Email dal superdotato | Racconto tradimenti di MelissaP

I nomi sono fittizi, la storia è vera. Mi chiamo Melissa, ho 29 anni, ho studiato medicina e ora sono in specialistica. Non sono molto alta, sono molto soda, un bel culetto, una terza scarsa, bionda, un bel visino malizioso, occhi azzurri, insomma non sono male. Sono fidanzata da anni con il mio fidanzato Luca, che amo tantissimo. Siamo una bella coppia, ci troviamo su tutto, anche lui è un medico della mia età, è bello, affascinante… a letto non posso assolutamente lamentarmi, ha sempre saputo come eccitarmi, e il sesso è appagante. Ha un bel fisico, un bel viso, e un pisello nella media, sui 15 cm di lunghezza per 13,5 di circonferenza. Prima di lui avevo avuto un esperienza con un superdotato, sui 19 cm circa… non mi mancavano quelle misure, ma ho sempre pensato che le misure contano. Ovviamente non glielavevo mai detto, anche perchè ero davvero felice con lui.

Ho tradito il mio futuro marito con due amici | Racconto tradimenti di Ginevra

Quello che sto per raccontarvi è un segreto che ormai mi porto dentro da qualche anno…Ho sempre avuto il bisogno di confessare a qualcuno questa mia avventura, perché è un peso che sento di dover condividere con altre persone, per cercare di stare un po meglio con me stessa. Ciò che mi ha sempre bloccato dal farlo è però la gravità del fatto, impossibile quindi da raccontare a qualcuno che conosco; scriverlo qui, a persone sconosciute, per me risulta quindi molto più semplice.

Se mio marito vuole | Racconto tradimenti di Anna22

Sono Anna e sono una moglie di 22 anni. Voglio scrivere la storia perché sono sicura che non ce ne siano tante di ragazze che alla mia età, anche donne più mature, abbiano avuto le esperienze che ho avuto io. Nel mese di maggio 2018 mi ero lasciata col mio ragazzo, il compagno di scuola col quale flirtato dalletà di 18 anni e al quale, a quelletà, avevo dato la verginità della mia fica. Con Franco, mio marito, iniziò un mese dopo, quando iniziò a frequentare la mia comitiva. Franco è un bel ragazzo di 26 anni, allora ne aveva 24. Abituata con un ragazzino della mia età, lo vedevo maturo. Mi corteggiava mettendo in risalto i miei attributi femminili che già a 20 anni erano sensuali e provocanti. Una sera, facendomi arrossire, mi disse: sei un tipo provocante che stuzzica molto e non hai bisogno di dirlo che hai voglia di scopare perché sono i tuoi occhi e il tuo sguardo che lo dicono. Ci mettiamo assieme? Non mi interessa nemmeno se sei vergine o non lo sei. Mi cadde il mondo addosso, mi vergognavo. No, non sono vergine. Lo facevo col mio ragazzo. Usavamo il preservativo Non ti vergognare, per me è ancora più eccitante sapere che non sei vergine. Comunque è molto più eccitante senza preservativo, basta stare attenti- Abituata ad una toccatina di fica, ad una leccatina di cazzo e ad una chiavatina col preservativo, con Franco fu tutto più trasgressivo tanto che, nel giro di un mese, mi chiese e gli diedi il culo e gli permisi di venirmi in bocca. Trasgressivo altre le mie visioni sessuali tanto che, facendomi eccitare tanto da farmi comportare come una troia, mettendo il viso fra le mie tette o fra le chiappe, mi diceva che era veramente un peccato che di tutta quella bella carne ne potesse godere solo lui. Insomma, non gli sarebbe dispiaciuto guardarmi mentre offrivo le mie grazie ad un altro. Quando insistette di farmi scopare da Giorgio, dopo i primi dinieghi, cedetti. La faccenda mi intrigava, Giorgio mi piaceva, una settimana dopo sarebbe ripartito per Torino e tutto sarebbe finito lì. Era il cugino della mia migliore amica, Valeria, ed era in vacanza nella nostra città ospite a casa di Valeria la quale, mi confidò, che quando era possibile scopavano, pur essendo, lei, regolarmente fidanzata. Giorgio aveva 26 anni. Lo facemmo una sera con la scusa di un passaggio per accompagnarlo a casa. Più semplice di così? Quando Franco cambiò strada dirigendosi verso il luogo appartato dove scopavamo solitamente, chiese dove stavamo andando e Franco rispose che io avevo voglia di scopare e che mi avrebbero fottuta insieme. Certo che mi vergognavo ma non dissi nulla. Anzi quando Franco bloccò lauto e mi disse di andare dietro, scesi e risalii. Sergio, rivolgendosi a Franco disse: Guarda che ci sto eheee! Disagio da ambo le parti ma dopo un paio di baci a piena lingua prendemmo confidenza e la voglia ebbe il sopravvento. Ci frugavamo con mano desiderosa e presto mi ritrovai senza maglietta, con la gonna su e il suo cazzo fra le mani. Ci raggiunse pure e, nonostante fosse unauto comoda, in tre si stava scomodamente. Dopo che gli feci un pompino Franco mi diede il preservativo e mi disse di metterglielo io stessa. Non ero pratica, non lavevo mai fatto e devo dire che fu eccitante. Scopammo con me che lo cavalcavo mentre Franco me lo mise un bocca. Poi viceversa, nella stessa posizione, mentre succhiavo il cazzo di Sergio. Non sapevo ancora di essere incinta per cui mi sborrarono entrambi nella bocca, Prima Sergio e poi Franco. Due giorni dopo lo facemmo di nuovo ma comodamente sul letto di Franco, essendo i suoi genitori entrambi al negozio, la loro attività dove anche lui lavorava. Ancora più trasgressivo e fu loccasione della mia prima doppia penetrazione. I miei genitori e quelli di Franco erano contenti di diventare nonni. Nel mese di ottobre, riadattando il loro vecchio appartamento, andammo a convivere. Franco lavorava nel loro negozio ed avevamo una certa autonomia finanziaria. Una sera, di ritorno da Catania per avere accompagnato mio fratello allaeroporto, mi chiese se avessi voglia di cazzo. Era da qualche settimana che mi deceva che da quando ero incinta ero ancora più focosa e che a volte sembrava che avessi bisogno di un cazzone nero. Pensavo scherzasse però ci eccitavamo. Sapevo benissimo quello che si diceva dei negri. Ci fermammo in unarea di servizio per mangiare un panino e prendere il caffè. Mi fece notare un ragazzo nero come il carbone. Sorridevo divertita convinta che volesse solo giocare. Così mi ami? Certo che ti amo. Per questo voglio che scopi con un altro, ti diverti tu e fai felice un altro. Gli dissi che quello mi faceva schifo a solo guardarlo e mi sembrava sporco. Mi invitò a guardargli la patta dei jeans. Mi stavo eccitando come una porca. Come andò a finire? Lo avvicinammo quando uscimmo e facendomi vergognare gli disse: Mia moglie vuole il tuo cazzo, ti vuole fare un bel servizio- Io dietro, vicino a lui. Sentivo, non odore di sporco ma il tipico odore della pelle di colore. Ci spostammo in un angolo appartato dellarea di servizio e alla fine non ero affatta pentita anche perché, essendo incinta, andavo tranquilla. Che cazzo! Era proprio vero. Non era affatto sporco. Dopo averlo leccato e spompinato, lo cavalcai dando le spalle a Franco rimasto al suo posto. Noi eravamo al centro e lui proteso a guardare il cazzo nero che mi scassava la fica. Godevo come una porca, aveva ragione Franco. Figuratevi che godendo con la bocca aperta sentii la lingua fra le labbra e la succhiai. Altro che schifo! Ebbi due orgasmi e mi sentivo la fica aperta come non mai. Lui mi sborrò dentro ululando come un lupo ma il suo cazzo restò duro. Non ci pensai due volte a ficcarmelo nel culo quando me lo chiese Franco. Prima lo rimisi in bocca. Mi girai nella sua direzione, mi tenevo nei poggiatesta con una mano e con laltra indirizzai il cazzo nel culo. Che sofferenza! Mi sentivo spaccare in due. Facevo su e giù lentamente mentre Franco me lo mise in bocca e mi disse di toccarmi la fica. Che orgasmo! Il negro mi sborrò nel culo e Franco in bocca. Che esperienza! Hai visto che è stato bello? Si- Un sabato sera sul tardi, dopo aver cenato da amici, in auto mi disse: Ti sembra giusto che tu con un negro ci hai scopato ed io con una negra no? Mi fece ricordare quel cazzone nero e, non stante il mio pancione di 7 mesi, mi fece venire una strana voglia. Percorremmo quel tratto di litoranea dove in inverno si prostituiscono ragazze extracomunitarie. Non vi era nessuno, solo 3 ragazze. Ci fermammo e una di loro si avvicinò dalla parte di Franco il quale abbassò il finestrino. Avevo notato che aveva un bel paio di cosce e, tutto sommato, era carina pure in viso. Era proprio una ragazzina e sorridendo esordì: Tu ficcare con me? Noi ridemmo e lei continuò: Pure moglie tua? Con Lala, nome darte, diventammo come amiche. Aveva 18 anni. era nigeriana ed era sposata. Si misero daccordo sulle prestazioni e sul prezzo. 50 euro col pompino iniziale, scopata col preservativo e sborrata finale in bocca. Devo dire che fu unesperienza fantastica vederla scopare con Franco. Ero eccitatissima e Franco mi fece godere leccandomi la fica davanti a lei. Poi mi chiese: Tu volere ficcare con negro? No Quando tu volere ti porto fratello o marito mio– A maggio partorii un bel bambino. A luglio ci sposammo. Mia mamma si tenne con piacere il bambino e andammo in crociera. Avevamo deciso di fare uso della pillola per evitare altre gravidanze. Doveva essere una settimana di relax tutta per noi invece, già la prima sera a cena, ci ritrovammo in un tavolo per 4 con Danilo e Mariella. Lui un 54 enne galante e tutto pepe, lei una bella 50 enne ancora attraente e provocante. Erano in crociera per festeggiare le nozze dargento. Anche loro siciliani. Naturalmente facemmo amicizia. Non notai niente di irregolare in Danilo ma gli sguardi di Mariella nei miei confronti non erano normali, era come se mi desiderasse. Se capita me la faccio mi disse Franco. Ok! Se ci sta? Come fai? Invece lindomani pomeriggio mentre eravamo in piscina dopo essere stati tutta la mattinata in escursione, mi raggelò: Lo sai che sei proprio
una bella ragazza? Ero in bikini e facevo la mia bella figura. Anche lei era in 2 pezzi ed era veramente una bella donna. Grazie. Anche tu sei una bella donna A pensarci bene la crociera dura poco, una settimana passa subito, meglio non perdere tempo. Che fa non ti piacerebbe fare una nuova esperienza con me? Quando lho fatto io la prima volta ero in viaggio di nozze come te. Non dovevo raggelare? Non lho fatto mai Sono sicura che ti piacerà. Sentirai sensazioni nuove. Un attimo di silenzio e poi: Pure con mio marito? Questa volta raggelò lei. Silenzio, turbata e rossa in viso. Non lho mai fatto. Lho fatto solo con mio marito Non ti piacerebbe provare sensazioni nuove? Tu fai divertire me e mio marito fa divertire te. La misi in difficoltà. Le dissi di pensarci e che lindomani pomeriggio non saremmo scesi a terra. Ne parlai con Franco. Restò stupefatto. Quella sera stessa Mariella disse al marito che non sarebbe scesa perché il posto da visitare non le interessava. Allora trascorriamo tutta la giornata in piscina le dissi. Lei, rossa in viso, guardò prima me e poi Franco. Lindomani pranzammo al self service della terrazza. Danilo finì e subito andò via perché doveva sbarcare. Decidemmo di andare nella nostra cabina ma Mariella volle che laccompagnassi nella sua per farsi la doccia e cambiarsi. Mi accarezzò perplessa dicendomi ancora che con un altro non laveva mai fatto e non si sentiva sicura. La rassicurai. Mi chiese se Franco fosse stato il mio unico uomo e, per incoraggiarla, le risposi che da fidanzati lavevo tradito 2 volte. Quindi mi baciò con la lingua sulle labbra e andò a farsi la doccia. Andammo nella nostra cabina. Franco aveva fatto la doccia. Andai in bagno per rinfrescarmi e li lasciai da soli. La ritrovai che gemeva mentre Franco le leccava la fica. Erano già completamente nudi. Quello fu il suo primo orgasmo e poi io presi a leccare il cazzo e la invitai a farlo insieme a me. Tutto cominciò così. Devo dire che fu terribilmente piacevole essere slinguata e leccata in tutto il corpo da Mariella. Mi fece godere leccandomi la fica e non avrei mai pensato che potesse essere così piacevole leccare unaltra femmina. Momenti super? Quando Franco se la scpò supina e ci slinguavamo in tre. Le chiesi se le piacesse il cazzo di mio marito e rispose di si; poi se gliela stava scassando come piaceva a lei e rispose di si; se era pentita e rispose: Noooooo, noooo Godi? Ti fa godere il cazzo di mio marito? Siiiiii, siiiiiiii, forteee, più forteeeeeee. Quando io e lei, in ginocchio, ci strusciavamo tette contro tette, pube contro pube e bocca su bocca e Franco, facendoci allargare le ginocchia, entrò sotto di noi con la testa e prese a leccarci la fica insieme, sballammo completamente godendo come due cagne in calore. Quando Franco le sborrò in bocca e lei, che non se laspettava, con la sborra che le colava da tutte le parti, chiese perché le facevamo fare quelle cose. Quando Franco si mise a giocare fra le sue tette e quando, lui in ginocchio e lei alla pecorina, gli succhiava il cazzo ed io, da sotto, le palle e poi al contrario. Quando, infine, io sotto e lei sopra impegnati nellultimo 69 e vidi il cazzo di Franco, proprio sopra i miei occhi, che penetrava lentamente nel culo di lei la quale sobbalzava di piacere. Non sapevo nemmeno se fosse la prima volta, né glielo chiesi. Non vi fu altra occasione. Vi fu invece loccasione di una cosa inaspettata. Qualche sara dopo Danilo ed io ci ritrovammo per qualche minuto da soli a tavola. Posso parlarti liberamente senza che ti offendi? Chiese. Certamente. Che fa scherzi? Io ad una ragazza come te cinquecento euro gliele darei tranquillamente. Diventai rossa perché avevo capito. Solo che non sapevo casa dire. Scusami , ti sei offesa? Mi venne il coraggio. No. Solo che mi viene difficile pensare che una giovinetta come me potesse suscitare certe fantasie in un uomo maturo. Anche se un belluomo e affascinante. Hai una moglie sensuale, bella e sicuramente molto più esperta di me2. Vorrei prprio vedere se hai il coraggio di pagarmi tanto. Invece si. Naturalmente dopo averne parlato con mio marito. Trovammo pure il momento giusto nella nostra cabina. Niente male Danilo, evidentemente con la moglie certi ardori erano svaniti. Io non gli feci rimpiangere di avere pagato 500 euro in quanto Mariella certe cose non gliele consentiva. Devo dire che fu una bella scopata a pagamento. Cè dellaltro. Cè dellaltro ma mi vergogno pure a raccontarlo. Se mi fate un po di coraggio forse mi convinco.

