Ho voglia di scopare | Racconto tradimenti di Aales134567

mio marito era partito per lavoro e non sarebbe rientrato prima di domani.Lui non aveva mai avuto una passione per il sesso e di conseguenza la mia vita sessuale si era ridotta a zero. Per una donna di trentacinque anni nella e prosperosa come me però non era si certo giusto!! Quindi chiamai un vecchio amico dandoci appuntamento per le quattro a casa sua. Mi vestii molto sexy:un body a perizoma di pizzo che lasciava intravedere la mia figona calda e che copriva a stento le mie tettone di una taglia smisurata con tanto di autoreggenti e,per completare,tacco dodici nero e trucco accentuato tutto coperto da un cappotto lungo nero.Arrivata a casa sua mi accolse con in aria maliziosa ma fece finta di nulla per non apparire troppo presuntuoso nei miei confronti. Andai subito al sodo sedendomi su di lui è muovendo il mio culone sul suo cazzo che aveva già un enorme erezione,e al tempo stesso gli sussurravo cose porche all’orecchio facendolo eccitare ancora di più.Lui cominciò poco dopo a toccarmi il culo e la figa già terribilmente bagnata e,accorgendosene,mi disse:”mmm la porcona è già bagnata”facendomi uscire dei gemiti di apprezzamento e lo baciai con passione. Iniziò a spogliarmi fino a che non restai nuda e mi posò sul tavolino del salone dove iniziò a masturbarmi strizzando i capezzoloni e baciandomi con foga:un emozione unica mentre godevo come una porca. Stavo per venire quando lui mi fermò dicendomi:”siamo solo all’inizio non venire”. Dopo di che gli slacciai voracemente i jeans come una leonessa che attacca la sua preda privandolo anche dei boxer iniziando a succhiare e leccare quei trenta cm che tanto avevo voluto facendolo grugnire di piacere. Dopo una ventina di minuti a sentirlo godere mi girò a pecorina scopandomi con foga e godevamo come dei porci. La mia figona calda e vogliosa ancora del suo cazzone ebbe degli spasmi finché non terminai in un orgasmo supremo. Dopo ciò mi inginocchiai di nuovo e allargati le mie boccione per lasciare entrare il suo cazzone iniziando una spagnola da urlo come solo io sapevo fare,suscitando da parte sua frasi eccitanti del tipo:”mmm come mi cavalchi con queste boccione” e io che rispondevo:”siii voglio essere la tua troiona voglio godere e essere una maialona:”dopo questa frase lui sborró in faccia e sulle mie tettone e io raccolsi tutto per bene. Poi ci rimisimo nel letto e di nuovo a pecorina a scopare. Ci fermammo solo per cenare siccome si erano fatte le nove di sera e,tornai a letto,scopammo fino alla mattina. Primisimo di rivederci per scopare e,ogni venerdì sera,dico a mio marito che facciamo una serata solo donne con le amiche ma invece vado da lui a scopare e sentirmi la sua troiona.

Inculate lesbo | Racconto saffico di Simona 63

La mia personal traier oltre a sfinirmi con esercizi massacranti con lapprezabile risultato di avere in bel fisico tonico e sodo e dei bei glutei tondi e duri mi ha fatto provare lebbrezza degl orgasmi anali. Ha iniziato un pomeriggio mentre ero sdraiata sul lettino a sfilarmi i patacollant e allargandomi il buco dei sedere con le dita infilandomi infine il suo pollice.

