La masturbazione femminile | Racconto masturbazione di Chase90

Siamo onesti con noi stessi, anzi, dovrei parlare al femminile, siamo oneste con noi stesse: se ci prude, ce la grattiamo! Proprio così, almeno su questo non esiste la parità dei sessi, la masturbazione sembra che sia tangibile (parola non scelta a caso) per luomo, ma non per la donna. In altri termini, tra uomini spesso si parla (spesso scherzando, ma non sempre) di farsi una sega dopo una giornata intensa di lavoro o dopo aver visto una bella gnocca per strada. Frasi del tipo «ora torno a casa, mi faccio una bella sega e poi TV tutto il giorno», o «hai visto quella nuova collega? Che fica… ce lho già duro… appena torno a casa gli faccio una bella dedica» almeno una volta noi uomini labbiamo detta e/o sentita dire! Ma se lo domandi ad una ragazza, ad una donna, tutte si chiudono a riccio, tutte sembra che non lo fanno, che non si toccano. Ma non è così, ed ora vi dico qualcosa che nella mia lunga esperienza con le donne è venuta fuori cercando di fare un po di luce in questo argomento molto vasto ed a molti/molte sconosciuto.

Quattro ragazze ed una grande scopata | Racconto orge di Chase90

Lo devo ammettere, probabilmente, anzi sicuramente, quel pomeriggio con quelle quattro ragazze, é stata la scopata piú grande della mia vita ad oggi! Ancora oggi mi sembra impossibile che sia accaduto. Ma partiamo dallinizio, con una piccola premessa: questo racconto é un pó piú lungo rispetto ai precedenti, ma non potevo tralasciare nessun dettaglio, perché quellesperienza, quella scopata, duró un pomeriggio intero e racchiudere quello che accadde in poche righe, sarebbe stato impossibile.

La masturbazione femminile | Racconto masturbazione di Chase90

Siamo onesti con noi stessi, anzi, dovrei parlare al femminile, siamo oneste con noi stesse: se ci prude, ce la grattiamo! Proprio così, almeno su questo non esiste la parità dei sessi, la masturbazione sembra che sia tangibile (parola non scelta a caso) per luomo, ma non per la donna. In altri termini, tra uomini spesso si parla (spesso scherzando, ma non sempre) di farsi una sega dopo una giornata intensa di lavoro o dopo aver visto una bella gnocca per strada. Frasi del tipo «ora torno a casa, mi faccio una bella sega e poi TV tutto il giorno», o «hai visto quella nuova collega? Che fica… ce lho già duro… appena torno a casa gli faccio una bella dedica» almeno una volta noi uomini labbiamo detta e/o sentita dire! Ma se lo domandi ad una ragazza, ad una donna, tutte si chiudono a riccio, tutte sembra che non lo fanno, che non si toccano. Ma non è così, ed ora vi dico qualcosa che nella mia lunga esperienza con le donne è venuta fuori cercando di fare un po di luce in questo argomento molto vasto ed a molti/molte sconosciuto.

Schizzami | Racconto masturbazione di Chase90

Avevo commesso di nuovo quellerrore: uscire con una donna solo per il suo aspetto fisico. Fisicamente Alicia era uno schianto: altezza sopra la media, capelli lunghi e mossi che davano sul biondo, gambe slanciate ed un seno non proprio esagerato ma comunque degno di attenzione. Ed attenzioni ne stava avendo dallintera sala del ristorante, soprattutto dal sesso maschile, anche quello accompagnato dalla propria signora. La voce acuta di Alicia, unita al suo abbigliamento decisamente appariscente, era passato per il sottoscritto dalla scena guardate signori che fica mi porto sotto le coperte stasera a signori, chi offre un Euro per tappargli la bocca con il proprio uccello?. Se non fosse per quella sua parlantina, onestamente sarebbe stata una donna da scopare subito, ma tutto quel suo chiacchierare, mi aveva fatto passare la voglia. Ero stanco e dopo una giornata di intenso lavoro, desideravo solo una cena decente da concludere con unamica scopabile. Il caldo ed il pensiero dei contratti da concludere il giorno dopo, mi stavano letteralmente martellando il cervello. Sentivo le tempie pulsare, avrei voluto urlare Alicia… bastaaaaa! Voglio solo mangiare e dopo farmi una sana scopata, che ne dici di stare zitta due minuti?. Ma la mia fluviale interlocutrice non si accorgeva degli sforzi che facevo per mantenere l’autocontrollo. Lei continuava ad illustrarmi tutti i dannati ed infiniti problemi del mondo femminile. Ora non è che io sia così insensibile a tali tematiche, però avevo la netta sensazione che Alicia stesse esagerando. Avrei voluto andare via e lasciarla continuare a parlare da sola, ma non lho fatto, ho lasciato che il mio cervello perdesse ogni inibizione non appena lei iniziò a parlare dello sfruttamento del corpo femminile nel mondo della pornografia.

La masturbazione femminile | Racconto masturbazione di Chase90

Siamo onesti con noi stessi, anzi, dovrei parlare al femminile, siamo oneste con noi stesse: se ci prude, ce la grattiamo! Proprio così, almeno su questo non esiste la parità dei sessi, la masturbazione sembra che sia tangibile (parola non scelta a caso) per luomo, ma non per la donna. In altri termini, tra uomini spesso si parla (spesso scherzando, ma non sempre) di farsi una sega dopo una giornata intensa di lavoro o dopo aver visto una bella gnocca per strada. Frasi del tipo «ora torno a casa, mi faccio una bella sega e poi TV tutto il giorno», o «hai visto quella nuova collega? Che fica… ce lho già duro… appena torno a casa gli faccio una bella dedica» almeno una volta noi uomini labbiamo detta e/o sentita dire! Ma se lo domandi ad una ragazza, ad una donna, tutte si chiudono a riccio, tutte sembra che non lo fanno, che non si toccano. Ma non è così, ed ora vi dico qualcosa che nella mia lunga esperienza con le donne è venuta fuori cercando di fare un po di luce in questo argomento molto vasto ed a molti/molte sconosciuto.

