Vacanze al mare, prima sera | Racconto saffico di Oldfaggot

Io e Luisa tornammo alla spiaggia con ancora.I nostri sessi pregni degli orgasmi avuti dallincontro con Claudia. Entrammo nel mare fresco,con lacqua allaltezza delle spalle, a calmare i bollori.Ma durò poco, a qualche metro da noi arrivò un materassino e distesa sopra cera una ragazza, di colore distesa sulla schiena.Capelli ricci, pelle debano due seni prosperosi e tra le gambe un triangolo di peli ricci. Entrambe la guardammo,era molto attraente,ci spostammo verso i suoi piedi ,teneva le gambe leggermente divaricate, i nostri occhi che miravano tra le cosce. Lapertura era nascosta dalla peluria,ma lei passandoci una mano,involontariamente aprii leggermente le labbra nere, per unistante scorgemmo lapertura della sua vagina,era di un rosa incredibile, in contrasto con il colore scuro delle sue grandi labbra. Credo che contemporaneamente balenò per le nostre menti lo stesso desiderio. Aprire le labbra per vedere ancora meglio questo bocciolo rosa nel nero della sua pelle. Ma non potevamo mica provarci con tutte,già avevamo fatto una conquista eccezionale con la bella Claudia. Luisa prese la mia mano sottacqua e la sbatte contro la sua fica.Pensai volesse che le facessi un ditalino, nel fresco dellacqua marina avvertii qualcosa di caldo sulla mano,ma vedi sta sporcacciona,mi stava pisciando in mano.- Ma Luisa,stai facendo la pipì sulla mia mano – E allora, non mi andava di sprecarla così nel mare – Tolsi la mano,gliela sbattei sulle natiche e le infilai il dito medio nel culo,così a freddo. Credevo che si sarebbe spostata o almeno stingesse le chiappe.No,invece,piegandosi leggermente in avanti favoriva la penetrazione,che fu totale. – Che bella idea,Anna, continua che mi fai godere. Muovendolo allinterno del suo retto la portai allorgasmo,che non mascherò molto,nonostante fossimo in luogo pubblico.-Dai usciamo, finisce male quà – dissi. Tornate sulla spiaggia ci stendemmo al sole.Passamo un paio dore a guardare i presenti,ognuna soffermandosi su cosa lattirava di più.Io ero stata colpita da una tipa non più giovane, attorno ai 45 -50 anni, era mora con i capelli lisci fino alle spalle, qualche ruga sul viso, due seni abbondanti e non molto cadenti per letà, un poco di pancia e una peluria folta che copriva la sua vagina. Mi attraeva ,credo principalmente perchè eravamo coetanee o quasi,mentre Luisa era più giovane di me per non parlare di Claudia,che poteva essere mia figlia. Quando costei si mise su un fianco potei vedere anche le sue natiche rotonde e sbirciando notai che la peluria correva anche tra le natiche. Una donna al naturale,come poche se vedono,ormai la moda impone la scomparsa dei peli.Quando si mise seduta,notai si teneva tutta al naturale,cosa rarissima aveva i peli sotto le ascelle.Fantasticai di fare allamore con costei, finchè Luisa non mi chiamò per rientrare. Tornate al bungalow, ci apprestammo per una bella doccia.Grondavamo di sudore,lo sentivo correre tra le chiappe fino alla fica. Prendemmo un paio dore di relax in attesa della visita a Claudia.Ci presentammo al tramonto del sole, nude ovviamente.Ebbi lidea di portare una bottiglia di vino frizzante. – Claudia ci sei? – domandò Luisa – Sì,venite tesori- rispose con voce calda. Il suo bungalow era identico al nostro,stava preparando la tavola, nuda con un grembiulino da cameriera attorno ai fianchi. – Ohhh,ma bella cameriera – esclamò Luisa. -Grazie – rispose e avvicinatasi alla mia compagnia le diede un leggero bacio sulle labbra – Vieni Anna,uno anche a te – le sue labbra si appoggiarono alle mie.Riprese il suo lavoro – Possiamo aiutarti? – le chiesi – No grazie ho finito. Aveva preparato una cena a base di frutta,dei piatti sui quali cera della frutta mista, principalmente quella estiva,ma su uno cerano alcune banane. Appoggiai la bottiglia sul tavolo ,sedute iniziammo a mangiare la frutta. Quasi subito, Luisa prese un fetta di melone, se la passo sulle labbra della bocca e la portò a quella di Claudia.Con gli occhi socchiusi lentamente ingoiò quanto offerto. Poi fu Claudia che ne prese unaltra, sollevando il grembiule la strofinò tra le labbra della vagina offrendola poi a me. La misi in bocca senza mangiarla subito volevo sentire il gusto del suo sesso. Non era durata molto la cena normale. Luisa, spostò i piatti e si sedette sulla tavola.Presa un albicocca la infilo nella sua fica,tutta dentro.-Chi la vuole? – Dalla alla padrona di casa – dissi io. Spingendo con i muscoli la espulse dalla vagina e la porse a Claudia.La prese in mano,la annusò con profonde inspirazioni e ne addentò una parte.Si vedeva che la stava gustando con piacere e me ne offrii laltra parte.Effettivamente sapeva di fica. Adesso toccava a me, vidi le banane. Presa una, mi misi a carponi sulla seggiola, con la saliva mi umettai lano e provai ad infilarcela dentro.Facevo un pò di fatica,venne in soccorso Luisa,preso il frutto in mano lo spinse dentro per metà,iniziando a muoverlo dentro e fuori. -Fai attenzione a non romperla – disse Claudia. Luisa la estrasse e la portò alle narici,annusandola come un lupo con la preda. Poi la passò a Claudia che si mise a leccare e succhiare la buccia,neanche fosse un cazzo. Ben umida della sua saliva, si mise in ginocchio e sua volta se la infilò nel culo, per intero. Luisa presa un altra la appoggiò alla fica di Claudia e la fece entrare fino in fondo. Claudia stava subendo una doppia penetrazione di banane. Costei già gemeva dal piacere – Ancora, più dentro,è bellissimo – Luisa prese il comando delle due banane muovendole con foga,Claudia si stava dimenando dallorgasmo crescente, finì a pancia in giù sul tavolo.Vendendo quanto accadeva, ero come una cagna in calore, ma le banane era occupate,vidi la bottiglia. La presi,mi strusciai il collo un paio di volta tra le labbra e tenendola per il fondo mi penetrai con questa. Il fresco del vetro mi fece aumentare il piacere. Luisa si girò verso di me,io ero seduta con i talloni appoggiati alla seduta,gambe divaricate e fica piena della bottiglia. – Ma guarda,questa maialina – esclamò – Si sta facendo il nostro frizzantino – Claudia mi guardava a sua volta, aveva ancora la banana dentro la fica – Ohh Anna, che bella idea hai avuto,facciamola provare a Luisa – Sì la voglio anche io. – Luisa distesa sulla tavola con le gambe aperte. Mi sfilai la bottiglia e la diedi a Claudia.A carponi tra le gambe di Luisa incominciava a leccarle la gnocca, colpi di lingua tra le labbra e sul grilletto.La fichetta glabra di Luisa si stava bagnando sempre di più.Claudia si rialzò, prese la bottiglia per il collo.- Ma cosa sta facendo? – pensavo – la vuole infilare per il fondo,ma è troppo largo – Claudia leggendo il mio pensiero mi disse – Lo dovresti sapere Anna, che da quella apertura escono delle piccole creature – Certo- replicai- ma il corpo si prepara a questo – Si ma la bottiglia è più piccola – Luisa interruppe la nostra conversazione – E basta parlare, Claudia infilamela tutta, spaccami la fica – Tenendone il collo con la mano sinistra, appoggiato il fondo sulla fica di Luisa,la copriva totalmente. Con delle piccole rotazioni a destra e sinistra, centimetro dopo centimetro Claudia ci stava riuscendo,Avevo gli occhi fissi sulla fica della mia Luisa, si allargava in maniera impensabile,era quasi a metà. – Ohhh mi stai spaccando tutta,che bello – mugolava.Claudia forzava sempre di più,ad certo momento si fermò. La sento che mi tocca lutero,di più non va – La biondina cominciava a rotearla nei due sensi, il viso di Luisa era trasfigurato dallorgasmo che stava avendo,si contorceva, non parlava solo gemiti sempre più forti.Lentamente Claudia estrasse la bottiglia,la fica di Luisa rimase aperta che si poteva vedere il rosa del canale vaginale. Tutto era nato da una mia idea, temevo che la patatina di Luisa sarebbe rimasta sempre così aperta. Dopo qualche minuto,riprese la sua forma naturale. – Allora,tesori miei brindiamo ? – chiese Claudia – Luisa,ripresasi le rispose – Certo,mia biondina,passami la bottiglia. Questa aveva il vetro tutto impregnato dai suoi fluidi vaginali. Claudia distenditi – le disse Luisa. Lei acconsenti, le gamb
e aperte,la sua fica rosa sormontata dalla riga di pelo color oro in bella vista. Luisa,tolse il tappo,tenendo la bocca della bottiglia chiusa con il dito pollice. La agitò per qualche istante e…. avvicinata alla fica di Claudia,con una mossa fulminea tolse il dito ed infilò il collo di un paio di centimetri dentro Claudia. Il getto di vino frizzante,spinto dal suo gas andò istantaneamente a riempire la vagina di Claudia,Luisa estratta la bottiglia fu investita dal vino che fuoriusciva dalla fica e si riversò sul tavolo. Ero sbalordita,mai visto una cosa del genere. Claudia andò in estasi – Fallo ancora – Anna vieni qua – mi disse Luisa. Tappò la bottiglia con il dito,lagitò pronta a ripetere loperazione. Dai Anna,va con la bocca vicino alla sua patata – Reintrodotta la bottiglia, altro getto dentro Claudia e questa volta il vino espulso dalla fica mi arrivava in bocca,ne bevvi un sorso,il resto mi schizzò in faccia.- Ancora una volta, Luisa – le chiese Claudia,ma purtroppo il vino aveva perso il suo gas,-Non cè più gas,se vuoi te la vuoto nel culo – Sì.sì nel culo – replicò eccitata Claudia. Si mise alla pecorina, Luisa le leccò il buco per lubrificarlo, infilò il collo per tre-quattro centimetri e ne verso il contenuto nellintestino di Claudia.Un clistere di vino frizzante. Mi scoppia la pancia – fu il commento – Resisti un attimo – le disse Luisa la quale mise la bocca vicino al buchino – Vai,spingi come quando caghi – Sparò dal suo ano un primo getto di vino che riempii la bocca di Luisa la quale lo bevve con bramosia.- Aspetta ancora un attimo – le disse Luisa. – Dai Anna,bevi anche te – Feci come Luisa ed anche la mia bocca venne riempita dal vino che sgorgava dalle viscere della piccola depravata. Non mandai giù tutto,ne tenni una parte,mi avvicinai a Claudia facendole segno di aprire la bocca. Dischiuse le labbra e dalla mia bocca feci colare nella sua il rimanente. Saziate e dissetate, ci abbandonammo sul tavolo pieno di vino. Con i corpi e capelli che puzzavano come delle ubriacone, ci scambiammo dei baci a vicenda. Era sera tarda,i primi sbadigli ci consigliarono il riposo. -Buonanotte Claudia,grazie è stata una serata stupenda – disse Luisa – Grazie a voi, non la dimenticherò.Ci vediamo alla spiaggia domani – Sicuro,tesoro – ancora Luisa. Rientrate al nostro numero nove, ci facemmo una doccia,a letto in attesa del secondo giorno di vacanze.

Spompinando lalluce | Racconto feticismo di Timothy4

Debora 26 anni alta 1.65, mora e dai tratti somatici orientali,una bellissima ragazza leggermente in carne, ha sempre amato mostrare le proprie estremità affusolate nelle infradito per far ingelosire il suo amato feticista. Debora con quei bei piedi colorati abbinati ai vestitini che mettevano in risalto le sue gambe toniche riusciva a far guardare in basso un sacco di persone del paese. Suo marito Antonio nonostante questi capricci, da buon complice, ha sempre apprezzato quei suoi bellissimi piedi ambrati dal sole, preso durante le giornate trascorse al mare.

Trasgressioni fratello e sorella | Racconto incesti di Aloberto

tanti anni fa scoprimmo il sesso tra fratello e sorella,quella volta ci sembrò una favola di peccato,ma ci piaceva,approfittavamo di ogni momento assieme da soli per poter fare qualcosa.Poi il tempo ci divise,io via per militare,lei si sposò con uno molto più grande,quasi venti anni di differenza.Pochi mesi fa in una delle mie visite a casa,oramai non più tanto frequenti,eravamo nella sua casa di villeggiatura al mare,ero in camera che mi cambiavo mi accorsi di essere osservato,girandomi vidi mia sorella che mi fissava,fu un attimo ed io le dissi se ricordava quello che facevamo da ragazzi lei rispose che ogni tanto ci pensava ma che oramai erano passati tanti anni,allora io le feci una carezza e mi chinai a darle un bacio sulla guancia che però andò sulle labbra,una scintilla…cominciai ad accarezzarla sulla schiena e sul seno scendendo rapidamente sulla sua figa,lei non si era tirata indietro,cominciò a toccare il mio cazzo diventato duro come il marmo,si chinò ed iniziò a farmi un pompino da favola,io continuavo a farle un ditalino ma ben presto ci trovammo sul letto a sessantanove,riassoporavo mia sorella dopo tanto,venimmo tutti e due contemporaneamente.ma non bastava,dovevo entrare dentro di lei e fu lei che prendendolo lo indirizzò,prima dolcemente ma poi con un impeto travolgente,dentro e fuori su e giù,sembravamo quelli di una volta,ma stavolta ci fu lepilogo,mia sorella si girò con la schiena in su e mi disse che voleva darmi il suo culo,non lo aveva mai dato a nessuno,cominciai a leccarle il buco e piano piano introdussi un dito poi due e poi poggiai la punta del mio cazzo e piano piano mi feci strada fino a metà e poi un colpo solo tutto dentro,ci sembrò interminabile ma godemmo enormemente ambedue felici e soddisfatti,guardandoci negli occhi ci ripromettemmo di rifarlo alla prima occasione utile….il suono del citofono ci ha interrotto,alla prossima

Due sorelle molto complici | Racconto masturbazione di Alpha Master

Salve a tutti. Io mi chiamo Bianca, e sono una ragazza di 22 anni. Ho una sorella, di nome Rosa (si, i nostri genitori avevano poca fantasia a quanto pare) che ne ha 18. Si fa chiamare Rosy, però. Fisicamente ci somigliamo molto, qualche volta nelle foto ci prendono per gemelle. Siamo entrambe bionde, occhi castani, lineamenti regolari. Io porto una terza di reggiseno e mia sorella una seconda. A 22 e 18 anni se non hai problemi e non ti sei lasciata andare col cibo sei sempre uno schianto, e noi non facevamo eccezione. Tutte e due con un bel sedere, e la fortuna di gambe lunghe ereditate dalla mamma.

Un simpatico trio | Racconto saffico di valchiria96

Durante le superiori io, Veronica e Miriam facevamo parte di un terzetto molto unito ed eravamo tra le ragazze più ambite di tutta la scuola. Ovviamente da questo cercavo di trarne il massimo vantaggio, flirtando o giocando con i ragazzi più carini o addirittura qualche prof con i quali era sufficiente mettere un po’ più in mostra le tette per ammorbidirli.

