La mia prima orgia bisessuale a Cuba | Racconto bisex di Stephan

LA MIA PRIMA ORGIA BISESSUALE A CUBA
Abbiamo due bei figli, ma mia moglie é bisessuale ed io pertecipo quasi sempre alle sue avventure saffiche, ci vado matto! Erano però tanti anni che desideravo segretamente di provare anch’io le emozioni profonde dell’omosessualità, e finalmente in vacanza a Cuba é successa una cosa che mi sembra ancora surreale.
Ci ho messo vari giorni a ricostruire ogni momento vissuto, pescando nei miei ricordi deliziosamente confusi, ma avendo un’ottima memoria credo di aver fatto un buon lavoro. La mia confessione vuole essere un inno alla Libertà.
In una specie di discoteca abbiamo simpatizzato con una coppia locale, della nostra età, entrambe atletici, eleganti e trasgressivi.
Lui si chiamava Juan, era il classico Cubano avvenente, dai capelli lunghi, un volto da modello, fisico atletico, più del mio, camicia e pantaloni bianchi di tela leggera, che in certe posizioni lasciavano intravedere le dimensioni del suo pacco. La sua stretta di mano era stata virile, ma stranamente si era prolungata un po’ troppo per i miei gusti, in modo quasi imbarazzante. Aveva un’aria eterea e un’eleganza naturale che lo ponevano come su una nuvola. Non era come gli altri.
Devo ammettere che in certi momenti provavo uno strano turbamento per quest’uomo, sarà stata la sua eleganza naturale, o l’ampiezza dei suoi pettorali, non so.
Una sensazione rara, che mi è capitata solo un paio di volte nella vita.
Se avessi saputo quel che mi aspettava!..
Lei, dal nome affascinante di Consuelo e dalla voce ammaliante, una troia tropicale come piacciono a me, più scura di Juan, quasi negra, una criniera riccia da leonessa, la bocca di Naomi moltiplicata per due, due occhi da gatta strabilianti, due grandi orecchini circolari, era varamente una bomba. I denti erano bianchissimi, come spesso in quei Paesi, ben ordinati e regolari. Due mani affusolate, dalle movenze sensuali tipiche delle Negre, le unghie di madreperla ben curate. Una scia di profumo l’accompagnava, e il reggiseno era ben riempito, anche se non sul punto di esplodere; si vedevano i muscoli delle sue coscie giocare sotto la tutina rosa da ciclista troppo piccola di due taglie, dalla quale sbucavano due polpacci sviluppati da culturista. Un culo da nera, ovviamente, sul quale avreste potuto appoggiare un bicchiere senza che cadesse. Gioielli vari un po’ dappertutto, dal collo, alle mani, alla caviglia destra, ai polsi e alle dita degli arti superiori ed inferiori. Due tacchi smisurati sotto due piedi bellissimi ed inarcati a dovere, con le unghie lunghe da leonessa, completavano il quadro di questa strabiliante femmina Cubana.
Mia moglie si era arrangiata in maniera simile, ma meno appariscente.
Io ero elegante sportivo, due mocassini neri italiani di vera pelle.
Ad un certo punto della serata, io e Juan siamo rimasti nel nostro angolino, piuttosto scuro e in disparte, davanti ai nostri Cubalibre, a tentar eroicamente di chiaccherare malgrado la musica spaccasse i muri; come due cani pastore tenevamo d’occhio le nostre donne che si esibivano sulla pista con notevole euforia.
Io, fiero di essere il padrone di una di queste due bellezze, ingenuamente temevo che qualche bullo potesse farsi avanti.
E invece, quando il dj ha scelto una specie di slow, cosa ti vedo? Consuelo che ballando baciava mia moglie con passione.
Un’ improvvisa gioia mi ha pervaso, e ho pensato “Ci siamo! un’altra deliziosa avventura ci aspetta…”
“Mmmhhh, però c’è Lui, come la mettiamo?”. Dato che questa effusione si prolungava oltremodo, e io mi trovavo vicino al suo uomo che con finta indifferenza osservava la scena compiaciuto, il tempo si é come fermato, e in quel momento, ho intuito la possibilità di vivere un’ esperienza straordinaria. Infatti Juan ha allungato con decisione la mano ponendola dritta sul mio inguine. Era stato così diretto e convincente che non ho reagito.
Ho sentito un violento shock di piacere risalire dal petto in gola, e invece di spaccargli la faccia, ho continuato a tenere gli occhi fissi sulla pista da ballo. L’erezione che ho avuto é stata palpata con fermezza da Juan, che approfittando della penombra mi ha infilato l’altra mano nella camicia aperta da playboy, sfiorandomi il capezzolo sinistro.
La seconda scossa di piacere mi ha fatto sobbalzare e mi é sfuggito un verso che per fortuna nessuno ha sentito grazie alla musica.
Pensavo di concedermi una parentesi, di godere furtivamente di queste carezze per qualche istante, e lì per lì non ho pensato che saremmo andati fino in fondo. Juan ha avuto il buon gusto di non provare a baciarmi, penso che non l’avrei fatto in pubblico, anche se era molto buio. Non osavo guardarlo in faccia, e proprio in quel momento le nostre Donne si sono dirette verso di noi, tenendosi per mano!
Sarà stato il mio fiatone, la mano di Juan ancora sulla mia coscia, é bastato guardarci negli occhi per sapere immediatamente quali erano le nostre intenzioni.
Sarebbe stato lui il mio primo Uomo. Finalmente l’avevo trovato.
“Vamonos?”
Dopo un secondo di ipocrita esitazione, come un sonnambulo ho annuito.
Il cuore impazzito, ci siamo alzati tutti e quattro all’unisono, lasciando le bibite che ci avevano già scaldato le vene a dovere, e quasi sottovoce ed in punta di piedi siamo usciti.
Consuelo tirava sempre mia moglie per mano, che mi lanciava ogni tanto degli sguardi divertiti, e ai quali io rispondevo con un’espressione che lei conosceva bene…
Io, un po’ guardingo come sempre a quell’ora per le strade del Terzo Mondo, accanto a Juan che, come me, non era uno che parlava molto…
Si sa che quelli che parlano poco sono i più pericolosi….
Per un attimo ho avuto come un dubbio su quello che stavo per fare, poi ho pensato “Al diavolo! Nell’antichità lo facevano Generali e Consoli e Guerrieri… e allora…”
A poche centinaia di metri c’era un piccolo Hotel decadente e mezzo marcio, dalla facciata variopinta, che Consuelo sembrava conoscere bene, proprio sopra il Restaurante dove avevamo mangiato qualche giorno prima. Cadevano un po’ di goccione d’acqua, e ci siamo bagnati un po’, cosa che ho gradito, anche nella speranza che ci vedesse meno gente possibile!
Un vecchio flemmatico ci ha consegnato la chiave con indifferenza.
Salendo le scale, io ero l’ ultimo, e da vero porcello non ho mancato di ammirare i posteriori dei miei tre compagni. Anche guardare il culo di Juan mi ha eccitato ulteriormente: era bello sodo come quello di sua moglie (o fidanzata, chissà?).
Immaginavo già quale delizia mi aspettava…
Appena arrivati sù, febbrilmente mi sono denudato in men che non si dica, buttando i vestiti perterra in un angolo, dalla fretta di vivere quell’emozione che desideravo ardentemente da tanti anni.
Juan ha fatto lo stesso, sembrava molto emozionato anche lui, anche se più sicuro di me, è mi è apparso alla vista il suo grosso membro che di lì a poco avrei preso in bocca per la prima volta. Mi ricordo di aver provato un’acquolina che mi ha pervaso di tenerezza per me stesso.
Finalmente c’eravamo! Ne avevo voglia! Ne avevo voglia!
Sono rimasto in piedi, dritto come una statua greca, col fiato corto.
Tremavo tutto, come se avessi la febbre a 40.
L’ onnipresente ventilatore mi faceva sentire ancora più nudo tutte le volte che l’aria mi investiva.
Mia moglie mi ha poi confessato che non mi aveva mai visto così eccitato, e con un’erezione così fantastica.
Il mio nuovo amante mi è passato dietro ed ha intrapreso di accarezzarmi dalle orecchie, al petto, ai piedi. Io sempre immobile al centro della stanza, la gabbia toracica che si sollevava ritmicamente, la testa buttata all’indietro, il culo inarcato in fuori, il cuore al limite del collasso.
Sentivo i miei capezzoli durissimi, eretti in maniera inverosimile, sensibilissimi al tocco. Io che ho sempre avuto i capezzoli molto sensibili, provavo uno strano formicolio nella lingua e nel palato, tutte le volte che il mio nuovo amico li sfiorava.
Accarezzandomi con le sue mani virili, da dietro il giovane Cubano mi baciava il collo e la colonna vertebrale, scendendo lentamente giù sulle reni, massaggiando i miei fianchi come un fisioterapista, e poi scendendo ancora.
