Al cinema porno | Racconto orge di Vecchiobambino

Quel giorno Cristina e suo marito Tiziano si stavano annoiando un po. Avevano voglia di sesso, ma non del solito sesso in casa, nel letto o sul divano, cercavano qualcosa di più, un po di trasgressione e quando venivano loro quelle voglie, erano pronti a soddisfarle in qualsiasi modo. Daltronde Cristina era abituata ad andare con altri uomini sotto gli occhi del marito e a lui faceva piacere assistere e partecipare alle esibizioni erotiche della moglie.

Al cinema porno | Racconto orge di Vecchiobambino

Quel giorno Cristina e suo marito Tiziano si stavano annoiando un po. Avevano voglia di sesso, ma non del solito sesso in casa, nel letto o sul divano, cercavano qualcosa di più, un po di trasgressione e quando venivano loro quelle voglie, erano pronti a soddisfarle in qualsiasi modo. Daltronde Cristina era abituata ad andare con altri uomini sotto gli occhi del marito e a lui faceva piacere assistere e partecipare alle esibizioni erotiche della moglie.

Farsi scopare la mamma dal collega | Racconto voyeur di Antonio G

Fabio aveva 25 anni e lavorava presso il reparto risorse umane di una importante azienda. Neolaureato, aveva trovato subito lavoro. Era un ragazzo brillante e spigliato, ed era stimato da tutti. Nellufficio dove lavorava, aveva stretto una bella amicizia con Diego, che di anni ne aveva 41. Malgrado la differenza detà, avevano molti interessi in comune e Diego si comportava con Fabio come un fratello maggiore. Ogni tanto, nei fine settimana, Fabio invitava Diego a pranzo a casa sua. Fabio abitava ancora con sua madre Elena, che di anni ne aveva 49. Elena era divorziata ed era ancora una gran bella donna. Mora, piuttosto alta, decisamente formosa. Una donna pienamente realizzata dal punto di vista professionale, anche se molto sola, dopo il divorzio. Diego era single, ed era un belluomo. Fabio si accorse che tra i due, a pelle, cera una certa simpatia, e la cosa gli dava un po fastidio. Notava, nei loro sguardi e nelle loro conversazioni, i segnali di una potenziale, reciproca, attrazione. Un giorno, in ufficio, durante la pausa pranzo, Diego prese Fabio in disparte. Fabio, senti…non so come dirtelo…. Cosa?. Prometti che non tincazzi? Diego, cosa? Cercherò di andare al dunque. Io e tua madre ci stiamo sentendo. Per il momento non è successo niente, chattiamo solamente. Però credo che lei voglia uscire con me. Fabio arrossì e luccello gli diventò duro. Balbettò. St…stai…sch…scherzando, vero?. No. Diego gli fece leggere i messaggi che si scambiava con sua madre. Lunghe conversazioni, con lei che scriveva di sentirsi sola e di avere bisogno di distrarsi un po. A Fabio diventò ancor più duro e Diego se ne accorse. Limbarazzo provato da Fabio in quel momento fu indescrivibile. Diego, resosi conto della debolezza dellamico, gli fece una proposta clamorosa. Ascolta bene quello che sto per dirti e cerca di capire. Io vivo con i miei genitori, che sono molto anziani. La mia stanza ha un letto a una piazza, scomodo. Non mi va di portare tua madre in uno squallido motel. Da amico, quale sei, credo sarebbe un bel gesto lasciarmi la casa libera. Te ne vai per qualche ora, e ci lasci da soli. Giusto il tempo di…. Fabio, durissimo e incredulo, non sapeva cosa dire. Diego continuò Dille che sabato vai a trovare tuo padre e che starai lì tutto il giorno. Così io vado da tua madre. Fabio, con un filo di voce, quanto tempo devo…stare fuori?. 4-5 ore…il tempo di fare le cose con calma. Cerca di capirmi. Ma…4-5 ore…non è un po troppo?. No. Non è che uno va subito al sodo, serve sempre un po di tempo. E poi, se so che posso fare calma, rendo meglio. Magari ci scappa pure la doppietta. Fabio acconsentì, pieno di vergogna ed eccitazione. Le notti antecedenti al fatidico sabato furono per lui quasi insonni. Era pieno di sensi di colpa per latteggiamento debole e quasi servile avuto col suo amico. Ma era anche eccitato allidea di sapere che un suo collega avrebbe fatto sesso con sua madre. Ovviamente, sua mamma non sapeva che Fabio era al corrente di tutto. Diego aveva chiesto a Fabio di non dirle niente, altrimenti la situazione sarebbe diventata ingestibile. La signora si sarebbe ovviamente inibita e non si sarebbe fatta scopare. Fabio era ben consapevole che, in quella vicenda, stava mettendo il suo amico nella condizione migliore per fare i suoi porci comodi con sua madre. Se ne vergognava, ma non riusciva ad evitare di fare il tifo per Diego. Il sabato mattina, quando Fabio uscì di casa, aveva il batticuore. In realtà non andò da suo padre. Passeggiò per le vie della città, e tornò dopo un paio dore. La macchina di Diego era parcheggiata sotto casa di sua madre. Fabio fece un bel respiro e continuò a camminare attorno al quartiere per una mezzoretta. Poi tornò a casa, e stavolta entrò, senza far rumore. Mentre era in soggiorno, sentì in modo chiaro e inequivocabile il cigolio del letto. Per un attimo, volle credere di essersi suggestionato. Ma fu solo un attimo. Gnic, gnic, gnic, gnic, gnic… il cigolio era davvero intenso, ed era impossibile sbagliarsi. Fabio aveva il cazzo durissimo e iniziò a toccarsi. Ad un certo punto, sentì la voce ansimante di sua madre emettere un sì. Fabio si avvicinò alla camera da letto, ma non ebbe il coraggio di sbirciare dalla serratura. Era quasi paralizzato dallemozione e dallimbarazzo. Sentì la voce di Diego, improvvisamente cavernosa, sussurrare che cavalla…. Fabio sborrò, mentre sentiva il suo amico godere. Si pulì in fretta e uscì di casa, senza far rumore. Passeggiò per la città, ancora frastornato per quella forte emozione. Camminò a lungo. Dopo un paio dore, Diego gli scrisse un messaggio. Puoi tornare a casa. Mi sono goduto tua mamma. Due volte. Grazie, sei un amico.

