Il viaggio in treno con mia moglie | Racconto tradimenti di dream1984

Dopo aver passato una settimana di relax nellamata Calabria, così come da programma ci prepariamo a raggiungere la bella Sicilia. Questanno io e mia moglie Stella, abbiamo deciso di regalarci due settimane di vacanza, optando però di raggiungere le località scelte esclusivamente utilizzando treno ed autobus. Una vacanza diversa, leggermente più avventuriera e senza il rischio di rimanere imbottigliati nel traffico della Salerno Reggio Calabria. Ci rechiamo alla stazione e saliamo sul treno che ci porterà dopo qualche ora di viaggio in Sicilia. Il treno è un intercity, con comodi scompartimenti. Ne troviamo uno completamente vuoto e ci accomodiamo sistemando per bene i nostri bagagli. Pochi minuti dopo il treno parte e dopo qualche fermata, raggiungerà Villa San Giovanni dove si imbarcherà direzione Sicilia. La giornata è di quelle afose, non si respira tanto dal caldo, e la flebile aria condizionata non aiuta più di tanto. Per fortuna per il viaggio abbiamo scelto abiti leggeri, io una t-shirt con pantaloncini, mentre Stella, una mini di jeans, canotta verde militare molto scollata e sandali alti. Dopo aver perso tempo rispettivamente con i nostri telefonini, decidiamo di fare una partita a carte per ingannare la noia. Chiedo a mia moglie se avesse voglia di scommettere qualcosa. Lei, divertita dice immediatamente di sì, rispondendo che se avesse vinto lei, avrei dovuto cucinare per lintera settimana di vacanza. Mi spiazza, perché in caso di sconfitta avrei passato una settimana a cucinare a pranzo e cena, e lei se la ride beffardamente. A questo punto decido di vendicarmi, e le dico che se invece avessi vinto io, lei avrebbe dovuto togliersi il reggiseno. Anche lei rimane spiazzata ed inizialmente non sembra accettare di buon grado. Le faccio presente che siamo soli nello scompartimento e che nessuno può vederla al di fuori di me ed inoltre aggiungo che nel caso, le avrei fatto anche un piacere visto il gran caldo. Si lascia convincere ed iniziamo la nostra partita. Sono stato fortunato, e il vincitore della scommessa sono io e così Stella paga pegno, svestendosi del suo reggiseno che ripone nella valigia. Delusa mi chiede la rivincita, dicendo che se avesse vinto avrebbe rimesso il reggiseno. Le rispondo che va bene, ma soltanto se accetta di togliere anche le mutandine nel caso avessi vinto io. Scoppia a ridere, e con una faccia provocante accetta nuovamente la scommessa. Inutile, anche questa volta riesco a vincere e dopo qualche resistenza, Stella toglie anche le mutandine. Seduti uno di fronte allaltro posso ammirare tutta la sua bellezza. Stella non è una ragazzina, ma nonostante ciò ha un bellissimo fisico. Seno grande, una 5^ di bontà, sedere bello sodo e gambe belle lisce, con una straordinaria abbronzatura derivante dalla prima settimana di vacanza. Stella sa di avere i miei occhi addosso, e sorride guardando fuori dal finestrino. Dalla scollatura della canotta si vede benissimo il segno bianco lasciato dal costume e a nulla serve alzare continuamente la maglia che prontamente torna sempre a scendere mostrando una visuale bellissima. La stuzzico con i piedi cercando di farle aprire le gambe e dopo qualche resistenza le spalanca mostrandomi la sua bella fica depilata. Non resisto e lascio che la mia mano percorra la sue gambe fino a raggiungere linterno coscia, per finire poi a sfiorarle la fica. Stella mi lascia fare e chiude gli occhi ormai persa nelleccitazione. Inizio a baciarla e con laltra mano abbasso la spallina della canotta facendo uscire il seno destro. Lo stringo forte nella mano mentre con laltra inizio a penetrarla. Basta poco e la mia Stella mi chiede di andare oltre, ma appena decido di passare alla fase successiva ci blocchiamo perché il treno ha raggiunto una delle fermate. Stella un po delusa si ricompone, dicendomi, guardandomi fisso negli occhi, di avere una voglia matta di essere scopata. Le rispondo che sarà accontentata appena il treno sarà ripartit. Purtroppo non sarà possibile, perché alla stazione sale tantissima gente e nel nostro scompartimento vengono a sedersi due ragazzi, anche loro con bagagli a seguito. I due, anche loro belli abbronzati, salutano educatamente, e senza nemmeno chiedere se i posti fossero liberi prendono posto. I due, molto cordialmente, si presentano come Spillo e Carlo. Sono effettivamente due bei ragazzi, fisico ben definito e viso pulito e dopo aver chiesto la nostra destinazione, riferiscono che anche loro sono diretti in Sicilia, presso un villaggio turistico dove lavoreranno come animatori. I due peró più che parlare al sottoscritto sembrano rivolgersi solo a Stella che dal canto suo tiene le redini del discorso. Parlando non mi sono nemmeno reso conto che il treno ha ripreso la sua corsa e purtroppo visto i nuovi compagni di viaggio non potrò soddisfare le voglie di Stella. Ad un certo punto penso che sarebbe il caso che mia moglie si rivesta, almeno della mutandina e le mando un messaggio sul cellulare ricordandole di essere completamente nuda sotto i vestiti. Stella dopo qualche minuto si alza, si volta di spalle ai due ragazzi che siedono di fronte a noi e cerca di aprire la valigia che è riposta sopra di noi. La osservo ma vengo attirato però dai due ragazzi, che iniziano a fare braccino luno con laltro, tenendo gli occhi fissi sul sedere di Stella. Mi sporgo leggermente e resto a bocca aperta, notando che Stella nellalzarsi non ha sistema la sua minigonna che è salita molto, mettendo così in mostra non so bene cosa, ma sicuramente qualcosa di interessante visto lo sguardo di Carlo e Spillo. Immediatamente afferro il braccio di Stella e le dico di lasciar perdere. Stella torna a sedersi e questa volta è lei a mandarmi un messaggio, dicendomi che non sapeva cosa fare per non far vedere ai nostri amici di viaggio che stava prendendo le mutandine dalla valigia. Le rispondo che avrebbe potuto anche mostrarle visto che nellalzarsi e nel voltare le spalle ai ragazzi ha messo in bella mostra gran parte delle sue cosce, quasi fino a scoprire la fica. Stella risponde con delle faccine sorridenti, aggiungendo che magari era solo quello che volevo io, ovvero mostrarmi a due giovani arrapati. Resto senza parole dalla risposta di Stella e guardandola in viso noto solo uno sguardo di sfida. La cosa mi lascia perplesso ma allo stesso tempo mi crea una strana reazione, mi sento eccitato. Non riesco a capire ma alla fine penso che sia solo un modo di Stella di prendersi un po gioco di me. Il viaggio continua, e dopo qualche ora Stella dice di essere stanca e  di voler dormire un po. Indossa la sua benda per gli occhi, in modo di non essere disturbata dalla luce che entra dal finestrino, e si addormenta. Io resto ancora sveglio spulciando un po il cellulare ed un quotidiano comprato alla stazione prima di partire. I due ragazzi fanno lo stesso, chiacchierano, giocano al cellulare e leggono alcuni copioni che gli serviranno sicuramente una volta giunti al villaggio turistico. Tutto procede bene, fino a quando però vedo nel riflesso del vetro, che i due ragazzi hanno interrotto ciò che stavano facendo, tenendo gli occhi fissi su Stella e buttando qualche sguardo furtivo verso di me. Restando nascosto dietro al giornale, mi volto verso Stella, che sembra completamente assopita ma che nel frattempo però, forse presa dal sonno, ha alzato una gamba sul gradino posto sotto il finestrino. Così facendo la minigonna, che già di per sè è corta, è salita ancora più su, mostrando praticamente ai due una vista fantastica. Inoltre, larea condizionata che ora inizia a farsi sentire, ha fatto si che i suoi capezzoli diventassero turgidi, ed è facilissimo notarli premere contro la maglia. Resto un po interdetto, ma nuovamente uneccitazione improvvisa, mi blocca e così lascio che i due osservino Stella in tutto il suo splendore. La cosa va avanti per un bel po, e i ragazzi che ora siedono uno vicino allaltro proprio di fronte a mia moglie, sembrano molto eccitati, mentre Stella invece non si scompone di un millimetro. Decido che può bastare così ed abbasso il giornale, ed i ragazzi facendo finta di nulla tornano a giocare con il cel
lulare. Mi volto ancora verso Stella e noto che anche la sua scollatura è vertiginosa, e le grosse tette quasi balzano fuori, mettendo in evidenza gran parte del bianco lasciato dallabbronzatura. I ragazzi poco dopo si alzano dicendomi che sarebbero andati nel corridoio a fumare una sigaretta. Potrei approfittare della loro assenza per chiedere a mia moglie di rivestirsi della biancheria intima, ma preso da un misto di curiosità ed eccitazione lascio che la cosa vada avanti così. Approfitto invece dellassenza di Spillo e Carlo per andare in bagno mentre invece Stella è persa in un sonno profondo. Mi avvio lungo il corridoio del treno ma dei due ragazzi nemmeno lombra, penso meglio così vista la mia assenza. Per trovare un bagno funzionante devo allontanarmi un bel po, e dopo qualche vagone finalmente riesco nellimpresa. Sono passato circa 15 minuti quando torno in prossimità del mio scompartimento e prima di entrare decido di fumare anche io una sigaretta nel corridoio. Dopo aver fumato, mi avvicino alla porta e noto una cosa strana, ovvero che la tenda posta allingresso è quasi del tutto chiusa, al contrario di prima. Da una fessura riesco a guardare allinterno e vedo però che Stella è ancora lì che dorme tranquilla. Riesco però a notare che la sua posizione è cambiata, poiché le sue gambe ora sono più aperte di prima e la spallina sinistra della canotta é scesa dalla spalla permettendo così al seno di venire quasi allo scoperto. Mi sporgo ancora di più notando che i due ragazzi sono tornati al loro posto e di toglierle gli occhi di dosso non ci pensano minimamente. Allimprovviso buio totale, siamo entrati in una galleria e non posso più vedere nulla. Dopo un minuto circa siamo fuori e butto nuovamente uno sguardo allinterno e con immenso stupore vedo che la tetta sinistra di Stella è completamente fuori dalla canotta mentre lei continua a dormire tranquillamente. Penso a questo punto che i ragazzi abbiano preso iniziativa e a questo punto sono curioso di vedere fin dove si vogliono spingere. Poco dopo un altra galleria ed alluscita anche laltra tetta è scoperta. Stella è praticamente seno al vento di fronte ai due giovani che iniziano a toccarsi il pacco sempre più eccitati. Potrei intervenire ed interrompere tutto, ma voglio godermi ancora un po la scena. Poco dopo ancora una galleria, questa volta molto più lunga di quella di prima. Sembra interminabile, pensieri contrastanti mi dicono che dovrei riprendere posto nello scompartimento, ma la situazione intrigante, la voglia di scoprire Stella in un contesto così insolito, mi blocca nuovamente. Il rumore assordante del treno in galleria non mi lascia nemmeno ascoltare eventuali rumori provenire dallinterno. Sembra uneternità, ma finalmente dopo qualche minuto la luce. Sbircio nuovamente dalla fessura e vedo Stella ancora assopita, Spillo sedere ora al suo fianco e Carlo dinanzi a lei. Le sue belle tettone, ancora fuori la canotta ed i suoi capezzoli duri come marmo. Spillo non perde tempo ed incurante di un mio possibile ritorno, allunga una mano sul seno di Stella, che stranamente non si scompone di un millimetro. Non capisco come faccia a non accorgersi di avere le tette al vento e per di più una mano che le accarezza. Questo suo comportamento sembra invogliare maggiormente i ragazzi e così anche Carlo non perde tempo. Lo vedo appoggiare la mani sulle ginocchia di Stella ed aprire ancora di più le sue gambe. La mini sale ancora più su ed ora la sua fica depilata e in bella mostra a Carlo, che prima le massaggia linterno coscia e poi si inginocchia perdendosi con la testa tra le sue gambe. Nel frattempo Spillo continua a toccarle il seno, questa volta stringendolo con forza. Finalmente vedo Stella reagire, ma lunica cosa che fa è quella di spalancare ancora di più le gambe. Carlo e Spillo hanno ormai capito che i giochi sono fatti e imperterriti non mollano minimamente la preda. Decido che sarebbe il caso di entrare quando però vedo i due che si rialzano. Capisco che Spillo si dirige verso la porta, e allora faccio qualche passo indietro nel corridoio. Spillo esce dallo scompartimento, e richiude immediatamente la porta. Mi vede ed io fingo di arrivare proprio in quel momento. Si pianta davanti la porta e mi porge il suo pacchetto di sigarette, offrendomi di fumare. Indifferente accetto la siga. Mi posiziono quasi di fronte a lui e per fortuna riesco ancora ad avere la visuale di prima. Non capisco perché sia uscito fin quando non vedo Carlo, che dopo aver leccato per un bel po la fica di mia moglie si alza e si siede al suo fianco. Inizia a leccare e succhiare i capezzoli di Stella che ormai sono come chiodi, mentre con una mano la penetra. Stella lo lascia fare, tenendo sempre le gambe spalancate ma non togliendo mai la benda dagli occhi. Carlo si sposta dalle tette alla sua bocca iniziando a baciarla continuando a penetrarla con la mano. Stella lo stringe a se, quasi invitandolo a penetrarla con maggiore foga, cosa che Carlo intuisce. La vedo cercare con le mani il pacco di Carlo, lo tocca da sopra i calzoncini, per poi sbottonarli. Carlo abbassa pantaloni e mutandine cacciando fuori un pene enorme. Prende Stella per i capelli e la spinge verso il suo cazzone, e Stella senza opporre resistenza inizia leccarlo e succhiarlo. Carlo continua a tenerla per i capelli dettando lui il ritmo, e Stella obbedisce ai comandi. Poco dopo la vedo fermarsi, lo lecca ancora e capisco che è il momento che vuole altro. Anche Carlo intuisce la richiesta di Stella. Nel frattempo Spillo chiacchera con me, parlandomi dei suoi viaggi in Italia e allestero, ed io fingendo interesse seguo il suo discorso e cercando di non essere scoperto continuo peró a non perdere nulla di ciò che sta accadendo nello scompartimento. Vedo Carlo e Stella alzarsi, e dopo essersi baciati nuovamente, Carlo si siede, mette su un preservativo, tira verso di se Stella, che immediatamente gli monta sopra lasciando entrare quel cazzone dentro di lei. Carlo la sbatte sempre più forte, mentre le tettone di Stella saltellano su e giù. Carlo si immerge con il viso tra le tette continuando a scoparla fino a quando, dopo averla spostata con forza, viene. Bacia ancora Stella mentre si ripulisce. Poco dopo si rialza e lo vede avvicinarsi alla porta. Stella torna a sedere indossando ancora la sua benda. Una volta fuori, accende anche lui una sigaretta ed inizia anche lui a chiacchierare con me e Spillo. Lo vedo soddisfatto, con un sorrisetto sul viso e mi piacerebbe spaccargli la faccia, ma la vergogna fargli capire di aver visto tutto mi blocca e fingo ancora. Poco dopo Spillo dice di essere stanco e di volersi andare a sedere. Entra nello scompartimento e Carlo si posiziona anche lui come il suo amico. Io non cambio posizione e non perdo docchio mia moglie. Spillo entra, e senza perdere un attimo di tempo si fionda su Stella, immediatamente con le mani tra le gambe. Stella che sembrava non aspettasse altro lo lascia fare, iniziando a baciarlo con una foga pazzesca. Spillo la bacia, la penetra con una manone con laltra le stringe prima una tetta e poi laltra. Non perdere ulteriore tempo, e dopo aver fatto posizionare Stella a pecorina, con il sedere rivolto verso di me, inizia a penetrarla sempre dopo aver messo su il preservativo. La scopa per un po e poi improvvisamente si ferma. Toglie il preservativo e con la mano inizia a massaggiare la fica di Stella che è ormai un fiume in piena. Lo vedo passare dalla fica al buchetto del culo. Dopo averla lubrificata con i suoi stessi umori, la penetra nel culo. Nel frattempo Carlo continua a parlarmi, ma non riesco più a seguire nemmeno una parola del suo discorso. Quello che sta accadendo mi lascia senza fiato. Spillo la scopa con forza, le tettone di Stella sballottano sempre più veloci, mentre Spillo spalanca la sue chiappe con le mani. È talmente eccitata che il cazzone di Spillo entra ed esce dal suo culo con una facilità assurda fin quando non la riempie. Li vedo ricomporsi e ripulirsi. A questo punto Spillo apre la porta, capisco che è il segnale per il suo amico. Tutti e tre rientriamo nello scompartimento. I ragazzi con viso soddisfatto se ne s
tanno seduti con i cellulari in mano ed è facile intuire che si messaggiano commentando quanto accaduto. Stella invece, ormai ricomposta, finge di dormire ancora con la sua benda sugli occhi, tenendo però sempre le gambe aperte. La osservo nascosto dietro al giornale e ripenso alle scene viste poco prima e non mi capacito di come abbia potuto cedere con tale facilità. Sono incredulo anche del mio comportamento, e di come abbia potuto accettare tutto ciò. Il viaggio continua e per i ragazzi dopo qualche ora è il tempo di scendere. Prendono i loro bagagli, mi salutano e rivolgendo uno sguardo verso Stella mi chiedono di salutarla appena sveglia, non vogliono disturbare ( gli stronzi). Accenno un mezzo sorriso e li saluto nuovamente. Il treno riparte e finalmente Stella abbassa la sua benda. Un attimo di silenzio e poi le dico che i due ragazzi la salutano perché sono scesi. Lei, con totale indifferenza, fingendo spudoratamente, dopo essersi avvicinata, mi dice di aver fatto una lunga dormita e di sentirsi molto riposata. Fingendo allo stesso tempo le dico che durante il viaggio mi sono assentato per unoretta, raccontandole di aver incontrato un conoscente nel corridoio con il quale ho scambiato due chiacchere. Le chiedo se durante la mia assenza i ragazzi hanno creato problemi e lei, con sorriso beffardo, mi dice: assolutamente no, anzi sono stati proprio degli angioletti, aggiungendo che lunico problema sono stati i sedili. Le chiedo in che senso e lei mi risponde: troppo duri, ho il sedere che mi fa male. Non abbiamo più parlato del viaggio, durante la vacanza in Sicilia abbiamo scopato come matti e per entrambi penso rimanga il dubbio di sapere cosa laltro abbia visto.

