La prima sega al cinema con Serena | Racconto prime esperienze di Chase90

Ormai é un rito. La sera, prima di addormentarmi, ripenso alla giornata appena passata. A quello che ho fatto. Le persone che ho incontrato. A quello che dovró fare il giorno dopo, sul lavoro, a casa. Ieri sera invece, ripensavo alle mie esperienze sessuali passate, recenti e non. Forse reduce da due racconti scritti poco tempo fa, ho cominciato a scavare più a fondo. Cercando di ricordare le meglio seghe che mi hanno e mi sono fatto. Giá, perché non sempre le migliori masturbazioni sono quelle che ti fanno le ragazze, a volte leccitazione di una certa situazione é di pari livello ad una sega di qualche stronzetta! Di cosa parlo? Un esempio: avete mai provato a masturbarvi, completamente nudi, al mare e riprendervi con un cellulare? Non parlo di una semplice sega da due, tre o quattro sborrate cremose e fiacche, di quelle dove il cazzo nemmeno ti viene duro e dritto, di quelle dove avete semplicemente il pisello fuori dal costume e sborra solo perché martoriato. No, io parlo di venire come un fiume in piena dopo esservi toccati per un bel pó, di venire tre, quattro, cinque, sei, sette….. dieci volte come una fontana. Ma non voglio parlarvi di questo con il presente racconto, magari lo faró unaltra volta, volevo solo puntualizzare che da soli si possono fare delle grandi seghe se si ha esperienza, si si é dei professionisti della masturbazione, che basta un pó di immaginazione e voglia di sperimentare. In fondo a tutti piace dedicare un pó di tempo a sé stessi, al proprio pisello o alla propria fica, lontano dagli occhi di tutti, anche dalla propria donna o moglie, magari la sera sotto le coperte o rientrati da lavoro sotto la doccia. Nessuno lo vuole ammettere, ma masturbarsi é naturale, lo facciamo tutti, non solo per un nostro piacere, ma anche per conoscere meglio quella cosa o quel coso che abbiamo in mezzo alle gambe. Comunque qui voglio continuare la trilogia iniziata con il racconto da me scritto Le mie prime masturbazioni e seguito poi da Il regalo di Natale di mia cugina Samantha. Vi racconteró una delle prime volte che mi fecero una sega al cinema, anzi, credo che fu anche la prima volta che feci Pissing con una ragazza. Ma andiamo per ordine. Chiariamo subito, non si trattó di uno di quei cinema porno (a proposito, ma esistono ancora nonostante la facile reperibilitá di materiale per adulti che si ha oggi?) che tanto andavano di moda una quindicina di anni fa, ma di un normale cinema che trasmetteva film per tutti. Era unestate di molti, parecchi anni or sono. Invitai una ragazza conosciuta da poco tramite amici in comune, a vedere un film. A quel tempo si usava cosí: due o tre uscite, invito al cinema, qualche bacio e si poteva dire di stare insieme. Il piano era quello, mettermi con Lei, Serena, ancora ricordo il suo nome e quello che venne dopo andava oltre ogni mia immaginazione di ragazzo pronto a tutto pur di farsi masturbare o scopare da una ragazza. Quel pomeriggio ci vedemmo davanti al cinema piú grande della nostra cittá, uno dei primi che potremmo definire un multisala di oggi. Quattro sale per quattro film. Io arrivai vestito comodo, tipica maglietta a maniche corte e pantaloncini corti senza mutande, mi piaceva sentire il mio pisello libero. Lei uguale, pantaloncino corto e canottierina colorata sportiva. Scegliemmo un Film da ridere, comprammo il biglietto, unaranciata, qualche pop-corn, entrammo nel cinema e ci sedemmo un pó appartati dal resto delle persone, che comunque non superavano la decina, in fondo era estate. Il film inizió. Dopo un principio di interesse per la pellicola, pensai ad un approcio, come muovermi. Il cuore batteva allimpazzata, ma pensai OK, mi butto. Dopo pochi minuti dallinizio della pellicola, iniziai a baciarla, non era la prima volta. Dopo qualche minuto mi feci piú audace, allungai delicatamente e dolcemente una mano sulle sue cosce. Lei fece un lieve sobbalzo indietro, ma non tolse la mia mano. Iniziai a toccarle linterno coscia, partendo dal ginocchio fino ad arrivare alla zona fica, senza toccargliela e poi tornando indietro. Il mio pisello dopo pochi secondi iniziava ad irrigidirsi. Continuai a massagiargli le gambe, le cosce, a toccarle ovunque e lei inizió a divaricarle un pó di piú e mentre la toccavo continuavo a baciarla. Prima sul collo, poi sulla guancia ed infine sulla bocca, facendomi strada con la lingua al suo interno. Intanto il mio cazzo era cresciuto, si era gonfiato per bene, il sangue gonfiava le vene che sembravano esplodere. Continuai a toccarla in mezzo alle gambe ed intanto salivo con le mani nel suo posto piú intimo. Volevo sentire la sua fica. La mia mano si insinuó nei suoi pantaloncini e poi nelle sue mutandine (lei si, che le portava) arrivando finalmente a toccargliela. Era liscia, calda, soffice come le sue gambe. Sentii qualcosa di morbido, due grosse cunette tipo duna ed uno spacco al centro. Continuavo a massaggiare linterno di quel taglio con il dito medio e durante una scena del film che illuminó il suo viso, le vidi nel volto una strana smorfia. Forse le piaceva quello che stavo facendo. Continuai la mia esplorazione e preso da un momento di euforia e coraggio, infilai il dito dentro quelle cunette