Le mie grandi tette | Racconto incesti di StellaTettonaOver50

Salve, mi chiamo Stella ho 50 anni alta 1,77 capelli rossi tinti (castana al naturale) occhi marroni e una sesta di seno naturale con capezzoli grossi, a balconcino nonostante letà sfoggiano che e una bellezza. Come quando sono in giro…tutti mi notano e non cè verso di fargli distorgliere lo sguardo sù di me, dico quindi di essere molto attraente e mi vesto sempre stretta per mostrare le mie perfette curve e con minigonna tacchi a spillo tipo una escort…o in leggings attaccati al culo che fanno vedere il mio lato b più del dovuto.

Le mie grandi tette | Racconto incesti di StellaTettonaOver50

Salve, mi chiamo Stella ho 50 anni alta 1,77 capelli rossi tinti (castana al naturale) occhi marroni e una sesta di seno naturale con capezzoli grossi, a balconcino nonostante letà sfoggiano che e una bellezza. Come quando sono in giro…tutti mi notano e non cè verso di fargli distorgliere lo sguardo sù di me, dico quindi di essere molto attraente e mi vesto sempre stretta per mostrare le mie perfette curve e con minigonna tacchi a spillo tipo una escort…o in leggings attaccati al culo che fanno vedere il mio lato b più del dovuto.

Le mie grandi tette | Racconto incesti di StellaTettonaOver50

Salve, mi chiamo Stella ho 50 anni alta 1,77 capelli rossi tinti (castana al naturale) occhi marroni e una sesta di seno naturale con capezzoli grossi, a balconcino nonostante letà sfoggiano che e una bellezza. Come quando sono in giro…tutti mi notano e non cè verso di fargli distorgliere lo sguardo sù di me, dico quindi di essere molto attraente e mi vesto sempre stretta per mostrare le mie perfette curve e con minigonna tacchi a spillo tipo una escort…o in leggings attaccati al culo che fanno vedere il mio lato b più del dovuto.

