Con la moglie del professore 2 | Racconto tradimenti di MentalMente

Marcella mi accolse in casa quel pomeriggio in cui faceva già piuttosto caldo e io ero piuttosto nervoso, dunque il caldo lo sentivo ancora di più. Lei era vestita in modo apparentemente casuale, da casa, ma allo stesso tempo era piuttosto svestita e sexy. La camicetta era bianca e semi trasparente, le tettone erano chiuse in un reggiseno che pareva troppo piccolo, e come pantaloni aveva degli shorts neri attillati che il suo culo si vedeva in tutta la sua forma, quasi fosse nudo.

Harry Potter e la Stanza delle Necessità (1a Parte) | Racconto etero di Gorgo Phainomerides

Era trascorsa quasi tutta l’estate e finalmente Ginny, Hermione, Ron ed Harry erano riusciti a rendere abitabile casa al numero 12 di Grimmauld Place. Grazie anche a qualche magia, pur restando invisibile agli occhi dei babbani, era diventata più luminosa, accogliente e confortevole. I ragazzi si erano disfatti di molti, per non dire tutti i mobili che vi erano contenuti ed avevano donato gli oggetti oscuri alla scuola di magia di Hogwarts, di modo che non potessero più nuocere a nessuno. Solo la camera di Sirius non fu toccata, anzi, venne creato una sorta di camera museo, per ricordare tutti coloro che erano morti nella lunga battaglia contro Voldemort.

Scoprire qualcosa di nuovo (2) | Racconto dominazione di asmodeo

Solo pensarlo qualche tempo prima l’avrei detto impossibile, eppure ero riuscito a scatenare la sensualità di Marina . Il mattino seguente lei uscì da casa prima di me ed io , per motivi di lavoro tornai che erano quasi le 22. Le avevo telefonato , avevo fatto allusioni alla nostra performance e la mia speranza era di rientrare in casa e trovarmela ad aspettarmi tutta sexy come la sera prima. Speranza vana. Al rientro in casa lei mi sembrò subito dimessa e sottotono .

Ero in prima fila a scuola e la mia Prof una Troia | Racconto prime esperienze di gabwer

Delle mie esperienze erotiche penso che nessuna mi abbia ferito e allo stesso tempo eccitato come quel giorno in quinta superiore. È un ricordo che ha lasciato un segno così forte che ancora me lo fa rizzare al solo pensiero. Eravamo appena rientrati dopo la ricreazione e la professoressa di matematica era in ritardo. Prima di quell’anno odiavo la matematica, ma da quando era arrivata la nuova professoressa avevo capito che potevo usare la geometria per calcolare le misure del suo culo da urlo e la probabilità per calcolare quante possibilità ci fosse che me la desse. Era davvero figa, e quegli occhiali con le lenti tonde le davano un’aria da troia che rendevano impossibile seguire la lezione a chi aveva un cazzo tra le gambe. Anche perché eravamo costantemente occupati a cercare di nascondere quanto era duro.

Ero in prima fila a scuola e la mia Prof una Troia | Racconto prime esperienze di gabwer

Delle mie esperienze erotiche penso che nessuna mi abbia ferito e allo stesso tempo eccitato come quel giorno in quinta superiore. È un ricordo che ha lasciato un segno così forte che ancora me lo fa rizzare al solo pensiero. Eravamo appena rientrati dopo la ricreazione e la professoressa di matematica era in ritardo. Prima di quell’anno odiavo la matematica, ma da quando era arrivata la nuova professoressa avevo capito che potevo usare la geometria per calcolare le misure del suo culo da urlo e la probabilità per calcolare quante possibilità ci fosse che me la desse. Era davvero figa, e quegli occhiali con le lenti tonde le davano un’aria da troia che rendevano impossibile seguire la lezione a chi aveva un cazzo tra le gambe. Anche perché eravamo costantemente occupati a cercare di nascondere quanto era duro.