Ho scopato con mia madre Parte 1 | Racconto incesti di ChristyTrans

Leggo molte storie sugli incesti in web, non credo che siano veritieri, troppo colorati di fantasia, ma del resto la fantasia, e quella situazione, che ci fa sognare di fare cose altrimenti impossibili da realizzare. Non dubito che qualche caso possa essere anche veritiero, ma tra le mille storie raccontate in vari portali erotici in rete, credo che solo l1% di questi sia vero. A questa percentuale, aggiungerei il racconto che vado a narrarvi oggi, chi mi conosce gia avendo letto le mie avventure, sa che in vita mia, ne ho combinate parecchie, essendo in gioventu stata una Trav che si e fatta scopare da mezza citta, e non esagero, sono stati milioni gli uomini a infilare il loro cazzi duri dentro di me, e quando parlo di uomini, mi riferisco ad uomini veri dai cinquanta ai settanta non certo a ragazzi. Chi ha gia letto come dicevo gli altri miei racconti, tutti estratti da un Diario personale che scrivevo allepoca dei fatti, sa anche che ho avuto una madre complice in tutto cio che facevo. Complice involontaria, dato lavevo trascinata e convinta o plagiata se volete, convincendo una donna di mezza eta, abituata alle sue regole e ai suoi pudori, che cio che facevo non era affatto sbagliato, e che per amore si fa questo ed altro. Avevo preso la scusa dellamore, per convincerla ad essermi complice, e si sa, i genitori per i figli fanno di tutto. Perso mio padre, ho plagiato mia madre, cercando di martellarla ogni santo giorno, con le mie convinzioni e le mie porcate, alla fine, battendo continuamente òp stesso punto, si piega anche il ferro si dice, e ebbi vinta la complicita di mia madre. Ero riuscita piano piano, e passo dopo passo, a convincerla pure ad assistermi mentre degli uomini mi scopavano davanti a lei, ero arrivata oltre solo in certi periodi, dove destate, complice il caldo, la mia porcaggine aumentava. Sono sempre stata carina, un fisico femminile, belle gambe un culo da favola, lunghi capelli nesciati lisci, un visino da troietta, e una troiaggine degna di una vera femmina. fino ai 20annison stata trav poi iniziai le cure per diventare Transgender. Oggi posso dire di essere una bella Trans che nulla ha da invidiare ad una donna biologica se non quel pisellone che ancora mi porto tra le gambe. Dicevo, al tempo avevo mia madre che mi stava dietro in tutto, mi confidavo con lei, su come avere i rapporti con i miei uomini, la facevo assistere, mi aiutava ogni santa volta che poteva, e vedendo la mia felicita, per lei era sufficiente. Certo non apprezzava tutto quello, ma lo sopportava per lamore che provava per me chiaramente, essendo il suo unico figlio, ora diventata figlia, accettava di tutto, anche se cerano dei limiti che non voleva assolutamente varcare. Avevo tentato varie volte ma invano, di coinvolgerla nei miei rapporti con gli uomini che mi portavo in casa, ma lei piu che assistermi non faceva, non si spingeva mai oltre la linea e mai prese parte ai nostri rapporti amorosi. Diceva sempre che era gia troppo assistermi, figuriamoci parteciparci a certe cose. Per lei donna cresciuta ai tempi con educazione puritana, il sesso era sempre stato tabu. Mamma non era una brutta donna a cinquantacinque anni si teneva ancora, era la classica donna della portineria, alta piu che un metro e sessanta, minuta, capelli non troppo lunghi, fino al collo, castani arricciati, occhialoni da vista sul naso, pelle chiarissima, seno abbondante, sempre vestita impeccabile da signora perbene che incontreresti al mercato della zona. Io invece, ero lesatto contrario di lei, avevo un bel fisico e non perdevo occasione di mostrarlo con fierezza, sopratutto il mio bel culo tondo sodo liscio e morbido, le mie coscie tonde e sode. i miei lunghi capelli lisci e morbidi erano poi il mio punto di forza, mamma ovviamente mi raccomandava sempre di coprirmi meglio, ma almeno in casa, ero solita girare in intimo, specie destate, con il mio bel completino nero fatto di calze a rete nere autoreggenti, reggicalze nere, tanga nero e reggiseno nero. Zoccoli a zeppa alta di legno ai piedi, truccata bene e coperta solo da un vestaglione lungo rosso in raso lucido, che comunque tenevo sempre aperto e mai chiuso. Io e mamma dormivamo insieme sullo stesso lettone matrimoniale dove aveva dormito per anni con mio padre. il salottino, era munito di un comodo divano a quattro posti che alloccorrenza, poteva rovesciarsi e diventare un letto monoposto, dove in effetti avevo dormito per anni prima della scomparsa di mio padre. Una volta, istaurato un rapporto di complicita come madre e figlia con mia madre, la convinsi a dormire entrambe nello stesso lettone, lo stesso lettone dove portavo ormai regolarmente i miei uomini per fare lamore e farmi riempire. Anche allora mamma fece dei commenti negativi, ma la convinsi anche su quel punto, a cambiare spesso le lenzuola e lei alla fine si arrese e accetto. Mamma mi voleva un bene dellanima, e forse io ne approfittavo un po troppo. Arrivo cosi al punto cruciale di questo racconto, dopo avervi fatto una bella e lunga ma doverosa panoramica di come vivevamo insieme. Tutto accadde una delle solite notti che ci addormentavamo la sera dopo i soliti discorsi sugli uomini, che ogni sera la obbligavo ad ascoltare, mamma ormai li conosceva a memoria, da tante volte me li aveva sentiti raccontare come favole prima di addormentarci, discutevamo sempre di quanto fosse bello prendere il cazzo dentro, e continuavo a chiederle insistentemente, se quando mi aveva concepita con papa, le era piaciuto, ma mamma aveva sempre evitato largomento per varie ragioni di pudore e di imbarazzo. Quella sera, forse piu serena e in voglia di confidenze, aveva iniziato a ricordare i rapporti con mio padre al tempo della loro unione, io ovviamente ero eccitatissima e presissima dai suoi racconti, pendevo dalle sue labbra sussurranti, e intanto che lei raccontava, senza mai pero spingersi nei veri particolari, io ebbi unerezione spontanea, e allontanando le lenzuola, estrassi il mio cazzo duro dal perizomino che indossavo, in bella vista di mamma, che certo non si scandalizzava, alla fine mi aveva vista tante volte con il cazzo duro e mi aveva poi fatta lei. Quella sera, pero mamma, fece un certo apprezzamento sulle dimensioni del mio membro in tiro che non mi sfuggirono. Gli domandai se per lei, lo avevo grosso, e lei rispose che non era da meno di tutti quelli che aveva visto prendere dentro dagli uomini che gli facevo conoscere. Sapeva bene che il cazzo a me piaceva prenderlo e non darlo, e nel scherzare facendo una delle sue solite battutine che faceva nei momenti in cui era in vena, per scherzare appunto, mi prese in mano il cazzo stringendomelo con la sua manina destra sorridendo. lo teneva cosi stretto che lo sentivo pulsare nella sua manina calda. stava per mollarmelo, quando istintivamente, misi la mia manina smaltata dalle unghie rosse, sulla sua fermandola e bloccandola, non parlammo, ci guardammo fisse negli occhi, lei la sera non portava gli occhiali che metteva