Orgasmo nella doccia | Racconto masturbazione di radea

ieri… tardo pomeriggio… mi sale una gran voglia di toccarmi, guardo qualche breve video porno sul cell giusto per scaldare latmosfera, tra un vieo e lalto qualche fugace toccatina tra le gambe, sono bella bagnata ed il clitoride non aspetta che essere coccolato. Questa volta però vorrei provare a venire in modo doverso… essendo nel bagno pronta per farmi la doccia decido di voler provare a masturbarmi con il doccino… però prima mi tocco ancora un po seduta sul bordo della vasca, gambe aperte… il medio che entra ed esce nella mia fessura ormai fradicia e gonfia… sento il clito che pulsa ma non voglio toccarlo… mi concentro a infilarmi il dito piu che posso. Entro in doccia mi metto accovacciata a terra con le gambe aperte prendo il doccino e regolo il getto forte… acqua tiedida… indirizzo il getto sul mio clito voglioso… oddio che sensazione strepitosa… mi scappa pure la pipi…sono nella doccia e decido di lasciarmi andare completamente… oddio come mi eccita sentire la pipi calda che cola sulla mia vagina… riprendo il doccino allontano un po il getto perché non rischio di venire dopo 2 secondi invece io voglio godere ancora un po.. mi sento zozza e porca… mi passo il getto sul clito sto per venire ho dei sussulti…. lorgasmo è li a un passo…. gia vedo la mia dolce patata iniziare ad avere le contrazioni da orgasmo…muoio…godo da matti… avvicino il getto e lorgasmo esplode…. metto un dito dentro voglio sentire tutte le contrazioni di piacere…. che bello godere….

Da moglie fedele a troia e da troia a puttana | Racconto tradimenti di Ginaprostituta

