Come so caduto, sul cazzo nero | Racconto gay di Mimi

Certe volte la vita ti porta a cambiare certe regole e abitudine sociali e sessuali. Non dico che sono uno stinco di Santo, ma neanche una persona da buttare
via. La mia vita passata da uomo normale e comportamenti sessuali mediocri alla norma di tutti, sono un etero di sani principi che si perde facilmente nel
oblio del porno telematica. Tutto accade per puro caso un giorno qualsiasi, come le altre volte ero in postazione al computer alla “International telephony” che viaggiavo nei siti porno dove corpi di maschi e femmine di tutte le razze si davano da fare con vari amplessi sessuali da far capponare la pelle anche un Santo.
In quel locale per stare tranquillo da occhi indiscreti scelsi come sempre un posto strategico, in un angolo del locale che nessuno poteva passarmi dietro. Quel giorno assolto nel guardare certe sleppe di cazzi neri e bianchi che fottevano di brutto delle belle fiche slabbrate tanto da ficcarci pure le palle, anche se non capisco come si aprì una finestra x gay e uscirne con dei ragazzi belli di tutte le razze che si fottevano tra di loro, specialmente i cazzi dei negri m’incuriosivano a vedere quelle sleppe mostruose. Non so perché continuavo a cliccare quella finestra e non chiuderla, anzi la cosa mi turba molto da continuare a guardare la bellezza negra di certi giovanotti Africani da rimanere a bocca aperta. In quei minuti mi sentivo attratto su quei corpi nudi dei ragazzi Afro che sfoggiavano i loro corpi e cazzoni duri e neri, erano glabro di sudori, e lucidi da far arrapare anche a un etero come me. Frastornato da questa veduta gay senza chiederlo, anche se turbato e curioso non avevo previsto la sfacciataggine di un extracomunitario che da giorni lo vedevo cliccare nel computer o parlare con il titolare, in poche parole quel figlio di puttana a mia insaputa e senza chiedere permesso me lo sono trovato accanto, ed io non feci caso a lui che mi guardava, in quanto ero nel oblio di quei bei cazzi neri. Purtroppo mi accorsi della sua presenza molto tardi e guardandolo un pò sorpreso e impacciato, mi sentivo come un ragazzo sorpreso a rubare la marmellata, in quel momento mi sentivo una merda, ma poi mi ripresi e con indifferenza gli feci il cenno di andarsene, mene-frego del suo giudizio tanto ma beccato, anche se lui mi gironzolava ancora intorno con aria tranquilla ed io, gli giravo le spalle sprezzante da ritornare a navigare. Ma?, lui fece ritorno e come se niente fosse mise la sua gamba fra la sedia e le mie gambe da bloccare i movimenti. “E tutto chiaro adesso!? Ti piace i cazzi grossi e duri dei neri, eeh frocione!!!”, disse con sottovoce senza farsi sentire dagli altri habitué del locale, ma io, a quella affermazione gli risposi: con un semplice. “Mmh!?, si maschione!!”, e pensai. “Mi è del tutto indifferente quello che tu dici e pensi!!” Muhammad questo e il suo nome che più volte il gestore lo nominava, anche se dall’aspetto era pulito e niente male come maschio, con la maglietta aderente intravedo un sacco di muscoli distribuiti sul petto e gambe nere foderate di stoffa, anzi sulle braccia aveva due pagnottelle x muscoli.
I suoi capelli ricci, corti e neri, e una barba lunga di tre giorni. Sul volto era stampato due froce di naso da spavento e con quelle pupille nere ti scrutava con uno sguardo intenso dall’alto al basso, anzi da come ti fissava sembrava di sentire il buco del culo allargarsi e provocarmi un certo disagio. Non lo biasimo era talmente eccitato nel vedermi impacciato e porco, che il suo cazzo chiuso nei jeans imbottito delle sue mutande reagì deformando il suo davanti facendo un grosso bozzo: guardandolo mi fa rimanere realmente senza parole. Con la bocca aperta io osservavo con attenzione quel grosso gonfiore che lentamente s’induriva, e formando una certa lunghezza da uscirne dalla stoffa delle mutande e finire sulla coscia sinistra. Mai avrei pensato che un uomo di colore potesse così attizzarmi. Ma lui aveva questo fascino da macho nero, mi guardava da capo a piedi in quell’angolo sperduto della sala e con tale indolenza da farmi sentire subito eccitato e attratto da lui, anzi avvertivo come un brivido o prurito che parte al buco del culo e arrivare fino al cervello. Mai gli lasciai capire quanti fossi invogliato dal suo cazzone duro e questo lo divertiva. Un attimo che m’ero distratto nel guardarlo, lui si sistema quel grosso pacco ed io, non riuscivo a credere quello che stavo vedendo: Muhammad aveva le mutande abbassate sul davanti e il suo cazzo nero del tutto eretto spuntava fuori dalla stoffa dei pantaloni, ha una grossa cappella rossa semi_aperta dal prepuzio che puntava verso di me, mentre con l’altra mano si strofinava il petto e l’addome liscio e levigato. Quando lo vidi rimasi stupefatto dalla sua faccia da bronzo, che continuava a guardarmi e leccarsi le labbra. Guardai subito di nuovo: ancora non potevo credere ai miei occhi. La sua cerniera dei jeans era tirata giù e il suo cazzo duro come un bastone guardava fuori dall’apertura e stavolta completamente scappellato, il quale invece aveva chiuso le dita di una mano all’attaccatura della sacca delle palle, e tirate fuori giù in basso x quanto poteva. Potevo anche ammirare quelle belle palle con vari spruzzi di peli riccioli, cazzo che palle, erano piuttosto grosse del normale, e x le sue dimensioni e proporzionate al quel bel cazzo nero, e senza badare più a me il figlio di puttana sbatteva quel pezzo di tronco duro vicino alla tastiera e mouse.
