Mia cognata mi ha fatto venire nelle mutande. | Racconto esibizionismo di Mimmuccio23

Sono un paraplegico dovuto da una operazione al midollo spinale, ho sessantacinque anni, ma fortunatamente sessualmente funziona tutto bene, mia moglie più grande di me di due anni mi accontenta di mala voglia adducendo che non siamo più giovani. Poi siccome deve fare tutto lei forse non riesce più ad essere agile come prima. Deve montarmi a cavalcioni infilarsi la mazza in figa e muoversi fino a farmi venire. Ma non è questo l’episodio che ha scaturito il mio arrapamento. Domenica scorsa sono venuti a trovarci la sorella di mia moglie e suo marito, lei più giovane di circa otto anni molto bella e amante della abbronzatura aveva la pelle dorata liscia senza peli. Chiese di mettersi in libertà perché faceva molto caldo, torno indossando un pantaloncino di jeans tutto sfrangiato cortissimo tale da fare sporgere la parte terminale dei glutei, che dirvi scena molto arrapante. Andammo in salotto e si accomodarono in maniera un po’ sdraiata, lei aveva le gambe rivolte verso di me un po’ divaricate, dopo un po’ comincio ad aprire e chiudere le cosce facendo dondolare quei muscoli rilassati, il sole illuminava le cosce e in particolare colpi la mia attenzione, questo movimento aveva fatto si che la frangia del pantaloncino si era infilata nella figa da dove spuntava un ciuffetto di peli biondi che il sole metteva ancora più in risalto. Avevo il cazzo di una erezione pazzesca e sentivo la sborra percorrere il mio uccello. Lei aveva gli occhi chiusi colpito forse dal sole il movimento si era trasformato facendo dondolare solo la coscia sinistra, aprendosi e chiudendosi in po più rapidamente, la vidi contrarsi l’addome e con un piccolo sussulto fini il dondolio lasciando aperte coscie, vidi un piccolo rivolo di liquido vaginale uscire colando lungo la coscia, venni nelle mutande sborrando violentemente mi si erano svuotati i coglioni lasciandomi in lago chi sborra mettendomi in crisi dovevo pulirmi. Finalmente mia cognata torno in se io la guardai fisso negli occhi cercando la sua attenzione ……non finisce così a presto.

Il campeggio al mare | Racconto gay di Corrado

Lestate scorsa avevo prenotato quindici al mare in un campeggio avevo prenotato un bungalow arrivo nel pomeriggio per prendere possesso del mio bungalow vicino al mio bungalow cerano due ragazzi sui trentacinque anni abbiamo fatto subito amicizia alla sera siamo andati a cena nel ristorante loro mi dicono che vivevano assieme erano bellissimi sotto il tavolo sento una mano ✋che mi toccava una gamba fuori del ristorante mi invitarono nella loro tenda accettai entrato nella tenda loro si levarono i loro boxer restando nudi avevano i loro cazzi enormi sui ventiquattro cm allora mi sono liberato dei boxer restando nudo anchio loro. Mi dissero questa notte sarai la nostra troia tutti e due erano su di me uno di mi viene sopra a cavalcioni mi disse aprì bene la bocca 👄mi disse adesso succhialo bene me lo spingeva fino in gola laltro nel frattempo prende in bocca il mio cazzo laltro mi disse ti piacerebbe ingoiare il mio sugo dico di sì con la testa lui cominciò a pisciare molto forte era molto buona leccai fino allultima goccia dopo sì dietero il cambio anche laltro mi viene sopra a cavalcioni prendo in bocca 👄il suo cazzo laltro mi disse adesso alza le gambe mi ha messo sotto il mio culo poi spingeva il suo cazzo tutto lo avevo tutto nella mia pancia bruciava un po ma non dissi nulla cominciò a pompare molto i colpi erano molto forti dopo cinque minuti mi sborava dentro nella mia figa anale poco dopo anche laltro vuole la sua parte mi infilò il suo cazzo nella mia figa anale laltro mi disse adesso succhia il mio cazzo gocciolante la sua sbora era molto dolce buona nel frattempo laltro cominciò a pompare molto forte ebbi anche un orgasmo anale poco dopo mi sborava dentro nella mia figa anale poi mi dietero della carta mi sono pulito indossai i miei boxer è fecci ritorno nel mio bungalow guardando lorologio erano le ore quattro ho dormito fino le ore nove del mattino andai a fare la doccia poi andai a fare merenda

Mi masturbo con la sedia | Racconto masturbazione di vogliosa

vi racconto questa storia do parecchi anni fa…. ero una 20enne all epoca… praticavo gia autoerotismo, vivevo ancora con i genitori quindo approfittqvo della loro assenza. Quel pomeroggio avevo particolarmente voglia, ma il dito non mi bastava… volevo provare qualcosa di grosso, mi cade locchio sulla sedia, quelle modello vecchio con i 2 pomelli ai lati dello schienale…. inizio a preparare la mia vagina gia bagnata e vogliosa e sposto la sedia davanti allo specchio…adoro vedermi nuda soprattutto mentre mi tocco. Mi metto con un piede appoggiato alla seduta della sedia con laltra gamba dritta in piedi appoggio pian piano la moa vagina sopra il pomolo.. un bel pomello tondo in legno… faccio attenzione non vorrei farmi male spingo… spingo un po di piu e plufff il pomolo della sedia è dentro me…. inizio a muovermi dolcemente ma senza uscire mai dal pomello, ruoto attorno a questo nuovo giochino e intanto mi stuzzioco il clitoride…. mi guardo allo specchio mentre scopo la sedia… non voglio venire cosi e decido di alzarmi, ora sento la mia vagina svuotata, ci infilo un dito…poi 2 spingo piu in fondo che posso e con laltra mano continuo a toccarmi il clitoride… gonfio e bagnato di voglia… ho lorgasmo sulla punta del clito ma mi fermo, volgio godere ancora un po. Mi sdraio e metto un specchio davanti alla mia vagina voglio vederla pulsare… riprendo a stimolare il mio grilletto magico che implora lorgasmo…. muovo il dito su e giu…su e giu…. finché esolodo in un orgasmo da favola

Mia cugina | Racconto incesti di K88888

Con mia cugina ho sempre avuto un rapporto molto in confidenza e sempre scherzare su le ragazze con cui vado io e i ragazzi che va lei. Un giorno mentre si faceva il colore su unghie piedi in camera sua eravamo soli gli ho fatto un complimento che ha dei piedini sexy e lei mi ha detto cazzo sei fetish sempre ridendo.. dopo un po ci siamo sdraiati a guardare la tv insieme sul letto come sempre abbracciati e mi e venuto durissimo il cazzo e lei mi ha detto pero cugino ti faccio sto effetto.. e mi ha messo la mano nei pantaloni e mi ha cominciato a segare io poi le ho tolto le mutande e lo leccata tutta e abbiamo cominciato a baciarsi e scopare dopo che e venuta mi ha fatto sdraiare e mi ha fatto una sega coi piedi e gli ho sborrato tutto sui piedi

