Mamma in calore, figlio maiale | Racconto incesti di Nealviam

Sapevo da tempo che mia madre (Carla ) era una troia. Del resto questo era il motivo per cui mio padre , stanco di essere continuamente “cornificato “, l’aveva lasciata, divorziando. Era sicuramente una bella donna, lo era ancora alla soglia dei 50 anni, grazie a creme , palestra, massaggi e qualche ritocchino chirurgico. Il corpo ancora bello sodo, con i pieni e i vuoti ai punti giusti. Insomma , per dirla in breve, rimorchiava ancora alla grande e le piaceva il cazzo. Non poteva farne a meno. Ma solo quelli belli, grossi, duri e resistenti. Io l’avevo beccata più volte , quando si portava a casa i suoi stalloni, a scopare in tutti i modi e in tutti i buchi possibili. Sì, lo confesso l’ho spiata ogni volta che ho potuto, eccitandomi pure. Qualche volta ho avuto anche l’impressione che lei se ne accorgesse e che non facesse niente per nascondersi, quasi fosse contenta che io guardassi.
Piano piano ho cominciato a immaginare di fare sesso con lei. E spesso mi sono segato pensando di possederla, di scoprala fino a farla urlare di piacere. Mi vergognavo molto di quei pensieri, ma poi ci ricascavo puntualmente. All’epoca avevo 19 anni e nonostante avessi una ragazza, ero in piena tempessta ormonale. Non andai mai, fino a quel giorno fatidico, oltre l’immaginazione, ma un giorno….
Anzi una sera, tornai a casa prima del previsto, perché la partita di calcetto a cui dovevo partecipare dovette essere annullata a causa della pioggia. Sapevo che mia madre era a casa: mi aveva avvertito che non sarebbe uscita perché aveva del lavoro da svolgere, e siccome erano pratiche un po’ riservate preferiva lavorare dal pc di casa. Mia madre era commercialista e seguendo molte attività commerciali non era raro che dovesse occuparsi di aspetti non del tutto regolari .
Per farle una sorpresa passai in pasticceria a comprare il suo dolce preferito : la torta millefoglie.
Arrivai a casa e aprii la porta facendo meno rumore possibile: mi tolsi le scarpe per non fare rumore camminando ma prima che facessi anche un solo passo, sentii la voce di mia madre che proveniva dal studio: ad essere precisi erano più mugolii, rantoli, misti a frasi sconnesse. “Ecco-pensai-sta scopando anche stasera. “ Stavo per fare dietrofront e andarmene ma la curiosità e la voglia di guardarla presero il sopravvento. MI avvicinai alla porta e mi inginocchiai, sporgendo il meeno possibile la testa.
Lo spettacolo mi lasciò senza fiato: ancora una volta lei riusciva a sorprendermi. La vedevo bene, perché era di fianco rispetto alla mia visuale: era completamente nuda davanti al computer, ccon una camerina che le inquadrava la passera, mentre si masturbava con un dildo di proporzioni inaudite.
In testa le cuffiette col microfonino: chattava con qualcuno.
Avvertii immediatamente un violenta fitta al mio cazzo che si stava imbizzarrendo. Sì, lo so, era miaa madre, ma la scena era troppo arrapante. Lei era troppo arrapante. A guardarla in quella situazione mi resi conto che era ancora veramente una super gnocca.
Mi concentrai per sentire quello che diceva, mentre non potetti fare a meno di accarezzarmi il pacco.
Pensai che se continuavo a guardare non avrei potuto fare ameno di spararmi un segone coi fiocchi.
Mugolii sparsi, mentre il dildo enrava e usciva: poi “” Mmmm…sìììì….come è grosso…lo voglio tutto…sfondami Mario…dai….” Pausa mentre ascoltava la risposta e poi “ Siii Mario come sabato scorso, i culami sìììì…fammelo sentire tutto”. Che puttana, pure il culo si faceva fare…il cazzo mi scoppiava nei pantaloni. “ Dai Mario così, così fino in gola…sborrami in gola….voglio succhiarti, sìììì”
Il ritmo del dildo aumentò…era vicina a godere: chissà da quanto andavano avanti.
Alla fine “ Sììììì Mario , sìììì vengooooo, vengooooo, dai vieni anche tu…fammi vedere mentre sborri…daiii schizzami in faccia….” Non resistetti. Mi tirai fuori il cazzo e cominciai a segarmi guardando quella porca di mia madre che faceva sesso in chat. E finalmente venne…squirtando perfino. A quella scena schizzai pure io solo che fuori controllo come ero, urtai con il gomito la porta facendo rumore e soprattutto aprendola completamente.
A quel pun to mia madre si girò sorpresa verso di me e mi trovò inginocchiato con ilcazzzo in ma o che avevo appena sborrato sul pavimento.
Furono attimi che non scorderò mai più: L’imbarazzzo si entrambi si tagliava col coltello.
Lei togliendosi furiosamente la cuffietta, si alzò minacciosamente verso di me: solo che completamente nuda come era mi eccitai ancora di più.
Cercai di scusarmi di mettere pezze dove non sarebbe bastato nemmeno un telone da circo: “Scusa mamma, ti prego, non volevo, no so cosa mi sia successo…” Ma lei rossa in viso per la rabbia ma forse anche per la vergogna. “ Matteo, ma sei pazzo ? Ma non ti vergogni? Mi fai schifo. Masturbarti guardando tua madre…Hai bisogno dello psichiatra, porco” Mi alzai dalla scomoda posizione: mia madre era ormai vicino a me. Potevo sentire il suo profumo , ma soprattutto l’odore conturbante del suo sesso eccitato.
