La nonna e il suo nipotino 2 | Racconto incesti di elimaialino

quella notte mi svegliai di colpo con il pene duro come il marmo e avevo una grande sete allora scesi le scale per andare al piano di sotto e sentì dei gemiti provenire dalla sala e allora sporsi la testa per vedere cosa succedeva e vedevo mia nonna che si stava masturbando e intanto sottovoce mugugnava il mio nome…. io ero li che la osservavo con il pisello duro come il marmo e poi sentì che disse quanto vorrei succhiartelo e svuotarti le palle.. sii mmmh quanto vorrei che mi sfondassi.. così io a quelle frasi mi venne ancora più duro di prima.. intanto lei diceva mmmh elia ho voglia del tuo bel cazzone giovane ..mmmmh quando scesi giù di colpo e io gli dissi: nonna che fai!! e lei elia non è niente e si ricoprì , allora io gli dissi guarda che ti ho visto… e lei guarda che non stavo facendo niente di male, è una cosa che fanno tutti .. penso che lo fai anche tu.. si nonna maaaa e lei ribadì , non dirlo a nessuno. poi andai li vicino a lei e gli dissi nonna se vuoi che non lo dica a nessuno , tu però devi fare una cosa insieme a me, lei cosa?? ci possiamo masturbare insieme ?? e lei ma che dici elia io sono tua nonna e tu sei mio nipote … non possiamo farlo .. nonna perpiacere?? feci io con voce da ragazzo innocente , e lei va bene tanto cosa sarà mai , però alla condizione che non ci toccheremo neanche. e io seccato dissi va bene nonna così io tirai fuori il mio pene a pochi centimetri da lei ,così anche lei si scoprì di nuovo facendo uscire la sua bella passerona… così iniziammmo a masturbarci e mia nonna mentre emetteva rantoli di piacere insieme a me ,un pò trattenuti per non svegliare i miei ,poi mi disse che bel cazzone che hai non lo pensavo così grosso!! così gli dissi un pò imbarazzato anche tu nonna hai proprio delle belle tettone…. così anche lei arrosì .. poi lei ad un certo punto quando vide che io stavo per venire lei mi disse … amore non ce la faccio più ho voglia del tuo cazzo , così lei confesso e allora io gli ribattei anche io nonna della tua figa…e poi ti vorrei anche confessare che mi piaci davvero tanto vorrei che fossi la mia donna, e lei anche tu mi piaci tanto, però non pensavo che ti piacevano le donne come me , infatti non mi piacciono , mi piaci solo te, così a questo punto mi sdraiai sul divano e lei si inginocchio sul mio cazzo ormai duro come il sasso, e cominciò a farmi una pompa memorabile e succhiava e leccava tutta la mia asta fino alle palle, e io gli dissi mmmmmmmh nonna come sei brava , e lei si stacco per un attimo e disse mmmh che gran cazzone che hai nipotino mio, poi lo riprese in bocca solo la cappela , e a quel punto io venni nella sua bocca a fiotti di sperma continuo poi lei inghiotti tutto e disse amore quanta ne avevi mmmmmmh, poi disse adesso tocca a te darmi piacere,cosi io mi misi su quella gran passera e leccai avidamente , intanto incominciai a inserire due dita poi tre e lei rapita da rantoli di godimento e da due orgasmi mi disse oh mio dio come la lecchi bene sei proprio bravo!! cosi io impaziente di metterglielo dentro misi la mia cappella allentrata della vagina di mia nonna e lo sfregai un po e lei disse mi fai morire mettimelo dentro sono la tua troia , cosi glielo misi e la pompai su e giu, su e giù, intanto scoprì quelle grosse tettone e lei che nipote porcellino!! intanto che la pompavo gli succhiai avidamente i capezzoloni che si indurirono allistante intanto li stringevo forte così a quel contatto venni sborrando con tutta la sborra che avevo in corpo, poi gli dissi che la volevo scopare da dietro godendo della vista del suo culone,così io gli dissi girati troia!!! e lei mmmmh si sono la tua troiiiiaaaaaa!!!! così si girò e mi si ritornò duro subito e glielo ripiantai nella sua figona dolce e calda e ricontinuai a pomparla … si amore continua mmmmh e proprio bello mmmmh ,poi quando stavo per venire gli dissi nonna ho voglia di mettertelo nel culo e lei amore io non lho mai fatto con tuo nonno il mio buco è ancora vergine e ho paura!!, e io gli dissi va bene troia sarà magari per la prossima volta che verrò da te… e lei va bene amore. così ricontinuai a pomparla e venni nella sua figa immensa , poi ci andammo a fare una doccia e riandammo a letto io nel mio e lei sul divano, ….. spero che vi sia piaciuto la fine alla prossima….. ciao dal vostro elimaialino. =)

Pussycat | Racconto gay di erregi

Ho sempre amato i cinema porno. Ho sempre amato quella sensazione di mistero che provavo, varcato lingresso. Potermi lasciare andare alle mie fantasie più inconfessabili, ma sempre protetto dallanonimato concesso dalloscurità.

