Una mamma troia | Racconto incesti di family_sex

Nicolò aveva sempre dovuto convivere con una realtà diffide da accettare per un ragazzo: sua madre era una gran troia! Ovviamente non era mai riuscito ad accettare completamente questa situazione, e quel che non comprendeva e non giustificava, era l’atteggiamento passivo del padre che sembrava quasi negare a se stesso l’evidenza dei fatti. Fu forse proprio questa sua insofferenza a farlo sposare a soli 22 anni per uscire da quella situazione che comunque continuava a perseguitarlo. Infatti con il passare degli anni la madre Dora non dava segni di ravvedimento, ed anzi appariva proprio come la tardona bagascia. La donna aveva ormai 60 anni, era alta solo 155 cm e le forme prosperose e appesantite che spiccavano in quella bassa statura, continuava a metterle in evidenza con gonne corte e strette e scollatura al limite dell’indecenza. I capelli portati ostinatamente di un biondo decisamente inadatto all’età, così come risultava inappropriato il trucco pesante e il rossetto rosso fuoco che solitamente metteva per evidenziare le labbra carnose da pompinara. Insomma bastava uno sguardo per rendersi conto di trovarsi al cospetto di una porca viziosa in cerca di manici. E Nicolò, ormai 30enne, si infastidiva ancora di più proprio perché così conciata a quella età non lasciava dubbi sulla sua natura di vecchia troia. Un pomeriggio accadde che Nicolò era andato in un centro commerciale e casualmente incontrò sua madre. Dora era come al solito conciata da puttana di bordello. Indossava una gonna quattro dita sul ginocchio aderentissima che metteva in tutta evidenza il culo ampio e sporgente e le cosce carnose; una giacchina a vita che evidenziava i fianchi rotondi con una profonda scollatura a v dalla quale trabordavano le grosse tette lasciando alla vista il reggiseno a balconcino. Il tutto condito da stivali con tacchi altissimi. Dora vedendo suo figlio si fermò a salutarlo e gli chiese di accompagnarla a casa. Lui non potè rifiutarsi e andarono a prendere l’auto nel parcheggio del centro commerciale. Quando la donna si sistemò sul sedile accanto a quello di guida, la gonna si tirò ulteriormente su mettendo in vista il reggicalze. Usciti dal parcheggio Nicolò non potè fare a meno di dire con tono insofferente

Io e la mamma incesto infinito 9 – La mamma affronta la nonna e ritorna il sereno | Racconto incesti di coccoduro

La mamma con calma discese le scale e usci di casa, io con lo sguardo perso nel vuoto e il respiro che faticava ad uscire pensavo: adesso sono guai, la nonna farà un casino tale che in poche ore tutto il paese ne sarà informato e, già mi vedevo additato come quello che si scopa la propria mamma, valutavo in quale continente rifugiarmi per non incorrere nelle ire di mio padre, comunque la mamma verrà via con me, non posso lasciarla nelle mani di mio padre, disperato mi buttai sul letto e chiusi gli occhi.

Un bambino con mamma | Racconto incesti di Hernet77

Buongiorno, mi chiamo Alex ho 18 anni, vi voglio raccontare come ho fatto un figlio con mia madre. Io sono sempre stato un ragazzo di sani princìpi, sempre educato, mai avuto note di demerito a scuola o punizioni x aver fatto qualcosa di sbagliato. Questo ve lo dico perché tutto questo cambiò una sera di maggio, io ero andato con mia madre alla baita che abbiamo in montagna, tutto successe lì. Eravamo arrivati, il tempo non era dei migliori, ma non avremmo mai pensato che nevicasse forte. Io e mia mamma rimanemmo bloccati li. Riuscimmo solo a chiamare casa prima che interrompesse la linea x dire che stavamo bene. Quella sera faceva un freddo forte, mia madre usci x prendere della legna che era fuori, ma scivolò e si slogò una gamba, io corsi subito da lei, la presi in braccio e la portai dentro. La depositai sul letto, le fasciai la gamba; mi presi cura di lei. Ma dopo averle curato la gamba, successe che mi sedetti accanto a lei, le misi la mia mano sulla gamba, accarezzavo, poi con le mani, sollevai la sua gonna, lei disse:figlio mio che vuoi fare? , nulla mamma, siamo soli.. Lei capi che la desideravo, le sollevai il vestito, lei si muoveva, io le strappai le mutandine, lei iniziò a gridare, io le tappai la bocca le mise il mio pene nella figa ed inizia a fare sesso con lei, dopo varie penetrazioni iniziò a godere. Io le dissi:mamma io ti amo, voglio solo te!. figlio mio, lo sai che lincesto é punito dalla legge!, mamma, io ti amo e voglio stare con te..ti voglio mettere incinta, voglio sposarti ma lei non si può…figlio mio … , si che si può, basta che tu mi dica di si e lei cosa vuoi dire? , io la guardai poi le dissi: Vuoi sposarmi? E leisi ma come? , vieni con me in Africa, li non ci conosce nessuno, sarai mia moglie.. Lei penso poi disse: va bene! Se mi ami.. Ed io si, mammina, io ti amo, voglio sposarti e fare dei bambini con te lei arrossì. Partimmo, uno. Sciamano ci sposò, e iniziammo a stare insieme come marito e moglie, io e lei iniziammo a fare lamore tutti i giorni. Volevo assolutamente un bambino con mia madre, facevamo lamore 4 o 5 volte al giorno..senza precauzioni, venivo sempre dentro di lei. Finalmente un giorno, ebbe la certezza di essere incinta di me..quella sera dalla felicità, me la scopai due volte e venni in lei. Poi nacque il nostro primo Bambino. Io dopo un po di tempo, dissi a mia mamma di volerla ingravidare di nuovo, lei accettò, la mia proposta, iniziammo di nuovo a fare sesso tutte le volte possibili, io avevo sempre più voglia di fare lamore con lei, come infatti, la misi incinta x la seconda volta..Lei adesso a 46 anni, e ancora bellissima, io la voglio sempre di più… Faremo lamore ancora tante altre volte e avremo ancora dei figli…