La porca di mia cugina Debora 1 | Racconto incesti di Gladiator11111111

Tutti abbiamo una cugina bella e attraente, anche se non tutti abbiamo la possibilità di avere un contatto fisico. Ciò che sto per raccontare è successo realmente qualche anno fa, io Giuseppe all’epoca 19enne e mia cugina Debora 20enne. Debora sembrava una modella, gran culo, bella di viso era nei miei pensieri erotici anche se ero fidanzato da 3 anni e quindi nonostante non mi era indifferente mai ho potuto fare niente. Intanto si avvicinava l’estate e sia la famiglia di Debora che in quel periodo era single che la mia decisero di andare in vacanza in Salento, io dovevo andare invece in Spagna con la mia fidanzata ma litigammo e ci lasciammo e mi aggregai a loro, e visto che ero libero anche il mio amico Gianluca mio coetaneo si aggregò con la sua famiglia in Salento, Gianluca che anche lui si era lasciato da poco era pronto a fare i botti con me a caccia di nuove ragazze anche se mia cugina Debora era sempre al centro delle nostre attenzioni e ne parlavamo del suo fisico immaginandola nuda o seminuda e un giorno accade una cosa neanche sognata, la mattina in spiaggia chiedo a Debora se vuole fare una passeggiata in spiaggia con me e lei mi risponde “cugino facciamo pomeriggio sul presto che non c’è nessuno così mi abbronzo” io accettai e capii che Debora voleva appartarsi ma speravo non fosse solo una mia fantasia. Intanto pomeriggio arrivammo in spiaggia in un posto tranquillo senza persone che potevano interromperci e Debora mi dice “Giuseppe posso mettermi il perizoma che ho in borsa per abbronzarmi meglio o è un problema per te?” Io stavo già indurendo e le dissi “no cugina nessun problema, poi hai un bel culo perché non mostrarlo” lei sorride e con il perizoma indossato si stende culo all’aria per abbronzarsi, io vicino lei ero duro e non ce la facevo più e parlavamo quando Debora da buona troia mi chiede se posso spalmarle la crema visto che il sole era forte e inizio da sopra, poi continuo sulle gambe dove mi soffermo e infine resta il culo e le dico “qui pure vuoi la crema? Perché è un punto delicato” e lei mi risponde “si Giuseppe, mettine tanta”. Io ero eccitatissimo e inizio a spalmare la crema e a toccare il culo di Debora e sono durissimo e mi espongo e le dico “cugina c’è un problema!” e lei “quale problema?” Io “guarda come è diventato duro per colpa del tuo culo” Debora guarda la forma del cazzo che è ancora dentro il costume tra il sorpreso e l’eccitato e mi dice “è un bel problema” io mi avvicino e prendo la sua mano e la metto sulla patta e dico “lo vedi che effetto che fai cugina, dai tiralo fuori” Debora lo massaggia da fuori e finalmente lo tira dal costume e dice “che cazzo cugino” e io “te lo aspettavi diverso?” E lei “no ma troppo largo di circonferenza, mai visto così” e inizia a farmi una splendida sega e a succhiarlo, la troia si vede che ha esperienza e succhia divinamente e lecca il cazzo e le palle e prendo iniziativa scostandole il perizoma e leccandole la figa.Debora ansima tanto ed è arrivato il momento di iniziare la scopata e la scopo a smorzacandela, a gambe larghe e di lato fino a quando si mette a 90 ma prima voglio che me lo risucchia e le dico “dai dai cugina succhialo che ti piace” e lei “sii troppo” poi finalmente a 90 e poiché la scopo con il perizoma di lato le chiedo dove vuole lo sperma e mi dice sul culo, io vengo copiosamente su culo e perizoma e Debora vuole che fotografi lo sperma sul suo culo e sul perizoma e intanto fotografo anche la sua bella figa. Torniamo a casa distrutti ma eccitati con lei che vuole mandata la foto della mia “crema” sul suo culo e questo sarebbe stato solo l’inizio di una vacanza da ricordare.

