02 Lo stupro di Monica (Parte I la fica) | Racconto dominazione di Ivofosco

Il mio nome è Piero, ho trenta anni, e per vivere faccio il portiere di notte in un Resort di lusso poco distante da Roma, utilizzato prevalentemente per matrimoni e congressi e ideale per coppie che vogliono rilassarsi durante il week end. Sono laureato in lettere e filosofia ma ho rinunciato alle supplenze preferendo la certezza di uno stipendio sicuro. Purtroppo il vizio del gioco mi ha portato a vivere l’esperienza che voglio raccontare.

Ho scopato con mia cognata che pezzo di sticchio | Racconto dominazione di LUIGINO

Io sono Luigi, quarantenne siculo con il cazzo sempre dritto e lei é Antonella, la sorella di Mariella, la mia fidanzata. Mentre Mariella ha cinquanta anni, la mia cognatina ne ha sessanta ed é single: io le piaccio, ma lei non me lo ha mai fatto capire. Mi sono accorto di questa sua segreta passione perché quando Mariella mi bacia, lei sembra irritata; e poi ho anche notato che malgrado il suo caratteraccio, nei miei confronti é sempre gentile, disponibile, affettuosa…Ieri pomeriggio é venuta da me per darmi una ricetta: era visibilmente emozionata, ma non avrebbe mai fatto il fatidico passo avanti. Lei é alta mt. 1,70 é robusta ed ha i capelli neri lisci e corti. Le poppe vestono la quinta taglia ed il culo é bello grosso. Ieri, quando é venuta da me, indossava un vestito di cotone elasticizzato grigio, un collant color carne ed un paio di scarpe nere con tacco alto: un gran pezzo di sticchio. Anche se la porca mi desidera non prenderá mai liniziativa e difficilmente cederá alle mie avances: occorre un colpo di mano, unazione decisa. Mentre lei é chinata per prendere una rivista sul divano io le sollevo il vestito e tenendo tra le mani il suo culo le ho detto stai ferma puttanazza, ti daró quello che desideri tanto, ferma stai. Mentre lei piange ammette che mi desidera, ma non vuole fare un torto a Mariella. Io le dico che non me ne frega niente del suo moralismo e che avrei infilato il mio cazzo nel suo sticchio, riempiendolo di sborra calda. Il vestitino era alzato e sotto il collant color carne non aveva le mutande: le ordino di mantenere la posizione pecorina e stacco le mani dal suo culo. Tolgo i pantaloni e lo slip fissando il culo coperto solo dal collant: é uno spettacolo. Subito dopo inizio a fotterla e lei, in lacrime, mi dice dai Luigi, sono la tua puttana. Dopo venti minuti ho sborrato e lho denudata del tutto, ordinandole di coricarsi. Ci siamo abbracciati, ci siamo baciati con la lingua ed infine le ho leccato lo sticchio, facendo giocare la mia lingua con il clitoride. Mi ha detto che potró fare sesso con lei ogni volta che lo desidero e mi ha detto anche che é favorevole al rapporto anale. Io le ho detto che ci divertiremo tanto io e lei e prima di ordinarle di rivestirsi le ho infilato il mio dito medio della mano destra nello sticchio, facendola godere per qualche minuto.

Bigliettini | Racconto bondage di balla

tornai a casa ,dopo il lavoro, e andando in camera mi trovai sul letto: un collare nero con le borchie da stringere forte al collo; una gonna nera cortissima che sembrava il bordo della maglietta e per finire una canottiera bianca scollata sul seno. tolsi gli indumenti e misi quelli (senza intimo ) e andai […]

Prosegue la monta bestiale della vaccona sfondata della Giovanna | Racconto zoofilia di Mauro il migliore

Questo racconto come gli altri che pubblicherò sono frutto della mia totale fantasia … avranno sempre come protagonisti una bella coppia quarantenne formata da una splendida figa con due tette stupende di nome Giovanna e suo marito Mario il quale per molto tempo è stato impotente per una operazione sbagliata e che si diverte a stimolare la troia che è intrinseca nella sua amata mogliettina che è una dea delle gang bang solo con ragazzi dotatissimi di colore, ma adesso supera se stessa facendosi montare da uno stallone.