Il mio primo ditalino in pubblico | Racconto masturbazione di ALEX1404

Dopo la bellissima ed eccitantissima esperienza con la mia amica quel pomeriggio, qualcosa dentro di me e´ cambiato. Non avevo piu´ la paura del sesso come mi avevano inculcato fin da piccola, o meglio stavo sempre attenta ovviamente a cio´ che facevo, ma l´essermi masturbata davanti alla mia amica e l´ aver visto lei fare la stessa cosa davanti a me aveva acceso in me una luce nuova, dei nuovi orizzonti di piacere che ritenevo irraggiungibili, delle immagini che mi facevano eccitare sempre di piu´. Continuavo a frequentare il mio ragazzo di allora ma sentivo dentro di me che mi era piaciuta da matti quella parentesi pomeridiana e da allora ogni volta che mi toccavo e mi masturbavo fino all´ orgasmo era quella l´ immagine che avevo davanti agli occhi. Rivedevo le mani della mia amica che entravano sotto il suo slip, ripensavo ai suoi gemiti, ai suoi occhi, alle sua mani che come le mie nello stesso istante si accarezzavano dovunque. E il ricordo del suo urlo liberatorio mentre le sue dita entravano ed uscivano dalla sua fica sempre piu´ bagnate era un qualcosa che ogni giorno mi faceva eccitare, bagnare e che mi costringeva a rintanarmi nella mia camera per raggiungere il mio piacere. E da allora comunque mi eccitava vedere una donna o una ragazza come me presa in un momento di lussuria, e mi bagnavo facilmente ogni qualvolta mi capitava di vedere una coppia a fare sesso anche se con il tempo imparai a capire che mi eccitava vedere una donna eccitarsi. Non temevo di diventare lesbica anche perche´ riuscivo ad eccitarmi anche quando stavo con il mio ragazzo o quando mi capitava di vedere qualche scena dove c´ erano dei ragazzi nudi con I loro cazzi in mano o presi in scene di sesso, ma la cosa che iniziai a capire fu che mi attiravano anche le donne, che mi piaceva vederle eccitate e calde, che mi masturbavo molto di piu´ pensando alla loro fica bagnata come la mia. Quello che mi successe una volta pero´ fu qualcosa di tremendamente eccitante e forte che mi eccita e mi fa bagnare ogni volta che ci ripenso. Ogni giorno per andare a scuola prendo l´ autobus e quella mattina nonostante mi fossi fatta l´ abituale ditalino notturno prima di dormire, mi ero svegliata con una voglia strana, mi ero svegliata con lo slip umido ancora e con il clitoride che mi pulsava. Non avevo ovviamente il tempo di masturbarmi la mattina prima di andare a scuola e cosi´ mi feci una doccia veloce lasciandomi addosso una voglia matta di godere. Scelsi per quel giorno un vestitino corto ed un paio di collant leggeri che coprivano un perizoma bianco e sottile che mi facevano stare bene in quanto leggero e non molto spesso. Mi affrettai alla fermata dell´autobus che avrebbe impiegato poi circa 45 minuti a portarmi a scuola e mentre lo aspettavo mi chiedevo ansiosa cosa avessi sognato di cosi´ eccitante da farmi svegliare con quella voglia addosso e tutta bagnata. Non trovando una risposta adeguata, lasciai scorrere la mia mente ed appena arrivo´presi posto sull´ autobus in una delle file di mezzo accanto al finestrino dove per il momento non c´era nessuno seduto. L´ autobus parti´ ed I miei occhi fuori dal finestrino come ogni giorno seguivano la strada correndo insieme al paesaggio che ci fiancheggiava. Le fermate si susseguivano, altri passeggeri salivano a bordo mentre I miei pensieri vagavano ed I miei occhi seguivano quelle immagini ormai conosciute a memoria. Ad un tratto l´ autobus si fermo´ al segnale rosso di uno di quei semafori che sembra che non finiscano mai e potei vedere con molta tranquillita´ la macchina che si accosto´ all´autobus nella corsia attigua. C´era sopra una signora che avra´ avuto circa 30 anni, molto bella, con I capelli lunghi e scuri che le scivolavano sulle spalle ed una camicetta bianca molto generosa dalla quale potevo intravvedere il bel reggiseno a balconcino nero che sorreggeva un seno non grande ma ben fatto. L´ immagine subito fece fermare I miei pensieri, ed I miei occhi iniziarono a cercare qualsiasi cosa di quella donna che inconscia si stava tranquillamente fumando una sigaretta con il finestrino aperto a meta´ aspettando che il semaforo diventasse verde. I miei occhi seguirono il bordo della sua camicetta aperta e scesero scorgendo che indossava una minigonna di cotone nera dalla quale potevo vedere chiaramente fuoriuscire il bordo di due collant autoreggenti. A quel punto mi soffermai piu´ attentamente a guardare quelle gambe che mi sembravano perfette e ricominciai a sentire caldo tra le mie gambe. Mi sentivo ancora eccitata e molto di piu´ di quanto lo fossi stata appena sveglia. Quella donna a circa due metri dai miei occhi inconsapevole di essere osservata mi stava facendo impazzire dal desiderio. Provai ad accavallare le gambe cercando di capire, se potevo, quanto fossi bagnata e fu qualcosa di incredibile. Poggiando una coscia sull´ altra sentivo che il collant in mezzo alle gambe era bollente e potevo chiaramente sentirmi le pulsazioni del clitoride che cercava di spingersi al di fuori delle mie piccole labbra. Mi stavo eccitando da matti, era bastato il vedere due gambe e dei bordi di due autoreggenti per farmi infradiciare la passerina e rendere il mio perizoma completamente intriso di umori. Mi guardai un po´ intorno e mi accorsi che l´ autobus era quasi pieno adesso anche se nessuno si era seduto nel posto accanto al mio. Riposai I miei occhi su quelle gambe strusciando le mie cosce piu´ forte l´ una all´ altra e stringendole quasi per schiacciarmi le labbra che sentivo gonfie all´ inverosimile. Vedevo quella donna che continuava tranquillamente a fumare quando aspettando ancora il verde improvvisamente si volto´ verso il sedile posteriore per prendere un giornale e quello che vidi mi fece impazzire dal piacere…Le gambe le si divaricarono appena quel tanto che bastava per farmi vedere le sue cosce bianche oltre le autoreggenti ed il colore nero come il reggiseno del suo slip a coprirle la fichetta. Sentii una ondata di calore salirmi dalle cosce che ormai stringevo sempre di piu´, e potevo sentire le labbra della fica gonfie e bagnatissime e sopra di esse il clitoride che si contraeva ad ogni pressione della mia gamba sull´ altra. Sentivo gocce di sudore scendermi dalla fronte ed avvamparmi il viso, ma la voglia di toccarmi era cosi´ forte che senza pensarci piu´di tanto presi la giacca poggiata nel sedile accanto a quello dove stavo seduta e me la misi subito sulle gambe cercando di coprirmi almeno fino all´ altezza delle ginocchia. Rimasi cosi´ con le gambe leggermente aperte cercando di immaginare il profumo di quello slip, di sentire l´ odore di quella fica che in quel momento mi appariva bagnata quanto lo era la mia che a stento riuscivo a tenere socchiusa. Fu un attimo poi la vidi voltarsi nuovamente e l´ immagine di quello slip scomparve lasciandomi solo il bordo delle autoreggenti ma la fichetta ancora piu´ piena dei miei succhi. Poi il semaforo divento´ verde e la vidi ingranare la marcia e scomparire davanti all´ autobus ma la mia fica la sentivo pulsare e contrarsi e non ci volle molto tempo perche´ mi guardassi in giro e lasciassi che la mia mano si infilasse sotto la giacca che copriva le mie cosce. In un attimo passai le mie dita aperte tra le mie cosce e la sensazione che ebbi strusciando il collant appiccicoso sul perizoma fu talmente forte che un brivido mi percorse tutto il corpo. Mi sentivo sporca in quel momento, ero in mezzo ad altre persone (che fortunatamente non sembravano interessate a me), ma mi stavo accarezzando sotto il vestito e ne provavo un immenso piacere. Lasciai che la mano si muovesse piu´ a fondo sotto le mie cosce premendo con la punta delle dita nei punti che sapevo mi avrebbero fatto godere in breve tempo. Rivedevo ancora quelle cosce bianche e quello slip nero e con gli occhi semichiusi guardavo il vuoto al di fuori del finestrino lasciando che le mie dita facessero il resto. Le premevo e le spingevo avanti e indietro sul collant come quasi volessi sfondarlo ed entrarmi dentro la fica ma non avrei potuto farlo e lo sapevo bene e cosi´ mi limitavo ad accarezzarmi con forza premendo sempr
e piu´ forte. Sentivo l´ odore dei miei umori impregnati nel collant giungermi alle narici e questo profumo forte mi mandava in estasi e faceva in modo che mi premessi le dita ancora piu´ forte tra le labbra che potevo sentire gonfie ed ormai quasi aperte. Piano piano cercavo di allargare un po´ di piu´ le gambe senza dare nell´ occhio facendo attenzione a non far spostare la giacca poggiata sulle cosce ma piu´ le divaricavo piu´ la voglia di penetrarmi aumentava…e non potevo farlo. Mi limitavo a muovere il bacino contro le mie dita, a schiaccire il mio clitoride con la punta delle dita, a lasciar scorrere la mano aperta avanti e indietro sul collant sentendo quasi il perizoma completamente immerso dentro la mia fichetta pulsante. Mi sembrava di impazzire, stavo godendo e nessuno se ne stava rendendo conto davanti e dietro di me. Le mie dita circuivano il mio clitoride e lo schiacciavano e scendevano sulla mia fica che ormai sentivo spalancata e mi muovevo leggermente saltando quasi su quel sedile che ormai bruciava sotto di me. Stavo per godere, la voglia di esplodere era tremendamente forte come la voglia di urlare al mondo intero che la mia fica stava per darmi un orgasmo fantastico, ma mi limitavo purtroppo a mordicchiarmi le labbra, a contenere la mia voglia di gemere e di mugolare, a guardare con indifferenza il mondo al di fuori del finestrino. Sentii una vampata di calore salirmi dal basso ventre e con forza e desiderio lasciai che le mie dita si muovessero piu´ velocemente sul collant impiastricciato dei mie umori. Sembrava che fossero passati anni dall´ ultima volta che mi ero masturbata da quanta foga ci mettevo nello spingere le dita avanti e indietro senza sosta schiacciando piu´forte il bottoncino che ormai sentivo duro sul polpastrello delle dita. Non mi fermavo, le onde del piacere erano come delle scariche che mi salivano dalle cosce giungendo al mio cervello che voleva solo il mio orgasmo a quel punto. Le mie dita correvano piu´ veloci adesso sul collant mentre sentivo le gambe che inconsciamente si allargavano coperte dalla giacca. Stavo impazzendo dal piacere nonostante a tratti mi rendevo conto dove fossi e cercassi di trattenermi. Ma ormai era troppo tardi e troppa era la voglia di godere li´ su quel sedile, davanti a tutti, accanto a quella donna che neanche mi aveva vista ma della quale conoscevo la sua biancheria….E spingendo ancora le dita e premendo il perizoma dentro la mia fica stuzzicando il clitoride, mi sentii piegare le gambe e mancare le forze quando un orgasmo impetuoso come un fiume in piena mi raggiunse lasciandomi sconvolta ed ansimante con la mano che satura del mio nettare continuava a scivolare piano rallentando la corsa. Mi sentivo accaldata ma avevo provato un qualcosa di incredibilmente eccitante e mentre le mie dita premevano ancora sulla mia fica sentivo le contrazioni del mio utero che spingevano fuori ogni goccia del mio piacere. Mi stavo rilassando molto lentamente lasciando che la mano ancora aperta scorresse tra le mie cosce e nei minuti successivi iniziai a temere che qualcuno potesse avermi vista ma in fondo non mi importava poi piu´ di tanto, avevo goduto e questa era la cosa importante, mi sentivo si´ un po´ porca nell´ aver compiuto su quel mezzo pubblico un qualcosa che non avrei mai pensato di fare, ma stavo iniziando una nuova vita che mi avrebbe dato sempre maggiori piaceri e soddisfazioni e con il passare del tempo stavo iniziando a capire che qualsiasi posto e qualsiasi situazione era buona per godere e per raggiungere un orgasmo e devo dire che quel ditalino che mi sono fatta su quell´ autobus mi ha tenuto compagnia per molte sere e molti giorni e non posso negare che ogni volta che ci penso sento ancora la mia fica inumidirsi ed il clitoride gonfiarsi dandomi la voglia di farlo ancora e di ripetere quella esperienza che mi fece godere come una matta.

