I pompini di mia madre- 6- Incesto orgiastico | Racconto incesti di Incest 2014

Era la prima volta che i quattro si ritrovavano da soli ed anche se tra loro avevano abitualmente rapporti intimi non era mai successo prima che organizzassero un incontro a quattro.
C’è da ricordare che il rapporto erotico tra Luca e sua madre aveva avuto inizio solo alcuni giorni prima e che solo da poche ore aveva scoperto che sua madre e suo fratello avevano da lungo tempo un rapporto incestuoso e che,proprio da quel rapporto era stato concepito ed era nato lui.
Aveva così scoperto che anche la ragazzina che lui aveva sverginato ancora adolescente,non era la sua cuginetta ma era sua sorella.
Quella sera dunque si era creata un’atmosfera in cui soprattutto la mamma di Luca si era lasciata andare a ricordi alquanto interessanti circa il suo rapporto incestuoso col fratello e le esperienze più trasgressive che avevano vissuto insieme.
Naturalmente via via che la cena procedeva ed i racconti divenivano più piccanti,l’aria si riempiva di una frizzante elettricità e le parole degli astanti divenivano sempre meno linpide ed alterate da evidenti stati di eccitazione che rendevano i rispettivi respiri pesanti ed interrotti da improvvisi singulti.
La più eccitata pareva essere la ragazza la quale,all’apparire in tavola di una torta ed una bottiglia di spumante,aveva improvvisamente spezzato la tensione che c’era nell’aria con una iniziativa che pareva aver spiazzato tutti.
Si era alzata e lasciando scivolare a terra la leggera camiciola trasparente che la ricopriva alla meglio,era rimasta completamente nuda nel centro della stanza e poi,con un agile balzo era salita sul tavolo ed aveva cominciato a mimare una danza del ventre sfiorando col bacino il viso dei tre altri astanti e respingendoli con mano sicura e movenze feline allorquando cercavano di sfiorarla con le dita o la lingua.
Poi si era chinata allargando le gambe e roteando su se stessa per mostrare a tutti il prezioso scrigno che custodiva tra le cosce ed infine,dopo aver affondato una mano nella torta se ne era portata una grossa manciata sul sesso spingendo la crema sin dentro le grandi e piccole labbra dischiuse.
Infine si era distesa all’indietro a quattro zampe assumendo una postura a ragno come fosse una contorsionista e zampettando verso la zia l’aveva imbragata con le cosce e se l’era tirata a se facendone immergere la testa sulla fica spalmata di crema.
Roteando il bacino sul viso della donna ne percepiva il respiro affannoso,i risucchi e le pennellate di lingua che ben presto le avevano procurato un primo orgasmo.
Dopo aver goduto ed essersi fatta ripulire ben bene,aveva ripetuto il gesto di riempirsi per affrirsi alla bocca del padre che tenendola ferma con le mani sotto i glutei,l’aveva leccata sino a svuotarla completamente dalla crema che le farciva il sesso.
Giunto il turno del fratello,con un guizzo felino aveva sollevato il bacino ponendo il sesso in posizione verticale e dopo essersi fatta riempire la fica di spumante,si era offerta anche alle bramose labbra del fratello inaridite dal desiderio.
Sollevando il busto poi,aveva irrorato la bocca del maschio col vino e gli umori vaginali che copiosi sgorgavano come da una sorgente.
Poi era scesa dal tavolo e dopo aver riempito di crema la fica della zia,aveva spalmato anche il cazzo del fratello e lo aveva accompagnato dentro la fica della madre che già lo aspettava a cosce aperte distesa sul tavolo ancora imbandito di dolci,frutta e varie altre vivande.
Tutta quella situazione aveva ingrifato il ragazzo in modo parossistico e dagli angoli della sua bocca,insieme alle tracce di crema,umori vaginali e di spumante,sortivano filamenti di bava mentre la fronte era imperlata da vistose perle di sudore.
Stando in piedi di fronte al tavolo si era portato le gambe della mamma sulle spalle ed aveva afferrato i suoi fianchi in una morsa potente e dolorosa ed aveva cominciato subito a chiavarla facendo scorrere il suo corpo sulla tovaglia ad ogni affondo e ritiro con una potenza ed una foga davvero incredibili.
I suoi movimenti ritmici e precisi facevano tintinnare i piatti,i bicchieri e le posate come rudimentali strumenti musicali.
La chiavava e per la prima volta la insultava chiamandola puttana….troia e la martellava con spinte talmente violente e profonde da strapparle ad ogni urto sulla cervice uterina un urlo di dolore.