sul comodino del letto accanto. sempre senza parlare, e con il silenzio della notte che avanzava, iniziai piano piano, a spostare su e giu la sua manina insieme la mia, masturbandomi. Mammma poteva dirmi qualcosa, o toglierla di scatto se non voleva che gli facessi fare quel gesto, ma non lo fece, rimase con la mia manina sopra la sua, a fare su e giu sul mio cazzo duro. Quella doveva essere una sera speciale mi dissi tra me, e quindi provai unaltro gesto istintivo, se poi non le andava, mi sarei scusata e la cosa sarebbe finita li. Ma stranamente anche a quel mio gesto, mamma non si sottrasse affatto, avvicinai il mio viso al suo, e la baciai sulla bocca ad occhi chiusi. prima tenni le labbra serrate, poi tentai e gli infilai la lingua dentro la bocca, lei sembrava ricambiare a fatica dato era una cosa che non faceva suppongo da secoli, ma non mi respinse, e continuai. sempre tenendole la manina bloccata sul mio cazzo duro, mi avvicinai a lei, e con laltra manina libera, prima mi scansai dal viso i lunghi capelli, poi tentai limpossibile, scostai le lenzuola bianche, e le abbassai sempre con la manina libera, le spalline della camicia da notte leggera bianca che
indossava. Anche li nessuna reazione di scostarsi da parte sua, avevamo entrambe il fiato corto e si respirava affannosamente per leccitazione che sentivo, provava anche lei anche se non lavrebe mai ammesso. a quel punto, le mollai la mano che lei continuo comunque a tenere stretta sul mio cazzo duro che stava per esplodere. Non sono mai stata resistente, e data la situazione, era logico prevedere che le spruzzassi addosso e nella manina. Temetti di aver esagerato, invece mamma ci rise sopra, e a quel punto mi uni alle sue risate. fu lei poi a parlare per prima, dandomi della sporcacciona, mollando finalmente il mio cazzo prendendo dal cassettino del como un pacchetto di fazzolettini di carta, e si ripuli la manina, oltre alle tette, dove qualche schizzo le era finito. pensavo che per quella sera, era stato abbastanza e mi scusai in un sibilo, cercando anchio di pulirmi il cazzo e mettermi giu a dormire, ma fu lei a voler andare avanti chiedendomi esplicitamente: faresti vedere a tua mamma, come fai lamore con i tuoi uomini? non capi al momento la domanda, dato mi aveva vista altre volte, cosa voleva vedere ancora che non avesse gia visto? solo dopo ho fatto mente locale, e ho compreso la sua domanda. A quel punto, gli chiesi apertamente, cosa volesse fare… mi disse aveva una curiosita, la ascoltai incuriosita e sorridente per quella inaspettata situazione che si era creata quella notte. Uno dei tanti uomini con cui mi intrattenevo ogni tot di giorni, aveva la fissa dei Sex Toys, e mi aveva lasciato o meglio dire depositato per le volte in cui veniva a trovarmi, una serie di falli di gomma e vibratori vari colorati, neri sopratutto. Mamma volle ne prendessi uno per provarlo su di me chiaramente. Sempre piu sorpresa da quel cambiamento improvviso di mia madre, la accontentai, mi alzai ancora con il cazzo duro fuori dal perizomino nero, e andai in salotto a prendere uno di quei giocattolini. Scelsi un bel vibratore nero doppio, quello composto da due lati vibranti. Lo portai a letto da mamma, e lei lo prese in mano incuriosita, quando azionai linterrutore e il doppio vibratore, inizio a vibrare, mamma si mise nuovamente a ridere. Le sorrisi glielo presi dalle manine, e le feci vedere come funzionava, Ecco, si fa cosi… vedi? le dissi, mettendomi a gambe allargate, e infilandomi una delle due estremita a forma di cazzo nero, tra le chiappe spingendo lentamente dentro e azionando il vibratore. Mamma lo guardo divertita e mi chiese cosa si provasse, come una bambina curiosa. la mia espressione del viso credo rispose per me, mentre iniziavo ad ansimare e gemere difianco a lei sul lettone. Mamma volle toccarlo ma aveva paura di farmi male, le sorrisi gli presi la mano e gliela misi sullaltra parte del vibratore dicendole di spingerla lentamente dentro e fuori facendomela scivolare nel culetto. Mamma era imbranata, e dovetti guidarla per un paio di volte, prima che facesse da sola e mi stantuffasse il vibratore in funzione dentro e fuori dal culetto. Ti piace davvero? mi chiese poi timidamente, le risposi sospirandole in viso. Vorrei… Vorrei.. non osava dirmi voleva provarlo anche lei, fermai il vibratore, lo estrassi dal mio culetto, e cercai di farglielo provare, ebbe paura le facessi male, ma la rassicurai di lasciarmi fare, si fido e dopo averle chiesto di allargare bene le gambe, le posizionai la punta del cazzo nero finto sullo spacco della figa pelosetta. lo avevo cosparso di lubrificante per farlo scivolare meglio senza farle male, e piano piano cercando di non farle sentire dolore, glielo infilai dentro, mamma era euforica e continuava a sussurrare Oddio che mi fai? dai lascia stare.. oddio.., oddio.. mi sistemai davanti a lei a mia volta a gambe larghe, e mi infilai a mia volta, laltro capo del vibratore dentro al culetto accendendolo. Quando inizio a vibrare, avreste dovuto vedere la faccia di mia madre, era un espressione a meta tra il divertita e godereccia. Oh madonnina continuava a ripetere, o santo cielo, le chiesi se le piaceva, non mi senti, le ripetei la domanda e mi guardo scoppiando a ridere. dopo qualche vibrazione per entrambe lo spensi e lo tolsi ad entrambe, le chiesi che aveva provato, mi guardo imbarazzatissima, e mi rispose a modo suo: e questo cio che ti fanno gli uomini? le risposi che questo non era nulla al confronto di uno vero dentro. Mi credette sulla parola. aveva la fica ormai allargata abbastanza, e la guardavo ancora a gambe aperte, tentai, mi avvicinai sopra di lei, mentre mi chiese cosa volessi fare adesso, non le risposi, e continuai a stendermi su di lei, a braccia tese sul lettone, mi scostai i lunghi capelli dal visso, non riuscendoci, lo fece lei con la sua manina. poi disse: ho capito cosa vuoi fare… non e morale… per favore dormiamo che e gia tardi, credo di aver sperimentato anche troppo stanotte. Ma io non ero del suo stesso parere, e le risposi che se voleva davvero sapere cosa provavo a farmi sfondare dal cazzo di un uomo, doveva lasciarmi fare. Mamma rispose che rinunciava a saperlo, ma era tardi per tirarsi indietro, le dissi di respirare profondamente, e rilassarsi, anche se era difficile in quel momento, mamma protesto nuovamente quando le posizionai la mia dura cappella nello spacco della figa pelosa, ma non lascoltai, e spinsi lentamente dentro, facendolo scivolare tutto dato era aperta dal vibratore di poco prima. Non avevo mai scopato una donna in vita mia fino ad allora, il mio cazzo venne risucchiato dalla sua figa pelosa allistante entrando fino alle palle, e vidi mamma sussultare. Mi fermai le ripetei di rilassarsi e respirare profondamente, questa volta mi ascolto, iniziai a stantuffarla piano piano e aumentando il ritmo da spinta in spinta. Iniziai a gemere insieme a mamma che un po respirava o sbuffava e un po gemeva dal piacere, che situazione assurda, stavo scopando mia madre sullo stesso lettone