Quella porca della mia ragazza | Racconto trio di Marchetto

Ciao a tutti mi chiamo Marco sono qui per raccontare la mia storia…premetto che sono un ragazzo normalissimo e ho conosciuto questa ragazza ancora 3 anni fa su internet e dopo aver chattato per 3 mesi finalmente un sabato ci siamo incontrati ero super eccitato all’idea di incontrarla era un sabato mattina freddissimo in stazione lì ad aspettare ed eccola viene verso di me era sempre più vicina il mio cuore batteva sempre di più…appena lo vista la sensazione era di voglia assurda avevo davanti a me una vera bbw ci siamo conosciuti per un bel po di tempo facevo su e giù per Bologna ogni fine settimana è appena arrivavano a casa sua ci buttavamo subito sul letto…cominciavo guardandola poi piano piano la spogliavo è appena lei sentiva le mie mani sul suo culone e sulle sue tettone a lei veniva una gran voglia di cazzo..a me si rizzava in un secondo e la mia cappellona era già bagnata .me lo leccava divinamente su e giù piano piano e poi mi leccava la cappella poi piano piano mi leccava le palle…poi andavamo sul divano e cominciava a cavalcarmi come una gran porca in calore io avevo le sue tettone in bocca le mie mani che allargavano il suo culone per far scorrere meglio il mio cazzo e lei godeva e veniva …la sua figa era gocciolante e sentivo che che il mio cazzo era già pronto alla sborrarla di brutto ma non volevo di esse mai quel momento allora la misi a 90 sul divano e la trombai di brutto senza sosta finché mi lasciai andare a una lunga sborrata pulsante nella sua figa calda…dopo ore infinite trascorse così andammo a farci una doccia calda per rilassarci e me la trombai in doccia…passarono i mesi e io facevo sempre lo stesso percorso scendevo venerdì e risalivo la domenica…finché un 21 dicembre decisi di scendere per fargli una sorpresa entrai a casa lei era al lavoro arrivarono le 20 e mi arrivo un messaggio che aveva finito di lavorare io ero in bagno che mi rasavo la barba che a un certo punto sentii delle voci…era lei mentre entrava sentivo che parlava insieme ad un uomo…entrarono e si misero a parlare e dopo circa 20 minuti cominciavano a fare quello che facevo io ogni venerdì…ero stupito allora piano piano spiai per vedere chi era era un suo collega di lavoro…dopo 10 minuti lì a spiare il mio cazzo cominciava a rizzarsi e in un attimo era duro come un mattone allora cominciai a segarmi avevo una voglia allucinante mentre li guardavo scopare…guardare quel cazzo più grosso del mio entrare e sparire tra due chiappone mi faceva impazzire e poi vederla mentre lo leccava tutto e lo ingoiava mi dava i brividi…come avrei voluto sborrare…il suo cazzo enorme la faceva urlare come una matta…la sua cappella enorme era ormai pronta a sborrare quando lei di colpo disse mettimelo nel culo dai che lo voglio sentire tutto fammi sborrare dal culo sbatti la tua troia…avrei voluto farmi vedere ma l’idea di vedere quel cazzo scomparire nel suo culo e quella cappellona aprirla mi fece sborrare…li lasciai continuare a scopare andai in bagno mi sistemai e dopo qualche minuto uscii dal nulla la scena è stata epica lui spaventato che la stava inculando e lei incredula non fece nessuna piega…non ci misi tanto a fargli capire quello che volevo eravamo in 3…minmisi davanti alla sua faccia è gli dissi fai la brava ciucciamelo per bene mentre ti fai inculare dal capitan findus(aveva un 23 cm di cazzo)iniziammo così per poi invertire i ruoli io me la inculai per bene e lui sotto che gli leccava la figa ormai un mare in piena.non mi bastarono 5 minuti che feci una sborrata nel suo culo sublime…ma non ero sazio era ancora in tiro…lei mi guardò e mi disse già finito?fatemeli sentire tutti e due dentro che o vogliamo la stantuffavamo per bene continuava ad avere orgasmi…poi la mettemmo sul tavolo della cucina seduta e mentre uno la scopava l’altro sul tavolo si faceva succhiare le palle e la prendeva a cappellate in faccia…poi di colpo lei si fermò e disse ora voi due dovete fare qualcosa per me incredulli ci guardammo e lei disse vado a prendere delle cosine simpatiche tornò con un bel dildo enorme delle palline anali è un plug anale è uno strapon …sazia mai dissi dentro di me invece ci fu una grossa sorpresa lei ci disse fatemi vedere cosa siete capaci di fare voi due fatemi vedere come vi ciucciate il cazzo dopo un attimo di silenzio presi io liniziativa cominciai al accarezzarlo era veramente grosso e questa cappellona turgida faceva impressione….di li a poco anche lui si lascio andare e comincio ad accarezzarmi e lei davanti a noi che si masturbava soddisfatta per ciò che vedeva …dopo un po’ presi dall enfasi generale passai all’azione e gli cominciai a ciucciare la cappella mentre la mia mano scivolava lungo il suo tronco mamma mia che grosso…non posso dire che mi piaceva ma il contesto era quello…lo segai e lo mangiai per un po’ e poi tocco a lui fare lo stesso eravamo tutti super eccitati e la nostra puttanella ci guardava…ad un certo punto non so per quale motivo ancora lo guardai e gli dissi inculami voglio sentire il tuo cazzo enorme dentro di me..è stato come un colpo di dolore ma dopo un pochino il piacere prese il sopravvento e non riuscii più a parlare dopo un po’ che mi trapanava il culo lui si lascio andare a una sborrata lunghissima bollente che sentivo come un brivido su tutto il corpo un orgasmo mai provato prima…da lì a poco successe il contrario fui io a incularmi lui per bene vedevo il suo ano dilatarsi a vista d occhio e lui che continuava a ripetermi inculami porco… vienimi dentro…fammela sentire tutta calda e gocciolante…non feci in tempo a venire che la puttanella si mise in mezzo alle mie gambe a ciucciami il buco del culo e le palle …poi si mise lo strapon e di colpo comincio a incularmi e io li minlasciai andare…sborrai tutto quello che avevo…non eravamo stanchi eravamo felici…ci alzammo ci guardammo e andammo a farci una doccia tutto insieme…ora dopo un po’ di tempo ho saputo che lei a cambiato paese fa sempre lo stesso lavoro in ospedale e tramite un amico o saputo che si è passata tutto il reparto la troia ….quel culone quelle tettone e quella figa piena non le dimenticherò mai …p.s neanche che mi sono inculato uno e che mi anno inculato

Mi faccio il nonno della mia migliore amica | Racconto prime esperienze di Elena di Castelbuono

