La prima scopata estiva | Racconto masturbazione di Chase90

Finalmente la scuola era finita e per fortuna, come tutti gli anni, Chase era stato promosso. La strada per il diploma era quasi al termine, ancora un anno. Ma ora limportante era godersi la lunga estate. Appartenente ad una famiglia non proprio ricca, Chase e i suoi due fratelli trascorrevano le vacanze estive sulle spiagge Laziali, non troppo lontane dalla propria cittá. Si erano organizzati bene: abbonamento settimanale ai mezzi pubblici extraurbani, pranzo al sacco con panini, asciugamano e crema solare, ed abbonamento settimale allo stabilimento balneare che offriva prezzi stracciati agli studenti. Tutto era perfetto per iniziare la vacanza! Chase come tutti pensava ad una sola cosa, divertimento: nuoto, mare, pallone e perché no, conoscere qualche ragazza. I giorni passavano velocemente, casa, bus, mare, pranzo e poi di nuovo casa. Ogni tanto qualche uscita serale con i nuovi amici conosciuti, ma niente di piú. La ventata di freschezza e novitá, arrivó due giorni prima della fine della seconda settimana al mare. Chase era a pranzo, seduto con i suoi fratelli ed i suoi nuovi amici su un muretto. Parlavano e ridevano per stupidaggini, fino a quando una ragazza del gruppo si rivolse a Chase Senti, perché non ci facciamo un giro, cosí digeriamo e possiamo farci il bagno prima? Chase accettó e prima ancora che potesse chiedere al resto della comitiva se volesse unirsi a Loro, Milena, la ragazza lo prese per mano e lo trascinó via. Fecero pochi passi, Milena gli chiese di fermarsi e di entrare nella piccola cabina che lei e le sue amiche avevano affittato per tutto il mese. Chase non ci vide nulla di male, ma appena entrarono e lei chiuse a chiave la porta di legno, il cuore inizió a battere più velocemente! Ti piaccio Chase? Disse, cosí, diretta, senza esitazione. Come? rispose. Ho detto, ti piaccio? Glielo fai sempre dire due volte alle ragazze?. No… io… non avevo capito e… prima ancora che Chase finí il pensiero, Milena con la stessa spavalderia con cui lo portó nella cabina e la stessa sicurezza con cui gli fece le domande, afferró decisa i suoi boxer da mare e li tiró giú con un colpo deciso, lasciando Chase nudo di fronte a Lei. Ma… ma che cosa fai? disse subito Lui provando a riprendere la situazione in mano e cercando di tirare su il suo costume. Cosa faccio? e senza aggiungere una parola si mise in ginocchio davanti a Lui, che ormai capendo la direzione che stava prendendo quella situazione, la lasció fare. Inizió ad accarezzargli il cazzo, a pulirlo delicatamente con le sue mani affusolate, dalla sabbia. E piú lo puliva, piú si gonfiava. Poi poggió la sua sinistra su una gamba e con

