La Fidanzata Vergine | Racconto voyeur di Mika

Quello che sto per raccontare è accaduto qualche anno fa e mi è ancora vivo nella mente. Mi ero già accorto di coltivare alcune piccole perversioni quando a 17 anni una mia amica e vicina di casa quindicenne, su cui a volte mi ero ritrovato a fantasticare, mi confidò di essersi innamorata di un ragazzo più grande, nostro conoscente. Con questa ragazza eravamo amici di infanzia e a volte in estate uscivamo insieme; qualche volta la portavo al cinema allaperto, ma nulla di più. Già il fatto di ricevere questa confessione mi turbò non poco, ma quando una sera mi disse che era già uscita alcune volte con questo ragazzo, che gli piaceva molto ed aveva intenzione di farci sesso, dentro di me esplose uno strano mix di gelosia ed eccitazione che mi faceva impazzire. Io che avevo fantasticato che lei sarebbe forse stata la mia prima ragazza, il pensarla che si offriva invece ad un altro più grande, stranamente mi eccitava a dismisura e mi portò a segarmi pensandola nuda a disposizione dellaltro. Comunque dopo questi stati di eccitazione solitaria, ho avuto delle storie con altre ragazze ed ho manifestato anche su di loro queste fantasie che tali però restavano, fino a quando ho conosciuto Alessia. Lei aveva appena compiuto diciotto anni ed io ne avevo venti quando ci siamo messi insieme. Io non ero male come bellezza, ma comunque nella norma ed il fatto di essermi messo con quella che secondo me era la più bella e sexy ragazza del paese mi rendeva quasi incredulo. Con il trascorrere dei mesi oltre ad essere molto innamorati scoprimmo di condividevamo molti interessi e di avere notevoli affinità, anche dal punto di vista sessuale. Alessia era veramente bellissima, mora, riccia, occhi verdi ed un corpo da sballo, con un culetto perfetto, rotondo ed alto, con una terza di seno. Era desiderata da tutti i ragazzi del paese e spesso si voltavano a guardarla anche gli adulti. La cosa non mi dispiaceva ed anche quando veniva fermata con qualche scusa per attaccare discorso, lasciavo fare e la sottile eccitazione prevaleva sulla gelosia. Anche Lei non faceva molto per passare inosservata e spesso portava minuscole minigonne e magliette molto attillate che facevano risaltare tutto il suo splendore. Tra noi si era instaurata una non dichiarata ma notevole complicità che gratificava il mio desiderio di esibirla ed il suo di essere desiderata. A volte andando a ballare, con la scusa di prendere da bere mi allontanavo un po e lasciavo che altri ragazzi lavvicinassero, osservando a distanza i loro approcci e la cosa era intrigante per entrambi. Una sera di estate, in un locale allaperto, dopo aver bevuto un paio di drink, mentre ci sbaciucchiavamo dolcemente mi chiese di aspettarla un momento che sarebbe andata in bagno. Al suo ritorno con un sorriso malizioso mi porse qualcosa e annunciò che sarebbe andata a ballare. Quello che mi porse erano le sue mutandine. La osservai per dieci minuti buoni, mentre si muoveva sensuale al ritmo della disco, accerchiata da un gruppetto di ragazzi che, nonostante le luci strobo, parevano avessero notato la mancanza dellintimo di Alessia, in quanto avevano preso a strusciarsi contro il suo culo a ritmo di musica. Al suo ritorno, seguita da alcuni di quei ragazzi, mi si avvicinò, mettendomi le braccia al collo e mi baciò evidentemente accaldata ed eccitata, mentre il gruppetto si fermò guardandoci perplesso. Decidemmo di andarcene ed una volta in macchina, raggiunto un angolo un pò isolato del parcheggio, ma comunque facilmente visibili da chi avesse voluto, ci baciammo e ci toccammo con passione a vicenda. Le misi la mano sotto la mini e sentendola fradicia di umori le feci un ditalino che la fece venire quasi subito gemendo fortissimo, con il rischio o la mia nascosta speranza che la sentissero e qualcuno potesse avvicinarsi. Subito dopo mi abbassai i pantaloni ed i boxer e mi feci una sega, mentre Lei mi guardava accarezzandomi i capelli e leccandomi i capezzoli. In quel bellissimo periodo facevamo molto petting ma non avevamo rapporti completi perché Lei ancora non lo aveva mai fatto e voleva restare vergine, inoltre il sesso era ugualmente molto appagante per entrambi perché in quel modo il nostro desiderio, con il tempo, aumentava sempre di più.

