Le porcate davanti a tutti | Racconto esibizionismo di Elena di Castelbuono

Questa volta voglio scrivere di una delle cose che trovo piu eccitante , almeno per me. Fare le porcate davanti a tutti, amici , amiche o parenti. Equalcosa che mi è sempre piaciuta come sensazione, mi eccita da quando ero piccola, forse il fatto che i miei fratelli , piu grandi mi hanno iniziato a certi piaceri molto presto , facendomi conoscere quel piacere perverso di farmi toccare e baciare e di toccare a mia volta. Poi dalle toccatine sulle gambe, sul seno, sopra le patte degli amici o cugini , il passaggio ad andare oltre è stato normale. Ricordo alle feste , quando ero adolescente e andavo gia vestita con vestiti corti o minigonne e mi sedevo sulle gambe di tutti, lasciando che mi mettessero le mani un po ovunque, passando per la puttanella vogliosa che poi ero. Le mie amiche , beh amiche è una parola grossa, diciamo le altre ragazzine , mi odiavano e mi apostrofavano con le piu grandi offese perchè ovviamente avevo le attenzioni di tutti i ragazzi. Non tanto perchè ero una bella ragazza ma sopratutto perchè ci stavo con tutti. Ricordo ad una festa di un diciottesimo di un amico; come regalo me lo chiavai praticamente davanti a tutti/e. Era un grassone bruttarello , per cui niente fidanzata mai e decisi di concedermi a lui. Mi misi un vestito quasi da sposa, bianco con velo, molto corto, calze autoreggenti bianche e mutande trasparenti; avevo la fica bella piena non depilata ed ero bianchissima truccata come una cinesina, con questa fica nera nera che quando lui mi tolse le mutandine era qualcosa di molto eccitante. Prima limonai a lungo con lui sputandogli in bocca e facendolo eccitare con linguate nelle orecchie e poi mi misi a cavalcioni addosso a lui. Lui sapeva che ero a sua disposizione quella sera e mi mise le mani addosso per tutta la serata; mi alzava il vestito e mi teneva ogni tanto stretta a se con la mani in mezzo alle mie cosce, davanti a tutti e poi me la passava in bocca per farmi assaggiare il mio stesso umore. Quando lui mi mollava scappavo fuori per fumare e venivo raggiunta sempre da qualche bel ragazzo che non resisteva e ricordo non so quanti bucchini dovetti fare…mentre loro mi mettevano uno o due dita in culo e il resto della mano in mezzo alle gambe e io li facevo sborrare nella mia bocca. Poi tornavo nella sala e il festeggiato mi prendeva e mi baciava… mentre in bocca avevo ancora la sborra degli altri. A mezzanotte lui dopo aver spento le candeline mi mise su un divano e mi chiavò… molti andarono via, sopratutto quelli con le fidanzate.. mentre altri restarono e se lo fecero in mano mentre il ciccione mi penetrava e mi ciucciava le tette. Dopo di lui almeno altri 4 ragazzi mi vennero dentro sia in fica che in culo e mi fecero squirtare piu volte fino a riaccompagnarmi a casa alle prime luci dellalba. Il giorno dopo mi chiamò quel ciccione che voleva vedersi con me ma lho mandai a quel paese ed usciì con mio cugino per andare a fare le porcate in una villa comunale.. mi ricordo avevo un pantalone aderente e lui mi sditalinò su una panchina mentre dei vecchi guardavano e uno di loro si avvicinò e mi prese la mano e lo segai da sopra ai pantaloni facendolo venire quasi subito e mio cugino mi sbottonò la camicetta e il vecchio mi toccò pure il seno… ecco queste cose mi sono sempre piaciute e ancora oggi quando capitano le faccio…

Sborrata Violenta nella figa di mia figlia | Racconto incesti di Sebastian 80