La mia vita da Bull: Incularsi la fidanzata del rivale | Racconto tradimenti di Bull del nord

I giorni successivi si svolsero come se nulla fosse successo, sia Piero che Chiara si comportavano normalmente, da coglione lui e silenziosa lei, senza nemmeno rivolgermi un occhiata, come se non esistessi, il che, nel fatto di Piero, era un grande miglioramento. Non osai raccontare niente a nessuno, da un lato per la minaccia che Piero mi avrebbe gonfiato, cosa che fisicamente era in grado di fare tranquillamente, e dall’altro nessuno mi avrebbe creduto che io, studentello al primo anno, mi ero fatto fare un bocchino da una delle più fighe della scuola mentre il suo ragazzo si masturbava il cazzetto in un angolo. Una cosa è sicura, quell’esperienza mi aveva dato una botta di autostima. Ero diventato molto più espansivo, allegro, parlavo con le ragazze con molta più facilità. Il miracolo del sesso stava facendo sentire i suoi effetti. A rendermi ancora più euforico era la fine della scuola: due settimane dopo i corsi finirono e, promosso a pieni voti, mi aspettavo di godermi una calda estate. Il terzo giorno di vacanza mi trovavo in un pomeriggio sul tardi a fare qualche tiro a canestro con Marino al centro sportivo locale, quando vidi arrivare la banda dei bulli. Mi ricordava un branco di scimmie chiassose, urlavano e le ragazze starnazzavano urlando e strillando. Per fortuna il centro era abbastanza grande e non ebbi a che fare con loro, ero sempre sul chi vive con loro nelle vicinanze, mi aspettavo da un momento all’altro una vendetta per il pompino anche se per ora i segni erano positivi. Fortunatamente i bulletti scomparvero a breve, probabilmente diretti alla spiaggia lì vicino. Dopo una mezz’oretta smisi di giocare e andai a prendere un asciugamano che avevo lasciato nello zaino. Nel tirarlo fuori ne cadde un bigliettino, mi voltai guardandomi attorno ma non vidi nessuno, nemmeno Marino che aveva lasciato le sue cose dalla parte opposta del campo. Così lo raccolsi e lo lessi. Conteneva solo un indirizzo, la data di domani, le ore 15 ed era firmato C. Ci misi un attimo a capire, C. stava per Chiara e quello doveva essere il suo indirizzo, evidentemente aveva lasciato scivolare il biglietto nella mia borsa mentre si stavano dirigendo in spiaggia. L’indirizzo era di una zona abbastanza borghese della periferia, tutte villette unifamiliari, a 20 minuti da casa mia, evidentemente casa di Chiara. L’erezione fu immediata, l’idea di poter ancora godere di quella figa pazzesca mi strinse la pancia in una piacevolissima morsa. Nascosi il biglietto in tasca perché il mio amico si stava avvicinando. Mentre tornavamo a casa a stento lo ascoltavo, nella testa avevo solo immagini stra eccitanti di Chiara che mi masturbava e sbocchinava, delle sue grosse teste e tutte quelle porno fantasie che solo un adolescente poteva pensare. Il pomeriggio dopo alle 14.30 ero pronto, mi ero messo a lucido, avevo lavato il cazzo talmente bene che era quasi infiammato, ero pure passato dalla farmacia a prendere orgogliosamente i miei primi preservativi, nel caso Chiara avesse voluto qualcosa di più. Io ci speravo tantissimo, sarebbe stato così eccitante fottermi per la prima volta una figa come lei, senza quel bulletto del cazzo in giro. Mezz’ora dopo ero fuori casa sua, una elegante villetta e un po’ tremante, sia per l’eccitazione che per il timore, suonai il campanello. Nel momento che rilasciai il dito notai il nome. Cazzo. Cazzo cazzo cazzo, non era casa di chiara, era casa