Ho sempre adorato mio nonno | Racconto incesti di federica

Il racconto è del tutto inventato,frutto della mia fantasia e di quella di mia cugina.
In casa con noi viveva una nonna paterna acida e scontrosa. Lui abitava invece , da solo , a poche centinaia di metri dalla nostra casa ed io la trascorrevo quasi tutti i pomeriggi liberi fin da bambina.
Mi portava in giardino , mi spiegava come curare le piante dell’orto, mi svelava come si allevano bene galline e conigli, mi regalava l’ovetto fresco da bere . Mi narrava storie ed avventure fantasiose che inventava per me.
Un giorno , però , volle raccontarmi qualcosa riguardante i suoi ricordi più intimi ero cresciuta e si era accorto che le favole non mi divertivano più .
Ricordo che parlò restando sul generico delle sue numerose avventure ….poi della nonna ..arrivando a dire che la sposò perchè era una bellissima donna e ” a letto era una vera scatenata ”
Io ascoltavo a bocca aperta : era la prima volta che sentivo il nonno parlarmi così “spudorato e peccaminoso” . Queste sue parole mi lasciavano indifferente e mi stuzzicavano molto di più dei racconti di guerra e di partigiani o delle storielle…e nonno se ne accorse e così fu incoraggiato a continuare…aggiungendo altri numerosi particolari erotici ed intriganti.
Bevevo le sue parole , raccontava di amori passionali , e poco a poco di sesso esplicito , di rapporti orali , della lingua che entrava nell’intimità, delle sue numerose avventure con le prostitute, del suo membro che, da giovane, aveva aperto tanti buchetti….
Si era reso conto d’avermi eccitata…e improvvisamente cambiò tono. Si era reso conto che potevo essere una di quelle donne anche io …che non ero più la sua bambina ero diventata grande e nel fiore dei miei 18anni bella e piacente per qualsiasi uomo.
Con voce ferma mi chiese se avevo avuto esperienze….
Non avevo avute esperienze importanti, qualche bacio da coetanei e qualche strusciamento al cinema …. gli raccontai quel poco che avevo vissuto ma aggiunsi qualche particolare in più perché capii che la cosa lo eccitava . Ammisi che qualche volta mi toccavo ( lo facevo continuamente in verità ) e capii che se gli avessi parlato della mia fichetta a lui sarebbe piaciuto moltissimo.
Notai che i pantaloni si erano gonfiati là dove c’erano i bottoni e ne fui compiaciuta . Mi chiese se potevo fargli vedere la mia patata lasciandomi a bocca aperta. Il gioco mi stava prendendo la mano me ne accorgevo ma annuii di si…
Mi accorsi di essere umida come mai e quel rigonfiamento fra le sue gambe mi ossessionava
Mi disse di entrare nella sua capanna dove erano custodite le gabbie dei conigli…. Mi feci coraggio e entrai…..lui mi seguì e poi chiuse la porta con una grossa e vecchia chiave arrugginita…mi sentii così smarrita..
Ormai il suo viso non tradiva emozioni ,solo il respiro leggermente irregolare mi fece capire quando fosse particolare quella situazione anche per lui. Mi trovai le sue mani addosso e ben presto erano sotto il mio gonnellino….a accarezzarmi sulle mutandine.
‘Sei bagnata eh……porcellina…..fammela toccare tutta la tua fichetta fresca e giovane ….mmmmmhhh,” Il suo grosso dito aveva spostato la stoffa ed ora accarezzava la mia pelle nuda, bagnata , fradicia e vogliosa.
Era meglio farsi toccare che toccarsi da sola pensavo mentre mi lasciavo completamente a lui.
Era piacevole e dolce e quel dito mi dava un godimento che saliva dal basso ventre fin dentro lo stomaco.
Io ero inchiodata al muro e quasi non potevo muovermi mentre l’altra sua mano mi accarezzava il seno e mi sentivo cosi sua .
Ero completamente partita.. mi girò e iniziò a spogliarmi.. prima mi sfilò le mutandine poi lentamente mi tolse la maglietta , il reggiseno e quando cadde la gonna si inginocchiò ai miei piedi.
Ero completamente nuda davanti a lui ..Con due grosse dita allargò le mie labbra e subito vi insinuò la sua grossa lingua.
Il mio iniziale timore divenne libidine e poi lussuria sfrenata.
La lingua grossa e bagnata del nonno mi stava dando un piacere sconosciuto e divino…. Leccava come un forsennato , velocemente…sembrava un cucciolo che lecca il latte. Faceva dei rumori… sentivo il suono della sua lingua grondante che scivolava sul mio clito e i suoni di risucchio e di saliva bagnata…
Mi costrinse ad allargare di più le cosce e si mise sotto di me….succhiò e bevve avidamente tutti i miei umori mentre io impazzivo in preda a una sensazione nuova ,sconvolgente . Le mie gambe cedettero mi lasciò lì inginocchiata spossata e tremante.
Lui si rialzò e mi disse di accarezzarlo , anzi mi prese le mani e le appoggiò sui suoi pantaloni gonfi facendo in modo di guidare le mie mani in un movimento ritmico e regolare finché…ansimando….si lasciò andare all’orgasmo.