Faccio la troia con mio suocero | Racconto incesti di Annasuocero

La famiglia di mio marito è titolare di una rivendita di tabacchi, profumeria e articoli per ligiene della persona in un grosso centro della Sicilia. Io sono Anna, una bella ragazza di 30 anni; anzi, bona. Almeno così mi dicono. Sono alta 1,67 e ben formata fisicamente; mora con capelli lunghi e bella in viso. Mio marito ha 33 anni, figlio unico, bel ragazzo ma poco dotato sessualmente e poco fantasioso. Almeno per quello che io stessa ho potuto constatare facendo il paragone con i miei due ragazzi che avevo avuto prima di lui. Tuttavia gli voglio un gran bene. Mia mamma era stata sempre contraria che mi fidanzassi con lui. Prima non comprendevo il motivo, poi incominciai a capire qualcosa. Io lo consideravo un buon partito: non lavoravo, non lavoro tuttora e lidea di dedicarmi al negozio insieme alla famiglia di mio marito mi stuzzicava molto. Siamo sposati da 2 anni ed è prprio così. Anzi, in un certo senso, ho quasi preso il posto di mia suocera la quale, stanca e con qualche problema di salute, non se la sentiva più di stare giornate intere dietro i banconi. Mio suocero è un uomo di 61 anni. E ancora molto dinamico anche se leggermente appesantito. Ma fino a qualche anno fa era proprio un belluomo ed erano note, in tutto il paese, le sue scappatelle con le più belle signore del paese. Forse per questo motivo mia mamma era contraria? Credo. E a quanto potevo intuire, anche se non avevo la certezza, mio suocero si era trombato pure lei. Io non posso lamentarmi dei miei suoceri: mi voglione bene e mi trattano bene. Anchio a loro. Circa 3 mesi fa, nel mese di marzo, mio marito fu costretto a casa per 4 giorni a causa di una forte influenza. Mia suocera per un giorno fu con noi in negozio ma poi anche lei, a causa di un forte mal di schiena, fu costretta a stare a casa. Naturalmente nessun problema in negozio in quanto due persone riuscivano, tranne in certi fragenti della giornata, a gestire la situazione. Il secondo giorno, mentre stavo risistemando dei campioni di profumi, dopo averli fatti provare ad una cliente, mio suocero passando dietro di me, mi strofina il pacco sul sedere. Naturalmente pensai ad un caso fortuito, tuttavia mi vergognaie arrossii sorridendo. Mi chiese scusa. Il fatto sta che il caso fortuito si ripetè. Io indossavo un paio di leggins neri, gli stivali e un ampio maglione bianco a collo alto. Si era eccitato e questa volta il suo bastone duro lo sentii proprio fra le chiappe. Mi sentii imbarazzata e capii che non poteva trattarsi di un caso fortuito anche perché ebbi limpressione che si fosse soffermato più del tempo necessario per passare dietro di me. Questa volta non mi chiese scusa. Io ero ancora più mortificata, più imbarazzata e più rossa, tuttavia quel coso duro fra le chiappe, anche se per solo un secondo, e la fama che aveva lui, mi fecero provare certe sensazioni e mi mortificai ancora di più. Per prassi consolidata, la sera, dopo la chiusura, abbassavamo le saracinesche uscendo poi dal retro, e prima di andare via, ci si dedicava, per una mezzoretta, ad una passata di aspirapolvere e se il caso ad una passata di straccio umido. Ero leggermente chinata in avanti proprio per questo motivo quando sentii il suo bastone duro nuovamente fra le mie natiche e, questa volta tenendomi per fianchi. Era chiaro che non poteva trattarsi più di un caso fortuito e, ammesso che avessi avuto dei dubbi, scomparvero del tutto nel ritenere casi fortuiti anche le altre due volte. Immaginate me: a parte il fatto che non avevo mai tradito mio marito, quello era mio suocero, il padre di mio marito. Ma come si permetteva con la moglie di suo figlio? Lo supplicai più volte ricordandoglielo ma, cingendomi dalla vita col braccio sinistro, con la mano destra prese a strofinarmi forte fra le cosce, sulla fica e fra le chiappe facendomi ansimare di piacere. Quando fu certo che mi piaceva, e mi piaceva pur facendo ogni sforzo per non farlielo capire, prese a tirarmi giù leggins e slip. Smettila. Che ti prende? Gli dissi ancora ricordandogli che ero la moglie di suo figlio. Il fatto sta che capì che mi stava piacendo, mi abbassò il tutto fino ai piedi e la sua mano, quasta volta a diretto contatto delle mie parti intime, mi fece cedere completamente. Che ci posso fare, mi piaceva! Lasciai andare tutto quello che avevo fra le mani e mi appoggiai con i gomiti sul bancone. Ansimavo di piacere e quando si chinò a leccarmi il culo, fra le chiappe e poi la fica giocando col clitoride, non potei fare a meno di lasciarmi andare con un lungo: Siiiiiiii , siiiiii. Ahaoooo! La sua lingua mi faceva letteralmente impazzire e subito ebbi un orgasmo che mi fece tremare le gambe e mi fece traballare. Si staccò e mortificata mi girai proprio mentre se lo stava tirando fuori. Dai smettiamola, finiamola qui, non è giusto gli dissi. Ma alla vista del suo cazzone e al suo invito a prenderlo, non resistetti. Si sedette. Era proprio un cazzone: lunghezza normale ma di una larghezza impressionante e una cappella violacea e grossa. Mi chinai e lo presi con la destra mentre lui riprese a toccarmi la fica. Persi tutto il mio buon senso e mi chinai a leccarlo. Stentavo a prenderlo in bocca e lui mi incoraggiava. Dai fammi vedere mia nuora che pompini sa fare diceva tutto eccitato come un porco. Siii! Minchia! Lo dicevo iooo esclamò quando, dopo essermi abituato alla grossezza, presi a spompinarlo. Lo sentivo crescere sempre di più, fino a quando mi fece smettere e mi fece rimettere chinata in avanti come prima. Si rialza e me lo strofina li, in quelle parti dove piace a tutte le femmine. Sto quasi per godere e, ad un tratto me lo ficca tutto dentro con un colpo di reni che mi scomquassa tutta. Porca puttana, che bellooo! – pensai gemendo forte. Ci sapeva fare e il suo cazzo mi faceva provare piaceri che non avevo mai provato prima. Pensate che speravo che fossero vere le mie intuizioni e che anche mia mamma si fosse sollazzata con quel cazzone. Sentivo il cazzone in profondità e il suo bacino sbattermi violentamente sul culo. Godoooo! Si godi ancoraaa. Vedi come si gode bene col suocero? Siiiii. Ahaaaaaaaa, ohoooooo!- Dopo me lo sento sfilare e mi giro. Uhhhhhhh! Vengo pure iooo! grida. Glielo prendo, lo sego velocemente e la sua sborra schizza prepotentemente fuori. Dopo, non solo io, ma anche lui non si sentiva molto sereno. Finito il piacere ci rendemmo conto di quello che avevamo combinato ma entrambi restammo muti. Il giorno seguente tutto normale, come se non fosse successo niente. Anche la sera, durante le pulizie, anche se la troia che sono, sparavo che prendesse liniziativa per sollazzarmi nuovamente col suo cazzone. Sembrava di no ma poi, rientrando dal retro bottega, me lo ritrovai di fronte come per ostruirmi il passaggio. Ci fissammo per un attimo, mi prese mi attirò a se e cercai di allontanarlo mettendo le braccia sul suo petto. Di nuovo? Basta! dissi. Fortunatamente se ne fregò e cercò di baciarmi. Noooo Lultima volta. Lo so che non può essere Allora smettila Finiamo dai. Ieri non abbiamo fatto tutto – Sorrisi.Non abbiamo fatto tutto? E che vorresti fare ancora?- Riuscì a baciarmi e la sua lingua in bocca risvegliò, ammesso che si fosse sopita, la mia libidine. Ci slinguammo forsennatamente mentre mi spogliava. La stessa posizione della sera precedente; mi leccò ancora tutta facendomi godere e poi, sentendolo insistere col cazzone fra le mie chiappe, capii che voleva incularmi senza sapere se lavessi mai preso nel culo. Quando vide che non ero tanto daccordo me lo disse chiaramente che il mio culo lo faceva impazzire. Non è che fosse la prima volta: suo figlio, mio marito, non mi aveva mai inculato; lavevo fatto solamente con uno dei due miei ragazzi di prima. Ma un cazzone così….Poi pensai a mia mamma se si fosse divertita con quel cazzone nel culo. Naturalmente se fossero giuste le mie intuizioni. Man mano che entrava mi mancava il respiro. Ma più entrava, più mi mancava il respiro e più mi piaceva. Chissà cosa pensava lui del fatto che aveva rotto il culo alla mamma e alla figlia. Mi pompava e sentivo il suo cazzone nel più profondo delle mie viscere, il suo bacino che faceva
un rumore assordante sulle mie natiche e le sue grosse palle che sbattevano nella mia fica. Godevo come una matta e quando mi sborrò nellintestino provai tanto piacere che lo supplicai di continuare allinfinito. Doveve finire tutto lì ma non finì. Gia la settimana successiva con la scusa che si dovevamo andare dal grossista, in città, ad una oretta di auto, fece in modo che andassimo noi due. Mi portò in un vecchio albergo di periferia e mi scopò alla grande su un letto. Mi sborrò pure in bocca e fu la mia prima volta. Non finì nemmeno lì perche si riusciva sempre a creare loccasione per scopare, anche a casa sua o a casa mia. Chi doveva sospettare? Ogni volta sempre più porci. Sono trascorsi tre mesi e mi ritrovo incinta. Il guaio è che non so chi sia il padre: Mio marito o mio suocero. Lui mi dice di stare tranquilla. Che differenza fa? continua a dirmi.