Una collega disperata (storia verissima) | Racconto sentimentali di grillino

La saggezza popolare suggerisce sempre di non avere storie con i colleghi di lavoro. Ma è stata sempre smentita, dalla notte dei tempi che furono inventati gli uffici con uomini e donne come colleghi. Marinella era la classica ragazza, ormai di 40 anni, scaricata in malissimo modo dal fidanzato, ormai da oltre 4 anni. Una donna serissima, di Potenza, con solidi valori di famiglia, di amore, del lavoro…ma non proprio una bellissima ragazza. Bionda quasi naturale, molto in carne, poche tette, sempre vestita in modo elegante e truccata il giusto, senza volgarità, ma molto provinciale delle volte quasi infantile. Oltre ad essere alcuni gradi più in basso di me come livello, mi attirava la sua eroticità naturale, la sua verace ingenuità, il suo finto distacco dal mondo maschile e dal sesso, ormai delusa dallesperienze negative. Ma, come tutte le donne del Sud, sapevo che invece era calda e passionale. Ero lunico uomo dellufficio con il quale parlava di tutto, anche di sesso spinto, di sentimenti, di se stessa e si lasciava anche toccare qualche volta, magari per scherzo, sulle tette e sul culo, sulle cosce, fingendo poi di scandalizzarsi. Questo giochetto tra noi due andava avanti da anni, ed avevo capito che Marinella aveva una vera cotta per me, ma per il fatto di essere colleghi, non si era mai sbilanciata. Io, anche nei periodi nei quali ero fidanzato, gli dedicavo fior di pippe sotto la doccia o nel bagno dellufficio, immaginando di scoparla e farla finalmente mia un giorno. Quel pomeriggio avevamo un lavoro da fare insieme, una faccenda molto lunga, che ci avrebbe tenuto impegnati tutto il giorno. Lufficio si svuotò già dalla tarda mattinata, fuori iniziò a piovere, e stavamo seduti alla sua scrivania davanti al PC a smaltire questa pratica. Iniziai con le mie solite battutine, qualche toccatina alla coscia, qualche sguardo ammiccante…Marinella fece la solita ritrosa, mi allontanava col suo sorriso di circostanza, imbarazzata, ma stavolta era meno decisa del solito, sorrideva sempre più divertita…Ormai la conoscevo, sapevo quando era più attratta da me o più eccitata di suo. Mi confessava ogni volta che usciva con un uomo o che ci scopava, ma erano mesi e mesi che non mi diceva nulla…doveva avere la passerina a secco da molto tempo. Benchè facesse la puritana, sapevo che la sua calorosità da donna del Sud le faceva esplodere la voglia di sesso, pur sapendo controllarla molto bene. Decisi di insistere, sentivo che era la volta buona, in fondo lei era segretamente innamorata di me e lei mi piaceva. Sentivo il cazzo tra le gambe diventare duro, lerezione era ben evidente e non smettevo di accostarmi a lei per fargliela sentire. Marinella diventò sempre più imbarazzata, rossa in viso, non sapeva dove guardare, allora le misi con decisione la mano in mezzo alle cosce, sotto la sua gonna nera di tessuto morbido ornata di pizzo. Lei provò a respingermi la mano con forza, ma capii che non era convinta non come al solito. Forzai la situazione, spinsi la mano più sù e arrivai alla fica, poi gli presi il collo e la tirai verso di me, baciandola con forza. Lei resistette Dai che cazzo fai, smettilaaaa…siamo in ufficio…bastaaa… ma riuscii a darle un bel bacio, allargandole la bocca e entrando con la lingua. Sentii la sua lingua cercarmi, le labbra chiudersi con le mie, ma protestò ancora daiii, basta….guarda che lo dico al capo..sei un porco… ma intanto la mia mano era dentro le sue mutandine bagnatissime, e le solleticavo la fica, e quindi continuai a baciarla in bocca, nonostante lei si fosse ritratta e cercasse di togliermi la mano dalla fica. Mi giocai il tutto per tutto, spinsi la mano tra le cosce, entrando con il dito nella fica e iniziai a masturbarla e ripresi a baciarla in bocca. Marinella sembrava cedere, nonostante facesse ancora qualche resistenza, mi allargò le cosce permettendomi di entrare ancora di più col dito e, lasciandosi baciare ricambiò con passione. Lo sapevo, ha ceduto!!! A quel punto persi la testa, in preda alleccitazione, sfidai la sua indecisione, che poteva essere ancora minacciosa! Presi a masturbarla delicatamente ma con decisione sussurrandogli dai collega, non fare così, lasciati andare…lo so che ti piaccio…lho sempre saputo…e tu mi vuoi scopare come io voglio te…smettila di fingere, fai la femmina veramente… queste parole mi sembrò che la convinsero, sentii le sue cosce fremere alla mia masturbazione, le tirai fuori le tette dalla magliettina rosa elasticizzata e dal reggiseno, leccandogli i capezzoli voracemente. Marinella mi confessò più volte che i capezzoli erano il suo debole, il suo tallone dAchille…ed infatti si scatenò in una serie di gemiti e fremiti che mi fecero capire che potevo fare tutto a quel punto! Preso dallarrapamento più selvaggio, mi alzai in piedi di fronte a lei, mi slacciai i pantaloni e li calai di colpo con le mutande, il cazzo svettò dritto come una colonna di marmo, Marinella rimase impietrita, quasi sorpresa dal vedere un cazzo di un uomo…gli presi la testa e la spinsi verso la cappella, lei quasi in trance aprì le labbra facendo scomparire tutto il membro nella sua bocca oddioooo Marinella…finalmente…siiii, dai succhiamelo… Dovevo controllare il tono della voce, poteva comunque entrare qualcuno in ufficio. Lei iniziò un pompino incredibile, come lavevo sognato in mille seghe dedicate a lei, con una certa imperizia, quasi fosse la prima volta, ma con passione. Mi ciucciava la cappella come fosse un biberon, mi masturbava con la mano come se prendesse un bastone qualsiasi, la sentivo succhiare rumorosamente il mio cazzo con la saliva che le colava sul mento quasi si sbrodolasse. Era tenerissima, una 40enne imbranata intenta a succhiare un uccello, altro che femmina del Sud assetata di sesso e maschi, come ingenuamente voleva dipingersi. La guardavo dallalto, le accarezzavo i lunghi capelli biondo cenere, la incitavo dai Marinella…siii…sei bravissima…succhia succhia…brava collega..sei come ti immaginavo Il bocchino era meraviglioso, ed io stavo per godere…le strinsi la testa quasi per non farla sfuggire, iniziai a pomparla in bocca anchio con i movimenti del bacino, per poi lasciarmi andare in un conato di gemiti cazzoooo Marinella, sto sborrando…siiii, dai dai dai..eccomi, eccomi…. ed emisi un fiume di sperma dentro la bocca della mia amata e ingenua collega. Lo spruzzo violento la colse di sorpresa, i primi fiotti le scesero in gola, poi si tirò indietro a bocca e occhi chiusi e gli altri schizzi la colpirono in piena faccia, annaffiandola tutta e qualche rivolo le finì sui capelli. Le impugnai la mano e mi feci continuare a masturbare per finire lorgasmo e far colare le ultime gocce di sperma sulle nostre mani congiunte, lei era immobile a faceva quello che volevo…La visione di quel viso truccato e imbarazzato, con gli occhioni celesti sgranati verso di me, sporco del mio sperma, mi fece mantenere luccello duro. La pregai di continuare a masturbarmi, e Marinella lo fece, guardandomi come una bimba che chiede alladulto cosa dovesse fare. La presi per le spalle e lalzai, le massaggiai le belle e piccole tette, molto sode per la sua età, e la fica, che era praticamente fradicia. La girai e la feci piegare sulla scrivania, come avevo sempre sognato nelle mie fantasie erotiche e le sussurrai allorecchio mia dolcissima collega, sei fantastica…ora rilassati che il tuo collega preferito ti scopa per bene… mi masturbai ancora mentre gli alzavo la gonna e spostandogli le mutandine, le leccai un pò la fica che sapeva di pulito, leggermente aspra e saporita, poi le piantai il cazzo sullentrata della fregna e, sospirando per il traguardo finalmente raggiunto, la trapanai con decisione ma con dolcezza. Marinella sussultò e gemette piano, aggrappandosi ai bordi della scrivania, strusciando le sue tette sulle pratiche dufficio, ed io la scopavo da dietro, sbattendo contro il suo bel culone abbondante da matrona meridionale. Stavo godendo come un porco, la tenevo per i fianchi e la scopavo con foga, lei squittiva come una troietta alla prima esperienza, le sentivo la figa colare d
i umori e bollire…era una situazione al massimo delleccitazione, un sogno inseguito da anni. Mi sfilai da lei, mi sedetti sulla sua sedia girevole e gli ordinai dai collega, vieni…impalati sul mio cazzo…goditelo… Marinella, quasi come una automa, eseguì il mio ordine e si sedette sopra di me, centrando il membro e facendolo entrare sino alle viscere. Mi mise le braccia intorno al collo, come due fidanzati, e ci baciammo per tutta la scopata, ogni tanto le leccavo le tette e i capezzoli facendola impazzire. Marinella ebbe diversi fremiti violenti durante la scopata, con gli occhi sgranati e gocce di sudore che le imperlavano la fronte…mi ricordai che lei stessa mi raccontò di poter avere diversi orgasmi durante lamore…fui felice di questo, e capii che la mia amata collega aveva già goduto più e più volte! Io ormai ero al limite e glielo confessai sussurandolo Marinella…mi fai impazzire…sei proprio la femmina che avevo immaginato…continua a scoparmi, dai, impalati che mi fai venire… e infatti subito dopo emisi un urlo gutturale e mi lasciai andare…le stavo sborrando nella fica! La presi per le chiappone e la sollevai, facendo in tempo a schizzare un pò di sperma fuori, bagnandoci i nostri bacini e sporcandoci i vestiti..la inondai dentro la pancia e fuori… Lei era stravolta, sudata e con i capelli sconvolti..mi disse con voce flebile ma che sei venuto dentro?…mi hai eiaculato dentro…?…oddio mio… ed io la tranquillizzai Marinella…è stato fantastico…sei una femmina in calore eccezionale…si ti ho sborrato dentro, è stato fantastico riempirti la fica…stai tranquilla, non è successo nulla… Io in realtà ero ancora eccitatissimo e avrei voluto continuare a scoparla, ma lei era veramente stravolta… Ci pulimmo lo sperma e gli umori con dei fazzolettini, ci rivestimmo e rimanemmo alcuni minuti così, uno di fronte allaltro, spossati e stravolti dalla scopata. La guardai bene e vidi la donna che mi ero sempre immaginato e quella che lei stessa non voleva far trasparire. Gli volevo bene! Continuammo a rimanere colleghi….