Sesso tra amiche | Racconto pulp di Telefono Erotico

Siamo tre amiche molto sexy e affiatate che si sono trovate lestate scorsa a passare la prima vera vacanza insieme. Siamo andate al mare, in campeggio e lì abbiamo conosciuto il mondo: uomini, etero, bisex, donne, di tutto di più. Siamo giovani e ogni tanto ci piace bere qualche bicchiere di troppo, come quella famosa serata di fine agosto, quando tornando dalla discoteca insieme ad altre 2 ragazze conosciute lì e che alloggiavano accanto al nostro bungalow. Tutte finimmo nel loro alloggio per finire in allegria la serata e tra musica, balli e twerk iniziammo a stare sempre più vicine: una sculettata qui, una carezza sui fianchi di là si trasformarono senza accorgersi in una sculacciata, poi in una palpata sul culo. Tutte avevamo delle minigonne mozzafiato e vedere cosa cera sotto era un attimo, ricordo che io mi buttai sul divano tra i fumi dellalcool e unaltra ragazza conosciuta quella sera mi si mise accanto. Di punto in bianco allungò la mano e me la mise sulle cosce, poi si fece strada tra le mie gambe ed esercitò pressione sulla mia figa eccitata: baciarsi e saltarsi addosso fu un attimo e così fecero anche le altre, chi in coppia chi a 3. Quando sbirciavo al di là del volto della mia partner vedevo le mie amiche intente a limonarsi, a leccarsi i seni a vicenda, a infilarsi dita in vagina, a leccarsi la figa con grande passione. Io intanto stavo slinguazzando la mia tipa del momento e, anche se non mi era mai capitata unavventura lesbo, mi sembrava di farlo da sempre. Lavevo su di me a cavalcioni e le leccavo ora i capezzoli, ora lombelico e non vedevo lora di cavalcarla, di scoparla, ero una furia. La misi a 90, le strappai il perizoma, le infilai la lingua nel culo e le dita in vagina: impazziva di godimento e mi diceva delle gran porcherie che mi facevano bagnare ancora di più. Poi lei rovistò in valigia e tirò fuori uno strapon, ne avevo solo sentito parlare, ma lo volli indossare subito, mi sentii una forza e la penetrai come fossi un uomo. Le davo colpi uno dietro laltro e lei urlava, godeva, si contorceva, poi venne il mio turno e mi scopò da dietro come nessuno prima dora e mentre cercavo di venire si unirono anche le altre, avevo chi mi sfondava il culo, chi mi leccava la figa e chi le tette. Unaltra amica mi infilava la lingua in bocca e io vi assicuro che quella è stata la scopata migliore della mia vita.

Ladolescente ha imparato che le piace il cazzo | Racconto etero di ceasar12

Domenica, la giornata passa tranquilla. Chiudo a pranzo e vado al ristorante. La piccolina di ieri notte mi ha comunque svuotato bene. Mangio abbondantemente e torno al lavoro. Pomeriggio calmo, non molto lavoro. Verso le 17.00 arriva la piccoletta con alcune amiche. Bevono, lei prova a dare confidenza ma io sto guardando la partita, quindi non ne do. Ci rimane male e in un’oretta se ne vanno. Chiudo, vado a casa, doccia, televisione, verso la mezzanotte vado a letto. Lunedì, giorno di riposo finalmente. Dormo con piacere fino alle 11.00 passate. Mi alzo, doccia nuovamente, scendo sotto per un caffè. Si fa mezzogiorno e vado a pranzo. Ristorante, le gioie di vivere solo. 13.30 circa sono a casa. Non ho impegni ne progetti. Giornata molto bella, quasi primaverile anche se siamo alla fine di novembre. Mi spoglio, mi stendo sul mio divano, accendo la televisione e metto un porno amatoriale, ragazzine che ne fanno di tutti i colori o se volete ragazzine a cui ne fanno di tutti i colori. I porno sono una salvezza sull’isola in questo periodo. Mi tira il cazzo, me lo meno con piacere. Sono nel pieno della mia attività manuale quando suona il campanello. Guardo dal televisore la telecamera che da sul portone: è la ragazzina. Vero, siamo in orario fine scuola, anche le superiori. La guardo bene. Indossa pantacollant anche oggi, ma grigi, un giubbottino sopra nero. Scarpe da ginnastica. Il mio cazzo che non conosce carte di identità già scalcia.

Una delle più belle scopate della mia vita | Racconto orge di Anonima

Tutto ebbe inizio con le solite uscite che faccio ogni tanto, si va fuori a mangiare, ma non nel quel di Roma, proprio fuori fuori, tipo chessò, in Umbria o nelle Marche oppure, come ho fatto 6 anni fa e più, nel Veneto da un carissimo amico. Fatto sta invece che andammo verso Lucca. A Lucca si mangia da DIO!! Soprattutto ad un ristorante appena dentro le mura, lo si riconosce perché ha lintonaco avana carico e guardate, se vi va di spendere bene da di spanciarvi da sentirvi quasi male questo è il posto adatto!