Ho messo in questa sezione perchè è stata una delle prime esperienze e di sicuro una esperienza unica che feci per vincere una scommessa con una mia amica. Avevo 19 anni, ero stata iniziata al sesso da mio cugino che mi aveva anche messa incinta. A scuola sperimentavo con i primi fidanzati le cose che mio cugino mi faceva fare.. dai pompini ai giochi manuali anche se scopavo solo con lui perchè cosi voleva. Spesso studiavo a casa della mia migliore amica e ci stava sempre suo nonno che era molto gentile con entrambe ci portava i dolcetti ci faceva assaggiare qualche liquore che faceva lui e devo dire che era ancora un belluomo che si portava benissimo i suoi anni (72 credo) . La mia amica scherzava sempre appena io arrivavo e diceva che suo nonno stravedeva per me.. che dovevo salutarlo con due baci e che ero la sua fidanzata. Insomma dopo un pò mi venne in mentre di dire alla mia amica che mi volevo fare suo nonno e lei iniziò a ridere come una pazza dicendo che il nonno era un porco e che teneva tante riviste porno e che lei lo aveva spiato spesso mentre se lo faceva in mano. Comunque lei disse che non ci sarei mai riuscita.. che lo dicevo ma non ero capace di farmi un vecchio di 72 anni e allora io la presi come una sfida e decisi di farmelo. Un giorno dissi alla mia amica di uscire e non farsi trovare a casa ed io mi presentai dal nonno che viveva da solo essendo rimasto vedovo. Bussai e lui venne ad aprirmi dicendomi subito che Arianna, la mia amica non ci stava ma io gli dissi che ero caduta e mi faceva male il ginocchio e lui mi fece entrare. Avevo un gonnellino molto corto ovviamente ed ero senza mutandine.. mi sedetti su una poltrona e lui andò a prendere del ghiaccio ma io dissi che non lo volevo e se teneva invece una pomatina era meglio e cosi lui portò della pomata e iniziò a massaggiarmi il ginocchio con me che lo guardavo e aprivo le gambe per mostrargli la fica nuda. Lui si dimostrò davvero molto porco come mi aveva detto la nipote e mi guardava tra le cosce mentre mi passava la pomata oltre che sul ginocchio anche sulle cosce. Io gli dissi ma qui non mi fa male… e lui rispose sei sicura? qui non ti piace? diventai rossa e mi usciì di dire che mi piaceva e la sua grossa e rugosa mano me la trovai in mezzo alle cosce dove ero bagnatissima e lui mi disse sei proprio una puttanella… non sei piu vergine vero? io annuì e lui mi penetrò con due dita mentre mi mise la lingua in bocca e iniziammo a baciarci con passione… sentivo la sua saliva e il suo ansimare… mi prese la mano e se la mise sui pantaloni mentre mi tolse la maglia e iniziò a leccarmi i capezzoli facendomeli diventare duri come chiodi. Volevo fermarmi perchè stavo realizzando ora che era coetaneo di mio nonno ed anche suo amico… che figura stavo facendo… ma le sue mani mi facevano godere tanto e vidi il suo cazzo fuori dai pantaloni e devo dire che era ancora bello duro.. come cazzo faceva un vecchio a tenere un cazzo cosi tosto bohh forse prendeva qualcosa… ma fatto sta che mi tirò a se e me lo infilò dentro iniziando a pomparmi tutta… con la bocca alternava baci sul seno e in bocca e mi scopava bene devo dire… e in quel momento mi dimenticai che era il nonno della mia amica e me lo feci ben bene o forse fu lui che si fece me non saprei ma ricordo sempre con piacere questa scopata e ogni volta che poi sono tornata dalla mia amica suo nonno non perdeva occasione per mettermi le mani addosso e infatti dopo un pò non ci andai piu perchè poi lui si era troppo affezionato a me e io come ho sempre detto volevo invece cambiare spesso pietanza e assaggiare altri cazzi magari piu giovani di quello di un vecchio.

I piedi di mia zia Rosa | Racconto feticismo di feetsniff

Premetto che è tutto reale!ero un bambino allincirca 10 anni e cominciavo ad avere le prime pulsazioni sessuali in particolare x i piedi.. mi divertivo con due miei amici coetanei che abitavano affianco a me e ogni volta che andavo a trovarli finivo puntualmente con i loro piedi odorosi sulla faccia! poi arriva mia zia Rosa allora neanche cinquantenne o meglio sono io che arrivo da mia zia…. tutto cominciò una sera destate andai a trovare mia zia insieme ci sedemmo sul suo dondolo che aveva sul balcone,lei indossava delle infradito ed aveva le unghie sempre curate smaltate di rosso fuoco..allimprovviso comincia a battere i piedi x terra x togliersi le infradito,tolte le infradito si stende sul dondolo poggiando i piedi nudi sulle mie gambe e subito al mio naso salì lodore magnifico dei suoi piedi unodore intenso e pungente che mi saliva dalle narici fino al cervello! poi cominciò a giocare con i piedi strofinandoli sulle mie gambe..io rimasi di stucco e come un fulmine infilai la mia mano sotto i suoi piedi.. e mia zia non si fermò! anzi! continuava molto divertita a strofinare i suoi piedi sulla mia mano che io mi portai al naso ed inspirai a pieni polmoni rimanendo folgorato da quellodore arrapante! e tutto ciò divenne un rito.. ogni qualvolta andavo a trovare mia zia ci mettevamo sul dondolo e lei puntualmente si toglieva le infradito poggiando i suoi piedi su di me! ricordo che io scivolavo sempre più giu x avere i suoi piedi più vicino al viso e annusarli meglio..mia zia una volta se ne accorse e x tutta risposta allungò il suo piede sotto al mio naso sorridendo..io le dissi:zia ma puzzano!e lei mi rispose che si era fatta la doccia,ma i suoi piedi odoravano e come! e cosi passai unestate magnifica ai piedi di mia zia.. ma il culmine lo raggiunsi una sera dentro casa sua.. lei era seduta su una sedia con le gambe accavallate inguainate da calze nere.. dondolava su e giu il piede senza ciabatta,io mi sedetti a gambe incrociate x terra difronte a lei fissandola.. lei dopo un pò mi guardò negli occhi e fece finta di mettere il piede sul mio naso e io non mi scostai..lei vedendo che non mi spostavo fece finta di nuovo di mettere il piede sul mio naso ed io non mi scostai nuovamente..allora lei indispettita allungò il piede e questa volta lo mise con il solco sotto le dita dove puzzano di più sul mio naso premendo con le dita! a me non sembrava vero! avevo il piede magnifico e sudato di mia zia a contatto con il mio naso! ricordo che annusavo a più non posso e volevo che quel momento non finisse mai..e ricordo che mia zia mi fissava mentre le annusavo il piede con un sorrisetto di scherno…. ora ho 38anni ma ricordo ancora intensamente lodore dei piedi di mia zia!

Schiavo di una rumena PT.1 | Racconto dominazione di Schiavo di una rumena

Mi chiamo Mattia e sono di Milano,circa 1 annetto fa ho iniziato a sentirmi con una ragazza rumena di nome Bianca che,a primo impatto, mi è sembrata molto carina e per nulla aggressiva.Dopo qualche mese di soli messaggi per conoscerci meglio e prendere confidenza decidemmo di incontrarci. Più precisamente ci incontrammo al mare nel Sirolo(località marittima vicino alla sua residenza).

La mia tettona porca | Racconto tradimenti di marcos

Ciao, simo una coppia giovanile, io Alessandro 34 e lei Susanna 29, alta 174, mora, capelli ricci lunghi neri, una 6°misura che non finisce mai di mettere in mostra con abiti super scollati per la felicità degli uomini. Questo racconto risale alla scorsa settimana, cioè Susanna volle andare al privè insieme al nostro amico cubano di nome Sem e farsi sbattere da lui e se cera occasione di incontrare altri colored nn si sarebbe certamente tirata indietro. Per loccasione la porca si veste con una mini inguinale, tacchi rigorosamente 12 cm, maglietta leggera a maniche lunghe, ma trasparente e scollatissima, per finire truccata da vera troia.