Porcate nel cinema | Racconto tradimenti di elena

Mio cognato decide di portarci a cinema e chiama il fratello dicendogli che ha dei biglietti omaggio per una multisala un pò fuori zona per lo spettacolo di venerdi pomeriggio. il film è di genere erotico e mio marito è pò titubante ma mio cognato lo convince dicendogli che alla fine sarà divertente e decidiamo di andare. Labbigliamento che mi viene imposto dal mio amante (mio cognato)è di quelli da troia con scarpe altissime calze e reggicalze e una minigonna di pelle talmente corta che sono costretta a tenere il giubbino altrimenti si vedrebbero le autoreggenti. quando mi vede mio marito gli prende un colpo e ricomincia a fare le storie per come mi sono conciata dicendo che sembro una mignotta ma un paio di baci e la promessa che gli farò un servizietto nel cinema e lui si convince. Mio cognato viene con la sua auto ed io mi metto davanti mentre mio marito si accomoda dietro. Mi apro leggermente il giubbino e mostro a mio cognato che sono vestita come lui mi aveva ordinato e lui incurante del fratello mi carezza le cosce dicendo al fratello che è proprio fortunato ad avere una moglie cosi bella. Arriviamo al cinema e parcheggiamo e la cosa che piu mi colpisce è vedere la sudditanza di mio marito nei confronti del fratello. Infatti non dice nulla sia quando mi mette le mani anche se solo in modo superficiale sulle cosce e sia quando il cognato mi dice di non abbottonare il giubbino e di uscire cosi con tutte le gambe in vista e abbracciata a lui. Comunque entriamo nel cinema e ci sediamo abbastanza dietro io ovviamente in mezzo a loro due. mio marito mi prende la mano e se la porta sui pantaloni e come gli avevo promesso inizio a massaggiarlo da sopra ai pantaloni. Intanto mio cognato mi ha messo la mano sotto la minigonna ma mio marito non vede nulla perchè ho tolto il giubbino e lho messo sulle gambe. Le scene del film sono abbastanza erotiche ed io inizio a bagnarmi tutta. Mio marito ogni tanto si volta per guardare me e secondo me ha notato che la minigonna mi si è alzata quasi del tutto ma vedendo che ho il giubbino sulle gambe non dice niente. In tutto questo non avevo le mutandine perchè cosi mi era stato ordinato e stavo avendo orgasmi uno dietro laltro con mio cognato che mi sditalinava sia in fica che in culo. Ad un certo punto ho visto un tipo che si è venuto a sedere accanto a mio cognato e guardava tutto.. ogni tanto quel porco di mio cognato mi scostava il giubbino e gli faceva vedere quello che mi stava facendo. Mio marito dopo qualche minuto mi è venuto in mano e gli ho detto di andare in bagno a pulirsi. Nel frattempo che lui non cera mio cognato mi ha preso la testa e me lha messa sul suo cazzo facendomi fare un veloce pompino mentre quel tipo senza problemi mi ha messo la mano fra le gambe bagnate e mi ha detto che ero una puttana. sono stati pochi minuti in cui ero con il cazzo di mio cognato in bocca la gonna alzata e quel porco che mi toccava. per fortuna la sala era quasi vuota e dopo pochissimo mio cognato mi è venuto in bocca e mi ha scostata. Mio marito è arrivato e sono riuscita appena in tempo a togliere la mano di quel tipo dalla mia fica e a sedermi. Mio marito però qualcosa ha visto anche perchè quel porco mi aveva sbottonato la camicetta e stavo praticamente con il seno di fuori oltre che con la minigonna quasi del tutto alzata. Non sapevo che dire cercavo di coprirmi e mio marito mi ha preso per mano e ha detto che voleva andar via. Il fratello è venuto via con noi dicendo a mio marito che non era successo niente di grave e che era meglio non prendere questioni con quel tipo che era uno dei tanti malati. Usciamo andiamo in macchina io sono rossa per la vergogna e chiedo scusa dicendo che non sò come è successo forse colpa del film . Mio marito sta in silenzio e borbotta qualcosa del tipo lo sapeva che era meglio non andare a vederlo .. mai piu andremo in quel posto.. la cosa per fortuna è finità li

Ero in prima fila a scuola e la mia Prof una Troia | Racconto prime esperienze di gabwer

Delle mie esperienze erotiche penso che nessuna mi abbia ferito e allo stesso tempo eccitato come quel giorno in quinta superiore. È un ricordo che ha lasciato un segno così forte che ancora me lo fa rizzare al solo pensiero. Eravamo appena rientrati dopo la ricreazione e la professoressa di matematica era in ritardo. Prima di quell’anno odiavo la matematica, ma da quando era arrivata la nuova professoressa avevo capito che potevo usare la geometria per calcolare le misure del suo culo da urlo e la probabilità per calcolare quante possibilità ci fosse che me la desse. Era davvero figa, e quegli occhiali con le lenti tonde le davano un’aria da troia che rendevano impossibile seguire la lezione a chi aveva un cazzo tra le gambe. Anche perché eravamo costantemente occupati a cercare di nascondere quanto era duro.

