La donna delle pulizie | Racconto etero di grillino

L’idea di fare sesso in un ufficio pubblico dove si lavora penso sia uno dei desideri erotici più diffusi, sia tra gli uomini che tra le donne. Per me che ci lavoro è veramente un’idea fissa! Il palazzo è molto grande, ci sono impiegati uomini e donne, e le storie sentimentali o di solo sesso sono praticamente infinite. Ma nessuno pensa alle povere signore delle pulizie, forse perché sono così dimesse e sfuggenti, per gli orari di lavoro, oppure perché nessuno vuole “abbassarsi” al loro livello…Invece, per me, sono una risorsa erotica stupenda. Si tratta quasi sempre di donne sole, divorziate o vedove, oppure con problematiche familiari pesanti, che invece vogliono svagarsi e divertirsi come tutte le donne. Ivana era una di quelle, una donna ancora piacente nonostante i suoi 45 anni circa, divorziata, con un figlio a suo carico. Nonostante la divisa oscena, manifestava un discreto fisico, belle mani ma soprattutto una splendida carica erotica rivelata da occhi vivissimi, azzurri, i capelli leonini e selvaggi, il trucco pesante ma gradevole… Tra noi due c’era molta simpatia e confidenza, forse uno dei pochi ai quali dava chiacchiera. Ogni volta che pensavo a lei, mi eccitavo e il pensiero correva a incredibili scopate nei luoghi più strani del palazzo. Ultimamente, non potevo pensare a Ivana senza correre nel bagno del mio piano e masturbarmi sulla tazza, pantaloni e mutande calate alle caviglie, come un sedicenne! Siccome ho una eiaculazione particolarmente abbondante, finivo per godere e schizzare sperma ovunque nel piccolo bagno, per riuscire a non sporcarmi e poi mi toccava pulire con la carta igienica. Poi mi venne un’idea porca! Una mattina presto, prima che Ivana facesse il giro di pulizie dei bagni, la precedetti, mi masturbai e lasciai tutto sporco, con i filamenti e i grumi di sborra sul lavandino, sullo specchio, sulla tazza. Uscii senza farmi vedere, poi tornai quando Ivana aveva scoperto e pulito il tutto e mi godevo la scena “…questi maiali…si divertono la mattina e lasciano sporco…porci…e io devo pulire!” la guardavo sorridendo solidale e le chiedevo notizie e lei “guarda Andrea, mi vergogno pure io a dirlo…qualcuno dei tuoi colleghi ha fatto il birichino e ha sparso tutto in bagno…” arrossì di vergogna, la salutai e andai via. Il giorno dopo rifeci lo stesso, una pippa al volo in bagno, schizzai ovunque come un idrante e via, aspettando che passasse Ivana. Tornai subito dopo e lei ancora più incazzata “…il maiale ha colpito ancora…si diverte a farmi pulire, il porco…” io le sorrisi malizioso e lei confessò “vieni a veder almeno tu Andrè…un maschietto si è fatto una pippetta e ora mi tocca pulire…almeno non lo sprecasse questo ben di dio…se lo prendo io…!!” e mi mostrò nuovamente il bagnetto con tutti gli schizzi del mio sperma ovunque, poi rimasi a veder un’attimo lei che con uno straccio lambiva i sanitari pulendo il mio liquido seminale e sciacquando lo straccio si sporcò le sue mani della mia sborra! Io rimasi di stucco, volevo solo provocarla ma lei mi eccitò ancora di più…Mi arrapai visibilmente, sentivo il cazzo gonfio premere sui pantaloni, notai che Ivana con la coda dell’occhio mi osservava il pacco e sorrise leggermente. Gli risposi “mbè, magari non ha con chi riciclarlo questo liquido e lo spreca così…anche avesse una moglie o fidanzata…” e lei “guarda, poveraccio lui, la fidanzata chissà che si perde se tanto mi dà tanto sulla quantità…” e mi fece l’occhiolino. Io diventai viola per la vergogna, corsi in stanza poi in un altro bagno del piano a masturbarmi nuovamente, pensando a Ivana che mi scopava come volevo. Qualche giorno dopo, andai in bagno, mi misi in piedi davanti alla tazza, calati pantaloni e mutande, iniziai a segarmi il mio grosso uccello, lo scappellai e iniziai a mormorare il nome di Ivana, lasciando la porta socchiusa e sapendo che lei sarebbe entrata tra poco. Ed infatti, la signora delle pulizie entrò, io accelerai la masturbazione bisbigliando il suo nome “oooh Ivana…siiii…dai Ivana