Il mio primo topless in spiaggia | Racconto etero di alessia40329

Ciao mi chiamo Alessia ho 20anni quella che vi racconto non è una storia di sesso, ma per me è stata un esperienza molto eccitante, vissuta la scorsa estate quando per la prima volta al mare mi sono messa in topless. Ogni volta che andavo al mare ero sempre tentata di slacciare il pezzo sopra, ma dato che porto una 5misura di seno, mi sono sempre trattenuta per paura di venir giudicata come una poco di buono. Già quando al mare sto in bikini mi accorgo che ho tanti occhi di uomini di tutte le età addosso, e se dico che mi da fastidio, mentirei non sarei onesta. Alcune mie amiche che si mettono in topless dicono di farlo solo per una questione di libertà, per il piacere di non avere nessun segno del costume. Ma per me non è cosie forse neanche per loro, solo che non lo ammettono. Io sinceramente ammetto che stare con le tette al vento in spiaggia mi eccitamolto, e avere lo sguardo di tanti uomini su di me mi fa impazzire. Dove vado al mare di solito pero non potevo farlo, cerano troppe persone che mi conoscevano. Cosi presi la macchina e andai in una spiaggia libera a circa 15km dalla mia spiaggia abituale. Appena arriavata sistemai le mie cose, srlotolai il mio telo da mare , mi guardai un po intorno e vidi che non cera molta genta, quindi pensai subito che quello era il giorno giusto, dovevo vincere il mio imbarazzo quella mattina oh non sarei piu riuscita. Cosi dentro di me dissi (adesso fanculo a tutti, lo slaccio e vediamo che succede..) e cosi feci. Portai le mani dietro la schiena, presi un lungo respiro e via, lo slacciai! Finalmente cero riuscita, ero super eccitata e con le tette nude in spiaggia! Mi spalmai labbrozzante e poi mi srdraiai a prendere il sole. Poco distante da me cerano due signori che leggevano il giornale , ogni tanto mi lanciavano occhiate di traverso, ma io li ignoravo come se niente fosse. Vicino la riva tre ragazzotti piu o meno della mia eta giocavano a beach volley, anche loro mi avevano messo gli occhi addoso, sorridendendomi ogni volta che andavano a recuperare il pallone, e stranamente perdevano il pallone molto spesso. Qella mattina non era molto caldo ma decisi ugualmente di andare a fare un bagno per vedere le reazioni che suscitavo. Mi alzai e di proposito feci un lungo sbadiglio per provocare e farmi notare, anche se ovviamente non ce nera bisogno e mi incamminai verso la riva. La spiaggia ormai si era riempita, intorno a me cerano persone di ogni genere. Alcune signore di una certà età mi guardavano con fare non tanto simpatico, evidentemente la mia 5misura le infastidiva, oppure erano invidiose. Gli uomini invece dal piu giovane al piu vecchio mi stavano sbranando con gli occhi, e questo mi eccitava sempre di piu.. Nei loro occhi vedevo tutta la loro voglia di toccarmi.. di palparmi, e di fare chissa che..con me! Mi faceva impazzire vedere che mezza spiaggia sbavava per me, tra le gambe la mia passerina era diventata un lago, ormai non potevo piu nascondere la cosa, cosi mi tuffai in acqua e feci una lunga nuotata per rinfrescare corpo e mente. Quando uscii dallacqua mi ritrovai i 3 ragazzi che prima giocavano a palla, vicino il mio telo da mare e appena arrivai si presentarono e mi dissero se avevo voglia di fare 2 tiri a beach con loro, perchè erano solo in 3 e non riusciuvano a trovare un 4 per una partita 2 contro 2. Ovviamente dentro di me sapevo benissimo che se volevano ne avrebbere trovati anche 20 di persone per giocare a beach, ma loro volevano me.. per un unica cosa.. (guardarmi ballonzolare le tette!) Cosi visto che ero in giornata e volevo divertirmi, feci un po di finta resistenza e alla fine accettai. Anchio in realtà sbavavo al pensiero di giocare con loro. Giocammo per circa 45min. I 2 ragazzi che avevo di fronte non presero una palla! Mi fissarono le tette per tutto il tempo, e anche il mio compagno di squadra non era da meno, ma non potevo dargli torto, mi rendevo conto che i miei 2meloni ballonzolavano oscenamente! e la gente di passaggio osservava divertita. Notai che anche il bagnino sulla torretta ogni tanto puntava il suo binocolo verso di me, incurante che qualcuno in acqua potesse affogarsi.. Cosi dopo averli fatti godere visivamente, li salutai dicendogli che erano delle schiappe e non avrei giocato piu con loro, andandomene facendo finta di essere incavolata, ma dentro di me in realtà ero troppa divertita.
Andai al bar a prendere un gelato, sempre restando in topless, li venni abbordata da un uomo sui 50anni, che mi lascio il suo numero di tel. Tornata a casa feci una doccia e curiosa lo richiamai.. la sera mi porto a cena fuori in un ristorante vicino la spiaggia, e poi..e poi.. per il poi dovrei scrivere un altro lungo racconto.. ma non credo vi interessi sapere i particolari della mia vita privata. Quella giornata per me resterà speciale. Da quel giorno continuai a prendere il sole in topless con sempre piu disinvoltura, ogni volta che slacciavo il pezzo sopra pensavo ai pensieri degli uomini su di me, provavo un grande brivido e una grande eccitazione come se ogni volta mi lanciassi con il paracadute. Non vedo lora che torni lestate per divertirmi e riprovare quelle emozioni.