Il mio primo ditalino in pubblico | Racconto masturbazione di ALEX1404

Dopo la bellissima ed eccitantissima esperienza con la mia amica quel pomeriggio, qualcosa dentro di me e´ cambiato. Non avevo piu´ la paura del sesso come mi avevano inculcato fin da piccola, o meglio stavo sempre attenta ovviamente a cio´ che facevo, ma l´essermi masturbata davanti alla mia amica e l´ aver visto lei fare la stessa cosa davanti a me aveva acceso in me una luce nuova, dei nuovi orizzonti di piacere che ritenevo irraggiungibili, delle immagini che mi facevano eccitare sempre di piu´. Continuavo a frequentare il mio ragazzo di allora ma sentivo dentro di me che mi era piaciuta da matti quella parentesi pomeridiana e da allora ogni volta che mi toccavo e mi masturbavo fino all´ orgasmo era quella l´ immagine che avevo davanti agli occhi. Rivedevo le mani della mia amica che entravano sotto il suo slip, ripensavo ai suoi gemiti, ai suoi occhi, alle sua mani che come le mie nello stesso istante si accarezzavano dovunque. E il ricordo del suo urlo liberatorio mentre le sue dita entravano ed uscivano dalla sua fica sempre piu´ bagnate era un qualcosa che ogni giorno mi faceva eccitare, bagnare e che mi costringeva a rintanarmi nella mia camera per raggiungere il mio piacere. E da allora comunque mi eccitava vedere una donna o una ragazza come me presa in un momento di lussuria, e mi bagnavo facilmente ogni qualvolta mi capitava di vedere una coppia a fare sesso anche se con il tempo imparai a capire che mi eccitava vedere una donna eccitarsi. Non temevo di diventare lesbica anche perche´ riuscivo ad eccitarmi anche quando stavo con il mio ragazzo o quando mi capitava di vedere qualche scena dove c´ erano dei ragazzi nudi con I loro cazzi in mano o presi in scene di sesso, ma la cosa che iniziai a capire fu che mi attiravano anche le donne, che mi piaceva vederle eccitate e calde, che mi masturbavo molto di piu´ pensando alla loro fica bagnata come la mia. Quello che mi successe una volta pero´ fu qualcosa di tremendamente eccitante e forte che mi eccita e mi fa bagnare ogni volta che ci ripenso. Ogni giorno per andare a scuola prendo l´ autobus e quella mattina nonostante mi fossi fatta l´ abituale ditalino notturno prima di dormire, mi ero svegliata con una voglia strana, mi ero svegliata con lo slip umido ancora e con il clitoride che mi pulsava. Non avevo ovviamente il tempo di masturbarmi la mattina prima di andare a scuola e cosi´ mi feci una doccia veloce lasciandomi addosso una voglia matta di godere. Scelsi per quel giorno un vestitino corto ed un paio di collant leggeri che coprivano un perizoma bianco e sottile che mi facevano stare bene in quanto leggero e non molto spesso. Mi affrettai alla fermata dell´autobus che avrebbe impiegato poi circa 45 minuti a portarmi a scuola e mentre lo aspettavo mi chiedevo ansiosa cosa avessi sognato di cosi´ eccitante da farmi svegliare con quella voglia addosso e tutta bagnata. Non trovando una risposta adeguata, lasciai scorrere la mia mente ed appena arrivo´presi posto sull´ autobus in una delle file di mezzo accanto al finestrino dove per il momento non c´era nessuno seduto. L´ autobus parti´ ed I miei occhi fuori dal finestrino come ogni giorno seguivano la strada correndo insieme al paesaggio che ci fiancheggiava. Le fermate si susseguivano, altri passeggeri salivano a bordo mentre I miei pensieri vagavano ed I miei occhi seguivano quelle immagini ormai conosciute a memoria. Ad un tratto l´ autobus si fermo´ al segnale rosso di uno di quei semafori che sembra che non finiscano mai e potei vedere con molta tranquillita´ la macchina che si accosto´ all´autobus nella corsia attigua. C´era sopra una signora che avra´ avuto circa 30 anni, molto bella, con I capelli lunghi e scuri che le scivolavano sulle spalle ed una camicetta bianca molto generosa dalla quale potevo intravvedere il bel reggiseno a balconcino nero che sorreggeva un seno non grande ma ben fatto. L´ immagine subito fece fermare I miei pensieri, ed I miei occhi iniziarono a cercare qualsiasi cosa di quella donna che inconscia si stava tranquillamente fumando una sigaretta con il finestrino aperto a meta´ aspettando che il semaforo diventasse verde. I miei occhi seguirono il bordo della sua camicetta aperta e scesero scorgendo che indossava una minigonna di cotone nera dalla quale potevo vedere chiaramente fuoriuscire il bordo di due collant autoreggenti. A quel punto mi soffermai piu´ attentamente a guardare quelle gambe che mi sembravano perfette e ricominciai a sentire caldo tra le mie gambe. Mi sentivo ancora eccitata e molto di piu´ di quanto lo fossi stata appena sveglia. Quella donna a circa due metri dai miei occhi inconsapevole di essere osservata mi stava facendo impazzire dal desiderio. Provai ad accavallare le gambe cercando di capire, se potevo, quanto fossi bagnata e fu qualcosa di incredibile. Poggiando una coscia sull´ altra sentivo che il collant in mezzo alle gambe era bollente e potevo chiaramente sentirmi le pulsazioni del clitoride che cercava di spingersi al di fuori delle mie piccole labbra. Mi stavo eccitando da matti, era bastato il vedere due gambe e dei bordi di due autoreggenti per farmi infradiciare la passerina e rendere il mio perizoma completamente intriso di umori. Mi guardai un po´ intorno e mi accorsi che l´ autobus era quasi pieno adesso anche se nessuno si era seduto nel posto accanto al mio. Riposai I miei occhi su quelle gambe strusciando le mie cosce piu´ forte l´ una all´ altra e stringendole quasi per schiacciarmi le labbra che sentivo gonfie all´ inverosimile. Vedevo quella donna che continuava tranquillamente a fumare quando aspettando ancora il verde improvvisamente si volto´ verso il sedile posteriore per prendere un giornale e quello che vidi mi fece impazzire dal piacere…Le gambe le si divaricarono appena quel tanto che bastava per farmi vedere le sue cosce bianche oltre le autoreggenti ed il colore nero come il reggiseno del suo slip a coprirle la fichetta. Sentii una ondata di calore salirmi dalle cosce che ormai stringevo sempre di piu´, e potevo sentire le labbra della fica gonfie e bagnatissime e sopra di esse il clitoride che si contraeva ad ogni pressione della mia gamba sull´ altra. Sentivo gocce di sudore scendermi dalla fronte ed avvamparmi il viso, ma la voglia di toccarmi era cosi´ forte che senza pensarci piu´di tanto presi la giacca poggiata nel sedile accanto a quello dove stavo seduta e me la misi subito sulle gambe cercando di coprirmi almeno fino all´ altezza delle ginocchia. Rimasi cosi´ con le gambe leggermente aperte cercando di immaginare il profumo di quello slip, di sentire l´ odore di quella fica che in quel momento mi appariva bagnata quanto lo era la mia che a stento riuscivo a tenere socchiusa. Fu un attimo poi la vidi voltarsi nuovamente e l´ immagine di quello slip scomparve lasciandomi solo il bordo delle autoreggenti ma la fichetta ancora piu´ piena dei miei succhi. Poi il semaforo divento´ verde e la vidi ingranare la marcia e scomparire davanti all´ autobus ma la mia fica la sentivo pulsare e contrarsi e non ci volle molto tempo perche´ mi guardassi in giro e lasciassi che la mia mano si infilasse sotto la giacca che copriva le mie cosce. In un attimo passai le mie dita aperte tra le mie cosce e la sensazione che ebbi strusciando il collant appiccicoso sul perizoma fu talmente forte che un brivido mi percorse tutto il corpo. Mi sentivo sporca in quel momento, ero in mezzo ad altre persone (che fortunatamente non sembravano interessate a me), ma mi stavo accarezzando sotto il vestito e ne provavo un immenso piacere. Lasciai che la mano si muovesse piu´ a fondo sotto le mie cosce premendo con la punta delle dita nei punti che sapevo mi avrebbero fatto godere in breve tempo. Rivedevo ancora quelle cosce bianche e quello slip nero e con gli occhi semichiusi guardavo il vuoto al di fuori del finestrino lasciando che le mie dita facessero il resto. Le premevo e le spingevo avanti e indietro sul collant come quasi volessi sfondarlo ed entrarmi dentro la fica ma non avrei potuto farlo e lo sapevo bene e cosi´ mi limitavo ad accarezzarmi con forza premendo sempr
e piu´ forte. Sentivo l´ odore dei miei umori impregnati nel collant giungermi alle narici e questo profumo forte mi mandava in estasi e faceva in modo che mi premessi le dita ancora piu´ forte tra le labbra che potevo sentire gonfie ed ormai quasi aperte. Piano piano cercavo di allargare un po´ di piu´ le gambe senza dare nell´ occhio facendo attenzione a non far spostare la giacca poggiata sulle cosce ma piu´ le divaricavo piu´ la voglia di penetrarmi aumentava…e non potevo farlo. Mi limitavo a muovere il bacino contro le mie dita, a schiaccire il mio clitoride con la punta delle dita, a lasciar scorrere la mano aperta avanti e indietro sul collant sentendo quasi il perizoma completamente immerso dentro la mia fichetta pulsante. Mi sembrava di impazzire, stavo godendo e nessuno se ne stava rendendo conto davanti e dietro di me. Le mie dita circuivano il mio clitoride e lo schiacciavano e scendevano sulla mia fica che ormai sentivo spalancata e mi muovevo leggermente saltando quasi su quel sedile che ormai bruciava sotto di me. Stavo per godere, la voglia di esplodere era tremendamente forte come la voglia di urlare al mondo intero che la mia fica stava per darmi un orgasmo fantastico, ma mi limitavo purtroppo a mordicchiarmi le labbra, a contenere la mia voglia di gemere e di mugolare, a guardare con indifferenza il mondo al di fuori del finestrino. Sentii una vampata di calore salirmi dal basso ventre e con forza e desiderio lasciai che le mie dita si muovessero piu´ velocemente sul collant impiastricciato dei mie umori. Sembrava che fossero passati anni dall´ ultima volta che mi ero masturbata da quanta foga ci mettevo nello spingere le dita avanti e indietro senza sosta schiacciando piu´forte il bottoncino che ormai sentivo duro sul polpastrello delle dita. Non mi fermavo, le onde del piacere erano come delle scariche che mi salivano dalle cosce giungendo al mio cervello che voleva solo il mio orgasmo a quel punto. Le mie dita correvano piu´ veloci adesso sul collant mentre sentivo le gambe che inconsciamente si allargavano coperte dalla giacca. Stavo impazzendo dal piacere nonostante a tratti mi rendevo conto dove fossi e cercassi di trattenermi. Ma ormai era troppo tardi e troppa era la voglia di godere li´ su quel sedile, davanti a tutti, accanto a quella donna che neanche mi aveva vista ma della quale conoscevo la sua biancheria….E spingendo ancora le dita e premendo il perizoma dentro la mia fica stuzzicando il clitoride, mi sentii piegare le gambe e mancare le forze quando un orgasmo impetuoso come un fiume in piena mi raggiunse lasciandomi sconvolta ed ansimante con la mano che satura del mio nettare continuava a scivolare piano rallentando la corsa. Mi sentivo accaldata ma avevo provato un qualcosa di incredibilmente eccitante e mentre le mie dita premevano ancora sulla mia fica sentivo le contrazioni del mio utero che spingevano fuori ogni goccia del mio piacere. Mi stavo rilassando molto lentamente lasciando che la mano ancora aperta scorresse tra le mie cosce e nei minuti successivi iniziai a temere che qualcuno potesse avermi vista ma in fondo non mi importava poi piu´ di tanto, avevo goduto e questa era la cosa importante, mi sentivo si´ un po´ porca nell´ aver compiuto su quel mezzo pubblico un qualcosa che non avrei mai pensato di fare, ma stavo iniziando una nuova vita che mi avrebbe dato sempre maggiori piaceri e soddisfazioni e con il passare del tempo stavo iniziando a capire che qualsiasi posto e qualsiasi situazione era buona per godere e per raggiungere un orgasmo e devo dire che quel ditalino che mi sono fatta su quell´ autobus mi ha tenuto compagnia per molte sere e molti giorni e non posso negare che ogni volta che ci penso sento ancora la mia fica inumidirsi ed il clitoride gonfiarsi dandomi la voglia di farlo ancora e di ripetere quella esperienza che mi fece godere come una matta.

Trasgressioni fratello e sorella | Racconto incesti di Aloberto

tanti anni fa scoprimmo il sesso tra fratello e sorella,quella volta ci sembrò una favola di peccato,ma ci piaceva,approfittavamo di ogni momento assieme da soli per poter fare qualcosa.Poi il tempo ci divise,io via per militare,lei si sposò con uno molto più grande,quasi venti anni di differenza.Pochi mesi fa in una delle mie visite a casa,oramai non più tanto frequenti,eravamo nella sua casa di villeggiatura al mare,ero in camera che mi cambiavo mi accorsi di essere osservato,girandomi vidi mia sorella che mi fissava,fu un attimo ed io le dissi se ricordava quello che facevamo da ragazzi lei rispose che ogni tanto ci pensava ma che oramai erano passati tanti anni,allora io le feci una carezza e mi chinai a darle un bacio sulla guancia che però andò sulle labbra,una scintilla…cominciai ad accarezzarla sulla schiena e sul seno scendendo rapidamente sulla sua figa,lei non si era tirata indietro,cominciò a toccare il mio cazzo diventato duro come il marmo,si chinò ed iniziò a farmi un pompino da favola,io continuavo a farle un ditalino ma ben presto ci trovammo sul letto a sessantanove,riassoporavo mia sorella dopo tanto,venimmo tutti e due contemporaneamente.ma non bastava,dovevo entrare dentro di lei e fu lei che prendendolo lo indirizzò,prima dolcemente ma poi con un impeto travolgente,dentro e fuori su e giù,sembravamo quelli di una volta,ma stavolta ci fu lepilogo,mia sorella si girò con la schiena in su e mi disse che voleva darmi il suo culo,non lo aveva mai dato a nessuno,cominciai a leccarle il buco e piano piano introdussi un dito poi due e poi poggiai la punta del mio cazzo e piano piano mi feci strada fino a metà e poi un colpo solo tutto dentro,ci sembrò interminabile ma godemmo enormemente ambedue felici e soddisfatti,guardandoci negli occhi ci ripromettemmo di rifarlo alla prima occasione utile….il suono del citofono ci ha interrotto,alla prossima