Le grida della donna unite ai suoi rantoli di piacere ad ogni affondo divenivano più forti ed inquietanti sino a che il maschio unendosi alle sue urla con un latrato bestiale non aveva cominciato a spararle direttamente sull’utero potenti fiotti di sperma che col loro calore parevano lenire le sofferenze della martoriata femmina che alla fine della monta si era accasciata esausta.
Negli stessi momenti anche la sorella aveva spalmato di saliva e di crema il cazzo del padre e mentre lui rimaneva in piedi,gli si era aggrappata al collo e tirandosi su,si era lasciata scivolare sul membro duro e teso come un palo di carne.
Con le braccia dietro al collo e le gambe serrate dietro la schiena sostenuta anche dalle mani del padre sotto i glutei,aveva cominciato a dondolate e roteare il bacino procurandosi un massaggio alla clitoride ed una frizione del nerbo venoso sulle superfici interne della vagina che le procuravano devastanti sensazioni di piacere.
Quella era una delle posture che la ragazza prediligeva potendosi librare come una libellula sostenuta dalle forti e rassicuranti braccia del robusto genitore.
A volte rimanendo in quella posizione si faceva anche inculare alternando gli affondi nella fica a quelli ben più devastanti e profondi nel buco del culo.
In quella postura la ragazza poteva avere un infinito numero di orgasmi ed era lei stessa,quando il piacere le diveniva quasi insopportabile e doloroso tanto ne era l’intensità,a pregare il padre di mettere termine a quella goduriosa tortura riempiendola col piacevole tepore del suo seme.
Anche per il padre l’eiaculazione era un momento liberatorio giacché il suo desiderio di prolungare all’infinito il godimento della figlia gli imponeva un faticoso controllo del suo piacere per evitare di sborrare anzitempo.
In quei casi la ragazza aveva la mente completamente sconvolta dal piacere,il suo corpo si librava nell’aria leggero come una libellula mentre le sue membra venivano scosse da tremori simili al fruscio di foglie d’edera accarezzate dal vento mentre sono saldamente aggrappate al tronco del loro albero:
-Sborra papà….sborra….sborra anche tu…godimi dentro…..ahhh… sto venendo ancora…ahhhh….godi con me papaaaaaa….sborra…sborra….mettimi incinta papaaa…..ahhhh….ahhhhh….-
Erano le abituali grida di incitamento della ragazza nei confronti del suo stallone ed anche in quella circostanza come sempre accadeva,il padre aveva cominciato a riempirla di sborra mentre la stretta con la quale le sue mani mordevano le teneri teneri carni,le procuravano dolorosi spasmi che la facevano contorcere ed emettere grida lunghe e lancinanti.
La ragazza,dolorante e sudata come se fosse stata ripescata in una pozza d’acqua,rimaneva attaccata al collo del padre mentre dagli occhi lucidi,scintillanti gocce di lacrime le solcavano il volto e dal suo sesso profanato,rivoli di sperma e umori di godimento,colavano sulle cosce del genitore sino a terra.
L’uomo tenendosi sempre la sua gracile creatura avvinta al suo corpo e col membro ancora conficcato in lei,si era accasciato sul divano ed aveva cominciato ad accarezzare e tempestare di teneri baci la sua creatura che pareva ferita.
Anche la sorella e suo figlio madidi di sudore e pregni di liquidi e profumi di sesso si erano accucciati ai piedi del divano ed avevano unito le loro carezze a quelle del padre incestuoso.
Un silenzio surreale aveva avvolto l’ambiente che improvvisamente da luogo di lussuria e perdizione peccaminosa si era trasformato in un paradiso dominato dall’amore etereo e spirituale e da suoni accattivanti e melodiosi.
Il padre accarezzava le tenere membra della figlia e mentre la tempestava di delicati baci,le sussurrava parole dolci.
Il fratello si prendeva cura della sorellina ed al tempo stesso stringeva in un abbraccio filiale la mamma dalle labbra sensualmente dischiuse e dagli occhi carichi di infinita dolcezza.
Pareva una composizione scultorea classica quella che riempiva di se la stanza.
Una composizione plastica e profumata dalla quale sortivano gemiti e bisbiglii che si perdevano nel surreale silenzio della stanza.
-Papà…papà….facciamo quel giochino che mi avevi promesso la prima volta e di cui ha parlato anche la zia a tavola?-
Aveva chiesto con un filo di voce la ragazza rivolgendosi al padre mentre gli ricambiava le carezze che lui tanto generosamente le stava riservando.