Io sono Gina e sono una moglie di 37 anni. Ho un figlio di 8 anni e un marito col quale ci amiamo molto, sia dal punto di vista affettivo che sessuale. Siemo entrambi caldi e a letto non ci siamo mai negato nulla. Viviamo a Catania in un condominio di 5 piani e di fronte a noi, nel nostro stesso pianerottolo, abitano e Mauro e Rosanna. Lui ha 46 anni, lei 41 e hanno due figli di 14 e 12 anni. Tra noi vi è unamicizia di buon vicinato dovuta anche al fatto che sia io che lei siamo casalinghe per cui, non di rado, la mattina, quando siamo da sole, trascorriamo unoretta assieme, da me o da lei, per prendere il caffè. Siamo in confidenza e parliamo molto. Lei è una bella donna e fisicamente ci assomigliamo molto, con belle tette e belle cosce; lei è mora ed io castana. Fu in tre settimane, da dopo lepifania alla fine di gennaio di questanno, che la mia vita cambiò radicalmente. Mi prostituisco e sapete qualè la cosa strana? Che mi sento una donna realizzata. Era da un po di tempo che Mauro ci provava con me. Prima con con i modi garbati di un seduttore e poi sempre più esplicito e con proposte volgari. Prima, sorridendo, gli facevo capire che lo prendevo come scherzo e, sempre sorridendo, gli chiedevo se Rosanna sapesse di avere un marito così donnaiolo e gli dicevo che prima o poi glielo avrei detto io. Poi il suo modo di essere esplicito e le sue volgarità incominciarono a farmi un certo effetto e ci fantasticavo su. Quando capitava che ci incontravamo da soli, specialmente in ascensore, mi diceva che quando mi guardava la bocca mentre sorridevo gli veniva voglia di un mio pompino. Oppure che il mio culo meritava un trattamento speciale. Io dicevo che certe cose le facevo solo con mio marito e quando gli chiedevo cosa avrebbe pensato se mio marito parlasse in questo modo con sua moglie, lui sorrideva senza rispondere. Dopo lepifania Rosanna andò a trascorrere tre giorni dai suoi. Mauro fa il rappresentante e il lavoro se lorganizza da se, così, già la prima mattina, dopo che i suoi figli erano andati a scuola ed essersi accertato che anche, mio marito per andare al lavoro e mio figlio, insieme a mio marito, per andare a scuola, fossero usciti, mi telefonò per dirmi che unoccasione così non si sarebbe mai più presentata. In un primo momento non ci credevo nemmeno, poi gli dissi che non ci doveva pensare nemmeno e che veramente lavrei detto a Rosanna. Poi prese a dirmi certe cose ed io ascoltavo in silenzio facendogli pensare che mi eccitavo e che forse ci potevo anche stare. Gli dissi di no ma lui disse che mi spettava da lui e chiuse la comunicazione. Avevo appena fatto la doccia ed ero in reggiseno e mutandine. Mi sentivo accaldata e vogliosa. Mi ammiravo allo specchio e mi piacevo. Mi toccavo e a pensare alle sue volgarità mi venne voglia di farmi guardare da lui. Mauro è sicuramente un belluomo, ma non era questo il motivo per cui mi sentivo attratta da lui. Piuttosto il suo modo di essere porco e la sua sicurezza, nonostante con mio marito fossi abituata a tutto. Non pensai nemmeno al torto che avrei fatto a Rosanna e soprattutto a mio marito. Il fatto sta che mi sganciai il reggiseno, mi tolsi le mutandine e indossai un coordinato di slip e reggisenodi merletto nero. Mi ammirai ancora, mi trovai sexy, indossai la vestaglia, presi le chiavi di casa e uscii sul pianerottolo. Non vi era fra laltro leventualità che qualcuno mi potesse sentire e tantomeno vedere in quanto siamo allultimo piano e sotto di noi un appartamento è disabitato e laltro è abitato da una signora anziana vedova e mezza sorda. Nonostante ciò bussai con un toc toc senza usare il campanello. Aprì. Era in tuta. Lui sorrise, io ero rossa. Mi fece entrare. Il mio abbigliamento, in vestaglia, gli fece capire che ero li per quello. Infatti, già nellingresso, me la slacciò e me la sfilò. Ebbi come un attimo di tutibanza e di vergogna ma ricordai che pochi minuti prima avevo proprio voglia di farmi guardare da lui. Mi prese per i finchi, mi tirò a se, le nostre bocche si cercarono e quando incominciammo a slinguarci fu come una liberazione. Il suo cazzo duro lo sentii sul ventre e mentre continuavamo a slinguarci mi abbassò gli slip ed io me li sfilai con i piedi. Si abbassò la tuta e gli slip e sentii la potenza del suo cazzo bollente. Persi ogni ritegno e quando mi prese per le natiche e mi sollevò, allargai le cosce e mi avvinghia ai suoi fianchi. Me lo puntò e me lo feci puntare nella giusta direzione e quando me lo sentii ficcare dentro non potei fare a meno di gemere forte dentro la sua bocca. Anche lui aveva il fiatone e scopandomi così si incamminò in direzione della loro camera. Ci buttammo sul letto e mi pompò facendomi godere più volte. Si denudò e me lo mise in bocca mentre mi liberava del reggiseno. Mentre lo spompinavo me ne diceva di tutti i colori ed io mi eccitavo di più. Un 69 spettacolare, ancora orgasmi e poi me lo piantò ancora nella fica scopandomi con foga. Ancora orgasmi. Impazzivo e poi venne su a sborrarmi in bocca. Mi propose il caffè e ci alzammo circolando nudi per casa. Ci baciavamo mentre prendevamo il caffè e poi di nuovo a letto. Mi leccò le tette e mi mordicchiò i capezzoli. poi sostitui la lingua con il cazzò e gliu feci una spagnola facendoglieo diventare più duro di prima. Ancora un 69 e poi pretese il culo. Niente in contrario naturalmente e me lo feci strampazzare nel migliore dei modi. Che goduria! E che orgasmo il suo quando mi scaricò la sborra nel culo! Lndomani andai a trovarlo di nuovo e, questa volta, di mia iniziativa. Fu così anche il giorno dopo e quel pomeriggio stesso sarebbe rientrata Rosanna. La sentii rientrare e lindomani mattina quando sentii il campanello Il cuore prese a battermi forte sentendomi mortificata. Non poterva essere che lei. Parlammo, prendemmo il caffè e poi, per niente arrabbiata, mi fece i complimenti dicendomi che durante la sua assenza lavevo sostituita nel migliore dei modi. Mi cadde il mondo addosso. Naturalmente, imbarazzata più che mai, feci finta di non capire. Facendomi sentire un verme e facendomi quasi piangere mi raccontò certi particolari. Evidentemente quello stronzo le aveva raccontato tutto. Ma che marito e moglie sono, pensai. Credendo di tranquillizzarmi mi disse che non laveva con me, che non aveva intenzione di fare parola con mio marito e che non aveva intenzione di vendicarsi scopando mio marito. Poi, mentre andava via, mi disse che naturalmente dovevo essere brava. Non era tutto finito, anzi stava tutto per iniziare. Qualche mattina dopo mi chiamò per prendere il caffè da lei. Ero già imbarazzata per conto mio e rimasi sorpresa e più imbarazzata ancora quando vidi che cera pure Mauro. Il succo di tutto era che voleva vedermi scopare con suo marito. Pure lei incomunciò a spogliarsi e Mauro lo tirò fuori invitandomi a spompinarlo. Poteva finire diversamente? Lo spompinammo assieme e lo trovai molto eccitante. Mauro mi scopò come i giorni precedenti e loro sembravano molto affiatati. Lei si masturbava e a volte interveniva a leccare il cazzo di suo marito. Io godevo come una troia. La storia si ripetè qualche giorno dopo e qualche giorno dopo ancora rimasi sorpresa per la presenza di un altro uomo. Mi presentarono e lui si presentò: Franco. Mi squadrava dalla testa ai piedi e notavo che faceva cenni di consenso sia con Mauro che con Rosanna. Fu tutto chiaro quando lei mi disse di spogiarmi e di farmi vedere da Franco. Mi rifiutai ma per invogliarmi Rosanna prese a spogliarsi pure lei ricordandomi che dovevo essere brava. Palpata ovunque da entrambi i maschi e poi, quando latmosfera si surriscaldò, io rimasi accoppiata con Mauro e Rosanna con Franco il quale, però, non faceva altro che ammirare me annuendo positivamente. Poi mi scopò pure lui e, devo dire, con mio grande piacere. Fu una mattinata di fuoco. Avevo notato che da 3 – 4 mesi Rosanna usciva 2 – 3 volte in una settimana stando fuori quasi tutta la mattinata. Tutto potevo immaginare e non che si prostituisse. Tutto mi fu chiaro quando una pomeriggio mi chiese se fossi libera per la mattina dopo. Risposi di si e mi chiese se potessi uscire co
n lei. Risposi di si, mi diede un orario e mi disse di essere sexy. In auto le chiesi dove fossimo diretti e serenamente mi rispose che avevamo un appuntamento e che voleva farmi guadagnare dei bei soldini. Naturalmente vi fu un confronto aspro. Alle 9,30 arrivammo davanti al cancello di un villino. Isolato, quasi del tutto nascosto da alti alberi e fuori Catania. Azionò il telecomando che custodiva in borsa, il cancello si aprì ed entrammo. Disse che a momenti sarebbe arrivato Franco con due ospiti, mi indicò quella che doveva essere la mia camera, mi fece vedere tutto quello di cui avrei potuto avere bisogno compreso una scstola di preservativi e mi diede alcuni consigli. Cercai di ribellarmi. Mi disse di fare la brava perchè sapevo benissimo come si faceva la puttana e che di certo non mi sarebbe dispiaciuto guadagnarmi 350 euro facendomi scopare. Mi disse che lospite avrebbe dovuto darmi, per prima cosa, 500 euro e che io avrei dovuto darne 150 a Franco. Lei faceva la stessa cosa. Mi disse anche che, se fosse dipeso da me, avrei potuto fare a meno del preservativo in quanto si trattava di persone di un certo livello e, il più delle volte, di una certa età. Arrivò Franco con i due ospiti. Due signori distinti tra 55 e 60 anni. Furono loro a scegliere e poi mi ritrovai chiusa in una stanza col mio primo cliente. Così ebbe inizio la mia carriera di prostituta. Ci presi subito gusto e i soldi mi facevano comodo. Li deposito fra le mie cose intime dove mio marito non mette mai mano. Una, due e raramente tre volte alla settimana. Signori tutti alto locati e puliti che a volte, a seconda delle loro esigenze o voglie, mi danno qualcosa in più. Mi dicono che sono brava e alcuni ritornano per me. Quanti cazzi! di ogni tipo e di ogni taglia. Sono stativ 4 mesi pieni, da bebbraio a maggio, poi, con la chiusura delle scuole ho dovuto interrompere perche avevo mio figlio a casa. Mi dicevano Rosanna e Franco che alcuni ospiti mi richiedevano espressamente, ma non avevo come fare. Ho ricominciato a metà settembre con la riapertura delle scuole. Che bello assaggiare nuovi cazzi e riassaggiare cazzi già provati in ogni buco! E quanti bei soldini ancora! La settimana scorsa gli ospiti che ci presentò Franco erano due dignitari marocchini. Non erano nemmeno tanto avanti negli anni, sulla cinquantina, nemmeno tanto male, ma la tipica espressione di razza nord africana. Erano indecisi nello scegliere e alla fine Franco consigliò loro di andare insieme. Sia io che Rosanna restammo impressionati nel vedere i loro cazzi. Fuori dal comune, sia come dimensioni che come consistenza venosa e turgidità. Allinizio fu impressionante anche a leccarli e a spompinarli. Ce li scambiammo più volte. Anzi, erano loro che ci scambiavano. Entrambe li prendemmo a turno nella fica e nel culo, Ci sborrarono ovunque ed erano felici quando li rimettevamo in uso. Trascorremmo una mattinata come non ci era mai successo e fummo noi, troie e puttane, a prenderci in doppia penetrazione. Poi ci sborrarono in bocca. Non solo ci divertimmo, ma alla fine ci diedero 1000 euro ciascuno.

