Un pompino troppo eccitante | Racconto prime esperienze di Mn

Ho avuto le prime esperienze sessuali a 18 anni con il mio primo ragazzo. Prima di allora nulla, probabilmente a causa della mia timidezza: dubito che fosse il mio aspetto il problema, sono alta e slanciata, con delle gambe lunghissime e un fisico invidiabile. Tuttavia mi sono sempre sentita bloccata con gli uomini, al punto da credere di non aver interesse alcuno per il sesso. Mi sbagliavo. Appena con il ragazzo ho cominciato a esplorare il mondo della sessualità, la mia voglia è esplosa in unondata incontenibile.E ho scoperto di adorare la dominazione. Una volta ero a casa del mio ragazzo, e come sempre abbiamo iniziato subito a provocarci: baci appassionati, strusciatine, toccamenti da oltre i vestiti. Latmosfera si è scaldata subito e lui mi ha spogliata, lasciandomi con solo le mutandine, mi ha presa di forza e mi ha messa sotto, a pancia in giù, e ho potuto sentire il suo cazzo duro spingere contro il mio culetto. Ho provato a ribellarmi, ma solo per farmi sottomettere di più, e lui mi ha presa per i capelli immobilizzandomi: come al solito quel semplice gesto mi ha fatto bagnare tutte le mutandine. Lui intanto continuava a spingermelo sul culo e io mi eccitavo da morire perchè lo volevo prendere, ma lui mi torturava così. Mi ha dato un paio di sculacciate e io non ho potuto trattenere i gemiti di piacere. Che porca che sei… altre sculacciate …ti piace, eh? si ho risposto quasi imbarazzata, ma leccitazione era troppa per nasconderlo. Allora mi ha strappato di dosso le mutandine ormai bagnatissime e me le ha messe in bocca per farmi smettere di mugolare, e ha cominciato a leccarmela, ma piano, interrompendosi per lasciarmi lì sofferente e non darmi subito lorgasmo. Dopo pochissimo non ce lho fatta più: lui non aveva intenzione di farmi venire e a me era venuta una voglia pazzesca di succhiarglielo. Mi sono divincolata e sono riuscita a mettermi sopra di lui, il suo cazzo era durissimo e pulsante, lho preso immediatamente in bocca e ho cominciato a succhiarglielo con voga, ero eccitatissima. La mia figa, però, stava implorando un orgasmo, la sentivo bagnarsi sempre più e la voglia era irresistibile. Ho deciso di sforzarmi e andare avanti a succhiarglielo ancora un po prima di pretendere la mia parte. Andando su e giù mi stavo strusciando col clitoride sul cuscino, e questa cosa mi stava facendo impazzire di desiderio. Ad un certo punto lui, quasi allapice del piacere, mi ha presa per i capelli e ha cominciato a spingerla su è giù: con il clitoride che strusciava ancora più forte sul cuscino, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ho sentito lorgasmo arrivare, potentissimo, e ho cominciato a gemere mentre lui ancora me lo spingeva in gola. Lui ha capito cosa stava per succedere e la cosa lha eccitato da morire, infatti mi è venuto copiosamente in gola, ansimando dal piacere. Proprio in quel momento anche il mio orgasmo è esploso, travolgendomi di piacere. Quando lho guardato negli occhi, arrossata e sconvolta, mi ha detto sorridendo: sei proprio una gran porca