Ho scopato mia figlia in treno | Racconto incesti di Nikita

Mi chiamo Lorenzo e ho 40 anni, questa storia che sto per raccontarvi, risale a due anni fa. Io sono un uomo sposato felicemente, con una moglie bellissima e dolcissima. Io e mia figlia Carla partimmo per Como dove vivono dei miei cugini. Sul treno tutto era tranquillo, poca gente;mia figlia aveva 18 anni era Bellissima. Mangiammo e bevemmo allegramente, lei andò in bagno, io forse per lalcool bevuto, andai verso il bagno femminile, entrai, mia figlia mi guardó sorpresa, io chiusi la porta del bagno,1a presi…lei mi disse: Papà che vuoi fare? Io nulla tesoro mio, ti voglio! Mi avvicinai, la baciai sulle labbra, le sollevai il vestito, con le mani toccai le sue cosce, le aprì e abbassai le sue bianche e candide mutandine. Lei si agitava un po, intatta le mie mani toccavano il suo prelibato fiore…lei mi disse: Papà perché? Io le risposi, perché ti amo tanto, piccola mia. Poi mi abbassai i pantaloni, levai i boxer, allargai dolcemente le sue cosce, lei mi guardava senza dire niente, sembrava non capire, ma neanche io capivo cosa stavo facendo, sentivo solo la voglia di fare lamore con lei. Entrai nel suo meraviglioso frutto proibito, lei dopo un po di graffi sul mio volto e sul mio petto, si lasciò andare. La penetravo con dolcezza, era bellissima, le sue cosce morbide e lisce erano intorno alla mia vita, io non riuscivo a capire nulla, io volevo solo lei. Papà sono felice… Io le dissi: Tesoro mio, non doveva succedere, tutto questo! Carla mia, Amore mio, perdonami per questo. Intanto entravo in lei. Finalmente era mia, lei venne tante volte, io stavo per venirle dentro e le dissi: Amore mio , ti amo vengo e lei, si papà mio sono tua…e versai in lei il mio nettare. Poi ci vestimmo, uscimmo dal bagno senza farci vedere e tornammo a l nostro posto.