Prima volta inculato da compagno di scuola | Racconto prime esperienze di Bisexman

Sono ormai passati tanti anni ma ricordo tutto come fosse ieri. Era fine estate e la scuola era appena ricominciata, quell anno mi ero ritrovato vicino il mio amico che chiameró Luca nome di fantasia.Preferisco non mettere nomi veri per riservatezza. Avevamo stessa età e ci conoscevamo da anni e ogni tanto per via della scuola ci si ritrovava a studiare assieme o ad eseguire qualche ricerca cosicche un giorno mi si avvicinó a scuola e mi disse che se volevo potevo venire a casa sua per pranzo e per fare una ricerca che avremmo dovuto presentare assieme. Io tranquillamente risposi di si cosi finita la scuola ci incamminammo verso casa di Luca. Durante tragitto che duró pochi minuti a piedi Luca mi disse che sua madre non era presente e che saremmo stati soli per tutto il pomeriggio. Io non badai molto alla conversazione e quando fummo a casa di Luca vidi tavola pronta per due con un biglietto della madre lasciato per Luca in cui elencava una seria di faccende da eseguire. Io con spirito goliardico lo presi in giro e dissi se vuoi ti aiuto a lavare I piatti. Luca non disse niente ma sorrise e invece esclamo dai mangiamo! Ci sedemmo a tavola e dopo pochi minuti mentre pranzavamo, Luca si assentó dicendomi che andava a cambiarsi cosi mentre continuavo a mangiare tornó che era vestito in calzonicini e maglietta e vedendolo non feci meno di notare che non indossava mutande essendo pantaloncino striminzito. Non dissi niente, continuammo a pranzare sino a che Luca senza preavviso mi disse che aveva sentito in giro che avevo fatto un pompino ad un altro nostro compagno durante estate appena trascorsa. Io imbarazzattissimo negai ma Luca mi disse che lo sapeva che stavo mentendo e a quel punto ammisi che si feci un pompino ma che lo ricevetti anche. Luca disse che ero un bugiardo e che avrebbe detto a tutta la scuola che ero un pompinaro. Io ero sconvolto, era l anno 1992 ed abitavo in un paesello retrogrado e cosi pensando alle possibili conseguenze dissi a Luca cosa volesse in cambio del suo silenzio. Mi disse che come pensavo, voleva un pompino pure lui. Io dissi di si perchè non avevo altra scelta cosi mentre ero seduto accanto a Luca mi abbassai sotto il tavolo della cucina e mi vidi sventolare il cazzo di Luca già duro che usciva dai pantaloncini. Luca mi disse dai succhialo e io lo presi in bocca e devo dire che dopo pochi secondi mi sentivo il mio cazzo indurirsi e non so come dissi mi piace succhiarti il cazzo. Luca fece un sorriso e mi spinse testa con le mani sino ad avere il cazzo tutto in bocca. Luca sempre piú infoiato mi disse andiamo in camera mia che stiamo piú comodi. Ricordo che Luca mi diede una mano per uscire da sotto il tavolo e non so perchè quel gesto mi fece capire che in fondo mi voleva bene pensai. Arrivammo in camera sua e in meno di 5 secondi Luca chiuse tende si distese sul letto ed era gia nudo col cazzo svettante e mi disse dai continua. Io mi misi a quattro zampe e ripresi a succhiare con avidità quel cazzo di 16 cm, chiaramente Luca godeva come un matto da come si contorceva e da come mi incitava a succhiare sempre di piú. Io ero al limite nei miei jeans cosi dissi che avevo cazzo duro e dovevo togliermi pantaloni. Luca disse di si senza problemi cosi mi tolsi jeans e mutande e restai col mio cazzo duro e mentre mi accingevo a tornare a succhiare cazzo, Luca mi disse che voleva anche lui provare a succhiare il mio cazzo. Io eccittatissimo dissi si e cosi Luca si mise inginocchiato a succhiarmi il cazzo. Devo dire che la cosa duró dieci secondi perchè quando Luca tentó di prenderlo tutto in bocca ebbe principio di vomito cosi smise e mi disse di tornare a succhiarlo. Io non dissi niente e ripresi il cazzo in bocca e dopo alcuno minuti ormai ero come in estasi dissi a Luca: Ti va di incularmi?

Angelina, suocera santa ma… | Racconto incesti di Amarcord 71

Angelina Angelina, 66 anni, malinconica annoiata, sempre con quel sguardo serio ma dolce, da sei anni sei vedova, vivi da sola, e passi le giornate tutte uguali senza mai un exploit che ti dia una botta di vita, non avresti mai pensato che potesse succedere, non avresti mai creduto che potesse succedere proprio a te una cosa del genere, a 66anni, e poi, il tuo fisico, con quel culone e la pancia prominente e due tettone ormai quasi cadenti, le rughe sul tuo viso che di giorno in giorno aumentano facendoti ricordare che il tempo ti sta consumando, ti senti vecchi, una donna che ormai non ha più nulla di seducente, ti vesti quasi esclusivamente con tute ginniche fucsia viola o rosa, perchè i vestiti neri da donna anziana non ti sono mai piaciuti li hai sempre odiati, porti ancora un intimo che non siano le solite mutande bianche a volte con un po di pizzo, ma per chi lo porti, non hai un uomo da sedure, e comunque ne sei in grado, non ti passa nemmeno per la testa largomento del sesso, hai avuto un uomo classico, ti ha scopato si, ma mai nulla di fantasioso, sai benissimo che ci sono migliaiai di modi per godere e dentro di te nascondi i tuoi segreti inconfessabili, quelle notti che dormivi sola perchè lui era al lavoro, le tue mani, pudiche che toccavano la tua passera pelosa, li nel letto matrimoniale, al buoio perchè ti vergognavi, in silenzio per non svegliare i tuoi figli, le tue dita dentro di te e tu godevi del peccato della masturbazione…poi gli anni sono passati, tu sei invecchiata e non oseresti mai a commettere cose del genere, sei vecchia da rottamare, non sei più attraente, a parte quel pomeriggio di un anno fa, non avresti mai creduto possibile una cosa del genere, non avresti mai pensato che io, tuo genero, ti trovavo attraente, riuscivo a vedere che sotto tutto quel pessimismo che ti eri nascosta cera ancora tanto da dare e da ricevere, non avresti mai creduto che in un solo pomeriggio sei passata da santa a puttana e il bello è….che non ne puoi più fare a meno.