Listitutrice | Racconto dominazione di Il boss

Mi chiamo Lisa ed ho deciso di raccontare la mia esperienza che, ai nostri tempi, potrebbe sembrare incredibile, ma ti assicuro che tutto ciò che scrivo corrisponde a verità. Ho una discreta esperienza in fatto di sculacciate e clisteri, vissuta “in casa”, grazie alla mia istitutrice. Queste esperienze sofferte, ma anche godute, mi hanno portato […]

Faccio la troia con mio suocero | Racconto incesti di Annasuocero

La famiglia di mio marito è titolare di una rivendita di tabacchi, profumeria e articoli per ligiene della persona in un grosso centro della Sicilia. Io sono Anna, una bella ragazza di 30 anni; anzi, bona. Almeno così mi dicono. Sono alta 1,67 e ben formata fisicamente; mora con capelli lunghi e bella in viso. Mio marito ha 33 anni, figlio unico, bel ragazzo ma poco dotato sessualmente e poco fantasioso. Almeno per quello che io stessa ho potuto constatare facendo il paragone con i miei due ragazzi che avevo avuto prima di lui. Tuttavia gli voglio un gran bene. Mia mamma era stata sempre contraria che mi fidanzassi con lui. Prima non comprendevo il motivo, poi incominciai a capire qualcosa. Io lo consideravo un buon partito: non lavoravo, non lavoro tuttora e lidea di dedicarmi al negozio insieme alla famiglia di mio marito mi stuzzicava molto. Siamo sposati da 2 anni ed è prprio così. Anzi, in un certo senso, ho quasi preso il posto di mia suocera la quale, stanca e con qualche problema di salute, non se la sentiva più di stare giornate intere dietro i banconi. Mio suocero è un uomo di 61 anni. E ancora molto dinamico anche se leggermente appesantito. Ma fino a qualche anno fa era proprio un belluomo ed erano note, in tutto il paese, le sue scappatelle con le più belle signore del paese. Forse per questo motivo mia mamma era contraria? Credo. E a quanto potevo intuire, anche se non avevo la certezza, mio suocero si era trombato pure lei. Io non posso lamentarmi dei miei suoceri: mi voglione bene e mi trattano bene. Anchio a loro. Circa 3 mesi fa, nel mese di marzo, mio marito fu costretto a casa per 4 giorni a causa di una forte influenza. Mia suocera per un giorno fu con noi in negozio ma poi anche lei, a causa di un forte mal di schiena, fu costretta a stare a casa. Naturalmente nessun problema in negozio in quanto due persone riuscivano, tranne in certi fragenti della giornata, a gestire la situazione. Il secondo giorno, mentre stavo risistemando dei campioni di profumi, dopo averli fatti provare ad una cliente, mio suocero passando dietro di me, mi strofina il pacco sul sedere. Naturalmente pensai ad un caso fortuito, tuttavia mi vergognaie arrossii sorridendo. Mi chiese scusa. Il fatto sta che il caso fortuito si ripetè. Io indossavo un paio di leggins neri, gli stivali e un ampio maglione bianco a collo alto. Si era eccitato e questa volta il suo bastone duro lo sentii proprio fra le chiappe. Mi sentii imbarazzata e capii che non poteva trattarsi di un caso fortuito anche perché ebbi limpressione che si fosse soffermato più del tempo necessario per passare dietro di me. Questa volta non mi chiese scusa. Io ero ancora più mortificata, più imbarazzata e più rossa, tuttavia quel coso duro fra le chiappe, anche se per solo un secondo, e la fama che aveva lui, mi fecero provare certe sensazioni e mi mortificai ancora di più. Per prassi consolidata, la sera, dopo la chiusura, abbassavamo le saracinesche uscendo poi dal retro, e prima di andare via, ci si dedicava, per una mezzoretta, ad una passata di aspirapolvere e se il caso ad una passata di straccio umido. Ero leggermente chinata in avanti proprio per questo motivo quando sentii il suo bastone duro nuovamente fra le mie natiche e, questa volta tenendomi per fianchi. Era chiaro che non poteva trattarsi più di un caso fortuito e, ammesso che avessi avuto dei dubbi, scomparvero del tutto nel ritenere casi fortuiti anche le altre due volte. Immaginate me: a parte il fatto che non avevo mai tradito mio marito, quello era mio suocero, il padre di mio marito. Ma come si permetteva con la moglie di suo figlio? Lo supplicai più volte ricordandoglielo ma, cingendomi dalla vita col braccio sinistro, con la mano destra prese a strofinarmi forte fra le cosce, sulla fica e fra le chiappe facendomi ansimare di piacere. Quando fu certo che mi piaceva, e mi piaceva pur facendo ogni sforzo per non farlielo capire, prese a tirarmi giù leggins e slip. Smettila. Che ti prende? Gli dissi ancora ricordandogli che ero la moglie di suo figlio. Il fatto sta che capì che mi stava piacendo, mi abbassò il tutto fino ai piedi e la sua mano, quasta volta a diretto contatto delle mie parti intime, mi fece cedere completamente. Che ci posso fare, mi piaceva! Lasciai andare tutto quello che avevo fra le mani e mi appoggiai con i gomiti sul bancone. Ansimavo di piacere e quando si chinò a leccarmi il culo, fra le chiappe e poi la fica giocando col clitoride, non potei fare a meno di lasciarmi andare con un lungo: Siiiiiiii , siiiiii. Ahaoooo! La sua lingua mi faceva letteralmente impazzire e subito ebbi un orgasmo che mi fece tremare le gambe e mi fece traballare. Si staccò e mortificata mi girai proprio mentre se lo stava tirando fuori. Dai smettiamola, finiamola qui, non è giusto gli dissi. Ma alla vista del suo cazzone e al suo invito a prenderlo, non resistetti. Si sedette. Era proprio un cazzone: lunghezza normale ma di una larghezza impressionante e una cappella violacea e grossa. Mi chinai e lo presi con la destra mentre lui riprese a toccarmi la fica. Persi tutto il mio buon senso e mi chinai a leccarlo. Stentavo a prenderlo in bocca e lui mi incoraggiava. Dai fammi vedere mia nuora che pompini sa fare diceva tutto eccitato come un porco. Siii! Minchia! Lo dicevo iooo esclamò quando, dopo essermi abituato alla grossezza, presi a spompinarlo. Lo sentivo crescere sempre di più, fino a quando mi fece smettere e mi fece rimettere chinata in avanti come prima. Si rialza e me lo strofina li, in quelle parti dove piace a tutte le femmine. Sto quasi per godere e, ad un tratto me lo ficca tutto dentro con un colpo di reni che mi scomquassa tutta. Porca puttana, che bellooo! – pensai gemendo forte. Ci sapeva fare e il suo cazzo mi faceva provare piaceri che non avevo mai provato prima. Pensate che speravo che fossero vere le mie intuizioni e che anche mia mamma si fosse sollazzata con quel cazzone. Sentivo il cazzone in profondità e il suo bacino sbattermi violentamente sul culo. Godoooo! Si godi ancoraaa. Vedi come si gode bene col suocero? Siiiii. Ahaaaaaaaa, ohoooooo!- Dopo me lo sento sfilare e mi giro. Uhhhhhhh! Vengo pure iooo! grida. Glielo prendo, lo sego velocemente e la sua sborra schizza prepotentemente fuori. Dopo, non solo io, ma anche lui non si sentiva molto sereno. Finito il piacere ci rendemmo conto di quello che avevamo combinato ma entrambi restammo muti. Il giorno seguente tutto normale, come se non fosse successo niente. Anche la sera, durante le pulizie, anche se la troia che sono, sparavo che prendesse liniziativa per sollazzarmi nuovamente col suo cazzone. Sembrava di no ma poi, rientrando dal retro bottega, me lo ritrovai di fronte come per ostruirmi il passaggio. Ci fissammo per un attimo, mi prese mi attirò a se e cercai di allontanarlo mettendo le braccia sul suo petto. Di nuovo? Basta! dissi. Fortunatamente se ne fregò e cercò di baciarmi. Noooo Lultima volta. Lo so che non può essere Allora smettila Finiamo dai. Ieri non abbiamo fatto tutto – Sorrisi.Non abbiamo fatto tutto? E che vorresti fare ancora?- Riuscì a baciarmi e la sua lingua in bocca risvegliò, ammesso che si fosse sopita, la mia libidine. Ci slinguammo forsennatamente mentre mi spogliava. La stessa posizione della sera precedente; mi leccò ancora tutta facendomi godere e poi, sentendolo insistere col cazzone fra le mie chiappe, capii che voleva incularmi senza sapere se lavessi mai preso nel culo. Quando vide che non ero tanto daccordo me lo disse chiaramente che il mio culo lo faceva impazzire. Non è che fosse la prima volta: suo figlio, mio marito, non mi aveva mai inculato; lavevo fatto solamente con uno dei due miei ragazzi di prima. Ma un cazzone così….Poi pensai a mia mamma se si fosse divertita con quel cazzone nel culo. Naturalmente se fossero giuste le mie intuizioni. Man mano che entrava mi mancava il respiro. Ma più entrava, più mi mancava il respiro e più mi piaceva. Chissà cosa pensava lui del fatto che aveva rotto il culo alla mamma e alla figlia. Mi pompava e sentivo il suo cazzone nel più profondo delle mie viscere, il suo bacino che faceva
un rumore assordante sulle mie natiche e le sue grosse palle che sbattevano nella mia fica. Godevo come una matta e quando mi sborrò nellintestino provai tanto piacere che lo supplicai di continuare allinfinito. Doveve finire tutto lì ma non finì. Gia la settimana successiva con la scusa che si dovevamo andare dal grossista, in città, ad una oretta di auto, fece in modo che andassimo noi due. Mi portò in un vecchio albergo di periferia e mi scopò alla grande su un letto. Mi sborrò pure in bocca e fu la mia prima volta. Non finì nemmeno lì perche si riusciva sempre a creare loccasione per scopare, anche a casa sua o a casa mia. Chi doveva sospettare? Ogni volta sempre più porci. Sono trascorsi tre mesi e mi ritrovo incinta. Il guaio è che non so chi sia il padre: Mio marito o mio suocero. Lui mi dice di stare tranquilla. Che differenza fa? continua a dirmi.