Il desiderio di mio marito divedermi con un altro | Racconto trio di Giusytroia

Ciao a tutti. A solo pensarci mi viene da ridere, ma spero che la mia storia vera vi piaccia. mi viene da ridere perché ho cominciato a frequentare questo sito con la speranza di trovare un racconto in cui una moglie si sia trovata nella mia stessa situazione e il modo in cui si sia comportata. Ne ho trovati tanti. Io sono Giusy, una bella 50enne siciliana di Trapani. Mi descriverò durante il racconto. Gianni, mio marito, ha 53 anni ed è sicuramente un belluomo attraente, dal fisico atletico e affascinante. Siamo entrambi funzionari pubblici. Lho fatto, accontentando mio marito e anche me stessa, solo un mese fa, nel nostro rifugio in collina, con un bel 40enne e in 3 ci siamo sollazzati tutta la notte. Il mio problema non era quello di farmi scopare da un altro e capirete il perché, il mio problema era farlo con mio marito presente. Capirete il perché in quanto sono una donna che non so nemmeno io come definirmi: troia forse è poco. Una santerellina non lo sono mai stata nemmeno da ragazzina in quanto sono stata sempre attratta dallaltro sesso, ritrovandomi, già a 14 anni, alta come sono ora e con tutti i miei attributi femminili: leggermente in carne, con le tette acerbe ma già ben formate e quasi della grossezza definitiva; un bel culo e un gran paio di cosce, stuzzicando, già a quella età, le fantasie di ragazzi più grandi di me, la mia curiosità verso laltro sesso e le mie fantasie quando mi masturbavo. Come definire una donna come me che a 14 anni inizia a maneggiare il cazzo di un ragazzo di 26 anni, fidanzato, che abitava nello stesso palazzo e, lavorando nei pressi della mia scuola, spesso la mattina mi dava un passaggio? con Carlo, così si chiamava, iniziò la mia vita sessuale con i primi veri baci, le mie prime seghe, i miei primi pompini e i miei primi orgasmi masturbata e leccata da un maschio. Durò 2 anni. Come definire una donna che a 17 anni si fa fidanzata ufficiale e subito si ritrova sverginata di fica e con la bocca piena di sborra? Pino, più grande di me di 9 anni, figlio di amici di famiglia, che non mi piaceva e di cui non ero innamorata. Come definire una donna che, pur essendo fidanzata da pochi mesi, si fa sfondare per la prima volta il culo da un compagno di scuola durante uno sciopero con occupazione dellistituto? Renato, di una classe avanti e di diploma, che, durante il resto dellanno scolastico, mi scopò per una quindicina di volte. Come definire una donna che a 19 anni, non appena diplomata, facendo la babysitter per pagarsi la scuola guida e ritrovandosi a farla al figlio di Carlo, che nel frattempo si era sposato, si è fatta trombare 4 volte nellarco di 2 mesi? Come definire una donna che a 23 anni, durante una festa a casa di amici, incontra un ragazzo e per entrambi è un colpo di fulmine parlandosi solo con gli sguardi? Era Gianni, il mio futuro marito. Già quando ci incontrammo di nascosto la prima volta fu subito passione e sesso. Eravamo innamorati, lasciai Pino dopo 6 anni di fidanzamento, lottando pure contro la mia famiglia e iniziai la mia avventura infinita con Gianni. Io che non so come definirmi e lui libidinoso quanto mai. Ad un certo punto mi ritrovai incinta e ci sposammo. Io avevo 25 anni e lui 28. Durante la gravidanza ricevetti la lettera di assunzione a seguito di un concorso che avevo sostenuto da poco diplomata. Presi servizi per una settimana e poi andai in maternità. Quando ripresi servizio, pur non essendo nella mia forma migliore dal punto di vista fisico, notavo di essere interessante agli occhi di alcuni colleghi. col passare dei mesi ancora di più in quanto ritornai come prima e anzi meglio di prima perché più snella e più sexy. Me ne rendevo conto io e se ne rendevano conto colleghi ai quali sentivo bisbigliare apprezzamenti nei miei confronti. Fra laltro larma della provocazione e di farmi sentire desiderata mi si era raffinata essendo castana con lo sguardo accattivante e i miei attributi femminili, mai oscenamente, sempre in evidenza grazie anche al mio modo di vestire semplice ed elegante nello stesso tempo. Insomma, i complimenti non mancavano come, per esempio, quello di essere la più bona dellufficio. Come definire una donna che a sentirsi dire da un collega, che si spingeva oltre, che le mie tette erano da succhiare, che le mie cosce lo facevano impazzire, che il mio culo era da sfondare, chela mia bocca sembrava fatta apposta per fare pompini e che leggeva nei miei occhi che non vedevo lora di succhiarglielo, si ritrovava con la fica un lago? Come definire una moglie che quando un giorno costui la prese, tentò di baciarla e lei, anziché prenderlo a schiaffi come normale che fosse per una moglie con la testa sulle spalle, rispose al suo bacio accalorata e vogliosa? Come definire una moglie che qualche giorno dopo uscendo prima dallufficio per agitazione sindacale si fece raggiungere a casa? Franco, così si chiamava, aveva proprio ragione: non vedevo lora di succhiarglielo e avevo proprio bisogno di essere scopata selvaggiamente. Gli diedi tutti i miei buchi là, sul letto dove facevo lamore e dormivo con mio marito. Lo facemmo ancora per 3 volte nel giro di 2 mesi. Era di Palermo e poi fu trasferito. Avevo 27 anni, un figlio e, solo dopo 2 anni di matrimonio, un marito inconsapevolmente cornuto. Avevo 31 anni e Gianni 34 quando facemmo un mutuo e comprammo casa. Inoltre prendemmo labitudine di trascorrere, con nostro figlio che aveva già 5 anni, la domenica in un paesino in collina ad una oretta da Trapani. Stavamo bene ma avevo notato in lui un calo di desiderio sessuale nei miei confronti. Avevo capito, anche da certi suoi atteggiamenti, che aveva unamante. Ovviamente non era nelle condizioni di potermi lamentare o di dirgli qualcosa. Come definire una moglie che si sentì stuzzicata, eccitandosi come una cagna, dallidea di fa godere del piaceri che una donna sposata e con tanta esperienza potesse dare ad un ragazzo di 23 anni? Lo feci con Lillo, da poco collega, che aveva labitudine di sbirciare fra le mie cosce. Trovai il momento, sorprendendolo, di farlo venire nella mia bocca. Dopo prese coraggio e per 2 anni ci incontrammo, quando era possibile, in una vecchia casa disabitata della sua famiglia. Fu distaccato presso un altro ufficio e tutto finì. Come definire una moglie che mentre si faceva fottere da un ragazzo, ora di 24 anni, iniziò una relazione che sarebbe durata la bellezza di 14 anni? Io avevo 32 anni, Piero, così si chiamava, 45. Era il mio capo reparto e trascorrevamo molto tempo insieme, chiusi nella sua stanza, per motivi di programmazione e di lavoro. Mi fece capire che sapeva di me e Franco, il collega trasferito a Palermo, e mi presentò il cazzo davanti alla bocca; lo spompinai e mi sborrò in bocca. Le prime scopate in ufficio, per 6 volte fu possibile a casa sua e una volta a casa mia. per3 volte mi portò in un paesino vicino facendosi prestare una casetta da un amico; poi, per tanti anni, prese un monolocale in affitto fuori mano rispetto alle nostri abitazioni e allufficio. Come definire una moglie che a 37 anni, mentre aveva una relazione già da 5 anni, si fa sedurre da un 55enne? Un lunedì mattina mi trovavo nellagenzia di disbrigo pratiche del signor Antonio. Era stato lui, allora in una segreteria politica, ad interessarsi perché, dopo aver superato il concorso, venissi assegnata allufficio di Trapani. Avevamo rapporti per motivi di lavoro e sempre mi ricordava quello che aveva fatto per me. Il lunedì mattina aveva labitudine di non ricevere pubblico e quasi ogni lunedì, per un anno mi faci fottere dal suo cazzo che di uguali non ne avevo mai visti: lungo, grosso e con una cappella che sembrava una pesca. Dopo un anno, nonostante fosse il cazzo che più mi soddisfaceva, dissi basta. Una cosa mi rimase impressa nella mente di quel periodo, un tour de force sessuale: Il lunedì mattina mi scopò lui, nel pomeriggio Piero e la sera mio marito. Avevo 41 anni e Gianni 44 quando incominciai a notare un suo interesse nuovo nei miei confronti. Quello che accadde una mattina fu determinante per gli anni che seguirono e fino ad oggi. Lui era pronto per accompagnare nostro figlio
a scuola e poi andare in ufficio. Prima di uscire entrò in camera mentre mi stavo vestendo. Ero in reggiseno, slip e autoreggenti. mi guardò perplesso in quanto solitamente usavo i collant. Prima che dicesse qualcosa io, a disagio, come per giustificarmi, dissi che ormai in primavera incominciava a fare caldo e i collant mi davano fastidio. Notai una strana luce nei suoi occhi. Si avvicinò, sorrise, mise la mano fra le mie cosce e disse: così ti si può toccare meglio. Rimasi ammutolita. Aveva proprio ragione: era Piero che mi voleva così per potermi toccare meglio in ufficio quando era possibile. Stavo per uscire ma entrò lui. Pensai che mi volesse fare una cazziata e invece mi prese per le braccia e cercò la mia bocca. Che foga! Mi eccitai pure io. Disse che voleva scoparmi subito ed io gli ricordai che dovevamo andare in ufficio. Invece prendemmo un giorno di congedo e scopammo tutta la mattinata. Un altro fattore determinante fu lacquisto di una piccola costruzione al paesino: sotto un magazzino e al piano superiore un bilocale con cucinino e bagno. Diventò il nostro rifugio e ogni fine settimana eravamo lì da soli in quando nostro figlio aveva ormai i suoi amici e si appoggiava dai miei. Sembravamo due amanti mai sazi di fare sesso. Io? Sempre più consapevole di quella che fossi veramente. Tutte le mie esperienze mi avevano trasformata in una femmina che, a seconda delle situazioni, sapeva assumere gli atteggiamenti giusti: sapevo essere timida e ingenua, sfacciata e provocante e pure una femmina maliziosa, provocatrice e disponibile ad ogni complicità. Una sera, nel nostro rifugio, lui giocava con le mie chiappe divaricandole, richiudendole