Mamma mi fai un pompino? – 6 – Le prime sborrate nella sua fica | Racconto incesti di Anna madre incestuosa

Oggi ho deciso di riprendere il filo del racconto ripartendo da quello che era successo il mattino del mio risveglio dopo quel primo,traumatico pompino che avevo fatto a mio figlio e poi…tutto quello che era accaduto nei giorni successivi e che aveva dato inizio al definitivo cambiamento del corso della mia vita affettiva,erotica e della mia visione morale e del mondo.

La cognata scopata | Racconto incesti di Tenebrous74

Telefonata della cognatina sul mio cell. Lei mi chiede se posso scendere da lei per sistemare una presa di corrente del bagno che fa i capricci, e se posso andarci la mattina che lei resta a casa, le dico di si e l’indomani mi reco nel suo appartamento, i figli sono a scuola e il marito a lavoro, suono al citofono e lei mi apre, salgo le scale e lei mi accoglie d’avanti alla porta d’ingresso con addosso una magliettina e un paio di pantaloncini attillati.

Il sacrificio della professoressa Francesca | Racconto tradimenti di Francesca E.

-Ma cosa sta succedendo qui? – questo era il pensiero che aveva attraversato, per un momento, la testa della giovane e sexy professoressa mentre stava camminando per il corridoio della sua scuola una volta che aveva terminato il suo “sportello pomeridiano” (che come sempre era stato disertato) dopoché un tonfo, che sulle prime non era stata in grado di identificare, l’aveva spaventata e poi incuriosita.

Vicina inculata | Racconto etero di tomas

Ciao mi chiamo Ezio e ho da poco cambiato abitazione per rimanere più vicino alla mia sede di lavoro. Nel mio stesso piano abita Giovanna separata donna gentilissima che visto che abito solo soletto mi aiuta qualche volta nelle faccende di casa.Lei ha una sessantina di anni quasi 20 di più ed una donna normalissima un po triste data dalla forzata solitudine, fisicamente formosetta; all inizio non la notavo neanche da quel punto di vista ma ultimamente provo degli impulsi che non nego sfociano in qualche segona. Un giorno sento suonare il campanello, ero comodamente sul divano a visionare una soap americana , era proprio lei Giovanna. la feci entrare, era in una tuta abbastanza aderente che lasciava intravedere tutte le sue forme e ciò mi porto subito degli scompensi sessuali associandola all attrice della soap che me la ricordava. Aveva voglia di parlare di tutte le sue storie, malumori verificatasi dall allontanamento del suo ex marito che lo aveva lasciato per una straniera molto più giovane e che da allora deve pensare tutto lei alle pratiche di casa, alla manutenzione della macchina ecc.