Il viaggio in treno con mia moglie | Racconto tradimenti di dream1984

Dopo aver passato una settimana di relax nellamata Calabria, così come da programma ci prepariamo a raggiungere la bella Sicilia. Questanno io e mia moglie Stella, abbiamo deciso di regalarci due settimane di vacanza, optando però di raggiungere le località scelte esclusivamente utilizzando treno ed autobus. Una vacanza diversa, leggermente più avventuriera e senza il rischio di rimanere imbottigliati nel traffico della Salerno Reggio Calabria. Ci rechiamo alla stazione e saliamo sul treno che ci porterà dopo qualche ora di viaggio in Sicilia. Il treno è un intercity, con comodi scompartimenti. Ne troviamo uno completamente vuoto e ci accomodiamo sistemando per bene i nostri bagagli. Pochi minuti dopo il treno parte e dopo qualche fermata, raggiungerà Villa San Giovanni dove si imbarcherà direzione Sicilia. La giornata è di quelle afose, non si respira tanto dal caldo, e la flebile aria condizionata non aiuta più di tanto. Per fortuna per il viaggio abbiamo scelto abiti leggeri, io una t-shirt con pantaloncini, mentre Stella, una mini di jeans, canotta verde militare molto scollata e sandali alti. Dopo aver perso tempo rispettivamente con i nostri telefonini, decidiamo di fare una partita a carte per ingannare la noia. Chiedo a mia moglie se avesse voglia di scommettere qualcosa. Lei, divertita dice immediatamente di sì, rispondendo che se avesse vinto lei, avrei dovuto cucinare per lintera settimana di vacanza. Mi spiazza, perché in caso di sconfitta avrei passato una settimana a cucinare a pranzo e cena, e lei se la ride beffardamente. A questo punto decido di vendicarmi, e le dico che se invece avessi vinto io, lei avrebbe dovuto togliersi il reggiseno. Anche lei rimane spiazzata ed inizialmente non sembra accettare di buon grado. Le faccio presente che siamo soli nello scompartimento e che nessuno può vederla al di fuori di me ed inoltre aggiungo che nel caso, le avrei fatto anche un piacere visto il gran caldo. Si lascia convincere ed iniziamo la nostra partita. Sono stato fortunato, e il vincitore della scommessa sono io e così Stella paga pegno, svestendosi del suo reggiseno che ripone nella valigia. Delusa mi chiede la rivincita, dicendo che se avesse vinto avrebbe rimesso il reggiseno. Le rispondo che va bene, ma soltanto se accetta di togliere anche le mutandine nel caso avessi vinto io. Scoppia a ridere, e con una faccia provocante accetta nuovamente la scommessa. Inutile, anche questa volta riesco a vincere e dopo qualche resistenza, Stella toglie anche le mutandine. Seduti uno di fronte allaltro posso ammirare tutta la sua bellezza. Stella non è una ragazzina, ma nonostante ciò ha un bellissimo fisico. Seno grande, una 5^ di bontà, sedere bello sodo e gambe belle lisce, con una straordinaria abbronzatura derivante dalla prima settimana di vacanza. Stella sa di avere i miei occhi addosso, e sorride guardando fuori dal finestrino. Dalla scollatura della canotta si vede benissimo il segno bianco lasciato dal costume e a nulla serve alzare continuamente la maglia che prontamente torna sempre a scendere mostrando una visuale bellissima. La stuzzico con i piedi cercando di farle aprire le gambe e dopo qualche resistenza le spalanca mostrandomi la sua bella fica depilata. Non resisto e lascio che la mia mano percorra la sue gambe fino a raggiungere linterno coscia, per finire poi a sfiorarle la fica. Stella mi lascia fare e chiude gli occhi ormai persa nelleccitazione. Inizio a baciarla e con laltra mano abbasso la spallina della canotta facendo uscire il seno destro. Lo stringo forte nella mano mentre con laltra inizio a penetrarla. Basta poco e la mia Stella mi chiede di andare oltre, ma appena decido di passare alla fase successiva ci blocchiamo perché il treno ha raggiunto una delle fermate. Stella un po delusa si ricompone, dicendomi, guardandomi fisso negli occhi, di avere una voglia matta di essere scopata. Le rispondo che sarà accontentata appena il treno sarà ripartit. Purtroppo non sarà possibile, perché alla stazione sale tantissima gente e nel nostro scompartimento vengono a sedersi due ragazzi, anche loro con bagagli a seguito. I due, anche loro belli abbronzati, salutano educatamente, e senza nemmeno chiedere se i posti fossero liberi prendono posto. I due, molto cordialmente, si presentano come Spillo e Carlo. Sono effettivamente due bei ragazzi, fisico ben definito e viso pulito e dopo aver chiesto la nostra destinazione, riferiscono che anche loro sono diretti in Sicilia, presso un villaggio turistico dove lavoreranno come animatori. I due peró più che parlare al sottoscritto sembrano rivolgersi solo a Stella che dal canto suo tiene le redini del discorso. Parlando non mi sono nemmeno reso conto che il treno ha ripreso la sua corsa e purtroppo visto i nuovi compagni di viaggio non potrò soddisfare le voglie di Stella. Ad un certo punto penso che sarebbe il caso che mia moglie si rivesta, almeno della mutandina e le mando un messaggio sul cellulare ricordandole di essere completamente nuda sotto i vestiti. Stella dopo qualche minuto si alza, si volta di spalle ai due ragazzi che siedono di fronte a noi e cerca di aprire la valigia che è riposta sopra di noi. La osservo ma vengo attirato però dai due ragazzi, che iniziano a fare braccino luno con laltro, tenendo gli occhi fissi sul sedere di Stella. Mi sporgo leggermente e resto a bocca aperta, notando che Stella nellalzarsi non ha sistema la sua minigonna che è salita molto, mettendo così in mostra non so bene cosa, ma sicuramente qualcosa di interessante visto lo sguardo di Carlo e Spillo. Immediatamente afferro il braccio di Stella e le dico di lasciar perdere. Stella torna a sedersi e questa volta è lei a mandarmi un messaggio, dicendomi che non sapeva cosa fare per non far vedere ai nostri amici di viaggio che stava prendendo le mutandine dalla valigia. Le rispondo che avrebbe potuto anche mostrarle visto che nellalzarsi e nel voltare le spalle ai ragazzi ha messo in bella mostra gran parte delle sue cosce, quasi fino a scoprire la fica. Stella risponde con delle faccine sorridenti, aggiungendo che magari era solo quello che volevo io, ovvero mostrarmi a due giovani arrapati. Resto senza parole dalla risposta di Stella e guardandola in viso noto solo uno sguardo di sfida. La cosa mi lascia perplesso ma allo stesso tempo mi crea una strana reazione, mi sento eccitato. Non riesco a capire ma alla fine penso che sia solo un modo di Stella di prendersi un po gioco di me. Il viaggio continua, e dopo qualche ora Stella dice di essere stanca e  di voler dormire un po. Indossa la sua benda per gli occhi, in modo di non essere disturbata dalla luce che entra dal finestrino, e si addormenta. Io resto ancora sveglio spulciando un po il cellulare ed un quotidiano comprato alla stazione prima di partire. I due ragazzi fanno lo stesso, chiacchierano, giocano al cellulare e leggono alcuni copioni che gli serviranno sicuramente una volta giunti al villaggio turistico. Tutto procede bene, fino a quando però vedo nel riflesso del vetro, che i due ragazzi hanno interrotto ciò che stavano facendo, tenendo gli occhi fissi su Stella e buttando qualche sguardo furtivo verso di me. Restando nascosto dietro al giornale, mi volto verso Stella, che sembra completamente assopita ma che nel frattempo però, forse presa dal sonno, ha alzato una gamba sul gradino posto sotto il finestrino. Così facendo la minigonna, che già di per sè è corta, è salita ancora più su, mostrando praticamente ai due una vista fantastica. Inoltre, larea condizionata che ora inizia a farsi sentire, ha fatto si che i suoi capezzoli diventassero turgidi, ed è facilissimo notarli premere contro la maglia. Resto un po interdetto, ma nuovamente uneccitazione improvvisa, mi blocca e così lascio che i due osservino Stella in tutto il suo splendore. La cosa va avanti per un bel po, e i ragazzi che ora siedono uno vicino allaltro proprio di fronte a mia moglie, sembrano molto eccitati, mentre Stella invece non si scompone di un millimetro. Decido che può bastare così ed abbasso il giornale, ed i ragazzi facendo finta di nulla tornano a giocare con il cel