Era la prima volta che mi lasciavo accarezzare da un uomo, io che fino al giorno prima avrei spaccato la faccia a chiunque ci avesse provato!
Mi piaceva da morire, e rantolavo gutturalmente senza discontinuità.
Insomma era la prima volta che ero passivo in vita mia, e me lo sono meritatamente goduto!
Quando le sue mani hanno accarezzato il cazzo e la sua bocca si è soffermata per un attimo tra le mie natiche, con una lingua calda che mi ha dato una furtiva leccata, mi son sentito emettere un verso con una voce che io stesso non ho riconosciuto. Avevo voglia di crollare per terra, accasciarmi al suolo, non so…
Ma ha continuato a scendere accarezzandomi le gambe, le caviglie e anche i piedi, come se avesse voluto abbellire la sua statua che aveva creato.
Sentivo il suo respiro contro i miei bicipiti femorali, ed ero fiero della mia erezione e di tutti i miei muscoli tesi.
Essendomi masturbato tante volte davanti allo specchio ammirando il mio corpo pompato dopo la palestra, sepevo quali attrattive esercitavo su di lui, che di riflesso esercitava le stesse su di me.
La realizzazione di un autentico sogno.
Poi Juan si è rialzato, e con foga e dolcezza ci siamo abbracciati e baciati con la lingua.
Il contatto di un corpo maschile contro il mio mi ha quasi fatto svenire!
Mi ricordo di aver avuto uno spasmo violento, al contatto del cazzo contro cazzo.
Ho soppesato il suo membro come un frutto maturo, e lui ha fatto lo stesso con il mio.
Era la prima volta che toccavo il pene di un uomo. Non mi aspettavo che fosse così caldo. Mi ha quasi scottato! Mi son detto “Guarda cosa mi sono perso fino adesso!”. Una sensazione dolcissimamente vergognosa, strana, che non avevo nessuna intenzione di interrompere. Sentivo che rischiavo di venire copiosamente in mano al mio Uomo, e per un attimo ho fatto lo sforzo di controllarmi.
Ero già perdutamente innamorato di questo ragazzo, anche perché il suo corpo era bellissimo, muscoloso più del mio, e per chi va in palestra un corpo così rappresenta un Ideale.
Era un Dio Greco, davvero una bella bestia.
E tenere in mano il suo sesso mi ha fatto andare in brodo… non mi reggevano più le gambe.
Di fronte ad un esemplare di stallone di questa tempra, bisogna proprio essere scemi per non approfittarne… o troppo acerbi, come lo ero io fino a quel giorno.
Un membro del genere può dilatare le tue mucose all’estremo, e darti sensazioni inarrivabili.
Nella stanza c’erano due grandi letti, semidistrutti e dalla pulizia molto dubbiosa, uno a un metro dall’altro.
Le nostre due donne intanto si erano già spogliate in un batter d’occhio, abbandonandosi sul loro letto ad acrobazie erotiche degne dei giochi olimpici.
Stranamente forse, ripensandoci, senza metterci minimamente d’accordo, era chiaro fin dall’inizio a tutti che questa sarebbe stata una notte all’ insegna dell’ omosessualità.
All’inizio di questa avventura indimenticabile, non mi è neppure venuto in mente di assaggiare la polposa gazzella Consuelo, già abbastanza impegnata comunque ad esprimere la sua passione per la sua nuova conquista, mia moglie.
Noi due Maschi, invece, eravamo ancora in piedi nel chiaroscuro della stanza. Era la prima volta in vita mia che baciavo un uomo, che accarezzavo i suoi muscoli e sentivo il suo pene contro il mio: un momento da sincope che non scorderò mai!
Io sono quindi caduto sul letto abbracciando il mio amante, e non ricordo per quanto tempo ho strusciato il mio cazzo sul suo, fattostà che dopo un po’ ci siamo girati per abbandonarci voracemente ad un sessantanove strabiliante.
Come due atleti Greco-Romani, avvinghiati alla lotta omosessuale.
Nei miei sogni non mi ero sbagliato, succhiare il cazzo di un uomo mi ha fatto sentire inspiegabilmente estremamente virile, ed estrememente femmina, al tempo stesso.
La sua cappella mi è sembrata Enorme in bocca, una vera delizia. Me la sono gustata a lungo, emetteva umori in abbondanza proprio come la mia quando mi masturbo, e ho pensato, vista l’oscenità della situazione, che ormai i giochi erano fatti, e mi conveniva approfittare al massimo della mia decisione di perdere il mio status di maschio virile ed incorruttibile che avevo sempre avuto.
Io a sessantanove con un altro uomo! C’era da non crederci!
Ma i gemiti ed i singulti di mia moglie lì accanto mi confortavano, sapevo che non avrei avuto da vergognarmi in seguito con lei per questo momento di pura follia.
Io ero sopra, e come ho sempre fatto con le mie donne, ho imprigionato le gambe di Juan dietro le mie ascelle, di modo da tenergliele alzate ed estremamente arretrate, di avere tutto il suo sesso in primo piano davanti ai miei occhi e alla mia bocca, mantenedo le mani libere per allargare al massimo i glutei.
In quella posizione, io suo dolce culo era mio, non poteva scapparmi. Prima mi sono dedicato al pene delizioso, che ovviamente era la prima volta che assaggiavo, lamentandomi di piacere sulla cappela tesa, gonfissima, dura, dalla quale fuoriusciva senza sosta un liquido inebriante, consapevole di contrarmi in smorfie oscene; poi ho suggellato definitivamente la nostra fusione, passando allo sfintere maschile del mio amante, che mi è parso liscio come quello di una donna.
Mi è piaciuto molto baciare il culo del mio uomo, una cosa estremamente vergognosa ed oscena.
Seguivo con la lingua il nervo che dai testicoli sembrava entrare direttamente nell’ ano, un filetto di carne dolcissimo. Ho leccato, leccato e leccato.
“Allora tutti i culi sono teneri nello stesso modo”, ho pensato.
Juan, pur avendo la bocca piena, ha cominciato ad accelerare rumorosamente il respiro, mi ha girato con forza, e si é messo sopra di me per venirmi in bocca.
Io sapevo dalle mie masturbazioni, quando decidevo di ingoiare il mio sperma, che finché non ero venuto potevo fare qualsiasi cosa, grazie all’eccitazione poderosa. Temevo però che una volta venuto, tutto questo mi avrebbe fatto un po’ schifo, anche se avevo deciso di andare fino in fondo senza rimpianto. I lamenti del mio Idolo si sono accentuati oltre la sopportazione, e l’eiaculazione di Juan é stata fulminea ed abbondante, il suo sperma era caldissimo e l’ho ingoiato parzialmente con una naturalezza che mi ha lasciato di stucco…
Reclinando il capo all’indietro, ho fatto scivolare giù in gola quella magica calda sborra, gli occhi socchiusi per godere meglio dell’ estasi momentanea. Madonna, avevo rovinato definitivamente il mio curriculum!
Allora, non so perché, l’ho rimesso sotto, mi sono girato, e l’ho baciato con tenerezza con la bocca ancora mezza piena di sperma. Che Delizia!
Era giunto il mio turno. Il mio primo orgasmo con un uomo! Il momento della verità.
Ho dato un’occhiata a sinistra, e ho visto con mia immensa gioia che mia moglie aveva la bocca spalancata, le braccia in croce, le gambe all’aria e la mano di Consuelo che si agitava tutta dentro la sua figa!
Infatti mi ha poi spiegato, e io non sapevo che fosse possibile, che Consuelo le stava solleticando il collo dell’utero con le unghie, facendola letteralmente impazzire!
Non ce la facevo più, e non ho più avuto dubbi: ho rilasciato il mio sperma acarezzandomi i capezzoli e urlando di gioia, spruzzando una doccia che deve essere arrivata anche contro il muro!
Ho schizzato! Ho schizzato! Ho schizzato! E ho poi schizzato ancora!
Gli occhi pieni di stelle, mi sono detto che ero veramente in paradiso, dal momento che, lungi dal provare disgusto per ciò che avevo fatto, mi sono visto crollare lentamente sul petto del mio amante, ancora col fiatone, abbracciarlo come una donna innamorata, infilare la mia faccia nel suo collo, e dolcemente accarezzarlo mentre lui accarezzava i muscoli della mia schiena.
Mi sono inebriato del suo profumo di Uomo, nuovo per me, misto a quello fresco del mio sperma che avevo schizzato un po’ dappertutto, anche sulla sua fronte.
Il mio petto si appiccicava bene al suo con tutto quel sudore che grondavamo, col caldo che faceva. I nostri sessi erano sempre in contatto, e con un piede accarezzavo la sua gamba contorcendomi di torpore.
Questa sensazione soave, questo trasformarmi in una donna innamorata, e per di più di fronte alla mia compagna, mi ha pervaso di un fuoco liberatorio che non so cosa darei per risentire, e credo che sia stato lì che ho cominciato a singhiozzare in silenzio, di gioia e di piacere.
