Mia cognata | Racconto tradimenti di gerry

Questo covid ha rotto tanti equilibri,ci ha debilitato moralmente ed economicamente,pero a me ha dato anche una gioia inaspettata.Mia cognata Rosalinda e una bella donna 50enne,rimasta vedova piu di 10 anni fa,e questo lha porto in uno stato depressivo anche giustificato,due figli,e sola a combattere,Passo un periodo scuro,e tra tante difficolta.Noi laiutavamo nei limiti delle nostre possibilita.Io cercavo di essere sempre presente,mi era sempre piaciuta come donna,ma non era quello il momento per cercare di scoparla.Poi improvvisamente si risveglio.Per prima cosa si rifece il seno,e comincio a frequentare donne nella sua stessa condizione con lintento di trovare un uomo cui affidarsi.Io ero il suo confessore,e,non nascondo anche un certo fastidio quando lei mi raccontava,ma mi attivavo in consigli e suggerimenti,senza mai andare oltre.Ne frequento tanti,e con molti ando a letto,finche trovo quello che soddisfaceva i suoi bisogni.I figli intanto,cresciuti,presero le loro strade,stando sempre in contatto con lei,ma ormai lei aveva puntato Michele,di 10 anni piu grande di lei,(la mia eta pressapoco),che vive a roma,lei lo segue,senza pero lasciare la sua casa a napoli,nello stesso stabile,e sullo stesso pianerottolo dove abitiamo anche noi.:Spesso durante lanno viene per un periodo a casa da sola per stare con la sorella,mia moglie,e a trovare i genitori anziani.Poi,la pandemia,e tutto cio che ha comportato le ha proibito di tornare a casa,ma appena la situazione si e tranquillizzata,pochi giorni fa e rientrata,chiaramente si e posta in quarantena,chiedendo il nostro aiuto.E qui entro in gioco io.Due giorni fa,stavo uscendo per comprare qualcosa,la porta sua era aperta,la chiamo,compare sulluscio,e rimasi folgorato.Stava facendo pulizie,indossava una gonnellina corta che metteva in risalto le sue belle gambe,e una maglia stretta che a stento reggeva le tette,i capelli biondi legati a coda di cavallo,bona da scoparla subito.Mantenni un contegno,e le chiesi se aveva bisogno di qualcosa.mi chiese di comprarle alcune cose,e mi disse, Torna presto dai,che appena vieni metto il caffe sul fuoco.Mi galvanizzai,e feci tipo flash,e tornai.Dai entra che preparo il caffe,mi disse e mi accomodai ,lei si giro di spalle per preparare il caffe,e io fui ipnotizzato dal suo culo,quasi nudo,le belle cosce tornite,non le staccavo gli occhi da dosso.Tua moglie e al lavoro?,mi chiese,Si ,sono solo,la buttai li cosi.Pronto il caffe lei si sedette vicino a me,e cominciammo a parlare dei tempi passati,ad un tratto dissi tutto di un fiatoIn questi mesi ti sei fatta ancora piubona di quanto tu non lo sia gia.Lei sorrise,e disseTrovi?si alzo e fece una pirouette:Non so se volutamente,o per caso,perse lequilibrio,e mi cadde tra le braccia,riuscii ad acchiapparla per il culo,e si sedette in braccio a me.Scoppio in una risata,e mi bacio sulle labbra.Distinto,infilai la lingua,aspettando una reazione,la reazione fu che la sua lingua si intreccio con la mia,ci baciammo a lungo,succhiavo la sua lingua,la lasciavo entrare tra le mie labbra,e la succhiavo e lei faceva altrettanto,contemporaneamente,la mia mano era sotto la sua maglia sulla schiena,e il suo ventre spingeva contro il mio,visto che si era messa a cavallo sulle mie gambe,spingeva il ventre contro il mio cazzo,che nel frattempo era diventato duro,poi alzo le braccia,le sfilai la maglia,le sue mammelle rifatte,dure,erano davanti ai mie occhi,le baciavo e stingevo tra le labbra i capezzoli,la sua gonna era salita fin sulla schiena,non aveva le mutandine,e stringevo quel culo del quale ero innamorato da sempre.Poi si alza,si inginocchia tra le mie gambe,mi sbottona il pantalone,lo tira giu,prende il cazzo tra le mani accarezzandolo tutto,me lo scappella,e lo prende in bocca,lasciando che tutto il cazzo le scivoli fino alle palle in gola,e la lingua lo riaccompagna fuori,e lo ingoia ancora,un bocchino favoloso,si alza lo prende con una mano,si rimette a cavalcioni,e si mette a giocare con la cappella strusciandola tra le labbra della figa,e il clitoride, senza metterlo dentro,comanda lei il gioco,una tortura che mi faceva sobbalzare sulla sedia,non dicevamo una parola,solo ansimavamo come treni,finche se lo infila tutto dentro,lanciando un urlo di godimento,mi chiava mi cavalca,il cazzo era di sua proprieta,con forza,con malizia,con passione se lo infilava nella pancia Ma a quel punto io volevo di piu volevo fottere quel culo da sempre.La scollai dal mio cazzo,la presi in braccio e la misi sul tavolo a cosce aperte,mi inginochiai ai suoi piedi,li succhiai,con la lingua arrivai tra le sue cosce,a bocca piena presi tutta la pucchiacca in bocca,la succhiavo come unostrica,leccavo,e con il dito pollice penetrai il culo attendendo una reazione che non ci fu,la rialzai, con le mani si reggeva al tavolo la spinsi con la schiena in avanti ,si piegomisi il glande tra le labbra della figa umidendolo e lo puntai al culo.E tuo,mi disse,Prendilo,non lho mai concesso a nessuno,chiavalo,sfondami.Quelle parole gridate con enfasi,mi inebriarono ancora di piu,non riuscivo a penetrare lo umidii ancora,spinsi con il glande contro lo sfintere,entrai.SIIII grido fammi tutto,chiavalo urlava,non capivo piu niente davo colpi irregolari ero entrato tutto nel suo culo,ero sovraeccitato sborrai,nel culo,e poi nella figa,un fiume di sborra,non mi fermavo,continuavo a chiavarla,la sborra mi bagnava il ventre,era un fiume,arrivo anche lei che io ero ancora dentro,si reggeva ancora al tavolo,e singhiozzava di gioia,di piacere,caddi ai suoi piedi e strinsi forte le sue cosce,Da quanto tempo volevi farlo,mi chiese ansimando,Da una vita risposi ti ho desiderato per anni,si chino anche lei a terra,ci baciammo con passione,avevamo ancora tempo avanti.