soffici. Sentii che entrava senza resistenza, affondai tutto il dito dentro, sembrava ci fosse un buco, una cavitá, cosi non mi fermai e quando fu completamente al suo interno, iniziai a muoverlo in senso orario. Serena fece un gemito, sentivo le sue labbra intime pulsare ed inumidirsi. Intanto il mio pisello era diventato duro come un diamante, si era talmente ingrossato che usci la cappella fuori da un lato del pantaloncino con tanto di gocce di sborra. Continuai a masturbarla fino a quando non fece un quasi urlo e tiró fuori la mia mano completamente bagnata. Dopo qualche secondo nel quale cercó di riprendersi, anche lei reclamava la sua parte di esploratrice. Allungó locchio, che ormai si era abituato al buio, in mezzo alle mie gambe. E lo vide. Vide la cappella del mio pisello uscire dai pantaloni, grossa come non mai. Allora afferró un lato del pantaloncino tirandolo completamente su fino allinguine scoprendo completamente il mio cazzo. Per fortuna i braccioli delle poltrone ci facevano da scudo e le altre poche persone, non potevano vedere con chiarezza quello che stavamo facendo. Intanto la mia mano destra, ancora umida del suo sesso, si faceva strada sotto la sua canottiera dietro le sue spalle. Lentamente mi avvicinavo al suo seno destro, fino a toccarlo completamente. Era turgido e ben formato. Probabilmente portava una seconda, che a quel tempo mi sembrava una quarta abbondante. Con il pollice inizai a giocare con il suo capezzolo, mentre lei continuava a giocare con il mio cazzo. Lo prese in mano come si fá con una torcia luminosa e con lindice ed il pollice fece muovere a destra e sinistra le pelle che ricopriva la cappella. Sentivo il mio pisello pulsare, sentivo il sangue confluire sempre di piú, le palle ormai erano gonfie, ma lei non smetteva. Allimprovviso, con un movimento deciso, afferró completamente il mio cazzo e tiró indietro la pelle con la mano sbattendola sulle mie palle. Fece uscire la mia cappella completamente, insieme ad altre gocce di sperma. Inizió a muovere la mano a stantuffo, su e giú, su e giú, una volta, due volte, tre….. ma ormai ero carico, pieno di sborra da tirare fuori, che gli bastarono questi pochi movimenti per farmi venire. Feci un primo grande schizzo che scavalcó la poltrona di fronte a noi, seguito da un secondo. Per fortuna non cera nessuno davanti a noi, sai che figura. Gli schizzi continuarono ancora, ma con la mia mano sinistra toccai delicatamente la sua per direzionare il mio cazzo in basso. Continuai a sborrare, ma questa volta sullo schienale della potrona davanti a me dove lo sperma finí per colare poi a terra. Avevo fatto davvero un lago di sborra, sai che lavoro per quelli delle pulizie. Serena molló il mio pisello e si pulí le mani sulle poltrone. Poi mi disse Andiamo via Chase, abbiamo sporcato ovunque, se ci scoprono… Decisi di seguire il suo consiglio, ma anche io dovevo pulirmi prima il pisello come lei fece co
n le mani. Cosí la bloccai un secondo, aspettando che il mio cazzo perdesse lerezione. Che vuoi fare Chase?. Pulirmi. Se me lo rimetto dentro, continuerebbero ad uscire gocce di sborra macchiandomi i pantaloni. Poi come ci torno a casa? Risposi. E come pensi di fare?. Ora lo vedrai!. Mentre parlavamo il mio pisello si afflosció di lato, aspettai qualche minuto e cercai di pisciare. Con quello avrei pulito la stessa cavitá che mi fece godere. Dopo qualche minuto arrivó lo stimolo, mi feci un pó avanti alla poltrona sulla quale ero seduto, feci penzolare il mio pisello, presi il bicchiere ormai vuoto daranciata ed iniziai a pisciarci dentro lentamente. A metá bicchiere ebbi la forza di fermarmi. Dovevo pisciare giusto quel tanto per togliere i residui di sborra. Serena rimase stupita, non capiva a cosa servisse quel gesto, ma sembrava che il tutto la eccitasse. Allimprovviso si tiró giú pantaloncini e mutandine fino allaltezza del ginocchio senza sfilarseli, ora ero io che iniziavo ad eccitarmi di nuovo. Non capivo cosa volesse fare, ma ora riuscivo anche ad intravedere la sua fica e questo mi bastava. Sentivo che il mio cazzo, nonostante pochi minuti prima fece unabbondante sborrata, iniziava a tornare duro. Ad un certo punto peró tutto mi fu chiaro: voleva imitarmi. Avevo intuito infatti che volendo copiarmi e non potendo dare una direzione al getto di piscio, lavrebbe fatta sulla poltrona. Lei infatti non poteva spostarsi in avanti per poi accucciarsi e pisciare, qualcuno lavrebbe notata nonostante il buio. Serena, aspetta! gli dissi, ed un pó perché volevo ancora toccarle quella fica cosí liscia, un pó perché avevo paura che schizzi di piscio arrivassero ovunque, gli misi una mano in mezzo alle gambe tipo conchiglia per bloccarla. Voglio farlo anchio mi rispose. Allora presi il bicchiere e lo misi sotto la sua poltrona. Poi gli dissi di mettere le braccia sui braccioli delle poltrone, sollevare la sua fica ed il suo bel culetto, in modo tale che si alzasse il sedile della poltrona a molla. Lo fece. Ora il bicchiere era sotto la sua fica. Serena inizio a pisciarci dentro, ma il rumore che fece il liquido cadendo nel bicchiere era troppo forte, sembrava di riempire un secchio dacqua. Smise subito e si rimise a sedere. Strofinó la sua fica sulla poltrona per asciugarsi e si tiró nuovamente su i pantaloni.