Migliore amica della mamma | Racconto etero di gold

Sono in vacanza…per la precisione sono nella riviera romagnola, zona Rimini. La storia si è svolta meno di una settimana fa.
Ero in spiaggia intorno alle 18, momento da me preferito per prendere il sole, perché non devo mettermi la crema ed è quasi impossibile bruciarmi. Vabè…stavo prendendo il sole sul lettino quando mia mamma torna con le sue amiche dalla classica passeggiata sul lungo mare. Si siedono nei pressi del mio ombrellone ed incominciano a parlare del più e del meno. Le solite chiacchiere da donna sotto lombrellone.
Ad un certo punto incominciano a maledire tutti i mariti per il fatto che sono sempre a casa e che non passa mai del tempo con loro. A me si sono drizati i capelli e mi sono inkazzato come una iena…cazzo loro sgobbano come dei cretini per permettere alle loro donne di godersi il mare e loro li trattano così. Pazienza, sono stato calmo e ho continuato ad ascoltare, facendo finta di essermi addormentato. Premetto io ho 22 anni e sono andato al mare con loro perché devo studiare, e li si studia meglio che a Bologna…non conosco nessuno e studio a più non posso….quasi.
Torniamo alla storia.
Mentre le donne maledicono i loro mariti ed io mi incazzo, una di queste propone una serata in discoteca…non ci volevo credere. Sono tutte donne sui 50 con i segni della vita, ma cmq donnecon del fascino, però sempre di 50 anni e più. Appena questa fa la proposta tutte, compresa mia mamma, saltano in piedi ed eccitatissime accettano. Ero sempre più incredulo. Ogni tanto davo una sbirciata, nei momenti di silenzio, ma non vedevo nessuno.
Ancora increedulo di tutto in comincio a sentire che proponevano di andare in disco a rimorchiare ragazzini poco più grandi di me. Kazzo dicono!!! A dire il vero la proposta partì da una di queste mamme…io ero allucinato. La maggior parte delle altre si tirò in dietro nel farlo, ma appena lei incomincio a raccontare come posono essere prestanti i ragazzi di 20 e 30 anni, tutte, e dico tutte, drizzarono le orecchie ed incominciarono a scaldarsi.
Io nel frattempo incominciavo a sudare freddo, non era colpa del sole, per niente colpa sua.Questa donna raccontò lesperienza di una sua amica col moroso 20enne della figlia, allinizio tutte erano disgustate, poi erano quasi arrapate. Loro non erano le sole, anche io mi ero eccitato da impazzire, e sapete comè lèeffetto quando la situazione si indurisce con un boperer da spiaggia. Bene…quello fu il risultato….un cazzo duro in fista sotto un boperer, forse, troppo stertto per quella situazione.
Fatto sta che le signore si congedano promettendosi che non avrebbero fatto parola con nessuno di quello che si era detto in quel momento e di quello che si sarebbe fatto quella sera. A parer mio questo lasciava tutte le porte aperte, e non solo.
Mentre continuavo a far finta di dormire e cercavo di dirmi: Non mia mamma non è così, e lei neppure…lei neache… mentre mi ripetevo questo in testa la voce della migliore amica di mia mamma mi sussurra nellorecchio :Me ne sono accorta che non stai dormendon e mi sono accorta anche del tuo interesse, quindi se ti va sono in camera 28 tra 15 minuti. per entrare bussa tre volte. Mentre mi diceva queste parole mi passo la mano sul pisello duro, e poi se ne andò.
Io non mi mossi, continuai a far finta di dormire.
Non appena mi resi conto che se ne era andata mi alzai ed andai da mia mamma a dirle che sarei andato in albergo a studiare. Io ero in un albergo differente rispetto a mamma e alle amiche, volevo la mia praivasi.
Lei mi salutò e mi disse di fare il mio dovere, io annuì e me ne andai.
Non sapevo che fare, andare in camera 28 oppure no. In spiaggia lamica J, chiamniamiola così, della mamma non cera più, era andata in camera sul serio.
Decisi di fare un tentativo, al maper avrei detto che non avevo capito. In quellalbergo mi conoscono bene quindi non fecero caso a me mentre prendevo lascensore per salire……