Deve essere stato questo torpore e questo mio pianto liberatorio, a conferma di una natura bisessuale profonda ed autentica, ad ipnotizzare Consuelo, che come in trance ha lasciato mia moglie, semisvenuta, si é avvicinata al nostro letto, e lì in piedi, il suo corpo nero splendidamente atletico e tutto sudato, fissandoci ha emesso un singhiozzo che avrei voluto registrare tanto era strano ed animale, e ha rilasciato la sua vescica, lì in piedi, con tutta l’urina che le é colata sulla gamba, senza curarsi della piccola pozza che si é formata sul cemento del pavimento.
Incredibile! La vita a volte regala proprio delle gioie supreme che ti rimborsano di tutte le sofferenze!
Mi ricordo che in seguito ho camminato inavvertitamente dentro questa piccola pozzanghera, e ho ringraziato dio che non fosse stato tutto un sogno.
Consuelo é poi tornata da mia moglie, e credo sia stata lei ad avere la brillante idea di ordinare tre bottiglie d’acqua, col telefono preistorico che miracolosamente funzionava.
Ero sempre tra le braccia del mio amante, mordicchiando il lobo dell’orecchio e leccando dentro, sussurando parole sconnesse che non riesco a ricordare, godendomi fino in fondo questa meraviglia di corpo, muscoloso ed elegante, un volto bellissimo, virile ed effemminato al tempo stesso, proprio come il mio, la pelle ambrata, l’assenza totale di peli tranne che sul pube (mi é sembrato di capire che fosse un culturista agonistico), un profumo che non avevo mai sentito prima, vitale, tutto sudato, che mi ricordava il profumo dei panni asciugati al sole d’estate, quando si sente il sole, insomma…
E poi questo pene fantastico…
Avevo temuto all’inizio di scoprire un brutto pene, come ce ne sono tanti e come si vedono anche nei siti porno, magari storto, con una brutta cappella, un brutto colore, e invece il buon dio mi ha fatto vivere la mia prima esperienza omosessuale con un pene più bello del mio, lungo, dalla linea regolare, una cappella dello stesso colore della pelle, leggermente incurvato all’insù, come il mio, ma nell’insieme più grosso, molto duro, senza molte vene apparenti che non mi piacciono, e poi una quantità e qualità di sperma che mi hanno fatto perdere completamente la testa.
Non saprei descrivere a parole il sapore del suo sperma. Mandorle? Castagne? Sarà che avevo il cervello in ebollizione, non saprei. So solo che era portatore di Vita, che mi pizzicava le mucose e che era liquido al punto giusto. Praticamente simile al mio nei momenti migliori, con la differenza che il mio a volte mi disgustava un po’ quando lo assaggiavo, e invece del suo ne avrei bevuto a litri.
Anche le sue Palle erano belle sode e grosse come le mie, ma senza neanche un pelo. Non so se si rasasse o cosa, ma mi piaceva, le preferivo così.
Le sentivo muoversi di vita propria contro le mie cosce, proprio come le mie, quando rimanevamo abbracciati immobili.
Ad ogni elemento di comunione, di simiglianza tra me e lui, seguiva un innamoramento più profondo.
Madonna!
Mi sto’ esprimendo veramente come una donna innamorata, io, l’uomo virile che fa innamorare anche le prostitute Filippine!
Ma visto che ci sono, e che lo scopo di questa confessione é proprio quello di confessare tutto (e di rivivere momenti meravigliosi), vado fino in fondo.
Juan sembrava dormire o recuperare, sulle lenzuola strappate ed inondate di sudore, sia per il caldo che per le nostre evoluzioni erotiche; io, preso da un desiderio femminile intenso, di fronte a mia moglie che si riposava sull’altro letto, girata verso di noi e rannicchiata a cucchiaio tra le braccia di Consuelo, che aveva imprigionato il suo seno con la mano destra, ho cominciato a scendere, baciando il suo petto muscoloso, i suoi capezzoli, i suoi addominali, strusciando al passaggio il pene sulle mie guance.
Poi, reclinandomi alla pecorina, sono sceso ancora, baciando le sue cosce, fino a baciare a lungo i suoi piedi!
Ripeto, é stata questa trasformazione totale da uomo a donna innamorata, esibita davanti a due donne, una delle quali mia moglie, a darmi la gioia più duratura, una soddisfazione che mi appanna la vista e mi fa battere il sangue nelle tempie ogni volta che ci penso.
Juan ha cominciato a contorcersi dal piacere, ravvicinando i piedi e divaricando completamente le ginocchia, adagiate ogniuna sul materasso, in una posizione tipicamente femminile.
Contraeva i polpacci, mettendo i suoi bellissimi piedi in linea con le tibia, una contorsione elegante che faccio sempre anch’io quando mi masturbo seduto a bordo letto, ammirando il mio corpo atletico, e ovviamente desiderando un uomo.
Piegato com’ero, riuscivo a baciargli i piedi e a strofinare la cappella turgida sulle dita e sotto le piante.
L’ Estasi del Nirvana.
Poi, alzando uno sguardo da gatta, l’ho contemplato bene.
Da quella prospettiva godevo di una vista da prima fila sul suo sfintere, i suoi testicoli, il suo pene in erezione ripiegato leggermente a sinistra sul suo ventre, che mi apparivano superbamente più esposti che mai, e sembrava che avesse il cazzo in bocca.
Mi ha ricordato con commozione di quando, da ragazzo, per la prima volta mi sono posizionato semisdraiato di fronte ad un grande specchio, in casa dei nonni, e ho visto il mio sesso enorme, oscenamente apparente sul mio giovane corpo nudo. Mi ricordo di aver aggiustato la prospettiva per aver l’impressione di avere il cazzo eretto nella bocca.
Ora era realtà. Fantastico! Fantastico!!
Vedevo il generoso sfintere di Juan contrarsi e rilassarsi, come una ventosa: il mio amante mi chiamava.
Sono quindi risalito, e sempre alla pecorina, ho inghiottito tutta la sua proboscide.
Succhiare il cazzo di un Uomo era come succhiare un frutto trobicale raro, prelibato. Sapevo che quell’ enorme asta scura mi avrebbe poi inflitto una severa ed oscena punizione anale, montandomi in un autentico rodeo pornografico.
Ne avevo la bava alla bocca.
Ho intenzionalmente forzato il limite della gola, come avevo visto fare in un film porno, dove si vedeva la gola della succhiatrice ingrossarsi fino alla tiroide!
Io credo di essere andato oltre, senza provare conati di rigurgito, tanto era il desiderio. Mi é sembrato di arrivare fino alla clavicola, il suo glande ingrossato e duro mi faceva quasi male, ma era dentro ben oltre la glottide, e questo era quello che volevo.
Allora mia moglie si è alzata, ed è venuta ad accarezzarmi le chiappe che avevo inarcato come un vero culattone. Voleva incoraggiarmi per la sodomia, ma non mi è piaciuto: non avevo certo bisogno di incoraggiamento, e volevo che fosse il mio amante ad occuparsi di questo.
Ho chiuso leggermente le chiappe, lei ha capito subito ed é tornata da Consuelo.
Avrà messo anche lei i piedi nella sua urina, perché l’ho sentita scoppiare a ridere e sedersi con la vagina sulla faccia della giovane Cubana.
Hanno smesso di ridere.
Lo scherzo si é trasformato in un sessantanove passionale, un groviglio di gambe all’aria e di grinfie da tigre; si sentivano solo i rumori umidi delle loro abbuffate e quelli della mia fellatio, ai quali faceva da sottofondo lo scricchiolìo del ventilatore che girava, e la rumba indiavolata della fatidica discoteca, poco distante.
Come sempre, ero affascinato dal contrasto tra il colore bianco della pelle di mia moglie, e quello nero della giovane Cubana.
Mi dolgo di non aver avuto una fotocamera, Helmut Newton sarebbe potuto venire a lezione!
Juan, che evidentemente aveva già sverginato altri uomini e sapeva come arrivarci, si é ridestato e mi ha messo sotto, a pancia in giù.
Ricoprendomi di baci. Sul collo, sulle braccia, sui capelli, sussurrando nel mio orecchio parole in cubano che non ho capito, massaggiandomi la schiena in maniera lodevole, e poi sfiorandomi i capezzoli ed il petto – che é una cosa che adoro e che mi fa impazzire, mi fa sentire nudo – e strusciando la sua erezione contro le mie chiappe. Addirittura i suoi piedi accarezzavano le mie gambe, ci sapeva proprio fare, quest’uomo!
Consuelo si è alzata di scatto, ed é venuta a darmi due o tre furiose leccate al buco del culo, forse baciando anche lo sfintere del suo uomo prima di tornare da mia moglie.
Una vera pazza!
Mi é piaciuto da morire farmi leccare da Consuelo, e mi sono sentito leggermente in colpa per aver gradito le sue attenzioni e non quelle di mia moglie.
Comunque, nel vortice di emozioni, tutto questo é passato presto: stava per succedere la cosa che desideravo da morire, e che temevo al tempo stesso, in quanto avrebbe fatto di me un autentico culattone.