Unesperienza dolorosissima, non per me | Racconto trio di Anna di Tiriller boy

Ciao sono Anna, la moglie di Luca, quello che ha scritto unesperienza dolorossissima. Ebbene ieri sera, mentre eravamo nel letto già con la sua mano a stuzzicare il mio clitoride e la mia a segarlo, mi fa:devo farti leggere un racconto molto eccitante…..ti ha fatto arrapare? Gli risposi… Si.. Tanto. Figurati che mi sono già fatto due seghe leggendolo. Cavoli!!! Che bastardo, ci sono qua io e tu ti fai le seghe? Dimmi chi ti ha fatto arrapare.. Qualche ragazzina vergine? Aspe mo te lo faccio leggere. Apre il telefono e scopro racconti per adulti. Mi inoltro nella lettura e dopo pochi righi capisco che è la nostra esperienza fatta tempo fa. Sei proprio un bastardo, ti è piaciuta così tanto che hai voluto farla conoscere a tanti? E perché non me ne avevi parlato?… Volevo farti una sorpresa… E dimmi un po, ti sei segato pensando a quando ti sfondava il culo?. Dimmi la verita!!! No che dici? Pensavo a quando glielo succhiavi e poi quando ti ci sei seduta sopra… Non dire cazzate Luca, secondo me quella cappella così grossa, ti piaceva quando ti trapanava come un toro… Smettila con queste fregnacce Anna.. E come una furia mi ha girato alla pecorina e mi ha chiavato di brutto nella figa. Aveva il cazzo durissimo e lo sbatteva dentro con una foga impressionante. Luca andava ancora avanti e indietro, mentre io ero già venuta. Ho voglia di venirti nel culo, si nel culo.. Lo sfila dalla figa e in un colpo secco me lo sbatte tutto nel culo… Ormai con lui, cè lho così largo che è come Chiavarmi in figa. Figuratevi che quando eravamo fidanzati, ero vergine e per prima cosa mi ha rotto il culo e ha continuato per qualche anno a Chiavarmi da dietro, prima di deciderci di farlo davanti.. Aveva e avevo paura di rimanere incinta, daltronde è quasi normale pensarla così a 13 anni.Cmq a questo punto ho deciso, daccordo anche mio marito, di scrivere quellesperienza, dal mio lato,e dalle mie emozioni. Dunque…. Quando facevamo sesso con mio marito, era un susseguirsi di fantasie, nate dalla sua mente.. Io neanche ci pensavo allinizio. Durante il rapporto, mi raccontava che gli sarebbe piaciuto Chiavarsi unaltra, mentre questa mi leccava la figa.. Di tenerla seduta sul cazzo, mentre me la leccava, oppure io e lei che gli facessimo un pompino. allinizio mi piaceva poco, soprattutto se unaltra ragazza, nelle sue fantasie, faceva sesso con me. Non mi piace farlo con le donne, è più forte di me. Il solo pensiero mi blocca. Però mi eccitava da morire, sentirlo mentre mi raccontava di chiavate con ragazzine, con donne sposate, con prostitute. Insomma mi piaceva immaginarlo chiavare con altre. Un giorno mi fa;ti piacerebbe farlo in tre, con unaltra ragazza? No gli risposi, ma con unaltro uomo si! Allinizio la prese male, poi un po alla volta, mentre facevamo sesso mi chiedeva…. E cosa gli faresti?… Che domande, gli rispondevo.. Me lo chiaverei tutto…. Come dovrebbe avere il cazzo? Grossissimo ovvio..e più fantasticavo con qualche cazzone sconosciuto, più Luca si eccitava con un cazzo durissimo. Poi quando lui mi leccava la figa, me lo immaginavo inculato da uno che gli stava dietro a sbatterselo con foga. Poi quando glielo prendevo in bocca, gli sussurravo… Mi sarebbe piaciuto averti al mio fianco e succhiare insieme un cazzo come questo. Fantasie forti che ci facevano sborrare come pazzi. ho avuto limpressione che partecipare a certe fantasie, lo facevano eccitare di piu. Cmq erano pur sempre solo fantasie, che svanivano nello stesso istante che sborravamo. Dopo era tutto rose e fiori e ritornavamo alla vita di tutti i giorni. Un giorno, girando sul web, mimbattei su Facebook su una persona che non conoscevo,ma tramite discussioni da web, facemmo amicizia. Si presentò come Michele e abitava vicino Bologna. Sulla cinquantina.. Forse più, piccolo imprenditore nel settore informatico, insomma una persona apposto. Con il tempo le chiacchiere diventarono sempre più intime, fino a quanto lui mi scrisse… Sei così arrapante che ti scoperei per ore. Rimasi scioccata, ma continuai a parlare con lui, facendo finta di niente. Volevo dare limpressione di donna vissuta. E lo stuzzicavo….cè la faresti a fottermi per ore? Guarda che mi sono fottuto una coppia per una notte intera, mi disse… Due donne?… No, marito e moglie, continuò lui. A sentire una cosa del genere, sentii un fremito in mezzo alle gambe… Cioè tu e il marito vi siete chiavato la moglie? Pure… Poi ho inculato per ore lui e poi la moglie… Dai non ci credo, gli risposi… Intanto iniziai a toccarmi la figa, stavo scoppiando, quelle rivelazioni mi stavano facendo inebriante dal piacere. Te lo giuro Anna, poi ho un cazzo che è così grosso che ti squarto. Esagerato.. Sei esagerato e mentre lo dicevo, facevo andare la mano sul clitoride.. E dimmi ti piace inculare gli uomini? Tanto… Specialmente se hanno il culo vergine… Non riuscii a leggere tutta la frase, che sborrai come una troia.. Ahhhhhhhhhhh.. Ahhhhhhhhhhh ahhhhhhhhhhh vengoooooooooooooooo. Non mi ero mai arrapata così tanto in vita mia e mai unaltro uomo mi aveva fatto sborrare così tanto, anche se lui, Michele, dallaltra parte non poteva saperlo. Lo salutai con naturalezza, come se non fosse successo niente dandogli del porco in modo scherzoso. La notte non riuscii a dormire, pensando alle cose che mi aveva detto e due giorni dopo, lo ricontattai di nuovo. Ciao Michele.. Ciao bona… Ci ospiteresti a me e mio marito a casa tua per un caffè?