Il mio primo ditalino in pubblico | Racconto masturbazione di ALEX1404

Dopo la bellissima ed eccitantissima esperienza con la mia amica quel pomeriggio, qualcosa dentro di me e´ cambiato. Non avevo piu´ la paura del sesso come mi avevano inculcato fin da piccola, o meglio stavo sempre attenta ovviamente a cio´ che facevo, ma l´essermi masturbata davanti alla mia amica e l´ aver visto lei fare la stessa cosa davanti a me aveva acceso in me una luce nuova, dei nuovi orizzonti di piacere che ritenevo irraggiungibili, delle immagini che mi facevano eccitare sempre di piu´. Continuavo a frequentare il mio ragazzo di allora ma sentivo dentro di me che mi era piaciuta da matti quella parentesi pomeridiana e da allora ogni volta che mi toccavo e mi masturbavo fino all´ orgasmo era quella l´ immagine che avevo davanti agli occhi. Rivedevo le mani della mia amica che entravano sotto il suo slip, ripensavo ai suoi gemiti, ai suoi occhi, alle sua mani che come le mie nello stesso istante si accarezzavano dovunque. E il ricordo del suo urlo liberatorio mentre le sue dita entravano ed uscivano dalla sua fica sempre piu´ bagnate era un qualcosa che ogni giorno mi faceva eccitare, bagnare e che mi costringeva a rintanarmi nella mia camera per raggiungere il mio piacere. E da allora comunque mi eccitava vedere una donna o una ragazza come me presa in un momento di lussuria, e mi bagnavo facilmente ogni qualvolta mi capitava di vedere una coppia a fare sesso anche se con il tempo imparai a capire che mi eccitava vedere una donna eccitarsi. Non temevo di diventare lesbica anche perche´ riuscivo ad eccitarmi anche quando stavo con il mio ragazzo o quando mi capitava di vedere qualche scena dove c´ erano dei ragazzi nudi con I loro cazzi in mano o presi in scene di sesso, ma la cosa che iniziai a capire fu che mi attiravano anche le donne, che mi piaceva vederle eccitate e calde, che mi masturbavo molto di piu´ pensando alla loro fica bagnata come la mia. Quello che mi successe una volta pero´ fu qualcosa di tremendamente eccitante e forte che mi eccita e mi fa bagnare ogni volta che ci ripenso. Ogni giorno per andare a scuola prendo l´ autobus e quella mattina nonostante mi fossi fatta l´ abituale ditalino notturno prima di dormire, mi ero svegliata con una voglia strana, mi ero svegliata con lo slip umido ancora e con il clitoride che mi pulsava. Non avevo ovviamente il tempo di masturbarmi la mattina prima di andare a scuola e cosi´ mi feci una doccia veloce lasciandomi addosso una voglia matta di godere. Scelsi per quel giorno un vestitino corto ed un paio di collant leggeri che coprivano un perizoma bianco e sottile che mi facevano stare bene in quanto leggero e non molto spesso. Mi affrettai alla fermata dell´autobus che avrebbe impiegato poi circa 45 minuti a portarmi a scuola e mentre lo aspettavo mi chiedevo ansiosa cosa avessi sognato di cosi´ eccitante da farmi svegliare con quella voglia addosso e tutta bagnata. Non trovando una risposta adeguata, lasciai scorrere la mia mente ed appena arrivo´presi posto sull´ autobus in una delle file di mezzo accanto al finestrino dove per il momento non c´era nessuno seduto. L´ autobus parti´ ed I miei occhi fuori dal finestrino come ogni giorno seguivano la strada correndo insieme al paesaggio che ci fiancheggiava. Le fermate si susseguivano, altri passeggeri salivano a bordo mentre I miei pensieri vagavano ed I miei occhi seguivano quelle immagini ormai conosciute a memoria. Ad un tratto l´ autobus si fermo´ al segnale rosso di uno di quei semafori che sembra che non finiscano mai e potei vedere con molta tranquillita´ la macchina che si accosto´ all´autobus nella corsia attigua. C´era sopra una signora che avra´ avuto circa 30 anni, molto bella, con I capelli lunghi e scuri che le scivolavano sulle spalle ed una camicetta bianca molto generosa dalla quale potevo intravvedere il bel reggiseno a balconcino nero che sorreggeva un seno non grande ma ben fatto. L´ immagine subito fece fermare I miei pensieri, ed I miei occhi iniziarono a cercare qualsiasi cosa di quella donna che inconscia si stava tranquillamente fumando una sigaretta con il finestrino aperto a meta´ aspettando che il semaforo diventasse verde. I miei occhi seguirono il bordo della sua camicetta aperta e scesero scorgendo che indossava una minigonna di cotone nera dalla quale potevo vedere chiaramente fuoriuscire il bordo di due collant autoreggenti. A quel punto mi soffermai piu´ attentamente a guardare quelle gambe che mi sembravano perfette e ricominciai a sentire caldo tra le mie gambe. Mi sentivo ancora eccitata e molto di piu´ di quanto lo fossi stata appena sveglia. Quella donna a circa due metri dai miei occhi inconsapevole di essere osservata mi stava facendo impazzire dal desiderio. Provai ad accavallare le gambe cercando di capire, se potevo, quanto fossi bagnata e fu qualcosa di incredibile. Poggiando una coscia sull´ altra sentivo che il collant in mezzo alle gambe era bollente e potevo chiaramente sentirmi le pulsazioni del clitoride che cercava di spingersi al di fuori delle mie piccole labbra. Mi stavo eccitando da matti, era bastato il vedere due gambe e dei bordi di due autoreggenti per farmi infradiciare la passerina e rendere il mio perizoma completamente intriso di umori. Mi guardai un po´ intorno e mi accorsi che l´ autobus era quasi pieno adesso anche se nessuno si era seduto nel posto accanto al mio. Riposai I miei occhi su quelle gambe strusciando le mie cosce piu´ forte l´ una all´ altra e stringendole quasi per schiacciarmi le labbra che sentivo gonfie all´ inverosimile. Vedevo quella donna che continuava tranquillamente a fumare quando aspettando ancora il verde improvvisamente si volto´ verso il sedile posteriore per prendere un giornale e quello che vidi mi fece impazzire dal piacere…Le gambe le si divaricarono appena quel tanto che bastava per farmi vedere le sue cosce bianche oltre le autoreggenti ed il colore nero come il reggiseno del suo slip a coprirle la fichetta. Sentii una ondata di calore salirmi dalle cosce che ormai stringevo sempre di piu´, e potevo sentire le labbra della fica gonfie e bagnatissime e sopra di esse il clitoride che si contraeva ad ogni pressione della mia gamba sull´ altra. Sentivo gocce di sudore scendermi dalla fronte ed avvamparmi il viso, ma la voglia di toccarmi era cosi´ forte che senza pensarci piu´di tanto presi la giacca poggiata nel sedile accanto a quello dove stavo seduta e me la misi subito sulle gambe cercando di coprirmi almeno fino all´ altezza delle ginocchia. Rimasi cosi´ con le gambe leggermente aperte cercando di immaginare il profumo di quello slip, di sentire l´ odore di quella fica che in quel momento mi appariva bagnata quanto lo era la mia che a stento riuscivo a tenere socchiusa. Fu un attimo poi la vidi voltarsi nuovamente e l´ immagine di quello slip scomparve lasciandomi solo il bordo delle autoreggenti ma la fichetta ancora piu´ piena dei miei succhi. Poi il semaforo divento´ verde e la vidi ingranare la marcia e scomparire davanti all´ autobus ma la mia fica la sentivo pulsare e contrarsi e non ci volle molto tempo perche´ mi guardassi in giro e lasciassi che la mia mano si infilasse sotto la giacca che copriva le mie cosce. In un attimo passai le mie dita aperte tra le mie cosce e la sensazione che ebbi strusciando il collant appiccicoso sul perizoma fu talmente forte che un brivido mi percorse tutto il corpo. Mi sentivo sporca in quel momento, ero in mezzo ad altre persone (che fortunatamente non sembravano interessate a me), ma mi stavo accarezzando sotto il vestito e ne provavo un immenso piacere. Lasciai che la mano si muovesse piu´ a fondo sotto le mie cosce premendo con la punta delle dita nei punti che sapevo mi avrebbero fatto godere in breve tempo. Rivedevo ancora quelle cosce bianche e quello slip nero e con gli occhi semichiusi guardavo il vuoto al di fuori del finestrino lasciando che le mie dita facessero il resto. Le premevo e le spingevo avanti e indietro sul collant come quasi volessi sfondarlo ed entrarmi dentro la fica ma non avrei potuto farlo e lo sapevo bene e cosi´ mi limitavo ad accarezzarmi con forza premendo sempr
e piu´ forte. Sentivo l´ odore dei miei umori impregnati nel collant giungermi alle narici e questo profumo forte mi mandava in estasi e faceva in modo che mi premessi le dita ancora piu´ forte tra le labbra che potevo sentire gonfie ed ormai quasi aperte. Piano piano cercavo di allargare un po´ di piu´ le gambe senza dare nell´ occhio facendo attenzione a non far spostare la giacca poggiata sulle cosce ma piu´ le divaricavo piu´ la voglia di penetrarmi aumentava…e non potevo farlo. Mi limitavo a muovere il bacino contro le mie dita, a schiaccire il mio clitoride con la punta delle dita, a lasciar scorrere la mano aperta avanti e indietro sul collant sentendo quasi il perizoma completamente immerso dentro la mia fichetta pulsante. Mi sembrava di impazzire, stavo godendo e nessuno se ne stava rendendo conto davanti e dietro di me. Le mie dita circuivano il mio clitoride e lo schiacciavano e scendevano sulla mia fica che ormai sentivo spalancata e mi muovevo leggermente saltando quasi su quel sedile che ormai bruciava sotto di me. Stavo per godere, la voglia di esplodere era tremendamente forte come la voglia di urlare al mondo intero che la mia fica stava per darmi un orgasmo fantastico, ma mi limitavo purtroppo a mordicchiarmi le labbra, a contenere la mia voglia di gemere e di mugolare, a guardare con indifferenza il mondo al di fuori del finestrino. Sentii una vampata di calore salirmi dal basso ventre e con forza e desiderio lasciai che le mie dita si muovessero piu´ velocemente sul collant impiastricciato dei mie umori. Sembrava che fossero passati anni dall´ ultima volta che mi ero masturbata da quanta foga ci mettevo nello spingere le dita avanti e indietro senza sosta schiacciando piu´forte il bottoncino che ormai sentivo duro sul polpastrello delle dita. Non mi fermavo, le onde del piacere erano come delle scariche che mi salivano dalle cosce giungendo al mio cervello che voleva solo il mio orgasmo a quel punto. Le mie dita correvano piu´ veloci adesso sul collant mentre sentivo le gambe che inconsciamente si allargavano coperte dalla giacca. Stavo impazzendo dal piacere nonostante a tratti mi rendevo conto dove fossi e cercassi di trattenermi. Ma ormai era troppo tardi e troppa era la voglia di godere li´ su quel sedile, davanti a tutti, accanto a quella donna che neanche mi aveva vista ma della quale conoscevo la sua biancheria….E spingendo ancora le dita e premendo il perizoma dentro la mia fica stuzzicando il clitoride, mi sentii piegare le gambe e mancare le forze quando un orgasmo impetuoso come un fiume in piena mi raggiunse lasciandomi sconvolta ed ansimante con la mano che satura del mio nettare continuava a scivolare piano rallentando la corsa. Mi sentivo accaldata ma avevo provato un qualcosa di incredibilmente eccitante e mentre le mie dita premevano ancora sulla mia fica sentivo le contrazioni del mio utero che spingevano fuori ogni goccia del mio piacere. Mi stavo rilassando molto lentamente lasciando che la mano ancora aperta scorresse tra le mie cosce e nei minuti successivi iniziai a temere che qualcuno potesse avermi vista ma in fondo non mi importava poi piu´ di tanto, avevo goduto e questa era la cosa importante, mi sentivo si´ un po´ porca nell´ aver compiuto su quel mezzo pubblico un qualcosa che non avrei mai pensato di fare, ma stavo iniziando una nuova vita che mi avrebbe dato sempre maggiori piaceri e soddisfazioni e con il passare del tempo stavo iniziando a capire che qualsiasi posto e qualsiasi situazione era buona per godere e per raggiungere un orgasmo e devo dire che quel ditalino che mi sono fatta su quell´ autobus mi ha tenuto compagnia per molte sere e molti giorni e non posso negare che ogni volta che ci penso sento ancora la mia fica inumidirsi ed il clitoride gonfiarsi dandomi la voglia di farlo ancora e di ripetere quella esperienza che mi fece godere come una matta.

Il mio primo ditalino in pubblico | Racconto masturbazione di ALEX1404

Dopo la bellissima ed eccitantissima esperienza con la mia amica quel pomeriggio, qualcosa dentro di me e´ cambiato. Non avevo piu´ la paura del sesso come mi avevano inculcato fin da piccola, o meglio stavo sempre attenta ovviamente a cio´ che facevo, ma l´essermi masturbata davanti alla mia amica e l´ aver visto lei fare la stessa cosa davanti a me aveva acceso in me una luce nuova, dei nuovi orizzonti di piacere che ritenevo irraggiungibili, delle immagini che mi facevano eccitare sempre di piu´. Continuavo a frequentare il mio ragazzo di allora ma sentivo dentro di me che mi era piaciuta da matti quella parentesi pomeridiana e da allora ogni volta che mi toccavo e mi masturbavo fino all´ orgasmo era quella l´ immagine che avevo davanti agli occhi. Rivedevo le mani della mia amica che entravano sotto il suo slip, ripensavo ai suoi gemiti, ai suoi occhi, alle sua mani che come le mie nello stesso istante si accarezzavano dovunque. E il ricordo del suo urlo liberatorio mentre le sue dita entravano ed uscivano dalla sua fica sempre piu´ bagnate era un qualcosa che ogni giorno mi faceva eccitare, bagnare e che mi costringeva a rintanarmi nella mia camera per raggiungere il mio piacere. E da allora comunque mi eccitava vedere una donna o una ragazza come me presa in un momento di lussuria, e mi bagnavo facilmente ogni qualvolta mi capitava di vedere una coppia a fare sesso anche se con il tempo imparai a capire che mi eccitava vedere una donna eccitarsi. Non temevo di diventare lesbica anche perche´ riuscivo ad eccitarmi anche quando stavo con il mio ragazzo o quando mi capitava di vedere qualche scena dove c´ erano dei ragazzi nudi con I loro cazzi in mano o presi in scene di sesso, ma la cosa che iniziai a capire fu che mi attiravano anche le donne, che mi piaceva vederle eccitate e calde, che mi masturbavo molto di piu´ pensando alla loro fica bagnata come la mia. Quello che mi successe una volta pero´ fu qualcosa di tremendamente eccitante e forte che mi eccita e mi fa bagnare ogni volta che ci ripenso. Ogni giorno per andare a scuola prendo l´ autobus e quella mattina nonostante mi fossi fatta l´ abituale ditalino notturno prima di dormire, mi ero svegliata con una voglia strana, mi ero svegliata con lo slip umido ancora e con il clitoride che mi pulsava. Non avevo ovviamente il tempo di masturbarmi la mattina prima di andare a scuola e cosi´ mi feci una doccia veloce lasciandomi addosso una voglia matta di godere. Scelsi per quel giorno un vestitino corto ed un paio di collant leggeri che coprivano un perizoma bianco e sottile che mi facevano stare bene in quanto leggero e non molto spesso. Mi affrettai alla fermata dell´autobus che avrebbe impiegato poi circa 45 minuti a portarmi a scuola e mentre lo aspettavo mi chiedevo ansiosa cosa avessi sognato di cosi´ eccitante da farmi svegliare con quella voglia addosso e tutta bagnata. Non trovando una risposta adeguata, lasciai scorrere la mia mente ed appena arrivo´presi posto sull´ autobus in una delle file di mezzo accanto al finestrino dove per il momento non c´era nessuno seduto. L´ autobus parti´ ed I miei occhi fuori dal finestrino come ogni giorno seguivano la strada correndo insieme al paesaggio che ci fiancheggiava. Le fermate si susseguivano, altri passeggeri salivano a bordo mentre I miei pensieri vagavano ed I miei occhi seguivano quelle immagini ormai conosciute a memoria. Ad un tratto l´ autobus si fermo´ al segnale rosso di uno di quei semafori che sembra che non finiscano mai e potei vedere con molta tranquillita´ la macchina che si accosto´ all´autobus nella corsia attigua. C´era sopra una signora che avra´ avuto circa 30 anni, molto bella, con I capelli lunghi e scuri che le scivolavano sulle spalle ed una camicetta bianca molto generosa dalla quale potevo intravvedere il bel reggiseno a balconcino nero che sorreggeva un seno non grande ma ben fatto. L´ immagine subito fece fermare I miei pensieri, ed I miei occhi iniziarono a cercare qualsiasi cosa di quella donna che inconscia si stava tranquillamente fumando una sigaretta con il finestrino aperto a meta´ aspettando che il semaforo diventasse verde. I miei occhi seguirono il bordo della sua camicetta aperta e scesero scorgendo che indossava una minigonna di cotone nera dalla quale potevo vedere chiaramente fuoriuscire il bordo di due collant autoreggenti. A quel punto mi soffermai piu´ attentamente a guardare quelle gambe che mi sembravano perfette e ricominciai a sentire caldo tra le mie gambe. Mi sentivo ancora eccitata e molto di piu´ di quanto lo fossi stata appena sveglia. Quella donna a circa due metri dai miei occhi inconsapevole di essere osservata mi stava facendo impazzire dal desiderio. Provai ad accavallare le gambe cercando di capire, se potevo, quanto fossi bagnata e fu qualcosa di incredibile. Poggiando una coscia sull´ altra sentivo che il collant in mezzo alle gambe era bollente e potevo chiaramente sentirmi le pulsazioni del clitoride che cercava di spingersi al di fuori delle mie piccole labbra. Mi stavo eccitando da matti, era bastato il vedere due gambe e dei bordi di due autoreggenti per farmi infradiciare la passerina e rendere il mio perizoma completamente intriso di umori. Mi guardai un po´ intorno e mi accorsi che l´ autobus era quasi pieno adesso anche se nessuno si era seduto nel posto accanto al mio. Riposai I miei occhi su quelle gambe strusciando le mie cosce piu´ forte l´ una all´ altra e stringendole quasi per schiacciarmi le labbra che sentivo gonfie all´ inverosimile. Vedevo quella donna che continuava tranquillamente a fumare quando aspettando ancora il verde improvvisamente si volto´ verso il sedile posteriore per prendere un giornale e quello che vidi mi fece impazzire dal piacere…Le gambe le si divaricarono appena quel tanto che bastava per farmi vedere le sue cosce bianche oltre le autoreggenti ed il colore nero come il reggiseno del suo slip a coprirle la fichetta. Sentii una ondata di calore salirmi dalle cosce che ormai stringevo sempre di piu´, e potevo sentire le labbra della fica gonfie e bagnatissime e sopra di esse il clitoride che si contraeva ad ogni pressione della mia gamba sull´ altra. Sentivo gocce di sudore scendermi dalla fronte ed avvamparmi il viso, ma la voglia di toccarmi era cosi´ forte che senza pensarci piu´di tanto presi la giacca poggiata nel sedile accanto a quello dove stavo seduta e me la misi subito sulle gambe cercando di coprirmi almeno fino all´ altezza delle ginocchia. Rimasi cosi´ con le gambe leggermente aperte cercando di immaginare il profumo di quello slip, di sentire l´ odore di quella fica che in quel momento mi appariva bagnata quanto lo era la mia che a stento riuscivo a tenere socchiusa. Fu un attimo poi la vidi voltarsi nuovamente e l´ immagine di quello slip scomparve lasciandomi solo il bordo delle autoreggenti ma la fichetta ancora piu´ piena dei miei succhi. Poi il semaforo divento´ verde e la vidi ingranare la marcia e scomparire davanti all´ autobus ma la mia fica la sentivo pulsare e contrarsi e non ci volle molto tempo perche´ mi guardassi in giro e lasciassi che la mia mano si infilasse sotto la giacca che copriva le mie cosce. In un attimo passai le mie dita aperte tra le mie cosce e la sensazione che ebbi strusciando il collant appiccicoso sul perizoma fu talmente forte che un brivido mi percorse tutto il corpo. Mi sentivo sporca in quel momento, ero in mezzo ad altre persone (che fortunatamente non sembravano interessate a me), ma mi stavo accarezzando sotto il vestito e ne provavo un immenso piacere. Lasciai che la mano si muovesse piu´ a fondo sotto le mie cosce premendo con la punta delle dita nei punti che sapevo mi avrebbero fatto godere in breve tempo. Rivedevo ancora quelle cosce bianche e quello slip nero e con gli occhi semichiusi guardavo il vuoto al di fuori del finestrino lasciando che le mie dita facessero il resto. Le premevo e le spingevo avanti e indietro sul collant come quasi volessi sfondarlo ed entrarmi dentro la fica ma non avrei potuto farlo e lo sapevo bene e cosi´ mi limitavo ad accarezzarmi con forza premendo sempr
e piu´ forte. Sentivo l´ odore dei miei umori impregnati nel collant giungermi alle narici e questo profumo forte mi mandava in estasi e faceva in modo che mi premessi le dita ancora piu´ forte tra le labbra che potevo sentire gonfie ed ormai quasi aperte. Piano piano cercavo di allargare un po´ di piu´ le gambe senza dare nell´ occhio facendo attenzione a non far spostare la giacca poggiata sulle cosce ma piu´ le divaricavo piu´ la voglia di penetrarmi aumentava…e non potevo farlo. Mi limitavo a muovere il bacino contro le mie dita, a schiaccire il mio clitoride con la punta delle dita, a lasciar scorrere la mano aperta avanti e indietro sul collant sentendo quasi il perizoma completamente immerso dentro la mia fichetta pulsante. Mi sembrava di impazzire, stavo godendo e nessuno se ne stava rendendo conto davanti e dietro di me. Le mie dita circuivano il mio clitoride e lo schiacciavano e scendevano sulla mia fica che ormai sentivo spalancata e mi muovevo leggermente saltando quasi su quel sedile che ormai bruciava sotto di me. Stavo per godere, la voglia di esplodere era tremendamente forte come la voglia di urlare al mondo intero che la mia fica stava per darmi un orgasmo fantastico, ma mi limitavo purtroppo a mordicchiarmi le labbra, a contenere la mia voglia di gemere e di mugolare, a guardare con indifferenza il mondo al di fuori del finestrino. Sentii una vampata di calore salirmi dal basso ventre e con forza e desiderio lasciai che le mie dita si muovessero piu´ velocemente sul collant impiastricciato dei mie umori. Sembrava che fossero passati anni dall´ ultima volta che mi ero masturbata da quanta foga ci mettevo nello spingere le dita avanti e indietro senza sosta schiacciando piu´forte il bottoncino che ormai sentivo duro sul polpastrello delle dita. Non mi fermavo, le onde del piacere erano come delle scariche che mi salivano dalle cosce giungendo al mio cervello che voleva solo il mio orgasmo a quel punto. Le mie dita correvano piu´ veloci adesso sul collant mentre sentivo le gambe che inconsciamente si allargavano coperte dalla giacca. Stavo impazzendo dal piacere nonostante a tratti mi rendevo conto dove fossi e cercassi di trattenermi. Ma ormai era troppo tardi e troppa era la voglia di godere li´ su quel sedile, davanti a tutti, accanto a quella donna che neanche mi aveva vista ma della quale conoscevo la sua biancheria….E spingendo ancora le dita e premendo il perizoma dentro la mia fica stuzzicando il clitoride, mi sentii piegare le gambe e mancare le forze quando un orgasmo impetuoso come un fiume in piena mi raggiunse lasciandomi sconvolta ed ansimante con la mano che satura del mio nettare continuava a scivolare piano rallentando la corsa. Mi sentivo accaldata ma avevo provato un qualcosa di incredibilmente eccitante e mentre le mie dita premevano ancora sulla mia fica sentivo le contrazioni del mio utero che spingevano fuori ogni goccia del mio piacere. Mi stavo rilassando molto lentamente lasciando che la mano ancora aperta scorresse tra le mie cosce e nei minuti successivi iniziai a temere che qualcuno potesse avermi vista ma in fondo non mi importava poi piu´ di tanto, avevo goduto e questa era la cosa importante, mi sentivo si´ un po´ porca nell´ aver compiuto su quel mezzo pubblico un qualcosa che non avrei mai pensato di fare, ma stavo iniziando una nuova vita che mi avrebbe dato sempre maggiori piaceri e soddisfazioni e con il passare del tempo stavo iniziando a capire che qualsiasi posto e qualsiasi situazione era buona per godere e per raggiungere un orgasmo e devo dire che quel ditalino che mi sono fatta su quell´ autobus mi ha tenuto compagnia per molte sere e molti giorni e non posso negare che ogni volta che ci penso sento ancora la mia fica inumidirsi ed il clitoride gonfiarsi dandomi la voglia di farlo ancora e di ripetere quella esperienza che mi fece godere come una matta.