succhiamelo…siii…ooohhh che pompino…” vidi di traverso Ivana avvicinarsi alla porta di soppiatto e sbirciare dentro, rimase lì un po’ e poi, come se nulla fosse, mi girai verso di lei con l’enorme uccello in mano e feci finta di rimanere sorpreso, cercando di nascondere un po’ il cazzo, Ivana si accese in volto, gli occhi si fecero maliziosi e piccoli, si mise sulla porta e disse “aaah…ma allora sei tu il porcellino sconosciuto eeehh…birichino…ora che dovrei fare??” io rimasi con il cazzo in mano e lo segavo lentamente, indeciso su che fare, e già dalla cappella gocciolava del liquido pre-eiaculazione… Ivana, in modo sfrontato, entrò nel bagnetto e si chiuse la porta dietro, mi guardò e disse “beh, è un piacere per una donna essere pensata da voi maschi durante le pippe…alla mia età poi…da un trentenne come te, il piacere è doppio” e senza dire altro, mi tolse la mano e mi afferrò lei il cazzone, masturbandolo lentamente. Io avevo il cuore in gola, era quello che volevo ma mi vergognavo troppo…Lei mi masturbò per un po’, poi si sedette sulla tazza, davanti a me e, guardandomi negli occhi, spalancò la bocca e si ingoiò tutto il pisello, sino ai coglioni! Iniziò così a farmi un bocchino incredibile, succhiando, leccando e ciucciando tutto il mio cazzo e la cappella come nessuna donna aveva mai fatto! Era una vera troia, come avevo sempre immaginato. Succhiò il mio pene con vero amore e trasporto, solo come una donna matura sa fare…non tralasciò un millimetro, leccò ogni singola vena del cazzo, lucidò la cappella con la lingua, io ero al settimo cielo…nemmeno la mia attuale fidanzata sapeva fare altrettanto! Quando stetti per godere, Ivana da vera esperta si interruppe, si alzò e si abbassò i pantaloni blu dell’uniforme da lavoro e le mutandine, nere e di pizzo, sino alle caviglie poi mi girò e mi fece sedere sulla tazza, prese il cazzo per la punta e si sedette sopra di me, impalandosi con un colpo secco. La sua fica era bagnatissima, carnosa, bollente…Ivana fece un gemito prolungato di piacere “oooohhhh….che bel cazzo che hai…mmmmmm dio quanto tempo che non scopo…” e iniziò a muovere il bacino e il culone per prendersi tutta la verga di carne dentro. Io stavo per svenire, sentivo il cazzo risucchiato dentro quella donna formosa ma soda, vogliosa come una troia, che mi scopava con vero desiderio! La tenevo per i fianchi, morbidi e larghi, le strizzai le tette, anch’esse sode nonostante l’età, entrando da sotto la divisa, mentre Ivana faceva anche su e giù impalandosi da sola sul mio uccello, era come se non scopasse da anni, io andai fuori controllo e l’onda dell’orgasmo arrivò prepotente “Ivana….Ivana…sto per venire…mi fai godere..ooohh cazzo sborrooooo…levati levati…” lei si girò famelica e rispose “…bello mio… ho pulito il tuo sperma per giorni, e adesso mi sborri dentro capito???…mi devi annaffiare la fica…ti voglio sentire tutto dentro la pancia, dai sborra sborraaaa…” a quelle parole gli diedi dei violenti colpi di cazzo in alto, facendola sobbalzare e mi lasciai andare ad un’enorme eiaculazione che mi travolse i sensi…sentii uscire dalla cappella enormi quantità di schizzi di sperma invadergli le viscere…Ivana emise un lungo gemito di godimento, aveva avuto un orgasmo travolgente, e si inarcò con la schiena prendendo tutto il mio piacere…poi si sfilò da me, si inginocchiò subito prendendo il mio cazzo in bocca e masturbandomi si prese in gola gli ultimi spruzzi di sperma! Rimase in ginocchio a farmi un pompino incredibile, pulendomi tutta la sborra e i suoi umori sparsi lungo l’uccello, con devozione e vero trasporto, guardandomi con i suoi occhioni quasi materni ma da porca milfona! Dovetti interromperla, altrimenti avrei sborrato un’altra volta, ma il dovere ci chiamava, quindi ci pulimmo con la carta igienica e ci rivestimmo, uscendo dal bagno facendo attenzione a non essere visti. Ora Ivana e io scopiamo spesso, ogni volta abbiamo l’occas
ione, ma sempre in quell’ufficio pubblico, sempre in quel bagnetto, sempre alla stessa ora…e stavolta non sprechiamo neanche una goccia!

