Inculato da mia moglie | Racconto dominazione di sbortacalda

Ciao mi presento sono Carlo ho 56anni sposato con Elena 50anni 4 figli e siamo titolari du uns azienda du cosmetici.ormai sono 32 Anni che siamo sposati,e del sesso non ci siamo privati di niente o quasi.Mia moglie nonostante leta fa ancora rizzare tanti uomini,con due tette sode e un culo spettacolare adora fare i bocchini,e molte Volte quando in vacanze facciamo sesso a tre riesce a prendere due cazzi in bocca,facendoci sborrare spesso insieme,ma mai mi sarei immaginato quello Che vi raccontero,nel mese di giugno eravamo in vacanza a capri,e mentre facevamo un giro in barca ,notammo Che una coppia nascosta tra gli scogli stava facendo sesso anale,una visione davvero eccitante,questa Cosa mando in estasi Mia moglie,nonostante nei nostri rapporti…il culo era attore principale..specialmente a tre.ritornammo in albergo e dopo pranzato ci siamo fatto uns chiavata..da sballo..durante la quäle Mia moglie mi domanda: Caro ma che provi quando mi inculi? Io rispondo: E una sensazione Che non so definire ma e bellissimo cavalcare un culo,tutti fini li Verso Sera io stavo ancora a letto Lei dice amore faccio un salto giupoi torno e ci prepariamo per la cena.Torno dopo quasi due ore ci vestimmo e scendemmo ,terminata la cena stavamo facendo due passi per il centro quando Lei mi dice:amore ma faresti qualsiasi Cosa per farmi contenta? Certo risposi.ma a proposito di Che? Niente disse Lei ho un desiderio e stasera vorrei esaudirlo.Tornati in albergo Verso la mezzanotte Mia moglie dice inizia a spogliarti e mettiti a letto io intanto vado in bagno a prepararmi,dopo 5 minuto rimasi sbigottito nel vederla non tanto per il suo intimo,ma percheindossava un cazzo a cintura(strap on)amore sono andata a comprarlo oggi quando sono uscita..il Mio desiderio e incularti.Ormai non potevo tirarmi indietro ho solo chiesto di lubrificare bene il culo prima di infilarmelo cosiestato dopo aver limonato per in pocon la lingua nel buco si e accostata e piano piano mi ha ficcato il cazzo nel culo mentre con la mano mi segava.non soquanto e durato ma mi ha fatto sborrare a lava,ma la Cosa piueccitante e stata Che mentre mi inculava anche Lei ha raggiunto un orgasmo Che non finiva mai,alla fine ha detto :amore hai ragione ha inculare. E a farsi inculare e bellissimo…grazie

Piccole troie 2 | Racconto etero di Dillinger

Tornando a casa dalla festa insieme a Guendalina, mi sentivo in corpo un’eccitazione fortissima che sconfinava con la felicità. Mi ero scopato Amelia, la ragazzina più sexy che avessi mai conosciuto……e lei sembrava essersi innamorata di me, tanto che adesso pretendeva di vivere con me un rapporto esclusivo. Sapevamo entrambi che la cosa non era realistica, per tanti motivi, ma lei ci teneva davvero…..mah….avrei fatto il possibile per godermi questa relazione, cercando anche di mantenerla segreta, ma dubitavo che ci sarei riuscito. Però non potevo rinunciare a scoparmi quella ragazzina…mi stava offrendo emozioni e sensazioni mai provate….era una botta di vita, una vera novità per me, forse mi avrebbe cambiato intimamente. Sapevo anche di correre grossi rischi, ma non me ne importava un granchè……non ero in grado di fermarmi, almeno non subito….

Finalmente mi diverte 3 | Racconto orge di carla lesbica

La mia piccola porcellina non si fece più rivedere ed io ci rimasi molto male, anche perchè mi aveva fatto provare alcune cose che mi ritornavano sempre in mente e nelle notti afose estive mi sfogavo con sempre più masturbazioni ed infilavo in figa tutto quello che trovavo, alcune volte la facevo sanguinare, tanta era la voglia irrefrenabile pensando a quanto avrei potuto godere di quella piccola troia.