La donna delle pulizie | Racconto etero di grillino

L’idea di fare sesso in un ufficio pubblico dove si lavora penso sia uno dei desideri erotici più diffusi, sia tra gli uomini che tra le donne. Per me che ci lavoro è veramente un’idea fissa! Il palazzo è molto grande, ci sono impiegati uomini e donne, e le storie sentimentali o di solo sesso sono praticamente infinite. Ma nessuno pensa alle povere signore delle pulizie, forse perché sono così dimesse e sfuggenti, per gli orari di lavoro, oppure perché nessuno vuole “abbassarsi” al loro livello…Invece, per me, sono una risorsa erotica stupenda. Si tratta quasi sempre di donne sole, divorziate o vedove, oppure con problematiche familiari pesanti, che invece vogliono svagarsi e divertirsi come tutte le donne. Ivana era una di quelle, una donna ancora piacente nonostante i suoi 45 anni circa, divorziata, con un figlio a suo carico. Nonostante la divisa oscena, manifestava un discreto fisico, belle mani ma soprattutto una splendida carica erotica rivelata da occhi vivissimi, azzurri, i capelli leonini e selvaggi, il trucco pesante ma gradevole… Tra noi due c’era molta simpatia e confidenza, forse uno dei pochi ai quali dava chiacchiera. Ogni volta che pensavo a lei, mi eccitavo e il pensiero correva a incredibili scopate nei luoghi più strani del palazzo. Ultimamente, non potevo pensare a Ivana senza correre nel bagno del mio piano e masturbarmi sulla tazza, pantaloni e mutande calate alle caviglie, come un sedicenne! Siccome ho una eiaculazione particolarmente abbondante, finivo per godere e schizzare sperma ovunque nel piccolo bagno, per riuscire a non sporcarmi e poi mi toccava pulire con la carta igienica. Poi mi venne un’idea porca! Una mattina presto, prima che Ivana facesse il giro di pulizie dei bagni, la precedetti, mi masturbai e lasciai tutto sporco, con i filamenti e i grumi di sborra sul lavandino, sullo specchio, sulla tazza. Uscii senza farmi vedere, poi tornai quando Ivana aveva scoperto e pulito il tutto e mi godevo la scena “…questi maiali…si divertono la mattina e lasciano sporco…porci…e io devo pulire!” la guardavo sorridendo solidale e le chiedevo notizie e lei “guarda Andrea, mi vergogno pure io a dirlo…qualcuno dei tuoi colleghi ha fatto il birichino e ha sparso tutto in bagno…” arrossì di vergogna, la salutai e andai via. Il giorno dopo rifeci lo stesso, una pippa al volo in bagno, schizzai ovunque come un idrante e via, aspettando che passasse Ivana. Tornai subito dopo e lei ancora più incazzata “…il maiale ha colpito ancora…si diverte a farmi pulire, il porco…” io le sorrisi malizioso e lei confessò “vieni a veder almeno tu Andrè…un maschietto si è fatto una pippetta e ora mi tocca pulire…almeno non lo sprecasse questo ben di dio…se lo prendo io…!!” e mi mostrò nuovamente il bagnetto con tutti gli schizzi del mio sperma ovunque, poi rimasi a veder un’attimo lei che con uno straccio lambiva i sanitari pulendo il mio liquido seminale e sciacquando lo straccio si sporcò le sue mani della mia sborra! Io rimasi di stucco, volevo solo provocarla ma lei mi eccitò ancora di più…Mi arrapai visibilmente, sentivo il cazzo gonfio premere sui pantaloni, notai che Ivana con la coda dell’occhio mi osservava il pacco e sorrise leggermente. Gli risposi “mbè, magari non ha con chi riciclarlo questo liquido e lo spreca così…anche avesse una moglie o fidanzata…” e lei “guarda, poveraccio lui, la fidanzata chissà che si perde se tanto mi dà tanto sulla quantità…” e mi fece l’occhiolino. Io diventai viola per la vergogna, corsi in stanza poi in un altro bagno del piano a masturbarmi nuovamente, pensando a Ivana che mi scopava come volevo. Qualche giorno dopo, andai in bagno, mi misi in piedi davanti alla tazza, calati pantaloni e mutande, iniziai a segarmi il mio grosso uccello, lo scappellai e iniziai a mormorare il nome di Ivana, lasciando la porta socchiusa e sapendo che lei sarebbe entrata tra poco. Ed infatti, la signora delle pulizie entrò, io accelerai la masturbazione bisbigliando il suo nome “oooh Ivana…siiii…dai Ivana