Ad ogni colpo che dava la sua verga mostruosa oscillava di qua e di là sbattendo anche sul mio braccio x un bel pò. Il suo cazzo nero altalenava di continuo
poiché le spinte non si fermavano mai. La pelle del prepuzio liberò quasi del tutto la cappella, che era turgido e nero, anzi scurissimo. Ormai non potevo
più fare a meno di osservare il suo cazzo ballonzolante e perdevo sempre più la concentrazione sul computer. Dopo dieci minuti buoni il suo gigantesco cazzo
colpiva di nuovo il braccio e la mano. Io mi comportavo come se non mi fossi accorto di nulla e continuavo a cliccare x altro tempo. Muhammad invece
imperterrito oscilla di continuo e sempre più velocemente tanto che mi accorsi che il suo cazzo era tutto umido. “Fallo ora frocio, mica morde! Dai il mio é
vero. Mica li puoi toccarli quei cazzi che stanno nel computer!?”, mi sussurra all’orecchio senza distogliere lo sguardo su di me. Io ero come impietrito. Il mio cazzo era già da tempo duro come il ferro e accanto a me c’era un cazzo ancora più duro e che razza di cazzo e io, non potevo muovermi. Guardavo il suo
cazzo, che sfregava ancora contro il mio braccio; ero rigido come un baccalà. Perplesso alzai le sopracciglia e guardai intorno, riguardai verso il suo cazzo e poi sicuro che nessuno ci guardava l’afferrai x il tronco duro e nero. In quei pochi secondi pensai: uno che ha 35 anni e fino a ieri faceva strage di
fiche, ora si sente così eccitato x un cazzo di un maschio, anzi un cazzo estraneo e x giunta Africano. Distolto nel vagare continuo senza posa a menare
l’asta lentamente tirandogli la pelle del prepuzio avanti e indietro. “Ci voleva molto ha prenderlo in mano?, eeh brutto frocio di merda!!” Sentii a dire, mentre io lo guardavo e continuavo a segarlo, come se nulla fosse. Era passate un paio di minuti che indisturbato continuo a menarglielo con una lentezza straziante, ma la tentazione delle sue palle taurine sovrasta la mia ingordigia da interrompere la sega e tastare le sue palle dure. “Cazzo fai frocio, continua a menarlo. Hai tutto il tempo dopo la sega!!” Fu l’ordine di lui, mentre guardava con attenzione la gente che entrava x telefonare o usare i computer. Per fortuna nessuno faceva caso a noi, anzi non si accorsero per nulla di quello che noi facevamo. Non so come spiegare quel fuoco che infiamma dentro la budella intestinale e sentirmi del tutto liquefatto nella zona anale, Muhammad se ne accorse da come agitavo il culo e senza aspettarmelo infila la mano dentro ai miei jeans e ficcare nello spacco del buco di culo un dito che viene assorbito ingordamente dal budello. Io agevolai la manovra alzando le chiappe e lui svelto ne infila altre due dita, cazzo avevo tre dita infilate nel culo senza sentire dolore, anzi godevo mentre mi sditalinava sveltamente nella parte rettale. Godevo come una troia e menai un poco più svelto la salsiccia nera. Muhammad respirava più affannosamente e bisbigliava a fatica: “Si, dai più veloce! Mentre ti sfondo sto buco del culo chiacchierato. Non fermarti culorotto. Sto sborrando!!!”, sussurrava. Io allargavo le chiappe x sentire a fondo le sue dita e contemporaneamente tiravo il suo cazzo con passo sostenuto e cercavo di farlo venire in modo che nessun rumore ci potesse tradire. Improvvisamente lui trattenne il respiro e chiuse gli occhi. Io invece da brava troia mi mordevo le labbra x non urlare, lui godeva, io lo osservavo, e prestavo attenzione allo stesso tempo al suo cazzo che si gonfiava ed iniziava a spruzzare. Parecchi schizzi di caldo sperma che spruzza sulla mia mano, il resto cadde sui miei pantaloni. Io rallentai lo smanettamento e strizzai fuori le ultime gocce spalmandolo su tutto il suo cazzo, mentre lui affondava di più i diti da farmi strabuzzare gli occhi e sborrare nelle mie mutande e pantaloni. “Adesso finocchione divertiti pure con il computer, ma ti aspetto fuori x il resto!!”, disse lui togliendo le dita dal buco, e poi si tira indietro, mentre il suo manganello nero viene sistemato dentro le sue mutande e jeans, e lentamente tira su la cerniera, si schiarì la gola e riprese con indifferenza verso l’uscita.