lulare. Mi volto ancora verso Stella e noto che anche la sua scollatura è vertiginosa, e le grosse tette quasi balzano fuori, mettendo in evidenza gran parte del bianco lasciato dallabbronzatura. I ragazzi poco dopo si alzano dicendomi che sarebbero andati nel corridoio a fumare una sigaretta. Potrei approfittare della loro assenza per chiedere a mia moglie di rivestirsi della biancheria intima, ma preso da un misto di curiosità ed eccitazione lascio che la cosa vada avanti così. Approfitto invece dellassenza di Spillo e Carlo per andare in bagno mentre invece Stella è persa in un sonno profondo. Mi avvio lungo il corridoio del treno ma dei due ragazzi nemmeno lombra, penso meglio così vista la mia assenza. Per trovare un bagno funzionante devo allontanarmi un bel po, e dopo qualche vagone finalmente riesco nellimpresa. Sono passato circa 15 minuti quando torno in prossimità del mio scompartimento e prima di entrare decido di fumare anche io una sigaretta nel corridoio. Dopo aver fumato, mi avvicino alla porta e noto una cosa strana, ovvero che la tenda posta allingresso è quasi del tutto chiusa, al contrario di prima. Da una fessura riesco a guardare allinterno e vedo però che Stella è ancora lì che dorme tranquilla. Riesco però a notare che la sua posizione è cambiata, poiché le sue gambe ora sono più aperte di prima e la spallina sinistra della canotta é scesa dalla spalla permettendo così al seno di venire quasi allo scoperto. Mi sporgo ancora di più notando che i due ragazzi sono tornati al loro posto e di toglierle gli occhi di dosso non ci pensano minimamente. Allimprovviso buio totale, siamo entrati in una galleria e non posso più vedere nulla. Dopo un minuto circa siamo fuori e butto nuovamente uno sguardo allinterno e con immenso stupore vedo che la tetta sinistra di Stella è completamente fuori dalla canotta mentre lei continua a dormire tranquillamente. Penso a questo punto che i ragazzi abbiano preso iniziativa e a questo punto sono curioso di vedere fin dove si vogliono spingere. Poco dopo un altra galleria ed alluscita anche laltra tetta è scoperta. Stella è praticamente seno al vento di fronte ai due giovani che iniziano a toccarsi il pacco sempre più eccitati. Potrei intervenire ed interrompere tutto, ma voglio godermi ancora un po la scena. Poco dopo ancora una galleria, questa volta molto più lunga di quella di prima. Sembra interminabile, pensieri contrastanti mi dicono che dovrei riprendere posto nello scompartimento, ma la situazione intrigante, la voglia di scoprire Stella in un contesto così insolito, mi blocca nuovamente. Il rumore assordante del treno in galleria non mi lascia nemmeno ascoltare eventuali rumori provenire dallinterno. Sembra uneternità, ma finalmente dopo qualche minuto la luce. Sbircio nuovamente dalla fessura e vedo Stella ancora assopita, Spillo sedere ora al suo fianco e Carlo dinanzi a lei. Le sue belle tettone, ancora fuori la canotta ed i suoi capezzoli duri come marmo. Spillo non perde tempo ed incurante di un mio possibile ritorno, allunga una mano sul seno di Stella, che stranamente non si scompone di un millimetro. Non capisco come faccia a non accorgersi di avere le tette al vento e per di più una mano che le accarezza. Questo suo comportamento sembra invogliare maggiormente i ragazzi e così anche Carlo non perde tempo. Lo vedo appoggiare la mani sulle ginocchia di Stella ed aprire ancora di più le sue gambe. La mini sale ancora più su ed ora la sua fica depilata e in bella mostra a Carlo, che prima le massaggia linterno coscia e poi si inginocchia perdendosi con la testa tra le sue gambe. Nel frattempo Spillo continua a toccarle il seno, questa volta stringendolo con forza. Finalmente vedo Stella reagire, ma lunica cosa che fa è quella di spalancare ancora di più le gambe. Carlo e Spillo hanno ormai capito che i giochi sono fatti e imperterriti non mollano minimamente la preda. Decido che sarebbe il caso di entrare quando però vedo i due che si rialzano. Capisco che Spillo si dirige verso la porta, e allora faccio qualche passo indietro nel corridoio. Spillo esce dallo scompartimento, e richiude immediatamente la porta. Mi vede ed io fingo di arrivare proprio in quel momento. Si pianta davanti la porta e mi porge il suo pacchetto di sigarette, offrendomi di fumare. Indifferente accetto la siga. Mi posiziono quasi di fronte a lui e per fortuna riesco ancora ad avere la visuale di prima. Non capisco perché sia uscito fin quando non vedo Carlo, che dopo aver leccato per un bel po la fica di mia moglie si alza e si siede al suo fianco. Inizia a leccare e succhiare i capezzoli di Stella che ormai sono come chiodi, mentre con una mano la penetra. Stella lo lascia fare, tenendo sempre le gambe spalancate ma non togliendo mai la benda dagli occhi. Carlo si sposta dalle tette alla sua bocca iniziando a baciarla continuando a penetrarla con la mano. Stella lo stringe a se, quasi invitandolo a penetrarla con maggiore foga, cosa che Carlo intuisce. La vedo cercare con le mani il pacco di Carlo, lo tocca da sopra i calzoncini, per poi sbottonarli. Carlo abbassa pantaloni e mutandine cacciando fuori un pene enorme. Prende Stella per i capelli e la spinge verso il suo cazzone, e Stella senza opporre resistenza inizia leccarlo e succhiarlo. Carlo continua a tenerla per i capelli dettando lui il ritmo, e Stella obbedisce ai comandi. Poco dopo la vedo fermarsi, lo lecca ancora e capisco che è il momento che vuole altro. Anche Carlo intuisce la richiesta di Stella. Nel frattempo Spillo chiacchera con me, parlandomi dei suoi viaggi in Italia e allestero, ed io fingendo interesse seguo il suo discorso e cercando di non essere scoperto continuo peró a non perdere nulla di ciò che sta accadendo nello scompartimento. Vedo Carlo e Stella alzarsi, e dopo essersi baciati nuovamente, Carlo si siede, mette su un preservativo, tira verso di se Stella, che immediatamente gli monta sopra lasciando entrare quel cazzone dentro di lei. Carlo la sbatte sempre più forte, mentre le tettone di Stella saltellano su e giù. Carlo si immerge con il viso tra le tette continuando a scoparla fino a quando, dopo averla spostata con forza, viene. Bacia ancora Stella mentre si ripulisce. Poco dopo si rialza e lo vede avvicinarsi alla porta. Stella torna a sedere indossando ancora la sua benda. Una volta fuori, accende anche lui una sigaretta ed inizia anche lui a chiacchierare con me e Spillo. Lo vedo soddisfatto, con un sorrisetto sul viso e mi piacerebbe spaccargli la faccia, ma la vergogna fargli capire di aver visto tutto mi blocca e fingo ancora. Poco dopo Spillo dice di essere stanco e di volersi andare a sedere. Entra nello scompartimento e Carlo si posiziona anche lui come il suo amico. Io non cambio posizione e non perdo docchio mia moglie. Spillo entra, e senza perdere un attimo di tempo si fionda su Stella, immediatamente con le mani tra le gambe. Stella che sembrava non aspettasse altro lo lascia fare, iniziando a baciarlo con una foga pazzesca. Spillo la bacia, la penetra con una manone con laltra le stringe prima una tetta e poi laltra. Non perdere ulteriore tempo, e dopo aver fatto posizionare Stella a pecorina, con il sedere rivolto verso di me, inizia a penetrarla sempre dopo aver messo su il preservativo. La scopa per un po e poi improvvisamente si ferma. Toglie il preservativo e con la mano inizia a massaggiare la fica di Stella che è ormai un fiume in piena. Lo vedo passare dalla fica al buchetto del culo. Dopo averla lubrificata con i suoi stessi umori, la penetra nel culo. Nel frattempo Carlo continua a parlarmi, ma non riesco più a seguire nemmeno una parola del suo discorso. Quello che sta accadendo mi lascia senza fiato. Spillo la scopa con forza, le tettone di Stella sballottano sempre più veloci, mentre Spillo spalanca la sue chiappe con le mani. È talmente eccitata che il cazzone di Spillo entra ed esce dal suo culo con una facilità assurda fin quando non la riempie. Li vedo ricomporsi e ripulirsi. A questo punto Spillo apre la porta, capisco che è il segnale per il suo amico. Tutti e tre rientriamo nello scompartimento. I ragazzi con viso soddisfatto se ne s
tanno seduti con i cellulari in mano ed è facile intuire che si messaggiano commentando quanto accaduto. Stella invece, ormai ricomposta, finge di dormire ancora con la sua benda sugli occhi, tenendo però sempre le gambe aperte. La osservo nascosto dietro al giornale e ripenso alle scene viste poco prima e non mi capacito di come abbia potuto cedere con tale facilità. Sono incredulo anche del mio comportamento, e di come abbia potuto accettare tutto ciò. Il viaggio continua e per i ragazzi dopo qualche ora è il tempo di scendere. Prendono i loro bagagli, mi salutano e rivolgendo uno sguardo verso Stella mi chiedono di salutarla appena sveglia, non vogliono disturbare ( gli stronzi). Accenno un mezzo sorriso e li saluto nuovamente. Il treno riparte e finalmente Stella abbassa la sua benda. Un attimo di silenzio e poi le dico che i due ragazzi la salutano perché sono scesi. Lei, con totale indifferenza, fingendo spudoratamente, dopo essersi avvicinata, mi dice di aver fatto una lunga dormita e di sentirsi molto riposata. Fingendo allo stesso tempo le dico che durante il viaggio mi sono assentato per unoretta, raccontandole di aver incontrato un conoscente nel corridoio con il quale ho scambiato due chiacchere. Le chiedo se durante la mia assenza i ragazzi hanno creato problemi e lei, con sorriso beffardo, mi dice: assolutamente no, anzi sono stati proprio degli angioletti, aggiungendo che lunico problema sono stati i sedili. Le chiedo in che senso e lei mi risponde: troppo duri, ho il sedere che mi fa male. Non abbiamo più parlato del viaggio, durante la vacanza in Sicilia abbiamo scopato come matti e per entrambi penso rimanga il dubbio di sapere cosa laltro abbia visto.