Sentii il suo respiro correre convulsamente, vidi i pantaloni che si bagnavano e ricordo la sua voce
“Brava …brava porca….fammi una bella sega….troietta fammi godere siiiiiiiiii cosi’………dai dai dai…..ohhhh”
Spaventata raccolsi la mia roba e aperta la porta fuggii di corsa fuori dalla capanna…..mi rivestii velocemente e tornai a casa senza neppure salutarlo. Mi lavai accuratamente e quella sera come per cancellare il ricordo di ciò che era successo, ma a letto tutta sola, non potei ingannarmi e mi sditalinai furiosamente…..godendo ancora……..
Dopo quel pomeriggio trascurai il nonno. I miei sensi sarebbero andati da lui di corsa , ma la mia mente si vergognava ti tanta libidine ed il pudore mi costrinse a vergognarmi di quell’estasi
Pensavo continuamente a quanto era successo, mi eccitavo , mi masturbavo nel buio della mia cameretta , ma non osavo affrontare il nonno, guardarlo negli occhi e parlare con lui. Temevo , nella mia ingenuità , che il piacere mi si leggesse negli occhi e avevo paura di questo immenso desiderio. Trascorse una settimana e il nonno telefono a casa. Parlo con mia madre e le spiego che non mi vedeva da alcuni giorni, era preoccupato e deluso, dispiaciuto e in ansia.
Fu mamma a rompere quello stallo costringendomi ad andare da lui. Mi disse che era vergognoso che mi fossi dimenticata del nonno considerando quanto bene lui mi volesse. Uscii di casa con il cuore in gola e la micetta pulsante. Sentivo di colare ad ogni passo Volevo essere ancora leccata , volevo godere di nuovo, ma volevo che nessuno sapesse ..tanto meno che il nonno scoprisse di avermi fatta impazzire. Sarebbe stato troppo umiliante. Camminai lentamente fino a raggiungere la casa del nonno. Lui era la, sotto il suo albero preferito, con il bastone fra le mani, seduto. Attendeva proprio me.
Tesoro mio, finalmente ,sei tornata …avevo paura di averti fatto male. Mi fissava e io non osavo neppure parlare .
Non osavo manifestare il desiderio che avevo dentro. Speravo che accadesse ancora e nel contempo non volevo che accadesse. Lui mi attrasse a se e mi fece sedere sulle sue ginocchia. Mi scocco un sonoro bacio sulla guancia e io, un pochino , mi tranquillizzai,anche se sotto il mio sedere potevo sentire di nuovo la sua eccitazione indurirsi ed ingigantire. Poi mi bacio di nuovo, sul collo, scese sulle spalle Io indossavo un prendisole con delle microscopiche spalline.
Ora non mi baciava più.. mi disse guardandomi fisso , “Vuoi essere mia ? “ La testa mi girava.. non vedevo l’ora di sentire quella frase ma ne avevo cosi paura.. La sua mano si infilo sotto il mio prendisole.. accarezzandomi.. io persi ogni pudore …”Si nonno ..”
Mi disse di accompagnarlo nella conigliera. Mi alzai , in transe, lo seguii. Il rituale stava per ripetersi.. Chiuse a chiave la porta e fummo nella semi-oscurita. Da alcuni buchi filtravano raggi di sole luminosi come riflettori.. mi mise sotto uno di questi .
Mi si avvicinò, afferro l’orlo del prendisole e lo sollevo sul mio capo sfilandomelo. Rimasi indifesa dinnanzi a lui. Si sedette a contemplarmi mentre morivo di vergogna ..e le mie mutandine erano letteralmente inzuppate . Mi disse di togliermele e lo feci ..istintivamente cercai di coprirmi con le mani ma mi disse di non farlo e sprofondando sempre piu nella vergogna ubbidii . Paura e voglia. Voglia , paura , desiderio ,vergogna , sono i ricordi che ho di quei momenti come lampi nella mente.
Nonno con voce ferma mi chiese “ Ti sei toccata pensando a ciò che abbiamo fatto “ ? Annuii.. non riuscendo a rispondergli per la vergogna Sdraiati..
Obbedii
Quando fui distesa mi si avvicinò e mi accarezzo a lungo indugiando fra le cosce e sui capezzoli piccoli ma inturgiditi dal suo tocco. Mi tocco le gambe, accarezzò i miei piedi, le mani si insinuarono dietro il mio corpo e lui palpo le mie natiche dure. Io ero disperata. volevo il piacere e mi vergognavo di provare tutta questa depravata voglia. Lui mi libero dall’incubo , con naturalezza e gliene fui grata. Si posiziono in ginocchio fra le mie gambe aperte e finalmente si chino su di me. Ne fui sollevata .Ora non dovevo più sostenere il suo sguardo dovevo solo lasciarmi andare. E la sua lingua mi permise di andare al di la del tempo e dello spazio. Grossa ,rugosa e bagnata la sento ancora entrare con dolcezza fra le mie piccole labbra, la sento frugare e muoversi rapida e vogliosa, la sento salire a picchiettare il clito instancabilmente,senza sosta e senza scampo. La sento sondare la mia fica. Eccola, molle ma consistente, morbida e prepotente ,.dolce e decisa. Ecco la lingua del nonno che mi fa godere,che lecca il clito, che penetra tutta nella vagina e cerca di sprofondare tutta dentro il mio corpo. Ecco le mani enormi del nonno che strizzano i seni, stringono i capezzoli , massaggiano il mio ventre. I suoi movimenti sono dolci mi sciolgo in un orgasmo che mi fa quasi perdere i sensi… Nonno ora si sbottona i pantaloni. Intravedo una grossa sagoma di cazzo svettare verso l’alto, malgrado l’età l’eccitazione e grande e il nonno ,dimostra di avere ancora vent’anni.