di Piero! Era una trappola! Una vendetta, mi avrebbe trascinato in casa e mi avrebbero trovato la mattina dopo sul prato davanti al pronto soccorso con le gambe rotte. Proprio quando mi stavo girando per scappare si aprì la porta e comparve Chiara in tutta la sua bellezza. Indossava un vestito abbastanza semplice, era di colore celeste, le arrivava poco sopra le ginocchia ed era discretamente scollato. Mi sorrise “Ciao, benvenuto, Piero non c’è, accomodati pure”. Ancora non mi fidavo ma le sue tettone e i suoi incantevoli occhi mi rapirono e così entrai. La casa era piuttosto elegante e Chiara prendendomi per mano mi accompagnò di sopra, in quella che credevo la camera di Piero. Bastardo viziato, aveva una stanza grande quasi come il mio salotto, un letto a due piazze era messo al centro. Lei si sedette sul letto e mi fece accomodare accanto a lei. A stento avevo spiccicato parola e allora provai con un timido “Come sta andando la tua estate?” Lei scoppiò in una sensuale risata divertita “Bene e la tua? Mi hai pensato?”. Ovviamente mi ero ammazzato di seghe a ripensare quell’eccitante esperienza e le risposi più sicuro “Si, qualche volta”. Lei sorrise maliziosa “Hai pensato a me… o a loro?” e nel dire così abbasso una spallina del vestito e abbassandolo, visto che non indossava il reggiseno, un grosso e invitante seno fece capolino da sotto. Con una mano lo sostenne, era perfettamente tondo e leggermente più pallido del resto del corpo, il capezzolo era rosa scuro e eretti. Io da imbranato balbettai qualcosa facendola ridere ancora di gusto. Ovviamente anche ebbi un erezione lampo come negli altri casi, cosa che sotto i leggeri pantaloni si notò subito, un lungo rilievo che si faceva strada lungo la gamba. Lei sempre sorridente iniziò a toccarmi il cazzo da sopra i pantaloncini tastandone la consistenza ma smise subito e mi disse con tono di rimprovero “Eh no bello, ora tocca a te!” e così dicendo liberò anche il secondo seno e si sdraiò sul letto restando con le gambe oltre i bordo. Io non sapevo cosa fare e così ripensai ai porno che avevo visto e presi a succhiarli il seno in maniera molto impacciata ma evidentemente anche efficace perché il suo respiro, appena la mia lingua toccò il capezzolo, cominciò a farsi più pesante. Dopo due minuti, mentre sentivo il cazzo che mi esplodeva, lei mi interruppe “No guarda, fai così” e prendendosi un voluminoso seno in mano cominciò a leccarselo mostrandomi il movimento di lingua da fare e poi cominciare a succhiarselo. La scena era veramente bollente, io mi strofinavo il cazzone da sotto i pantaloni e quando feci per sbottonarmi lei mi diede una sberletta sulla mano “No, ora tocca a te, fammi vedere” Ripresi a leccare il suo voluminoso seno imitando i suoi movimenti “Oh sì, molto meglio!” gemette. Cominciai ad alternare i due seni, mentre succhiavo e leccavo un capezzolo giocavo con l’altro, poi preso dall’audacia premetti i due seni assieme e provai a succhiarli entrambi ma con scarso successo. Iniziavo a infoiarmi davvero, la mia vera natura da porco stava uscendo di nuovo allo scoperto. Il mio ciucciare si faceva più selvaggio, alternavo morsetti e succhiate, ero come una Ferrari in accelerazione e stavo rapidamente arrivano al punto in cui il tachimetro indicava il rosso. Smisi di leccarle il seno e arrapato come non mai mi misi ai suoi piedi alzandole il vestito misi in evidenza un paio di mutandine bianche. Lei lanciò un urlo sorpreso e io senza badarci troppo gliele abbassai fino alle caviglie e mi