La sega al cane | Racconto zoofilia di gilui il culetto

Tutto ebbe inizio con una sega al mio mastino, infatti un giorno che ero in casa da solo vidi il mio cane con il cazzo duro e continuava a dimenarsi mi avvicinai lui si mise a pancia allaria e vidi il suo grosso cazzo molto duro io allora lo presi in mano e lo menai e lui venne fra guaiti di soddisfazione, tutto fini li.

Sedotto da mia suocera | Racconto incesti di Marco Sala

Eravamo alla fine di giugno e mia moglie era entrata in clinica per dare alla luce il nostro secondogenito. Come per il figlio precedente aveva deciso di passare l’ultimo periodo della gravidanza da sua madre, anche se abitava piuttosto distante da casa nostra. Ed è proprio lì che mi recai quando mi hanno annunciarono che stava per nascere nostra figlia. Ancora stanco dal lungo viaggio, appena sceso dalla macchina, mi sono precipitai in clinica per vedere per a prima volta mamma e figlia. Li trovai entrambi in perfetta forma e in ottima salute quindi, sereno e felice , raggiunsi la casa di mia suocera che si era offerta di ospitarmi. Mia suocera abitava a due passi dalla clinica, se la camera di mia moglie fosse stata nell’ala opposta dell’ospedale, avrei potuto vederla dalla finestra di casa. In questa clinica erano nati tutti i nipoti di mia suocera, infatti mia moglie aveva delle sorelle e tutte avevano partorito in questa struttura. Mia suocera allora aveva poco meno di sessant’anni, da otto era vedova e viveva da circa tre anni tutta sola nel suo appartamento. Si, è vero, a volte si riempiva per le solite riunioni di famiglia durante le feste comandate, ma per la maggior parte del tempo ci viveva sola. Era quindi una donna single che mi aspettava quella sera a casa. Non credete che mi abbia preso un fuoco erotico al pensiero di passare qualche giorno tutto solo con lei, anzi era il contrario. Se devo essere sincero la cosa non mi andava molto a genio, a causa di dissapori di vecchia data, lei comunque, quella sera, si mostrò molto cortese e ospitale anche se molto fredda nei miei confronti. Mia suocera era una donna non molto alta e fisicamente minuta, sempre molto contenuta con un portamento altero, acquisito in anni di lavoro come quadro aziendale in una ditta molto importante, comportamento che le aveva sempre permesso di ottenere rispetto ed obbedienza dalle persone ai suoi ordini, ma era altresì docile e accondiscendente con chi poteva favorire la sua carriera. I suoi capelli erano brizzolati ma li nascondeva molto bene con delle meches bionde che mettevano in evidenza i suoi ricci permanentati acconciati in modo da far corona al viso. Trucco leggero ma sempre presente, raramente l’ho vista struccata, soprattutto non le mancava mai il rossetto. Una donna sempre perfetta, tailleur dei migliori stilisti, scarpe e borsa sempre abbinate, insomma un’eleganza fredda che metteva un po’ distanza tra di noi, infatti io ero sempre in jeans e snickers. Quella sera cenammo insieme da soli, parlammo della nascita di mia figlia, della famiglia che si allargava, mi raccontò tutta la saga della sua famiglia, insomma mi fece una testa così per tutta la sera, quindi, io che avevo sulle spalle già seicento chilometri di strada le chiesi i permesso di andare a letto e quale camera mi avrebbe riservato. Appena toccato il letto mi addormentai e dormii con un ghiro fino a mattina. Ovviamente il giorno seguente lo passai alla clinica con mia moglie, ricevemmo un sacco di visite e quando ritornai a casa di mia suocera alla sera, ero ancora più stanco del giorno prima. Salendo le scale lentamente, pensavo solo di riposarmi immaginandomi già alla settimana di fuoco che ci avrebbe aspettato quando mia moglie sarebbe tornata dalla clinica. Suonai alla porta e attesi che mia suocera mi venisse ad aprire. Ella mia aprì, entrai, lei chiuse la porta dietro di me, quindi mi girai per salutarla. Fu li che lei mi mise le braccia a collo e senza che io potessi dire niente mi baciò sulla bocca. Non si trattava di un bacio casto ma di un vero e proprio bacio sensuale. Non potevo divincolarmi, lei mi teneva stretto, sentivo il suo pube ed il suo ventre schiacciati contro il mio, insomma una vera e propria aggressione sessuale. Non ebbi neanche