-Quale giochino bambina mia….sai che ti ho fatto molte promesse e tante sono ancora quelle che devo mantenere…-
E’ vero papà…ma io mi riferisco a quando mi promettevi che un giorno avrei potuto avere dentro di me insieme il tuo e quello di mio fratello…ricordi?-
-Certo che lo ricordo bambina mia ma tu sei ancora troppo piccola per quel gioco.-
Lei alzando il tono di voce tanto che sia il fratello e la zia avevano potuto coglierne il senso gli aveva risposto:
-Ma papà….il tuo me lo hai già messo dappertutto e quello di Luca che è ancora più grosso del tuo mi ha già aperta davanti e didietro…perché pensi che non possa averli dentro insieme…perché?!-
A quel punto era intervenuta la zia che,come destandosi da un letargo,aveva detto:
-Alberto…ha ragione tua figlia…ho visto anch’io com’è aperta ed anche se non ti sembra ancora matura ti assicuro che è perfettamente in grado di prendere il tuo nella micina e quello di Luca che è più lungo e sottile,nel secondo canale.
E poi…non preoccuparti fratello,ci sarò qui io ad aiutarvi ed evitare che la ragazzina possa farsi male.-
Le ragazza,illuminandosi immediatamente in volto,senza liberarsi del membro del padre che aveva ancora dentro di se,si era girata e sporgendosi verso la zia per darle prova delle sua gratitudine,l’aveva baciata in bocca ed aveva aggiunto:
Grazie zia….grazie!
Tu si che mi capisci e sai come rendermi felice!
Sai zia devo confessarti che tu sei l’unica donna della quale non sono mai stata gelosa.
Pensa che io sono gelosa persino della mamma e quando lei ed il papà fanno l’amore,io mi allontano sempre perché non so mai come potrei reagire.-
Dopo quei chiarimenti e dopo che anche il padre si era lasciato convincere,nel breve volgere di pochi minuti erano già tutti e quattro nudi sul lettone.
-Adesso Alberto tu distenditi supino che al resto penso io.-
Aveva detto la donna rivolgendosi al padre della ragazza che,avendo superato ogni pregiudizio,non stava più nella pelle pregustando i piaceri della prima doppia,incestuosa penetrazione nel sesso della figlia ed esibendo già un’erezione assolutamente straordinaria.
-Adesso tu Patrizia succhia il cazzo di tuo padre e faglielo mantenere così duro sino a che anche tu,grazie alla lingua di tuo fratello non sarai pronta.
A lui penso io e mentre ti lecca la fica e il buchetto posteriore per lubrificarti a dovere,penserò io con la bocca a prepararlo bello duro-duro per te.
Mi raccomando Patrizia…se mentre tuo fratello ti lecca ti scappa di avere un orgasmo,non preoccuparti e lasciati andare….il tuo succo sarà il miglior lubrificante possibile per facilitare la realizzazione del tuo sogno.-
La postura dei quattro somigliava molto a certe decorazioni erotiche presenti nelle tombe etrusche,a Pompei o su certi vasi Attici.
Il padre giaceva supino con un cuscino sotto i glutei con la figlia china sopra di lui intenta a succhiargli il cazzo.
Disteso sotto di lei il fratello le leccava la fica e con un dito le allargava il buco del culo ed a sua volta aveva china sopra il suo inguine la mamma che gli succhiava il cazzo per farlo indurire più di quanto non lo fosse già.
Come immaginato dalla zia,il trattamento di lingua del fratello l’aveva fatta godere già due volta e dunque la sua giovane fica era già ben aperta e satura di umori lubrificanti.
A quel punto la zia l’aveva fatta sollevare e l’aveva accompagnata sul bacino del padre e tenendogli la verga già tesa con ambo le mani,glielo aveva fatto scivolare dento.
Un lungo sospiro aveva accompagnato la discesa della ragazza sino al contatto delle sue labbra con la radice del pene e dei testicoli il cui calore stimolava ancora più il suo perverso desiderio.
Lei si era abbassata subito col torace sul viso del padre per fargli imboccare i piccoli capezzoli già turgidi e mentre l’incestuoso genitore succhiava quei dolci frutti del peccato,la zia aveva già provveduto ad accompagnare il cazzo del fratello tra le sue chiappe.
La lubrificazione era perfetta e benché il pertugio fosse reso più stretto dalla ingombrante intrusione vaginale ,la penetrazione era stata dolce e completa sino a che i testicoli del fratello non avevano incontrato i coglioni del padre.
Segue

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