Una mamma scopre la sottomissione | Racconto incesti di Marco Sala

Buongiorno, mi chiamo Carlotta, ho 42 anni e sono bionda. Sono alta 1,66 cm e sono un poco rotondetta. Quasi mi vergogno a dirlo, ma dopo la mia separazione, circa 2 anni fa, mentre molte donne perdono peso, io ho messo 5 chili e non sto facendo niente per cercare di perderli. La separazione è stata la conseguenza logica di molte cose, la mia vita sessuale di coppia è stata disastrosa, ho amato come meglio ho potuto mio marito Antonio, ma forse non ero portata per il sesso e, dopo poco tempo, siamo diventati dei letargici del sesso. I nostri rapporti si limitavano, nella migliore delle ipotesi, ad una volta al mese, una sveltina senza preliminari, nella posizione del missionario e via. Naturalmente all’inizio del nostro matrimonio i nostri rapporti erano più frequenti, ma poco di più. Come molte coppie, le nostre notti erano molto tiepide, finché non arrivò Edoardo. Posso dire che abbiamo vissuto, tutto sommato, senza problemi. Mio marito grazie al suo lavoro, non ci ha mai fatto mancare niente, ed io, casalinga, mi sono dedicata all’educazione di Edoardo e, qualche anno dopo, anche a quella di Christian, il mio secondo figlio. Gli anni passavano e, a parte qualche benedetta sera in cui Antonio, ritornando ubriaco dalle feste con amici, mi prendeva selvaggiamente, i nostri rapporti erano molto rari e molto insoddisfacenti. Alla fine, la mia libido, molto viva da adolescente, era arrivata al punto zero, ma tutto sommato mi andava bene così. Dopo il divorzio, abbiamo venduto la nostra prima casa ed io, con la mia parte, mi sono comprata una piccola villetta schiera per me ed i figli in un piccolo paese della provincia. Nonostante non sia molto grande, ognuno di loro ha la propria cameretta ed i propri spazi. Io, fortunatamente, ho trovato un lavoro part-time in una ditta vicino a dove abitiamo, questo mi permette di poter accudire senza sforzo alla casa ed essere vicina ai miei figli. Qualche mese fa abbiamo festeggiato i 18 anni di Edoardo, il mio piccolo ora è cresciuto ed è più grande di me. Ha degli splendidi occhi blu ed i capelli bruni del padre. Avevo preparato una piccola festa e, come suo desiderio, gli avevo regalato un nuovo gioco per il computer. Purtroppo scoprii più tardi che non era altro che un pretesto per passare più tempo davanti al computer, davanti a cose che, la mia morale puritana di allora era lontana dall’immaginare. Mi ricordo che era un venerdì, ero tornata nel primo pomeriggio e, dopo aver fatto i mestieri a pianterreno, avevo iniziato a riordinare le camere dei figli. Naturalmente quella di Christian era piena dei suoi videogiochi lasciati sul pavimento e, a 11 anni, non sono ancora riuscita a fargli capire di tenere la camera a posto e mi ci è voluto del tempo a rimetterla in ordine. Dopo fu la volta di quella di Edoardo, un vero casino! Slip sporchi e calze dappertutto. Sicuramente mi avrebbe sentita! Mentre riordinavo la sua scrivania ho visto lo schermo del suo computer in standby, accidenti, gli avevo proibito di lasciare il computer acceso. Mi sono messa davanti al P.C. cercando di spegnerlo. “ Allora.. come si fa.. ecco, avvio.. documenti.. no non così.. ” Improvvisamente il mio sguardo si è bloccato su una cartella con le ultime cose lette o viste da Edoardo. I miei occhi per poco non sono schizzati dalle orbite! I titoli erano troppo evocatori di sessualità e lussuria, Pecorina.jpg, anal.jpg, blowjob.jpg e altri. Cliccai su Pecorina.jpg e, orrore!! Davanti a me a tutto schermo una donna matura e cicciottella che si faceva scopare alla pecorina da un giovane appena adolescente. I dettagli della foto erano osceni, si vedeva chiaramente il sesso del ragazzo infilato nel culo, mentre la bocca era riempita dal sesso di un altro ragazzo che la teneva saldamente per la testa. Si, sapevo che queste immagini giravano sul web, ma mai avrei immaginato che il mio piccolo Edoardo le avrebbe cercate. Il mio amore, il mio piccolo Edoardo guardava queste cose