il tempo di pensare cosa dire, lei strinse la presa ancora di più tenendomi prigioniero tra le sue braccia. Che avrei dovuto fare? Liberarmi violentemente dal suo abbraccio? E dopo? Non mi andava di fare gesti violenti, anche se ero impressionato dall’ aggressività di mia suocera. Se avessi fatto qualcosa di sbagliato me ne sarei pentito per il resto dei miei giorni. Allora la lascia fare stringendola anche io tra le braccia. Ricambiai il suo bacio, le nostre bocche si aprirono tanto e le nostre lingue si attorcigliarono come in un vero bacio tra amanti. Ciò però, mi permise di sentire il suo alito carico di alcool. Forse aveva bevuto per darsi il coraggio di osare, non sapendo come avrei reagito. Eravamo con la bocca incollata l’uno all’altra, il suo pube spingeva forte contro il mio cazzo tanto che lo sentivo già crescere nei pantaloni. Dopo più di tre mesi di seghe e pompini per potermi soddisfare, risposi “presente” all’attacco a sorpresa di mia suocera, di cui fui vittima. Senza lasciare la presa, anzi abbracciandomi sempre più appassionatamente, mi accompagnò verso la sua camera. Quella vecchia zoccola di mia suocera non mi voleva lasciare, non mollava la presa. Non so come, ma ci trovammo distesi sul letto con lei sopra di me. Lei continuava a limonarmi, avevo la faccia ricoperta della sua saliva e mi immaginavo i segni del suo rossetto sul mio viso. L’assalto continuava, le sua mani cercavano di spogliare il mio corpo, senza che potessi accorgermene, mi aveva tolto la cintura e a sua mano si era infilata nei miei slip. Provavo una sensazione strana nel sentire le sue mani infilate nelle mie parti intime. Come uno che sta annegando afferra una corda di salvataggio, lei stava afferrando il mio cazzo già duro. Sentivo che afferrava il mio pisello in modo febbrile e convulso, forse frustrata dal fatto che non lo faceva ormai da tempo. Avevo deciso di lasciarla fare, ormai era troppo tardi per protestare, anche perché mi accorgevo che il mio corpo reagiva in modo positivo alle sue vogliose carezze. Nel frattempo continuava a spogliarmi furiosamente, mi levò i pantaloni, la camicia, gi slip le calze e mi ritrovai nudo tra e sue braccia. Non so perché, ma in quel momento mi misi a pensare a mio suocero. Era una persona molto umile e sottomessa, non poteva essere diversamente con la moglie che si trovava. Era esattamente l’opposto di lei. Mio suocero era basso , grassoccio e rosso in volto, un perfetto cornuto, insomma la vittima designata. Quando erano insieme, ciò accadeva molto raramente, lei lo sovrastava con la sua figura slanciata, non arrivava al 1,70 cm ma aveva tacchi sempre altissimi, ed il portamento altero. Mio suocero era scomparso tre anni prima in un incidente stradale, ovvero era stato investito da una macchina una sera mentre tornava a casa. Questa scomparsa, oltre al dolore che ha procurato alla famiglia e alle sue figlie in particolare, ho sollevato alcune domande. Si sussurrava che, per la dinamica, non potesse essere un incidente ma un suicidio. Forse era stanco di sottostare alla sua moglie-padrona? Ormai lui non è più qui per confermarlo. Ritornai alla realtà, quando sentii l’esclamazione di mia suocera alla vista del mio cazzo. La natura mi ha dotato di un arnese di proporzioni superiori alla media, a volte persino scomodo da usare, spesso causo dolori alle mie partner. In men che non si dica mia suocera era ormai sopra il mio corpo tutto nudo ed aveva i mio cazzo in bocca. Me lo succhiava con molta avidità, disteso com’ero, abbassando gli occhi dal soffitto, potevo vedere la sua testa di riccioli biondi che si alzava e si abbassava sul mio cazzo sempre più duro. Mi spompinava con molta maestria, si vedeva che era abituata a questo tipo di “lavoro”, le sue labbra avvolgevano delicatamente la mia cappella con massaggio sublime che mi rilassò e scaricò la mia tensione. Mi accorsi che lei era ancora vestita in uno dei suoi eleganti tailleur appena stropicciato dai nostri giochi. La sua gonna era salita un poco lungo e sue cosce sottili mostrando i bordo del suo reggicalze. Sapevo che lo indossava, l’avevo visto ad asciugare in bagno, nonostante l’avvento dei più comodi collant, lei era rimasta fedele a questo sexy indumento.