e dandomi qualche leccatina sullano. Mi disse che si rendeva conto del perché, con questo bel culo che mi ritrovavo, tutti mi volessero inculare, magari così alla pecorina. Che ne sapeva? Se lo immaginava come io di lui? Maliziosamente e tra un fare scherzoso e il semiserio gli feci capire di si e proprio alla pecorina. Infatti mi avevano inculata tutti così. Solo lui mi inculava pure di fianco. Quella sera mi volle a cavallo, seduta completamente sul cazzo e mi sfondò completamente. Così lo faceva con unaltra. Insomma, arrivammo al punto che ritenevamo assodato il fatto che lui fosse stato con altre ed io con altri. Avevo 45 anni quando mandai Piero a quel paese. Lui aveva 58 anni e mi disse che voleva dividersi dalla moglie. Mi resi conto che non era più il caso. Qualche anno dopo, io avevo 49 anni e Gianni 52, ammirandomi nuda mi diceva che ero ancora un bel pezzo di fica e, sorridendo, che mi potevo fare guardare e scopare senza fare brutte figure. Poi, senza mezzi termini, che aveva il forte desiderio di volermi scopare insieme ad un altro. Nel bel mezzo di tumultuosi amplessi gli dicevo che mi sarebbe piaciuto e mi diceva che avremmo potuto invitare qualcuno al nostro rifugio. Non so cosa avesse fatto, ma un martedì sera, poco più di un mese fa, fummo invitati a trascorrere il fine settimana in un agriturismo e lui disse che eravamo impegnati. Gli chiesi il motivo e rispose: come perché, ma se sabato abbiamo limpegno di farti scopare insieme a me? Restai allibita. Gianni, sul serio dici? Chiesi veramente sorpresa. Scusa, ma se fino a ieri sera hai detto di si! Disse. Dopo 5 secondi di silenzio dissi: ma sicuro sei di non essere geloso? E con chi? Non ti mortificheresti nei confronti di questo qua a farti scopare la moglie da un altro? Rispose che a questo non ci dovevo pensare. 5 secondi di silenzio e mi chiese: ma a te stuzzica lidea? Ti piace farlo? Lo vuoi fare? 5 secondi di silenzio e sussurrai: però non facciamo che poi me lo rinfacci! Il sabato mattina eravamo lì. Prendemmo qualcosa al market e poi, non essendo una bella giornata, a casa. Fabrizio, il nostro ospite, sarebbe venuto alle 10,00 di sera. Dopo cena, mentre mi preparavo, gli dissi: ti rendi conto di cosa mi stai facendo fare? Sorrideva. Reggiseno e slip in merletto nero, autoreggenti neri, gonna nera attillata e con lo spacchetto posteriore, camicetta azzurra e scarpe con tacco 10 cm che usavo solo in rare occasioni. Mi disse che ero sexy. Avevamo scelto insieme. Man mano che si avvicinava lora ero sempre più timorosa. Squillò il suo cellulare; non erano ancora le 10,00- Era lui. Gianni chiese dove fosse di preciso e uscì per andargli incontro. Ripiegai il piumone del letto e passai 10 minuti a passeggiare, continuando a guardarmi allo specchio, cercando di assumere latteggiamento giusto. Quando sentii fermare lauto mi sentii svenire. Quando lo vidi entrare insieme a Gianni mi ritrovai di fronte un uomo dal fisico atletico, bruno e attraente. si presentò dicendomi ciao e dandomi la mano. ro emozionatissima. notai che non aveva il nostro accendo e non aveva la fede. Era di un paese della provincia di Agrigento. Si tolsero i giacconi e si accomodarono sul divano. Dissi che preparavo il caffè e loro optarono per un prosecco. Di tutto si parlava tranne che del motivo per cui Fabrizio fosse lì con noi. Però i suoi sguardi, per niente furtivi, su tutto il corpo, mi facevano sentire a disagio ma svegliavano la mia libidine. Aggiungiamo quel mezzo bicchiere di prosecco, che per me è già tanto, e capirete perché quando mio marito prese ad accarezzarmi una coscia facendo risalire la gonna, emozionata ma sorridente dissi: Che fai, Gianni. Fatti guardare, Fabrizio non vede lora. Disse. Fabrizio, fissandomi mi disse che ero bona ed eccitante. Presto, ansimando, mi ritrovai con le loro mani fra le cosce, su in alto sulla mia carne viva. Facevano fatica perché la gonna attillata non andava oltre. Fabrizio fissava me e poi le cosce. Io cercavo, anche se a disagio, di essere accattivante. Il piacere e la libidine si impossessarono di me preannunciandomi una serata fuori da ogni regola. Gianni lasciò campo libero a Fabrizio e sentii le sue mani calde sugli slip armai inzuppati. Me lo disse. Al mio posto rispose Gianni dicendo che la porcona che ero aveva voglia di farsi fottere. Mi mortificai. oi venne dietro di me palpandomi le tette, baciandomi sul collo e stuzzicandomi lorecchio. Incominciai a gemere per il piacere e mio marito, sempre da tergo, mi sbottonò la camicetta, me la sfilò e quando mi sganciò il reggiseno quasi mi vergognai. Mio marito chiese a Fabrizio che gliene sembrasse delle tette della 50enne che ero e lui rispose che magari fossero così tutte le 50enni. Me ne palparono una ciascuno stringendomi i capezzoli. Sospirai forte dicendo più volte: siiii: Sentii Gianni che tirava giù la zip della gonna e quindi la stessa scendere lentamente, ad opera di entrambi, insieme agli slip. Mi ritrovai nuda con indosso solo gli autoreggenti. Fabrizio prese a leccarmi la fica da seduto e mio marito, messo in ginocchio, il ciulo. Si, che bello! dicevo impazzendo per il piacere che mi davano le loro lingue. Godetti di un orgasmo irresistibile e le mie gambe mi sorreggevano a stento. Fabrizio si alzò e mi diede in bocca la sua lingua fatta dei miei umori. La succhiai avidamente e poi intrecciai la mia alla sua in un bacio lungo e libidinoso. Lo sapevo bene che ora toccava a me. Infatti mi fece sedere sul bordo del divano e avevo il suo pacco allaltezza del viso. mio marito sedette al mio fianco dicendomi di fare vedere a Fabrizio di quanto fossi troia. mi vergognai un attimo ma portai le mani sulla patta tastandolo e fissando, alternativamente, il pacco, lui e mio marito come per avere il suo consenso. Gli slacciai la cintura, abbassai la zip e lui se li fece scivolare fino alle ginocchia. l suo grosso pacco, consistente in uno slip blu, era più evidente e più stuzzicante. Ne avevo vissuti tanti e con tanti cazzi momenti così ma, nonostante la mia abitudine, la situazione in cui mi trovavo rendeva tutto più intrigante. Solo per qualche secondo glielo palpai, poi tirai giù gli slip e mi si presentò davanti agli occhi un affare che, ancora semiduro, era impressionante. Il cazzo più lungo con cui avevo avuto a che fare era quello del 55enne Antonio, ma questo, oltre ad avere la stessa grossezza, era ancora più lungo. Non ho il senso della misura, ma penso non meno di 25 cm. Notai la meraviglia
anche nellespressione di mio marito. Lo impugnai con ambedue le mani segandolo lentamente, palpandole le palle e, libidinosa come mi sentivo, guardavo ancora entrambi con atteggiamento ora di timidezza ora di peccatrice lussuriosa. Ci giocai sulla cappella con la lingua e poi lo leccai per tutta la lunghezza. Sembrava che non arrivassi mai giù e quando arrivai gli leccai pure le palle. Nel frattempo, mentre facevo questo, lui si era liberato del maglione e della camicia; mio marito giocava col suo cazzo. Fabrizio si avvicinò fra le mie gambe e me lo mise fra le tette; lo strinsi come in una morsa ed era così lungo che, tenendo la testa china, lo imboccai facendogli, in contemporanea, una spagnola e un pompino. Mi resi conto che sarebbe stata una maratona sessuale diversa e più piccante a tutte le scopate, marito compreso, che mi ero fatte in vita mia. Gianni suggerì di andare a letto mentre anche lui si spogliava. Che scena quella in cui, saliti sul letto, io supina, Fabrizio prese a sfilarmi lautoreggente sinistro e Gianni quello destro, lentamente e accarezzandomi. poi Fabrizio venne su e quando mi sentii il suo cazzone dentro mi venne di svenire: era come se mi avesse sverginato per la seconda volta. Succhi, slinguate finché ebbi lorgasmo e rotolandoci, senza che me lo sfilasse dalla fica, mi ritrovai a cavalcarlo e mio marito, in piedi sul letto, me lo mise in bocca. Io gridavo per il continuo piacere, Gianni che diceva a Fabrizio: ti piace la troia di mia, moglie? Fabrizio che mi chiedeva se mi stavo sollazzando col suo cazzo. Il gioco durò quasi unora, poi Gianni mi sborrò in bocca e Fabrizio fra le tette. Avevo preparato tutto: fazzolettini e avevo portato persino i pannolini del corredo che usavo sempre con mio marito e avevo usato a casa mia con Franco e Piero. Avevo la fica in fiamme e sentivo il bisogno di una rinfrescata. Scesi dal letto e andando in bagno sentii ridere Fabrizio. Cosa cè? Perché ridi? Chiesi. Hai un culo favoloso, rimbalza come un pallone, sbrigati che ci giochiamo. Giocammo a più non posso alternandosi nei miei due buchi e nella mia bocca. Il cazzone di Fabrizio mi sconquassò il culo che, sebbene ben collaudato, non aveva mai ospitato un cazzone come il suo. Che vi devo dire di quando mi fecero provare due cazzi insieme scambiandosi più volte i buchi Era la prima volta. Mio marito venne ancora una volta nel mio culo; Fabrizio altre due volte, nella fica e in bocca. Erano già le 3,00 del mattino, ci coprimmo col piumone e ci addormentammo. Erano le 6,00 quando mi sveglia sentendo qualcosa di grosso, duro e caldo fra le chiappe: era il cazzone di Fabrizio. Alzai la coscia e me lo mise nella fica. Mio marito si svegliò sentendomi godere. Feci sborrare Fabrizio nella mia bocca e poi si preparò per andare via. Prima di uscire ci baciammo slinguandoci in presenza di mio marito. Trascorremmo tutta la domenica nel nostro rifugio e notammo, lui la mia soddisfazione ed io il fatto che non era geloso e che anzi gli piaceva vedermi sfondare da Fabrizio. Non ero nemmeno curiosa di come lavesse conosciuto. Coccolandoci mi chiese se mi fosse piaciuto il suo cazzo e se ne avessi gustato uno simile prima. Gli accennai del cazzo di Antonio. Mi chiese se mi sarebbe piaciuto rifarlo. Mi è piaciuto Fabrizio, con lui? Dissi. Mi piacerebbe farti provare un bel cazzone nero. Disse ridendo. Sorrisi pure io. Che schifo! Scemo!