Non ero ancora arrivato a casa cbe tutto sembrava così irreale, dalla mia casa cera il silenzio piú cupo, tetro e triste.. Ma entrando in casa tutto cambiò in un solo attimo. Entrai in cucina e li cera la mia bambina bellissima che non era piú una bimba ma una vera donna anche se era giovanissima. Io la guardavo meravigliato e morbosamente attirato dalla sua bellezza.la sera , dopo aver cenato con lei bevemmo un del liquori. Dopo un paio d ore il luquori fece effetto, era brilla al punto giusto, io senza ritegno mi avvicinai alla puledrina…era calda e vogliosa, il mio pene sussulto , dissi: figlia il mio arnese e pronto a cavalcare instancabilmente nella tua figa. Lei aveva paura, ma volle provarci. La presi come una bambolina , la portai sul letto , la denudai dei suoi indumenti le aprí le cosce, via pabtoloni e mutandine, presi il mio pene in mano lo avvicinai alla bellissima figa di mia figlia, che intanto era nuda e lo feci sciovolare dentro di lei..aprí ancora di piú le sue cosce per scoparla meglio.erano un po di settimane che non scopavo e le mie palle erano strapiene di sborra, io non ce la feci piú e riempí la meravigliosa figa di mia figlia. La sborra era così tanta che la figona di mia figlia non riuscí a trattenerla tutta ….fu una sborrata violentissima. Mai nessuno glila sborrerá come ho ho fatto io…

Studentessa troia | Racconto etero di Anonimo

La vita da lavoratore pendolare è sicuramente stressante e faticosa, ma a volte ti riserva sorprese gradite e inattese. Era una mattina come tutte le altre alla stazione del mio paese. La solita atmosfera stanca e silenziosa nel buio e nella nebbia del primo mattino. Aspettavo il treno sulla banchina accanto al binario, avvolto nel giubbotto pesante e nella sciarpa con in mano la borsa coi documenti per l’ufficio. Quando la voce all’altoparlante mi disse che il treno era in arrivo, mi svegliai dal mio stato di trance e mi accorsi della gente che si era sistemata come me in attesa. Avvertii poi un tocco leggero sulla spalla destra. Mi voltai e la vidi. Alessia, 20 anni, mi sorrideva da sotto i riccioli castani della sua folta capigliatura. Andavamo a scuola insieme, una volta eravamo molto legati, ma era da parecchio tempo che non la vedevo. -Ehi!- esclamai con voce roca per il sonno. -Ciao!- mi salutò lei. Abbracciandoci e baciandoci sulla guancia per salutarci sentii il suo buonissimo profumo sul collo e constatai che il suo fisico era migliorato molto negli ultimi mesi. Il sorriso bianco tra le labbra rosa e sottili spuntava sopra la sciarpa scura e il giaccone nero e lungo che la copriva fino alle ginocchia, con i pantaloni neri e le scarpe da ginnastica di marca. Il viso in carne era quello di sempre, con la sua pelle chiara e delicata, gli occhietti scuri e vispi, le guance leggermente arrossate per il freddo e il nasino alla francese sotto le sopracciglia leggere e rifinite. -Come va?- mi chiese permettendomi di staccare gli occhi dai suoi. -Abbastanza bene… lavoro a parte…- dissi con voce quasi coperta dalla frenata del treno che era sopraggiunto. -Immagino…- mi disse con la sua voce alta e dolce salendo sulla scaletta e entrando nella carrozza a destra. La seguii e mi sedetti in uno dei due posti vicino al finestrino. Lei si sistemò davanti a me e incrociò le gambe con un movimento veloce e fluido. -Sapevo che stavi nel collegio delle suore per non fare la pendolare fino alla laurea- dissi incrociando le mani sul grembo. Era sempre stata una ragazza molto posata. Non beveva, non fumava, era fidanzata con un ragazzo tranquillo quanto lei da almeno due anni. Quando avevo saputo della sua sistemazione al collegio delle sorelle mi era sembrata quella più adatta al suo carattere riservato e mite. Tempo prima frequentavo il suo ragazzo e una volta mi aveva detto, tra una birretta e l’altra, che a letto sapeva trasformarsi completamente, diventando una vera belva che difficilmente lui riusciva a saziare. A vederla però, mi sembrava impossibile che una persona potesse cambiare così tanto da una situazione ad un’altra. -Infatti…- disse lei –ci sto tornando perché oggi ho lezione. Ieri sera sono andata da Massimo a cena e ho passato la notte da lui…- Massimo era il suo ragazzo e il sorrisino malizioso che le apparve sulle labbra quando disse quelle parole mi lasciarono perplesso. Per un momento non la riconobbi. -Tutto bene con lui?