Ero in prima fila a scuola e la mia Prof una Troia | Racconto prime esperienze di gabwer

Delle mie esperienze erotiche penso che nessuna mi abbia ferito e allo stesso tempo eccitato come quel giorno in quinta superiore. È un ricordo che ha lasciato un segno così forte che ancora me lo fa rizzare al solo pensiero. Eravamo appena rientrati dopo la ricreazione e la professoressa di matematica era in ritardo. Prima di quell’anno odiavo la matematica, ma da quando era arrivata la nuova professoressa avevo capito che potevo usare la geometria per calcolare le misure del suo culo da urlo e la probabilità per calcolare quante possibilità ci fosse che me la desse. Era davvero figa, e quegli occhiali con le lenti tonde le davano un’aria da troia che rendevano impossibile seguire la lezione a chi aveva un cazzo tra le gambe. Anche perché eravamo costantemente occupati a cercare di nascondere quanto era duro.

Ero in prima fila a scuola e la mia Prof una Troia | Racconto prime esperienze di gabwer

Delle mie esperienze erotiche penso che nessuna mi abbia ferito e allo stesso tempo eccitato come quel giorno in quinta superiore. È un ricordo che ha lasciato un segno così forte che ancora me lo fa rizzare al solo pensiero. Eravamo appena rientrati dopo la ricreazione e la professoressa di matematica era in ritardo. Prima di quell’anno odiavo la matematica, ma da quando era arrivata la nuova professoressa avevo capito che potevo usare la geometria per calcolare le misure del suo culo da urlo e la probabilità per calcolare quante possibilità ci fosse che me la desse. Era davvero figa, e quegli occhiali con le lenti tonde le davano un’aria da troia che rendevano impossibile seguire la lezione a chi aveva un cazzo tra le gambe. Anche perché eravamo costantemente occupati a cercare di nascondere quanto era duro.

Il motoraduno | Racconto bisex di Carletto Bruni

Non ho abbastanza fantasia per inventare storie, posso solo attingere a lontani ricordi. Racconto fedele in ogni dettaglio. Tutto accadde quell’unica volta che partecipai a un motoraduno nei pressi di Rimini. Non ricordo se nell’86 o nell’87; ma forse era già l’88. Quello che invece ricordo con assoluta certezza è il mese: giugno; intorno alla […]

Ero in prima fila a scuola e la mia Prof una Troia | Racconto prime esperienze di gabwer

Delle mie esperienze erotiche penso che nessuna mi abbia ferito e allo stesso tempo eccitato come quel giorno in quinta superiore. È un ricordo che ha lasciato un segno così forte che ancora me lo fa rizzare al solo pensiero. Eravamo appena rientrati dopo la ricreazione e la professoressa di matematica era in ritardo. Prima di quell’anno odiavo la matematica, ma da quando era arrivata la nuova professoressa avevo capito che potevo usare la geometria per calcolare le misure del suo culo da urlo e la probabilità per calcolare quante possibilità ci fosse che me la desse. Era davvero figa, e quegli occhiali con le lenti tonde le davano un’aria da troia che rendevano impossibile seguire la lezione a chi aveva un cazzo tra le gambe. Anche perché eravamo costantemente occupati a cercare di nascondere quanto era duro.

Ero in prima fila a scuola e la mia Prof una Troia | Racconto prime esperienze di gabwer

Delle mie esperienze erotiche penso che nessuna mi abbia ferito e allo stesso tempo eccitato come quel giorno in quinta superiore. È un ricordo che ha lasciato un segno così forte che ancora me lo fa rizzare al solo pensiero. Eravamo appena rientrati dopo la ricreazione e la professoressa di matematica era in ritardo. Prima di quell’anno odiavo la matematica, ma da quando era arrivata la nuova professoressa avevo capito che potevo usare la geometria per calcolare le misure del suo culo da urlo e la probabilità per calcolare quante possibilità ci fosse che me la desse. Era davvero figa, e quegli occhiali con le lenti tonde le davano un’aria da troia che rendevano impossibile seguire la lezione a chi aveva un cazzo tra le gambe. Anche perché eravamo costantemente occupati a cercare di nascondere quanto era duro.

Quel sapore di ventenne olandese (parte 4) | Racconto orge di PifferaioMagico

Le sorprese erotiche sono come le ciliegie, una tira laltra. Alla cena di Capodanno, indovinate chi è la M-I-L-F che fa da accompagnatrice al gioielliere Filippo? La maestosa Emanuela De Carlo, lelegante contessa dai capelli color miele, che l’anno scorso aveva infuocato il mio cazzo in una travolgente orgia nello studio del nostro dentista di fiducia. Sì proprio lui, il dentista, quellimpeccabile professionista dellodontoiatria che, per la cronaca, si trombava senza pudore la figlia-segretaria (per un ripasso dei fondamentali, date una letta al racconto La segretaria del dentista).