Al cinema privato | Racconto orge di Antonio48

Io sono Antonio e sono un marito di 48 anni. Mia moglie è Giuliana ed è una bella donna di 45 anni. Quel giovedì di inizio dicembre eravamo in giro d entrammo in un bar del centro per prendere un caffè. La nostra è una cittadina siciliana e noi siamo stati sempre una coppia normale senza fronzoli in testa. Siamo sposati da 18 anni, siamo affiatatissimi e ci amiamo ancora tanto. Fra laltro ci dedichiamo al sesso con ardore e sensualità disinibita. Dunque entrammo al bar e ci trovammo Piero e Mariella. Con lui siamo amici da ragazzi. Non ci vediamo spesso ma laffetto è sempre quello. Anche con lei vi è grande confidenza, sia da parte mia che di mia moglie. Ci salutammo baciandoci. Con loro un signore al quale ci presentarono. Federico, qualche anno più di tutti. Piero e Mariella hanno rispettivamente 46 e 44 anni. Non sapevo di cosa stessero parlando, il fatto sta che Federico stava per congedarsi e disse loro: Allora ci vediamo sabato? Dai è tanto che non venite. Poi, dopo aver dato uno sguardo a Giuliana, continuò. Anzi, perché non vengono pure questi vostri amici? Sarebbe un piacere. Tanto siamo in 10 e con loro 12. Notai Piero rabbuiarsi in viso e Mariella sorridere imbarazzata. Naturalmente se vi fa piacere aggiunse rivolgendosi a noi. Chiesi. Mi parlò di una cenetta in secco e poi avremmo visto un film. Tanto per trascorrere una serata. Con quindici euro a testa si sta una serata assieme. Che ne dici? Chiesi a Giuliana. Era daccordo e chiese a Mariella se loro ci sarebbero andati. Intervenne ancora Federico e ci consigliò di vederci prima con Piero e Mariella in quanto non sapevamo dove andare. Quindi disse che ci aspettava con piacere e ci salutò. Piero e Mariella erano impacciati. Ci salutammo affettuosamente e lui mi disse dove vederci alle 8 di sabato sera. Giuliana era indecisa come vestirsi. Elegante o casual? Chiamò Mariella, parlarono e poi tirò fuori un vestito fuori stagione. Un completo primaverile che non indossava da tempo tanto lì si stava bene e le consigliò, lei stessa mi disse, di non indossare gonne attillate perché alzarsi e sedersi in sedie e divani continuamente, era scomoda. Il completo verde era composto dalla gonna ampia leggermente sopra il ginocchio e da un giubbotto con elastico alla vita e ai polsini e chiuso son la cerniera sul davanti. Poi avrebbe indossato un cappotto. Intimamente sapeva bene come la volevo. Mi è sempre piaciuto immaginarla sexy quando andavamo in certe occasioni: coordinato di pizzo nero e autoreggenti, quella sera anchessi neri per adattarli al completo verde. Quando ci incontrammo con Piero e Mariella erano come stravolti. Lui mi fece cenno di seguirlo. Arrivammo in un villino e ci accolsero i padroni di casa: Federico e Maria Grazia. Lei gentilissima e sorridente, una gran bella 50 enne mora e sensuale. Ci diede il benvenuto sonoro e con un bel sorriso a 32 denti. Con Piero e Mariella si salutarono baciandosi sulle guance e con un: finalmente ci rivediamo. Ci fecero liberare dei soprabiti ed entrammo i un ampio soggiorno dove già erano coppie. Anche con loro Piero e Mariella si salutarono baciandosi. Ci presentarono. Loro erano: Nicola e Lina e Alessio e Antonella. Conoscevo Nicola di vista, la moglie Lina meglio perché è in servizio presso lufficio postale dove solitamente vado io. Mi riconobbe subito e, sorridendo a disagio, mi fece un cenno di benvenuto. E una bella femmina in carne come Mariella. Anche Mariella è in carne e da letto, solo che ha la faccia dangelo, al contrario di Lina che ha la tipica faccia da troia. Con Alessio ci conoscevamo ma senza confidenza; La moglie, Antonella, di tanto in tanto la vedevo per strada. In viso è bruttina ma fisicamente è bona come mia moglie. Ha un atteggiamento ingenuo ma quella sera stessa mi resi conto che non era proprio così. Mi sorprese il fatto che entrambe chiesero a Giuliana, quasi sussurrando, se fosse la nostra prima volta che frequentassimo il villino. Poco dopo arrivò unaltra coppia: Maurizio ed Elena. Quando lei fece il suo ingresso fu ben felice di vedere Giuliana; altrettanto mia moglie: erano state compagne di scuola. La conoscevo come conoscevo Antonella. Era lunica bionda e con gli occhi azzurri. Un tipo esile, poco sensuale ma affabile. Maria Grazia, la padrona di casa, mi appariva come la tipica 50 enne desiderosa, vogliosa e, secondo me, consapevole di suscitare agli uomini certe maialate, specialmente ai giovani. Quello che notai fu che tutte, come aveva consigliato Mariella sa mia moglie, indossavano veste o gonne non attillate. Il tempo dellaperitivo e poi scendemmo nel seminterrato. Un ampio locale a forma di elle. Ci fermiamo nel primo tratto della elle dove era apparecchiato un lungo tavolo. Laltra parte della elle era chiusa da una grande porta a soffietto. A tavola si entra in confidenza. E il posto giusto. Cena a secco: arancini e panini con panelle. Fu in confidenza che Lina, sussurrando, disse a mia moglie che il giubbotto che indossava era comodissimo. Capii tutto dopo, infatti Mia moglie fu la prima a ritrovarsi con le tette al vento. Ad un certo punto, dopo cena, Federico ci invitò a spostarci dallaltra parte per guardare il film. Quando aprì la porta a soffietto rimasi allibito. Intanto la prima cosa che si presentò davanti fu la spalliera di un grande divano semicircolare. In fondo, a parete, un max televisore di non so quanti pollici, non ne avevo mai visti di così grandi. Tra il divano e il televisore un grande e spesso tappeto bianco che calcolai fosse grande 5 metri x 5- Sopra, sparsi, svariati cuscini di vari colori. Tutto intorno svariate sedie e tavolinetti già apparecchiati con bottiglie di spumante, bicchieri di plastica, scottex e salviette imbevute. In fondo, sulla destra, la porta, poi constaterò, di un grande bagno con 2 lavabi, 4 bidet e un vaso. Captai e interpretai lo sguardo di mia moglie. Mi fece il cenno del boooh col mento. Maria Grazia ci invitò ad accomodarci e a noi ci fece sedere lateralmente. Lei accanto a me, ultima. Accanto a Giuliana era Alessio, poi sua moglie Antonella e così via. Laltro ultimo era Federico, al suo fianco Lina. Federico accese il televisore, la cassetta era già inserita. Il film era: La chiave, di tinto Brass, con la splendida e sensuale Stefania Sandrelli. Tutti abbiamo visto questo film e saremo tutti daccordo che lerotismo di certe scene è molto eccitante e non lascia indifferenti. Fu dopo una ventina di minuti che sentii un certo tipo di risatine invitanti. Provenivano dallaltra parte del divano. Mi girai e notai che anche mia moglie guardava da quella parte. Dopo i nostri sguardi sbigottiti e imbarazzati si incontrarono come per chiederci: ma che fanno? Dove siamo finiti? Si vedeva chiaramente che Nicola aveva una mano fra le cosce di Elena e, ancora più verso di noi, langelica Mariella giocava con la ,ano sulla patta di Maurizio mentre lui le palpava le tette e si baciucchiavano: Non sapevo cosa pensare anche perché, nel giro di qualche minuto, sentii Giuliana, che era alla mia sinistra, muoversi più verso di me. Mi girai e vidi che teneva la mano sinistra su quella destra di Alessio che tentava di insinuarsi fra le sue cosce. Forse fu un gesto di difesa quello di accavallare la coscia destra sulle sinistra. Mi venne limpeto di alzarmi e di fare un casino ma proprio in quel momento sentii una mano sulla patta. Non poteva essere che quella di Maria Grazia, la padrona di casa. Ma che situazione è questa, pensai. Mi girai nella sua direzione e mi sorrise afferrandomelo da sopra i pantaloni. Notò la mia meraviglia e mi fece locchialino. Sentii dei gemiti e vidi le cosce di mia moglie nude. La destra, quella accavallata, sollevata e la mano di Alessio che aveva superato qualsiasi resistenza ed era quasi arrivata alla fica. Mi rigirai e trovai le labbra di Maria Grazia ad aspettare le mie. Una slinguatina leggera e sensuale e le risatine dapprovazione e i gemiti più intensi distolsero la mia attenzione e quella di Maria Grazia: tutti si erano lasciati andare. Ecco perché erano più comode le gonne non attillate: le mutandine di Antonella erano a terra, la sua gonna completamente s
u e Piero la masturbava. Lei gemeva e glielo stava tirando fuori. In fondo la faccia da troia di Lina aveva già in mano il cazzo di Federico, il padrone di casa. Proprio accanto a me mia moglie si era adattata benissimo alla situazione: il giubbino aperto, il reggiseno a terra, la bocca di Alessio sulle sue tette mentre con la mano giocava sulla fica; la mano di mia moglie allinterno dei pantaloni di lui. I primi che andarono giù sul tappeto, quasi nudi, furono Nicola ed Elena ma nel giro di pochi minuti, tra inviti, spogliatine e gemiti con risatine, ci trovammo tutti giù. Eravamo le stesse coppie del divano e tutti eravamo impegnati in leccaggi e pompini. Che atmosfera! Chi lavrebbe mai immaginato? Da parte mia, dopo un lunga e sensuale slinguata, mi dedicai alle tette di Maria Grazia. Che tette! Mentre lei me lo manipolava e scappellava. Quindi me lo leccò e poi, messi di fianco, ci cimentammo in un 69- La sua coscia sinistra tutta su, mi permise di osservare Giuliana. La mia mogliettina? Prima supina, alzata sui gomiti, si godeva la leccata di fica di Alessio, poi fu lui a distendersi supino invitandola a mettersi su. Eravamo a meno di un metro e potei osservare il cazzo di Alessio nella sua bocca. I primo mmmmmmmmm e i primi orgasmi delle troie e poi: mettiamoci così, dammelo dentro, vieni sopra, ti scopo così e si passò alle chiavate. La faccia di troia di Lina cavalcava Federico, la faccia dangelo di Mariella accolse fra le sue cosce Maurizio, altri di fianco. Io fra le cosciazze di Maria Grazia slinguandoci oscenamente. Lo stesso la mia mogliettina: nella fica le piace sotto con le gambe attorno alla schiena, in questo caso quella di Maurizio. Lunica alla pecorina era Elena e Nicole la fotteva da dietro. Antonella, la bruttina, cavalcava Piero dandogli le spalle. A ripetizione mugugni, sospiri impazziti, gemiti e impatto di carni da parte di tutti e orgasmi femminili, ognuna a modo suo, non tardarono ad arrivare. Era passata una mezzoretta, il film andava avanti da solo col sonoro a minimo e si sentirono: vieni dentro, fammelo sentire, godi porco. Per quanto mi riguarda sborrai dentro Maria Grazia e lei continuò a godere mordendomi pure la lingua. Vidi Mariella che si spalmava la sborra sulla pancia, Vidi Federico sborrare nella bocca di Lina e vidi Alessio che si dimenava dentro la fica di mia moglie e lei: Uhu, uhu, uhu, sii, che sei caldo, mi piace. Scottex e poi un via vai dal bagno. Lo spumante era a disposizione, presi due bicchieri e mi sedetti accanto a mia moglie. Mi sussurrò: Lo sapevi? No. E tu? Figurati! Non sarei venuta Perché non ti stai divertendo? E tu? Battutine frizzanti sullandamento delle chiavate e risatine di approvazione. Poi, mentre si fermavano nuove coppie, Nicola si avvicinò a Giuliana seduta a terra accanto a me. Lui era ritto e si avvicinò fono a quando il suo cazzo moscio non fu sopra la bocca di lei, la quale, intuendo quello che voleva, sorrise con una smorfietta, uno sguardo a me e poi, senza prenderlo in mano, tirò fuori la lingua e leccò la cappella. Poi lo prese in bocca proprio mentre si avvicinò a me, camminando a 4 zampe, Antonella la quale imboccò il mio cazzo moscio. Accadde di tutto. Per noi che era la prima volta era proprio di tutto. Spagnole e pompini per rimettere su i cazzi, ancora 69 cambiando pure partner, chiavate cambiando ancora partner, vasellina e inculate e via vai dal bagno. Dopo ogni inculata il bagno. Inculai Lina ed Elena ed infine sborrai nella bocca di Antonella. Vidi mia moglie che si faceva sfondare la fica da Maurizio e poi farsi inculare da Federico. Alla fine Alessio le sborrò in bocca. No, non fu un caso che con Piero e Mariella ci fu poco. Ci fu più che altro, anche da parte loro, come un senso di riservatezza. La riservatezza andò a farsi benedire una settimana dopo. No, non eravamo invitati alla villa ma da loro perché volevano scusarsi con noi. Non ci dissero niente delle feste al villino perché si vergognavano. Come finisce finisce, pensarono. Ce ne parlarono approfonditamente dicendoci pure che quella per loro era la quinta volta. Ci parlarono pure della loro prima volta e ci chiesero se avevamo intenzione di andarci ancora nel caso in cui Federico ci avesse invitato. Rispose Giuliana dicendo che non ne era sicura e che ci doveva pensare. Convenimmo ridendo che ne valeva la pena. Poi Piero, battendo le mani e sedendosi vicino a Giuliana, disse: Stasera che cè bisogno per forza del film? Niente facciamo? Un invito bello esplicito e senza aspettare risposta prese a palpare le tette di mia moglie dicendole che quella sera laveva impressionata molto. Mi diedi da fare con Mariella e subito passammo alle slinguatew. In breve tempo si passò ai pompini, ai 69, alle scopate selvagge, alle inculate e alle doppiette. Una bella serata. Linvito successivo da parte di Federico fu nel mese di giugno, dopo il lockdown. Conoscemmo altre due coppie nuove. Piero e Mirella non cerano. Fu bellissimo il nuovo approccio, dopo quella prima volta, con Lina quando andavo a trovarla in ufficio. Mi sa un incontro tete a tete lo gradirebbe.

