Mia moglie e il cazzo nero | Racconto tradimenti di teo.cuck

Mi presento mi chiamo Matteo ho 34 anni e sono sposato da 5 anni con Chiara, lei è bionda, occhi verdi, magra con un fisico atletico e un culo dalle forme perfette che farebbe girare la testa ad ogni uomo del mondo. Io e lei abbiamo sempre cercato di portare quanta più trasgressione possibile nel nostro rapporto e io è da un annetto che volevo provare a diventare un cornuto.

Fratello e sorella soli a casa (Lockdown story) | Racconto incesti di Veronica Mahler

Le giornate durante il lockdown erano tutte uguali, I genitori di Simona e Umberto lavoravano entrambi in un supermercato, il padre come direttore la madre come cassiera, pertanto erano autorizzati a recarsi a lavoro. Mentre Simona, diciottenne, e il fratello Umberto di un anno più grande erano studenti. Passavano gran parte della giornata a guardare Netflix, a volte facevano videochiamate con gli amici o cazzeggiavano sui social. A Simona mancava tanto il sesso con il suo ragazzo, mentre Umberto era ancora vergine e, chiuso in camera, passava molto tempo a farsi le seghe sui siti porno.

Vicina inculata | Racconto etero di tomas

Ciao mi chiamo Ezio e ho da poco cambiato abitazione per rimanere più vicino alla mia sede di lavoro. Nel mio stesso piano abita Giovanna separata donna gentilissima che visto che abito solo soletto mi aiuta qualche volta nelle faccende di casa.Lei ha una sessantina di anni quasi 20 di più ed una donna normalissima un po triste data dalla forzata solitudine, fisicamente formosetta; all inizio non la notavo neanche da quel punto di vista ma ultimamente provo degli impulsi che non nego sfociano in qualche segona. Un giorno sento suonare il campanello, ero comodamente sul divano a visionare una soap americana , era proprio lei Giovanna. la feci entrare, era in una tuta abbastanza aderente che lasciava intravedere tutte le sue forme e ciò mi porto subito degli scompensi sessuali associandola all attrice della soap che me la ricordava. Aveva voglia di parlare di tutte le sue storie, malumori verificatasi dall allontanamento del suo ex marito che lo aveva lasciato per una straniera molto più giovane e che da allora deve pensare tutto lei alle pratiche di casa, alla manutenzione della macchina ecc.