Un dildo per natale | Racconto gay di LUCAS2

LUCA 010 –> così arrivò il giorno di Natale e il pranzo, tutti attorno al tavolo a mangiare: io, mio fratello (15 anni), papà (32), mamma, nonno (papà della mamma 65), nonna, zio (fratello papà 40), zia (moglie di mio zio). mi rendevo conto che a quel tavolo, ad esclusione di papà, avevo visto i cazzi di tutti e li adoravo. Mangiammo come dei maiali, poi al pomeriggio si misero tutti in salotto a chiacchierare, io decisi di fare un pisolino in camera mia. Arrivai in camera e sul mio cuscino trovai un pacchetto regalo. che bello, chissà chi era stato senza biglietto. lo aprii subito e mi venne quasi un infarto quando tirai fuori un enorme dildo. Qualcuno in famiglia mmi aveva regalato un cazzo. ma chi? forse mio fratello che sapeva le mie perversioni? forse mio nonno aveva solo fatto finta di dormire? forse mio zione per scusarsi? non so. era davvero grosso. ma assieme cera una crema lubrificante. lo attaccai con la ventosa alla sedia, poi lo spalmai bene di crema, mi misi crema, poi mi abbassai un po i pantaloni della tuta, mi coprii attorno con una coperta avendo paura che entrasse qualcuno, ma avevo voglia di provare. feci sfiorare il mio buco, mi eccitò molto, poi provai a spingerlo un po dentro, sedendomi piano, ma la forma della cappella era grossa, feci ammorbidire un po il mio buco e poi poco a poco mi sedetti sui primi centimetri di quel cazzone da 25 cm. mi faceva male, forse non sarei riuscito a mettere altri centimetri, avevo provato solo quello di White e mio fratello. ero appoggiato con le mani sulla scrivania del pc, con circa 5 centimetri di un cazzo in gomma dentro. ero eccitato e sognavo. Ad un certo punto si aprii la porta ed io spaventatissimo dallimbarazzo decisi di sedermi tutto di colpo su quel dildo. mi sentii aprire in 2, il mio buco mi fece malissimo, mi scesero le lacrime ma feci finta di nulla e guardai il monitor del pc con un gioco. In un colpo mi erano entrati 20 cm. non volevo girarmi a vedere chi era. Avevo malissimo, meno male che la copertina mi copriva il fatto che avevo i pantaloni un po abbassati. Sentii le voci di tutti e 3. cerano tutti. come facevo a capire chi mi aveva fatto il regalo? ma tutti e 3 stanchi si buttarono sul letto a riposare. io stringevo le chiappe dal dolore, appena li sentii addormentati, mi tirai su i pantaloni lasciandomi dentro il dildo enorme. ed uscii dalla camera x andare in bagno. occupato da mio padre che si faceva la barba. Entra pure Aspettai 5 minuti nel bagno, in piedi con un dildo in culo aspettando che finisse. avevo malissimo, infatti mio padre mi chiese se stavo bene. Si tutto bene risposi io. Simpatico lo zione vero? mi chiese. certo ma se lui avesse saputo del giorno prima? intanto ero ancora eccitato dal dolore ma piacere che mi spaccava il culo e mio padre se ne accorse. Ma sei eccitato a guardare me che mi faccio la barba? mi chiese o ti segavi mentre sono arrivati in camera loro?. ora tra i possibili donatori aggiunsi anche mio padre, intanto la mia eccitazione non smise ma al contrario esplosi e mi sborrai dentro i boxer, che crearono una macchia sui pantaloni. Ma bravo mii disse mio padre dai pulisciti. poi se ne andò. io chiusi a chiave, e mi sfilai quel cazzone con un sollievo. mi restò il buco largo per almeno un ora. mi feci la doccia e … era stato un Natale meraviglioso.

Chi lavrebbe mai pensato | Racconto incesti di Dovusm

Mi chiamo Angela e 19 anni, volevo raccontarvi questa mia avventura che mi ha cambiato la vita. Nel mese di maggio io e il mio ragazzo Paolo decidiamo di andare a fare una settimana di relax in unalbergo sul lago Trasimeno, noi siamo di Perugia. Io e Paolo sono 3 anni che stiamo insieme abbiamo scoperto lamore nello stesso momento, lui è molto dolce e molto premuroso anche se parlando con le mie amiche molto più scafate di me ho scoperto che ha il pene piccolo, ma a me sta bene io sono molto minuta, sono alta un metro e cinquanta e peso 45kg ho la 3 di seno, capelli a caschetto neri occhi verdi.

Sacrificio di una giovane mamma tettona | Racconto tradimenti di messerfrank

Mi chiamo Marina, ho ventisette anni e sono madre di un bambino di tre anni, mio marito Antonio è un avvocato in carriera, sono sempre stata soddisfatta della mia vita, Antonio è un bell’uomo e anche se ultimamente non facciamo l’amore così spesso come quando eravamo fidanzati è sempre affettuoso e mi ricopre di coccole. Io sono sempre stata una donna fedele, non ho mai cercato avventure e ho sempre rifiutato le avances che pure mi arrivano da uomini di tutte le età, attratti credo dal mio seno. Il mio corpo mi piace, sono curvilinea, piccola di statura ma formosa, l’unico cruccio è il seno, davvero troppo ingombrante, porto una quinta che quando ingrasso diventa una sesta, ho seni pesanti, ho paura che con l’età diventino sempre più molli e mi ricadano sulla pancia, per ora svettano ancora come quando avevo 18 anni e gli uomini lo notano eccome, devo strizzarlo con maglioni molto attillati per passare inosservata, ma è un’illusione. Ho un sedere grande ma è rotondo e non mi fa brutta, anzi.

Antonella, mi fa venire 3 volte coi suoi meravigliosi piedi! | Racconto feticismo di Mandrake