Scopare la nonna | Racconto incesti di la nonna

Mia nonna ha 80 anni e da 20 è vedova, da molti anni vive con la mia famiglia e quindi la vedo ogni giorno invecchiare di testa ma non di sexo infatti lei ogni giorno si apre la sua figa e la massaggia fino a venire, molto spesso io la spio attraverso il buco della serratura finchè un mese fà mi ha sorpreso con il cazzo in mano mentre mi facevo una sega, allora lei mi ha detto quando devi farti una sega viena da me e vedrai che non ti deluderò, infatti hò incominciato a farmelo menare da lui e non sprecava neanche una goccia lo ingoiava tutto e poi apriva le gambe e mi faceva leccare la figa, per me era bellissimo la sua figa era sempre pulitissima aveva due belle labbra carnose ed un grilletto molto pronunciato e quando lò leccavo lei veniva quasi subito. Un giorno mi volle far entrare nella sua figa il mio cazzo impazzi di gioia la chiavaia con forza e lei continuava a sborrare, sentivo la sua sborra colare verso il mio cazzo e fu allora che mi disse dai mettimelò nel buco del culo, Io non avevo mai penetrato un buco del culo e quindi il mio cazzo divenne subito duro ed entrai abbastanza facilmente perchè era bello largo e mi confidò che mio nonno e gli altri uomini da lei avuti si era sempre fatta il buco del culo, dopo pochi colpi venni anche nel culo e cosi poi lei mi pulì il cazzo e ci salutammo, prima di lasciarla mi disse la prossima volta saremo in due donne quindi preparaci a scoparci tutte e due. Dopo alcuni giorni, eramo soli in casa, mi disse adesso viene Angela una mia giovane amica che gli piace la mia figa e tutte le volte che viene a trovarmi mi porta un vibratore nuovo. Arrivò Angela unbel pezzo di figa, alta con due bellissime tette ed un bellissimo culo, dopo le presentazioni la nonna mi disse dai fai vedere il tuo cazzo ad Angela e poi lo metterai nella mia figa mentre io leccherò la figa di Angela, io misi il cazzo nella passera della nonna mentre Angela si era svestita e aveva messo la sua figa allaltezza della bocca della nonna incominciammo a godere ed io venni quasi subito, ma avendo ancora il cazzo duro la nonn lo volle nel suo buco del culo mentre Angela aveva in mano la testa della nonna la la schiacciava contro la sua figa. Sborrarono tutte e due cone delle cagne in calore ed anchio venni nel buco del culo della nonna. Dopo alcuni minuti di riposo Angela incominciò a baciare la nonna sulla bocca e gli toccava le tette la nonna mi disse dai mettiti dietro ad Angela e mettiglielo nel buco del culo, era veramente molto bello il culo di Angela e entrai con più difficolta che in quello della nonna ma Angela mi disse dai sfondami il buco del culo ed io la montai mentre lei e la nonna si baciavano da vere amanti e si facevano dei grandi ditalini sborrando dappetutto. Finito lintreccio con Angela , volevo entrare nella sua figa ma Angela mi disse di no, mai nessun cazzo è entrato nella mia figa, me la puoi baciare succhiare infilarci tutto quello che vuoi ma non il cazzo, la mia figa è solo per le fighe e quindi non entrerà mai un cazzo vero, così dicendo mi prese in bocca il cazzo e mi fece un pompino mentre la nonna si menava la sua figa. Mia nonna quando scopava o si menava la figa sembrava una giovane ragazza si trasformava e mi raccontò che un giorno di qualche anno fa sfidò una sua amica a chi prendeva più cazzi in figa ed in culo per quindici giorni. Vinse mia nonna che riusci, al mare, a prendere 50 cazzi diversi sia in culo ed in figa, la sua amica arrivò a 35. Brava nonna ha ancora una bella figa e voglio farla chiavare da qualche mio amico, e cosi dopo qualche giorno invitai a casa 5 miei amici di scuola e quando arrivammo a casa dissi adesso vi faccio una sopresa, volete chiavare si o no e naturalmente tutti in coro dissero di si. allora li feci entrare in camera mia li feci spogliare e dissi adesso uno alla volta entrate in quella camera sul letto cè una bella figa da scopare e cosi uno alla volta entrarono nella stanza, buia, e si scoparono la nonna, quando uscivano mi dissero tutti ma è stato bellissimo possiamo farlo ancora, io andai dalla nonna e gli chiesi se voleva chiavare anroca tutti e cinque + io e lei mi disse si però uno si mette sotto e lo metto nel buco del culo e laltro mi chiava nella figa e cosi a turno tutti e sei entrammo nella sua figa e nel suo buco del culo. Tutti mi ringraziarono e vollero sapere quando si poteva fare ancora quelle splendide chiavate ed inculate, ma lo saprete la prossima volta.