Punizione parte 4 | Racconto dominazione di GiusyP.

Oggi non hai tempo o almeno così mi hai detto, ti devi allenare come quasi tutti i giorni e devi lavorare, così il giorno della mia punizione verrà rimandato, almeno questo è quello che mi hai detto. Va bene, io non posso obiettare, sono sempre la tua schiava e devo comunque sempre obbedirti. Così mentre ti alleni mi lasci scegliere cosa fare, posso decidere di indossare i miei stivali, quelli che tu adori addosso a me, di pelle nera alti sopra il ginocchi e con il tacco a spillo da dodici centimetri. Posso metterli e restare li a gambe aperte in modo che tu possa gurdarmi mentre finisci lallenamento, in quei momenti di pausa in cui respiri ti godi lo spettacolo della tua schiava, oppure posso decidere di non fare nulla è a mia scelta. Ovviamente scelgo di darti la possibilità di ammirarmi, so che ti fa piacere e la stessa cosa vale anche per me. Mi piace che mi guardi, mi piace il tuo sguardo su di me e il vedere che anche il solo guardarmi ti procura eccitazione e la voglia di toccarti il cazzo, ed è quello che fai. Posso fare quello che desidero, così gioco un po con il cellulare ogni tanto mi tocco un po la figa, forse dentro di me ho voglia di stuzzicarti un pochino e vedere la tua reazione che non tarda ad arrivare. Mi ordini di toccarmi e così faccio, inseriesco due dita dentro la figa e le sento subito bagnate dai miei umori. Mi fermo lecco tutto per bene, gusto i miei stessi succhi. Improvvisamente hai voglia di usarmi come si deve e io non ero pronta, non avevo preparato nulla e sono un po agitata non voglio deluderti mai. Alla fine il tempo per punire la tua puttana lo trovi e così mi ordini di prepararmi per bene di prendere tutto quello che mi serve per servirti a dovere. Recupero le mollette per i capezzoli, un paio di scarpe estive a tronchetto con il tacco da dodici centimetri sempre a spillo, il frustino, uno dei miei birilli e il collare che metto subito attorno al collo dopo aver legato i capelli. Sono pronta per esaudire i tuoi desideri, ma tu vuoi che sia io a fare, vuoi solo stare li a guardarmi. Prendo le scarpe, succhio per bene i tacchi, era da un po che non le usavamo, mi chiedi se ci ho camminato su di recente, beh si, in estate e da allora non le avevamo più usate. Comunque succhio e bagno i tacchi e poi con calma mi giro mettendomi a quattro zampe e inserico un tacco dentro il culo. So che ti piace particolarmente quando uso i tacchi per aprire i miei buchi, così dopo essermi scopata il culo un po con il tacco mi giro, ovviamente tenendolo dentro e infilo il secondo tacco nella figa. In diverse posizioni mi fotto tutti e due i miei buchi, cambio così che tu possa gardare bene e vedere come continuo a produrre i miei succhi. Ti guardo e vedo che ti siedi comodamente sulla tua sedia con il cazzo in mano, mi sembra che lo spettacolo che ti ho riservato ti piaccia. Non posso far mancare le frustate, so che ami la mia pelle di solito bianca latte, diventare rossa. Così con il frustino inizio le serie di colpi sul culo, ovviamente natica per natica, sui capezzoli, togliendo le mollette e già ho dolore ancora prima di iniziare ma stringo gli occhi e conto, finito mi rimetto le mollette sui capezzoli e passo con la serie di frustate sulla figa, la tengo ovviamente bene aperta. Ti ringrazio ad ogni fine serie di frustate, perchè è giusto che io sia punita per il tuo piacere. Mi sposto per terra, hai voglia di guardarmi mentre sfilo per te. Così cammino lentamente, mi fermo ogni tanto allargo le gambe piegando un po il busto in avanti mettendo in evidenza il mio culo rosso e la mia figa bagnata. Poi a gattoni, avanti e indietro in modo che tu possa vedere bene la tua cagna a quattro zampe che si muove per te. Sono peoccupata per il tempo ma forse era solo una tua voglia di mettermi alla prova e dirmi che non avevi tempo, per vedere come reagivo, e forse per una volta non ho sbagliato, o magari la tua troia è riuscita a invogliarti quel tanto che basta per farti restare ancora un po ad usarla. In ogni caso torno a mettermi comoda sul letto prendendo birillo che infilo con forza nella figa, mi scopo per te, e ogni volta che vengo ti ringrazio per il piacere che mi stai dando la possibilità di provare, e ogni volta che vengo dichiaro quello che sono, la tua zoccola, la tua schiava, il tuo oggetto, la tua cavalla da monta, la tua cagna…E arrivato il momento di godere, mi metto in posizione in ginocchio, gambe aperte e lascio che gli schizzi del mio orgasmo escano tutti per te. Ne ho parecchi e chiaramente devo leccare, vuoi che me li cosparga anche sul viso e così eseguo da brava cagnetta. Arriva il momento del tuo orgasmo, vuoi venirmi sugli stivali, così allungo le gambe, le metto in modo che tu li veda tutti anche i tacchi e mi gusto la vista della tua sborra che esce per me e su di me. Grazie Padrone, anche oggi sono stata punita e sono felice di averti servito.