Ti aspetto | Racconto sentimentali di Frank7213

Sono seduto su quella scomoda di legno da almeno tre ore. Sono le cinque pomeriggio. I muscoli delle gambe sono intorpiditi così come il cervello. Il prof di diritto commerciale continua a parlare incurante del fatto che noi allievi stiamo uno ad uno crollando sui banchi. Allimprovviso sento il cellulare vibrarmi in tasca. Sbuffando lo tiro fuori e apro il messaggio. La mia bocca si increspa in un sorriso. Germana. -ciao vieni da me? Ho voglia di vederti ;)-. Alzo lo sguardo verso il professore. Sono combattuto. Lesame è fra meno di un mese. Rispondo -Adesso?- -sono appena tornata da pallavolo… se vieni ora potresti trovarmi ancora vestita così ;)-. Questo è un colpo basso. Sa benissimo che mi fa impazzire con quei pantaloncini. Al solo pensiero sento crescere lerezione. Stringo il cellulare con forza sempre più combattuto. Guardo il prof. Guardo lorologio. Ancora un ora e mezza. Non posso resistere. -Dieci minuti e sono da te- -Fai in fretta! Ti aspetto…-. Esco di corsa dall università e mi fiondo in macchina. Mentre guido mi rendo conto che è passato un mese dalla prima volta che abbiamo fatto lamore (vedi La mia migliore Amica) e ancora stento a credere che lei sia mia alla fine. Qualche mattina mi sono svegliato pensando di essermelo solo sognato. Ma è la realtà. La bellissima, incredibile realtà. Suono il campanello e salgo di corsa le scale. La porta si apre e lei mi compare di fronte in tutta la sua bellezza. Non sono ancora entrato in casa che già ci stiamo baciando. Con qualche difficoltà chiudo la porta dietro di me. Senza smettere di baciarmi mi mette con le spalle contro di essa. Le mie mani corrono svelte a quel culetto sodo che mi fa impazzire, fasciato dai pantaloncini da pallavolo. Le mie labbra scendono al suo collo mentre le sue mani esperte vanno a slacciarmi la cintura. La mia erezione preme contro i pantaloni. La sento sorridere e sussurra -sapevo saresti venuto…-. Mi slaccia i pantaloni e si inginocchia davanti a me, estraendo il mio cazzo dai boxer. Appoggio la testa contro la porta mentre lei mi fa una sega e chiudo gli occhi quando sento le sue labbra avvolgermi il glande. Le metto una mano sulla testa e comincio a darle il ritmo. I suoi pompini sono qualcosa di magnifico. La guardo mentre con gli occhi chiusi mi succhia il cazzo. -Hai ancora le ginocchiere?-, lei sorride col mio pisello in bocca. Se lo sfila e sempre sorridendo si pulisce un angolo della bocca con il mignolo. -bè sì… hanno diversi utilizzi sai? Ma questo è quello che mi piace di più…-. Chiudo gli occhi e appoggio nuovamente la testa contro la porta mentre le sue labbra mi mandavano in paradiso. Il suo pompino è lento, appassionato, come se mi volesse succhiar via lanima. I suoi occhi nocciola sono fissi nei miei mentre la mia cappella entra e esce dalla sua bocca. Se lo estrae di bocca per riprendere fiato e nel frattempo da delle veloci leccate al glande e poi per tutta la lunghezza del cazzo. Poi lentamente comincia a farselo strusciare sulla bocca. Il godimento cresceva in me. Sento la sua lingua esplorare ogni centimetro del mio pene e gemo di piacere -dio…sì…-. La prendo per i capelli e comincio a spingere col bacino lasciando che il mio membro scivoli dentro la sua bocca, riempiendogliela. Senza lasciarle i capelli lascio che ricominci a succhiarmelo, gemendo e mugolando. Accelera il ritmo del pompino e io sento le vene