Pompino al cliente dellhotel | Racconto tradimenti di Raf90

Lavoravo come cameriera in un albergo, 50 anni da poco compiuti, mora, un fisico di tutto rispetto, con un compagno che amo e che mi ama. Era piena estate ed io ero intenta a pulire una camera. La stanza era vuota in quel momento ed io ero intenta al mio lavoro, quando entrò il cliente in tenuta da spiaggia, un uomo oltre la sessantina, grassoccio, pancia prominente, semi calvo, molto peloso e per dire la verità, piuttosto insignificante e bruttino.

Il medico del lavoro | Racconto etero di trettern

Mi chiamo Silvia, ho ventisette anni e sono fidanzata da cinque con Luca, un ragazzo che amo molto e che non vorrei mai mi tradisse come io non tradirei lui. Tuttavia il mese scorso ho vissuto un’esperienza strana, che non sono riuscita a raccontare nemmeno alla mia migliore amica. Mi chiamarono per un colloquio di lavoro; andai decisamente bene, infatti venni richiamata per un secondo colloquio direttamente nel reparto dove avrei dovuto lavorare e infine un terzo incontro in cui avrei dovuto firmare il contratto. Si accorsero però che non ero registrata al Centro Medico del Lavoro, così mi dissero che prima della firma avrei dovuto farlo. Da mesi ero senza lavoro, quindi non persi tempo e chiamai subito il Centro Medico per chiedere cosa avrei dovuto fare. Mi fissarono una visita per il venerdì successivo.

Listitutrice | Racconto dominazione di Il boss

Mi chiamo Lisa ed ho deciso di raccontare la mia esperienza che, ai nostri tempi, potrebbe sembrare incredibile, ma ti assicuro che tutto ciò che scrivo corrisponde a verità. Ho una discreta esperienza in fatto di sculacciate e clisteri, vissuta “in casa”, grazie alla mia istitutrice. Queste esperienze sofferte, ma anche godute, mi hanno portato […]

Listitutrice | Racconto dominazione di Il boss

Mi chiamo Lisa ed ho deciso di raccontare la mia esperienza che, ai nostri tempi, potrebbe sembrare incredibile, ma ti assicuro che tutto ciò che scrivo corrisponde a verità. Ho una discreta esperienza in fatto di sculacciate e clisteri, vissuta “in casa”, grazie alla mia istitutrice. Queste esperienze sofferte, ma anche godute, mi hanno portato […]

Mio cugino mi delizia con un suo amico | Racconto tradimenti di Elena di Castelbuono

Tra le porcate che ho fatto con mio cugino piu grande ce ne sono tante e una delle prime che ricordo ancora molto bene fù quando lui dopo avermi sverginata il giorno del mio diciottesimo decise di portarmi un giorno in calabria dove aveva una casa e dovendoci andare per dei lavoretti mi chiese di accompagnarlo. In macchina ricordo stava lui e un suo amico idraulico e la cosa mi sorprese perchè pensavo volesse stare da solo con me. Finora si era mostrato sempre abbastanza geloso anzi di me e ora si portava lamico boh! comunque il suo amico era davvero simpatico ed anche carino per cui piano piano entrammo in confidenza e ricordo che aveva le mani piuttosto lunghe per cui ogni tanto si prendeva un bel passaggio e complice il mio abbigliamento molto succinto ben presto si attaccò a me mentre mio cugino guidava. Io cercavo di capire se a lui desse fastidio questa cosa ma vedevo che non diceva nulla per cui lo lasciavo fare… le sue mani erano belle grandi e farmi toccare le cosce era una cosa che mi piaceva molto per cui lui proseguiva e ben presto diventò un polipo e arrivò al bordo delle mutandine. Ebbi un attimo di indecisone e lui mi disse se mi dava fastidio ma io dissi di no e la sua mano entrò tutta nella mia mutandina e finalmente vidi mio cugino che mi fece con la testa cenno che dovevo starci e onestamente non mi fermai piu. Il suo amico mi prese la mano e se la portò sui pantaloncini e iniziò a dire che ero proprio brava. Da dire che in quel periodo mi ero appena fidanzata con un ragazzo di buona famiglia e mi ero ripromessa che non lo avrei tradito e invece lo stavo cornificando. Comunque il suo amico mi fece venire con le mani e con tutta la mutandina… che godimento ricordo che dopo che ero venuta mi mise la sua mano in bocca per farmi assaggiare il mio umore, mentre anche io lo feci venire con la mano dentro le sue mutande e feci lo stesso con lui prima e poi con mio cugno.. con la mano sporca di sperma gliela passai in bocca in segno di sfida e loro mi guardarono come a dire ora vedi appena arriviamo a casa quello che ti combiniamo. Arrivati a casa mi ricordo che comprammo delle pizze e delle birre e li mangiammo e dopo ci mettemmo tutti e tre sul lettone e loro due iniziarono a spogiarmi del tutto e a baciarmi a turno in bocca e tra le cosce. io pure spogliai loro e cominciai a leccarli tutto… prima i pettorali e poi piu giu prendendolo in bocca e facendogli diventare durissimi .. poi loro mi sputarono ripetutamente nel culetto e mi misero prima un dito e poi due dentro .. poi mio cugino andò in cucina e portò del burro e me lo mise sempre dietro e poi il suo amico me lo mise dentro mentre mio cugino mi fece allargare bene bene le cosce e me lo mise nella fica… era la prima volta che prendevo due cazzi insieme e devo dire che mi piaceva molto… sentirli dentro di me tutti e due mi procurava continui orgasmi.. mi venne persino voglia di pisciare e infatti ad un certo punto ebbi un orgasmo misto di umori e pisciatina sui loro cazzi. Sentivo la loro sborra dentro e sulle cosce… non avevo piu vergogna di nulla e volevo solo godere devo dire che dopo pensandoci a quello che mi feci fare mi sono un po vergognata ma sul momento ho goduto tantissimo . Poi andai in bagno a lavarmi un pò e mi misi a riposare sul letto mentre loro si misero a fare i lavori che dovevano fare. Prima di addormentarmi sentivo i loro discorsi del tipo tua cugina è proprio una puttana .. anzi meglio di una puttana e poi è una malata hai visto come godeva .. dopo me la voglio fare unaltra volta .. mi eccitavano i loro discorsi e mi addormentai mentre mi facevo un ditalino. Mi svegliai lo ricordo ancora con mio cugino dentro che mi stava scopando da dentro al sonno… e il suo amico che mi ciucciava le tette… non ebbi manco il tempo di dire nulla che sentìì ancora il fiotto in mezzo alle cosce e contemporaneamente questa volta era mio cugino che mi stava pisciando in mezzo alle cosce.. che porco pensai e intanto il suo amico mi venne in faccia. La sera mi fecero preparare e uscimmo tutti e tre con loro che facevano i malati con me baciandomi a turno e poi andammo a mangiare fuori . Sicuramente facemmo tante porcate di cui alcune le ricordo e altre meno ma comunque era quello che volevo… mi stavo rendendo conto che godere era la cosa piu bella del mondo.

Il gioiello di mia nipote | Racconto etero di zia attempata

Mia nipote Lina mi ha sempre messo nei casini. E’ la figlia di mio fratello che e’ morto alcuni anni fa. Io e mio marito abbiamo cercato di compensare l’assenza di suo padre e , in verita’, pure della madre. Mia cognata infatti e’ stata sempre una grandissima zoccola, ha cornificato mio fratello gia’ da prima del matrimonio e si e’ sempre curata poco delle sue due figlie ma ormai.. acqua passata non macina piu’.