Il mio amico con mia mamma | Racconto voyeur di Antonio G

Allepoca avevo 23 anni. Mia madre, divorziata da parecchio, aveva da poco concluso una relazione molto intensa con un uomo che abitava in un paese a pochi km dal nostro. Lei aveva 49 anni ed era ancora nel pieno della sua bellezza. Mora, formosa, mediterranea, con due seni abbondanti. Una donna fine ma al tempo stesso dotata di grande femminilità. La conclusione di quella relazione laveva profondamente scossa, lasciandola senza un punto di riferimento di cui probabilmente aveva un forte bisogno.Era agosto, ed io avevo invitato un mio caro amico delluniversità a trascorrere qualche giorno da noi, nel nostro tranquillo paesino in collina. Un po di quiete ed aria buona, prima di ripartire verso una località di mare per godersi le meritate vacanze. Fabio aveva 24 anni, era alto 1,85 cm circa, castano, occhi verdi. Insomma, un gran bel ragazzo. Durante i corsi universitari avevamo stretto una bella amicizia, ed io ammiravo la sua solarità e la sua viva intelligenza. Avevamo molti interessi in comune come il calcio e la musica, anche se caratterialmente eravamo diversi: lui più estroverso, io sicuramente più timido e riflessivo. Forse sui nostri caratteri incidevano anche i luoghi di provenienza. Fabio era napoletano verace, e nel suo carattere emergeva tutta la passionalità della sua splendida città. Io, venendo dallentroterra (durante il mio percorso universitario dovevo fare ogni mattina unora di treno), ero decisamente più chiuso rispetto ad un ragazzo di città. Con Fabio però mi trovavo benissimo, e lo stimavo parecchio. Quando gli proposi di passare qualche giorno in collina da me durante la pausa estiva, accettò di buon grado. Fu ospite a casa nostra per quattro giorni. Gli feci visitare il paesello e gli altri comuni del circondario, tutti borghi molto caratteristici. A pranzo cucinava mia madre, la sera invece andavamo al pub o in pizzeria. La quarta ed ultima sera, però, decidemmo di cenare a casa, bevendo un buon vino che lui aveva gentilmente offerto. Fabio era un ragazzo molto spigliato e brillante, pieno di interessi e di ottima cultura. Capii sin dal primo giorno che aveva fatto unottima impressione a mia madre. Lei, con la sua formazione umanistica, non poteva non apprezzare una persona così colta e brillante. Con Fabio si poteva parlare di tutto: cinema, musica, politica, sport, storia. Le conversazioni a tavola erano sempre piacevoli e stimolanti, ed il suo garbo era adorabile. Purtroppo non mi resi conto che le sue grandi qualità si sarebbero potute rivelare unarma a doppio taglio. Lultima sera che rimase da noi scivolò via piacevole tra una chiacchiera, una risata e un bicchiere di vino. Quando andai a dormire ero un po brillo, ma felice per quella bella serata. Nel corso della notte, però, venni svegliato da un rumore assai sospetto. Era un rumore di molle del letto…uno strano cigolio. Pensai di essermi suggestionato e cercai di riaddormentarmi, ma mi accorsi che il cigolio stava continuando in un modo troppo cadenzato per essere casuale. Mi alzai e uscii dalla mia camera, accorgendomi subito che la stanza degli ospiti, dove avrebbe dovuto dormire Fabio, aveva la porta aperta. Mi avvicinai e mi accorsi che la stanza era vuota. Nel frattempo, il cigolio del letto proseguiva…e proveniva inequivocabilmente dalla camera di mia madre. Mi avvicinai alla sua stanza con un groppo in gola. Non poteva e non doveva essere vero. Sbirciai dalla serratura…e vidi Fabio e mia mamma nudi, lui sopra di lei, nel pieno di una virile stantuffata. Iniziai a tremare, ero esterrefatto. Eppure…sentii tra le mie gambe un rigonfiamento tanto inopportuno quanto esplosivo. Insomma, lo ammetto: mi ero eccitato. Non mi sembrava vero…il mio amico si stava ficcando mia mamma. Sentii lei che, ad un certo punto, con la voce rotta dalleccitazione, disse che cazzata che stiamo facendo…però ne ho bisogno…mi sento così sola, Fabio…capiscimi…non giudicarmi. Le sue parole erano sussurrate in maniera affannosa e Fabio, nel pieno della monta, sembrava non dar loro molta importanza. Era troppo concentrato sul da farsi, e non lesinava complimenti a mia madre, seppur ruspanti. Rosa, che belle zizze che tieni…mmm, che bocce… e palpava famelico, succhiandole i capezzoloni. Mia madre, ansimando, disse non dire nulla ad Antonio, mi raccomando…non potrebbe mai capire… e Fabio rispose sì, tranquilla… in maniera frettolosa, quasi a voler in realtà sottintendere un ben più sincero ora non pensarci e lasciami fare…. Iniziai a toccarmi, vergognandomi di me stesso e provando al contempo un profondo senso di delusione verso Fabio e mamma, ma ormai leccitazione guidava la mia mano di spettatore impotente, nascosto dietro la serratura di una porta chiusa e consapevole di quanto potesse essere cinica la vita. Quando Fabio, ad un certo punto, la mise a pecora, ebbi un ulteriore sussulto, ferito dalla vista di quella posizione che sublimava a pieno il dominio del mio amico su mia madre. Bellamico… pensai, e nel frattempo proseguii a toccarmi, in un misto di rabbia ed eccitazione che mi annebbiava la mente. Anche in quella posizione, Fabio cercava costantemente i seni di mia madre, tastandoli voracemente. I seni, o meglio le zizze, detto nel suo schietto vernacolo napoletano. Che spettacolo…tieni una zizza mondiale…ahhh…mmm…ahhh…e che zizzona…meglio di quella di Battipaglia…. Sentendo questa comparazione, mamma rise per un attimo, proseguendo poi ad ansimare sotto le decise stantuffate di Fabio. In quel preciso istante raggiunsi lapice del mio piacere di sfigato voyeur, e sborrai incredulo. Ormai, sfumata la libidine che aveva invaso la mia mente, non avevo più il coraggio di continuare a spiare. Tornai nella mia stanza, sentendo il letto di mia madre che continuava a cigolare con vigore. Non riuscii ad addormentarmi quella notte e fissai il soffitto chiedendomi perchè fosse successa una cosa del genere proprio a me. Avevo subito lumiliazione più grande possibile, la più impensabile: mia madre che si concedeva ad un mio amico. Non osavo immaginare il compiacimento che Fabio aveva potuto provare in quella situazione. Fare un simile colpaccio, per giunta in trasferta, a casa dellamico. La mattina seguente ebbi unidea di cosa gli attraversava la mente, mentre facevo colazione con lui e mia madre. Sarebbe dovuto partire di lì a poco, e notavo il suo sguardo fiero e compiaciuto, come quello di un felino dopo una trionfale battuta di caccia. Di converso, mia madre era insolitamente silenziosa e visibilmente imbarazzata. Aveva evidentemente capito quanto fosse stata inopportuna quella sua debolezza. Ma ormai era successo e lunica cosa da fare era tacere, per il bene mio e per la dignità sua. Sono passati tanti anni ormai e non le ho mai confidato che sapevo tutto. Non ho voluto darle un tale dispiacere. Il ricordo di quella notte, però, non mi ha mai abbandonato.