Masturbazione tra migliori amiche | Racconto masturbazione di NE

Gli esami di maturità si avvicinavano. Ersilia e Stefania si erano date appuntamento a casa di questultima per ripassare insieme gli argomenti della prima prova. Studiavano spesso insieme, lo facevano da quando erano piccole, e luna era la migliore amica dellaltra. Facevano tutto insieme: uscivano con lo stesso gruppo di amici, frequentavano la stessa classe, a volte dormivano una a casa dellaltra e frequentavano persino lo stesso corso di allenamento a corpo libero. Ma cera una cosa che più di tutte le univa: la masturbazione. Si masturbavano diverse volte insieme, fin da quando ai tempi delle medie avevano scoperto insieme lautoerotismo. Almeno una volta a settimana dovevano ritrovarsi a casa delluna o dellaltra per titillarsi il clitoride insieme, godendo una della vista dellaltra. Era una pratica che piaceva molto a tutte e due; guardarsi e masturbarsi, toccando velocemente ognuna il proprio clitoride fino a raggiungere contemporeanamente lorgasmo era il passatempo preferito delle due ragazze. E infatti, anche quel pomeriggio decisero di fare una pausa dalla studio per concedersi una pausa di piacere. Lidea venne a Stefania che mentre ripeteva a voce alta un argomento di italiano disse ad Ersilia:

Spanking (Sculacciate) | Racconto sadomaso di eaglefan

“Sono un amico di Pietro….”. così si presentò al telefono lo sconosciuto quella mattina. In un attimo collegai nomi e fatti: Pietro era il proprietario della villa dove avevo vissuto la mia prima esperienza da escort (o da puttana, se preferite) qualche settimana prima, e il numero di cellulare doveva essergli stato dato o da […]

Mamma in calore, figlio maiale | Racconto incesti di Nealviam

Sapevo da tempo che mia madre (Carla ) era una troia. Del resto questo era il motivo per cui mio padre , stanco di essere continuamente “cornificato “, l’aveva lasciata, divorziando. Era sicuramente una bella donna, lo era ancora alla soglia dei 50 anni, grazie a creme , palestra, massaggi e qualche ritocchino chirurgico. Il corpo ancora bello sodo, con i pieni e i vuoti ai punti giusti. Insomma , per dirla in breve, rimorchiava ancora alla grande e le piaceva il cazzo. Non poteva farne a meno. Ma solo quelli belli, grossi, duri e resistenti. Io l’avevo beccata più volte , quando si portava a casa i suoi stalloni, a scopare in tutti i modi e in tutti i buchi possibili. Sì, lo confesso l’ho spiata ogni volta che ho potuto, eccitandomi pure. Qualche volta ho avuto anche l’impressione che lei se ne accorgesse e che non facesse niente per nascondersi, quasi fosse contenta che io guardassi.