Dildo nel culo | Racconto saffico di Anonima

Era tornata da poco ma eravamo riuscite a ritagliarci degli scampoli di tempo per stare insieme come volevamo noi, eravamo state insieme qualche giorno prima e quella domenica mattina decidemmo di andare a correre sul lungo lago così come avevamo fatto altre volte prima che lei partisse per quel viaggio durato poco più di due mesi. Eravamo a metà settembre e il clima era ancora mite e si lasciava godere. Laila era partita da qualche giorno per tornare a casa e al suo lavoro. Un’ora di corsa, per tenerci in forma, mentre correva le sue forme mi sembravano ancor più ben fatte e non potevo non notare la canotta che gli stringeva il seno mettendo in evidenza i capezzoli, così come non potevo non notare i suoi glutei sodi trattenuti dallo scaldamuscoli e forse sotto niente. Almeno 2 o 3 volte alla settimana di mattino presto o alla sera dopo il lavoro andavamo a correre per tenerci in forma, dopo la corsa e alcuni minuti di defaticamento ci fermavamo sul lungo lago sedute su una panchina a guardare quello stupendo specchio d’acqua. Alle nostre spalle il paese che sembrava arrampicarsi sulla collina preceduto da un bel uliveto. Davanti a noi guardavamo le tavole muoversi scattanti sull’acqua con sopra chi le guidava con gesti precisi e altrettanto scattanti per cambiare direzione. Parlavamo di noi due, dei nostri uomini, mio marito Giuliano, mio figlio Carlo , di suo marito Roberto, e di Angelica. Ma quel mattino era diverso. Mentre Annamaria parlava avvertivo in lei una nota diversa, era come se parlasse quasi sottovoce per non farsi sentire da altri, il suo sguardo era diverso dal solito, era quasi malinconico, eppure solo due giorni prima eravamo state insieme e siamo state bene. Incominciavo a preoccuparmi per quel suo modo di fare così le chiesi: “Annamaria , mi sembri un po stanca, cosa succede, non stai bene, ti vedo un pò, un pò, non triste ma malinconica” “No,no Nella non sono ne triste ne malinconica, anzi sto bene, molto bene, stavo solo pensando che per due mesi non ci siamo viste e mi sei mancata tanto come mi sono mancati gli altri e credimi è stata dura” Mentre parlava mise la sua mano destra sulla mia e non potei fare a meno di dirle “Oh Annamaria anche tu mi sei mancata tanto sai, se penso a come mi hai aiutata a vedere le cose in modo diverso, prima ero tutta casa e lavoro, ora invece casa e lavoro si ma anche me stessa, si voglio dire grazie a te ho scoperto il piacere che forse cercavo da sempre, ho scoperto il calore che un corpo di donna ti può dare e la dolcezza dei suoi baci e……..” “No non è solo grazie a me, ma al tuo sforzo di superare l’indecisione e la paura che non ti ha mai permesso di fare ciò che forse da sempre avresti voluto fare, e pensare che a volte basta così poco, uno sguardo, una carezza, o un bacio …” rispose senza finire perché la interruppi ricordandole: “Già come quella volta che io e te siamo andate in città a fare compere e poi la smagliatura delle mie calze ha contribuito a fare il resto” “Si Nella ti confesso che non vedevo l’ora di avere un’occasione per poter toccare le tue gambe, ma poi nel camerino mentre ti stavi cambiando ho avuto paura di rovinare tutto” “No Annamaria non hai rovinato niente, anche io desideravo le tue mani sulle mie gambe e ricordi poi in macchina al parcheggio?, sembravamo due adolescenti alla prima esperienza, in effetti per me era la prima volta che baciavo una donna e la toccavo proprio nella sua parte intima sentendo il calore umido intriso di umori, fino a prima di allora avevo toccato solo me stessa, forse come fanno tutte. “Si Nella è vero, eravamo eccitate tutte e due, le mani tremavamo mentre percorrevano i nostri corpi e il nostro respiro era come interrotto, i nostri cuori acceleravano e ritardavano il loro battito e poi mentre guidavi mi piaceva guardarti e toccarti le gambe fino in mezzo alle cosce e credo che piaceva anche a te” “Altro che si mi piaceva, non vedevo l’ora di fare tutto quello che in macchina non abbiamo potuto fare, però ricordo che non abbiamo aspettato molto, ricordi Annamaria” “Si ricordo ed è stato stupendo, è stato qualche sera dopo quel primo approccio, al cinema, ti ricordi? Eravamo vicine e senza dare nell’occhio le nostre mani esploravano l’interno delle nostre cosce e ogni tanto risalivano fino al seno per stuzzicare i capezzoli turgidi, accidenti facevo fatica a trattenere i sospiri che mi assalivano da dentro.” “Si anche io ero in un lago, per l’occasione mi ero pure depilata, e questo mi faceva sentire meglio le mie grandi labbra gonfie e bagnate, avevo quasi paura di venire ma per fortuna ad un certo punto ci siamo decise ad uscire dal cinema e una volta in macchina visto che al parcheggio interrato non c’era nessuno ed eravamo lontane da occhi indiscreti abbiamo continuato quello che avevamo iniziato al cinema” “Si Nella, avevamo ribaltati i sedili, io ero sotto a te, con le mie mani accarezzavo il tuo stupendo fondo schiena e ti attiravo per i glutei per sentirti meglio, ti muovevi come per montarmi, ci baciavamo, ci accarezzavamo, sentivo il tuo seno contro il mio, le tue gambe in mezzo alle mie, le tue unghie sulla mia schiena e il nostro sesso separato dalle gonne che indossavamo.” “È vero le gonne, finalmente mi decisi a slacciare la mia e a sfilarti la tua e, vederti così con le gambe avvolte dalle autoreggenti e il perizoma dello stesso colore mi eccitò ancor di più, al punto che con una mano scostai il perizoma notando con piacere che ti eri depilata, con la mia lingua lambii l’esterno delle tue grandi labbra lisce e calde, sentivo l’odore della tua vagina che emanava il profumo leggermente acre della tua voglia di venire mentre te la leccavo, ma anche il tuo seno mi attirava, mi piaceva mordicchiarti i capezzoli inturgiditi, guardare il tuo volto contratto dal piacere con gli occhi semichiusi e la bocca schiusa pronta a ricevere la mia lingua calda e umida dei tuoi umori” Dopo una breve pausa Annamaria riprese ad evocare quei bei ricordi “Nella ricordi poi quando abbiamo cambiato posizione? Ed io che insinuavo la mia lingua tra le tue cosce per arrivare lentamente alle tue grandi labbra gonfie?, con le dita di una mano le avevo aperte per arrivare meglio al tuo clitoride per succhiarlo, sentivo i tuoi gemiti, il tuo corpo era tutto un fremito, sentivo che stavi per venire e così affondai ancora di più la mia lingua e ti sentii venire” “Si Annamaria ricordo bene e ricordo come ti ho fatta venire io, mentre ti sditalinavo con una mano, con l’altra ti accarezzavo l’ano e quando ho capito che stavi per venire ho appoggiato la mia bocca sulla tua vagina assaporandone gli umori che stavi liberando, provai una sensazione mai provata prima, per me era eccitante” “Sentii anche io il sapore dei miei umori perché dopo essere venuta con la tua lingua in mezzo alle mie grandi labbra ci baciammo a lungo, e ricordo anche che fu difficile interrompere quella stupenda serata, ma ormai era tardi e dovevamo tornare” La nostra conversazione durò ancora un po, intanto il sudore dovuto alla corsa si era asciugato e guardandola le dissi: “Dai Annamaria andiamo a casa, ci aspetta una bella doccia e poi chissà, la giornata è ancora lunga e oggi possiamo trovarci magari con i rispettivi mariti, che ne dici?” Per tutta risposta mi arrivò un caldo e delicato bacio sulle labbra accompagnato da un dolce sorriso e avviandoci mi disse: “Nella sei stupendamente e dolcemente coinvolgente” Rientrammo nelle rispettive abitazioni salutandoci con un “a più tardi” Giuliano stava già preparando per il pranzo, ci salutammo con un bacio e qualche effusione poi andai a farmi la doccia. Mentre mi insaponavo mi ritornavano in mente le cose che io e Annamaria ci eravamo dette poco prima. Rimasi immobile per qualche attimo, sentivo l’acqua calda scivolarmi addosso entrare in ogni mia piega, il suo calore mi dava benessere ma non riuscivo a non pensare alle parole di Annamaria. Le mie mani scivolavano su tutto il mio corpo soffermandosi prima sui capezzoli e poi in mezzo alle gambe, forse per il
benessere dovuto all’