Ho fatto la troia con mio nipote | Racconto incesti di Sabrinaziatroia

Io sono Sabrina, vivo a Catania ma sono originaria della provincia di Palermo. Da quasi un anno vivo praticamente da sola in quanto mia figlia lavora a Milano e mio marito da più di un anno si trova allestero per conto dellimpresa per cui lavora. Viene ogni 3 mesi per una settimana. Come ogni mese di agosto anche questanno abbiamo trascorso 2 settimane al paese natio ospiti di mia sorella e mio cognato. Una sera, mentre cenevamo, arrivò, tutto incavolato, Roberto con la moglie. Roberto, in famiglia Robertino, è il figlio di mia sorella, nonché mio nipote. Anzi, il primo nipotino in famiglia a cui sono affezionato e lui a me. Portò la notizia che lazienda finanziaria per cui lavorava laveva distaccato per 6 mesi in un grosso centro vicino Catania a partire dal primo settembre. Oltre ai tanti disagi si pose il problema dellalloggio non potendo viaggiare giornalmente a causa della distanza. Mi venne spontaneo dire, anche per calmarlo e tranquillizzarlo, che questo non sarebbe stato un problema in quanto quel centro era ad appena mezzoretta da casa mia. Nonostante lestrema confidenza disse che per me sarebbe stato un peso e che non voleva disturbare. Insistetti. Anche mio marito, dicendo che almeno, considerata la sua assenza, mi avrebbe fatto compagnia. Non nascondo che ebbi dei ripensamenti in quanto avevo le mie abitudini e tenevo molto alla mia privacy. Fortunatamente non fu così in quanto ci organizzammo nel migliore dei modi: la mattina, dopo il caffé, lui usciva per raggiungere il suo ufficio ed io, qualche minuto dopo, per raggiungere il mio. Io solitamente finisco alle ore 14 tranne il martedì e il giovedì che finisco alle ore 17 avendo il rientro obbligatorio in ufficio e poi il tempo che perdevo approfittando per fermarmi al supermarket. Lui sempre tutto il giorno fuori, rincasando alle 18-18,30- Per pranzo ci arrangiavamo; pure io quando ero da sola, poi la sera un bel piatto di pasta, per entrambi irrinunciabile, e dopo quello che capitava. Anche lui, sovente, rientrava con della spesa. Non cambiai affatto le mie abitudini e come sempre, essendo ancora nella stagione calda, stavo a casa con gonne corte e comode e con magliettine leggere senza reggiseno. A volte, quando mi alzavo la mattina o prima di andare a letto la sera, una vestaglietta leggera e semitrasparente. Lui in bermuda e maglietta. Fra laltro si può dire che avevamo le stesse abitudini: doccia la mattina e quando rientravamo la sera o prima di andare a letto, io, quando rientravo a casa alle 14- Il tutto senza intralciarci minimamente in quanto io usavo il bagno in camera e lui quello principale con il box sulla vasca da bagno. Tutto tranquillo le prime due settimane. Il lunedì sera della terza, guardando un film in tv, commentando una scena damore, non so cosa successe: io mi sentivo guardata e imbacciata, lui imbarazzato e mortificato. Roberto è un bel ragazzo di 30 anni, snello, muscoloso, fisico atletico e molto attraente; è sposato da 2 anni con una bella ragazza e non ha figli. Io sono una donna di 54 anni e devo dire che, nonostante la mia età, mi difendo bene mantenendomi ancora soda e attraente. Insomma, sono ancora una bella mora corteggiata, sia in ufficio che fuori e, nonostante i miei ultimi lunghi digiuni sessuali, non mi sono mai concessa a nessuno. Insomma, non avevo mai tradito mio marito. Per tanti motivi: primo perché lamo e poi perché, ne sono convinta, il primo a dirti puttana è proprio quello col quale fai le corna a tuo marito. Il sesso con mio marito? Soddisfacente. Ma tutto entro certi limiti. Si, è vero, mi fa godere più volte ma non abbiamo mai parlato di rapporti anali e, pur sentendo spesso parlare di pompini con ingoio, essendo a volte magari curiosa, non lha mai preteso. Usa molto le mie tette e ci sollazziamo in tumultuosi 69. Durante le sue assenze? E da allora che ho scoperto questo sito e quasi ogni sera mi masturbo furiosamente. Latmosfera era strana e poi quella mio dire, giovedì sera, mentre eravamo vicini sul divanetto a guardare la tv in seconda serata, non ci voleva proprio. Senti la lontananza della tua mogliettina? Che sacrificio vero? Come fai? Ehee zi, che ci posso fare? Certo che è un sacrificio ma lalternativa qualè? disse sorridendo. Dopo mi diede una gomitata leggera sul braccio. Zi, io? E tu allora? Se il mio è sacrificio il tuo allora cosè con lo zio che viene ogni tre mesi? Mi sorprese ma risi. Io, si figurati! io alla mia età! Non ci penso più, ormai sono vecchietta. Si, vecchietta! Tu vecchietta zi? Magari fossero tutte come le vecchiette! Sei così bona ancora zi! Chissà quanti ce ne hai corteggiatori! Risi. Si, corteggiatori! Non mi fare ridere. Che sono una ragazzina? Come detto prima era giovedì; avevo fatto la doccia sul tardi e indossavo la mia solita vestaglietta leggera e semitrasparente. Era semi aperta e mi guardò le cosce. Guarda che belle cosce che hai ancora zi. Che ti sembra che non me ne accorgevo di come ti guardavano i tuoi vecchi amici al mare? Sii, proprio, Non mi fare ridere vah! Si girò di fianco verso di me, poggiò la mano per metà sulla vestaglia e per metà sulla coscia e sorridendo disse: Guarda che belle cosce che hai zi. Si, che belle cosce! Non mi fare ridere! Porcellino che sei! Togli quella mano da lì dissi con tono per niente dissuasivo. Non mi diede retta e prese a spostare sempre più la vestaglia e scoprirmi fino alle mutandine. Mi vergognavo, ero in imbarazzo ma le sue attenzioni e quello che mi diceva mi piaceva e mi faceva sentire attraente. Robertì smettila dissi sussurrando. Prese ad accarezzarmi fra le cosce fino alle mutandine dicendomi che avevo le cosciazze come piacevano a lui. Ebbi un gemito di piacere. Robertì smettila perche mi potrebbe piacere dissi ancora dopo un altro gemito. Certo che ti deve piacere zi, allora perché si fa disse facendo pressione sulla fica facendomi sospirare forte di piacere. Avah smrttiamolaaa dissi in un ultimo tentativo di riprendere entrambi la ragione. Ma capii che non era più possibile quando subito dopo si mise in ginocchio e, mentre mi torturava la fica facendomi entrare pure le mutandine, mi aprì completamente la vestaglia, fece degli apprezzamenti più che lusinghieri sulle mie tette e prese a leccarmele. Impazzivo! Notai che ero scivolata sul divano e istintivamente muovevo il bacino come per dirgli che volevo godere. Infilò la mano dentro e, quando fu a contatto col mio clitoride, guardai giù la sua mano e sussurrai: Siiiiiiii! Siii Robè siiiii. Approfittò della mia bocca spalancata e mi ficcò la lingua dentro. Con la mia cercai di spingerla fuori dicendo: Noooo. Invece me la succhiò facendomi impazzire completamente. Ero fradicia e non capivo più niente. Mi prese per le spalle, mi fece girare, mi spinse indietro facendomi distendere, mi sfilò completamente le mutandine e venne giù con la testa fra le mie cosce. Gridai, si, gridai di piacere e anche di lussuria quando la sua lingua prese ad esplorare la mia fica e poi si soffermò sul clitoride leccandolo, mordendolo e succhiandolo. Tenevo la sua testa lì, incatenata per evitare che andasse via. Si, perché stavo per avere il mio primo orgasmo con un altro. Con un altro che era, fra laltro mio nipote, il figlio di mia sorella. E fu un orgasmo quasi liberatorio. Liberatorio di non so cosa ma sicuramente, forse perché trasgressivo, di una intensità e di una volgarità che io stessa, da me non me lo sarei mai aspettato. Mentre gemevo ancora degli ultimi spasmi ma ancora vogliosa, si sfilò la maglietta, scese giù dal divano mettendosi ritto e facendo scivolare giù i bermuda. Mi vergognavo ma il suo pacco era molto invitante. Riprese a masturbarmi con la mano sinistra facendomi gemere ancora; mi sollevai sul gomito sinistro e glielo palpai con la mano destra. Miii, zii che sei brava disse. Tirai giù gli slip e il cazzo scattò nella mia direzione come una molla. Non so descrivere quello che provai. Cosa prova una donna quando si ritrova proprio davanti alla bocca un cazzo che, per la prima volta, non è quello di suo marito? Lo segai lentamente ammirandolo curiosa. Che dovevo fare! Lo leccai e lo leccai tu
tto mentre lui me lo passava ora sulluna ora sullaltra guancia dicendomi che avevo una lingua da fare resuscitare un morto. Mi sentivo lusingata e lo imboccai. Questa volta lo feci gemere io. Minchia che bocca zi! Comè la mia bocca gli chiesi sorridendo ma, penso, visibilmente rossa. Di pompinara zi A tua zia queste cose dire? dissi con tono seccato ma lusingata. tanto lusingata che feci del mio meglio per sembrare ancora più pompinara. Ci giocai con la lingua mentre lo tenevo in bocca e poi presi a succhiarlo. Mi ficcò due dita nella fica facendomi sobbalzare di piacere. dopo due minuti sentivo che stavo a per avere ancora un orgasmo e mi agitavo. Più mi agitavo e più il mio pompino diventava da vera pompinara, tanto che, mentre godevo come una troia, sentivo il suo cazzo ingrossarsi e lui dire continuamente: siiiii. Evidentemente stava per venire e cercai di sfilarmelo dalla bocca timorosa, comunque, che potesse macchiare il divano. Non fu così in quanto mi tenne la testa ferma e prese a muoversi. Sgranai gli occhi per dirgli no ma in un baleno sentii i primi schizzi. E poi ancora e ancora ritrovandomi con la bocca così piena di sperma caldo che fui costretta ad inghiottire per non affogare. Andai di corsa nelo mio bagno, sputai e mi sciacquai la bocca pensando: chi me lo doveva dire che lavrei presa in bocca a 54 anni e per giunta quella di mio nipote. Ritornai con la vestaglia richiusa, con fare di chi è veramente seccata ma senza dire niente. Andai in cucina, bevvi della coca, ritornai e prendendo le mutandine, con le quali si era pulito lui, e dissi che andavo a dormire. Lindomani mattina muti. La sera quando rientrò gli chiesi solo se gradisse spaghetti al pomodoro oppure olio aglio e peperoncino. Se hai bisogno del peperoncino regolati da te rispose. Cercai di essere seria. Intanto mi ero vestita più decendemente per evitare certi stuzzicamenti. Sembravamo litigati fino a quando, dopo cena, mi chiede se il peperoncino stava facendo effetto. Per favore vah! Tu scherzi! Che ti sembra normale? Non disse niente. Erano le 23 quando gli diedi la buona notte e mi ritirai in camera. Ero quasi di come mi stavo comportando: come se fosse stata tutta colpa sua. Nello stesso tempo ero convinta che non potevo incoraggiarlo o stuzzicarlo. Però mentre mi spogliavo sentivo di aver voglia. Voglia di essere sfondata con calma e con convinzione, senza la sorpresa e la foga della sera prima. Fu come se lavessi chiamato col pensiero: si aprì la porta; era nudo col cazzo moscio che gli pensolava fra cosce. Ma che sei pazzo? Che intenzioni hai? Le stesse intenzioni che hai tu. Ero in mutandine e stavo indossando la camicetta da notte che uso in estate quando fa caldo. Sedette davanti a me e ci fissammo come per dirci pazzi a vicenda. Mi sfilò la camicetta e prese a leccarmi le tette dicendomi che facevo finta che non mi piacesse. Robè, certo che mi piace! Non mi deve piacere scopare? solo che tu sei mio nipote ed sono tua zia. Chi se ne frega forse pensò lui. Io sicuramente quando prese a mordicchiarmi i capezzoli, allargò le sue cosce, mi fece avvicinare e prese a palparmi il culo mentre mi sfilava le mutandine. Mi piaceva, che ci potevo fare? Richiuse le cosce e mi ci fece accavallare. Sentivo il cazzo indurirsi fra le mie cosce e a contatto della fica. Eravamo presi e le nostre bocche si unirono in un bacio e uno slinguamento a dir poco osceno. Si buttò allindietro andando leggermente su. Lo seguii. Eravamo messi di traverso sul letto ed io ero pronta a cavalcarlo. La vagina era gia gocciolante e il cazzo entrò facilmente. Non dovevo gridare di piacere sentendomi trapanare dal primo cazzo estraneo che entrava nella mia fica? Lo cavalcai come piaceva a me, col busto allindietro e le mie mani appogggiate sulle sue gambe. Poi mi portai avanti e mi appoggiai sul suo petto. Poi mi tirò giù e ci leccammo vergognosamente, come non avevo mai fatto nemmeno con mio marito, sussurrandomi lui che avevo la fica accogliente ed io che era stupendo sentirmi il suo cazzo sfondarmi tutta. Ebbi il primo orgasmo così, facendo su e giù e rotendo il bacino. Ci sistemammo nel verso giusto, lui sempre supino ed io su. Che 69! Sentivo la sua lingua in ogni angolo e pure dentro e poi a mordicchiarmi il clitoride. Più mi piaceva e più troia volevo essere. Certe cose che non avevo mai fatto e che non avrei mai fatto con mio marito, non so per quale motivo, erano adesso più naturali: quanto mai mi ero permesso di leccare e mordere le palle di mio marito, e quanto mai mi ero permessa di dire a mio marito: si, siii, leccami che mi fai impazzire. Oppure: che bel cazzone che hai! Che bello succhiartelo! Godetti ancora e poi, cambiando posizione, venne su fra le mie cosce e mi scopo così non ricordo per quanto tempo. Non ricordo neanche quanti altri orgasmi e non ricordo neanche che mio marito, anche da giovane, resistesse tanto e quando lui sborrò dentro la fica, facendomi venire ancora, ed il suo cazzo, dopo un minuto fra le tette, ritornò duro e pronto scopandomi ancora alla pecorina, di fianco e in bocca sborrandomi pure, ed io questa volta consapevole, ebbene tutte queste cose non le potevo ricordare perché non le avevo mai fatte. Ovviamente da quella sera la mia camera da letto diventò pure la sua. Fu qualche sera dopo che trovandomi alla pecorina, sentii la sua lingua fra le natiche. Gli dissi di smetterla perché mi faceva senso ma, nello stesso tempo, mi piaceva da morire e ancheggiavo. Mi chiese se mio marito me lo leccava prima di incularmi. Ma che incularmi! Che fa scherzi? Non mi fare fare loscena vah! Per tutta risposta mi disse che lo voleva rompere. Lavevo capito e lidea di perdere la verginità del mio culo non mi dispiaceva: se non lo facevo neanche a 54 anni quando lo facevo, più occasione di questa? Naturalmente feci finta di essere sorpresa: e no non mi va non lho mai fatto, e si però piano, e se mi fa male? Pensò tutto lui, persino la pomata che usavo io per le mani. Mi disse che glielo dovevo leccare bene con tanta saliva e mentre lui mi passava la pomata sullano. Mi ficcò un dito dentro e mi chiese come andava. Insomma. Poi un altro dito. Fastidio e ure piacevole. Poi, piano piano me lo ficcò dentro e dopo qualche dolorino incominciò a piacermi. Più me lo chiedeva più mi piaceva. Sempre più velocemente fino a quando mi sborrò nellintestino e godetti insieme a lui. Sei mesi di sesso e di essere troia. Tanti bei momenti e alcuni proprio indimenticabili. Come quando venne mio marito per la vacanza di una settimana. Per la verita quella settimana fu atroce per lui. Il giovedì mio marito ed io andammo a Milano per trascorrere il fine settimana insieme a nostra figlia. Lui ripartì la domenica sera da milano ed io rientrai a catania il lunedì sera. Roberto mi venne a prendere allaeroporto. Aveva una gran voglia. Anchio. Ci fermammo per prendere della pizza e delle arancine e poi a casa. Dissi che facevo la doccia. Anche lui. Vieni di qua che la facciamo insieme disse. Mi prese per mano, mi condusse nel bagno che usava lui ed entrammo nella vasca. Che scopata! Mi inculò col cazzo tutto impregnato di bagna schiuma e fu meraviglioso come entrava e usciva. Lo spompinai e mi sborrò in bocca. Il tutto sotto il getto di acqua calda, rendendo tutto più eccitante e più piacevole. Dopo sei mesi restai nuovamente da sola. Che tristezza! Ritornai alle storie porno e alla masturbazione. Mi dovevo pure arrangiare. Qualche giorno fa un mio collega, uno dei miei corteggiatori, è tornato alla carica. Mi sono comportata in modo diverso, quasi a fargli capire che ci potevo stare. Chissà! Voi che ne dite?