Il desiderio di mio marito divedermi con un altro | Racconto trio di Giusytroia

Ciao a tutti. A solo pensarci mi viene da ridere, ma spero che la mia storia vera vi piaccia. mi viene da ridere perché ho cominciato a frequentare questo sito con la speranza di trovare un racconto in cui una moglie si sia trovata nella mia stessa situazione e il modo in cui si sia comportata. Ne ho trovati tanti. Io sono Giusy, una bella 50enne siciliana di Trapani. Mi descriverò durante il racconto. Gianni, mio marito, ha 53 anni ed è sicuramente un belluomo attraente, dal fisico atletico e affascinante. Siamo entrambi funzionari pubblici. Lho fatto, accontentando mio marito e anche me stessa, solo un mese fa, nel nostro rifugio in collina, con un bel 40enne e in 3 ci siamo sollazzati tutta la notte. Il mio problema non era quello di farmi scopare da un altro e capirete il perché, il mio problema era farlo con mio marito presente. Capirete il perché in quanto sono una donna che non so nemmeno io come definirmi: troia forse è poco. Una santerellina non lo sono mai stata nemmeno da ragazzina in quanto sono stata sempre attratta dallaltro sesso, ritrovandomi, già a 14 anni, alta come sono ora e con tutti i miei attributi femminili: leggermente in carne, con le tette acerbe ma già ben formate e quasi della grossezza definitiva; un bel culo e un gran paio di cosce, stuzzicando, già a quella età, le fantasie di ragazzi più grandi di me, la mia curiosità verso laltro sesso e le mie fantasie quando mi masturbavo. Come definire una donna come me che a 14 anni inizia a maneggiare il cazzo di un ragazzo di 26 anni, fidanzato, che abitava nello stesso palazzo e, lavorando nei pressi della mia scuola, spesso la mattina mi dava un passaggio? con Carlo, così si chiamava, iniziò la mia vita sessuale con i primi veri baci, le mie prime seghe, i miei primi pompini e i miei primi orgasmi masturbata e leccata da un maschio. Durò 2 anni. Come definire una donna che a 17 anni si fa fidanzata ufficiale e subito si ritrova sverginata di fica e con la bocca piena di sborra? Pino, più grande di me di 9 anni, figlio di amici di famiglia, che non mi piaceva e di cui non ero innamorata. Come definire una donna che, pur essendo fidanzata da pochi mesi, si fa sfondare per la prima volta il culo da un compagno di scuola durante uno sciopero con occupazione dellistituto? Renato, di una classe avanti e di diploma, che, durante il resto dellanno scolastico, mi scopò per una quindicina di volte. Come definire una donna che a 19 anni, non appena diplomata, facendo la babysitter per pagarsi la scuola guida e ritrovandosi a farla al figlio di Carlo, che nel frattempo si era sposato, si è fatta trombare 4 volte nellarco di 2 mesi? Come definire una donna che a 23 anni, durante una festa a casa di amici, incontra un ragazzo e per entrambi è un colpo di fulmine parlandosi solo con gli sguardi? Era Gianni, il mio futuro marito. Già quando ci incontrammo di nascosto la prima volta fu subito passione e sesso. Eravamo innamorati, lasciai Pino dopo 6 anni di fidanzamento, lottando pure contro la mia famiglia e iniziai la mia avventura infinita con Gianni. Io che non so come definirmi e lui libidinoso quanto mai. Ad un certo punto mi ritrovai incinta e ci sposammo. Io avevo 25 anni e lui 28. Durante la gravidanza ricevetti la lettera di assunzione a seguito di un concorso che avevo sostenuto da poco diplomata. Presi servizi per una settimana e poi andai in maternità. Quando ripresi servizio, pur non essendo nella mia forma migliore dal punto di vista fisico, notavo di essere interessante agli occhi di alcuni colleghi. col passare dei mesi ancora di più in quanto ritornai come prima e anzi meglio di prima perché più snella e più sexy. Me ne rendevo conto io e se ne rendevano conto colleghi ai quali sentivo bisbigliare apprezzamenti nei miei confronti. Fra laltro larma della provocazione e di farmi sentire desiderata mi si era raffinata essendo castana con lo sguardo accattivante e i miei attributi femminili, mai oscenamente, sempre in evidenza grazie anche al mio modo di vestire semplice ed elegante nello stesso tempo. Insomma, i complimenti non mancavano come, per esempio, quello di essere la più bona dellufficio. Come definire una donna che a sentirsi dire da un collega, che si spingeva oltre, che le mie tette erano da succhiare, che le mie cosce lo facevano impazzire, che il mio culo era da sfondare, chela mia bocca sembrava fatta apposta per fare pompini e che leggeva nei miei occhi che non vedevo lora di succhiarglielo, si ritrovava con la fica un lago? Come definire una moglie che quando un giorno costui la prese, tentò di baciarla e lei, anziché prenderlo a schiaffi come normale che fosse per una moglie con la testa sulle spalle, rispose al suo bacio accalorata e vogliosa? Come definire una moglie che qualche giorno dopo uscendo prima dallufficio per agitazione sindacale si fece raggiungere a casa? Franco, così si chiamava, aveva proprio ragione: non vedevo lora di succhiarglielo e avevo proprio bisogno di essere scopata selvaggiamente. Gli diedi tutti i miei buchi là, sul letto dove facevo lamore e dormivo con mio marito. Lo facemmo ancora per 3 volte nel giro di 2 mesi. Era di Palermo e poi fu trasferito. Avevo 27 anni, un figlio e, solo dopo 2 anni di matrimonio, un marito inconsapevolmente cornuto. Avevo 31 anni e Gianni 34 quando facemmo un mutuo e comprammo casa. Inoltre prendemmo labitudine di trascorrere, con nostro figlio che aveva già 5 anni, la domenica in un paesino in collina ad una oretta da Trapani. Stavamo bene ma avevo notato in lui un calo di desiderio sessuale nei miei confronti. Avevo capito, anche da certi suoi atteggiamenti, che aveva unamante. Ovviamente non era nelle condizioni di potermi lamentare o di dirgli qualcosa. Come definire una moglie che si sentì stuzzicata, eccitandosi come una cagna, dallidea di fa godere del piaceri che una donna sposata e con tanta esperienza potesse dare ad un ragazzo di 23 anni? Lo feci con Lillo, da poco collega, che aveva labitudine di sbirciare fra le mie cosce. Trovai il momento, sorprendendolo, di farlo venire nella mia bocca. Dopo prese coraggio e per 2 anni ci incontrammo, quando era possibile, in una vecchia casa disabitata della sua famiglia. Fu distaccato presso un altro ufficio e tutto finì. Come definire una moglie che mentre si faceva fottere da un ragazzo, ora di 24 anni, iniziò una relazione che sarebbe durata la bellezza di 14 anni? Io avevo 32 anni, Piero, così si chiamava, 45. Era il mio capo reparto e trascorrevamo molto tempo insieme, chiusi