Scopata per sbaglio da mio figlio | Racconto incesti di Maîtresse Jasmine

La benda mi copre gli occhi e le corde mi tengono ferma, stesa prona sul letto. Alcuni cuscini sotto il ventre mi alzano il bacino così che mio marito possa prendermi con più facilità. Farmi scopare a pecorina mi eccita terribilmente, mi fa sentire più donna e anche più troia. Da quando abbiamo deciso di rinnovare la nostra vita sessuale con nuovi giochi erotici, io e mio marito Giacomo abbiamo ritrovato nuova complicità.

Scopata per sbaglio da mio figlio | Racconto incesti di Maîtresse Jasmine

La benda mi copre gli occhi e le corde mi tengono ferma, stesa prona sul letto. Alcuni cuscini sotto il ventre mi alzano il bacino così che mio marito possa prendermi con più facilità. Farmi scopare a pecorina mi eccita terribilmente, mi fa sentire più donna e anche più troia. Da quando abbiamo deciso di rinnovare la nostra vita sessuale con nuovi giochi erotici, io e mio marito Giacomo abbiamo ritrovato nuova complicità.

Una mamma troia | Racconto incesti di family_sex

Nicolò aveva sempre dovuto convivere con una realtà diffide da accettare per un ragazzo: sua madre era una gran troia! Ovviamente non era mai riuscito ad accettare completamente questa situazione, e quel che non comprendeva e non giustificava, era l’atteggiamento passivo del padre che sembrava quasi negare a se stesso l’evidenza dei fatti. Fu forse proprio questa sua insofferenza a farlo sposare a soli 22 anni per uscire da quella situazione che comunque continuava a perseguitarlo. Infatti con il passare degli anni la madre Dora non dava segni di ravvedimento, ed anzi appariva proprio come la tardona bagascia. La donna aveva ormai 60 anni, era alta solo 155 cm e le forme prosperose e appesantite che spiccavano in quella bassa statura, continuava a metterle in evidenza con gonne corte e strette e scollatura al limite dell’indecenza. I capelli portati ostinatamente di un biondo decisamente inadatto all’età, così come risultava inappropriato il trucco pesante e il rossetto rosso fuoco che solitamente metteva per evidenziare le labbra carnose da pompinara. Insomma bastava uno sguardo per rendersi conto di trovarsi al cospetto di una porca viziosa in cerca di manici. E Nicolò, ormai 30enne, si infastidiva ancora di più proprio perché così conciata a quella età non lasciava dubbi sulla sua natura di vecchia troia. Un pomeriggio accadde che Nicolò era andato in un centro commerciale e casualmente incontrò sua madre. Dora era come al solito conciata da puttana di bordello. Indossava una gonna quattro dita sul ginocchio aderentissima che metteva in tutta evidenza il culo ampio e sporgente e le cosce carnose; una giacchina a vita che evidenziava i fianchi rotondi con una profonda scollatura a v dalla quale trabordavano le grosse tette lasciando alla vista il reggiseno a balconcino. Il tutto condito da stivali con tacchi altissimi. Dora vedendo suo figlio si fermò a salutarlo e gli chiese di accompagnarla a casa. Lui non potè rifiutarsi e andarono a prendere l’auto nel parcheggio del centro commerciale. Quando la donna si sistemò sul sedile accanto a quello di guida, la gonna si tirò ulteriormente su mettendo in vista il reggicalze. Usciti dal parcheggio Nicolò non potè fare a meno di dire con tono insofferente

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