orribili, e per giunta sotto il mio tetto. Ero nel panico, non sapevo come togliere questo schifo da sotto i miei occhi. Cliccai su un’icona a caso ed un film partì sullo schermo. Volevo spegnerlo o nasconderlo, non sapevo che fare, cliccando dove capitava non feci altro che far avanzare questa immonda opera pornografica, così mi apparve un’ infermiera in intimo bianco legata ed imbavagliata, presa da dietro da un giovane ragazzo con un sesso enorme. Era troppo, scaturita dal nulla, questa roba pornografica che colpiva i miei occhi innocenti di madre mi aveva paralizzata. Con gli occhi ossessionati da questo orrore pornografico arretrai inorridita ma il mio corpo si fermò contro qualcosa che prima non c’era, mi girai e vidi Edoardo. Mio figlio era lì, dietro di me, con uno sguardo freddo e penetrante mi guardava dall’alto della sua statura. “Edoardo, che cosa è questo?” “Che cosa è cosa?” Mi disse lui con un tono di ghiaccio. “Questo..” Dissi io mostrando lo schermo e girandolo sguardo. “Questo? È la mia collezione personale, e non penso di averti dato il permesso di curiosare e di ficcare il naso nei miei affari, o no?” “Edoardo, è uno schifo, cancella tutto subito, spegni! Te lo ordino!” “Tu non mi ordini niente.” Mi rispose con gli occhi pieni di rabbia. L’insolenza della sua risposta mi fece capire che ormai era finito il tempo in cui una madre poteva farsi obbedire dal figlio, ed il figlio ubbidiva senza replicare. “Hai capito?” Così dicendo mi diede uno schiaffo che mi fece cadere sul suo letto. Edoardo si girò e chiuse a chiave la porta della camera. “Tu non mi ordini niente.” Ero scioccata. Mi accarezzavo la guancia arrossata dal violento schiaffo che mi aveva appena dato il mio Edoardo. Il mio piccolo, l’amore della mia vita ritorno verso di me avvicinandosi con un sorriso strano. “Allora? Cosa curiosavi? Sembri una zoccola in cerca del cazzo.” Ero immobile, la violenza e l’impatto psicologico di questa frase aveva azzerato ogni mio sentimento. “Cosa vuoi sapere? Vuoi vedere cosa sa il tuo bambino della vita?” Edoardo venne verso di me, mi prese per e braccia ed io, senza fare resistenza mi lascia trascinare davanti allo schermo del suo computer. “Guarda, zoccola!” “Edoardo! Sono tua madre!” No, non può essere vero, sono in mondo irreale, sto sognando, mi voglio svegliare. Ma subito Edoardo, con i mouse lanciò una serie di indirizzi di siti porno, la vista di ciò che mi apparve fu devastante. Scene di sesso di tutti i tipi, vecchie zoccolone scopate da giovani ragazzi, incesto, donne scopate in tutti i buchi, lesbiche, trans. Non parlavo più, o meglio, non riuscivo più ad emettere una sillaba. Le immagini si defilavano davanti ai miei occhi. Edoardo era pazzo ed ubriaco da tanta dissolutezza. “Guarda zoccola, guarda come scopano, ti piace vero?” “Edoardo no, fermati subito, è uno schifo!” “Eppure ti è piaciuto il giorno in cui papà ti ha messa incinta, eh?” Io volevo protestare e sottrarmi in tutti i modi alla stretta che comprimeva le mie braccia. Cercavo di liberarmi, ma Edoardo, che forse non mi sono accorta di come è cresciuto, ora è un adolescente più grande e più forte di me, mi teneva saldamente. “No, tu ora resti qui, mi fai compagnia mentre guardiamo queste troie che succhiano i cazzi.” “Edoardo, nooo…” I miei occhi erano inumiditi dalle mie lacrime, mentre gesticolavo per liberarmi. Con un gesto brusco Edoardo mi fece volare sul suo letto e si gettò su di me schiacciandomi con tutto il suo perso, mi prese per i polsi bloccandomi sulla schiena. Il suo sguardo non era più quello del piccolo angelo che conoscevo ma quello di un uomo che ubriaco di desiderio non controlla più le sue passioni e lascia libero sfogo alle sue fantasie più depravate. Edoardo con le ginocchia mi aprì le gambe e si appoggiò contro il mio bacino. Nonostante lo spessore dei mie slip, del collant, della gonna e dei suoi jeans, potevo sentire il suo sesso in erezione schiacciato contro il mo pub