I massaggi della cougar | Racconto etero di DavideMls

Mi chiamo Davide, sono una ragazzo di 26 anni e vi voglio raccontare storie erotiche che descrivono fatti realmente accaduti durante una relazione di 3 anni con una cougar da quando avevo 21 anni. Sono alto circa 1.80, 65 kg, capelli corvini, occhi marroni, fisico sportivo e pelle chiara. Da settembre del 2013, decisi di iniziare a frequentare un corso di lingua straniera durante il quale conobbi Lara, una donna di 35 anni, alta circa 1.60, magra, capelli biondi lunghi fino alle spalle e occhi azzurri. Durante il corso, durato 9 mesi, al netto dei saluti, dialogai pochissimo con lei. Una notte destate 2014 stavo tornando da una discoteca con i miei amici e uno di loro mi chiese di fermarci allAutogrill per mangiare e…chi vedo? Lara con una sua amica! Indossava un bel vestito da sera nero, attillato che esaltava le sue forme modeste, che bel figurino e che fortuna sfacciata ad averla incontrata! su tutte le Autogrill in cui potevamo fermarci proprio questa dove cè lei. Mi ricordai che durante il corso di lingua straniera disse di essere single durante la lettura di un testo autobiografico scritto da lei, allora partii allattacco: le chiesi come andava lo studio della lingua straniera, se avesse avuto intenzione di riiniziare il livello più avanzato del corso a settembre, poi, non ricordo come, ottenni il suo contatto di FaceBoook. Dopo qualche giorno, la contattai e fissai lappuntamento: fu piacevole: parlammo intensamente per 3 ore, capii che nei discorsi cera molta più intesa rispetto a quando dialogavo con le mie coetanee. Ci furono altri 2 appuntamenti durante i quali non successe nulla, al quarto scatto il bacio e un bel rapporto orale e masturbazione con lei in macchina. Passarono diversi mesi, fino a quando cominciammo a vederci a casa sua e lì ebbimo i primi rapporti completi. Una sera decidemmo di acquistare un lettino, le serviva per fare i massaggi (aveva fatto un corso di massaggiatrice) rilassanti, assolutamente non erotici, a pagamento. I massaggi a me li fece rilassanti, erotici e ovviamente gratis. Il primo massaggio lo ricordo bene: vestita con un abito attillato sportivo, mi fece spogliare nudo sul lettino (solo io potevo stare nudo durante i suoi massaggi eheh), mi sdraiai prono sul lettino, mi mise lolio per massaggi ed iniziò il massaggio, partì dalle spalle, collo e man mano scese. La mia libido ad un certo divenne incontrollabile: la presi per il bacino, la avvicinai a me, ci baciammo con la lingua, le alzai la maglietta ed iniziai a leccarle i capezzoli ormai turgidi, prima uno poi laltro, con movimenti circolari della lingua, poi portai la mia bocca sulla sua vagina, iniziai a leccarla appassionatamente. Decisi di farle assumere una posizione che trovai più eccitante: la feci mettere a 90° con le sue due entrate rivolte verso il mio viso, tornai a leccarle la vagina concentrandomi sul clitoride, nel frattempo i suoi gustosi umori mi riempivano la bocca e cominciò a a gemere fino a raggiungere lorgasmo. Mi baciò, le piaceva anche a lei in sapore della sua figa e mi disse ora tocca a te. Mi sdraiai supino, cominciò a leccarmi il pene in modo divino come sempre: dalle palle alla cappella, concentrandosi su questultima. La sua lingua la avvolse, ci sputò sopra, poi riiniziò a pompare, tornò alle palle ingoiandone una alla volta, delicatamente. Ad un certo punto smise e mi fece mettere a pecorina sul lettino dei massaggi, prese dellolio per massaggi che era abbastanza caldo lo mise sul mio ano, sentii la piacevole sensazione dellolio caldo che scorreva sulla riga del culo e verso le palle, mi mise altro olio sul culo e iniziò un massaggio delle natiche. Non nascondo che al momento ero un pò imbarazzato, non avevo mai dato il mio culo a nessuna, ma decisi di lasciarla fare. Lara mi disse sei sempre incredibilmente pulito, meriti un bel lavoretto. Si mise lindice della mano destra in bocca, lo insalivò per bene, lo fece girare intorno al mio ano sfiorandolo delicatamente e facendomi provare una sensazione piacevole, poi delicatamente lo inserì nel mio orifizio, cominciò a farlo muovere avanti ed indietro con delicatezza.Ero in estasi. Mi disse di rilassarmi mentre faceva il movimento con quel magico indice e cominciai ad assecondare i movimenti tanto che cominciai a sentire un ciak ciak sul culo dato dallimpatto del palmo della sua mano. Ad un certo punto si mise sdraiata supina sotto di me con la bocca ad altezza pene, lo spompinò mentre continuava il suo stupendo massaggio prostatico con lindice, improvvisamente una sensazione partì dal mio basso ventre facendomi avere degli spasmi: era lorgasmo, molto più intenso di qualsiasi altro orgasmo abbia mai provato, lei si lasciò eiaculare in bocca che fu presto piena. Finimmo abbracciati sul lettino, soddisfatti e rilassati. Il mio primo pensierò fu non vedo lora di rifare queste a altre porcate ma vi racconterò questo in unaltra storia. Spero vi sia piaciuta la narrativa e la storia in sè, ne scriverò altre. Questa è la prima che scrivo, con lesperienza spero di migliorare. Piccolo consiglio: i massaggi prostatici sono qualcosa di divino, in particolare per quanto riguarda lorgasmo, lo consiglio a tutti di provarli almeno una volta, indipendentemente dallorientamento sessuale.