Il pesce | Racconto zoofilia di IlBravo

Sono un ragazzo di 25 anni, abito in un monolocale vicino a Bologna. Sono un amante della pesca e ogni fine settimana sono in un laghetto di pesca sportiva a passare la giornata. Col tempo ho fatto amicizia con il proprietario che un giorno acconsente di farmi portare a casa una piccola carpetta (dimensioni di 10 cm circa). Provandole a dare più spazio possibile la colloco nella vasca da bagno così può disporre di molto spazio per muoversi e io riesco a tenere lacqua limpida e molto pulita. Col tempo cresce bene fino a diventare allincirca 2 spanne, molto pulita e che non ha neanche paura di me o altre persone. Una sera sono a casa con una ragazza ma non sono riuscito a concludere niente, così lei è andata via lasciandomi terribilmente eccitato. Vado così al computer a guardarmi qualche porno per sfogarmi un po quando mi viene unidea malatissima ma terribilmente eccitante; provo a non pensarci ma mi stuzzica troppo. Così vado in bagno dove cè la mia carpetta, la fermo con una mano tenedola sempre sommersa e le infilo due dita in gola per sentire quanto è profonda. Con mio stupore entrano benissimo e senza nessuna difficoltà così mi svesto, entro in vasca posizionandomi in ginocchio e piano piano lavvicino al mio cazzo. Sto per venire solo per leccitazione ancora prima del contatto perciò mi fermo un attimo e respiro tranquillamente, passato riprendo con le mani la mia carpetta e la invito verso il pene drittissimo. Allinizio fa un po di resistenza non aprendo la bocca ma poi finalmente lapre e piano piano faccio scivolare il mio pene dentro di lei. Un pompino da un pesce: non ci credo. È una sensazione stranissima (consiglio di provare), ha la bocca abbastanza viscida essendo un pesce e dopo pochi avanti e indietro incomincia a succhiare in una maniera assurda. Mai ricevuto un pompino con un simile risucchio; vedo le stelle, quando succhia (il classico poppare dei pesci) sento le palle e la prostata che reagiscono e vorrebbero svuotarsi il prima possibile. Duro solo qualche minuto e finalmente mi svuoto dentro di lei. Mai un orgasmo così forte. Esco così dalla sua bocca e dalla vasca ma qualche fiotto di sperma continua a fluttuare nellacqua. Vado a farmi una bella doccia per rilassarmi e riordinare le idee: da rifare o mai più? Non sapendo cosa ho provocato alla mia carpetta ero molto in dubbio. Esco dalla doccia e noto che nella vasca non cè più traccia della mia sborra. Se lè mangiata tutta quanta? Trovato così risposta alla moa domanda: da ripetere in futuro. Le dò anche un nome alla mia carpetta, Anna, ma questa è unaltra storia.