Io, mia moglie e un film porno | Racconto etero di Berny

Ci vediamo un film con Rocco?. Così, improvvisamente e inaspettatamente, mia moglie se ne venne fuori con una delle proposte più desiderate da ogni uomo. E si che ne avevo fatti di tentativi in passato, e una volta cero pure riuscito a convincerla. Erano ancora i tempi delle VHS e della tesserina del videonoleggio, ma toppai clamorosamente; scelsi a mia insaputa un film obiettivamente orrendo, senza uno straccio di trama (elemento fondamentale per una donna) e per giunta con delle nane come protagoniste. Mesi e mesi di duro lavoro, in un opera di convincimento anche psicologicamente sottile e complicata, bruciati in poco meno di due minuti. Ed in più con la clausola di non farsi più venire in mente una cosa del genere. E in effetti, nei successivi 15 anni, mi guardai bene dal proporle un nuovo tentativo, anche se non era più la ventenne inesperta e imbarazzata di allora.

La mamma milf di Andrea | Racconto interviste di lamico di Andrea

Salve,sono oltre 20 anni che mi porto dentro questo segreto e che vivo male lamicizia con Andrea! Amico dinfanzia dalle elementari,ai tempi delle medie veniva insultato da molti con soliti epiteti sei un figlio di putt..o tua madre è una troia e insulti contro la più grande sorella identici alla madre! E un periodo girava voce di un filmino porno amatoriale da parte di un privato facoltoso e 5 interpreti locali donnne 4sposate e 1 con figlia al seguito che poi nel corso degli anni ho appurato fossero mamma e sorella di Andrea e in questo lungo amore segreto fatto di corna e depravazione totale Rosalba (madre di Andrea) mi fece vedere quella vhs anni 90 di loro troie madre e figlia in maschera e x bisogni economici oltre alla voglia di cazzi e puttanismo di madre e figlia! Io frequentavo quella casa,spesso ero ospite a pranzo o cena..ero uno di famiglia insomma.con Rosalba il rapporto era ottimo.aldilà che ispirava le mie pugnette ed era la mia troia da sogno! Ci prendevamo caratterialmente e da buon gustaia faceva notare spesso al figlio che ero troppo bello e che avrebbe dovuto imparare da me a vestirsi! Fatto sta che crescendo a 17anni e mezzo e sempre più preso da Rosalba grazie anche alle sue parole dolci e bellissime x me sempre!