Il viaggio in treno con mia moglie | Racconto tradimenti di dream1984

Dopo aver passato una settimana di relax nellamata Calabria, così come da programma ci prepariamo a raggiungere la bella Sicilia. Questanno io e mia moglie Stella, abbiamo deciso di regalarci due settimane di vacanza, optando però di raggiungere le località scelte esclusivamente utilizzando treno ed autobus. Una vacanza diversa, leggermente più avventuriera e senza il rischio di rimanere imbottigliati nel traffico della Salerno Reggio Calabria. Ci rechiamo alla stazione e saliamo sul treno che ci porterà dopo qualche ora di viaggio in Sicilia. Il treno è un intercity, con comodi scompartimenti. Ne troviamo uno completamente vuoto e ci accomodiamo sistemando per bene i nostri bagagli. Pochi minuti dopo il treno parte e dopo qualche fermata, raggiungerà Villa San Giovanni dove si imbarcherà direzione Sicilia. La giornata è di quelle afose, non si respira tanto dal caldo, e la flebile aria condizionata non aiuta più di tanto. Per fortuna per il viaggio abbiamo scelto abiti leggeri, io una t-shirt con pantaloncini, mentre Stella, una mini di jeans, canotta verde militare molto scollata e sandali alti. Dopo aver perso tempo rispettivamente con i nostri telefonini, decidiamo di fare una partita a carte per ingannare la noia. Chiedo a mia moglie se avesse voglia di scommettere qualcosa. Lei, divertita dice immediatamente di sì, rispondendo che se avesse vinto lei, avrei dovuto cucinare per lintera settimana di vacanza. Mi spiazza, perché in caso di sconfitta avrei passato una settimana a cucinare a pranzo e cena, e lei se la ride beffardamente. A questo punto decido di vendicarmi, e le dico che se invece avessi vinto io, lei avrebbe dovuto togliersi il reggiseno. Anche lei rimane spiazzata ed inizialmente non sembra accettare di buon grado. Le faccio presente che siamo soli nello scompartimento e che nessuno può vederla al di fuori di me ed inoltre aggiungo che nel caso, le avrei fatto anche un piacere visto il gran caldo. Si lascia convincere ed iniziamo la nostra partita. Sono stato fortunato, e il vincitore della scommessa sono io e così Stella paga pegno, svestendosi del suo reggiseno che ripone nella valigia. Delusa mi chiede la rivincita, dicendo che se avesse vinto avrebbe rimesso il reggiseno. Le rispondo che va bene, ma soltanto se accetta di togliere anche le mutandine nel caso avessi vinto io. Scoppia a ridere, e con una faccia provocante accetta nuovamente la scommessa. Inutile, anche questa volta riesco a vincere e dopo qualche resistenza, Stella toglie anche le mutandine. Seduti uno di fronte allaltro posso ammirare tutta la sua bellezza. Stella non è una ragazzina, ma nonostante ciò ha un bellissimo fisico. Seno grande, una 5^ di bontà, sedere bello sodo e gambe belle lisce, con una straordinaria abbronzatura derivante dalla prima settimana di vacanza. Stella sa di avere i miei occhi addosso, e sorride guardando fuori dal finestrino. Dalla scollatura della canotta si vede benissimo il segno bianco lasciato dal costume e a nulla serve alzare continuamente la maglia che prontamente torna sempre a scendere mostrando una visuale bellissima. La stuzzico con i piedi cercando di farle aprire le gambe e dopo qualche resistenza le spalanca mostrandomi la sua bella fica depilata. Non resisto e lascio che la mia mano percorra la sue gambe fino a raggiungere linterno coscia, per finire poi a sfiorarle la fica. Stella mi lascia fare e chiude gli occhi ormai persa nelleccitazione. Inizio a baciarla e con laltra mano abbasso la spallina della canotta facendo uscire il seno destro. Lo stringo forte nella mano mentre con laltra inizio a penetrarla. Basta poco e la mia Stella mi chiede di andare oltre, ma appena decido di passare alla fase successiva ci blocchiamo perché il treno ha raggiunto una delle fermate. Stella un po delusa si ricompone, dicendomi, guardandomi fisso negli occhi, di avere una voglia matta di essere scopata. Le rispondo che sarà accontentata appena il treno sarà ripartit. Purtroppo non sarà possibile, perché alla stazione sale tantissima gente e nel nostro scompartimento vengono a sedersi due ragazzi, anche loro con bagagli a seguito. I due, anche loro belli abbronzati, salutano educatamente, e senza nemmeno chiedere se i posti fossero liberi prendono posto. I due, molto cordialmente, si presentano come Spillo e Carlo. Sono effettivamente due bei ragazzi, fisico ben definito e viso pulito e dopo aver chiesto la nostra destinazione, riferiscono che anche loro sono diretti in Sicilia, presso un villaggio turistico dove lavoreranno come animatori. I due peró più che parlare al sottoscritto sembrano rivolgersi solo a Stella che dal canto suo tiene le redini del discorso. Parlando non mi sono nemmeno reso conto che il treno ha ripreso la sua corsa e purtroppo visto i nuovi compagni di viaggio non potrò soddisfare le voglie di Stella. Ad un certo punto penso che sarebbe il caso che mia moglie si rivesta, almeno della mutandina e le mando un messaggio sul cellulare ricordandole di essere completamente nuda sotto i vestiti. Stella dopo qualche minuto si alza, si volta di spalle ai due ragazzi che siedono di fronte a noi e cerca di aprire la valigia che è riposta sopra di noi. La osservo ma vengo attirato però dai due ragazzi, che iniziano a fare braccino luno con laltro, tenendo gli occhi fissi sul sedere di Stella. Mi sporgo leggermente e resto a bocca aperta, notando che Stella nellalzarsi non ha sistema la sua minigonna che è salita molto, mettendo così in mostra non so bene cosa, ma sicuramente qualcosa di interessante visto lo sguardo di Carlo e Spillo. Immediatamente afferro il braccio di Stella e le dico di lasciar perdere. Stella torna a sedersi e questa volta è lei a mandarmi un messaggio, dicendomi che non sapeva cosa fare per non far vedere ai nostri amici di viaggio che stava prendendo le mutandine dalla valigia. Le rispondo che avrebbe potuto anche mostrarle visto che nellalzarsi e nel voltare le spalle ai ragazzi