Ho fatto la troia con mio nipote | Racconto incesti di Sabrinaziatroia

Io sono Sabrina, vivo a Catania ma sono originaria della provincia di Palermo. Da quasi un anno vivo praticamente da sola in quanto mia figlia lavora a Milano e mio marito da più di un anno si trova allestero per conto dellimpresa per cui lavora. Viene ogni 3 mesi per una settimana. Come ogni mese di agosto anche questanno abbiamo trascorso 2 settimane al paese natio ospiti di mia sorella e mio cognato. Una sera, mentre cenevamo, arrivò, tutto incavolato, Roberto con la moglie. Roberto, in famiglia Robertino, è il figlio di mia sorella, nonché mio nipote. Anzi, il primo nipotino in famiglia a cui sono affezionato e lui a me. Portò la notizia che lazienda finanziaria per cui lavorava laveva distaccato per 6 mesi in un grosso centro vicino Catania a partire dal primo settembre. Oltre ai tanti disagi si pose il problema dellalloggio non potendo viaggiare giornalmente a causa della distanza. Mi venne spontaneo dire, anche per calmarlo e tranquillizzarlo, che questo non sarebbe stato un problema in quanto quel centro era ad appena mezzoretta da casa mia. Nonostante lestrema confidenza disse che per me sarebbe stato un peso e che non voleva disturbare. Insistetti. Anche mio marito, dicendo che almeno, considerata la sua assenza, mi avrebbe fatto compagnia. Non nascondo che ebbi dei ripensamenti in quanto avevo le mie abitudini e tenevo molto alla mia privacy. Fortunatamente non fu così in quanto ci organizzammo nel migliore dei modi: la mattina, dopo il caffé, lui usciva per raggiungere il suo ufficio ed io, qualche minuto dopo, per raggiungere il mio. Io solitamente finisco alle ore 14 tranne il martedì e il giovedì che finisco alle ore 17 avendo il rientro obbligatorio in ufficio e poi il tempo che perdevo approfittando per fermarmi al supermarket. Lui sempre tutto il giorno fuori, rincasando alle 18-18,30- Per pranzo ci arrangiavamo; pure io quando ero da sola, poi la sera un bel piatto di pasta, per entrambi irrinunciabile, e dopo quello che capitava. Anche lui, sovente, rientrava con della spesa. Non cambiai affatto le mie abitudini e come sempre, essendo ancora nella stagione calda, stavo a casa con gonne corte e comode e con magliettine leggere senza reggiseno. A volte, quando mi alzavo la mattina o prima di andare a letto la sera, una vestaglietta leggera e semitrasparente. Lui in bermuda e maglietta. Fra laltro si può dire che avevamo le stesse abitudini: doccia la mattina e quando rientravamo la sera o prima di andare a letto, io, quando rientravo a casa alle 14- Il tutto senza intralciarci minimamente in quanto io usavo il bagno in camera e lui quello principale con il box sulla vasca da bagno. Tutto tranquillo le prime due settimane. Il lunedì sera della terza, guardando un film in tv, commentando una scena damore, non so cosa successe: io mi sentivo guardata e imbacciata, lui imbarazzato e mortificato. Roberto è un bel ragazzo di 30 anni, snello, muscoloso, fisico atletico e molto attraente; è sposato da 2 anni con una bella ragazza e non ha figli. Io sono una donna di 54 anni e devo dire che, nonostante la mia età, mi difendo bene mantenendomi ancora soda e attraente. Insomma, sono ancora una bella mora corteggiata, sia in ufficio che fuori e, nonostante i miei ultimi lunghi digiuni sessuali, non mi sono mai concessa a nessuno. Insomma, non avevo mai tradito mio marito. Per tanti motivi: primo perché lamo e poi perché, ne sono convinta, il primo a dirti puttana è proprio quello col quale fai le corna a tuo marito. Il sesso con mio marito? Soddisfacente. Ma tutto entro certi limiti. Si, è vero, mi fa godere più volte ma non abbiamo mai parlato di rapporti anali e, pur sentendo spesso parlare di pompini con ingoio, essendo a volte magari curiosa, non lha mai preteso. Usa molto le mie tette e ci sollazziamo in tumultuosi 69. Durante le sue assenze? E da allora che ho scoperto questo sito e quasi ogni sera mi masturbo furiosamente. Latmosfera era strana e poi quella mio dire, giovedì sera, mentre eravamo vicini sul divanetto a guardare la tv in seconda serata, non ci voleva proprio. Senti la lontananza della tua mogliettina? Che sacrificio vero? Come fai? Ehee zi, che ci posso fare? Certo che è un sacrificio ma lalternativa qualè? disse sorridendo. Dopo mi diede una gomitata leggera sul braccio. Zi, io? E tu allora? Se il mio è sacrificio il tuo allora cosè con lo zio che viene ogni tre mesi? Mi sorprese ma risi. Io, si figurati! io alla mia età! Non ci penso più, ormai sono vecchietta. Si, vecchietta! Tu vecchietta zi? Magari fossero tutte come le vecchiette! Sei così bona ancora zi! Chissà quanti ce ne hai corteggiatori! Risi. Si, corteggiatori! Non mi fare ridere. Che sono una ragazzina? Come detto prima era giovedì; avevo fatto la doccia sul tardi e indossavo la mia solita vestaglietta leggera e semitrasparente. Era semi aperta e mi guardò le cosce. Guarda che belle cosce che hai ancora zi. Che ti sembra che non me ne accorgevo di come ti guardavano i tuoi vecchi amici al mare? Sii, proprio, Non mi fare ridere vah! Si girò di fianco verso di me, poggiò la mano per metà sulla vestaglia e per metà sulla coscia e sorridendo disse: Guarda che belle cosce che hai zi. Si, che belle cosce! Non mi fare ridere! Porcellino che sei! Togli quella mano da lì dissi con tono per niente dissuasivo. Non mi diede retta e prese a spostare sempre più la vestaglia e scoprirmi fino alle mutandine. Mi vergognavo, ero in imbarazzo ma le sue attenzioni e quello che mi diceva mi piaceva e mi faceva sentire attraente. Robertì smettila dissi sussurrando. Prese ad accarezzarmi fra le cosce fino alle mutandine dicendomi che avevo le cosciazze come piacevano a lui. Ebbi un gemito di piacere. Robertì smettila perche mi potrebbe piacere dissi ancora dopo un altro gemito. Certo che ti deve piacere zi, allora perché si fa disse facendo pressione sulla fica facendomi sospirare forte di piacere. Avah smrttiamolaaa dissi in un ultimo tentativo di riprendere entrambi la ragione. Ma capii che non era più possibile quando subito dopo si mise in ginocchio e, mentre mi torturava la fica facendomi entrare pure le mutandine, mi aprì completamente la vestaglia, fece degli apprezzamenti più che lusinghieri sulle mie tette e prese a leccarmele. Impazzivo! Notai che ero scivolata sul divano e istintivamente muovevo il bacino come per dirgli che volevo godere. Infilò la mano dentro e, quando fu a contatto col mio clitoride, guardai giù la sua mano e sussurrai: Siiiiiiii! Siii Robè siiiii. Approfittò della mia bocca spalancata e mi ficcò la lingua dentro. Con la mia cercai di spingerla fuori dicendo: Noooo. Invece me la succhiò facendomi impazzire completamente. Ero fradicia e non capivo più niente. Mi prese per le spalle, mi fece girare, mi spinse indietro facendomi distendere, mi sfilò completamente le mutandine e venne giù con la testa fra le mie cosce. Gridai, si, gridai di piacere e anche di lussuria quando la sua lingua prese ad esplorare la mia fica e poi si soffermò sul clitoride leccandolo, mordendolo e succhiandolo. Tenevo la sua testa lì, incatenata per evitare che andasse via. Si, perché stavo per avere il mio primo orgasmo con un altro. Con un altro che era, fra laltro mio nipote, il figlio di mia sorella. E fu un orgasmo quasi liberatorio. Liberatorio di non so cosa ma sicuramente, forse perché trasgressivo, di una intensità e di una volgarità che io stessa, da me non me lo sarei mai aspettato. Mentre gemevo ancora degli ultimi spasmi ma ancora vogliosa, si sfilò la maglietta, scese giù dal divano mettendosi ritto e facendo scivolare giù i bermuda. Mi vergognavo ma il suo pacco era molto invitante. Riprese a masturbarmi con la mano sinistra facendomi gemere ancora; mi sollevai sul gomito sinistro e glielo palpai con la mano destra. Miii, zii che sei brava disse. Tirai giù gli slip e il cazzo scattò nella mia direzione come una molla. Non so descrivere quello che provai. Cosa prova una donna quando si ritrova proprio davanti alla bocca un cazzo che, per la prima volta, non è quello di suo marito? Lo segai lentamente ammirandolo curiosa. Che dovevo fare! Lo leccai e lo leccai tu
tto mentre lui me lo passava ora sulluna ora sullaltra guancia dicendomi che avevo una lingua da fare resuscitare un morto. Mi sentivo lusingata e lo imboccai. Questa volta lo feci gemere io. Minchia che bocca zi! Comè la mia bocca gli chiesi sorridendo ma, penso, visibilmente rossa. Di pompinara zi A tua zia queste cose dire? dissi con tono seccato ma lusingata. tanto lusingata che feci del mio meglio per sembrare ancora più pompinara. Ci giocai con la lingua mentre lo tenevo in bocca e poi presi a succhiarlo. Mi ficcò due dita nella fica facendomi sobbalzare di piacere. dopo due minuti sentivo che stavo a per avere ancora un orgasmo e mi agitavo. Più mi agitavo e più il mio pompino diventava da vera pompinara, tanto che, mentre godevo come una troia, sentivo il suo cazzo ingrossarsi e lui dire continuamente: siiiii. Evidentemente stava per venire e cercai di sfilarmelo dalla bocca timorosa, comunque, che potesse macchiare il divano. Non fu così in quanto mi tenne la testa ferma e prese a muoversi. Sgranai gli occhi per dirgli no ma in un baleno sentii i primi schizzi. E poi ancora e ancora ritrovandomi con la bocca così piena di sperma caldo che fui costretta ad inghiottire per non affogare. Andai di corsa nelo mio bagno, sputai e mi sciacquai la bocca pensando: chi me lo doveva dire che lavrei presa in bocca a 54 anni e per giunta quella di mio nipote. Ritornai con la vestaglia richiusa, con fare di chi è veramente seccata ma senza dire niente. Andai in cucina, bevvi della coca, ritornai e prendendo le mutandine, con le quali si era pulito lui, e dissi che andavo a dormire. Lindomani mattina muti. La sera quando rientrò gli chiesi solo se gradisse spaghetti al pomodoro oppure olio aglio e peperoncino. Se hai bisogno del peperoncino regolati da te rispose. Cercai di essere seria. Intanto mi ero vestita più decendemente per evitare certi stuzzicamenti. Sembravamo litigati fino a quando, dopo cena, mi chiede se il peperoncino stava facendo effetto. Per favore vah! Tu scherzi! Che ti sembra normale? Non disse niente. Erano le 23 quando gli diedi la buona notte e mi ritirai in camera. Ero quasi di come mi stavo comportando: come se fosse stata tutta colpa sua. Nello stesso tempo ero convinta che non potevo incoraggiarlo o stuzzicarlo. Però mentre mi spogliavo sentivo di aver voglia. Voglia di essere sfondata con calma e con convinzione, senza la sorpresa e la foga della sera prima. Fu come se lavessi chiamato col pensiero: si aprì la porta; era nudo col cazzo moscio che gli pensolava fra cosce. Ma che sei pazzo? Che intenzioni hai? Le stesse intenzioni che hai tu. Ero in mutandine e stavo indossando la camicetta da notte che uso in estate quando fa caldo. Sedette davanti a me e ci fissammo come per dirci pazzi a vicenda. Mi sfilò la camicetta e prese a leccarmi le tette dicendomi che facevo finta che non mi piacesse. Robè, certo che mi piace! Non mi deve piacere scopare? solo che tu sei mio nipote ed sono tua zia. Chi se ne frega forse pensò lui. Io sicuramente quando prese a mordicchiarmi i capezzoli, allargò le sue cosce, mi fece avvicinare e prese a palparmi il culo mentre mi sfilava le mutandine. Mi piaceva, che ci potevo fare? Richiuse le cosce e mi ci fece accavallare. Sentivo il cazzo indurirsi fra le mie cosce e a contatto della fica. Eravamo presi e le nostre bocche si unirono in un bacio e uno slinguamento a dir poco osceno. Si buttò allindietro andando leggermente su. Lo seguii. Eravamo messi di traverso sul letto ed io ero pronta a cavalcarlo. La vagina era gia gocciolante e il cazzo entrò facilmente. Non dovevo gridare di piacere sentendomi trapanare dal primo cazzo estraneo che entrava nella mia fica? Lo cavalcai come piaceva a me, col busto allindietro e le mie mani appogggiate sulle sue gambe. Poi mi portai avanti e mi appoggiai sul suo petto. Poi mi tirò giù e ci leccammo vergognosamente, come non avevo mai fatto nemmeno con mio marito, sussurrandomi lui che avevo la fica accogliente ed io che era stupendo sentirmi il suo cazzo sfondarmi tutta. Ebbi il primo orgasmo così, facendo su e giù e rotendo il bacino. Ci sistemammo nel verso giusto, lui sempre supino ed io su. Che 69! Sentivo la sua lingua in ogni angolo e pure dentro e poi a mordicchiarmi il clitoride. Più mi piaceva e più troia volevo essere. Certe cose che non avevo mai fatto e che non avrei mai fatto con mio marito, non so per quale motivo, erano adesso più naturali: quanto mai mi ero permesso di leccare e mordere le palle di mio marito, e quanto mai mi ero permessa di dire a mio marito: si, siii, leccami che mi fai impazzire. Oppure: che bel cazzone che hai! Che bello succhiartelo! Godetti ancora e poi, cambiando posizione, venne su fra le mie cosce e mi scopo così non ricordo per quanto tempo. Non ricordo neanche quanti altri orgasmi e non ricordo neanche che mio marito, anche da giovane, resistesse tanto e quando lui sborrò dentro la fica, facendomi venire ancora, ed il suo cazzo, dopo un minuto fra le tette, ritornò duro e pronto scopandomi ancora alla pecorina, di fianco e in bocca sborrandomi pure, ed io questa volta consapevole, ebbene tutte queste cose non le potevo ricordare perché non le avevo mai fatte. Ovviamente da quella sera la mia camera da letto diventò pure la sua. Fu qualche sera dopo che trovandomi alla pecorina, sentii la sua lingua fra le natiche. Gli dissi di smetterla perché mi faceva senso ma, nello stesso tempo, mi piaceva da morire e ancheggiavo. Mi chiese se mio marito me lo leccava prima di incularmi. Ma che incularmi! Che fa scherzi? Non mi fare fare loscena vah! Per tutta risposta mi disse che lo voleva rompere. Lavevo capito e lidea di perdere la verginità del mio culo non mi dispiaceva: se non lo facevo neanche a 54 anni quando lo facevo, più occasione di questa? Naturalmente feci finta di essere sorpresa: e no non mi va non lho mai fatto, e si però piano, e se mi fa male? Pensò tutto lui, persino la pomata che usavo io per le mani. Mi disse che glielo dovevo leccare bene con tanta saliva e mentre lui mi passava la pomata sullano. Mi ficcò un dito dentro e mi chiese come andava. Insomma. Poi un altro dito. Fastidio e ure piacevole. Poi, piano piano me lo ficcò dentro e dopo qualche dolorino incominciò a piacermi. Più me lo chiedeva più mi piaceva. Sempre più velocemente fino a quando mi sborrò nellintestino e godetti insieme a lui. Sei mesi di sesso e di essere troia. Tanti bei momenti e alcuni proprio indimenticabili. Come quando venne mio marito per la vacanza di una settimana. Per la verita quella settimana fu atroce per lui. Il giovedì mio marito ed io andammo a Milano per trascorrere il fine settimana insieme a nostra figlia. Lui ripartì la domenica sera da milano ed io rientrai a catania il lunedì sera. Roberto mi venne a prendere allaeroporto. Aveva una gran voglia. Anchio. Ci fermammo per prendere della pizza e delle arancine e poi a casa. Dissi che facevo la doccia. Anche lui. Vieni di qua che la facciamo insieme disse. Mi prese per mano, mi condusse nel bagno che usava lui ed entrammo nella vasca. Che scopata! Mi inculò col cazzo tutto impregnato di bagna schiuma e fu meraviglioso come entrava e usciva. Lo spompinai e mi sborrò in bocca. Il tutto sotto il getto di acqua calda, rendendo tutto più eccitante e più piacevole. Dopo sei mesi restai nuovamente da sola. Che tristezza! Ritornai alle storie porno e alla masturbazione. Mi dovevo pure arrangiare. Qualche giorno fa un mio collega, uno dei miei corteggiatori, è tornato alla carica. Mi sono comportata in modo diverso, quasi a fargli capire che ci potevo stare. Chissà! Voi che ne dite?