del mio cazzo pulsare dentro la sua bocca -ah dio… continua così piccola… dio sì…ahh-. Sto per venire ma lei si estrae il mio membro dalla bocca, impedendomelo. Si alza in piedi continuando a segarmi lentamente. Le prendo il viso fra le mani e la bacio. Le sue labbra gonfie si fondono con le mie in un intreccio appassionato. Le nostre lingue si rincorrono mentre le mie mani tornano al suo culetto. Oltrepasso il bordo dei suoi pantaloncini scendendo verso il basso, arrivando con un dito al suo clitoride. Dio è già tutta bagnata. Lo infilo dentro alla sua fighetta e lei comincia a mugolare con la lingua nella mia bocca. Non resisto più. Senza smettere di baciarci ci invertiamo i ruoli. La metto con le spalle contro la porta e scendo a baciarla sul collo. Adesso è libera di gemere mentre le mie mani le sfilano verso il basso i pantaloncini lentamente. Lei se li fa scivolare e con i piedi si libera di loro calciandoli via. Inconsciamente chiude le gambe in modo pudico a nascondere la sua fighetta perfettamente depilata, ma io la blocco aprendogliele. Torno a baciarla e appoggio la cappella sulla sua fighetta facendocela strusciare sopra. Comincia a gemere e sospirare supplicandomi di scoparla -fra… uhmmm… dai non resisto più… ahh-. Mi posiziono bene il pene e lentamente la penetro. Voglio che senta ogni centimetro di quel cazzo che la sta riempiendo. Trattiene il respiro e chiude gli occhi persa nel godimento mentre mi cinge il collo con le braccia. Estraggo lentamente il mio pene fino alla cappella. Le mie mani scivolano lungo i suoi fianchi, sfiorando la sua pelle sudata. Stringo le sue chiappe e la alzo da terra dandole contemporaneamente un colpo di reni, sbattendola contro la porta mentre il mio cazzo la ripenetra tutto dun colpo. -ahh…sì…- incrocia le gambe dietro la mia schiena aggrappandosi al mio collo. Mi bacia con passione mentre aumento il ritmo della scopata. Il mio cazzo scivola dentro e fuori la sua fighetta e lei geme ad ogni colpo che le assesto. -ahhh…sìì…uhmm…- Comincio a darle colpi secchi e sempre più violenti e lei a godere sempre di più -uhmm…si fra…ahhh dio sì-. Sentivo il mio cazzo pulsare dentro di lei -ahh sì…sono la tua puttanella…ahhhhh-. Sentivo il sudore colarmi lungo la schiena e imperlare la pelle di entrambi. -ahhh…sì…così…più forte fra… ah non ti fermare, SI- Sto raggiungendo il punto di non ritorno, lo sento. Continuo a pompare dentro di lei a pieno ritmo mentre lei è tornata a baciarmi gemendo e mugolando. -uhmmm…si fra…ahhhh…-. Non ce la facevo più. -sto venendo…ah sì gege sto venendo…- -ahhh…sì…riempimi tutta sì…ahhh- le do ancora qualche colpo secco e vengo. -ahhhh…sììì- Quattro o cinque fiotti di sperma la riempiono mentre stringo la pelle morbida e liscia del suo culetto. Rimaniamo qualche istante immobili ansimanti, travolti dallorgasmo contemporaneo. Lei mi prende delicatamente il viso fra le mani e mi bacia dolcemente. Lentamente faccio scivolare le sue gambe lungo i miei fianchi finchè coi piedi scalzi non tocca terra. Le sue labbra abbandonano le mie e lei mi guarda col suo sguardo da puttanella che mi fa impazzire. Mi fa locchiolino e lentamente si inginocchia davanti a me. Senza distogliere i suoi occhi dai miei afferra il mio membro e comincia a farmi una lenta sega. -sei stato magnifico…-. Io sorrido -ogni suo desiderio un ordine, milady-. Lei ride e accosta le labbra alla mia cappella. Il mio membro un po ammosciato