Dopo la scorsa notte, Antonella mi ricontatta domenica sera chiedendomi di nuovo di vederci! Stavolta davvero sono stupito, l avevo chiavata a dovere nemmeno un giorno fa, e lei era di nuovo a cercarmi! Così declino l’invito dei miei amici tra cui anche A. il suo ex , e mi organizzo direttamente con lei…rispondo al suo messaggio whatsapp, dicendo che ci saremmo visti alle 21 e passavo a prenderla io! Mentre ero a casa i pensieri mi avvolgono la mente, la voglia sale, ormai ad Antonella non resisto più e mi basta solo guardare una sua foto per farmi venire il cazzo di marmo! Erano circa le 20:30 quando mi risquilla il cellulare, mi era arrivato un messaggio, era Antonella di nuovo, mi aveva mandato una foto! Apro, e la vedo già in tiro… gonna in pelle, camicetta bianca, e di nuovo decolte nude ai piedi! Era davvero bona, e mi scrisse “sono già pronta, se vuoi puoi anche venire” … io non persi occasione per fare il maiale e risposi “come si fa a non venire con te? Preferisco da vicino peró… 10 min scendi pure!” E lei con una risata mi scrisse “vieni, che c pensi io”.. così presi l auto e mi recai da lei! 10 min esatti ero giù casa sua bussai con la macchina e dopo qualche minuto vidi aprirsi il cancello e uscire quel puttanone che si incamminava verso d me! Notai subito che a differenza della foto che mi aveva inviato Antonella aveva indossato le calze nere, il mio cazzo a vederla subito si drizzó, e appena aprì la porta della macchina e salì la baciai sulla bocca e lei ricambió subito infilandomi la lingua in bocca! Poi accesi il motore e partì, e lei “vedo che non abbiamo perso tempo a dare un verso alla serata, cosa sarà stato mai?” E solleva leggermente la gonna per farmi vedere che le calze erano autoreggenti, quelle che a me facevano impazzire! Io le dico che è tremendamente una vacca e deglutisco! Non le resisto e si vede! Subito prendo l autostrada per fuggire da occhi indiscreti, ma il mio sguardo non riesce a staccarsi dalle cosce di quel puttanone, con una mano prendo ad accarezzarle! Antonella da vera troia ha capito che per me è difficile resistere e rincalza la dose, accavalla le gambe, sbottona un altro bottone della sua camicetta, mi accarezza anche lei una gamba fin quando non sale più sopra toccando il mio pacco che quasi esplode! “Ops” escalama, “qui c’è qualcosa che che vuole uscire fuori” io le dico di no, e lei al mio no non ci sta… così mentre siamo in cammino mi mette le gambe addosso, e si distende mettendosi comoda, toccando il mio cazzo coi suoi piedi! “Che troia che sei” , e lei “ah si? Tiralo fuori su” , e sfila via i tacchi rimanendo coi piedi avvolti nelle sue autoreggenti sul mio cazzo! Io sto impazzendo cerco di non distrarmi dato che sono alla guida e con una mano mi sbottono i miei jeans e tiro fuori il mio cazzone! Antonella mi fa “bravo, adesso guida e non distrarti!” E mette il mio cazzo in mezzo ai suoi piedi cominciando una sega stupenda! Sono fuori controllo, non posso distrarmi ma non riesco a togliere lo sguardo da quei piedi carnosi che m stanno segando, sono in estasi, Antonella non ha intenzione di smetterla, nonostante io ansimo e godo, da puttana vera aumenta il ritmo poi rallenta poi aumenta e così via! Voglio controllarmi, non voglio sborrare, ma non ci riesco così ad un certo punto il mio cazzo comincia a spruzzare, vedo la sborra che cola sui piedi di Antonella, che scena meravigliosa ne è davvero tanta e lei che non si ferma e continua! Mi spreme fino all ultima goccia, ha i piedi pieni del mio seme, io ho sporcato anche i miei jeans, sborrare mentre guidavo è stato una sensazione stupenda, lei rimette i tacchi mi rimette il cazzo a posto e accende una sigaretta! Intanto siamo arrivati, ho scelto l albergo dove l ultima volta la feci rompere il culo dai ragazzi negri! Antonella sorride, io scendo a prendere la camera, lei mi aspetta all all entrata posteriore io prendo le chiavi e la raggiungo e insieme raggiungiamo la suite! L ammiro mentre sculetta nel corridoio dell albergo, gli tocco quel culo enorme e guardo le sue cosce e i piedi ancora con qualche goccia di sperma! Finalmente siamo dentro, afferro Antonella da dietro la giro e comincio a mettergli la lingua in bocca, lei sbottona la camicia e la butta via, i suoi seni sono all aria , poi mi sbottona e mi ritira fuori il cazzo, va giù e comincia un pompino da sogno, la guardo dallo specchio e mi arrapo sempre di più , mi succhia e lecca tutto il mio palo di carne, poi se lo sbatte sulla lingua..! La afferro con un braccio e la metto a pecora sul letto, lei lascia cadere i tacchi, io le strappo via la gonna e il perizoma, e nuda solo con le autoreggenti, io col mio cazzo in tiro la penetro la fica, comincio a pomparla come un maiale, lei ansima e gode! Gli do colpi fortissimi, con il pollice gioco con il suo culo che è ancora aperto dopo la scorsa notte, poi sfilo il cazzo e lo punto verso il suo culo, con estrema facilita la penetro, una sensazione divina! In pochi istanti il mio cazzo e dentro fino alle palle, la inculo le tiro i capelli, lei si dimena e gode!la scopo così per circa mezz ora abbondante poi ad un tratto sfilo il cazzo dal culo per non venire ancora e mi fermo, ma Antonella non vuole così ancora a pecora afferra il mio membro coi piedi e prende a segarmi! Ho il mio cazzo in mezzo alle sue piante che vanno su e giù… “ sei una puttana, non farmi venire ancora, nooo!” , Antonella con la figa gocciolante e il culo aperto non ne vuole sapere di fermarsi, “Sborra, vieni sui piedi della tua troia, lo so che t fanno impazzire! Li stai guardando da quando sono salita in macchina!! Così aumenta il ritmo e io prendo a sborrare di nuovo! Stavolta ha le piante inondate della mia sborra! Io stremato mi getto sul lettone, lei toglie le autoreggenti e me le lancia addosso, e apre il frigobar prendendo lo champagne e mi raggiunge sul letto! Brindiamo, e ci baciamo con tanta passione, il mio cazzo non si affloscia , e sempre bello in tiro, Antonella ormai nuda lo afferra con la sua mano e si muove a ritmo di sega… mandiamo giù lo champagne mentre ci baciamo e lei mi sega! Poi ci mettiamo a 69 che meraviglia, lei mi sbocchina, io ho davanti a me una fica aperta e un buco d culo sfondato, ai lati i suoi piedi che ogni tanto afferro e lecco! Il mio cazzo ne vuole ancora, lei mentre lo prende in bocca se ne accorge! Così si rimette a pecora e mi dice “sfondami ancora!” Unisce le gambe inarca la schiena e spalanca il culo! Io affondo il mio cazzo dentro ancora una volta, godiamo insieme…. la scopo così forte che dopo un po’ raggiunge l orgasmo da lo culo., è sfatta! Io adesso devo sborrare , lei non ne ha più, così ancora coi suoi piedi afferra il mio cazzo d mi sega…. “ancora coi piedi? Ma allora sei davvero una troia?” Lei sorride, mi fa “la scorsa notte ho messo i tuoi tacchi preferiti , e tu hai pensato solo al mio culo, adesso ti stai rifacendo!” Io “che puttana che sei” … afferro il cazzo e sborro, gli schizzi nonostante e la terza volta sono ancora intensi e violenti, le sporco i piedi, le gambe e qualche schizzo le arriva anche in viso! Quei suoi piedi sono troppo la mia debolezza e lei li usa come un arma per farmi cadere ogni volta che vuole! Ci laviamo insieme nella vasca idromassaggio, ci risistemiamo e torniamo! Mentre la sto riaccompagnano quasi giù casa sua mi fa “il tuo amichetto A. quando gli ricapiterà più una chiavata come se la faceva con me” e ride.,io acconsento e sorrido , quanto era cornuto A. Ci salutiamo e con un “ci sentiamo eh!” Io torno a casa!