Ma il piacere era tanto, e stranamente mi sono sentito molto Uomo di fronte alle due donne nel farmi somministrare un godimento così intenso.
Ero felice che loro due assistettero alla mia prima Sodomia.
A casa mi ero già penetrato varie volte con oggetti disparati, masturbandomi con una mano e sodomizzandomi con l’altra. Mi era sempre mancato però da morire di farmi accarezzare il seno in questo atto delizioso.
Ora stavo per provare il piacere assoluto!
E non avevo nessuna intenzione di guastarlo con preservativi vari…
Avevo rischiato tante volte, in passato, in tanti Paesi tropicali… e poi il mio intuito mi diceva che potevo fidarmi.
Erano Giovani, Forti e Sani come noi.
Il mio amante si é abbassato dietro di me, e mi ha baciato a lungo il buco del culo, mettendomi alla pecorina, una posizione che adoro per la sua passività e oscenità totale, mentre a due mani mi mungeva l’ uccello e torturava il glande, maneggiandolo come se volesse disegnare fantasiosi arabeschi sul lenzuolo con il mio liquido pre-eiaculatorio.
Io ero in estasi, questa situazione vergognosa, nella penombra, immersi nell’odore d’umidità di un albergo cubano, mischiato al profumo di urina lasciato da Consuelo sul pavimento, mi ha fatto quasi prendere un infarto.
I nostri corpi bellissimi, i muscoli armoniosamente tirati in posizioni oscene, pronti per la monta… avevo il cuore in fibrillazione e piangevo a dirotto, la bocca spalancata contro il materasso nudo, dall’ intensissimo piacere, non certo dal dolore.
Già immaginavo di essere scopato nel culo da un uomo, una cosa sempre considerata pazzesca!
Mi sentivo femmina, mi sentivo uomo. Tutti i miei sensi aspettavano la fusione totale con questo benedetto stallone che finalmente era entrato nella mia vita, e mi avrebbe di lì a poco portato su una stella.
“Che bellooo….ohhh…” mi son sentito gemere…
Consuelo, con una coordinazione esperta, accompagnava il trattamento che il mio ragazzo mi stava applicando, facendo provare in parallelo a mia moglie la stessa escalation folle e liberatoria.
L’ho intravista, io che avevo gli occhi pieni di lacrime di gioia e di sudore, fare le stesse cose a mia moglie, lì sul letto a due metri dal nostro. L’ho vista metterla alla pecorina, baciarle probabilmente lo sfintere come Juan aveva fatto a me, e poi usare le dita, e poi tutta la mano dentro, stando a quello che mia moglie mi ha poi raccontato, anche se io purtroppo non sono riuscito a vedere bene questa scena da un miliardo di dollari.
Mi ricordo di essermi preso le chiappe a due mani, aprirle in maniera decisa, invitando silenziosamente il mio Amante ad entrare dentro di me.
Mi ero sentito in forma tutta la serata, anche grazie al fatto di aver ballato un bel po’, ero leggermente costipato al punto giusto, e sentivo di avere il retto totalmente sgombero.
Infatti é andato tutto nel migliore dei modi, non ho neanche provato dolore all’inizio, ma solo il classico bruciore temporaneo che poi svanisce da solo. Sentivo il cazzo duro di Juan dare dei piccoli colpi, per farsi strada progressivamente. Io, ritmicamente, contraevo lo sfintere con tutte le forze, ma ogni volta che lo rilasciavo lui penetrava sempre di più nel mio corpo. Anche quando la barriera dello sfintere era stata superata, io, per combattere il bruciore che mi assaliva, stringevo da morire per qualche secondo, e lui ne approfittava per infilzarmi sempre di più.
Credo di aver esclamato un “Madonna!” o qualcosa del genere, quando ho sentito la cappella che si gonfiava a dismisura palpitando tra le pareti più interne del mio intestino.
E’ arrivato a battuta.
Non capivo più un cazzo, così infilzato come uno spiedino; un conto è sodomizzarsi da solo, con un pene artificiale, un conto è sentire un membro vivo e palpitante di un uomo che ti stà accarezzando ed amando veramente.
Ho cominciato ad urlare in un cuscino in modo pazzesco, e sentivo mia moglie che mi faceva eco nello stesso modo.
Ecco, ci eravamo: una coppia di turisti allegramente sodomizzata da una coppia di meticci cubani, in una grande stanza d’albergo, mezza marcia, con i rubinetti che perdevano, con lenzuola schifose e materassi ancora peggio, il tutto per la modica cifra di 15 dollari…
A Cuba é vietata la prostituzione, in teoria non si può più portare una puttana in camera, ma si vede che Castro non ha previsto lo stupro omosessuale di una giovane coppia sposata in vacanza!
Ho ringraziato Dio di aver dato agli Uomini la possibilità anatomica di unirsi come Donne.
Il mio dolce stupratore é stato fantastico: dopo avermi infilzato come uno spiedino, ha cominciato a spingere con tutto il corpo, ma senza far scorrere il pene nel mio retto: faceva ondulare i nostri due corpi avanti ed indietro, mantenedo la cappella sempra a battuta.
Consuelo, sempre applicandosi diligentemente nel forzare le mucose elastiche di mia moglie, ogni tanto si girava verso di noi, l’espressione severa, con esclamazioni in cubano che non riesco a ricordare, ma che dal tono mi sembravano insulti sprezzanti.
Non credevo che potesse esistere sulla Terra un piacere tale. Mi viene il pianto in gola a ripensarci.
Ed é durato a lungo!
Io, che faccio sempre più fatica ad eccitarmi con una donna, e addirittura con due, sono stato travolto da vari orgasmi psicologici mentre lo prendevo nel Culo, Juan poi andava e veniva, sentivo il suo fiatone sul mio collo, e la cosa mi piaceva molto, mi accarezzava le poppe e io lo accettavo come una femmina in calore.
“Te gusta, mi amor, te gusta iorar asì…”
Devo aver inondato ulteriormente il letto con il mio seme.
E forse non solo.
Le sensazioni erano talmente forti che mi è parso di eiaculare, pisciare, eiaculare, cagare, in un’alternarsi di fasi contratte e fasi rilasciate e più passive dei muscoli interni.
Quando Juan é venuto, mi ha fatto un po’ male, forse mi ha sfondato l’inizio del colon sigmoideo, ma comunque é stato più bello ancora.
Ha urlato anche lui, e non nel cuscino! Sembrava il ruggito di un leone, lo avranno sentito anche in strada!
Meno male che il rumore della discoteca lì vicino copriva un po’ i nostri versi francamente bestiali, a volte. Ne sono stato fiero, come il protagonista e l’artefice di questo meraviglioso film che capita una volta sola nella vita.
Non so quanti orgasmi abbia avuto mia moglie, ma dopo la fine del nostro accoppiamento, ho visto Consuelo che si recava in bagno, la mano tenuta preziosamente in alto come per non rischiare di toccare nulla. Forse mia moglie non era così sgombera come me, ma date le circostanze, eravamo ad un punto dove più si é porci, più si é sporchi ed osceni e meglio é.
Eccomi qua, stravolto dalla sodomia, il mio uomo crollato accanto a me, io ho voluto rimanere ancora alla pecorina, per godermi l’estasi della trasformazione omosessuale… quando lui si è estratto dal mio retto, mi é sembrato lunghissimo, mi é sembrato quasi di partorire…
Mia moglie ha potuto vedere il padre dei suoi figli stramazzare col culo per aria, la bocca spalancata, come un pesce agonizzante.
Dice che ancora oggi, quando ci ripensa, sente il clitoride che si gonfia e diventa duro e sensibilissimo, accompagnato da un’autentica inondazione.
Non sapevo quanto fossi ancora pulito, ma ero felice.
L’ambiente decadente e mezzo fetido, in cui si mescolavano odori più o meno gradevoli, mi confortava.
Avevo superato coraggiosamente tutte le remore, tutti i rischi di rimanere disgustato, e tutto ciò che rischiava in potenza di nausearmi una volta passata l’eccitazione, diventava invece motivo di innamoramento ulteriore e profondo. Ne era valsa veramente la pena!
Quando mi sono avvicinato a Juan e l’ho baciato profondamente in bocca, l’ho amato in maniera quasi disperata, volevo che lui fosse l’uomo della mia vita.
Mi batteva il cuore, e lui da sotto ha intrapreso di masturbarmi il cazzo, che non so come, ma era ancora abbastanza duro…
Cristo! avrò avuto mille orgasmi, ma avevo ancora il cazzo turgido. Si era animato di una sua vita indipendente.
Allora sono crollato anch’io, mi facevano male le anche e sopratutto il collo a forza di stare alla pecorina come una puttana, ma ero felice che le due donne avessero potuto vedere un uomo inforcato col culo per aria, aperto, dilatato, i testicoli ed il pene ben esposti, la schiena inarcata per bene come una femmina, e dato che anch’io sono palestrato ed ho una bella schiena, ero consapevole che lo spettacolo dovesse valere il prezzo del biglietto.