Apericena tra amiche milanesi | Racconto orge di marynella

Sai gli aperitivi tra amiche, nella Milano frenetica di impegni, dopo una giornata massacrante in ufficio? Io, Pamela e Anna ci siamo date appuntamento in un bar nuovo sotto casa di Pamela, a Porta Venezia, alle 19,00. Come al solito, tra donne, si finisce a parlare sempre di uomini e di moda. Ma questultimo è un argomento alla fine noioso e tutte e tre continuiamo a parlare di uomini, di sesso, delle ultime conquiste e di scopate, sia con i mariti che con gli amanti. Uno spritz tira laltro, passiamo al mojto, poi al prosecco in un crescendo di fiume alcolico. I discorsi si fanno sempre più piccanti, facciamo battute e osservazioni da veri camionisti (voi uomini neanche lo immaginate quanto possano essere scurrili tre amiche…), le persone che ci sono ai tavoli intorno rimangono scandalizzate, ne avvertiamo il brusio di dissenso. Non ci badiamo, anzi, ci divertiamo a sparlare di cazzi piccoli e grossi, di prestazioni maschili caritatevoli, di eiaculazioni arrivate allimprovviso…Sarà anche perché, oltre alla sbronza, abbiamo anche scopato tra noi tre, da buone amiche bisex, ma i nostri freni inibitori sono completamente abbattuti!

Da signora matura insospettabile a troia sottomessa – capitolo 15 | Racconto dominazione di Signora

Lunedì mattina mi telefonò Claudio, dicendomi che sarebbe passato a trovarmi nel pomeriggio, a riscuotere un altra rata, quando arrivò mi feci trovare senza anelli, lui come al solito brutale, sbrigativo e volgare nel sesso, non si accorse neanche dei fori sui capezzoli e tantomeno su le grandi labbra, fece solo qualche commento sui tatuaggi, sia su la freccia che indicava verso il culo, sia su la scritta slut sul monte di venere, disse

Vita di una ragazza umile – Da sguattera a schiava Cap. 1 | Racconto dominazione di #sguatterapersempre