….. Certo, rispose lui.. Anche per DUE caffè… Aveva già capito lo stronzo… Mi raccomando, lui non sa niente… È vergine.. I miei preferiti rispose Michele. Organizzammo tutto e arrivammo a quella fatidica sera. Non era né bello, né brutto, ma di buone maniere molto colto. Mangiamo una cenetta frugale e parlammo del più e del meno. Finito di mangiare, incominciarono a tremarmi le gambe, ero quasi pentita di aver osato fino a quel punto. Non parlavo più, ero diventata nervosa, Michele spezzò quel silenzio e ci porto in camera da letto. Le luci erano spente, due abatjure facevano penombra. Io e mio marito eravamo di fronte, imbambolati a guardarci in silenzio Michele si appoggiò delicatamente dietro di me, sfiorando i il collo con le dita. Ho paura, dissi a mio marito.. Andiamo via? Luca mi fissava senza parlare. Intanto Michele mi strizzava i capezzoli facendoli diventare durissimi e mi faceva sentire la sua mazza sul mio culo. Baciami ho detto a mio marito e così Luca mi è entrato nella bocca muovendo la lingua in modo voluttuoso. La mano di Michele, si era intrufolata nelle mie mutandine e con le dita sfregava il clitoride.. Cazzo ci sapeva fare davvero… Ho iniziato a genere dentro la bocca di mio marito. Era una sensazione bellissima, mio marito davanti che mi baciava, mentre un estraneo, che non vedevo, ma lo sentivo benissimo, che mi toccava la figa, spingendo il cazzo sul mio culo. A Luca il cazzo gli tirava a mille… Che ti sta facendo? Oh me la sta toccando tutta.. E il dito?… È tutto dentro, anzi ne ha messi due..Che bastardoooo… . Eravamo tutti eccitatissimi ormai è così ci portammo sul letto, spogliandoci in fretta. Ormai quel senso di smarrimento lo avevo perso e mi sentivo sempre più presa. Ero già bagnatissima per come mi aveva toccato Michele e ho aspettato sdraiata sul letto, che prendessero subito, ma Michele ai bordi del letto accanto a mio marito allimpiego, mi trascina per le gambe e mi fa sedere di fronte ai loro cazzi.. Ora la tua cara mogliettina ci farà un bel pompino a tutti e due. Non avevo ancora fatto caso al cazzo di Michele, forse perché le luci creavano penombra. Ma quando me lo sono ritrovato vicino alle labbra, mi sono spaventata nel vederlo. Era lungo come quello di mio marito, che ha un bel cazzo di almeno 20cm,ma quello di abnorme, era la testa. Aveva una cappella enorme a forma di fungo. Non potete immaginare quanto mi ha fatto arrapare quella bestia. Passato lo spavento, ho iniziato a succhiarlo e a leccarlo tutto intorno alla cappella, poi scendevo giù da ambo i lati del cazzo, mentre con la mano gli accarezzavo le palle. Poi quando lo prendevo in bocca, gli s
tringevo la base, per farlo diventare ancora più grosso. Non lo avrei più lasciato quel bastone dalla bocca, ma dovevo accontentare pure mio marito che mentre succhiavo quella cappella, lui si segnava. Anche lui era rimasto sconvolto da quel cazzo, perché mentre gli facevo il pompino, lui fissava il cazzone di Michele,stretto tra la mia mano. Stavo poco a succhiare Luca, ero troppo attratta da quella testa enormeche leccavo e succhiavo con voracità. Per un attimo mi è tornato in mente quando presi in bocca il primo cazzo,… Grossissimo, di un ragazzo di una mia amichetta dinfanzia. Lui era molto più grande di me, aveva 20 anni, di Napoli e faceva il militare a Piacenza, mentre io di anni ne avevo appena 12…Prendii tutti e due in bocca diceva Michele… Sei pazzo? Hai la cappella troppo grossa, già la tua, faccio fatica a ingoiarla. Ci mettemmo sul letto.. Ero un fiume in piena, il solo tenerlo in bocca, mi aveva fatta venire e ora lo volevo tutto dentro. Per una donna, quando si hanno di fronte certe mazze, non cè chiavata più appagante che prenderlo tutto dentro sedendoci sopra. Lo assapori piano piano per tutta la sua lunghezza e per tutta la sua larghezza, fino a toccare la sua pancia. Lho fatto stendere sotto e con le mani mi sono allargata la figa, per riceverlo meglio. Ero appena venuta e quindi era lubrificata al massimo. Prendo la cappella con la mano e la indirizzo nel solco. Mamma mia comè grossa.faccio dei piccoli movimenti su e giù sulla cappella, per farla scivolare dentro. Ahiiaa ahia.. Ecco piano.. Sta scendendo… La faccio entrare tutta e inizio a muovermi su e giù dolcemente, altrimenti mi squarta per davvero. Poi la faccio scendere ancora più giù e sento i tessuti della figa lacerarsi nella discesa.. E di nuovo continuo con i movimenti su e giù, su e giù.. Mio marito allimpiedi sul letto che va avanti a segnarsi. E quasi tutto dentro.. Uffi!!!!! Sbuffo dalla tensione e dal dolore. Poi mi faccio coraggio e