Una delle più belle scopate della mia vita | Racconto orge di Anonima

Tutto ebbe inizio con le solite uscite che faccio ogni tanto, si va fuori a mangiare, ma non nel quel di Roma, proprio fuori fuori, tipo chessò, in Umbria o nelle Marche oppure, come ho fatto 6 anni fa e più, nel Veneto da un carissimo amico. Fatto sta invece che andammo verso Lucca. A Lucca si mangia da DIO!! Soprattutto ad un ristorante appena dentro le mura, lo si riconosce perché ha lintonaco avana carico e guardate, se vi va di spendere bene da di spanciarvi da sentirvi quasi male questo è il posto adatto!

Scopata per sbaglio da mio figlio | Racconto incesti di Maîtresse Jasmine

La benda mi copre gli occhi e le corde mi tengono ferma, stesa prona sul letto. Alcuni cuscini sotto il ventre mi alzano il bacino così che mio marito possa prendermi con più facilità. Farmi scopare a pecorina mi eccita terribilmente, mi fa sentire più donna e anche più troia. Da quando abbiamo deciso di rinnovare la nostra vita sessuale con nuovi giochi erotici, io e mio marito Giacomo abbiamo ritrovato nuova complicità.

Le padrone trans | Racconto trans di slavebsx

Sono uno schiavo che ha avuto la fortuna di essere sottomesso da donne, uomini e coppie. Ma fino ad ora non avevo mai avuto una padrona trans e la cosa cominciava a provocarmi qualche turbamento in quanto si faceva largo in me il desiderio di essere usato da una bella mistress trans. Vado allora alla ricerca di una padrona per colmare questa mia voglia che con il passare del tempo diventava sempre più irresistibile e mi rivolgo a diversi siti specializzati in escort fino a quando non trovo la persona giusta.