Sono in macchina, seduta di dietro (essendo una donna non mi è permesso salire sul sedile davanti), e sto aspettando che mio padre mi porti dai miei nuovi padroni. I miei occhi sono pieni di lacrime perché so già che il mio futuro sarà segnato da lavoro duro e umiliazioni di ogni genere ma allo stesso tempo provo una sensazione strana, del calore nelle parti intime… Dopo 40 minuti di viaggio (in rigoroso silenzio) siamo arrivati alla villa con un ampio giardino e una piscina molto grande. Anche la casa è molto grande e molto moderna. Appena arriviamo davanti alla porta ci apre un signore sulla quarantina che presumo essere il Padrone. Appena ci vede saluta con caloroso affetto mio padre e lo invita a entrare mentre io non vengo neanche considerata e a testa bassa mi affretto a seguirli in salone. Li i due uomini si accomodo sul divano e mentre faccio per sedermi da parte a mio papà il Signore esclama “Come ti permetti di sederti davanti al tuo Padrone? Sei solo una serva in questa casa, ricordatelo!”. Mio padre si alza e mi tira un ceffone in pieno volto e urlandomi contro mi dice “Mettiti in ginocchio e chiedi perdono al tuo Padrone, deficiente che non sei altro!”. Io con la faccia gonfia mi lascio cadere in ginocchio li in mezzo alla stanza con la testa bassa e gli occhi ancora di più e con tono umile rispondo “Chiedo perdono mio Signore e Padrone, non oserò mai più mettermi tenere un comportamento del genere, sono mortificata! Sono solo una sguattera e sono qui per servirvi”. Il Padrone sembrò soddisfatto della mia risposta poiché non mi considerò più e continuò a parlare con mio padre lasciandomi li in ginocchio per tutto il tempo. “Allora caro Giacomo (così si chiama mio papà) a me serve una sguattera che tenga pulita la casa, la piscina, il giardino e le macchine. Mi serva anche una ragazza che ubbidisca ad ogni mio ordine e che soprattutto soddisfi tutti i desideri della mia cara mogliettina. Questa ragazza è un po’ indisciplinata ma proprio per questo la voglio così potremo punirla maggiormente e soprattutto è una bella figa … quindi io per questa qui ti do 3000 euro al mese se ti va bene questo è il contratto. Ovviamente sai che normalmente una domestica viene pagata a dir tanto 1500 euro al mese se lavora tutti i giorni senza festività! Io te ne do il doppio con la garanzia che possiamo trattarla come vogliamo!” Mio padre rispose “Certo Francesco va benissimo! Sei un vero amico, con 3000 euro al mese risollevi le sorti della mia famiglia e mi raccomando falla trottare come un mulo che è una scansa fatiche questa scema qua!” Io per tutto il tempo rimasi in ginocchio con le mani giunte tra loro appoggiate sopra le mie gambe. Nessuno si accorse, per via della mia posizione, che mi scese una lacrima poiché mi sentii un oggetto che passava da un proprietario all’altro … venivo tradita dallo stesso uomo che mi mise al mondo. In un battibaleno mi ritrovai da sola in questo salone nelle mani di uno sconosciuto e proprio mentre stava per dirmi qualcosa, qualcuno suonò il campanello. Appena alzai lo sguardo mi si smorzò il fiato e non potei far altro che rimanere a bocca aperta poiché davanti ai miei occhi si presentò una figura angelica, una donna bellissima con i capelli rossicci, occhi azzurri e lineamenti del volto talmente perfetti che per un attimo pensai che non fosse reale. Ma quando poi mi si avvicinò potei notare il suo corpo da urlo, le sue gambe lunghe e affusolare e una vita stretta. Era una visione angelica e non potei far altro che ammirarla e lei appena mi vide sorrise ma non feci in tempo a ricambiare il sorriso che il Padrone mi prese con una mano per i capelli facendomi abbassare il viso fino al pavimento e allo stesso tempo inizio a sculacciarmi con tanta violenza mentre mi urlava “ stupida sguattera schifosa come osi guardare negli occhi mia moglie, sudiciona di una! Ti meriti tante di quelle sculacciate, da farti il culo rosso!”. Dopo 4 sculaccioni la Padrona intervenne “Amore ti prego, se me la massacri di botte fin da ora come faccio a usarla come sguattera … lo sai che voglio vederla lavorare come un mulo! Tu hai le tue schiave su cui poterti sfogare … mi avevi promesso che questa sarebbe stata principalmente mia!” “Hai ragione amore, scusami cara”. La Padrona mi prese per un braccio e mi fece alzare e mi disse “Cara, benvenuta in casa nostra, scusa i modi rudi di mio marito è che appena vede una bella ragazza non capisce più niente … però come sei vestita non mi piace proprio! Amore tu vai pure che alla ragazza ci penso io. Ci vediamo questa sera. Tu vieni con me!” Io con tono umile ma molto grato le risposi “Si Padrona, grazie mille!”. In quel preciso momento, dentro di me, ringraziai mio padre poiché mi aveva dato la possibilità di diventare la serva di una donna infinitamente bellissima … tutto ciò che mi avrebbe ordinato lo avrei eseguito senza fiatare. La Padrona mi portò al piano di sotto dove c’era la lavanderia con scope, stracci, l’asse da stiro, un armadietto e una brandina e mi disse “qui è dove dormirai e dove passerai la maggior parte della giornata, non farti ingannare dai miei modi gentili, ogni cosa che ti dico per te deve essere un ordine! Esigo sempre che tu mi chiami Padrona mentre quando ci sono ospiti mi chiamerai Signora. Nell’armadio troverai degli stracci e grembiuli i quali saranno la tua divisa. È severamente proibito indossare reggiseno e mutande e dovrai andare in giro per casa scalza. Ti è chiaro?” rispondo a testa bassa “Si Padrona”. “E ora spogliati!”. Io con testa bassa mi tolsi la mia maglietta e i miei pantaloni e poi, tenendo lo sguardo basso mi tolsi il reggiseno e le mutande. Lei si avvicinò a me e mi disse toccandomi il seno, come se fosse di sua propietà, “hai un bel corpo, delle belle tette e un culo niente male, farò di te la mia schiava personale!” Io non potei far altro che cadere in ginocchio davanti a lei e baciarle i piedi dicendole “Grazie Padrona per l’onore, sarò tutto ciò che voi vorrete!”. Lei si diresse verso l’armadio e prese una magliette azzurra e dei pantaloni neri e me li gettò a terra. Quando mi misi la maglietta mi accorsi che era molto larga e la scollatura era talmente ampia che mi fuori usciva o una tetta o una spalla, e se qualcuno me la tirava sarebbero uscite entrambe. La maglietta era talmente lisa che comunque mi si vedeva tutto ed era anche bucata. I pantaloni erano di un tessuto talmente usurato e bucherellato che mi si vedeva tutto e anch’essi erano molto larghi che mi scendevano fino a metà culo lasciandolo scoperto ed erano lunghi tanto che dovetti arrotolarmeli sopra le caviglie. Sembravo una povera sguattera con vestiti talmente lisi e larghi che mi si vedeva tutto, bastava mettermi in ginocchio perché tette e culo fossero completamente scoperti alla mercé di tutti! Mi sentivo una lurida sguattera ma non contenta la Padrona mi impose di mettere uno sgraziato grembiule grigio anch’esso molto ampio (mi arrivava fin sotto le ginocchia), liso e un po’ stracciato in fondo. Se prima sembravo una ragazza semplice ora sembravo una ragazza povera costretta a fare la sguattera. La Padrona decise per me che per ora era meglio andare in giro con la spalla scoperta e così conciata mi ordinò di andare su in salone che mi avrebbe detto quali sarebbero stati i miei compiti. Le scale le feci molto velocemente poiché la Padrona si mise dietro di me e iniziò a sculacciarmi sul culo solo per divertimento e per vedermi fin da subito scattante. Quando arrivammo su in salone, Lei si sedette sul divano e a me venne naturale mettermi in ginocchio davanti a lei con il mio grembiulone e la mia scollatura ampia che lasciava scoperta una spalla, e i pantaloni mi erano già scesi sotto il culo. In quella posizione mi misi a sentire quali saranno i miei doveri in questa casa …