affondo di botto prendendomelo tutto dentro. Oh che bello che bello e inizio a sussultare sul suo cazzone, invitando mio marito a incularmi.Non lo avevo mai fatto con unaltro uomo,ma prenderne due, è il massimo. Ti senti piena e sentire quattro mani che ti toccano, non ha prezzo. Ormai ero persa e volevo provare di tutto quella sera. Faccio spostare mio marito da dietro e mi alzo da sopra quel cazzone. Mi sdraio a gambe aperte sul letto e dico a mio marito di leccarmela così, con tutti gli umori miei e del cazzo di Michele. Lui si sdraia e inizia a leccare… No mettiti in ginocchio, mi arrapa di più gli dissi. Vederlo in quella posizione, mi fa andare in trance, Michele mi guarda e mi fa un cenno della testa.. Si gli rispondo. Va dietro mio marito e inizia a leccargli il buchetto.. Luca si rialza subito… Lascialo fare Luca.. Fattelo leccare ti prego… Non so se a qualche altra donna, sia capitato un fatto del genere, ma vedere laltro che mette del gel nel culo del marito prima di sfondarlo mi fa morire. Non potevo vedere mentre gli appoggiava il cazzo sul buco, ma il solo immaginarlo mi faceva godere. Luca è saltato nel sentirlo spingere e si è spostato. Dai caro stai fermo, gli ho detto io di incularti… Fammi sognare.. Lho convinto e si è messo alla pecorina continuando a leccarmela. Michele ha fatto più sforzi, il buco era stretto o forse aveva messo troppo gel, infatti mi chiese aiuto.. Allargagli le natiche con le mani mi fa… E così è iniziato ad entrare. Vedevo solo la faccia sofferente di Luca e quella tesa di Michele. Ero troppo infoiata per rendermi conto che lo stava sfondando per davvero. Luca gridava come un pazzo e si dimenava con il culo. Mi bruciaaaa gridava. Mi fa troppo maleee toglimelooo.. Ahiii Ahiiaa. E di colpo è riuscito a divincolarsi dalla presa e dai colpi tremendi che gli sferra a Michele. Non voleva più continuare, gli bruciava tutto… Dai Luca, sono così eccitato e il tuo buco è così stretto che come te lo metto dentro Vengo disse Michele.. Hai sentito amore? È una questione di secondi… Fai il bravo e rilassati, non ti preoccupare che se stai fermo Michele ti sborra dentro in pochissimo tempo. Dai non puoi tirarti indietro proprio adesso i hai fatto fare tante di quelle sborrate mentre fantasticavi enormi cazzo che ti sfondavano e ora non vuoi farlo? Ti prego che sto per venire…. Fammi questo bellissimo regalo. Noi donne siamo delle vere stronza e quando vogliamo una cosa, la otteniamo. Cambio posizione.. Voglio vedere tutto e mi posiziono sotto mio marito dandogli la figa in bocca mentre gli lecco le palle. Michele si era già posizionato dietro di lui e da sotto, il suo cazzo sembrava ancora più grosso dalla mia posizione. Ho cercato di prenderglielo in bocca, ma era pieno di gel e lho sputato fuori. Non riuscite a immaginare nel vedere quando la sua cappella si è avvicinata al suo buco arrossato ed ha iniziato a spingere, aiutato da me che tenevo le natiche di mio marito aperte a dismisura con le mani. Non fargli male, gli dicevo.. Non fotterlo a sangue mi raccomando. Fai piano. Intanto morivo dalla voglia di vederlo affondato tutto dentro. Un fremito dentro la figa mi ha preso, quando ho visto affondare la testa in quel piccolo buchetto. Ho visto il buco di mio marito deformare a dismisura e pensavo… Non cè la farà a riceverlo tutto, ma mentre lo pensavo, desideravo che entrasse ancora di più.. Ero arrapatissima, come non lo sono stata mai. Luca gridava più non posso, ma Michele picchiava duro dentro di lui, senza fermarsi un momento. Luca aveva il culo in fiamme e io godevo nel vedere quel cazzone stannuffare dentro di lui e lapice è stato quando per i colpi troppo forti, il cazzo fuoriusciva dal culo di Luca e riuscivo a vedere la cappella tutta rossa che entrava di nuovo dentro. Stavo per sborrare, ma Michele ne aveva ancora e stava massacrando mio marito che cercava in tutti i modi di divincolarsi dalla morsa delle sue mani sui fianchi. Io ero già al limite e distinto ho messo un dito nel culo di Michele e lho sentito ansimare.. Ahhhhhhhhhhh si eccita a sentirsi il culo pieno, ho pensato e allora ho iniziato a stannuffarglielo dentro sempre più forte, e quando oramai sentivo la sborra schizzare dalla mia figa, gli ho spinto prima due e infine tre dita nel culo. Vengoooooooo Vengoooooooo Vengoooooooo ho iniziato a strillare e qualche secondo dopo pure Michele, con le mie dita che gli scavavano il culo, ha iniziato a tremare tutto… Dai Luca resisti che sta venendo.. Ti sta sborrando tutto nel culooooooo. Infatti ha iniziato a dare colpi forti e secchi, proprio per svuotarsi dentro di lui. Mio marito non appena lui è venuto gli ha tolto il cazzone dal culo ancora duro e gocciola te e nello sfilarlo, ho visto il buco del culo enorme e nellusare ha fatto flop… Oddio come glielo ha rotto ho pensato. Michele ha tentato di farmi bere la sua sborra, ma a me non piace e gli ho leccato un po le palle. Ero esausta e soddisfatta e mentre Luca era sul bidet a rinfrescarsi il culo, ho pensato che è unesperienza da ripetere…. Troppo bella!