ha messo in bella mostra gran parte delle sue cosce, quasi fino a scoprire la fica. Stella risponde con delle faccine sorridenti, aggiungendo che magari era solo quello che volevo io, ovvero mostrarmi a due giovani arrapati. Resto senza parole dalla risposta di Stella e guardandola in viso noto solo uno sguardo di sfida. La cosa mi lascia perplesso ma allo stesso tempo mi crea una strana reazione, mi sento eccitato. Non riesco a capire ma alla fine penso che sia solo un modo di Stella di prendersi un po gioco di me. Il viaggio continua, e dopo qualche ora Stella dice di essere stanca e  di voler dormire un po. Indossa la sua benda per gli occhi, in modo di non essere disturbata dalla luce che entra dal finestrino, e si addormenta. Io resto ancora sveglio spulciando un po il cellulare ed un quotidiano comprato alla stazione prima di partire. I due ragazzi fanno lo stesso, chiacchierano, giocano al cellulare e leggono alcuni copioni che gli serviranno sicuramente una volta giunti al villaggio turistico. Tutto procede bene, fino a quando però vedo nel riflesso del vetro, che i due ragazzi hanno interrotto ciò che stavano facendo, tenendo gli occhi fissi su Stella e buttando qualche sguardo furtivo verso di me. Restando nascosto dietro al giornale, mi volto verso Stella, che sembra completamente assopita ma che nel frattempo però, forse presa dal sonno, ha alzato una gamba sul gradino posto sotto il finestrino. Così facendo la minigonna, che già di per sè è corta, è salita ancora più su, mostrando praticamente ai due una vista fantastica. Inoltre, larea condizionata che ora inizia a farsi sentire, ha fatto si che i suoi capezzoli diventassero turgidi, ed è facilissimo notarli premere contro la maglia. Resto un po interdetto, ma nuovamente uneccitazione improvvisa, mi blocca e così lascio che i due osservino Stella in tutto il suo splendore. La cosa va avanti per un bel po, e i ragazzi che ora siedono uno vicino allaltro proprio di fronte a mia moglie, sembrano molto eccitati, mentre Stella invece non si scompone di un millimetro. Decido che può bastare così ed abbasso il giornale, ed i ragazzi facendo finta di nulla tornano a giocare con il cel
lulare. Mi volto ancora verso Stella e noto che anche la sua scollatura è vertiginosa, e le grosse tette quasi balzano fuori, mettendo in evidenza gran parte del bianco lasciato dallabbronzatura. I ragazzi poco dopo si alzano dicendomi che sarebbero andati nel corridoio a fumare una sigaretta. Potrei approfittare della loro assenza per chiedere a mia moglie di rivestirsi della biancheria intima, ma preso da un misto di curiosità ed eccitazione lascio che la cosa vada avanti così. Approfitto invece dellassenza di Spillo e Carlo per andare in bagno mentre invece Stella è persa in un sonno profondo. Mi avvio lungo il corridoio del treno ma dei due ragazzi nemmeno lombra, penso meglio così vista la mia assenza. Per trovare un bagno funzionante devo allontanarmi un bel po, e dopo qualche vagone finalmente riesco nellimpresa. Sono passato circa 15 minuti quando torno in prossimità del mio scompartimento e prima di entrare decido di fumare anche io una sigaretta nel corridoio. Dopo aver fumato, mi avvicino alla porta e noto una cosa strana, ovvero che la tenda posta allingresso è quasi del tutto chiusa, al contrario di prima. Da una fessura riesco a guardare allinterno e vedo però che Stella è ancora lì che dorme tranquilla. Riesco però a notare che la sua posizione è cambiata, poiché le sue gambe ora sono più aperte di prima e la spallina sinistra della canotta é scesa dalla spalla permettendo così al seno di venire quasi allo scoperto. Mi sporgo ancora di più notando che i due ragazzi sono tornati al loro posto e di toglierle gli occhi di dosso non ci pensano minimamente. Allimprovviso buio totale, siamo entrati in una galleria e non posso più vedere nulla. Dopo un minuto circa siamo fuori e butto nuovamente uno sguardo allinterno e con immenso stupore vedo che la tetta sinistra di Stella è completamente fuori dalla canotta mentre lei continua a dormire tranquillamente. Penso a questo punto che i ragazzi abbiano preso iniziativa e a questo punto sono curioso di vedere fin dove si vogliono spingere. Poco dopo un altra galleria ed alluscita anche laltra tetta è scoperta. Stella è praticamente seno al vento di fronte ai due giovani che iniziano a toccarsi il pacco sempre più eccitati. Potrei intervenire ed interrompere tutto, ma voglio godermi ancora un po la scena. Poco dopo ancora una galleria, questa volta molto più lunga di quella di prima. Sembra interminabile, pensieri contrastanti mi dicono che dovrei riprendere posto nello scompartimento, ma la situazione intrigante, la voglia di scoprire Stella in un contesto così insolito, mi blocca nuovamente. Il rumore assordante del treno in galleria non mi lascia nemmeno ascoltare eventuali rumori provenire dallinterno. Sembra uneternità, ma finalmente dopo qualche minuto la luce. Sbircio nuovamente dalla fessura e vedo Stella ancora assopita, Spillo sedere ora al suo fianco e Carlo dinanzi a lei. Le sue belle tettone, ancora fuori la canotta ed i suoi capezzoli duri come marmo. Spillo non perde tempo ed incurante di un mio possibile ritorno, allunga una mano sul seno di Stella, che stranamente non si scompone di un millimetro. Non capisco come faccia a non accorgersi di avere le tette al vento e per di più una mano che le accarezza. Questo suo comportamento sembra invogliare maggiormente i ragazzi e così anche Carlo non perde tempo. Lo vedo appoggiare la mani sulle ginocchia di Stella ed aprire ancora di più le sue gambe. La mini sale ancora più su ed ora la sua fica depilata e in bella mostra a Carlo, che prima le massaggia linterno coscia e poi si inginocchia perdendosi con la testa tra le sue gambe. Nel frattempo Spillo continua a toccarle il seno, questa volta stringendolo con forza. Finalmente vedo Stella reagire, ma lunica cosa che fa è quella di spalancare ancora di più le gambe. Carlo e Spillo hanno ormai capito che