Punizione esemplare | Racconto dominazione di Jasm

‌Sentiva pulsare dentro di lei leccitazione, quella che solo Carlo era capace di farle provare. Bastava che lui le dicesse qualche parola e lei era lì ai suoi piedi che lo implorava di voler godere. In qualche modo, anche se distanti, riuscivano a godere insieme di ogni fantasia. Continuavano a immaginare ogni volta perversioni sempre più spinte, sempre più sporche e sempre più strane. Si desideravano, Jasmine desiderava essere la sua schiava, voleva sentirsi umiliata da Carlo, e lui daltra parte faceva di tutto per renderla la sua puttana. Le sputava la faccia, e con il cazzo sempre in tiro la schiaffeggiava sulle guance, la umiliava ripetendole di continuo di quanto fosse troia, puttana, la sua vacca da monta. E lei si eccitava, tutta quella violenza la rendeva particolarmente arrapata e vogliosa di cazzo. Sentiva pulsare la sua vagina, rossa e bagnata. Il fluido le scendeva fino alle labbra, bagnava il clitoride ed il pizzo del suo perizoma nero. Stringeva le gambe per mantenere quel calore che sentiva da dentro, si mordeva la bocca, sperando che Carlo quanto prima cominci a chiavarle la bocca. Le piaceva spompinarlo, e le piaceva quando lui, arrapato e porco, le teneva la testa per dettare il ritmo: gli piaceva spingerlo tutto in gola, gli piaceva sentire il conato di vomito e vedere le lacrime che scendevano sul viso per lo sforzo. La schiaffeggia sulla faccia, le dice di succhiare bene, come solo una puttana sa fare, e più la insulta più le spinge il cazzo a fondo. Le palle toccano le labbra, sbattono potentemente sul mento di Jasmine. È Carlo a decidere quando Jasmine può e deve godere, e Carlo sa che dovrà soffrire ancora molto prima di poter urlare di piacere. Dal tavolino di fianco a lui prende una corda, la apre e ordina a Jasmine di aprire le gambe. Lei, da brava schiava sottomessa, obbedisce. Ha paura, Carlo è solita punirla per la sua condotta, per tenerla sempre a bada, e per questo, una volta aperte le gambe, prende a frustarle la figa eccitata. È così nervoso che ad ogni frustata si sente un boato nella stanza, la sua puttana va punita, deve capire che non può decidere di testa sua. Tutto questo a Jasmine piaceva, voleva sentirsi così, un po bambina e un po donna, santa fuori e puttana dentro. Pian piano il dolore della frusta lascia spazio al godimento puro per quella punizione esemplare, e si lascia andare ad un gemito di piacere, che a Carlo non piace assolutamente. Le strappa le mutande di pizzo tutte fradice e gliele infila in bocca, le schiaffeggia il viso e le ordina di zittire. Va avanti ancora per qualche colpo, ogni tanto le sputa sulla fessa e per alleviarle il dolore le fa sentire il piacere del cazzo duro vicino alla figa: preme la capocchia sul clitoride e la struscia per un po e non appena intuisce dal viso di Jasmine che questo le piace, si allontana. La stessa corda che le ha picchiato a sangue la figa, ora deve legare le braccia e le gambe per tenerla a cosce aperte. Il piano di Carlo è ancora lungo, e ora ha voglia di aprirla, di allargarle la fessa per riuscire a vedere dentro. Le infila dentro uno speculum: è importante che ora resti aperta. Da poco lontano e con il cazzo di marmo le piscia dentro, il piscio schizza anche sul corpo e qualche goccia le arriva in faccia. La fessa di Jasmine cola piscio caldo, è una fontana, ed è così calda e arrapata. Dopo averle pisciato nella fessa, è il momento di aprirla. Il pensiero di vederle fino allutero non lo lascia in pace, vuole metterla a nudo di tutto, farla sentire come un verme, nuda e indifesa. Tira fuori di volta in volta oggetti con un diametro sempre maggiore: li infila nella fessa di Jasmine e poi li tira fuori, passando al prossimo oggetto. Lultimo oggetto è unasta di ferro doppia e tagliente. Jasmine si muove, vorrebbe liberarsi, prova dolore, ma a Carlo piace vederla mentre soffre e si dimena. Urla perché le fa male, ma più soffre, più Carlo si eccita. È come se lo incitasse a fare sempre peggio, sempre più a fondo e sempre più violento. Prima di togliere dalla fessa il tubo, le guarda dentro.È arrapato, ora vuole solo godere. Sfila di colpo il tubo, la fessa è aperta e lacerata. In tutto quel dolore Carlo allenta la corda, ma solo per metterla a 90, con la faccia sul tavolo e il culo da scopare. Non ce la fa più Carlo, sente la sborra risalire dalle palle, vuole sborrare e godere delle sue porcate. Si fa spazio con il cazzo duro e grosso, le spinge il cazzo nel piccolo buco e comincia a pompare. Anche Jasmine stavolta gode, le piace sentire le spinte di Carlo, le piace sentirsi piena. Carlo continua a chiavare con forza ancora per qualche colpo, poi lorgasmo. Fiotti di sperma inondano il culo di Jasmine, il caldo della sborra, Carlo che geme e gode, con la sua voce roca e arrapata. Jasmine è esausta, chiude gli occhi e viene in un meraviglioso orgasmo: gode proprio come una puttana, come una troia. Si dimena e urla, geme, gode. A questo punto, Carlo pensa che la sua puttana sia stata punita a dovere e Jasmine sa che una buona schiava non deve mai sfidare il suo padrone.