Succhiava così bene che non potei più resistere, mentre godevo glielo lasciai in bocca. A lei piacque molto, sentivo la sua emozione mentre io stavo venendo, fremeva mentre riceveva in bocca in mio sperma e le sue mani erano completamente strette al mio cazzo. Continuò a succhiarmi il cazzo senza neanche perderne una goccia fino a quando, l’ultimo schizzo no le fece capire che ormai il mio latte era tutto suo, lo deglutì, quindi con la lingua mi ripulì bene tutta la cappella. Mia suocera mi aveva appena fatto il miglior pompino della mia vita. Io ero nudo sul letto, lei ai miei piedi ancora vestita con i mio cazzo ancora rigido tra le mani. Con aria sorridente e trionfante mi disse: “Ti è piaciuto? O no?” Domanda retorica la sua. Si vedeva che mi era piaciuto, domanda fatta solo per rimarcare a sua vittoria e far notare la mia debolezza e la mia sconfitta. Ero alla sua mercé, lei assaporando il suo trionfo mi guardò negli occhi e mi disse: “ Ovviamente rimarrà tra di noi questa cosa.” Io non risposi, ma una rabbia cresceva dentro di me, ero in collera con me stesso per essermi fatto intrappolare da lei in questo modo. Mi sentivo ridicolo, ero nudo davanti ad una matura signora che mi guardava con aria trionfalistica. Non riuscivo a sopportare questa situazione, allora mi alzai, la ributtai sul letto ed iniziai a spogliarla furiosamente. Le tolsi la giacca, si aveva tenuto la giacca, poi la gonna e a camicetta facendo volare tutti i suoi abiti per la stanza. Mi fermai ad ammirare il mio lavoro. Lei era di fronte a me con coordinato nero composto da reggiseno, reggicalze e slip , poi calze di seta nere che le adornavano e sue lunghe gambe. Era veramente sexy, ma viste le circostanze e l’arroganza della signora non volli vacillare. Le tolsi il reggiseno ma rimasi deluso, era un push-up che le faceva più seno di quello che aveva, era quasi piatta solo i capezzoli si ergevano dritti e vogliosi. A me piacciono i seni abbondanti, mi piace avere le mani piene quando tocco le tette, accarezzarle, palparle e alla fine metterci il cazzo in mezzo e farmi una bella “spagnola”, vedere mia suocera quasi piatta non mi aveva comunque abbassato a libido. Passato lo choc, delicatamente le presi i capezzoli tra le dita e comincia a titillarli, di colpo la sentii andare su di giri, mia suocera aveva i capezzoli ipersensibili, capii che la battaglia ora si stava girando a mio favore. Non persi tempo e con e dita e con la bocca iniziai a giocarci fino quasi a farle male. Lei prese a rotolarsi sul letto per il piacere, il suo letto, troppo grande per una donna sola. Lei miagolava e grugniva con gli occhi chiusi, si contorceva e saltava sul letto mentre le strizzavo e giocavo con i suoi capezzoli. Io la guadavo un po’ spaventato ed un po’ divertito dalle inconsuete reazioni cha aveva mia suocera quanto le sollecitavo i capezzoli. Fu una sorta di rivincita verso la signora altezzosa e riservata vista prima. Dopo cinque minuti di questo trattamento, con voce roca, ma con tono imperativo mi sussurrò: “Adesso scopami! Mi hai eccitata, ti voglio!” Senza aspettarsi da me una risposta, si sdraiò sul letto aprì le cosce e sposto di lato o slip che ancora indossava mostrandomi la sua fica umida e pelosa ma ben curata. Mi sdraia sopra di lei, lei guidò il mio cazzo attraverso le mutandine fino in prossimità della sua fessura. Non dovetti fare altro che dare un piccolo colpo di reni per entrare nella sua fica fradicia ed abbondantemente lubrificata. Dopo il pompino mi era rimasto