Le impellenti e gradevoli esigenge di mio genero | Racconto incesti di Mariasuocera

Io sono Maria, una donna di 55 anni di bella presenza. Certamente non posso dire di essere una ragazzina o una 40enne rampante ma, altrettanto certamente, posso dire che faccio ancora la mia bella figura. Tutto sommato sono ancora attraente essendo snella e con un bel corpo. Prima del fattaccio, che sarà oggetto del mio racconto, non avevo mai tradito mio marito, anche se, da una decina di anni, il sesso tra noi è proprio al lumicino. Non mi sono mancate nemmeno le occasioni, ma il nostro, insomma, è un paesino di appena 1000 abitanti. Nella mia stessa situazione era ed è una mia intima amica; anche i nostri mariti sono amici, amici di quelli che si spartiscono il sonno. Capirete quindi la confidenza tra di noi e le confidenze che ci siamo sempre fatte. E fu così che 3 anni fa, messe da parte dai nostri rispettivi mariti ma vogliose, ci siamo messe a lesbicare tra noi. E stata e continua ad essere unesperienza fantastica. Non sono quindi una santa senza peccati ma tutto avrei potuto immaginare tranne quello che è accaduto recentemente. Mia figlia, 26 anni, è stata assunta da un ente. Prima di essere immessa in servizio, fortunatamente nella stessa città capoluogo di provincia, a pochi km dal paesino dove vivo io, dove vive lei con Beppe, suo marito, e la bambina di appena 5 mesi, avrebbe dovuto frequentare un corso di formazione previsto e organizzato dallo stesso ente nella sede regionale distante poco meno di 150 km. Una follia viaggiare giornalmente per cui, avendo fra laltro tutto spesato, sarebbe rientrata venerdì pomeriggio e sarebbe ripartita domenica pomeriggio. Quindi ho dovuto trasferirmi a casa loro per accudire la nipotina che, fortunatamente, aveva iniziato lo svezzamento. Mio marito sarebbe venuto di tanto in tanto, soprattutto la mattina e per il pranzo. Con mio genero non ho avuto mai problemi: bel ragazzo 29enne, educato, rispettoso e con il quale vado perfettamente daccordo. La prima settimana tutto normale. Io dormivo nella stanzetta naturalmente con la culletta della nipotina accanto. Il mercoledì della seconda settimana, dopo pranzo, dopo che mio marito era andato via e la bambina dormiva, ero seduta in poltrona a seguire la tv. Improvvisamente vedo arrivare velocemente, nella mia direzione, mio genero tenendosi con la mano sinistra lelastico della tuta e la mano destra dentro, sul cazzo. Che ha? mi sono chiesta. Mi dice di scusarlo ma che non resiste più. Quindi mi raggiunge e tira fuori un cazzo che, ancora mezzo moscio, è più grosso di quello di mio marito. Resto sbalordita sia del cazzo che del suo comportamento. Mi chiama suocera, come quando scherziamo e quando mi sfotte e dice che non ci può fare niente e che non ce la fa più e siccome Loredana, mia figlia nonché sua moglie, non cè a chi deve rivolgersi? Chi la deve sostituire? Gli dico di coprirsi subito e che non si deve neanche permettere di pensare una porcheria del genere. Cerco di spingerlo indietro e di alzarmi ma tenendomi dalla nuca mi tiene ferma e mi sbatte quel coso sulle guance e sul muso. Sono fuori di me ma quel coso ha un buon odore e sentirmelo sbattere sul muso non mi è indifferente. Intanto è già duro e non appena cerco di parlare mi ritrovo la cappella in bocca. Non mi trovavo in una situazione del genere, con un cazzo in bocca, non so più da quanti anni. Con mio marito non lo faccio più, né con nessun altro. Mi diletto con la fica e il clitoride della mia amica ma ritrovarmi con un bel cazzone in bocca è tutta unaltra cosa. Che sensazioni! Dimentico pure che si tratta del cazzo del marito di mia figlia, di mio genero che, per letà che ha, potrebbe essere pure lui mio figlio. Non so cosa mi succede ma prendo a giocare con quella cappella calda, grossa e gustosa. Lui geme e va più dentro nella mia bocca. Porto su le mani, con la destra lo prendo e con la sinistra vado sulle sue palle gonfie; quindi prendo a spompinarlo. Che bello! Avevo dimenticato cosa si provasse con un cazzo in bocca. Geme, mi dice che sono brava, che gli piace e prende a muoversi come se mi scopasse nella passera. Mio marito nella mia bocca non laveva mai fatto. Mi scopa sempre più velocemente fino a quando capisco che sta per venire. Non me lo tira fuori e il suo sperma mi fa quasi affogare. Però! Che gusto! Avevo dimenticato il gusto dello sperma. Prende il fazzoletto dalla tasca, me lo tira fuori e si pulisce. Anchio cerco qualcosa per pulirmi e corro in bagno. Quando esco io, entra lui. Siamo entrambi mortificati e non ci guardiamo nemmeno. Sento che sta facendo la doccia. Dopo mi chiede per la cena ed esce per comprare qualcosa. Penso a quello che è successo e non ho nemmeno il coraggio di guardarmi allo specchio. Figuratevi quando telefona mia figlia: è come se mi vedesse o come se capisse dalla mia voce, tanto che mi chiede il perché del mio balbettio. Non me ne ero accorta. Meno male che qualche minuto dopo si sveglia la mia adorata nipotina e mi distraggo. Quando rincasa mi elenca quello che ha comprato e si mette a giocare con sua figlia. Io faccio la doccia e, come le altre sere, con i riscaldamenti sto leggera: pigiama e vestaglietta. Mentre do la poppata alla bimba lui si cambia: sotto tuta e maglietta. La bimba si addormenta e preparo. Ceniamo mentre seguiamo il tg. Muti; non parla nessuno. Certi momenti mi sembra pentito; io mi vergogno di stare seduta al suo fianco. Dopo cena io riordino e seguo un film. Lui si trasferisce per seguire, sullaltra tv, la campagna referendaria sulla riforma costituzionale. Alle 11,00, dopo la poppata alla bimba, gli auguro la buonanotte e gli dico che vado a letto. Dopo una decina di minuti va a letto pure lui. Le camere da letto sono vicine, in fondo al corridoio proprio di fronte e, come le altre sere, lasciamo le porte aperte per ogni evenienza. La luce del suo comodino però resta accesa ed ad un tratto, come quando mi sfotte o scherza, chiama: Suocera? Cosa cè? Mi dispiace Acqua passata. Non ci pensare più Si, va bene. Però mi dispiace per te perché non hai goduto Non ho bisogno. Non ho le tue esigenze urgenti. Sono nervosa e visto che siamo in argomento voglio dirgliene di santa ragione. Quindi mi alzo e mi fermo proprio davanti alla porta appoggiandomi con la spalla sul battente e incrociando le braccia. Evidentemente questo mio comportamento è interpretato in modo completamente opposto alle mie reali intenzioni. Mi pento di essermi alzata. Infatti si scopre, tira giù pigiama e slip e mostra il suo cazzo mezzo moscio. Gli dico che si era già permesso una volta e che non si deve permettere più. Per tutta risposta lo impugna e prende a segarsi lentamente. Solo lì impalata a guardare e deglutendo. Non so nemmeno come richiamarlo che lui mi ripete che è dispiaciuto per me perché non avevo goduto. Non mi è indifferente quella scena e non so cosa mi prende. Mi dice che mia figlia in questi casi prima se lo mette fra le tette e poi in bocca. Sto per dirgli che è un porco e invece gli dico che le mie tette non sono grosse e sode come quelle di mia figlia. Non so che espressione ha il mio viso, ma se traspare tutta le mia voglia non sto facendo proprio una bella figura. Altro che riprenderlo! Il suo cazzo è duro e lo lascia libero. Svetta dritto. Non è meno di 22-23 cm e il mio sguardo è fisso lì. Mi dice di fargliele vedere ed è sicuro che sono bone come quelle di mia figlia. Mi sento una stupida e senza rendermene conto lo raggiungo, mi fa spazio spostandosi e mi seggo sul bordo del letto. Me ne ero resa conto in bocca ma adesso, ammirandolo con tutta tranquillità, mi rendo conto che è veramente grosso. Lo impugno e lo sego piano; subito la sua mano destra è sulla mia tetta sinistra. Sono in pigiama e non ho reggiseno; il mio capezzolo è subito turgido e me lo stuzzica stringendolo fra il pollice e lindice. Purtroppo gemo e va a sfilarmi il sopra pigiama. Non mi rendo nemmeno conto: lascio per un attimo il cazzo e sono io stessa a sfilarmelo del tutto. Sono con le tette al vento davanti s mio genero il quale, palpandole, suscitando la mia libidine, mi dice che sono stupende. Intanto riprendo a segarlo dicendogli come possono piacergli le mie tet