Scopata nel treno | Racconto prime esperienze di gerry

Lestate era ormai prossima,il caldo gia faceva sentire i suoi effetti,e cosi decidemmo di andare al mare per un week end,e per andarci scegliemmo di non prendere lauto,ma di andare in treno.Io e mio marito,da soli,il luogo che avevamo scelto era una localita del Cilento,e il treno ci avrebbe fermato poco distante,evitandoci lo stress dellauto,ma non avevamo calcolato che come noi,tanta gente aveva optato per la stessa soluzione.Quando arrivammo in stazione,il convoglio era gia pieno come un uovo,a stento riuscimmo a salire e ci sistemammo nel corridoio,in piedi,uno accanto allaltro.Eravamo stipati come le sardine(altro che distanziamento sociale),faceva un caldo bestiale,e per fortuna che alla partenza entro in funzione laria condizionata.Appena partiti,cominciai a sentire dietro di me il solito tizio che approfittava della calca,per strusciarsi addosso,indossavo un vestitino leggero con le spalline,il tizio alle mie spalle sicuramente indossava un pantaloncino,sentivo le sue gambe nude sui polpacci,e il suo attrezzo,invece,lo sentivo distintamente premere sul mio culo.Ribellarmi?avrei provocato un parapiglia,e non mi sembrava il caso,di spostarmi neanche a pensarci,ero prigioniera,non potevo muovermi,e quello dei miei movimenti ne approfittava per spingermi sempre di piu quellarnese contro il culo.Doveva essere di dimensioni notevoli,e allora tanto valeva stare buona.Ad un certo punto il treno entra in una galleria dove viaggia almeno per una mezzora,prima di arrivare a Salerno,appena entrati in galleria,le luci non si accendono se non lievi e soffuse.E un attimo,sento qualcosa di caldo tra le gambe,mi aveva leggermente alzato il vestitino,e il suo cazzo me lo ritrovai tra le cosce,sotto tra il culo e la figa,ebbi un sussulto,era un cazzo di dimensioni notevoli,sentivo quel glande che mi strusciava tra le gambe per entrarci,lo accettai,e comincio a muoverlo,poi sentii appena per un attimo le dita sue,che mi scostavano lo slip,voleva penetrarmi,accettavo,o facevo succedere una guerra?Accettai,mi alzai leggermente sulle punte e inarcai il culo per permettere al cazzo di penetrarmi.

Vacanze hard in Sardegna – 5 | Racconto etero di marynella

In questa vacanza in Sardegna, mio marito era al massimo della prestanza fisica, mi scopava tutti i santi giorni, più volte al giorno salvo quando non scopava con altra gente, in particolare con lo skipper. Devo dire che dopo una settimana che usciva in barca con il ragazzo, e immaginando che si inculassero ogni volta, stavo diventando un pò gelosa.

Una trans-sorpresa! | Racconto trans di marynella

In questi giorni, parlando di esperienze con transessuali con degli amici, mi è tornato alla mente un episodio che mi è capitato. Non amo frequentare trans, ovviamente non per motivi di genere ma per altri principi che ora non spiego. Ma trovo queste esperienze molto eccitanti sessualmente, soprattutto se vissute con un uomo accanto.

Che bella scoperta la domestica…… maiala! | Racconto tradimenti di skeggia

In assenza di mia moglie, era già capitato altre volte di rimanere solo in casa con Caterina (nome di fantasia) domestica Slovacca, 47 anni bruttina di viso ma con un gran bel fisico, asciutto, sedete alto e seno sodo (allincirca una 3a credo) che lasciava spesso intravedere portando magliette aderenti. Solitamente le ore trascorrevano velocemente ogni uno per i fatti suoi, lei assolta dalle sue faccende ed io impegnato sempre a fare altro, ed oltre a qualche sbirciatina al suo di dietro o a qualche scolatura niente più, nessuna fantasia in particolare.