nella sua stanza, per motivi di programmazione e di lavoro. Mi fece capire che sapeva di me e Franco, il collega trasferito a Palermo, e mi presentò il cazzo davanti alla bocca; lo spompinai e mi sborrò in bocca. Le prime scopate in ufficio, per 6 volte fu possibile a casa sua e una volta a casa mia. per3 volte mi portò in un paesino vicino facendosi prestare una casetta da un amico; poi, per tanti anni, prese un monolocale in affitto fuori mano rispetto alle nostri abitazioni e allufficio. Come definire una moglie che a 37 anni, mentre aveva una relazione già da 5 anni, si fa sedurre da un 55enne? Un lunedì mattina mi trovavo nellagenzia di disbrigo pratiche del signor Antonio. Era stato lui, allora in una segreteria politica, ad interessarsi perché, dopo aver superato il concorso, venissi assegnata allufficio di Trapani. Avevamo rapporti per motivi di lavoro e sempre mi ricordava quello che aveva fatto per me. Il lunedì mattina aveva labitudine di non ricevere pubblico e quasi ogni lunedì, per un anno mi faci fottere dal suo cazzo che di uguali non ne avevo mai visti: lungo, grosso e con una cappella che sembrava una pesca. Dopo un anno, nonostante fosse il cazzo che più mi soddisfaceva, dissi basta. Una cosa mi rimase impressa nella mente di quel periodo, un tour de force sessuale: Il lunedì mattina mi scopò lui, nel pomeriggio Piero e la sera mio marito. Avevo 41 anni e Gianni 44 quando incominciai a notare un suo interesse nuovo nei miei confronti. Quello che accadde una mattina fu determinante per gli anni che seguirono e fino ad oggi. Lui era pronto per accompagnare nostro figlio
a scuola e poi andare in ufficio. Prima di uscire entrò in camera mentre mi stavo vestendo. Ero in reggiseno, slip e autoreggenti. mi guardò perplesso in quanto solitamente usavo i collant. Prima che dicesse qualcosa io, a disagio, come per giustificarmi, dissi che ormai in primavera incominciava a fare caldo e i collant mi davano fastidio. Notai una strana luce nei suoi occhi. Si avvicinò, sorrise, mise la mano fra le mie cosce e disse: così ti si può toccare meglio. Rimasi ammutolita. Aveva proprio ragione: era Piero che mi voleva così per potermi toccare meglio in ufficio quando era possibile. Stavo per uscire ma entrò lui. Pensai che mi volesse fare una cazziata e invece mi prese per le braccia e cercò la mia bocca. Che foga! Mi eccitai pure io. Disse che voleva scoparmi subito ed io gli ricordai che dovevamo andare in ufficio. Invece prendemmo un giorno di congedo e scopammo tutta la mattinata. Un altro fattore determinante fu lacquisto di una piccola costruzione al paesino: sotto un magazzino e al piano superiore un bilocale con cucinino e bagno. Diventò il nostro rifugio e ogni fine settimana eravamo lì da soli in quando nostro figlio aveva ormai i suoi amici e si appoggiava dai miei. Sembravamo due amanti mai sazi di fare sesso. Io? Sempre più consapevole di quella che fossi veramente. Tutte le mie esperienze mi avevano trasformata in una femmina che, a seconda delle situazioni, sapeva assumere gli atteggiamenti giusti: sapevo essere timida e ingenua, sfacciata e provocante e pure una femmina maliziosa, provocatrice e disponibile ad ogni complicità. Una sera, nel nostro rifugio, lui giocava con le mie chiappe divaricandole, richiudendole e dandomi qualche leccatina sullano. Mi disse che si rendeva conto del perché, con questo bel culo che mi ritrovavo, tutti mi volessero inculare, magari così alla pecorina. Che ne sapeva? Se lo immaginava come io di lui? Maliziosamente e tra un fare scherzoso e il semiserio gli feci capire di si e proprio alla pecorina. Infatti mi avevano inculata tutti così. Solo lui mi inculava pure di fianco. Quella sera mi volle a cavallo, seduta completamente sul cazzo e mi sfondò completamente. Così lo faceva con unaltra. Insomma, arrivammo al punto che ritenevamo assodato il fatto che lui fosse stato con altre ed io con altri. Avevo 45 anni quando mandai Piero a quel paese. Lui aveva 58 anni e mi disse che voleva dividersi dalla moglie. Mi resi conto che non era più il caso. Qualche anno dopo, io avevo 49 anni e Gianni 52, ammirandomi nuda mi diceva che ero ancora un bel pezzo di fica e, sorridendo, che mi potevo fare guardare e scopare senza fare brutte figure. Poi, senza mezzi termini, che aveva il forte desiderio di volermi scopare insieme ad un altro. Nel bel mezzo di tumultuosi amplessi gli dicevo che mi sarebbe piaciuto e mi diceva che avremmo potuto invitare qualcuno al nostro rifugio. Non so cosa avesse fatto, ma un martedì sera, poco più di un mese fa, fummo invitati a trascorrere il fine settimana in un agriturismo e lui disse che eravamo impegnati. Gli chiesi il motivo e rispose: come perché, ma se sabato abbiamo limpegno di farti scopare insieme a me? Restai allibita. Gianni, sul serio dici? Chiesi veramente sorpresa. Scusa, ma se fino a ieri sera hai detto di si! Disse. Dopo 5 secondi di silenzio dissi: ma sicuro sei di non essere geloso? E con chi? Non ti mortificheresti nei confronti di questo qua a farti scopare la moglie da un altro? Rispose che a questo non ci dovevo pensare. 5 secondi di silenzio e mi chiese: ma a te stuzzica lidea? Ti piace farlo? Lo vuoi fare? 5 secondi di silenzio e sussurrai: però non facciamo che poi me lo rinfacci! Il sabato mattina eravamo lì. Prendemmo qualcosa al market e poi, non essendo una bella giornata, a casa. Fabrizio, il nostro ospite, sarebbe venuto alle 10,00 di sera. Dopo cena, mentre mi preparavo, gli dissi: ti rendi conto di cosa mi stai facendo fare? Sorrideva. Reggiseno e slip in merletto nero, autoreggenti neri, gonna nera attillata e con lo spacchetto posteriore, camicetta azzurra e scarpe con tacco 10 cm che usavo solo in rare occasioni. Mi disse che ero sexy. Avevamo scelto insieme. Man mano che si avvicinava lora ero sempre più timorosa. Squillò il suo cellulare; non erano ancora le 10,00- Era lui. Gianni chiese dove fosse di preciso e uscì per andargli incontro. Ripiegai il piumone del letto e passai 10 minuti a passeggiare, continuando a guardarmi allo specchio, cercando di assumere latteggiamento giusto. Quando sentii fermare lauto mi sentii svenire. Quando lo vidi entrare insieme a Gianni mi ritrovai di fronte un uomo dal fisico atletico, bruno e attraente. si presentò dicendomi ciao e dandomi la mano. ro emozionatissima. notai che non aveva il nostro accendo e non aveva la fede. Era di un paese della provincia di Agrigento. Si tolsero i giacconi e si accomodarono sul divano. Dissi che preparavo il caffè e loro optarono per un prosecco. Di tutto si parlava tranne che