Il miglior pompino della mia vita | Racconto etero di melissal

Era presto, avevo finito di lavorare ed ero sola sino entrata in un bar e lui era lì, ci siamo guardati e senza parole ci siamo capiti.Sono uscita, lui mi ha seguito, è entrato in macchina.Ho guidato fino a casa ed arrivati siamo scesi.Arrivata davanti la porta mentre infilavo la chiave nella serratura lui si è avvicinato ed ha spinto il suo sesso eccitato su di me.Potevo sentirlo premere contro di me…..Entrata in casa mi sono girata verso di lui e così senza parlare ci siamo baciati…sentivo la sua lingua dentro di me poi ha iniziato a scendere giù sul collo finché non go resistito ed ho emesso un gomito di piacere….sentivo il suo pisello enorme su di me attraverso i pantaloni e non riuscivo a pensare ad altro che a quello.

Il padre bendato, la figlia lo scopa | Racconto incesti di Tenebrous74

Finalmente gli esami delle superiori sono finiti, Melissa subito aver finito gli esami fa le valige per partire per Roma, dove abita suo padre, trasferito lì per lavoro…i genitori di Melissa si sono separati da 4 anni, ed è la prima volta che lei va dal padre, che vive con la nuova compagna… La nuova compagna di Andrea, Maria è 10 anni più giovane di lui e con Melissa ha un rapporto distaccato… Melissa giunta a casa del padre si sistema nella camera affianco alla stanza matrimoniale principale… Maria cerca subito un dialogo con Melissa e le due chiacchierano un po’ su tutto, sulla scuola appena terminata, sul futuro lavorativo di Melissa, al rapporto tra Maria e Andrea… finalmente tra le due si è creato un dialogo… si fa sera e dopo cena Melissa decide di andare a letto… mentre Maria e Andrea restano un’altro po in salotto a guardare la TV… Melissa si addormenta presto, ma ha sete e si sveglia durante la notte… guarda l’orologio e sono le 2 di notte…la sete è tanta, quindi decide di scendere al piano di sotto per andar a bere un bicchiere d’acqua… appena scesi i primi gradini sente dei piccoli gemiti… quindi scende piano il resto delle scale e nota in salotto Maria tra le gambe del padre, Maria con la mano regge il cazzo di Andrea, mentre con la lingua le lecca la cappella… Melissa alla vista di quella scena, si ferma e guarda… Maria prende il cazzo del padre di Melissa quasi tutto in bocca… spompinandolo… Melissa è imbarazzata ma allo stesso tempo un po’ eccitata nel vedere quel cazzo… sconvolta ritorna sui suoi passi e torna nella sua stanza… cerca di riaddormentarsi, ma la scena che ha appena visto l’ha sconvolta… ma no per la scena in se per se, ma per essersi eccitata nel vedere l’enorme cazzo di suo padre…