Incesto richiesto | Racconto incesti di Tara

Oggi, a quarant’anni, posso ritenermi una donna abbastanza agiata. Vivo in una grande villa, con mansarda abitabile, dove vive mia figlia di diciannove anni, con il suo impareggiabile cane Boxer. A vent’anni, quando sposai mio marito, ci indebitammo fino alla gola per acquistare la villa, pertanto, quando lui fuggi con una sudamericana, tre anni fa, io e Giada restammo completamente al verde, impossibilitate a pagare il mutuo. Lei studiava ed io, visto che mio marito guadagnava molto bene, non avevo mai pensato di cercarmi lavoro. Disperata, mi ero rivolta al datore di lavoro di mio marito chiedendo di assumermi al posto suo, nell’ufficio, come segretaria, telefonista o qualsiasi cosa intendesse farmi fare di lavoro. ” Tuo marito era un eccellente tecnico informatico ”, mi disse, dandomi subito del tu. “ Lo sapresti sostituire degnamente? ”, mi domandò a bruciapelo. “ No ”, risposi io, “ ma posso fare molte altre cose …”, affermai, senza specificare. “ Non ne dubito affatto, ma in questo momento ci serve soltanto un tecnico capace ”, proseguì lui, congedandomi subito dopo, non senza chiedermi di lasciargli il numero del telefono. Tornai a casa affranta e disperata, e con l’intenzione di andare a fare la prostituta, se non avessi trovato un lavoro che mi permettesse di non perdere la casa. D’altronde, ero ancora abbastanza piacente, in confronto a certe che avevo visto battere il marciapiede. Normalmente, attiravo ancora parecchi sguardi ingordi e anche commenti, soprattutto da dei ragazzi giovani. L’unico problema, sarebbe stato quello di acquistare i preservativi. Io mi sarei vergognata a morte ad andare in farmacia a richiederli, o nei supermercati, dove li avevo notati appesi accanto alle casse. Per fortuna, appena giunta a casa, ricevetti la telefonata dell’ex Boss di mio marito che: “ Domani mattina, ti aspetto qui da me alle dieci, vestita in modo molto provocante, senz’essere volgare, poiché devo ricevere rappresentanti di aziende assai importanti. Mi devi fare da segretaria personale ”, terminò, ricordandomi la puntualità e l’abbigliamento. Consigliata da Giada, alla quale avevo detto della strana richiesta, indossai un tubino celeste a mezza coscia, stretto da sembrare una seconda pelle, ed una t-shirt, in seta bianca, senza il reggiseno fintanto che i miei capezzoli, piuttosto pronunciati naturalmente, puntassero sulla stoffa in modo sensuale. E appena un corto giubbino leggero a coprire l’audacia del mio busto, mentre mi spostavo col Bus di linea per raggiungere l’ufficio. Quando il boss mi vide, apprezzò molto il mio abbigliamento ma subito mi fece levare il giubbino. “ Così sei davvero molto affascinante . A proposito, ricordati di accavallare le gambe, lentamente, ogni tanto, quando ti accorgi che i miei ospiti diventano troppo attenti al programma che io gli esporrò. Sarebbe ideale se togliessi le mutandine, per distrarli davvero in modo perfetto. Le hai indosso? ”, mi chiese con naturalezza. “ Si, è evidente …! ”, esclamai io, sott’intendendo che una signora in genere non esce di casa, se non le mette, normalmente. “ E allora toglile …! ”, m’impose, continuando ad osservarmi in modo curioso. Incerta sul cosa fare, rimasi lì alcuni momenti a pensare se fosse logico che mi chiedesse tale azione proprio di fronte a lui. “ E’ un ordine, ragazza, che non voglio ripetere, se vuoi mantenere il posto di lavoro ”, suggerì con tono di comando. In un attimo mi passò per la mente la banca, l’ufficiale giudiziario e la forza pubblica addetta allo sgombro per eseguire il pignoramento, e un momento dopo, ero senza il mio triangolino. L’avevo tolto girandomi di spalle e sollevando appena la gonna sul davanti, in modo che lui non vedesse nulla. “ Non capisco proprio perché nascondi la merce che pagò profumatamente, cinquemila euro al mese, affinché tu la metta in mostra, al servizio dell’azienda. Il tuo è un lavoro, mia cara, anche se non in linea con le richieste sindacali. Ma se non lo vuoi fare, basta dirlo. Troverò certo decine di donne disposte a sostituirti ”, concluse, sott’intendendo il, “prendere o lasciare …! ”. La decisione istantanea fu di prendere, pertanto, quando mi disse di mostrare prima di tutto a lui la merce, tolsi la gonna, la t-shirt e rimasi nuda di fronte a lui, che non ancora soddisfatto, mi fece segno di mostrare anche il sedere. “ Vedi che non è poi così difficile …? Oggi ti sei già guadagnata il primo stipendio anticipato, sei contenta? ”, disse, appoggiando sul ripiano della sua scrivania in vetro, la mazzetta di denaro promessa. Un tuffo al cuore quasi mi fece svenire nel vedere tutto quel ben di Dio a portata di mano, o meglio, di borsetta, dove li riposi con gioia immensa.

Le mie grandi tette | Racconto incesti di StellaTettonaOver50

Salve, mi chiamo Stella ho 50 anni alta 1,77 capelli rossi tinti (castana al naturale) occhi marroni e una sesta di seno naturale con capezzoli grossi, a balconcino nonostante letà sfoggiano che e una bellezza. Come quando sono in giro…tutti mi notano e non cè verso di fargli distorgliere lo sguardo sù di me, dico quindi di essere molto attraente e mi vesto sempre stretta per mostrare le mie perfette curve e con minigonna tacchi a spillo tipo una escort…o in leggings attaccati al culo che fanno vedere il mio lato b più del dovuto.

Le mie grandi tette | Racconto incesti di StellaTettonaOver50

Salve, mi chiamo Stella ho 50 anni alta 1,77 capelli rossi tinti (castana al naturale) occhi marroni e una sesta di seno naturale con capezzoli grossi, a balconcino nonostante letà sfoggiano che e una bellezza. Come quando sono in giro…tutti mi notano e non cè verso di fargli distorgliere lo sguardo sù di me, dico quindi di essere molto attraente e mi vesto sempre stretta per mostrare le mie perfette curve e con minigonna tacchi a spillo tipo una escort…o in leggings attaccati al culo che fanno vedere il mio lato b più del dovuto.