- le chiesi curioso. -Sì, insomma… abbastanza, direi… Lui è molto dolce.- mi sembrava imbarazzata. Forse le cose non andavano poi così bene, pensai. Si aprì il giaccone pesante e scoprì una maglia bianca non molto larga che evidenziava le forme del suo seno non eccessivo, ma non certo da buttare. Gettai un’occhiata e poi scesi con gli occhi lungo il corpo osservando anche quanto le gambe, oltre al ventre, fossero notevolmente dimagrite rispetto al nostro ultimo incontro. –Ti vedo molto bene- le dissi con gentilezza toccandole la punta della scarpa che teneva sollevata. -Grazie! – disse con un sorriso splendente –anche tu stai molto bene.- sottolineò indicandomi con le dita affusolate e delicate della mano che poi appoggiò sulla coscia cominciando ad accarezzarsi i pantaloni di tessuto. -Com’è vivere con delle suore?- chiesi per fare conversazione e evitare di soffermarmi troppo sul collo che aveva appena liberato dalla sciarpa. La situazione cominciava a preoccuparmi perché sentivo crescermi qualcosa tra le gambe e temevo che potesse accorgersene. Per evitare, le accavallai anch’io. -Non è male come si potrebbe sembrare…- disse a voce bassa avvicinandosi un po’ a me. –l’unica cosa è che non lasciano portare uomini nelle stanze e… mi capisci, no? Ogni tanto devo tornare a casa… o esplodo…- Non aveva mai fatto prima con me discorsi simili… mi sentii davvero eccitato a pensarla nuda in un letto. Prima ci avevo fatto caso poco. I suoi capelli ricci raccolti si schiacciarono contro il sedile quando lei si riallontanò abbanonandosi sui braccioli e allargando un po’ le gambe. Lo sguardo mi cadde sul cavallo dei pantaloni che, stretti al punto giusto, avvolgevano il suo pube piatto come il ventre. Deglutii. Fu il calore al viso crescente a farmi parlare. –Beh.. per Natale so cosa regalarti…- dissi pensando ai vibratori che si vedono ogni tanto nelle vetrine dei sexy shop. Lei si riavvicinò e appoggiò una mano sul mio orecchio sussurrandomi –Di vibratori ne ho già due… ma non è la stessa cosa… non mi danno le stesse sensazioni, sai com’è…- Rimasi di sasso, aveva capito la mia allusione… e non solo… -Ah…- aggiunse – ho anche una compagna di stanza abbastanza carina e ogni tanto ci scambiamo qualche favore… ma le manca la materia prima per fare del vero sesso. Mi spiego?- chiese sempre sottovoce indicando verso il mio cavallo dei jeans. -Sì, sì…- deglutii- ti spieghi molto bene…- Tornò ad appoggiarsi allo schienale e a posare le mani delicate sulle cosce tese. Prese dalla borsa una biro e un foglietto e ci scrisse sopra qualcosa. Me lo diede facendo attenzione a prolungare il più possibile il contatto tra la mia mano e la sua, facendomi con le unghie il solletico ai polpastrelli. Vidi che c’era scritto un indirizzo. -Cos’è?- le chiesi. -E’ l’indirizzo del mio colleggio…- disse lei sorridendo da furbetta. -E cosa dovrei farmene?- chiesi io allibito. -Puoi venire a trovarmi più tardi, che ne dici?- mi sembrò di vedere il suo sguardo ammiccare ma pensai di essermelo immaginato. -Non hai detto che non possono entrare i maschi?- -Sì… l’ho detto… – sibilò con voce estremamente sensuale tirando fuori un pezzetto di lingua rossa e facendolo roteare sulla carne morbida delle labbra. Ormai non avevo dubbi su cosa volesse da me… Annuii e mi avvicinai a lei. –E come faccio a entrare?