Mi chiedo cosa abbia intenzione di fare con quell’affare enorme e minaccioso o meglio non oso ammettere ciò che so succederà . Invece egli si avvicina al mio viso trascinandosi sulle ginocchia:
“dai, fammi godere .. piccola troia ..
Devo forse subire un castigo perchè ho peccato? Sto per essere punita ,lo so.. lo sento e infatti obbedisco al nonno, annuso il suo odore e vedo il suo grosso cazzo vicinissimo ai miei occhi. La grossa punta tondeggiante rossa e gonfia si spinge davanti alla mia bocca, le mani del nonno sorreggono il bastone di carne e massaggiano con forza e violenza il cazzo. Apro la bocca,accolgo la giusta punizione. Soffoco per quanto e grosso , ma mi riempio , con l’intento di espiare la colpa. Roteo , per quel poco che posso,la linguetta su quell’attrezzo abnorme,pulsante e vivo. Questa cosa piace al nonno, che mugola e mi ordina di muove le mani sempre piu in fretta , spasmodicamente esplode nella mia gola ,mi sconvolge la violenza di quello schizzo.
Troia troia.. mi fai impazzire, ti sborro in bocca piccola vacca.. prendilo , prendilo tutto avanti .dai ingoiaaa Mi tiene la testa e il suo pene e’ nella mia bocca mentre viene .Mi soffoca tutto quel liquido!!! In parte inghiotto e in parte esso fuoriesce dalla bocca,cola sul collo e sul seno. Il nonno ha il cazzo ancora fra le mani, spasima,io temo che possa morire ma fortunatamente non e così
-Sei una gran porca…mi hai fatto un bel pompino sai? Diventerai una grande cagna.. Mi ordina di vestirmi e ricompormi e mi manda a casa ..
Questa volta stampo un bacio sulla fronte del nonno prima di uscire …
Arrivata a casa corro in camera mia e stavolta sono felice come mai.. il gusto di uomo che ho nella bocca mi ricorda ogni momento cancellando tutte le miei remore.
A cena mamma mi dice che ho fatto bene a tornare da nonno e che da lui avrò molti insegnamenti
Le sorrido… ma quelle parole mi turbano…E nel buio della mia camera mi assalgono mille pensieri
Ho di nuovo saltato il ciclo…questa e’ la 4 volta in quest’anno…stavolta mamma e’ decisa a portarmi dal dottore
Ecco…tutti contenti…
il ginecologo dopo avermi visitata ha deciso di darmi la pillola….
“ cosi regolarizzeremo il ciclo “ a detto a mamma…e lei ha annuito soddisfatta.. il dottore mi ha anche chiamata “brava bambina”…sottolineando cosi la mia verginità e vedo sul viso di mamma la contentezza del sapermi intatta…
io invece sono sprofondata nella vergogna…una “brava bambina” che non perde occasione di masturbarsi una “brava bambina” che si fa toccare da suo nonno …proprio una “ brava bambina “
Il gioco con il nonno è davvero eccitante , ma cosi pericoloso. Nella mia testa si rincorrono mille ansie,mille dubbi,mille paure. E se ci scoprissero? E se il nonno lo dicesse a mamma? E a cosa alludeva mamma ?E se io tornassi di nuovo da lui ? E se questo gioco mi piacesse troppo e non potessi più farne a meno? E se , quando tornassi da lui , mi facesse qualcosa di più sconcio , ma anche di più eccitante , accetterei ? E cosa mi proporrà la prossima volta? Mi toccherà ancora sotto le mutandine? Mi leccherà ancora la micetta in modo così eccitante? Che cosa si inventerà per farmi godere? Forse lui vorrebbe penetrarmi? Ma io voglio essere penetrata dal nonno? Lo voglio sul serio o la sola idea mi sconvolge? Ci vado ancora a trovarlo? Non ci vado e non ci andrò mai più ? E se rimango incinta di nonno?
Poi tutte le paure e tutte le innumerevoli incertezze venivano domate dal pensiero di quel gioco così nuovo e folle, così proibito e stupendo , così dolce e violento , sconvolgente e piacevole al contempo. Il sesso da poco scoperto , proibito ma intrigante , piacevole e perverso , strano ed estremamente eccitante , continua ad essere il mio pensiero fisso , notte e giorno , mattina e sera , negli attimi di riflessione, davanti alla tv, a tavola e , soprattutto , a letto , la sera. La sera , quando sono sola , posso finalmente ricordare quelle ondate di piacere , quell’onda salata che mi ha riempita la bocca , bruciato la gola mentre ingoiavo abbandonarmi ad esse e masturbarmi nel buio e nel silenzio della mia camera. La voglia di farlo ancora è immensa. Il pudore e la paura sono altrettanto grandi. Così vado dal nonno , come sempre , nei pomeriggi liberi della calda estate , a chiacchierare con lui , senza però dargli l’occasione di restare solo con me.