Elogio della sega | Racconto masturbazione di marynella

Sono sempre rimasta affascinata dal mondo maschile, in tutte le sue espressioni. E così diverso dal nostro, e spesso uomini e donne non fanno nulla per capirsi un pò di più, ma si rimane ancorati al proprio universo senza approfondire quello che abbiamo di fronte. Per esempio, la sessualità maschile è qualcosa di travolgente, esplosiva, animalesca…nulla a che vedere con la nostra, più intima e nascosta, legata alle diverse conformazioni psico-fisiologiche. Come ho già raccontato in altre pagine di questo sito, è grazie a mio fratello che mi sono avvicinata alla sessualità maschile, prima spiandolo mentre si masturbava e poi aiutandolo in questa deliziosa pratica, fornendogli una mano! Già allepoca, avevo circa quindici anni ed ero vergine in tutti i sensi, esplorare luniverso maschile è stato illuminante tramite le seghe di Carlo e mi è rimasta per tutta la vita questa passione per la masturbazione maschile. Da mio fratello in poi, non perdo mai loccasione per aiutare qualche maschietto a segarsi, rimanendo ammirata da quel meraviglioso processo di auto-eccitazione e orgasmo che si produce in pochi minuti! Tutti i miei uomini, sia stabili che volanti hanno dovuto sopportare le mie infinite richieste di masturbarli, più volte al giorno anche, in tutti i luoghi possibili. Appena ho voglia di farlo, chiedo alluomo che ho vicino, chiunque esso sia, di potergli tirare fuori il cazzo e masturbarlo sino allesplosione vulcanica del suo piacere e ammirare lo zampillare violento o leruttare tranquillo del suo prezioso e delizioso seme. Mi basta solo questo, masturbare un uomo, per godere insieme a lui di questo magico momento. A scuola i miei compagni sapevano di questo mio desiderio e ne approfittavano per farsi segare migliaia di volte da me, in qualsiasi situazione. Spesso era in bagno, dove ci ritrovavamo a fumare di nascosto, quando uno di loro mi tirava dentro un cesso e si tirava fuori un bel cazzetto adolescenziale già bello duro invitandomi a fargli una bella pippa…io non resistevo, impugnavo saldamente quella salciccia di carne fresca e la menavo su e giù, sentendola crescere e gonfiarsi tra le dita, indurirsi e venire fuori lentamente la cappella, rossa e lucida, e assumere le dimensioni di una semisfera e poi scappellarla completamente fuori dalla pelle, sentire nel naso la fragranza aspra del sesso…e masturbarlo! Guardavo con occhi adolescenti quel pisello ingrossarsi, il ragazzo di turno osservarmi voglioso e porco (come tutti gli uomini che avrei incontrato nella mia vita…), allungare le mani e toccarmi il piccolo seno…io avevo occhi solo per il suo pisello,diventato duro come il marmo,le palle sotto di esso che dondolavano al ritmo della mia mano…e dopo un tempo variabile da uomo a uomo, sentire come il ragazzetto ansimava e gemeva, sussurrava frasi sconnesse per poi il…miracolo! Dalla cappella esplodeva allimprovviso una raffica di lunghi o brevi schizzi di sperma, che volavano in alto, spinti dalla naturale forza e pressione idraulica, che ricadevano sulla mia faccia, sui miei capelli o sulla mano o in qualunque posto. Oppure, per altri uomini, dallo spacchetto della cappella inizia a sgorgare un fiume di sperma rigoglioso, caldo, vischioso che a fiotti inarrestabili mi cola sulla manina e mi sporca tutta! Comunque, quando i miei amici mi sborravano in mano, rimanevo affascinata dallo spettacolo della natura esplosiva delleiaculazione e questa sensazione è rimasta tuttora, alla soglia dei 40 anni con i miei maschi adulti e maturi.Anche durante gli anni universitari, dove gli ormoni viaggiavano a mille, mi divertivo a provocare i maschietti che frequentavo, costringendoli con il ricatto di non dargli la fichetta, a spogliarsi in piedi di fronte a me seduta sul letto, a calarsi jeans e mutande e a masturbarsi come scimmiette eccitate. Tutti accettavano e si segavano di gran voglia, mentre li guardavo ammirata da tanta animosità sessuale e facilità di eccitazione…stavo lì, seduta e languida, e li guardavo menarsi i loro cazzi freneticamente con la mano, lo sguardo vitreo, le palle che sobbalzavano penzoloni, le gambe piegate e il respiro affannato sempre di più finchè una smorfia non gli contraeva il viso e dalla rossa cappella non schizzavano in alto getti di sborra calda e lattiginosa…dopo lorgasmo, poi, voi uomini assumete sempre uno sguardo così dolce e attonito che mi viene voglia di farvi unaltra pippa per consolarvi!

