Le mie prime masturbazioni | Racconto masturbazione di Chase90

Tutti dicono che la prima volta non si scorda mai, bhé….. non é proprio cosí! Io ho dei ricordi vaghi e confusi, se dovessi metterli in ordine cronologico, non saprei quale é venuto prima, perdonate il gioco di parole, o quale é venuto dopo. Per esempio non mi ricordo esattamente la prima volta che mi sono masturbato, la mia prima sborrata. Ricordo quando se ne parlava a scuola, i compagni che ti dicevano ma tu come te le fai le seghe? Con tutta la mano o solo con tre dita su e giú? oppure le hai mai viste dal vivo delle tette?. Ma se dovessi dire con precisione quando ho schizzato la prima volta, dovrei fare uno sforzo. Mi ricordo ad esempio che molte volte i miei compagni di classe portavano riviste porno a scuola, rimediate chissá come, vedevo le foto di queste donne, sdraiate con un uomo sopra che faceva un movimento avanti e indietro in mezzo alle sue gambe e mi chiedevo se il segreto della scopata fosse tutto lí, fare quel gesto su e giú. Cosí un giorno decisi di imitare quel gesto. Un giorno che i miei genitori ed i miei fratelli non furono in casa, decisi di fare quellesperimento. Andai in camere mia, finestre aperte per sentire se qualcuno fosse tornato allimprovviso, non sarebbe stato piacevole spiegare quello che stavo per fare, mi tolsi tutti i vestiti e nudo mi sdraiai sul mio letto a pancia sotto. Solo quel gesto mi ricordo che giá mi fece drizzare il cazzo. Inizia un muovermi su e giù contro le coperte, su e giú, su e giú, fino a quando non sentii ad un certo punto una piacevole sensazione lí sotto. Mi alzai guardando il mio cazzo ed il letto per vedere cosa fosse accaduto, ma parte una grossa cappella rossa, sembrava non ci fossero segni di sborrata. Probabilmente il tessuto laveva assorbita (ora che ci penso, qualcuno poi avrá trovato delle macchie) o forse ero venuto poco. Stá di fatto che quella sega elaborata mi era piaciuta troppo, pensai ecco come si scopa e me la feci anche nei giorni a seguire quando ero solo. Un altro episodio che ricordo delle mie prime masturbazioni fu con le mie due cugine, piú grandi di me di due anni. Il detto non cé cosa piú divina che scoparsi la cugina non era poi cosí sbagliato. Rita & Sara (le chiameremo cosí per questo racconto) erano molto belle, di origine Pugliese, more e piú alte di me a quel tempo. Un pomeriggio andammo a trovarle a casa loro in camapagna, mio padre doveva aiutare mio zio con certi lavori. Ci dissero che sarebbero stati tutto il giorno al fienile a riparare il tetto. Cosí io e le mie cugine andammo sul tetto di casa loro, dove avevano messo un piccolo tavolino e qualche sedia per le serate con gli ospiti. Non ricordo come partí la cosa, ma io proposi uno strano gioco: dovevamo metterci spalle al muro tutti e tre, tipo fila indiana, ed a turno mettere le mani nei pantaloni dellaltra persona, per almeno due minuti. Tutto qui. Con stupore Rita & Sara accetarono subito, forse anche loro incuriosite dallaltro sesso. Inizia io: la prima fu Sara, misi la mia mano dentro i suoi pantaloni, mi feci strada nei suoi slip ed inizia a toccarla, delicatamente. Ricordo che sentii qualcosa di soffice, come della paglia, ma piú morbida. Continuai a toccare e sentii che in mezzo a quella paglia cera qualcosa di caldo ed una strana fessura tipo delle labbra, una fessura che volevo esplorare. Cercai di metterci un dito dentro, ma di colpo sentii dalla bocca di Sara uscire un suono: Ah… con lesperienza di adesso, credo che stesse avendo un principio di orgasmo. Estrassi subito la mano e passai a Rita. Non so se era eccitata da quello che aveva visto, ma ricordo benissimo che quando fu il suo turno e misi la mano nei suoi pantaloni e poi nelle sue mutandine, sentii tutta la sua fica bagnata e che la mia mano poteva muoversi piú liberamente che con Sara. A lei riusci a metteregli un dito dentro e mi accorsi che la sua fica batteva, pulsava tipo un cuore e pensai che strana cosa (oggi posso invece dire di aver fatto godere mia cugina come non mai). Infine fu il mio turno, ormai ero troppo eccitato e quando toccó a Sara, Lei se ne accorse subito non appena mise la mano nelle mie mutande. Hai capito il cugino…. esclamó non appena prese con vigore e con tutta la mano il mio pisello ormai duro come un marmo. Ovviamente non poteva masturbarmi piú del dovuto, i pantaloni bloccavano il movimento a stantuffo della mano, ma non si perse danimo e con due dita ricordo che mi tiró indietro la pelle facendo fuoriuscire la cappella che accarezzó delicatamente con lindice. Stavo impazzendo. Fini il suo turno e toccó a Rita. Appena la sua mano fu dentro, aggiunse Eh sí, ha ragione la sorellina, il cugino é in forma lí sotto ed inizió anche lei a toccare con lindice la cappella che ormai stava per esplodere. Cosí fu. Ma se mentre loro con la loro fichetta bagnata potevano anche non dare nellocchio o comunque cambiarsi visto che era casa loro, io se avessi sborrato nei pantaloni, cosa avrei (avremmo) poi raccontato a tutti? Allennesimo strusciare del dito di Rita sulla mia cappella, non ce la feci più, non riuscivo piú a trattenermi. Scansai mia cugina, ci mancava solo che gli sporcassi la canottiera, abbassai immediatamente i pantaloni con tutti gli slip, il mio pisello prima intrappolato spuntó fuori come una molla, dritto come un palo e venne. Sborrai come non mai senza che nessuno lo toccasse piú, una, due, tre, quattro, cinque… non ricordo quante volte, diversi schizzi su tutto il pavimento, sembravo una fontana. Vidi Sara e Rita che guardavano gli ultimi spasmi del mio cazzo ormai completamente svuotato. Le mie cugine sembravano soddisfatte e come se niente fosse aggiunsero stavi veramente gonfio, ma ora lascia che ti puliamo. Non puoi rivestirti cosí. Presero una di quelle salviette umide e mi pulirono il pisello dalle ultime gocce di sperma che colavano. Mentre mi tirai su i pantaloni per rivestirmi aggiunsi Cugine mie, mi avete visto per la prima volta nudo, avete visto il mio pisello, lo avete visto sborrare. Ma io non ho visto la vostra fica, lho a malapena sentita e non ho nemmeno toccato le vostre tette. Che ne dite se la prossima volta rifacciamo questo gioco e cerchiamo di pareggiare i conti?.