Una famiglia moderna | Racconto incesti di I love anal sex

Salve, il mio nome è Giulia e ho 20 anni; Mi definisco una ragazza semplice, umile e solare, ho una mentalità molto aperta e non mi faccio influenzare dagli stupidi tabù imposti da questa società bigotta, ipocrita, perbenista, e convenzionale, d’altronde non poteva essere diversamente con la famiglia che mi ritrovo; mi spiego meglio: vengo da una famiglia molto particolare, fuori dagli schemi, completamente fuori luogo in una società così ipocrita come l’attuale in cui siamo costretti a vivere, quello che io chiamo; “una famiglia moderna”. Vi stareste chiedendo, “in che senso”? Nel senso che siamo una famiglia molto unita e intima, nel vero senso della parola, ci amiamo moltissimo e pratichiamo liberamente e senza alcuna paura: l’incesto.

Una famiglia moderna | Racconto incesti di I love anal sex

Salve, il mio nome è Giulia e ho 20 anni; Mi definisco una ragazza semplice, umile e solare, ho una mentalità molto aperta e non mi faccio influenzare dagli stupidi tabù imposti da questa società bigotta, ipocrita, perbenista, e convenzionale, d’altronde non poteva essere diversamente con la famiglia che mi ritrovo; mi spiego meglio: vengo da una famiglia molto particolare, fuori dagli schemi, completamente fuori luogo in una società così ipocrita come l’attuale in cui siamo costretti a vivere, quello che io chiamo; “una famiglia moderna”. Vi stareste chiedendo, “in che senso”? Nel senso che siamo una famiglia molto unita e intima, nel vero senso della parola, ci amiamo moltissimo e pratichiamo liberamente e senza alcuna paura: l’incesto.

Una famiglia moderna | Racconto incesti di I love anal sex

Salve, il mio nome è Giulia e ho 20 anni; Mi definisco una ragazza semplice, umile e solare, ho una mentalità molto aperta e non mi faccio influenzare dagli stupidi tabù imposti da questa società bigotta, ipocrita, perbenista, e convenzionale, d’altronde non poteva essere diversamente con la famiglia che mi ritrovo; mi spiego meglio: vengo da una famiglia molto particolare, fuori dagli schemi, completamente fuori luogo in una società così ipocrita come l’attuale in cui siamo costretti a vivere, quello che io chiamo; “una famiglia moderna”. Vi stareste chiedendo, “in che senso”? Nel senso che siamo una famiglia molto unita e intima, nel vero senso della parola, ci amiamo moltissimo e pratichiamo liberamente e senza alcuna paura: l’incesto.