fiondai sulla figa, la prima che vedevo dal vivo. Cominciai a leccare ovviamente sbagliando tutto, leccavo le labbra, sopra il pube, sotto sul perineo e dentro il buco. Non capivo più nulla, l’odore di figa eccitata mi aveva dato alla testa come un cane che sente la cagna in calore, leccavo ma con scarso effetto. Sentii una mano mettersi sulla mia testa e il tachimetro scese un po’. “Qui” mi disse lei allargando le gambe in maniera oscena e con due dita allargano la figa mentre con l’altra mano mi mostrava il clitoride. “Lecca e succhia qui e intanto penetrami con le dita” facendomi rapidamente vedere. Allora ripresi a leccare con più calma seguendo i suoi consigli. Lei si riadagiò sul letto cominciano a sospirare forte “oh si proprio li, cazzo sei un talento!” e effettivamente a me piaceva, piaceva un sacco, giocare con la lingua col suo clitoride e sentire le mie dita che penetravano quel suo caldo antro. Mi dovetti fermare un paio di volte perché qualche pelo mi finiva in bocca ma per fortuna era poco pelosa. Dopo 5 minuti di quel massaggio sentii la sua fica stringersi attorno alle mie due dita
e dieci secondi più tardi esplose in un orgasmo e con la mano mi allontanò gentilmente della sua fica. Aveva la faccia tutta arrossata per quanto lo permettesse la sua carnagione scura. “Wow… sei ancora un po’ grezzo ma con un po’ di allenamento diventerai davvero bravo!” E io lusingato dal complimento le sorrisi e poi mi guardai il cazzo e lei lo notò. “Si non preoccuparti, ora è il tuo turno, spogliati” mi ordinò io in 5 secondi ero col cazzo di fuori ma tenni la maglietta (avevo ancora un po’ di complessi perché non avevo ne pettorali ne addominali scolpiti). Lei guardò soddisfatta e mi masturbò distrattamente “Hai preservativi? Quelli di piero sicuramente non ti andranno” disse ridacchiando e io allungai la mano verso la tasca e estrassi i presevativi. Lei lo aprì e me lo mise in maniera impeccabile. Mi andavano un po stretti lo stesso ma andava bene. Lei prese a ciucciarmelo bene e poi si girò, prese un tubetto di gel che scoprii era lubrificante dalla borsetta appoggiata li sul letto e cominciò a lubrificarmi il cazzo “Perché lubrifichi? Sei già bagnatissima!” e lei mi guardò vogliosa “Perché tu non mi scoperai la figa… ma il culo!” a quelle parole il mio cazzo che si era un po’ abbassato si alzò in maniera vistosa di nuovo. A dire il vero mi eccitava più l’idea di inculare una ragazza che il farlo davvero, in fondo immagino che infilarlo li potevi trovarti una brutta sorpresa. Ma la zona rossa era ancora vicina e quando lei si mise a pecora sul letto aprendosi le chiappe mostrandomi il fiorellino anale non capii più un cazzo “Forza, inculami! Ma piano però” e io appoggiai il cazzo all’ingresso e molto lentamente sprofondai nel suo culo. Era una sensazione indescrivibile, caldo e molto molto stretto. Quando arrivai in fondo lei con viso sofferente “Cazzo… fai pianissimo” e io cominciai a incularla molto molto lentamente. Un paio di lacrime le caddero lungo le guance e io mi fermai “No cazzo! Continua, va sempre meglio” allora ripresi. Piano piano il suo culo si faceva meno stretto e acceleravo il movimento. I suoi gemiti cambiarono di intensità e pian piano cominciò a mormorare “si… sii” prese a masturbarsi mentre la inculavo sempre più forte e i suoi urletti si facevano sempre più forti. I rumori della mia pancia che picchiava contro il suo culo perfetto erano la colonna sonora dell’inculata incoronata dai miei gemiti di piacere e dai suoi sospiri.