Il cazzo di mio nipote | Racconto incesti di Saraziaputtana

Sono proprio una svergognata. Non doveva succedere. Ho scopato come una puttana con Sergio, il figlio di mia sorella. E dire che per me è stato sempre come un figlio. Io e mio marito non ne abbiamo avuti e lui, da piccolo, stava più a casa nostra che con i suoi genitori. Adesso ha 22 anni e studia a Milano. Io sono Sara e sono una donna di 51 anni. Vero è che sono ancora una bella donna con un fisico desiderabile, ma ciò non vuol dire niente. Insomma, alla mia età faccio girare ancora la testa. Sono castana, simpatica e attraente; un bel paio di tette sode, quarta misura, ventre piatto, un bel culo alto e sodo e un gran bel paio di cosce. Anche molto vogliosa, specialmente da un anno a questa parte. Mio marito ha 63 anni e poco più di un anno fa ha subito un intervento di una certa importanza. E stato poco bene e la conseguenza è stata lassenza di sesso tra di noi. Insomma, era da un anno che non mi gustavo un cazzo. La settimana scorsa siamo stati a Milano per un controllo generale. Premetto che siamo Siciliani. Mio marito ricoverato ed io, su insistenza di Sergio, mi sono sistemata, insieme a lui, nel suo appartamentino. Avrei usato la stanzetta col lettino che usa sua mamma, mia sorella, quando lo va a trovare. Ero vogliosa ma dovevo essere forte quando, la seconda sera mi venne a prendere in ospedale, ci fermammo a prendere delle pizze, rientrammo a casa, facemmo la doccia e poi a tavola. Sembrava tutto normale e invece, seduti sul divanetto a guardare distrattamente la tv, dopo aver parlato della giornata ospedaliera, incominciammo a parlare di altro e di certi discorsi. Insomma, aveva intuito della mia forzata astinenza sessuale. Lui era in pantaloncini e maglietta, io, come sono abituata a casa mia e non avendo alcuna soggezione di mio nipote, una vestaglietta leggera e le mutandine. In base ai discorsi che stavamo facendo in tutta tranquillità, considerata la grande confidenza tra di noi, mi disse che ero ancora una bella donna e che doveva essere dura per me la situazione che stavo vivendo. Non avevo dato alcuna importanza alla sua mano sulla mia coscia fino a quando non prese a scostarmi la vestaglia. Che fai con tua zia? Non lo sai che tu per me sei come un figlio? Si, però tu ancora non mi hai detto come fa una femmina come te senza……Hai ancora un paio di cosce che…….Le sue dita sulla pelle viva mi facevano un certo effetto, fra laltro non avevo niente da nascondere e i suoi complimenti mi piacevano. Gli dissi solo di smetterla ma non gli scostai la mano. Sospiravo guardano la sua mano che, scoprendomi sempre più, saliva lungo linterno delle cosce fino ad arrivare a contatto delle mie mutandine bianche. Sergiù, che vuoi fare? Smettilaaa! Dissi sospirando quando sentii la pressione della sua mano sulla fica. Capì che mi piaceva e andò avanti mettendosi in ginocchio sul divano. Che mi stava succedendo, capivo che non era giusto ma il desiderio era più forte di me. Con laltra mano mi aprì la vestaglia scoprendomi le tette e mi disse che erano stupende. Non è meglio se la smettiamoooo? Bisbiliai. Si chinò e prese a leccarmele. Intanto la sua mano tentava di entrare allinterno delle mutandine. Cercai di fermarla con la mia ma prese a mordicchiarmi e a succhiarmi i capezzoli. Non resistetti più, gemetti forte, mi abbandonai scivolando leggermente e la sua mano fu sulla mia fica nuda. Che bello! Capii che ero sul punto del non ritorno, tanto che, quando sentii la sua bocca sulla mia, la spalancai ed accolsi la sua lingua. La succhiai vogliosa e poi esplorò tutta la mia bocca. Si staccò e mi sussurrò: La tua lingua dovè? Mi venne da ridere e gliela diedi, Ci slinguammo freneticamente. Mi sdraiò con la testa fra le sue cosce e gambe dal lato opposto. Mi sfilò le mutandine e sentii la sua lingua sul pube, fra i peli, fra le cosce e poi a stuzzicarmi il clitoride. Impazzii completamente e feci in modo che potesse leccarmela tutta. Gridai più volte di piacere e istintivamente le mie mani andarono su alla ricerca del suo cazzo. Mi vergognavo ma era più forte di me. Glielo palpai più volte con entrambe le mani e poi cercai di tirarglielo fuori. Che volete? Mi vergognavo ma era un anno che non maneggiavo un cazzo; era un anno che nessuno mi laccava la fica e cercai di allargare il più possibile le cosce per gustarmi meglio la sua lingua. Finalmente riuscii a tirarglielo fuori e me lo ritrovai, grosso e possente, sul viso. Lo imboccai proprio mentre cominciai a muovere il bacino sopraffatta da un libidinoso piacere e prossima allorgasmo. Infatti godetti come una puttana gemendo succhiando il cazzo e giocando con le palle. Basta! Basta! Non ne posso più. Basta! Gridai quasi a supplicarlo. Si rialzò in ginocchio. Zi, ma se ti piace un sacco? E allora? Certo che mi piace ma che pensi che abbiamo fatto la cosa giusta? Dissi sorridendo mentre menavo il cazzo proprio sopra la mia faccia. Lo posso ammirare con calma e serenità e lui mi chiese, come un ragazzino vizioso, se mi piace. Gli sorrisi e glielo menai più forte leccandogli le palle come per dirgli di si. Disse che me lo voleva mettere dentro e gli dissi di no. Allora? Allora così. Si Accontentò. Si mise seduto, mi spostai dallaltra parte per poter usare la mano destra e presi a segarlo. Mi zi che sei brava Davvero? Fammelo con la bocca Lo sai che sei vizioso a questa età? Presi a spompinarlo e mi disse più volte che avevo una bocca proprio da pompinara. Io non lo sapevo ma mio marito, ai tempi belli, mi diceva che ero veramente brava a fare pompini. Così si dice alla zia? Succhia zi, succhia e bevi. Qualche volta lavevo fatto ma con mio nipote……Invece lo feci. Mentre mi sborrava in bocca mi chiedeva se era gustosa. Pensai che mio nipote, per la sua età e per le esperienze che poteva avere, era audace ed esperto. Ora basta dissi alzandomi, raccogliendo le mutandine da terra e andando in bagno seminuda comero. Mi guardaiallo specchio e mi dissi più volte troia. Mi sciacquai la bocca, mi risistemai e ritornai a sedermi sul divano. Cominciò a farmi certe domande intime. Pure se avessi mai tradito mio marito. Gli risposi di no e che non doveva nemmeno pensarlo. Mi piaceva e mi eccitavo. Poi mi chiese se mi piaceva nel culo. Lo sai che stai oltrapassando i limiti? Ti sembra giusto con tua zia? Comunque nel culo non lavevo mai preso. Per cambiare discorso gli feci qualche domanda io. Se aveva una ragazza e che cosa faceva con lei. Pacatamente mi rispose che scopava con una collega universitaria anche lei siciliana. Mi parlò di lei. Poi, dopo una breve pausa, mi confidò che le vere scopate se le faceva con la signora del primo piano. Mi meravigliai. Per questo è che ne sai tanto allora A lei piace nel culo e gode maestosamente Smettila. Non finì così. Potevo mai immaginare che a rompermi il culo per la prima volta sarebbe stato il figlio di mia sorella? Infatti quando mi alzai dicendo che andavo a letto. Vieni a dormire nel mio lettone disse. Che poi lettone non è in quanto è un letto ad una piazza e mezza. Scordatelo dissi ridendo. Si alzò, mi prese fra le braccia, incominciò a palparmi tutta e mi baciò. Risposi al suo bacio, mi slaccio la vestaglia e mi condusse nella sua stanza buttandomi sul letto. Si sfilò la maglietta, pantaloncini, slip, salì sul letto supino e mi tirò su di se, prense a baciami il collo, le tette e ci slinguammo lussuriosamente. Sentii il cazzo fra le cosce, mi sfilò la vestaglia, le mutandine, allargai le cosce e il cazzo mi entrò da solo. Gemetti forte. Ti scasso sussurrò Siiiiiiiiii risposi. Mi scopoò e lo scopai così godendo immensamente. Seguì un 69 tempestoso come non lavevo mai fatto prima. Ancora orgasmi. Me lo mise fra le tette cavalcandomi. Mentre parlavamo sorridendoci. Espresse più volte il desiderio di farmi il culo. Gli ridissi che non lavevo mai fatto. Me lo scassò completamente facendomi ridere quandomi diceva che avevo il culo più bello del mondo. Godetti anche nel culo e poi mi leccò. Me lo rimise nel culo e mi sborrò facendomi impazzire di piacere. Per tutto il tempo della mia permanenza a casa sua non vedevo lora di andare a letto e scopare. Che fortun
a avere un nipote così erotico e porco!