Una collega disperata (storia verissima) | Racconto sentimentali di grillino

La saggezza popolare suggerisce sempre di non avere storie con i colleghi di lavoro. Ma è stata sempre smentita, dalla notte dei tempi che furono inventati gli uffici con uomini e donne come colleghi. Marinella era la classica ragazza, ormai di 40 anni, scaricata in malissimo modo dal fidanzato, ormai da oltre 4 anni. Una donna serissima, di Potenza, con solidi valori di famiglia, di amore, del lavoro…ma non proprio una bellissima ragazza. Bionda quasi naturale, molto in carne, poche tette, sempre vestita in modo elegante e truccata il giusto, senza volgarità, ma molto provinciale delle volte quasi infantile. Oltre ad essere alcuni gradi più in basso di me come livello, mi attirava la sua eroticità naturale, la sua verace ingenuità, il suo finto distacco dal mondo maschile e dal sesso, ormai delusa dallesperienze negative. Ma, come tutte le donne del Sud, sapevo che invece era calda e passionale. Ero lunico uomo dellufficio con il quale parlava di tutto, anche di sesso spinto, di sentimenti, di se stessa e si lasciava anche toccare qualche volta, magari per scherzo, sulle tette e sul culo, sulle cosce, fingendo poi di scandalizzarsi. Questo giochetto tra noi due andava avanti da anni, ed avevo capito che Marinella aveva una vera cotta per me, ma per il fatto di essere colleghi, non si era mai sbilanciata. Io, anche nei periodi nei quali ero fidanzato, gli dedicavo fior di pippe sotto la doccia o nel bagno dellufficio, immaginando di scoparla e farla finalmente mia un giorno. Quel pomeriggio avevamo un lavoro da fare insieme, una faccenda molto lunga, che ci avrebbe tenuto impegnati tutto il giorno. Lufficio si svuotò già dalla tarda mattinata, fuori iniziò a piovere, e stavamo seduti alla sua scrivania davanti al PC a smaltire questa pratica. Iniziai con le mie solite battutine, qualche toccatina alla coscia, qualche sguardo ammiccante…Marinella fece la solita ritrosa, mi allontanava col suo sorriso di circostanza, imbarazzata, ma stavolta era meno decisa del solito, sorrideva sempre più divertita…Ormai la conoscevo, sapevo quando era più attratta da me o più eccitata di suo. Mi confessava ogni volta che usciva con un uomo o che ci scopava, ma erano mesi e mesi che non mi diceva nulla…doveva avere la passerina a secco da molto tempo. Benchè facesse la puritana, sapevo che la sua calorosità da donna del Sud le faceva esplodere la voglia di sesso, pur sapendo controllarla molto bene. Decisi di insistere, sentivo che era la volta buona, in fondo lei era segretamente innamorata di me e lei mi piaceva. Sentivo il cazzo tra le gambe diventare duro, lerezione era ben evidente e non smettevo di accostarmi a lei per fargliela sentire. Marinella diventò sempre più imbarazzata, rossa in viso, non sapeva dove guardare, allora le misi con decisione la mano in mezzo alle cosce, sotto la sua gonna nera di tessuto morbido ornata di pizzo. Lei provò a respingermi la mano con forza, ma capii che non era convinta non come al solito. Forzai la situazione, spinsi la mano più sù e arrivai alla fica, poi gli presi il collo e la tirai verso di me, baciandola con forza. Lei resistette Dai che cazzo fai, smettilaaaa…siamo in ufficio…bastaaa… ma riuscii a darle un bel bacio, allargandole la bocca e entrando con la lingua. Sentii la sua lingua cercarmi, le labbra chiudersi con le mie, ma protestò ancora daiii, basta….guarda che lo dico al capo..sei un porco… ma intanto la mia mano era dentro le sue mutandine bagnatissime, e le solleticavo la fica, e quindi continuai a baciarla in bocca, nonostante lei si fosse ritratta e cercasse di togliermi la mano dalla fica. Mi giocai il tutto per tutto, spinsi la mano tra le cosce, entrando con il dito nella fica e iniziai a masturbarla e ripresi a baciarla in bocca. Marinella sembrava cedere, nonostante facesse ancora qualche resistenza, mi allargò le cosce permettendomi di entrare ancora di più col dito e, lasciandosi baciare ricambiò con passione. Lo sapevo, ha ceduto!!! A quel punto persi la testa, in preda alleccitazione, sfidai la sua indecisione, che poteva essere ancora minacciosa! Presi a masturbarla delicatamente ma con decisione sussurrandogli dai collega, non fare così, lasciati andare…lo so che ti piaccio…lho sempre saputo…e tu mi vuoi scopare come io voglio te…smettila di fingere, fai la femmina veramente… queste parole mi sembrò che la convinsero, sentii le sue cosce fremere alla mia masturbazione, le tirai fuori le tette dalla magliettina rosa elasticizzata e dal reggiseno, leccandogli i capezzoli voracemente. Marinella mi confessò più volte che i capezzoli erano il suo debole, il suo tallone dAchille…ed infatti si scatenò in una serie di gemiti e fremiti che mi fecero capire che potevo fare tutto a quel punto! Preso dallarrapamento più selvaggio, mi alzai in piedi di fronte a lei, mi slacciai i pantaloni e li calai di colpo con le mutande, il cazzo svettò dritto come una colonna di marmo, Marinella rimase impietrita, quasi sorpresa dal vedere un cazzo di un uomo…gli presi la testa e la spinsi verso la cappella, lei quasi in trance aprì le labbra facendo scomparire tutto il membro nella sua bocca oddioooo Marinella…finalmente…siiii, dai succhiamelo… Dovevo controllare il tono della voce, poteva comunque entrare qualcuno in ufficio. Lei iniziò un pompino incredibile, come lavevo sognato in mille seghe dedicate a lei, con una certa imperizia, quasi fosse la prima volta, ma con passione. Mi ciucciava la cappella come fosse un biberon, mi masturbava con la mano come se prendesse un bastone qualsiasi, la sentivo succhiare rumorosamente il mio cazzo con la saliva che le colava sul mento quasi si sbrodolasse. Era tenerissima, una 40enne imbranata intenta a succhiare un uccello, altro che femmina del Sud assetata di sesso e maschi, come ingenuamente voleva dipingersi. La guardavo dallalto, le accarezzavo i lunghi capelli biondo cenere, la incitavo dai Marinella…siii…sei bravissima…succhia succhia…brava collega..sei come ti immaginavo Il bocchino era meraviglioso, ed io stavo per godere…le strinsi la testa quasi per non farla sfuggire, iniziai a pomparla in bocca anchio con i movimenti del bacino, per poi lasciarmi andare in un conato di gemiti cazzoooo Marinella, sto sborrando…siiii, dai dai dai..eccomi, eccomi…. ed emisi un fiume di sperma dentro la bocca della mia amata e ingenua collega. Lo spruzzo violento la colse di sorpresa, i primi fiotti le scesero in gola, poi si tirò indietro a bocca e occhi chiusi e gli altri schizzi la colpirono in piena faccia, annaffiandola tutta e qualche rivolo le finì sui capelli. Le impugnai la mano e mi feci continuare a masturbare per finire lorgasmo e far colare le ultime gocce di sperma sulle nostre mani congiunte, lei era immobile a faceva quello che volevo…La visione di quel viso truccato e imbarazzato, con gli occhioni celesti sgranati verso di me, sporco del mio sperma, mi fece mantenere luccello duro. La pregai di continuare a masturbarmi, e Marinella lo fece, guardandomi come una bimba che chiede alladulto cosa dovesse fare. La presi per le spalle e lalzai, le massaggiai le belle e piccole tette, molto sode per la sua età, e la fica, che era praticamente fradicia. La girai e la feci piegare sulla scrivania, come avevo sempre sognato nelle mie fantasie erotiche e le sussurrai allorecchio mia dolcissima collega, sei fantastica…ora rilassati che il tuo collega preferito ti scopa per bene… mi masturbai ancora mentre gli alzavo la gonna e spostandogli le mutandine, le leccai un pò la fica che sapeva di pulito, leggermente aspra e saporita, poi le piantai il cazzo sullentrata della fregna e, sospirando per il traguardo finalmente raggiunto, la trapanai con decisione ma con dolcezza. Marinella sussultò e gemette piano, aggrappandosi ai bordi della scrivania, strusciando le sue tette sulle pratiche dufficio, ed io la scopavo da dietro, sbattendo contro il suo bel culone abbondante da matrona meridionale. Stavo godendo come un porco, la tenevo per i fianchi e la scopavo con foga, lei squittiva come una troietta alla prima esperienza, le sentivo la figa colare d
i umori e bollire…era una situazione al massimo delleccitazione, un sogno inseguito da anni. Mi sfilai da lei, mi sedetti sulla sua sedia girevole e gli ordinai dai collega, vieni…impalati sul mio cazzo…goditelo… Marinella, quasi come una automa, eseguì il mio ordine e si sedette sopra di me, centrando il membro e facendolo entrare sino alle viscere. Mi mise le braccia intorno al collo, come due fidanzati, e ci baciammo per tutta la scopata, ogni tanto le leccavo le tette e i capezzoli facendola impazzire. Marinella ebbe diversi fremiti violenti durante la scopata, con gli occhi sgranati e gocce di sudore che le imperlavano la fronte…mi ricordai che lei stessa mi raccontò di poter avere diversi orgasmi durante lamore…fui felice di questo, e capii che la mia amata collega aveva già goduto più e più volte! Io ormai ero al limite e glielo confessai sussurandolo Marinella…mi fai impazzire…sei proprio la femmina che avevo immaginato…continua a scoparmi, dai, impalati che mi fai venire… e infatti subito dopo emisi un urlo gutturale e mi lasciai andare…le stavo sborrando nella fica! La presi per le chiappone e la sollevai, facendo in tempo a schizzare un pò di sperma fuori, bagnandoci i nostri bacini e sporcandoci i vestiti..la inondai dentro la pancia e fuori… Lei era stravolta, sudata e con i capelli sconvolti..mi disse con voce flebile ma che sei venuto dentro?…mi hai eiaculato dentro…?…oddio mio… ed io la tranquillizzai Marinella…è stato fantastico…sei una femmina in calore eccezionale…si ti ho sborrato dentro, è stato fantastico riempirti la fica…stai tranquilla, non è successo nulla… Io in realtà ero ancora eccitatissimo e avrei voluto continuare a scoparla, ma lei era veramente stravolta… Ci pulimmo lo sperma e gli umori con dei fazzolettini, ci rivestimmo e rimanemmo alcuni minuti così, uno di fronte allaltro, spossati e stravolti dalla scopata. La guardai bene e vidi la donna che mi ero sempre immaginato e quella che lei stessa non voleva far trasparire. Gli volevo bene! Continuammo a rimanere colleghi….