Studentessa troia | Racconto etero di Anonimo

La vita da lavoratore pendolare è sicuramente stressante e faticosa, ma a volte ti riserva sorprese gradite e inattese. Era una mattina come tutte le altre alla stazione del mio paese. La solita atmosfera stanca e silenziosa nel buio e nella nebbia del primo mattino. Aspettavo il treno sulla banchina accanto al binario, avvolto nel giubbotto pesante e nella sciarpa con in mano la borsa coi documenti per l’ufficio. Quando la voce all’altoparlante mi disse che il treno era in arrivo, mi svegliai dal mio stato di trance e mi accorsi della gente che si era sistemata come me in attesa. Avvertii poi un tocco leggero sulla spalla destra. Mi voltai e la vidi. Alessia, 20 anni, mi sorrideva da sotto i riccioli castani della sua folta capigliatura. Andavamo a scuola insieme, una volta eravamo molto legati, ma era da parecchio tempo che non la vedevo. -Ehi!- esclamai con voce roca per il sonno. -Ciao!- mi salutò lei. Abbracciandoci e baciandoci sulla guancia per salutarci sentii il suo buonissimo profumo sul collo e constatai che il suo fisico era migliorato molto negli ultimi mesi. Il sorriso bianco tra le labbra rosa e sottili spuntava sopra la sciarpa scura e il giaccone nero e lungo che la copriva fino alle ginocchia, con i pantaloni neri e le scarpe da ginnastica di marca. Il viso in carne era quello di sempre, con la sua pelle chiara e delicata, gli occhietti scuri e vispi, le guance leggermente arrossate per il freddo e il nasino alla francese sotto le sopracciglia leggere e rifinite. -Come va?- mi chiese permettendomi di staccare gli occhi dai suoi. -Abbastanza bene… lavoro a parte…- dissi con voce quasi coperta dalla frenata del treno che era sopraggiunto. -Immagino…- mi disse con la sua voce alta e dolce salendo sulla scaletta e entrando nella carrozza a destra. La seguii e mi sedetti in uno dei due posti vicino al finestrino. Lei si sistemò davanti a me e incrociò le gambe con un movimento veloce e fluido. -Sapevo che stavi nel collegio delle suore per non fare la pendolare fino alla laurea- dissi incrociando le mani sul grembo. Era sempre stata una ragazza molto posata. Non beveva, non fumava, era fidanzata con un ragazzo tranquillo quanto lei da almeno due anni. Quando avevo saputo della sua sistemazione al collegio delle sorelle mi era sembrata quella più adatta al suo carattere riservato e mite. Tempo prima frequentavo il suo ragazzo e una volta mi aveva detto, tra una birretta e l’altra, che a letto sapeva trasformarsi completamente, diventando una vera belva che difficilmente lui riusciva a saziare. A vederla però, mi sembrava impossibile che una persona potesse cambiare così tanto da una situazione ad un’altra. -Infatti…- disse lei –ci sto tornando perché oggi ho lezione. Ieri sera sono andata da Massimo a cena e ho passato la notte da lui…- Massimo era il suo ragazzo e il sorrisino malizioso che le apparve sulle labbra quando disse quelle parole mi lasciarono perplesso. Per un momento non la riconobbi. -Tutto bene con lui?- le chiesi curioso. -Sì, insomma… abbastanza, direi… Lui è molto dolce.- mi sembrava imbarazzata. Forse le cose non andavano poi così bene, pensai. Si aprì il giaccone pesante e scoprì una maglia bianca non molto larga che evidenziava le forme del suo seno non eccessivo, ma non certo da buttare. Gettai un’occhiata e poi scesi con gli occhi lungo il corpo osservando anche quanto le gambe, oltre al ventre, fossero notevolmente dimagrite rispetto al nostro ultimo incontro. –Ti vedo molto bene- le dissi con gentilezza toccandole la punta della scarpa che teneva sollevata. -Grazie! – disse con un sorriso splendente –anche tu stai molto bene.- sottolineò indicandomi con le dita affusolate e delicate della mano che poi appoggiò sulla coscia cominciando ad accarezzarsi i pantaloni di tessuto. -Com’è vivere con delle suore?- chiesi per fare conversazione e evitare di soffermarmi troppo sul collo che aveva appena liberato dalla sciarpa. La situazione cominciava a preoccuparmi perché sentivo crescermi qualcosa tra le gambe e temevo che potesse accorgersene. Per evitare, le accavallai anch’io. -Non è male come si potrebbe sembrare…- disse a voce bassa avvicinandosi un po’ a me. –l’unica cosa è che non lasciano portare uomini nelle stanze e… mi capisci, no? Ogni tanto devo tornare a casa… o esplodo…- Non aveva mai fatto prima con me discorsi simili… mi sentii davvero eccitato a pensarla nuda in un letto. Prima ci avevo fatto caso poco. I suoi capelli ricci raccolti si schiacciarono contro il sedile quando lei si riallontanò abbanonandosi sui braccioli e allargando un po’ le gambe. Lo sguardo mi cadde sul cavallo dei pantaloni che, stretti al punto giusto, avvolgevano il suo pube piatto come il ventre. Deglutii. Fu il calore al viso crescente a farmi parlare. –Beh.. per Natale so cosa regalarti…- dissi pensando ai vibratori che si vedono ogni tanto nelle vetrine dei sexy shop. Lei si riavvicinò e appoggiò una mano sul mio orecchio sussurrandomi –Di vibratori ne ho già due… ma non è la stessa cosa… non mi danno le stesse sensazioni, sai com’è…- Rimasi di sasso, aveva capito la mia allusione… e non solo… -Ah…- aggiunse – ho anche una compagna di stanza abbastanza carina e ogni tanto ci scambiamo qualche favore… ma le manca la materia prima per fare del vero sesso. Mi spiego?- chiese sempre sottovoce indicando verso il mio cavallo dei jeans. -Sì, sì…- deglutii- ti spieghi molto bene…- Tornò ad appoggiarsi allo schienale e a posare le mani delicate sulle cosce tese. Prese dalla borsa una biro e un foglietto e ci scrisse sopra qualcosa. Me lo diede facendo attenzione a prolungare il più possibile il contatto tra la mia mano e la sua, facendomi con le unghie il solletico ai polpastrelli. Vidi che c’era scritto un indirizzo. -Cos’è?- le chiesi. -E’ l’indirizzo del mio colleggio…- disse lei sorridendo da furbetta. -E cosa dovrei farmene?- chiesi io allibito. -Puoi venire a trovarmi più tardi, che ne dici?- mi sembrò di vedere il suo sguardo ammiccare ma pensai di essermelo immaginato. -Non hai detto che non possono entrare i maschi?- -Sì… l’ho detto… – sibilò con voce estremamente sensuale tirando fuori un pezzetto di lingua rossa e facendolo roteare sulla carne morbida delle labbra. Ormai non avevo dubbi su cosa volesse da me… Annuii e mi avvicinai a lei. –E come faccio a entrare?- Lei sorrise ancora. –Dalla porta… Alle cinque hanno la messa e tutte sono nella cappella…- si fermò un attimo pensando alla sua ultima parola –e i corridoi sono liberi. Devi solo fare attenzione alle guardie all’ingresso, ma basta dire che stai andando a messa. Ho visto altre ragazze fare così con i loro fidanzati…- Mi venne da chiederle perché non lo facesse anche lei col suo fidanzato invece che con me ma mi guardai bene dal farlo… un’occasione simile non potevo perderla. Il treno si fermò alla mia stazione. Mi alzai e le strinsi la mano con delicatezza baciandola sulla guancia. –A dopo- le dissi. Lei sorrise e mi guardò a lungo con aria affamata. E io sapevo di cosa. Si passò la mano veloce lungo il corpo toccandosi tra le gambe avendo cura di non essere vista da altri che da me. Mi voltai e scesi dal treno. La giornata era stata lunga e faticosa ma animata dalla dolce attesa del dopo. All’uscita dall’edificio dove lavoravo avevo salutato rapido i colleghi e avevo preso il primo treno. Arrivato alla stazione successiva avevo preso il pullman, chiesto informazioni e alla fine avevo trovato il posto indicatomi. Ero entrato con la scusa della funzione religiosa e adesso giravo bramoso per i corridoi del collegio. Qualche ragazza che mi vedeva passare sorrideva e commentava piano con le compagne l’ovvio motivo della mia visita. Sentii due che si chiedevano di chi fossi e come fossi a letto. Arrivai alla stanza indicatomi, la numero 25, e bussai. Da dentro rispose una voce che mi disse di entrare. Aprii la porta e mi trovai in una stanza spoglia, con due letti sistemati alle pareti opposte, due scrivanie, due comodini, due armadi e una porta che, presumibilmente dav
a sul bagno. Ad accoglierm