te abituato con quelle di mia figlia. Mi toglie la mano dal cazzo e mi dice che se continuo così lo faccio venire presto. Si alza, si libera di tutto quello che indossa restando nudo, allarga le gambe quasi a cavallo sulle mie cosce e me lo pianta fra le tette. Lo tengo stretto, si muove lentamente e me lo fa sbattere sul mento. Da lì a prenderlo in bocca e spompinarlo non ci vuole niente. Mi sento ringiovanire; mi dice di come sono brava e geme; il sangue mi bolle dentro e penso a quanto sia fortunata mia figlia ad avere un cazzo così sempre a disposizione. Me lo sfila dalla bocca, mi fa alzare e si siede lui. Prende a leccarmi le tette e a mordermi i capezzoli. Va giù lentamente con la lingua abbassandomi pure il sotto del pigiama e le mutandine. Si sofferma sul ventre, poi fra la peluria e, palpandomi il culo, ancora giù. Per istinto allargo le cosce e sento la sua lingua fra le cosce e la lambirmi il clitoride. Impazzisco e sussurro un lungo siiii. Si alza pure lui; mi stuzzica il clitoride con la mano; io impugno il suo cazzo e sento la sua lingua fra le labbra; laccolgo nella mia bocca vogliosa succhiandola e intrecciando la mia. Presa dalla lussuria e dalla voglia di gustarmi il suo cazzo dimentico pure che si tratta di mio genero, il marito di mia figlia. Me lo fa ricordare lui quando, sdraiandosi supino, mi porta su a cavalcarlo. Sono su; mi strofino la fica sulle sue palle e sul suo cazzone ansimando e poi, io stessa, mi sollevo sulle ginocchia, me lo punto, vado giù e me lo sento penetrare. Mi dice: Ora capisco perché mia moglie è così troia, assomiglia a sua mamma! Lo guardo; mi sento completamente infilzata e sento piaceri e sensazioni che avevo dimenticato. Grido perché è troppo bello. Lo cavalco muovendomi su e giù e avanti e indietro mentre lui mi tortura le tette. Subito ho un orgasmo godendo come avevo dimenticato che si potesse godere. Mi butto giù e le nostre lingue si intrecciano in un turbinio di passione, di libidine e di lussuria. Quel porco che è mi incita dicendomi pure che ho le cosce bone e una fica che ci potrebbe entrare un tir. Non finisco di godere; mi rialzo e mi gusto il suo cazzone roteando il bacino. il suo cazzone tutto dentro di me, non so come potesse entrare tutto, è come una barra di ferro incandescente che scava e allarga sempre più le pareti della mia vagina. Orgasmi su orgasmi e più ne ho più aumento il ritmo del mio bacino che roteando faccio arrivare quel porco benedetto di mio genero a non resistere più. Suocera troiaaaa grida. Mi sento inondare la vagina da un fiume bollente di sborra che mi fa prolungare ancora di qualche minuto il mio già infinito orgasmo. Senza nemmeno sfilarmi il cazzo, ancora duro, dalla fica, mi fa rotolare e lui insieme a me, ritrovandomi supina con le ginocchia su e lui che prende a pomparmi furiosamente. Le nostre bocche e le nostre lingue non hanno un attimo di tregua. Ho solo lopportunità, labbra contro labbra, di dirgli: Così mi sfondi tutta. Mi puoi fare maleeeee La troia che sei! Stai godendo come una cagna. Vero troia? Ti piace fare la troia col marito di tua figlia? Siiiii grido allargando ancora le cosce, sentendo il suo cazzone fin dentro lo stomaco e le sue palle che sbattono violentemente, prepotentemente e rumorosamente sul mio culo. E qualcosa di irreale: se non fosse per il piacere e il grande godimento penserei che si trattasse di un sogno. Ancor di più quando passa le braccia sotto le mie cosce portandole su e sollevandomi pure il bacino. Sono ripiegata su me stessa ad angolo strettamente acuto con i piedi ai lati delle nostre teste e lui a sconquassarmi a più non posso. A parte il fatto che proprio così mio marito non mi aveva mai scopata, sono meravigliata della mia condizione fisica ed atletica. Più mi sente gridare di piacere e più mi sconquassa con colpi che non avevo mai incassato in vita mia. Dopo il mio ennesimo orgasmo mi sfila il cazzo dalla fica e, tenendomi sempre nella stessa posizione, dicendomi anzi di tenermi io le gambe, scende giù e prende a leccarmi. Mi dice che ho la fica tutta aperta. Gogo e sono curiosa. Sollevo la testa nel tentativo di guardare. Riesco a vedere la sua linguaccia che gioca sul mio clitoride, che mi va dentro e poi viceversa. Mi fa impazzire. Ancora di più quando prende a leccarmi pure il culo facendomi sentire la punta della lingua che cerca di forzare lano. Mi piace. Che ci posso fare? Penso dicendo a me stessa: te lo immagini se mi vuole sfondare il culo? Non è che sarebbe la prima volta e che il mio culo fosse vergine, ma saranno una decina di anni che mio marito non lo usa più. Mentre ne sento la voglia penso pure come potrebbe il suo cazzone entrarci visto le dimensioni e la lunga inattività del mio ano. Sicuramente, penso, sarebbe terrificante. Non lo è. E come se leggesse nella mia mente la mia voglia e i miei pensieri. Si mette in ginocchio accovacciato sulle gambe e il mio bacino leggermente sulle sue cosce. Me lo sbatte sulla fica e poi giù a stuzzicarmi lano. Gli dico, mentendo, di no perché non lho mai fatto, di non scherzare con le cose serie e che non mi va. Mi dice che il mio culo è bello appetitoso e che mi vuole fare vedere come incula quella troia di mia figlia. Forza. Allinizio pensavo peggio, ma non appena pian piano va dentro mi sento lacerare tutta e gli intimo di uscire. Puttana che sono! Subito diventa bello e lui, nel frattempo mi dice tante di quelle parolacce. Prende pure a torturarmi la fica con le mani. Appena mi sente ansimare prende a fare avanti e indietro facendomi sentire il suo cazzone nel più profondo delle mie viscere. Gli dico di si, che mi piace. Godo e lui mi sborra dentro. Sento lintestino in fiamme e perdo la ragione. Lo tiro su di me ed è con tutto il suo peso dentro il mio culo con me, praticamente, piegata in due. Poi ci addormentiamo. E cosi per tutta la durata del corso di mia figlia. Quando lei torna, il venerdì pomeriggio, io vado a casa mia. Non vedo lora che arrivi la domenica pomeriggio, quando lei riparte ed io torno a fare la nonnina con la bambina e la troia con mio genero.

Listitutrice | Racconto dominazione di Il boss

Mi chiamo Lisa ed ho deciso di raccontare la mia esperienza che, ai nostri tempi, potrebbe sembrare incredibile, ma ti assicuro che tutto ciò che scrivo corrisponde a verità. Ho una discreta esperienza in fatto di sculacciate e clisteri, vissuta “in casa”, grazie alla mia istitutrice. Queste esperienze sofferte, ma anche godute, mi hanno portato […]

mi scopo tua nonnaracconti erotici reali gayvicini di casa che scopanocugina tetteracconti erotici sadomasoinculare suoceraimprestatomamma succhia cazziracconti erotici di dominazionescopata a tresi scopa lo ziola moglie esibitamoglie nuda in barcanon riesco a farmi penetrareracconti fetishcoppiacuckoldporno mmraccomti pornoincesti xhamsterracconto erotico sorellastorie erociuciaraccobti eroticiracvonti eroticiracconti erotici mia suocerastorielle hotsborra giallamamma molto troiaracconti perizomaorge di milfracconti eroticvinudisti scambistitrans di milanoporno gay stupratomio marito guardoneincula la nuoraseghe a lettoaccecante o acciecanteracconti di scambi di coppiamettimi a pecorinamamma vuole il cazzoil culo di mia suocerala gabbiabdsmsorelle incestuoseracconti incesti amatorialistorie porno ginecologomia figlia è una troiamia moglie scopata da amiciracconri eroticipissing nel culotroie da montasborra giallafigli che scopano le madribelle tette da vedereracconto cuckoldstoria eroticheracconti piccanti di sessotroiazzecinema porno a torinoracconti di prime esperienze sessualiuna mamma molto troiatransessuali operatistorie di gigantesseracconti porno scambistiraccontieronon vuole impegnarsi ma continua a cercarmiracconti erotici illustratisedia del sessoil giardino dei supplizia letto nudati inculo a sangueincesti al mare