Due sorelle molto complici | Racconto masturbazione di Alpha Master

Salve a tutti. Io mi chiamo Bianca, e sono una ragazza di 22 anni. Ho una sorella, di nome Rosa (si, i nostri genitori avevano poca fantasia a quanto pare) che ne ha 18. Si fa chiamare Rosy, però. Fisicamente ci somigliamo molto, qualche volta nelle foto ci prendono per gemelle. Siamo entrambe bionde, occhi castani, lineamenti regolari. Io porto una terza di reggiseno e mia sorella una seconda. A 22 e 18 anni se non hai problemi e non ti sei lasciata andare col cibo sei sempre uno schianto, e noi non facevamo eccezione. Tutte e due con un bel sedere, e la fortuna di gambe lunghe ereditate dalla mamma.

Quattro ragazze ed una grande scopata | Racconto orge di Chase90

Lo devo ammettere, probabilmente, anzi sicuramente, quel pomeriggio con quelle quattro ragazze, é stata la scopata piú grande della mia vita ad oggi! Ancora oggi mi sembra impossibile che sia accaduto. Ma partiamo dallinizio, con una piccola premessa: questo racconto é un pó piú lungo rispetto ai precedenti, ma non potevo tralasciare nessun dettaglio, perché quellesperienza, quella scopata, duró un pomeriggio intero e racchiudere quello che accadde in poche righe, sarebbe stato impossibile.

Schizzami | Racconto masturbazione di Chase90

Avevo commesso di nuovo quellerrore: uscire con una donna solo per il suo aspetto fisico. Fisicamente Alicia era uno schianto: altezza sopra la media, capelli lunghi e mossi che davano sul biondo, gambe slanciate ed un seno non proprio esagerato ma comunque degno di attenzione. Ed attenzioni ne stava avendo dallintera sala del ristorante, soprattutto dal sesso maschile, anche quello accompagnato dalla propria signora. La voce acuta di Alicia, unita al suo abbigliamento decisamente appariscente, era passato per il sottoscritto dalla scena guardate signori che fica mi porto sotto le coperte stasera a signori, chi offre un Euro per tappargli la bocca con il proprio uccello?. Se non fosse per quella sua parlantina, onestamente sarebbe stata una donna da scopare subito, ma tutto quel suo chiacchierare, mi aveva fatto passare la voglia. Ero stanco e dopo una giornata di intenso lavoro, desideravo solo una cena decente da concludere con unamica scopabile. Il caldo ed il pensiero dei contratti da concludere il giorno dopo, mi stavano letteralmente martellando il cervello. Sentivo le tempie pulsare, avrei voluto urlare Alicia… bastaaaaa! Voglio solo mangiare e dopo farmi una sana scopata, che ne dici di stare zitta due minuti?. Ma la mia fluviale interlocutrice non si accorgeva degli sforzi che facevo per mantenere l’autocontrollo. Lei continuava ad illustrarmi tutti i dannati ed infiniti problemi del mondo femminile. Ora non è che io sia così insensibile a tali tematiche, però avevo la netta sensazione che Alicia stesse esagerando. Avrei voluto andare via e lasciarla continuare a parlare da sola, ma non lho fatto, ho lasciato che il mio cervello perdesse ogni inibizione non appena lei iniziò a parlare dello sfruttamento del corpo femminile nel mondo della pornografia.

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