- Lei sorrise ancora. –Dalla porta… Alle cinque hanno la messa e tutte sono nella cappella…- si fermò un attimo pensando alla sua ultima parola –e i corridoi sono liberi. Devi solo fare attenzione alle guardie all’ingresso, ma basta dire che stai andando a messa. Ho visto altre ragazze fare così con i loro fidanzati…- Mi venne da chiederle perché non lo facesse anche lei col suo fidanzato invece che con me ma mi guardai bene dal farlo… un’occasione simile non potevo perderla. Il treno si fermò alla mia stazione. Mi alzai e le strinsi la mano con delicatezza baciandola sulla guancia. –A dopo- le dissi. Lei sorrise e mi guardò a lungo con aria affamata. E io sapevo di cosa. Si passò la mano veloce lungo il corpo toccandosi tra le gambe avendo cura di non essere vista da altri che da me. Mi voltai e scesi dal treno. La giornata era stata lunga e faticosa ma animata dalla dolce attesa del dopo. All’uscita dall’edificio dove lavoravo avevo salutato rapido i colleghi e avevo preso il primo treno. Arrivato alla stazione successiva avevo preso il pullman, chiesto informazioni e alla fine avevo trovato il posto indicatomi. Ero entrato con la scusa della funzione religiosa e adesso giravo bramoso per i corridoi del collegio. Qualche ragazza che mi vedeva passare sorrideva e commentava piano con le compagne l’ovvio motivo della mia visita. Sentii due che si chiedevano di chi fossi e come fossi a letto. Arrivai alla stanza indicatomi, la numero 25, e bussai. Da dentro rispose una voce che mi disse di entrare. Aprii la porta e mi trovai in una stanza spoglia, con due letti sistemati alle pareti opposte, due scrivanie, due comodini, due armadi e una porta che, presumibilmente dav
a sul bagno. Ad accoglierm
i non fu chi mi aspettavo. Avevo pensato di entrare, prenderla per la vita con un braccio, infilarle la lingua in bocca e sbatterla contro il muro dandole quello che voleva… Ma davanti a me si era presentata una ragazza bionda, bassa e carina che mi aveva sorriso e mi aveva fatto accomodare. -Ale arriva subito- mi disse con voce un po’ da oca –tu sei il suo amico vero?- Annuii. -Ok… tranquillo, adesso vi lascio soli… Li hai i preservativi?- mi chiese senza imbarazzo e aprendo il cassetto del suo comodino pieno di profilattici da utilizzare. -Sì, grazie… ho i miei.- Lei fece spallucce, richiuse il cassetto a chiave e mi camminò davanti sculettando nei jeans. Si girò verso di me masticando la gomma e si piegò in avanti protendendo verso di me quel gran bel culetto sodo. –Vuoi toccare?- mi disse quasi indifferente. Io rimasi interdetto. -Non morde, dai… accomodati…- Io appoggiai la mia mano sul suo fondoschiena accarezzandolo appena e lei mi afferrò l’altra mano mettendosela sull’altro gluteo e invintandomi a palpare con vigore. Non mi feci pregare e constatai che era davvero un gran bel culo. Lei si raddrizzò e si girò mettendomi repentinamente una mano sul pacco e tastando la consistenza e la lunghezza del mio pene eretto. –Mmm…- fece lei facendo l’occhiolino –Alessia ha scelto bene… Fate solo attenzione a non fare rumore… una volta mi hanno sorpresa perché mi è scappato un urlo quando sono venuta e i miei hanno dovuto pagare un patrimonio per farmi rimanere qui, ok?- Annuii e la guardai uscire pensando a che troia senza limite poteva essere quella ragazza e da chi Alessia potesse aver preso certi modi di dire e di fare… Non che la cosa mi dispiacesse, comunque. Rimasi cinque minuti seduto sul letto di Alessia aspettandola. Poi la porta si aprì e lei entrò vestita come al mattino, solo senza cappotto. Sorrise vedendomi e chiuse a chiave la porta. –Ho conosciuto la tua amica….- dissi io sorridendo. -Oh no…- disse preoccupata –non l’avrete fatto, vero?- -Sei gelosa?