Infatti le nostre due donne, a giudicare dalle esclamazioni rauche che emettevano a raffica, hanno perso la testa guardandoci, e tutto questo sembrava un miracolo.
Mi sono disteso sulla schiena con le braccia dietro la testa, per riposarmi un po’, e il mio amante si è adagiato di fianco, lungo il mio corpo.
Le sue carezze sul mio torace mi davano un benessere inspiegabile, ed ha quindi intrapreso un massaggio erotico che non avevo mai immaginato: raccoglieva una grossa goccia di liquido dal mio sesso semirilassato, e poi portava le dita alla mia bocca, entrando dentro ed esplorandola in modo stranissimo, accarezzandomi la lingua tra l’indice ed il pollice, poi di nuovo un’altra grossa goccia dal mio pene che sentivo riprendere repentinamente vigore, e quindi strofinarmi le gengive ed il palato con questa.
Madonna, pazzesco! Questa spola tra il mio pisello e la mia bocca si è protratta per un tempo indefinibile, portandomi in una specie di dolcissimo Nirvana surreale.
Non ho resistito: mi sono rigirato e disteso nuovamente lungo il suo corpo.
Tra le carezze ed il torpore omosessuale, ci siamo addormentati, ogniuno ciucciando il pisello dell’altro.
Come in un sogno, gemendo di benessere, ci siamo poi ridestati, stimolati oralmente, inondati di nuovo nelle nostre rispettive bocche, nutriti del nostro prezioso liquido seminale, e riaddormentati, senza che il glande lasciasse mai le labbra dell’altro.
Ora non avevo più nulla da invidiare a mia moglie, che era solita nutrirsi nello stesso modo alla vagina di una Negra.
Il ventilatore ci avrà accarezzato mille volte, dalla testa ai piedi, mentre io rilassato respiravo profondamente l’inguine del mio Cubano, in un’estasi atemporale.
Abbiamo svuotato le tre bottiglie d’acqua, e Consuelo ne ha ordinate altre quattro, più quattro birre Corona, sempre usando l’arcaico telefono.
Una donna che sapeva vivere!
Mi sono chiesto divertito se il vecchio cubano che saliva a portarci le bottiglie su di un bel vassoio come un tempo, si stava chiedendo cosa stesse succedendo in quella stanza… boh, complimenti alla sua professionalità: malgrado quella troia di Consuelo aprisse la porta ogni volta in modo inutilmente eccessivo, coprendosi molto approssivamente con un asciugamano minuscolo, il vecchio teneva sempre lo sguardo basso verso il pavimento in maniera veramente lodevole!
Tutta quell’acqua andava evacuata prima o poi… Consuelo aveva dato il La con la sua esibizione iniziale, e la sua urina era forse evaporata, forse a forza di passarci dentro l’avevamo asciugata con i nostri piedi… il bello é che nessuno di noi si era pulito dopo averci messo i piedi dentro, e intenzionalmente avevamo voluto accettare questa aggiunta oscena di odori e sapori.
L’urina fa paura solo a chi non l’ha mai provata… in realtà è solo acqua più o meno corretta…
Per un attimo, guardando il corpo muscoloso di Consuelo che ritirava le bottiglie alla porta, ho provato un forte desiderio anche per lei, e mi sono ripromesso di farmela più tardi.
Tanto, eravamo tutti fusi insieme in un’avventura porca e libertina senza precedenti, e sicuramente non mi sarebbe scappata.
Mi aveva eccitato molto vederla pisciare in piedi, di fronte a me che stavo facendo l’Amore col suo uomo, e poi ritornare a letto da mia moglie senza pulirsi minimanente, con tutta la gamba bagnata. Mia moglie aveva sicuramente goduto del profumo acre della sua urina.
Come se mi avesse letto nei pensieri, all’improvviso Juan mi ha detto che doveva pisciare.
Ho annuito con un sorriso, pensando che sarebbe andato a pisciare in bagno… Ha fatto per alzarsi, ma invece di scendere dal letto mi é salito sopra la schiena ed ha ricominciato a baciarmi, proprio come aveva fatto prima, scendendo sempre più verso il culo.
Io ho pensato che volesse solo baciarmi di passaggio prima di andare in bagno, poi, all’improvviso, dalla sua insistenza ho capito!
Voleva penetrarmi e pisciarmi nell’intestino!
Appena ho realizzato questo, sono stato preso da un violento singhiozzo gutturale come un uomo disperato: era il piacere di essere usato in quel modo che mi aveva mandato in tilt il cervello, ed il godimento estremo che ho provato nel petto mi fa ancora oggi piangere per la sua intensità.
Questa cosa andava veramente oltre ogni limite per me, e posso dire francamente che é stato uno dei più bei momenti della mia vita!
Il cuore a trecento all’ora, mi sono rimesso spontaneamente alla pecorina (ma quanto mi piace questa posizione!) ed ho riaperto le mie chiappe con le mani.
C’è pecorina e Pecorina.
Io non amo quella a quattro zampe, ma quella dove si appoggia la testa sul pavimento o sul materasso, molto più oscena ed erotica.
Per l’occasione, l’ ho accentuata ulteriormente, mettendomi a uovo, a bordo letto, con i piedi di fuori.
Una variante più rilassata, che espone ancor di più il retto alla vista del pubblico, e che intuivo avrebbe permesso all’ urina riversatami dentro da Juan di risalire più facilmente tutto il colon.
Le nostre mogli erano come ipnotizzate dalla scena, sempre avvinghiate l’una all’altra sul loro letto, rialzate su di un gomito per vedere meglio.
Visti i precedenti, ero sicuro che Consuelo non avrebbe mancato di irrorare copiosamente mia moglie, e infatti poi lei mi ha raccontato che entrambe si sono pisciate addosso, a lungo, allagando completamente i loro due corpi lucenti ed il vecchio materasso che probabilmente ne aveva viste di peggio, a giudicare dal suo stato.
Solo un paio di volte ci eravamo pisciati addosso sotto la doccia, ma ci voleva quella troia di Consuelo per sbloccarla completamente!
Il mio uomo, di cui ero perdutamente innamorato, in piedi dietro di me mi ha riallargato, con facilità devo dire visto quello che avevamo appena finito di fare insieme, usando le dita.
Io speravo che avrebbe infilato tutto il pugno dentro, ero pronto anche a questo.
Ma lui non l’ha fatto, forse gli scappava troppo per perdere tempo, e tanto meglio, visto che dopo avermi penetrato con facilità grazie al mio stato con la sua proboscide mezza dura, si è svuotato dentro di me in un tempo che mi é parso non finire mai.
Io piangevo dal piacere, e lui continuava a riempirmi, non la smetteva, sentivo il suo calore gonfiarmi la pancia.
Questo delizioso clistere naturale mi ha fatto sentire femmina, molto femmina. Avevo l’acquolina in bocca, non capivo più niente. Sapevo solo che una volta estratto da me, avrei fatto l’impossibile per conservare tutta quella piscia nel mio corpo.
Con amore.
Infatti così é stato. Sono riuscito a contrarre lo sfintere e a non far uscire quasi niente, mentre mi ristendevo amorevolmente tra le braccia dell’uomo che quella sera amavo come non avevo mai amato nessuna donna.
Di nuovo ho offerto a mia moglie lo spettacolo di un uomo perso tra le braccia di un altro uomo, baciandosi teneramente, accarezzandosi, strusciandosi i rispettivi sessi con scariche elettrizzanti in tutto il sistema nervoso.
Certo che sentir battere il cuore di un Uomo nel suo petto atletico e muscoloso, inebriarsi del suo profumo tenendo in mano le sue palle, e perdipiù con le budella piene della sua urina, non è una cosa che capita tutti i giorni.
Infatti la mia Signora mi ha poi confessato che vedere il suo uomo trasformarsi in una femmina innamorata le ha dato un godimento ed un groppone in gola senza precedenti.
Sono riuscito a tenere a lungo tutta quella piscia nel mio ventre, mi sentivo una donna incinta, ma poi non ce l’ho fatta più: sono corso in bagno a scaricarmi, e ogni volta che stavo per tornare in camera arrivava una nuova scarica dall’intestino più recondito!
Ma quanta me ne aveva messa? Per finire, sono riuscito a svuotarmi per bene, contraendo i muscoli addominali e contorcendomi un po’ sul water dell’ anteguerra.
Tornando, ero sfinito e felice, e mi é venuta l’idea di unire i nostri letti: li abbiamo avvicinati, e ci siamo addormentati abbracciati tutti insieme.
Io, sdraiato di schiena, ho preso Consuelo tra le mie braccia, finalmente, l’ho potuta baciare a lungo, e ho sentito il profumo di vagina e urina lasciati da mia moglie sulle sue labbra.
