La Madre Aspiratutto | Racconto incesti di Eliseo91

Fabiola era veramente un bel puttanone. Milfettona sexy, viveva la vita da casalinga disperata alla perenne ricerca di qualcosa che la facesse bagnare dentro le mutandine. Cinquanta primavere sulle spalle e qualche annetto di meno tra le gambe. Il marito era un porco, un maiale di prima categoria ma preferiva dare attenzione a cagnette più giovani. Fabiola non ce la faceva più a vivere quella vita, snobbata di attenzioni e carezze. I suoi bei capelli rossi, ricci, cascavano intriganti su un corpicino ancora bello tonico e ancora non devastato dal proseguire delletà. A parte qualche ruga sul viso era ancora una bella gnoccolona. I ragazzi la guardavano, era la donna matura con cui tutti avrebbero fatto volentieri un po di nave scuola. Al supermercato se la mangiavano con gli occhi soprattutto destate quando scollata e senza reggiseno lasciava intravedere le sue grazie. Peccato Francesco il marito non la vedesse più come un oggetto sessuale. Quel corpicino magro meritava ben altre attenzioni. Quel bel culetto ancora sodo ispirava una bella chiavata dal culo.

Le avventure di Alex- allenamento con la fuck machine | Racconto gay di Alex_bsx

I giorni successivi li passai a risponderei alle mail che mi mandarono gli ammiratori… ovviamente moltissimi erano quelli che avevano avuto un rapporto con me, che proponevano nuovi incontri ma a tutti risposi che stava organizzando il mio master e che li avrebbe contattati lui. Nel frattempo i siti porno erano pieni dei miei video, compreso l’ultimo al glory hole dove c’era il video a doppia visuale, sia dentro la scatola dove ero chiuso, che al di fuori. Devo ammettere che erano molti eccitanti i video e sperai di rincontrare i più dotati nei successivi incontri. Un giorno ricevetti una chiamata, era lui e mi disse “ ciao Alex, vedo che da bravo slave stai rispondendo a tutti gli ammiratori….il web sta impazzendo per i tuoi video per cui ora uniremo le due cose. Vieni da me perché dovrai fare allenamento per il prossimo incontro” risposi subito “ certo padrone, arrivo subito.” Aggiunse “ si ma con l’abbigliamento dell’altra volta mi raccomando”Riagganciò. Subito mi misi il completo da jojjing senza intimo e stavolta senza nemmeno i calzini e mi avviai. Per strada pensavo se era il caso di spogliarmi nel portone o no…..Arrivai e salì le scale vestito come ero e quando mi aprìì “complimenti alex, in perfetto orario….spogliati e mettiti sull’altrezzo devo legarti e allenarti non ho molto tempo” mi spogliai velocemente e mi legò con polsiere e cavigliere, avvio la telecamera e disse “ carissimi amici, alex è pronto per essere allenato al prossimo incontro dovra riceverà ancora più cazzi della volta scorsa ma deve allenarsi perché è stato sverginato solo 5 giorni fa… quindi deve recuperare il tempo perso” mentre diceva questo mi mise la ball gag. “ora farà un allenamento intenso con la fuck machine per prepararsi all’evento sarà in diretta e successivamente potete rivedrlo in streaming, ora uscirò un oretta e al mio ritorno mi direte se è stato bravo o no” Detto questo sistemò per bene la fuck machine e mi infilò la parte del finale nel culo tutto d’un fiato era bello grosso e mi fece molto male, ma passò subito mi stava piacendo. “ Bene alex ora vado via o messo a media velocità e dai commenti sapremo se aumentarla quando rientro.” Usci vià. La fuck machine aveva iniziato a fare il suo lavoro era molto piacevole…per i primi 5 minuti poi incominciò a darmi fastidio, avevo il culo in fiamme mi piaceva, ma faceva male allo stesso tempo rimasi in estasi per circa due ore quando realizzaì – ma dove è? Ha detto che mancava un ora,perché non viene a liberarmi?