acqua calda, forse per i ricordi di cui avevamo parlato sentivo la voglia di toccarmi più profondamente così tolto il guanto insaponato e facilitata dal sapone liquido mi infilai due dita nell’ano, con l’altra mano intanto mi massaggiavo le grandi labbra facendo entrare anche qui due dita. Mi sentivo tutta eccitata, l’acqua scorreva e con lei le mie dita mi eccitavano sempre più, immaginavo che a farlo fosse lei Annamaria, avrei voluto averla li con me e lasciarmi fare quello che solo lei riusciva a farmi. In quegli attimi posseduta dal piacere dell’autoerotismo mi venne in mente anche Laila, a quel punto la voglia si fece sentire ancor di più, immaginavo Annamaria mentre mi offriva la sua lingua infilandola nella mia bocca e Laila che stuzzicava i capezzoli leccandomeli mentre mi masturbava, nella mia mente si faceva strada l’idea che far sesso noi tre sarebbe stato bello ed eccitante, fantasticando un triangolo perfetto, io che leccavo Annamaria dal suo clitoride voglioso fino a lambirle delicatamente l’ano, Nella che faceva altrettanto con Laila e Laila che lo faceva con me. Con questa fantasia in testa spinsi ancor di più le dita che avevo nell’ano e con le dita dell’ altra mano massaggiai più forte che potevo il mio sesso, sentivo che stavo per venire, il mio respiro si faceva irregolare e a fatica trattenni i mugolii di piacere, venni. Mi sentivo quasi spossata, rimasi ancora per qualche istante sotto la doccia come per liberarmi del tutto da quegli attimi di autoerotismo, poi indossando un accappatoio andai in cucina ad aiutare Giuliano. Ma neanche dopo essermi masturbata sotto la doccia ero riuscita a placare le mie voglie, sapevo che quel pomeriggio io e mio marito avremmo fatto sesso come volevamo, ma il pensiero di poterlo fare con Annamaria e Laila non mi abbandonava anzi mi eccitava sempre più. Annamaria non sapeva ancora nulla di Laila, non glielo avevo ancora detto, sapevo che dovevo dirglielo e così feci appena si presentò l’occasione. Ormai erano passati più di due mesi da quando conobbi Laila, ogni tanto ci sentivamo per telefono, e proprio una sera che Annamaria era a casa mia squillò il cellulare, era lei, e dopo i saluti e qualche altro convenevolo di rito mi annunciò che la settimana successiva sarebbe passata di lì e se volevamo si sarebbe fermata per un saluto. Era il momento giusto, non persi l’occasione per parlare a Annamaria di Laila. Dopo averla descritta e averle detto come l’avevo conosciuta, sembrava eccitata e incuriosita e mi disse: “Oh Nella non vedo l’ora di conoscerla, chissà se riuscirò ad esserle simpatica”. I giorni successivi trascorsero normalmente come sempre fino a quando il giorno che avevamo concordato arrivò Laila. Erano circa le 14,30 del pomeriggio, un sabato pomeriggio, la giornata era umida il cielo grigio e minacciava pioggia. Suonò il citofono, dalla finestra la vidi, era li in piedi davanti al cancelletto, era sola, aprii e le andai incontro: “Oh ciao Laila, come stai? Hai fatto buon viaggio spero, sai con questo tempaccio” “Ciao Nella ti trovo stupendamente in forma, si si ho fatto un buon viaggio, un po di traffico ma niente di straordinario, tu piuttosto tutto bene?” “Si Si tutto bene, non vedevo l’ora che venisse questo giorno, oh finalmente, Laila vieni ti presento Annamaria”. Annamaria era rimasta sulla porta ad aspettarci e quando la vide la salutò con un cenno della mano, una volta entrate tutte e tre in casa le presentai a Laila: “Annamaria lei è Laila, Laila lei e Annamaria” Si strinsero la mano scambiandosi un bacio sulla guancia, Annamaria esibì il suo bel sorriso e Nella fece altrettanto. “Che bello finalmente vi conoscete, si perché anche se a tutte e due ho parlato di voi, nessuna delle due ha mai conosciuto l’altra fino ad ora” esclamai. Mentre parlavo e facevo accomodare Laila potevo notare l’espressione di Annamaria, guardava Laila con estrema dolcezza, mentre preparavo una tazza di thè notavo che parlando si scambiavano anche dei sorrisi. “Bene ragazze quali sono i programmi?, Laila ti fermi almeno per questa notte e domani vero?” chiesi “Se non sono di disturbo, volentieri, così possiamo stare un po insieme e raccontarci un po di cose” Rispose Laila con mio grande piacere e potevo immaginare anche di Annamaria. Nonostante il tempo minaccioso decidemmo di uscire per fare quattro passi sul lungo lago. Camminammo per circa un paio d’ore parlando di noi di come avevamo passato il nostro tempo, passando davanti alla spiaggetta dove conobbi Laila esclamai” “Oh Laila, ricordi questo posto?” “Come potrei non ricordarmelo mia cara” rispose. Ci guardammo tutte e tre, nei nostri sguardi l’intesa di chi sapeva perché non si poteva dimenticare quel posto. Camminavamo io e Annamaria ai lati di Laila, sentivo il profumo che l’accompagnava, anche se parlavamo del più e del meno la sua voce era suadente, calda, il movimento delle sue labbra accompagnavano le parole con dolcezza, quella dolcezza che provai la prima volta che l’ho baciata. Con mia soddisfazione potevo notare che anche Annamaria si trovava bene con lei. Decidemmo di tornare a casa e una volta arrivate di darci una sistemata. “Che ne dite di una bella doccia calda?” chiesi e mi sentii rispondere da Annamaria: “È proprio quello che ci vuole, con tutta questa umidità,” Laila ci guardava e ammiccando un sorriso: “Già è proprio quello che ci vuole ma chi la fa per prima? “ma così non finiremo mai e sprecheremmo un sacco d’acqua, non è meglio farla assieme? Esordii Tutte e due mi guardarono e: “se va bene anche a Annamaria va bene anche per me” rispose Laila. Siamo andate in bagno dove la doccia è abbastanza grande per accogliere tre persone,iniziai a spogliarmi per prima, sentii un voce chiedermi se avevo bisogno d’aiuto, era Annamaria, le risposi: ”Si magari se mi aiuti a slacciare il reggiseno” “certo mia cara” sussurrò avvicinandosi da dietro Sentii le sue mani calde scorrere lungo la mia schiena, soffermarsi all’altezza del gancio del reggiseno e poi lentamente scivolare davanti come per reggermi il seno voglioso di essere accarezzato, sentivo il palmo della sua mano leggero scorrere dai fianchi fino a sopra il seno, le sue dita soffermarsi sui capezzoli inturgiditi. Mi appoggiai con la schiena a Annamaria che ora mi baciava sul collo, sentivo il suo respiro caldo e attirandomi a se cominciò ad accarezzarmi in mezzo alle cosce, le allargai leggermente per consentirle di toccare meglio le mie grandi labbra ormai intrise dai miei umori. Intanto Laila si era portata davanti a me socchiudendo gli occhi e schiudendo la bocca insieme alla sua lingua saettante mi offrì il tiepido calore del suo respiro. Con la mia lingua cercai la sua, era morbida sembrava vellutata, la nostra saliva si confondeva, ora io ero in mezzo a loro due, Laila davanti e Annamaria dietro. Laila si abbassò per succhiarmi il seno e pian piano sempre più giù, sentivo la sua lingua scivolare dal ventre fino a dove l’aspettavo per sentire la sua lingua insinuarsi tra le pieghe della mia vagina. Allargai ancora di più le gambe, in quell’attimo Annamaria mi accarezzò le natiche e lentamente con tanta delicatezza infilò un dito nell’ano roteandolo come per una masturbazione. Ero completamente presa dal piacere che provavo, con le mani appoggiate alla testa di Laila la guidavo mentre la sua bocca surgeva i miei caldi e copiosi umori. In quegli attimi anche Laila e Annamaria si erano liberate dei loro abiti rimanendo come me con le sole calze autoreggenti. Il contatto delle nostre gambe avvolte dalle calze contribuiva ad eccitarmi, ora era Annamaria a baciarmi e mentre mi offriva le sue labbra sentivo: “Nella sei stupenda, si ti voglio, mmmmm, ahhhhhhh, meravigliosa mon amour, je t’aim” “si così, così, ancoraa, mmmm, godoooo, vengooooo ohhhhhhh” riuscii a bisbigliare travolta dal piacere e da sussulti che mi attraversavano per tutto il corpo mentre venivo liberando i miei umori. Laila si appoggiò con le mani alla parete e divaricando le gambe mi offrì la vista dell
e sue natiche messe in ri
salto dal segno più chiaro dovuto all’abbronzatura che il tanga le aveva lasciato. Io ero in piedi dietro a lei e con una mano le accarezzavo il suo splendido posteriore. Annamaria mi porse un fallo di lattice delle dimensioni reali, dopo averlo lubrificato lo infilai nell’ano di Laila che ebbe un sussulto, forse di dolore ma dopo pochi secondi la vidi muoversi come per sentirlo meglio dentro, si girò e abbracciò Annamaria baciandola sulla bocca. Io cercavo di darmi da fare toccando ora una e poi l’altra sulle parti più sensibili, leccando loro ora la vagina bramosa di essere liberata dai loro umori, ora i loro capezzoli. Sentivo che provavano piacere entrambe, le cosce di Laila in mezzo a quelle di Annamaria, le loro vagine a contatto tra loro e le loro bocche che si cercavano per scambiarsi lunghi e appassionati baci, nonostante fossi già venuta mi procuravano ancora piacere. Nella prese il fallo di lattice, di quelli doppi, infilò una estremità tra le sue grandi labbra e l’ altra estremità nella vulva di Annamaria, incominciò a muoversi con ritmo regolare, lentamente, lentamente fino a farlo entrare tutto nella stupenda fessura di Annamaria, si montavano con grande delicatezza offrendosi attimi di intenso piacere. Le sentii tutte e due scambiarsi frasi di apprezzamento tipo: “sei fantastica, sii dai cosììììì, ancora ahhhhhh, ahhhhhhhh vengoooooo” Vennero tutte e due abbracciandosi e accarezzandosi si scambiavano baci profondi, vedevo le loro lingue cercarsi, incontrarsi assaporando la dolcezza che l’una offriva all’altra. Mentre le guardavo mi assalì di nuovo una gran voglia di essere presa da tutte e due ma dovetti trattenermi, era ora di farsi una doccia calda. Tra me e me pensai: “La mia voglia la risparmio per questa sera, e fu una sera indimenticabile.