Una collega disperata (storia verissima) | Racconto sentimentali di grillino

La saggezza popolare suggerisce sempre di non avere storie con i colleghi di lavoro. Ma è stata sempre smentita, dalla notte dei tempi che furono inventati gli uffici con uomini e donne come colleghi. Marinella era la classica ragazza, ormai di 40 anni, scaricata in malissimo modo dal fidanzato, ormai da oltre 4 anni. Una donna serissima, di Potenza, con solidi valori di famiglia, di amore, del lavoro…ma non proprio una bellissima ragazza. Bionda quasi naturale, molto in carne, poche tette, sempre vestita in modo elegante e truccata il giusto, senza volgarità, ma molto provinciale delle volte quasi infantile. Oltre ad essere alcuni gradi più in basso di me come livello, mi attirava la sua eroticità naturale, la sua verace ingenuità, il suo finto distacco dal mondo maschile e dal sesso, ormai delusa dallesperienze negative. Ma, come tutte le donne del Sud, sapevo che invece era calda e passionale. Ero lunico uomo dellufficio con il quale parlava di tutto, anche di sesso spinto, di sentimenti, di se stessa e si lasciava anche toccare qualche volta, magari per scherzo, sulle tette e sul culo, sulle cosce, fingendo poi di scandalizzarsi. Questo giochetto tra noi due andava avanti da anni, ed avevo capito che Marinella aveva una vera cotta per me, ma per il fatto di essere colleghi, non si era mai sbilanciata. Io, anche nei periodi nei quali ero fidanzato, gli dedicavo fior di pippe sotto la doccia o nel bagno dellufficio, immaginando di scoparla e farla finalmente mia un giorno. Quel pomeriggio avevamo un lavoro da fare insieme, una faccenda molto lunga, che ci avrebbe tenuto impegnati tutto il giorno. Lufficio si svuotò già dalla tarda mattinata, fuori iniziò a piovere, e stavamo seduti alla sua scrivania davanti al PC a smaltire questa pratica. Iniziai con le mie solite battutine, qualche toccatina alla coscia, qualche sguardo ammiccante…Marinella fece la solita ritrosa, mi allontanava col suo sorriso di circostanza, imbarazzata, ma stavolta era meno decisa del solito, sorrideva sempre più divertita…Ormai la conoscevo, sapevo quando era più attratta da me o più eccitata di suo. Mi confessava ogni volta che usciva con un uomo o che ci scopava, ma erano mesi e mesi che non mi diceva nulla…doveva avere la passerina a secco da molto tempo. Benchè facesse la puritana, sapevo che la sua calorosità da donna del Sud le faceva esplodere la voglia di sesso, pur sapendo controllarla molto bene. Decisi di insistere, sentivo che era la volta buona, in fondo lei era segretamente innamorata di me e lei mi piaceva. Sentivo il cazzo tra le gambe diventare duro, lerezione era ben evidente e non smettevo di accostarmi a lei per fargliela sentire. Marinella diventò sempre più imbarazzata, rossa in viso, non sapeva dove guardare, allora le misi con decisione la mano in mezzo alle cosce, sotto la sua gonna nera di tessuto morbido ornata di pizzo. Lei provò a respingermi la mano con forza, ma capii che non era convinta non come al solito. Forzai la situazione, spinsi la mano più sù e arrivai alla fica, poi gli presi il collo e la tirai verso di me, baciandola con forza. Lei resistette Dai che cazzo fai, smettilaaaa…siamo in ufficio…bastaaa… ma riuscii a darle un bel bacio, allargandole la bocca e entrando con la lingua. Sentii la sua lingua cercarmi, le labbra chiudersi con le mie, ma protestò ancora daiii, basta….guarda che lo dico al capo..sei un porco… ma intanto la mia mano era dentro le sue mutandine bagnatissime, e le solleticavo la fica, e quindi continuai a baciarla in bocca, nonostante lei si fosse ritratta e cercasse di togliermi la mano dalla fica. Mi giocai il tutto per tutto, spinsi la mano tra le cosce, entrando con il dito nella fica e iniziai a masturbarla e ripresi a baciarla in bocca. Marinella sembrava cedere, nonostante facesse ancora qualche resistenza, mi allargò le cosce permettendomi di entrare ancora di più col dito e, lasciandosi baciare ricambiò con passione. Lo sapevo, ha ceduto!!! A quel punto persi la testa, in preda alleccitazione, sfidai la sua indecisione, che poteva essere ancora minacciosa! Presi a masturbarla delicatamente ma con decisione sussurrandogli dai collega, non fare così, lasciati andare…lo so che ti piaccio…lho sempre saputo…e tu mi vuoi scopare come io voglio te…smettila di fingere, fai la femmina veramente… queste parole mi sembrò che la convinsero, sentii le sue cosce fremere alla mia masturbazione, le tirai fuori le tette dalla magliettina rosa elasticizzata e dal reggiseno, leccandogli i capezzoli voracemente. Marinella mi confessò più volte che i capezzoli erano il suo debole, il suo tallone dAchille…ed infatti si scatenò in una serie di gemiti e fremiti che mi fecero capire che potevo fare tutto a quel punto! Preso dallarrapamento più selvaggio, mi alzai in piedi di fronte a lei, mi slacciai i pantaloni e li calai di colpo con le mutande, il cazzo svettò dritto come una colonna di marmo, Marinella rimase impietrita, quasi sorpresa dal vedere un cazzo di un uomo…gli presi la testa e la spinsi verso la cappella, lei quasi in trance aprì le labbra facendo scomparire tutto il membro nella sua bocca oddioooo Marinella…finalmente…siiii, dai succhiamelo… Dovevo controllare il tono della voce, poteva comunque entrare qualcuno in ufficio. Lei iniziò un pompino incredibile, come lavevo sognato in mille seghe dedicate a lei, con una certa imperizia, quasi fosse la prima volta, ma con passione. Mi ciucciava la cappella come