In un certo senso è una provocazione. Voglio stuzzicarlo , e stuzzicare me stessa e le mie voglie , ma senza cedere alla tentazione. Voglio metterlo alla prova , farlo bramare per me. Voglio mettere alla prova la mia capacità di sedurre e la mia forza di volontà nel non cedere alla bramosia animale del mio giovane corpo smanioso. Ma la voglia supera spesso le buone intenzioni e così , un po’ per gioco e un po’ per quel desiderio bestiale che, ho dentro , eccomi di nuovo a casa sua . So di trovarlo tutto solo . So che oggi nulla e nessuno gli impedirà di mettermi le mani addosso. Vado da lui di proposito , vestita in modo quasi indecente , con un abitino estivo leggerissimo , di colore giallo. Non indosso neppure le mutandine. Voglio godere , finalmente ho deciso di lasciarmi andare . E voglio provocarlo al parossismo. Ho paura , lo confesso .ma non resisto ai miei desideri segreti e incestuosi. Il nonno mi aspetta , come sempre , mi sorride , come di consueto , mi fa accomodare accanto a lui ,sulla panca di sasso sotto l’albero del giardino. Parliamo qualche minuto e poi entriamo in casa .
Sicuramente ha intuito che oggi c’è qualcosa di strano in me. Sono andata in un orario diverso , sicura di trovarlo solo , non ci sono gli amici , a quest’ora , e neppure i vicini di casa e , tanto meno , la signora che gli tiene pulita la casa. Le altre volte , le ultime volte , ho fatto in modo di non essere mai sola con lui. Oggi , di proposito , sono andata da lui quando ormai sono certa che tutti se ne sono andati e lui sta pensando alla cena. Quello che è accaduto fra noi , come per un tacito accordo , è stato ignorato da entrambi , dimenticato e nascosto nella nostra mente e noi due ci comportiamo come un nonno adorabile ed una nipotina affettuosa. Ma so bene che non e’ così .
-Cosa stai facendo nonnino? – é indaffarato con una bacinella di verdure ed un coltello. Affetta e prepara un gustoso miscuglio di verdure dell’orto per il minestrone della sera: taglia carote,affetta zucchine,sbuccia fagioli e piselli . Mi guarda , sorridendo. Mi siedo accanto a lui e lo aiuto , a mio modo, separando i piselli dal baccello , spuntando le cime dei cornetti. La mia voglia cresce dentro , mi sento eccitata ,gonfia ,.bagnata , ho voglia che lui si occupi di me della mia fica e non di quella stupida minestra. Con indifferenza lascio scivolare qualche carota a terra , mi chino per raccogliere ciò che è caduto sotto il tavolo. Mostro al nonno le mie gambe nude, il vestito sollevato ed il culetto sodo , privo di stoffa e di qualsiasi copertura. Indugio , chinata , a raccogliere fantasmi di verdure inesistenti , un brivido mi attraversa e il mio corpo spera e freme , desidera che lui veda. Offro la mia micina al suo sguardo . il mio culetto per aria desidera che i suoi occhi si posino proprio lì e desidera che le sue mani facciano qualcosa per placare la mia vogliosa astinenza.
E il nonno non si fa attendere. Mentre sono a culo all’aria in cerca di chissà che ecco , sento , finalmente le sue mani afferrarmi i fianchi e tenendomi piegata le sue dita accarezzare la fessura tra le natiche . Le sue dita si fermano sul buchetto anale spingendo piano e scendono poi ad accarezzare la micetta ,che e’ un fiume in piena quasi nascosta fra le mie cosce serrate. La sua voce arriva, finalmente : – Andiamo , piccola troietta , vieni con me nella conigliera, e’ ora che chiariamo se vuoi diventare la mia donna .
Il mio cuore rimbalza nel petto. Lo seguo , come un’automa nel nostro rifugio segreto. La stanzina del piacere è lì , tutta per me , l’odore acre degli escrementi dei conigli mi coglie, ma è un olezzo familiare e , sino ad oggi , l’ho associato al piacere immenso ed al godimento spasmodico del mio corpo. Il nonno mi sfila l’abito in un baleno , poi si ferma ad ammirare quanta bellezza sia a sua completa e totale disposizione.
Sono nuda. Niente mutandine. Lui si china a succhiarmi dolcemente prima un capezzolo , poi l’altro. Essi si induriscono subito e gli si offrono vogliosi , desiderosi di lingua, di bocca, di godimento.
La sua lingua lavora instancabile sul mio corpo. La saliva mi bagna il seno , il solco fra i seni , i capezzoli , il ventre. Mi accompagna a terra. Mi apro , sdraiata sul pagliericcio , speranzosa di sentire la sua lingua dentro la fica come l’ultima volta. Voglio godere e mi offro a lui , ormai senza pudore e paura. La penombra mi aiuta a superare la timidezza. Apro le cosce e offro la micetta alla sua lingua indecente e bollente , bramosa e calda.
Subito egli mi accontenta e prende a leccarmi le grandi e le piccole labbra , aspira e succhia il piccolo clitoride, spinge la lingua nel solco fra le natiche , mi bagna completamente di saliva. Mi sento umida e godo in modo vergognoso , senza ritegno e senza pudore. Per la prima volta mi lascio andare a gemiti e sospiri , perdo le inibizioni lasciandomi andare completamente al piacere anche con la voce .Lui lecca sempre più velocemente , mi palpa i seni , li strizza , sempre senza smettere di leccare. Mi penetra con la lingua , riempie di saliva tutta la mia fica mi lascio andare ,non mi controllo più . La sua lingua non si ferma mi trovo a pensare a come devo essere uno spettacolo: a gambe aperte,nuda e sdraiata a terra nella conigliera con un vecchio che mi lecca la fica e io che senza ritegno ne godo e . grido, urlo , spasimo , mi inarco , godo , vengo,vengo .. vengooo Lui mi sorride,ora.