il cazzo ancora duro, e lo svestirla brutalmente lo trovai un atto carico di erotismo tanto che fremevo ancora di desiderio. Lei accolse il mio cazzo nel profondo del suo ventre chiudendo delicatamente le sue gambe sopra di me, subito mi sentii come avvolto in un’aurea di dolcezza che contrastava con l’aspetto esteriore della donna fatto di durezza e spigolosità. Mia suocera sapeva come godere e far godere gli uomini, la sentivo mugolare fare e fusa sotto di me, io stavo provando un piacere intenso, e suppongo anche lei. In quel momento stavo pensando che dovevo essere il primo uomo che violava la sua fica dopo molti anni in cui era stata trascurata, mi sentivo come se la stessi sverginando un’altra volta. Sentivo i suoi muscoli contrarsi attorno al mio cazzo, apprezzando ciò che per molto tempo le era mancato. Suppongo che per una donna del suo tipo e della sua età, e per giunta anche vedova, di occasioni non credo gliene siano presentate molte in questi anni. Aveva gli occhi chiusi, con la mano si toccava la fica ed il ventre riscaldato dal mio cazzo. Stavamo assaporando il momento ognuno in modo diverso. Io quasi non dovevo fare niente, lasciavo fare tutto a lei, sentivo i muscoli vaginale di Enrica, Enrica è il nome di mia suocera, stringere il mio cazzo. Quando inizia con i mio primo colpo di reni sentii un lamento, mi fermai e la guardai in faccia, lei aprì gi occhi e mi disse “Vai!” Ripresi lentamente guardandola in viso mentre il mio cazzo iniziava il suo dentro e fuori. Lei si mise a gemere sommessamente, sembravano gemiti di dolore, ma a mano a mano che il mio cazzo la scopava questi gemiti divennero sempre più sensuali. Incoraggiato da ciò cominciai a spingere sempre più forte e con ritmo sostenuto, così che i suoi lamenti crebbero sia in volume che in sensualità. Il mio cazzo ormai scivolava nella sua fica sempre più umida e lubrificata per tutta la sua lunghezza riempiendola completamente. Scopai mia suocera senza risparmiarmi, spingendo il mio cazzo fino in fondo, la sentivo tremare quando affondavo i mie colpi fino a toccarle l’utero. Lei stava mugolando di piacere sotto di me, accompagnando il suo desiderio di essere presa finalmente da un uomo. Comincia a scoparla a ritmo sempre più sostenuto facendole aumentare il piacere che potevo misurare con l’aumentare dei suoi gemiti, fino a quando si trasformarono in un isterico: “Vai, vai, vai!” scandito al ritmo dei movimenti del mio cazzo nel suo ventre. In quel momento non avevo certo bisogno di incoraggiamenti, ero eccitato dal suo viso, dai suoi occhi chiusi, dalla sua bocca vogliosa, dal suo corpo che fremeva sotto i miei colpi. Sentivo che era vicina all’orgasmo, avevo accelerato il ritmo spingendo più forte con veemenza, senza preoccuparmi se avessi potuto farle del male, lei vibrava di piacere ad ogni colpo. Le sue grida mi eccitavano, non avevo mai avuto a che fare con donne che esprimessero il loro piacere così apertamente e rumorosamente. Mia moglie è molto pudica durante l’atto sessuale, resta molto sulle sue, non si lascia molto andare, sua madre invece si esprime in mugoli e grida che denunciano apertamente il suo piacere e desiderio tanto che ti spingono a scoparla ancora con più voglia. Ero arrivato al punto che anche io stavo per godere, non riuscivo più a trattenermi. Esplosi in un potente orgasmo riversando nella sua vagina tutto il mio liquido caldo. Sentendosi inondata dalla mia sborra , mia suocera godette a sua volta accompagnando l’orgasmo da grugniti