Mezzo intontito e sporco del mio e suo sperma lo osservai a lungo sbalordito che usciva dal locale e da non vederlo più. Passò una bella mezz’ora e stufo
chiusi il computer e andai a pagare il dovuto alla cassa, il gestore mi guarda la macchia sui jeans ridendo maliziosamente come se avesse capito qualcosa e
uscendo lo salutai e mi diressi a piedi verso casa. Dopo quello che era successo alla “International telephony” mi sentivo appagato di quella esperienza con
il giovane Afro, ma non mi resi conto che ero appena avviato per la strada che porta a casa, quando sentii un’auto fermarsi a fianco a me, mi voltai, era
Muhammad. “Ciao, bel culo bianco!!”, mi disse con un bel sorriso. “Vuoi un passaggio, sul mio cazzo?” “Certo, non vedo l’ora maschione!!”, risposi come una
checca affamata di cazzi. Non mi andava di farmi tutta la strada a piedi, e poi era una scusa x flirtare ancora con lui. Salii in auto x un pò parlammo del
più e del meno senza tralasciare l’accaduto di prima, anche se Muhammad quasi x caso con la mano destra mi sfiora la gamba sinistra, io mi voltai e gli
sorrisi. “Ti và di bere qualcosa a casa mia e riprendere quel discorso che ti piace i cazzi neri!?”, mi chiese mentre spaziava nella mia coscia. “Certamente, mi piacerebbe ampliare le vedute sui cazzi Africani, e conoscerti bene e anche dove vivi!!”, risposi. “Ok, ma fra noi due c’è una cosa da definire!!”, disse
Muhammad. “Ti riferisci al tuo resto che mi devi dare?”, chiesi maliziosamente. “Bravo, ma sempre se ti va ancora di prendere un bel cazzone duro di un negro, e naturalmente in bocca e anche nel culo!!” “Ok, non vedo l’ora di provare un bel cazzone grosso di un bel negro, ma devi fare piano x me e la prima volta!!” “Beh! Non mi sembra che sia la prima, il tuo culo era del tutto liquifatto, e poi ha ricevuto anche due, quasi tre diti!, tutti spariti in quel buco che ha preso confidenza con loro da non fare x niente resistenza, anche se godevi come una maiala!!” “Che centra i diti, e poi con quel cazzone che ti ritrovi penso che faccia male!?” “Non ci sono problemi x me, non voglio certo violentare sto bel culo bianco un pò chiacchierato!!”, disse con bel sorriso. “Adesso mi fermo un attimo alla farmacia x comprare dei profilattici e della vaselina x allargarti bene questa volta il buchetto vergine!!”, disse scendendo dalla macchina. Dopo la sosta forzata in farmacia e dieci minuti di macchina arrivammo a casa di Muhammad: era in un rione malfamato della periferia Pescarese in mezzo a delinquenti e spaccio di droga. Il palazzo non era un gran che ma x una scopata bastava e avanzava. Entrammo nell’appartamento, ma x fortuna era pulito. “Io adesso mi faccio una bella doccia, se vuoi fartela anche tu approfitta lì ci sono gli asciugamani puliti!!!”, disse Muhammad. “Ok”, risposi. “Sono un pò sudato, e sporco di sperma!!” Eravamo nella camera da letto, lui comincia a spogliarsi da restare completamente nudo. Il mio sguardo va subito al suo bel cazzone nero, non me lo ricordavo così bello. Muhammad si dirige verso il bagno, ed entra nella doccia ed apre l’acqua. “Perché non entri anche tu, così mi lavi la schiena!!” Velocemente mi spogliai, immaginavo già cosa sarebbe successo. Entrai anch’io nel box, Muhammad mi volta la schiena, io invece presi la spugna e un goccio di liquido di bagnoschiuma ed inizio a lavarlo: prima le spalle, poi la schiena e quindi arrivai alle sue belle chiappe nere, da insaponare con molta attenzione, accarezzando quel bel culo tanto che la spugna spariva in quel solco immenso e scuro. Intanto il mio cazzo si era fatto duro e nel riflesso delle piastrelle, anche lui era nelle mie stesse condizioni. Le mie carezze si fecero più audaci, le mie dita correvano già nella scanalatura dello spacco del culo, arrivai al suo buco, inizia a solleticarlo con un dito. Mi accucciai in modo da avere il culo di Muhammad all’altezza del mio viso, l’acqua scorreva lavando via il sapone, gli aprii le chiappe e vidi quel buchetto nero senza peli. Iniziai a leccarlo prendendo contemporaneamente in mano il suo cazzo.