Come mi sono scopato mia suocera | Racconto etero di Ivan3

Vivo in una villetta a schiera con mia figlia, mia moglie ed i suoi due figli maschi. Nella villetta a fianco stanno i suoceri, due signori ingamba nonostante letà, con una suocera di quelle che tengono al loro aspetto e ne hanno grande cura. Mentre sul versante coniugale sono arrivato ad una battuta darresto, per aver da tempo superato la soglia del fatidico 7° anno, verso la suocera mi si è acceso un interesse che finora nn esisteva. Mi piace essere desiderato, e mia suocera con me è sempre molto attenta e gentile, sembra proprio mi desideri. Mi cucina piatti deliziosi, mi stira le camicie magistralmente, si mostra sempre al massimo della forma e addirittura nn perde occasione per farmi spiare quello che tiene sotto i suoi abiti griffati. Tra gambe aperte e genuflessioni al pavimento, mi ha mostrato il suo sedere e le sue mutandine una infinità di volte. Così la nostra intesa procede tra laffettuoso e il morboso, almeno per me. Un giorno mi trovai a tu per tu con lei, e vedendomi di cattivo umore mi chiese cosa avessi mai; nulla risposi. Ma lei che è di quelle che sa leggere i pensieri insistette, e lo fece con tale garbo e costanza, che mi sentii di aprirmi; non funziona con tua figlia le dissi ormai da tempo nn facciamo più lamore. e come mai? chiese. Chissà, forse letà, forse cose di donne, oppure ha un altro ipotesi più plausibile perchè amici lhanno vista salire spesso sulla stessa macchina, ma io nn le chiedo, perchè mi interessa poco. e cosa posso fare per te? insistette mia suocera. eh! poco dissi io Mi serve lunica cosa che nn puoi darmi. Sai, un uomo ha delle esigenze e da qualche parte deve sfogarle. cosa intendi dire? disse lei. sesso risposi io tanto secco quanto esplicito, quasi soprendendomi da solo. A questa battuta allargò leggermente e forse inconsciamente le sue belle gambe, facendomi intravvedere la parte alta delle cosce e il triangolino dello slip. Sembrava interessata allargomento. certo mi spiacerebbe tu facessi le corna a mia figlia, ma ti capirei, e lo diceva avvicinando il viso al mio. La mia capacità di astinenza ha un limite, e sono vicino a superarlo dissi, e mentre lo dicevo mi si gonfiava il pacco. Lei getto subito uno sguardo ai miei pantaloni, lo sguardo le si accese e sulle mutandine mi parve intravvedere una macchiolina chiara. guarda di nn sottovalutarmi, io forse qualcosa lo posso fare continuava. E dicendolo mi mise una mano sulla coscia. Io provando a gettare lesca tra il sorpreso e lironico esclamai ma mica possiamo fare sesso io e te? e chi lo vieta? rispose con tono euforico, se e per una operazione di bene, tantopiuse rimane in famiglia, io ci sono. E io fingendo sorpresa perche, faresti cose di sesso con me per alleviare le mie sofferenze? certo evabbe, se ti chiedessi di farmi una cosa con la bocca? puoi anche chiamarlo pompino, so bene cose. vorrei prenderti in parola le dissi, ormai su di giri. Dai, tira giu le braghe che ti dimostro che nn scherzo. Fingendo ancora un po di ritrosia, mentre lei mi aiutava a spogliarmi, sfilai pantaloni e mutande e in un secondo apparve il mio strumento del piacere, bello grosso, turgido e gonfio. Gli occhi suoi si accesero e in due secondi lo aveva gia afferrato con la mano e spalancata la bocca, vidi scomparire il mio battacchio tra le sue labbra. Senza piu dire nulla comincio una delle piu belle pompe di tutta la mia vita e mentre lei succhiava io allungavo la mano prima ad accarezzare le sue belle cosce, passandole da sotto i collant. E un secondo dopo aver eluso le mutandine, ero alla sua umida e soda figa, gia intento a massaggiarla. Era davvero una situazione meravigliosa, e cosi continuai col mio lavorìo. In breve ci eravamo strappati gli abiti di dosso, e dalla sua bocca avevo portato il mio battacchio tra le sue gambe, dove una sorca pronta e umida lo aspettava. Da come sospirava e urlava direi che provava molto gusto, ed io sempre fottendomela e infilalandole il mio cazzone nel ventre, davo il meglio di me, per lasciarle un buon ricordo e creare opportunità future. Nella foga la sollevai di peso e la girai, e glielo spinsi nel buco dietro, cosa che lei parve gradire. Prima di venire la rigirari e glielo rimisi in figa, duro al massimo e pronto a dare tutto. Il fiotto di sperma che segui sembrava un fiume in piena, lei si lascio andare tra sospiri di piacere e gridolini di soddisfazione, e al secondo getto finii col venirle in bocca per suggellare il possesso di quella bella femmina e delle nostre prossime scopate. Mi ero fatto lamante e stava comodamente nella casa a fianco. Le tante chiavate che seguirono furono superbe e sontuose. Mi lasciava entrare nel culo e davanti, bocca e spagnole, tutto!! Mi hanno sempre detto che le over 60 sono troie e spregiudicate, smaliziate e nemiche dei preamboli. Mbè, con mia suocera è verissimo. Non ha limiti

Piccole troie 2 | Racconto etero di Dillinger

Tornando a casa dalla festa insieme a Guendalina, mi sentivo in corpo un’eccitazione fortissima che sconfinava con la felicità. Mi ero scopato Amelia, la ragazzina più sexy che avessi mai conosciuto……e lei sembrava essersi innamorata di me, tanto che adesso pretendeva di vivere con me un rapporto esclusivo. Sapevamo entrambi che la cosa non era realistica, per tanti motivi, ma lei ci teneva davvero…..mah….avrei fatto il possibile per godermi questa relazione, cercando anche di mantenerla segreta, ma dubitavo che ci sarei riuscito. Però non potevo rinunciare a scoparmi quella ragazzina…mi stava offrendo emozioni e sensazioni mai provate….era una botta di vita, una vera novità per me, forse mi avrebbe cambiato intimamente. Sapevo anche di correre grossi rischi, ma non me ne importava un granchè……non ero in grado di fermarmi, almeno non subito….