- nonostante tutto il cazzo era sempre dritto e non accennava a diminuire, ma neanche riuscivo a venire….ufff che guaio sarei stato costretto a quanto tempo ancora?? Dopo circa 5 ore di quella tortura sentìì aprire la porta… -finalmente!- pensai. Entrò invece una donna molto carina e ben messa lineamenti particolari, forse dell’est… un gran bella donna. Appena mi vide disse “ oh poverino, ma allora è vero che questo è un maiale!”mi tolse la ball gag e mi disse che era la donna delle pulizie e si offri subito di liberarmi, ma risposi “ grazie mille ma purtroppo sono uno slave in allenamento e finche non torna il mio master devo subire” “ ah si?!” rispose infuriata “ sei più porco di lui!” fece per mollarmi due schiaffi ma si fermò “ non ti picchio, ma vediamo se ora ti faccio divertire io” mi rimise la ball gag e si avvicino al motore della fuck machine che imperterrito si muoveva avanti e dietro, prese il comando e disse “mmm a metà, vediamo al massimo se ti piace ancora!” aumentò e successe un miscuglio di emozioni, ora il culo mi faceva davvero male, nessuno mi aveva mai fottuto cosìma qualcosa incomincio a muoversi anche più sotto…il mio cazzo pulsava a l’impazzata finchè finalmente non sborrai un quantità incredibile di sperma. “ brutto porco, sei anche venuto! Ora ti faccio vedere!” inizio a schiaffeggiarmi le chiappe mentre chiamava il marito al piano di sopra …“ si scendi, il porco sotto di noi ha un ragazzo che è una troia che sta subendo un certo trattamento e visto che ho il ciclo vieni a sfogarti con lui… si si… porta anche tuo fratello mio cugino.” Scesereno in un attimo e subito mi trovai davanti tre uomini che rimasero a guadarmi un attimo e poi stupiti dissero “wow non è possibile, ma ora ci sfoghiamo per bene” mi tolsero la ball gag e iniziarono subito, il cazzone del marito della signora nella bocca, mi scopava come un forsennato mentre la machine continuava imperterrita il suo lavoro. M venne in bocca in pochi minuti e bevvi tutto, inizio quindi il fratello leggermente più dotato. Stesso copione mentre stavolta il loro cugino mi segava, gli disse la signora “ che fai lo premi pure?” “no tranquilla lo metto solo in tiro e lo lasciamo così, sennò che tortura è?” venne anche lui dentro e ingoiai di nuovo….Ora toccava al cugino, lui invece un bel super dotato, lo presi in bocca con gioia e stavolta non subivo mi davo da fare “ dai così bello che poi ti faccio bere un bel po’ di sperma “ mentre succhiavo la signora prese i miei pantaloncini per terra e li tagliò con delle forbici poi venne da me e disse sculacciandomi “ sono una brava sarta vedrai che ora ti piaceranno di più.” Venne anche il cugino, stavolta fui felice di bere tutto, un bel sapore… ma così come erano venuti se ne andarono. Erano passate 6, 30 ore ma dove era il mio master?