Il porcello mugolava. “Che bello, si leccami il buco del culo. Cazzo che lingua lunga che hai brutto frocio!!!” Non ce la facevo più, la voglia di prenderlo
nel culo era tanta da alzarmi e farlo girare, il suo cazzone urta contro il mio cazzo arrapato. “Te la senti davvero di prenderlo nel culo, eeeh frocione?”,
mi chiese sorridendo. “Se non lo fai ti ammazzo, negraccio di merda!!”, risposi arrapato. Uscimmo dalla doccia avvolti dai asciugamani, io camminavo davanti
a lui tenendo ben afferrato x la sua salsiccia nera e lo trascinavo verso la camera da letto. Arrivati Muhammad si china a prendere qualcosa dalla tasca dei
suoi pantaloni: i preservativi ed un tubetto di vaselina. “Ehi troiona, vuoi farlo sul pavimento o sul letto!!”, mi chiese. “Meglio il letto x la prima
volta, mio bel maschione!!” In pochi secondi eravamo sul letto, ancora bagnati ed entrambi coi cazzi duri. Io mi disposi subito a pecora, lui mi aprii le
chiappe e spalma un bel pò di vaselina sul mio ano, con il dito unto nel culo lo ficca appena, mettimelo dentro pensavo, si si, fammi godere, il dito andava su e giù per il buchetto vigorosamente, ero alle stelle! Non vedevo l’ora di prendere il suo cazzone nero. Non aspettai molto con meraviglia il dito era tutto e ben inserito nel budello, poi altri due che entrano facilmente, ebbi un forte sussulto di piacere. Il mio buchetto vergine già visitato dai suoi diti non fece molta resistenza da scomparire completamente nell’ano. Adesso come prima entra anche il terzo! Allargai le chiappe dove il buco era bello largo, pronto ad accogliere anche il suo bastone nero, che oramai volevo a tutti i costi. Non volevo demordere. Infilato di nuovo da quei diti, cercando di aprirmi bene il buco del culo con l’aiuto delle mie mani. Non passa un paio di minuti che sfila i diti. Poi indossa un preservativo, e punta il cazzo sulle crespe dell’ano del tutto rilassato. Sento la sua capocchia dura sforzare lo sfintere con molto impeto. “E’ proprio stretto, bisogna ancora rimediare!!”, disse con vari sforzi e senza aspettarmelo stavolta rimise ancora le tre dita, e poi quattro, mentre il buco si allargava io purtroppo stavo lacrimando dal dolore. Inoltre Muhammad spingeva a fondo le dita così da allargare lo sfintere e far rilassare quel buco così ostinato. Le dita entrarono facilmente, ma quando il culo aveva cominciato a prendere confidenza sempre più a fondo. Godevo come un maiale, la vaselina che mi colava sulle cosce. Muoveva la mano avanti e indietro come a scoparmi con le dita fino a scomparire nel culo sempre più velocemente: non voleva farmi del male. Continua così per un dieci minuti, dopodiché mi disse: “Ti faccio male eeh, puttana bianca? Ora sentirai più male, ma anche molto più piacere, col mio cazzo al posto delle dita!!” “Bastardo di un negro, sfondami il mio lercio culo!!!”, gli gridai. Non si fece ripetere due volte tolse di botto le quattro dita, che formicolava ed era rosso e caldo, provai istintivamente ad infilarmi un dito nel culo e sento le crespe del buco di culo bello largo adesso, pronto ad accogliere il bastone nero, che oramai volevo a tutti i costi. Il mio dito viene tolto bruscamente da lui e poi punta il suo cazzo all’imbocco dell’ano che fremeva di essere rotto da quella bestia nera. Muhammad mi spinse la cappella da far sparire una buona parte di centimetri nel budello, e mentre spingeva allargai le chiappe, il mio culo mostrava di rilassarsi e le crespe del buco si faceva meno stretto da sentire altri centimetri di cazzo che scomparivano all’improvviso nello sfintere. Da dietro mi sento afferrato per i fianchi. Poi scese con la mano x afferrare il mio cazzo. Nuova resistenza. Nuovo sussulto. Non volevo che si fermarsi. Spinsi indietro da sentire le pareti del mio ano dilatarsi ampiamente. Dalla mia bocca esce un gridò di dolore. Muhammad spinse tutto la mazza nel mio retto che lentamente si stava dilatando. Il mio retto fece poca resistenza al cazzo, ricevette quasi tutta l’asta nera e dura. Io ansimavo forte. Aspettavo tremante l’ultimo affondo finale. Il suo cazzone era quasi tutto dentro e lui si ferma. “Vuoi che smetto?”, mi chiese. “NOOOOO!!!”, gridai a squarciagola. Muhammad inizia a fottere, all’inizio lentamente, lo sfilava e infilava di pochi centimetri. Sentii lo sfintere che cedeva alla pressione di quella enorme nerchia nera, e farmi sussultare, da provare un fortissimo dolore.
Adesso io sospiravo affannosamente, e lui aumentava il ritmo della fottuta. Muhammad sentiva il suo cazzo nel mio stretto e caldo retto. Divenne violento.
Spingeva e spingeva da pronunciare parole senza senso nella sua lingua madre, anche se non riuscivo a capire tale era la mia eccitazione. Nella fottuta mi