Al cinema porno | Racconto orge di Vecchiobambino

Quel giorno Cristina e suo marito Tiziano si stavano annoiando un po. Avevano voglia di sesso, ma non del solito sesso in casa, nel letto o sul divano, cercavano qualcosa di più, un po di trasgressione e quando venivano loro quelle voglie, erano pronti a soddisfarle in qualsiasi modo. Daltronde Cristina era abituata ad andare con altri uomini sotto gli occhi del marito e a lui faceva piacere assistere e partecipare alle esibizioni erotiche della moglie.

Io ,Lara e lamico dell universita | Racconto trio di Stallone

Io e la mia compagna Lara ci siamo conosciuti ai tempi delluniversità.Entrambi fuori sede , ricordo come fosse ieri la prima volta che lho vista , ballava con le amiche ,alta 165 mora occhi azzurri bel culo belle gambe ,ma la cosa che mi faceva impazzire e non solo me perché tutti gli sguardi quando ballava erano per lei , erano e sono le sue magnifiche tette una 4 naturale che sfidava la gravità grosse e sode che lo facevano venire duro solo a vederle .Dopo una breve frequentazione finimmo nel mio letto singolo a scopare , fu un periodo bellissimo scopavamo dappertutto ,passavamo giornate intere a scopare , anche quando eravamo, per esempio in aula studio ,quando iniziava a giocherellare con la matita in bocca era il nostro segnale che aveva voglia di cazzo …ci eccitava scopare nei luoghi pubblici così andava in bagno ed io la seguivo e ci facevamo una sveltina , diverse volte siamo stati quasi scoperti ma ci eccitava questo .Il tempo passava e insieme stavamo bene , non ci nascondevamo nulla ,a Lara piaceva scopare le sverginai il culo dopo qualche incertezza ormai godeva anche dal culo ,ma la cosa che amavo davvero era giocare con le sue magnifiche tette , ero diventato anche molto geloso , perché vedevo gli sguardi vogliosi degli altri uomini , più scopavamo piu lei ne voleva . Scopando scopando arrivammo entrambi alla laurea , decidemmo di andare a vivere insieme , trovammo lavoro lei in una farmacia io in uno studio , ma ahimè i bei tempi delluniversità erano finiti scopavamo ancora ma non con la stessa foga di allora , la sera lei era stanca io ero preso dal lavoro per cui il tempo per noi era molto limitato, passo un po di tempo così io mi ero quasi rassegnato ad una vita di coppia normale ma una sera cambiò tutto. Quando potevo la sera andavo a prenderla al lavoro così ci fermavano in un bar per fare laperitivo ,una di queste sere mi recai in farmacia vidi che cera una lunga fila per cui andai fuori ad aspettarla , era una bella serata di tarda primavera ,due ragazzotti uscirono dalla farmacia ridacchiando e parlando uno dei due disse allaltro hai visto che maiala la farmacista , che faccia da troia e che tette .. ma chi ? La vecchia rispose laltro ma che vecchia la tettona mora me la sbatterei in ogni posizione io vengo sempre qui a prendere i preservativi … si cazzo ..rispose lamico la tettona è davvero da film porno …fu come una pugnalata per me ero diventato rosso volevo prendere a schiaffi quei due ma mi trattenni , poco dopo Lara uscì era splendida capì che cera qualcosa di strano le dissi che andavamo subito a casa lei annui , appena a casa la sbattei sul divano ed iniziai a toccarla piano amore mi disse lei , faccio una doccia prima non la lasciai finire le infilai le mani nella figa che istantaneamente si bagno il mio cazzo era durissimo ,pulsava lo infilai nella sua figa grondante di umori e iniziai a pompare vedevo le.tettone ballare ad ogni colpo del mio cazzo la stavo pompando duro ed iniziai a chiamarla troia , le dicevo ti piace troia prendilo tutto puttana , la girai e la presi da dietro a pecora le infilai il cazzo nel culo e finalmente venni le riempii il culo di sborra .Lei apprezzo mi disse amore era tanto che non mi sbattevi così …ero tentato di dirglielo dei commenti dei due ragazzotti ma evitai. Nei giorni successivi iniziai a fantasticare su Lara condivisa con altri cazzi il pensiero mi eccitava ma allo stesso tempo mi impauriva era una strana sensazione ero geloso ma allo stesso tempo mi sarebbe piaciuto condividerla con altri cazzi .Non osavo parlarne con lei ,avevo paura ma iniziai ad informarmi su internet cercavo porno con attrici che assomigliavano e lei che prendevano piu cazzi …cercavo singoli sui siti di scambisti ma tutto alloscuro di lei , intanto la nostra vita sessuale aveva subito un impennata trombavano come ai tempi delluniversità ,Lara capto il cambiamento capi che era successo qualcosa ma non mi fece domande , le piaceva che trombavamo come un tempo .Trovai un porno con attrice americana che somigliava in modo impressionante a Lara che veniva sfondata da 10 cazzi , mi eccitava da morire e mi segavo pensando fosse la mia Lara al posto di quella vaccona .Ancora non osavo parlarne con lei loccasione capito quando mi comunico che doveva andare in Francia per un corso , questo corso sarebbe durato 2 mesi decidemmo di vederci ogni 15 giorni nei fine settimana o andavo io o sarebbe tornata lei a casa . Parti, ed ogni sera ci sentivamo via skipe , parlavamo del più e del meno quando una sera lei era appena uscita dalla doccia e le dissi quanto mancavano le sue tette , purtroppo aveva un problema con il microfono del suo PC per cui dovevamo scriverci ma potevamo vederci in video , lei apri laccappatoio con fare malizioso e mi mostrò le sue fantastiche tette , iniziai a scriverle tutte le porcate che mi venivano in mente le uscii il cazzo in tiro iniziai a masturbarmi lei fece lo stesso , e divento un appuntamento fisso ,ogni sera chattavano e parlavamo di porcate ma forse ,complice la distanza o la barriera del PC una sera le confessai il mio sogno proibito ..vederla presa da piu cazzi..il mio cuore batteva mentre le scrivevo questo non sapevo che reazione avesse potuto avere , le confessai anche dei commenti dei due ragazotti e di quanto mi fossi eccitato a fantasticare su di lei ..lei mi ascoltava vedevo che il suo viso non tradiva emozioni ma un sorrisetto malizioso le veniva sul viso , condivisi il mio schermo con il suo e le feci vedere il porno con lattrice che le somigliava mentre veniva scopata in ogni buco da 10 cazzi per essere poi riempita di sborra dappertutto ci masturbammo in video il venerdì sarebbe tornata a casa andai in aeroporto a prenderla non facemmo in tempo a tornare a casa lei prese il mio cazzo in bocca mentre guidavo mi faceva un succoso pompino , le venni in bocca ma il cazzo era ancora in tiro dovetti fermarmi in un autogrill la portai in bagno e la chiavai le riempii la figa di sborra a casa la inculai per bene riempedole anche il culo , ma non parlammo di quello di cui avevamo chattato , la domenica la accompagnai in aeroporto ,appena arrivata ci sentiamo via skipe e lei mi chiese di rivedere il porno , ero eccitato eppure poche ore prima avevamo trombato …era finalmente mia complice , nei giorni successivi fantasticavamo su come organizzare un eventuale trio ..lei voleva un cazzo grosso almeno quanto il mio ,adesso era lei che voleva e mi rassicurava allo stesso tempo io ero molto titubante ..come fantasia andava bene ma come avremmo reagito nella realtà? Eravamo pronti ad un esperienza del genere ? Poi