Confessioni di un frocio… | Racconto gay di Lollo Culorotto

Desidero raccontare come ho scoperto di avere una predisposizione naturale per la sodomia passiva e di conseguenza come sono diventato uno che ama prenderlo in culo per fare la gioia di tanti cazzi, come dire frocio (la parola mi piace e mi piace essere chiamato così). Ma sono convinto che se anche fossi nato femmina avrei preferito prenderlo in culo piuttosto che in fica. Senza lintenzione di farne un romanzo, racconterò qualcosa che è accaduto, fatti che mi hanno convinto ad essere frocio e anche se per motivi letterari aggiungerò qualche abbellimento, però non si tratta di fantasie. Causa il comune senso dipocrisia evito di parlare come tutto cominciò felicemente per me.

Elogio della sega | Racconto masturbazione di marynella

Sono sempre rimasta affascinata dal mondo maschile, in tutte le sue espressioni. E così diverso dal nostro, e spesso uomini e donne non fanno nulla per capirsi un pò di più, ma si rimane ancorati al proprio universo senza approfondire quello che abbiamo di fronte. Per esempio, la sessualità maschile è qualcosa di travolgente, esplosiva, animalesca…nulla a che vedere con la nostra, più intima e nascosta, legata alle diverse conformazioni psico-fisiologiche. Come ho già raccontato in altre pagine di questo sito, è grazie a mio fratello che mi sono avvicinata alla sessualità maschile, prima spiandolo mentre si masturbava e poi aiutandolo in questa deliziosa pratica, fornendogli una mano! Già allepoca, avevo circa quindici anni ed ero vergine in tutti i sensi, esplorare luniverso maschile è stato illuminante tramite le seghe di Carlo e mi è rimasta per tutta la vita questa passione per la masturbazione maschile. Da mio fratello in poi, non perdo mai loccasione per aiutare qualche maschietto a segarsi, rimanendo ammirata da quel meraviglioso processo di auto-eccitazione e orgasmo che si produce in pochi minuti! Tutti i miei uomini, sia stabili che volanti hanno dovuto sopportare le mie infinite richieste di masturbarli, più volte al giorno anche, in tutti i luoghi possibili. Appena ho voglia di farlo, chiedo alluomo che ho vicino, chiunque esso sia, di potergli tirare fuori il cazzo e masturbarlo sino allesplosione vulcanica del suo piacere e ammirare lo zampillare violento o leruttare tranquillo del suo prezioso e delizioso seme. Mi basta solo questo, masturbare un uomo, per godere insieme a lui di questo magico momento. A scuola i miei compagni sapevano di questo mio desiderio e ne approfittavano per farsi segare migliaia di volte da me, in qualsiasi situazione. Spesso era in bagno, dove ci ritrovavamo a fumare di nascosto, quando uno di loro mi tirava dentro un cesso e si tirava fuori un bel cazzetto adolescenziale già bello duro invitandomi a fargli una bella pippa…io non resistevo, impugnavo saldamente quella salciccia di carne fresca e la menavo su e giù, sentendola crescere e gonfiarsi tra le dita, indurirsi e venire fuori lentamente la cappella, rossa e lucida, e assumere le dimensioni di una semisfera e poi scappellarla completamente fuori dalla pelle, sentire nel naso la fragranza aspra del sesso…e masturbarlo! Guardavo con occhi adolescenti quel pisello ingrossarsi, il ragazzo di turno osservarmi voglioso e porco (come tutti gli uomini che avrei incontrato nella mia vita…), allungare le mani e toccarmi il piccolo seno…io avevo occhi solo per il suo pisello,diventato duro come il marmo,le palle sotto di esso che dondolavano al ritmo della mia mano…e dopo un tempo variabile da uomo a uomo, sentire come il ragazzetto ansimava e gemeva, sussurrava frasi sconnesse per poi il…miracolo! Dalla cappella esplodeva allimprovviso una raffica di lunghi o brevi schizzi di sperma, che volavano in alto, spinti dalla naturale forza e pressione idraulica, che ricadevano sulla mia faccia, sui miei capelli o sulla mano o in qualunque posto. Oppure, per altri uomini, dallo spacchetto della cappella inizia a sgorgare un fiume di sperma rigoglioso, caldo, vischioso che a fiotti inarrestabili mi cola sulla manina e mi sporca tutta! Comunque, quando i miei amici mi sborravano in mano, rimanevo affascinata dallo spettacolo della natura esplosiva delleiaculazione e questa sensazione è rimasta tuttora, alla soglia dei 40 anni con i miei maschi adulti e maturi.Anche durante gli anni universitari, dove gli ormoni viaggiavano a mille, mi divertivo a provocare i maschietti che frequentavo, costringendoli con il ricatto di non dargli la fichetta, a spogliarsi in piedi di fronte a me seduta sul letto, a calarsi jeans e mutande e a masturbarsi come scimmiette eccitate. Tutti accettavano e si segavano di gran voglia, mentre li guardavo ammirata da tanta animosità sessuale e facilità di eccitazione…stavo lì, seduta e languida, e li guardavo menarsi i loro cazzi freneticamente con la mano, lo sguardo vitreo, le palle che sobbalzavano penzoloni, le gambe piegate e il respiro affannato sempre di più finchè una smorfia non gli contraeva il viso e dalla rossa cappella non schizzavano in alto getti di sborra calda e lattiginosa…dopo lorgasmo, poi, voi uomini assumete sempre uno sguardo così dolce e attonito che mi viene voglia di farvi unaltra pippa per consolarvi!