e. “Lo senti il mio cazzo ora? Zoccola!” “Edoardo no, sono tua madre!” “Sii.. E tu sai da tempo ormai che avevo voglia di scoparti!” Ormai non avevo più la forza e la voglia di reagire quando Edoardo si tolse la cintura dai pantaloni e mi legò i polsi alla testata del letto. Si alzò e mi guardò sprezzante. “Vuoi di più? Ti è piaciuto vedere le immagini di cazzi che scopano fighe grondanti?” Mi misi a piangere e supplicarlo. “Edoardo, piccolo mio, slega la mamma, per favore.. Edoardo.. Edoardo.” Ma Edoardo non ascoltava più. Aprì i bottoni dei suoi jeans e ne usci il suo sesso in erezione. Quel piccolo bastoncino che io pulivo quando era piccolo, ora è diventato una verga grossa come quella di suo papà. Quel vile e osceno oggetto con il quale gli uomini posseggono e donne. “Ma.. ma.. non.. oh no.. cosa fai?“ Realizzai in un attimo che Edoardo era ubriaco di un piacere che io non conoscevo, quello della lussuria. “Edoardo no, non farlo, per favore..” Ma ormai le sue mani si gettarono sulla mia camicia e, con gesto violento, l’aprirono facendo saltare tutti i bottoni. Vide il mio reggiseno bianco e fece una smorfia di disgusto. “Terribile il tuo intimo, bisognerà porci un rimedio.” E non aveva ancora finito di dire la frase che abbasso le coppe liberando i miei seni. “Sii.. adoro le tue tettone!” Io urlai. “Edoardo no, per pietà non farlo..” Ma Edoardo non aveva alcuna pietà di me. Come avrebbe potuto averne? Io non lo riconoscevo più. Non era più il mio piccolo bambino ma un mostro che mi stava alzando la gonna fino al ventre. “Che schifo di collant, credimi è l’ultima volta che tu li indossi.” Il nailon si strappò sotto la furia delle sue dita e presto, anche l’ultimo baluardo alla mia nudità, le mie mutandine bianche, non furono che un ricordo. Edoardo le strappò letteralmente, facendomi male ai fianchi ed al pube. Mi trovavo così, contro la mia volontà, impudicamente nuda davanti agli occhi di mio figlio. Io piangevo e mi muovevo disperatamente al fine di sottrarmi alla stretta di mo figlio. Io penso ancora che allora non era lui ad agire ma qualcuno che lo controllava e lo obbligava a fare quelle cose. “Edoardo non farlo! Aiuto! Aiutatemi, mio figlio è impazzito!” Ma Edoardo non mi ascoltava, prese ciò che restava dei miei slip e me li infilò in bocca imbavagliandomi. Nonostante le lacrime che facevano colare il mio trucco leggero, incrociai lo sguardo di Edoardo che scrutava il mio corpo nudo per tutta la sua lunghezza. Io tremavo, avrei voluto dirgli che potevo aiutarlo, che potevamo sconfiggere il mostro che c’era in lui, magari vedendo qualche psicologo che mi aiutasse ad riavere il mio piccolo bambino. Edoardo non si mosse più, io mi calmai, lui avvicinò la sua bocca al mio orecchio e mi leccò delicatamente il lobo. “Mia cara e dolce mammina..” Mi disse. “ Ora il tuo piccolo bambino ti farà godere, e sono sicuro che tu vorrai provare questi momenti ancora e sono sicuro che poi sarai tu a chiedermelo.” Momenti? Ma quali momenti?? Edoardo allora cominciò ad accarezzarmi scendendo piano piano con le mani tra le mie cosce. Subito capii che stava prendendo il suo sesso nelle mani e se lo stava sfregando sul mio pube peloso. Mi misi a piangere, lo supplicai di non fare quello che stava cercando di fare, ma niente! La sua cappella si posizionò tra le mie labbra vaginali, allora mi prese la testa tra le mani e guardandomi dritta negli occhi si apprestava a violare una delle regole morali tabou di questo mondo. “Guardami negli occhi zoccola.. guardami quando sentirai il mio cazzo prenderti..” L’impensato stava capitando, non sapevo se quello che stavo vivendo fosse vero o solo un sogno, intanto sentivo Edoardo spingere lentamente il suo bacino in avanti. La sua cappella era a contatto con la mia intimità e cercava di entrare. Non ero lubrificata, il mio corpo era di ghiaccio, si ribellava a questo gesto contro natura: un figlio ed una madre che fanno sesso. La sua cappella entrò e, millimetro dopo millimetro, fece il suo cammino dentro l’intimità materna, il viso di Edoardo fece una smorfia di dolore. Si