, lo leccò e lo mise in bocca. Ero molto eccitato, non tanto per il pompino in se stesso in quanto, francamente, quelli di mia moglie e delle mie amanti sono unaltra cosa, ma per il fatto che mi stava spompinando una ragazzina coetanea di mia figlia. Misi il preservativo e la scopai facendola godere ancora. Lei supina ed io fra le sue cosce. Mi innamorai del suo buchino chiuso, pulito senza peli e molto stuzzicante. Mi sfilai il preservativo e spalmai una pomata sul cazzo e sul suo buchino. Era restia ma molto eccitata e curiosa. Allinizio fastidi e poi sempre più piacere. Le strizzavo pure il clitoride ed ebbe ancora un orgasmo. Le sborrai dentro e godette ancora dicendomi che le piaceva. Era il quarto culo che sverginavo… Non sono uno di quelli che dice che le donne sono tutte puttane tranne la madre, la sorella e la moglie. Delle prime due non so niente; di mia moglie posso dire che ultimamente sono riuscito a tirarle fuori tutta la sua troiaggine. Maria Grazia, da questo momento MG, è una splendida 48enne, sensuale, provocante e con tutti gli attributi al posto giusto: un bel paio di tette, un gran bel culo e un gran bel paio di cosc
e; mora con capelli lunghi e occhi neri. Intanto vi devo dire, tornando al passato, che, a seguito del mio svezzamento da parte di sua zia, nel giro di 2-3 mesi, le sverginai la fica, il culo e un bel po di sborra le feci assaggiare. Aveva 22 anni e da allora i nostri rapporti sono stati del tutto disinibiti e intensamente piacevoli, tranne, come in tutti i matrimoni, ad alcuni periodi di stanca e di apatia. Quasi un anno fa, durante uno di questi periodi, in un momento di riflessione, ammirandola seminuda mentre dormiva, pensai: ma le impiegate puttane sono solo nel mio ufficio? E mai possibile che un porco come me nel suo ufficio non cè? E mai possibile che nessun porco le abbia mai fatto qualche proposta? In effetti non ho mai avuto motivi o indizi che mi facessero pensare che lei avesse qualche storia o che, quanto meno, mi avesse fatto qualche cornicino isolato. Ma poi chi lo sa? Le femmine sono….Insomma, noi mariti le conosciamo: sono capaci di tutto. Così una mattina, non so se stupidamente, io in ufficio e anche lei, pensai di mandarle, tanto per stuzzicarla, questo messaggio: Pensavo che mi avrebbe detto mentalmente una parolaccia e poi il resto a casa, invece mi rispose: . A casa se ne parlò. Mi apostrofò dicendomi che cazzate mi venivano in testa. Il pompino però me lo fece. Il gioco dei messaggi incominciò a piacere pure a lei e, di giorni in giorno si faceva sempre più intriganti e più spinto. Un giorno, essendo giorno di rientro per entrambi, mi spinsi ancora oltre:

Uno Professoressa Scopata | Racconto etero di Angel 6

Buongiorno a tutti, mi chiamo Antonio, ho 19 anni e vi racconterò come ho fatto sesso con la mia insegnante di matematica. Tutto iniziò per caso, era lultimo anno di studi; mi stavo preparando per lesame finale. Nella scuola quel giorno cerano pochi studenti, io entrai nella mia classe, non cera nessuno dei miei compagni, erano in sala Computer sicuramente a preparare la tesina, io tranquillamente prima di andare presi degli appunti, ma mentre stavo facendo delle correzioni entro in classe la mia professoressa di matematica. Lei era una puledra bellissima, con delle tette enormi e delle gambe bellissime. Era vestita molto sexy con una camicetta attillata e trasparente che faceva intravedere le sue forme e una minigonna molto corta. Io la guardavo, lei gentilmente mi disse: Antonio cosa fai? Io risposi: Sto facendo delle correzioni Prof. sulla tesina, poi andrò in sala computer per trascriverla.., lei si chiuse la porta e si avvicinò a me, io la guardavo, mi venne vicino, poi con la mano mi tocco tra le gambe, io la guardavo senza capire quello che veramente stava per accedere; lei mi disse:vieni con me, oggi è il tuo giorno fortunato 🍀!!!! Mi prese la mano e mi porto in bagno. Entrati lei chiuse la porta a chiave, io mi avvicinai a lei, baciai le sue labbra, lei mi abbracciò, io la feci appoggiare al muro, poi le dissi: Sei Bellissima professoressa Concetta!! Lei anche tu io con le mani le alzai la minigonna, le abbassai le sue mutandine e con le mani le accarezzavo le gambe, erano lisce e calde, lei chiudeva gli occhi e sospirava; con le dita toccai il suo paradiso, poi avvicinai le mie labbra e iniziai a leccare quel splendido fiore, lei ormai godeva: siiii…ssii..sei bravo poi venne e io mi deliziai del suo piacere. Poi la baciai nuovamente in bocca era splendido, aprì le sue cosce , la presi in braccio lei mise le sue braccia intorno al mio collo, io con le mani allargai le sue cosce appoggiai il mio pene al suo paradiso e spinsi dentro. La desideravo sempre di più, lei con i suoi muscoli vaginali massaggiava il mio pene, era stupendo sentirla godere, io le dissi: ti Amo Concetta… Lei anche io ti amo!!. Io inizia a prendere il ritmo della scopata, lei ormai lo voleva ancora di più, chi sa da quanto tempo non veniva più scopata dal marito. Io l avevo capito dalla passione e dallardore che ci metteva, mentre entravo nel suo paradiso dicevo in me :avere una donna così passionale e vogliosa, na il marito non se la scopa come dovrebbe, se fosse stata mia moglie lavrei fatta godere sempre lei mi disse:cosa pensi? io sai dolce Concetta , pensavo che tuo marito non ti fa godere abbastanza vero? E lei:si, vero! Lui e da mesi che non mi scopa, forse sono poco bella, non gli piaccio più io dissi: Sai, se fossi al suo posto, io ti avrei fatta godere ogni giorno. Lei mi strinse ancora di più.. Io la penetravo sempre di più. Ti Amo..Concetta!! Sei mia.. Lei veniva ormai ad ogni penetrazione, la sua figona stringeva il mio pene, io stavo per venirle dentro. Poi le dissi: Ti amo!!! E sborai nel suo paradiso .. Poi ci rivestimmo e uscimmo dal bagno senza farci vedere….

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