i giochi sono fatti e imperterriti non mollano minimamente la preda. Decido che sarebbe il caso di entrare quando però vedo i due che si rialzano. Capisco che Spillo si dirige verso la porta, e allora faccio qualche passo indietro nel corridoio. Spillo esce dallo scompartimento, e richiude immediatamente la porta. Mi vede ed io fingo di arrivare proprio in quel momento. Si pianta davanti la porta e mi porge il suo pacchetto di sigarette, offrendomi di fumare. Indifferente accetto la siga. Mi posiziono quasi di fronte a lui e per fortuna riesco ancora ad avere la visuale di prima. Non capisco perché sia uscito fin quando non vedo Carlo, che dopo aver leccato per un bel po la fica di mia moglie si alza e si siede al suo fianco. Inizia a leccare e succhiare i capezzoli di Stella che ormai sono come chiodi, mentre con una mano la penetra. Stella lo lascia fare, tenendo sempre le gambe spalancate ma non togliendo mai la benda dagli occhi. Carlo si sposta dalle tette alla sua bocca iniziando a baciarla continuando a penetrarla con la mano. Stella lo stringe a se, quasi invitandolo a penetrarla con maggiore foga, cosa che Carlo intuisce. La vedo cercare con le mani il pacco di Carlo, lo tocca da sopra i calzoncini, per poi sbottonarli. Carlo abbassa pantaloni e mutandine cacciando fuori un pene enorme. Prende Stella per i capelli e la spinge verso il suo cazzone, e Stella senza opporre resistenza inizia leccarlo e succhiarlo. Carlo continua a tenerla per i capelli dettando lui il ritmo, e Stella obbedisce ai comandi. Poco dopo la vedo fermarsi, lo lecca ancora e capisco che è il momento che vuole altro. Anche Carlo intuisce la richiesta di Stella. Nel frattempo Spillo chiacchera con me, parlandomi dei suoi viaggi in Italia e allestero, ed io fingendo interesse seguo il suo discorso e cercando di non essere scoperto continuo peró a non perdere nulla di ciò che sta accadendo nello scompartimento. Vedo Carlo e Stella alzarsi, e dopo essersi baciati nuovamente, Carlo si siede, mette su un preservativo, tira verso di se Stella, che immediatamente gli monta sopra lasciando entrare quel cazzone dentro di lei. Carlo la sbatte sempre più forte, mentre le tettone di Stella saltellano su e giù. Carlo si immerge con il viso tra le tette continuando a scoparla fino a quando, dopo averla spostata con forza, viene. Bacia ancora Stella mentre si ripulisce. Poco dopo si rialza e lo vede avvicinarsi alla porta. Stella torna a sedere indossando ancora la sua benda. Una volta fuori, accende anche lui una sigaretta ed inizia anche lui a chiacchierare con me e Spillo. Lo vedo soddisfatto, con un sorrisetto sul viso e mi piacerebbe spaccargli la faccia, ma la vergogna fargli capire di aver visto tutto mi blocca e fingo ancora. Poco dopo Spillo dice di essere stanco e di volersi andare a sedere. Entra nello scompartimento e Carlo si posiziona anche lui come il suo amico. Io non cambio posizione e non perdo docchio mia moglie. Spillo entra, e senza perdere un attimo di tempo si fionda su Stella, immediatamente con le mani tra le gambe. Stella che sembrava non aspettasse altro lo lascia fare, iniziando a baciarlo con una foga pazzesca. Spillo la bacia, la penetra con una manone con laltra le stringe prima una tetta e poi laltra. Non perdere ulteriore tempo, e dopo aver fatto posizionare Stella a pecorina, con il sedere rivolto verso di me, inizia a penetrarla sempre dopo aver messo su il preservativo. La scopa per un po e poi improvvisamente si ferma. Toglie il preservativo e con la mano inizia a massaggiare la fica di Stella che è ormai un fiume in piena. Lo vedo passare dalla fica al buchetto del culo. Dopo averla lubrificata con i suoi stessi umori, la penetra nel culo. Nel frattempo Carlo continua a parlarmi, ma non riesco più a seguire nemmeno una parola del suo discorso. Quello che sta accadendo mi lascia senza fiato. Spillo la scopa con forza, le tettone di Stella sballottano sempre più veloci, mentre Spillo spalanca la sue chiappe con le mani. È talmente eccitata che il cazzone di Spillo entra ed esce dal suo culo con una facilità assurda fin quando non la riempie. Li vedo ricomporsi e ripulirsi. A questo punto Spillo apre la porta, capisco che è il segnale per il suo amico. Tutti e tre rientriamo nello scompartimento. I ragazzi con viso soddisfatto se ne s
tanno seduti con i cellulari in mano ed è facile intuire che si messaggiano commentando quanto accaduto. Stella invece, ormai ricomposta, finge di dormire ancora con la sua benda sugli occhi, tenendo però sempre le gambe aperte. La osservo nascosto dietro al giornale e ripenso alle scene viste poco prima e non mi capacito di come abbia potuto cedere con tale facilità. Sono incredulo anche del mio comportamento, e di come abbia potuto accettare tutto ciò. Il viaggio continua e per i ragazzi dopo qualche ora è il tempo di scendere. Prendono i loro bagagli, mi salutano e rivolgendo uno sguardo verso Stella mi chiedono di salutarla appena sveglia, non vogliono disturbare ( gli stronzi). Accenno un mezzo sorriso e li saluto nuovamente. Il treno riparte e finalmente Stella abbassa la sua benda. Un attimo di silenzio e poi le dico che i due ragazzi la salutano perché sono scesi. Lei, con totale indifferenza, fingendo spudoratamente, dopo essersi avvicinata, mi dice di aver fatto una lunga dormita e di sentirsi molto riposata. Fingendo allo stesso tempo le dico che durante il viaggio mi sono assentato per unoretta, raccontandole di aver incontrato un conoscente nel corridoio con il quale ho scambiato due chiacchere. Le chiedo se durante la mia assenza i ragazzi hanno creato problemi e lei, con sorriso beffardo, mi dice: assolutamente no, anzi sono stati proprio degli angioletti, aggiungendo che lunico problema sono stati i sedili. Le chiedo in che senso e lei mi risponde: troppo duri, ho il sedere che mi fa male. Non abbiamo più parlato del viaggio, durante la vacanza in Sicilia abbiamo scopato come matti e per entrambi penso rimanga il dubbio di sapere cosa laltro abbia visto.