fermò, si, si fermò, forse aveva capito all’ultimo momento che non era una cosa buona? Non fa niente, la mamma non lo dirà a nessuno, aiuterà il suo bambino a dimenticare. Ma Edoardo si riprese e ripiombò nel suo stato di eccitazione sessuale. “Brutta puttana.. Sei anche stretta.. meglio così..” La cappella era ormai tutta dentro di me, nonostante la secchezza della mia vagina, la parte più abbietta del bambino che ho messo al mondo e al quale ho dato il latte dal mio seno, il suo sesso, mi aveva penetrata. Ero scossa da degli spasimi. La fica mi bruciava, ma Edoardo, inarcandosi la schiena continuava a spingere a fondo il suo sesso prendendomi profondamente senza lubrificazione. La penetrazione era tra le più dolorose, mi ricordava il parto, ma questa volta il figlio non usciva, entrava in sua madre. “Zoccola, sto venendo.. sei proprio brava!” E con un urlo che mescolava dolore e piacere, Edoardo spinse fino nel profondo della mia vagina, il dolore fisico ma soprattutto quello psicologico era incontenibile. Ero stata violentata da mio figlio, dal mio piccolo bambino, dal mio Edoardo, quello che giocava nella carrozzina, al parchetto con gli altri bimbi.. Un nuovo dolore proveniente dal basso ventre mi risvegliò dai miei pensieri per ricordarmi la vera verità. Edoardo stava cercando di far uscire il suo sesso dalla mia vagina. L’assenza di rapporti da ormai molti anni aveva fatto perdere al mio corpo tutta la sua elasticità ed io ero stretta come la prima volta, forse ancora di più. La prima volta desideravo il contatto ma ora ero stata violentata da mio figlio. La sua cappella finalmente stava uscendo dalla mia vagina. Edoardo restò fermo davanti a me e mi obbligò a guardarlo. “Ti ho detto di guardarmi!” Dopo aver ripreso fiato cercò di penetrarmi di nuovo. Questa volta l’insieme del suo sesso che scivolava in me ed il mio bruciore, avevo l’impressione come se un ferro infuocato mi stesse penetrando. Sentivo il suo glande sbattere contro il mio utero, senza sollecitazioni da anni il mio interno aveva ripreso le misure giovanili e la mia vagina, nonostante fosse stata allargata da due gravidanze era ridiventata stretta ma soprattutto corta, infatti, il sesso di mio figlio non era riuscito a penetrare completamente. Edoardo non se preoccupava troppo, egli cominciò subito il suo dentro e fuori, ad un certo punto il dolore scomparve ed cominciai a sentire crescere in me un piacere che non ricordavo più da anni, la mia intimità cominciò a lubrificarsi nonostante ancora non volessi quel tipo di rapporto. “Ohh.. la mia zoccola in calore si sta bagnando!” Edoardo tolse il suo cazzo e infilò un dito dentro di me. “Ti stai bagnando, maialona! Tieni, senti..” Così dicendo mise il suo dito rorido delle mie secrezioni sotto i mio naso. “Senti i tuoi umori, troia!” Edoardo riprese in mano il suo sesso e lo guidò dentro la mia vagina e, con un colpo violento, spinse il suo cazzo in me penetrandomi completamente e riempiendomi di tutta a sua virilità. Il mio corpo reagiva sempre di più all’aggressione che stava subendo. Si, la mia mente era in rivolta, ed il mio animo urlava di dolore nel suo profondo, ma il mio corpo si donava a questo rapporto contro natura lubrificandosi e provocando delle piccole scariche elettriche che stimolavano il mio petto e davano ai miei capezzoli un’erezione oscena. “Ti si stanno indurendo i capezzoli come una puttanella, bene, sei veramente una mamma porca.” Le parole scurrili di mio figlio, rivoltemi in quella situazione, mi fecero disgiungere dal mio inconscio che iniziò a stimolare il mio corpo. Sentivo la mia vagina afferrare il cazzo che a stava violando come un bambino afferra un gelato in una giornata d’estate. Il mio corpo tremava, il dolere era passato in un attimo, ora non ero più Carlotta la madre di Edoardo, ma una immensa vagina che reclamava i suoi col