Il mio primo ditalino in pubblico | Racconto masturbazione di ALEX1404

Dopo la bellissima ed eccitantissima esperienza con la mia amica quel pomeriggio, qualcosa dentro di me e´ cambiato. Non avevo piu´ la paura del sesso come mi avevano inculcato fin da piccola, o meglio stavo sempre attenta ovviamente a cio´ che facevo, ma l´essermi masturbata davanti alla mia amica e l´ aver visto lei fare la stessa cosa davanti a me aveva acceso in me una luce nuova, dei nuovi orizzonti di piacere che ritenevo irraggiungibili, delle immagini che mi facevano eccitare sempre di piu´. Continuavo a frequentare il mio ragazzo di allora ma sentivo dentro di me che mi era piaciuta da matti quella parentesi pomeridiana e da allora ogni volta che mi toccavo e mi masturbavo fino all´ orgasmo era quella l´ immagine che avevo davanti agli occhi. Rivedevo le mani della mia amica che entravano sotto il suo slip, ripensavo ai suoi gemiti, ai suoi occhi, alle sua mani che come le mie nello stesso istante si accarezzavano dovunque. E il ricordo del suo urlo liberatorio mentre le sue dita entravano ed uscivano dalla sua fica sempre piu´ bagnate era un qualcosa che ogni giorno mi faceva eccitare, bagnare e che mi costringeva a rintanarmi nella mia camera per raggiungere il mio piacere. E da allora comunque mi eccitava vedere una donna o una ragazza come me presa in un momento di lussuria, e mi bagnavo facilmente ogni qualvolta mi capitava di vedere una coppia a fare sesso anche se con il tempo imparai a capire che mi eccitava vedere una donna eccitarsi. Non temevo di diventare lesbica anche perche´ riuscivo ad eccitarmi anche quando stavo con il mio ragazzo o quando mi capitava di vedere qualche scena dove c´ erano dei ragazzi nudi con I loro cazzi in mano o presi in scene di sesso, ma la cosa che iniziai a capire fu che mi attiravano anche le donne, che mi piaceva vederle eccitate e calde, che mi masturbavo molto di piu´ pensando alla loro fica bagnata come la mia. Quello che mi successe una volta pero´ fu qualcosa di tremendamente eccitante e forte che mi eccita e mi fa bagnare ogni volta che ci ripenso. Ogni giorno per andare a scuola prendo l´ autobus e quella mattina nonostante mi fossi fatta l´ abituale ditalino notturno prima di dormire, mi ero svegliata con una voglia strana, mi ero svegliata con lo slip umido ancora e con il clitoride che mi pulsava. Non avevo ovviamente il tempo di masturbarmi la mattina prima di andare a scuola e cosi´ mi feci una doccia veloce lasciandomi addosso una voglia matta di godere. Scelsi per quel giorno un vestitino corto ed un paio di collant leggeri che coprivano un perizoma bianco e sottile che mi facevano stare bene in quanto leggero e non molto spesso. Mi affrettai alla fermata dell´autobus che avrebbe impiegato poi circa 45 minuti a portarmi a scuola e mentre lo aspettavo mi chiedevo ansiosa cosa avessi sognato di cosi´ eccitante da farmi svegliare con quella voglia addosso e tutta bagnata. Non trovando una risposta adeguata, lasciai scorrere la mia mente ed appena arrivo´presi posto sull´ autobus in una delle file di mezzo accanto al finestrino dove per il momento non c´era nessuno seduto. L´ autobus parti´ ed I miei occhi fuori dal finestrino come ogni giorno seguivano la strada correndo insieme al paesaggio che ci fiancheggiava. Le fermate si susseguivano, altri passeggeri salivano a bordo mentre I miei pensieri vagavano ed I miei occhi seguivano quelle immagini ormai conosciute a memoria. Ad un tratto l´ autobus si fermo´ al segnale rosso di uno di quei semafori che sembra che non finiscano mai e potei vedere con molta tranquillita´ la macchina che si accosto´ all´autobus nella corsia attigua. C´era sopra una signora che avra´ avuto circa 30 anni, molto bella, con I capelli lunghi e scuri che le scivolavano sulle spalle ed una camicetta bianca molto generosa dalla quale potevo intravvedere il bel reggiseno a balconcino nero che sorreggeva un seno non grande ma ben fatto. L´ immagine subito fece fermare I miei pensieri, ed I miei occhi iniziarono a cercare qualsiasi cosa di quella donna che inconscia si stava tranquillamente fumando una sigaretta con il finestrino aperto a meta´ aspettando che il semaforo diventasse verde. I miei occhi seguirono il bordo della sua camicetta aperta e scesero scorgendo che indossava una minigonna di cotone nera dalla quale potevo vedere chiaramente fuoriuscire il bordo di due collant autoreggenti. A quel punto mi soffermai piu´ attentamente a guardare quelle gambe che mi sembravano perfette e ricominciai a sentire caldo tra le mie gambe. Mi sentivo ancora eccitata e molto di piu´ di quanto lo fossi stata appena sveglia. Quella donna a circa due metri dai miei occhi inconsapevole di essere osservata mi stava facendo impazzire dal desiderio. Provai ad accavallare le gambe cercando di capire, se potevo, quanto fossi bagnata e fu qualcosa di incredibile. Poggiando una coscia sull´ altra sentivo che il collant in mezzo alle gambe era bollente e potevo chiaramente sentirmi le pulsazioni del clitoride che cercava di spingersi al di fuori delle mie piccole labbra. Mi stavo eccitando da matti, era bastato il vedere due gambe e dei bordi di due autoreggenti per farmi infradiciare la passerina e rendere il mio perizoma completamente intriso di umori. Mi guardai un po´ intorno e mi accorsi che l´ autobus era quasi pieno adesso anche se nessuno si era seduto nel posto accanto al mio. Riposai I miei occhi su quelle gambe strusciando le mie cosce piu´ forte l´ una all´ altra e stringendole quasi per schiacciarmi le labbra che sentivo gonfie all´ inverosimile. Vedevo quella donna che continuava tranquillamente a fumare quando aspettando ancora il verde improvvisamente si volto´ verso il sedile posteriore per prendere un giornale e quello che vidi mi fece impazzire dal piacere…Le gambe le si divaricarono appena quel tanto che bastava per farmi vedere le sue cosce bianche oltre le autoreggenti ed il colore nero come il reggiseno del suo slip a coprirle la fichetta. Sentii una ondata di calore salirmi dalle cosce che ormai stringevo sempre di piu´, e potevo sentire le labbra della fica gonfie e bagnatissime e sopra di esse il clitoride che si contraeva ad ogni pressione della mia gamba sull´ altra. Sentivo gocce di sudore scendermi dalla fronte ed avvamparmi il viso, ma la voglia di toccarmi era cosi´ forte che senza pensarci piu´di tanto presi la giacca poggiata nel sedile accanto a quello dove stavo seduta e me la misi subito sulle gambe cercando di coprirmi almeno fino all´ altezza delle ginocchia. Rimasi cosi´ con le gambe leggermente aperte cercando di immaginare il profumo di quello slip, di sentire l´ odore di quella fica che in quel momento mi appariva bagnata quanto lo era la mia che a stento riuscivo a tenere socchiusa. Fu un attimo poi la vidi voltarsi nuovamente e l´ immagine di quello slip scomparve lasciandomi solo il bordo delle autoreggenti ma la fichetta ancora piu´ piena dei miei succhi. Poi il semaforo divento´ verde e la vidi ingranare la marcia e scomparire davanti all´ autobus ma la mia fica la sentivo pulsare e contrarsi e non ci volle molto tempo perche´ mi guardassi in giro e lasciassi che la mia mano si infilasse sotto la giacca che copriva le mie cosce. In un attimo passai le mie dita aperte tra le mie cosce e la sensazione che ebbi strusciando il collant appiccicoso sul perizoma fu talmente forte che un brivido mi percorse tutto il corpo. Mi sentivo sporca in quel momento, ero in mezzo ad altre persone (che fortunatamente non sembravano interessate a me), ma mi stavo accarezzando sotto il vestito e ne provavo un immenso piacere. Lasciai che la mano si muovesse piu´ a fondo sotto le mie cosce premendo con la punta delle dita nei punti che sapevo mi avrebbero fatto godere in breve tempo. Rivedevo ancora quelle cosce bianche e quello slip nero e con gli occhi semichiusi guardavo il vuoto al di fuori del finestrino lasciando che le mie dita facessero il resto. Le premevo e le spingevo avanti e indietro sul collant come quasi volessi sfondarlo ed entrarmi dentro la fica ma non avrei potuto farlo e lo sapevo bene e cosi´ mi limitavo ad accarezzarmi con forza premendo sempr
e piu´ forte. Sentivo l´ odore dei miei umori impregnati nel collant giungermi alle narici e questo profumo forte mi mandava in estasi e faceva in modo che mi premessi le dita ancora piu´ forte tra le labbra che potevo sentire gonfie ed ormai quasi aperte. Piano piano cercavo di allargare un po´ di piu´ le gambe senza dare nell´ occhio facendo attenzione a non far spostare la giacca poggiata sulle cosce ma piu´ le divaricavo piu´ la voglia di penetrarmi aumentava…e non potevo farlo. Mi limitavo a muovere il bacino contro le mie dita, a schiaccire il mio clitoride con la punta delle dita, a lasciar scorrere la mano aperta avanti e indietro sul collant sentendo quasi il perizoma completamente immerso dentro la mia fichetta pulsante. Mi sembrava di impazzire, stavo godendo e nessuno se ne stava rendendo conto davanti e dietro di me. Le mie dita circuivano il mio clitoride e lo schiacciavano e scendevano sulla mia fica che ormai sentivo spalancata e mi muovevo leggermente saltando quasi su quel sedile che ormai bruciava sotto di me. Stavo per godere, la voglia di esplodere era tremendamente forte come la voglia di urlare al mondo intero che la mia fica stava per darmi un orgasmo fantastico, ma mi limitavo purtroppo a mordicchiarmi le labbra, a contenere la mia voglia di gemere e di mugolare, a guardare con indifferenza il mondo al di fuori del finestrino. Sentii una vampata di calore salirmi dal basso ventre e con forza e desiderio lasciai che le mie dita si muovessero piu´ velocemente sul collant impiastricciato dei mie umori. Sembrava che fossero passati anni dall´ ultima volta che mi ero masturbata da quanta foga ci mettevo nello spingere le dita avanti e indietro senza sosta schiacciando piu´forte il bottoncino che ormai sentivo duro sul polpastrello delle dita. Non mi fermavo, le onde del piacere erano come delle scariche che mi salivano dalle cosce giungendo al mio cervello che voleva solo il mio orgasmo a quel punto. Le mie dita correvano piu´ veloci adesso sul collant mentre sentivo le gambe che inconsciamente si allargavano coperte dalla giacca. Stavo impazzendo dal piacere nonostante a tratti mi rendevo conto dove fossi e cercassi di trattenermi. Ma ormai era troppo tardi e troppa era la voglia di godere li´ su quel sedile, davanti a tutti, accanto a quella donna che neanche mi aveva vista ma della quale conoscevo la sua biancheria….E spingendo ancora le dita e premendo il perizoma dentro la mia fica stuzzicando il clitoride, mi sentii piegare le gambe e mancare le forze quando un orgasmo impetuoso come un fiume in piena mi raggiunse lasciandomi sconvolta ed ansimante con la mano che satura del mio nettare continuava a scivolare piano rallentando la corsa. Mi sentivo accaldata ma avevo provato un qualcosa di incredibilmente eccitante e mentre le mie dita premevano ancora sulla mia fica sentivo le contrazioni del mio utero che spingevano fuori ogni goccia del mio piacere. Mi stavo rilassando molto lentamente lasciando che la mano ancora aperta scorresse tra le mie cosce e nei minuti successivi iniziai a temere che qualcuno potesse avermi vista ma in fondo non mi importava poi piu´ di tanto, avevo goduto e questa era la cosa importante, mi sentivo si´ un po´ porca nell´ aver compiuto su quel mezzo pubblico un qualcosa che non avrei mai pensato di fare, ma stavo iniziando una nuova vita che mi avrebbe dato sempre maggiori piaceri e soddisfazioni e con il passare del tempo stavo iniziando a capire che qualsiasi posto e qualsiasi situazione era buona per godere e per raggiungere un orgasmo e devo dire che quel ditalino che mi sono fatta su quell´ autobus mi ha tenuto compagnia per molte sere e molti giorni e non posso negare che ogni volta che ci penso sento ancora la mia fica inumidirsi ed il clitoride gonfiarsi dandomi la voglia di farlo ancora e di ripetere quella esperienza che mi fece godere come una matta.