Il prete che mi confessa | Racconto etero di Claudia Clemente

Mi chiamo Claudia e sono di piccola età, per tutti quelli che non avessero letto il mio primo racconto, voglio sottolineare che scriverò solo di esperienze realmente accadute, provate sulla mia pelle,questa è la terza. Sono castano- bionda, di statura media con occhi marroni, ho un bel fisico, tette ancora non troppo sviluppate (porto la seconda-che si avvicina alla terza) forse per via delle mia età e un bel culo per il quale ricevo spesso molti complimenti dai miei compagni di classe. Da sempre i miei genitori mi hanno mandato in una scuola di preti, ove vigono regole ferree come indossare sempre la divisa e mantenere un comportamento contenuto e rispettoso (faccio il secondo liceo). Ogni giovedì la mia classe si reca nella piccola chiesa della scuola per fare le confessioni. Generalmente vengo sempre confessata dallo stesso prete, frere Giorgio, un uomo anziano ,grosso, sovrappeso, e con i capelli grigio chiari che formano una sorta di corona intorno alla nuca. A metà anno circa mi venne in mente unidea perversa,folle e trasgressiva cominciai così a fantasticare di essere scopata dal vecchio prete che ogni giovedì mi confessava. Avevo un buon rapporto con il frere, infatti oltre che a farmi confessare in chiesa ci scambiavo spesso due chiacchiere durante lintervallo e alluscita di scuola lo salutavo con un bacio sulla guancia. Un giorno decisi di fare la mia prima mossa, durante lintervallo mi recai dal vecchio prete e mi inventai una scusa per entrare nella sua stanza. ( i frere della mia scuola dormono in delle stanze ubicate allultimo piano della struttura scolastica) Infatti finsi di avere bisogno di aiuto con i compiti di latino e frere Giorgio mi diede appuntamento nella sua stanza al termine delle lezioni. Soddisfatta lo salutai con un bacio sulla guancia e un abbraccio mentre strusciavo la mia passerina al suo pene. Notai immediatamente una gobba nella tunica,in quellistante compresi che il vecchio non avrebbe resistito alle mie tentazioni feci finta di niente e tornai classe. Finite le lezioni, prima di dirigermi verso la stanza del prete andai in bagno, mi sbottonai il secondo bottone della camicia bianca per mostrare leggermente le mie tette, mi tirai sui la gonna grigia per rendere più visibili le gambe e mi tolsi le mutandine. Dopodiche mi diressi verso la stanza del vecchio. La cosa più scioccante è che non ebbi alcuna esitazione ne paura, ero solo estremamente arrapata e non vedevo lora di farmi scopare da un vecchio svendendo e umiliando il mio giovane corpo. Quando bussai immediatamente frere Giorgio aprì la porta e mi fece accomodare su una sedia scricchiolante, la sua era una piccola stanza con le pareti rovinate verde pistacchio,un letto ad una piazza, uno tappeto beige impregnato di polvere, un tavolino rotondo al centro della stanza, un angolo con qualche fornello che fungeva da cucina e un piccolo frigo color panna usurato con la maniglia ossidata. Prima di iniziare i compiti frere Giorgio mi offrì un tè caldo, ovviamente accettai. Mentre lacqua bolliva il vecchio prete mi domandò come fosse andata la mia giornata, mentre rispondevo accavallai le gambe in modo avvenente e mi sfilai lentamente le ballerine verde petrolio che indossavo con la scusa di non voler sporcare rimanendo così scalza. Notai che la gobba sotto la tunica era tornata e ciò mi faceva sentire più vicina al mio perverso obiettivo. Quando il tè fu pronto il prete pose le due tazze sul tavolino e si sedette, cominciammo i compiti di latino in attesa di farle freddare. Quando mi accorsi che il tè era bollente mi venne unidea folle ma estremamente efficace, infatti mentre ripetevamo le varie declinazioni rovesciai appositamente la tazza di tè bollente sulla mia camicia facendo cadere per terra allo stesso tempo la penna con cui stavo scrivendo. Il tè era bollente quindi rimanendo con la camicia mi sarei scottata…. usufruendo di questa scusa mi tolsi la camicia fingendomi mortificata. Rimasi così con addosso nientaltro che un reggiseno nero, riuscivo a capire che il vecchio era sia imbarazzato che eccitato. Mi scusai con il frere che si finse indifferente, dissi che avrei rimesso la camicia appena il calore del tè sarebbe evaporato. Dopodiché mi alzai e mi chinai con la scusa di dover raccogliere la penna, mostrando così il mio culetto e la mia fichetta scoperti. Quando mi risedetti il prete era scioccato e cominciava a sudare a stento riusciva a parlare…. non mancava molto e avrebbe ceduto alla tentazione. Mentre il prete parlava non riusciva a togliermi gli occhi di dosso e io mi arrapavo sempre di più, così, come ultima provocazione cominciai a strusciare il piede sotto il tavolo prima sotto la sua tunica fino ad arrivare al suo pene. A quel punto il prete si zittì e rimase immobile mentre li mio piede si strusciava sul suo cazzo arrapato… il vecchio sudava come un maiale. Allora andai sotto il tavolo alzai la tunica al , gli abbassai i mutandoni, tirai fuori il suo grosso cazzo pulsante come il cuore di un atleta al termine di una gara, cominciai così a masturbarlo, iniziai il contatto orale leccandogli la cappella per poi spompinarlo per bene suchiandogli tutto il pene e leccandogli le palle. Frere Giorgio si lasciò andare, mentre gli succhiavo il cazzo facevo avanti e indietro con sempre più foga. Quando il vecchio venne mi sborrò in bocca e fui costretta a bere il suo sperma,non che la cosa non mi piacesse, dopo che ripresi fiato, il vecchio si tolse rapidamente la tunica si mise in ginocchio nel tappeto beige, mi tolse la gonna grigia rimanendo così entrambi nudi,mi fece sdraiare per terra, divaricò le mie cosce e penetrò la mi fichetta come un trapano penetra in un foro. Cominciò così a fottermi in modo scoordinato ma violento, le nostre lingue e le nostre labbra si incontrarono più volte e mentre venivo scopata selvaggiamente la sua pancia grassa era un peso quasi piacevole sul mio corpo e non potevo fare a meno di gemere dal piacere come una cagna in calore. Ricordo ancora che mentre il prete grasso mi fotteva mi disse: ti piace essere posseduta come una puttanella vero? …. io continuai a gemere dal piacere ma il vecchio mi ordinò i fare silenzio per non insospettire gli altri frere che risiedevano nelle stanze accanto. A metà scopata circa il vecchio porco afferrò una delle mie gambe che penzolavano in aria attorno alla sua vita mentre mi fotteva e cominciò a succhiare le dita dei miei piedi una ad una. Cominciò