Ed ecco la sua voce – Non temere , piccola cagna, ora ti piacerà ancora di più ..ti farògodere davvero , come GODE una vera donna.- Non mi lascia neppure il tempo di riflettere , di pensare a quale sia la risposta più consona da dare a un NONNO e sento il suo grosso dito forzare le labbra della mia passerina. Lo infila lentamente , delicatamente dentro di me per non deflorarmi. Prima sento penetrare la punta , poi lo sento tutto dentro la fica. Sono fradicia e sto provando una sensazione meravigliosa. Lui lo sa benissimo e spinge piano ma inesorabilmente dentro.
Si ferma un attimo dentro.. permettendomi di sentirlo bene, ma con l’altra non smette di eccitare il mio clitoride.
Attende, un segnale dalla sua adorata nipote.
-OHHHH siiiiiii- Non aspetta altro. Il suo dito inizia a andare su e giù dentro me , facendomi impazzire svelandomi quel che vuol dire avere qualcosa in me che mi scopa e quando sento che mi accarezza il secondo buchino perdo ogni controllo venendo convulsamente Mi lascia li. .esausta.. completamente spossata.. inerme sdraiata nella paglia.. Ora s’e’ seduto e lo vedo guardarmi..
Lo sento ordinarmi con voce calda e pacata.”ora vieni qui cagnetta.. vieni a prendere ciò che meriti” Arrivare a lui mi costa una fatica incredibile..mi avvicino a quattro zampe “brava …… la mia cagnetta” mi dice quando sono davanti a lui fra le sue gambe Sono inginocchiata davanti a lui..il rigonfiamento nei suoi pantaloni e’ talmente evidente che i bottoni della patta sembrano sul punto di scoppiare e un brivido mi corre dentro al pensiero di quanto dev’essere grosso il suo pene per fare quell’effetto..Le sue mani mi prendono la testa..saldamente ma delicatamente e mi schiaccia il viso contro il suo basso ventre..
“prendilo” Apro i bottoni e lo tiro fuori facendo fatica..e’ enorme.. durissimo …il glande e’ cosi gonfio , paovonazzo , mentre l’accarezzo nonno mi infila un dito in bocca… “ora leccalo , succhialo.. quando sarà ora inghiottirai tutto ciò che ti riempirà la bocca “ Ricordo bene il gusto acre , salato , di quel liquido cosi caldo e denso che mi ha bruciata la gola mentre inghiottivo la volta precedente e accetto che sia il costo che devo pagare per tanta lussuria
Avvicino la mia lingua al cazzo e inizio a leccarlo..a baciare la cappella , a far scorrere la lingua lungo l’asta a accarezzarlo con le mani.. dischiudo le labbra e l’accolgo nella mia calda bocca..e’ enorme riesco a tenere nelle mie labbra solo il glande.. il pensiero e’ fisso a quando sarò riempita di sperma..lo temo…ma desidero cosi tanto ricambiare il piacere che nonno mi ha dato “metti le mani dietro la schiena..”
Non capisco ma lo faccio..porto le miei mani dietro la schiena e sento che nonno le afferra..mi spaventa sentire che in un attimo sono legata con una cordicella..perdo il cazzo di nonno dalla bocca..sono in preda al panico..
“tranquilla simona.. “ sento la voce calda di nonno rassicurarmi..”tranquilla..”
Mi prende di nuovo la testa guidandomi sul suo cazzo.. me lo infila in bocca..ora mi da lui il ritmo ed e’ come mi scopasse..ma in bocca.. Sento nonno ansimare mentre vado su e giu e mantengo quel ritmo anche senza che lui mi guidi ..avvolgo la sua cappella con le labbra.. muovo quanto posso la lingua contenta di stappargli gemiti di piacere.. godo nel farlo. Sento la mia micetta cosi gonfia.. cosi bagnata ..assaporo il gusto del cazzo di nonno e ad un tratto sento la mia bocca piena di un gusto diverso..e subito dopo mi afferra la testa..”Godo..godo….bevi vacca..” e lo sento riempirmi la bocca di sborra..calda…densa..salata..sento lo schizzo potente..e poi un altro e un altro ancora..mi soffoca..non riesco a respirare..inghiotto..inghiotto ma mi brucia la gola..nonno non esce dalla mia bocca..mi tiene ferma la testa.. soffoco…ma lui continua a riempirmi..finche non mi libera ..tossisco..ho conati di vomito ..mi sento male…tanta e’ la sborra che ho ingiato..che mi ha bruciata dentro …
Non riesco a trattenermi e piango per ciò che ho subito..e nonno prontamente mi abbraccia a mi consola “Si cara.. tanto piacere ha un costo.. ed e’questo..” singhiozzo ..nonno mi libera le mani , “Imparerai a farlo godendo..vedrai..” Le sue coccole mi tranquillizzano e nonno mi aiuta a ricompormi e rivestirmi.. Mi dà uno pacca sul sedere e mi raccomanda di andare subito dritta a casa.- e aggiunge “Domani , se tornerai, lo faremo ancora. .Mi hai fatto impazzire , piccola troia. ..ma da domani, se tornerai, non ti risparmierò piu nulla.. prenderai il cazzo ovunque e non sarai altro che una vacca da montare in qualunque modo “
Mi aveva sconvolta….Avevo goduto come una piccola cagna in calore. Lui mi aveva eccitata da morire ed ero venuta ben due volte .