La donna delle pulizie | Racconto etero di grillino

L’idea di fare sesso in un ufficio pubblico dove si lavora penso sia uno dei desideri erotici più diffusi, sia tra gli uomini che tra le donne. Per me che ci lavoro è veramente un’idea fissa! Il palazzo è molto grande, ci sono impiegati uomini e donne, e le storie sentimentali o di solo sesso sono praticamente infinite. Ma nessuno pensa alle povere signore delle pulizie, forse perché sono così dimesse e sfuggenti, per gli orari di lavoro, oppure perché nessuno vuole “abbassarsi” al loro livello…Invece, per me, sono una risorsa erotica stupenda. Si tratta quasi sempre di donne sole, divorziate o vedove, oppure con problematiche familiari pesanti, che invece vogliono svagarsi e divertirsi come tutte le donne. Ivana era una di quelle, una donna ancora piacente nonostante i suoi 45 anni circa, divorziata, con un figlio a suo carico. Nonostante la divisa oscena, manifestava un discreto fisico, belle mani ma soprattutto una splendida carica erotica rivelata da occhi vivissimi, azzurri, i capelli leonini e selvaggi, il trucco pesante ma gradevole… Tra noi due c’era molta simpatia e confidenza, forse uno dei pochi ai quali dava chiacchiera. Ogni volta che pensavo a lei, mi eccitavo e il pensiero correva a incredibili scopate nei luoghi più strani del palazzo. Ultimamente, non potevo pensare a Ivana senza correre nel bagno del mio piano e masturbarmi sulla tazza, pantaloni e mutande calate alle caviglie, come un sedicenne! Siccome ho una eiaculazione particolarmente abbondante, finivo per godere e schizzare sperma ovunque nel piccolo bagno, per riuscire a non sporcarmi e poi mi toccava pulire con la carta igienica. Poi mi venne un’idea porca! Una mattina presto, prima che Ivana facesse il giro di pulizie dei bagni, la precedetti, mi masturbai e lasciai tutto sporco, con i filamenti e i grumi di sborra sul lavandino, sullo specchio, sulla tazza. Uscii senza farmi vedere, poi tornai quando Ivana aveva scoperto e pulito il tutto e mi godevo la scena “…questi maiali…si divertono la mattina e lasciano sporco…porci…e io devo pulire!” la guardavo sorridendo solidale e le chiedevo notizie e lei “guarda Andrea, mi vergogno pure io a dirlo…qualcuno dei tuoi colleghi ha fatto il birichino e ha sparso tutto in bagno…” arrossì di vergogna, la salutai e andai via. Il giorno dopo rifeci lo stesso, una pippa al volo in bagno, schizzai ovunque come un idrante e via, aspettando che passasse Ivana. Tornai subito dopo e lei ancora più incazzata “…il maiale ha colpito ancora…si diverte a farmi pulire, il porco…” io le sorrisi malizioso e lei confessò “vieni a veder almeno tu Andrè…un maschietto si è fatto una pippetta e ora mi tocca pulire…almeno non lo sprecasse questo ben di dio…se lo prendo io…!!” e mi mostrò nuovamente il bagnetto con tutti gli schizzi del mio sperma ovunque, poi rimasi a veder un’attimo lei che con uno straccio lambiva i sanitari pulendo il mio liquido seminale e sciacquando lo straccio si sporcò le sue mani della mia sborra! Io rimasi di stucco, volevo solo provocarla ma lei mi eccitò ancora di più…Mi arrapai visibilmente, sentivo il cazzo gonfio premere sui pantaloni, notai che Ivana con la coda dell’occhio mi osservava il pacco e sorrise leggermente. Gli risposi “mbè, magari non ha con chi riciclarlo questo liquido e lo spreca così…anche avesse una moglie o fidanzata…” e lei “guarda, poveraccio lui, la fidanzata chissà che si perde se tanto mi dà tanto sulla quantità…” e mi fece l’occhiolino. Io diventai viola per la vergogna, corsi in stanza poi in un altro bagno del piano a masturbarmi nuovamente, pensando a Ivana che mi scopava come volevo. Qualche giorno dopo, andai in bagno, mi misi in piedi davanti alla tazza, calati pantaloni e mutande, iniziai a segarmi il mio grosso uccello, lo scappellai e iniziai a mormorare il nome di Ivana, lasciando la porta socchiusa e sapendo che lei sarebbe entrata tra poco. Ed infatti, la signora delle pulizie entrò, io accelerai la masturbazione bisbigliando il suo nome “oooh Ivana…siiii…dai Ivana