Clistere di Famiglia: seguito | Racconto feticismo di Clisterium

Mia madre che era sempre fuori per motivi di lavoro e mi ha insegnato sin da piccolo a intervenire in caso di emergenze medicali. Perciò ho imparato sin dalla prima adolescenza tra i 12 e 14 anni a fare le iniezioni, praticare clisteri, fare delle piccole medicazioni, e prendermi cura delle ragazze. Vi chiedere perché me e non Lory o Susy. Be, per mia madre e mia zia erano troppo tonte e imbranate, almeno cosi si atteggiavano. In realtà erano delle furbette che non volevano fare nulla, neanche a scuola andavano bene e dovevo spesso aiutarle con i compiti e le lezioni. Mia zia Rosa era invece una persona ansiogena e sottomessa, senza grande ascendente con le ragazze che anzi la trattavano da schiavetta. Cinzia e Cristina erano invece iperattive e dovevano spesso essere riprese in mano e per tutte fioccavano le punizioni che Mamma o Zia Rosa infliggevano. Come già detto, mia madre ha dato a me e alle mie sorelle clisteri sin dalla nostra più giovane infanzia. Era convinta della bontà della pratica dei clisteri che diceva puliscono il nostro secondo cuore che è nel nostro intestino. Non era facile capirla ma col tempo mi sono reso conto che con questa semplice pratica stavamo tutti bene in famiglia al contrario di nostri amici e amiche sempre un po’ malaticci. Anche mia zia Rosa era dello stesso avviso, solo che lei e le mie cugine venivano da mamma a farseli praticare. Io i clisteri li ho sempre amati, sin da piccolo… mia mamma era una vera specialista. Preparava con attenzione l’ambiente. Lei, che è sempre stata una donna di campagna, era sempre attenta ai dettagli. Le candele per rendere più soffuso l’ambiente, il profumo di camomilla fatto da lei che aspergeva nella grande sala da bagno al piano superiore (una vera piazza d’armi). La grande spugna calda e profumata di sapone di Marsiglia che metteva su di una “chaise longue” che imperava al centro della grande sala da bagno. Tutti questi eventi erano più un momento di relax che di paura. Anche tutte le ragazze e la stessa Zia Rosa apprezzavano questi momenti, che venivano svolti tra loro tutte insieme, come ai tempi dei boudoir settecenteschi, erano momenti intimi nei quali ci si scambiavano confidenze anche intime. Io normalmente lo ricevevo da solo per una questione di pudicizia, anche se se le ragazze venivano spesso a sbirciare il corpo di un uomo nudo e ben fatto. Anche se cercavano di non farsi vedere, sapevo benissimo che erano dietro l’antibagno ad origliare e lanciavano ogni tanto delle grandi occhiate di curiosità. Io non ho mai avuto problemi a farmi vedere nudo per questo non ho mai sollevato nessun problema. Normalmente il venerdì, prima di uscire per andare al lavoro, mia madre diceva a mia zia Rosa di preparare discretamente l’infuso per il trattamento di tutti noi che sarebbe stato eseguito durate il week-end. Immaginate quanto ne doveva preparare per otto persone… Nella cucina grande estiva, che era sotto il portico della cascina adiacente, cerano almeno quattro pentoloni da una decina di litri l’uno che fumavano e che fondevano il decotto che il più delle volte era composto da fiori di camomilla (per fortuna nella tenuta avevamo un campo di camomilla enorme), semi di lino, malva e semi di finocchio. A tutti veniva aggiunto del sale da cucina per una questione isotonica (non farlo assorbire troppo dalle pareti intestinali) e solo in fase di instillazione, e solo per alcuni clisteri della glicerina liquida. Il giorno prefissato Mamma predisponeva l’ambiente in modo meticoloso, il profumo di camomilla si sentiva sin fuori l’abitazione. Le candele erano accese e il telo steso sulla chaise longue. Come una piccola processione si saliva nella grande sala da bagno, sempre ben riscaldata d’inverno e fresca l’estate. Prima le “piccole” Cristina e Cinzia, poi finita la prima sessione dopo un paio d’ore le grandi Lory e Susy. Ad ogni sessione la “Maitre de Cerimonie” era Mamma con l’aiuto attivo di zia Rosa. Per me era tutta unaltra storia. Mamma mi chiedeva di aiutarla a preparare il tutto cosi’ che non perdessi la mano. La zia Rosa usciva e ci lasciava soli in modo da poterci scambiare qualche confidenza anche se alcune volte restava su mia richiesta per non farla sentire sola. Mia mamma e mia zia si scambiavano reciprocamente i clisteri senza la presenza