Una nonna tanto affettuosa | Racconto incesti di LUIGINO

Tanti anni fa, quando ero ancora ventenne, decisi di passare le festivitá di Natale e Capodanno da mia nonna, in un paesino di montagna, dove viveva da sola perché vedova. Malgrado i suoi settanta anni, si manteneva molto bene, era un gran pezzo di sticchio: alta, in carne, con due poppe quinta taglia e con un culo da favola. Anche il viso mi piaceva, perché aveva una gran faccia da sucaminchia. La prima sera mi ha chiesto se volevo dormire con lei: saremmo stati piú caldi. Io ho risposto di si, infatuato da pensieri incestuosi e libidinosi. Le ho confessato che a casa mia avrei dormito con maglietta e collant senza mutande e le ho chiesto di mantenere il segreto con mia mamma e mia sorella. Lei disse: Luigi non preoccuparti perché mantengo il segreto. Hai portato qui i collants?. Ho risposto li ho portati perché pensavo di dormire da solo. Ed ecco la sorpresa Luigi puoi stare nel mio letto con maglietta e collant. Quando sei sotto la coperta chiamami ed io passo. Io felicissimo, le diedi un bacio sulla guancia. Quando ero sotto la coperta con maglietta bianca e collant (elasticizzato velato color carne), lho chiamata, mai immagginando quello che sarebbe successo. Lei é entrata in camera con una maglietta grigia ed un collant color carne: arrivata vicino a me, si gira di spalle e solleva la maglietta, mostrandomi il culo avvolto dal collant, senza mutande. Io estasiato le ho detto che era bona e lei allora ha tolto la maglia, rimanendo con indosso solo il collant: ho visto il suo sticchio depilato e le sue poppe abbondanti. Sono uscito fuori dal letto togliendo la T-shirt e restando con il solo collant: il mio cazzo era pronto per fare il suo dovere. Abbiamo iniziato subito a baciarci con la lingua e ad abbracciarci vicino al letto. Dopo un pó di effusioni la nonna vogliosa ha fatto una proposta: togliamo i collants e andamo subito a letto per fare una bella fottuta. A letto pochi sono stati i preliminari, eravamo entrambi allupati. Abbiamo fottuto a spegnicandela. La puttanazza gemeva come una cagna in calore. Io mentre me la fottevo le palpavo le poppe. Dopo un quarto dora di fottuta senza preservativo, ho sborrato tanto, tantissimo. Abbiamo fatto sesso ogni sera, fino allultimo giorno e devo dire con sommo piacere che mi ha pure fatto qualche pompino. La cosa si é ripetuta anche lanno successivo. E bello per un ragazzino ventenne avere una nonna cosí affettuosa.