Con la sua lingua mi aveva fatta impazzire e il suo dito mi aveva penetrata sapientemente senza infrangermi..ma lasciandomi assaporare quanto sarà magnifico avere un cazzo dentro di me .E poi quello.. obbligata a inghiottire , inerme.. legata.. essere umiliata cosi. quelle parole cosi minacciose.
Ero corsa a casa , mi ero infilata sotto la doccia e sono rimasta a bocca a perta sotto la doccia per parecchio..cercando di cancellare almeno dalla mia lingua ogni tracci di ciò che avevo fatto
L’acqua che scorreva sulla pelle mi aveva ridato vigore e tono e nell intimita del bagno ora avevo potuto rilassarmi e , evocando la lussuria provata poco prima. andare ai ricordi ed accarezzarmi ancora
Ma ora un pensiero perverso mi tormentava. Lui aveva promesso che , se fossi tornata , avrei assaggiato qualcosa di vero e reale, qualcosa di vivo e carnoso. Il suo cazzo lo avevo gia accarezzato e succhiato , ma lui non mi aveva ancora penetrata. Ora mi aveva promesso che sarebbe successo.
Andai a letto,tormentata dal desiderio e dall’ansia. Ero in una situazione spaventosa. Volevo tornare da lui e fare ciò che desideravamo entrambi. Ma avevo paura di me stessa e temevo , al contempo , quell’incontro.
Il giorno dopo non trovai il coraggio di andare da lui . Trascorsi alcuni giorni nel dubbio e nell’ incertezza , nella voglia e nella paura e infine , decisi che sarei andata ,dopo tutto lui era il mio adorato nonno e seppur conscia che sarei diventata la sua cagnetta certamente non mi avrebbe fatto del male.
Mi incammino verso la sua abitazione. Di nuovo mi sono vestita di poco e di nulla , di nuovo sento la voglia di eccitarlo e provocarlo .
Mi accoglie felice. Questa volta in casa , nella penombra di un tardo pomeriggio molto afoso , le persiane sono accostate , la luce discreta .
“Sapevo che saresti tornata… prima o poi. Ti aspettavo. “
Un senso di vergogna mi assale..
Lui mi spoglia in fretta , mi accarezza , mi palpa con ingordigia i seni , le cosce , infila un dito nella mia intimità e si compiace dell’umidore che percepisce. Estrae il dito e lo succhia con avidità. Lo lecca davanti ai miei occhi esterrefatti , poi ritorna ad accarezzarmi fra le gambe..e estrae di nuovo la mano.. avvicinando il dito alle miei labbra.. giro la testa schifata.. ma mi ferma e me lo infila in bocca ..
Mi prende per mano , mi porta in camera da letto..Mi costrinse a sostare dinnanzi alla specchiera.Lui si posiziono alle mie spalle e vuole che io rimiri il mio corpo nudo e percorso dalle sue mani bramose che strizzano i capezzoli,accarezzano il ventre,penetrano la mia intimita con un dito.Ero eccitata.Lo spettacolo di me stessa fra le mani di un uomo e in sua completa balia mi fa impazzire.Mi fa sdraiare sul morbido lettone nel quale spesso avevo dormito fra lui e la nonna. Sono nuda e aperta , lui in piedi ammira il mio corpo. Colgo un movimento : si accarezza lentamente il pube , mi tocca dappertutto con una mano e con l altra si massaggia il pene. Ora sale sul letto , si inginocchia fra le mie gambe e mi costringe a spalancarmi tutta. La mia fica deve essere uno spettacolo perche il nonno mugugna in modo libidinoso , la guarda con cupidigia , apre le labbra con le dita e si tuffa con la bocca a baciare e leccare vigorosamente quel fiorellino roseo. Lo sento ansimare , godo della sua lingua esperta che scava profondamente dentro di me. Sento colare i miei umori , sento che lui li beve come un assetato potrebbe bere acqua fresca nel deserto.Mi godo quei fantastici momenti e vengo violentemente , ma non dimentico ciò che lui ha promesso.Ha giurato che mi fara sentire il suo cazzo. Ed io sono qui per questo. Mi sento porca , ma ho voglia , tanta voglia di sentire il cazzo di un uomo dentro di me.Minuti interminabili di estasi , la sua lingua esperta mi fa impazzire . Spesso si ferma e si dedica ai capezzoli , poi mi costringe a girargli le spalle , mi dilata le natiche ed ora lecca il buchetto del mio culetto sodo. I miei pensieri confusi si rincorrono fra paura e desiderio.
Gemo e miagolo come un animale, penso al suo cazzo e , quasi senza volerlo , decido di prendere l iniziativa.
Mi metto seduta sul letto. Lui mi guarda stupito.Afferro i bottoni della patta e ne slaccio uno alla volta.
Lui letteralmente impazzisce.
“Piccola troia. Sei venuta per scopare , vero?
Perche sei una vera porca. E ora che vuoi fare? Vuoi il cazzo , vero? E brava la mia piccola Simona .”