La Fregna piace ai maschi ma il cazzo piace a tutti | Racconto trio di ScorpioneRM

Ho 20 anni bello dotato e desiderato dalle belle donne ero a cena con amici in un ristorante il cameriere ci porta una bottiglia di Campagne in omaggio si avvicina a me e mi porge un biglietto Complimenti lei una bella persona brindi alla nostra salute con i suoi amici ma vorremo averla come ospite dopo la serata un numero di cellulare mi guardo in giro e vedo la coppia che mi guardava lei bionda e lui moro mi sorridevano hanno alzato il bicchiere a mo di brindisi ho fatto lo stesso verso di loro per confermare invito porco trasgressivo nel sesso tutto è lecito basta godere lascio i miei amici e chiamo la coppia ho indirizzo e vado villino parcheggio e lui mi viene incontro entriamo lo guardo da vicino è bell uomo si mantiene bene asciutto curato mi offre da bere mi dice che la signora si sta cambiando beviamo mi chiede se ho avuto esperienze in merito e cosa mi eccita gli dico che nel sesso per me tutto è lecito no a forme di violenza arriva lei in una vestaglia trasparente nera sotto è nuda ci presentiamo le bacio la mano e ci sediamo sul divano lei al centro e parliamo Lui ci lascia dice che va a farsi una doccia e poi ci raggiunge soli beviamo le verso del vino fresco e lei mi tira su di le e ci baciamo passionale le mie mani sotto la vestaglia il seno sodo la spoglio ci baciamo con passione lei spoglia me e ci rotoliamo sul tappeto nudi il mio cazzone duro lei lo afferra e urla poi lo succhia e 69 ci lecchiamo succhiamo la faccio godere urla con le mie dita in fica che la sfondano ha orgasmo la giro la metto a pecorina sul pavimento appoggiata al divano e la infilo il cazzone la sbatto le afferro il viso e la bacio mugola geme poi mi mette sotto e sale sopra struscia con il cazzone dentro ballando e facendo la vestale ha il suo secondo orgasmo mi bagna il cazzo e i peli poi si sfila lasciandomi a cazzo dritto entra il marito si abbassa e lo succhia lo ingoia tutto lo lecca mi f a avere dei brividi e poi allungo la mano e infilo le dita nel culo è bagnato e ha messo la crema gli afferro i capelli e gli chiedo avvicinandomi alla sua faccia POrco ti piace il cazzone duro vero ? MI guarda e mi dice fammi tutto ti prego mi piaci lo voglio fammi male lo sculaccio e gli stringo i coglioni trema urla e piange ma il suo cazzo è dritto Cagna pregami fammi sentire quanto ti piace ? inginocchio ai mei piedi leccandomi le dita dei piedi mi prega Puttanella non è che poi mi scarichi e non mi chiami più perchè ti devo sfondare il culo ? NOOOOOO ci piaci troppo verrai a tutti i nostri festini e potrai portari dei porci schifosi che faranno godere Elena e me lo farai vero ? lo alzo lo sbatto alla parete e lo infilzo a freddo urla si agita il mio cazzone dentro lei scivola sotto e lecca il cazzo del marito e accarezza il cazzone che entra nel culo e poi lo fa uscire e lo lecca e poi lo rimette dentro strizzo l capezzoli gli apro la bocca e gli sputo dentro lo faccio ingoiare poi si sega e sotto i miei colpi ha orgasmo e anche io riempio il buco ci rinfreschiamo e beviamo e lei me lo succhia e quando è duro mi invita a entrare nel culo e cosi faccio bello stretto e dopo averla ravanata per un bel po veniamo alle 5 della mattina lascio la villa dopo 5 giorni mi arriva un loro chiamata ci salutiamo e mi invitano ad una festa per il sabato sera da loro mi presentano amici speciali eccomi vestito e profumato entro musica e tante belle persone e si beve mi presentano persone influenzi della città avvocati politici alle scoccare della mezzanotte si svuota la villa restano 3 coppie invito a farsi un bagno in piscina e poi entriamo in lato della villa ci asciughiamo poi in salone musica sotto fondo e dai video lungo le pareti film porno con scene di gang bang eccitanti mettono gli uomini tutti da una parte e le donne di fronte poi scrivono dei nomi e li inseriscono in sacchetto le donne pescano e si appartano con la persona scelta in sala con un vetro specchio altri possono vedere quando fanno sesso e cosi una delle signore pesca urla il mio nome Emanuele mi alzo nudo le vado incontro e lei mi prende per mano mi porta nella stanza del piacere ci abbracciamo la bacio è morbida e calda sensuale e porca la sento vibra trema e ha brividi la fica è tutta bagnata la sbatto sul divano tondo in mezzo alla sala e le apro e gambe la succhio la mordo la sditalino mi giro e le affondo il cazzone in bocca lo spingo in gola fa fatica poi ci riesce infilo la mano nella fica e la masturbo forte schiaffeggio i seni le strizzo i cappezoli ha il suo orgasmo poi mi afferra e mi bacia e mi dice grazie aveva goduto tanto e lo fatta salire e girato verso il vetro cosi potevano vedere il cazzone scivolare dentro e fuori e a pecorina e a gambe aperte dove ha avuto il secondo orgasmo graffiandomi le spalle e gli ho messo il cazzone in bocca e lo ha succhiato tutto ho avuto altre due prestazione una in privato dove il marito mentre pomiciavo la moglie mi succhiava il cazzo tutto e poi dopo aver fatto godere lei ho infilato lui abbiamo goduto grandi compliemnti da parte del padrone di casa mi ha dato una busta per dei regali da parte degli ospiti per le mie prestazioni adesso aspetto il prossimo invito