Durante la lezione di ginnastica | Racconto masturbazione di Flik Flok 9

Vi è stato un giorno ai tempi della scuola che mi è rimasto impresso. Era lora di ginnastica e appena suonata la campanella, tutti gli studenti uscirono dagli spogliatoi per entrare in palestra. Io, assieme ad altri miei compagni cazzeggiavo in giro, in attesa che la prof venisse e facesse lappello. Parlando con delle mie compagne, una di loro disse che si era dimenticata il cellulare e che non aveva voglia di andarlo a prendere. Mi chiese se potevo andare a prenderlo e dissi di sì, in quanto tutte le ragazze erano già uscite dallo spogliatoio femminile.

A mio padre e mia sorella piace andare in cantina a prendere il vino | Racconto incesti di geronimo12

Un saluto a tutti i lettori di erotici racconti. Vi scrivo una storia di molti anni fa che suscita in me ricordi ed eccitazione. Allepoca avevo 25 anni, vivevo in famiglia composta da mio padre 58enne,mamma 54enne e mia sorella 22enne. In quel periodo stavo notando strane effusioni e complicità fra mio padre e mia sorella. Pensavo a cose strane per via degli ormoni, dicevo fra me e me, che la mia mente stava diventando malata, a causa che mi ero lasciato con la fidanzata e non stavo più scopando. Passarono dei mesi dai miei pensieri perversi su loro due, finché notai che spesso mio padre e mia sorella andavano in cantina per mille cose da prelevare. Un tarlo mi tormentava la testa, la curiosità mi spingeva ad andare a vedere come mai andavano così spesso in cantina verso il pomeriggio inoltrato. Dovevo studiare come stare in cantina senza farmi vedere. Una mattina feci un sopralluogo su dove nascondermi senza farmi vedere, notai che sopra la cassapanca dove si mettevano i vini cera un vecchio finestrone, presi la scala e con forza cercai di aprirlo. Dopo un po aprendolo vidi che lo spazio per starci era soddisfacente ma era pieno di polvere e ragnatele. Mi diedi da fare, quella mattina feci pulizia sopra quel finestrone. Il giorno dopo non aspettavo altro che nascondermi lì prima che venissero loro due… Passate le 17:00 con una scusa dissi che uscivo un attimo, invece scesi in cantina e con la scala salì sul finestrone entrando nello spazio vuoto e chiudendolo in modo che mio padre e mia sorella non potessero vedermi… Aspettai un oretta e pensai che forse quel pomeriggio non sarebbero venuti, quando un rumore di passi che si avvicinavano alla cantina mi fece battere forte il cuore.. Quello che vi descrivo sono le parole che si dissero e ehm…quello che fecero… Papà : dai tesoro facciamo presto oggi che fra mezzora devo aiutare la mamma a tagliare il pollo Figlia: papi uffa volevo stare un po di più con te Papà: si lo so ti amo tanto ma ora fammi vedere le zizzone daiii…

Sfondami | Racconto etero di poetessa matta

Quella mattina presi il primo volo da Roma.Ero stata li qualche giorno per motivi personali..tu eri rimasto a casa visto l impossibilità di poter venire con me per ovvi motivi. Dire che in quei giorni lontani da te avevo accumulato tantissima voglia di averti era davvero riduttivo..ma ero anche molto stanca fisicamente.atterrai in orario e via a casa..poco dopo al telefono ci siamo dati appuntamento per andare al nostro solito posto. Avevo messo le mani avanti..sono molto stanca..e non so quanto potrò rendere…una volta arrivati io ti saltai addosso per riassaporare il gusto sublime dei tuoi baci..della tua lingua che assaporava la mia e le mie labbra.ti chiesi di farci una doccia..era luglio e faceva caldo.

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