Ingoio da porca | Racconto zoofilia di Vanessa

Ciao, mi chiamo Vanessa. Ho 26 anni, sono di media altezza, snella, mora e porto una 4ª abbondante. 2 estati fa sono andata dai miei nonni in Sardegna per passare un po di tempo con loro. Un pomeriggio mentre mia nonna era ricoverata in ospedale e mio nonno era andato a trovarla, io dovevo badare alla loro fattoria. A pochi metri da casa cera una stalla nella quale avevano delle cavalle bellissime e 2 stalloni…

Scopata con lex | Racconto dominazione di Anonima

Avevo litigato col mio ragazzo perchè è geloso e possessivo, quando in  passato è stato lui a tradirmi me ne ha dette di tutti i colori e mi ha detto di andare via, io sono tornata a casa mia mi sono cambiata, mi sono messa un micro-perizoma rosso ( per festeggiare 😛 ) una mini-jeans a giro coscia calzerotti neri sopra il ginocchio, stivali neri tacco a spillo di ferro, una camicetta bianca senza reggiseno ( io odio il reggi ) con i capelli legati a coda e un lucidalabra fuxia sulle labbra.

Sono diventato la cagna del mio cane 2 | Racconto zoofilia di Sottomesso

La sera mi risale la febbre, ho paura che sia stato lo sperma di Buck, vado su internet a cercare se lo sperma del cane può far male. Trovo solo una risposta su yahoo di una che dice con che pietanze sta meglio lo sperma umano e quello animale, ma niente altro. Tolgo i filtri dal motore do ricerca e riavvio la ricerca. Mi appaiono decine di siti porno dedicate agli animali, voglioso ne apro uno. Accoppiamenti con cani, cavalli, addirittura con un maiale!!!. Apro quello con il cavallo, una donna sta in ginocchio sotto il cavallo leccando e segando, cerca di prenderlo in bocca ma è troppo grosso, cambia la scena lei a pecora che si infila il cazzo del cavallo nella figa e inizia a pomparselo, mi viene duro. Cambia nuovamente la scena, la donna che si fa inondare dalla sborra del cavallo, la lecca, lo succhia da quel cazzo gigante. Sto per venirmi nelle mutande senza toccarmi, mi pulsano le tempie e sono in affanno, non so se per la febbre o per leccitazione. Mi spoglio e cerco Buck, è sul divano in sala, appena entro si alza, lo accarezzo sulla testa, lo faccio sdraiare e lo gratto sulla pancia, allarga le zampe. Gli massaggio il cazzo, scodinzola ha capito, lo sguaino e lo succhio avidamente. Quando è bello eccitato mi metto a pecora appoggiato alla seduta del divano. Buck scende e mi annusa, mi lecca, poi mi salta in groppa, mi graffia la schiena, inizia a spingere come un forsennato, sento un dolore lancinante, mi sta piantando il suo cazzo nelle palle e nel perineo, allora lo afferro e me lo dirigo nel punto giusto. Lo abbocco a fatica è gia molto bagnato e lui si muove convulsamente. Una volta centrato il mio culo lo lascio e sento una fitta atroce, urlo e cerco di spostarmi per farlo uscire, ma lui non si stacca e continua a sfondarmi, mordo il divano. Raggiungo con la mano il suo cazzo, è piantato tutto dentro di me, lo sento bagnatissimo, mi porto la mano al viso e piena di sangue e merda. Spingo via Buck che guaisce forte e mi ringhia addosso, mi rilasso e cerco di non pensare al mio povero culo in fiamme. Mi sento pieno ad ogni affondo sento la mia cappella che pulsa ed ho uno stimolo come di fare la cacca, mi sento il culo e le cosce bagnate. Buck accelera convulsamente, sto ansimando dal dolore e dal piacere mi sento inondare lintestino, è caldissimo. Buck si ferma, ansima sento il suo alito sul collo, cerca di staccarsi da me e guaisce, io mi sento forzare da dentro siamo incastrati. Buck si dimena per liberarsi mi graffia la schiena e guaisce dal dolore. Io urlo dal dolore e dal panico, non posso farmi trovare così, poi inizio a spingere con la pancia come per fare la cacca, sento un plop e una fitta. Si è staccato dal culo mi cola sperma, merda e sangue lungo le gambe e per terra. Buck si allontana e si lecca, ha il cazzo gonfissimo alla base sembra una palla da tennis, come ha fatto ad uscire?. Vado in bagno, ogni passo è una fitta al ventre, prendo uno specchietto e mi ispeziono, mi sento mancare, ho il culo completamente aperto, provo a contrarlo ma rimane dilatato, potrei infilarci tranquillamente il cetriolo che ho usato il pomeriggio senza alcuno sforzo. Gocciolo sangue sperma e merda. Mi faccio una doccia e un clistere con soluzione fisiologica e malaleuca, brucia da morire.