i non fu chi mi aspettavo. Avevo pensato di entrare, prenderla per la vita con un braccio, infilarle la lingua in bocca e sbatterla contro il muro dandole quello che voleva… Ma davanti a me si era presentata una ragazza bionda, bassa e carina che mi aveva sorriso e mi aveva fatto accomodare. -Ale arriva subito- mi disse con voce un po’ da oca –tu sei il suo amico vero?- Annuii. -Ok… tranquillo, adesso vi lascio soli… Li hai i preservativi?- mi chiese senza imbarazzo e aprendo il cassetto del suo comodino pieno di profilattici da utilizzare. -Sì, grazie… ho i miei.- Lei fece spallucce, richiuse il cassetto a chiave e mi camminò davanti sculettando nei jeans. Si girò verso di me masticando la gomma e si piegò in avanti protendendo verso di me quel gran bel culetto sodo. –Vuoi toccare?- mi disse quasi indifferente. Io rimasi interdetto. -Non morde, dai… accomodati…- Io appoggiai la mia mano sul suo fondoschiena accarezzandolo appena e lei mi afferrò l’altra mano mettendosela sull’altro gluteo e invintandomi a palpare con vigore. Non mi feci pregare e constatai che era davvero un gran bel culo. Lei si raddrizzò e si girò mettendomi repentinamente una mano sul pacco e tastando la consistenza e la lunghezza del mio pene eretto. –Mmm…- fece lei facendo l’occhiolino –Alessia ha scelto bene… Fate solo attenzione a non fare rumore… una volta mi hanno sorpresa perché mi è scappato un urlo quando sono venuta e i miei hanno dovuto pagare un patrimonio per farmi rimanere qui, ok?- Annuii e la guardai uscire pensando a che troia senza limite poteva essere quella ragazza e da chi Alessia potesse aver preso certi modi di dire e di fare… Non che la cosa mi dispiacesse, comunque. Rimasi cinque minuti seduto sul letto di Alessia aspettandola. Poi la porta si aprì e lei entrò vestita come al mattino, solo senza cappotto. Sorrise vedendomi e chiuse a chiave la porta. –Ho conosciuto la tua amica….- dissi io sorridendo. -Oh no…- disse preoccupata –non l’avrete fatto, vero?- -Sei gelosa?- -No.. però lei gli uomini se li spreme tutti… io ti voglio in forma per me…- disse abbracciandomi delicatamente e facendomi sdraiare sulle lenzuola mentre mi sfiorava le labbra con le sue. -Tranquilla… non abbiamo fatto nulla… sono tutto tuo…- dissi baciandola, finalmente. Lei si sdraiò su di me togliendosi le scarpe mentre continuavamo a limonare. Le mie mani la indagarono soffermandosi sulle rotondità di seno e culo, rotondo e sodo, passando per i fianchi e infilandosi occasionalmente sotto la maglia per accarezzare la pelle nuda della schiena e del ventre e sfiorando i primi peli del pube. Dopo qualche minuto lei si staccò e si mise a cavalcioni sul mio bacino, sfilandosi la maglia e restando in maglietta. Io mi tolsi il maglione e la camicia restando a petto nudo. Anche lei si sfilò la maglietta bianca e rimase col reggiseno nero a separarmi dai suoi capezzoli rigidi in evidenza. Le sue tette erano piccole, una prima, al massimo una seconda, ma erano così sode che veniva voglia di morderle. Lei indugiava con lingua e denti e labbra sui miei capezzoli, leccandomi i muscoli addominali fino all’ombelico scendendo con le mani fino alla cintura. Me la slacciò e iniziò ad abbassare la zip trovando i miei boxer blu pieni di eccitazione. Mi tolse i pantaloni lasciandomi in mutande. Io le appoggiai allora le mani sul culo e le abbassai di colpo i pantaloni fino alle ginocchia, scoprendo anche le mutandine piccole e nere che contenevano il suo frutto proibito. Le gambe depilate alla perfezione si avvolsero intorno alla mia schiena mentre io le palpavo e massaggiavo con le mani leccandole con la lingua il collo e il petto fino alla riga tra i seni chiari. Le tolsi il reggiseno e iniziai a succhiare come se dovessi essere allattato. Lei si lasciò scappare un piccolo lamento quando le morsi il capezzolo ma si trattenne, sussurrandomi ansimando di non fare rumore o ci avrebbero scoperti. Io annuii e la feci coricare sul suo letto, scorrendo con la lingua bagnata fino al suo ombelico. Spostai le mutandine e glie le sfilai con un brivido. La figa era pelosa ma curata. Tutti i peli non erano più lunghi di un paio di centimetri e già erano bagnati della sua eccitazione. Iniziai a lavorare di lingua gustandomi il suo sapore e entrando con la lingua dentro di lei. Lei godeva vistosamente con contrazioni muscolari incontrollate, ma era silenziosa stringendo i denti e sforzandosi di non lasciarsi andare a urla di piacere. Dopo un poì mi tolsi dalla sua vagina e fu lei con gli occhi lucidi per la goduta a mettermi sdraiato sotto di lei e a sfilarmi i boxer liberando i miei 18 centimetri di cazzo duro come il marmo. Mi aspettavo un bel pompino con le sue labbra delicate e invece si sistemò sulla cappella con la sua vagina bagnata e iniziò velocemente ad andare su e giù sulla mia asta. Non mi feci pregare e le appoggiai le mani sui seni mentre lei saltava facendo cigolare la rete del letto su e giù sulla mia asta. Con la testa rivolta verso il soffitto e i capelli al vento che andavano su e giù sudava tantissimo e le mie mani non sapevano più dove toccare tra il suo culo florido e i seni sodi, la schiena liscia e sudata e il ventre teso per l’eccitazione. Godevo davvero tanto, ma riuscivo a non fare rumore, mentre lei per evitare di urlare si mise in bocca un legnetto rotondo che strinse con i denti, lasciando uscire solo un debole e continuo –Mmmmmmmmh…… mmmmmmmmh… aaaaaa…….. mmmmmmmmmmmh…… mmmmmmmmh….- Sentivo il mio cazzo sempre più veloce che entrava e usciva dal suo corpo e contemporaneamente il suo piacere che cresceva, i suoi muscoli che perdevano il controllo. Tremava tutta come se fosse indiavolata… Poi all’improvviso rallentò il ritmo e spinse sempre più forte facendomi penetrare sempre di più. A un certo punto fece l’ultimo salto e rimase ferma con il mio pene dentro di lei. Sentii come un fiume caldo inondarmi l’asta del cazza fino a bagnarmi i coglioni e il pube. Era venuta. Sentivo il suo respiro affannoso e i mugugni sempre più deboli dalla bocca serrata. Lei era venuta, io no. E volevo venire, feci per prenderla per i fianchi e farla ricominciare ma lei si tolse da me lasciandomi col cazzo in tiro e sul punto di venire. -Dove vai?- le chiesi con voce straniata. Lei con gli occhi bagnati dalle lacrime del piacere e un sorriso spiritato sul viso mi disse con voce bassa e calda. –Non avevo mai raggiunto l’orgasmo prima… grazie di cuore…- e mi diede un bacio leggero sulla fronte, avviandosi lentamente verso il bagno tutta nuda e bagnata. Io mi alzai e la presi per un braccio. –E io?- le chiesi prendendola per le spalle con forza. Fece spallucce e mi indicò la mano -Finisci da solo…- Io mi rifiutai di crederci, ma poi la presi per i capelli e la rimisi sul letto. Stavolta mi misi io sopra di lei e ricominciai a leccarla per farla riscaldare un po’. Quando fu d’accordo e vogliosa di ricominciare, mi misi tra le sue gambe e mi feci largo nella vagina larga di Alessia. Prima piano poi sempre più forte ricominciai a entrare in lei. Anche lei godeva, la porca, con tutta se stessa… quasi come prima. Ma mi bruciava ancora il trattamento di prima e pensai di farle provare qualcosa di nuovo e ancora più lussurioso. Le misi il bastoncino di prima in bocca e lei annuì godendo. Poi smisi di penetrarla e la girai con la schiena all’insù. Lei capì e si mise a pecorina. Mi alzai sul letto e le scopai la figa da dietro portando a me con le mani il suo corpo e aiutandola a fare avanti e indietro. Tolsi poi ancora il mio cazzo dalla sua vagina ormai devastata e mi preparai a entrarle nell’ano. Lei si tolse il bastoncino dalla bocca e mi fermò. -Lì sono vergine…- disse con un filo di voce che aveva il suono di una che non capiva più per la goduria quello che succedeva. Sembrava drogata dal piacere. -Tranquilla… prima ti apro e poi faccio piano…- le dissi baciandola sulle labbra e accarezzandola. Lei annuì e si lasciò infilare la lingua tra le chiappette chiare e delicate. Dopo un po’ cominciai con un dito, poi con due
. Poi quando fu abbastanza ap
erto, provai ad appoggiarci la mia cappella gonfia e rossa. -Spingilo dentro!- mi disse dopo essersi infilata da sola tre dita nel retto. Non me lo feci ripetere più volte e entrai una prima volta lentamente. Lei gemette. Uscii e rientrai ancora. E ancora. E ancora. Continuando ad aumentare lunghezza della penetrazione e velocità. Fu lei a chiedermi di scoparla con come nella figa. Non aspettavo altro. La feci venire di nuovo dalla vagina ma questa volta non se ne andò. Dopo esserselo preso abbastanza anche da dietro, si mise di nuovo con la schiena sul letto e mi invitò a venirle nella figa, dicendomi di aver preso le pillole. Io la scopai di nuovo ma questa volta molto più profondamente. Quando ero sul punto di venire anche io, però, tolsi il cazzo dalla sua vagina e lo misi davanti al suo viso. lei si sedette sul letto e capì. Lo prese con la mano destra mentre con la sinistra si massaggiava il pube. Io la aiutai e con la mano destra la aiutai con la pompa e con la sinistra con il ditalino. Quando lo prese in bocca e iniziò a succhiare sentii un fiume caldo percorrermi il corpo. La presi per i capelli e la tirai a me, mettendoglielo tutto dentro la bocca e esplodendo in un’eruzione di sperma senza precedenti. Misi tanta energia che anche la mia mano e la sua entrarono nella patata impregnata di succhi e sperma e la fecero venire per l’ennesima volta. Io continuavo a spruzzare sperma e dopo averle riempito la bocca e averla vista deglutire, le schizzai sul viso gli ultimi getti di sborra calda. Mi abbandonai stravolto sul letto sudicio di sudore, sperma e succhi vaginali accanto a lei. Ci limonammo per un po’ e poi andammo insieme sotto la doccia dove, ci leccammo ancora un quarto d’ora ripromettendoci di rifare insieme quel fantastico pomeriggio!