di alcuno di noi. Per ogni sequenza il procedimento era abbastanza simile per tutti. Il liquido riscaldato a 38° o poco più veniva mantenuto al caldo e in temperatura tramite un riscaldamento per mezzo di una candela posizionata sotto una grossa brocca di vetro trasparente di circa sei litri che terminava nel suo basso laterale con un ugello di vetro al quale sera inserito un tubo flessibile di gomma rossa lungo circa due metri e mezzo che al suo culmine aveva una cannula di bacalite nera abbastanza lunga sui venti centimetri che terminava con una specie di ciliegia con diversi forellini al suo intorno. Il contenitore era appoggiato su di una specie di leggio in legno di abete scuro che poteva essere sollevato o abbassato grazie a un sistema di scorrimento abbastanza facile da usare e che serviva per aumentare o meno la pressione della soluzione che brillava di un colore giallo intenso all’interno del contenitore. Di sottofondo cera una musica quasi sempre tantrica indiana con strumenti sempre diversi che creavano un ambiente di totale rilassamento. Tra i profumi intensi di camomilla, la musica pervadente, il caldo della stanza e la piacevole sensazione della spugna pulita e soffice sotto la pancia era impossibile non rilasciare i propri muscoli e aspettare il piacevole clistere. Una volta allungato sulla spugna, a corpo totalmente nudo, la prescelta/o aspettava che mamma con molta dolcezza le allargasse le natiche per poter ungere il proprio sfintere e con il dito guantato da un guanto medicale introducesse il proprio medio per massaggiare la parte e prepararla all’introduzione della cannula. Una volta tolto il dito; mamma appoggiava la testa a ciliegia della cannula sul bordo dell’orifizio e con la massima dolcezza la introduceva con un leggero sobbalzo di stupimento da parte della persona ricevente. A questo punto si restava un attimo in attesa che si aprisse il rubinetto posto a una ventina di centimetri della cannula. Questo momento di attesa era carico di aspettativa e tensione più per il piacere che per altro. Una volta deciso che era il momento, si solito due o tre minuti dopo l’introduzione della cannula, la chiavetta era girata a metà della sua portata per non creare una sorta di fastidio legato alla pressione. Tutto doveva essere piacevole non doloroso. Il decotto cominciava a pervadere la prescelta che aveva tutto il tempo di sentire il liquido avanzare senza particolari spasmi e dolori addominali. Non c’erano limiti di liquido. Ognuno accettava ciò che poteva ragionevolmente tenere nel proprio ventre. Di solito le più giovani poco più di un litro, un litro e mezzo, mentre le più grandi due litri e più. Il flusso veniva interrotto ogni qual volta veniva richiesto dalla prescelta. Una volta conclusa la somministrazione Mamma rimuoveva la cannula e la prescelta restava il tempo necessario per far si che il decotto facesse il suo lavoro e poi poteva alzarsi per andare a liberarsi in bagno. Dopo aver sostituito la cannula con una pulita, l turno passava alla successiva che a sua volta viveva la stessa esperienza. Il più delle volte si procedeva ad una seconda somministrazione come avvenuto per la prima con la variante che delle volte si aggiungevano degli additivi, come la glicerina, se la prescelta aveva avuto particolari problemi di stitichezza…cosa cha avveniva molto spesso. In questo caso mamma aveva preparato una peretta a schizzetto da 540 ml con la miscela di glicerina e camomilla e prima di inserire di nuovo la cannula praticava la peretta intera, il che voleva dire una prima spremuta di liquido con successiva estrazione della peretta per ridarle forma e seconda spremuta sino a che l’aria aspirata per ridarle forma si manifestava. Una volta finita la peretta si riprendeva la proceduta dall’inserimento
della cannula sino al riempimento della seconda somministrazione. Di solito questa somministrazione permetteva di sopportare più infuso della prima perché l’intestino era libero ma la peretta con la glicerina la rendeva un poco più insopportabile. Questo pressava le prescelta ad un corsa al bagno con a volte qualche perdita di liquido durante il percorso. Una volta tutto fatto ognuno si ritirava nella propria stanza e si assopiva in un sonno benefico e profondo. E cosi si passavano le sere del week-end senza annoiarsi anzi passando momenti piacevoli e condivisi. 