torna a rivivere dentro la sua bocca miracolosa. Con la lingua mi stimola il prepuzio per poi infilarsi in bocca tutto il glande. Sorride mentre sente il mio cazzo ingrossarsi nella sua bocca. Se lo estrae di bocca compiaciuta nel vedere il mio pene di nuovo bello turgido. Si alza in piedi, mi da un bacio e mi dice -sembra che la mia bocca ti piaccia proprio…- -ho sempre detto che hai labbra da pompini…- -lo so- mi sussurra mentre mi afferra il pene -ma ora voglio sentire questo cazzo in mezzo a un altro paio di labbra…-. Si dirige sculettando in cucina e io la seguo. Appoggia le cosce contro il bordo del tavolo mentre io mi avvicino da dietro. Le appoggio le mani sui fianchi e comincio a baciarle il collo. Piano piano risalgo fino allorecchio per poi ridiscendere. Il mio cazzo è alloggiato fra le sue chiappe in piena erezione. Lei capisce. Sposta una sedia e si piega a novanta appoggiandosi con i gomiti sul tavolo aprendo le gambe. Ha sempre adorato darsi sbattere a novanta. Ma dovrà aspettare ancora un po. Mi piego sulle ginocchia e con le mani allargo quelle chiappe sode. Delicatamente bacio la sua passerina. Vado a titillarle il clitoride con un dito unendo un attimo dopo la mia lingua. Sento che comincia ad ans
imare di piacere -uhmmm…sì…AHH SI…- sobbalza quando sente la mia lingua penetrarla. Allunga una mano dietro di sé infilando le dita fra i miei capelli e spingendo ancora di più la mia faccia in mezzo alle sue chiappe. Continuo il mio lavoretto orale per altri cinque minuti facendola bagnare più di quanto già non fosse. Mi alzo in piedi e lei mi implora di scoparla lì su quel tavolo. Nemmeno io resisto più. Mi afferro il cazzo e mi faccio una sega per metterlo in piena forma e accosto il glande alla sua passerina. Allinizio la penetro lentamente. Piazzo le mie mani saldamente sui suoi fianchi e con un colpo solo la penetro completamente. Grida di piacere mentre io comincio a sbattermela a ritmo sostenuto tanto che ad ogni colpo le alzo i talloni da terra. -ahhh…sì fra… non fermarti…sì continuaahhhh….uhmmm sììì-. Stringevo quelle pelle sudata inframezzando ogni tanto qualche schiaffo sul culo che la facevano solo eccitare ancora di più. -si fra… più forte dai… ahhhh sììì più forte…- e io più forte spingevo. Sento che il mio cazzo sta per scoppiare, sono quasi al culmine. Estraggo il cazzo per non venire troppo presto, ansimando, aspettando che lesplosione passi. Stavo per ricominciare ma cambio idea. Voglio guardarla in viso mentre sborro. Prendo la sedia di prima e mi siedo. Lei mi prende il cazzo e se lo punta verso la figa lasciandosi penetrare lentamente. Le nostre labbra si rincorrono mentre lei a comincia a cavalcarmi senza tregua. Stacca le labbra dalle mie gemendo liberamente con gli occhi socchiusi mentre il mio cazzo la penetra. Sento che stavo di nuovo per venire. -piccola sto per venire…mmhhhhh- -vienimi dentro amore, sìììì…riempimi tutta…vienimi dentro amore dai…ahhh- Torna a baciarmi infilandomi la lingua in bocca. Io sono al culmine. -ah sì piccola…sto venendo…ahh sìììììì-. La bacio con tutta la passione che ho in corpo mentre le riempio la passerina di sborra calda. Va in estasi. Lei adora sentirsi riempire del mio sperma bollente. Rimaniamo lì immobili, abbracciati, ansimanti e sudati. I visi a un soffio luno dallaltro. Accosta le labbra alle mie e mi bacia delicatamente. Fissa i suoi occhi nocciola nei miei verdi e mi sussurra -ti amo-.