succhiamelo…siii…ooohhh che pompino…” vidi di traverso Ivana avvicinarsi alla porta di soppiatto e sbirciare dentro, rimase lì un po’ e poi, come se nulla fosse, mi girai verso di lei con l’enorme uccello in mano e feci finta di rimanere sorpreso, cercando di nascondere un po’ il cazzo, Ivana si accese in volto, gli occhi si fecero maliziosi e piccoli, si mise sulla porta e disse “aaah…ma allora sei tu il porcellino sconosciuto eeehh…birichino…ora che dovrei fare??” io rimasi con il cazzo in mano e lo segavo lentamente, indeciso su che fare, e già dalla cappella gocciolava del liquido pre-eiaculazione… Ivana, in modo sfrontato, entrò nel bagnetto e si chiuse la porta dietro, mi guardò e disse “beh, è un piacere per una donna essere pensata da voi maschi durante le pippe…alla mia età poi…da un trentenne come te, il piacere è doppio” e senza dire altro, mi tolse la mano e mi afferrò lei il cazzone, masturbandolo lentamente. Io avevo il cuore in gola, era quello che volevo ma mi vergognavo troppo…Lei mi masturbò per un po’, poi si sedette sulla tazza, davanti a me e, guardandomi negli occhi, spalancò la bocca e si ingoiò tutto il pisello, sino ai coglioni! Iniziò così a farmi un bocchino incredibile, succhiando, leccando e ciucciando tutto il mio cazzo e la cappella come nessuna donna aveva mai fatto! Era una vera troia, come avevo sempre immaginato. Succhiò il mio pene con vero amore e trasporto, solo come una donna matura sa fare…non tralasciò un millimetro, leccò ogni singola vena del cazzo, lucidò la cappella con la lingua, io ero al settimo cielo…nemmeno la mia attuale fidanzata sapeva fare altrettanto! Quando stetti per godere, Ivana da vera esperta si interruppe, si alzò e si abbassò i pantaloni blu dell’uniforme da lavoro e le mutandine, nere e di pizzo, sino alle caviglie poi mi girò e mi fece sedere sulla tazza, prese il cazzo per la punta e si sedette sopra di me, impalandosi con un colpo secco. La sua fica era bagnatissima, carnosa, bollente…Ivana fece un gemito prolungato di piacere “oooohhhh….che bel cazzo che hai…mmmmmm dio quanto tempo che non scopo…” e iniziò a muovere il bacino e il culone per prendersi tutta la verga di carne dentro. Io stavo per svenire, sentivo il cazzo risucchiato dentro quella donna formosa ma soda, vogliosa come una troia, che mi scopava con vero desiderio! La tenevo per i fianchi, morbidi e larghi, le strizzai le tette, anch’esse sode nonostante l’età, entrando da sotto la divisa, mentre Ivana faceva anche su e giù impalandosi da sola sul mio uccello, era come se non scopasse da anni, io andai fuori controllo e l’onda dell’orgasmo arrivò prepotente “Ivana….Ivana…sto per venire…mi fai godere..ooohh cazzo sborrooooo…levati levati…” lei si girò famelica e rispose “…bello mio… ho pulito il tuo sperma per giorni, e adesso mi sborri dentro capito???…mi devi annaffiare la fica…ti voglio sentire tutto dentro la pancia, dai sborra sborraaaa…” a quelle parole gli diedi dei violenti colpi di cazzo in alto, facendola sobbalzare e mi lasciai andare ad un’enorme eiaculazione che mi travolse i sensi…sentii uscire dalla cappella enormi quantità di schizzi di sperma invadergli le viscere…Ivana emise un lungo gemito di godimento, aveva avuto un orgasmo travolgente, e si inarcò con la schiena prendendo tutto il mio piacere…poi si sfilò da me, si inginocchiò subito prendendo il mio cazzo in bocca e masturbandomi si prese in gola gli ultimi spruzzi di sperma! Rimase in ginocchio a farmi un pompino incredibile, pulendomi tutta la sborra e i suoi umori sparsi lungo l’uccello, con devozione e vero trasporto, guardandomi con i suoi occhioni quasi materni ma da porca milfona! Dovetti interromperla, altrimenti avrei sborrato un’altra volta, ma il dovere ci chiamava, quindi ci pulimmo con la carta igienica e ci rivestimmo, uscendo dal bagno facendo attenzione a non essere visti. Ora Ivana e io scopiamo spesso, ogni volta abbiamo l’occas
ione, ma sempre in quell’ufficio pubblico, sempre in quel bagnetto, sempre alla stessa ora…e stavolta non sprechiamo neanche una goccia!