Ero in prima fila a scuola e la mia Prof una Troia | Racconto prime esperienze di gabwer

Delle mie esperienze erotiche penso che nessuna mi abbia ferito e allo stesso tempo eccitato come quel giorno in quinta superiore. È un ricordo che ha lasciato un segno così forte che ancora me lo fa rizzare al solo pensiero. Eravamo appena rientrati dopo la ricreazione e la professoressa di matematica era in ritardo. Prima di quell’anno odiavo la matematica, ma da quando era arrivata la nuova professoressa avevo capito che potevo usare la geometria per calcolare le misure del suo culo da urlo e la probabilità per calcolare quante possibilità ci fosse che me la desse. Era davvero figa, e quegli occhiali con le lenti tonde le davano un’aria da troia che rendevano impossibile seguire la lezione a chi aveva un cazzo tra le gambe. Anche perché eravamo costantemente occupati a cercare di nascondere quanto era duro.

Donne diverse reazioni diverse al dolore anale | Racconto sadomaso di ABELE

Questo racconto è una carrellata di inculate con donne diverse: dalla ragazzina appena maggiorenne, a varie tipologie di donne e diverse situazioni. Comincio con il report di quando mi inculai Paola la prima volta e poi la seconda volta a casa sua al mare. Premesso che ventenne la mia fantasia erotica era verificare quanto dolore potesse sentire una donna sodomizzata da un arnese niente male, come il mio, che era diciamo fuori misura (22 x 5)(che fosse fuori misura lo scoprii da minorenne, che con un gruppo di amici ci inculammo il figlio di una signora procace. Finché toccò ai miei amici, se lo fece fare lamentandosi un pochino e basta. Io rimasi per ultimo proprio per chiudere in bellezza. Ebbene appena gli affondai dentro il mio arnese, urlò a squarciagola e si mise a piangere. Non riuscii a completare lopera, perché si divincolò. Ricordo che eccitato dalla cosa e rimasto solo col mio amico più confidente, ancora su di giri, gli chiesi di incularmi, per la curiosità di sapere cosa si provava. Devo dire che ho visto le stelle e lho fatto smettere immediatamente, che mi veniva da piangere. Questa esperienza mi ha messo addosso una libidine immensa, ogni volta che mi chiedevo, per esempio la notte a letto, cosa potesse provare una donna, tipo una donna piccolina come mia madre, nel prenderlo in culo o la signora della merceria vicino a casa mia, che mi faceva impazzire seduta fuori dal negozio a gambe accavallate sulla panchina oppure la mia professoressa di matematica, molto arrapante, ancora più esile di mia madre, la quale in classe una mattina ci aveva raccontato di essere reduce dal dentista dove aveva estratto un dente e di aver urlato come una pazza. Ovviamente io feci la trasposizione della situazione nella quale veniva sodomizzata e fantasticai la scena e gli urli. Fantasticare questa cosa me lo faceva diventare duro e a letto dovevo masturbarmi, per poter dormire. Veniamo alla prima occasione che ebbi di metterlo dietro ad una mia coetanea. Diciannovenne ebbi il battesimo del cazzo con una signora 50 enne, cartomante-puttana, alla quale andai a confidare che non avevo ancora avuto esperienze sessuali, con la scusa del giro di carte, che però non si fece penetrare e mi fece un cosiddetto rigatone. Con i denti mi portò in pochi su e giù ad eiaculare e se lo ingollò tutto. Mi costò 50 euro; spesi molto bene. Veniamo a quando ebbi la prima occasione di farmi una mia coetanea, conosciuta giorni prima. Tentai di inculare Paola a casa mia, con mia madre che era in casa. La misi a pancia in sotto sul mio letto e glielo infilai. Le entrò liscio liscio in culo, ma si mise a piangere come una ragazzina, reagendo per impedirmi di stantuffarla e di infilarglielo su tutto, come avrei voluto. Si giustificò che non le sembrava il caso di farlo con mia madre nellaltra stanza, che sentiva i suoi lamenti. Pertanto uscimmo in campagna. La distesi sullerba, in un punto nascosto e me la inculai fino in fondo. Le entrò come niente fosse e non fece un lamento sebbene dessi dei colpi di reni per infilarglielo a più non posso, per farla strillare. Questo mi deluse non poco. Giorni dopo mi invitò al mare a casa sua. A letto volevo scoparla, ma lei mi disse che per paura di restare incinta lo faceva solo col culo. Laspettativa non era che urlasse e infatti, dopo essersi impomatata il retto di vasellina, si mise giù alla pecorina e le è entrato come niente fosse, che aveva lo sfintere dilatatissimo. Dandoci dentro a colpi di reni, lo stesso non fece un gemito e per farla strillare dovetti stringerle un capezzolo. Fantasticando che fosse la professoressa di matematica ho eiaculato a getti ripetuti.

Ero in prima fila a scuola e la mia Prof una Troia | Racconto prime esperienze di gabwer

Delle mie esperienze erotiche penso che nessuna mi abbia ferito e allo stesso tempo eccitato come quel giorno in quinta superiore. È un ricordo che ha lasciato un segno così forte che ancora me lo fa rizzare al solo pensiero. Eravamo appena rientrati dopo la ricreazione e la professoressa di matematica era in ritardo. Prima di quell’anno odiavo la matematica, ma da quando era arrivata la nuova professoressa avevo capito che potevo usare la geometria per calcolare le misure del suo culo da urlo e la probabilità per calcolare quante possibilità ci fosse che me la desse. Era davvero figa, e quegli occhiali con le lenti tonde le davano un’aria da troia che rendevano impossibile seguire la lezione a chi aveva un cazzo tra le gambe. Anche perché eravamo costantemente occupati a cercare di nascondere quanto era duro.