di persona non ne parlavamo mai chattavano solamente come se volessimo relegare queste solo a fantasie . Lara era ancora in Francia quando un ex collega delluniversità ,Alberto mi chiese una mano ,si era lasciato con la sua ragazza ed era senza casa mi chiese se potevo ospitarlo per 20giorni io accettai , era un amico eppoi la casa era grande così Alberto si trasferì temporaneamente da noi .. era un bel tipo Alberto il classico eterno studente ma simpatico ed alla mano sempre pronto a fare festa , informai Lara di questo e ne fu entusiasta mi disse almeno non ti senti solo , le nostre videochattate serali continuavano ci scrivevamo tutte le porcate possibili ma di persona ancora non parlavamo di questo ..il fine settimana Lara torno a casa era il primo con Alberto in casa come al solito landai a prendere in aeroporto e la trombai in autogrill ma le dissi guarda che cè Alberto non posso trombarti sul divano …lei mi rispose ridendo e che problema cè….facciamo partecipare anche lui …immediatamente il cazzo mi divenne di nuovo duro era la prima volta che parlava a voce di questo . Arrivammo a casa Alberto che era un ottimo cuoco ci fece trovare un ottima cena , con tavola apparecchiata alla perfezione con tanto di aperitivo ,Lara quando vide questo propose di vestirci di tutto punto quella tavola meritava una serata elegante così facemmo dopo circa un ora mentre io ed Alberto facevamo gli ultimi preparativi in cucina arrivo Lara …era stupenda si era truccata ed improfumata aveva un ves
tito nero che metteva in evidenza le sue forme abbastanza scollato da fare vedere metà tette fuori , scarpe rosse con tacco 12 e un rossetto dello stesso colore che metteva in evidenza le sue labbra carnose ..il vestito le sembrava cucito addosso la scollatura era profonda faceva venire il cazzo duro solo a vederla .Iniziamo con gli aperitivi la serata era allegra mangiamo e beviamo facciamo fuori 3 bottiglie di vino latmosfera era molto amichevole e gioviale non potevo fare a meno di notare lo sguardo voglioso di Alberto su Lara e lo sguardo malizioso di lei che si accorgeva di questo , finiamo di cenare sparecchiamo e con i caffè beviamo il liquore preferito di Lara il crema whisky ..eravamo su di giri , soprattutto Lara , la serata era ancora lunga così propongo di fare una partita a poker e dopo uno sguardo di intesa con la mia compagna propongo al posto di giocare soldi ci giochiamo i vestiti , strip poker insomma ,la proposta viene accettata con entusiasmo così continuando a bere iniziamo a giocare , ben presto latmosfera si riscalda ,in una mano Lara perde il vestito che quando lo toglie rimane in intimo la gran troia della mia compagna aveva indossato per loccasione una lingerie che valorizzava il suo magnifico corpo guepiere , reggicalze , Alberto ed io eravamo in estasi , sembrava un attrice finché non rimaniamo noi in boxer e lei in perizoma e guepiere dai boxer si vedeva rigonfio i nostri cazzi erano duri Lara perde la guepiere rimane in perizoma e scarpe rosse le sue tette non lasciano indifferente Alberto che inizia a toccare il suo suo cazzo pulsante …Lara sale sul tavolo ed inizia a ballare con fare sensuale io ed Alberto iniziamo a toccarle le gambe ..io ero eccitato a bestia sentivo che cazzo stava per esplodermi prendo Lara la faccio scendere ed inizio a baciarla , Alberto le tocca una tetta io laltra iniziamo a leccarle mentre le nostre quattro mani le ravanano tutto corpo arrivo alla fuga e la sento non bagnata , ma gocciolante le sussurro in orecchio ti piace troia ? Lei mi risponde mi piacerà qua do sarò piena dei vostri cazzi ….la stendo sul tavolo ed inizio e leccarle la figa intanto Alberto tira fuori il cazzo duro e lo mette in bocca a Lara …un cazzo notevole che riempiva la bocca della mia Lara che con ingordigia non lo succhiava ma sembrava mangiarlo .La sentivo gemere di piacere mentre le leccavo la figa ed allo stesso tempo lo prendeva in bocca la sua figa era pronta dico ad Alberto di scoparla , il mio amico prontamente le toglie il cazzo dalla bocca e lo infila in figa sento Lara che si contrae dal piacere ,prendo il mio cazzo e lo infilo nella bocca vogliosa della mia Lara la sento gemere di piacere ad ogni colpo di Alberto le sue tettone sobbalzano ogni colpo di minchia inizio a titillarle il grilletto mentre Alberto la pompa lei e in estasi io pure mi rendo conto di quanto troia sia la mia compagna e sono contento di questo …Alberto tira fuori cazzo e le infilo il mio adesso lho messa a pecora mentre ciuccia il cazzo di Alberto io la pompo vedendo il suo fantastico culo nel frattempo le spingo la testa sul cazzo del mio mio amico come per riempirle la bocca la giro le dico di salire a smorzacandela su Alberto , e una sensazione bellissima mi sembra di essere un regista di film porno dove la protagonista e la mia compagna , lei docilmente sale sulla mazza dura del mio amico che le ravana le tettone stringendole i capezzoli turgidi ed in tiro io vedendo la scena vorrei esplodere riempiendo di sborra la mia compagna invece mentre il mio amico la infilza facendola gemere come una cagna in calore ,mi metto da dietro ed incredibile suo buco del culo ero bagnato infilo la lingua mentre Alberto continua ad trombarla in figa quando il suo buchetto e bello bagnato infilo il mio cazzo riempiendola come un pasticcino …Lara era in estasi ,troviamo il ritmo io ed Alberto ,le stiamo riempiendo i suoi buchi lei e finalmente piena di cazzi mentre la pompiamo le dico tutte le cose immonde che penso di quanto e troia , di quanto e vacca, lei continua a venire mi dice sì amore sono una troia, sento i suoi orgasmi multipli mentre viene riempita di cazzi ,cerco di trattermi dal venire voglio esplodere pompo il culo della mia compagna con foga non cè.la faccio piu il culo stretto e caldo di Lara si riempie di sborra la mia migliore sborrata sento che ogni singola goccia sia uscita , Alberto intanto lo tira fuori su richiesta di Lara che voleva la sborra addosso appena lo tira fuori inizia a sborrare Lara avida di sborra si mette in posizione per ricevere più sborra possibile addosso vedendo quella scena il cazzo mi ritorna duro ,la mia compagna e piena di sborra vedo anche la sborra che le cola dal culo …lavo velocemente il mio cazzo poi lo metto in bocca a Lara che docilmente ciuccia Alberto si ripulisce e iniza a menarselo il mio cazzo e di nuovo in giro lo infilo in figa a Lara tutta sporca di sborra la cosa mi eccita tantissimo e le pompo la figa come un ossesso sentendola gemere come una baldracca ..e insaziabile il suo viso e rosso per leccitazione sta godendo come una vacca io continuo a pompare vorrei che anche le palle le entrassero in figa non riesco a trattenermi devo sborrare lo esco le sborro in bocca la mia sborra e davvero tanta le riempio la bocca la sborra le cola dalla bocca Lara adesso e davvero piena di sborra le abbiamo riempito tutti i buchi e la mia compagna a risposto benissimo , da vera troia adesso e lì davanti a me piena di sborra ma soddisfatta ed è bellissima sento di amarla ancora di piu …ci ripuliamo adesso una nuova prospettiva si e aperta ed io e Lara le abbiamo esplorate a breve vi raccontero le.nostre esperienze