- -No.. però lei gli uomini se li spreme tutti… io ti voglio in forma per me…- disse abbracciandomi delicatamente e facendomi sdraiare sulle lenzuola mentre mi sfiorava le labbra con le sue. -Tranquilla… non abbiamo fatto nulla… sono tutto tuo…- dissi baciandola, finalmente. Lei si sdraiò su di me togliendosi le scarpe mentre continuavamo a limonare. Le mie mani la indagarono soffermandosi sulle rotondità di seno e culo, rotondo e sodo, passando per i fianchi e infilandosi occasionalmente sotto la maglia per accarezzare la pelle nuda della schiena e del ventre e sfiorando i primi peli del pube. Dopo qualche minuto lei si staccò e si mise a cavalcioni sul mio bacino, sfilandosi la maglia e restando in maglietta. Io mi tolsi il maglione e la camicia restando a petto nudo. Anche lei si sfilò la maglietta bianca e rimase col reggiseno nero a separarmi dai suoi capezzoli rigidi in evidenza. Le sue tette erano piccole, una prima, al massimo una seconda, ma erano così sode che veniva voglia di morderle. Lei indugiava con lingua e denti e labbra sui miei capezzoli, leccandomi i muscoli addominali fino all’ombelico scendendo con le mani fino alla cintura. Me la slacciò e iniziò ad abbassare la zip trovando i miei boxer blu pieni di eccitazione. Mi tolse i pantaloni lasciandomi in mutande. Io le appoggiai allora le mani sul culo e le abbassai di colpo i pantaloni fino alle ginocchia, scoprendo anche le mutandine piccole e nere che contenevano il suo frutto proibito. Le gambe depilate alla perfezione si avvolsero intorno alla mia schiena mentre io le palpavo e massaggiavo con le mani leccandole con la lingua il collo e il petto fino alla riga tra i seni chiari. Le tolsi il reggiseno e iniziai a succhiare come se dovessi essere allattato. Lei si lasciò scappare un piccolo lamento quando le morsi il capezzolo ma si trattenne, sussurrandomi ansimando di non fare rumore o ci avrebbero scoperti. Io annuii e la feci coricare sul suo letto, scorrendo con la lingua bagnata fino al suo ombelico. Spostai le mutandine e glie le sfilai con un brivido. La figa era pelosa ma curata. Tutti i peli non erano più lunghi di un paio di centimetri e già erano bagnati della sua eccitazione. Iniziai a lavorare di lingua gustandomi il suo sapore e entrando con la lingua dentro di lei. Lei godeva vistosamente con contrazioni muscolari incontrollate, ma era silenziosa stringendo i denti e sforzandosi di non lasciarsi andare a urla di piacere. Dopo un poì mi tolsi dalla sua vagina e fu lei con gli occhi lucidi per la goduta a mettermi sdraiato sotto di lei e a sfilarmi i boxer liberando i miei 18 centimetri di cazzo duro come il marmo. Mi aspettavo un bel pompino con le sue labbra delicate e invece si sistemò sulla cappella con la sua vagina bagnata e iniziò velocemente ad andare su e giù sulla mia asta. Non mi feci pregare e le appoggiai le mani sui seni mentre lei saltava facendo cigolare la rete del letto su e giù sulla mia asta. Con la testa rivolta verso il soffitto e i capelli al vento che andavano su e giù sudava tantissimo e le mie mani non sapevano più dove toccare tra il suo culo florido e i seni sodi, la schiena liscia e sudata e il ventre teso per l’eccitazione. Godevo davvero tanto, ma riuscivo a non fare rumore, mentre lei per evitare di urlare si mise in bocca un legnetto rotondo che strinse con i denti, lasciando uscire solo un debole e continuo –Mmmmmmmmh…… mmmmmmmmh… aaaaaa…….. mmmmmmmmmmmh…… mmmmmmmmh….- Sentivo il mio cazzo sempre più veloce che entrava e usciva dal suo corpo e contemporaneamente il suo piacere che cresceva, i suoi muscoli che perdevano il controllo. Tremava tutta come se fosse indiavolata… Poi all’improvviso rallentò il ritmo e spinse sempre più forte facendomi penetrare sempre di più. A un certo punto fece l’ultimo salto e rimase ferma con il mio pene dentro di lei. Sentii come un fiume caldo inondarmi l’asta del cazza fino a bagnarmi i coglioni e il pube. Era venuta. Sentivo il suo respiro affannoso e i mugugni sempre più deboli dalla bocca serrata. Lei era venuta, io no. E volevo venire, feci per prenderla per i fianchi e farla ricominciare ma lei si tolse da me lasciandomi col cazzo in tiro e sul punto di venire. -Dove vai?