del motivo per cui Fabrizio fosse lì con noi. Però i suoi sguardi, per niente furtivi, su tutto il corpo, mi facevano sentire a disagio ma svegliavano la mia libidine. Aggiungiamo quel mezzo bicchiere di prosecco, che per me è già tanto, e capirete perché quando mio marito prese ad accarezzarmi una coscia facendo risalire la gonna, emozionata ma sorridente dissi: Che fai, Gianni. Fatti guardare, Fabrizio non vede lora. Disse. Fabrizio, fissandomi mi disse che ero bona ed eccitante. Presto, ansimando, mi ritrovai con le loro mani fra le cosce, su in alto sulla mia carne viva. Facevano fatica perché la gonna attillata non andava oltre. Fabrizio fissava me e poi le cosce. Io cercavo, anche se a disagio, di essere accattivante. Il piacere e la libidine si impossessarono di me preannunciandomi una serata fuori da ogni regola. Gianni lasciò campo libero a Fabrizio e sentii le sue mani calde sugli slip armai inzuppati. Me lo disse. Al mio posto rispose Gianni dicendo che la porcona che ero aveva voglia di farsi fottere. Mi mortificai. oi venne dietro di me palpandomi le tette, baciandomi sul collo e stuzzicandomi lorecchio. Incominciai a gemere per il piacere e mio marito, sempre da tergo, mi sbottonò la camicetta, me la sfilò e quando mi sganciò il reggiseno quasi mi vergognai. Mio marito chiese a Fabrizio che gliene sembrasse delle tette della 50enne che ero e lui rispose che magari fossero così tutte le 50enni. Me ne palparono una ciascuno stringendomi i capezzoli. Sospirai forte dicendo più volte: siiii: Sentii Gianni che tirava giù la zip della gonna e quindi la stessa scendere lentamente, ad opera di entrambi, insieme agli slip. Mi ritrovai nuda con indosso solo gli autoreggenti. Fabrizio prese a leccarmi la fica da seduto e mio marito, messo in ginocchio, il ciulo. Si, che bello! dicevo impazzendo per il piacere che mi davano le loro lingue. Godetti di un orgasmo irresistibile e le mie gambe mi sorreggevano a stento. Fabrizio si alzò e mi diede in bocca la sua lingua fatta dei miei umori. La succhiai avidamente e poi intrecciai la mia alla sua in un bacio lungo e libidinoso. Lo sapevo bene che ora toccava a me. Infatti mi fece sedere sul bordo del divano e avevo il suo pacco allaltezza del viso. mio marito sedette al mio fianco dicendomi di fare vedere a Fabrizio di quanto fossi troia. mi vergognai un attimo ma portai le mani sulla patta tastandolo e fissando, alternativamente, il pacco, lui e mio marito come per avere il suo consenso. Gli slacciai la cintura, abbassai la zip e lui se li fece scivolare fino alle ginocchia. l suo grosso pacco, consistente in uno slip blu, era più evidente e più stuzzicante. Ne avevo vissuti tanti e con tanti cazzi momenti così ma, nonostante la mia abitudine, la situazione in cui mi trovavo rendeva tutto più intrigante. Solo per qualche secondo glielo palpai, poi tirai giù gli slip e mi si presentò davanti agli occhi un affare che, ancora semiduro, era impressionante. Il cazzo più lungo con cui avevo avuto a che fare era quello del 55enne Antonio, ma questo, oltre ad avere la stessa grossezza, era ancora più lungo. Non ho il senso della misura, ma penso non meno di 25 cm. Notai la meraviglia
anche nellespressione di mio marito. Lo impugnai con ambedue le mani segandolo lentamente, palpandole le palle e, libidinosa come mi sentivo, guardavo ancora entrambi con atteggiamento ora di timidezza ora di peccatrice lussuriosa. Ci giocai sulla cappella con la lingua e poi lo leccai per tutta la lunghezza. Sembrava che non arrivassi mai giù e quando arrivai gli leccai pure le palle. Nel frattempo, mentre facevo questo, lui si era liberato del maglione e della camicia; mio marito giocava col suo cazzo. Fabrizio si avvicinò fra le mie gambe e me lo mise fra le tette; lo strinsi come in una morsa ed era così lungo che, tenendo la testa china, lo imboccai facendogli, in contemporanea, una spagnola e un pompino. Mi resi conto che sarebbe stata una maratona sessuale diversa e più piccante a tutte le scopate, marito compreso, che mi ero fatte in vita mia. Gianni suggerì di andare a letto mentre anche lui si spogliava. Che scena quella in cui, saliti sul letto, io supina, Fabrizio prese a sfilarmi lautoreggente sinistro e Gianni quello destro, lentamente e accarezzandomi. poi Fabrizio venne su e quando mi sentii il suo cazzone dentro mi venne di svenire: era come se mi avesse sverginato per la seconda volta. Succhi, slinguate finché ebbi lorgasmo e rotolandoci, senza che me lo sfilasse dalla fica, mi ritrovai a cavalcarlo e mio marito, in piedi sul letto, me lo mise in bocca. Io gridavo per il continuo piacere, Gianni che diceva a Fabrizio: ti piace la troia di mia, moglie? Fabrizio che mi chiedeva se mi stavo sollazzando col suo cazzo. Il gioco durò quasi unora, poi Gianni mi sborrò in bocca e Fabrizio fra le tette. Avevo preparato tutto: fazzolettini e avevo portato persino i pannolini del corredo che usavo sempre con mio marito e avevo usato a casa mia con Franco e Piero. Avevo la fica in fiamme e sentivo il bisogno di una rinfrescata. Scesi dal letto e andando in bagno sentii ridere Fabrizio. Cosa cè? Perché ridi? Chiesi. Hai un culo favoloso, rimbalza come un pallone, sbrigati che ci giochiamo. Giocammo a più non posso alternandosi nei miei due buchi e nella mia bocca. Il cazzone di Fabrizio mi sconquassò il culo che, sebbene ben collaudato, non aveva mai ospitato un cazzone come il suo. Che vi devo dire di quando mi fecero provare due cazzi insieme scambiandosi più volte i buchi Era la prima volta. Mio marito venne ancora una volta nel mio culo; Fabrizio altre due volte, nella fica e in bocca. Erano già le 3,00 del mattino, ci coprimmo col piumone e ci addormentammo. Erano le 6,00 quando mi sveglia sentendo qualcosa di grosso, duro e caldo fra le chiappe: era il cazzone di Fabrizio. Alzai la coscia e me lo mise nella fica. Mio marito si svegliò sentendomi godere. Feci sborrare Fabrizio nella mia bocca e poi si preparò per andare via. Prima di uscire ci baciammo slinguandoci in presenza di mio marito. Trascorremmo tutta la domenica nel nostro rifugio e notammo, lui la mia soddisfazione ed io il fatto che non era geloso e che anzi gli piaceva vedermi sfondare da Fabrizio. Non ero nemmeno curiosa di come lavesse conosciuto. Coccolandoci mi chiese se mi fosse piaciuto il suo cazzo e se ne avessi gustato uno simile prima. Gli accennai del cazzo di Antonio. Mi chiese se mi sarebbe piaciuto rifarlo. Mi è piaciuto Fabrizio, con lui? Dissi. Mi piacerebbe farti provare un bel cazzone nero. Disse ridendo. Sorrisi pure io. Che schifo! Scemo!