pi di reni come una vacca in calore prima di essere presa dal toro. La mia fica si mise a palpitare ed i mie occhi si chiusero, stavo tremando. Ero percorsa da spasmi violenti. Edoardo mi stava scopando come un pazzo e urlava: “Sii.. godi vecchia troia, prendi il tuo cazzo fino in fondo..” Ero agitatissima, quasi svenni in una sorta di felicità e piacere repressi. Edoardo intanto mi scopava con colpi secchi e violenti, le sue mani mi tenevano per le natiche e penetrandomi con forza. “Zoccola.. zoccola.. prendi.. prendi.. puttana.. vengo.. vengo..” Il suo corpo si irrigidì, Edoardo era dentro di me, sentivo i suoi lunghi spasmi inondare il mio ventre, stava godendo, stava godendo dentro di me. Edoardo dopo un po’ si girò su un fianco. “Aaah.. la mia puttanella.. sei stata brava!” Ero rovinata, annientata, nonostante il calore del sesso che riempiva a stanza, il mio corpo sentiva il freddo di quella immagine oscena, lo spettacolo disonorevole di una madre con le cosce aperte e la vulva inondata dal seme di un figlio di 17 anni disteso al suo fianco. Ma non ebbi il tempo di capire ciò che mi era capitato che Edoardo mi liberò le mani e, senza dire niente mi prese per i capelli. “Vieni qui, apri la bocca..” Il sesso di mio figlio era ancora in erezione. Lo vedevo avvicinarsi, presto era davanti ai mie occhi. Iniziò a strofinare la cappella contro il mio viso e, approfittando ancora del mio stato di intontimento, la infilò tra le mie labbra. Edoardo mi stava facendo fare ciò che io non avevo mai fatto: un pompino! Con la sua mano appoggiata sulla mia nuca cominciai a leccare. Il gusto era amaro e salato nello stesso tempo. A poco a poco il suo cazzo, ancora sporco di sperma, sparì nella mia bocca arrivando fino in gola. Mi veniva da vomitare, ma ad ogni conato di vomito, la gola si distendeva facendo entrare sempre più il cazzo fino ad impalarmi la gola. Non potevo più respirare, avevo il singhiozzo, soffocavo, alla fine Edoardo lasciò la sua presa, così potei respirare, deglutire e riprendere in bocca il suo bastone di carne. Con la bocca ben aperta, vidi un filo di bava e di sborra collegare la mia gola alla cappella del mio bimbo. Non ebbi modo di vedere altre cose, solo quel pezzo di carne che entrava nella mia bocca, ora sola nella bocca. “ Tu sei una brava puttanona, imparerai a fare i pompini come si deve, ora accontentati di leccarmelo e pulirmelo con la lingua.” Incoscientemente e senza esperienza, facevo scivolare a lingua attorno alla cappella e lungo tutta la canna. Edoardo tolse il suo cazzo diventato molle nella mia bocca, si alzò e si rimise i pantaloni senza guardarmi. “Tu sei stata brava, ed hai preso il mio cazzo, grazie mamma. A proposito, ora vai a lavarti, tra poco Christian rientrerà dalla lezione di judo, sarebbe un peccato se ti vedesse così. Hai 20 minuti per scendere e preparare da mangiare.” Edoardo lasciò la camera ed io istintivamente mi coprii i seni con quello che restava della mia camicetta strappata ed abbassai la gonna sulla mia intimità violata. Volevo gridare BASTARDO, ma il mio cervello non poteva sputare la rabbia che era in me sul mio figlio adorato. Mi raggomitolai in un angolo e piansi. Dopo dieci minuti mi alzai, ed andai in bagno. Il bagno era già pronto, l’acqua calda riempiva la vasca e sul bordo della stessa c’erano degli oli rilassanti. Non capivo più niente, mio figlio mi aveva violentata ed ora aveva delle piccole attenzioni per me? Il rimorso, pensai.. Mi rilassai, rividi il nostro rapporto sessuale sul pallido soffitto del bagno come se fosse un film. L’orrore di questo atto provocò in me un triplo sentimento. Il primo: mio figlio mi aveva violentata, avrei dovuto denunciarlo alla polizia.. no, meglio di no, la gente direbbe che sono stata io a provocarlo, o che il figlio è malato perché gli lascio vedere tutti quegli orrori su internet tanto da forgiare la sessualità depravata.. In ogni caso ero io da incolpare. Il secondo è un sentimento di vergogna. Vergogna di essere stata “presa” da mio figlio. Ma non sono io che ho commesso l’incesto, è stato lui che.. ma ancora una volta il giudizio e la visione della società è contro di me, è lei che l’ha cresciuto male.. Infine