La donna delle pulizie | Racconto etero di grillino

L’idea di fare sesso in un ufficio pubblico dove si lavora penso sia uno dei desideri erotici più diffusi, sia tra gli uomini che tra le donne. Per me che ci lavoro è veramente un’idea fissa! Il palazzo è molto grande, ci sono impiegati uomini e donne, e le storie sentimentali o di solo sesso sono praticamente infinite. Ma nessuno pensa alle povere signore delle pulizie, forse perché sono così dimesse e sfuggenti, per gli orari di lavoro, oppure perché nessuno vuole “abbassarsi” al loro livello…Invece, per me, sono una risorsa erotica stupenda. Si tratta quasi sempre di donne sole, divorziate o vedove, oppure con problematiche familiari pesanti, che invece vogliono svagarsi e divertirsi come tutte le donne. Ivana era una di quelle, una donna ancora piacente nonostante i suoi 45 anni circa, divorziata, con un figlio a suo carico. Nonostante la divisa oscena, manifestava un discreto fisico, belle mani ma soprattutto una splendida carica erotica rivelata da occhi vivissimi, azzurri, i capelli leonini e selvaggi, il trucco pesante ma gradevole… Tra noi due c’era molta simpatia e confidenza, forse uno dei pochi ai quali dava chiacchiera. Ogni volta che pensavo a lei, mi eccitavo e il pensiero correva a incredibili scopate nei luoghi più strani del palazzo. Ultimamente, non potevo pensare a Ivana senza correre nel bagno del mio piano e masturbarmi sulla tazza, pantaloni e mutande calate alle caviglie, come un sedicenne! Siccome ho una eiaculazione particolarmente abbondante, finivo per godere e schizzare sperma ovunque nel piccolo bagno, per riuscire a non sporcarmi e poi mi toccava pulire con la carta igienica. Poi mi venne un’idea porca! Una mattina presto, prima che Ivana facesse il giro di pulizie dei bagni, la precedetti, mi masturbai e lasciai tutto sporco, con i filamenti e i grumi di sborra sul lavandino, sullo specchio, sulla tazza. Uscii senza farmi vedere, poi tornai quando Ivana aveva scoperto e pulito il tutto e mi godevo la scena “…questi maiali…si divertono la mattina e lasciano sporco…porci…e io devo pulire!” la guardavo sorridendo solidale e le chiedevo notizie e lei “guarda Andrea, mi vergogno pure io a dirlo…qualcuno dei tuoi colleghi ha fatto il birichino e ha sparso tutto in bagno…” arrossì di vergogna, la salutai e andai via. Il giorno dopo rifeci lo stesso, una pippa al volo in bagno, schizzai ovunque come un idrante e via, aspettando che passasse Ivana. Tornai subito dopo e lei ancora più incazzata “…il maiale ha colpito ancora…si diverte a farmi pulire, il porco…” io le sorrisi malizioso e lei confessò “vieni a veder almeno tu Andrè…un maschietto si è fatto una pippetta e ora mi tocca pulire…almeno non lo sprecasse questo ben di dio…se lo prendo io…!!” e mi mostrò nuovamente il bagnetto con tutti gli schizzi del mio sperma ovunque, poi rimasi a veder un’attimo lei che con uno straccio lambiva i sanitari pulendo il mio liquido seminale e sciacquando lo straccio si sporcò le sue mani della mia sborra! Io rimasi di stucco, volevo solo provocarla ma lei mi eccitò ancora di più…Mi arrapai visibilmente, sentivo il cazzo gonfio premere sui pantaloni, notai che Ivana con la coda dell’occhio mi osservava il pacco e sorrise leggermente. Gli risposi “mbè, magari non ha con chi riciclarlo questo liquido e lo spreca così…anche avesse una moglie o fidanzata…” e lei “guarda, poveraccio lui, la fidanzata chissà che si perde se tanto mi dà tanto sulla quantità…” e mi fece l’occhiolino. Io diventai viola per la vergogna, corsi in stanza poi in un altro bagno del piano a masturbarmi nuovamente, pensando a Ivana che mi scopava come volevo. Qualche giorno dopo, andai in bagno, mi misi in piedi davanti alla tazza, calati pantaloni e mutande, iniziai a segarmi il mio grosso uccello, lo scappellai e iniziai a mormorare il nome di Ivana, lasciando la porta socchiusa e sapendo che lei sarebbe entrata tra poco. Ed infatti, la signora delle pulizie entrò, io accelerai la masturbazione bisbigliando il suo nome “oooh Ivana…siiii…dai Ivana