Lei stava ancora per insultarmi mentre io persi completamente il controllo di me stesso, l’abbracciai forte stringendola a me, e appoggiando il mio cazzo ancora gocciolante sulla sua fica bagnata.
Le impedii di urlare tappandole la bocca e continuando a strofinare il cazzo su quella fica che tante volte avevo sognato di penetrare, cominciai a baciarla sul collo. Cercò di divincolarsi in tutti i modi , ma io la tenni stretta a me sussurandole in un orecchio “ Non ce la facevo più mamma, ti desidero, mi fai impazzire ogni volta che ti spio mentre ti fai scopare. Ti voglio…voglio essere il tuo amante”
Lei riuscì a togliersi la mano dalla bocca per dirmi disperatamente “ Sei pazzo, sei mio figlio…” ma non urlava, sentivo che stava cambiando qualcosa. Abbassai la testa e le bacia le tette, le leccai, succhiai i capezzoli. Lei continuava a pregarmi di fermarmi., di smetterla: ma la sua difesa si stava sgretolando. Avvicinai la mia bocca alla sua e cercai di schiuderla per infilarci la lingua. Resistette un po’ ma alla fine cedette: si abbandonò completamente a quel bacio, in segno di resa totale. E capii era volevamo la stessa cosa: scopare.
Le presi la mano e le feci accarezzare il mio cazzo” Ecco Mamma, è tutto tuo, fammi godere”
Lei lo accarezzò delicatamente o tastò per sentirne la consistenza, mi accarezzò le
palle. “ Sei un maiale, ma un maiale ben dotato. Ti ho fatto bello,sano e cazzuto. “ E poi sospirando, quasi togliendosi un peso. “ Lo conosco bene questo pisellone: a questo punto posso confessarti che anche io spesso ti ho spiato e mi sono eccitata a guardare questo bel cazzone. Pensavo che era uno spreco lasciarlo a qualche ragazzina che non sarebbe stata in grado di apprezzarlo. Lo volevo per me. Ed ora eccolo.” Si piegò sulle gambe come una rana e cominciò a baciarlo e leccarlo in punta. Io ero in estasi non capivo più niente. “ Mamma…mmm…sììì” Lei si alzò mi prese per mano” Amore andiamo in camera da letto, staremo più comodi, la note è lunga. Hai voluto una donna vera? Stasera anche se hai il tuo cazzone dovrai superarti”.
Arrivammo in un attimo in camera da letto e praticamente ci tuffammo sul lettone e io quasi la lancia sul materasso . Ero arrapato da impazzire. La guardai, guardai quella magnifica, ficona, quel irresistibile triangolo nero.
“ Mamma sei bella e desiderabile“ mi abbasso e mando la mano sulla fica :sembra di fuoco, l’accarezzo “ Hai la fica calda se vuoi te la rinfresco“ – “Si Matteo rinfrescamela, ma col tuo cazzone“. Ho il cazzo eretto e vibrante, Mamma lo guarda, si lecca le labbra, lo prende in mano “Ti fa male ?“ – “No ma avrebbe bisogno di rilassarsi“. A quel punto la stringo , la bacio le palpo il culo sodo ed abbondante… le faccio scorrere un dito nel solco anale “ Matteo ho tanta voglia di cazzo “ La bacio e le sfioro con un dito la fica mentre lei scosta le gambe aprendola. Infilo la punta di un dito la sditalino, si schiaccia contro me ed il dito scompare nella fica.
“Sììì Matteo così, dai forte, forte“ Tolgo il dito le sbatto dentro il cazzo… sbarra gli occhi e trattiene il respiro.
“Ohh Matteo che bel cazzone , adesso che è dentro fammi divertire“ , spalanca le cosce e la penetro, la monto velocemente, lo sfilo quasi tutto e poi fino in fondo. Urla: “Pompami, pompami, sbattimi come una troia ho bisogno di godere“. La sua voce diventa un rantolo muove il corpo al mio ritmo, sento la fica gustarsi il cazzo, le metto le mani sul culo la schiaccio contro me e spingo , la penetro, sento i coglioni sbattere contro il suo ventre il suo piacere si tramuta in spruzzetti caldi “ Sto venendo , vengoooo , ahhh finalmente, Matteo, finalmente, volevo il tuo cazzone pompa. Spingi , sborrami dentro tutto , chiavami , sfondamiii “ Le cola il sudore dal viso ma anch’io sto sudando …tutto questo facilita lo scorrimento della nostra pelle procurando a mia madre ancora più piacere “ “Mamma, vengo, esco ? “
Mi abbranca per le chiappe schiacciandomi , se possibile, ancora più contro lei “ Nooo ….sborrami dentro, riempimiiii.. non ti preoccupare, prendo la pillola, dammi la tua crema , la voglio tutta nella fica , ahh com’è bella calda, vengo, ancora, ancoraaa“ .Finalmente si rilassa, il suo viso si distende in un sorriso . Si sfila il cazzo dalla fica s’inginocchia e lo succhia come una ventosa , la lingua lo avvolge , lo lavora …si alza sulle labbra ha alcune gocce di sborra , con la lingua le raccoglie . “ Che bello Matteo, ho goduto ne avevo proprio bisogno “ “ Adesso però ci facciamo la doccia insieme ho il cazzo impiastrato “ la doccia è molto ampia il primo getto freddo è una sferzata che mi ristora , Mamma prende in mano il cazzo lavandolo “ Sto ancora godendo ho la fica che pulsa “ ci laviamo…le lavo bene il buco del culo… stringe le cosce “ Vorresti anche quello ?“
la stringo e la bacio. Ma come dice il famoso presentatore “Non finisce qui”..
ll seguito alla prossima puntata.

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