il terzo sentimento, il più forte. Io ho provato piacere. Ho sentito nascere in me questa voglia. Quello che certe donne si rifiutano di accettare sta crescendo in me adesso, il seme di mio figlio sta facendo un lavoro all’interno di me. Mi sta fecondando il cervello, devo ammettere che l’idea del sesso e della dissolutezza dona piacere. Mi copro il viso con le mani. Lo so, tutto questo è sporco, me lo ricorda il mio spirito puritano che ritorna alla carica per salvare a mia anima, oh mio Dio, aiutami tu! Mi sono asciugata e rivestita, non l’accappatoio, Edoardo potrebbe eccitarsi. Mi stavo confrontando con una terribile realtà, cosa dovevo indossare per non risvegliare in Edoardo ancora pensieri incestuosi? Forse è colpa mia ciò che è successo. Decisi di indossare semplice abito nero di maglia abbottonato sul davanti lungo fino a metà dei polpacci, si, non lasciamo niente da vedere. Scesi proprio quando la porta della casa si stava aprendo, era Christian che, entrando in cucina, si gettò al mio collo. “Mamma..” Chiusi gli occhi e lo lascia abbracciarmi. Dall’angolo dello stipite incrociai lo sguardo di Edoardo che ci osservava con un piccolo sorriso. Io tolsi il mio sguardo per non vedere quella luce strana che emanavano suoi occhi e per non dover sopportare ancora quello che era successo di sopra poco prima. “Allora piccolo mio, come è stata la tua giornata?” “Guarda che bel disegno” “Oh.. si è molto bello..” “Ti piace?” “Si, vai a lavarti le mani, a tavola tra cinque minuti.” Girai la testa e vidi che nella sala da pranzo la tavola era già preparata e che Edoardo si comportava come se niente fosse successo. Andammo a tavola, io ero seduta a capotavola e Edoardo di fronte a me. La televisione mostrava le notizie del telegiornale, incrociai più volte lo sguardo di Edoardo, lui mi sorrideva. “Mamma..” “Si Christian..” “Oggi hai un’aria strana..” A queste parole, la visione di Edoardo dominante ed io che facciamo l’amore si proietta di nuovo davanti ai miei occhi. Gli mentisco. “No niente, la mamma sta pensando ad altre cose.” “Ok, ma non devono essere delle nelle cose..” Mi disse Christian. Io guardo Edoardo che viene a posare la sua forchetta e mi guarda dritto negli occhi. “Si amore mio, la mamma ha un problema da risolvere, e presto troverà una soluzione.” Dissi senza abbassare lo sguardo questa volta. Voglio che Edoardo capisca che quello che è successo poco prima è grave, dissi a me stessa. Alla fine del pasto, Edoardo sparecchiò la tavola, e quando Christian si avvicinò per aiutarlo gli disse che era tardi e che lui doveva andare a letto. “Si mamma, salgo con te.” “Quanto a te, Edoardo, io scendo tra qualche minuto, aspettami.” Mi sorrise e guardandomi dritto negli occhi mi disse. “Oh.. si naturalmente mia mammina cara.” Parlai con Christian del più e del meno e di cose inerenti la scuola, quindi mi assicurai che andasse a dormire subito senza giocare con i videogiochi, quindi ridiscesi subito. Edoardo era nel salone, seduto sul divano stava guardando la televisione. Lui non mi stava guardando. “Edoardo, dobbiamo parlare..” Ma lui non mi degnò nemmeno di uno sguardo, continuava a guardare la televisione. Mi misi davanti a lui. “Edoardo..” “Si mia cara mammina..” Mi disse lui sorridendo. “Noi dobbiamo parlare di.. Cosa stai guardando?” Il suo sguardo si era abbassato dai miei occhi alle mie cosce. “Simpatico il tuo vestito, cosa è? Un desiderio puritano?” “Edoardo!” “E per di più si può vedere in trasparenza l’intimo.” Ero paralizzata, trasparente? Abbassai lo sguardo e constatai che stavo tenendo le gambe aperte davanti a mio figlio e che, grazie alla luce dello schermo del televisore, guardando tra le mie gambe, nonos