Pompini al liceo | Racconto etero di Recuperatore

Sono uno studente universitario, vivo in un quartiere piuttosto elegante di Roma. Vi racconto in che modo ho potuto vivere esperienze sessuali soddisfacenti, sfruttando la bellezza dei miei amici più cari (e la troiaggine delle mie amiche parioline). Spero che anche voi, se avete difficoltà ad approcciare con laltro sesso, possiate trarre esempio dalle mie gesta: tanto di amici carini e di ragazze troie il mondo ne è pieno! Alla fine del primo anno di Università, superato con discreti risultati, andai in vacanza a Santo Domingo con il mio amico Paolo: un vero sex-symbol nella zona, ed in più anche simpatico. Io già ero daccordo con le mie amiche innamorate di lui su di un progettino che avevamo curato con cura prima della partenza: si trattava di recuperare materiale fotografico di quel fusto, possibilmente senza vestiti, mettendo in risalto soprattutto la plasticità del suo uccello, la cui bellezza aveva oramai fatto notizia tra le ragazze del gruppo. In cambio avrei ottenuto qualcosa di ancora imprecisato, su cui ci saremmo accordati al mio ritorno, a seconda della ricchezza del materiale prodotto. Ed io non avevo dubbi sulla ricchezza del materiale che avrei rimediato, perché riuscii sin dal primo giorno a fotografare Paolo completamente nudo approfittando del suo sonnellino serale. Di ritorno dalla spiaggia, infatti, dopo la consueta partitella di pallone con i ragazzi del luogo, che puntualmente ci umiliavano in ogni modo, ci infilavamo sotto la doccia di filato. Poi, prima di cena, cotti dal sole, ci buttavamo ciascuno sul proprio letto. Lui però era solito farlo nudo, anche a causa del gran caldo. Ecco che io allora, atteso che si riaddormentasse, mi infilavo in camera sua e cominciavo a fotografarlo, con degli zoom impressionanti sul pene, che riuscivo a ritrarre co unattenzione davvero incredibile per i particolari. Di ritorno dalla vacanza avevo in una cartella della memory-card della mia macchina fotografica qualcosa come 200 foto di Paolo, ripreso in ogni particolare del suo corpo abbronzato prestante ed atletico. A Raffaella, mia referente principale nel progetto delle foto, di ritorno a casa, ne feci vedere solo alcune in anteprima, e molto di sfuggita, da lontano, attraverso il piccolo display della macchina. Non appena lei comprese il valore del materiale che le avevo riportato dalla vacanza, quasi non credeva ai suoi occhi. Cominciò, io credo, ad eccitarsi, come potei dedurre dal mutamento del suo volto. Una persona che si eccita come una cagna e perde il controllo dei propri sensi infatti la si può forse riconoscere dagli occhi, perché divengono più lucidi e le pupille si sgranano. Fateci caso Lei si eccitò molto ed io ne approfittai per iniziare a dettare le mie condizioni. Per vederle, lì, ora, tutte, con calma, mi doveva anzitutto spompinare per benino, con ingoio, sintende. Per avere le foto a sua disposizione, invece, volevo che lei rischiasse tanto quanto avevo fatto io e mi procurasse foto simili delle sue amiche fichissime: Giulia, bionda occhi azzurri, elegantissima, con quelle tette enormi; Lavinia, piccolina, minuta, una che non te la dà nemmeno se la paghi, con la puzza sotto al naso; la sua coinquilina Sara, alta, magra, mora, occhi blu, culo perfetto, bellissima; ma soprattutto Giorgia, il desiderio erotico di chiunque di noi: mora capelli lisci lunghi, carnagione olivastra, occhini grandi neri, un corpo semplicemente perfetto. Un desiderio proibito. Per il pompino Raffaella non si fece pregare: dieci secondi e il mi pisello stava già dentro la sua bocca inzuppata. Spompinò con ardore, mentre io le facevo scorrere le immagini del cazzone di Paolo sul display e lei le guardava con avidità. Sognava magari dentro di sé che il pisello che aveva in bocca fosse quello bello, lungo, liscio, scuro, levigato, dritto, curvato verso lalto, di Paolo. Le sborrai piuttosto in fretta una discreta quantità di sborra, che ingoiò con un primo colpo, salvo un po che le colò fuori dalle labbra, attaccandosi attorno al mento, così che dovette raccoglierla con la mano e riportarsela in bocca per un secondo sorso. Poi si guardò le foto con calma e mi promise, prima di andarsene, che avrebbe fatto il possibile per accogliere le mie richieste. Le prime 20 foto, le più caste, se le guadagnò nel giro di 24 ore, quando si presentò a casa mia con i negativi di un paio di rullini di foto di Giulia dellestate precedente, fotografata in spiaggia mentre prendeva il sole in topless. Di meglio, su Giulia, non poteva davvero darmi. Di per sé potrà sembrare poco, lo capisco, rispetto al rischio che avevo corso fotografando Paolo. Ma dovete capire che da un po girava la voce dellesistenza di quelle foto, scattate durante una vacanza tra amiche in Calabria, in cui Giulia compariva in topless. Ed io sapevo che Raffaella le aveva e speravo davvero che le avrebbe messe in comune con me. Finalmente le ebbi: Giulia appariva abbronzantissima, sorridente, a tette al vento: delle tette grandi e polpose, ma meravigliosamente curvate, irregolari insomma, di una forma particolare Altre 50 foto Raffaella venne a prendersele la settimana dopo, schiava dellesigenza di possedere quei reperti che evidentemente stavano mandando in tilt il suo desiderio. Mi portò del materiale straordinario: la sua coinquilina Sara fotografata sotto la doccia, a letto, in camera senza reggiseno, ed anche con il pelo di fuori. Gliele aveva scattate lei stessa per scherzo, come forma di complicità. Le foto erano carine e divertenti: in una, per gioco, Sara, con indosso solo un paio di slippini, prendeva una banana e se la infilava in bocca e tra le tettine. I capezzoli erano proprio come me li ero immaginati: scuri, lunghi, grinzosi. Il pelo della fica era nero, folto ma concentrato in verticale, non diradato in larghezza. Con le foto di Giulia prima e di Sara poi mi feci delle seghe straordinarie. Non riuscivo a smettere di guardarle. Sapendo della passione per Sara del mio amico carissimo Alessandro, mi decisi a fargli sapere che avevo delle foto interessanti. Lui impazzì allidea di vedere le foto di Sara. Voleva perfino darmi dei soldi. Io ero un suo amico carissimo, in quel periodo stavamo sempre assieme, però non volevo neppure perdere loccasione di rimediare, sempre con la tecnica dello scambio, qualcosa di utile per la mia vita sessuale. Lui in quel periodo si scopava una biondina niente male, che sinceramente ora non ricordo come si chiamava. Una tipa un po scema, ma davvero carina. Gli fornii la telecamera che mi avevano regalato alla cresima, gli spiegai come utilizzarla e la cosa fu fatta nel giro di 24 ore. Lui la nascose in camera da letto sotto un mucchietto di vestiti e riprese tutta unintera scena di sesso tra i due, insistendo anche con la malcapitata in modo che si esponesse bene verso lobiettivo della camera. Nel video ci fu una scenetta divertente, perché quando Alessandro le prese la testa, spingendola verso il suo cazzo in tiro per farselo succhiare, lei gli impose prima di leccargliela, perché non era giusto che lui rimediasse sempre pompini e lei nulla in cambio! Allora il mio amico prese a leccargliela, ma fece mettere la sua bambolina in una posizione tale per cui la fica aperta e inzuppata di liquidi viscidi compariva esattamente davanti allobiettivo della videocamera, esattamente sotto al buchetto del culo, bello in mostra, con le pieghette rosa scuro tutte attorno a quel buco nero circondato dai peletti. In cambio del filmino girato con la biondina gli diedi le foto di Sara. Gli mostrai anche quelle di Giulia. Era pieno di donne lui, non come me, che ero un vero sfigato, ma le foto lo mandarono fuori di testa lo stesso. Quanto al video, avrei potuto utilizzarlo poi per altri fruttuosi scambi di materiale Per esempio Gigi aveva sempre quelle foto di una sua ex americana scattate mentre scopavano; oppure Mino avrebbe potuto farmi avere in camb io quelle scattate con il cellulare di nascosto alla sorella più grande mentre faceva la doccia. Raffaella intanto voleva le ultime 100 foto di Paolo. Impazziva soprattutto perché sapeva, avendole già viste, che nelle foto mancanti cerano quelle con