Il cazzo balza fuori dai pantaloni del nonno.
Rosso , eccitato , duro. Lo vedo per la terza volta e di nuovo mi stupisce la sua prestanza , mi spaventano le sue dimensioni , mi eccita la sua durezza , mi intriga la voce del nonno che quasi strozzata, mi suggerisce: Succhialo da brava , voglio sentire la tua bocca calda sul cazzo . L’ho gia fatto ed obbedisco. Mi avvicino alla cappella grossa e paonazza , lecco dolcemente la punta per poi passare la lingua su tutta la lunghezza del bastone.Infine dischiudo le labbra e prendo in bocca tutto cio che posso. Vado sue giu con il capo simulando un rapporto sessuale. Le parole che sento mi fanno impazzire : Sei una vera troia, sei la mia troia , brava , cosi , spompinalo bene . La sua voce si spezza , egli ansima e sospira . Temo che possa morire . Si sdraia improvvisamente offrendomi lo spettacolo del suo grosso cazzo eretto. “Vieni sopra di me . Impalati tutta.!! “
Obbediente mi accomodo a gambe divaricate sopra di lui . Egli afferra il suo membro e lo frega contro la mia micetta Lo sento pronto ad entrarmi dentro , e’ li sulla soglia.. esito…poi la sensazione indescrivibile che mi prende mi lascia senza fiato , un fitta , una sensazione di calore , in un sol colpo , mi infilo il membro dentro , ora sono donna , con un movimento lento mi siedo sopra di lui. Gemo .Sono piena di cazzo e mi piace da morire. Una sensazione diversa da quella , pure piacevolissima , provata grazie al dito che lui ha usato dentro di me qualche giorno fa. Dopo qualche secondo sento le mani di lui che mi afferrano i fianchi . Giro la testa e mi vedo riflessa nello specchio..vedo la danza vertiginosa..ritmata del mio corpo che il nonno sapientemente mi sta dando. Imparo in fretta e mi muovo con abilita per assaporare tutta quella carne dura dentro il mio corpo. Il viso di lui e sfigurato , suda, geme , mi insulta con gli epiteti piu schifosi ed io ne godo ancor di piu . Mi muovo sempre piu freneticamente , egli accompagna con violenza le mie spinte con il suo bacino .Lo alza verso di me, dentro di me.
Godi piccola troia godi .
sborro, sborro… , ti riempio tutta.. .
Sento distintamente il getto di sperma riempirmi e mi abbandono al piacere accasciandomi su di lui.
Sento di nuovo una piccola fitta quando esce da me Dopo qualche istante mi sdraio accanto a lui. Sono sconvolta,sudata,stupita da tanto piacere provato.
Nonno invece e’ di nuovo fra le miei gambe .mi eccita e mi turba con la sua lingua che ,senza provare ribrezzo , si nutre del suo stesso sperma e del mio , li beve con ingordigia stuzzicandomi di nuovo il clitoride che prontamente si erge di nuovo. Sono di nuovo eccitata . La lingua va su e giu con esperienza consumata, io mi lascio andare di nuovo al piacere che il mio clitoride manda al mio cervello. Mi eccita guardarlo con la bocca bagnata di saliva,sperma e umori e poi provo una sensazione incredibile quando mi bacia sentendo sulla sua lingua il gusto dei nostri umori fusi insieme.
Lui si rende conto e infila di colpo due dita nella mia gattina. Spinge violentemente strappandomi un grido di piacere. Incoraggiato dalla mia evidente libidine, spinge sempre piu ritmicamente e forse aggiunge un terzo dito .Mi sento piena di nuovo e di nuovo godo mentre il nonno biascica sconnesse parole di lussuria .
Dopo avermi donato l’ennesimo orgasmo mi ordina di alzarmi dal letto.. obbedisco “inginocchiati cagna..”
eseguo tenendo lo sguardo basso..
Nonno apre un cassetto alle miei spalle , poi mi si avvicina e sento le sue mani intorno al collo. .mio dio.. mi sta mettendo un collare.. un collare da cagna.. Non riesco a pensare ..non so cosa pensare.. rimango sbalordita di me stessa quando rispondo..”Si padrone” “Andiamo” e mi fa cenno di seguirlo fori dalla camera da letto.
Faccio per prendere i vestiti “ No stai nuda..”
Lo seguo in cucina e mi accorgo dell’ora tarda ..dico a nonno che devo rincasare , ma lui mi tranquillizza..e preso il telefono chiama mamma , sono li vicina e sento la loro conversazione.. le dice che mi fermo da lui fino a domani sera….e con mio stupore mamma non obbietta nulla..prima di riattaccare me la passa e la sento farmi mille raccomandazioni nell’essere disponibile a nonno…
Sono imbarazzata dalla mia nudità ma aiuto nonno a preparare la cena e parliamo del più o del meno.. mi sto abituando anche a portare il collare E’ ora di cena e resto perplessa perché so che e’ anche ora di uscire a sistemare le ultime cose nella stalla e di liberare i due cani di nonno ma io sono ancora nuda ..
“Su andiamo..” nonno percepisce il mio disagio..