succhiamelo…siii…ooohhh che pompino…” vidi di traverso Ivana avvicinarsi alla porta di soppiatto e sbirciare dentro, rimase lì un po’ e poi, come se nulla fosse, mi girai verso di lei con l’enorme uccello in mano e feci finta di rimanere sorpreso, cercando di nascondere un po’ il cazzo, Ivana si accese in volto, gli occhi si fecero maliziosi e piccoli, si mise sulla porta e disse “aaah…ma allora sei tu il porcellino sconosciuto eeehh…birichino…ora che dovrei fare??” io rimasi con il cazzo in mano e lo segavo lentamente, indeciso su che fare, e già dalla cappella gocciolava del liquido pre-eiaculazione… Ivana, in modo sfrontato, entrò nel bagnetto e si chiuse la porta dietro, mi guardò e disse “beh, è un piacere per una donna essere pensata da voi maschi durante le pippe…alla mia età poi…da un trentenne come te, il piacere è doppio” e senza dire altro, mi tolse la mano e mi afferrò lei il cazzone, masturbandolo lentamente. Io avevo il cuore in gola, era quello che volevo ma mi vergognavo troppo…Lei mi masturbò per un po’, poi si sedette sulla tazza, davanti a me e, guardandomi negli occhi, spalancò la bocca e si ingoiò tutto il pisello, sino ai coglioni! Iniziò così a farmi un bocchino incredibile, succhiando, leccando e ciucciando tutto il mio cazzo e la cappella come nessuna donna aveva mai fatto! Era una vera troia, come avevo sempre immaginato. Succhiò il mio pene con vero amore e trasporto, solo come una donna matura sa fare…non tralasciò un millimetro, leccò ogni singola vena del cazzo, lucidò la cappella con la lingua, io ero al settimo cielo…nemmeno la mia attuale fidanzata sapeva fare altrettanto! Quando stetti per godere, Ivana da vera esperta si interruppe, si alzò e si abbassò i pantaloni blu dell’uniforme da lavoro e le mutandine, nere e di pizzo, sino alle caviglie poi mi girò e mi fece sedere sulla tazza, prese il cazzo per la punta e si sedette sopra di me, impalandosi con un colpo secco. La sua fica era bagnatissima, carnosa, bollente…Ivana fece un gemito prolungato di piacere “oooohhhh….che bel cazzo che hai…mmmmmm dio quanto tempo che non scopo…” e iniziò a muovere il bacino e il culone per prendersi tutta la verga di carne dentro. Io stavo per svenire, sentivo il cazzo risucchiato dentro quella donna formosa ma soda, vogliosa come una troia, che mi scopava con vero desiderio! La tenevo per i fianchi, morbidi e larghi, le strizzai le tette, anch’esse sode nonostante l’età, entrando da sotto la divisa, mentre Ivana faceva anche su e giù impalandosi da sola sul mio uccello, era come se non scopasse da anni, io andai fuori controllo e l’onda dell’orgasmo arrivò prepotente “Ivana….Ivana…sto per venire…mi fai godere..ooohh cazzo sborrooooo…levati levati…” lei si girò famelica e rispose “…bello mio… ho pulito il tuo sperma per giorni, e adesso mi sborri dentro capito???…mi devi annaffiare la fica…ti voglio sentire tutto dentro la pancia, dai sborra sborraaaa…” a quelle parole gli diedi dei violenti colpi di cazzo in alto, facendola sobbalzare e mi lasciai andare ad un’enorme eiaculazione che mi travolse i sensi…sentii uscire dalla cappella enormi quantità di schizzi di sperma invadergli le viscere…Ivana emise un lungo gemito di godimento, aveva avuto un orgasmo travolgente, e si inarcò con la schiena prendendo tutto il mio piacere…poi si sfilò da me, si inginocchiò subito prendendo il mio cazzo in bocca e masturbandomi si prese in gola gli ultimi spruzzi di sperma! Rimase in ginocchio a farmi un pompino incredibile, pulendomi tutta la sborra e i suoi umori sparsi lungo l’uccello, con devozione e vero trasporto, guardandomi con i suoi occhioni quasi materni ma da porca milfona! Dovetti interromperla, altrimenti avrei sborrato un’altra volta, ma il dovere ci chiamava, quindi ci pulimmo con la carta igienica e ci rivestimmo, uscendo dal bagno facendo attenzione a non essere visti. Ora Ivana e io scopiamo spesso, ogni volta abbiamo l’occas
ione, ma sempre in quell’ufficio pubblico, sempre in quel bagnetto, sempre alla stessa ora…e stavolta non sprechiamo neanche una goccia!