Al cinema | Racconto gay di MIRIKIKI

Ultimamente sono stato in un cinema porno di una nota città del centro italia, entrai ma la sala era vuota, giusto tre o quattro avventori. Una volta non era così, dalle mie parti cera un cinema porno della provincia che era sempre affollatissimo, ci si entrava sapendo già che qualcosa di intrigante sarebbe successo, naturalmente tra uomini. Nella sala cerano delle regole non scritte di cui mi resi subito conto dal primo giorno che ci andai per curiosità: cera chi si metteva in fondo alla sala in piedi, con i cazzoni già induriti dalla visione del film e chi voleva fare una sega o un pompino, si fermava davanti ad uno di questi spettatori e senza tanti preamboli gli frugava nella patta, glielo prendeva in mano e lo invitava al bagno. Spesso erano giovani italiani e anche migranti. I più riservati invece ti aspettavano al secondo posto di ogni fila, ti ci sedevi accanto e via, iniziava il gioco. La prima volta che decisi di lasciarmi andare, entrato nella sala, mi sedetti accanto ad uno spettatore di mezza età. Aveva la patta dei pantaloni sbottonata e con la mano se lo toccava; feci finta di niente. Mi diede un fulgido sguardo e di lì a poco iniziò ad allungare la mano sulla mia coscia, io non reagii, così lui continuò imperterrito, mi prese la mano e se la portò sul cazzo, non feci resistenza, anche perchè già sedendomi con lui sapevo a cosa andavo incontro. Iniziai a segarlo con delicatezza, aveva un bel cazzo, naturalmente in tiro dalla visione del film. Si avvicinò allorecchio e mi sussurrò di prenderglielo in bocca, gli dissi di no, che non ero pronto, era la prima volta. Va bene disse, continua. E continuai, mi piaceva toccarglielo, segarglielo, era duro come il ferro, glielo stringevo, gli toccavo le palle, sino a che iniziò ad ansimare, capii che stava per venire, velocizzai il movimento della mano, lui diede un improvviso movimento di reni in avanti per evitare di schizzarsi addosso e finalmente venne. Misi la mano davanti allo schizzo dello sperma per non far sporcare le sedie davanti. Ci ripulimmo ed andai via. Quella notte a casa non dormii, pensando a quel cazzo, avrei voluto prenderlo in boccca, era diventato il mio tormento. Fu così che due giorni dopo ritornai allo stesso cinema con lintento di farlo, di fare un bel pompino a chiunque fosse stato. Entrato nella sala feci un giro di ricognizione e ritrovai lo stesso spettatore dellaltra volta. Mi sedetti accanto e lo salutai, lui ricambiò con tono sarcastico, sicuramente perchè aveva capito che questa volta ci sarei stato, e così fu. Anche in questo caso aveva la patta sbottonata e luccello quasi fuori che se lo toccava. Lo tirò completamente fuori, poi mi mise la mano dietro il collo e mi spinse la testa sul suo cazzo turgido. Non feci resistenza, sapevamo entrambi che doveva andare così. Glielo presi in bocca, mi piaceva leccarlo, prenderlo completamente in bocca e andare su e giù sullasta. Con la mano sulla testa mi accarezzava e ogni tanto me la spingeva sul cazzo. Mi piaceva quella sensazione di predominio da parte sua e di sottomissione da parte mia, mi rilassava. Dopo un bel pò che lo spompinavo iniziò a gemere di piacere, sentii la cappella gonfiarsi e scorrere qualcosa nella vena delluretra, era la dolce cremina che stava per inoondarmi la gola. Lui sollevò la mano dalla testa, per non farmi ingoiare lo sperma, ma io non lasciai il suo cazzo e bevvi tutta quella crema, continuando a leccarglielo sino allultima goccia.

Mi scopo mia sorella | Racconto incesti di Dado 61

Non avrei nemmeno solo immaginato, quello che accadde una sera dinverno di due anni fa.. Io ho sempre rispettato tutti , ma quello che accadde a me e a mia sorella fu tutto imprevedibile e senza parole; ma bellissimo. Io ero rientrato da poco a casa, mia sorella Francesca, lei così si chiama stava preparando la cena. Io mi avvicinai a lei solo per darle un saluto, ma quando fui vicino a lei non so cosa mi prese, con le mani le sollevai la gonna,lei impaurita dal mio gesto sconsiderato, iniziò ad urlare , io con un schiaffo la tramortì, la sdrai sul letto, le apri le gambe, strappai le sue mutandine. Presi il mio arnese fra le mani, LP strofinati vicino alla sua passerà e poi glielo infilai dentro ed iniziai a sbatterla, fino a quando venni nel suo Pandino..

