Luisella II | Racconto zoofilia di Luisa Carolina

È stato una nuova cosa scoprire che quanto accaduto finora mi piacesse così tanto, non ci volevo credere, in ginocchio con le tette da fuori a leccare il cazzo del mio cucciolo, roba da matti, ma mi faceva eccitare e non c’era niente da fare, ero troppo oltre il limite, avevo varcato la linea, non potevo più tornare indietro, non volevo, stavo appunto di essere bagnata dalla sua sborra e mi faceva solletico per tutto il corpo.
È stata una bella scoperta per me, si stava avverando una mia fantasia, sono una ragazza abbastanza formata, equilibrata, aperta di mente, non ho pregiudizi e sessualmente compulsiva, con tutto questo arsenale di principi, non credevo di sbilanciarmi e potevo superare ampiamente tutte le mie riserve morali.
Avevo in bocca un bel pezzo del suo cazzo che sembrava stesse per esplodere, appena cominciai a risucchiarlo con le labbra, notai un sapore più forte che proveniva dal liquido pre-seminale che stava cominciando a sgorgare dal suo cazzo, allora con la mia faccia in mezzo alle sue gambe e col suo cazzo completamente sfoderato continuai a salire e scendere con le mie labbra, l’ho preso con una mano mentre gli passavo la lingua per tutta la sua lunghezza, fino a che il suo membro è aumentato alla dimensione che raggiunge quando è all’interno della femmina, compreso il suo enorme bulbo che adesso lo potevo osservare a breve distanza e con dettaglio.
Era una palla con un reticolo di vasi sanguigni, si poteva vedere solcato da molte vene che al contatto con la punta della mia lingua cominciarono a farsi di un colore più vivo, l’ho preso con le due mani mezzo aperte e gli feci un massaggio accurato, Fred stava in uno stato di sottomissione e di stordimento che intuii fosse il preludio del suo orgasmo, l’ho aiutato leccandogli il bulbo come se fosse un gelato, altrimenti rischiavo di prendermi una sborrata in bocca, il suo affannoso respiro mi ha fatto capire che era in corso una eruzione di sperma, giusto in tempo mi sono scostata e ho ricevuto una scossa di seme sulla guancia, poi sui capelli, sulle palpebre, ho aperto la bocca per non lasciare scapare niente, in seguito, ci siamo entrambi andati in bagno per toglierci i resti della sborrata avvenuta con il pompino.
Fred è stato svuotato e se andò per dormire, io andai nella stanza da letto di mamma a cercare i suoi giocatoli e mi masturbai un altro paio di volte, sebbene la mia decisione di affrontare il sesso animale fosse ormai irreversibile, ero ancora pervasa da una serie di dubbi e apprensioni che avrei dovuto chiarire e risolvere prima di tutto.
Gli ostacoli etici, religiosi e legali che mi presentava la società erano senz’altro discutibili, questa perversione è antica come il mondo stesso, poi mi chiedevo cosa c’era con l’ipocrisia della gente di buona morale che chiude un occhio sulle molte forme di crudeltà sugli animali e poi si mostra implacabile verso gli zoofili. A mano a mano che mi giravano per la testa tutti questi interroganti, ho considerato che qualunque fosse la portata del mio rapporto con Fred, sarebbe sempre stato qualcosa da mantenere in segreto inconfessabile e solo per la mia intima soddisfazione.
Quindi Fred doveva essere il mio maschio, il mio amante segreto, era un bel esemplare della sua razza nello splendore della sua vita, arrogante e forte, con un mantello dorato luccicante, una testa grossa con le sue zampe larghe e potenti, con la coda dell’occhio cercai di guardare la zona genitale, ma dato la lunghezza e abbondante pelo, quasi non si distingueva il rigonfiamento della sua guaina e il suo cazzo, si vedevano i testicoli abbastanza grandi, ben sagomati, poi l’animale s’incontrava in un atteggiamento molto tranquillo e inattivo.
Mi trovavo nel mio periodo fertile, piena ovulazione, fuori era arrivata la primavera e le mie pulsioni erano diventate di eccitazione totale, un pomeriggio, preda di ardore, non ho potuto resistere alla tentazione di mostrargli le mie tette a Fred, lui rimase a guardarmi fissamente mentre io prendevo una tetta e gliela mettevo vicino al suo muso, io volevo che leccasse il mio capezzolo torbido e rosa, glielo dicevo lecca sono per te, lui non capiva, allora ho succhiato io stessa il mio bottoncino rosa che diventai duro, l’ho tornato a mettere sul suo muso e l’incoraggiavo a leccarmi e compiacermi, dai caro che questo mi piace assai, ti amo, dai dammi la tua lingua.