Visita della dottoressa a domicilio | Racconto trio di Andreamilano2017

Mia moglie è medico generico, ha 43 anni, bella donna con qualche kilo in piu sul culo e sulle gambe, e spesso si fa problemi, è la classica donna con il culo burroso per intenderci. A volte crede di non essere piu attraente e di eccitare solo me. Un giorno di luglio mentre eravamo quasi pronti ad uscire a cena, riceve una richiesta di visita da parte di un paziente che vive nel nostro paese, circa 40 km da Milano. Niente di urgente ma ha un forte mal di gola ed il giorno dopo deve raggiungere la moglie in vacanza per cui chiede se puo passare a prescrivergli un antibiotico. Essendo gia pronti per uscire mia moglie mi dice di andarci insieme, tra l’altro lo conoscevo abbastanza bene.

Le enormi tette di mia cugina Pt.1 | Racconto incesti di SkinnyWZ

Era da qualche anno che non passavo un intero mese nella casa al mare di famiglia, complici lo studio e il lavoro, ma finalmente mi stavo godendo un po’ di meritato svago. Finalmente le ferie dei miei parenti finirono, costringendoli a tornare in città e lasciandomi tutta la casa completamente libera per le settimane a venire. Mi svegliai la mattina seguente, dopo una serata impegnativa, con un paio di chiamate perse da mia cugina maggiore, con la quale avevo condiviso in passato eccellenti esperienze sessuali, ma che non vedevo da diverso tempo. La richiamai e dopo averle chiesto come mai mi avesse chiamato, rispose: “Io e il mio ragazzo vorremmo venire al mare da voi e se ci potessi ospitare sarebbe fantastico!” Io accettai volentieri e quando arrivarono nel primo pomeriggio, ignorando totalmente il suo fidanzato, il mio guardo cadde inevitabilmente sul suo fisico: alta 1 metro e 70 quasi, magra ma non troppo, capelli lunghi e biondi e occhi azzurri, anche se ciò che catturò la mia attenzione fu il suo spropositato paio di tette, una ottava più che abbondante, contenuto a stento da una camicetta, i cui bottoni sembravano sul punto di cedere. Ignorai l’enorme erezione che quella vista mi aveva causato e li invitai ad entrare. Dopo aver loro mostrato la camera in cui avrebbero dormito, mi incamminai verso la spiaggia, feci un bagno e poco dopo mi addormentai sotto il sole. Mi risvegliai sentendo le loro voci avvicinarsi e la vista di quell’enorme seno, che sembrava ancora più grosso stretto in un costume intero di almeno 2 taglie troppo piccolo, causò una seconda immediata erezione al mio pene, lungo poco più di 22 cm, facendolo sporgere di almeno tre quarti dai minuscoli slip che avevo appositamente indossato per l’occasione, conscio delle mie dimensioni. Osservai con un sorrisetto l’espressione sconvolta e lussuriosa di mia cugina e lo sguardo invidioso del suo ridicolo fidanzato e cercando di nascondere con poco successo il mio membro, che penzolava fuori dal costume fino a quasi metà coscia li salutai di fretta e tornai a casa. Dopo una cena rapida e un po’ imbarazzata io uscii, per poi tornare verso le 3 di notte leggermente ubriaco e parecchio arrapato. Cercando di non fare rumore attraversai la sala, entrai in camera mia e cominciai a svestirmi, quando sentii la voce di mia cugina alle mie spalle che disse: “Sei proprio uno scemo, ti avrei scopato comunque, anche senza una pagliacciata come quella di oggi pomeriggio” mi girai e leI riprese: “Così magrino e con quell’arnese esagerato in mezzo alle gambe, non era davvero necessario mettersi un costume che chiaramente non ti sta per fare colpo.” Aveva solo le mutandine addosso e le sue gigantesche tette scendevano fino a metà ventre, grandi e pesanti; le sorrisi e risposi: “Senti chi parla, so che deve essere difficile trovare bikini della tua taglia, ma lo stesso discorso lo si può applicare anche a te.” Lei assentì e mi si avvicinò, spingendomi indietro e costringendomi a sedere sul bordo del letto e con espressione vogliosa mi sfilò i pantaloncini e dopo un’altra lunga occhiata sconcertata cominciò a massaggiarmi il cazzo con entrambe le mani, lasciandone comunque scoperto un terzo. “Visto che ti piace indossare costumi troppo piccoli, indossa le mie mutandine e vediamo come ti stanno!” disse e ridacchiando se le sfilò per poi provare a mettermele. Ovviamente risultavano ridicole e i suoi tentativi di far stare il mio cazzone eretto all’interno di quel minuscolo pezzo di tessuto furono vani, ma tutto questo sembrava averla eccitata non poco. Mi alzai in piedi di fronte a lei e mentre osservava il mio enorme uccello ergersi, con quegli slip capaci di coprirne a malapena le palle, davanti al suo viso shoccato, le sollevai le tette e cominciai a scopargliele con forza e a ritmo sostenuto, mentre lei a ogni colpo cercava di farsi entrare in bocca quanto più della mia grossa cappella le fosse concesso.