Adoro fare la troia pt 1 | Racconto trans di Vogliosoditrans1987

Ciao sono Matteo e ho 32 e prima che iniziasse sta quarantena ho deciso di passarmi una serata in discoteca a pietra ligure e ha un certo punto vedo una fantastica ragazza che si reca al bar e sfrutto loccasione e nel mentre lei ordina da bere m avvicino e chiedo la stessa cosa e la saluto.preso da bere c siamo messi a parlare tra un goccio e laltro poi m invita a ballare. Mamma mia quanto era sexy nei suoi movimenti e quando mi avvicino a lei si gira mi infila la lingua in bocca e c baciamo e quando lei si stacca inizia a strusciasci sulla mia gamba e mi accorgo che cera qualcosa in più in mezzo alle gambe,la guardo un pò meravigliato e lei mi dice:se pensavi che ero totalmente donna ti sei sbagliato: ma io gli gli rispondo con un sorriso:tranquilla anzi sono ancora più felice di stare in tua compagnia.

Passengers (Pompino in volo) | Racconto gay di Mitchell

Laereo si alzo col suo frastuono puntando verso lalto. Molto affascinanti gli aerei, quanto inquietanti. Ogni sistema deve essere monitorato al 1000×1000, le pompe idrauliche, le turbine, lafflusso carburante, i migliaia di dispositivi elettronici, i sistemi radar, di comunicazione, le centinaia di valvole, di sensori, i comandi degli alettoni, dei timoni, il sistema di pressurizzazione, lapporto di ossigeno e chi piu ne ha piu ne metta. Non avevo mai volato. Se non fosse stato che dovevo raggiungere Milano in fretta e furia per partecipare a un concorso non lavrei mai preso. Preferisco i treni, lì almeno si sta con i piedi per terra. Non si è sospesi in aria in balia dei venti e delle correnti ascensionali. Insomma, per chi non lavesse capito sugli aerei preferivo ci salissero gli altri, non io. Le luci rosse si spensero e la voce della hostess annuncio che le cinture di sicurezza oemai sipotevano sganciare. Parlò poi il comandante Signore e signori, benvenuti a bordo del volo C478JYN. Raggiungeremo laeroporto di Milano Malpensa in 75 minuti, vi ricordiamo che è vietato fumare, accendere cellulari e luso di qualunque apparato elettronico che possa interferire con i sistemi di bordo. Vi auguro buon viaggio. Tutti i viaggiatori quando sentono quel messaggio si sentono più tranquilli, distesi. Le facce che erano tese durante il decollo adesso avevano un tono piu rilassato. Io allinizio ero nervosissimo poi raggiunto lassetto di volo mi ero placato. Però era bella la sensazione di galleggiare nellaria, guardando fuori dalloblò un meraviglioso paesaggio nubiforme, era come camminare sulle nuvole. Le Hostess con le loro divise belle e ben stirate, coi loro sorrisi incantevoli quanto finti iniziavano ad andare su e giu per il corridoio distribuendo opuscoli, bevande, gadget. Io cominciai a guardarmi in giro, cosa che fino ad allora non avevo fatto in preda alla mia tensione. Cerano visi normali, gente comune, gruppetti di amici che chicchieravano, fidanzatini che si sbaciucchiavano, bambini che schiamazzavano, donne sole che leggevano il giornale, uomini soli che avevano dipinto sul volto lo stampo di uomini daffari. Al mio stesso livello dallaltro lato del corridoio una ragazza molto carina che ogni tanto lanciava sguardi in mia direzione. Io la guardai 2 volte e visto che insisteva le dissi telepaticamente