Fratello e sorella soli a casa (Lockdown story) | Racconto incesti di Veronica Mahler

Le giornate durante il lockdown erano tutte uguali, I genitori di Simona e Umberto lavoravano entrambi in un supermercato, il padre come direttore la madre come cassiera, pertanto erano autorizzati a recarsi a lavoro. Mentre Simona, diciottenne, e il fratello Umberto di un anno più grande erano studenti. Passavano gran parte della giornata a guardare Netflix, a volte facevano videochiamate con gli amici o cazzeggiavano sui social. A Simona mancava tanto il sesso con il suo ragazzo, mentre Umberto era ancora vergine e, chiuso in camera, passava molto tempo a farsi le seghe sui siti porno.

Mia moglie e i 18enni | Racconto trio di Bambolito

Decidemmo di andare in vacanza senza figli per rilassarci un po dal tran tran quotidiano e perché no anche per scopare in tranquillità come facevamo ai bei vecchi tempi, senza doverci silenziare in casa e magari allaperto, sugli scogli o in spiaggia. Avevamo in mente proprio una bella vacanza io e la mia splendida moglie, che a quarantanni ha ancora un fisico tonico, belle chiappe e una quarta di seno ancora sodo. Insomma la classica milf che fa girare chiunque quando passa per strada.

Piedi femminili | Racconto feticismo di Emiliano

La conobbi nel locale dove lavoravo 30 di origini greche un po in carne ma con piedini stupendi che attrassero subito la mia attenzione era il periodo estivo.Ci trovammo subito bene nel parlarr ridere e scherzare così decidemmo che la sera stessa ci saremmo visti ed io gli avrei mostrato le bellezze di Roma. Coso fu prr quasi tutta la sera fin quando mi invitò a salire nel bed and breakfast in cui alloggiava.Fu subito attrazzione reciproca cominciammo a baciarci ed a fare l amore in tutti i modi fin quando sul punto di venire gli mostrai ciò che più mi piaceva…..ovvero feci con i suoi splendidi piedini un meraviglioso footfetish che ci lasciò profondamente soddisfatti entrambi soprattutto per lri fu una novità che non conosceva.Purtroppo come tutte le cose il giorno dopo sarebbe partita con grosso rammarico ma con la consapevolezza di aver passato una splendida serata insieme e di aver scoperto giochi nuovi.

Lautobus delle 7,25 | Racconto etero di femmefatale_73

Anche stamattina, come tutte le altre mattine, mi sono alzata alle 6,45 per poter prendere lautobus 48/a che alle 7, 25 mi porterà sul posto di lavoro. Ho sempre preso malvolentieri quellautobus perche credo che sia uno dei piu affollati ditalia. Eppure , sarà la calda mattinata di metà giugno, sarà il sole gia alto nonostante lora, ma mi preparo con meno fatica del solito. Indosso la mia solita minigonna di jeans sopra il perizoma e un top che mi tiene scoperte le spalle e lombelico.

La scoperta del foot fetish | Racconto feticismo di TRAMPLE977

Ero giovanissimo e conobbi una ragazza più grande che si invaghì di me quando si accorse che il mio sguardo imbarazzato finiva sempre ad osservare i suoi splendidi piedi dove aveva tatuato un pugnale rivolto verso il basso, piedi avvolti in una splendida e finissima calza viola ben custoditi in una scarpa splendida dove si intravedeva la sua pianta fine ed affilata.

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