Insegnamenti da zia | Racconto incesti di Juan Alberto

Monica è uscita dalla doccia con suo accappatoio cortissimo di satin rosso, io ero lì in salotto e l’ho guardata con timidezza, force oscenamente, non saprei dire definitivamente com’era il mio sguardo, ma che mi faceva turbare maledettamente questo sì lo posso assicurare, anche il gonfiore di cazzo era fedele testimone. Sono Giorgio, ho quasi […]

Ero in prima fila a scuola e la mia Prof una Troia | Racconto prime esperienze di gabwer

Delle mie esperienze erotiche penso che nessuna mi abbia ferito e allo stesso tempo eccitato come quel giorno in quinta superiore. È un ricordo che ha lasciato un segno così forte che ancora me lo fa rizzare al solo pensiero. Eravamo appena rientrati dopo la ricreazione e la professoressa di matematica era in ritardo. Prima di quell’anno odiavo la matematica, ma da quando era arrivata la nuova professoressa avevo capito che potevo usare la geometria per calcolare le misure del suo culo da urlo e la probabilità per calcolare quante possibilità ci fosse che me la desse. Era davvero figa, e quegli occhiali con le lenti tonde le davano un’aria da troia che rendevano impossibile seguire la lezione a chi aveva un cazzo tra le gambe. Anche perché eravamo costantemente occupati a cercare di nascondere quanto era duro.

Harry Potter e la Stanza delle Necessità (1a Parte) | Racconto etero di Gorgo Phainomerides

Era trascorsa quasi tutta l’estate e finalmente Ginny, Hermione, Ron ed Harry erano riusciti a rendere abitabile casa al numero 12 di Grimmauld Place. Grazie anche a qualche magia, pur restando invisibile agli occhi dei babbani, era diventata più luminosa, accogliente e confortevole. I ragazzi si erano disfatti di molti, per non dire tutti i mobili che vi erano contenuti ed avevano donato gli oggetti oscuri alla scuola di magia di Hogwarts, di modo che non potessero più nuocere a nessuno. Solo la camera di Sirius non fu toccata, anzi, venne creato una sorta di camera museo, per ricordare tutti coloro che erano morti nella lunga battaglia contro Voldemort.

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Monica è uscita dalla doccia con suo accappatoio cortissimo di satin rosso, io ero lì in salotto e l’ho guardata con timidezza, force oscenamente, non saprei dire definitivamente com’era il mio sguardo, ma che mi faceva turbare maledettamente questo sì lo posso assicurare, anche il gonfiore di cazzo era fedele testimone. Sono Giorgio, ho quasi […]

Sottomessa a Scuola – 3 | Racconto dominazione di maria-00

La mattina stessa a mente più lucida pensai un pò sullaccaduto, da che potevano minacciarmi senza problemi ora avevano anche un video che a costo della vita non avrei mai voluto far pubblicare. Avrei potuto denunciarle anche solo per il video ma pensandoci su non era una buona idea, avrebbero potuto pubblicarlo non appena gli arrivava qualche segnalazione e quindi ero comunque fregata, un video di quei tipi in breve tempo si fa un giro incredibile in rete e a quel punto non avrei potuto farmi vedere nemmeno allestero. Molto probabilmente il mio stesso ragionamento lo avevano fatto anche loro che la mattina dopo mi aspettarono nello stesso punto di ieri, la loro solo vista mi bastò per sentire forti palpitazione, avevo il cuore in gola. Con quel pò di me stessa che era rimasta andai avanti, facendo finta di salutarle come se si trovavano li per scambio, insomma, una piccola parte di me sperava che non fossero li per farmi qualcosa ma per una semplice coincidenza.

La pornomamma | Racconto incesti di Simone

Ho diciotto anni e non lo nego, sono un gran consumatore di pornografia. Riviste, video e anche internet, mi sparo seghe in continuazione. Quando sto sul web non faccio altro che cercare roba per eccitarmi e farmi una bella sega. Una notte ero lì alla ricerca dei siti delle coppie esibizioniste e/o scambiste, quando mimbatto in un sito veramente forte. Cerano un sacco di foto di una che non era niente male. Allora io tiro fuori luccello e comincio a masturbarmi alla grande. Sennonché mi sembra di percepire qualcosa di famigliare.

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