Se avessi avuto ancora qualche forza, me la sarei scopata subito. Mi piaceva davvero, era una gran bella bestia da monta, ed ho provato un attimo di invidia per mia moglie che se l’era goduta tutta la notte.
Inizialmente mia moglie ha dormito tra le braccia di Juan, ma neanche loro hanno scopato.
Eravamo tutti meravigliosamente stravolti.
Dopo un lasso di tempo indefinibile, come in un sogno surreale nel bel mezzo della lunga notte, ho sentito una bocca impossessarsi dei miei organi genitali. Avevo una donna tra le braccia, credo fosse sempre Consuelo, e ho realizzato che la persona che mi stava amando era Juan! Sdraiato sulla schiena, accarezzando i capelli profumati di una bella Donna, mi son sentito tornare allo stato embrionale mentre un Uomo si prendeva cura del mio piacere bisessuale.
Mi godevo le delizie della fellatio omosessuale somministratami con perizia dall’affascinante ragazzo, respirando profondamente tra i capelli della Cubana, mentre Juan si godeva la durezza della mia cappella tra le labbra, massaggiandomi profondamente la parete posteriore del retto dopo averci conficcato il pollice.
Sentivo le tette di Consuelo schiacciate sul mio petto, e una mano virile sfiorarmi il capezzolo sinistro.
Credo che l’ intensità della mia eiaculazione di gioia avrebbe raggiunto il soffitto, se non fosse stata interamente raccolta nella bocca dell’ Uomo che aveva fatto di me un sodomita libertino.
Dopo qualche ora ho cominciato ad intravedere le prime luci dell’alba. Si vedevano meglio i nostri corpi. Avevo sempre Consuelo addormentata tra le mie braccia, e Juan mi dava di spalle, dormendo con una mano sul seno di mia moglie.
Sentivo delle fitte nel mio culo, dopo tutta quella sodomia, e all’mprovviso ho realizzato che io non avevo ancora approfittato del mio nuovo amante in quel modo.
Però ero stanco, e questo ruolo passivo mi aveva totalmente soddisfatto.
Il contrasto poi con la mia identità di Uomo, poi con quella di Culattone, poi di nuovo con quella di Uomo, avendo tra le braccia una splendida femmina, mi faceva sentire pienamente appagato e sapevo che avrei avuto tutta una serie di splendidi ricordi da rivivere in futuro, e sapevo anche con certezza che non mi sarei mai vergognato di aver goduto tanto vivendo l’esperienza bisessuale che desideravo alla follia da tanto tempo.
In altre parole ero fiero di me.
Mi son riposato ancora.
Poi delicatamente ho mollato Consuelo sul cuscino, mi sono girato e ho ammirato i corpi degli altri due amanti. La schiena di Juan era bellissima, atletica e di color bronzo, ed esponeva le sue chiappe verso di me.
Preso da un impulso di cui non mi pento, ho portato silenziosamente il mio viso tra le sue natiche, ed ho cominciato a baciare. Sempre più a fondo. Ho poi reso la mia azione più evidente a tutti, usando le mani per tenergli le chiappe aperte e potergli leccare in profondità il buco del culo.
Non so se si é svegliato o se é stato un riflesso condizionato, ma ha spostato la gamba destra più in alto, sul pube di mia moglie, scoprendo meglio i testicoli ed il pene semieretto.
Mi é stato facile masturbarlo mentre la mia lingua lo apriva con forza: sentivo lo sfintere allargarsi, cedere, la mia lingua penetrare tra le dolci pareti del retto.
Oltre al suo delizioso profumo c’era anche quello caratteristico delle feci, ma non mi importava niente, era così bello che non ne avevo timore.
Per compiere questa penetrazione erotica nel culo del mio uomo, mi ero chinato alla pecorina (di nuovo!), offrendo a Consuelo lo spettacolo ravvicinato e diretto del mio posteriore.
Speravo ardentemente che si sarebbe svegliata e che avrebbe raccolto l’invito. Con un piede le ho accarezzato la gamba destra, e lei si é ridestata!
Fantastico! ha portato la bocca al mio sfintere e non l’ha più mollato! mentre con una mano masturbava il mio uccello, tenedolo a martello, in modo un po’ brusco, ma comunque abbastanza gradevole.
Quando sono salito sulla schiena di Juan, ho baciato mia moglie, che era sempre sotto di lui, gote contro gote.
Lei ha capito quale era il mio desiderio, e mi ha accarezzato teneramente il viso.
I suoi capelli, sparsi sul materasso, sapevano di urina, quella di Consuelo sicuramente, e questo ha moltiplicato la mia eccitazione.
Stavo per sodomizzare un Uomo, tenuto tra le braccia di mia moglie.
Consuelo, posseduta dal demonio, a carponi vicino a me mi incitava con oscenità in spagnolo quasi urlate nel mio orecchio…”Cohetélo, maricon, pùto de mierda!”… cioé “Fottilo, finocchio…” eccetera eccetera.
Aveva un vocabolario molto sofisticato…
Io, che ero alla mia prima esperienza, ho accettato più facilmente il pene di un uomo di quanto Juan non accettasse il mio!
Ho penato un po’ per entrare, all’inizio, ma poi magicamente tutto è stato più facile.
L’ho montato. L’ho montato bene.
Lui emetteva dei suoni che non si possono contraffare.
Lo stallone era ancora vivo!
Ma questa volta, in un atto molto più impuro.
Sono venuto con un ruggito da tigre siberiana, piantando i denti con cattiveria sul collo dell’ uomo che avevo appena finito di montare.
Sapevo ancora il fatto mio. Ero capace anch’io di stuprare analmente una persona, godendo delle sue chiappe martoriate, del suo sfintere violato.
Avevo ancora voglia di scaldare il cuore delle mie due donne con manifestazioni d’amore omosessuale, e infatti ho girato Juan e l’ho abbracciato forte, mimando la monta con le anche, e baciandolo in bocca succhiando la sua lingua.
Ho scatenato così l’orgasmo delle due Signore, che ci guardavano masturbandosi a coscie larghe, esponendo la vulva nella nostra direzione.
Mia moglie con uno scatto ha schizzato fino ai nostri visi, non so se era piscia o umori clitoridei… E’ stato bellissimo, e siamo rimasti così a lungo, godendo dell’aria del ventilatore che ritmicamente passava sui nostri corpi nudi e sudati.
Girava e girava, quel ventilatore, ed io, che avevo bisogno di pisciare ed ero tra le braccia del mio amante, non ce la facevo più: ad un certo punto, senza esitare, mi sono rilasciato lì a letto, emettendo una graziosa fontana che ricadeva sui nostri petti, inondando poi tutto l’inguine ed il vecchio materasso polveroso.
Avevo fatto trenta, facevo trentuno.
Una libidine pazzesca! Pisciare liberamente a letto tra i corpi dei vari amanti é una sensazione di libertà che rimane veramente impressa. La mano libera di Juan mi accarezzava, andando dai capelli giù alle anche, bagnandosi tutta della mia urina, che non odorava molto, doveva essere di quelle quasi bianche vista l’ingente quantità d’acqua bevuta durante la notte. Ho comunque portato il palmo della sua mano sul mio viso, annusando a pieni polmoni il profumo della sua pelle umida della mia piscia.
Quella porca di Consuelo non ha resistito, tanto da credere che questa fosse la sua più grande passione: quando si é resa conto che stavo spruzzando una graziosa fontana sui nostri corpi, si é sollevata, ed é venuta poi ad imbrattarsi tutto il viso sprofondando con il naso tra i nostri due ventri.
Mia moglie si é alzata per tirare meglio le tende, perché stava entrando troppa luce.
Ho sfruttato questo istante per simulare il tradimento: mi sono girato ed approfittando della sua assenza ho mangiato la figa di Consuelo, su di un fianco, alzandole la coscia destra.
Era la figa venuta e stravenuta di una negra, pisciata, allargata dal pugno di mia moglie, il clitoride era gonfio ed eretto, di dimensioni impressionanti. Aveva un sapore forte, ma sano.
Dopo un po’ che la baciavo, anche sul culo naturalmente, di scatto si é alzata e si é diretta in bagno.
Non capivo perché contraesse lo sfintere quando provavo ad assaporarlo con la lingua, ma poi ho capito, assistendo ad una scena indimenticabile: dalla nostra posizione io e mia moglie, che si era seduta sul bordo del letto accanto a noi bevendo mezzo litro d’acqua, eravamo in linea per vedere la tazza del water.
Quella matta di Consuelo, non so se l’ha fatto apposta ma credo proprio di sì, ha lasciato la porta abbastanza aperta per vedere tutto! E che scena!
Non so se si tratta di un’usanza locale o se era lei a voler vincere la medaglia olimpica della più porca, ma invece di sedersi normalmente sulla tazza, si é seduta al contrario, faccia verso il muro, come si fa per il bidé.
In quella posizione abbastanza scomoda, la schiena inarcata con tutto lo sfintere in vista, l’abbiamo vista defecare liberamente, con una smorfia molto erotica, e alla fine girarsi verso di noi e sorprendere i nostri sguardi increduli, e indirizzarci un bellissimo sorriso compiaciuto!