matrimoniale dove aveva dormito con mio padre, e dove io mi facevo scopare regolarmente da altri uomini durante le giornate, ora, ero io a stantuffare lei. mi scesero ancora i capelli sul viso, mamma prontamente come faceva spesso, me li scosto da un lato guardandomi negli occhi adesso, sorridendomi, e mi sussurro, ma sei bravissima, sei sicura che non lo hai mai fatto con delle ragazze? mentre mi davo da fare su di lei, risposi a fatica, No mamma, a me interessano solo gli uomini lo sai, sto solo facendoti vedere e provare… cio che provo io ogni volta lo faccio con loro. Mamma sorrise ancora sbuffando e gemendo, rispose a sua volta: beh adesso capisco perche ne sei cosi ossessionata cara. Ero felice che finalmente capisse, dovevamo arrivare a scopare insieme, perche capisse il mio amore per il cazzo? e sia, mi dissi mentre la stantuffavo a dovere, prima di riempirla di sperma dentro lasciandole andare un lungo spruzzo. Mi preoccupai ed usci subito di scatto, ma mamma rise ancora, e mi rassicuro che lei era ormai in menopausa da tempo, e non cera pericolo restasse incinta nuovamente. tirai un sospiro e la baciai nuovamente sulle labbra a stampo pero questa volta senza lingua. guardai lora ed era ormai luna di notte, era il caso di dormire per quella notte, ne avevamo fatte abbastanza. andammo insieme a lavarci in bagno, poi tornammo a letto e ci addormentammo di botto fino al mattino. Al mio risveglio, la luce del sole filtrava gia dalle tapparelle abbassate, mamma si era gia alzata ed era andata a preparare la colazione. Io rimasi ancora unattimo a letto, riflettendo a cio che era successo quella notte, possibile me lo fossi sognato? era tutto cosi assurdo e surreale,avevo per la prima volta penetrato la figa di mia madre e le avevo sbrodolato dentro pure. Mi alzai andando in bagno, la trovai poi in salotto a tavola, la salutai con un sorriso, lei mi sorrise a sua volta. Le chiesi se avesse dormito bene, dopo quello che era successo quella notte, mamma da dietro le sue lenti spesse, si fece seria a quel punto, e inizio a dirmi che forse si era esagerato, che forse dovevamo smetterla con certe cose che… la fermai, e le ricordai che non avevamo ammazzato nessuno, e che era stata lei ad aver voluto le mostrassi cosa provavo con i maschi… ora non poteva far finta di null
a e rimangiarsi tutto, allontanandosi cosi. Mamma scosse la testa, cercando di ribattere, ma la interruppi dicendole che non poteva abbandonarmi ora che eravamo cosi intime. Quella mattina, sarebbe passato a trovarmi un uomo e volevo che lei ora piu che mai, mi stesse vicina per quellincontro, le spiegai che forse quelluomo poteva diventare il mio compagno fisso. Mamma a quel punto mi chiese cosa intendessi, e le spiegai velocemente, che tra tutti quello era luomo che mi faceva battere il cuoricino non si trattava solo di sesso come per gli altri. Qui si parlava di Amore, di sentimenti veri. La intortai di scemenze che alla fine lei torno sui suoi passi, e decise di assistermi ancora. Non so se ci fosse del vero nellamore che andavo sbandierando a mia madre su quelluomo o fosse tutta una scusa, per non farla allontanare da me. Di fatto sta, che tra i tanti con cui mi vedevo, quello, era lunico con cui mi trovassi bene davvero al di fuori della scopata che si faceva. se fosse davvero amore non lo sapevo, ma certo era un sentimento puro e non solo sesso. Quando piu tardi, ben sistemata truccata e sistemata aprii la porta al mio uomo, ero non so perche emozionatissima, mi tremavano le gambe e il cuore mi martellava in petto. Baciai a stampo luomo sulla bocca, poi dopo che anche lui gentilmente ebbe salutato educatamente mamma, ci dirigemmo verso la camera da letto gia pronta per luso. Intanto che lo aiutavo a spogliarsi, mamma fece capolino sulla porta della camera, le chiesi di entrare e di assistermi, mamma si accomodo sul bordo del letto, le diedi un bacio sulla guancia, mentre luomo gia nudo e con il cazzo bello duro, senza vergogna si scuso con mia madre e prese posto sul lettone matrimoniale. A vedere uomini nudi con il cazzo duro ormai mamma era abituata, e non ci fece molto caso, se non allinizio notando la lunghezza del membro delluomo, per poi distogliere quasi subito lo sguardo per tenerlo su di me, che prendevo posto assieme alluomo sul centro del lettone. in intimo come sempre, presi posto prendendo in mano il duro cazzo delluomo, e infilandomelo tutto in bocca con le mie labbra rosse dal rossetto e lucidalabbra, iniziai a succhiare, mentre mamma osservava attenta e seria. intanto che luomo iniziava a godere come un porco, i soliti lunghi capelli, mi coprirono il viso, luomo era occupato a godere per scostarmeli, mamma corse subito in mio aiuto come faceva da tempo in quelle occasioni, con la sua manina delicata, mi scosto i capelli da un lato della spalla, scoprendomi il viso che succhiava il lungo e duro cazzo delluomo. Mamma non torno pero a sedersi a bordo del lettone come di prassi faceva, rimase li accanto a me, alzai lo sguardo mentre succhiavo e la fissai ringraziandola con gli occhi, lei capi e sorrise. Che bella quella complicita che avevamo trovato io e lei, non lavrei cambiata con nessunaltra cosa al mondo. smesso di succhiargli il cazzo, mi preparai per la scopata, mettendomi nella posizione preferita delluomo, dsraiata su un fianco con una gamba sollevata, mentre lui me lo infilava da dietro. Luomo ebbe un problemino a tenermi sollevata la gamba destra, ed ecco mamma prodigarsi per aiutarci, mi prese lei la gamba e me la sollevo permettendo cosi alluomo di potemi penetrare agevolmente. Sospirai forte appena la sua grossa cappella mi entro nel culetto, e aprendo gli occhi, vidi mamma davanti a me, sorridermi con un espressione mai vista nel suo viso. Era contenta davvero, tanto che fece una delle sue solite battutine alluomo, raccomandando di non mettermi incinta. Luomo perse unattimo la concentrazione scoppiando a ridergli in faccia, e anche a me scappo una risata soffocata. Mamma era unica, tornammo subito seri e finalmente da dietro, luomo inizio a stantuffarmi facendomi gemere e sospirare sempre piu forte ad ogni colpo che mi dava. Voltai la testa, alzai un braccio per afferrargli la testa e baciarlo mentre mi sfondava il culo e mamma mi teneva alzata la gamba non perdendosi nemme no un minuto della situazione. Non avevo mai visto mamma cosi coinvolta come quella mattinata. Ero doppiamente felice e me la godevo in pieno con tutta me stessa, il cuore torno a bombardarmi in petto, sudavo e mi sentivo stranissima. pensai ad un principio di influenza dato era stagione, mai potevo preverede che fosse innamoramento, lo capii alla fine. Anche mamma doveva iniziare a sentir caldo, dato vidi che si stava con una mano spogliando mentre con laltra mi teneva alzata la coscia destra. Anche luomo noto la cosa, e sorrise ironicamente, mamma dal canto suo abbandonata la pudicita che aveva sempre avuto in certe cose, con sorpresa mia e delluomo, si denudo completamente senza vergogna con tette e figa e il resto. non le dissi nulla non volevo rompere