Le mie prime masturbazioni | Racconto masturbazione di Chase90

Tutti dicono che la prima volta non si scorda mai, bhé….. non é proprio cosí! Io ho dei ricordi vaghi e confusi, se dovessi metterli in ordine cronologico, non saprei quale é venuto prima, perdonate il gioco di parole, o quale é venuto dopo. Per esempio non mi ricordo esattamente la prima volta che mi sono masturbato, la mia prima sborrata. Ricordo quando se ne parlava a scuola, i compagni che ti dicevano ma tu come te le fai le seghe? Con tutta la mano o solo con tre dita su e giú? oppure le hai mai viste dal vivo delle tette?. Ma se dovessi dire con precisione quando ho schizzato la prima volta, dovrei fare uno sforzo. Mi ricordo ad esempio che molte volte i miei compagni di classe portavano riviste porno a scuola, rimediate chissá come, vedevo le foto di queste donne, sdraiate con un uomo sopra che faceva un movimento avanti e indietro in mezzo alle sue gambe e mi chiedevo se il segreto della scopata fosse tutto lí, fare quel gesto su e giú. Cosí un giorno decisi di imitare quel gesto. Un giorno che i miei genitori ed i miei fratelli non furono in casa, decisi di fare quellesperimento. Andai in camere mia, finestre aperte per sentire se qualcuno fosse tornato allimprovviso, non sarebbe stato piacevole spiegare quello che stavo per fare, mi tolsi tutti i vestiti e nudo mi sdraiai sul mio letto a pancia sotto. Solo quel gesto mi ricordo che giá mi fece drizzare il cazzo. Inizia un muovermi su e giù contro le coperte, su e giú, su e giú, fino a quando non sentii ad un certo punto una piacevole sensazione lí sotto. Mi alzai guardando il mio cazzo ed il letto per vedere cosa fosse accaduto, ma parte una grossa cappella rossa, sembrava non ci fossero segni di sborrata. Probabilmente il tessuto laveva assorbita (ora che ci penso, qualcuno poi avrá trovato delle macchie) o forse ero venuto poco. Stá di fatto che quella sega elaborata mi era piaciuta troppo, pensai ecco come si scopa e me la feci anche nei giorni a seguire quando ero solo. Un altro episodio che ricordo delle mie prime masturbazioni fu con le mie due cugine, piú grandi di me di due anni. Il detto non cé cosa piú divina che scoparsi la cugina non era poi cosí sbagliato. Rita & Sara (le chiameremo cosí per questo racconto) erano molto belle, di origine Pugliese, more e piú alte di me a quel tempo. Un pomeriggio andammo a trovarle a casa loro in camapagna, mio padre doveva aiutare mio zio con certi lavori. Ci dissero che sarebbero stati tutto il giorno al fienile a riparare il tetto. Cosí io e le mie cugine andammo sul tetto di casa loro, dove avevano messo un piccolo tavolino e qualche sedia per le serate con gli ospiti. Non ricordo come partí la cosa, ma io proposi uno strano gioco: dovevamo metterci spalle al muro tutti e tre, tipo fila indiana, ed a turno mettere le mani nei pantaloni dellaltra persona, per almeno due minuti. Tutto qui. Con stupore Rita & Sara accetarono subito, forse anche loro incuriosite dallaltro sesso. Inizia io: la prima fu Sara, misi la mia mano dentro i suoi pantaloni, mi feci strada nei suoi slip ed inizia a toccarla, delicatamente. Ricordo che sentii qualcosa di soffice, come della paglia, ma piú morbida. Continuai a toccare e sentii che in mezzo a quella paglia cera qualcosa di caldo ed una strana fessura tipo delle labbra, una fessura che volevo esplorare. Cercai di metterci un dito dentro, ma di colpo sentii dalla bocca di Sara uscire un suono: Ah… con lesperienza di adesso, credo che stesse avendo un principio di orgasmo. Estrassi subito la mano e passai a Rita. Non so se era eccitata da quello che aveva visto, ma ricordo benissimo che quando fu il suo turno e misi la mano nei suoi pantaloni e poi nelle sue mutandine, sentii tutta la sua fica bagnata e che la mia mano poteva muoversi piú liberamente che con Sara. A lei riusci a metteregli un dito dentro e mi accorsi che la sua fica batteva, pulsava tipo un cuore e pensai che strana cosa (oggi posso invece dire di aver fatto godere mia cugina come non mai). Infine fu il mio turno, ormai ero troppo eccitato e quando toccó a Sara, Lei se ne accorse subito non appena mise la mano nelle mie mutande. Hai capito il cugino…. esclamó non appena prese con vigore e con tutta la mano il mio pisello ormai duro come un marmo. Ovviamente non poteva masturbarmi piú del dovuto, i pantaloni bloccavano il movimento a stantuffo della mano, ma non si perse danimo e con due dita ricordo che mi tiró indietro la pelle facendo fuoriuscire la cappella che accarezzó delicatamente con lindice. Stavo impazzendo. Fini il suo turno e toccó a Rita. Appena la sua mano fu dentro, aggiunse Eh sí, ha ragione la sorellina, il cugino é in forma lí sotto ed inizió anche lei a toccare con lindice la cappella che ormai stava per esplodere. Cosí fu. Ma se mentre loro con la loro fichetta bagnata potevano anche non dare nellocchio o comunque cambiarsi visto che era casa loro, io se avessi sborrato nei pantaloni, cosa avrei (avremmo) poi raccontato a tutti? Allennesimo strusciare del dito di Rita sulla mia cappella, non ce la feci più, non riuscivo piú a trattenermi. Scansai mia cugina, ci mancava solo che gli sporcassi la canottiera, abbassai immediatamente i pantaloni con tutti gli slip, il mio pisello prima intrappolato spuntó fuori come una molla, dritto come un palo e venne. Sborrai come non mai senza che nessuno lo toccasse piú, una, due, tre, quattro, cinque… non ricordo quante volte, diversi schizzi su tutto il pavimento, sembravo una fontana. Vidi Sara e Rita che guardavano gli ultimi spasmi del mio cazzo ormai completamente svuotato. Le mie cugine sembravano soddisfatte e come se niente fosse aggiunsero stavi veramente gonfio, ma ora lascia che ti puliamo. Non puoi rivestirti cosí. Presero una di quelle salviette umide e mi pulirono il pisello dalle ultime gocce di sperma che colavano. Mentre mi tirai su i pantaloni per rivestirmi aggiunsi Cugine mie, mi avete visto per la prima volta nudo, avete visto il mio pisello, lo avete visto sborrare. Ma io non ho visto la vostra fica, lho a malapena sentita e non ho nemmeno toccato le vostre tette. Che ne dite se la prossima volta rifacciamo questo gioco e cerchiamo di pareggiare i conti?.