a succhiarmi il pollice del piede per arrivare fino al mignolo e ricominciare mentre sforzava la sua anca indebolita per fottermi e sentivo tutto il suo cazzo dentro di me. Ricordo perfino che durante la scopata il mio sguardo era rivolto al soffitto verde pistacchio rovinato della stanza, ricordo la polvere che veniva mossa dai colpi di bacino dati dal prete per fottermi che salivano fino al mio naso, ricordo il dolce sapore di sperma rimasto nella mia bocca, ricordo il sudore, il lardo del vecchio che non scopava da tempo immemore ricordo la sensazione di umiliazione e piacere afrodisiaco che allo stesso tempo provai. Quando entrambi venimmo, ricevetti lo sperma del vecchio nel mio ventre e i nostri umori si unirono, con le mie unghie colorate da uno smalto blu mi aggrappai con forza ai folti peli bianchi che il prete aveva sulla schiena. Dopo qualche secondo il vecchio sfilò il suo pene dalla mia fichetta e una buona quantità di liquido vaginale e sperma colarono nel tappeto beige, frere Giorgio cominciò a leccarmi la fica e la sua lingua portò via la piccola quantità di liquido rimasto sulla mia vagina, venni così per la seconda volta. Mi sentivo una vera cagna, rimasi qualche secondo a terra e mi rialzai credendo che fosse tutto finito, ma il porco ancora insoddisfatto mi afferrò con violenza dalla caviglia, mi fece sdraiare per terra a pancia sotto e infilò il suo cazzo nel mio culetto sodo, non che la cosa non mi piacesse, con tutto il suo corpo lardoso e flaccido si mise sopra di me e cominciò a incularmi e mentre ciò avveniva insinuò la sua lingua nelle mia labbra più volte. Stavolta mi sborrò nel culo e quan
do sfilò il suo cazzo si sdraio con tutto il suo peso a terra. Si era fatto tardi, il sole stava calando e dovevo tornare dai miei genitori, così mi rivestii velocemente e tornai a casa. Il giorno dopo durante lintervallo mi avvicinai a frere Giorgio che appena mi vide mi domandò se avessi altri problemi con i compiti di latino, dopo che dissi di si, il vecchio mi diede appuntamento nella sua stanza al termine delle lezioni. Mentre lo abbracciai per salutarlo infilò la sua mano sotto la mia gonna, spostò mutandine e infilò un dito nella mia fichetta. Ci appartammo dietro un albero e le dita da una divennero due… cominciò così a massaggiarmi il clitoride,mi chiese se lesperienza del giorno precedente mi fosse piaciuta e risposi di si e che ero ansiosa di ripeterla, quando terminò il ditalino, un gran quantità di liquido vaginale colò sulla mia coscia, il prete si chinò e con la lingua la tolse velocemente. Infine tornai velocemente in classe in attesa che le lezioni terminassero. Circa tre giorni dopo il prete mi diede appuntamento nel ripostiglio della scuola dove vengono tenuti gli attrezzi di cui usufruiscono le signore delle pulizie al termine della giornata. Appena entrai nello sgabuzzino mi sorpresi trovando assieme a frere Giorgio, frere Luigi , unaltro prete che non conoscevo bene, lo vedevo raramente poiché si occupava solo del giardino della scuola, a differnza di frere Giorgio era magrissimo con il viso scavato ed un fisico rachitico. In realtà fui sorpresa positivamente, farmi fottere da ben due vecchi decrepiti mi sarebbe stato ancor più perverso e frizzante. Frere Giorgio aveva parlato del nostro incontro col suo compare e questultimo non ne si scandalizzò, anzi aveva intenzione di provarla sulla sua pelle. Così frere Giorgio chiuse la porta a chiave, poi mi tolse la camicia ed il reggiseno, dopodiché frere Luigi si tolse la tunica mi afferrò la testa e la spinse verso il suo membro facendomi inginocchiare. Già cominciavo ad eccitarmi…. senza pensarci due volte abbassai le mutande al vecchio e cominciai a leccargli la cappella e i testicoli, a quel punto il vecchio pervertito cominciò a fare avanti e indietro con il cazzo mentre mi spingeva tutta la testa verso di lui, sentivo il cazzo in gola… mi stava letteralmente scopando la bocca. Con laltra mano afferrai il membro di frere Giorgio masturbandolo. Entrambi i vecchi mi vennero in faccia, ma frere Luigi perse una quantità di sperma immensa, mai me lo sarei aspettata, avevo la faccia impregnata di sperma… avevo anche gli occhi ricoperti, la vista era appannata e tutto il trucco che mi colava. I due non mi diedero il tempo di pulirmi, frere Luigi si distese per terra a pancia in su, frere Giorgio mi fece sdraiare su di questultimo, e poi mi sfilò la gonna e il tanga rosa che portavo e si mise in ginocchio sopra di me… formavamo una sorta sandwich, io ero il pezzo di carne in mezzo alle due fette di pane. A quel punto fui penetrata doppiamente, il cazzo di frere Luigi nella mia fichetta, quello di frere Giorgio nel mio culetto. Era la prima volta che subivo una doppia penetrazione, inizialmente faceva estremamente male, poi comincia a godere come una cagna, mentre mi fottevano con forza frere Luigi mi teneva per i fianchi e mi faceva un succhiotto sul collo e frere Giorgio mi teneva piedi. Cercavo di non urlare dal dolore e dal piacere ma era impossibile non emettere gemiti , così frere Luigi mi tappava la bocca con la mano… allora cominciai a succhiare le dita di questultimo per tenermi occupata riuscendo a non urlare. Mentre mi scopavano sentivo il loro fiato, il loro sudore su di me, sentivo i due membri pulsanti nel mio ventre… mi sentivo una puledra in calore mi piaceva lidea di svendere il mio corpo. Ero bagnata, ebbi vari orgasmi, anche frere Luigi venne, i nostri liquidi si unirono, mentre frere Giorgio mi stava ancora inculando…. pochi istanti dopo anche questultimo venne, sfilò il suo uccello dal mio culetto sodo e mi sborrò sulla schiena. I due vecchi si alzarono, anche io mi alzai, avevo ancora il viso impregnato di sperma e parte di questultimo era colato sul mio seno. Dopodiché i due mi dissero di usare la carta igienica presento nello sgabuzzino per pulirmi, (ricordo anche che frere Luigi mi diede una pacca sul culo prima di andarsene) e se ne andarono. Mi tolsi lo sperma dal volto, mi rivestii, andai in bagno per pulirmi definitivamente, presi la pillola e tornai in classe. Da quel giorno continuai ad avere rapporti con i due preti e quando mi incontrano ancora oggi non possono fare a meno di toccarmi furtivamente, di solito strusciano il loro membro su di me, mettono le mani sotto la gonna ponendo le dita sul clitoride, mi accarezzano le gambe,mi danno pacche sul culetto e quando nessuno guarda me lo strizzano pure… ancora oggi ci diamo appuntamenti e soddisfo ogni loro desiderio