”tranquilla ora non c’e’ nessuno che possa vederti… e chi ti vedrà e’ perchè poi ti avrà ..” Attraverso l’aia rasente al muro del fienile e col cuore in gola lo seguo nella stalla…mille volte ho visto che nonno tiene nella stalla il cavallo , e il maiale, ma ora ne sono turbata …nonno con fare esperto riassetta tutto e poi mi chiama a se.. mi prende per mano portandomi davanti al cavallo ..mi mette la mano fra le gambe e un dito entra nella mia micina ..rabbrividisco vedendo che poi nonno mette la mano sul muso del cavallo , poi fa altrettanto con il maiale.. sento la mia micetta colare…sento una sensazione che non riesco a descrivere..disgusto e allo stesso tempo eccitazione..e sento che nonno lo sa.. ”..oggi ti ho resa donna..” lo sento dirmi mentre mi accarezza il seno abbracciandomi da dietro..
“e quando sarai pronta ti guiderò a diventare cagna , scrofa , cavalla…“
Mi sento mancare le gambe..e sono colta dal panico..nonno mi gira e mi bacia abbracciandomi forte.. la sua lingua e’ nella mia bocca ..
Usciamo dalla stalla e nonno mi dice di rientrare in casa mentre lo vedo dirigersi dai cani.. e scioglierli e loro corrono come impazziti per il cortile.. nonno rientra e mi raggiunge Faccio fatica a parlare durante la cena.. e nonno rompe gli indugi “Rilassati Simona…rilassati.. vedrai che ti piacerà come ti e’ piaciuto prima vedrai che a suo tempo lo chiederai tu stessa.. sei nata per essere montata.. per dare piacere al maschio e soddisfare il tuo essere femmina in questo…ti piace il gusto dello sperma che scende nella tua gola.. il duro cazzo che ti riempie la figa facendoti colare o nell’ano.. ho ben visto come sei venuta quando ti ho toccata li.. lo sai bene anche tu.. se no non saresti venuta qui e farti scopare da me ”
era la , semplice, cruda , verità e sentirmela dire mi mise di colpo di fronte all’evidenza aiutandomi ad accettare me stessa senza avere altre remore ma come spesso accade la verità ferisce
Cenammo e nonostante l’assurdità della situazione , la mia nudità , il collare , ero serena , rilassata, non rassegnata al mio destino come una condannata , ma ansiosa di vivere quella mia sessualità cosi torbida , cosi sconvolgente nonno era premuroso e finita la cena sistemammo la cucina e mentre gli passavo vicina non perdeva occasione per accarezzarmi ..poi mi disse di accompagnarlo in camera da letto.. lo seguii e una volta nella stanza mi ordinò di inginocchiarmi ..si mise davanti a me e con lentezza allentò la cinta.. poi sbottonò la patta lasciandosi cadere i pantaloni .poi sfilò gli slip ed ebbi il suo pene davanti agli occhi.. mi si avvicinò…”Succhialo cagnetta..” era di discrete dimensioni anche se non eretto e lo presi in bocca.. lentamente lo sentii prendere vigore.. ogni volta che la lingua lo percorreva era sempre più duro.. grosso ..”Aspetta li seduta” mi disse ed usci dalla camera.. Torno poco dopo.. e non era solo.. aveva portato in casa i suoi due cani..
Ci avevo giocato mille volte insieme.. e mai mi era passata in mente l’idea che degli animali potessero fare sesso con una donna… la cosa mi sconvolgeva.. ma immediatamente sentii insieme al senso di disgusto e repulsione un’eccitazione incredibile , un lago fra le gambe.. ero cosi eccitata che sentivo la mia micetta incredibilmente gonfia….
nonno mi disse di rimanere seduta sul tappeto e mise alcuni cuscini in terra poi si sedette vicino a me mentre i cani giravano per la stanza.. mi fece sdraiare.. e iniziò ad accarezzarmi sapientemente partendo dal seno.. succhiandomi i capezzoli che erano cosi duri da farmi male.. poi scese sul mio grembo.. la sua lingua mi faceva impazzire leccandomi l’ombellico e le sue dita sapienti mi esploravano delicatamente la passerina sciogliendomi.. nonno parlava piano. .tranquillizzandomi..” tranquilla.. ora si abitueranno a te.. e presto si faranno avanti.. ci giocherai delicatamente e lascerai a loro l’iniziativa..” infatti di li a poco il primo mi era vicino e sentii nonno invitarmi ad allargare le gambe..tolse la mano e il cane mi lecco ..”tranquilla.. sono esperti.. sanno bene come montare una cagna a due zampe..” sentivo senza sentire le parole di nonno.. ero come se non fossi presente ..come in un limbo di lussuria e piacere di terrore e disgusto..ora il cane era piu insistente..la sua lingua si insinuava nella mia miceta nonno teneva aperte le mie labbra ..impazzivo…nonno mi fece girare e vidi distintamente l’eccitazione del cane.. aveva il pene fuori , rosso vivo…stranissimo come forma.. gocciolava..
Nonno prendendo la mia testa la guidò ad prenderglielo in bocca e dopo pochissimo sentii il cane montarmi sulla schiena.. dato che ero inginocchiata fra le gambe di nonno A quella vista nonno mi disse ”..ti vuole montare..” ma l’allontanò da me …impietrita dalla paura io continuavo a succhiare il cazzo di nonno facendo disperatamente finta che nulla stesse succedendo e felice che nonno l’aveva allontanato , poi nonno si scosto..e alzatosi fece uscire dalla stanza i due cani …

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