animaleschi, inarcando la schiena in modo da rendere ancora più forte il contatto dei nostri sessi. Esausti per la tensione dei nostri muscoli, ci abbandonammo l’uno sull’altra incapaci di qualsiasi altro gesto. Non so quanto tempo siamo rimasti così, fu lei la prima a rompere il silenzio sussurrandomi all’orecchio: “E’ stato molto bello!” Alzai la testa e la guardai negli occhi, muovendomi mi resi conto che il mio cazzo era ancora vagamente duro e ancora infilato nella sua fica. La guardai, lei mi sorrise con una certa benevolenza, la durezza e la sicumera erano spariti dalla sua faccia, aveva p
erso la sua arroganza prendendo una dose massiccia di cazzo. “Scommetto che non pensavi di scoparti tua suocera così presto?” Mi stuzzicò. Non sapevo cosa rispondere, era stata una cosa così improvvisa, inattesa. “Vero, ammetto che non pensavo proprio di farlo con te.” Dissi sorridendo stupidamente, era l’unica risposta che potevo dargli. “Io invece è un po’ che ci penso, prima ancora che morisse mio marito.” Mannaggia, io non so mai cosa rispondere ad una donna che mi dichiara la sua attrazione. “Mi sei piaciuto subito, fin dalla prima volta che ti ho visto con Mara.” Mara è mia moglie. “ Ho pensato che Mara fosse fortunata ad averti, ma se un giorno mi si fosse presentata l’occasione non avrei esitato a provarci.” A queste parole ebbi proprio l’impressione di essere vittima di un’imboscata, di essere caduto nella rete. “Sai, ho detto a Mara, “tuo marito mi piace”, ovviamente lei non mi ha creduto e soprattutto non avrebbe pensato che io potessi fare sesso con te. Ovviamente non gliel’ho mai detto, altrimenti cosa avrebbe pensato di sua mamma?” Quindi si mise a ridere, io la guardavo un po’ stralunato, non capivo cosa mi fosse successo. Mia suocera aveva ritrovato il suo sorriso ironico, io invece mi sentivo un po’ sciocco in quella posizione, ancora sopra di lei con il pisello dentro ancora pronto a cavalcarla. Lei mi guardava mentre aveva ripreso a massaggiarmi il cazzo con i suoi muscoli vaginali. Lo forza della gioventù ha fatto il resto, eccomi di nuovo rigido mentre sto penetrando di nuovo la fica dei mia suocera. Questa mia nuova situazione mi fa paura, come posso eccitarmi per questa donna matura, senza contare che è la mamma di mia moglie? Non ho la risposta, ma posso empiricamente costatare che i mio cazzo è duro. Dopo essere rimasti per molti minuti l’uno sull’altra mia suocera mi disse: “Ora cambiamo posizione.” Mi spostai di lato per dargli modo di muoversi e si mise a quattro zampe. “Scopami così, alla pecorina, voglio sentire meglio il tuo cazzo, si, l’ho sentito bene, ma ora voglio che mi scopi in questo modo, mi piace.” Così dicendo mi mostrò il suo culo allargando le cosce. Le calze scivolarono sulle sue gambe ed il reggicalze si tese per a posizione che aveva preso. La visione non era tra le più eccitanti, ma quando hai 27 anni ed un cazzo che funziona ci si eccita anche per molto meno. Le sue chiappe erano piccole ma di una rotondità e pienezza che mai mi sarei aspettato, cosa che mi eccitò ulteriormente. Le tolsi gli slip, in modo da avere il panorama completo del suo culo, afferrai le chiappe e gliele aprii. Il culo di mia suocera mi apparve in tutto il suo splendore, finalmente un bel culo per una donna della sua età. In effetti molta parte del suo sex-appeal stava nel suo culo. Per ovvi motivi non l’avevo mai vista così. Devo dire che mi piacevano un sacco quelle chiappette piccole ma rotonde. Il suo sfintere rosa ben evidente posizionato