lincantesimo che si era creato. mamma sempre tenendomi la gamba alzata, si attacco a me, baciandomi sulla bocca come avevamo fatto quella notte, ma davanti alluomo e senza piu nessun pudore o vergogna di nulla e di nessuno. Mi sembrava di sognare, intanto luomo mi sfondava il culo come un toro. Qualsiasi cosa fosse successa a mia madre, mi piaceva moltissimo e speravo durasse a lungo. Dopo qualche altra stantuffata, luomo tolse il suo cazzo dal mio sederino ormai ben sfondato e aperto, e mi fece cambiare posizione. mi misi a quattro zampe o pecorina, mentre luomo prendeva posizione dietro di me, tenendo pero gli occhi fissi su mia madre nuda li accanto. Ovviamente non sapendo se poteva permettersi di toccarla, educatamente si limito di osservarla mentre mi infilava con un colpo solo il suo bel cazzo dentro nuovamente, facendomi sobbalzare dal piacere. mamma a quel punto, lentamente scivolando sotto di noi, si mise dallaltra parte del lettone con la testa proprio sotto di me, prese con la sua manina il mio cazzo estraendolo dal tanga duro e se lo mise in bocca succhiandomelo. Rimasi esterrefatta da quel gesto improvviso. Anche luomo sembro sorpreso quanto me, e per un secondo si blocco, riprendendo subito dopo, io tenevo la testa bassa con i lunghi capelli che mi coprivano il viso, guardano sotto di me, mamma che si sforzava di imitare cio che aveva visto fare a me poco prima con luomo. Alla fine ci presi gusto e iniziai a godermela doppiamente, finendo per riempire la bocca di mamma di calda sperma, che lei non ci posso credere, ingoio, giuro su dio di averla vista deglutire piu volte. mentre con una mano si pastrunava la figa pelosa con delle dita denro. A Raccontarla, non ci si crederebbe mi son detta, che fosse successo per far cambiare mia madre a quel punto non lo sapevo, sembrava aver perso ogni goccia di vergogna e di pudore. Continuando a svuotarmi le palle nella gola di mamma, e godendo ai colpi delluomo che avevo dietro, mi chiesi fino a che punto mamma si sarebbe spinta, e se oltre che con me, avrebbe fatto qualcosa anche con luomo. Forse stavo correndo troppo mi dissi, ma visto quello che stava succedendo, ero disposta a credere a tutto. vedendo mamma lasciarmi il cazzo ormai svuotato e scivolare sul lettone, la guardai dietro le lenti spesse dei suoi occhialoni, e gli sussurrai che la amavo: TI AMO MAMMA… dissi godendo e tra un sospiro e laltro. lei mi sorrise e rispose in un sussurro lieve: ANCHE MAMMA TI AMA CARA. fu a quel punto che luomo mentre mi sfondava il culo, avendo mia madre li a pochi centimentri nuda oso accarezzarle i seni, mamma non si oppose, cosi luomo le mise due dita in figa osando nuovamente. Guardai mamma con la testa voltata e alzata verso di lei, che non si scompose, anzi, fece unaltra delle sue battute di turno: Non se ne aprofitti lei, e pensi a mia figlia, disse. luomo rise e anchio gli feci eco ridendo, mamma era unica lho detto e lo ripeto. era lei che voleva prendere le iniziative, non dovevamo intervenire noi, questa era la condizione, e anche se lei non la disse, io e luomo lo capimmo al volo, e la lasciammo fare. Infatti fu lei che prese la decisione diprendere il vibratore e di infilarselo in figa li vicino a noi, azionandolo intanto che io godevo senza ritegno e sospiravo come una troia in calore. Siamo sicuri che quella li vicino e proprio mia madre? mi chiesi tra me, non la riconoscevo piu ormai, ma se da un lato ero tanto sorpr
esa dal suo cambiamento, dallaltro lato, ero contentissima di averla partecipe a quel momento. Intanto che si faceva vibrare la figa con il finto cazzo nero mamma sussurro alluomo: Come si chiama lei… luomo rispose: Paolo signora Maria. Mamma continuo: Che intenzioni ha con mia figlia Christy? Luomo senza smettere di scoparmi, le rispose: Signora ci stiamo pensando.. dipende cosa ne pensa lei (rivolgendosi a me ovviamente), presi io la parola intervenendo con un semplice TI AMO, TI AMO TI AMOOO… VOGLIO ESSER TUA. luomo sorrise e tornando a rivolgersi a mia madre le disse: Credo che io e Christy a questo punto, possiamo parlare di fidanzamento ufficiale, e dato lei e qui presente… se vuol darci la sua benedizione… mamma continuando a vibrarsi la figa pelosa sdraiata a gambe aperte sorrise e rispoese a tono sempre con il suo solito umorismo: Certo che vi benedico, ma me la devi trattare con i guanti siamo intesi? Paolo le sorrise e le chiese se potesse prendersi la confidenza di darle del tu, dato presto sarebbe stato di famiglia. Mamma gli permise la cosa: diamoci del tu certamente, mi raccomando Paolo… luomo dandomi gli ultimi colpi al culo, rispose, stai tranquilla Maria, ne nparliamo dopo pero… mentre diceva questo, con uno sforzo enorme si svuoto dentro di me allagandomi il culo di sperma bollente, e venedo con un gemito lungo. Mamma fermo il vibratore ma lo tenne infilato in figa, mentre luomo si svuoto fino allultima goccia, prima di estrarre il suo bel cazzo dal mio culo allargato e slabbrato che gocciolava la sua sperma sulle lenzuola. Ecco unaltro lavaggio da fare disse mamma riferito alle lenzuola sporcate, io mi accasciai a pancia sotto stanca e distrutta, luomo accanto a me e mamma poco piu in la, tutti e tre sullo stesso lettone. guardai luomo e sorridendo gli chiesi ufficialmente se volesse diventare il mio uomo, il cuore mi stava scoppiando in petto, e prima che lui rispose, mamma mi disse hai il cuore che ti bombarda in petto cara, lo sento da qui. sono arrossita, mentre i due se la ridevano. poi luomo rispose alla mia domanda con un SI secco, e ci baciammo davanti agli occhi di mamma che approvava sorridendo. A quel punto, i giochi erano ormai fatti, mi ero per la prima volta in vita mia fidanzata ufficialmente in casa con un uomo di sessantanni, io ne avevo appena compiuti diciotto. Cercai di capire il comportamento di mia madre e non potendo piu trattenermi le chiesi come mai avesse deciso cosi, mi stupii ancora la sua risposta: semplice tesoro, ho capito un bel po di cose tra stanotte e stamattina. ma che cosa avesse capito, non me lo disse mai pero. accettai la sua bizzarra risposta e prima di ricomporci tutti e tre, mamma insistette perche le facessi vedere la prova dellamore che tante volte la sera a letto le avevo parlato. Quando le raccontai che se amavo davvero unuomo, ero disposta a ingoiarne lo sperma, come lei aveva fatto con il mio poco fa. nonostante luomo fosse stanco e svuotato, abbiamo accontentato mamma, mi son messa sul cazzo di Paolo, e glielo feci tornar duro in pochi minuti, luomo mi venne per la seconda volta riempiendomi la bocca di sperma bollente, che ingoiai davanti a mamma e alluomo. Ecco la prova del mio amore per entrambi, per mamma che amavo alla follia, e per il mio nuovo compagno. mamma finalmente soddisfatta, mi abbracciosussurrandomi ad un orecchio, senza che luomo sentisse, che stanotte voleva fare il bis con me a letto. le sorrisi promettendole di scoparla meglio della notte precedente. Finalmente potemmo andare in bagno uno alla volta e sistemarci. per opionioni e commenti [email protected]