succhiamelo…siii…ooohhh che pompino…” vidi di traverso Ivana avvicinarsi alla porta di soppiatto e sbirciare dentro, rimase lì un po’ e poi, come se nulla fosse, mi girai verso di lei con l’enorme uccello in mano e feci finta di rimanere sorpreso, cercando di nascondere un po’ il cazzo, Ivana si accese in volto, gli occhi si fecero maliziosi e piccoli, si mise sulla porta e disse “aaah…ma allora sei tu il porcellino sconosciuto eeehh…birichino…ora che dovrei fare??” io rimasi con il cazzo in mano e lo segavo lentamente, indeciso su che fare, e già dalla cappella gocciolava del liquido pre-eiaculazione… Ivana, in modo sfrontato, entrò nel bagnetto e si chiuse la porta dietro, mi guardò e disse “beh, è un piacere per una donna essere pensata da voi maschi durante le pippe…alla mia età poi…da un trentenne come te, il piacere è doppio” e senza dire altro, mi tolse la mano e mi afferrò lei il cazzone, masturbandolo lentamente. Io avevo il cuore in gola, era quello che volevo ma mi vergognavo troppo…Lei mi masturbò per un po’, poi si sedette sulla tazza, davanti a me e, guardandomi negli occhi, spalancò la bocca e si ingoiò tutto il pisello, sino ai coglioni! Iniziò così a farmi un bocchino incredibile, succhiando, leccando e ciucciando tutto il mio cazzo e la cappella come nessuna donna aveva mai fatto! Era una vera troia, come avevo sempre immaginato. Succhiò il mio pene con vero amore e trasporto, solo come una donna matura sa fare…non tralasciò un millimetro, leccò ogni singola vena del cazzo, lucidò la cappella con la lingua, io ero al settimo cielo…nemmeno la mia attuale fidanzata sapeva fare altrettanto! Quando stetti per godere, Ivana da vera esperta si interruppe, si alzò e si abbassò i pantaloni blu dell’uniforme da lavoro e le mutandine, nere e di pizzo, sino alle caviglie poi mi girò e mi fece sedere sulla tazza, prese il cazzo per la punta e si sedette sopra di me, impalandosi con un colpo secco. La sua fica era bagnatissima, carnosa, bollente…Ivana fece un gemito prolungato di piacere “oooohhhh….che bel cazzo che hai…mmmmmm dio quanto tempo che non scopo…” e iniziò a muovere il bacino e il culone per prendersi tutta la verga di carne dentro. Io stavo per svenire, sentivo il cazzo risucchiato dentro quella donna formosa ma soda, vogliosa come una troia, che mi scopava con vero desiderio! La tenevo per i fianchi, morbidi e larghi, le strizzai le tette, anch’esse sode nonostante l’età, entrando da sotto la divisa, mentre Ivana faceva anche su e giù impalandosi da sola sul mio uccello, era come se non scopasse da anni, io andai fuori controllo e l’onda dell’orgasmo arrivò prepotente “Ivana….Ivana…sto per venire…mi fai godere..ooohh cazzo sborrooooo…levati levati…” lei si girò famelica e rispose “…bello mio… ho pulito il tuo sperma per giorni, e adesso mi sborri dentro capito???…mi devi annaffiare la fica…ti voglio sentire tutto dentro la pancia, dai sborra sborraaaa…” a quelle parole gli diedi dei violenti colpi di cazzo in alto, facendola sobbalzare e mi lasciai andare ad un’enorme eiaculazione che mi travolse i sensi…sentii uscire dalla cappella enormi quantità di schizzi di sperma invadergli le viscere…Ivana emise un lungo gemito di godimento, aveva avuto un orgasmo travolgente, e si inarcò con la schiena prendendo tutto il mio piacere…poi si sfilò da me, si inginocchiò subito prendendo il mio cazzo in bocca e masturbandomi si prese in gola gli ultimi spruzzi di sperma! Rimase in ginocchio a farmi un pompino incredibile, pulendomi tutta la sborra e i suoi umori sparsi lungo l’uccello, con devozione e vero trasporto, guardandomi con i suoi occhioni quasi materni ma da porca milfona! Dovetti interromperla, altrimenti avrei sborrato un’altra volta, ma il dovere ci chiamava, quindi ci pulimmo con la carta igienica e ci rivestimmo, uscendo dal bagno facendo attenzione a non essere visti. Ora Ivana e io scopiamo spesso, ogni volta abbiamo l’occas
ione, ma sempre in quell’ufficio pubblico, sempre in quel bagnetto, sempre alla stessa ora…e stavolta non sprechiamo neanche una goccia!