accorsi che il suo ventre sbatteva sulle mie chiappe come a voler anticipare l’affondo. Lui affondava ed io godevo, godevo come mai avevo goduto con una donna, ero quasi venuto e sentii che Muhammad stava x venire con me, sentii il mio cazzo gonfiarsi nella sua mano ed il suo e il mio grido dove lui imperterrito continua a pompare per qualche istante, non voleva più uscire dal mio buco caldo. Dove mi diede gli ultimi affondi e come un’esplosione il mio cazzo spruzzo sulle sue lenzuola sporcando di sperma. I nostri respiri si calmarono. Rotolammo sul letto. Dal godimento svenni, e poi richiamato dalla sua voce mi ripresi. Io ero oscenamente disteso sul letto, con le cosce aperte, le chiappe spinte in fuori e il buco inondato di sperma che cominciava a colarmi dall’ano, ancora dilatato, lungo le cosce. Muhammad, era spaventato in preda ad una totale confusione. “Amore, ti senti male?” “Male?! Non ho mai goduto tanto in vita mia. All’inizio è stato terribile, ma dopo ho goduto da matti!!” “Allora, te piaciuto?” “Non so dirti quanto! Con una donna non avevo mai goduto in questo modo, è stato fantastico!!” Ci addormentammo, ma durante la notte il maschione nero mi possedette più volte ed io non reagì lasciandolo fare. Mi svegliai al mattino, molto stanco con le ossa indolenzite x tutte quelle trombate il mio retto era del tutto sfasciato. Muhammad era accanto a me nudo che ancora dormiva con il suo cazzone lungo e moscio, che gli pendeva giù x le cosce ed io stretto al suo petto villoso gli tenevo x mano quella bistecca nera. Ma veniamo disturbati da qualcuno che apre la porta senza bussare, anzi svegliati di soprassalto. Davanti a noi appare tre negri scuri come la pece, e quanto Muhammad li vede fa a loro un sorriso che viene subito ricambiato. Muhammad mi presenta i suoi amici con un modo un pò rozzo come se fossi una sua preda nel carniere. Io per dire la verità mi sentivo un pesce fuori d’acqua e non sapevo cosa fare, ma i tre rompe gli indugi sfilando completamente i vestiti e mutande bianche come niente fosse. Restando tutti nudi coi cazzi di fuori, anche se non erano niente male a grossezza. Erano in piedi davanti alla sponta del letto e senza pensarci su due volte cominciano a menarsi quelle sleppe di nerchia dura e nera. Li guardai sbalordito, ma Muhammad non fece una mossa x difendermi, anzi disse: “Ti dispiace troia di accontentare anche loro, sai dividiamo tutto da buoni amici!?” Io rimasi davvero molto sbalordito, non sapevo proprio cosa dire e quasi automaticamente dissi: “No!! Ma???” Non riesco a pronunciare un mio assenso che lui tranquillamente si alza dal letto e invita loro amici di approfittare del mio culo essendo una troia e affamata di cazzo, e poi vedo il vigliacco prendere i suoi vestiti e sparire con quel bel culo nero dalla stanza dandomi in pasto a quei lupi famelici.
Rimasi immobile pensando fra me_e_me che non mi sarei mai aspettato che Muhammad mi avrebbe dato in pasto ai suoi amici, e incazzato con me stesso cerco di
salvarmi da quei enormi cazzi che mi avrebbero di sicuro sfondato del tutto il culo. Non feci neanche un passo che un bel cazzo nero me lo trovo in mano e
uno subito me lo punta in faccia, non riesco a trattenere i miei istinti da porco da ingoiare in bocca e spompinarlo senza esperienza, ma con tanta buona
volontà lascio che la mia testa viene sospinta giù in basso x ingoiare tutto e succhiare quel bel palo duro che s’ingrossava nella mia gola che lo contengo a
fatica. Io, come un pupazzo nelle loro mani, li lasciavo fare balbettando in modo poco convincente: “Ahh, ragazz… ma che fate! Io non sono… io non…
No… questo no… non farlo, vi prego… io… mmmmmmmmhh!!!” Che porc? Ho paura, ma è troppo bello!, comunque a lui piace perché lo sento che si indurisce
fra le mie labbra e agita il bacino come x scoparmi la bocca. “Ciuccia troia, non vedi che muori dalla voglia di prenderli tutti sti cazzi insieme, eeh
frocioneee!!”, disse uno di loro che da dietro mi pose a pecora, e poi mi sputa fra le mie chiappe un getto di saliva con cui inumidì il mio buchetto già
slargato da Muhammad. “Mmmm!!, piano non farmi male, piano entra piano!!” Mugolai con dei gemiti di piacere, anche se cerco di divincolarmi lo lascio fare.
“Zitta brutta troia bianca, lo senti la cappella dura di un vero negro eeh?, lo senti vacca come é duro?”, urla lui ficcando brutalmente la cappella tutto
nel mio culo!!” “Ohhh!, noo! Non così, mi sfondi tutta la fichetta!!!” “Stai ferma finocchia!, sei solo una troia!, e si vede che hai il buco del culo
chiacchierato tanto che ti piace prenderlo dai negri!!”, disse dando un colpetto di reni e poi io, rispondo: “Non è vero!!” Mentre mi stava dando un secondo colpo più forte, lui riprende dicendo: “Non ti piace il cazzo dei neri, eeh frocio?, dillo sei hai coraggio!!”, ghignava mentre ondeggiava il bacino e accelerava il ritmo dell’inculata. “Sììì negraccio di merda!, mi piace i vostri cazzoni duri e neri!!” “Eccoti accontentato, ora ti piacerà di più in questa fichetta che porti nel culo. Troia!!”, aggiunse mentre con le mani mi afferra x i fianchi dando un terzo colpo, più forte, con cui infila l’intero cazzo nel mio culo. “Ahhh! Ahhhh! Noooo! E’ troppo grosso! Esci che mi squarti il buco del culo!!!” Neanche fini a dirlo che il porco lo tira indietro e poi lo spinge giù, era un sali e scendi che alternava con certi colpi precisi da portarmi all’estasi. “Ho cazzo. Siiii! Ti sento dentro la mia fichetta. Ahhh! Cazzo che bello! Ohh! Aggrrrr! Godooo!!!” Gridai contraendo le chiappe. Mentre gridavo lui prese a stantuffare con furia ansimando e bestemmiando nella sua lingua e fu un attimo che schizzò da riempirmi completamente la budella di sborra, anche l’altro cazzo che tenevo in bocca come una furia mi farcì la gola di sperma e dopo dovetti ingoiare tutto.
Purtroppo in quella stanza da letto dovetti far godere altri cazzi che presero il posto del inculatore in simultanea, senza farmi respirare da stantuffare
con furia ansimando dal godere: “Dillo brutta troia, che ti piace i cazzi dei negri! Dillo che ti piace! Dillo che ti piace!” “Nooo! Noooo!!! Ahhh! Siiii!