Lungi dal provare disgusto, ancora intorpiditi da questa magica notte, siamo rimasti ad osservarla con uno strano piacere.
Siccome non c’era carta igienica (l’embargo, senza dubbio…), senza cambiare posizione ha fatto un saltino di lato, sedendosi sul bidé, e lavandosi abbondantemente e a lungo con la mano sinistra.
La vedevo scavare con le dita nel retto, e risciacquare bene. Non era certo la prima volta che lo faceva…
Quando é tornata, con un bel sorriso felice si é lasciata cadere su di noi, mimando di essere la nostra bambina.
L’abbiamo accarezzata un po’, io mi sono anche soffermato sullo sfintere, era bello fresco e serrato.
Mi é quindi venuta un’idea geniale: quale miglior modo di dimostrare il nostro affetto ad una persona che ha appena finito di defecare, se non baciandole il culo?
In fondo era a lei che dovevamo tutto questo, era stata lei a prendere l’iniziativa di baciare sfacciatamente quella troia di mia moglie in discoteca.
E così, a turno, io tenevo le chiappe aperte e mia moglie leccava, poi teneva lei ed io leccavo.
Questo atto d’amore mi ha addirittura commosso, e per non creare gelosie sono rotolato fino a Juan, che si riposava a occhi chiusi, le braccia distese dietro la testa, e gli ho preso in bocca i testicoli… Con una mano ha cominciato a masturbarsi lentamente, ed io ho avuto di nuovo tanta voglia di lui.
Volevo concludere in bellezza.
Mi è venuto in mente un particolare eccitante: una volta in un albergo di New York, così per provare, mi ero spogliato e mi ero messo la cintura dei pantaloni alla vita, posando in maniera sensuale di fronte allo specchio. La cosa mi aveva arrapato, e ora volevo metterla a frutto.
Ho raccolto i pantaloni da terra ed ho sfilato la cintura, stringendomela abbastanza forte alla vita. Mi son sentito estremamente nudo, era davvero eccitante.
Mentre mia moglie era sempre intenta a tentar di scoprire cosa Consuelo avesse mangiato il giorno prima, a giudicare dall’impegno che metteva nella sua opera di scavo, io prima mi sono chinato e ho preso in bocca il cazzo profumato, che mi sembrava esposto in maniera più oscena che mai, poi, con il cuore che di nuovo batteva al galoppo, mi sono seduto, in posizione defecatoria, sul viso del mio amante, che mi ha baciato dentro con una lingua da giraffa.
Ma come mi vengono certe idee…
Gli occhi socchiusi, sentivo di avere le guance tutte rosse, a fuoco.
Avevo voglia di essere di nuovo inculato come una femmina, alla pecorina, il cuore mi batteva e volevo che stavolta le nostre due donne mi tenessero come una giumenca.
E così è stato.
Intuendo che stava per succedere qualcosa di forte, richiamate dalla mia posizione inusuale, come se volessi defecare in bocca al mio amante, piegato in due come per risucchiare il mio sesso dentro la mia bocca, si sono avvicinate e sono passate una da ogni lato.
Sono quindi scivolato giù, baciando i piedi di mio marito, e posizionandomi in una pecorina estrema che avrebbe fatto invidia a Moana.
Lui si é sollevato e si é posizionato direttamente sopra di me, con le gambe molto avanzate, il suo culo esposto quasi quanto il mio. Il suo pene eretto sporgeva all’indietro cercando il mio ano.
Ho stretto ulteriormente la cintura, come un culturista che si appresta a sollevare un pesante bilancere.
Il mio modo di prepararmi alla sodomia.
Le nostre due donne sono state fantastiche! Con un fiatone che poco aveva da invidiare al nostro, mi hanno tenuto le chiappe aperte (non no se era Consuelo o mia moglie) e hanno guidato il cazzo duro di Juan dentro di me.
Le mie urla, che tentavo di smorzare gridando nel materasso, devono aver fatto invidia a Luciano Pavarotti!
Ma non erano di dolore.
Ormai ero diventato un vero culattone professionista. Ci avevo proprio preso gusto.
I piedi tirati, le anche ben inarcate col culo per aria ed oscenamente evidenziate dalla cintura di pelle che mi stringeva il ventre, tutto il peso del corpo sul collo schiacciato sul materasso, riuscivo a rilassare le pareti più interne del mio intestino, senza più paura alcuna.
Sentivo i miei piedi cominciare a vibrare di vita propria.
Ero stretto fra tre corpi, uno di uomo e due di femmina, grondando di sudore, assaporando il glande enorme che mi percorreva il retto, felice che le mie due donne osservassero il cazzo forse pieno di merda che mi entrava ed usciva dal culo dilatato. Mordevo un tallone di mia moglie, e con una mano, da vero porco, mi masturbavo.
I miei piedi, elettrizzati, vibravano da soli talmente forte che ad un certo punto devo esser sembrato un cavallo imbizzarrito, che tenta di disarcionare il proprio cavaliere.
Sobbalzavo ritmicamente come una gazzella impazzita, emettendo lunghissimi singulti di agonia, ma il mio cavaliere è riuscito a tenersi in sella, infilzandomi sempre più a fondo.
All’improvviso ho smesso di saltare, ero domato.
Con la mascella che mi faceva male per quanto la contraessi in avanti in una smorfia oscena, le orecchie nelle quali rimbombava il mio cuore come un tamburo dell’Armada Espagnola, mi sono sentito meravigliosamente vinto ed umiliato.
Mia moglie mi ha poi confessato che, vedendo quel membro da stallone andare e venire nel sedere del padre dei suoi figli, ha avuto un violento orgasmo senza neanche toccarsi.
Ho quindi avuto tanta voglia di realizzare il mio sogno supremo, cioé mangiare il deretano di una donna, a sessantanove sopra di lei, mentre un uomo mi fotte nel culo.
Mi sono girato un po’ verso Consuelo, e loro hanno capito che volevo qualcosa. L’ho fatta mettere sotto di me, facendo trovare rifugio alla mia verga nella sua bocca carnosa, e con le braccia le ho imprigionato le gambe all’indietro, per poterle comodamente lavorare la vagina e sopratutto il retto con la lingua.
Avendo le mani libere potevo scegliere: dilatare le chiappe per affondare meglio, o accarezzare e baciare i suoi piedi stupendi, molto inarcati, che è un gesto che trasmette profondo affetto, secondo me.
Era troppo bello per essere vero!
Adoro L’Havana, adoro Fidel Castro, adoro il Che.
Mi chiedo perché non si possa fermare il tempo a proprio piacimento, nella vita…
Si trattava della stessa identica posizione che avevo utilizzato a inizio serata con il mio nuovo amante maschio, che costretto in quella postura non aveva resistito, e con violenti sobbalzi del ventre mi aveva riversato in bocca una quantità di sperma che non pensavo potesse essere prodotta da un essere umano, schizzando con forza lughi getti sul mio palato ed in fondo alla mia gola.
Fortunatamente avevo intuito il momento in cui sarebbe venuto, e pur non essendo esperto di pompini, avevo trattenuto il respiro in modo da poter assaporare a lungo il prodotto dei suoi testicoli riversato sulla mia lingua.
Mia moglie doveva aver fatto un buon lavoro con la sua bocca, il retto di Consuelo era come nuovo di zecca.
Juan, che era riuscito a tenerlo dentro mentre cambiavamo posizione, riprese a fottermi furiosamente. Sembrava che avesse ingranato la sesta, io stavo per partire in orbita.
Mia moglie mi ha raccontato di avergli stuzzicato il culo con le unghie, e forse per questo é letteralmente impazzito.
Non era il solo.
Io non sapevo neanche più quale fosse il mio nome.
Quando l’Uomo che mi stava possedendo è venuto con un lungo grugnito in cubano, ho sentito i suoi schizzi battere come un pugno contro l’entrata del colon, riempirmi di sperma la pancia, fecondarmi le budella come una scrofa!
Ero felice.
L’odore forte della pelle dei due Cubani, quello del materasso fetido e tutte le esperienze vissute la notte con una intensità stupefacente, il gusto estremo della sodomia passiva oscenamente condivisa con mia moglie, il piacere commovente di amare con la lingua le pareti del retto di Consuelo senza ritegno, mi hanno fatto esplodere sborrando a lungo una quantità di sperma che non so da dove sia venuta!
Consuelo, per non perderne neanche una goccia, mi ha strizzato il cazzo fino a farmi male.
Era un po’ selvaggia di natura, il che era ovviamente prevedibile… ha bevuto tutto, per il mio orgoglio di maschio.
Paradossalmente, mi sentivo femmina ma pure maschio anche con un cazzo nel culo, contraendo i miei muscoli nervosi in una posizione alla pecorina francamente vergognosa, con un Uomo sulla mia schiena che mi mordeva il collo.