Padrona Valentina episodio VIII: Punito per la paraculaggine | Racconto dominazione di sclavo

Lo schiavo si trovava nudo in ginocchio di fronte alla porta dingresso, ed in questa posizione stava attendendo la Padrona che avrebbe, poco dopo, fatto ritorno dalla palestra. Così gli fu ordinato di fare, e così ovviamente stava facendo. Ormai stava diventando succube della Padrona a tal punto che neanche si poneva più i problemi dei primi giorni, come quello di sentirsi ridicolo nel fare una cosa del genere: certo, ancora esistevano pratiche o situazioni che lo imbarazzavano non poco, ma ormai stava sempre più annullandosi alla sua Padrona.

La mia prima volta | Racconto zoofilia di teacherk9

Questo non è un racconto ma è una storia vera la persona in questione ha voluto che io raccontassi per lei la sua prima esperienza perchè grazie a questo sito ci siamo conosciuti e lei mi ha chiesto di iniziarla e solo ieri mi ha chiesto di scrivere tutto ciò che è accaduto perchè lei vuole ricordarlo e ha voluto che io lo scrivessi con il suo aiuto per alcune specifiche per avere un ricordo migliore di quello che è successo la scorsa settimana.Nomi e luoghi sono di fantasia per proteggere la privacy.

Lo faccio cornuto sulla spiaggia dei nudisti | Racconto esibizionismo di Elena di Castelbuono

Questa volta vi racconto di come ho fatto cornuto mio marito su una spiaggia di nudisti (che poi piu che nudisti è piena di guardoni e porci). Era piu o meno vrso lanno 2000 e avevo conosciuto , o meglio non lo avevo ancora visto di persone, un certo Silvano , e con lui chattavo spesso e mi sentivo a telefono . Era nata una certa intimità, lui voleva sapere come ero vestita e mi diceva che solo a sentirmi gli veniva duro. Passammo a uno scambio di foto m dapprima piu caste e poi andammo oltre e anche se non mi piaceva fisicamente, mi faceva eccitare il fatto che lui si masturbava guardando le mie foto e a volte anche al tel con me. Qualche volta mi coinvolgeva e anche io mi sditalinavo godendo come una maiala. Mio marito da buon cornuto (lo è sempre stato sin da fidanzati) non diceva nulla anche se sapeva ben poco. Poi Silvano mi parlò di questa spiaggia molto fuori mano dove si poteva prendere il sole nudi e se si voleva anche fare un pò di esibizionismo e fantasticando mi disse che secondo lui in un posto cosi io mi sarei fatta fare anche da lui. Gli risi al telefono dicendogli che non era nei miei gusti , troppa pancia… senza quasi capelli… gli occhiali.. piuttosto basso… di sicuro piu di me… insomma gli dissi non ti scopo è inutile che fai . Detto fatto comunque un venerdi chiesi a mio marito di andare su quella spiaggia e lui mi accontentò. Non portai neppure il costume ma andai con il reggiseno e una mutandina di pizzo trasparente e sopra un miniabito trasparente e misi anche un perizoma a mio marito . Sulla spiaggia mi tolsi il vestito e il reggiseno e restai con la micromutandina. Scelsi una duna piuttosto isolata e dopo pochi minuti vari guardoni vennero a piantare ombrelloni vicino a noi. Mio marito , tutto depilato, perizoma da femmina e smalto sulle unghie era chiaramente una checca e fece amicizia subito con unaltra checca con cui andò a fare il bagno. Dopo un pò che ero al sole arriva Silvano, era la prima volta che lo vedevo dal vivo . Aveva un costume a pantaloncino e una maglia lunga per coprire la ciccia. Da vicino era ancora peggio che in foto devo dire, tanti peli , la saliva che gli usciva dalla bocca mentre rideva… pochissimi capelli , chiatto e corto. Si sedette accanto a me e mise la sua asciugamano attaccata alla mia. In compenso era gentile e mi portò un caffè e dei biscotti alla mandorla molto buoni. Cominciammo a parlare, mi fece i complimenti dicendomi che ero piu gnocca di quello che pensava. Poi si tolse i pantaloncini restando nudo e vidi che il cazzo non era male (ma lo sapevo gia per le foto che avevo visto). Era gia vistosamente eccitato e mi disse perchè non ti levi anche tu le mutandine? . Gli dissi che non volevo per il momento e cambiammo discorso. Intanto mio marito e laltra checchina stavano in acqua e li vedevo ridere e scherzare. Mi girai e dissi a Silvano di mettermi la protezione e lui iniziò a passarmela sulla schiena e poi sulle cosce . le sue mani addosso , non posso negarlo, mi eccitavano e ansimavo dal piacere, e lui mi mise una mano in culo e piena di olio mi fece scivolare un dito nel buco del culo. Lo scostai e gli dissi di no ma lui era molto deciso e non sono riuscita a togliergli il dito dal mio buco del culo. Vedevo alcuni guardono che ci guardavano e se lo facevano in mano mentre mio marito era andato a un chiosco un po piu avanti con il suo amichetto checca come lui. Silvano oltre al dito in culo me ne mise due in mezzo alle cosce, dove ero un lago e mi tolse le mutandine. Gli dicevo di no con la bocca ma aprivo le cosce e volevo godere con i movimenti. Un guardone si venne a sedere sulla mia asciagamano e se lo fece in mano, forse mi mise pure una mano sulle gambe non ricordo bene tanto che ero eccitata. Silvano in un attimo mi tirò a sè e me lo mise tutto nella fica. Mi stava chiavando e io non riuscivo e forse non volevo resistere. Spingeva dentro con foga e a un certo punto mi sono trovata a baciarmi in bocca con lui e mentre le nostre lingue si intrecciavano ebbi il primo orgasmo insieme a lui che mi schizzò dentro. Unaltro guardone pure venne e sentìì lo schizzo di sborra sulla coscia. Sentivo la voce di mio marito e lo scostai di getto e Silvano andò in acqua mentre io restai con la sborra che mi colava tra le cosce , senza mutande e mio marito che mi porgeva una lattina di coca. Non ho mai capito se aveva visto tutto o solo qualcosa ma non disse niente se non ma come mai hai tolto le mutandine? avevi detto che non volevi farlo prima. Gli dissi che avevo cambiato idea e mi alzai per andare in acqua a raggiungere Silvano. Una volta raggiunto lui mi sorrise e disse hai visto che ti ho chiavata? te lavevo detto che ci riuscivo e la prossima volta ti prendo pure per dietro . Lo volevo uccidere ma era stato eccitante e restai a parlare con lui in acqua. Lui da sotto mi toccava e io toccavo lui e gli feci una sega e lui un ditalino a me. Poi andammo da mio marito e gli presentai Silvano e mangiammo tutti e tre insieme. Silvano ogni tanto mi toccava le cosce davanti a mio marito, eravamo tutti e tre nudi e appena mio marito si voltava , cercavo il cazzo di silvano e lui mi metteva le mani addosso. Fu una esperienza molto eccitante e devo dire che ho imparato che anche uno brutto poteva essere un ottimo amante e da quel momento mi sono fatta chiavare tante volte da Silvano e da altri uomini brutti come lui.