Elogio della sega | Racconto masturbazione di marynella

Sono sempre rimasta affascinata dal mondo maschile, in tutte le sue espressioni. E così diverso dal nostro, e spesso uomini e donne non fanno nulla per capirsi un pò di più, ma si rimane ancorati al proprio universo senza approfondire quello che abbiamo di fronte. Per esempio, la sessualità maschile è qualcosa di travolgente, esplosiva, animalesca…nulla a che vedere con la nostra, più intima e nascosta, legata alle diverse conformazioni psico-fisiologiche. Come ho già raccontato in altre pagine di questo sito, è grazie a mio fratello che mi sono avvicinata alla sessualità maschile, prima spiandolo mentre si masturbava e poi aiutandolo in questa deliziosa pratica, fornendogli una mano! Già allepoca, avevo circa quindici anni ed ero vergine in tutti i sensi, esplorare luniverso maschile è stato illuminante tramite le seghe di Carlo e mi è rimasta per tutta la vita questa passione per la masturbazione maschile. Da mio fratello in poi, non perdo mai loccasione per aiutare qualche maschietto a segarsi, rimanendo ammirata da quel meraviglioso processo di auto-eccitazione e orgasmo che si produce in pochi minuti! Tutti i miei uomini, sia stabili che volanti hanno dovuto sopportare le mie infinite richieste di masturbarli, più volte al giorno anche, in tutti i luoghi possibili. Appena ho voglia di farlo, chiedo alluomo che ho vicino, chiunque esso sia, di potergli tirare fuori il cazzo e masturbarlo sino allesplosione vulcanica del suo piacere e ammirare lo zampillare violento o leruttare tranquillo del suo prezioso e delizioso seme. Mi basta solo questo, masturbare un uomo, per godere insieme a lui di questo magico momento. A scuola i miei compagni sapevano di questo mio desiderio e ne approfittavano per farsi segare migliaia di volte da me, in qualsiasi situazione. Spesso era in bagno, dove ci ritrovavamo a fumare di nascosto, quando uno di loro mi tirava dentro un cesso e si tirava fuori un bel cazzetto adolescenziale già bello duro invitandomi a fargli una bella pippa…io non resistevo, impugnavo saldamente quella salciccia di carne fresca e la menavo su e giù, sentendola crescere e gonfiarsi tra le dita, indurirsi e venire fuori lentamente la cappella, rossa e lucida, e assumere le dimensioni di una semisfera e poi scappellarla completamente fuori dalla pelle, sentire nel naso la fragranza aspra del sesso…e masturbarlo! Guardavo con occhi adolescenti quel pisello ingrossarsi, il ragazzo di turno osservarmi voglioso e porco (come tutti gli uomini che avrei incontrato nella mia vita…), allungare le mani e toccarmi il piccolo seno…io avevo occhi solo per il suo pisello,diventato duro come il marmo,le palle sotto di esso che dondolavano al ritmo della mia mano…e dopo un tempo variabile da uomo a uomo, sentire come il ragazzetto ansimava e gemeva, sussurrava frasi sconnesse per poi il…miracolo! Dalla cappella esplodeva allimprovviso una raffica di lunghi o brevi schizzi di sperma, che volavano in alto, spinti dalla naturale forza e pressione idraulica, che ricadevano sulla mia faccia, sui miei capelli o sulla mano o in qualunque posto. Oppure, per altri uomini, dallo spacchetto della cappella inizia a sgorgare un fiume di sperma rigoglioso, caldo, vischioso che a fiotti inarrestabili mi cola sulla manina e mi sporca tutta! Comunque, quando i miei amici mi sborravano in mano, rimanevo affascinata dallo spettacolo della natura esplosiva delleiaculazione e questa sensazione è rimasta tuttora, alla soglia dei 40 anni con i miei maschi adulti e maturi.Anche durante gli anni universitari, dove gli ormoni viaggiavano a mille, mi divertivo a provocare i maschietti che frequentavo, costringendoli con il ricatto di non dargli la fichetta, a spogliarsi in piedi di fronte a me seduta sul letto, a calarsi jeans e mutande e a masturbarsi come scimmiette eccitate. Tutti accettavano e si segavano di gran voglia, mentre li guardavo ammirata da tanta animosità sessuale e facilità di eccitazione…stavo lì, seduta e languida, e li guardavo menarsi i loro cazzi freneticamente con la mano, lo sguardo vitreo, le palle che sobbalzavano penzoloni, le gambe piegate e il respiro affannato sempre di più finchè una smorfia non gli contraeva il viso e dalla rossa cappella non schizzavano in alto getti di sborra calda e lattiginosa…dopo lorgasmo, poi, voi uomini assumete sempre uno sguardo così dolce e attonito che mi viene voglia di farvi unaltra pippa per consolarvi!

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