- le chiesi con voce straniata. Lei con gli occhi bagnati dalle lacrime del piacere e un sorriso spiritato sul viso mi disse con voce bassa e calda. –Non avevo mai raggiunto l’orgasmo prima… grazie di cuore…- e mi diede un bacio leggero sulla fronte, avviandosi lentamente verso il bagno tutta nuda e bagnata. Io mi alzai e la presi per un braccio. –E io?- le chiesi prendendola per le spalle con forza. Fece spallucce e mi indicò la mano -Finisci da solo…- Io mi rifiutai di crederci, ma poi la presi per i capelli e la rimisi sul letto. Stavolta mi misi io sopra di lei e ricominciai a leccarla per farla riscaldare un po’. Quando fu d’accordo e vogliosa di ricominciare, mi misi tra le sue gambe e mi feci largo nella vagina larga di Alessia. Prima piano poi sempre più forte ricominciai a entrare in lei. Anche lei godeva, la porca, con tutta se stessa… quasi come prima. Ma mi bruciava ancora il trattamento di prima e pensai di farle provare qualcosa di nuovo e ancora più lussurioso. Le misi il bastoncino di prima in bocca e lei annuì godendo. Poi smisi di penetrarla e la girai con la schiena all’insù. Lei capì e si mise a pecorina. Mi alzai sul letto e le scopai la figa da dietro portando a me con le mani il suo corpo e aiutandola a fare avanti e indietro. Tolsi poi ancora il mio cazzo dalla sua vagina ormai devastata e mi preparai a entrarle nell’ano. Lei si tolse il bastoncino dalla bocca e mi fermò. -Lì sono vergine…- disse con un filo di voce che aveva il suono di una che non capiva più per la goduria quello che succedeva. Sembrava drogata dal piacere. -Tranquilla… prima ti apro e poi faccio piano…- le dissi baciandola sulle labbra e accarezzandola. Lei annuì e si lasciò infilare la lingua tra le chiappette chiare e delicate. Dopo un po’ cominciai con un dito, poi con due
. Poi quando fu abbastanza ap
erto, provai ad appoggiarci la mia cappella gonfia e rossa. -Spingilo dentro!- mi disse dopo essersi infilata da sola tre dita nel retto. Non me lo feci ripetere più volte e entrai una prima volta lentamente. Lei gemette. Uscii e rientrai ancora. E ancora. E ancora. Continuando ad aumentare lunghezza della penetrazione e velocità. Fu lei a chiedermi di scoparla con come nella figa. Non aspettavo altro. La feci venire di nuovo dalla vagina ma questa volta non se ne andò. Dopo esserselo preso abbastanza anche da dietro, si mise di nuovo con la schiena sul letto e mi invitò a venirle nella figa, dicendomi di aver preso le pillole. Io la scopai di nuovo ma questa volta molto più profondamente. Quando ero sul punto di venire anche io, però, tolsi il cazzo dalla sua vagina e lo misi davanti al suo viso. lei si sedette sul letto e capì. Lo prese con la mano destra mentre con la sinistra si massaggiava il pube. Io la aiutai e con la mano destra la aiutai con la pompa e con la sinistra con il ditalino. Quando lo prese in bocca e iniziò a succhiare sentii un fiume caldo percorrermi il corpo. La presi per i capelli e la tirai a me, mettendoglielo tutto dentro la bocca e esplodendo in un’eruzione di sperma senza precedenti. Misi tanta energia che anche la mia mano e la sua entrarono nella patata impregnata di succhi e sperma e la fecero venire per l’ennesima volta. Io continuavo a spruzzare sperma e dopo averle riempito la bocca e averla vista deglutire, le schizzai sul viso gli ultimi getti di sborra calda. Mi abbandonai stravolto sul letto sudicio di sudore, sperma e succhi vaginali accanto a lei. Ci limonammo per un po’ e poi andammo insieme sotto la doccia dove, ci leccammo ancora un quarto d’ora ripromettendoci di rifare insieme quel fantastico pomeriggio!