La parola d ordine in famiglia è GIra la ruota | Racconto orge di ScorpioneRM

Io è mia moglie Carlotta in casa in pvt non abbiamo nascosto niente giriamo nudi quando abbiamo voglia e anche i nostri figli Roberto E Simona lei 16 anni lui 18 anni Quando uno di noi ha voglia di fare sesso abbiamo trovato la parola d ordine cosi tutti capiscono è Gira la Ruota dopo cena ci riuniamo in salotto in slip beviamo alcool e ci liberiamo dei pregiudizi tutto è concesso basta godere i maschi seduti e Mamma e figlia inginocchio a succhiare i cazzi poi se li passano e la madre insegna alla piccola come riuscire a farlo andare tutto in gola e ci fa tremare le gambe io accarezzo il petto di mio figlio giocando con i capezzoli facendoli indurire e i nostri visi si guardano e ci baciamo la mia lingua dentro la sua bocca ci abbracciamo poi tocca le donne sedute a a gambe aperte e noi infiliamo la faccia a leccare e succhiare e procurare il piacere infilando le dita e mia moglie talmente calda e aperta che infilo tutta la mano e muovendola dentro e fuori lei urla e ha il primo orgasmo stringe le gambe sulla mia mano e mio figlio si alza le alza le gambe e entra scopandola lei lo attira e si baciano lui sbatte io prendo la mia bambia e mettendola a pecorina sul divano da dietro leccata e succhiata e mordendola masturbandola ha urlato e schizzato la mano bagnandola e lo presa da dietro facendola urlare e mugolare mia moglie ha il secondo orgasmo e mio figlio sfila il cazzo e viene a darlo in bocca alla piccola che mugola e si agita poi lui le scivola sotto lei sale sopra e io mi piazzo dietro e come lui entra mi bagno la cappella e entro in culo due cazzi si muove e si agita incita a sfondarla e la baciamo in bocca a turno e poi le infiliamo due cazzi in fica e li che non si tiene e urla il secondo orgasmo noi veniamo dentro mia moglie che ci pulisce i cazzi ci rilassiamo beviamo e chiacchieriamo raccontando le emozioni che abbiamo provato e ci eccitiamo di nuovo Adesso è mio figlio a succhiarmi il cazzo e io leccargli il culo poi lui sale su la madre e io dietro lui e dopo che entrato io entro dentro di lui a fisarmonica mia figlia sotto a 69 con la madre leccano la fica alla fine veniamo tutti insieme noi godiamo ala grande e stiamo bene

Zia calda e imprevedibile | Racconto incesti di Augustus

Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con mia zia. Sfortunatamente non la vedo spesso, lei abita dallaltra parte della città e non si è mai sposata. Una o due volte al mese la andiamo a trovare e lei si dimostra sempre molto contenta di vederci. Sono figlio unico e da poco ho compiuto diciotto anni.Ho sempre pensato che mia zia Giulia sia una bella donna, di quarantcinque anni, mora, ma ovviamente ho sempre trattenuto i miei pensieri. Tutto cambiò un week end di ottobre, i miei decisero di fare una mini vacanza di tre giorni per le nozze dargento e coì mi chiesero se volevo passarli con Giulia, per non sentirmi solo. Inizialmente non volli in quanto pensai che sarebbe stato bello stare da solo ma poi, ripensando a lei, mi venne un forte istinto, che subito cercai di reprimere, ma accettai. Arrivò il venerdì, i miei partirono ed io stavo davanti alla porta dentrata di mia zia. Lei mi aprì dopo aver suonato e non potete immaginare lo spettacolo che mi si parò davanti. Sapendo che ero un famigliare si era vestita in modo casual, come fosse sola in casa: una magliettina molto fina che lasciava intravedere tutte le curve di una donna di un metro e ottanta magra e ben formata, un sedere grosso e perfetto, due splendidi seni di cui trasparivano le punte dei capezzoli attraverso il reggiseno, per non parlare infine delle gambe stupende e lisce.