Una trans-sorpresa! | Racconto trans di marynella

In questi giorni, parlando di esperienze con transessuali con degli amici, mi è tornato alla mente un episodio che mi è capitato. Non amo frequentare trans, ovviamente non per motivi di genere ma per altri principi che ora non spiego. Ma trovo queste esperienze molto eccitanti sessualmente, soprattutto se vissute con un uomo accanto.

Il compagno | Racconto gay di Mitana

La giornata si presentava calda gia` dal mattino e la voglia di andare a scuola comincio` a venir meno. Quando Lucio mi ricordo` la versione di latino e mi parlo` si u vecchio castello diroccato che valeva la pena di visitare lasciai in custodia presso una cartoleria la cartella e gli feci compagnia. Raggiungemmo il castello non prima di aver comperato le sigarette ed un paio di focacce che consumammo seduti sull`erba ancora umida di rugiada. Piu` il sole si alzava piu` eravamo felici o almeno cosi` ci pareva. Deridevamo i compagni rimasti a scervellarsi in classe sul Campanini e Carboni alla ricerca delle frasi adatte alla traduzione di una lingua morta. Piu` che la versione di latino consideravamo le nostre compagne colle loro tettine sode ed i culi arrotondati che curve colle cosce strette sul foglio a righe intente a tradurre le frasi di Cicerone o di Cesare. Immaginavamo la Colucci colle sue labbra da pompinara che spiava il foglio della Fasanella o La Parziale che mostrava le cosce a Timoteo per farsi tradurre una frase o Marano chre sculettava mentre chiedeva qualcosa al professore. Lasciammo per ultima Valentina perche` era la piu` bella della classe o quanto meno la piu` sexy colle sue cosce lunghe le tette gonfie ed un visino da madonna dei casini. Era la Musa ispiratrice delle nostre seghe quotidiane e Lucio mostro` con fierezza la patta gonfia pensando a lei. Anche io ero eccitato ma lui di piu` almeno a vedere il gonfiore. Massaggio` a lungo la patta mentre nervoso fumava l`ennesima sigaretta ed un paio di volte i nostri sguardi si ncrociarono e ne fui turbato. Lucio era piu` grande di me di un anno ed aveva conosciuto piu` di una fidanzata mentre io ero ancora ingenuo e vergine. Quando fisso` i suoi occhi nei miei vi lessi il desiderio e ne rimasi turbato perche` mi ero reso conto che anche io avevo voglia di godere. Desideravo ardentemente una femmina ma potevo contare solo sulla mia mano destra o quella dei cuginetti che piu` di una volta mi avevano dato soddisfazione facendo zampillare il mio sperma cremoso. Il cazzo di Lucio spingeva con forza contro i pantaloni e disegnava la sua forma perfetta. Era evidente la capocchia rotonda e lui la evidenziava strizzandola. – Se fosse qui Valentina, sai cosa le farei? Le tapperei la bocca con un cazzo duro e le succhierei i capezzoli duri. Ma hai visto che bocca? e che labbra? Cosa pagherei per un pompino. Io ridevo teso pensando che se fosse piu` esplicito gli sarei potuto venire incontro. Lui continuava a fissare i miei occhi coi suoi acquosi mentre massaggiava la patta sempre piu` gonfia. – Facciamo una lotta? – Cosa? – Una lotta, per scaricare la voglia che ho addosso. Non fini` di parlare che mi salto` addosso e mi rovescio` all`indietro. Cercava di immobilizzarmi colle spalle a terra mentre inginocchiato mi tratteneva tra le cosce. Aveva una strana luce negli occhi che mi affascinava. Lo sentivo amico benche` facesse di tutto per battermi. Riusci` a stendermi sull`erba e scivolo` coll`inguine fino a sentire pulsare il cazzo sempre duro a poca distanza dal mio viso. – Perche` non sei Valentina? Se al posto tuo ci fosse lei sai cosa le farei? Lo sai, eh? Avanzo` ancora un po` ed il gonfiore mi sfioro` le labbra. Mi sentivo strano , non ero a disagio perche` sentivo in lui il maschio bisognoso di godere della sua donna e la sua donna ero io. Ero fiero di piacergli di interessarlo e per un attimo desiderai essere provvisto di vagina. Mi era successo gia` altre volte di dispiacermi di essere uomo. Anche mia madre ripeteva spesso che avrebbe preferito una femminuccia al mio posto. Quando Lucio mi lascio` libere le mani per aprire la patta e tirare fuori un cazzo duro come un pezzo di legno colla capocchia viola lo afferrai e lo portai alla bocca per succhiarlo. – Ah Valentina, succhia, succhia troia bastarda di una puttana. Sentii la cappella in gola e le palle dure contro il mento. – Succhia troia, la mia troia. Mi mancava il fiato ma trattenni il grosso cazzo in fondo alla gola e lo sputai solo quando mi annaffio` col seme denso e bollente. Ingoiai il suo liquido cremoso e sbattei le labbra facendo i palloncini collo sperma che raccolsi dall`asta turgida. – Ti piace, eh, lo so che ti piace. Hai la faccia del pompinaro. Non gli risposi ma in segno di sfida ripresi in bocca il cazzo sempre eretto e lo succhiai fino a sentirlo gonfiare al massimo. Lucio riprese a sbuffare mentre mi chiavava quasi la mia bocca fosse una vagina fino a che non si irrigidi` mentre mi annaffiava ancora una volta la gola con uno schizzo di sperma bollente. Questa volta lo trattenni in bocca e ci giocai facendo apparire la massa cremosa sulle labbra per risucchiarla quindi appariva ancora e la risucchiavo per varie volte. Lui si lascio` cadere al suolo col cazzo che svettava verso il sole ormai alto nel cielo e luccicava la capocchia sporca di sborra. – Lo sapevo che eri una troia,. me ne ero accorto. Hai la faccia del pompinaro. Mi girai sul fianco e gli presi il cazzo in mano e lo scapocchiai mentre colla punta della lingua raccoglievo le ultime gocce che lo lordavano. – Hai un bel cazzo, mi piace. E` ben disegnato e ben proporzionato. In cuor mio maledissi la mancanza della vagina e raccolsi in bocca il cazzo quasi volessi strozzarmi con esso. Lucio mi prese la testa e mi costrinse a risalirlo fino a che le bocche non si unirono in un bacio passionale. Gli succhiai la saliva e lo pregai di sputarmi in bocca. Quella fu la prima volta e mi eccitai al punto che mi sborrai addosso senza toccarmi. In seguito ho amato succhiare la saliva e godo quando mi sputano in bocca. Non so ma mi piace da morire al punto che posso godere senza toccarmi solo nel sentire e bere lo sputo piu` che il piscio. Stanchi fumammo una sigaretta andando col pensiero a Valentina il cui ricordo aveva favorito e propiziato il nostro rapporto. Facemmo un giro tra i ruderi inseguendo le lucertole tra i muschi. Alfine Lucio seduto su un muro di tufo mi chiese di inginocchiarmi tra le cosce e darmi da fare per farlo godere ancora una volta prima di rientarre nelle nostre case. Obbedii con piacere. Il cazzo era molle e faticai non poco per farlo inturgidire. Alla fine mi riempi` la bocca e mentre sbuffava come un treno in salita mi tappo` la bocca mentre mi annaffiava ancora una volta la gola. Beata gioventu`, quando l`intero Universo e` raccolto nella patta dei pantaloni e dove il centro del Mondo e` un cazzo eretto. Abbandonai il cazzo solo quando molle mi scivolo` di bocca e dopo averlo ben ripulito colla lingua lo vidi sparire nella braghetta.

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