Il mio culo aperto | Racconto masturbazione di stea72

Comprai quel doppio dildo per mia moglie, ma laltra sera solo in casa non seppi resistere e volli provarlo. Andai in bagno e mi feci una doccia fresca. Mi pulii bene lano con sapone delicato e dita dentro. Scappellai il cazzo e ci passai il getto di acqua fresca per circa 5 minuti. Quando fui completamente pulito , mi asciugai, andai sul lettone mi misi uno slip di mia moglie con perizoma aperto avanti e finalmente presi il doppio dildo. Spensi la luce, accesi laria condizionata ed il lumicino vicino al letto. Iniziai piano a giocare con il dildo strofinandolo sulla cappella e spingendolo tra le palle come fossero una fica, presi della nivea di mia moglie e la spalmai sia sue due cazzi del fallo di gomma a doppia velocità che sulla mia rosellina anale. Inizia a far scivolare il cazzone di gomma tra le cosce aperte oscenamente e piano piano lo feci assaggiare al culo. Iniziai dal più piccolo dei due e lo infilai tutto dentro facendo vibrare il grande sulla punta del mio glande ! Ero in estasi! Sembravo una troia in calore, peggio di mia moglie quando si spacca la fica con il dildo. Il mio cazzo era diventato durissimo ed il mio culo bramava la parte di vibratore più grande! Uscivano dal culo umori misti a nivea! Quello era il momento tolsi il piccolo lo leccai lo assaggiai ! Buonissimo il mio sapore! Misi dentro ,facendolo vibrare , la parte più grande ! Era enorme ma il culetto dal quale spostai il perizoma lo prese tutto dentro , lo sentivo fino alla prostata mi scopavo senza toccarmi strizzandomi i capezzoli ! Ero la peggio delle troie stantuffavo alla grande il culo era come se fosse una fica slabbrata aperta e vogliosa! Ci infilai anche la parte di vibratore più piccola , ero pieno mi scopavo da solo senza sfiorami il cazzo. Lo scappellai e improvvisamente eiaculai tutto il mio latte . Mi levai i due cazzi li passai sullo sperma e me li portai in bocca finendo con le mani la sborrata e bevendo tutto il mio seme! Ora lo useremo in due il dildo !

Con mia sorella, che goduria | Racconto incesti di fabio

Mi chiamo Fabio ho 20 anni e sono un ragazzo che tutti definiscono caruccio, faccio parte di una buona famiglia che come tutte le famiglie ha i suoi problemi quotidiani. Sono un ragazzo che attratto parecchio dal mondo hard e ho sempre guardato film e video su internet.negli ultimi tempi provavo parecchio interesse per le donne vicine alla famiglia zie cugine e ogni tanto qualche pensiero su mia sorella, mia sorella si chiama Eleonora a 8 anni in più di me ed è una bella ragazza alta 1,60 corporatura magra una seconda e un culo bello pieno. I miei pensieri iniziavano da quando ultimamente mi capitava di entrare in bagno e vederla sotto la doccia,oppure quando era appena uscita coi capelli castani raccolti e il corpo bagnato, l ho sempre vista un po come una a letto un po porcella, e le mie sensazioni non furono smentite quando un giorno qualche mese dopo. Tornai a casa un pomeriggio tardi, ero uscito la mattina e rientrai di pomeriggio intorno alle 17, probabilmente mia sorella non mi aspettava, i mei non erano in casa poiché rientravano da lavoro intorno alle 19. Arrivato davanti la porta di casa misi la mano in tasca per prendere le chiavi una volta infilate nella serratura mi accorsi che la porta era aperta, entrando senti dei versi come dei lamenti provenire dal piano di sopra, la nostra era una casa su due piani e al piano di sopra era composto dalla camera di mia sorella e da un bagno, salì per la scala a chiocciola e iniziai a capire che forse non erano versi ma dei gemiti e distinsi due voci quella di mia sorella e quella del suo ragazzo, a quel punto non mi fu difficile capire che stava succedendo ma questo non mi fermò, volevo vedere, volevo vedere mia sorella come si dimenava a letto e vedere quanto fosse porca. Arrivato alla fine della scalinata cera un piccolo pianerottolo che faceva da passerella dalla camera al bagno, io mi avvicinai alla camera, tenendo le spalle al muro e cercai di essere il più silenzioso possibile, in tanto mia sorella usava un linguaggio sempre più sconcio, si dai leccami la figa porco, sputaci dentro..ahhh come sei bravo non ti fermare mi fai morire. io mi stavo eccitando sempre di più nonostante avessi una paura di essere scoperto, arrivato allincrocio con