All’improvviso lui cacciò la sua meravigliosa lingua e cominciò a leccare i miei capezzoli con una competenza degna del migliore amante, portandomi vicino al parossismo, i miei seni s’agitavano violentemente sotto quelle leccate, pensando a come sarebbe bello se quell’istrumento lavorasse sulla mia fichetta con quell’abilità, le sue leccate erano lunghe e veloci, era una vera macchina che mi fece sentire un mondo nuovo.
Lui imparava rapidamente, seduta sul divano coperta solo di accappatoio, il suo sensibile naso percepì le mie secrezioni femminili, si mise ad annusare tra le mie gambe con insistenza e particolare interesse, mi rallegrai subito di questo buon segno, aveva percepito l’odore di una femmina in calore, mi guardava con occhi di supplica come invitandomi a giocare il gioco delle leccate ma sul mio sesso, mi faceva capire che lui aveva imparato ed era bravo a leccare, vedendo che non riusciva a raggiungere il suo scopo, finì per sciogliere coi denti il nodo dell’accappatoio lasciandomi parzialmente nuda.
Quando si scoprì che la mia fessura era coperta dal mio perizoma, si è sentito frustrato, vedendolo così disperato me li tolse lasciando via libera, separando le labbra della mia vulva con la mia mano, affinché la sua prodigiosa lingua s’introducesse profondamente e ricevesse una deliziosa leccata fino a farmi impazzire, mi leccava le gambe per poi scavare nella mia passerina sempre più a fondo nella ricerca della fonte di quella squisita umidità ‒ a così mangiami tutta ‒ gli dicevo ‒ succhiami … leccami … maschio mio ‒ continuavo a supplicarlo.
Il mio amante sembrava di capire il significato dei miei sospiri e gemiti, perché si dedicava diligente a fiducioso a sondare il mio sciroppo vaginale con movimenti penetranti e caldi della sua lingua invadente che raggiungendo l’interno della mia micetta mi facevano sobbalzare con spasmi di inusitata violenza, ogni colpo che raggiungeva il mio clitoride mi procurava gridolini acuti di lussuria e piacere sfrenato, il mio sesso cominciò a vibrare e raggiunsi un orgasmo selvaggio e animalesco, gridando come una pazza e tirando al mio amante delle orecchie per farlo affondare ancora di più dentro di me.
A quanto pare i miei succhi dovevano essere gustosi perché Fred non smetteva di leccarmi e farmi contorcere tutta cercando di sfuggire alla sua lingua torturatrice, il mio orgasmo colossale non mi lasciava e mio corpo sussultava su e giù fottendo il muso del mio amante. Da quel giorno l’esercizio si fece giornaliero, era strano il giorno in cui non mi provocava due o tre incontri e una decina di orgasmi al giorno, l’affanno, morbidezza e delicatezza delle sue carezze mi avevano provocato una specie di dipendenza, come se fosse una droga io avevo la necessita di prendermi la sua lingua nella mia figa per essere leccata a dovere, se non lo facevo diventavo neurastenica, irrequieta, non avevo pace finche lui non m’iniettava la dose nella forma della sua lingua.
Ero sicura che con gli stimoli giusti, si sarebbe potuto applicare a molte altre cose, ero fiduciosa di quello, con il vantaggio che lo tenevo solo per me, quindi lo farò dipendente della mia gnocchetta, lo dovevo motivare in un apprendimento coscienzioso di lascivia e lussuria.
Furono dei giorni indimenticabili, finii sempre soddisfatta di piacere, sconvolta di lussuria, turbata e ogni giorno più arrapata por mi maschio, sul punto di far uscire la mia bestia interiore e pensare in accoppiarmi con Fred, mi sentivo impegnata e totalmente indifesa ante tanto desiderio sfrenato, mi vedevo con le mie gambe spalancate e sdraiata all’indietro o in quattro col mio frutto aperto alla sua lingua e al suo cazzo favoloso, con quale ansia lui succhiava prima le mie labbra e poi l’ingresso della mia micetta, mi ha fatto vivere molti momenti di indescrivibile piacere.
Ma sono pronta per una penetrazione?
Sarò in grado di sopportare un cazzo così grande?
Mi piacerà o mi farà del male?
Ho tanti dubbi, prego aiutatemi ….
Tutto il vostro supporto e consigli saranno bene accetti, la testa mi gira e la micetta mi prude, cosa fare?
Scrivere a:
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