La milf vicina di casa | Racconto etero di Gianni G.

Mi ero da poco trasferito in un condominio,io e mia madre, e socializzamo sin da subito con una bella e distinta signora vicina di casa..avrà avuto si o no 50 anni ma ben portati davvero capelli rossi e mossi,seno 4 di forma di nazionalita ucraina…ogni volta che veniva a prendere il caffe era sempre vestita scollata e con autoreggenti…e quasi sempre avevo un erezione alla sola vista.

Il Confessionale – Prima Parte | Racconto incesti di Met

Ho letto un sacco di racconti su incesti, veri o presunti tali ed ho cercato di trarne spunto per vedere di conquistare questo tipo di “affetto” da parte di mia madre, una bonona da sballo da farsi in tutte le salse, ma non c’é stato niente da fare, anzi, una volta mi ha anche sbattuto fuori di casa per una battuta di troppo.
E’ stato così che mi sono orientato su altre perversioni. L’idea mi è saltata in mente durante una delle tante peregrinazioni fatte al centro commerciale per aiutare la mamma con le borse della spesa. Uno di questi giorni fui attratto da un negozietto che vendeva roba strana, mi sembra fosse dmail, tra la tanta roba ci fu qualcosa che mi stuzzicò la fantasia: una microcamera. Era davvero microscopica, sembrava un bottone, da qui partivano poi i cavetti a cui bisognava collegare altre apparecchiature video per poter vedere il segnale catturato. Venivano vendute due versioni, una a colori e l’altra in bianco e nero, rispettivamente 99 euro una e 45 l’altra, troppo per le mie tasche del momento, ma abbastanza per farmi venire strane idee. Alla fine comprai, visto che era in offerta ad un prezzo molto basso, un mini registratore a cassette, volevo utilizzarlo per un mio sfizio particolare. Non posso nascondere che il primo uso venutomi in mente per la microcamera era quello di utilizzarla nella stanza di mia madre, ma ormai stavo abbandonando quella pista. Quello che mi prefiggevo di fare, era di nascondere il registratore che avevo comprato in un confessionale ed ascoltare quello che veniva detto dai penitenti al prete… lo so, è una morbosità alquanto opinabile, ma volevo togliermi la curiosità di sapere che cazzo di cose vengono dette in quel posto. Scelsi per comodità la chiesa che si trovava vicino casa e, per un paio di giorni studiai per bene com’era fatto il confessionale, mi confessai io stesso per appurare il posto migliore dove sistemare il registratore. Il posto era situato in una rientranza della chiesa, quasi una nicchia, questo conferiva più privacy per il confessato che si veniva a trovare con le spalle quasi al muro e il confessionale di fronte. Durante la confessione ci si inginocchiava su un supporto molto “puffoso” che non stancava le povere ginocchia e ci si trovava davanti una finestrella con la griglia che il confessore apriva quando ci si voleva a confessare. Notai durante il mio sopralluogo che il parroco non era più quel vecchio bacucco antipatico che avevo conosciuto durante le mie frequentazioni “catechistiche” obbligatorie di qualche anno orsono… era un bel tipetto, per giunta anche simpatico, cosa rara in questo campo. La visita mi fu comunque utile a trovare il punto giusto dove nascondere il registratore. Con una scusa riuscii a carpire il giorno e l’ora in cui c’era la massima affluenza di parrocchiani nel confessionale, in modo da utilizzare quell’arco di tempo per le mie registrazioni. Attesi con impazienza che arrivasse il momento dell’azione e cercai di essere il primo a confessarmi in modo da nascondere subito il marchingegno e non perdermi nulla delle confessioni. Purtroppo fui solo terzo, ma, visto che le prime a confessarsi erano state due vecchiette, non mi preoccupai più di tanto. In serata andai a recuperare il “frutto” della mia idea e mi precipitai nella mia stanza ad ascoltare