la parete della camera sbirciai sporgendo solo la testa e vidi mia sorella seduta con la figa in faccia al ragazzo e fortunatamente mi davano le spalle, a quel punto tirai fuori il cazzo e iniziai a menarmelo di brutto, mia sorella da seduta si chinò in avanti e prese il cazzo del ragazzo bocca. Io continuai a masturbarmi, dopo una decina di minuti la porcella si mise a pecora sempre dandomi le spalle. io sentivo che stavo per sborrare, ma volevo continuare a godermi la scena e a trattenere lorgasmo più a lungo. Ad un certo punto mia sorella iniziò ad essere sempre più spinta.. si dai ora mettimelo nel culo, voglio che me lo riempi di sborra porco, fammi vedere se sai farmi godere a quel punto misi il cazzo nelle mutande mi continuai a segare ma sborrai nellintimo per non sporcare, venni tantissimo. mi ricomposi scesi ed uscì di casa tornando dopo un oretta!! I giorni seguenti iniziai a desiderarla a desiderare di fare qualcosa almeno qualcosa. Io e mia sorella non avevamo un rapporto esageratamente stretto era fatto di alti e bassi, una mattina mi svegliai e mi accorsi che mia sorella si preparava per una doccia, non persi tempo mi misi solo in mutande e aspettai il momento giusto. Ah sono un ragazzo che si cura abbastanza e mi depilavo sempre il pene ed ero liscio in tutto il corpo, e notai che anche mia sorella si depilava la figa ed era un vero spettacolo. Aspettai e quando entrò in bagno e sentì aprire l acqua capi che era arrivato il momento di rischiare eravamo soli in casa. Entrai in bagno solo in mutande e mia sorella era sotto la doccia, dalla vetrata notai che mi vide, io mi misi a fare la pipì con lerezione mattutina e il lerezione dovuta alla situazione non mi veniva facile urinare tanto e che la feci a scatti e ci misi un minuto abbondante, mia sorella a quel punto fece partire una battutina ti serve una mano per fare la pipì?? alla tua età non dovresti avere questi problemi.. io risposi per le rime stai tranquilla che se cè una cosa con cui non ho problemi è proprio questa qua lei ribatte a me non sembra, ma se lo dici tu… io finì e mi misi allo specchio e feci finta di guardare qualche imperfezione a quel punto mia sorella aveva finito la doccia, uscì e come la vidi uscire, mi venne un idea e senza ragionare la misi in pratica, mi abbassai i boxer e presi l accappatoio come se dovessi fare la doccia, a quel punto mia sorella fece faccia sbalordita come di chi rimane stupito effettivamente avevo una mezza erezione ed ero tutto depilato e mia sorella non mi vedeva nudo da tantissimi anni penso. e a quel punto iniziò la nostra conversazione:

Il piu grande pompino | Racconto gay di fellatio

in vita mia,almeno da quando pratico sesso con il mio stesso sesso,ne ho visti tanti! tanti cazzi ,certo,per fortuna! ma anche tanti uomini e ragazzi che a volte sembravano curiosi,altre volte scettici,altri sicuri ma per loro era la prima volta,per tutti sono stati momenti felici……

racconti eortici gaymutande stretteerotico raccontima tu mi ami chiese aliceracconti incedtononne porche con nipotimoglie sborrata in ficaclube da zoofiliaho inculato mia cuginainculata forzatasmorza candelasesso al celgay inculatemogli in caloremio fratello mi toccamia sorella è una troiaincesti storiesorpresa a masturbarsiraccontipornograficistorie di sesso verostorie cuckoldracconti.gay e bsxstorie erorichestorie di sesso incestoscopami la figainculate lesbosotto la gonna di mia mogliei racconti d miluprima volta raccontiracconto erotico verochiavata con la ziascopa un canezoosckolmogli in toplessmoglie e marito cornutoracconti erotici maremia zia raccontiracconti sexsega ad un amicoscopata dal cognatocazzi bisexdolce chiavataposizione a candela per rimanere incintastorie pornoschiava bondageclub zoofiliaperizoma al supermercatozoofilia raccontiprima sega racconticugina vogliosascoparsi la mammatroie a cavalloracconti piccanti di sessobuon compleanno amore di ziaragazze che lo succhianoracconti/eroticiincesto raccontobuon pomeriggio caldissimonel culo della suoceraorgia in ufficioraconti sexstorie eroticeincestoraccontisesso all'universitàporno incesto veroculo di maialemia figlia nudaracconti ersonia transil nonno scopa la nonnaracconto bdsmpompami il culomammina porcasesso e tradimentiincularsi la mammaracconti erticieroticiracconti gayorgia scuolaracconti sadomasi