Il mio primo ditalino in pubblico | Racconto masturbazione di ALEX1404

Dopo la bellissima ed eccitantissima esperienza con la mia amica quel pomeriggio, qualcosa dentro di me e´ cambiato. Non avevo piu´ la paura del sesso come mi avevano inculcato fin da piccola, o meglio stavo sempre attenta ovviamente a cio´ che facevo, ma l´essermi masturbata davanti alla mia amica e l´ aver visto lei fare la stessa cosa davanti a me aveva acceso in me una luce nuova, dei nuovi orizzonti di piacere che ritenevo irraggiungibili, delle immagini che mi facevano eccitare sempre di piu´. Continuavo a frequentare il mio ragazzo di allora ma sentivo dentro di me che mi era piaciuta da matti quella parentesi pomeridiana e da allora ogni volta che mi toccavo e mi masturbavo fino all´ orgasmo era quella l´ immagine che avevo davanti agli occhi. Rivedevo le mani della mia amica che entravano sotto il suo slip, ripensavo ai suoi gemiti, ai suoi occhi, alle sua mani che come le mie nello stesso istante si accarezzavano dovunque. E il ricordo del suo urlo liberatorio mentre le sue dita entravano ed uscivano dalla sua fica sempre piu´ bagnate era un qualcosa che ogni giorno mi faceva eccitare, bagnare e che mi costringeva a rintanarmi nella mia camera per raggiungere il mio piacere. E da allora comunque mi eccitava vedere una donna o una ragazza come me presa in un momento di lussuria, e mi bagnavo facilmente ogni qualvolta mi capitava di vedere una coppia a fare sesso anche se con il tempo imparai a capire che mi eccitava vedere una donna eccitarsi. Non temevo di diventare lesbica anche perche´ riuscivo ad eccitarmi anche quando stavo con il mio ragazzo o quando mi capitava di vedere qualche scena dove c´ erano dei ragazzi nudi con I loro cazzi in mano o presi in scene di sesso, ma la cosa che iniziai a capire fu che mi attiravano anche le donne, che mi piaceva vederle eccitate e calde, che mi masturbavo molto di piu´ pensando alla loro fica bagnata come la mia. Quello che mi successe una volta pero´ fu qualcosa di tremendamente eccitante e forte che mi eccita e mi fa bagnare ogni volta che ci ripenso. Ogni giorno per andare a scuola prendo l´ autobus e quella mattina nonostante mi fossi fatta l´ abituale ditalino notturno prima di dormire, mi ero svegliata con una voglia strana, mi ero svegliata con lo slip umido ancora e con il clitoride che mi pulsava. Non avevo ovviamente il tempo di masturbarmi la mattina prima di andare a scuola e cosi´ mi feci una doccia veloce lasciandomi addosso una voglia matta di godere. Scelsi per quel giorno un vestitino corto ed un paio di collant leggeri che coprivano un perizoma bianco e sottile che mi facevano stare bene in quanto leggero e non molto spesso. Mi affrettai alla fermata dell´autobus che avrebbe impiegato poi circa 45 minuti a portarmi a scuola e mentre lo aspettavo mi chiedevo ansiosa cosa avessi sognato di cosi´ eccitante da farmi svegliare con quella voglia addosso e tutta bagnata. Non trovando una risposta adeguata, lasciai scorrere la mia mente ed appena arrivo´presi posto sull´ autobus in una delle file di mezzo accanto al finestrino dove per il momento non c´era nessuno seduto. L´ autobus parti´ ed I miei occhi fuori dal finestrino come ogni giorno seguivano la strada correndo insieme al paesaggio che ci fiancheggiava. Le fermate si susseguivano, altri passeggeri salivano a bordo mentre I miei pensieri vagavano ed I miei occhi seguivano quelle immagini ormai conosciute a memoria. Ad un tratto l´ autobus si fermo´ al segnale rosso di uno di quei semafori che sembra che non finiscano mai e potei vedere con molta tranquillita´ la macchina che si accosto´ all´autobus nella corsia attigua. C´era sopra una signora che avra´ avuto circa 30 anni, molto bella, con I capelli lunghi e scuri che le scivolavano sulle spalle ed una camicetta bianca molto generosa dalla quale potevo intravvedere il bel reggiseno a balconcino nero che sorreggeva un seno non grande ma ben fatto. L´ immagine subito fece fermare I miei pensieri, ed I miei occhi iniziarono a cercare qualsiasi cosa di quella donna che inconscia si stava tranquillamente fumando una sigaretta con il finestrino aperto a meta´ aspettando che il semaforo diventasse verde. I miei occhi seguirono il bordo della sua camicetta aperta e scesero scorgendo che indossava una minigonna di cotone nera dalla quale potevo vedere chiaramente fuoriuscire il bordo di due collant autoreggenti. A quel punto mi soffermai piu´ attentamente a guardare quelle gambe che mi sembravano perfette e ricominciai a sentire caldo tra le mie gambe. Mi sentivo ancora eccitata e molto di piu´ di quanto lo fossi stata appena sveglia. Quella donna a circa due metri dai miei occhi inconsapevole di essere osservata mi stava facendo impazzire dal desiderio. Provai ad accavallare le gambe cercando di capire, se potevo, quanto fossi bagnata e fu qualcosa di incredibile. Poggiando una coscia sull´ altra sentivo che il collant in mezzo alle gambe era bollente e potevo chiaramente sentirmi le pulsazioni del clitoride che cercava di spingersi al di fuori delle mie piccole labbra. Mi stavo eccitando da matti, era bastato il vedere due gambe e dei bordi di due autoreggenti per farmi infradiciare la passerina e rendere il mio perizoma completamente intriso di umori. Mi guardai un po´ intorno e mi accorsi che l´ autobus era quasi pieno adesso anche se nessuno si era seduto nel posto accanto al mio. Riposai I miei occhi su quelle gambe strusciando le mie cosce piu´ forte l´ una all´ altra e stringendole quasi per schiacciarmi le labbra che sentivo gonfie all´ inverosimile. Vedevo quella donna che continuava tranquillamente a fumare quando aspettando ancora il verde improvvisamente si volto´ verso il sedile posteriore per prendere un giornale e quello che vidi mi fece impazzire dal piacere…Le gambe le si divaricarono appena quel tanto che bastava per farmi vedere le sue cosce bianche oltre le autoreggenti ed il colore nero come il reggiseno del suo slip a coprirle la fichetta. Sentii una ondata di calore salirmi dalle cosce che ormai stringevo sempre di piu´, e potevo sentire le labbra della fica gonfie e bagnatissime e sopra di esse il clitoride che si contraeva ad ogni pressione della mia gamba sull´ altra. Sentivo gocce di sudore scendermi dalla fronte ed avvamparmi il viso, ma la voglia di toccarmi era cosi´ forte che senza pensarci piu´di tanto presi la giacca poggiata nel sedile accanto a quello dove stavo seduta e me la misi subito sulle gambe cercando di coprirmi almeno fino all´ altezza delle ginocchia. Rimasi cosi´ con le gambe leggermente aperte cercando di immaginare il profumo di quello slip, di sentire l´ odore di quella fica che in quel momento mi appariva bagnata quanto lo era la mia che a stento riuscivo a tenere socchiusa. Fu un attimo poi la vidi voltarsi nuovamente e l´ immagine di quello slip scomparve lasciandomi solo il bordo delle autoreggenti ma la fichetta ancora piu´ piena dei miei succhi. Poi il semaforo divento´ verde e la vidi ingranare la marcia e scomparire davanti all´ autobus ma la mia fica la sentivo pulsare e contrarsi e non ci volle molto tempo perche´ mi guardassi in giro e lasciassi che la mia mano si infilasse sotto la giacca che copriva le mie cosce. In un attimo passai le mie dita aperte tra le mie cosce e la sensazione che ebbi strusciando il collant appiccicoso sul perizoma fu talmente forte che un brivido mi percorse tutto il corpo. Mi sentivo sporca in quel momento, ero in mezzo ad altre persone (che fortunatamente non sembravano interessate a me), ma mi stavo accarezzando sotto il vestito e ne provavo un immenso piacere. Lasciai che la mano si muovesse piu´ a fondo sotto le mie cosce premendo con la punta delle dita nei punti che sapevo mi avrebbero fatto godere in breve tempo. Rivedevo ancora quelle cosce bianche e quello slip nero e con gli occhi semichiusi guardavo il vuoto al di fuori del finestrino lasciando che le mie dita facessero il resto. Le premevo e le spingevo avanti e indietro sul collant come quasi volessi sfondarlo ed entrarmi dentro la fica ma non avrei potuto farlo e lo sapevo bene e cosi´ mi limitavo ad accarezzarmi con forza premendo sempr
e piu´ forte. Sentivo l´ odore dei miei umori impregnati nel collant giungermi alle narici e questo profumo forte mi mandava in estasi e faceva in modo che mi premessi le dita ancora piu´ forte tra le labbra che potevo sentire gonfie ed ormai quasi aperte. Piano piano cercavo di allargare un po´ di piu´ le gambe senza dare nell´ occhio facendo attenzione a non far spostare la giacca poggiata sulle cosce ma piu´ le divaricavo piu´ la voglia di penetrarmi aumentava…e non potevo farlo. Mi limitavo a muovere il bacino contro le mie dita, a schiaccire il mio clitoride con la punta delle dita, a lasciar scorrere la mano aperta avanti e indietro sul collant sentendo quasi il perizoma completamente immerso dentro la mia fichetta pulsante. Mi sembrava di impazzire, stavo godendo e nessuno se ne stava rendendo conto davanti e dietro di me. Le mie dita circuivano il mio clitoride e lo schiacciavano e scendevano sulla mia fica che ormai sentivo spalancata e mi muovevo leggermente saltando quasi su quel sedile che ormai bruciava sotto di me. Stavo per godere, la voglia di esplodere era tremendamente forte come la voglia di urlare al mondo intero che la mia fica stava per darmi un orgasmo fantastico, ma mi limitavo purtroppo a mordicchiarmi le labbra, a contenere la mia voglia di gemere e di mugolare, a guardare con indifferenza il mondo al di fuori del finestrino. Sentii una vampata di calore salirmi dal basso ventre e con forza e desiderio lasciai che le mie dita si muovessero piu´ velocemente sul collant impiastricciato dei mie umori. Sembrava che fossero passati anni dall´ ultima volta che mi ero masturbata da quanta foga ci mettevo nello spingere le dita avanti e indietro senza sosta schiacciando piu´forte il bottoncino che ormai sentivo duro sul polpastrello delle dita. Non mi fermavo, le onde del piacere erano come delle scariche che mi salivano dalle cosce giungendo al mio cervello che voleva solo il mio orgasmo a quel punto. Le mie dita correvano piu´ veloci adesso sul collant mentre sentivo le gambe che inconsciamente si allargavano coperte dalla giacca. Stavo impazzendo dal piacere nonostante a tratti mi rendevo conto dove fossi e cercassi di trattenermi. Ma ormai era troppo tardi e troppa era la voglia di godere li´ su quel sedile, davanti a tutti, accanto a quella donna che neanche mi aveva vista ma della quale conoscevo la sua biancheria….E spingendo ancora le dita e premendo il perizoma dentro la mia fica stuzzicando il clitoride, mi sentii piegare le gambe e mancare le forze quando un orgasmo impetuoso come un fiume in piena mi raggiunse lasciandomi sconvolta ed ansimante con la mano che satura del mio nettare continuava a scivolare piano rallentando la corsa. Mi sentivo accaldata ma avevo provato un qualcosa di incredibilmente eccitante e mentre le mie dita premevano ancora sulla mia fica sentivo le contrazioni del mio utero che spingevano fuori ogni goccia del mio piacere. Mi stavo rilassando molto lentamente lasciando che la mano ancora aperta scorresse tra le mie cosce e nei minuti successivi iniziai a temere che qualcuno potesse avermi vista ma in fondo non mi importava poi piu´ di tanto, avevo goduto e questa era la cosa importante, mi sentivo si´ un po´ porca nell´ aver compiuto su quel mezzo pubblico un qualcosa che non avrei mai pensato di fare, ma stavo iniziando una nuova vita che mi avrebbe dato sempre maggiori piaceri e soddisfazioni e con il passare del tempo stavo iniziando a capire che qualsiasi posto e qualsiasi situazione era buona per godere e per raggiungere un orgasmo e devo dire che quel ditalino che mi sono fatta su quell´ autobus mi ha tenuto compagnia per molte sere e molti giorni e non posso negare che ogni volta che ci penso sento ancora la mia fica inumidirsi ed il clitoride gonfiarsi dandomi la voglia di farlo ancora e di ripetere quella esperienza che mi fece godere come una matta.