sopra la sua fica, sembrava mi facesse l’occhiolino. Appoggiai la cappella tra e labbra della sua fica, spinsi ed entrai senza difficoltà. Il mio cazzo entrò tutto finché il mio pube non toccò le sue chiappe, lei esclamò un “Oohh” di sorpresa, offrendo ancora di più la sua fica inarcando la schiena. Lentamente cominciai a scopare la sua fica ancora piena della mia sborra di prima. Il movimento la faceva colare lungo le cosce fino a fermarsi lungo il bordo delle calze. Mentre la pompavo vedevo la sua fica sbrodolare il mio sperma e pensavo a chi l’aveva inondata e riempita di sborra prima di me. Vedere come zampillava la mia sborra dalle sue chiappe mi stimolava a spingerglielo ancora più in fondo. Questa volta la stavo scopando con ancor più vigore, insensibile ai suoi mugolii e gridolini, in questa posizione la potevo penetrare più profondamente, ogni tanto qualche colpo un po’ più forte la faceva gridare da male, un piccolo delizioso male. Mi eccitavo a sentirla urlare di dolore, era il mo modo di ringraziarla ed ero anche vagamente felice di darle un po’ di sofferenza. Di fronte a noi c’era un armadio con delle grandi ante a specchi, tanto da poterci vedere mentre stavamo scopando. Lo spettacolo era delizioso, potevo vedere il culo di mia suocera mentre la scopavo e allo stesso tempo la tensione sul suo volto quando, spingendo più a fondo e, toccando l’utero, le facevo male. Stringeva le labbra e chiudeva gli occhi ad ogni colpo che le assestavo. Le persiane della camera erano aperte, attraverso le tende potevo vedere le luci della clinica, le camere delle pazienti ed anche la sala travaglio illuminata da luci al neon bluastre. Ero sorpreso dalla simmetria di quella situazione. In quel momento probabilmente c’era una donna che apriva le proprie gambe per consegnare al mondo una vita, e qui una che apriva le gambe per farsi mettere il seme. Essendo in menopausa, mia suocera non rischiava nulla, ma nella mia testa la situazione era quasi comica. Lei gemeva sempre più forte, dalla sua bocca usciva un lamento continuo, modulato dai colpi che le davo, segno che la cosa la gratificava. Lo spettacolo nello specchio mi faceva girare la testa dall’eccitazione. Io la pompavo sempre più forte e sempre più violentemente, il mio cazzo entrava ed usciva dalla sua fica pelosa, e per la terza volta nella serata il mio orgasmo fece vibrare il corpo di mia suocera, inondandola senza ritegno del mio sperma. La sborra colava giù per le sue cosce fino alle sue calze che si inumidivano del mio seme. Anche lei ebbe un orgasmo intenso, si irrigidì di colpo emettendo un grido animalesco cadenzato dalle sue contrazioni, quindi si rilassò e si sdraiò sul letto. Io rimasi fermo con il mio cazzo dentro di lei. Come prima rimanemmo l’uno dentro l’altra per diverso tempo senza dire niente. La sentivo affaticata per la lunga scopata che fin’ora si era concessa. A poco a poco il suo respiro divenne regolare. Lentamente uscii da lei, e mi sdraia al suo fianco. Lei dormiva stanca per la fatica e per l’alcool che aveva dovuto ingurgitare per avere il coraggio di offrirsi al suo genero. La guardai, Enrica non era più una ragazza ed in quel momento accusava la fatica. Il suo trucco non era più quello perfetto di qualche ora prima, il mio sperma le scendeva lungo le cosce fino alle calze. Dormiva profondamente ma con un’espressione che lasciava intravedere un senso di soddisfazione e compiacimento. Uscii silenziosamente e raggiunsi la mia camera, anche io avevo bisogno di riposo.