Pisciami in bocca | Racconto pissing di Malena N

Era una domenica sera e avevo deciso come mio solito di rilassarmi un po facendomi un bagno caldo. Ero nella vasca, sudata, immersa nellacqua bollente mentre la schiuma bianca accarezzava il mio corpo inquieto. La luce rossa dei faretti rendeva latmosfera calda ed intima e tutto intorno le mattonelle bagnate gocciolavano acqua..così come gocciolavano acqua sulla fronte i miei capelli sciolti. Iniziai a toccarmi e a definire con le mani le linee del mio corpo..affondai subito un dito nella fica già morbida per poi leccarlo e assaggiare il mio sapore. Iniziai a giocare col braccio della doccia..lo posizionai fra le tette e chiusi gli occhi iniziando a segare quel filo dacciaio. Facevo su e giù e mentre lo stringevo fra i seni eccitati me lo portavo alla bocca immaginando di succhiare un bel cazzo duro. Iniziai ad armeggiare con le parti basse..mi girai su un lato e quel cazzo immaginario scivolava tra le mie cosce toccandomi sia le labbra gonfie e pronte che il buco del culo. Sentivo il rumore dellacqua che si apriva ad ogni mio movimento e mi contorcevo dal piacere spingendo quel lungo filo dacciaio su per il culo. Non mi penetrava ma spingeva e sentivo quella piacevole pressione su tutti i miei buchi profondi..ero eccitatissima e volevo scopare..volevo un cazzo vero. Ritornai dritta e poggiai la testa sul bordo della vasca dal lato del cesso. La spinsi indietro..quasi fuori dalla vasca e iniziai ad entrarmi dentro prima con un dito, poi con due..ci poteva entrare un palo di ferro in quella fica tanto ero su di giri! Sentivo lacqua scorrere dai miei capelli e battere sul pavimento ed ero così piegata allindietro che potevo vedere il cesso aperto. Mi strinsi una mano in gola..avevo una gran voglia di esser presa con forza e di essere scopata ovunque..così..bagnata e scivolosa..sudata e vogliosa..completamente fuori di me dalleccitazione. Sospiravo e gemevo in quel bagno che ormai era tutto un vapore..alzai le gambe sui bordi..ero sguaiatamente aperta e sfatta dal calore.. finché non apri la porta ed entrò.