i particolari del cazzo. Mi spiegò anche, però, che non avrebbe davvero potuto farmi avere foto né della altezzosa Lavinia né della bellissima Giorgia, perché le era impossibile procurarsele. Avrei potuto chiedere a Raffaella di farsi fottere per benino in cambio della seconda metà del servizio fotografico di Paolo, ma la cosa mi eccitava fino ad un certo punto, vista la bellezza delle sue amichette Così mi venne unidea di cui poi non mi pentii. Le suggerii di rimediare un piccolo registratore e di nasconderselo dentro i vestiti, di organizzare un ritrovo fra amiche e di intavolare una discussione su temi sessuali, convincendo le amiche a confidarsi segreti. Anzi, le proposi di mostrare proprio in quelloccasione le 100 foto di Paolo che già si era accaparrata. Raffaella sembrò soddisfatta dellaccordo, poiché le sembrava molto meno impegnativo di sottoporsi ad una scopata con il sottoscritto. Io non vi dico che cosa favolosa fu per me lascolto di quelle due ore esatte di cassetta audio registrata da Raffaella in un pomeriggio passato a vere tè a casa di una di loro. Poco dopo aver avviato il registratore, si sentì la voce di Raffaella che annunziava alle amiche, che stavano parlando di certi vestitini niente male in un negozietto dei Parioli, di avere con sé certe foto di Paolo. Le ragazze impazzirono, dandosi a strilli e strilletti, commenti su Paolo spinti ed eccitati. I loro commenti sulle foto erano straordinari: da ragazze di alta società non me lo sarei proprio aspettato un linguaggio così sguaiato, ed invece cera da ridere ed eccitarsi: – Guarda che cazzo enorme, sono questi cazzi che ti fanno pensare che i pompini sono cose sante, esordì Sara. – Sì replicò Lavinia, la più altezzosa , ma lo sai che a succhiare un pisello così io potrei venirmene da sola. – Oh madonna disse una voce che doveva essere della bellissima Giorgia , pensate quando è in tiro quanto è lungo. – Già faceva eco Lavinia, che davvero inaspettatamente risultava più troia io questo me lo metterei in fica e non lo farei più uscire. – Madonna quanto è fico, io a questo gli leccherei pure il buco del culo, disse poi Giulia dalle belle tette. – Perché, non lo hai mai fatto?, le domandò una di loro. – No, mai fatto fino ad ora. – Ah, e il tuo Luca non ha potuto godere della tua lingua sul culo? – Chi, Luca?, ma se quello è un minidotato! Cha un cazzetto che in fica neanche lo sentivo, replicò Giulia. – Tu ce lhai larga amica mia, te lho sempre detto Da quando lhai preso da quellinglese a Corfù ti sei slabbrata la fica, le fece notare Giorgia. – Ma che dici, tu semmai che te lo fatto sbattere in culo da Edoardo dopo neanche due settimane che stavate insieme – Piuttosto, fece allora Giorgia, rivolgendosi a Lavinia, a Michele glielhai data o no? – Senti, rispose Lavinia, ti devo dire la verità, Michele mi lecca così bene la topa che sinceramente non vorrei che smettesse neanche per scopare. Io gli faccio un paio di pompini ogni volta che viene, e finisce lì, per ora. Perché se poi lui ci prende gusto a scopare, non mi lecca mica più come fa ora, con passione. Pensate che fa passare la lingua lentissimamente dal buco del culo al clito, e ritorno, per una marea di tempo. E quando vengo mi lecca inzuppandosi la lingua. E davvero un perfetto servetto, sembra un cagnolino fedele che lecca tutto. Figuratevi che ieri pome, appena i miei sono usciti, mi sono messa a fargli una sega mente ci baciavamo, e lui poi ha preso a spogliarmi e a leccarmi. Allora io mi sono messa a cavalcioni su di lui, che se ne stava sdraiato a pancia allaria, dritta, e ho cominciato a schiacciargli la fica in faccia, mentre leccava. E diventato tutto rosso in faccia per lo sfregamento, non ti dico quanto godevo io a vedermelo là sotto che un alt ro po non respirava più! – Cazzo, che fico, beata te, disse allora Giorgia. Senti Lavi, ma perché non mi ci fai fare un giro con Michele, se lecca così bene? Ti prometto che ci faccio una cosa al volo e poi lo mollo. – Perché no, in fondo me lo hai fatto conoscere tu! Poi lui dice sempre che sei una fica! – Grazie, sei unamica, ti giuro che me la faccio leccare come dici tu e non me lo scopo! Mò gli mando un messaggetto e gli dico se può passare a portarmi il libro di storia contemporanea. Tu però stasera non lo chiamare, eh! Sennò si ammoscia! – Si però, disse allora Giulia, che se ne stava più sulle sue, stai attenta Lavi, perché lo sai che Giorgia cha preso gusto a prenderlo dietro, dice che non sente più dolore! – Beh, questo no, cara mia!, reagì Lavinia rivolgendosi a Giorgia, non te lo fare mettere in culo, perché sennò quello poi viene da me e vuole farmelo pure a me, mente io non ci tengo per niente, mica ce lho rotto il culo io! – Stai tranquilla, niente culo da lui, neanche sarebbe capace, poi! Comunque voi sbagliate a non prenderlo, fidatevi! – Aoh, fece Giulia, ma noi mica siamo tutte come te! – Senti che parla! Replicò Giorgia, proprio tu parli, che ti sei fatta pisciare addosso quando stavi con quello di Milano! – Eh!? – Cosa?! A quanto pare le altre ragazze non sapevano di questo incredibile precedente erotico di Giulia, che fino ad allora aveva fatto la signorinella e che ora si scopriva come la più troia di tutte loro! – Ma guarda, fece Giulia incazzata, che io mica volevo farmi pisciare addosso da quello stronzo. Infatti poi lho mollato! Era lui che già da un po mi rompeva co sta storia che mi voleva pisciare addosso. E io gli dicevo, ma che sei matto, e roba del genere. E poi un giorno, stavamo a casa sua e io mi ero inginocchiata e glielo stavo per prendere in bocca, quando a un certo punto vedo che inizia a zampillare un fiotto di piscio dalla punta del cazzo che mi è arrivato dritto negli occhi, non sapete che bruciore, e poi sui capelli e poi dappertutto. Ho provato ad allontanarmi ma quello caveva un idrante al posto del cazzo, perché lo schizzo faceva metri, giuro metri, roba incredibile, io non pensavo che gli uomini potessero pisciare così lontano. Comunque fu una cosa schifosa. Infatti lho mollato. – Comunque io, intervenne allora Sara, a uno come Paolo gli permetterei pure di pisciarmi addosso, se proprio ci tiene: guardate che meraviglia che è in queste foto. Mi porterei il suo cazzone a letto tutte le notti, stringendomelo addosso come un orsacchiotto! Fu Raffaella ad interrompere il dibattito: – Ragazze, ma lo sapete che ce ne sono altrettante di foto, che io non ho, in cui ci sono i particolari del cazzo fotografato mentre lui dorme? – Ma che dici, sei matta? Ma davvero? E che aspetti a farteli dare? Io le voglio assolutamente vedere, fece Sara. – Si, fece Raffaella, è che vuole qualcosa in cambio, io per avere queste qui ho dovuto (a questo punto io, che ascoltavo masturbandomi alla grande, ho fatto un salto, temendo che quella cretina si stesse tradendo, rivelando di avermi dato le foto delle due amiche Giulia e Sara) beh ho dovuto fargli un pompino! – Ma va!?, fece qualcuna stupita. – Eh beh, disse Sara, fagliene un altro! – No, non vuole più. Dice che le foto valgono di più Forse vuole scopare. – Beh, e tu scopatelo, che ti frega, poi chai ste foto da paura col cazzo delluomo più bello del mondo! Insistette sempre quella zoccolona di Sara. – Mah, non so, non sembrava neppure interessatissimo alla cosa. – Vabbè, allora chiedigli se vuole che il pompino glielo faccia qualcuna di noi, disse Sara. Io alludire quelle parole impazzii!!! E pensare che le foto le avevo date via tutte oramai, proprio per avere la cassetta che stavo ascoltando!!! Chiamai Raffaella di corsa e le proposi un nuovo accordo: fingere di non avere le 100 foto, e spiegare ad una della amiche che le avrei date loro in cambio di un pompino. Raffaella, in cambio, avrebbe poi preteso delle cose molto complicate, che magari vi racconterò in unaltra circostanza La cosa si concluse il giorno seguente. Venne da me nel pomeriggio Sara, la coinquilina bellissima di Raffaella, tutta divertita dalla situazione, che viveva come un gioco. Io le diedi le foto subito. Lei, sorrise per il gesto, diede appena unocchiata dentro la busta, poi la mise in una tasca del giaccone. Mi guardò negli occhi sorridend
o, si chinò in ginocchio, aprì la patta dei mie pantaloni, tirò fuori il mio cazzo, lo mise in bocca dolcemente, e lentamente se lo succhiò con gusto, con arte, come se lo facesse con piacere, benché io sapevo che lo faceva solo per avere in cambio le preziose foto con cui avrebbe potuto spararsi i migliori ditalini della sua vita. Quando venni Sara ingoiò tutto senza difficoltà, si alzò, e si incamminò verso luscita. Io le chiesi se avesse bisogno di fare un salto in bagno, ma mi disse che no, non ne aveva bisogno. Curiose ragazze: elegantissime, truccate, profumatissime, che vanno in giro per la città con il palato ancora umido di sborra e il fiato viziato dal sapore del cazzo, magari di filato a pomiciare col pariolino di turno

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