Schizzami | Racconto masturbazione di Chase90

Avevo commesso di nuovo quellerrore: uscire con una donna solo per il suo aspetto fisico. Fisicamente Alicia era uno schianto: altezza sopra la media, capelli lunghi e mossi che davano sul biondo, gambe slanciate ed un seno non proprio esagerato ma comunque degno di attenzione. Ed attenzioni ne stava avendo dallintera sala del ristorante, soprattutto dal sesso maschile, anche quello accompagnato dalla propria signora. La voce acuta di Alicia, unita al suo abbigliamento decisamente appariscente, era passato per il sottoscritto dalla scena guardate signori che fica mi porto sotto le coperte stasera a signori, chi offre un Euro per tappargli la bocca con il proprio uccello?. Se non fosse per quella sua parlantina, onestamente sarebbe stata una donna da scopare subito, ma tutto quel suo chiacchierare, mi aveva fatto passare la voglia. Ero stanco e dopo una giornata di intenso lavoro, desideravo solo una cena decente da concludere con unamica scopabile. Il caldo ed il pensiero dei contratti da concludere il giorno dopo, mi stavano letteralmente martellando il cervello. Sentivo le tempie pulsare, avrei voluto urlare Alicia… bastaaaaa! Voglio solo mangiare e dopo farmi una sana scopata, che ne dici di stare zitta due minuti?. Ma la mia fluviale interlocutrice non si accorgeva degli sforzi che facevo per mantenere l’autocontrollo. Lei continuava ad illustrarmi tutti i dannati ed infiniti problemi del mondo femminile. Ora non è che io sia così insensibile a tali tematiche, però avevo la netta sensazione che Alicia stesse esagerando. Avrei voluto andare via e lasciarla continuare a parlare da sola, ma non lho fatto, ho lasciato che il mio cervello perdesse ogni inibizione non appena lei iniziò a parlare dello sfruttamento del corpo femminile nel mondo della pornografia.