Scopata da mio suocero | Racconto dominazione di gerry

Nella vita a volte accadono cose che tu non avresti nemmeno immaginato potessero accadere.Mi chiamo Rosina ho 47 anni e sono sposata con Renato,stessa eta.Il nostro matrimonio e stato un susseguirsi di alti e bassi,nessuno dei due e come si dice fedele nei secoli,e qualche scappatella sia lui che io ce la siamo concessa,.Non e mai venuto meno il rispetto reciproco,io sapevo di lui e lo perdonavo dopo una scenata creata ad arte,e poi gli rendevo pan per focaccia,confessandogli il mio peccato.Con il passare degli anni,ci siamo calmati,io malgrado ancora riesca ad attrarre lattenzione delluniverso maschile grazie al mio corpo ormai burroso,con le forme abbondanti,mi dedico al mio uomo che a letto mi sa dare tante soddisfazioni,e attratto dalle mie forme abbondanti,e io dal suo cazzo sempre duro e pronto.Ma si sa la curiosita e femmina. Renato mi ha chiesto di potere ospitare lanziano padre per un breve periodo,non ho avuto nulla in contrario.Don Luigi ha 77,anni,e rimasto vedovo da 3 anni,la mamma di mio marito era una santa donna,Don luigi,da giovane aveva la nomea di essere un donnaiuolo,correva dietro a tutte e lei ogni volta perdonava,e al contrario mio,non gli rendeva pan per focaccia,erano altri tempi.Ora luomo rimasto solo,alternava le visite ai figli per stare in compagnia.Da premettere che mio suocero,malgrado gli anni,e sano come un pesce,e un uomo alto,certo il fisico appesantito e con tante rughe che segnano il corso degli anni.Nei miei confronti e stato sempre gentile,quando ero ragazza,mi chiedeva come avessi fatto ad innamorarmi di quel debosciato di suo figlio,e che se lui era piu giovane mi avrebbe corteggiato,insomma mi ha sempre fatto capire che gli piacevo,ma senza andare mai oltre le righe. Quando e arrivato a casa,lho abbracciato,ero contenta di vederlo mi si e accesa una fantasia morbosa,volevo soddisfare il suo desiderio di scoparmi,e soddisfare un mio desiderio recondito ,cosa si prova a farsi scopare da un uomo anziano,che soddisfazione si prova a vederlo sbavare sul corpo ancora arrapante di una donna.Ho iniziato da subito a mettermi in evidenza,donandogli abbondanti porzioni del mio corpo nudo,senza mai fargli capire che lo facevo di proposito,trovavo sempre il modo che il culo,le tette,le cosce fossero disponibili,il vecchio reagiva compostamente,ma ormai era una sua costante,trovare il modo di spiarmi quando andavo in bagno,quando stendevo la biancheria e mi abbassavo,per guardarmi in mezzo alle cosce,un pomeriggio che lui guardava la tv mi sedetti di fronte a lui,avevo un vestitino corto,non avevo messo le mutande,e con le cosce aperte gli mostrai la mia figa,che data leta e leccitazione perenne che ormai avevo, era bella gonfia e succosa.Ormai lavevo cotto a puntino,dovevo solo passare allazione.Quel pomeriggio eravamo soli in casa,Renato era al lavoro,era una giornata un po uggiosa,anche se eravamo ormai in primavera,andai in bagno,a darmi una sciacquata alla figa,lasciai la porta socchiusa,sicura che lui sarebbe venuto a spiare,mi sedetti sul bidet,lui era fuori,vedevo lombra sul muro attraverso la porta,Improvvisamente lanciai un grido di dolore chiaramente finto,lo chiamaiDon luigi,venite mi e venuto un dolore forte alla schienaa non posso muovermi.Un attimo e la porta si aprimi vide seduta a cosce aperte sul bidet,ebbe un attimo di imbarazzo,lo incitai,venite a darmi una mano a rialzarmi,cose,non ditemi che vi imbarazza vedermi cosi.Lui si