Il desiderio di mio marito divedermi con un altro | Racconto trio di Giusytroia

Ciao a tutti. A solo pensarci mi viene da ridere, ma spero che la mia storia vera vi piaccia. mi viene da ridere perché ho cominciato a frequentare questo sito con la speranza di trovare un racconto in cui una moglie si sia trovata nella mia stessa situazione e il modo in cui si sia comportata. Ne ho trovati tanti. Io sono Giusy, una bella 50enne siciliana di Trapani. Mi descriverò durante il racconto. Gianni, mio marito, ha 53 anni ed è sicuramente un belluomo attraente, dal fisico atletico e affascinante. Siamo entrambi funzionari pubblici. Lho fatto, accontentando mio marito e anche me stessa, solo un mese fa, nel nostro rifugio in collina, con un bel 40enne e in 3 ci siamo sollazzati tutta la notte. Il mio problema non era quello di farmi scopare da un altro e capirete il perché, il mio problema era farlo con mio marito presente. Capirete il perché in quanto sono una donna che non so nemmeno io come definirmi: troia forse è poco. Una santerellina non lo sono mai stata nemmeno da ragazzina in quanto sono stata sempre attratta dallaltro sesso, ritrovandomi, già a 14 anni, alta come sono ora e con tutti i miei attributi femminili: leggermente in carne, con le tette acerbe ma già ben formate e quasi della grossezza definitiva; un bel culo e un gran paio di cosce, stuzzicando, già a quella età, le fantasie di ragazzi più grandi di me, la mia curiosità verso laltro sesso e le mie fantasie quando mi masturbavo. Come definire una donna come me che a 14 anni inizia a maneggiare il cazzo di un ragazzo di 26 anni, fidanzato, che abitava nello stesso palazzo e, lavorando nei pressi della mia scuola, spesso la mattina mi dava un passaggio? con Carlo, così si chiamava, iniziò la mia vita sessuale con i primi veri baci, le mie prime seghe, i miei primi pompini e i miei primi orgasmi masturbata e leccata da un maschio. Durò 2 anni. Come definire una donna che a 17 anni si fa fidanzata ufficiale e subito si ritrova sverginata di fica e con la bocca piena di sborra? Pino, più grande di me di 9 anni, figlio di amici di famiglia, che non mi piaceva e di cui non ero innamorata. Come definire una donna che, pur essendo fidanzata da pochi mesi, si fa sfondare per la prima volta il culo da un compagno di scuola durante uno sciopero con occupazione dellistituto? Renato, di una classe avanti e di diploma, che, durante il resto dellanno scolastico, mi scopò per una quindicina di volte. Come definire una donna che a 19 anni, non appena diplomata, facendo la babysitter per pagarsi la scuola guida e ritrovandosi a farla al figlio di Carlo, che nel frattempo si era sposato, si è fatta trombare 4 volte nellarco di 2 mesi? Come definire una donna che a 23 anni, durante una festa a casa di amici, incontra un ragazzo e per entrambi è un colpo di fulmine parlandosi solo con gli sguardi? Era Gianni, il mio futuro marito. Già quando ci incontrammo di nascosto la prima volta fu subito passione e sesso. Eravamo innamorati, lasciai Pino dopo 6 anni di fidanzamento, lottando pure contro la mia famiglia e iniziai la mia avventura infinita con Gianni. Io che non so come definirmi e lui libidinoso quanto mai. Ad un certo punto mi ritrovai incinta e ci sposammo. Io avevo 25 anni e lui 28. Durante la gravidanza ricevetti la lettera di assunzione a seguito di un concorso che avevo sostenuto da poco diplomata. Presi servizi per una settimana e poi andai in maternità. Quando ripresi servizio, pur non essendo nella mia forma migliore dal punto di vista fisico, notavo di essere interessante agli occhi di alcuni colleghi. col passare dei mesi ancora di più in quanto ritornai come prima e anzi meglio di prima perché più snella e più sexy. Me ne rendevo conto io e se ne rendevano conto colleghi ai quali sentivo bisbigliare apprezzamenti nei miei confronti. Fra laltro larma della provocazione e di farmi sentire desiderata mi si era raffinata essendo castana con lo sguardo accattivante e i miei attributi femminili, mai oscenamente, sempre in evidenza grazie anche al mio modo di vestire semplice ed elegante nello stesso tempo. Insomma, i complimenti non mancavano come, per esempio, quello di essere la più bona dellufficio. Come definire una donna che a sentirsi dire da un collega, che si spingeva oltre, che le mie tette erano da succhiare, che le mie cosce lo facevano impazzire, che il mio culo era da sfondare, chela mia bocca sembrava fatta apposta per fare pompini e che leggeva nei miei occhi che non vedevo lora di succhiarglielo, si ritrovava con la fica un lago? Come definire una moglie che quando un giorno costui la prese, tentò di baciarla e lei, anziché prenderlo a schiaffi come normale che fosse per una moglie con la testa sulle spalle, rispose al suo bacio accalorata e vogliosa? Come definire una moglie che qualche giorno dopo uscendo prima dallufficio per agitazione sindacale si fece raggiungere a casa? Franco, così si chiamava, aveva proprio ragione: non vedevo lora di succhiarglielo e avevo proprio bisogno di essere scopata selvaggiamente. Gli diedi tutti i miei buchi là, sul letto dove facevo lamore e dormivo con mio marito. Lo facemmo ancora per 3 volte nel giro di 2 mesi. Era di Palermo e poi fu trasferito. Avevo 27 anni, un figlio e, solo dopo 2 anni di matrimonio, un marito inconsapevolmente cornuto. Avevo 31 anni e Gianni 34 quando facemmo un mutuo e comprammo casa. Inoltre prendemmo labitudine di trascorrere, con nostro figlio che aveva già 5 anni, la domenica in un paesino in collina ad una oretta da Trapani. Stavamo bene ma avevo notato in lui un calo di desiderio sessuale nei miei confronti. Avevo capito, anche da certi suoi atteggiamenti, che aveva unamante. Ovviamente non era nelle condizioni di potermi lamentare o di dirgli qualcosa. Come definire una moglie che si sentì stuzzicata, eccitandosi come una cagna, dallidea di fa godere del piaceri che una donna sposata e con tanta esperienza potesse dare ad un ragazzo di 23 anni? Lo feci con Lillo, da poco collega, che aveva labitudine di sbirciare fra le mie cosce. Trovai il momento, sorprendendolo, di farlo venire nella mia bocca. Dopo prese coraggio e per 2 anni ci incontrammo, quando era possibile, in una vecchia casa disabitata della sua famiglia. Fu distaccato presso un altro ufficio e tutto finì. Come definire una moglie che mentre si faceva fottere da un ragazzo, ora di 24 anni, iniziò una relazione che sarebbe durata la bellezza di 14 anni? Io avevo 32 anni, Piero, così si chiamava, 45. Era il mio capo reparto e trascorrevamo molto tempo insieme, chiusi nella sua stanza, per motivi di programmazione e di lavoro. Mi fece capire che sapeva di me e Franco, il collega trasferito a Palermo, e mi presentò il cazzo davanti alla bocca; lo spompinai e mi sborrò in bocca. Le prime scopate in ufficio, per 6 volte fu possibile a casa sua e una volta a casa mia. per3 volte mi portò in un paesino vicino facendosi prestare una casetta da un amico; poi, per tanti anni, prese un monolocale in affitto fuori mano rispetto alle nostri abitazioni e allufficio. Come definire una moglie che a 37 anni, mentre aveva una relazione già da 5 anni, si fa sedurre da un 55enne? Un lunedì mattina mi trovavo nellagenzia di disbrigo pratiche del signor Antonio. Era stato lui, allora in una segreteria politica, ad interessarsi perché, dopo aver superato il concorso, venissi assegnata allufficio di Trapani. Avevamo rapporti per motivi di lavoro e sempre mi ricordava quello che aveva fatto per me. Il lunedì mattina aveva labitudine di non ricevere pubblico e quasi ogni lunedì, per un anno mi faci fottere dal suo cazzo che di uguali non ne avevo mai visti: lungo, grosso e con una cappella che sembrava una pesca. Dopo un anno, nonostante fosse il cazzo che più mi soddisfaceva, dissi basta. Una cosa mi rimase impressa nella mente di quel periodo, un tour de force sessuale: Il lunedì mattina mi scopò lui, nel pomeriggio Piero e la sera mio marito. Avevo 41 anni e Gianni 44 quando incominciai a notare un suo interesse nuovo nei miei confronti. Quello che accadde una mattina fu determinante per gli anni che seguirono e fino ad oggi. Lui era pronto per accompagnare nostro figlio
a scuola e poi andare in ufficio. Prima di uscire entrò in camera mentre mi stavo vestendo. Ero in reggiseno, slip e autoreggenti. mi guardò perplesso in quanto solitamente usavo i collant. Prima che dicesse qualcosa io, a disagio, come per giustificarmi, dissi che ormai in primavera incominciava a fare caldo e i collant mi davano fastidio. Notai una strana luce nei suoi occhi. Si avvicinò, sorrise, mise la mano fra le mie cosce e disse: così ti si può toccare meglio. Rimasi ammutolita. Aveva proprio ragione: era Piero che mi voleva così per potermi toccare meglio in ufficio quando era possibile. Stavo per uscire ma entrò lui. Pensai che mi volesse fare una cazziata e invece mi prese per le braccia e cercò la mia bocca. Che foga! Mi eccitai pure io. Disse che voleva scoparmi subito ed io gli ricordai che dovevamo andare in ufficio. Invece prendemmo un giorno di congedo e scopammo tutta la mattinata. Un altro fattore determinante fu lacquisto di una piccola costruzione al paesino: sotto un magazzino e al piano superiore un bilocale con cucinino e bagno. Diventò il nostro rifugio e ogni fine settimana eravamo lì da soli in quando nostro figlio aveva ormai i suoi amici e si appoggiava dai miei. Sembravamo due amanti mai sazi di fare sesso. Io? Sempre più consapevole di quella che fossi veramente. Tutte le mie esperienze mi avevano trasformata in una femmina che, a seconda delle situazioni, sapeva assumere gli atteggiamenti giusti: sapevo essere timida e ingenua, sfacciata e provocante e pure una femmina maliziosa, provocatrice e disponibile ad ogni complicità. Una sera, nel nostro rifugio, lui giocava con le mie chiappe divaricandole, richiudendole e dandomi qualche leccatina sullano. Mi disse che si rendeva conto del perché, con questo bel culo che mi ritrovavo, tutti mi volessero inculare, magari così alla pecorina. Che ne sapeva? Se lo immaginava come io di lui? Maliziosamente e tra un fare scherzoso e il semiserio gli feci capire di si e proprio alla pecorina. Infatti mi avevano inculata tutti così. Solo lui mi inculava pure di fianco. Quella sera mi volle a cavallo, seduta completamente sul cazzo e mi sfondò completamente. Così lo faceva con unaltra. Insomma, arrivammo al punto che ritenevamo assodato il fatto che lui fosse stato con altre ed io con altri. Avevo 45 anni quando mandai Piero a quel paese. Lui aveva 58 anni e mi disse che voleva dividersi dalla moglie. Mi resi conto che non era più il caso. Qualche anno dopo, io avevo 49 anni e Gianni 52, ammirandomi nuda mi diceva che ero ancora un bel pezzo di fica e, sorridendo, che mi potevo fare guardare e scopare senza fare brutte figure. Poi, senza mezzi termini, che aveva il forte desiderio di volermi scopare insieme ad un altro. Nel bel mezzo di tumultuosi amplessi gli dicevo che mi sarebbe piaciuto e mi diceva che avremmo potuto invitare qualcuno al nostro rifugio. Non so cosa avesse fatto, ma un martedì sera, poco più di un mese fa, fummo invitati a trascorrere il fine settimana in un agriturismo e lui disse che eravamo impegnati. Gli chiesi il motivo e rispose: come perché, ma se sabato abbiamo limpegno di farti scopare insieme a me? Restai allibita. Gianni, sul serio dici? Chiesi veramente sorpresa. Scusa, ma se fino a ieri sera hai detto di si! Disse. Dopo 5 secondi di silenzio dissi: ma sicuro sei di non essere geloso? E con chi? Non ti mortificheresti nei confronti di questo qua a farti scopare la moglie da un altro? Rispose che a questo non ci dovevo pensare. 