Bionda vecchia troia | Racconto etero di torquago

stavo inculando violentemente una vecchia signora di 73 anni…..a lei paiceva molto …perchè i suoi urletti…i suoi miagolosi…e le richieste che diceva ..tipo..vai…più forte….più forte….poi oooo mamma miaaaa….oooo mammamia…..godoooooo…sto godendoooo….mammamia….Questa vecchia maiala ..mi faceva impazzire…..vedevo davanti il suo culone.. non basso… lo vedevo un po floscio …ma sempre abbastanza in carne…le cosce lo stesso….la sua schiena…invece sembra che avesse una quarantenne…lucida….senza brufoli…tanto che la leccavo…le sue braccia e le mani facevano vedere letà di questa donna…Per dio…stavo inculando una donna ..che da anni ci conosciamo e …mai..dico mai…avevamo pensato di fare sesso….io sono molto più giovani rispetto a questa mialona….usci da i miei pensieri…e tornai al lavoro di pompare la bionda signora….che in questo momento stava dicendomi….ohhhh..non finire…non smettere….ohhhh continua così…così..così….Era già mezzora che la inculavo …ma lei non voleva assolutamente smettere…continua…per piacere…se vuoi ti pago…ti pagooooo….Era ormai diventata una troia…ma io non ce la facevo più …..riusci a tenere un altra decina di minuti….poi inondai il suo culo di sborra…..Lei…..no..no..no…ti avevo detto

Che bella scoperta la domestica…… maiala! | Racconto tradimenti di skeggia

In assenza di mia moglie, era già capitato altre volte di rimanere solo in casa con Caterina (nome di fantasia) domestica Slovacca, 47 anni bruttina di viso ma con un gran bel fisico, asciutto, sedete alto e seno sodo (allincirca una 3a credo) che lasciava spesso intravedere portando magliette aderenti. Solitamente le ore trascorrevano velocemente ogni uno per i fatti suoi, lei assolta dalle sue faccende ed io impegnato sempre a fare altro, ed oltre a qualche sbirciatina al suo di dietro o a qualche scolatura niente più, nessuna fantasia in particolare.

Michela me lo succhia meravigliosamente | Racconto tradimenti di Damiano

Salve sono Damiano, un imprenditore modenese di 32 anni. La storia che voglio raccontare è accaduta pensate un pò meno di 6 giorni fa. Ero ad un matrimonio di un mio collega. Ad un certo punto, lui stesso mi presenta la figlia di suo fratello. Lei di nome michela è una ragazza favolosa. Vi posso assicurare che con un fisico del genere la vedrei molto bene su una copertina di Playboy. Alta più o meno 1.70, quarta di seno, culo molto provocante, belle cosce vellutate, mora e occhi castani. Ci mettiamo a parlare del più e del meno mentre controllo sempre le occhiate di mia moglie che non sopporta quella situazione. Mia moglie è stupenda, più di michela, ma ora i miei occhi erano puntati solo su di lei e quella sua bella voce da telefono erotico mi prendeva con sè per portarmi nel piacere più assoluto. Comincia a parlarmi di cose più intime e ne approfitto rivolgendole doppi sensi che lei afferra al volo. Le propongo un giro insieme. Approfitto che mia moglie sta ballando con la testimone del mio collega e si trova nel casino più totale, per scappare con michela da quel frastuono di musica. Saliamo sulla mia maserati fresca di acquisto e andiamo a casa sua, in un paesino poco distante, tranquillo e privo dei classici spioni che non si fanno i cazzi loro. Entriamo in casa e non faccio nemmeno in tempo a parlare che lei mi butta sul divano. Si piomba su di me, mi sbottona la camicia mentre mi bacia come una matta e emette gemiti di piacere. Io la direziono sul mio cazzo, così lei si abbassa le spalline del vestito, si toglie il reggiseno e me lo tira fuori. Le sue mani sono un pò fredde. Per riscaldarlo lo mette prima in bocca poi in mezzo al seno e sta lì a succhiarmelo per non so quanto tempo. Io intanto la premevo sul cazzo. Le facevo leccare tutta la cappella con la lingua sul buchino. Ahh che brava. Favolosa. Dopo lho sditalinata un pò e ho preso a leccarla in mezzo alle cosce. La sua figa è buonissima. Sentivo un pò lamaro del suo deodorante sulla figa ma la baciavo e leccavo senza capire nulla. Ci ho infilato fino a 3 dita. Lei intanto chiudeva le gambe stringendomi e mi premeva sulla vagina. La mia lingua la penetrava e lei gridava: SII LECCAMELA. SONO LA TUA SGUALDRINA. SII. Meravigliosamente stupenda. Una porca raffinata ed elegante. Dopo ho preso a scoparla in tante posizioni ma specialmente a pecorina tenendole le tette da dietro e sbattendola in quel bel culetto da sfondare. Due chiappe da schiaffeggiare mentre la sfondi per bene. Dopo esserle venuto su bel visino e nella sua stupenda boccuccia ci siamo rivestiti e tornati al matrimonio. Ed è stato lì che è successo linaspettato. Mia moglie mi prende da parte e dice: DOVE SEI STATO CON QUELLA TROIETTA? A SBATTERLA? EHH DOVE? Io ovviamente ho negato ma lei trascinandomi in bagno mi ha detto: ORA TI FACCIO VEDERE IO COSA TI PIACE DAVVERO. SONO IO TUA MOGLIE. Detto questo ha preso a succhiarmelo a più non posso. Anche dopo un ora di sesso con la ragazza, a me piaceva il pompino di mia moglie. Lei sa davvero cosa mi piace. Eh si, ha ragione. Le ho sborrato in faccia, sul collo e anche nella scollatura è colata un pò di sborra. Sono state tutte e due stupende e hanno davvero reso quella giornata EPICA

La voglia di porno | Racconto masturbazione di MM

Mi sono segato tante volte nella vita e ho goduto come un porco. la maggior parte delle volte ho sporcato con la mia sborra il pigiama o i pantaloni vergognandomi se fossi stato scoperto da i miei familiari. La sega piu bella mi u stata fatta da una mia amica . Stavo andando in palestra era una giornata piovosa e il ero voglioso di seghe.