Pissing | Racconto pissing di Chris Femboy

Non so se a qualcuno di voi piace il pissing, termine inglese per definire la pisciata. Sinceramente parlando, nemmeno sapevo che esistesse questo tipo di pratica, fino a che unuomo sessantenne di nome Aldo, mi insegno ad amarla insieme a lui. Conobbi Aldo, come tutti gli uomini che conoscevo al tempo in cui non avevo internet, per le strade di notte, dove mi avventuravo destate in cerca di aria fresca quando faceva troppo caldo, e a volte anche in cerca di maschi per calmare le mie voglie di cazzo. Fu durante una di queste paseggiate notturne, che fui avvicinata da questuomo, un sessantenne magro, di apparenza ben vestito, brizzolato, con un accenno di barba bianca in viso, classici occhialini da medico, un signore diciamo di tutto rispetto e dai modi assai educati. Mai avrei immaginato, che quellaspetto in apparenza nascondeva sotto un gran maiale. Siamo abituati e vedere le persone per come sono fuori, ma non per cosa nascondono veramente dentro di loro. Aldo era un maiale buono, amava il buon sesso, e amava sopratutto questo pissing, che lo faceva impazzire, si eccitava a pisciare addosso alle sue vittime occasionali, o in bocca, ed io ne rimasi affascinata, anche perche non avevo mai provato qusta pratica prima dora, e perche essendo Troia fino al midollo, non potevo non amare certe porcherie. Iniziammo a frequentarci, e ben presto imparai anchio ad amare il pissing, che Aldo mi fece provare per la prima volta, portandomi in un bel posticino da lui conosciuto, solitamente frequentato da guardoni, per poi pisciarmi in bocca e riempirmi la faccia con la sua urina calda, che ingoiai senza perdermene nemmeno una goccia, mentre uomini li intorno guardavano, masturbandosi a pantaloni abbassati. Fu davvero eccitantissimo. Fino a quel momento avevo ingoiato solo sperma, mai mi era passato per la mente di farmi urinare in bocca o addosso. La scoperta di quella pratica fu eccitantissima, tanto che con il passare del tempo, diventai ufficialmente la latrina di Aldo, organizzammo una cosa mai fatta prima, almeno mai fatta per me, dato luomo era frequentatore abituale di certi posti che io nemmeno immaginavo esistessero. Aldo mi porto a pochi chilometri appena fuori dalla zona Milanese in macchina con lui, mi fece vestire da vera zoccola, con solo lintimo addosso comprensivo di: Corpetto nero a coppe dure, perizomino nero quasi inesistente, calze nere a rete autoreggenti e relative reggicalze nere, i lunghi capelli sciolti, ben truccata con rossetto rosso, ombretto e matita sugli occhi, unghie laccate lucide rosse smaltate, ai piedi zoccoli di legno a zeppa alta, un paio di shorts sgambati in jeans trucidi e sfilacciati, una t shirt nera scollacciata davanti, a schiena nuda dietro. Occhiali scuri sul viso, mentre lui era piu classico data la stagione calda, calzoni corti, maglietta grigia a maniche corte, scarpe in tela, senza mutande ne calzini sotto, e un paio di occhiali da sole a lenti sfumate sul naso. Cosi conciati ci avviammo al posto che lui solo conosceva, per la mia iniziazione al Pissing. Inutile dire che ero eccitata come una vaccona al suo primo incontro di sesso, continuavo a chiedergli quando arrivavamo, ero impaziente. Avremmo fatto si e no una ventina di minuti in auto, che a me parevano ore infinite, quando finalmente ci infilammo con la macchina, in una stretta viuzza piena di verde, introrno la vegetazione era lussureggiante, alberi, erba verde, a destra e a sinistra della piccola stradina poco battuta, potevo scorgere il nulla, ne unabitazione, ne unanima, tutto sembrava desolato e deserto. Pensai che quella doveva essere una zona abbandonata o frequentata solo da guardoni o coppie abituali, Aldo mi confermo il tutto, quasi leggendomi nel pensiero, vedendo la mia espressione assai preoccupata, mi rincuoro allistante, dicendomi che non dovevo assolutamente preoccuparmi. Mi fidavo delluomo, e sapevo che non mi avrebbe portata da chi poteva farmi del male, o almeno cosi speravo in cuor mio.

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