fosse un biberon, mi masturbava con la mano come se prendesse un bastone qualsiasi, la sentivo succhiare rumorosamente il mio cazzo con la saliva che le colava sul mento quasi si sbrodolasse. Era tenerissima, una 40enne imbranata intenta a succhiare un uccello, altro che femmina del Sud assetata di sesso e maschi, come ingenuamente voleva dipingersi. La guardavo dallalto, le accarezzavo i lunghi capelli biondo cenere, la incitavo dai Marinella…siii…sei bravissima…succhia succhia…brava collega..sei come ti immaginavo Il bocchino era meraviglioso, ed io stavo per godere…le strinsi la testa quasi per non farla sfuggire, iniziai a pomparla in bocca anchio con i movimenti del bacino, per poi lasciarmi andare in un conato di gemiti cazzoooo Marinella, sto sborrando…siiii, dai dai dai..eccomi, eccomi…. ed emisi un fiume di sperma dentro la bocca della mia amata e ingenua collega. Lo spruzzo violento la colse di sorpresa, i primi fiotti le scesero in gola, poi si tirò indietro a bocca e occhi chiusi e gli altri schizzi la colpirono in piena faccia, annaffiandola tutta e qualche rivolo le finì sui capelli. Le impugnai la mano e mi feci continuare a masturbare per finire lorgasmo e far colare le ultime gocce di sperma sulle nostre mani congiunte, lei era immobile a faceva quello che volevo…La visione di quel viso truccato e imbarazzato, con gli occhioni celesti sgranati verso di me, sporco del mio sperma, mi fece mantenere luccello duro. La pregai di continuare a masturbarmi, e Marinella lo fece, guardandomi come una bimba che chiede alladulto cosa dovesse fare. La presi per le spalle e lalzai, le massaggiai le belle e piccole tette, molto sode per la sua età, e la fica, che era praticamente fradicia. La girai e la feci piegare sulla scrivania, come avevo sempre sognato nelle mie fantasie erotiche e le sussurrai allorecchio mia dolcissima collega, sei fantastica…ora rilassati che il tuo collega preferito ti scopa per bene… mi masturbai ancora mentre gli alzavo la gonna e spostandogli le mutandine, le leccai un pò la fica che sapeva di pulito, leggermente aspra e saporita, poi le piantai il cazzo sullentrata della fregna e, sospirando per il traguardo finalmente raggiunto, la trapanai con decisione ma con dolcezza. Marinella sussultò e gemette piano, aggrappandosi ai bordi della scrivania, strusciando le sue tette sulle pratiche dufficio, ed io la scopavo da dietro, sbattendo contro il suo bel culone abbondante da matrona meridionale. Stavo godendo come un porco, la tenevo per i fianchi e la scopavo con foga, lei squittiva come una troietta alla prima esperienza, le sentivo la figa colare d
i umori e bollire…era una situazione al massimo delleccitazione, un sogno inseguito da anni. Mi sfilai da lei, mi sedetti sulla sua sedia girevole e gli ordinai dai collega, vieni…impalati sul mio cazzo…goditelo… Marinella, quasi come una automa, eseguì il mio ordine e si sedette sopra di me, centrando il membro e facendolo entrare sino alle viscere. Mi mise le braccia intorno al collo, come due fidanzati, e ci baciammo per tutta la scopata, ogni tanto le leccavo le tette e i capezzoli facendola impazzire. Marinella ebbe diversi fremiti violenti durante la scopata, con gli occhi sgranati e gocce di sudore che le imperlavano la fronte…mi ricordai che lei stessa mi raccontò di poter avere diversi orgasmi durante lamore…fui felice di questo, e capii che la mia amata collega aveva già goduto più e più volte! Io ormai ero al limite e glielo confessai sussurandolo Marinella…mi fai impazzire…sei proprio la femmina che avevo immaginato…continua a scoparmi, dai, impalati che mi fai venire… e infatti subito dopo emisi un urlo gutturale e mi lasciai andare…le stavo sborrando nella fica! La presi per le chiappone e la sollevai, facendo in tempo a schizzare un pò di sperma fuori, bagnandoci i nostri bacini e sporcandoci i vestiti..la inondai dentro la pancia e fuori… Lei era stravolta, sudata e con i capelli sconvolti..mi disse con voce flebile ma che sei venuto dentro?…mi hai eiaculato dentro…?…oddio mio… ed io la tranquillizzai Marinella…è stato fantastico…sei una femmina in calore eccezionale…si ti ho sborrato dentro, è stato fantastico riempirti la fica…stai tranquilla, non è successo nulla… Io in realtà ero ancora eccitatissimo e avrei voluto continuare a scoparla, ma lei era veramente stravolta… Ci pulimmo lo sperma e gli umori con dei fazzolettini, ci rivestimmo e rimanemmo alcuni minuti così, uno di fronte allaltro, spossati e stravolti dalla scopata. La guardai bene e vidi la donna che mi ero sempre immaginato e quella che lei stessa non voleva far trasparire. Gli volevo bene! Continuammo a rimanere colleghi….

Il motoraduno | Racconto bisex di Carletto Bruni

Non ho abbastanza fantasia per inventare storie, posso solo attingere a lontani ricordi. Racconto fedele in ogni dettaglio. Tutto accadde quell’unica volta che partecipai a un motoraduno nei pressi di Rimini. Non ricordo se nell’86 o nell’87; ma forse era già l’88. Quello che invece ricordo con assoluta certezza è il mese: giugno; intorno alla […]

Il motoraduno | Racconto bisex di Carletto Bruni

Non ho abbastanza fantasia per inventare storie, posso solo attingere a lontani ricordi. Racconto fedele in ogni dettaglio. Tutto accadde quell’unica volta che partecipai a un motoraduno nei pressi di Rimini. Non ricordo se nell’86 o nell’87; ma forse era già l’88. Quello che invece ricordo con assoluta certezza è il mese: giugno; intorno alla […]

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