La piccola vicina di casa 1 | Racconto etero di Cesare

La verità amici è che uno cerca di stare lontano dalle tentazioni, ma se te le servono su un piatto dargento….. fine settimana lungo, sento suonare alla porta, apro e mi ritrovo davanti i genitori della piccola nina, per un attimo, eterno, pensai di svenire. -ciao cesare, non sappiamo come chiedertelo, ci siamo concessi qualche giorno di mare, nina non vuole venire con noi, ci chiedevamo se gentilmente potresti occupartene tu, almeno durante il giorno, la notte verrà il nonno a farle compagnia, ci faresti il favore di darle unocchiata? di occuparti anche del pranzo, della cena, ci raccomandiamo inoltre di fare attenzione che nessuno venga a trovarla, altrimenti sai che casino succede in casa?- -certo si volentieri, lucia (mia moglie) è dai suoi genitori questo week end, se vi fidate delle mie capacità di cuoco e di baby sitter…- piatto dargento? no, di diamante. dalla finestra la controllavo, accidenti eccola, comè bella. …patapam!!!!! eccola con le gambe allaria, caduta da quella sorta di altalena. la soccorsi e vidi escoriazioni varie sulle gambe, mani, un pò ovunque. fu così che la portai in casa, le disinfettai le ferite, il culetto livido necessitò di pomate. la feci appoggiare col pancino sulle mie gambe, quelle grandi tette stupende, dure come pietre, appoggiate alla parte esterna della mia coscia. inuile dire che in un attimo il mio atrezzo si indurì tanto da fare male. cominciai a spalmare la pomata su quel piccolo sedere perfetto, bella bella bella, lo feci con calma, le chiesi come mai non fosse andata al mare, come intendeva passare quei giorni da sola. -non sarò sola ci sarà lei a farmi compagnia signor cesare- certamente ti farò compagnia dolce bambina. mi trattenni dal metterle una mano sul culetto, massaggiai con cura, lei cominciò a muoversi piano.

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