Anna. La prima volta nel culo | Racconto etero di Freeandwet

Anna mi passò accanto e con una mano mi accarezzo, leggera, la spalla. Piccoli contatti che di giorno diventavano sempre più frequenti, apparentemente casuali. Alzai lo sguardo e lei mi sorrise poi raggiunse la sua scrivania, un gesto morbido nel sedersi e ancora un sorriso. Da quando eravamo rimasti solo noi due nello studio, svuotato dalle ferie, il suo atteggiamento verso di me, fino a pochi giorni prima cordiale ma formale, si era progressivamente rilassato, eravamo passati a darci del tu, a raccontarci dettagli sempre più intimi della nostra vita. Durante la pausa pranzo due giorni prima mi aveva confessato di essere stata lasciata dal suo ragazzo dopo che lui aveva scoperto che l’aveva tradito. Mentre parlava mi resi conto che non sembrava provare nessun rimpianto per quello che le era accaduto qualche mese prima. Per sfidarla, in qualche modo, le chiesi a freddo: “Ne valeva la pena farti lasciare per un’avventura?”. Lei rise. “Oh si… scusa se sono sfacciata, ma è stata la migliore scopata della mia vita”. Rimasi di sasso, ma cercai di non darlo a vedere. “E poi ti sei messo insieme a quell’altro?”. “Certo che no, un completo cretino, ma a letto un fenomeno”. Cambiai discorso, ma quella confessione, anzi, quella rivendicazione mi aveva colpito. E nei giorni seguenti avevo passato parecchio tempo durante la giornata a pensare a quella ragazza di 25 anni meno di me e alla sua sfacciata e sacrosanta dichiarazione di libertà. La sera l’avevo accompagnata a casa in macchina e prima di scendere dall’auto mi aveva proposto di andare a bere una cosa insieme. Mi salvai in corner grazie a una telefonata di mia moglie arrivata proprio al momento giusto e che mi raccontava che lei e Laura la sua amica erano finalmente arrivate a Copenaghen e che non vedeva l’ora che le raggiungessi la settimana successiva. Anna scese dall’auto io andai a casa per passare una serata cercando di immaginarmi come sarebbe stato andare a letto con lei, quale fosse il suo “grado” di libertà.

La mia ragazza gioca con il dildo | Racconto etero di Roberto88

Da quando ho iniziato a fare sesso con la mia fidanzata ho cercato di scoprire quale perversione le piacesse in modo che potevamo iniziare a farla e quindi aumentando il piacere di entrambi. Ci ho messo un bel po per farglielo dire, però circa un anno fa stavamo messaggiando in modo spinto, e io le chiedo la sua perversione più nascosta, ma lei come al solito mi dice che non ne ha, allora mi faccio avanti io dicendo che la mia è vedere una ragazza masturbarsi o spiarla mentre si masturba, allora a quel punto lei si è sentita di ricambiare ed aprirsi e quindi mi confessa che il suo sogno erotico è di farsi dominare da minimo 3 uomini contemporaneamente, infatti mi ha successivamente raccontato che a volte si masturba pensando proprio a questo.