il nastro, mi sentivo un bambino nell’atto di scartare il suo primo uovo di pasqua e la “sorpresa” come capita spesso, mi lascio l’amaro in bocca. Quattro ore di nastro in lp sprecate, non se ne salvava un solo minuto, alla fine dell’ascolto ero agonizzante…solo confessioni di vecchiette e nonnini senza il minimo interesse. Avevo sbagliato tutto, dovevo aspettarmi che nel massimo “orario di punta” ci fosse lo “zoccolo duro” dei frequentatori. Dovevo trovare il momento giusto in modo da registrare cose più interessanti. Proprio mentre mi apprestavo a cercare di capire come cancellare quelle schifezze, mi accorsi della presenza di un tastino sul registratore che mi ero ripromesso di controllare sulle istruzioni, ma che per la fretta di mettere in atto il mio piano, avevo dimenticato. Sorpresa!!! era proprio ciò di cui avevo bisogno…il pulsante attivava la modalità di registrazione automatica in presenza di suoni, in questo modo potevo lasciare quando volevo il registratore e lui si sarebbe messo in funzione quando necessario. In quel momento bussò mia madre per avvisarmi di scendere a cenare. L’avevo quasi dimenticata, questa mia idea me l’aveva momentaneamente tolta dalla mente, ma come si fa a togliersi un chiodo fisso se poi durante la giornata, almeno due volte al giorno ci dai una martellata e lo infili ancora più dentro. Oggi, poi, era vestita con un abitino nero attillatissimo che esaltava le sue forme in una maniera tale da lasciare poco all’immaginazione. La mega scollatura era il colpo di grazia. Durante la cena aspettavo sempre con ansia un momento in particolare: l’ora della frutta. La mia mammina la sera mangiava sempre una banana e uno yogurt magro bianco e, a seconda di come le girava, le modalità erano diverse: capitava che mangiasse prima una cosa e poi l’altra con ordini casuali, che mettesse lo yogurt in una coppa e ci tagliasse dentro a rondelle il frutto o, la mia preferita, inzuppare la banana e mangiarla. Quando faceva così mi faceva arrapare così tanto da far quasi sollevare il tavolo. Quella sera non saprò mai come avrebbe fatto…nell’atto di aprire lo yogurt, infatti, a causa dell’apertura difettosa, fece troppa forza  e se ne fece cadere un bel po’ nella scollatura. Io naturalmente non persi tempo e come un lampo mi precipitai con il fazzolettino a pulirla, ma appena poggiai la mano me ne ritrovai un’altra stampata sul viso…in uno dei tanti racconti sarebbe finita che il figlioletto avrebbe pulito la mamma con la lingua e lei per sdebitarsi gli avrebbe fatto qualche bel servizietto utilizzando la stessa tecnica…nella mia casa questa si chiama fantascienza.
Il giorno dopo sistemai il registratore con il pulsante del riconoscimento sonoro attivato e sperai in miglior fortuna. Quella sera di quel lunedì mi rimarrà sempre impressa, non ero eccitato come la prima volta perché ci ero rimasto male e non mi aspettavo molto. In effetti all’inizio ero dispiaciuto, la funzione sonora non funzionava tanto bene perché la voce del prete non arrivava abbastanza forte da attivarla e se il penitente parlava sottovoce o aveva delle lunghe pause il registratore si spegneva e quando si riattivava si perdeva l’inizio della frase. Problemi a parte, i discorsi questa volta erano interessanti, per la maggior parte di donne che avevano delle tentazioni, desideri, o sogni un po’ troppo scabrosi per la loro fede e ricercavano l’assoluzione. Ascoltare tutto ciò mi divertiva, ma nulla più, mi sarei aspettato qualcosa di più finché non mi accorsi che a confessarsi era andata anche mia madre…rimasi allibito, fermai la cassetta e cercai di riprendermi dall’emozione. Non me lo sarei mai aspettato, mia madre non era mai andata in chiesa che io sapessi e questo mi lasciava alquanto perplesso e ancora più curioso di sentire cosa aveva da dire.