Che scopata con tanti cazzi neri | Racconto orge di Maiala92

Sono sempre stata una troietta vogliosa di cazzi. Da quando ho perso la verginità, a 16 anni,ho sempre avuto un impellente bisogno di scopare. Quando non scopavo per un mese,mi scopavo la figa con due o tre dita fino a arrivare a una mano intera. Ho fatto pompini a tanti maschi,sono stata la puttanella di alcuni miei amici maschi, finchè si sono sposati. Spesso scopo con il mio migliore amico, quando è di cattivo umore spompino il suo cazzo e mi faccio sborrare in bocca finchè non torna felice. Ma lui è via per lavoro da tre mesi, e ogni giorno mi metto le mani nella figa per soddisfarmi. Stanca di stare sempre a masturbarmi, mi metto in tiro e esco per vedere chi cè in giro. Ho bisogno di essere soddisfatta come si deve. Sono le dieci di sera e noto nel borgo isolato di casa mia una macchina nera bella e nuova e mi avvicino per vedere chi cè. Noto un gruppo di 4 ragazzi neri bellissimi. Hei bambola, come mai tutta sola da queste parti?mi urla uno dei 5, tutto pieno di tatuaggi. Sai sono uscita perchè mi annoiavo, non so cosa fare rispondo Vieni con noi, tesoro, facciamo una festa da noi, a casa del nostro amico che guida-risponde uno con gli occhiali scuri. Mi fanno salire in macchina e mi presento a tutti. Mi metto in mezzo a 2 ragazzi dietro, che mi riempiono di complimenti. Mi complimento anche io con loro e dico che ho voglia di divertirmi. Mi sorridono e mi guardano arrapati e vogliosi. Bene. Proprio quello che volevo. Un mucchietto di maschi per di più col cazzo grosso pronti a soddisfarmi. Inizio a pomiciare con uno, che mi mette le mani in mezzo alle gambe, mentre laltro mi palpa le tette approfittando dellassenza di reggiseno. Poi bacio laltro, poi laltro ancora. Con voi ci divertiamo dopo!dico a quelli davanti Allora, ti piacciono i cazzi neri, bellezza?- chiede quello in canotta che guida. A me piacciono i cazzi. Sono tre mesi che non scopo e ho urgente bisogno di essere soddisfatta. Non ho mai scopato dei cazzi neri e mi piacerebbe!. Ridacchiano tutti. Allora preparati, perchè ti faremo tremare dal piacere. Una troia come te va scopata forte- dice quello che sta avanti accanto al guidatore,mentre mette una mano fra le mie gambe. Apro le gambe e mi lascio toccare. Il ragazzo alla mia sinistra mi lecca i capezzoli lentamente, mentre laltro, spostandomi il perizoma, mi strofina il.clitoride con il dito e mi infila due dita dentro. Ragazzi, questa troietta è già bagnatissima!-dice quello che mi tocca la figa. Ridono tutti, mentre continuo a venire torturata e la mia figa pulsa dallla voglia di essere trapanata e la mia bocca di assaggiare quei cazzi grossi. Si escono il cazzo fuori dai pantaloni, degli affari enormi, già duri. E inizio a segarli. Quando arriviamo a destinazione, esco dalla macchina con la gonna alzata e la figa in bella vista e la camicia sbottonata con le tette fuori. Tutti arrapati mi prendono in braccio e mi portano dentro. Mi fanno mettere in ginocchio e inizio a prendere in bocca un cazzo dopo laltro. Sono dei cazzi mostruosi e duri e presto mi stanco la mascella a spompinarli. Uno se ne accorge e mi urla: -in bocca, troia!! non ti stancare proprio ora! Sei una bocchinara nata. Mi spinge la testa verso il suo cazzone fino a farmelo arrivare in gola, mentre uno si sdraia per terra e con le mani mi apre la figa e inzia a leccarla con cura. La sua lingua lunga mi fa impazzire, sto godendo da morire, mentre continuo a prendere un cazzo dopo laltro in bocca. Dopo soli due minuti di cunnilingus esplodo in un forte orgasmo e un altro porco mi infila la mano intero nella figa e mi masturba e continuo a godere. Dai ragazzi, ora spacchiamo questa troia, avanti e dietro- dice quello che guidava. Mi fanno stendere sul pavimento e iniziano a infilarmi i cazzi uno dietro laltro. Per non aspettare troppo, uno mi fa spompinare il cazzo, laltro mi chiava la figa e gli altri si segano forte o mi strizzano le tette. Vengo sbattuta ferocemente, mi sento piena di questi cazzoni neri, godo allinfinito e vengo più volte Uno dopo laltro, mi scopano anche il culo, spaccandomi di brutto. Vengo sborrata ovunque, e dopo che mi hanno dato il permesso di sciacquarmi e pulirmi, sono tornata a casa, con la figa gonfia e il culo che bruciava. Ma ho goduto un sacco.

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