Maschiacci, negracci, dai ancora fottetemi il culo che godoooo!!! “Sei solo una troia bianca e un culorotto, e si vede che ti piace molto i cazzi neri!!”, ghignava il maschiaccio nero che ondeggiava il bacino e sussultarmi dentro. “Ohhh, noo! no!!!” Godevo come un matto, mentre due mani mi strizza forte i capezzoli che mi fece andare in pallore, anche se accelera il ritmo dell’inculatoria. “Ti piace troia? Sto fottendo il culo adesso, ora troia bianca ti riempio la pancia di sperma!!” “Bastaaaa!!!! Non ce la faccio piùùù!” Ma mentre gridavo un altro cazzo prese il suo posto. Quando anche questo mi sborra dentro al culo, mi lascio andare anch’io a un orgasmo liberatorio e pieno di sussulti. Tra colpi nel culo, e affondi di bocca comprese leccate sulle palle, veniamo quasi tutti contemporaneamente, e mentre io ingoiavo lo sperma di quei negracci sborro anch’io in faccia a qualcuno di loro. Oh… mamma?!, non ce la faccio più a resistere e troppo, ho perso la nozione del tempo, cazzo non sono mai stanchi sti negri di merda, ha guardarli non li riconoscevo cambiavano fisionomia. Vabbé che si assomigliano tutti, mi hanno riempito e sfondato del tutto, il culo mi faceva un male cane, la gola bruciava e volevo tanto riposare. “Ehi ragazzi, per piacere aspettate un momento, mi sento tutto indolenzito é vorrei riposare e mangiare un pò…!!”, dissi quasi semi_tramortito dai quei cazzoni. “Ma, si… la troiona ha ragione!?”, rispose ridendo uno di loro. “Su diamo un pò di tempo x riprendersi, ho fame anch’io, andiamo a mangiare qualcosa e dopo alla troia gli diamo un bel digestivo!!”, disse ridendo e toccarsi di nuovo il suo cazzone floscio e sgocciolante di sperma. Quei bei corpi Afro, nudi e glabro di sudori, che sfoggiano davanti i miei occhi. Tutti e tre maschioni tenevano in mano le mutande bianche, in quanto pretesero che gli rimettessi io le mutande; non era x me un problema, ad uno, a uno infilai nella gamba sinistra, poi nella destra, glieli sistemai x bene quei grossi cazzoni che non erano più in erezione tanto da ficcarli dentro alle mutande, e infine chiusi in quel tessuto leggero che deforma il loro davanti facendo un grosso bozzo da stampare a ciascuno un bel bacio. Mentre infilavo le mie mutande nere uno di loro mi ferma porgendo un tanca femminile anch’esse bianche, e mi chiese di mettermelo essendo la loro troia. Entro in sala con indosso il tanga che evidenzia le mie chiappe grosse e bianche, mentre sculetto come una checca da dietro i miei maschioni neri si godevano a quella vista. Vedo Muhammad anche lui in mutande bianche col cazzo da fuori e seduto al divano a fumare, con la tv a tutto volume. Mi accoglie con un bel sorriso. Tutti eravamo in mutande x pranzare. I suoi amici cominciano ad apparecchiare la tavola e in quell’atmosfera famigliare, anche se qualcosa non mi quadrava, con mia sorpresa, avevano preparato un (coperto) in più, (cinque posti) in realtà era (undici coperti) e la cosa non mi stupì più di tanto, mi convinsi immediatamente che la serata si sarebbe presto trasformata in un’orgia colossale.
Infatti dopo neppure passati un paio di minuti con la coda dell’occhio vedo uscire dall’altra stanza da letto altri quattro negroni, anch’essi in mutande
bianche, io resto fermo a bocca aperta, (ma quanti sono?) e con sorpresa anche dalla cucina escono due negroni con le stesse condizioni che portano una
fiamminga fumante e stracolmo di spaghetti e un altra piena di polpette. In breve mi trovai attorniato da quei maschiacci, tra cui sorpreso riconobbi
il gestore del “International telephony” adesso capisco il suo sorriso malizioso, sapeva tutto. Cazzo? Ora ho capito il via vai nella stanza e x giunta non erano mai stanchi! La rabbia iniziale e il disprezzo verso quei maschioni Afro e Muhammad in particolare. Figli di puttana mi hanno inculato x bene, metaforicamente parlando, ma purtroppo la voglia di fargli pagare, bhe, purtroppo si era trasformato nella voglia di farmi spaccare di nuovo il culo da quei possenti bastoni di carne nera. Stranamente, non feci scenate, reagendo, anzi senza pensarci su due volte mi metto a sedere e mangiammo un pò troppo e, più che altro, bevemmo un pò troppo. Appena finisco a mangiare l’ultima polpetta un negrone si alza dalla tavola e si cala la mutanda e caccia un bel cazzo grosso, me lo punta in faccia che neanche pensavo in quel momento e contraccambio da leccare per benino fino a ingoiarlo tutto in bocca e spompinandolo con tanta buona volontà. E’ così grosso che lo contengo a fatica. A lui comunque piace perché lo sento che si indurisce fra le mie labbra e agita il bacino da scoparmi la mia gola profonda, mentre gli altri seduti stavano a guardare allupati. Dal tavolo intanto i nostri mugolii si sono trasformati in veri e propri urli. A un certo punto, il negrone che stava seduto affianco, infila la mano tra le mie cosce per poi risalire sul culo a sollevarmi con prepotenza dalla sedia da infilare il suo bel cazzo duro fra le mie chiappe e mi incula di colpo facendomi strabuzzare gli occhi per il male. In quel momento Volevo gridare dal dolore, ma ho la bocca piena non ci riesco. Aggrappato sul tavolo il negraccio mi stava inculando allegramente, mentre io rantolavo come una troia in calore. Geloso il mio negrone tira fuori il suo cazzo dalla mia bocca e, tenendoselo con una mano, mi carezza sulla faccia e sulle labbra con la punta della cappella che dopo aver studiato la situazione con il suo amico hanno ripreso un ritmo perfetto. Quando lo stallone nero da dietro mi assesta dei colpi molto duri io, scivolo in avanti e mi risucchio in gola il cazzo del negraccio in piedi e contemporaneamente quello dietro si ritrae quasi uscendo dal buco del culo da farmi scorrere con la bocca sulla minchia di quello davanti spompinandolo da vera porca. Tutto sincronizzato da risolvere con una buona sborrata.