La mia prima volta con tre uomini | Racconto orge di Elena di Castelbuono

Premesso che per me farlo con tre o piu uomini non è il massimo del godimento ma invece trovo il massimo piacere quando sono con due uomini che ovviamente sanno il fatto loro, che sono affiatati tra loro perchè sopratutto nella doppia penetrazione se non la sanno fare alla fine non godo nè io e neppure loro. Detto ciò devo dire che mi è capitato spesso di farlo con tre uomini perchè un periodo uscivo con un tipo che aveva due amici inseparabili e capitavano sempre occasioni con me unica femmina e loro tre che mi usavano per i loro godimenti , anche se io non ero da meno nellusare loro. la prima volta me la ricordo ancora perchè doveva essere una uscita romantica a due e cosi andammo a cena in un bel ristorante e poi mi disse che cera una sorpresa per me e mi portò in un residence sul mare. Entrammo e mi disse che doveva bendarmi e la cosa mi eccitava molto e lo feci fare. Poi mi legò al letto ma era una cosa che già aveva fatto per cui lo feci fare e poi iniziò a baciarmi … e con la mano mi toccava tutta facendomi bagnare sempre di piu; non potevo toccarlo perchè ero legata e neppure vederlo perchè bendata e ad un tratto sentìì piu mani che mi toccavano e capìì che non era da solo. Sui capezzoli sentivo due bocche diverse che mi mordicchiavano e ad un certo punto sentìì una lingua tra le gambe e iniziai a godere. Gli chiesi di togliermi la benda ma lui disse che non era il momento e per non farmi parlare ancora mi misero un cazzo in bocca ed iniziai a farmi scopare in bocca.Non sapevo quanti erano e la mia paura era di essere violentata o picchiata per cui anche se stavo godendo ero anche impaurita. Quello che mi leccava tra le cosce iniziò a sputarmi sia nella fica che nel culo e mi taratassava entrambi i buchi.. il culetto lo tenevo ancora abbastanza stretto mentre la fica era gia bella dilatata per cui lui ci infilò tutta la mano facendomi avere un orgasmo esagerato. Quello che me lo teneva in bocca vennè e mi fece ingoiare tutta la sborra mentre il terzo lo sentìì venirmi sulle tette e mi tolsero la benda e li vidi mentre mi stavano scopando. il ragazzo con cui uscivo teneva il cazzo durissimo e fece togliere la mano al suo amico e me lo mise dentro e inizìò a chiavarmi con forza mentre gli altri due cercavano di recuperare le energie e mi toccavano le tette e il culo. Dalla fica passò a mettermelo nel culetto e io allargai tutte le cosce per farlo entrare bene bene e lui mi mise in modo che laltro suo amico che intanto lo aveva nuovamente duro me lo potesse mettere nella fica nella posizione che ammetto preferisco per godere. Il terzo me lo rimise in bocca e cercai di farglielo diventare duro riuscendovi dopo qualche istante. Mi rendo conto che in molti/e di quelli che mi leggete non crederete alle mie esperienze ma davvero non mi sembrano cosi fuori dalla norma. Io ho scopato tanto e ancora oggi sono considerata una porca da tanti amici ma sfido chiunque a non ammettere quanto sia bello ed eccitante quando un uomo o un ragazzo o anche un uomo anziano ti mette quella mano fra le cosce .. ti entra nella mutandina… o quando si mettono con la lingua e mi allargano la fica fino a farmi venire… ma su che piace a tutte noi non solo a me che sono diventata negli anni una malata di sesso… ma sempre meglio esserlo di sesso che di altro non trovate.

Scopare la nonna | Racconto incesti di la nonna

Mia nonna ha 80 anni e da 20 è vedova, da molti anni vive con la mia famiglia e quindi la vedo ogni giorno invecchiare di testa ma non di sexo infatti lei ogni giorno si apre la sua figa e la massaggia fino a venire, molto spesso io la spio attraverso il buco della serratura finchè un mese fà mi ha sorpreso con il cazzo in mano mentre mi facevo una sega, allora lei mi ha detto quando devi farti una sega viena da me e vedrai che non ti deluderò, infatti hò incominciato a farmelo menare da lui e non sprecava neanche una goccia lo ingoiava tutto e poi apriva le gambe e mi faceva leccare la figa, per me era bellissimo la sua figa era sempre pulitissima aveva due belle labbra carnose ed un grilletto molto pronunciato e quando lò leccavo lei veniva quasi subito. Un giorno mi volle far entrare nella sua figa il mio cazzo impazzi di gioia la chiavaia con forza e lei continuava a sborrare, sentivo la sua sborra colare verso il mio cazzo e fu allora che mi disse dai mettimelò nel buco del culo, Io non avevo mai penetrato un buco del culo e quindi il mio cazzo divenne subito duro ed entrai abbastanza facilmente perchè era bello largo e mi confidò che mio nonno e gli altri uomini da lei avuti si era sempre fatta il buco del culo, dopo pochi colpi venni anche nel culo e cosi poi lei mi pulì il cazzo e ci salutammo, prima di lasciarla mi disse la prossima volta saremo in due donne quindi preparaci a scoparci tutte e due. Dopo alcuni giorni, eramo soli in casa, mi disse adesso viene Angela una mia giovane amica che gli piace la mia figa e tutte le volte che viene a trovarmi mi porta un vibratore nuovo. Arrivò Angela unbel pezzo di figa, alta con due bellissime tette ed un bellissimo culo, dopo le presentazioni la nonna mi disse dai fai vedere il tuo cazzo ad Angela e poi lo metterai nella mia figa mentre io leccherò la figa di Angela, io misi il cazzo nella passera della nonna mentre Angela si era svestita e aveva messo la sua figa allaltezza della bocca della nonna incominciammo a godere ed io venni quasi subito, ma avendo ancora il cazzo duro la nonn lo volle nel suo buco del culo mentre Angela aveva in mano la testa della nonna la la schiacciava contro la sua figa. Sborrarono tutte e due cone delle cagne in calore ed anchio venni nel buco del culo della nonna. Dopo alcuni minuti di riposo Angela incominciò a baciare la nonna sulla bocca e gli toccava le tette la nonna mi disse dai mettiti dietro ad Angela e mettiglielo nel buco del culo, era veramente molto bello il culo di Angela e entrai con più difficolta che in quello della nonna ma Angela mi disse dai sfondami il buco del culo ed io la montai mentre lei e la nonna si baciavano da vere amanti e si facevano dei grandi ditalini sborrando dappetutto. Finito lintreccio con Angela , volevo entrare nella sua figa ma Angela mi disse di no, mai nessun cazzo è entrato nella mia figa, me la puoi baciare succhiare infilarci tutto quello che vuoi ma non il cazzo, la mia figa è solo per le fighe e quindi non entrerà mai un cazzo vero, così dicendo mi prese in bocca il cazzo e mi fece un pompino mentre la nonna si menava la sua figa. Mia nonna quando scopava o si menava la figa sembrava una giovane ragazza si trasformava e mi raccontò che un giorno di qualche anno fa sfidò una sua amica a chi prendeva più cazzi in figa ed in culo per quindici giorni. Vinse mia nonna che riusci, al mare, a prendere 50 cazzi diversi sia in culo ed in figa, la sua amica arrivò a 35. Brava nonna ha ancora una bella figa e voglio farla chiavare da qualche mio amico, e cosi dopo qualche giorno invitai a casa 5 miei amici di scuola e quando arrivammo a casa dissi adesso vi faccio una sopresa, volete chiavare si o no e naturalmente tutti in coro dissero di si. allora li feci entrare in camera mia li feci spogliare e dissi adesso uno alla volta entrate in quella camera sul letto cè una bella figa da scopare e cosi uno alla volta entrarono nella stanza, buia, e si scoparono la nonna, quando uscivano mi dissero tutti ma è stato bellissimo possiamo farlo ancora, io andai dalla nonna e gli chiesi se voleva chiavare anroca tutti e cinque + io e lei mi disse si però uno si mette sotto e lo metto nel buco del culo e laltro mi chiava nella figa e cosi a turno tutti e sei entrammo nella sua figa e nel suo buco del culo. Tutti mi ringraziarono e vollero sapere quando si poteva fare ancora quelle splendide chiavate ed inculate, ma lo saprete la prossima volta.