Vacanze al mare ,primo giorno | Racconto saffico di Oldfaggot

Era ferma sulluscio,Claudia, una dea bionda. Luisa si alzò,la prese per mano -Dai entra- Io presi una seggiola da un angolo e si sedette al nostro tavolo.- Vedo che state ancora mangiando,non volevo disturbare – si scusò Claudia – Non preoccuparti,avevamo finito – risposi io. Mi alzai ed iniziai a liberare il tavolo. – Vuoi bere qualcosa? – Un poìdacqua,grazie – rispose alla mia richiesta. Tornai con lacqua e vidi che Luisa già si era seduta vicino a lei e la stava mangiando con gli occhi. La cosa mi infastidì un poco,ma lasciai perdere,ero sicura dei sentimenti di Luisa. Claudia si girò verso di me,ero in piedi ad un metro da lei, – Che seni grandi hai,mi piacciono le tette grandi – Grazie,ma ti assicuro che sono un problema – Lei allungo un braccio a sfiorare le mie tette.Feci due passi avanti e la sua mano si appoggiò sul mio seno sinistro,lo strinse leggermente,poi con laltra mano strinse laltro. Mi piegai leggermente in avanti,le tette pesanti e penzolanti davanti al suo bellissimo viso.Le prese con le mani e le portò alla bocca. La lingua calda che correva attorno ai capezzoli e poi me li sentii mordicchiare con dolcezza. Chiusi gli occhi, sentivo dei movimenti. Quando gli aprii vidi Luisa china sul suo petto che a sua volta gli leccava,succhiava i piccoli seni turgidi. Claudia sempre seduta, divaricò le gambe mettendo in mostra la sua fica giovane, una sottile riga di pelo biondo,due belle labbra,il clitoride che spuntava,tutto di un colore rosa mai visto.Portai la mano sulla mia vagina e cominciai a toccarmi. I primi gemiti si diffondevano nel bungalow. Luisa, a sua volta appoggiata la mano sulla fichetta di Claudia stava stimolando il suo grilletto con le dita.Questa combinazione continuò per alcuni minuti, poi senza che nessuna dicesse una parola,quasi per telepatia ci portammo sul letto.Luisa si coricò per prima,sulla schiena, gambe aperte,Claudia si fiondò tra le sue gambe,a carponi.Con le mani le divaricò le labbra,e con la punta della lingua incominciò a lavorare il clitoride di Luisa.Io che arrivai per ultima,visto il culo di Claudia bene in mostra ficcai la faccia tra le sue chiappe, e cominciai a passare la lingua sulla sua fica già bella umida. Claudia continuando con la lingua sul grilletto di Luisa passò ad infilarle anche due dita nella gnocca,muovendole dentro e fuori in un ditalino da esperta. Luisa mugolava – Sììì, ancora,più dentro,vai ancora più sù – Claudia la penetrava fino in fondo, poi le dita dentro Luisa divennero tre. Io oltre alla fica cominciai ad interessarmi anche al suo culo.Con la lingua che roteava attorno alle grinze del suo buchetto,lo bagnai per bene e con delicatezza ci infilai una falange del mio indice. Claudia non reagì negativamente, anzi muoveva il bacino per facilitare la penetrazione. Affondai il dito completamente nel suo retto, bollente e stretto e lo muovevo in una sorta di masturbazione anale. Luisa era sempre più presa da quanto Claudia stava facendo,- Voglio la mano intera, spaccami la patatina – Claudia, con movimento lento passò ad infilarle 4 dita, si fermò qualche istante estrasse le dita per metà e riprese la penetrazione con la mano intera. – Ohhhh, è fantastico, mi stai spaccando la fica – Ti piace? Vuoi che continui? – Sì,ti prego fu il loro dialogo. Ad un certo punto la mano di Claudia scomparve nella vagina di Luisa, era entrata fino al polso. Io,non volendo essere da meno, le bagnai per bene lano con la saliva e le infilai dapprima due dita,entrarono senza difficoltà,allora misi le dita a cuneo e spinsi sul suo buco del culo.- Ahh, – si lamentò la biondina,ma continuai con piccole rotazioni del polso riuscii alla fine ad entrare con tutte quattro dita nella sua pancia. Con il pollice rimasto fuori la penetrai in fica. Luisa godette ed anche Claudia,solo io ero rimasta a secco. Ci fermammo, tolte le mani dai vari orifizi, mi buttai sopra Luisa per un 69.Aveva la fica pregna dei suoi umori che mi bagnavano le labbra, la sua lingua si faceva strada tra le mie labbra e mi leccava linterno del canale vaginale. Claudia venne dietro di me, e come feci io mi passava la lingua tra la fica ed il mio buco del culo. Cominciavo a sbrodolare anche io, sentivo il dito che mi stimolava il clitoride eretto, poi la sua punta della lingua tra le labbra per finire sul mio ano. Mi penetrò la fica direttamente con due dita,- Che bella fica hai, Anna, entrano che è una meraviglia. – Le muoveva velocemente, facendo il classico suono di un ditalino in una fica completamente bagnata,come un cane che beve. Non potevo esprimere il mio piacere poichè la mia bocca era piena della vulva di Luisa. Luisa nel frattempo ebbe un altro orgasmo- Ohhh Anna,amore mio -Stringendo le cosce attorno alla mia testa. Claudia,a questo punto,le dita bagnate dai miei fluidi le premette sul mio secondo canale il quale le accolse immediatamente. Entrate fino alle nocche le muoveva dentro e fuori, poi passò a tre dita.Anche se leggermente più difficoltoso il mio ano le accolse volentieri.Lasciai la fica fradicia di Luisa,- Ohhhh Claudia, dai inculami – Lei continuava con il movimento,ad ogni penetrazione la mia fica colava sempre di più.Per un attimo,pensai che nel culo avessi un bel cazzo,era tempo che non ne provavo uno,ma ero felice così.-Dai Claudia,tesoro, voglio la mano intera- Sei propria una rotta in culo – commentò. Raccolse le dita e spinse con forza. Ahio, che male – lei non curante forzò fino a che il mio intestino non accolse la sua mano, era dentro fino al polso. Luisa,sfilatosi da sotto si mise accanto a Claudia ad ammirare la mano dentro di me. E cosa fece, sta troietta, mi infilò la sua nella fregna.Sentivo le mani che si toccavano, mi pareva che mi spaccassero tutto. Ebbi un orgasmo travolgente, poi un altro,mentre loro due si baciavano come delle forsennate. Fine, le loro mani uscirono dal mio corpo di donna matura, mi pareva che al posto del culo e della fica avevo due gallerie,giacevo esausta. Loro continuavano a baciarsi, poi vennero verso di me e ci unimmo in un bacio a tre, le lingua che si toccavano. Ci buttammo sul letto, senza parlare per alcuni minuti, Claudia si alzò – Grazie, è stato bellissimo, volete venire da me stasera? – Io e Luisa ci guardammo un attimo, un segno di intesa con lo sguardo,- E come potremmo non contraccambiare la cortesia, Claudia.Certo che verremo. – risposi io. Lei,con passo leggero scomparve alla nostra vista. Andiamo in spiaggia,Anna? – Sì, ho bisogno di rinfrescarmi .

Il mio primo ditalino in pubblico | Racconto masturbazione di ALEX1404

Dopo la bellissima ed eccitantissima esperienza con la mia amica quel pomeriggio, qualcosa dentro di me e´ cambiato. Non avevo piu´ la paura del sesso come mi avevano inculcato fin da piccola, o meglio stavo sempre attenta ovviamente a cio´ che facevo, ma l´essermi masturbata davanti alla mia amica e l´ aver visto lei fare la stessa cosa davanti a me aveva acceso in me una luce nuova, dei nuovi orizzonti di piacere che ritenevo irraggiungibili, delle immagini che mi facevano eccitare sempre di piu´. Continuavo a frequentare il mio ragazzo di allora ma sentivo dentro di me che mi era piaciuta da matti quella parentesi pomeridiana e da allora ogni volta che mi toccavo e mi masturbavo fino all´ orgasmo era quella l´ immagine che avevo davanti agli occhi. Rivedevo le mani della mia amica che entravano sotto il suo slip, ripensavo ai suoi gemiti, ai suoi occhi, alle sua mani che come le mie nello stesso istante si accarezzavano dovunque. E il ricordo del suo urlo liberatorio mentre le sue dita entravano ed uscivano dalla sua fica sempre piu´ bagnate era un qualcosa che ogni giorno mi faceva eccitare, bagnare e che mi costringeva a rintanarmi nella mia camera per raggiungere il mio piacere. E da allora comunque mi eccitava vedere una donna o una ragazza come me presa in un momento di lussuria, e mi bagnavo facilmente ogni qualvolta mi capitava di vedere una coppia a fare sesso anche se con il tempo imparai a capire che mi eccitava vedere una donna eccitarsi. Non temevo di diventare lesbica anche perche´ riuscivo ad eccitarmi anche quando stavo con il mio ragazzo o quando mi capitava di vedere qualche scena dove c´ erano dei ragazzi nudi con I loro cazzi in mano o presi in scene di sesso, ma la cosa che iniziai a capire fu che mi attiravano anche le donne, che mi piaceva vederle eccitate e calde, che mi masturbavo molto di piu´ pensando alla loro fica bagnata come la mia. Quello che mi successe una volta pero´ fu qualcosa di tremendamente eccitante e forte che mi eccita e mi fa bagnare ogni volta che ci ripenso. Ogni giorno per andare a scuola prendo l´ autobus e quella mattina nonostante mi fossi fatta l´ abituale ditalino notturno prima di dormire, mi ero svegliata con una voglia strana, mi ero svegliata con lo slip umido ancora e con il clitoride che mi pulsava. Non avevo ovviamente il tempo di masturbarmi la mattina prima di andare a scuola e cosi´ mi feci una doccia veloce lasciandomi addosso una voglia matta di godere. Scelsi per quel giorno un vestitino corto ed un paio di collant leggeri che coprivano un perizoma bianco e sottile che mi facevano stare bene in quanto leggero e non molto spesso. Mi affrettai alla fermata dell´autobus che avrebbe impiegato poi circa 45 minuti a portarmi a scuola e mentre lo aspettavo mi chiedevo ansiosa cosa avessi sognato di cosi´ eccitante da farmi svegliare con quella voglia addosso e tutta bagnata. Non trovando una risposta adeguata, lasciai scorrere la mia mente ed appena arrivo´presi posto sull´ autobus in una delle file di mezzo accanto al finestrino dove per il momento non c´era nessuno seduto. L´ autobus parti´ ed I miei occhi fuori dal finestrino come ogni giorno seguivano la strada correndo insieme al paesaggio che ci fiancheggiava. Le fermate si susseguivano, altri passeggeri salivano a bordo mentre I miei pensieri vagavano ed I miei occhi seguivano quelle immagini ormai conosciute a memoria. Ad un tratto l´ autobus si fermo´ al segnale rosso di uno di quei semafori che sembra che non finiscano mai e potei vedere con molta tranquillita´ la macchina che si accosto´ all´autobus nella corsia attigua. C´era sopra una signora che avra´ avuto circa 30 anni, molto bella, con I capelli lunghi e scuri che le scivolavano sulle spalle ed una camicetta bianca molto generosa dalla quale potevo intravvedere il bel reggiseno a balconcino nero che sorreggeva un seno non grande ma ben fatto. L´ immagine subito fece fermare I miei pensieri, ed I miei occhi iniziarono a cercare qualsiasi cosa di quella donna che inconscia si stava tranquillamente fumando una sigaretta con il finestrino aperto a meta´ aspettando che il semaforo diventasse verde. I miei occhi seguirono il bordo della sua camicetta aperta e scesero scorgendo che indossava una minigonna di cotone nera dalla quale potevo vedere chiaramente fuoriuscire il bordo di due collant autoreggenti. A quel punto mi soffermai piu´ attentamente a guardare quelle gambe che mi sembravano perfette e ricominciai a sentire caldo tra le mie gambe. Mi sentivo ancora eccitata e molto di piu´ di quanto lo fossi stata appena sveglia. Quella donna a circa due metri dai miei occhi inconsapevole di essere osservata mi stava facendo impazzire dal desiderio. Provai ad accavallare le gambe cercando di capire, se potevo, quanto fossi bagnata e fu qualcosa di incredibile. Poggiando una coscia sull´ altra sentivo che il collant in mezzo alle gambe era bollente e potevo chiaramente sentirmi le pulsazioni del clitoride che cercava di spingersi al di fuori delle mie piccole labbra. Mi stavo eccitando da matti, era bastato il vedere due gambe e dei bordi di due autoreggenti per farmi infradiciare la passerina e rendere il mio perizoma completamente intriso di umori. Mi guardai un po´ intorno e mi accorsi che l´ autobus era quasi pieno adesso anche se nessuno si era seduto nel posto accanto al mio. Riposai I miei occhi su quelle gambe strusciando le mie cosce piu´ forte l´ una all´ altra e stringendole quasi per schiacciarmi le labbra che sentivo gonfie all´ inverosimile. Vedevo quella donna che continuava tranquillamente a fumare quando aspettando ancora il verde improvvisamente si volto´ verso il sedile posteriore per prendere un giornale e quello che vidi mi fece impazzire dal piacere…Le gambe le si divaricarono appena quel tanto che bastava per farmi vedere le sue cosce bianche oltre le autoreggenti ed il colore nero come il reggiseno del suo slip a coprirle la fichetta. Sentii una ondata di calore salirmi dalle cosce che ormai stringevo sempre di piu´, e potevo sentire le labbra della fica gonfie e bagnatissime e sopra di esse il clitoride che si contraeva ad ogni pressione della mia gamba sull´ altra. Sentivo gocce di sudore scendermi dalla fronte ed avvamparmi il viso, ma la voglia di toccarmi era cosi´ forte che senza pensarci piu´di tanto presi la giacca poggiata nel sedile accanto a quello dove stavo seduta e me la misi subito sulle gambe cercando di coprirmi almeno fino all´ altezza delle ginocchia. Rimasi cosi´ con le gambe leggermente aperte cercando di immaginare il profumo di quello slip, di sentire l´ odore di quella fica che in quel momento mi appariva bagnata quanto lo era la mia che a stento riuscivo a tenere socchiusa. Fu un attimo poi la vidi voltarsi nuovamente e l´ immagine di quello slip scomparve lasciandomi solo il bordo delle autoreggenti ma la fichetta ancora piu´ piena dei miei succhi. Poi il semaforo divento´ verde e la vidi ingranare la marcia e scomparire davanti all´ autobus ma la mia fica la sentivo pulsare e contrarsi e non ci volle molto tempo perche´ mi guardassi in giro e lasciassi che la mia mano si infilasse sotto la giacca che copriva le mie cosce. In un attimo passai le mie dita aperte tra le mie cosce e la sensazione che ebbi strusciando il collant appiccicoso sul perizoma fu talmente forte che un brivido mi percorse tutto il corpo. Mi sentivo sporca in quel momento, ero in mezzo ad altre persone (che fortunatamente non sembravano interessate a me), ma mi stavo accarezzando sotto il vestito e ne provavo un immenso piacere. Lasciai che la mano si muovesse piu´ a fondo sotto le mie cosce premendo con la punta delle dita nei punti che sapevo mi avrebbero fatto godere in breve tempo. Rivedevo ancora quelle cosce bianche e quello slip nero e con gli occhi semichiusi guardavo il vuoto al di fuori del finestrino lasciando che le mie dita facessero il resto. Le premevo e le spingevo avanti e indietro sul collant come quasi volessi sfondarlo ed entrarmi dentro la fica ma non avrei potuto farlo e lo sapevo bene e cosi´ mi limitavo ad accarezzarmi con forza premendo sempr
e piu´ forte. Sentivo l´ odore dei miei umori impregnati nel collant giungermi alle narici e questo profumo forte mi mandava in estasi e faceva in modo che mi premessi le dita ancora piu´ forte tra le labbra che potevo sentire gonfie ed ormai quasi aperte. Piano piano cercavo di allargare un po´ di piu´ le gambe senza dare nell´ occhio facendo attenzione a non far spostare la giacca poggiata sulle cosce ma piu´ le divaricavo piu´ la voglia di penetrarmi aumentava…e non potevo farlo. Mi limitavo a muovere il bacino contro le mie dita, a schiaccire il mio clitoride con la punta delle dita, a lasciar scorrere la mano aperta avanti e indietro sul collant sentendo quasi il perizoma completamente immerso dentro la mia fichetta pulsante. Mi sembrava di impazzire, stavo godendo e nessuno se ne stava rendendo conto davanti e dietro di me. Le mie dita circuivano il mio clitoride e lo schiacciavano e scendevano sulla mia fica che ormai sentivo spalancata e mi muovevo leggermente saltando quasi su quel sedile che ormai bruciava sotto di me. Stavo per godere, la voglia di esplodere era tremendamente forte come la voglia di urlare al mondo intero che la mia fica stava per darmi un orgasmo fantastico, ma mi limitavo purtroppo a mordicchiarmi le labbra, a contenere la mia voglia di gemere e di mugolare, a guardare con indifferenza il mondo al di fuori del finestrino. Sentii una vampata di calore salirmi dal basso ventre e con forza e desiderio lasciai che le mie dita si muovessero piu´ velocemente sul collant impiastricciato dei mie umori. Sembrava che fossero passati anni dall´ ultima volta che mi ero masturbata da quanta foga ci mettevo nello spingere le dita avanti e indietro senza sosta schiacciando piu´forte il bottoncino che ormai sentivo duro sul polpastrello delle dita. Non mi fermavo, le onde del piacere erano come delle scariche che mi salivano dalle cosce giungendo al mio cervello che voleva solo il mio orgasmo a quel punto. Le mie dita correvano piu´ veloci adesso sul collant mentre sentivo le gambe che inconsciamente si allargavano coperte dalla giacca. Stavo impazzendo dal piacere nonostante a tratti mi rendevo conto dove fossi e cercassi di trattenermi. Ma ormai era troppo tardi e troppa era la voglia di godere li´ su quel sedile, davanti a tutti, accanto a quella donna che neanche mi aveva vista ma della quale conoscevo la sua biancheria….E spingendo ancora le dita e premendo il perizoma dentro la mia fica stuzzicando il clitoride, mi sentii piegare le gambe e mancare le forze quando un orgasmo impetuoso come un fiume in piena mi raggiunse lasciandomi sconvolta ed ansimante con la mano che satura del mio nettare continuava a scivolare piano rallentando la corsa. Mi sentivo accaldata ma avevo provato un qualcosa di incredibilmente eccitante e mentre le mie dita premevano ancora sulla mia fica sentivo le contrazioni del mio utero che spingevano fuori ogni goccia del mio piacere. Mi stavo rilassando molto lentamente lasciando che la mano ancora aperta scorresse tra le mie cosce e nei minuti successivi iniziai a temere che qualcuno potesse avermi vista ma in fondo non mi importava poi piu´ di tanto, avevo goduto e questa era la cosa importante, mi sentivo si´ un po´ porca nell´ aver compiuto su quel mezzo pubblico un qualcosa che non avrei mai pensato di fare, ma stavo iniziando una nuova vita che mi avrebbe dato sempre maggiori piaceri e soddisfazioni e con il passare del tempo stavo iniziando a capire che qualsiasi posto e qualsiasi situazione era buona per godere e per raggiungere un orgasmo e devo dire che quel ditalino che mi sono fatta su quell´ autobus mi ha tenuto compagnia per molte sere e molti giorni e non posso negare che ogni volta che ci penso sento ancora la mia fica inumidirsi ed il clitoride gonfiarsi dandomi la voglia di farlo ancora e di ripetere quella esperienza che mi fece godere come una matta.