I due maschiacci neri mi lasciarono inerte sul tavolo a chiappe spalancate che si vedeva quel grosso cratere che eruttava sperma calda, e contemporaneamente un rigurgito di stomaco saturato di cibo che provoca una fuoriuscita di sperma, non a spruzzi, ma colando abbondante dalle mie labbra. La mia testa e il volto impregnato di sborra, ero ridotto ad una maschera biancastro di liquido organico e vischioso. Come troia annaspavo e boccheggiavo in quel lago spermatico tanto che gli altri negri si eccitarono da abbassare le mutande x scoprire certi cazzi lunghi e grossi che sventolano x aria, non ci volete credere quell’ammasso di carne negra e dura mi mandarono in visibilio. Ubriaco di sperma e dei loro cazzoni mi inginocchiai davanti a quel ben di Dio, ed iniziai a spompinare tutti a turno senza lasciare i cazzi degli altri occupate dalle mie mani. Qualcuno aveva un cazzo lungo più di 30 cm e con una circonferenza impressionante e faticai non poco a prendere la sua grossa cappella in bocca. Ma alla fine riuscii a fargli un succulento pompino ingoiando quasi la metà di quel magnifico cazzo. “Mmmmh che bocca da pompininaro, non sei niente male frocio. Dai ingoialo tutto da brava troia!!” Non finì a parlare che vengo da lui riempito con una copiosa sborrata che mi affrettai ad ingoiare completamente. Intanto continuavo a segare gli altri cazzi a turno.
Mi colpirono con le mani e i piedi, accompagnando ogni colpi con insulti del tipo: tieni, brutta troia bianca. Succhiaci bene il cazzo frocione. Allarga il culo, che te lo riempiamo di ciccia nera. Muhammad, intanto ricomincia a fumare in quella cazzo di poltrona, completamente nudo, mi incitava a succhiare i cazzi dei suoi amici. Osservo rapito il suo cazzone nero, lungo e grosso, e x un incredibile attimo provai quasi gelosia che lui non mi fotteva. I due maschioni mi riempirono i buchi di sperma da affogarmi e prima che venivano sostituiti da altri cazzi io, x risposta, mi avvicino al divano e, d’impulso, mi getto con la bocca sul suo grosso cazzo che continuava a masturbarsi. Potevo udire qualche grido di sorpresa e compiacimento del gruppetto. Fu solo l’inizio. Presto vengo subito immobilizzato dagli altri neri che mi furono dietro e cominciarono a sfregarmi i loro cazzoni sul culo. Io da vera cagna in calore cominciai a mugolare, in mezzo a quegli Afri del tutti arrapati. Persi ogni freno e le mie voglie a lungo represse esplosero senza timori: io, in ginocchio dovetti subire certe sleppe di tutte le misure. Costretto a leccare a pompare da capo a piedi mentre loro ridevano e mi insultavano.
In particolare, mi costrinsero a indossare biancheria intima femminile, e costretto a sfilare, sculettare per tutto l’appartamento come una puttanella, subendo ogni tipo di insulto e forti sculacciate. x ogni minima azione che, anche x capriccio, non ritenessero di loro gusto. Offrii a tutti il mio culo, mentre la bocca raccolse più volte il loro sperma. In bagno, costretto a sdraiarmi nella vasca e prendere addosso il loro piscio puzzolente. Mi sentivo x la prima volta donna, gridai più volte che ero una puttana, una schiava, una zoccola che avrei fatto di tutto x accontentarli. Non pensavo di poter ammettere così, davanti a quei uomini Afri, nudi, di essere un frocio, una checca, una troia, un succhiacazzi. Due di loro mi trucca con dei cosmetici da bagascia, e poi mi obligano a sparecchiare la tavola, sempre sculettando e sorridendo licenziosamente. Loro se ne stavano così, nudi, pronti in ogni momento a darmi un calcio nel culo e sculacciate se non sculettavo. Ormai ridotto ad una vacca per soddisfare ogni loro capriccio, mentre facevo la donna di casa loro del tutti ubriachi mi ruttavano in faccia, ed io subivo tutto, come una cagna in calore, urlando eccitata a tutti quanto fossi troia in quel momento. Passò così un’altra ora, e quando sembrarono soddisfatti, fui preso da dietro da Muhammad e, mentre ero seduto sopra il suo bel cazzone Muhammad cominciava a fottermi il culo, ormai ridotto ad una caverna. Tutti stavano guardando tranne uno che me lo trovo davanti puntanto minacciosamente il cazzo al buco del culo,
infatti il porco aveva deciso di incularmi insieme a Muhammad: ero davvero terrorizzato. “Ma che vuoi fare!?”, grido. “Non insieme, no, no!” Il negro non sembra di ascoltarmi ed alla fine mi blocca, attirandomi verso di sé con le braccia e mi dice: di stare fermo. Il suo cazzo nero bello unto si mette esattamente sulla fessura già occupata da Muhammad che mi afferra per i fianchi attirandomi verso di sé. Il cazzo del negraccio entra dentro di colpo e Muhammad ha un gemito di piacere e comincia a muoversi su di lui godendosi quel grosso arnese che dilata il mio povero buco. Ad un certo punto il dolore è insopportabile all’inizio, ma in breve comincia a provare sensazioni che mai avrei immaginato prima, vorrei che quei due non smettessero mai di incularmi.