Incesto richiesto | Racconto incesti di Tara

Oggi, a quarant’anni, posso ritenermi una donna abbastanza agiata. Vivo in una grande villa, con mansarda abitabile, dove vive mia figlia di diciannove anni, con il suo impareggiabile cane Boxer. A vent’anni, quando sposai mio marito, ci indebitammo fino alla gola per acquistare la villa, pertanto, quando lui fuggi con una sudamericana, tre anni fa, io e Giada restammo completamente al verde, impossibilitate a pagare il mutuo. Lei studiava ed io, visto che mio marito guadagnava molto bene, non avevo mai pensato di cercarmi lavoro. Disperata, mi ero rivolta al datore di lavoro di mio marito chiedendo di assumermi al posto suo, nell’ufficio, come segretaria, telefonista o qualsiasi cosa intendesse farmi fare di lavoro. ” Tuo marito era un eccellente tecnico informatico ”, mi disse, dandomi subito del tu. “ Lo sapresti sostituire degnamente? ”, mi domandò a bruciapelo. “ No ”, risposi io, “ ma posso fare molte altre cose …”, affermai, senza specificare. “ Non ne dubito affatto, ma in questo momento ci serve soltanto un tecnico capace ”, proseguì lui, congedandomi subito dopo, non senza chiedermi di lasciargli il numero del telefono. Tornai a casa affranta e disperata, e con l’intenzione di andare a fare la prostituta, se non avessi trovato un lavoro che mi permettesse di non perdere la casa. D’altronde, ero ancora abbastanza piacente, in confronto a certe che avevo visto battere il marciapiede. Normalmente, attiravo ancora parecchi sguardi ingordi e anche commenti, soprattutto da dei ragazzi giovani. L’unico problema, sarebbe stato quello di acquistare i preservativi. Io mi sarei vergognata a morte ad andare in farmacia a richiederli, o nei supermercati, dove li avevo notati appesi accanto alle casse. Per fortuna, appena giunta a casa, ricevetti la telefonata dell’ex Boss di mio marito che: “ Domani mattina, ti aspetto qui da me alle dieci, vestita in modo molto provocante, senz’essere volgare, poiché devo ricevere rappresentanti di aziende assai importanti. Mi devi fare da segretaria personale ”, terminò, ricordandomi la puntualità e l’abbigliamento. Consigliata da Giada, alla quale avevo detto della strana richiesta, indossai un tubino celeste a mezza coscia, stretto da sembrare una seconda pelle, ed una t-shirt, in seta bianca, senza il reggiseno fintanto che i miei capezzoli, piuttosto pronunciati naturalmente, puntassero sulla stoffa in modo sensuale. E appena un corto giubbino leggero a coprire l’audacia del mio busto, mentre mi spostavo col Bus di linea per raggiungere l’ufficio. Quando il boss mi vide, apprezzò molto il mio abbigliamento ma subito mi fece levare il giubbino. “ Così sei davvero molto affascinante . A proposito, ricordati di accavallare le gambe, lentamente, ogni tanto, quando ti accorgi che i miei ospiti diventano troppo attenti al programma che io gli esporrò. Sarebbe ideale se togliessi le mutandine, per distrarli davvero in modo perfetto. Le hai indosso? ”, mi chiese con naturalezza. “ Si, è evidente …! ”, esclamai io, sott’intendendo che una signora in genere non esce di casa, se non le mette, normalmente. “ E allora toglile …! ”, m’impose, continuando ad osservarmi in modo curioso. Incerta sul cosa fare, rimasi lì alcuni momenti a pensare se fosse logico che mi chiedesse tale azione proprio di fronte a lui. “ E’ un ordine, ragazza, che non voglio ripetere, se vuoi mantenere il posto di lavoro ”, suggerì con tono di comando. In un attimo mi passò per la mente la banca, l’ufficiale giudiziario e la forza pubblica addetta allo sgombro per eseguire il pignoramento, e un momento dopo, ero senza il mio triangolino. L’avevo tolto girandomi di spalle e sollevando appena la gonna sul davanti, in modo che lui non vedesse nulla. “ Non capisco proprio perché nascondi la merce che pagò profumatamente, cinquemila euro al mese, affinché tu la metta in mostra, al servizio dell’azienda. Il tuo è un lavoro, mia cara, anche se non in linea con le richieste sindacali. Ma se non lo vuoi fare, basta dirlo. Troverò certo decine di donne disposte a sostituirti ”, concluse, sott’intendendo il, “prendere o lasciare …! ”. La decisione istantanea fu di prendere, pertanto, quando mi disse di mostrare prima di tutto a lui la merce, tolsi la gonna, la t-shirt e rimasi nuda di fronte a lui, che non ancora soddisfatto, mi fece segno di mostrare anche il sedere. “ Vedi che non è poi così difficile …? Oggi ti sei già guadagnata il primo stipendio anticipato, sei contenta? ”, disse, appoggiando sul ripiano della sua scrivania in vetro, la mazzetta di denaro promessa. Un tuffo al cuore quasi mi fece svenire nel vedere tutto quel ben di Dio a portata di mano, o meglio, di borsetta, dove li riposi con gioia immensa.

06 – Violentata dagli zingari | Racconto dominazione di Ivofosco

Il mio nome è Alessia, ho trent anni, vivo a Roma e faccio lestetista. La storia che voglio raccontare accadde diversi anni fa quando, finite le superiori, stavo cercando di capire cosa fare della mia vita. Bighellonavo tutto il giorno e avevo il vizio di fumare erba. I soldi per comprarla però erano pochi, così, sfruttando il fatto di essere una bella ragazza, cercavo di fumare gratis circuendo lo spacciatore che mi riforniva. Aveva perso la testa per me, ma io, da vera stronza facevo la preziosa. Non mi ero mai concessa a lui completamente, desiderava la mia fica e io dovevo difenderla dai suoi continui assalti! Facevamo grandi pomiciate, che puntualmente finivano con lo sperma appiccicato sul palmo della mia mano. Non che fossi vergine, il mio fiore laveva colto un bolognese di 25 anni in campeggio a Milano Marittima. Con lui però facevo la smorfiosa facendogli credere di essere ancora intatta; non avevo nessuna intenzione di darla via in cambio dellerba. I suoi amici mi avevano soprannominato la profumiera proprio perché gliela facevo solo annusare. A Mario, lo spacciatore, avevo fatto solo un pompino quando ormai il mio debito era diventato insostenibile e lui stava perdendo la pazienza.

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