tante l’opacità del vestito poteva vedere il profilo delle mie cosce. Quando folle di collera alzai il sguardo per rimproverare Edoardo, lui si alzò davanti a me, mi prese per i capelli e mi mise una mano sulla bocca per bloccare un grido di sorpresa che stava per uscirmi dalla gola. “Ascoltami bene e molto attentamente, se vuoi gridare non è un problema, e ti dirò che la cosa mi eccita un po’, ma cosa dirai a Christian se svegliandosi e scendendo trovasse la sua gentile mamma in ginocchio mentre lo succhia al fratello maggiore facendo dondolare le sue grosse tette da vacca?” Dicendo questo con la sua mano libera Edoardo salì lungo il mio ventre accarezzando il mio abbondante seno attraverso il vestito. Senza lasciare la sua presa, sentivo che stava togliendo la mano dalla bocca. Avrei voluto gridare, urlare, ma aveva ragione, Christian il mio piccolo di soli 11 anni non avrebbe dovuto vedere questo spettacolo. “Ecco, molto bene, ora se vuoi parlare sali nella tua camera, io ti seguo, quindi ci si ferma e ci si parla tranquillamente, sei d’accordo cara mammina?” Feci di si con la testa, Edoardo lasciò la presa e mi spinse avanti. “Sali!”. Iniziai a salire le scale seguita da vicino da mio figlio. Io non sentivo più dietro di me lo sguardo di un ragazzo di 17 anni che guarda la mamma con amore figliale, ma lo sguardo perverso di chi di scruta ogni movimento del culo mentre salgo le scale. Arrivati in camera, lui chiuse la porta e mi spinse vicino al letto. “Edoardo, noi dobbiamo parlare! Quello che è successo oggi pomeriggio è molto grave e..” “Ti suggerisco di abbassare il tono della voce, non vorrai svegliare Christian o no?” “Si.. Io..” Ero in trappola, Edoardo era venuto verso di me e con molta calma mi aveva dato un ordine. Io, invece di far valere il mio ruolo di madre e rimettere in riga questo giovane arrogante, avevo obbedito. “No.. Tu.. Io.. Senti, alla fine noi dobbiamo renderci conto che..” “Che mi fai tirare il cazzo, mia cara mammina?” Edoardo, nel frattempo, aprì i bottoni della patta dei suoi jeans, mostrandomi il suo cazzo già in erezione. “Edoardo, io ti devo dire..” Dissi a voce bassa. “No ora tu stai zitta..” Lui mi guardò dritta negli occhi ed venne verso di me accarezzandoselo, io non riuscivo togliere lo sguardo dal suo sesso, terrore o desiderio? “Stai guardando il mio cazzo, zoccola.. Sei già bagnata o di devo far bagnare io?” “Edo.. Edo.. per favore, oggi abbiamo fatto una sciocchezza e..” “Si, mamma, tu mi hai fatto fare una sciocchezza! Te ne rendi conto? Tu mi hai lasciato guardare e registrare da internet delle cose che i ragazzini non possono vedere..” “Ma.. ma.. io non ho fatto niente..” “Si, io lo so cara mammina.. ma cosa dirà la gente quando scoprirà che tu non hai fatto niente per impedirmi di arrivare a questo punto?” Edoardo era davanti a me, io ero di ghiaccio, pietrificata. Le sue mani erano ormai sul davanti del mio vestito e, ad uno ad uno, stava aprendo i bottoni che lo chiudevano. “No, Edo.. no per favore..” Le lacrime mi stavano riempiendo gli occhi, io stavo tentando, senza grande convinzione, di impedire che mio figlio mi aprisse i bottoni, ma ormai avevo già le spalle nude, si potevano vedere le curve dei miei seni in quanto non avevo indossato il reggiseno. L’ultimo bottone del petto si aprì facendo cadere il vestito nero fino ai piedi. Ero nuda davanti a mio figlio. Istintivamente con un braccio mi coprii il seno mentre con l’altra mano mi coprivo il sesso. Le lacrime mi colavano lungo le guance, mi sentivo umiliata, dovevo reagire, adesso, per fermare quel gioco perverso intanto che eravamo ancora in tempo. “Adesso grido.. Edo, adesso urlo e sveglio Christian..” “Oh.. mio dio..” Disse Edoardo. “Oh.. mio dio.. Lei grida per svegliare Christian.. Toh, ma che cosa è questo?” Così dicendo tolse un pacchetto dalla tasca e me lo porse. Stomacata da quella pantomima, lo presi e lo aprii. C’erano delle foto, delle foto pornografiche, delle foto di scene.. oscene. E sulle foto, nelle posizioni più oscene e degradanti, il viso della donna era il mio. Prima mentre lo succhiavo ad un ragazzo, poi presa da due ragazzi, addirittura scene di zoofilia. Ero rimasta a bocca aperta, non fiatavo e non mi muovevo, neanche un battito di ciglia. “Naturalmente sono dei fotomontaggi, ma Christian capirà? E se si vedessero in giro, non