Il mio buco del culo s’allargava sproporzionalmente x oltre venti minuti e sentire due cazzoni entrare ed uscire da me e le loro parole come troia, frocione, puttana non fecero altro che eccitarmi ancora di più. Cominciai a godere con i due maschioni neri e non smisi di godere!!! “Aaaahhh, siiiiiiiii, godo siii scopatemi, sfondatemi!!” Muhammad e il suo amico dopo avermi portato all’orgasmo totale con i loro cazzoni neri che cavalcavano con colpi potenti e profondi mentre gli altri cazzoni neri si susseguivano con forte seghe da sballo. La scopata durò a lungo e poi mi riempì le crespe dell’ano di sborra bollente.
“Adesso ti inondo di sborra cagna bianca, too prendilo tutto nel culorotto troia, siiiii rottinculo sborroooooooo!!” Dopo un pò vengo riempito di sborra inculo, tutti e due tirano fuori il cazzo dal mio buco del tutto slabbrato. A quel punto, quasi come se niente fosse vengo posizionato sulla cappella di Muhammad che infatti mi sborra in bocca. Quando entrambi furono svuotati nella mia bocca, Muhammad e il suo compagno si allontanano, un altro prese il suo posto scopandomi il culo. Gli altri invece mi afferrano da porgere ancora i loro cazzi da succhiare. I cazzi in quel appartamento passavano dalla mia bocca al buco del culo, dove si svuotavano della loro sborra riempiendomi completamente tanto che cominciò a colare sul pavimento. Ormai non contavo più gli orgasmi e tanto meno il numero dei cazzi che mi erano entrati in bocca e culo. Ad un tratto uno di loro non so chi.. mi prese e mi fece impalare sul suo enorme bastone, nonostante di aver preso due bei cazzi inculo un certo fastidio mi diede, però non mi fece alcun male ed iniziò a d incularmi alla grande.
Ogni tanto estraeva il cazzo per ammirare la voragine che c’era al posto del mio ano e poi lo rimetteva dentro fino alle palle facendomi godere come una
puttana. “Siiiii, godo dai sfondami il culo, sfonda questa gran puttana bianca che sono!!”, urlo ossesso. Quando il cazzo di turno scarica nel mio ano bollente, il buco non fece in tempo a richiudersi che un altro cazzo aveva preso il suo posto, anche a due cazzi. Andammo avanti così per un tempo che mi parve infinito finché l’ultimo dei maschioni neri si furono svuotati i coglioni nel mio ormai povero culetto del tutto sfondato. Credevo che tutto finisse, ma il bastardone di Muhammad con il suo bastone duro me lo infila immediatamente di nuovo nel mio povero culo sfondato. Non ci crederete, ma mi sentii lacerare il buco e le pareti del retto completamente dilatate dall’invasione di quell’immane cazzo nero. Mi faceva saltare sul suo cazzone facendomi godere come una maiala. “Prendi il cazzone nero inculo, non vedi che sei una gran maiala, chissà come camminerai domani con sto culorotto!!”, rise Muhammad subito imitato dagli altri.
Dopo un pò irrigidisco e sentii i suoi caldi fiotti di sborra arrivarmi nello sfintere ed ebbi un ennesimo orgasmo. Quella notte feci pompini anche doppi, ed inculate da perdersi del tutto in mezzo ai cazzi dei negri, bevvi innumerevoli sborrate che ingoiai con gran libidine da far ridere tutti i presenti. Dovetti servire la cena sempre truccata da troia, mentre loro se ne stavano con le mutande stravaccati chi sulla poltrona e sul tappeto, ormai del tutti spompati aspettavano di mangiare, ed io come una troietta sculettavo e apparecchiavo la tavola. Tutti erano sessualmente esausti da non far più sesso, finché non giunse il momento di andarmene via. Appena pronto li salutai, non soddisfatti mi sputarono addosso tutti ridendo e accompagnando il loro gesto sui loro cazzoni che dormivano in quei teli di tessuto bianco, e poi si divertivano con sonore sculacciate sul mio culo. Io, in piedi a testa bassa, subii quell’atto di estrema ingiuria rallegrandomi per quella serata straordinaria trascorsa insieme a loro. Fui restituito alla società maschia completamente diverso: leggermente frocia e checca, che ciuccia cazzi e lo prende nel culo, ma solo x i miei maschioni negri. Dopo di allora, e fino ai nostri giorni, potei ripetere quell’esperienza x altre occasioni.
By Mimi

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