La prima scopata estiva | Racconto masturbazione di Chase90

Finalmente la scuola era finita e per fortuna, come tutti gli anni, Chase era stato promosso. La strada per il diploma era quasi al termine, ancora un anno. Ma ora limportante era godersi la lunga estate. Appartenente ad una famiglia non proprio ricca, Chase e i suoi due fratelli trascorrevano le vacanze estive sulle spiagge Laziali, non troppo lontane dalla propria cittá. Si erano organizzati bene: abbonamento settimanale ai mezzi pubblici extraurbani, pranzo al sacco con panini, asciugamano e crema solare, ed abbonamento settimale allo stabilimento balneare che offriva prezzi stracciati agli studenti. Tutto era perfetto per iniziare la vacanza! Chase come tutti pensava ad una sola cosa, divertimento: nuoto, mare, pallone e perché no, conoscere qualche ragazza. I giorni passavano velocemente, casa, bus, mare, pranzo e poi di nuovo casa. Ogni tanto qualche uscita serale con i nuovi amici conosciuti, ma niente di piú. La ventata di freschezza e novitá, arrivó due giorni prima della fine della seconda settimana al mare. Chase era a pranzo, seduto con i suoi fratelli ed i suoi nuovi amici su un muretto. Parlavano e ridevano per stupidaggini, fino a quando una ragazza del gruppo si rivolse a Chase Senti, perché non ci facciamo un giro, cosí digeriamo e possiamo farci il bagno prima? Chase accettó e prima ancora che potesse chiedere al resto della comitiva se volesse unirsi a Loro, Milena, la ragazza lo prese per mano e lo trascinó via. Fecero pochi passi, Milena gli chiese di fermarsi e di entrare nella piccola cabina che lei e le sue amiche avevano affittato per tutto il mese. Chase non ci vide nulla di male, ma appena entrarono e lei chiuse a chiave la porta di legno, il cuore inizió a battere più velocemente! Ti piaccio Chase? Disse, cosí, diretta, senza esitazione. Come? rispose. Ho detto, ti piaccio? Glielo fai sempre dire due volte alle ragazze?. No… io… non avevo capito e… prima ancora che Chase finí il pensiero, Milena con la stessa spavalderia con cui lo portó nella cabina e la stessa sicurezza con cui gli fece le domande, afferró decisa i suoi boxer da mare e li tiró giú con un colpo deciso, lasciando Chase nudo di fronte a Lei. Ma… ma che cosa fai? disse subito Lui provando a riprendere la situazione in mano e cercando di tirare su il suo costume. Cosa faccio? e senza aggiungere una parola si mise in ginocchio davanti a Lui, che ormai capendo la direzione che stava prendendo quella situazione, la lasció fare. Inizió ad accarezzargli il cazzo, a pulirlo delicatamente con le sue mani affusolate, dalla sabbia. E piú lo puliva, piú si gonfiava. Poi poggió la sua sinistra su una gamba e con

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