Il mio ex marito | Racconto tradimenti di Monica

E da circa un anno che mi diletto a leggere i racconti erotici. Da quando, cioè, sono diventata una porca. Perché? Perché quando li leggo mi eccito come una cagna e mi masturbo pensando di essere a letto col mio ex marito e di fare la troia con lui. Questo da quando, per un evento occasionale, che dirò in seguito, pernottammo nella stessa casa e fummo presi da nuova passione. Mi chiamo Monica e sono una bella 51 enne. Scusate limmodestia, ma sono proprio una donna piacente e sensuale: mora e con le curve, ben pronunciate, al posto giusto. Sono stata sposata con Carmelo 6 anni. Un belluomo, oggi 54 enne, sotto tutti i punti di vista, ma anche un puttaniere. Proprio per questo motivo, scoprendo che si scopava una mia amica, lo lasciai e poi divorziammo. Quando ci sposammo io avevo 25 anni e lui 28; quando ci separammo io 31 e lui 34. In comune abbiamo solo un figlio che oggi ha 25 anni ed è solo per lui che abbiamo mantenuto buoni rapporti continuando a sentirci spesso. Dopo il divorzio lui si è trasferito a La Spezia, dove aveva fatto il militare, dove vantava amicizie ed era rimasto affezionato alla città, restando single. Io rimasi nella nostra città in Calabria. Quando conobbi Bruno, il mio secondo marito, avevo 36 anni, lui 47, trovai luomo che mi poteva dare la serenità e farmi vivere tranquilla. Così è stato: bravo uomo, mi ha sempre rispettata, vuole bene a luca, mio figlio ed è benestante. Con lui non ho avuto figli. Tutto bene fino al giorno della laurea di Luca. Premetto che mio figlio ha frequentato luniversità di torino e spesso, solitamente un fine settimana al mese, prendevo laereo per andarlo a trovare; Carmelo più spesso in quanto in macchina impiegava poche ore. Tuttavia, per ovvi motivi. evitavamo di ritrovarci lì insieme. Dunque il giorno della laurea. Che emozione e che orgoglio vedere Luca discutere la tesi e poi tutto il resto della cerimonia! Poi a pranzo, io Bruno, Luca e Carmelo. La sera poi Luca avrebbe festeggiato con gli amici di corso. Dopo pranzo Bruno prese il taxi e si fece accompagnare allaeroporto in quanto, per urgenti motivi di lavoro, lindomani mattina doveva trovarsi in Calabria. Io sarei rimasta a Torino ancora una settimana per un po di pulizie in casa in quanto Luca avrebbe partecipato ad un master e di già aveva contatti con aziende del posto. Insomma, difficilmente sarebbe ritornato in Calabria e mi ero già rassegnata. Carmelo sarebbe ripartito in serata. Prima di ripartire passò da casa per sistemare qualcosa insieme a Luca; la sera precedente aveva dormito in hotel. Improvvisamente si scatenò un temporale: grandine e nebbia. Luca insistette perché rimanesse: Papà, dove vuoi andare con questo tempo? Rimani qua e parti domani mattina, al limite dormi nella mia stanza e poi casomai io mi arrangio sul divano. Tanto rientrerò molto tardi- Era contrario, ma poi insistetti pure io perché il tempo peggiorava e farlo partire in macchina francamente mi faceva pena. Alla fine, comunque, optò per il divano, dove per due sere aveva dormito Bruno, dicendo che altrimenti lindomani mattina avrebbe disturbato Luca. Infatti lappartamentino era così composto: la stanza di Luca, unaltra stanzetta con un lettino, il bagno e il soggiorno col cucinino. Mentre Luca si preparava per uscire io rassettavo qualcosa e Carmelo guardava la televisione. Quando Luca uscì e restai da sola con Carmelo chiaramente non mi sentivo a mio agio: non ci vedevamo da più 2 anni e dallultima volta che siamo stati da soli in casa erano passati 19 anni. Non cenammo nemmeno essendo ancora sazi del gran pranzo. Quindi dissi che facevo la doccia e lui rispose che dopo lavrebbe fatta lui. Indossai direttamente il pigiama e poi, mentre lui era in bagno, gli preparai il divano per dormire. Parlammo della bella giornata che era stata per Luca e per noi, del suo futuro e del fatto che sicuramente sarebbe rimasto per sempre a Torino. Lui era contento perché poteva andarlo a trovare spesso e gli dissi che era fortunato. Ridemmo un po. Carmelo a 53 anni è ancora un uomo molto attraente. Un certo effetto me lo faceva stare lì da soli a discutere. Poi, mentre lui continuava a guardare la televisione, io sistemavo qualcosa nel cucinino. Sentivo i suoi occhi addosso e mi sentivo impacciata. Dopo gli augurai la buona notte e mi ritirai nella mia stanza. Mi ero appena distesa; mi sentivo agitata senza alcun motivo e dopo 5 minuti mi rialzai e accesi la luce. Non mi rendevo conto del mio comportamento. Si stupì quando mi avvicinai al divano e gli chiesi se avesse bisogno di qualcosa. Era disteso. Non so come interpretò questo mio comportamento, il fatto sta che mi disse: Mahaa. Forse. Siediti Si spostò verso linterno del divano e mi sedetti allaltezza delle sue gambe, sulla chiappa destra, rivolta a lui e con i gomiti appoggiati sulle cosce. Era disteso ma non era coperto per cui il mio sguardo, senza volerlo, andò sul suo pacco rigonfio. Notò il mio impaccio. Io impacciata lo ero veramente. Impacciata e stranamente curiosa di quella situazione. Che cè? gli chiesi. Niente! Te ne vai a letto a questora? Sono appena le nove. Sembri litigata, parliamo Di che? Che argomenti abbiamo in comune? Solo quelli che riguardano Luca Ma tu perché sei tornata a chiedermi di che ho bisogno?- Fu come se mi avesse colpito con uno schiaffone. Già! Perché? Non lo sapevo neanche io. O lo sapevo! Ci fissammo per un attimo e poi abbassandolo sguardo i miei occhi ritornarono sul suo pacco. Per lui fu un segno? Ricordavo molto bene il suo cazzo: bello grosso e sempre duro. Un cazzo che mi aveva dato tante soddisfazioni fin da fidanzati, essendo stati i nostri rapporti del tutto disinibiti fin da allora. Al contrario di Bruno per il quale il sesso non è mai stato prioritario: massimo 3 volte alla settimana allinizio del nostro rapporto; via via sempre meno, fino ad oggi, lui 61 enne, 2-3 volte al mese. Non solo, ma il sesso per lui è sempre stato la semplice scopatina alla missionaria. Mi sono adattata: mi è sempre bastata la serenità e la tranquillità che mi ha sempre trasmesse. Altro che segno! Fu un via libera. Da parte mia non vedevo lora di prendere quel cazzo fra le mani. Stavo provando delle emozioni che non provavo che non provavo più da una vita. Sentivo la contrazione dei muscoli vaginali, la secrezione abbondante di umori e i capezzoli irrigidirsi. Così quando prese la mia mano destra e la portò sul suo pacco, tenendola lì ferma con la sua, presi a tastarlo. Che sensazione! Che bello! Lasciò la mia mano lì e la sua fu fra le mie cosce e subito raggiunse la fica. Anche da sopra il pigiama e le mutandine, sentii del brividi di piacere. Ma ebbi pure un attimo di orgoglio e di lucidità. Che sei pazzo? dissi alzandomi e ritornando nella mia stanza. Non disse niente, non fece una piega. Speravo che mi raggiungesse. Furbacchione! Voleva che fossi io a compromettermi, magari per dire poi che tutto era successo per colpa mia. Che stupida! Ritornai da lui. Ti sembra giusto? Che siamo ragazzini?- Per tutta risposta mi afferrò per il braccio e mi trascinò sopra di lui. Ahi! Piano. Che fai? mi lamentai. Mi attanagliò con le braccia e sentii il cazzo duro che cercava di bucarmi il basso ventre. Viso contro viso e i miei lunghi capelli ai lati come per indicare un percorso obbligato. Cercò la mia bocca. Anchio, avidamente. Con bruno ormai non ci baciavamo più. Le nostre bocche si unirono e le nostre lingue saettarono ognuna nella bocca dellaltra e poi presero ad intrecciarsi velocemente e lussuriosamente. Si risvegliarono in me passioni, voglie, desideri e libidine da tanto tempo ormai repressi. Sentii le sue mani sulle natiche a palparmi e farmi sentire la prepotenza del suo cazzo. Che bello! Che voglia! Dimenticai la sciocchezza che stavo facendo e mormorai: Si. Siiii- Ormai certo che non mi sarei tirata indietro, andò con le mani, prima dentro il pigiama e poi dentro le mutandine. Mi allargò le chiappe e le sue dita mi stuzzicarono ano e fica. Che sensazioni!