Una cinquantenne incredibile | Racconto etero di Spring96

Franco non riusciva a distogliere lo sguardo da quel culo. Nonostante sua moglie Elena fosse presente in negozio e gironzolasse fra gli scaffali lui dal bancone non toglieva gli occhi da quel paio di pantaloni neri di pelle che fasciavano quelle cosce e quelle chiappe rotonde della signora Carla, cliente saltuaria ma che si faceva sempre notare per un motivo o per un altro. La scorsa settimana, e meno male che Elena non cera, si era presentata con un vestitino leggero e una scollatura che lasciava intravedere la sua quarta abbondante di tette, tette che forse non erano più sode e alte come qualche anno prima ma che facevano sempre la loro figura. Eh sì.. perchè la Carla non era più una ragazzina ma veleggiava quasi sui 50 anni.. portati splendidamente.

Da signora matura insospettabile a troia sottomessa – capitolo 1 | Racconto dominazione di Signora

Mi chiamo Elisabetta, adesso 54enne, sono castana chiara pitturata bionda, occhi verdi ed un bel viso regolare con nasino piccolo e labbra piene, ho due belle tette di una 4° abb adesso per l’età un po’ calanti, sono alta uno e 65 paffuta, sono c.a. 72 kg ed ho un bel culo senza un grammo di cellulite! il tutto è iniziato poco più di anni fà. Mi ero sposata 21enne, sino ad allora avevo avuto solo tre brevissime relazioni, di quelle che non lasciano il segno, né ricordi struggenti, mio marito non è mai stato quello che si dice un mandingo, ma i primi anni fu in grado di soddisfarmi egregiamente, con onesti orgasmi da parte mia, anche se non avevo mai provato a raggiungere quelle vette di godimento di cui leggevo in qualche libro od anche in confessioni su qualche giornale femminile, poi con gli anni, ci eravamo man mano spenti fino ad adesso, dove si faceva sesso, se tutto andava bene, 2-3 sabati sera al mese, in maniera sbrigativa, senza quasi preliminari, dove la maggior parte delle volte lui arrivava velocemente lasciandomi insoddisfatta ed obbligandomi poi a soddisfarmi da sola, magari al mattino dopo quando rimanevo sola. D’altra parte, nei discorsi con amiche sembrava una situazione comune a quasi tutte, a parte una, che si vantava di avere uno stallone giovane con cui cornificava il marito, facendoci scandalizzare (almeno apparentemente) tutte noi che però, penso alle altre come a me, ci rodeva l’invidia, oltre tutto mio marito, grosso dirigente in una multinazionale di prodotti informatici, era via quasi sempre dal lunedì mattina al sabato, essendo responsabile della zona comprendente i paesi emergenti del vecchio blocco sovietico. Il giorno in cui tutto iniziò era ne la settimana del 1° maggio, lui non era partito visto che la settimana sarebbe stata ridotta, andava solo in direzione per aggiornamenti, io la sera prima, un po’ in fregola avevo tentato un approccio, ma la bandiera non aveva voluto saperne di alsarsi, poi lui adducendo scuse alla stanchezza si era voltato e si era addormentato lasciandomi lì a rigirarmi con la voglia repressa; la mattina dopo era andato in ufficio e io mi ero sfinita con un paio di ditalini che però mi avevano lasciata ancor più frustata, poi vestita uscita a far qualche commissione ero tornata, una doccia veloce per calmare i bollori mi ero messa solo una leggera tutina ginnica e avevo cominciato a riordinare. Ad un certo punto ho deciso di portare in cantina alcune vecchie cianfrusaglie che giravano per casa, abito in un condominio piano attico, in un contesto esclusivo nell’interland Milanese e dal mio piano, (in ogni piano c’è un solo appartamento) si arriva direttamente al piano interrato dove ci sono i parcheggi e le cantine. E’ un condominio dove ci si conosce al massimo per buongiorno buonasera, ma l’architetto che abita proprio al piano sotto al mio, c.a. 59enne in quei tempi, bel uomo alto massiccio, avevo notato che spesso mi guardava con interesse, anche se mai si era spinto oltre le pure formalità di cortesia, sarà stato magari perché era divorziato, ma, chissa! Mentre mi apprestavo a tornar a prendere l’ascensore per risalire, camminando con la testa trà le nuvole mi sono letteralmente scontrata appunto con l’architetto, Mario, che parcheggiata l’auto si apprestava anche lui verso l’ascensore, mi son trovata contro di lui che mi ha messo una mano dietro la vita per evitare che cadessi e l’altra, forse casualmente, mi sfiorava un seno, ho balbettato qualcosa come scusi ed altre parole incoerenti, lui mi ha sorriso dicendomi che era un piacere scontrarsi con tanta grazia, a quel punto son diventata di porpora ma non ho pensato minimamente di allontanarlo, lui sempre guardandomi ha leggermente accentuato la stretta aumentando impercettibilmente la pressione su la tetta, poi, visto che io continuavo a guardarlo senza reagire, si è chinato e mi ha baciata, ho passivamente aperto le labbra e lui ha decisamente stretto la tetta spostando la mano dietro da la vita su le natiche. Dopo pochi attimi che a me eran sembrati secoli, si è staccato e mi ha detto: per riprendersi da lo schoc venga da me a bere qualcosa, poi senza aspettare il mio assenzo, mi ha presa con decisione per un braccio guidandomi ne la cabina dell’ascensore schiacciando il piano sotto al mio, mi guidò in casa sua con me che mi muovevo come uno zombi, sapevo di star facendo qualcosa di eccezionale, ma non sapevo se gioirne od esserne terrorizzata! Appena dentro fece saltar via le scarpe slacciò la cravatta e getto la giacca su una poltrona, poi lasciandomi in piedi in mezzo al salone, preparò con veloce maestria un drink abbastanza alcolico me ne porse uno dicendomi: dobbiamo brindare al nostro scontro!! A me, l’imbarazzo mescolato alla voglia sopita che covavo ed all’alcol mi presero subito alla testa e quando mi prese tra le braccia mi lasciai andare avvinghiandomi a quel corpo massiccio tonico diverso da quello che avevo abbracciato ne gli ultimi 30 e più anni. Lui in un attimo mi tolse la tuta, sotto cui ero nuda a parte gli slip, mi spinse in camera, mi fece sdraiare sul bordo del letto e mise la testa dentro l’inforcatura cominciando a leccare in maniera divina, ci misi pochissimo ad esplodere in un orgasmo pauroso, lasciandomi andare anche a gridolini di piacere, a quel punto, si alzò e velocemente si mise nudo, mi apparve un corpo villoso maestoso, era un maschio di un metro ed 88 di almeno 110 kg, ma tonico abituato a palestra, molto villoso senza essere un orso, dal ventre gli spuntava una meraviglia di forse più di 20 cm molto largo, mentalmente feci il confronto con mio marito e fù impietoso, infatti lui, è un uomo 58enne alto 175 x c.a. 85 kg ma certo non palestrato, pancetta, glabo, con un cazzo di molto più modeste dimensioni, 16 cm non grossissimo certamente; a quel punto Mario mi si avvicinò mi prese la testa e me la spinse verso il cazzo, non mi feci scrupoli, dopo una leccata alla cappella, lo imboccai immediatamente cominciando a ciucciare mentre lui cercava di spingerlo il più possibile dentro, facendomi mancare il fiato, ma mi guardavo bene dal mollare la presa, mi riempivo le narici del suo odore, muschio sudore, anche un po’ d’orina, era uscito in mattinata e non si aspettava certamente di trovare una da chiavarsi rientrando a casa!! Dopo alcuni minuti, mi stacco dal mio pasto, poi sdraiatami sul letto, prese le gambe, me le aprì a squadra e si inginocchiò nel mezzo, poi facendomi prima sentir su le grandi labbra fradice, la consistenza della cappella la abbocco e lì, guardandomi ne gli occhi dette un colpo ficcandolo tutto dentro, facendomi fare un balzo e urlare!! Iniziò una chiavata paurosa, non veniva mai, ebbi almeno 3 orgasmi spaventosi quando lui mi disse, troia adesso ti riempio!! E cominciai a sentir pulsare quel bastone e sentire lo sperma invadermi tutta. Ero sul letto, disfatta, soddisfatta, felice, a quel punto lui mi porse il cazzo e mi disse, tieni puliscilo bene!! Mai mi ero neanche solo azzardata a pensare di ciucciare il cazzo di mio marito dopo che mi aveva scopato, anzi in genere quando vedevo la sua lumaca viscida rammollirsi, mi faceva anche un po’ schifo, ma con Mario non ebbi esitazioni, aprii bocca e lo lucidai, finendo anche per leccargli i coglioni pelosi e sudati!

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