Ormai i giochi erano fatti, avevo la ferma intenzione di vivere questo momento privilegiato fino in fondo.
Ora provavo un intenso amore anche per Consuelo, non solo per il mio stallone che mi aveva fottuto tanto bene in culo ed in bocca tutta la notte, e addirittura per mia moglie che aveva condiviso tutte queste oscenità senza alcuna remora. Pensavo che io fossi l’unico vero porco tra noi due, invece ho visto con gioia che anche lei, nelle circostanze giuste, é perfettamente all’altezza di sfidare i limiti della morale conformistica.
Per concludere in bellezza, dicevo, anche dopo che il mio amante si fosse estratto dal mio retto con uno strano sibilo, sono rimasto alla pecorina (una vera fede!): volevo sfidare Consuelo a chi fosse più porco e disinibito di noi due.
Le ho quindi preso una mano e gliel’ho stretta a mo’ di pugno.
Ho allargato le mie chiappe con entrambe le mani, fissandola negli occhi con uno sguardo severo, da fiero condottiero, e lei ha capito subito!
Sarà stato lo sperma che avevo dentro, penso, il mio sfintere dilatato ha accettato la mano di Consuelo senza problemi, che malgrado i suoi soliti gesti bruschi é stata dolcissima e paziente.
Dopo poco, tutto il pugno era entrato e lei lo faceva ruotare, senza pompare, ma girava in tutti i sensi.
“Te gusta asì, mi amor… tienes un culo mas sabroso que tu muher… te gusta coher, marico!…”
Effettivamente, il suo vocabolario era molto romantico.
Anche se avevo l’intestino anestetizzato da tutte le pompate inflittemi dall’uomo di cui mi ero innamorato, Consuelo é riuscita a farmi sentire terribilmente tirato.
Era semplicemente splendido!
Mia moglie, fissando la scena, la tempia appoggiata a quella di Juan che si stava riprendendo, con una mano gli accarezzava i capelli neri, e con l’altra si masturbava a gambe larghe, scoprendo i denti in una magnifica smorfia da cane arrabbiato.
Ma non era certo dalla rabbia…
Consuelo aveva avuto il coraggio di defecare davanti a noi, esponendo volontariamente lo sfintere dal quale uscivano le feci alla nostra vista, ma io e mia moglie non eravamo certo stati da meno!
Ci eravamo fatti entrambe esplorare dal suo pugno, avevamo sentito le sue nocche dure ruotare contro le nostre pareti anali, ci eravamo fidati ed abbandonati senza riserve come due pazienti obbedienti.
Diciamo incontro pari!
Quando, masturbandomi, sono venuto – anche se ormai non é fuoriuscito praticamente più nulla – lei si é estratta lentamente dal mio retto martoriato, dandomi il tempo di assaporare la più grande defecata della mia vita, mentre questo pugno duro si retraeva svuotandomi l’intestino.
Mi sembrava che avesse infilato tutto il braccio dentro, non finiva mai!
Ho ripreso fiato lentamente, immobile, mentre sentivo lo sfintere ritornare a dimensioni più ortodosse.
Prima che si richiudesse, ho sentito una fresca folata del ventilatore passare sul mio corpo ed entrare proprio dentro!
Pazzesco!
Mentre poi ci pulivamo in bagno, io sul bidé e lei tutto l’avambraccio (ma veramente era andata così lontano?), senza dire una parola ci siamo guardati, e io le ho sussurrato “Te quiero mucho”…
Mi sono sentito un po’ ridicolo per quelle parole, ma appena tornato in stanza l’ho abbracciata, baciata, siamo caduti sul letto e ci siamo fatti una bella dormita, stretti stretti.
Una negra così non capita tutti i giorni.
A mattinata avanzata filtrava abbastanza luce per vederci quasi bene, anche se la mia consorte aveva chiuso meglio le tende qualche ora prima.
Come in un sogno, ho viso Consuelo che stava amando mia moglie, beatamente riversa di traverso sul letto, vicino al muro. Juan si stava masturbando lentamente, osservando lo spettacolo.
A forza di voler leccare sempre più a fondo, Consuelo aveva finito per spingere mia moglie troppo in là sul letto, inarcata splendidamente all’ indietro, con la testa che cadeva quasi perterra.
Juan aveva accelerato la sua carezza ed il suo respiro, ed io ho rivolto una preghiera furtiva a dio che si alzasse e riempisse di sperma il viso della mia gentile Signora.
Col cervello completamente annebbiato, non riuscivo assolutamente più a ricordarmi se anche lei avesse fatto l’amore col mio amante.
Desideravo che lo gustasse anche lei, se non altro per capirmi meglio, per capire perché mi fossi perdutamente innamorato di quest’ uomo.
Grazia Divina, è successo proprio questo!
Juan si è alzato e, dopo essersi inginocchiato all’altezza giusta, ha riempito il viso di mia moglie di lunghe strisciate bianche, che beatamente è rimasta immobile, respirando profondamente, fino a quando Consuelo non le ha strappato l’ennesimo orgasmo.
Io ero troppo stanco per alzarmi, avrei voluto andare a baciare mia moglie al contrario (ora aveva la testa che toccava il pavimento), avrei voluto spalmare tutto quello sperma fresco sul suo viso e sul suo seno usando la mia bocca, ma proprio non ce l’ho fatta.
Juan è tornato da me, sdraiandosi per intero sulla mia schiena, e si è riaddormentato.
Adoro dormire anch’io sulla pancia, schiacciato dal peso di una donna sulla mia schiena; questa volta però il peso era nettamente superiore, ero schiacciato di brutto, mi ha ricordato quando da bambino mi capitava di essere messo sotto nelle lotte ed immobilizzato.
Una brutta sensazione, allora, che trent’anni dopo mi sarei guardato bene dal rifiutare.
Respiravo con difficoltà, ma sentire il suo pene floscio contro le mie chiappe mi faceva bollire il sangue, e ho fatto di tutto per rimanere immobile il più a lungo possibile, godendomi questo schiaffo morale superlativamente piacevole.
Solo la fame ci ha svegliato, dopo chissà quanto tempo. Io in vacanza mi rifiuto di indossare orologi, e Consuelo non ce l’aveva. Mi faceva piacere che non avesse tirato fuori nessun cellulare.
Juan e mia moglie non c’erano più!
Poco male, ho pensato, saranno andati a mangiare o a fare un giretto.
Era proprio ora di andare anche noi a mangiare qualcosa, magari una schifezza locale comprata per strada ed avvolta nella carta di giornale, tanto per esasperare il romanticismo esotico, oltre a quello erotico!
Non potevo mica continuare a nutrirmi solo di sperma e secrezioni vaginali, anche se quelli dei due giovani cubani erano molto nutrienti…
Eravamo soli io e Consuelo, una splendida negra, come ai vecchi tempi.
Prima di uscire, ne ho approfittato per dargli l’ultima botta, grintosa: dopo essere stato fottuto selvaggiamente come una vacca da monta tutta la notte, non mi dispiaceva ritrovare il ruolo di dominatore ed il gusto di possedere una bella donna.
Dopo l’orgasmo, le ho sussurrato nell’orecchio di pisciare contro i nostri corpi, sempre avvinghiati l’uno all’altra, e lei l’ha fatto!
Che bel ricordo!
Alla fine dell’ accoppiamento, avevo la schiena che mi bruciava; nello specchio, poi, l’ho vista orribilmente striata di rosso!
Le unghie della Cubana…
M’importava punto del materasso, tutto inzuppato, se la sarebbe vista lei in cubano col vecchio dell’albergo, se necessario…
L’ho guardata rivestirsi, era splendidamente sexy come la sera precedente, e mi sono detto che ero proprio fortunato per tutto questo ben di dio: la soddisfazione erotica assoluta! L’ en-plein con un Uomo. L’en-plein con due Donne.
Cos’ altro si poteva desiderare dalla vita?
Ogni mia cellula era stata saziata a volontà, mi ero ubriacato della fusione erotica totale e Libera, e il dover tornare in Italia tra pochi giorni era un pensiero terribile.
Era proprio ora di andare a mangiare, e dopo le ultime effusioni un po’ ridicole da sposini, siamo scesi per strada.
L’aria fresca (si fa per dire) mi ha fatto bene.
Avevo il cuor leggero, camminavo come uno zombi ma mi sentivo sopra una nuvola.
Guardandomi intorno, in mezzo al chiasso della calle, pensavo “Voi comuni mortali non proverete mai quello che ho provato stanotte… Trottate, lavoratori!”.
Ero tonificato, mi sentivo ringiovanito di ven’anni.
Consuelo mi ripeteva di seguirla tirandomi per mano, non so che fretta c’era, comunque abbiamo ritrovato i nostri due compagni sul lungomare… che si stavano baciando romanticamente!
Mia moglie non aveva mai fatto prima l’amore con un altro uomo, solo con donne, e il bello è che la deliziosa punta di gelosia che ho provato guardandoli, a tutt’ oggi non saprei dire per chi dei due fosse.

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