Finalmente scambio completo | Racconto scambio di coppia di Marito maturo

Ciao sono Gianni autore del racconto precedente “ Primo scambio” , storia avvenuta in vacanza con mia moglie Lory e il mio amico Mario con sua moglie Laura. Ripresa la solita routine del rientro a casa , qualche sera dopo mi ritrovai al bar con Mario e i soliti amici, e, archiviati i soliti racconti dopo vacanza , Mario ed io decidemmo di fare un giro in auto per parlare ,e parlare di cosa se non della nostra piccola trasgressione avvenuta al mare !!! Mi raccontò che la sera stessa sia lui che Laura erano infoiati dall’accaduto , ma non potendo sfogarsi scopando, essendo loro alloggiati in sala sul divano letto, col pericolo di essere colti sul fatto dall’altra coppia in caso uscissero per andare in bagno, Mario fece godere la moglie con un ditalino silenzioso ,poi contraccambiato da un pompino con ingoio da parte di Laura. Gli raccontai che anche noi eravamo su di giri ma avendo la camera chiusa potemmo scopare tranquillamente. Dissi di nuovo che Lory si sarebbe fatta scopare da lui la sera stessa e , che il suo cazzo le era piaciuto, anche Mario confermò che Laura era tuttora d’accordo per farlo. Pensammo cosi di organizzare il prossimo sabato a casa sua , prima, però , andare al cinema a vedere un film porno , ( allora in città c’erano alcuni cinema adibiti ai soli porno) . Lo dissi a Lory , lei rimase un po’ silenziosa , poi mi disse : sei sicuro di volerlo davvero? Solo se tu sei d’accordo ribattei , e lei , va bene , come vuoi tu. Era settembre faceva ancora caldo , il sabato fatidico arrivò , ci preparammo per uscire , dissi a Lory di mettere una gonna nera leggerissima con la camicetta sempre nera , senza reggiseno , tentai di non farle indossare le mutandine ma non ne volla sapere ,ero contento ed eccitato comunque. Ci trovammo nei pressi del cinema , Laura era sexy da morire : mini di jeans e camicia di lino bianca che faceva quasi trasparire i capezzoli e, dopo i convenevoli entrammo e ci sedemmo ai lati delle proprie mogli con noi all’esterno. Iniziò , pochi minuti dopo avevamo già entrambi le mani sotto le gonne delle rispettive mogli, io alzai quella di mia moglie , mentre la limonavo , fino all’ombelico lasciando scoperte le cosce abbronzate, lei divaricò leggermente le gambe per facilitarmi l’accesso alla sua passera ormai bagnata , vidi la mano di Mario che carezzava la coscia di sua moglie a pochi centimetri dalla mia , la presi e la condussi all’interno coscia di mia moglie . Lory ebbe un sussulto sentendosi toccata da entrambi , stette al gioco per un’attimo poi disse : Smettiamola , potrebbe vederci qualcuno e riconoscerci , in effetti eravamo nella nostra città e sarebbe potuto accadere, proposi cosi a tutti di andarcene. Mario e Laura ci invitarono a casa loro a bere qualcosa . Li seguivamo con la nostra auto e non vedendo più la testa di Laura commentai , : scommetto che gli sta facendo un pompino , : Lo vuoi anche tu? Magari risposi ,Lory mi apri la cerniera dei jeans estraendomi il cazzo che ormai era duro da non so quanto tempo e lo fece sparire nella sua bocca esperta nonostante la giovane età . Dovetti fermarla quasi subito per evitare una sborrata prematura e ,anche perché eravamo a destinazione. Mario e Laura abitavano in un piccolo ma delizioso appartamento , ci accomodammo in salotto dove premurosamente ci offrirono del prosecco fresco col quale brindammo . L’impaccio da parte di tutti era palpabile , cosi a Mario venne l’idea di spegnere le luci . Con la penombra delle luci esterne dei lampioni , vedevo Mario spogliare Laura completamente , feci lo stesso con Lory, lei si lasciò fare , mi alzai per spogliarmi e togliendo la maglietta sentii Lory abbassarmi la cerniera dei jeans e tirarmi fuori il cazzo imboccandolo avidamente. Ancora con i pantaloni al ginocchio Laura spinta da Mario si avvicinò a Lory e iniziarono a scambiarsi il mio cazzo nelle loro bocche . Mario , invidioso , si posizionò in piedi davanti a me, infilando a sua volta il cazzo tra le bocche fameliche. Poco dopo Mario invitò tutti a passare in camera da letto , dove presi mia moglie a gambe aperte e iniziai a scoparla lentamente , Mario conoscendo i miei gusti peccaminosi invito Laura sua moglie a leccarmi il culo per poi infilarmi un dito massaggiandomi le palle. Dovetti interrompere il gioco per non sborrarle nella figa troppo presto . Come uscii da mia moglie Mario non perse tempo e affondò il viso nella figa di Lory iniziando a leccarla con maestria ( sempre dietro mie istruzioni anticipate) , Laura era al mio fianco , le misi la lingua in bocca e lei rispose offrendomi le sue labbra carnose , la feci stendere di fianco a mia moglie e a Mario facendola scivolare ai piedi del letto in modo di avere la sua fighetta a portata di lingua . Mi immersi completamente facendola contorcere dal piacere , avrei voluto chiavarla subito ma guardai l’altra coppia che ancora non lo aveva fatto , fui preso da un chiamiamolo “rimorso” nei confronti di mia moglie e, pochi istanti dopo rimasi sbalordito da Lory che si insinuò anche lei tra le cosce di Laura continuando a leccarla al posto mio . Mi spiazzò , vedere mia moglie leccare una figa mi portò in uno stato di eccitazione mai provato , nel frattempo Mario lo aveva messo in bocca a Laura , che con la lingua di mia moglie in figa e il cazzo di suo marito in bocca era la cosa più porca che avessi visto finora. Mi avvicinai anch’io alla bocca di Laura ,lei si preoccupò subito di non trascurare il mio cazzo e lo alternò a quelo di suo marito , Mario si spostò ma non feci caso a cosa avesse intenzione di fare e mi abbassai a limonare Laura con in bocca il gusto dei nostri cazzi , e la cosa non mi dispiaque , per poi scendere a succhiarle i capezzoli molto prominenti nonostante il piccolo seno , erano dolcissimi . Fui distolto da quel paradiso dai gemiti di piacere di mia moglie , che conoscevo bene , mentre leccava la figa di Laura , Mario si mise dietro a lei e le infilò il cazzo a pecorina , proprio la sua posizione preferita. La montava con ritmo . Non mi aspettavo di provare quella reazione : ero geloso nel vedere mia moglie mai scopata da nessun altro godere indecentemente sotto i colpi di Mario e davanti a me. La libidine e la mia porcaggine prese il sopravvento il mio cazzo tradiva la mia gelosia era di marmo, e con un pò di rabbia presi laura , la tolsi dalla bocca di mia moglie e le infilai il cazzo a pochi centimetri da viso di Lory come vendetta . Lei , davanti a quella scena , invece di ingelosirsi si eccitò ancora di più incitando Mario di scoparla più forte che stava venendo , Mario le prese le tette da dietro stantuffandola a più non posso , facendola godere come mai avevo visto , dicendogli di venirle dentro , per me era troppo , chiesi a Laura a se prendesse la pillola come Lory , e lei mi disse sii vienimi dentro , cosi riuscii a fare venire anche lei mentre le nostre lingue si succhiavano. Ci sdraiammo sudati e appagati, dopo la libidine mi era tornata quella punta di gelosia , ed ero di cattivo umore , ma feci di tutto per nasconderlo. Mia moglie si avvicinò e mi baciò , io l’accarezzavo mentre la baciavo e , d’istinto toccai la sua passera bollente , era piena del succo di Mario e prepotentemente tornò la libidine ad avere la meglio , non so cosa mi trattenne da leccare quella fighetta farcita e ingoiarne il succo. Dissi a Lory di andare in bagno e fingere di lavarsi cercando di tenerla dentro fino a casa. Ci congedammo dagli amici ,uscii per primo con Laura mentre Lory raccoglieva la borsa con Mario , mi accinsi a baciarla sulla guancia ma lei di scatto mi mise la lingua in bocca limonadomi appassionatamente e dicendomi all’orecchio : ti voglio ancora . Rimasi un po’ confuso ma non ebbi tempo per pensarci , lo avrei fatto in seguito , arrivarono mia moglie e Mario. Salimmo in auto , non parlammo per qualche minuto io avevo il chiodo fisso della passera di lory piena del seme di Mario e chiesi : hai fatto come ti avevo detto? Lei controlla tu stesso !!! Apri le gambe e mi portò la mano sulle mutandine fradice , avevo il cazzo ancora durissimo .non
ce la feci ad arrivare a casa , svoltai in una stradina di campagna , spensi il motore al buio scesi , andaio dalla sua parte , abbassai il sedile le sfilai le mutandine e affondai la lingua nella figa piena leccandola avidamente e bevendone il nettare misto , Lory ebbe di nuovo un’orgasmo favoloso e a mia volta infilai il cazzo nella passera scivolosa ricca di umori godendo immediatamente. Capii che da quel momento il mio ruolo era quello del cornuto. Avemmo altre esperienze con Mario e Laura , ma saranno altri racconti.

Zia Alfonsa | Racconto incesti di dani24

Zia Alfonsa allepoca dei fatti aveva una cinquantina di anni quinta di seno e un bel culo grande io avevo 20 anni, era sempre stato il mio sogno erotico fin dalle prime seghe, il mio godimento lo dedicavo a lei perché delle sue proporzioni mi immaginavo il ficone che portava in mezzo alle gambe. Eravamo in campeggio al mare lei e mio zio avevano una roulotte dove il fine settimana ci ritrovavamo tutti,decidemmo di andare al mare e a turno ci dovevamo mettere il costume io e zia eravamo rimasti a causa di un bisogno urgente di lei ultimi quando oramai tutti si erano preparati cosi mentre lei era in bagno loro decisero di andare in spiaggia io mi proposi di aspettarla per non lasciarla da sola. Quando lei torno sali in roulotte per mettersi il costume e io senza essere visto mi nascosi dietro una finestrella per spiare quanto accadeva . Iniziò a spogliarsi e mentre si calava le mutande mi mostrò la più bella pecorina che abbia mai visto aveva una fica enorme e piena di peli e mentre si piegava sempre di più mi mostrò anche il buco del culo ad un tratto con uno scatto si girò e mi becco in pieno che la stavo guardando . Lei si incazzò da morire e mi urlo di salire che dovevamo parlare .Feci come mi chiese così salii sopra aveva solo il sotto del costume e le tette al vento , mi arrivò un ceffone che angora a pensarci mi fa male il viso tra le lacrime cercavo di chiedergli scusa ma lei senza ragioni mi spinse alla cucina e si mise di fronte mi guardava negli occhi così mentre imprecava mi chiese del perché avevo spiato .Io messo alle strette confessai che da quando ero piccolo sognavo la sua fica .Ero pronto ad avere un altro ceffone ma non fu così anzi lei mi chiese con mio stupore di raccontare per filo e per segno quello che sognavo. Iniziai il racconto mentre parlavo lei sembrava molto interessata e mi spingeva ad andare avanti io avevo il cazzo di marmo e lei lo vide con mio stupore lei mi chiese siccome io lavevo vista nuda di levarmi i pantaloncini come un robot ubbidii ,la mia asta svettava verso lalto e lei senza emette un fiato lo prese in mano e iniziò un lento movimento su e giù io andai in paradiso e zia se ne rese conto .Questo è per farmi perdonare dello schiaffo i disse io godevo da matti .Mentre lei mi segava mi tirò verso di se e cademmo sul letto , ero sopra di lei lunico ostacolo che non mi permetteva di chiavarla era la sottile stoffa del costume gli misi la lingua in bocca lei laccettò senza obbiezioni così mi feci coraggio e misi la mia mano dentro il costume inizia un ditalino che la fece diventare tutta rossa preso dalla voglia gli sfilai il costume ora avevo il mio cazzo a contatto con la sua fica che colava brodo struscia struscia entrai dentro quella caverna e comincia a pompare come un matto lei godeva e urlava chiedendo di spingerlo sempre di più voleva dentro anche le palle, la misi a pecora e vederle da dietro il buco del culo e la figa grondare mi fece diventare un toro lo rimisi dentro tutto come voleva lei dopo un po lei mi disse voglio il tuo cazzo nel culo io senza fare un parola e senza farmelo ripetere lo tiraì fuori dalla sua ficona grondante lo puntai verso il culo lubrificato da i suoi umori e lo misi tutto dentro fino alle palle lei rimase un attimo senza fiato poi prese a muoversi come un pistone in un cilindro godeva come una maiala urlava che ne voleva sempre di più allimprovviso arrivò dirompente una sborrata che le riempì tutto lo sfintere tanto da farlo colare tutto sulle gambe. Quando tornammo alla realta lei si raccomandò di non dire niente che questo era il nostro segreto e che se facevo come diceva lei lo avremmo rifatto. Io ho sempre rispettato questo e da allora la trombo regolarmente senza pietà come vuole lei

i tre buchi delle donnenudisti guardoniesibizionisti al cinemaputtana stradadai sborrami in boccastanza spirito e del temposcopo la sorella di mia mogliezia fammi scoparestorie gigantessebel culettoraconto pornosesso con mia cuginaspio mia mammaracconti sui piediorge tra ragazzinipotina pompinaramega pompinomio fratello mi toccaracconto latinoguardoni che si seganoscopata in naveincesti napolisesso anonimoracconti audio pornoincesto zia nipotescopata dal vicinoprenderlo nel culoracconti porno italiani gratislory pornoorgia africanaracconti sadomasoeroticiraccomtismorza candelamoglie con il culo rottocorriere dello sbormoglie troia con amicoho tanta voglia di cazzoa letto con mia ziaracconti erotici di scambistigay sex blogchiavate transscopata tra amichechiavami fortemia moglie in macchinasesso incestoporca in perizomaraacconti eroticiblog masturbazioneracconti erotici lesboscopata con la mia ragazzainculata raccontinel culo di mammasesso gay al cinemamogli e cazzii piedi di mia zia6relaxginecologhe porchemamma in reggicalzevicina maturaracconti erotici incesto padre figliala mia ragazza porcanonna eccitataporno gay in carcereil pene più belloracconti erotici zoofiliastorie porno lesboscopate in famigliacognate troiemia moglie in lingeriestorie di mogli zoccoleracconti porno gratistrova transsesso macchinaraccontisexiracconti peccaminosiscopate con nonnaun bel culettoil culo sfondato di mia moglietettona in spiaggiastorie ponoamica troiaracconti gay spogliatoio