5 secondi di silenzio e mi chiese: ma a te stuzzica lidea? Ti piace farlo? Lo vuoi fare? 5 secondi di silenzio e sussurrai: però non facciamo che poi me lo rinfacci! Il sabato mattina eravamo lì. Prendemmo qualcosa al market e poi, non essendo una bella giornata, a casa. Fabrizio, il nostro ospite, sarebbe venuto alle 10,00 di sera. Dopo cena, mentre mi preparavo, gli dissi: ti rendi conto di cosa mi stai facendo fare? Sorrideva. Reggiseno e slip in merletto nero, autoreggenti neri, gonna nera attillata e con lo spacchetto posteriore, camicetta azzurra e scarpe con tacco 10 cm che usavo solo in rare occasioni. Mi disse che ero sexy. Avevamo scelto insieme. Man mano che si avvicinava lora ero sempre più timorosa. Squillò il suo cellulare; non erano ancora le 10,00- Era lui. Gianni chiese dove fosse di preciso e uscì per andargli incontro. Ripiegai il piumone del letto e passai 10 minuti a passeggiare, continuando a guardarmi allo specchio, cercando di assumere latteggiamento giusto. Quando sentii fermare lauto mi sentii svenire. Quando lo vidi entrare insieme a Gianni mi ritrovai di fronte un uomo dal fisico atletico, bruno e attraente. si presentò dicendomi ciao e dandomi la mano. ro emozionatissima. notai che non aveva il nostro accendo e non aveva la fede. Era di un paese della provincia di Agrigento. Si tolsero i giacconi e si accomodarono sul divano. Dissi che preparavo il caffè e loro optarono per un prosecco. Di tutto si parlava tranne che del motivo per cui Fabrizio fosse lì con noi. Però i suoi sguardi, per niente furtivi, su tutto il corpo, mi facevano sentire a disagio ma svegliavano la mia libidine. Aggiungiamo quel mezzo bicchiere di prosecco, che per me è già tanto, e capirete perché quando mio marito prese ad accarezzarmi una coscia facendo risalire la gonna, emozionata ma sorridente dissi: Che fai, Gianni. Fatti guardare, Fabrizio non vede lora. Disse. Fabrizio, fissandomi mi disse che ero bona ed eccitante. Presto, ansimando, mi ritrovai con le loro mani fra le cosce, su in alto sulla mia carne viva. Facevano fatica perché la gonna attillata non andava oltre. Fabrizio fissava me e poi le cosce. Io cercavo, anche se a disagio, di essere accattivante. Il piacere e la libidine si impossessarono di me preannunciandomi una serata fuori da ogni regola. Gianni lasciò campo libero a Fabrizio e sentii le sue mani calde sugli slip armai inzuppati. Me lo disse. Al mio posto rispose Gianni dicendo che la porcona che ero aveva voglia di farsi fottere. Mi mortificai. oi venne dietro di me palpandomi le tette, baciandomi sul collo e stuzzicandomi lorecchio. Incominciai a gemere per il piacere e mio marito, sempre da tergo, mi sbottonò la camicetta, me la sfilò e quando mi sganciò il reggiseno quasi mi vergognai. Mio marito chiese a Fabrizio che gliene sembrasse delle tette della 50enne che ero e lui rispose che magari fossero così tutte le 50enni. Me ne palparono una ciascuno stringendomi i capezzoli. Sospirai forte dicendo più volte: siiii: Sentii Gianni che tirava giù la zip della gonna e quindi la stessa scendere lentamente, ad opera di entrambi, insieme agli slip. Mi ritrovai nuda con indosso solo gli autoreggenti. Fabrizio prese a leccarmi la fica da seduto e mio marito, messo in ginocchio, il ciulo. Si, che bello! dicevo impazzendo per il piacere che mi davano le loro lingue. Godetti di un orgasmo irresistibile e le mie gambe mi sorreggevano a stento. Fabrizio si alzò e mi diede in bocca la sua lingua fatta dei miei umori. La succhiai avidamente e poi intrecciai la mia alla sua in un bacio lungo e libidinoso. Lo sapevo bene che ora toccava a me. Infatti mi fece sedere sul bordo del divano e avevo il suo pacco allaltezza del viso. mio marito sedette al mio fianco dicendomi di fare vedere a Fabrizio di quanto fossi troia. mi vergognai un attimo ma portai le mani sulla patta tastandolo e fissando, alternativamente, il pacco, lui e mio marito come per avere il suo consenso. Gli slacciai la cintura, abbassai la zip e lui se li fece scivolare fino alle ginocchia. l suo grosso pacco, consistente in uno slip blu, era più evidente e più stuzzicante. Ne avevo vissuti tanti e con tanti cazzi momenti così ma, nonostante la mia abitudine, la situazione in cui mi trovavo rendeva tutto più intrigante. Solo per qualche secondo glielo palpai, poi tirai giù gli slip e mi si presentò davanti agli occhi un affare che, ancora semiduro, era impressionante. Il cazzo più lungo con cui avevo avuto a che fare era quello del 55enne Antonio, ma questo, oltre ad avere la stessa grossezza, era ancora più lungo. Non ho il senso della misura, ma penso non meno di 25 cm. Notai la meraviglia
anche nellespressione di mio marito. Lo impugnai con ambedue le mani segandolo lentamente, palpandole le palle e, libidinosa come mi sentivo, guardavo ancora entrambi con atteggiamento ora di timidezza ora di peccatrice lussuriosa. Ci giocai sulla cappella con la lingua e poi lo leccai per tutta la lunghezza. Sembrava che non arrivassi mai giù e quando arrivai gli leccai pure le palle. Nel frattempo, mentre facevo questo, lui si era liberato del maglione e della camicia; mio marito giocava col suo cazzo. Fabrizio si avvicinò fra le mie gambe e me lo mise fra le tette; lo strinsi come in una morsa ed era così lungo che, tenendo la testa china, lo imboccai facendogli, in contemporanea, una spagnola e un pompino. Mi resi conto che sarebbe stata una maratona sessuale diversa e più piccante a tutte le scopate, marito compreso, che mi ero fatte in vita mia. Gianni suggerì di andare a letto mentre anche lui si spogliava. Che scena quella in cui, saliti sul letto, io supina, Fabrizio prese a sfilarmi lautoreggente sinistro e Gianni quello destro, lentamente e accarezzandomi. poi Fabrizio venne su e quando mi sentii il suo cazzone dentro mi venne di svenire: era come se mi avesse sverginato per la seconda volta. Succhi, slinguate finché ebbi lorgasmo e rotolandoci, senza che me lo sfilasse dalla fica, mi ritrovai a cavalcarlo e mio marito, in piedi sul letto, me lo mise in bocca. Io gridavo per il continuo piacere, Gianni che diceva a Fabrizio: ti piace la troia di mia, moglie? Fabrizio che mi chiedeva se mi stavo sollazzando col suo cazzo. Il gioco durò quasi unora, poi Gianni mi sborrò in bocca e Fabrizio fra le tette. Avevo preparato tutto: fazzolettini e avevo portato persino i pannolini del corredo che usavo sempre con mio marito e avevo usato a casa mia con Franco e Piero. Avevo la fica in fiamme e sentivo il bisogno di una rinfrescata. Scesi dal letto e andando in bagno sentii ridere Fabrizio. Cosa cè? Perché ridi? Chiesi. Hai un culo favoloso, rimbalza come un pallone, sbrigati che ci giochiamo. Giocammo a più non posso alternandosi nei miei due buchi e nella mia bocca. Il cazzone di Fabrizio mi sconquassò il culo che, sebbene ben collaudato, non aveva mai ospitato un cazzone come il suo. Che vi devo dire di quando mi fecero provare due cazzi insieme scambiandosi più volte i buchi Era la prima volta. Mio marito venne ancora una volta nel mio culo; Fabrizio altre due volte, nella fica e in bocca. Erano già le 3,00 del mattino, ci coprimmo col piumone e ci addormentammo. Erano le 6,00 quando mi sveglia sentendo qualcosa di grosso, duro e caldo fra le chiappe: era il cazzone di Fabrizio. Alzai la coscia e me lo mise nella fica. Mio marito si svegliò sentendomi godere. Feci sborrare Fabrizio nella mia bocca e poi si preparò per andare via. Prima di uscire ci baciammo slinguandoci in presenza di mio marito. Trascorremmo tutta la domenica nel nostro rifugio e notammo, lui la mia soddisfazione ed io il fatto che non era geloso e che anzi gli piaceva vedermi sfondare da Fabrizio. Non ero nemmeno curiosa di come lavesse conosciuto. Coccolandoci mi chiese se mi fosse piaciuto il suo cazzo e se ne avessi gustato uno simile prima. Gli accennai del cazzo di Antonio. Mi chiese se mi sarebbe piaciuto rifarlo. Mi è piaciuto Fabrizio, con lui? Dissi. Mi piacerebbe farti provare un bel cazzone nero. Disse ridendo. Sorrisi pure io. Che schifo! Scemo!

Ieri lho preso nel culo in villa | Racconto etero di Malena N

Ieri mattina mi sono vista con la mia amica Luana. Abbiamo fatto visita alla mia collega Marina che ha avuto una bambina bellissima. Luana ci teneva tanto, ha lavorato con noi diverso tempo e ha molto a cuore Marina. Era una bellissima giornata e il sole era caldo come quello di giugno, niente ieri, faceva pensare che fossimo a marzo. Lasciata Marina, io e Luana ci siamo fermate al locale di un nostro amico per un aperitivo e ci siamo così perse in chiacchiere che alla fine siamo rimaste a pranzo. Luana mi ha parlato della sua incontenibile voglia di vivere e di quanto fosse difficile comportarsi bene.

La banda del bosco ( il finale ) | Racconto gay di Unicornoazzurro77

Mi adagiai sull attrezzo ginnico da palestra, il cosiddetto cavallo. Avvertii il freddo del cuoio sulla pelle che si dissipò velocemente col calore del mio corpo. Intanto, lo zio spiegava ulteriori particolari del gioco: – Il proprietario del culo che riceverà più cazzi scoperà con lamico del proprietario della villa. Un tipo moolto particolare! – e qui tutti risero allegramente. Chissà perché mi chiesi.

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