La collega e i tacchi alti | Racconto feticismo di TripleH

Avevo notato in diverse occasioni che Simona indossava sempre tacchi molto alti e sexy, ma non avevo mai tentato un approccio, soprattutto perchè io sono interessato solo alle scarpe coi tacchi alti. A casa ne ho alcuni paia da collezione, sui social sono iscritto a tutti i canali ed i gruppi dove ci sono foto di scarpe con tacco, spesso frequento posti dove sono certo di potermi imbattere in donne che indossano tacchi alti ed ogni settimana giro negozi di scarpe. Praticamente una vera e propria ossessione. Quel giorno, quando vidi sbucare Simona dal suo ufficio indossava un paio di scarpe di legno scuro con un tacco alto e grosso; sopra erano tipo un sandalo con fibie piuttosto larghe che fasciavano piede e caviglia. Nulla di particolarmente sexy, ma comunque un tipo di scarpa che attira lattenzione (quantomeno la mia). Simona indossava sempre e dico sempre tacchi alti. La situazione si fece più interessante dopo qualche ora, infatti la vidi passare per il corridoio diretta a pranzo e notai che aveva cambiato scarpe … adesso indossava un paio di sandali in sughero a zeppa, con una zeppa che al tacco al massimo arrivava a cinque centimetri. Tra me e me pensai, tipo matrimonio … arrivano con tacchi altissimi e dopo dieci minuti si mettono le ballerine (che schifo!). Per qualche ora non incrociai più Simona, poi nel tardo pomeriggio eccola spuntare … con un altro paio di tacchi! Adesso indossava un paio di scarpe nero lucido, con tacco molto alto, sui 14 cm ed un plateau di almeno 4 cm, fibietta sottile sopra, sempre nero lucido e piede tutto in vista, piede che notai, stranamente, e vidi per fino che non aveva smalto sulle unghie, ma la cosa non mi tangeva; quelle scarpe le stavano davvero bene. Simona mi disse: vieni a fumare ? Io: Simo, sai che non fumo, però ti faccio compagnia volentieri. Andammo fuori e dopo uno scambio su temi lavorativi, mi feci coraggio e le chiesi: scusa Simona, posso farti una domanda un pò del cavolo… puoi anche non rispondere. Ma, sbaglio o questa mattina avevi in dosso delle altre scarpe? Lei sorrise ed io rilanciai: giurerei che anche in pausa pranzo ne indossava altre. Simona: si si, le hai notate ? Sono cose che non vede nessuno. Io: no no io le vedo … vedo sempre che indossi scarpe col tacco alto, si vede che ti piacciono. Lei: si vede che piacciono anche a te, pensi che non mi sai mia accorta di come cerchi non guardarle ? In realtà per un periodo ho pensato che tu fosse un feticista dei piedi, ma mi sembra di capire che in realtà ti piacciono solo le scarpe. Io, rosso come un peperone, non dissi nulla. Simona: o scusa non volevo metterti in imbarazzo. Con delle scuse banali aspettamo che lufficio si svuotasse e quando fummo finalmente soli andai da lei e le dissi: Simona, sei ancora qua ? Non dirmi che adesso, per andare a casa indosserai unaltro paio di scarpe. Lei rise, si girò sulla sedia girevole, aprì un armadietto basso alle sue spalle, dove vidi almeno sei o sette paia di scarpe, in modo molto sexy si tolse quelle bellissime scarpe nero lucido, le infilò dellarmadietto e ne estrasse un paio di scarpe-zoccolo, rigirandosi le mise sulla sua scrivania in bella vista ed accarezzandole con le mani mi disse: queste ti piacciono ? Legno, con tacco da 12 ed un plateau di circa 2 cm, con una fibia gialla di finta pelle. Io: splendide! Come tutte le altre che ti ho visto indossare oggi, come tutte le altre che ti ho visto indossare in passato e come tutte le altre che ho intravisto nel tuo armadietto. Simona: wow, anche a me piacciono molto … oggi mi sono portata il borsone da palestra perchè ho deciso di riportarmele tutte a casa, mi mancano troppo la sera e nei weekend… e rise! Si girò nuovamente e caricò tutto nel borsone, si rigirò, prese il paio di zoccoli che erano rimasti sulla scrivania e con fare sexy se li infilò ai piedi. Io, senza riflettere le chiesi di venire a cena da me. Si fece pregare un pò, ma poi accettò, come accettò di portare il borsone da me in casa per farmi vedere con più calma le varie scarpe. Cenammo veloci, e durante i preparativi, Simona (non portavo mai donne a casa) notò alcuni tacchi esposti in sala, in bagno ed in camera, vide anche un quadro con una foto bianco e nero di due tacchi altissimi… sorrideva… ed apprezzava. Simona: ho scoperto un vero appassionato! Anche io sono abbastanza maniaca di scarpe col tacco alto. Io: si si è una passione morbosa, la mia… e proprio in quel momento partì lo screensaver del tv della sala … iniziarono a girare foto di scarpe in formato sessanta pollici. Simona notò ed apprezzò anche questo, prese il borsone e tolse una ad una tutte le scarpe. Alcune attiravano molto la mia attenzione, altre meno, alcune più sexy, insomma davvero tutte interessanti. Mi disse: comunque quelle che più mi piacciono le ho a casa e non le indosso mai, a volte le guardo (ed intanto che parlava prese una scarpa bianca e fece quanto stava descrivendo), a volte le accarezzo, a volte le bacio e con sguardo ammiccante avvicinò il tacco bianco alle labbra, a volte succhio il tacco, e prese letteralmente a spompinare il tacco di quella scarpa. Io ebbi unerezione immediata e forte… Simona: se sei un vero appassionato le fai anche tu queste cose, e forse fai anche altro, dai ti presto laltra (e mi passò laltra scarpa bianca), la presi in mano e sentii il mio pene sussultare, presi a baciarla e leccarla, e Simona ricominciò anche lei. Eravamo sul divano, con sei o sette paio di scarpe sul tavolino ed entrambe leccavamo quei tacchi bianchi, poi iniziammo a giocchiare con le scarpe nere che Simona aveva indossato quel giorno, poi un altro paio, insomma per quasi unora leccammo scarpe. Io ero molto su di giri e mi slacciai i pantaloni, ne estrassi il cazzo e presi a segarmi alzandomi in piedi. Avrei voluto spruzzare la mia sbora su tutte quelle scarpe. Simona, non mi guardava più di tanto … anche lei prese a spogliarsi e rimase nuda con indosso i tacchi ed iniziò a sfregarsi una scarpa in mezzo alle tette. Eravamo entrambe molto eccitati, ma entrambe avevamo occhi solo per le scarpe. Io stavo per esplodere e Simona si accorse della situazione e guardando le sua scarpe sul tavolino mi disse: se per caso le dovessi sporcare, non preoccuparti, anzi mi farebbe piacere vederti riversare la tua eccitazione sulle mie scarpe e si tolse anche quelle che indossava e le poggiò sul tavolino. Io ero in piedi davanti al tavolino, sotto di me sette paia di scarpe, il ritmo della sega era ormai elevato e stavo per raggiungere il mio limite. Ecco ecco ci sono, mi fermai col cazzo alla massima estensione, la cappella si gonfiò e prese a sputare sei o sette schizzi di sbora che imbrattarono praticamente tutte le scarpe. Ogni schizzo era anticipato da un colpo di reni che ne amplificata la pressione e la gittata. Non sboravo così da tantissimo tempo! Simona rideva ed applaudiva: si si bravo bravo! Prese una scarpa per volta e pian piano le ripulì leccando il mio seme. Io ero ancora lì col pene che tornava duro perchè questa imprevista operazione di pulizia mi eccitava molto. Simona, che aveva quasi completato le pulizie mi disse: si si oltre ai tacchi mi piace anche la sbora! E rise ricominciando a leccare.

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