Lamica di mamma | Racconto trans di Pkpkpoo

Buongiorno a tutti sono Paolo, ho 24 anni e due anni fa i miei si sono separati, da allora vivo con mia madre e in questi ultimi due anni ne son passati di uomini da casa, tutte esperienze più o meno mordi e fuggi anche se da un paio di settimane c’è una donna, si […]

Una cinquantenne incredibile | Racconto etero di Spring96

Franco non riusciva a distogliere lo sguardo da quel culo. Nonostante sua moglie Elena fosse presente in negozio e gironzolasse fra gli scaffali lui dal bancone non toglieva gli occhi da quel paio di pantaloni neri di pelle che fasciavano quelle cosce e quelle chiappe rotonde della signora Carla, cliente saltuaria ma che si faceva sempre notare per un motivo o per un altro. La scorsa settimana, e meno male che Elena non cera, si era presentata con un vestitino leggero e una scollatura che lasciava intravedere la sua quarta abbondante di tette, tette che forse non erano più sode e alte come qualche anno prima ma che facevano sempre la loro figura. Eh sì.. perchè la Carla non era più una ragazzina ma veleggiava quasi sui 50 anni.. portati splendidamente.

La cugina tedesca | Racconto incesti di Anoch98

non sono mai stato molto bravo in tedesco quando ero al liceo, cosi allultimo anno per lesame di maturità i miei genitori visto che ero neo patentato decisero di mandarmi da mio zio in germania per imparare un po di tedesco, non serve dirlo ma lo zio emigrato mi parlava solo italiano diverso invece era mia cugina Giada, mia coetanea nata e cresciuta li e quindi parlava più tedesco rispetto allitaliano. lei una ragazza di 19 anni, alta quanto me, bionda e dal corpo sportivo pur non facendo sport.

La vicina di casa | Racconto etero di Pucci77

La mia vicina di appartamento! Una vera porca. Tempo fa mi son trasferito in una nuova palazzina appena ultimata! Essendo nuova ero il primo ad affittare un appartamento. Dopo circa due mesi mi accorsi che L appartamento di fianco il mio era affittato! Pochi giorni dopo incontrai mentre rincasavo la vicina! Una splendida donna sui 40 anni, minigonna, calze tacchi a spillo, un culo spaventoso tanto era bello e due tette che solo a vederle mi vennero strane idee! Le dissi Buonasera e benvenuta e me ne andai..! Così la incontravo sempre più spesso..! Una sera scesi in lavanderia! Stava lavando i panni e dopo aver discusso per circa 20 minuti , mi chiese una cortesia! In quei 20 minuti mi sarà passato pe la testa almeno 50 volte di scoparmela ! Mi disse se potevo cortesemente salire in casa a prenderle una felpa che voleva mettere nel bucato! Io non osavo ma lei insistette e così feci! Mi diede le chiavi di casa e andai nel suo appartamento! Quando entrai tutto era profumato , mi guardai in giro e incuriosito entrai in camera da letto! Si aprii un mondo… nella sua camera c’era di tutto: vidi dei grossi vibratori,e dei falli di ogni genere, Mi venne durissimo! Stavo sborrando! Presi la felpa e scesi! Lei mi ringrazio e tornai nel mio appartamento! Mi feci una sega pensando al suo culo e alle sue tette stratosferiche! Una quarta ! Il giorno dopo arrivando a casa notai che la sua porta di casa era aperta! Non potei farne a meno! Entrai! Stava sotto la doccia! La spiai dall apertura della porta! Che figa pazzesca! Notai che aveva un vibratore tra le mani e se lo infilava nella figa! Tutto interno! La guardavo godere… sborravo mi boxer! Finché fece un urlo ! Eva avuto un orgasmo la maiala! Tornai nel mio appartamento e mi segai il cazzo! Due giorni dopo capito la medesima cosa! Porta aperta! Entrai e vidi che tre

Scopata con lex | Racconto dominazione di Anonima

Avevo litigato col mio ragazzo perchè è geloso e possessivo, quando in  passato è stato lui a tradirmi me ne ha dette di tutti i colori e mi ha detto di andare via, io sono tornata a casa mia mi sono cambiata, mi sono messa un micro-perizoma rosso ( per festeggiare 😛 ) una mini-jeans a giro coscia calzerotti neri sopra il ginocchio, stivali neri tacco a spillo di ferro, una camicetta bianca senza reggiseno ( io odio il reggi ) con i capelli legati a coda e un lucidalabra fuxia sulle labbra.

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