Che voglia! Che voglia di fare la troia come ai bei tempi! Facemmo tutto in quella posizione: quando lui prese a tirarmi giù il sotto del pigiama, lo interruppi, continuai io stessa e lui fece la stessa cosa col suo. Il suo cazzone, bollente e duro come un bastone, sul ventre e poi fra le cosce mi fece letteralmente impazzire. Prese a sfilarmi il sopra del pigiama, tirò su il suo e i miei capezzoli, già duri, a contatto col suo petto me li sentii come se volessero staccarsi dalle tette. Che bramosia! Che voglia di ficcarmi un bel cazzo in bocca! Mi vergogno pure dirlo: erano quasi 20 anni che non mi ficcavo un cazzo in bocca e succhiarlo a mio piacimento. Mi ricordai che lui mi diceva che ero una gran pompinara. Ma che ho fatto in tutti questi anni la monaca di clausura? Meno male che il divano era comodo, uno di quelli con la seduta ampia. potei muovermi agevolmente, mi liberai completamente del sotto pigiama e delle mutandine e salii su nella posizione del 69- Si, volevo il cazzo in bocca e volevo che lui me la leccasse come una volta, ficcandomi pure la lingua dentro, mordicchiandomi il clitoride e leccarmi pure il culo. Ebbene si. Fu proprio così. Non so cosa si risvegliò in me: la sua lingua mi faceva impazzire e presi a dimenarmi sulla sua bocca; glielo succhiavo con gusto come una volta; me lo sbattevo in faccia e mi ficcavo in bocca pure le palle. Riprovando le sensazioni di una volta, mi chiedevo come avevo potuto farne a meno per tutti questi anni ma, nello stesso tempo, mi sembrava pure di essere tornata indietro nel tempo quando queste sensazioni le provavo quasi giornalmente. Il problema era che lo stronzo non le faceva provare solo a me. Riebbi i miei vecchi orgasmi: intensi, tumultuosi e interminabili. Poi me lo volevo sentire tutto dentro, volevo essere spaccata in due, quindi andai su e, dandogli le spalle, me lo ficcai dentro gridando di piacere. Anche lui era sbalordito; mi disse di stare calma e mi chiese da quanto tempo era che non scopavo. Ero fuori di me e persi ogni ritegno. Che te ne fregaaaa? Scopami! Rompimi tuttaaaaa gridai facendo su e giù sul suo cazzo. La mia fica non era più abituata ad un cazzo così grosso e mi sentivo lacerare tutta la vagina in un turbine di passioni, libidine e lussuria. Era come se mi stesse sverginando per la seconda volta. Ebbi un orgasmo che mi fece perdere la ragione; lui mi spinse in avanti, mi chinai e mi ficcò un dito nel culo. Godevo ancora più intensamente e ricordo che gridai: Siiiii, siiii. Ancoraaa. Mi piaceeee- Mi sollevai, melo sfilai dalla fica, mi girai e lui, mettendosi in ginocchio, mi venne su fra le cosce. Non eravamo nemmeno distesi: io avevo la schiena appoggiata sul bracciolo. Meno male che era voluminoso e bello imbottito. Glielo presi in mano menandoglielo mentre ci baciavamo, ci leccavamo e ci succhiavamo reciprocamente le lingue. Ci scambiavamo qualche sensazione: Hai una voglia! Pure io. Sei sempre la stessa troia disse sorridendo ironicamente. Lo stronzo e donnaiolo che sei- Quasi quasi lavrei lasciato così, in tredici. Dai ficcatelo ancora dentro, sentilo tutto come ti piaceva quando eravamo giovani Sii, una volta che siamo fammelo sentire ancora tutto dentro la fica- Non dovevo. Ahaaaaaaiii. Siii gridai quando me lo ficcò tutto dentro. Prese a pomparmi violentemente e sospiravo forte pronunciando monosillabi privi di significato. Ci alternavamo a succhiarci le lingue. Godetti mentre la succhiava. Più velocemente mi sfondava più mi dimenavo con un lungo: Mmmmmmmmmmmmmmmmmmm- Mi lasciò la lingua, alzò la testa su e capii, come una volta, che stava per venire. Volevo rivedere il suo cazzo eruttare sborra e gli feci segno di sborrarmi sulle tette. Lo tirò fuori dalla fica, lo impugnai segandolo velocemente e, mentre ansimava, la sua sborra schizzò sulle tette e sul collo. Lo sistemò fra lette e glielo strinsi forte mentre godeva dei suoi ultimi piaceri. Lasciami alzare dissi, No Come no! Mi devo andare a pulire, guarda cosa hai combinato! Prima pulisci me. Non ricordi? Sei sempre il solito. Che stronzo!- Però non me lo feci ripetere unaltra volta. Mettendolo fra lette il cazzo e le palle erano tutte impasticciate di sborra. Leccai le palle, leccai tutto il cazzo, poi lo misi in bocca e ripulii la cappella gustandomi le sue ultime gocce. Che goduria! Era da 20 anni che non gustavo una sborra. Non ti muovere altrimenti ti cola e sporchi tutto disse alzandosi. Andò nel cucinino, prese il rotolo di skottex e ritornò mentre ammiravo il suo cazzo moscio che gli penzolava fra le cosce. Mi asciugò. Cosa mi tocca fare pure disse sorridendo. E il minimo che puoi fare dopo avermi sborrato addosso gli risposi. Poi mi alzai e andai in bagno lasciando la porta aperta. Mi lavai le tette e il collo con la spugna e poi mi accovacciai sul bidè facendo scorrere lacqua. Avevo la fica in fiamme. Mi raggiunse. Te lo faccio io disse stando leggermente dietro alla mia destra. Si, tu. Stronzo! Siii sussurrai quando prese a toccarmi con lacqua calda. Ti piace ancora? Siiii. Smettilaaaaa. Smettila altrimenti vengo di nuovoooo– Un altro orgasmo mentre mi ficcava la lingua in bocca. Poi mi ficcò il cazzo mezzo moscio in bocca e prese ascoparmi mentre io continuavo a torturarmi la fica. Era un piacere continuo. Quando il suo cazzo ritornò duro, si chinò nuovamente, prese il sapone e me lo passò più volte fra le chiappe. Gli dissi di no ma subito mi ficcò un dito dentro facendomi sobbalzare di fastidio e di piacere nello stesso tempo. Nooooo gli dissi. Ti piaceva Non lo faccio più- Intanto ci prendevo gusto e più mi piaceva più mi tortura voil clitoride. Alzati, mettiti col mani al muro Non lo voglio fare. Capisci che non lho fatto più e non ci sono più abituata? Non mi credeva. Glielo dissi chiaramente che lultimo cazzo che avevo preso nel culo era stato il suo 20 anni fa. Mi aiutò ad alzarmi gocciolando tutta dentro il bidè avendo le gambe aperte ai lati dello stesso. Me lo sentii fra le chiappe, caldo, turgido e voglioso di spaccarmi il culo come una volta. Grazie al sapone mi penetrò subito senza problemi. Ahiiiii gridai, Non fare la smorfiosa. Ti ricordi che imploravi di dartelo tutto dentro? Sii. Siiiiiii Ti piace di nuovo? Lo riconosci il mio cazzo nel culo? Sii. Ohoo! Che meravigliaaa! Mi piaceee-Prese a stantuffarmi e mi sentivo spaccata in due. Mi arrivava fino in fondo. Entrava tutto e sentivo le palle sbattermi nella fica. Ti ricordi che ti piaceva quando ti venivo nel culo perché la sborra bollente ti faceva godere? Siiiiii Te la faccio provare di nuovo? Sii, sborrami dentro, dai che vengo ancoraaa- Aumentò il ritmo e sentii i suoi mugugni di piacere. Mi sentii allagare tutto lintestino ed ebbi un orgasmo divino. Quando andai a letto ero spossata ma felice. Mi risvegliai sentendo dei movimenti. Accesi la luce del comodino e guardai la sveglia: erano quasi le due. Era rientrato Luca e li sentivo barbottare sommessamente, forse per non disturbare me. Capii solo che si salutarono in quanto Carmelo sarebbe ripartito presto e non era il caso che Luca, dopo una nottata del genere, si risvegliasse. Mi risvegliai ancora sentendo dei rumori. Riaccesi la luce e riguardai la sveglia: erano le 5,45- Mi alzai e, facendo meno rumore possibile, andai in soggiorno. Era accesa la lucina della cappa e laroma del caffè mi fece venire voglia di non so che. Fui ardita considerando che nostro figlio stesse dormendo nella sua stanza ma che poteva anche svegliarsi sentendo rumori. La porta del bagno era chiusa. Diedi un toc leggerissimo. Aprì e rimase sorpreso. Gli feci cenno di fare silenzio e, sedendomi sul vaso glielo presi in bocca, lo spompinai e dopo qualche minuto mi venne in bocca. E stato, da parte mia, come a volerlo ringraziare per le sensazioni che mi aveva fatto riprovare. Il problema fu quando ritornai a casa mia e ripresi la vita normale. Mi mancava qualcosa: avevo sempre la testa al cazzo del mio ex marito. Mi masturbavo a più non posso; poi, per eccitarmi ancora di più, presi a frequentare questi siti. La situazione peggiorò: Bruno non mi ha mai soddisfatto prima figuratevi dopo che con Carmelo si sono risvegliate in me certe voglie. M
ica potevo andare a fare la troia fuori? Con Carmelo, con la scusa di parlare di nostro figlio, ci sentivamo e ci sentiamo spesso. Naturalmente, quando io potevo, qualche volta, si parlava pure di quella sera. Naturalmente ci alternavamo ad andare a trovare Luca, finché un fine settimana non mi fece una sorpresa. Mi chiamò. So che stai andando a Torino Si. Luca mi ha detto che tu ci sei stato la settimana scorsa Infatti. Comunque ci sto andando nuovamente questa settimana Sei pazzo? Cosa deve pensare Luca? E bruno? Se lo sa Bruno…. Non preoccuparti, stai tranquilla! Da Luca non mi farò vedere nemmeno. Ho prenotato in hotel, se sabato mattina ti è possibile e mi vuoi venire a trovare ti aspetto- Restai sbalordita ma, nello stesso tempo, la fica prese a palpitarmi. Non mi fu difficile quel sabato e nemmeno qualche altro sabato successivo avere un paio di ore disponili e di andarlo a trovare in hotel. Ogni volta è uno spasso e una goduria continua. Che strana a volte la vita!

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