avvicinosenza togliere lo sguardo dalla figa.Non sono riuscita a lavarmi,volete farlo voi?gli chiesi,presi la sua mano e gli versai del sapone,e la portai verso la mia figa.Ebbe un attimo di smarrimento come fu a contatto con le labbra della mia figa,poi comincio a strofinare leggermente,cercando di aprirla per entrare con le dita.Era in piedi davanti a me,avevo il suo cazzo ancora chiuso nei pantaloni a a pochi centimetri dal mio viso,non resistetti,andai a tastare,sentii tra le mani un cazzo che non doveva essere niente male,Lui cincischio qualcosa, io abbassai la cerniera e tirai fuori un cazzo dalle dimensioni notevoli,era molle,ma lungo e con un glande,che malgrado non eretto,era di dimensioni strepitose,da giovane doveva avere un cazzo da fare invidia.Si aggrappo con le mani al lavabo per non cadere,gli abbassai i pantaloni sino alle ginocchia,e lo liberai tutto,aveva le palle penzoloni erano grosse,Il primo pensiero fu quello di prenderle in bocca,lo feci,gli tremavano le gambe,lo guardai,don Luigi,tutto a postochiesi,Per tutta risposta mi mise una mano in testa e la spinse verso il suo cazzo,che era una proboscide,ma ancora molle,presi il glande tra le labbra,massaggiavo quelle palle stuzzicandole,cominciava a muoversi,cresceva,il vecchio stese una mano per prendere una tetta,gli facilitai il compito abbassando la spallina del reggiseno e la tirai fuori,ci si avvento sopra,la soppesava,la stringeva mi pizzicava il capezzolo.Ma io non volevo stare li tutta la sera con quel cazzo in bocca,lo volevo nella figa,mi alzai mi misi a pecora,alzando una gamba,gli feci cenno di venirmi dietro,teneva la proboscide con le mani,la punto verso la figa,il glande cercava di farsi strada,ma non riusciva ad entrare era ancora moscio per penetrarmi,e si che la mia figa era un lago,allora lo presi in mano infilandomi il glande dentro,lui spingeva e finalmente entro tutto,mise le mani sui miei fianchi spingendo per non farlo uscire.Ora mi chiava,pensai,ma non si muoveva me lo sentivo tutto dentro,lui si muoveva con il bacino,si aggrappo di nuovo ad una zizza,e per fare questo movimento entro ancora di piu,io con la mano da sotto gli stuzzicavo ancora le palle,lo sentivo che cresceva dentro di me,comincio a muoversi,finalmente mi stava chiavando,mi riempiva la pucchiacca con quellarnese che adesso si poteva chiamare cazzo,mi stava chiavando e anche divinamente bene,lo lasciava entrare tutto dentro fino alle palle,dava colpi profondi,stavo godendo mi riempiva tutta,quel capocchione enorme adesso mi pompava e si faceva sentire.qualche minuto ancora poi,lo sentii irrigidirsi,pulsava dentro di me,una goduria,stava arrivando,non volevo perderla quella sborra,mentre usciva uno spruzzo dentro lo presi,mi girai,presi il cazzo tra le mani,sborrava il vecchio,tra le tette,nelle mani,si era messo spalle al muro per non cadere,presi quel glande in bocca,aveva ancora da arrivare,lo fece tra le mie labbra,la sborra era piu liquida rispetto a quella di mio marito,meno forte,lo pulii tutto con la lingua.Era esausto poverino,ma ce laveva fatta,mi aveva chiavato,lo desiderava da anni,e chissa da quando non sborrava.Non lo lasciai,laiutai a ricomporsi,mi ringrazio e mi confesso che laveva sognato tante volte di fottermi,Lo sapevo,gli dissi,ora vada a riposare le faccio uno zampaglione cosi si rimette subito.Si mise sul divano,e io pensavo,se dirlo a Renato oppure no,avrei tradito il nostro patto?si sarebbe arrabbiato……..

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