Godo come una cagna | Racconto zoofilia di SegretBlonde

Non so allimprovviso cosa mi sia successo, ho perso la testa tutto dun tratto, lasciai il mio ragazzo senza dargli un motivo ben preciso, ma in realtà quando facevamo sesso il suo cazzo era troppo lungo e faceva solo male non provavo nessun tipo di piacere a lui piaceva tanto e trarlo nella mia figa stretta, è vero ogni volta che vedevo il suo arsenale la mia figa si bagnava tutta ma alla penetrazione vaginale non provavo piacere solo dolore infatti non gli permisi mai di fare sesso anale e mi capitò più di una volta facendo sesso orale di vomitargli sul cazzo per causa della sua lunghezza il suo cazzo mi arrivava in gola quando succedeva lui mi diceva di non preoccuparmi a lui piaceva fare quelle cose ma ripeto per me era solo un dolore niente piacere. Io sono una ragazza di 18 anni bionda, magra, media di altezza su i 1,70m. con una 4 di seno con sedere un po piccolo ma lui diceva che era bellissimo e con una fighetta abbastanza stretta sempre curata e depilata. Così lo lasciai perché avevo scoperto un altro stile di vita, mi sento come se da quando lo lasciai non sono più etero e nemmeno lesbo o bisex no sento che da quando lo lasciai ho un mondo tutto mio, eh già mi piaceva scopare col mio cane e masturbarmi da sola con una figa ben lubrificata come quando ero adolescente, il mio cane era un bel pastore tedesco che in realtà era del mio ex che me lo aveva regalato che ancora era un cucciolo per il nostro secondo San Valentino insieme. Killer era ormai diventato un cagnolone e mi accorsi che mi piaceva scopare con lui quando era in calore e voleva una cagnolina per accoppiarsi, ero appena uscita dalla doccia avvolta con la tovaglia attorno al corpo passai nella mia stanza per vestirmi ma ad un tratto non vedevo più le lenti a contatto che portavo mi erano cadute per terra non so come quindi lasciai cadere la tovaglia che mi avvolgeva per terra mi misi in ginocchio e a 90º per cercare di ritrovarle quando dun tratto sentì killer che arrivò dietro di me poggiò le zampe davanti sulla mia schiena e iniziò a penetrarmi analmente io non mi stavo rendendo per niente conto di ciò che stava succedendo il mio dolce cagnolino mi aveva preso alla sprovvista io intanto avevo la figa tutta bagnata e godevo come godono le cagne. Killer dopo un po mi sborrò tutto il culo e fu lì che mi accorsi che scopare con il mio cane mi piaceva da morire. Provai pure a farmi penetrare la figa e godevo tantissimo che solo chi lo ha provato può capire io lo segavo e lui scodinsolava e avvolte abbaiava ci eravamo innamorati io di lui e lui di me poi avvolte mi mettevo sul letto e me la masturbavo poi arrivava lui saliva sul letto e gli avevo anche insegnato a leccarmela, non avevo più niente da dire lui era meglio di qualsiasi altro maschio o vibratore.

La sega al cane | Racconto zoofilia di gilui il culetto

Tutto ebbe inizio con una sega al mio mastino, infatti un giorno che ero in casa da solo vidi il mio cane con il cazzo duro e continuava a dimenarsi mi avvicinai lui si mise a pancia allaria e vidi il suo grosso cazzo molto duro io allora lo presi in mano e lo menai e lui venne fra guaiti di soddisfazione, tutto fini li.