potresti più uscire di casa.. lascio fare a te.” Edoardo mi prese delicatamente per i porsi e mi fece sedere sul letto. Avevo ancora gli occhi spalanchi e la bocca aperta. Vere o false, io stessa non sapevo più cosa pensare, le foto erano troppo “forti” per una donna morigerata come me. Avevo l’impressione che il mio cervello fosse fulminato, le immagini scabrose di quelle foto sfilavano davanti ai miei occhi. “Immagina se qualcuno poi le pubblicasse su internet, cara dolce mammina, che scandalo!” Io ero un automa, mio figlio dopo avermi fatta sedere sul letto mi spinse all’indietro. Snap.. Un flash, poi un secondo, poi un terzo, un crepitio davanti ai miei occhi, ero accecata, non riuscivo a realizzare cosa stava succedendo. “Si.. Così..” Snap.. snap.. “Ora mamma tieniti le caviglie..” Edoardo mi aveva alzato le gambe sopra di me sempre sdraiata, e senza capire il perché, obbedii e mi presi le caviglie. Snap.. snap.. La situazione era tra le più oscene. Snap.. Tenendomi le caviglie con le mai e aprendo le cosce, stavo mostravo tutta la mia intimità all’obiettivo della macchina fotografica di Edoardo. Snap.. Snap.. “Ok.. ora con due dita apri un po’ le labbra..” Snap.. snap.. “Dai mostra la tua patatina bella succosa..” Snap.. snap.. “ Tieni i seni con l’altra mano.. benissimo.” Snap.. snap.. Quante fotografie mi aveva fatto? Io non capivo più niente. Ero ipnotizzata, la mia mente non riusciva più a connettersi con l’animo di Carlotta, la madre di famiglia timorata di Dio e devota ai suoi figli. Edoardo pose la macchina fotografica, si sedette al mio fianco e mi richiuse delicatamente le gambe una sull’altra. I flash mi avevano veramente accecata, cominciavo a vedere qualcosa piano piano. “Edoardo..” “Si mamma..” “Cosa.. che cosa mi hai fatto?” “Delle foto mamma..” “O mio dio..” “Le foto che tu mi hai chiesto di farti quando ti sei esibita davanti a me..” “O mio dio..” “Sssss,,, zitta, pensa a Christian..” Presa in trappola mi sentivo bloccata in una tagliola. Ho corrotto mio figlio e l’ho spinto fare.. delle cose. Già mi vedevo giudicata in un tribunale dove la giuria non era altro che i miei parenti, mia sorella, mio fratello, il mio ex-marito, le mie amiche.. Tutti mi additano, come la violentatrice, l’incestuosa!! “Mamma.. Mamma.. tutto bene?” Mi svegliai da quello spaventoso incubo. “Si..” Edoardo è a fianco a me, io lo guardo negli occhi. “Edoardo, perché?” “Perché ti amo o dolce mammina, e poi perché sei cosi bella..” “Ma.. ma.. anche io ti amo, bambino mio, ma non dobbiamo..” Edoardo mi abbracciò attorno alle spalle e mi baciò sulla bocca, la sua lingua entrò nella mia, io non cercai di resistere, automaticamente la mia lingua rispose alla sua attorcigliandosi a lei. Snap.. Tenendo la macchina fotografica con una mano, Edoardo volle immortalare anche questo momento. Mi vedevo persa, il giudice ed i giurati in piedi urlando il mio nome. Le guardie che mi tengono stretta, le televisioni di tutto il mondo zoomano sul mio viso, ed ho un bel da fare ad urlare che sono innocente, tutto il mondo sta guardando la foto dove sto baciando mio figlio. Sono una madre incestuosa! Edoardo mi fece sdraiare sulla schiena, quindi salì sul letto. Il mio sguardo era perso nel vuoto. Io non lo sentii salire sopra di me, ne sentii il suo sesso deflorare le mie labbra vaginali, e nonostante la lenta e dolorosa penetrazione, io non cercai di sottrarmi a questo nuovo rapporto incestuoso. Questa volta mi
prese dolcemente e amorevolmente senza dire una sola oscenità, solo il suo orgasmo mi fece venire un brivido quando gli schizzi del suo seme colpirono le mie pareti vaginali. Io non abbi nessun orgasmo, la mia mente ed il mio spirito erano troppo liquefatti per la perversità della giornata lì stava terminando. Così è iniziata al mia storia, quello che mi potrà capitare d’ora in avanti nessuno lo può dire, vi dico solo che l’amore per mio figlio non è scemato ma forse, se possibile, è aumentato ancora di più.

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