La mamma sulla spiaggia dei nudisti | Racconto voyeur di Antonio G

Paolo aveva 23 anni. Col suo amico e coetaneo Giacomo aveva deciso di andare su una spiaggia di nudisti, a pochi km dalla città. Erano curiosi allidea di vedere qualche bella donna nuda e speranzosi di rimorchiare. Ne parlarono per alcune settimane e, alla fine, decisero di provare. Era un sabato mattina. La spiaggia non era molto grande, ed effettivamente qualche bella donna cera, in mezzo anche a tante donne un po attempate e non proprio attraenti. Ad un certo punto, mentre passeggiavano, la sorpresa…videro la mamma di Paolo e il suo compagno che prendevano il sole. Ovviamente nudi. Stefania aveva 48 anni, molto ben portati. Era una bella donna, mora, formosa, con una bella quarta misura di seno. Il suo compagno Mario aveva 51 anni. Limbarazzo fu fortissimo per tutti e quattro. Mam…mamma??!! esclamò Paolo, balbettando. Stefania si coprì i seni con le mani, imbarazzatissima. Cosa ci fai qui?, le chiese il figlio, incredulo. Lei, arrossendo, la stessa cosa che ci fai tu…prendo il sole in libertà. Non sapevo che anche tu…altrimenti non sarei mai venuta. Mario, per toglierla dallimbarazzo, intervenne…ogni tanto veniamo qui. Non cè nulla di male. Paolo e Giacomo si misero a prendere il sole a qualche metro di distanza dalla coppia, ancora increduli per la situazione a dir poco surreale. Paolo si accorse che Giacomo guardava sua madre con particolare attenzione, e glielo fece notare con disappunto. Ehi, la smetti di guardarla?! Ci sono tante donne in spiaggia…guarda altrove…. Giacomo sorrise sornione. Scusa, ma le tette di tua mamma mi sembrano proprio il piatto forte della giornata. E poi, se lei si mette nuda, mica è colpa mia e si fece una risatina beffarda. Mentre rideva, luccello gli diventò bello duro. Era enorme. Paolo disse ehi, tieni a bada quel coso! e Giacomo rispose se diventa duro non dipende da me. Ringrazia la mammina…. Mario e Stefania notarono la scena. Erano una coppia felicemente aperta e libertina, e capirono che forse era arrivato il momento di una piccante trasgressione. Mario si avvicinò a Giacomo e Paolo e trovò il coraggio di confidarsi. Scusate la franchezza, ma credo sia doveroso essere chiari. Io e Stefania, ogni tanto, troviamo qualche amico con cui divertirci. Lei si svaga, ed io aspetto con curiosità. Paolo rimase senza fiato, mentre Giacomo disse continua…. In pratica, ogni tanto, Stefy si svaga con qualcuno. Paolo, lo so che la cosa può sconvolgerti, ma alla fine è una cosa normalissima, credimi. Non cè nulla di male. Paolo muto. Giacomo, durissimo continua…. Giacomo, ecco…se a te va…Stefy vorrebbe andare in acqua con te…al largo…. No, questo è troppo! disse Paolo. Giacomo si alzò io ci sto, invece…. Paolo si alzò anche lui non puoi, stronzo… e Giacomo, che fisicamente era il doppio di lui, gli diede una spinta, dicendo ma va…. Paolo cadde a terra, malgrado la spinta non fosse troppo forte. Non si fece niente, ma la situazione gli stava scappando di mano. Mario lo guardò con compassione. Lo so, ora fai fatica a capire. Quando la rabbia sarà sbollita, ci riderai su. Tranquillo. Giacomo si diresse verso la riva e Stefania lo raggiunse. Si voltò per un attimo, cercando lo sguardo di suo figlio, senza parlare, come a voler chiedere scusa. Paolo abbassò lo sguardo. Lei strinse le spalle e andò in acqua con Giacomo. Fecero dapprima il bagno nelle vicinanze. Lui le stava vicino e le mani, sottacqua, sembravano vivaci. Poi si allontanarono e andarono al largo. Paolo si avvicinò a Mario e disse si sono allontanati…ma tu non le dici niente?. Mario era duro, beatamente duro. Lascia fare, rispose…lascialo fare lamico tuo. Paolo era sempre più inquieto e incredulo. E amico tuo, o no? disse Mario. Sì…ma… rispose Paolo. Ma cosa? Non si mettono i bastoni tra le ruote agli amici. Lascialo fare. Ma…proprio con mia mamma… e lascia fare tho detto…lascialo fare…. Un tizio che stava lì vicino, a sua volta disse a Paolo lascia fare…se proprio devessere che ti pompano la mamma, meglio che lo faccia un amico, ahahhahaahahah. La risata sguaiata delluomo portò Mario al culmine delleccitazione. Sborrò, senza toccarsi, al solo sentire quella risata. Paolo si rivestì e se ne tornò a casa. In macchina, cominciò a sentire una strana eccitazione, nel ripensare a quanto accaduto. Si sentiva quasi in colpa per quella sensazione, ma effettivamente gli era diventato duro. Tornò a casa e si masturbò selvaggiamente. Poi andò in camera sua a guardare il soffitto. Sua madre e Mario tornarono dopo alcune ore. Lui non uscì dalla stanza, e loro non gli dissero niente. Si fece vedere solo per cena, dopo che Mario era andato via (non abitava con loro). Mamma, non riesco a crederci. Dimmi che con Giacomo non hai… disse Paolo, con aria severa. Stefania arrossì. Mamma, ti ripeto…dimmi che con Giacomo non hai fatto qualcosa…. Stefania, con un filo di voce, rispose. Quello che succede in acqua, rimane in acqua…. Da quel giorno, Paolo ruppe la sua amicizia con Giacomo. Però il ricordo di quanto era accaduto non lo abbandonò. Furono mesi di seghe intense, pensando a quella maledetta spiaggia.

Tette da 10 e lode | Racconto etero di Nicole

Mi chiamo Nicole e pubblicherò le storie che mi sono capitato cominciando da questa avvenuta molti anni fa quando andavo ancora ai superiori. Sono una ragazza che piace molto agli uomini, sono scura di carnagione con capelli lunghi castani, occhi intriganti ed espressivi color mandorla, labbra abbastanza carnose, quarta di seno, alta 1 66 x 50 kg.

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