Scopata da 3 cani | Racconto prime esperienze di AlIcE lA tRoIa

qualche giorno fa ero tutta sola a casa, io ho 3 cani 2 maschi e 1 femmina, ho visto uno dei 2 che scopava selvaggemente e la femmina… mi è venuta voglia di farmi trombare da lui in modo pazzesco, allora mi sono tolta i vestiti ho chiamato i cani e gli ho buttato la mia figa calda sul muso, ma non sembravano molto interessati, ma io volevo cazzo!allora ho riniziato a fare come prima gli facevo vedere la figa mi masturbavo con un cazzo finto ma niente allora ho chiamato in casa il cane della mia vicina perchè in pese si dice che lei ci si fa scopare sempre, difatti lui come mi sono messa a 4 zampe e gli ho fatto vedere il culo mi ha subito montato e ha provato a incularmi ma non ci riusciva, quindi gli ho preso i cazzo e lo ho indirizzato nel culo, lui si è messo a sbattere fortissimo; a un certo punto ha sborrato e mi ha fatto entrare nel culo un litro di sborra ma lui continuava sbattere, gli altri due erano davanti a me e sembrava iniziassero a capire allora gli ho fatti mettere a pancia all insù e mentre a uno facevo una sega spompinavo laltro, ero una vacca in calore volevo cazzo e quello del cane della vicina era enorme e lo sbatteva fortissimo, come piace a me, non come certi ragazzi che vanno piano a me piacciono quelli che te lo sbattono dentro e ti spaccano il culo, quando il cane tolse il cazzo usci un sacco di sborra ma prima che finisse uno dei mie cani e tornato e si è messo a sbattere persino più forte dellaltro e se pensavo che il cazzo del cane della vicina era enorme mi sbagliavo, il cazzo del mio cane era 10.000 volte piu grosso, ho goduto come una troia, ma non mi bastava, difatti dopo ha chiamato tutti i porchi del quartiere e mi sono fatta scopare la mia figa calda e vogliosa di cazzo!!! se volete contattarmi inviate una mail con la misura del vostro cazzo a questa mail: [email protected]!!!!!voglio SCOPARE

Schiavo dei piedi di una Dea | Racconto feticismo di Drekebisex

Tutto incominciò quando scoprii che feci una screen su una foto di snapchat dove mostrava i piedini in spiaggia,dimenticandomi di avere internet attivo.Mi segai in bagno sulla foto della mia amica e venní subito.i suoi piedini erano davvero divini magri e sottili al punto giusto e di una lunghezza perfetta non hai mai visto dei piedi così belli e raffinati in vita mia.morivo per i suoi piedi il mio sogno era di poterglieli leccare,anche solo per poco tempo.una serata mentre eravamo tutti ubirachi lei mi disse mezza sbronza:va che lo so che ti piacciono i miei piedie io risposi un pó imbrazzato:beh si come le tua mani stupende daltrondee lei:non cambiare discorso so che vorresti toccarli che ne dici di farmi un massaggio?e io deciso gli risposi:no non mi va allora lei lo allungo vicino alla mia bocca e laltro me lo appoggio sul pacco che era già diventato duro e dopo pochi secondi si stava già bagnando.Lei si mise a ridere e disse:ahahah ma guardalo che porco che sei ti sei già eccitato ti piacciono i miei piedi eh?io non ce la feci più stavo e esplodendo e ammisi tutto:si e non sai quantoneanche il tempo di parlare che mi mise il suo piede in faccia e mi ordinò di leccere tutto mentre con le mani dovevo massaggiargli laltro tutto contemporaneamente.finito il massaggio mi ordino di sdraiarmi e inizio a calpestarmi nettendomi i piedi ovunque in faccia sulla pancia e anche sopra il cazzo che diventò rosso sopratutto sopra la cappella quando se ne accorse lo prese e se lo mise in bocca stavo già per venire aveva un viso stupendo esattamente come i suoi piedi.dopo avermi fatto godere con la bocca mi ordinò di mettermi a 90 avevo paura ma minacciò che se non lo faceva non mi avrebbe fatto più leccare i suoi piedi afrodisiaci e anche che avrebbe spifferato a tutti la mia passione per i piedi.mi allargo le natiche e mi ficcó 2 dita nel culo poi prese un suo dildo e me lo infilo nel ano che mi sentivo sfondato faceva un male cane ma mentre soffrivo da sotto mo faceva un footjob stupendo quindi resistetti dopodiché mi mise la sua splendida figa in bocca mi ordino di leccare e io non me lo feci ripetere 2 volte dopo 5 min mi piscio in bocca e inizio a urlare e oridnare di bere tutto quando ebbi bevuto tutta la sua urina mi obbligó ad inginocchiarmi a bocca aperta,lei inzió a sputarmi addosso e mentre tenevo il suo piede in bocca.lumiliazione mi eccitava sempre di più e arrivai anche al punto di leccargli le ascelle sudate avevano un buon sapore nonistante tutto,mi sentivo completamente sottomesso successivamente inzió a schiacciarmi il pene sotto i suoi piedi e io non resistetti più e gli sborrai sui piedi.Ovviamente mi chiese di pulirglieli con la lingua è così feci….fú il giorno più umiliante e bello di tutta la mia vita!

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