Zia Alfonsa | Racconto incesti di dani24

Zia Alfonsa allepoca dei fatti aveva una cinquantina di anni quinta di seno e un bel culo grande io avevo 20 anni, era sempre stato il mio sogno erotico fin dalle prime seghe, il mio godimento lo dedicavo a lei perché delle sue proporzioni mi immaginavo il ficone che portava in mezzo alle gambe. Eravamo in campeggio al mare lei e mio zio avevano una roulotte dove il fine settimana ci ritrovavamo tutti,decidemmo di andare al mare e a turno ci dovevamo mettere il costume io e zia eravamo rimasti a causa di un bisogno urgente di lei ultimi quando oramai tutti si erano preparati cosi mentre lei era in bagno loro decisero di andare in spiaggia io mi proposi di aspettarla per non lasciarla da sola. Quando lei torno sali in roulotte per mettersi il costume e io senza essere visto mi nascosi dietro una finestrella per spiare quanto accadeva . Iniziò a spogliarsi e mentre si calava le mutande mi mostrò la più bella pecorina che abbia mai visto aveva una fica enorme e piena di peli e mentre si piegava sempre di più mi mostrò anche il buco del culo ad un tratto con uno scatto si girò e mi becco in pieno che la stavo guardando . Lei si incazzò da morire e mi urlo di salire che dovevamo parlare .Feci come mi chiese così salii sopra aveva solo il sotto del costume e le tette al vento , mi arrivò un ceffone che angora a pensarci mi fa male il viso tra le lacrime cercavo di chiedergli scusa ma lei senza ragioni mi spinse alla cucina e si mise di fronte mi guardava negli occhi così mentre imprecava mi chiese del perché avevo spiato .Io messo alle strette confessai che da quando ero piccolo sognavo la sua fica .Ero pronto ad avere un altro ceffone ma non fu così anzi lei mi chiese con mio stupore di raccontare per filo e per segno quello che sognavo. Iniziai il racconto mentre parlavo lei sembrava molto interessata e mi spingeva ad andare avanti io avevo il cazzo di marmo e lei lo vide con mio stupore lei mi chiese siccome io lavevo vista nuda di levarmi i pantaloncini come un robot ubbidii ,la mia asta svettava verso lalto e lei senza emette un fiato lo prese in mano e iniziò un lento movimento su e giù io andai in paradiso e zia se ne rese conto .Questo è per farmi perdonare dello schiaffo i disse io godevo da matti .Mentre lei mi segava mi tirò verso di se e cademmo sul letto , ero sopra di lei lunico ostacolo che non mi permetteva di chiavarla era la sottile stoffa del costume gli misi la lingua in bocca lei laccettò senza obbiezioni così mi feci coraggio e misi la mia mano dentro il costume inizia un ditalino che la fece diventare tutta rossa preso dalla voglia gli sfilai il costume ora avevo il mio cazzo a contatto con la sua fica che colava brodo struscia struscia entrai dentro quella caverna e comincia a pompare come un matto lei godeva e urlava chiedendo di spingerlo sempre di più voleva dentro anche le palle, la misi a pecora e vederle da dietro il buco del culo e la figa grondare mi fece diventare un toro lo rimisi dentro tutto come voleva lei dopo un po lei mi disse voglio il tuo cazzo nel culo io senza fare un parola e senza farmelo ripetere lo tiraì fuori dalla sua ficona grondante lo puntai verso il culo lubrificato da i suoi umori e lo misi tutto dentro fino alle palle lei rimase un attimo senza fiato poi prese a muoversi come un pistone in un cilindro godeva come una maiala urlava che ne voleva sempre di più allimprovviso arrivò dirompente una sborrata che le riempì tutto lo sfintere tanto da farlo colare tutto sulle gambe. Quando tornammo alla realta lei si raccomandò di non dire niente che questo era il nostro segreto e che se facevo come diceva lei lo avremmo rifatto. Io ho sempre rispettato questo e da allora la trombo regolarmente senza pietà come vuole lei

Giovanna la ninfomane, finalmente si fa montare da un gruppo Doberman, sarà uno spettacolo stupendo per un pubblico sempre più esigente | Racconto zoofilia di Mauro il migliore

Questo racconto come gli altri che ho pubblicato e che pubblicherò, sono frutto della mia totale fantasia … avranno sempre come protagonisti una bella coppia quarantenne formata da una splendida figa sempre rasata e sempre ben aperta a ogni tipo di penetrazione, con due tettone meravigliose con grandi capezzoli scuri, un culo non piccolissimo compensato da un buco slabbrato, amante dei tatuaggi con scritte che non lasciano nessun dubbio alla porcaggine di questa troia, dei piercings sia sulle lunghe labbra della figa che sui grandi capezzoli , di nome Giovanna e suo marito Mario praticamente impotente da anni dopo un’operazione sbagliata, che si diverte a stimolare la troia che è intrinseca nella sua amata mogliettina, cedendola a tutti quelli che vogliono usare e sfondare i suoi buchi.

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