La mamma del mio amico Federico | Racconto prime esperienze di vaevictis

Amo molto rinverdire i fasti della mia spensierata fanciullezza. Fare un dolce salto nel passato coi miei ricordi ha sempre un effetto taumaturgico nei momenti bui di oggi. Allora tutto era piacevole, non avevo grattacapi, non cerano cartellini da timbrare o bollette da pagare. Solo tanto divertimento allo stato puro. La scuola, gli amici, le partite di calcio, le marachelle (con conseguenti cazziatoni e lavate di capo), le vacanze e i primi amori. Come tutti i bambini del mondo, anche io avevo la mia combriccola di amichetti, con la quale ne combinavamo una peggio di Bertoldo. Uno tra i miei più stretti collaboratori era (ed è tuttora a 37 anni) Federico, che tralaltro è stato mio compagno di classe sia alle medie sia alle superiori. Eravamo affiatatissimi e si passava molto tempo assieme in grande allegria. Siccome lui non era una cima a scuola e invece io me la cavavo egregiamente, spesso capitava che andassi da lui per fare i compiti e dargli una mano. Inforcavo la bici e, percorsi un paio di chilometri salivo da lui. Abitava in una bellissima villetta a schiera molto ampia e solare, arredata con gusto e piena di attrazioni. Siccome nella sua famiglia il grano non era un problema (non che noi fossimo dei poveracci, anzi), una volta terminati i compiti ci scatenavamo in furibondi tornei di computer, ping pong e calciobalilla nella loro taverna. Per me era lequivalente di un luna park a portata di mano e smaniavo per poter sollazzarmi con tutti quei divertimenti. Delle volte mi fermavo a cenare da lui e sua madre ci preparava dei manicaretti deliziosi. Amavo a tal punto casa sua che arrivavo a mangiare persino la verdura, pratica da me sostanzialmente sconosciuta, scatenando furibondi strali di mia madre. Per inciso: adoro i miei genitori, sono la mia vita e sono stati meravigliosi con me, non facendomi mancare mai nulla. Oltre che una eccellente cuoca, la mamma di Federico era una donna molto bella e prosperosa. La classica massaia/casalinga italiana col marito ricco sfondato che la ricatta con la gabbia doro in cui rinchiuderla. Era una persona molto allegra e socievole e ha sempre dimostrato grande affetto e premura per me. Mi ripeteva sempre che, tra gli amici di Federico, io ero quello che preferiva e che gli era più simpatico. Finite le medie, ci iscriviamo entrambi allo stesso liceo scientifico e il caso vuole che capitiamo anche nella stessa classe. Tuttavia le superiori si rivelano una vitaccia e dobbiamo sudare le proverbiali sette camicie per ottenere voti decenti. Quando ci si trova a fare i compiti assieme, è più il tempo speso a smoccolare sopra i libri che quello a giocare a ping pong. A scuola io riesco a barcamenarmi mentre Federico affonda inesorabilmente di insufficienza in insufficienza, provocando grande apprensione nella madre (il padre era praticamente sempre via per lavoro e a casa si vedeva molto di rado). Un giorno la madre mi scongiura desolata di aiutare il figlio, confidandomi che teme la bocciatura e sostenendo che io posso essere di supporto a Federico. Un pomeriggio telefono a casa del mio amico e domando se posso fare un salto come al solito per ottemperare al mio dovere. Stranamente (o forse no) mi risponde la madre dicendomi di venire pure, che Federico sarebbe arrivato a momenti, dal momento che era andato a fare una commissione. Allora io, nonostante letà adolescenziale, ero già un marcantonio di quasi 190 centimetri e il mio aspetto era più simile a quello di un maggiorenne. Devo ammettere che la madre di Federico mi era sempre molto piaciuta e, in preda ai fervori dovuti ai miei ormoni, era in testa alla hit parade delle mie seghe. Era un bel donnone procace, dai tratti molto marcati e dalle forme molto sinuose, dotata di un seno prorompente e un bel sederone sempre in bella mostra. Quella volta salii in casa ma di Federico neanche lombra. Sarà qui a momenti, sai! Tu intanto accomodati e siediti pure mi disse la signora, accogliendomi tutta vestita in modo molto attillato. Io mi trovo in grande imbarazzo e mi piazzo al solito posto. Lei mi si posiziona accanto e comincia ad attaccare bottone, sbattendo il suo armamentario in bella mostra. Ma guarda un poco che bel ragazzo che ti sei fatto e che alto che sei! Chissà quante ragazze ti fanno la corte esclamò divertita. Io invece cominciai a sudare freddo e a balbettare, annuendo goffamente e diventando rosso come un peperone. Nel frattempo il cazzo si induriva e per tagliare laria decisi di andare un momento al bagno, dove cominciai logicamente a masturbarmi come un ossesso. Il mio errore (o la mia fortuna) fu dimenticarmi di chiudere la porta a chiave, consentendo alla signora di poter osservare dal buco della serratura le mie imprese. All improvviso la signora irrompe nel bagno spalancando la porta e mi coglie in flagranza di reato con il mio uccellino da adolescente in mano. Cercai goffamente di rimediare ma ormai la frittata era fatta. Mi aspettavo una ramanzina ma invece la signora, con fare comprensivo, si avvicina e cerca di rincuorarmi, minimizzando e mettendomi a mio agio. Non preoccuparti, è naturale che alla tua età tu faccia queste cose, non cè nulla di grave mi sussurrò passando la sua mano tra i miei capelli. Il cazzo era durissimo in bellavista e la signora lo guardava divertita. Ragazzo mio, adesso ti faccio vedere una cosa, lascia fare tutto a me. Si inginocchio al mio fianco e strinse tra le mani il mio cazzo. Me lo scappello tutto di brutto e poi attacco a segarmelo, dandoci dentro con grande passione. Io tacevo e lasciavo fare alla signora che smanettava su e giù divertita con la mia canna. Su e giù su e giù. Lei , col fare premuroso di una buona mamma, adempieva con grande affetto e partecipazione alla sua missione e, con voce suadente mi diceva ecco, bravo, hai visto che lungo è diventato e come ti piace. Io ero al settimo cielo e sperimentavo che farsi fare le seghe della donna dei tuoi sogni erotici era mille volte più piacevole che farsele da solo pensando a lei. Ad un certo momento sento la cappella esplodere la signora si accorge che il vulcano è sul punto di eruttare, così si rivolge delicatamente a me dicendomi: ecco, fra poco verrai e tu fai tranquillo quello che devi fare, non ti preoccupare. In men che non si dica il cazzo si irrigidisce ulteriormente e schizzo sulle matonelle del muro e sul pavimento una sborrata chilometrica da paura. Io impazzisco dalla gioia ansimando e la signora mi dice bravo, bravo il mio bambino, ne hai fatta proprio tanta, sai, mi hai allagato il bagno. Lei mi guarda e continua a lasciare lattrezzo, che continua a riversare sul pavimento gli ultimi rimasugli della sborrata. Ad un certo punto mi fa girare in modo da avermi di fronte a se con il cazzo in erezione puntato davanti il suo naso. Lo guarda estasiata e mi dice: adesso guarda cosa faccio…attento eh, chiudi gli occhi. Io eseguo gli ordini e provo allimprovviso la strana sensazione del mio cazzo avvolto nelle sue fameliche fauci. Apro gli occhi e me la vedo addentare lussuriosa il mio cazzo, che entra ed esce dalla sua bocca ritmicamente. Non capisco più nulla tranne che è la sensazione di estasi più meravigliosa che avevo mai provato. La signora divora la preda e se la ficca in gola continuamente, producendo strani suoni gutturali di piacere. Se lo spinge giù che è un piacere, tantè che le sue labbra arrivano ad aderire alla mia zona pelvica. La signora va su e giù con la testa per minuti e ogni tanto mi solletica cappella e con la lingua lecca dalla base del cazzo fino al glande. Il cazzo sta per esplodere per la seconda volta e la signora nota perfettamente che entro breve si sarebbe verificato un nuovo allagamento. Tuttavia, anziché decellerare, attacca a succhiare con ancor più veemenza e io non so a che santo votarmi. Lei mi fa cenno con la mano che tutto è ok e le scarico in gola uno tsunami di calda sborra bianca che lei si sbrodola dappertutto. Lei la beve e si lecca i baffi. Poi, come i neonati con gli omogeneizzati, fa strani giochi con le labbra tipo bollicine e con le dita raccoglie gli schizzi finiti sulle guance. La signora avidamente inghiottisce tutto e mi l
ustra la cappella, cautelandosi di non tralasciare una goccia del prezioso nettare. Io sono attonito e non posso esimermi dal constatare la soddisfazione della signora, che mi guarda fisso negli occhi e mi dice ti è piaciuto? Sono stata una brava maestra? Io mi sono molto divertita e ho rotto la solita monotonia di tutti i giorni. Adesso puisciti e sistemati che Federico a momenti sarà qui. Io le esplicito il mio sommo gradimento e sto agli ordini mentre la signora pulisce il luogo del delitto e si dà una sistemata. A distanza di cinque minuti squilla il citofono e appare il mio amico Federico con un sacco di pacchi in mano. Li sistema frettolosamente sul tavolo e accetta tristemente di dovere sottoporsi alla odiata pratica dei lunghi compiti casalinghi col sottoscritto. Io invece ero felice come una pasqua e spesso ci lanciavamo sguardi di intesa con la madre. Federico non capiva la mia il mio sorriso mentre io avevo appreso che la vera attrazione regina di quel luna park ad un tiro di schioppo da casa non era il computer o il tavolo da ping pong, ma le sapienti mani e labbra della meravigliosa mamma di Federico. Se siete incuriositi dalle evoluzioni, sarò lieto di aggiornarvi.

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